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b.& b. la finestra sul parco - escursioni punti di interesse attrazioni a cefalu

 BED AND BREAKFAST B.& B. LA FINESTRA SUL PARCO

BED AND BREAKFAST
B.& B. LA FINESTRA SUL PARCO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a CEFALU Petralia Sottana Caccamo Montemaggiore Belsito

RISERVA NATURALE ORIENTATA MONTE SAN CALOGERO

RISERVA NATURALE ORIENTATA MONTE SAN CALOGERO  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA MONTE SAN CALOGERO, PALERMO, ITALIA - SICILIA  Navigatore
24 Km da B.& B. LA FINESTRA SUL PARCO
  Area Casteldaccia, Montemaggiore Belsito, Alia
Monte San Calogero geologicamente e' una grossa anticlinale (porzione di crosta terrestre piegata dalle forze tettoniche che la fanno emergere) che sprofonda in direzione E-SE. Piu' che un monte sarebbe piu' corretto chiamarlo Sistema montuoso del San Calogero: si presenta come un poderoso massiccio costituito da calcari e dolomie originatesi dal Mesozoico in poi, da strati silicei e dal cosiddetto flysh numidico (di natura sedimentaria)

SOLUNTO

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Loc. SANTA FLAVIA - SICILIA  Navigatore
41 Km da B.& B. LA FINESTRA SUL PARCO
  Area Casteldaccia, Palermo, Monreale
Solunto e' un'antica citta' ellenistica sulla costa settentrionale della Sicilia, sul monte Catalfano, a circa 2 chilometri da Santa Flavia, di fronte Capo Zafferano, nei pressi di Palermo. Preceduta dall'insediamento marittimo punico di Kfr (circa VIII secolo a.C.) localizzato sul vicino promontorio di Solanto, la citta' venne fondata nel IV secolo a.C. dai Cartaginesi, che ne mantennero il controllo per piu' di un secolo. Durante questo periodo divenne centro di traffico marittimo, rivaleggiando con Palermo e Mozia.Nella nuova citta' disposta a pianta ippodamea sul monte Catalfano si insedio' (307 a.C.), col benestare dei Cartaginesi, un gruppo di mercenari greci abbandonati da Agatocle in Africa dopo il fallimento della sua spedizione. La presenza di un forte nucleo ellenico e', del resto, confermata, oltre che dal carattere stesso delle costruzioni e della loro decorazione, dalla presenza d'iscrizioni in greco, e dal tipo delle magistrature e dei sacerdozi in esser ricordati: gli anfipoli di Zeus Olimpio e gli hiero'thytai. Nel 254 a.C., durante la prima guerra punica, la citta' passo' ai Romani, come Iatai, Tindari ed altre. Sappiamo da Cicerone che essa faceva parte delle civitates decumanae. La notizia piu' tarda si ricava dall'unica iscrizione latina scoperta a Solunto, una dedica della res publica Soluntinorum a Fulvia Plautilla, moglie di Caracalla. A giudicare dai materiali archeologici sembra che il sito, semideserto e in decadenza gia' dal I secolo, sia stato definitivamente abbandonato poco piu' tardi. Gli scavi iniziarono nel 1825 per interessamento della Commissione di Antichita' e Belle Arti, e in tale occasione fu rinvenuta la statua raffigurante Zeus in trono oggi conservata al Museo archeologico regionale Antonio Salinas; essa e' caratterizzata dal corpo scolpito in calcarenite locale e la testa in marmo bianco, mentre il trono e' decorato con rilievi raffiguranti Ares coronato da Nike, Afrodite, Eros e le Grazie. I lavori di scavo proseguirono nel 1836 e nel 1863, liberando una parte della citta', ma essi sono stati ripresi nel 1952, e portati avanti negli anni successivi. E' cosi' tornato alla luce un settore notevole del tessuto urbano, che permette di ricostruire la struttura riorganizzata integralmente intorno alla meta' del IV secolo a.C. La citta' occupa il pianoro del monte Catalfano, che digrada da ovest ad est, e in parte e' franato sul lato nord. La superficie doveva essere originariamente di circa 18 ettari, ed era suddivisa regolarmente - secondo i dettami urbanistici di Ippodamo da Mileto - da una serie di strade orientate da nord-est a sud-ovest, intersecate da assi minori perpendicolari, i quali, essendo disposti perpendicolarmente alla pendenza, sono perlopiu' costituiti da scalinate

RISERVA NATURALE ORIENTATA PIZZO CANE, PIZZO TRIGNA E GROTTA MAZZAMUTO

RISERVA NATURALE ORIENTATA PIZZO CANE, PIZZO TRIGNA E GROTTA MAZZAMUTO  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA PIZZO CANE, PIZZO TRIGNA E GROTTA MAZZAMUTO, PALERMO, ITALIA - SICILIA  Navigatore
36 Km da B.& B. LA FINESTRA SUL PARCO
  Area Caccamo, Santa Flavia, Mezzojuso
Questo massiccio montuoso presenta non soltanto rocce calcaree dovute al sedimentarsi di gusci e scheletri di animali nei fondali dell'antichissimo mare dell'epoca mesozoica, ma anche la presenza di pareti silicee, organizzate in lamelle parallele frammiste ad elementi incoerenti (scisti) formatesi per l'accumulo lentissimo e costante nei secoli di gusci di microorganismi (diatomee e radiolari) e di spugne silicee nei fondali marini. Non solo: su Pizzo Cane, all'interno dei calcari, esistono intrusioni di rocce vulcaniche che arrivano ad affiorare

SPERLINGA

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Loc. SPERLINGA EN, ITALIA - SICILIA  Navigatore
42 Km da B.& B. LA FINESTRA SUL PARCO
  Area Nicosia, Agira, Enna
Sperlinga (Sperrenga in gallo-italico, Spillinga in siciliano) e' un comune italiano di 896 abitanti della provincia di Enna in Sicilia. Il comune fa parte del circuito dei borghi piu' belli d'Italia. E' situato tra i monti Nebrodi e le Madonie, nel cuore della Sicilia centrale, a 47 chilometri da Enna. Gia' definita una regale dimora rupestre scavata in una gigantesca mole d'arenaria, etimologicamente Sperlinga deriva dal greco e significa Spelonca, grotta. Il territorio comunale e' caratterizzato da numerose grotte scavate nella roccia arenaria. Sperlinga e' attestata come castrum (e quindi borgo dotato di strutture castellane) gia' in un documento del 1239. La storia di Sperlinga si identifica con la storia delle famiglie che hanno posseduto il castello e i feudi annessi, i Ventimiglia, i Natoli e gli Oneto. Il paese, nato come borgo feudale ai piedi del castello medievale normanno, si e' espanso dal 1597 in poi, quando il re Filippo II concesse a Giovanni Natoli, il titolo di principe di Sperlinga, e il privilegio di potervi fabbricare terre. Il Natoli fece edificare la Chiesa dedicata a S. Giovanni Battista fuori dalle cinta del Castello, i cui primi atti parrocchiali sono datati 1612. Il figlio Francesco cedette castello e proprieta' agli Oneto, duchi di Sperlinga, nel 1658. In contrada Capostra', nel luglio 1943, fu scattata la famosissima foto di Robert Capa che e' diventata a livello mondiale il simbolo dello sbarco alleato. Si segnalano quelle di Contrada Rossa, Cicera, Perciata, Grotta Vecchia, e all'interno del centro abitato quella del Balzo scavate in fila e sovrapposte con antistanti pittoresche stradine che costituiscono nel loro insieme un borgo rupestre, dove, ogni anno, il 16 agosto, si celebra la Sagra del Tortone. Tale manifestazione folcloristica consiste nella distribuzione e degustazione di cibi locali tipici, espressione della migliore e piu' genuina tradizione culinaria del luogo. Al centro della proposta alimentare riccamente imbandita il gustosissimo Tortone. Nei giorni precedenti, i vari rioni del paese, ognuno rappresentato da una Dama, si sfidano in vari giochi. La dama del rione che ha ottenuto il maggior punteggio viene eletta Castellana di Sperlinga. Il 16 agosto la Castellana, insieme alle altre dei paesi Gallo-Italici, partecipa al corteo storico, composto da molti personaggi, in costume d'epoca, che sfilano lungo le vie del paese. Una giuria eleggera' la Dama dei paesi Gallo-Italici. La serata in piazza Castello e' allietata da rappresentazioni di eventi storici, spettacoli pirotecnici, canti e balli. Il castello di Sperlinga e' un raro esempio di castello rupestre, in parte scavato nella roccia e risalente probabilmente al periodo anteriore ai Siculi pre-greci (XII-VIII secolo a.C.), in parte costruito sulla stessa roccia, intorno all'anno 1080. E' stato sede dei principi di Ventimiglia fino al 1597, poi dei principi di Sperlinga Natoli (1598 - 1658) e quindi del duca di Sperlinga Oneto (1658-1861), l'ultimo dei quali lo concesse in enfiteusi al barone Nunzio Nicosia, i cui discendenti lo donarono al comune di Sperlinga nel 1973. E' famosa la scritta postuma in latino scolpita sull'arco a sesto acuto nell'androne del Castello, dal Principe del Castello Giovanni Natoli: QUOD SICULIS PLACUIT SOLA SPERLINGA NEGAVIT, tale scritta postuma e' legata alle vicende dei Vespri Siciliani (1282) quando una guarnigione francese di angioini si asserraglio' all'interno del castello e resistette all'assedio per oltre un anno.

CACCAMO

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Loc. CACCAMO PA, ITALIA - SICILIA  Navigatore
29 Km da B.& B. LA FINESTRA SUL PARCO
  Area Casteldaccia, Montemaggiore Belsito, Alia
Ca'ccamo (Ca'ccamu in siciliano) e' un comune italiano di 8.526 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia. Sono incerte le origini e la storia del paese, dato che pochissimi sono i documenti storici a cui attingere per le informazioni sulle origini. Si presume che il primo impianto urbanistico sia stato realizzato dai Cartaginesi, rifugiati nel paese dopo che Himera (nelle vicinanze dell'attuale Termini Imerese) era stata distrutta da Gelone, tiranno di Siracusa. Ma sono state trovate anche successive tracce bizantine e, inoltre, alcuni nomi di quartieri e di contrade fanno presupporre la presenza di un nucleo saraceno (lo stesso toponimo Caccamo potrebbe essere d'origine araba). In seguito, nel 1094, Caccamo fu affidata ai Normanni, concessa in feudo a Goffredo de Sageyo. Il paese e' una borgata medievale dominata dal suo Castello in alto su una collina nella parte piu' antica del paese. A Caccamo nacque l'architetto e pittore manierista Nicasio Azzarello (Contino and Mantia, 1998), discepolo e genero dell'architetto, pittore e cartografo palermitano Antonino Spatafora, cognato dell'architetto e pittore termitano Vincenzo La Barbera. L'Azzarello' lavoro', in qualita' di architetto ai Quattro Canti (Ottagono di Piazza Villena) di Palermo. Unico suo dipinto noto, come hanno recentemente documentato Contino and Mantia (2001), e' l'Annunciazione della chiesa del Carmelo di Termini Imerese, realizzata assieme al discepolo, il termitano Francesco La Quaraisima

RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI FAVARA E BOSCO GRANZA

RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI FAVARA E BOSCO GRANZA  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI FAVARA E BOSCO GRANZA, PALERMO, ITALIA - SICILIA  Navigatore
26 Km da B.& B. LA FINESTRA SUL PARCO
  Area Alia, Caccamo, Petralia Sottana
I boschi della riserva sono dominati dalle sughere che si associano a roverelle, ornielli e lecci. La vegetazione arbustiva del sottobosco e' ricchissima e rispecchia quella delle specie tipicamente diffuse nel bosco siciliano, come il prugnolo, il biancospino, il melo selvatico, l'asparago spinoso, il pungitopo, il pero mandorlino o cespugli dalle ricchissime fioriture dorate di citiso trifloro, una pianta simile alla ginestra. I prati nel sottobosco, si tingono di colori, in esso troviamo il ciclamino primaverile, che fiorisce a tappeto, lo zafferanetto ramoso

PARCO NATURALE REGIONALE DELLE MADONIE

PARCO NATURALE REGIONALE DELLE MADONIE  Apri
Loc. PETRALIA SOTTANA - SICILIA  Navigatore
16 Km da B.& B. LA FINESTRA SUL PARCO
  Area Montemaggiore Belsito, Caccamo, Alia
La flora e' la protagonista del territorio del Parco. Questo paradiso botanico e le sue vette che raggiungono i 1.979 metri di quota, ospita oltre la meta' delle 2.600 specie presenti in Sicilia e circa 150 dei 200 endemismi. Il piu' rappresentativo e' l'Abies Nebrodensis con 29 esemplari. La fauna e' caratterizzata dal 65% degli uccelli nidificatori e da tutti i mammiferi presenti in Sicilia. Molto significativi sono anche gli aspetti geologici e paesaggistici. Da vari punti e' possibile osservare straordinari paesaggi tra cui l'Etna, i Nebrodi e le isole Eolie, che le albe e i tramonti tingono di splendidi colori dandogli un aspetto quasi irreale

GROTTE DELLA GURFA

GROTTE DELLA GURFA  Apri
Loc. ALIA PA, ITALIA - SICILIA  Navigatore
35 Km da B.& B. LA FINESTRA SUL PARCO
  Area Montemaggiore Belsito, Caccamo, Cammarata
Le Grotte della Gurfa, in prossimita' di Alia, sono un complesso monumentale che rappresenta un raro esempio di architettura rupestre realizzate lungo una parete di pietra arenaria rossa. La loro storia e l'uso a cui erano destinate queste grotte rappresenta ancora oggi un mistero. Recenti studi ne fanno risalire la datazione al V° secolo a.C.; fra tutte la piu' suggestiva e' sicuramente quella a forma di campana che da' il riferimento di Tholos, ambiente grandioso che evoca miti propiziatori e credenze ancestrali. Singolare e' anche il suo effetto acustico che fa si che anche un bisbiglio al suo interno venga ascoltato al piano superiore. Le grotte della Gurfa sono raggiungibili facilmente da Villa Dafne a piedi, in mountain bike o a cavallo, infatti distano solo 4 km

RISERVA NATURALE ORIENTATA SAMBUCHETTI

RISERVA NATURALE ORIENTATA SAMBUCHETTI  Apri
Loc. NICOSIA - SICILIA  Navigatore
39 Km da B.& B. LA FINESTRA SUL PARCO
  Area Sperlinga, Agira, Cesarò
Il valore naturalistico della riserva di Sambuchetti Campanito e' eccezionale per la varieta' di ambienti e la biodiversita' presenti in quest'area. Il sistema montuoso, cui appartengono i monti Campanito (1.514 m s.l.m.) e Sambuchetti (1.559 m s.l.m.), e' una catena parallela ai vicini Nebrodi con cui condivide affinita' geologiche non indifferenti: si tratta di depositi del Flysh Numidico, essenzialmente formato da detriti accumulatisi ad opera di correnti sottomarine e poi affiorati in fasi successive. L'ambiente e' fondamentalmente a vocazione agro-silvo-pastorale e non presenta particolari emergenze archeologiche o storiche degne di rilievo. Nei dintorni e' possibile visitare Sperlinga ed il suo famoso castello posto su un rilievo che domina il paesaggio circostante

Escursioni e attrazioni in SICILIA vicino a CEFALU Petralia Sottana Caccamo Montemaggiore Belsito: 'RISERVA NATURALE ORIENTATA MONTE SAN CALOGERO'   'SOLUNTO'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA PIZZO CANE, PIZZO TRIGNA E GROTTA MAZZAMUTO'   'SPERLINGA'   'CACCAMO'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI FAVARA E BOSCO GRANZA'   'PARCO NATURALE REGIONALE DELLE MADONIE'   'GROTTE DELLA GURFA'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA SAMBUCHETTI'  

SICILIA


Il nome antico di questa regione era Trinakria deriva da tre punte, come quelle che delimitano la regione. La Sicilia è la più grande isola italiana, divisa dal continente dallo Stretto di Messina e bagnata dallo Ionio, dal Tirreno e dal Mediterraneo. Una delle perle del sud Italia, tutta da scoprire, conoscere e vivere attraverso un ventaglio di itinerari alternativi che spaziano, a seconda dei gusti e delle esigenze, tra natura, storia e tradizione. La natura sembra aver destinato a questa terra tutte le sue meraviglie: monti, colline, e soprattutto il mare, che con i suoi incredibili colori, la trasparenza delle acque e la bellezza dei suoi fondali non ha nulla da invidiare agli altri mari. In questa terra, il Mediterraneo offre scenari, profumi e sapori così unici e intensi che solo una natura incontaminata può regalare. Basti pensare alle isole che circondano la Sicilia: Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica: così simili per la bellezza del loro territorio e così peculiari per natura, tradizione, arte e storia. E non dimentichiamo i suggestivi vulcani, alcuni dei quali mai sopiti come l'Etna e lo Stromboli. Un fascino arricchito anche dalle preziose testimonianze archeologiche che raccontano le antiche origini della Trinacria (antico nome della Sicilia), e dai tanti monumenti, testimonianza di un'arte che ha saputo forgiarsi nel corso dei secoli.

Da Vedere: Isole Eolie: questo arcipelago è situato a nord della Sicilia ed è composto da sette isole principali di origine vulcanica . Le isole maggiori sono Lipari, Salina e Vulcano seguono poi Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea. Il nome di questo arcipelago deriva dal dio Eolo (dio dei venti) che secondo la mitologia graca si trovava in queste zone. Queste isole sono mèta turistica e balneare grazie al loro mare incontaminato ma anche alle numerose sorgenti termali presenti. La valle dei Templi: la valle dei templi di Agrigento raccoglie uno dei più grandi patrimoni archeologici della Grecia antica. Si possono ammirare templi dorici perfettamente conservati, il tempio di Giove Olimpio, il tempio dei Dioscuri (simbolo della città di Agrigento), tempio di ercole, tempio della Concordia. Tra i templi meglio conservati troviamo il tempio di Giunone Lacinia, di vulcano, di Esculapio tutti appartenenti al VI e V secolo a.c. Si possono ammirare inoltre il santuario di Demetra e Kore, la Tomba di Terone ed il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti di valore inestimabile a livello storico ed artistico. Giardini Naxos: si tratta diun centro agricolo-artigianale e turistico. Questa località offre bellissime e rinomate spiagge nonché un mare incontaminato. Il nome della cittadina deriva dal termine siciliano 'giardini' che indica agrumeti e 'naxos' deriva invece dal nome della prima colonia dei Greci che venne fondata nella zona dell'odierno insediamento. Tra i monumenti più importanti menzioniamo il Castello di Schisò (medievale) all'interno del quale sono conservati dei reperti archeologici rinvenuti dell'antica Naxos e di alcune tombe dell'età di bronzo.

Gastronomia e Vini: La gastronomia siciliana riflette i numerosi contatti che nei secoli sono avvenuti tra la Sicilia e varie civiltà diverse tra loro. Piatti tipici di questa regione sono: la 'pasta con le sarde' (con sarde fresche, pinoli e zafferano), la 'pasta alla Norma' (con pomodoro, melanzane e ricotta). Tra i piatti a base di carne troviamo il 'falsomagro' (rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova), gli involtini alla palermitana (ripieni di uvetta, pinoli, formaggio con profumo di alloro e cipolla). Tra i piatti di pesce molto famose sono le sarde a beccafico (con pangrattato, limone e pinoli), pesce preparato alla ghiotta (tonno, sarde e alici cucinate con cipolle, olive, capperi e formaggio), il 'cuscusu (versione trapanese del cuscus a base di pesce e con un chiaro influsso di origine araba). Sempre di influsso arabo è l'utilizzo di alcuni ingredienti come la cannella, lo zafferano, il riso (che si ritrova nella arancine a base di riso, carne, piselli, formaggio e prosciutto). Un capitolo a parte della gastronomia siciliana, è composto dalla pasticceria e dai dolci tipici di questa regione: basti pensare alla 'cassata', ai 'cannoli', alle granite, alla 'pignoccata'. Tra i vini vi segnaliamo il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e l'Alcamo. Vi consigliamo anche il Marsala, un rinomato vino liquoroso.