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b-bdionisio - escursioni punti di interesse attrazioni a siracusa

 BED AND BREAKFAST B-BDIONISIO

BED AND BREAKFAST
B-BDIONISIO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a SIRACUSA Avola Carrozziere Belvedere

RISERVA NATURALE ORIENTATA OASI FAUNISTICA DI VENDICARI

RISERVA NATURALE ORIENTATA OASI FAUNISTICA DI VENDICARI  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA OASI FAUNISTICA DI VENDICARI, NOTO SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
21 Km da B-BDIONISIO
  Area Pachino, Avola, Ispica
Lo strepitoso successo ecologico di Vendicari e' dovuto alla multiformita' del suo habitat ripartito in diversi biotopi: costa rocciosa, costa sabbiosa, macchia mediterranea, pantani (salmastri e d'acqua dolce), saline, garighe e aree coltivate. La fauna presente nella zona e' ricchissima di uccelli e varia in base alle stagioni ed alla fisiologia degli animali stessi

ISPICA-SANTA MARIA DEL FOCALLO

ISPICA-SANTA MARIA DEL FOCALLO  Apri
Loc. SANTA MARIA DEL FOCALLO - SICILIA  Navigatore
37 Km da B-BDIONISIO
  Area Ispica, Scicli, Zappulla
Santa Maria del Focallo, e' uno splendido ed esteso arenile del comune di Ispica, con acqua cristallina e fondali da sogno. Si estende per migliaia di metri, caratterizzato anche da una rigogliosa striscia di vegetazione spontanea composta principalmente da Acacie. Da sempre viene utilizzata dalla popolazione locale per scampagnate fuoriporta o semplicemente per trascorrere una domenica al mare. Ospita uno dei villaggi turistici del circuito Grandi Viaggi denominato Marispica. Nel 2011 ha ottenuto, per la prima volta, la Bandiera Blu, riconfermata anche negli anni successivi. L assegnazione della Bandiera Blu e' il frutto di un percorso legato alla salvaguardia e valorizzazione della zona costiera. Il mare pulito, la bellezza delle spiagge, la presenza di aree verdi attrezzate, la qualita' delle infrastrutture turistiche presenti nell area ed i servizi predisposti dal Comune per la fruizione delle spiagge, hanno fatto si che ricevesse il meritato riconoscimento. Rimane ancora nei racconti degli anziani, la storia dell Operazione Husky del 10 luglio 1943, che porto' allo sbarco dei soldati canadesi, come testimoniato dalla lapide posta quasi al confine con il territorio di Pachino

MEGARA HYBLAEA

MEGARA HYBLAEA  Apri
Loc. MEGARA HYBLAEA, CONTRADA MEGARA GIANNALENA,AUGUSTA SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
27 Km da B-BDIONISIO
  Area Belvedere, Siracusa, Sortino
Megara Hyblaea e' il nome latino di Me'gara Hybla'ia ( ), antica colonia greca in Sicilia, situata nei pressi di Augusta. Fu fondata nel 728 a.C. da colonizzatori megaresi, i quali in precedenza si erano insediati nei pressi di Trotilon (l'attuale Brucoli), a Leontini ed a Thapsos. Tucidide narra che venne fondata dall'ecista Lamis, proveniente da Megara Nisea che mori' nella poco distante Thapsos. Secondo la tradizione i megaresi ottennero la terra su cui istituire la colonia dal re siculo Iblone. In segno di gratitudine la nuova citta' assunse anche l'appellativo di Iblea. Circa cento anni dopo, gli iblei, probabilmente in cerca di nuovo suolo destinato al loro sviluppo, fondarono Selinunte. Non e' mai sembrata essere una citta' di rilevante importanza e non ha mai tratto alcun vantaggio dalla sua posizione. Venne distrutta da Gelone nel 481 a.C. circa e sembra che le sue mura fossero rase al suolo. Nella spedizione ateniese contro Siracusa (415-413 a.C.), Lamaco propose (essendo allora deserta) di renderla una base operativa in forza all'esercito ateniese; ma la sua proposta non venne tenuta in considerazione finche' i siracusani stessi non la fortificarono. Nel 309 a.C. venne ancora fortificata. Nel corso della seconda guerra punica venne distrutta dalle truppe del console Marco Claudio Marcello che andava ad assediare Siracusa. La citta' non venne mai piu' ricostruita ed in epoche successive soltanto isolate fattorie si insediarono sul suo territorio. Secondo alcuni autori fu la citta' natale del commediografo Epicarmo. La citta' viene in qualche modo collegata a quella evoluzione che porto' il canto di bisboccia (komos) ad evolversi in mimica farsesca fino a delineare un nuovo genere letterario, la commedia greca

SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE LACRIME

SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE LACRIME  Apri
Loc. VIALE LUIGI CADORNA, 139, SYRACUSE, ITALY - SICILIA  Navigatore
14 Km da B-BDIONISIO
  Area Carrozziere, Belvedere, Augusta
Il Santuario della Madonna delle Lacrime e' stato eretto a ricordo della miracolosa lacrimazione di un'effigie in gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, posta al capezzale dei coniugi Iannuso presso la loro umile abitazione in via degli Orti a Siracusa, nel 1953. L'evento miracoloso si ripete' dal 29 agosto al 1º settembre 1953 nella generale commozione di un'immensa moltitudine di fedeli, in casa dei coniugi Iannuso. Raccolte le lacrime furono sottoposte ad un'analisi scientifica secondo cui risulterebbero liquido lacrimale. La devozione che ne e' seguita e' stata di enormi proporzioni. La piccola effigie della Madonna delle Lacrime, prima provvisoriamente ricoverata nella vicina piazza Euripide, venne collocata all'interno del Santuario. L'opera fu progettata nel 1957 dagli architetti francesi Michel Andrault e Pierre Parat a seguito di un bando di concorso internazionale. La costruzione ebbe inizio nel 1966, a causa dell'estrema modernita' del progetto vi furono fin dall'inizio molte polemiche da parte della cittadinanza che reputava e reputa l'opera un mostro di cemento armato che andava a gravare ulteriormente su di un'area urbana gia' pesantemente compromessa, queste diatribe ne ritardarono molto la realizzazione che si concluse solo nel 1994. Durante gli scavi delle fondamenta venne ritrovata un'area abitativa del VI secolo a.C. e portato alla luce un pezzo di strada. Tale strada costituiva la via principale del quartiere Akradina. La costruzione fu completata dopo circa 28 anni ed il santuario venne inaugurato il 6 novembre 1994 da Giovanni Paolo II

CALAFORNO

CALAFORNO  Apri
Loc. STRADA COMUNALE DI CALAFORNO, GIARRATANA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
37 Km da B-BDIONISIO
Altitudine: 532 mt. s.l.m.  Area Buccheri, Palazzolo Acreide, Ragusa
In contrada Calaforno, fra Monterosso Almo e Ragusa, e' in corso da alcuni anni un'intensa opera di rimboschimento che ha trasformato il brullo paesaggio collinare in una fresca e accogliente pineta. In un terreno a circa 600 metri sul livello del mare, si estende, dunque, il Parco forestale Calaforno, un'area boschiva che prende il nome da una serie di cavita' che si trovano piu' a valle: la grotta Calaforno, un susseguirsi di 35 piccole camere, utilizzate inizialmente come tombe e poi trasformate, nei secoli, in abitazioni. Il parco e' costituito da una zona verde collinare, digradante verso il mare, che presenta una copertura arborea rappresentata fondamentalmente da pini d'Aleppo e, lungo i sentieri, da alcuni platani orientali che ricordano l'antica copertura vegetale ripariale e conferiscono all'area un aspetto suggestivo. La zona, come gia' detto, e' stata oggetto di un importante piano di rimboschimento che l'ha trasformata in un autentico polmone verde, circondato pero' da terreno sassoso e arido. Per la bellezza dei luoghi si spera che il parco possa diventare presto un'area protetta regionale, anche se l'iter, perche' questo avvenga, non e' ancora stato completato. Partendo da Giarratana, si puo' raggiungere il bosco seguendo le indicazioni per il ristorante 'Due Palme', e percorrendo una strada bianca che inizia alla fine del centro abitato. Dopo vari tornanti, che attraversano terreni agricoli, incontriamo un cancello forestale con l'indicazione 'Area attrezzata Calaforno'. Oltrepassando il cancello e proseguendo per altri due chilometri, in mezzo al bosco, si iniziano a vedere le infrastrutture tipiche delle aree attrezzate, ubicate prima a destra della strada, oltre un torrentello, e poi anche a sinistra, in prossimita' di un vecchio mulino ad acqua. La struttura, dismessa ma perfettamente funzionante, e' stata acquisita dalla forestale ed in parte ristrutturata tanto che puo' essere visitata. Nell'area attrezzata sono state collocate diverse infrastrutture che ben si inseriscono nell'ambiente anche perche' tutte realizzate in legno. Tavoli e panche per ben 250 posti a sedere, tanti cestini portarifiuti ed un piccolo parco giochi per bambini, che consentono di trascorrere una giornata piacevole in un ambiente incontaminato. Attenzione pero': qui e' vietata l'accensione di fuochi tanto che la zona non e' fornita di punti cottura. Annessa all'area e' stata realizzata un'area faunistica con cervi e cinghiali, allevati a scopo sperimentale

BASILICA DI SANTA LUCIA AL SEPOLCRO

BASILICA DI SANTA LUCIA AL SEPOLCRO  Apri
Loc. VIA LUIGI BIGNAMI, 1, SYRACUSE, ITALY - SICILIA  Navigatore
14 Km da B-BDIONISIO
  Area Carrozziere, Belvedere, Augusta
La chiesa di Santa Lucia e il vicino Sepolcro della Santa erano considerati extra moenia poiche' isolati rispetto alla restante parte di Siracusa, e si trovano nel quartiere Santa Lucia. La chiesa, documentata gia' dal 1100, sorse probabilmente nello stesso luogo dove esisteva una basilica bizantina distrutta dagli Arabi. Dell'impianto di eta' normanna a pianta basilicale, chiusa da absidi, si conservano la facciata, il portaletto con i caratteristici capitelli e i primi due ordini della torre campanaria. Successive aggiunte e rimaneggiamenti ne hanno modificato l'aspetto a cominciare dal XIV secolo, epoca a cui e fatto risalire il rosone della facciata. Altri interventi si ebbero nel corso del '600, forse ad opera di Giovanni Vermexio, che costrui' poco dopo la vicina chiesa del Sepolcro (1629), pur non risultandone documentazione certa. Nella speranza di poter collocare le spoglie di santa Lucia in un luogo degno della sua santita', si trassero nel seicento dei proventi da una delle gabelle piu' cospicue del tempo con cui si avviarono i lavori del tempietto ottagonale seminterrato, di cui fu incaricato l'architetto Giovanni Vermexio. La fabbrica fu pero' interrotta quando sembro' alle massime autorita' militari, nella persona del duca di Albuquerque, che l'edificio potesse rappresentare, nell'ottica della cittadella militare, la possibile sede di postazioni di artiglieria, in caso di assedio. Nel dopoguerra venne installato sopra il fonte battesimale il bassorilievo di S. Giovanni battista scolpito da Salvo Monica

ISOLA DI ORTIGIA

ISOLA DI ORTIGIA  Apri
Loc. SIRACUSA - SICILIA  Navigatore
14 Km da B-BDIONISIO
  Area Carrozziere, Belvedere, Augusta
Ortigia (L'Ottiggia in dialetto siracusano, Ortygia, in greco antico) e' il toponimo dell'isola che costituisce la parte piu' antica della citta' di Siracusa rappresentandone la rispettiva circoscrizione, la nona ed ultima sul territorio cittadino. Il suo nome deriverebbe dal greco antico ortyx () che significa quaglia. La sua estensione non supera 1 km² e la sua popolazione ammonta a circa 4.500 abitanti. Ortigia e' un'isola, posta nella costa orientale della Sicilia. La sua conformazione geologica e' composta da una roccia con fratture naturali, questo tipo di roccia si presta a far filtrare l'acqua naturalmente, motivo questo che spiega perche' l'isola sia collegata idrologicamente alla terraferma siracusana. L'alimentazione di tale rapporto con l'acqua puo' essere attribuito ad un falda profonda collocata in corrispondenza di una faglia, attualmente inattiva, ricca d'acqua, la quale e' compressa dallo strato impermeabile delle argille quaternarie che si stendono nella bassa valle dell'Anapo e circondano l'isola di Ortigia ed il Plemmirio

CAROTA NOVELLA DI ISPICA I.G.P.

CAROTA NOVELLA DI ISPICA I.G.P.  Apri
Loc. ISPICA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
33 Km da B-BDIONISIO
  Area Santa Maria del Focallo, Zappulla, Modica
Intorno agli anni '80, periodo della massima produzione di 'Carota Novella di Ispica', le superfici del comprensorio sono arrivate a raggiungere i 3500-4000 ha con produzioni da q.li 1.500.000 a 2.000.000 di carote. Negli ultimi anni le superfici si sono ridotte mantenendosi nel comprensorio intorno a 1300-1500 ha con produzioni che mediamente nelle annate buone si aggirano a 650.000-750.000 di q.li. I dati ISTAT sono molto variabili, per quanto riguarda la produzione, in relazione all'andamento climatico. La produzione del comprensorio delimitato rappresenta circa il 90% della produzione della Sicilia. Le aziende che si sono associate per tutelare e valorizzare le produzioni della 'Carota Novella di Ispica' rappresentano, in termini di superfici, di produzione e di commercializzazione il 55-60% degli operatori che insistono nel comprensorio, costituendo la parte rappresentativa dei produttori della 'Carota Novella di Ispica' del territorio delimitato. Oggi e' coltivata in circa 1500 ettari, per una produzione complessiva che supera i 75.000 tonnellate. Per quanto attiene la coltivazione della carota, le superfici coltivate sono 12.664 ha in Italia, di cui 3.390 in Sicilia, pari al 26,8% del totale e quantitativi raccolti (587.319 ton in Italia, di cui 128.585 in Sicilia, pari al 21,9%), e si registra un dato export pari a 1,2% della produzione nazionale, mentre e' in crescita la quota di prodotto importato: oltre 9.400 ton. In questo contesto la carota 'Novella di Ispica', gioca un potenziale ruolo chiave in quanto rappresenta la prima carota di qualita' ad entrare nel mercato proprio nel momento di massimo livello di importazione. Le origini documentate della Carota Novella di Ispica risalgono al 1955 e dagli anni &50 la sua coltivazione si e' progressivamente allargata, anche grazie al grande successo commerciale riscontrato sui mercati nazionali ed esteri, dovuto principalmente alle caratteristiche uniche, quali la precocita' di maturazione, la croccantezza, il profumo, il colore ed il sapore, nonche' la ricchezza di carotene e glucosio. Gli scambi commerciali import-export dell'Italia evidenziano un aumento delle esportazioni di carote rispetto alle importazioni che restano sostanzialmente stabili. In Sicilia il primato della produzione della carota spetta alla provincia di Ragusa, che da sola rappresenta il 59% (80.000 ton - dati Istat) della produzione regionale, seguita dalla provincia di Siracusa con il 32% (44.200 ton, dati Istat). Tale produzione, come gia' detto, e' caratterizzata dal suo ciclo produttivo e dalla sua qualita'

CATACOMBA DI SAN GIOVANNI

CATACOMBA DI SAN GIOVANNI  Apri
Loc. SIRACUSA - SICILIA  Navigatore
14 Km da B-BDIONISIO
Altitudine: 33 mt. s.l.m.  Area Carrozziere, Belvedere, Augusta
La chiesa di San Giovanni alle catacombe di Siracusa conserva ancora, tracce di quel fascino che spingeva i viaggiatori del '700 e dell'800 a visitarla. Per lungo tempo in questa chiesa e' stata riconosciuta un'antica cattedrale di Siracusa, sorta in Acradina, extra moenia, nella regione delle Catacombe, nel luogo ove, secondo la tradizione, fu sepolto il protovescovo di Siracusa, san Marciano, martirizzato sotto Gallieno e Valeriano (meta' del III secolo); recenti studi hanno pero' intaccato questa ipotesi. La facciata sud della chiesa quale si vede, distrutta dal terremoto del 1693 (si rovino' la Gran Basilica), e quella ricostruita nel '700 con notevoli modifiche alla stessa facciata e al portico per la cui ricostruzione furono usati elementi quattrocenteschi. A sinistra si nota invece l'antica facciata normanna segnata dal rosone e dal portale decorato. In questo stesso luogo sorgeva in eta' greca classica una latomia, nella quale in eta' tardo ellenistica fu installata un'officina di vasai pertinente ad un'area cultuale pagana. Mentre in eta' tardo-imperiale divenne area cimiteriale cristiana in uso almeno sino al 423. Attorno alla meta' del VI secolo (forse in relazione al soggiorno di papa Vigilio a Siracusa) il sepolcreto fu manomesso per far posto alla cripta di S. Marciano che doveva accogliere il sarcofago con le reliquie del santo. Cosi' sopra la cripta fu edificata la chiesa absidata, a tre navate, suddivisa da 12 colonne di tipo dorico (con riferimento agli apostoli), in modo che la sepoltura del Santo si trovasse in asse con 1'altare, posto al centro della navata, limitato da una balaustra. Dopo le probabili devastazioni di eta' araba, la chiesa subi' innovazioni col rifacimento dei muri perimetrali, il prolungamento con semicolonne dei pilastri dell'abside e della facciata, la riduzione a 10 del numero delle colonne e inclinando il pavimento in direzione della facciata. Particolarmente importante e' la cripta di San Marciano sotto la chiesa, che ha accolto il corpo del primo vescovo fin quando a causa dell'invasione araba furono traslate a Gaeta. La cripta e' tuttora frequentata come luogo religioso sia da Cattolici sia da Ortodossi

CHIESA DI SAN MATTEO

CHIESA DI SAN MATTEO  Apri
Loc. SP41, RAGUSA, ITALY - SICILIA  Navigatore
41 Km da B-BDIONISIO
  Area Modica, Ispica, Scicli
La chiesa di San Matteo e' una chiesa di Scicli (provincia di Ragusa), collocata in cima al colle omonimo. E' il simbolo della citta'.Una chiesa esisteva gia' nell'alto medioevo nello stesso punto dell'edificio attuale, la quale venne raffigurata da tele e incisioni conservate in diverse chiese di Scicli che raffigurano il colle di San Matteo, con la chiesa e la svettante torre campanaria posta a ridosso delle absidi. Nel 1404 secondo la tradizione vi venne sepolto san Guglielmo eremita, nella Cappella dei Conti di Modica. L'attuale chiesa e' frutto di una ricostruzione settecentesca successiva al terremoto del Val di Noto del 1693. La chiesa fu duomo della citta' fino al 1874, anno dello spostamento della chiesa matrice nella gesuitica chiesa di Sant'Ignazio. L'edificio, lasciato in abbandono fu soggetto ad un rapido degrado, essendo stato privato totalmente delle coperture (volte e tetto). Negli anni novanta fu sottoposta a restauro, con la realizzazione di una copertura in cemento armato a forma di volta, che ha determinato problemi statici a causa del peso ingente e della differente risposta alle sollecitazioni dei materiali utilizzati.Per la costruzione dell'edificio, collocato sul pendio di una collina rocciosa, si e' resa necessaria la realizzazione di una terrazza a sostegno delle strutture: gli spazi sottostanti la chiesa sono stati adibiti a cripta utilizzata per le sepolture. L'impianto e' di tipo basilicale a tre navate di cinque campate, terminanti con il transetto sul fondo del quale si aprono tre absidi rettangolari. Sui quattro arconi che inquadrano il presbiterio si imposta l'anello della cupola. Il campanile e' integrato nelle strutture del transetto destro. La facciata a due ordini, rimasta incompiuta, mostra i caratteri salienti del barocco siciliano. Soprattutto nel partito centrale e' possibile notare un uso plastico della superficie muraria e un forte dialogo di tensioni fra elementi liberi (colonne) e volumi (superfici murarie continue)

CASTELLO EURIALO

CASTELLO EURIALO  Apri
Loc. VIA SIRACUSA, 2, BELVEDERE SYRACUSE, ITALY - SICILIA  Navigatore
14 Km da B-BDIONISIO
  Area Carrozziere, Siracusa, Augusta
Il Castello Eurialo, situato nei pressi della frazione di Belvedere rappresenta il culmine della fortificazione della citta' di Siracusa il cui nome pare alluda a quello greco di Euryelo (testa di chiodo).Voluto da Dionisio I, tiranno di Siracusa, sorge sul punto piu' alto (120 m s.l.m.) della terrazza del quartiere Epipoli a circa 7 km da Siracusa, in direzione della frazione di Belvedere. L'edificazione di questa imponente opera militare risale fu costruita tra il 402 e il 397 a.C. con lo scopo di proteggere la citta' da eventuali operazioni militari di assedio o attacco. L'entrata del Castello e' protetta da tre fossati. Il primo piu' piccolo e' lungo 6 m e profondo 4 m, mentre il secondo a 86 m dal primo, e' lungo circa 50 m a difesa di un'opera avanzata alle spalle della quale si trova il terzo fossato largo 17 m e profondo 9 m. Seguendo questo percorso troviamo un recinto e il mastio, che ha forma trapezoidale, difeso da cinque grandi torri. Al di la' del mastio vi e' un grande recinto dove era presente la porta d'ingresso al castello aperta su un muro spesso circa 5 m. Tutta la costruzione presentava degli elementi strategici che servivano per cogliere di sorpresa gli eventuali assalitori come, ad esempio, l'intricato sussegursi di gallerie che dava la possibilita' di spostare le truppe da un punto all'altro della fortezza senza essere visti o la porta ad invito (opera a tenaglia), posta nel tratto nord delle mura, dove chi avesse tentato l'ingresso si sarebbe trovato circondato sotto l'attacco delle milizie del castello. All'interno della costruzione si dispongono anche i vari ambienti di servizio per i soldati come le cucine gli alloggi i magazzini le cisterne ecc. Dopo la conquista romana della citta' nel 212 a.C. ad opera del Console Marcello, il grande complesso militare dell'Eurialo fu modificato fino all'eta' bizantina quando ne venne ricostruita una parte usando del materiale di spoglio proveniente da altre parti dirute.

ISOLA DEI PORRI

ISOLA DEI PORRI  Apri
Loc. ISOLA DEI PORRI, ITALIA - SICILIA  Navigatore
40 Km da B-BDIONISIO
  Area Ispica, Portopalo di capo Passero, Pachino
L'isola dei Porri e' un'isola dell'Italia sita nel canale di Malta, in Sicilia. Amministrativamente appartiene al territorio di Ispica, comune italiano della provincia di Ragusa. E' posta di fronte alla frazione di Santa Maria del Focallo. Lunga 150 m e larga 125 m, e' costituita per lo piu' che da tre scogli. Lo scoglio piu' grande ha una dimensione di poco piu' di cento metri per lato. Vista la modesta dimensione, la vegetazione e' praticamente inesistente e l'unica forma vegetale presente e' costituita dal porro (Allium Ampeloprasum) da dove ha assunto la denominazione attuale. Insieme alla forestale presente sul litorale e ai pantani e' da poco tempo protetta come zona di Riserva Integrale. Ogni anno e' meta di escursioni subacquee. La testimonianza di alcuni anziani dice che quest'isola, ai primi del Novecento fosse una zona in cui si praticava la caccia, e che gia' aveva iniziato a rimpicciolirsi per via delle maree in periodo posteriore; secondo alcune ricostruzioni, si pensa che un tempo quest'isola fosse un tutt'uno con la costa, e che, appunto per via delle correnti e dei movimenti sismici, sia andata distaccandosi dalla costa ed a rimpicciolirsi sempre di piu'.Nel 1989 furono trovati diversi scheletri di uomini che furono datati intorno al X secolo. Si pensa che si tratta dei resti della famiglia di Ziyadat Allah III, uno degli ultimi emiri aglabiti della Tunisia che nel 903, temendo un complotto contro di lui, fece uccidere il padre, lo zio e una trentina di altri membri della corte, e fece inviare i cadaveri all'isola dei Porri. L'identificazione del luogo chiamato isola dei Porri nelle fonti arabe ha tuttavia un margine di incertezza dovuto a una omonima isola che si trova sulla costa della Tunisia

AKRAI

AKRAI  Apri
Loc. PALAZZOLO ACREIDE SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
28 Km da B-BDIONISIO
  Area Buccheri, Giarratana, Sortino
Akrai fu tra le prime colonie di Siracusa fondate da parte di corinzi giunti nei territori siciliani: Akrai nei pressi di Pantalica, Casmene (avamposto militare sul monte Lauro, nel 643), Akrillai sulla strada per Gela e Kamarina, la piu' lontana delle colonie, nel 598. Costruita in cima ad un colle, Akrai era difficilmente attaccabile e al tempo stesso costituiva un punto ideale per vigilare sui territori circostanti. Grazie all'importanza della sua posizione strategica, la citta' si sviluppo' fino a raggiungere il massimo splendore sotto il regno di Gerone II (275 a.C.-215 a.C.). Fedele a Siracusa, ebbe pero' vita politica, amministrativa e militare autonome, al punto che un suo esercito intercetto' quello di Nicia (421 a.C.) nella Val di Noto o Valle dell'Anapo e contribui' alla sua sconfitta. Nel 211 a.C., dopo la caduta di Siracusa, passo' a far parte della provincia romana assumendo il nome latino Acre. La citta' passo' in seguito sotto il dominio bizantino fino all'invasione araba. La cittadina fu completamente distrutta dagli Arabi nell'827 e il sito, rimasto abbandonato, pian piano venne ricoperto da terriccio e vegetazione spontanea scomparendo alla vista e venendo dimenticato per quasi otto secoli. Uno dei primi studiosi che individuarono il sito della citta' scomparsa fu lo studioso siciliano Tommaso Fazello; in seguito altri se ne interessarono e in particolare il palazzolese, barone Gabriele Judica, che nella prima parte del XIX secolo intraprese i primi scavi archeologici nel sito di Akrai e descrisse le sue ricerche nel suo libro Le antichita' di Acre pubblicato nel 1819. Gli scavi successivi della citta' arcaica hanno riportato alla luce il teatro, di piccole dimensioni ma in ottimo stato di conservazione. Sulla parte posteriore sorgono due latomie, cave di pietra, denominate Intagliata e Intagliatella della meta' del IV secolo a.C. Sul pianoro sopra la latomia dell'Intagliata si trovano i blocchi di base dell'Aphrodision, il Tempio di Afrodite eretto nel VI secolo a.C. Sul lato occidentale sorge il Bouleuterion dove il consiglio cittadino si riuniva. Ad est del colle sorgono i Templi Ferali dedicati al culto dei morti.

RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE

RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE, SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
26 Km da B-BDIONISIO
  Area Palazzolo Acreide, Buccheri, Augusta
Il sito appare diversificato ed offre ambienti ecologici variegati che consentono l'espressione di una biodiversita' molto significativa. Oltre al biotopo acquatico, possiamo distinguere l'ambiente ripariale, quello delle pareti, della valle, dei pianori e delle grotte. Nelle acque cristalline del fiume, grazie alla natura torrentizia, trovano un'abitazione ideale la trota siciliana e la trota fario. Sul fondale si aggira la tinca. E' possibile trovare anche le anguille e i granchi di fiume

ISOLA DELLE CORRENTI

ISOLA DELLE CORRENTI  Apri
Loc. ISOLA DELLE CORRENTI, ITALY - SICILIA  Navigatore
38 Km da B-BDIONISIO
  Area Pachino, Santa Maria del Focallo, Ispica
La Sicilia offre posti unici, belli ed indimenticabili, e Portopalo di Capo Passero colpisce particolarmente, per il suo lungo e meraviglioso litorale sabbioso, per l'Isola di Capo Passero, un tempo unita alla terra ferma, ed oggi raggiungibile agevolmente a nuoto, o con i pedalo', e soprattutto per l'emozionante Isola delle Correnti, spartiacque simbolico tra il mar Ionio ed il mar Mediterraneo, con una postazione militare abbandonata, un faro de una bella scogliera. L' Isola delle Correnti (dal latino Currentium insula), e' una piccola isola della Sicilia, sulla costa ionica, nel territorio del comune di Portopalo di Capo Passero, con un'estensione di circa 10.000 mq. e, con un'altezza massima di quattro metri sul livello del mare. Fu collegata alla terraferma con un braccio artificiale, distrutto varie volte dalle mareggiate. Con la bassa marea, l'isola si trasforma in una penisola, e solo in quel momento rappresenta l'estremo meridionale dell'isola siciliana. Sull'isoletta si erge un faro, abitato un tempo dal farista e della sua famiglia. Vi crescono piantine di porro selvatico, capperi e altri arbusti tipici della macchia mediterranea, e nel 1987 l'isoletta e' stata inclusa nel piano regolatore dei parchi e riserve naturali, per la presenza di vegetazione costiera con biocenosi alofile e psammofile relitte

SIRACUSA

SIRACUSA  Apri
Loc. SIRACUSA, ITALY - SICILIA  Navigatore
15 Km da B-BDIONISIO
  Area Carrozziere, Belvedere, Augusta

Siracusa e' uno dei capoluoghi di provincia della regione Sicilia, e' situata nella parte sud-orientale dell''isola e si estende in parte nella piccola isola dell''Ortigia. Siracusa e' di origine greca, fondata dai Corinzi nel 734 a.c. e divenne una delle maggiori potenze della Sicilia. Venne dominata da una serie di tiranni tra cui Gelone, Gerone I e Dionisio I che favorirono lo sviluppo dei commercio, vinsero numerose battaglie e arricchirono la citta con templi, teatri, sculture e terme. Siracusa fu terra natia di Archimede (il famoso matematico) ed ospito poeti illustri dell''epoca (V secolo a.c.) come Pindaro ed Eschilo. Successivamente fu conquistata dai Romani ed inizio cosi per questa citta un lungo periodo di decadenza. Subi numerose invasioni barbariche e poi dominata da bizantini, arabi, normanni, svevi, aragonesi e angioini, spagnoli ed infine dai Borboni. Dopo il terremoto del 1693 l''architettura della citta fu prevalentemente in stile barocco. Da vedere: Buscemi: Buscemi e' un paese in provincia di Siracusa e dista circa 40 km dalla sua citta di provincia. E'' situata in cima ad un colle e domina la Valle dell''Anapo. Nel 1988 il paese e' diventato un museo in quanto ha proposto le abitazioni e le strutture lavorative di un tempo. Si possono ammirare la bottega del fabbro, la cantina dove veniva pigiata l''uva, la casa del massaro (casa tipica contadina), la bottega del falegname, il frantoio e la bottega del calzolaio. L''orecchio di Dionigi: tra le varie bellezze che si possono ammirare visitando la citta di Siracusa, si possono vedere le caratteristiche ''latomie'', cave di pietra da cui si estraeva il materiale per costruire gli edifici della citta greca. La piu vasta tra queste e' detta del Paradiso ed e' famosa per la presenza della grotta chiamata ''Orecchio di Dionisio'' a causa della sua forma. Il nome di questa grotta venne dato da Caravaggio in seguito ad una leggenda. Secondo questa leggenda il tiranno Dionigi fece costruire questa grotta per rinchiuderci i suoi prigionieri ed ascoltare le loro conversazioni da un''apertura che si trovava in alto in quanto le parole si udivano meglio perche' amplificate dalla eco. Castello Eurialo: si tratta di una costruzione imponente di periodo greco munita di larghi fossati, torri di avvistamento, ponte levatoio e trincee sotterranee. Fu edificato per volere di Dionigio il Vecchio tra il 402 ed il 397 a.c. (periodo in cui Siracusa era in contrasto con Cartagine). L''entrata di questo maniero e' protetta da ben tre fossati. All''interno del castello vi e' tutta una serie di gallerie che rendeva facile lo spostamento di soldati senza essere visti.

FONTE ARETUSA

FONTE ARETUSA  Apri
Loc. SIRACUSA - SICILIA  Navigatore
13 Km da B-BDIONISIO
  Area Carrozziere, Belvedere, Augusta
  Brochure PDF
La Fonte Aretusa e' uno specchio d'acqua nell'isola di Ortigia, nella parte piu' antica della citta' siciliana, luogo di incontro tra realta' e leggenda, uno dei piu' bei monumenti di Siracusa. La sua origine e' lo sviluppo di uno dei tanti sfoghi della falda freatica che si trova nel siracusano, la falda che alimenta anche il fiume Ciane sul lato opposto del porto. Presenta una forma circolare doppia, con all'interno una struttura circolare, ovvero un doppio cerchio concentrico. Nei secoli la fonte ha subito diverse trasformazioni; dapprima esterna alla cinta delle fortificazioni, era possibile accedevi dal mare attraverso una ripida scala dove sorgeva anche una porta, dove pare siano penetrati i Romani durante la conquista della citta'. Nel XVI secolo la fonte era divisa in piu' rivoli utilizzati per la concia delle pelli: i rivoli formavano un lago di circa 200 metri di diametro. Nel 1540 la fonte fu inglobata alle fortificazioni quando Carlo V potenzio' le strutture militari di Ortigia, per esserne liberata nel 1847 quando l'invaso assunse la forma attuale. Il belvedere posto accanto alla Fonte e' cio' che rimane dell'antico bastione, demolito nella seconda meta' del XIX sec. La fonte Aretusa e' ad oggi il cuore di Ortigia, luogo di ritrovo e passeggio piu' volte sottratto al rischio di prosciugamento. Svariati terremoti nei secoli hanno minacciato il secolare afflusso di acqua, sino a pochi anni fa quando la siccita' e forse persino i lavori di costruzione del terzo ponte, hanno ridotto la portata di acqua alla fonte mettendo a rischio la salute del papiro, che cresce all'interno della pozza. Il papireto di Siracusa, e quello del Fiume Fiumefreddo, sono gli unici papireti d'Europa

RAGUSA

RAGUSA  Apri
Loc. RAGUSA, ITALY - SICILIA  Navigatore
42 Km da B-BDIONISIO
  Area Modica, Giarratana, Zappulla
Ragusa e' una delle province della regione Sicilia e si trova sul versante meridionale dei Monti Iblei costeggiata dai fiumi Irminio e Ippari. Storicamente Ragusa ha delle origini antichissime in quanto si attesta la presenza umana gia dal III millennio a.c. Divenne nucleo cittadino con la conquista dei Siculi e successivamente dei Greci, dei Cartaginesi, dei Romani e dei Bizantini. Divento nel IX secolo un''importamnte centro economico saraceno e tra l''XI ed il XII secolo fu sotto il dominio dei Normanni ed in seguito dei signori locali Chiromonte grazie ai quali si strutturo come citta medievale. Nel 1693 vi fu un terribile terremoto che distrusse completamente la citta (Ibla) che venne interamente ricostruita parallelamente alla nuova citta (Ragusa) posta su un rilievo adiacente alla vecchia. Il XVIII secolo fu caratterizzato da duri contrasti tra i due nucle urbani: dopo l''Unita d''Italia vennero costituiti due comuni distinti che poi vennero unificati nel 1926. Da vedere: Il Palazzo Zacco: si tratta di un bellissimo palazzo gentilizio in stile barocco che sulla facciata presenta un enorme stemma della famiglia ed uno splendido portale d''ingresso con colonne adornate con capitelli corinzi. Queste colonne sostengono un balcone chiuso da una ringhiera decorata con fiori in ferro. Gli altri balconi del palazzo sono molto eleganti in quanto decorati da maschere che rappresentano scene di vita quotidiana. Uno di questi balconi e' decorato da una sirena accompagnata da suonatori a ricordare le sfarzose feste e banchettiche venivano tenuti nel palazzo. Modica: questa cittadina dista circa 15 km da Ragusa ed e' una delle citta piu pittoresche di tutta la Sicilia. Modica si trova nella parte meridionale dei Monti Iblei ed e' divisa in Modica Alta e Modica Bassa. L''aspetto di questa citta e' tardo barocco e risale quasi interamente a dopo il terremoto del 1693: della citta precedente il terremoto rimane ben poco. Modica e' ua citta pittoresca ed affscinante per il suo aspetto tipicamente barocco, per le sue stradine e vecchie botteghe. Di particolare da vedere c''e' il Museo Ibleo delle Arti e delle Tradizioni Popolari in cui sono conservate strumenti, attrezzature delle botteghe antiche e degli artigiani. Cattedrale di Ragusa: questa chiesa e' stata costruita nel XVIII secolo si trova in una bellissima terrazza pensile sostenuta da un loggiato, nella piazza centrale della citta. Possiede un''elegante e raffinata facciata ed una bellissima cupola in stile neoclassico. All''interno e' strutturata su una base a croce latina con tre navate con bellissime vetrate con cui si raffigura il martirio di San Giorgio. All''interno sono conservate alcune tele di Vito d''Anna, un reliquario d''argento

PALAZZO NICOLACI DI VILLADORATA

PALAZZO NICOLACI DI VILLADORATA  Apri
Loc. NOTO SYRACUSE, ITALY - SICILIA  Navigatore
15 Km da B-BDIONISIO
  Area Avola, Ispica, Pachino
Dopo il ripristino della volta della Cattedrale, del restauro e sistemazione nel sito naturale dei mosaici della villa Romana del Tellaro, la Capitale del Barocco della Val di Noto aggiunge un'altra perla al suo impareggiabile patrimonio ritrovato o per meglio dire restaurato. La restituzione alla pubblica fruizione del Palazzo Nicolaci e' un evento che tracima i confini provinciali attestandosi ai piu' alti livelli culturali. Il palazzo dei principi e' qualcosa di spettacolare ed oggi, riportato agli antichi splendori, da' la dimensione della ricchezza e dell'opulenza che la citta' ha vissuto in un epoca ormai lontana. In stile puramente barocco e con circa 90 stanze, su progetto attribuito a Rosario Gagliardi, risale ai primi decenni del 1700, anche se i lavori, cui partecipo' anche Vincenzo Sinatra (allievo del Gagliardi) si protrassero fino a 1765. L'edificio e' nato come residenza nobiliare urbana della famiglia Nicolaci la quale ha mantenuto la proprieta' di un'ala, cedendone l'altra al Comune di Noto. Il palazzo e' decorato da diverse balconate con decorazioni magnificamente realizzate e rinchiuse dalla sinuose inferriate ricurve. Tra le figure delle decorazioni troviamo sirene, sfingi, ippogrifi, cavalli alati ed altro. Tutte queste decorazioni conferiscono una particolare armonia a tutto l'edificio. Un'ala di Palazzo Nicolaci accoglie la Biblioteca Comunale, fondata dal Municipio nel 1817 con la munificenza dei privati, specialmente del principe di Villadorata, ed oramai ricca di migliaia di volumi e di vari manoscritti latini e spagnoli a cui va aggiunta una galleria di ritratti degli nomini illustri di Noto, dono del barone Astuto. La Biblioteca non e' che uno dei legami che Noto ha con la propria tradizione culturale. Solo per fare un esempio, Ferdinando il Cattolico nel 1503 diede alla citta' il titolo di Ingegnosissima, per l'erudizione di molti suoi cittadini, ma venne chiamata anche la Celebre e la Dotta

POMODORO DI PACHINO IGP

POMODORO DI PACHINO IGP  Apri
Loc. PACHINO SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
30 Km da B-BDIONISIO
  Area Portopalo di capo Passero, Santa Maria del Focallo, Ispica
  Brochure PDF
Il famoso ciliegino di Pachino gode di molte proprieta' benefiche. E' rinfrescante, dissetante, ha effetti diuretici, ricco di licopene e di caroteni, sostante che agevolano il corretto funzionamento dell organismo e lo difendono dai radicali liberi. Contiene una buona dose di vitamina C, ad azione riparatrice e rigeneratrice su tutte le cellule dell'organismo. E' ricco anche di sali minerali, con una funzione equilibratrice e disintossicante. Il Ciliegino e' anche IGP. NON SOLO E' BUONO, MA FA ANCHE BENE Diversi studi e ricerche hanno evidenziato l'importanza nella dieta, del consumo di frutta e ortaggi al fine di preservare la salute umana e il benessere fisico, prevenendo l'insorgenza di malattie cardiovascolari e di alcune forme tumorali. Negli ultimi anni una grande attenzione e' stata rivolta al pomodoro e ai suoi derivati in quanto fonti principali di Licopene. Alcuni autori hanno riportato che un consumo abbondante di pomodoro e suoi derivati e' inversamente correlato con il rischio di insorgenza di tumori dell'apparato digerente e della prostata. Inoltre sono stati svolti altri approfondimenti riguardo agli effetti benefici del Licopene sia nell'ambito delle malattie infettive, sia nei disturbi dermatologici.

ANTICA TONNARA DI AVOLA

ANTICA TONNARA DI AVOLA  Apri
Loc. AVOLA - SICILIA  Navigatore
9 Km da B-BDIONISIO
  Area Noto, Carrozziere, Belvedere
Presso l'incrocio tra Via Miramare e la strada Marina Vecchia, sorge il centro della borgata marina di Avola ( 1600 circa ). La marina avolese ebbe il suo maggiore sviluppo urbanistico con la costruzione in pianta stabile della tonnara. Negli anni trenta essa costituisce uno scalo importante per il commercio marittimo, e soprattutto per l'intera comunita'. L'impianto comprendeva industrie per la lavorazione del tonno, distillerie di agrumi e un mulino per la lavorazione del frumento. La tonnara e' costituita dal Malfaraggio, che comprende la Loggia, il locale per il ricovero delle barche e lo stabilimento per la lavorazione del tonno. Esistono, inoltre, gli alloggi dei pescatori, i magazzini e la casa stagionale del proprietario. Dal punto di vista architettonico, il palazzotto del proprietario rispecchia lo stile degli inizi del secolo scorso. Il terreno in discesa crea lo spazio per il piccolo appartamento in cui alloggiava il padrone di casa, che nella stagione estiva diventava lui stesso un marinaio. Segue la Loggia Grandiosa, circondata per tre lati dal mare e ampliata, in estate, da un grande recinto con il tetto di paglia per l'essiccatura delle interiora. Dell'antica struttura, ormai, e' rimasto ben poco, come il grande arco a tutto sesto del lato opposto alla Loggia. Da qui venivano tirate in secco le barche per la stagione invernale. Alta sul mare, troviamo troviamo una serie di grandi locali che venivano usati come magazzini adibiti alla coservazione delle lunghe trappole , ovvero cinque chilometri di reti, boe e le ancore che servivano a fissare le apparecchiature contrastando la forza dei venti. Anticamente, venivano calate lungo le coste siciliane moltissime tonnare: quelle del versante settentrionale venivano chiamate di corsa , quelle del versante meridionale di ritorno

ORECCHIO DI DIONISIO

ORECCHIO DI DIONISIO  Apri
Loc. SIRACUSA - SICILIA  Navigatore
14 Km da B-BDIONISIO
Altitudine: 42 mt. s.l.m.  Area Carrozziere, Belvedere, Augusta
  Brochure PDF
L'Orecchio di Dionisio (o Orecchio di Dionigi) e' una grotta artificiale che si trova nell'antica cava di pietra detta latomia del Paradiso, poco lontano dal Teatro Greco di Siracusa.Scavata nel calcare la grotta e' alta circa 23 m e larga dai 5 agli 11 m, e si sviluppa in profondita' per 65 m, con un andamento ad S. Secondo la leggenda, la sua particolare forma ad orecchio d'asino fece coniare al pittore Caravaggio, recatosi nella citta' aretusea nel 1608 in compagnia dello storico siracusano Vincenzo Mirabella, l'espressione Orecchio di Dionisio. Secondo la tradizione infatti il tiranno Dionisio fece scavare la grotta dove rinchiudeva i prigionieri, e appostandosi all'interno di una cavita' superiore ascoltava i loro discorsi. Grazie alla sua forma, l'Orecchio di Dionisio possiede caratteristiche acustiche tali da amplificare i suoni fino a 16 volte. Secondo alcuni la presenza della cavita' posta sotto la cavea del Teatro Greco, favorisce l'acustica del teatro. Recentemente e' stato proposto dai Platonici di rinominare l'Orecchio di Dionisio Caverna di Platone, considerando il fatto che il filosofo ateniese fu uno dei prigionieri del tiranno siracusano, e che, nei libri centrali della Repubblica, il mito della caverna e' evocato con immagini che richiamano da vicino la cava di Siracusa.

MONTI IBLEI DOP

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Loc. MONTI IBLEI, BUCCHERI SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
38 Km da B-BDIONISIO
Altitudine: 982 mt. s.l.m.  Area Giarratana, Palazzolo Acreide, Sortino
  Brochure PDF
Il Consorzio D.O.P. Monti Iblei nasce per tutelare e diffondere le qualita' dell'Olio Extravergine di Oliva prodotto nell'area dei Monti Iblei, limitatamente alle province di Ragusa, Siracusa e Catania, ovvero nella parte orientale della Sicilia, quella piu' a sud conosciuta come Val di Noto: da questa antica terra provengono oli caratteristici per il loro sapore armonico dal fruttato medio-intenso, dal colore verde-oro, dal gusto fruttato con sentori di erbe, pomodoro verde e carciofo, con note di amaro e piccante armonicamente in equilibrio tra loro. La DOP 'MONTI IBLEI', e' il riconoscimento ufficiale delle caratteristiche di pregio dell'olio ottenuto nel comprensorio omogeneo dei Monti Iblei. La sigla DOP, denominazione di origine protetta, di fatto sta ad indicare che la qualita' e le caratteristiche di pregio di questi oli derivano essenzialmente dall'ambiente geografico in cui vengono coltivate e trasformate le olive. Il Consorzio si e' affermato subito come strumento operativo essenziale per la valorizzazione dell'olio extravergine di oliva. Esso e' un organismo vitale per il settore oleario, che opera a servizio dell'olivicoltura della Sicilia orientale, e in particolare delle tre province a forte vocazione agricola, Ragusa, Siracusa e Catania. Il Consorzio e' l'interfaccia primaria del consumatore di olio extravergine d'oliva. E' l'organismo che tutela la bonta' e la genuinita' del prodotto, e dunque, tutela la salute dei consumatori, garantendo costantemente il rispetto, da parte dei produttori, delle norme previste nel disciplinare di produzione, dei requisiti di qualita' e i parametri delle caratteristiche organolettiche e qualitative contemplate negli standard produttivi. Il Consorzio rappresenta e tutela i produttori che aderiscono al disciplinare, promuovendo e valorizzando il prodotto, rendendo riconoscibile e distinguibile il territorio di provenienza tramite operazioni di promozione mirate e sponsorizzando la commercializzazione del prodotto in nuovi mercati nazionali e internazionali

ELORO

ELORO  Apri
Loc. VICO ELORO, NOTO SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
14 Km da B-BDIONISIO
Altitudine: 160 mt. s.l.m.  Area Avola, Ispica, Pachino
Eloro ( in greco ed Helorus in latino) e' un sito archeologico ubicato su una collina prospiciente il mare Jonio, nei pressi della citta' di Noto, in provincia di Siracusa, alla foce del fiume Tellaro (allora con lo stesso nome della citta'). La citta' era stata fondata da coloni corinzi nell'VIII secolo a.C., sulla direttrice della piu' tarda via Elorina, che metteva in comunicazione le colonie greche di Siracusa, Kamarina e Gela. Nell'alto corso del fiume Tellaro, presso la citta' Ippocrate, tiranno di Gela, sconfisse in battaglia nel 493 a.C. le forze siracusane, mentre nel corso della guerra del Peloponneso gli Ateniesi furono sconfitti nel 413 a.C. Nel 263 a.C. fece parte dei possessi riconosciuti dai Romani a Gerone II di Siracusa nel 213 a.C. Fu quindi conquistata dai Romani, guidati dal console Claudio Marcello, nel 214 a.C. La citta' rimase fiorente anche in epoca bizantina, ma venne quasi completamente distrutta con l'arrivo degli Arabi. Il santuario piu' importante si trovava all'esterno delle mura: era dedicato a Demetra e Kore e riprende forse un piu' antico culto indigeno siculo. Si trovava all'esterno delle mura ed era costituito da diversi ambienti. Il primo impianto risale al VI secolo a.C., ma venne utilizzato fino al III secolo a.C., come testimoniano gli ex voto conservati nel Museo archeologico di Noto. Successivamente il santuario venne trasferito all'interno della citta' come piccolo tempio in antis e circondato da un porticato (stoa') a tre bracci, dorico in facciata e a due navate. Il porticato era connesso anche con l'agora', di cui restano visibili solo le cisterne scavate nella roccia per raccogliere l'acqua piovana. Dalla piazza una via si dirigeva verso il mare a sud-est: insieme ad un'altra via in senso nord-sud definiva gli assi della struttura urbanistica della citta'. Un santuario dedicato al dio Asclepio (Asklepios in greco ed Esculapio - Aesculapius in latino), del IV secolo a.C., era costituito da un cortile circondato da portici, dove gli ammalati sostavano e dormivano in attesa della visita in sogno del dio, che avrebbe portato alla guarigione. Nei pressi sorgeva un piccolo thesauro's, ossia un edificio a forma di piccolo tempio in antis, destinato ad ospitare le offerte votive e datato alla seconda meta' del IV secolo. Verso sud, sulle pendici della collina, si trova un teatro greco, in parte scavato nella roccia e in parte costruito, risalente alla fine del IV - inizi del III secolo a.C., in parte intaccato da un canale di bonifica realizzato negli trenta

RAGUSANO DOP

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Loc. RAGUSA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
42 Km da B-BDIONISIO
  Area Modica, Giarratana, Zappulla
  Brochure PDF
Il Ragusano, storicamente chiamato caciocavallo ragusano (in siciliano Cosacavaddu), e' un formaggio italiano DOP (Denominazione d'Origine Protetta). Questa eccellenza casearia, nel 1955, e' stata riconosciuta quale prodotto tipico dal D.P.R. n. 1269 del 30 ottobre, nel 1995 ha ottenuto la denominazione di origine (Decreto del 2 maggio) e, l'anno successivo, ha acquisito il riconoscimento comunitario della DOP, perdendo la denominazione storica di 'Caciocavallo'. Il nome pare derivi dall'antica abitudine di appendere le forme a cavallo di un bastone posto in orizzontale. Viene prodotto nella provincia di Ragusa e in parte della provincia di Siracusa con i comuni di Rosolini, Noto e Palazzolo Acreide, con latte di mucche della razza modicana. Il Ragusano e' un formaggio semiduro a pasta filata prodotto esclusivamente con latte di vacca. Prodotto nel rispetto del disciplinare di produzione (Provvedimento 29 luglio 2003 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali). Il formaggio e' a forma di parallelepipedo a sezione quadrata con angoli smussati. Il peso di ogni forma e' compreso tra 10 e 16 kg. La crosta e' sottile, liscia, di marcato colore paglierino. Le forme possono essere trattate in superficie con sostanze trasparenti, prive di coloranti. La pasta e' omogenea compatta con lievissima occhiatura, di colore bianco o giallo paglierino piu' carico all'esterno e meno carico all'interno. Il sapore e' aromatico, piacevole, fusibile in bocca, normalmente delicato e tendenzialmente dolce quando il formaggio e' giovane, fino a divenire piccante a maturazione avanzata. Il contenuto di grasso della sostanza secca non e' inferiore al 38

DUOMO DI SAN GIORGIO

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Loc. MODICA - SICILIA  Navigatore
40 Km da B-BDIONISIO
Altitudine: 379 mt. s.l.m.  Area Ragusa, Zappulla, Ispica
La Chiesa di San Giorgio, posta tra la parte alta e la parte bassa della citta', in posizione scenografica con il prospetto rivolto verso occidente e' l'architettura piu' imponente della citta' e di tutta la Sicilia sud-orientale. La singolarita' dell'opera, oltre alla sua intrinseca bellezza, e' data dalla sua collocazione urbanistica, al centro di una citta' costruita a ripiani irregolari collegati da scalinate e salite tortuose con ampi spazi che, ancora nel Settecento, dovevano essere destinati a giardini e orti terrazzati. La fisionomia attuale della chiesa e' il risultato di piu' secoli di trasformazioni, integrazioni e completamenti con gli interventi piu' consistenti che si situano tra il XVII e il XIX secolo. La prima fonte che parla dell'esistenza della chiesa e' una bolla pontificia dal 1150 di papa Eugenio III con la quale la chiesa veniva posta sotto la tutela del Monastero di Mileto in Calabria. Secondo la tradizione la chiesa fu fondata dal Conte Ruggero e, in ricordo di tale avvenimento, all'interno, sopra il portale principale e' esposta l'armatura del Conte Ruggero d'Altavilla, il condottiero dei Normanni e il leggendario fondatore di San Giorgio. Nel 1643 il cedimento di un pilastro del transetto e la preoccupazione del crollo degli archi vicini porta a un radicale intervento nella chiesa. Dopo aver consultato vari architetti ed 'esperti di fabrica' provenienti da varie citta' del Regno, fu deciso di sfabricare il precedente edificio e di dare l'incarico per un nuovo 'modello' e 'pianta' a Frate Marcello da Palermo dei Minori Riformati di San Francesco. Molto probabilmente non si tratto' di una ricostruzione totale ma di una trasformazione. Tra l'altro il grande polittico che Bernardino Niger aveva realizzato nel 1573, posto nella parete di fondo dell'abside della navata centrale e' da citare come punto di riferimento della precedente struttura delle chiesa e, infatti, condiziono' i successivi progetti di ristrutturazione. Nel 1660 lo storico Rocco Pirri fornisce informazioni sulla chiesa citandola come la piu' antica e la piu' celebre della Contea di Modica. Contava, all'epoca, 13.000 anime e aveva settanta sacerdoti tra canonici e cappellani. Il Pirri ricorda che non era 'seconda' ad altre chiese siciliane per dipinti e simulacri, si trovavano al suo interno 'superbissimas iconas', una grande arca d'argento e un bellissimo tabernacolo. Il Pirri ricorda anche il contributo economico determinante dei Conti di Modica per la ricostruzione dell'edificio. Molto poco ci resta di quel momento storico compreso tra la ricostruzione del 1643 e il terremoto del 1693. Solo alcune opere si datano tra il XVI e il XVII secolo: oltre al polittico di Bernardino Niger (1573), alla tela dell'Assunta del pittore toscano Filippo Paladini datata 1610 e a un'opera del Cicalesius, vanno menzionate La Madonna della Neve, una scultura rinascimentale in marmo, uno stemma ligneo dipinto con il tema di San Giorgio e il Drago datato 1576, una tela secentesca anonima raffigurante una Deposizione conservata in sacrestia e due sarcofagi del Seicento conservati nel transetto e realizzati secondo la tecnica di lavorazione a marmi mischi che formano motivi poligonali, tecnica molto utilizzata nel XVII secolo. Il sisma del 1693 intacca l'edificio danneggiando molte strutture, sono molte le relazioni sui danni subiti dalla chiesa redatte da vari capimastri

RISERVA NATURALE ORIENTATA CAVAGRANDE DEL CASSIBILE

RISERVA NATURALE ORIENTATA CAVAGRANDE DEL CASSIBILE  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA CAVAGRANDE DEL CASSIBILE, SR - SICILIA  Navigatore
3 Km da B-BDIONISIO
  Area Avola, Noto, Carrozziere
Sulle rive del fiume per alcune decine di metri vi potrete immergere nella frescura del bosco ripariale, dove salici pedicellati, pioppi bianchi e neri, tamerici comuni e frassini meridionali sono i naturali compagni dei magnifici platani orientali, i cui esemplari piu' vetusti hanno tronchi dal diametro di circa un metro e mezzo. Ci sono punti del fiume in cui questo tipo di vegetazione va a formare una vera e propria galleria. Sulle sponde, gli oleandri dalle fioriture vivaci spiccano col fogliame verde sul biancore della roccia calcarea

MODICA

MODICA  Apri
Loc. MODICA - SICILIA  Navigatore
40 Km da B-BDIONISIO
  Area Ragusa, Zappulla, Ispica
Dopo l'era dei primi insediamenti siculi, la colonizzazione da parte dei Greci a cui gli antichi abitanti si assimilarono negli usi e nei costumi e l'occupazione da parte dei romani, passarono per Modica i Bizantini, lasciando resti della loro presenza soprattutto nelle necropoli sia all'interno della citta' o nelle immemdiate vicinanze, sia a Cava d'Ispica. Trascorsi questi secoli 'bui' durante i quali tutta l'isola subisce le dominazioni da parte di popolazioni barbariche: Vandali, Eruli, e Goti, agli inizi del IX secolo si fanno avanti i Saraceni. La Sicilia era una terra fertile e molto appetibile per motivi commerciali posta in uno dei punti piu' favorevoli di tutto il Bacino del Mediterraneo, il cuore dei traffici commerciali dell'epoca. Modica viene espugnata intorno al 844-845, da un esercito di Saraceni guidato da Al Fadn ibn Gafar al Hamdani e fu sotto gli Arabi che la citta' divene un importante centro agricolo e commerciale con il nome di Mohac. Dopo due secoli di dominazione Araba la citta', cosi' come tutta la Sicilia, venne riconquistata dai Normanni. La liberazione della Sicilia dalla dominazione Araba si svolse dal 1061 al 1091. Gualtieri, uno dei capitani al servizio di Ruggero d'Altavilla, il capo dei Normanni, venne investito del titolo di Conte di Modica. Anche i suoi figli Goffredo, Rinaldo, Aquino e Gualtiero furono chiamati Conti di Modica fino a quando fu in vita Guglielmo il Buono, si scateno' allora una feroce lotta per la succesione al trono. Si formarono due partiti, uno nazionale che avrebbe voluto portare sul trono Tancredi di Lecce, figlio di Ruggero di Calabria e l'altro che voleva sul trono Enrico, imperatore di Svevia e marito di Costanza, figlia di re Ruggero d'Altavilla. Tancredi ebbe la meglio ma, in seguito alla sua morte, prevalse il partito di Enrico di Svevia che si impossesso' del trono di Sicilia e si vendico' di quanti gli si erano opposti, tra questi c'erano anche i conti di Modica che furono spogliati dei loro beni. Modica rimase per un certo periodo un feudo del Demanio statale, passo' quindi agli Angioini e vi rimase fino ai Vespri Siciliani che ebbero come conseguenza la cacciata degli odiati francesi e del loro potere tirannico da tutta la Sicilia. Anche a Modica, cosi' come in molte altre citta', ci fu una violenta ribellione contro gli Angioini che vennero cacciati e la cittadinanza nomino' come governatore Federico Mosca. Il potera era, in questo momento, detenuto dagli Aragonesi, l'Isola era diventata uno dei Regni della Corona Spagnola. Nel 1296, in seguito al matrimonio tra Isabella Mosca e Manfredi Chiaramonte, la Contea passo' ai Chiaramonte. I Chiaramonte tenero la Contea per circa un secolo fino a quando, l'ultimo discendende maschile della famiglia fu fatto decapitare allo Steri di Palermo per aver tramato contro il re. Il periodo dei Chiaramonte fu senza dubbio il piu' vivace di tutta la storia della Contea, i Conti infatti, con lo sfarzo della loro corte fecero spesso concorrenza alla Regia Corte. Ai Chiaramonte successero i Cabrera, di origini spagnole venuti in Sicilia al seguito del nuovo re Martino. Fu sotto i Cabrera che si verifico' un grave fatto di sangue che vide la morte di 360 ebrei. La strage avvenne la sera del 15 agosto del 1474, giorno dell'Assunzione. Alla carneficina partecipo' tutto il popolo di Modica. L'episodio precedette, di poco, la formulazione, da parte di Ferdinando il Cattolico, dell'editto di espulsione degli ebrei dall'isola nel 1492. La Contea passo' quindi agli Henriquez, quando Anna Cabrera ando' in sposa a Federico Henriquez. Gli Henriquez-Cabrera furono Conti di Modica fino al 1702

AREA MARINA PROTETTA DEL PLEMMIRIO

AREA MARINA PROTETTA DEL PLEMMIRIO  Apri
Loc. AREA MARINA PROTETTA DEL PLEMMIRIO, ITALIA - SICILIA  Navigatore
11 Km da B-BDIONISIO
  Area Carrozziere, Belvedere, Avola
Gli straordinari fondali sommersi sono ricchissimi di ogni specie marina che popola il Mediterraneo. Ma l'Area Marina non e' solo mare. Tutt'intorno, in una macchia mediterranea dominata dalla presenza della palma nana, un proliferare di vita. E poi Siracusa, e' patria e culla della cultura della Magna Grecia, presente in ogni cosa: nell'architettura, nel teatro, nella gastronomia, nella sua gente. Natura, cultura, miti e racconti trovano qui il loro naturale nutrimento e collocamento

RISERVA NATURALE FIUME CIANE E SALINE DI SIRACUSA

RISERVA NATURALE FIUME CIANE E SALINE DI SIRACUSA  Apri
Loc. RISERVA NATURALE FIUME CIANE E SALINE DI SIRACUSA, TRAVERSA SALINE, SIRACUSA SYRACUSE, ITALY - SICILIA  Navigatore
11 Km da B-BDIONISIO
  Area Siracusa, Belvedere, Avola
La Riserva naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa e' una riserva naturale regionale della Sicilia che comprende il corso del fiume Ciane e la zona umida delle Saline alla periferia della citta' di Siracusa. La riserva e' gestita dalla omonima provincia. La riserva e' stata istituita con decreto dell'assessorato Territorio Ambiente della Regione Siciliana nel 1984, ed e' orientata alla salvaguardia del papiro lungo il corso del fiume Ciane ed alla conservazione dell'ambiente delle Saline. Situate a ridosso della citta', comprendono un ambiente palustre, pianeggiante, talora a livello leggermente inferiore rispetto a quello del mare, ideale per l'attivita' estrattiva del sale. Le saline costituirono dal Seicento una risorsa economica di sicuro interesse; restarono in attivita' fino agli anni ottanta e furono in seguito abbandonate per la crisi del settore. Attualmente vi giungono due volte l'anno gli uccelli migratori per rifocillarsi e sostare. Tuttavia e' invocata da anni una migliore gestione del sito, e una manutenzione straordinaria degli argini del Ciane, nonche' il recupero delle saline. Vi sono in cantiere diversi progetti che finora non hanno visto la realizzazione. La riserva e' caratterizzata da una florida vegetazione ripariale con specie quali il papiro (Cyperus papyrus), la cannuccia di palude (Phragmites australis) e il giaggiolo acquatico (Iris pseudacorus). Il sito richiama una interessantre avifauna che comprende, tra gli altri, il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus) e il tarabusino (Ixobrychus minutus)

PANTALICA, SIRACUSA

PANTALICA, SIRACUSA  Apri
Loc. PANTALICA SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
24 Km da B-BDIONISIO
  Area Palazzolo Acreide, Augusta, Belvedere
Pantalica, o meglio la necropoli rupestre di Pantalica, e' una localita' naturalistico-archeologica della provincia di Siracusa. Costituisce uno dei piu' importanti luoghi protostorici siciliani, utile per comprendere il momento di passaggio dall'eta' del bronzo all'eta' del ferro nell'isola. Nel 2005 il sito e' stato insignito, insieme con la citta' di Siracusa, del titolo di Patrimonio dell'umanita' da parte dell'UNESCO per l'alto profilo storico, archeologico, speleologico e paesaggistico. La localita' di Pantalica ha dato il nome a un celebre racconto di Vincenzo Consolo, Le pietre di Pantalica, in cui l'altopiano diventa una metafora del cammino dell'uomo. Giarranauti e' un ampio bosco nella parte superiore dell'altipiano di Pantalica. Questa zona oltre ad essere suggestiva per la presenza di un bosco e' anche ricca di testimonianze del passato, soprattutto di Epoca Bizantina. Seguendo i sentieri all'interno del parco si trovano i resti di un villaggio bizantino (stiamo parlando del VI-VIII secolo d.C.), delle concerie e delle macine scavate nella roccia

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SICILIA


Il nome antico di questa regione era Trinakria deriva da tre punte, come quelle che delimitano la regione. La Sicilia è la più grande isola italiana, divisa dal continente dallo Stretto di Messina e bagnata dallo Ionio, dal Tirreno e dal Mediterraneo. Una delle perle del sud Italia, tutta da scoprire, conoscere e vivere attraverso un ventaglio di itinerari alternativi che spaziano, a seconda dei gusti e delle esigenze, tra natura, storia e tradizione. La natura sembra aver destinato a questa terra tutte le sue meraviglie: monti, colline, e soprattutto il mare, che con i suoi incredibili colori, la trasparenza delle acque e la bellezza dei suoi fondali non ha nulla da invidiare agli altri mari. In questa terra, il Mediterraneo offre scenari, profumi e sapori così unici e intensi che solo una natura incontaminata può regalare. Basti pensare alle isole che circondano la Sicilia: Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica: così simili per la bellezza del loro territorio e così peculiari per natura, tradizione, arte e storia. E non dimentichiamo i suggestivi vulcani, alcuni dei quali mai sopiti come l'Etna e lo Stromboli. Un fascino arricchito anche dalle preziose testimonianze archeologiche che raccontano le antiche origini della Trinacria (antico nome della Sicilia), e dai tanti monumenti, testimonianza di un'arte che ha saputo forgiarsi nel corso dei secoli.

Da Vedere: Isole Eolie: questo arcipelago è situato a nord della Sicilia ed è composto da sette isole principali di origine vulcanica . Le isole maggiori sono Lipari, Salina e Vulcano seguono poi Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea. Il nome di questo arcipelago deriva dal dio Eolo (dio dei venti) che secondo la mitologia graca si trovava in queste zone. Queste isole sono mèta turistica e balneare grazie al loro mare incontaminato ma anche alle numerose sorgenti termali presenti. La valle dei Templi: la valle dei templi di Agrigento raccoglie uno dei più grandi patrimoni archeologici della Grecia antica. Si possono ammirare templi dorici perfettamente conservati, il tempio di Giove Olimpio, il tempio dei Dioscuri (simbolo della città di Agrigento), tempio di ercole, tempio della Concordia. Tra i templi meglio conservati troviamo il tempio di Giunone Lacinia, di vulcano, di Esculapio tutti appartenenti al VI e V secolo a.c. Si possono ammirare inoltre il santuario di Demetra e Kore, la Tomba di Terone ed il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti di valore inestimabile a livello storico ed artistico. Giardini Naxos: si tratta diun centro agricolo-artigianale e turistico. Questa località offre bellissime e rinomate spiagge nonché un mare incontaminato. Il nome della cittadina deriva dal termine siciliano 'giardini' che indica agrumeti e 'naxos' deriva invece dal nome della prima colonia dei Greci che venne fondata nella zona dell'odierno insediamento. Tra i monumenti più importanti menzioniamo il Castello di Schisò (medievale) all'interno del quale sono conservati dei reperti archeologici rinvenuti dell'antica Naxos e di alcune tombe dell'età di bronzo.

Gastronomia e Vini: La gastronomia siciliana riflette i numerosi contatti che nei secoli sono avvenuti tra la Sicilia e varie civiltà diverse tra loro. Piatti tipici di questa regione sono: la 'pasta con le sarde' (con sarde fresche, pinoli e zafferano), la 'pasta alla Norma' (con pomodoro, melanzane e ricotta). Tra i piatti a base di carne troviamo il 'falsomagro' (rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova), gli involtini alla palermitana (ripieni di uvetta, pinoli, formaggio con profumo di alloro e cipolla). Tra i piatti di pesce molto famose sono le sarde a beccafico (con pangrattato, limone e pinoli), pesce preparato alla ghiotta (tonno, sarde e alici cucinate con cipolle, olive, capperi e formaggio), il 'cuscusu (versione trapanese del cuscus a base di pesce e con un chiaro influsso di origine araba). Sempre di influsso arabo è l'utilizzo di alcuni ingredienti come la cannella, lo zafferano, il riso (che si ritrova nella arancine a base di riso, carne, piselli, formaggio e prosciutto). Un capitolo a parte della gastronomia siciliana, è composto dalla pasticceria e dai dolci tipici di questa regione: basti pensare alla 'cassata', ai 'cannoli', alle granite, alla 'pignoccata'. Tra i vini vi segnaliamo il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e l'Alcamo. Vi consigliamo anche il Marsala, un rinomato vino liquoroso.