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amelia - escursioni punti di interesse attrazioni a fano

 ALBERGO HOTEL AMELIA

ALBERGO HOTEL
AMELIA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a FANO Cartoceto Pesaro Mondavio

GABICCE

GABICCE  Apri
Loc. GABICCE MARE - MARCHE  Navigatore
25 Km da AMELIA
  Area Cattolica, Gradara, Granarola
  Brochure PDF
Nella zona piu' settentrionale della costa Adriatica, al confine con l'Emilia Romagna troviamo un incantevole borgo situato in mezzo alle meraviglie della natura: la localita' di Gabicce Monte. Sorge su un promontorio a ridosso della piccola baia di Gabicce Mare, nell'ultimo tratto del Golfo di Rimini, dal quale e' possibile avere una visuale ampissima: le citta' di Cesenatico, di Rimini con il suo maestoso grattacielo, di Porto Verde nonche' le dolci colline dell'entroterra marchigiano. Grazie a questo patrimonio naturalistico, Gabicce Monte e' l'unica localita' a mettere insieme mare, collina e parco naturale, con il risultato di un paesaggio sorprendentemente variegato e di un'atmosfera unica. Il paese e' suggestivo, sulle strade del piccolo borgo si possono incontrare sportivi appassionati di ciclismo, e trekking che vogliono vivere l'emozione nel Parco del Monte San Bartolo. Gabicce Monte e' un paese a misura d'uomo, dove ci si puo' spostare tranquillamente a piedi, facendo delle rilassanti passeggiate, lontani dal traffico e caos. Per questo e' meta molto amata dalle famiglie con bambini, cosi' come dalle coppie in cerca di scorci romantici. Da Gabicce Monte si puo' percorrere per esempio il Sentiero del Coppo completamente immersi nella natura, attraverso il quale si arriva direttamente alla zona marina e a meta' del tragitto si incontra un'antica fonte, la Fonte del Coppo, dalla quale sgorga un'acqua dalle ottime proprieta' benefiche e curative. La localita' gode di un'importanza oltre che geografica, anche storica. L'origine risale ad una comunita' che nel 909 viveva intorno alla Chiesa di S. Ermete, che si trova ancora oggi all'ingresso dell'abitato. All'interno della Chiesa di Sant'Ermete sono conservati alcuni reliquiari e pregevoli candelieri a testimonianza della ricchezza degli arredi che la decoravano prima dei numerosi saccheggi subiti in epoche diverse. Tra le opere di maggior rilievo troviamo all'interno del luogo di culto il dipinto della Madonna del latte, che proviene dalla scuola marchigiana del XV secolo ed un crocifisso in legno che risale al XIV secolo e appartiene alla scuola riminese. A quel tempo la sommita' del colle era probabilmente gia' fortificata: a testimonianza di cio' un documento del 998 che lo nomina con la locuzione latina Castellum Ligabitii dal nome del feudatario Ligabitio. Il piccolo nucleo di case che contornano piazza Valbruna e' quanto resta dell'antico borgo di Gabicce Monte

WWF: OASI RIPA BIANCA DI JESI

WWF: OASI RIPA BIANCA DI JESI  Apri
Loc. JESI ANCONA, ITALY - MARCHE  Navigatore
41 Km da AMELIA
Altitudine: 134 mt. s.l.m.  Area Rosora, Cingoli, Offagna
  Brochure PDF
Nell'Oasi WWF Ripa Bianca si trova l'unica garzaia della Regione. L'Oasi Ripa Bianca di Jesi si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Jesi (An). Un'oasi fluviale di 310 ettari, in un contesto di campagna, una vera oasi per molti uccelli che vi nidificano, come gli ardeidi. L'oasi e' caratterizzata dalla presenza di un tratto del corso del Fiume Esino e di un lago, dove si e' insediata la garzaia, derivato da un ex cava di ghiaia. Il restante territorio e' costituito dal tipico paesaggio agricolo marchigiano con la presenza di elementi di naturalita' (siepi, boschetti, ecc.) e da formazioni pre-calanchive. Ambiente L'Oasi e' caratterizzata dalla presenza di un tratto del corso del Fiume Esino e di un lago, dove si e' insediata la garzaia, derivato da un ex cava di ghiaia. Il restante territorio e' costituito dal tipico paesaggio agricolo marchigiano con la presenza di elementi di naturalita' (siepi, boschetti, ecc.) e da formazioni pre-calanchive

URBINO

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Loc. URBINO - MARCHE  Navigatore
35 Km da AMELIA
  Area Urbania, Furlo, Colbordolo

Urbino is a walled city in the Marche region of Italy, south-west of Pesaro, a World Heritage Site notable for a remarkable historical legacy of independent Renaissance culture, especially under the patronage of Federico da Montefeltro, duke of Urbino from 1444 to 1482. The town, nestled on a high sloping hillside, retains much of its picturesque medieval aspect, only slightly marred by the large car parks below the town. It hosts the University of Urbino, founded in 1506, and is the seat of the Archbishop of Urbino. Its best-known architectural piece is the Palazzo Ducale, rebuilt by Luciano Laurana. The modest Roman town of Urvinum Mataurense (the little city on the river Mataurus) became an important strategic stronghold in the Gothic Wars of the 6th century, captured in 538 from the Ostrogoths by the Byzantine general Belisarius, and frequently mentioned by the historian Procopius. Though Pippin presented Urbino to the Papacy, independent traditions were expressed in its commune, until, around 1200, it came into the possession of the House of Montefeltro. Although these noblemen had no direct authority over the commune, they could pressure it to elect them to the position of podesta', a title that Bonconte di Montefeltro managed to obtain in 1213, with the result that Urbino's population rebelled and formed an alliance with the independent commune of Rimini (1228), finally regaining control of the town in 1234. Eventually, though, the Montefeltro noblemen took control once more, and held it until 1508. In the struggles between the Guelphs and Ghibellines where factions supported either the Papacy or the Holy Roman Empire, the 13th and 14th century Montefeltro lords of Urbino were leaders of the Ghibellines of the Marche and in the Romagna region. The most famous member of the Montefeltro was Federico III (or II), Duke of Urbino from 1444 to 1482, a very successful condottiere, a sful diplomat and an enthusiastic patron of art and literature. At his court, Piero della Francesca wrote on the science of perspective, Francesco di Giorgio Martini wrote his Trattato di architettura (Treatise on Architecture) and Raphael's father, Giovanni Santi, wrote his poetical account of the chief artists of his time. Federico's brilliant court, according to the deions in Baldassare Castiglione's Il Cortegiano (The Book of the Courtier), set standards of what was to characterize a modern European gentleman for centuries to come. In 1502, Cesare Borgia, with the connivance of his Papal father, Alexander VI, dispossessed Duke Guidobaldo and Elisabetta Gonzaga. They returned in 1503, after Alexander had died. After the Medici pope Leo X's brief attempt to establish a young Medici as duke, thwarted by the early death of Lorenzo II de' Medici in 1519, Urbino was ruled by the dynasty of Della Rovere dukes. In 1626, Pope Urban VIII definitively incorporated the Duchy into the papal dominions, the gift of the last Della Rovere duke, in retirement after the assassination of his heir, to be governed by the archbishop. Its great library was removed to Rome and added to the Vatican Library in 1657. The later history of Urbino is part of the history of the Papal States and, after 1861, of the Kingdom (later Republic) of Italy.

ROCCA ROVERESCA

ROCCA ROVERESCA  Apri
Loc. PIAZZA DEL DUCA, SENIGALLIA ANCONA, ITALY - MARCHE  Navigatore
23 Km da AMELIA
  Area Corinaldo, Jesi, Fano
La Rocca di Senigallia - conosciuta anche come Rocca roveresca, dal nome dei committenti, i Della Rovere, si trova nelle Marche, a Senigallia, comune in provincia di Ancona. La Rocca Roveresca e' il piu' importante monumento di Senigallia, e come tutte le fortezze medioevali, puo' sembrare, vista dall'esterno, una struttura semplice e regolare. La sua complessita' prende forma al suo interno, dove la dislocazione degli spazi risulta labirintica e, a uno sguardo superficiale, addirittura mal progettata. La sua struttura attuale e' dovuta alla volonta' di Giovanni Della Rovere, Signore della citta' dal 1474 al 1501. Egli era il genero di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino che gli mise a disposizione i migliori architetti del tempo. I lavori furono inizialmente affidati a Luciano Laurana, che progetto' la parte residenziale della Rocca e il ponte levatoio che la collegava all'antistante piazza. I lavori furono poi affidati a Baccio Pontelli che circondo' la parte residenziale con la vera e propria struttura difensiva, di forma quadrilatera ai cui angoli sono posti quattro massicci torrioni circolari, collegati fra loro e con il corpo centrale, da un organico sistema di comunicazione, verticale e orizzontale. L'apparente irregolarita' degli spazi interni e dei percorsi e' quindi una realta' voluta e cercata dallo stesso Pontelli, con lo scopo di creare un senso di disorientamento. Il monumento risulta dunque articolato in due rocche, l'una inglobata dentro all'altra: il corpo centrale, destinato a residenza signorile, e' circondato dalla costruzione destinata alla difesa militare

ROCCA MALATESTIANA

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Loc. PIAZZALE MALATESTA FANO - MARCHE  Navigatore
<1 Km da AMELIA
  Area Cartoceto, Pesaro, Mondavio
La Rocca Malatestiana Sorge all'estremita' nord-orientale dell'antica cinta murata ed aveva al suo vertice angolare una severa imponente torre di vedetta, il Mastio, vittima della barbarie degli uomini in guerra (1944). Alle massicce fondamenta della superstite base scarpata si riallaccia oggi quanto resta dell'antico camminamento merlato che corrisponde verso l'interno all'area occupata dalla cosiddetta Rocchetta; certamente la parte piu' antica del fortilizio, sorta sui resti di opere di difesa romane e medioevali e forse precedente all'intervento edificatorio iniziato nel 1438 d'ordine di Sigismondo Malatesta che ne curo' molto probabilmente anche la progettazione con la collaborazione dell'architetto Matteo Nuti. Intervento che si concluse nel 1452 con l'erezione del ricordato mastio: ideale avamposto per la sorveglianza costiera e, all'occorrenza, anche faro per guidare la rotta del naviglio fanese e malatestiano che aveva i suoi approdi muniti di 'palate' proprio sotto il fortilizio. La costruzione subi' poi, in relazione al mutare delle esigenze difensive e degli eventi storici, adattamenti e modificazioni, mantenendo peraltro nel suo complesso la fisionomia originaria di ampio rettangolo fortificato, delimitato da cortine scarpate con robusti torrioni angolari. Un doppio ponte levatoio munito di rivellino permetteva di superare il fossato e di accedere all'interno, la' dove e' oggi il doppio ponte in muratura che dall'alberato piazzale Malatesta raggiunge l'atrio, sfociante a sua volta nel vasto cortile a prato, delimitato dal muro di sostegno dei camminamenti e dal basso fabbricato che sul lato orientale ospita le vecchie celle e la piccola cappella. In origine terrazzato, quest'ultimo fu piu' tardi sopraelevato e coperto a tetto per ospitare una capiente stalla a cui si accedeva tramite la caratteristica rampa a mattoni posta sulla destra dell'ingresso: un ambiente oggi utilizzato per esposizioni e mostre d'arte

RIMINI

RIMINI  Apri
Loc. RIMINI, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
45 Km da AMELIA
  Area Santa Giustina, Riccione, Igea Marina
Rimini e' uno dei capoluoghi di provincia dell'Emilia Romagna e puo' essere considerata la principale meta della Riviera Romagnola. La citta' si trova all'estremita' meridionale della pianura padana ed e' circondata da un paesaggio collinare. La fama di Rimini e' dovuta alle sue immense spiagge ed alla molteplicita' di discoteche e locali notturni, tuttavia la citta' ha anche numerosi tesori artistici di epoca romana e rinascimentale. Le origini si fanno risalire ai Romani nel 268 a.C. che la chiamarono 'Ariminum'. Dopo un periodo bizantino, si affermo' nel Medioevo come libero Comune e intorno al sec. XIV prese il dominio della citta' la famiglia Malatesta con la quale ci fu un periodo di splendore artistico e culturale. Questo periodo di splendore che vide anche la presenza a Rimini di importanti artisti come il Brunelleschi, Piero della Francesca e Leon Battista Alberti, si interruppe con il passaggio di potere allo stato Pontificio nel sec. XVI. Agli inizi del &900 si assiste ad un nuovo sviluppo della citta' grazie alla creazioni di numerosi stabilimenti balneari e l'apertura delle linee ferroviarie. Oggi Rimini e' sostanzialmente costituita da due nuclei: quello del centro storico e quella verde e ricca di stabilimenti balneari di Marina Centro. Il litorale di Rimini si estende per ben 15 chilometri, poi si trasforma in altre citta', non meno popolari per la vacanza, come Riccione e Cattolica, che si trovano a sud. Ovunque vi troviate la spiaggia sara' sempre vicina a voi. Ogni anno, migliaia di turisti vengono a Rimini per visitare una citta' dell'Antica Roma, per i comodi hotel e le moderne spiagge per le vacanze. E' il posto dove ama riposarsi la maggior parte degli aristocratici d'Europa. Le spiagge sono organizzate in modo piuttosto singolare. Spesso la costa e' qui divisa in confini non tra hotel, come nella maggior parte dei casi, ma tra affittuari. Uno dei principali compiti dei gestori e' quello di garantire un totale comfort per i visitatori. Per comfort si intende la pulizia, la doccia di acqua dolce, cabine per il cambio in spiaggia, comode sdraio con ombrelloni, organizzazioni di salvataggio, i dovuti servizi medici, etc

MISANO ADRIATICO

MISANO ADRIATICO  Apri
Loc. MISANO ADRIATICO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
30 Km da AMELIA
Altitudine: -0 mt. s.l.m.  Area Cattolica, Riccione, Gabicce mare
  Brochure PDF
La localita' balneare della Riviera Adriatica di Romagna sorge tra Riccione e Cattolica, 15 km a Sud di Rimini. Perche' visitarla Ideale per la vacanza familiare, Misano Adriatico e' meta di numerosi sportivi attratti dalle manifestazioni e dagli incontri periodicamente organizzati. Con la marina di Portoverde (km 1,5) accogliente complesso in stile mediterraneo dove poter soggiornare e ormeggiare la barca, magari proprio sotto casa, Misano si distingue nel campo del turismo nautico mentre il moderno autodromo Misano World Circuit di Santamonica infonde adrenalina agli appassionati della velocita' con le emozionanti competizioni da brivido motociclistiche e automobilistiche. Aree pedonali colorate da mercatini serali, una spiaggia dorata e tranquilla, isole di verde in pieno centro completano l'immagine di questa localita'. Quando andarci e cosa vedere Una grande spiaggia lunga tre chilometri, la passeggiata sul bellissimo lungomare rimesso a nuovo, il rombo dei motori dell'autodromo, la darsena piena di natanti da diporto, la tranquillita' della campagna e delle prime colline, impianti e attrezzature per ogni tipo di sport sono le principali attrazioni di Misano Adriatico, localita' balneare che ha fatto della vacanza attiva il suo punto di forza. Con il Misano World Circuit, la pista recentemente rimessa a nuovo per ospitare la Motogp, Misano Adriatico e' meta ogni mese dell'anno per gli appassionati di motori. Il calendario e' ricco di eventi delle due ruote come la Superbike in giugno e la Motogp in settembre ed anche di gare singolari come le sfide tra camion (European Truck Racing Championship) in maggio. All'interno del circuito c'e' anche la scuola di pilotaggio diretta dall'ex pilota di Formula 1 Siegfried Stohr. In localita' Portoverde, la darsena puo' ospitare oltre trecentocinquanta imbarcazioni da diporto ed e' dotata di servizi e attrezzature per assicurare un facile approdo, il rimessaggio, la custodia, la manutenzione e la riparazione di ogni tipo di barca. Qui sorge inoltre un complesso turistico con ville, villette e appartamenti di ogni misura, immersi nel verde, completamente pedonalizzato. La passeggiata sotto i portici segue il perimetro della baia sulla quale si affacciano piscine, parchi, boutiques, locali di ritrovo aperti durante la stagione estiva

PISTA CICLABILE PESARO - FANO

PISTA CICLABILE PESARO - FANO  Apri
Loc. PISTA CICLABILE PESARO-FANO, FANO PESARO AND URBINO, ITALY - MARCHE  Navigatore
4 Km da AMELIA
  Area Pesaro, Cartoceto, Granarola
Nel 2005 e' stata realizzato e inaugurato il primo stralcio della pista ciclabile Pesaro-Fano, che si sviluppa lungo tutto il litorale verso sud; si tratta di un'opera fondamentale poiche' il tratto che interessa il Comune di Pesaro, essendo a quota arenile, serve gli stabilimenti balneari che insistono sulla spiaggia di Levante. Si evidenzia che l'utilizzo della pista ciclabile da parte degli utenti delle spiagge ha notevolmente ridotto il rischio di incidenti sulla statale adriatica lungo il litorale. L'ultimo tratto di competenza del Comune di Pesaro (fino a Fosso Sejore) e' stato inaugurato il 23 maggio 2007. A giugno 2010 sono stati inaugurati la rotatoria e il sottopasso in fondo a viale trieste

PARCO NATURALE DEL MONTE SAN BARTOLO

PARCO NATURALE DEL MONTE SAN BARTOLO  Apri
Loc. PARCO NATURALE DEL MONTE SAN BARTOLO, ITALIA - MARCHE  Navigatore
13 Km da AMELIA
Altitudine: 4 mt. s.l.m.  Area Granarola, Gradara, Gabicce mare
Il Parco Naturale del Monte San Bartolo segna l'inizio del sistema collinare della costiera del centro Italia, immediatamente susseguente ai ben noti lidi turistici dell'Adriatico Settentrionale. Si affaccia, con una spettacolare falesia sul Mare Adriatico e raggiunge le sue massime quote sulle colline del San Bartolo, Castellaro e nei nuclei abitati di Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara. Punto di estrema importanza per la migrazione dell'avifauna e sito per lo svernamento di diverse specie di uccelli, dal punto di vista archeologico e storico, in rapporto alla sua piccola estensione, presenta una notevole ricchezza di elementi: dai ritrovamenti del neolitico nella zona di Monte Castellaro a quella archeologica di Colombarone sull'antica Via Flaminia, ai porti scomparsi di origine Greca di S. Marina e Vallugola, all'incantevole sistema delle ville e dei giardini rinascimentali

OLIO D.O.P. CARTOCETO

OLIO D.O.P. CARTOCETO  Apri
Loc. CARTOCETO PU, ITALIA - MARCHE  Navigatore
15 Km da AMELIA
  Area Mondavio, Fano, Colbordolo
  Brochure PDF
La denominazione di origine protetta Cartoceto e' prodotta con olive provenienti prevalentemente dalle cultivar Raggiola, Frantoio e Leccino, nei rapporti di seguito descritti. Nell'ambito dell'oliveto iscritto nell'elenco della D.O.P., dette cultivar principali sono presenti in misura non inferiore al 70% congiuntamente o singolarmente. E' ammessa la presenza, fino a un massimo complessivo del 30%, di varieta' diverse: Raggia, Moraiolo, Pendolino, Maurino, Carboncella, Nebbia, Rosciola ammesse congiuntamente o singolarmente. L'olio si presenta di colore verde, o verde con riflessi giallo oro per gli oli ancora molto freschi. Giallo oro, con lievi riflessi verdognoli, per gli oli piu' maturi. L' odore e' fruttato di oliva verde, da leggero a medio, secondo la scala C.O.I., con lieve sentore di erbaceo. Possono essere presenti i caratteristici e gradevoli profumi di mandorla verde e mela acerba. Il gusto e' armonico, fra le sensazioni di fruttato verde, dolce, amaro e piccante fusi. Puo' essere presente un gradevole e caratteristico retrogusto di mandorla verde

ARCO DI AUGUSTO

ARCO DI AUGUSTO  Apri
Loc. AUGUSTOS ARCH, VIA ARCO D'AUGUSTO, FANO PESARO URBINO, ITALY - MARCHE  Navigatore
2 Km da AMELIA
  Area Cartoceto, Pesaro, Mondavio
L'arco d'Augusto di Fano (in provincia di Pesaro e Urbino) e' la porta cittadina in forma di arco a tre fornici. Costituisce l'accesso in citta' dall'antica via Flaminia, che all'interno delle mura diventa il decumano massimo. E' da sempre uno dei simboli della citta'. Fu in epoca romana la principale porta d'accesso alla Colonia Julia Fanestris, colonia dedotta nella localita' di Fanum Fortunae (tempio dedicato alla dea Fortuna) dall'architetto romano Marco Vitruvio Pollione su incarico dell'imperatore Augusto, in memoria della vittoria sul generale cartaginese Asdrubale Barca, nella battaglia del Metauro durante la seconda guerra punica). Si presume che nella Fanum Fortunae esistessero almeno altre due porte, oggi scomparse, poste una a sud e l'altra, prossima al mare. Costruito sul punto in cui la via Flaminia s'innesta nel decumano massimo della citta', il monumento e' datato attorno al 9 d.C. L'arco venne successivamente ridedicato all'imperatore Costantino con una nuova iscrizione incisa sull'attico e oggi scomparsa, senza tuttavia cancellare quella precedente. Nel 1463 le artiglierie di Federico da Montefeltro, durante l'assedio della citta' per la cacciata di Sigismondo Pandolfo Malatesta, che allora ne era signore, distrussero l'attico del monumento. Le pietre cadute furono riutilizzate nella costruzione delle adiacenti chiesa e loggia di San Michele. L'aspetto originario della porta resta testimoniato nel bassorilievo rinascimentale scolpito su un lato della facciata della chies

PALAZZO DUCALE

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Loc. PIAZZA DEL POPOLO, PESARO PESARO URBINO, ITALIA - MARCHE  Navigatore
11 Km da AMELIA
  Area Granarola, Fano, Gradara
Luogo di vita e governo del signore e della sua corte, il Palazzo Ducale e' un vastissimo isolato, con la facciata fatta realizzare da Alessandro Sforza. Le sue vicende costruttive sono infatti legate alle signorie succedutesi a Pesaro dal XIII al XVII secolo. Nell'edificio e' inglobato il sito delle quattrocentesche case dei Malatesti e degli Sforza, ristrutturate e ampliate fino alle attuali dimensioni dai Della Rovere, duchi di Urbino e Pesaro tra il 1523 circa e il 1621. Trasferita la corte da Urbino a Pesaro, dal 1564 il palazzo diviene il centro di amministrazione del ducato, raggiungendo il suo massimo splendore. Morto nel 1631 Francesco Maria II, ultimo duca roveresco, il Ducato di Urbino e' annesso alla Santa Sede decretando la fine del casato e del loro palazzo, spogliato in pochi mesi di tesori inestimabili, gran parte dei quali confluiti a Firenze, al seguito di Claudia de' Medici, vedova di Federico Ubaldo, e della figlia Vittoria Farnese, erede finale dei Della Rovere. Le antiche stanze erano ornate da quadri di Raffaello, Bronzino, Tiziano, Bassano, Barocci. Sede prima dei cardinali Legati, al governo della citta' dal 1631 al 1797, con l'unita' d'Italia accoglie la Prefettura: da quel momento comincia la dispersione degli arredi e la trasformazione drastica degli ambienti. Molte modifiche subite dalla facciata nella prima meta' del Novecento ne hanno profondamente mutato l'originaria struttura quattrocentesca. L'ambiente piu' imponente del palazzo e' il &salone Metaurense' al piano superiore, costruito da Alessandro Sforza a meta' Quattrocento; al 1620 circa risalgono il pavimento e il soffitto a cassettoni realizzato dall'architetto Giovanni Cortese per Francesco Maria II Della Rovere

RISERVA NATURALE STATALE GOLA DEL FURLO

RISERVA NATURALE STATALE GOLA DEL FURLO  Apri
Loc. RISERVA NATURALE STATALE GOLA DEL FURLO, PESARO E URBINO, ITALIA - MARCHE  Navigatore
35 Km da AMELIA
  Area Cagli, Urbino, Castello
Un autentico paradiso, attraversato dal fiume Candigliano che si insinua tra le imponenti pareti rocciose della Gola, dove la suggestione del paesaggio si unisce a una prodigiosa ricchezza naturalistica che vanta esemplari di flora e fauna davvero singolari. La vegetazione che ricopre le cime del massiccio e' costituita in prevalenza da querceti con roverella, carpino nero, orniello, acero, sorbo. Assai variegato anche l'habitat fluviale e ripariale, cosi' come ricchissima e' la vita che pullula nelle foreste, nei pascoli e nei cespuglieti

RICCIONE

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Loc. RICCIONE - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
34 Km da AMELIA
  Area Misano Adriatico, Cattolica, Gabicce mare
  Brochure PDF
Riccione e' comune italiano della provincia di Rimini Le origini del turismo a Riccione risalgono alla fine dell'Ottocento, quando cominciano a sorgere in citta' eleganti residenze utilizzate da ricchi personaggi che giungevano sul posto per mezzo della linea ferroviaria Bologna - Ancona, pienamente operativa attorno all'ultimo ventennio dell'Ottocento. Nel 1880 il conte Giacinto Soleri Martinelli, dopo aver acquistato una fascia di terreni dal fosso Martinelli all'attuale viale Ceccarini, diede il via alle prime lottizzazioni destinate ad edifici per la villeggiatura, pensando ad un progetto di citta' giardino simile a quello gia' attuato alla Marina di Rimini Un'impronta decisiva alla citta' si deve ai coniugi Ceccarini ed in particolar modo alla moglie, Maria Borman, di origine statunitense, a cui venne dedicata una lapide negli anni novanta sullungospiaggia che porta il suo nome, la quale, vedova del marito medico, diede un notevole apporto economico per la costruzione dell'ospedale cittadino, e per tante altre importanti iniziative sociali. In suo onore e' stata eretta anche una statua, installata il 9 ottobre 2012. La statua e' stata realizzata per iniziativa della Famija Arciunesa dallo scultore cesenate Leonardo Lucchi. Mentre infuriava la Prima Guerra mondiale, Riccione subi' uno sciame sismico, terminato con il terribile schianto del 16 agosto 1916, che devasto' la cittadina. Riccione nell'immediato dopoguerra comincio' una ripresa sorprendente, accelerata dopo l'affrancamento dal comune di Rimini per effetto del regio decreto del 19 ottobre 1922. Dunque in quest'anno 1922 Riccione cessa di essere una frazione del comune di Rimini e diventa comune autonomo. La spiaggia di Riccione, la sua perfetta organizzazione, la professionalita' e la simpatia dei suoi operatori sono famose nel mondo. I 135 stabilimenti offrono tutte le mattine lo spettacolo di una spiaggia nitida e ordinata, 41 postazioni di salvataggio vigilano sulla sicurezza dei turisti, all'ombra di circa 3.500 fra ombrelloni e tende ogni ospite vive il sogno d'una vacanza tanto attesa quanto appagante. E poi le feste, gli spazi dedicati allo sport, i baby point e quant'altro l'immaginazione sogna e la realta' conferma. Piu' d'una spiaggia: la spiaggia di Riccione. I Bagni di Riccione offrono ai loro ospiti tutta una serie di servizi che vanno dalla possibilita' di affittare lettini e ombrelloni, cabine per cambiarsi, alla toilette e la doccia per rinfrescarsi, immancabili e a diposizione di tutti.

SPIAGGE DEL PARCO MONTE SAN BARTOLO

SPIAGGE DEL PARCO MONTE SAN BARTOLO  Apri
Loc. PARCO NATURALE DEL MONTE SAN BARTOLO, ITALY - MARCHE  Navigatore
16 Km da AMELIA
  Area Granarola, Gradara, Gabicce mare
  Brochure PDF
A Fiorenzuola di Focara, 1 km da La Grande Agave, il Parco del Monte San Bartolo offre una spiaggetta naturale sabbiosa che si distingue dal resto della costiera del Parco, normalmente costituita da ciottoli; in seguito a questa caratteristica la spiaggia rimane molto fruibile anche dai bambini che in questo punto della costa troveranno dei fondali sicuri e che si abbassano molto gradualmente. Questa spiaggia, controllata da un servizio di bagnini di salvataggio, e' raggiungibile solamente a piedi o in moto (in luglio ed agosto e' possibile usufruire di un servizio navetta tra la spiaggia ed il paese sovrastante) su un percorso ben asfaltato che entra nella macchia mediterranea tipica del Parco porgendo al turista i profumi, i colori, gli scorci ed i passaggi particolarmente suggestivi al pari della spiaggia, dove in piena liberta' i turisti spesso si servono dei rami e dei tronchi che le mareggiate invernali rilasciano sulle pendici della falesia per costruirsi un riparo dal sole cocente, trasformandosi in tanti Robinson naufragati su una lussureggiante isola sconosciuta. Quando poi risalite dalla spiaggia, non dimenticatevi di visitare anche il minuscolo borgo medievale di Fiorenzuola di Focara fra piccole stradine di ciottoli, scorci spettacolari colorati di mare tra una miriade di angoli e piazzette dove rilassarsi osservando il magico panorama

FANO

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Loc. FANO PESARO AND URBINO, ITALY - MARCHE  Navigatore
2 Km da AMELIA
  Area Cartoceto, Mondavio, Pesaro
  Brochure PDF
A due passi dalle campagne marchigiane, alla foce del fiume Metauro e sulla riva del mare Adriatico: ecco la posizione di Fano, citta' marchigiana in provincia di Pesaro e Urbino, ma ancora in odor di Romagna. Fano e' luogo ideale di soggiorno da cui partire per escursioni in citta' ricche di storia e d'arte. A soli 50 chilometri si trova la rinascimentale e splendida Urbino, altrettanto vicine sono la rocca diGradara dove si svolse la tragedia di Paolo e Francesca, l'inespugnabile forte di San Leo ove mori' in carcere il conte di Cagliostro, la citta' di Pergola che custodisce un reperto romano unico al mondo, il gruppo dei Bronzi dorati, le Grotte di Frasassi con un percorso straordinario attraverso stalagmiti e stalattiti. I pellegrini troveranno, poi, nel Santuario mariano diLoreto una meta privilegiata del grande Giubileo dell'anno 2.000; a poca distanza, potranno visitare la medievale citta' umbra di Assisi, terra natale di San Francesco. Fanum Fortunae in epoca romana, oggi stazione balneare assai frequentata e porto peschereccio fra i piu' importanti dell'Adriatico, Fano e' meta di un turismo attento alla qualita' della vita: il suo territorio conserva, infatti, un patrimonio culturale, storico e ambientale di prim'ordine, che consente al visitatore di passare dal mare ai suggestivi paesaggi di collina nel breve volgere di pochi chilometri. Il porto divide in due il lungo litorale fanese: a levante troviamo la spiaggia di Sassonia, a ponente la spiaggia di sabbia del Lido. A nord e a sud, nelle localita' di Fosso Sejore, Metaurilia, Torrette e Marotta, spiagge ampie e piccole baie accolgono il turista in un ambiente in armonia con la natura

CHIESA SAN FRANCESCO

CHIESA SAN FRANCESCO  Apri
Loc. CHIESA DI SAN FRANCESCO, VIA GIUSEPPE GARIBALDI, FANO PESARO AND URBINO, ITALY - MARCHE  Navigatore
1 Km da AMELIA
  Area Cartoceto, Pesaro, Mondavio
Complesse e poco fortunate vicende caratterizzano la storia di questa chiesa, certamente fra i maggiori e piu' significativi monumenti della citta'. Costruita in istile gotico nel primo trentennio del secolo XIV (con portico d'ingresso e convento annesso) per munificenza dei Malatesta e con larghe oblazioni di fedeli, fu solennemente benedetta e consacrata nel 1336. Tipologicamente nata come grande chiesa ad aula con copertura a capriate e tre cappelle absidali, nel 1460 aveva ben diciotto altari, sedici dei quali di proprieta' delle piu' nobili famiglie fanesi. I Malatesta vi ebbero le loro tombe monumentali (quella di Paola Bianca, opera tardogotica dello sculture veneziano Filippo di Domenico, quella di Pandofo III, disegnata da Leon Battista Alberti e messa in opera nel 1460 da Matteo de Pasti, e quella del medico di corte Bonetto da Castelfranco), originariamente nel coro, poi trasferite (1659) nel sottoportico, la' dove tuttora si trovano ai lati dello splendido portale riccamente decorato a tortiglioni. Nel 1802, forse per timore delle condizioni statiche dell'edificio, i frati Minori Conventuali, che gia' fra il 1763 e il 1774 aveva fatto ricostruire dalle fondamenta l'adiacente convento (oggi residenza del Comune), decisero di consolidare e modificare internamente la vecchia chiesa. Il progetto, affidato all'architetto Arcangelo Innocenzi per la parte statica e all'architetto Giuseppe Ferroni per la parte ornamentale, porto' alla soprelevazione della chiesa e alla completa trasformazione del suo interno in elegante veste neoclassica. Solennemente riaperta al culto nel 1850, la stessa fu sconsacrata e trasformata in magazzino militare, poi comunale dopo l'unificazione italiana. Nel nostro secolo, a causa delle lesioni riportate in seguito al terremoto del 30 ottobre 1930, venne privata della copertura (demolendo anche i muri della soprelevazione ottocentesca) e ridotta allo stato di rudere cosi come ancora oggi si presenta. Rimasto fortunatamente irrealizzato il progetto che prevedeva il suo totale abbattimento per far spazio ad una nuova piazza, urge oggi procedere alla salvaguardia e al recupero di quanto ancora esiste: dal portico in cui sono custodite le ricordate tombe dei Malatesta, alle pareti interne della navata, transetto e abside della ex chiesa, rivestite della bella decorazione neoclassica del Ferroni. Un problema aperto che attende una soluzione intelligente e tale da garantire la completa salvaguardia del monumento

SPIAGGIA DI GABICCE MARE

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Loc. GABICCE MARE - MARCHE  Navigatore
26 Km da AMELIA
  Area Cattolica, Gradara, Misano Adriatico
Gabicce Mare, graziosissima localita' della Riviera a Nord delle Marche, e' uno dei centri balneari piu' caratteristici, famosa per un turismo familiare e sportivo e per l'ospitalita' nei suoi Hotel, Residence e Bed and Breakfast. Gabicce Mare offre una vista del paesaggio davvero suggestiva: nella zona direttamente sul mare, il turista trova alberghi e stabilimenti balneari attrezzati, mentre nella parte collinare di Gabicce si trova uno scorcio panoramico immerso nel verde, dal quale si puo' osservare tutta la costa, meravigliosa al calar del sole! Anche a Gabicce Monte ci sono alberghi d'elite e bed and breakfast e ristoranti tipici nei quali si possono trascorrere tranquille serate estive, godendo un panorama esclusivo. La spiaggia di sabbia finissima, gli hotel in riva al mare, il clima ideale per una vacanza al sole, l'accoglienza e la gentilezza dei paesani caratterizzano Gabicce Mare. Gabicce Mare e' sinonimo di ospitalita' e cordialita', in questo luogo gli ospiti vivono una vacanza piena di emozioni. La posizione e' invidiabile, un piccolo golfo che si affaccia sull'Adriatico, con il mare pulito, le spiagge attrezzate - ombrelloni e brandine - giochi, feste ed intrattenimenti dall'alba al tramonto. Dal verde del Parco si passa direttamente all'azzurro del mare; si ha cosi' una suggestiva vista panoramica da Gabicce Monte: una cartolina unica da ammirare. L'influenza del Monte di Gabicce regala benessere e aria salubre consigliata dai medici di famiglia ai genitori con bimbi in tenera eta'. Dalla spiaggia emerge la falesia, un paesaggio marino inusuale per la costa sabbiosa delle Marche. I colori della falesia e delle ginestre, proprio a ridosso dell'acqua, rendono ancora piu' suggestive le spiagge che si trovano ai piedi del Parco del Monte San Bartolo. Questa area protetta offre scenari naturali inediti. Gli appassionati di fotografia possono facilmente cogliere la fioritura delle ginestre, le distese di cannucce di Plinio, il pino d'Aleppo ed il raro lino marittimo, per non parlare poi della fauna, che il turista ha la fortuna di intravedere: caprioli, volpi, tassi, istrici, uccelli marini e rapaci

CORINALDO

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Loc. CORINALDO - MARCHE  Navigatore
23 Km da AMELIA
Altitudine: 160 mt. s.l.m.  Area Mondavio, Senigallia, Rosora
Arroccato in posizione strategica tra la Marca di Ancona e lo Stato di Urbino, il borgo di Corinaldo ha il suo simbolo nelle imponenti mura rimaste praticamente intatte dal Quattrocento. Se ne puo' percorrere l'intera cerchia, lunga 912 metri, con una suggestiva passeggiata guidata. Le porte, i baluardi, le torri di difesa, i merli ghibellini a coda di rondine, i camminamenti di ronda contrassegnano il paesaggio di questo raro esempio di citta' fortificata dove ad apparire incongrui sono i segni della modernita', come le automobili o i fili della luce. Perfetto set di un film di cappa e spada, Corinaldo ha il suo centro nella Piaggia, una scalinata di cento gradini verso cui convergono le case in mattoni rossi disposte a spina di pesce. L'ordito urbanistico della citta' comprende numerosi palazzi gentilizi e notevoli edifici civili e religiosi. Lo sviluppo artistico dei secoli XVII e XVIII e' dovuto principalmente alla presenza di grandi personalita' come il pittore Claudio Ridolfi, che a Corinaldo visse lungamente e mori', e l'organista Gaetano Antonio Callido, che qui ha lasciato due eccezionali organi a canne, uno dei quali donato alla figlia, monaca di clausura negli ambienti oggi occupati dalla Pinacoteca civica. Tra gli edifici pubblici, sono da vedere il Palazzo Comunale, bell'esempio di architettura neoclassica con il lungo loggiato che da' su via del Corso, l'ex Convento degli Agostiniani, costruito nella seconda meta' del Settecento e ora utilizzato come albergo, il Teatro Comunale (1861-69) intitolato a Carlo Goldoni e la Casa del Trecento, che ospita la Pro Loco ed e' la piu' vecchia del borgo. Le chiese rivelano tutta la spiritualita' del luogo, rinforzata dalla lunga appartenenza allo Stato Pontificio. La Collegiata di S. Francesco ha origini antiche (1265) ma si presenta a noi nelle forme della ricostruzione secentesca e, ancor di piu', settecentesca, quando fu edificato il convento (1749) e venne innalzata la nuova chiesa (1752-59). Il Santuario di S. Maria Goretti, con l'ex monastero ora adibito a Sala del costume e Biblioteca comunale, ingloba con fattezze settecentesche l'antica chiesa medievale di S. Nicolo'. L'interno e' un bell'esempio di tarda architettura barocca e custodisce numerose opere d'arte, tra cui una grande cantoria lignea che racchiude uno splendido organo di Callido del 1767. La Chiesa del Suffragio, terminata nel 1640, fu in seguito demolita e ricostruita per essere riaperta al culto nel 1779. Conserva il dipinto di Claudio Ridolfi che era stato collocato sull'altare maggiore il giorno della prima inaugurazione, il 6 gennaio 1641. Un altro organo di Callido si trova nella cantoria lignea sopra la porta d'ingresso della Chiesa dell'Addolorata, consacrata nel 1755. In piazza S. Pietro il campanile e' quanto resta dell'omonima chiesa, demolita nel 1870 perche' pericolante. Al suo posto troneggia un grande cedro dell'Himalaya, piantato, pare, da un anticlericale affinche' non vi si ricostruisse un altro edificio religioso. E ora torniamo alle mura. Il primo impatto del visitatore e' con la quattrocentesca torre dello Sperone, alta 18 m. e di forma pentagonale, attribuita all'architetto senese Francesco di Giorgio Martini e piu' volte restaurata. Tra le torri, spiccano anche quella dello Scorticatore (dove le mura raggiungono i 15 metri di altezza), quella del Mangano e quella del Calcinaro, che prendono il nome dalla professione che svolgeva chi vi abitava

SPIAGGIA DI CATTOLICA

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Loc. CATTOLICA RIMINI, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
27 Km da AMELIA
  Area Gabicce mare, Misano Adriatico, Gradara
La spiaggia di Cattolica e' una delle piu' frequentate delle costa adriatica, per questo motivo questa localita' balneare e' soprannominata la Regina dell'Adriatico. Cattolica e' frequentata sia da famiglie con bambini piccoli che da giovani ed offre servizi e divertimenti per tutti. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristorante -Parcheggio -Noleggio attrezzature

PARCO NATURALE REGIONALE GOLA DELLA ROSSA E DI FRASASSI

PARCO NATURALE REGIONALE GOLA DELLA ROSSA E DI FRASASSI  Apri
Loc. PARCO NATURALE REGIONALE GOLA DELLA ROSSA E DI FRASASSI, FABRIANO, ANCONA, ITALY - MARCHE  Navigatore
41 Km da AMELIA
  Area San Vittore, Genga, Jesi
Il Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi e' il cuore verde della Regione Marche. Un viaggio nel Parco e' un viaggio nel cuore delle Marche, alla scoperta dei tesori storico-artistici, celati da paesaggi ricchi di fascino ed armonia, immersi in una natura integra e rigogliosa. Gli scenari naturali appena descritti sono inseriti in un'area piu' vasta, quella della Comunita' Montana dell'Esino-Frasassi , dalle molteplici ricchezze storiche, archeologiche e culturali. A parte le meraviglie dei fenomeni carsici, la zona e' un gioiello di biodiversita' con le sue 105 specie di uccelli nidificanti, 40 specie di mammiferi, 29 tra rettili e anfibi e oltre 1250 specie vegetali. La fauna che abita il Parco della Gola della Rossa e di Frasassi evidenzia delle specie di notevole valore naturalistico per le Marche. Nel piano montano si sviluppano boschi di faggio . Sui versanti piu' caldi delle gole rupestri , la vegetazione e' tipicamente mediterranea con leccio , robbia selvatica , terebinto , fillirea , corbezzolo , asparago e stracciabraghe . Vaste aree delle dorsali appenniniche sono state interessate da interventi di rimboschimento effettuati a partire dalla fine del secolo scorso

CASTELLO DI GRADARA

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Loc. WEBCAM VISTA CASTELLO, CASTELLO DI GRADARA, PESARO URBINO, ITALY - MARCHE  Navigatore
21 Km da AMELIA
  Area Gradara, Gabicce mare, Cattolica
Il castello di Gradara e' una fortezza medioevale che sorge nel comune di Gradara, nelle Marche. E' protetto da due cinte murarie, la piu' esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, rendendo la struttura imponente. Particolarmente suggestiva e' la vista della Rocca e del sottostante borgo storico nelle ore notturne. Il castello - di proprieta' demaniale - e' uno dei monumenti piu' visitati della regione ed e' teatro di eventi museali, musicali ed artistici . Gradara e' stata, per posizione geografica, fin dai tempi antichi un crocevia di traffici e genti: durante il periodo medioevale la fortezza e' stata uno dei principali teatri degli scontri tra le milizie fedeli al Papato e le turbolente casate marchigiane e romagnole. La Rocca avrebbe fatto da sfondo - secondo talune ipotesi storiche - al tragico amore tra Paolo e Francesca, moglie di suo fratello Gianciotto, cantato da Dante nella Divina commedia

MUSEI CIVICI

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Loc. PESARO - MARCHE  Navigatore
11 Km da AMELIA
  Area Granarola, Fano, Gradara
I Musei Civici sono ospitati dal 1936 nella sede di proprieta' comunale di Palazzo Mosca, un tempo residenza di una delle piu' importanti famiglie della nobilta' pesarese. I Mosca, ricchissimi mercanti bergamaschi, giungono a Pesaro verso la meta' del &500 entrando ben presto a far parte della nobilta' cittadina. La loro rapida ascesa economica e sociale gli consente di costruire la suburbana Villa Caprile e il Palazzo in pieno centro che ancor oggi porta il loro nome. L'originario impianto seicentesco della residenza viene ammodernato nel Settecento dal marchese Francesco che si affida, per tale compito, all'architetto Luigi Baldelli, probabile allievo del Lazzarini. Ed e' proprio in questo periodo che l'abitazione dei Mosca gode di particolare splendore: in virtu' degli intensi legami politici e culturali che la famiglia instaura nel Settecento, il palazzo diviene un vivace cenacolo di intellettuali ed aristocratici. Oltre a Vincenzo Monti, anche Napoleone Bonaparte viene ospitato a Palazzo da Francesco Mosca, allora esponente del governo della Repubblica Cisalpina di Milano. Residenza della marchesa Vittoria fino al 1844, l'edificio rimane dimora della sorella Bianca e del marito Tommaso Chiaramonti. Divenuto di proprieta' comunale dopo vari passaggi, viene scelto come sede dei Musei Civici, fino ad allora ospitati a Palazzo Ducale. Palazzo Mosca oggi e' caratterizzato da una sobria facciata dominata al centro da un sontuoso portale bugnato sormontato dallo stemma della famiglia Mosca. Varcato il portone, all'interno si succedono tre ampie corti

PALAZZO DUCALE

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Loc. PIAZZA RINASCIMENTO, 13, URBINO PU, ITALIA - MARCHE  Navigatore
35 Km da AMELIA
  Area Urbania, Furlo, Colbordolo
Il Palazzo, voluto dal Duca di Urbino Federico da Montefeltro, uomo d'arme e raffinato umanista, venne costruito nel corso del XV secolo. Il Palazzo Ducale e' il simbolo fisico dello Stato rinascimentale, non piu' un castello ancorato ai vecchi principi militari di difesa-offesa, ma un palazzo aperto alla circolazione degli uomini e delle idee. E' un edificio dalle strutture solidissime, di armoniosa snellezza nelle forme esterne, di razionale funzionalita' nella sistemazione interna; una citta' in forma di palazzo che divenne ben presto sede elettiva di un nuovo modello di civilta', come si deduce dalle mirabili pagine del 'Cortegiano' di Baldassar Castiglione. Fra gli architetti che ebbero il merito di rendere l'edificio uno dei palazzi piu' eccelsi dell'epoca rinascimentale ricordiamo: Maso di Bartolomeo, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini. Al Laurana sono da attribuire le opere di maggior ingegno nel Palazzo: i Torricini, il Cortile d'Onore, il Salone del Trono, lo studio del Duca e la Biblioteca. L'artista-architetto-ingegnere Francesco di Giorgio Martini si occupo' dell'ultimazione delle parti incomplete del palazzo nonche' dell'ideazione del complesso impianto idrico. Nel corso del XVI secolo, con il passaggio del Ducato alla dinastia Della Rovere, il palazzo subi' nuovi ampliamenti e modifiche, con l'aggiunta del secondo piano nobile, il cosiddetto 'Appartamento roveresco'. A partire dalla devoluzione del ducato alla Santa Sede, nel 1631, il palazzo dovette subire un lento processo di spoliazione e degrado durato per secoli. Nel 1912 all'interno del Palazzo e' stata allestita la Galleria Nazionale delle Marche che occupa circa 80 sale tra primo ed il secondo piano del Palazzo Ducale. Vi sono esposti dipinti, affreschi, sculture, mobili, arazzi, disegni e incisioni: tutte opere realizzate tra il Trecento e il Seicento

CASCIOTTA D'URBINO

CASCIOTTA D'URBINO  Apri
Loc. URBINO - MARCHE  Navigatore
35 Km da AMELIA
  Area Urbania, Furlo, Colbordolo
  Brochure PDF
Si narra che in passato tra gli estimatori delle celebri caciotte dell'urbinate ci fosse anche Michelangelo Buonarroti, che arrivo' a prendere in affitto alcuni terreni ad Urbania per assicurarsene un approvigionamento costante. La 'Casciotta

COLBORDOLO

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Loc. COLBORDOLO PESARO AND URBINO, ITALY - MARCHE  Navigatore
25 Km da AMELIA
Altitudine: 287 mt. s.l.m.  Area Urbino, Gradara, Cartoceto
Colbordolo, per la sua posizione elevata (m. 293 s.l.m.), era destinato a diventare un castello nel Medio Evo e spesso fu oggetto di contesa tra i Malatesta ed i Montefeltro. Cosi fu per Sigismondo Malatesta che assedio il borgo nel 1446 attaccandolo dalla vicina Montefabbri li pianto le bombarde e lo distrusse sottraendolo al dominio dei Montefeltro. Successivamente Colbordolo segui le vicende del ducato di Urbino. Intorno al 1440, Giovanni Santi, padre di Raffaello e pittore egli stesso, nacque a Colbordolo e oltre a diversi quadri, lascio anche una Cronaca Rimata interessante per capire l'ambiente artistico urbinate che ruotava attorno a Piero Della Francesca. Dopo il 1631 si succedettero Legati e Delegati papali, alcuni dei quali promossero le attivita economiche, le arti e le scienze. I rivolgimenti della Rivoluzione Francese videro gli abitanti di Colbordolo, come tutti quelli del contado e dei piccoli borghi, contrari agli ideali d'oltralpe. Ebbe qui i natali anche Carlo Roncalli, pittore settecentesco. Dopo l'unita questa zona fu interessata dal fenomeno del brigantaggio e, in particolare, dalle scorribande della banda di Terenzio Grossi che aveva numerosi complici nella zona di Colbordolo. Nella vicina Buca Ferrara, ebbe luogo una vendetta nei confronti di una spia. Nella seconda guerra mondiale Colbordolo, trovandosi presso la Linea Gotica, subi gravi danni soprattutto al momento della ritirata dei tedeschi. Nell'antichita i villaggi prendevano il nome dai culti professati in quei luoghi, oppure dalle stesse caratteristiche dei luoghi in cui erano situati, ma il significato della lingua da cui prendevano vita e' andato perduto durante il corso dei secoli, cosicche' spesso e' difficile riuscirne ad interpretare l'esatto significato. L'interpretazione piu vicina all'esatto significato si pensa sia Piccolo borgo sul colle, anche in virtu di un documento nel quale si legge: Colborgo castello sulla strada di Urbino e Pesaro.... Che Colbordolo significhi Piccolo borgo sul colle si puo desumerlo considerando anche l'etimologia della citta francese di Bordeaux. Ai tempi dei Romani era chiamata Burdigala cioe' Borgo, citta fortificata dai Galati o Galli, e i suoi abitanti Burdigalensi o Bordolesi. Nel caso di Colbordolo, bordolo significa piccolo borgo, traendo origine dalla parola Burgus (latino tardo) cioe' borgo inteso come luogo fortificato (piazzaforte, baluardo, bastione, riparo, difesa) e dal suffisso olo che, dal latino, significa piccolo

PESARO

PESARO  Apri
Loc. PESARO PESARO AND URBINO, ITALY - MARCHE  Navigatore
10 Km da AMELIA
Altitudine: 16 mt. s.l.m.  Area Fano, Granarola, Gradara
  Brochure PDF
Affacciata sul mare e attraversata dal fiume Foglia, Pesaro e' un centro balneare ed industriale situato tra due colline costiere: il San Bartolo e l'Ardizio; il suo centro storico e' ricco di monumenti, specie del periodo rinascimentale. Pesaro e' la seconda citta' per popolazione della regione Marche, dopo il capoluogo Ancona. La citta' ha un comprensorio urbano che si estende al di la' dei confini comunali e ingloba diversi altri comuni quali Sant'Angelo in Lizzola, Montelabbate, e Colbordolo. Nel Rinascimento la citta' adriatica vide una successione di signorie: i Malatesta (1285-1445), gli Sforza (1445-1512) il cui dominio fu interrotto da Cesare Borgia dal 1500 al 1503 ed in seguito consegnata da papa Giulio II ai Della Rovere (1513-1631) con i quali era imparentato. Il periodo di maggior fervore culturale fu durante il dominio dei Della Rovere, che avevano scelto Pesaro come sede centrale del loro Ducato. Nei primi anni del loro governo in citta' fu iniziata la costruzione di nuovi palazzi pubblici e privati, e venne iniziata la costruzione di una nuova e piu' sicura cinta muraria, utile a difendersi anche da repentini attacchi provenienti dal mare. Alla morte diFrancesco Maria II Della Rovere nel 1631, il Ducato torno' sotto dominio papale che fece Pesaro sede cardinalizia. A quei tempi la citta' era molto piu' piccola e la costa era piu' arretrata, arrivando in corrispondenza dell'attuale piazzale Primo Maggio. Nel 1799, durante l'occupazione napoleonica, contadini e sanfedisti presero d'assalto la citta' e la rocca strappandola per qualche mese alla guarnigione. L'11 settembre 1860 fu occupata dal generale Enrico Cialdini e fu annessa allo stato italiano in seguito al plebiscito del novembre 1860. Pesaro si presenta come uno dei centri nazionali della grandetradizione della ceramica, grazie alle raffinate decorazioni a raffaellesche del XVI secolo e alle novita' introdotte dalla fabbrica Casali e Callegari (tra cui anche la classica rosa pesarese), operante dal 1763 al 1815. L'antica tradizione rivive oggi nelle botteghe delle famiglie Bucci e Molaroni, piu' innovativa nella ricerca del design la prima, piu' tradizionale nelle tecniche e nei colori l'altra. Oltre alla presenza nel territorio pesarese di numerose botteghe, meritano di essere nominati i Musei Civici, composti dalla Pinacoteca e dal Museo delle Ceramiche, contenente dipinti, maioliche e porcellane.

ROCCA TORRIONE

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Loc. CAGLI PESARO AND URBINO, ITALY - MARCHE  Navigatore
44 Km da AMELIA
  Area Castello, Furlo, Cantiano
  Brochure PDF
Notizie sulla sua edificazione nella citta' di Cagli risalgono al 1481, anno del decreto del vescovo Bonclerici ove e' fatto riferimento alla costruenda Rocca. La poderosa macchina bellica progettata da Francesco di Giorgio Martini, dopo essere stata conquistata nel giugno del 1502 dal Valentino con uno stratagemma, venne parzialmente smantellata prima della seconda nuova invasione del ducato d'Urbino da parte dello stesso Borgia. L'ordine del duca Guidobaldo da Montefeltro fu eseguito anche per la fortezza calliense, come conferma il bando del 1511 con il quale si proibiva di appropriarsi delle pietre della Rocca. Sui poderosi avanzi della fortezza venne in seguito dal Comune edificato il convento dei Padri Cappuccini. Il Torrione, che costituiva l'appendice fortificata della Rocca a cavallo della cinta urbica medioevale, fu realizzato in quel periodo di transizione marcato da forte sperimentazione a seguito dell'uso sempre piu' massiccio delle armi da fuoco. Al di sopra della stretta porta situata verso la citta' sono le due asole attraverso le quali scorrevano le catene del ponte levatoio. Superata la porta lignea a due ante si accede ad un breve corridoio, anticamente chiuso nella parte di fondo da altra porta, e coperto con volta a botte munita di spioncino. Il locale del primo piano, spartano come gli altri, presenta cinque troniere dotate di 'fumigante' (camino di aspirazione dei fumi delle armi da fuoco), della lastra di pietra con la tacca per la mira ed il foro circolare per l'innesto dell'arma da fuoco, nonche' dei fori quadrati paralleli che servivano per posizionare l'arma da fuoco per mezzo di stanghe di legno. Nella parte sin. del locale ovoidale e' il condotto finestrato che permette di attingere acqua dalla sottostante cisterna alta sei metri

MONDAVIO

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Loc. MONDAVIO PESARO AND URBINO, ITALY - MARCHE  Navigatore
20 Km da AMELIA
Altitudine: 245 mt. s.l.m.  Area Corinaldo, Cartoceto, Fano
In epoca tardo romana Mondavio fece parte della fiorente citta' di Suasa, distante 5 Km a monte, sulla sponda destra del Cesano, ove sono state portate alla luce notevoli vestigia e reperti. Distrutta Suasa da Alarico, re dei Goti, gli abitanti fuggirono insediandosi sulle colline attorno, dando origine ai primi nuclei degli attuali borghi collinari, fra cui Mondavio. Il territorio prima di far parte della Pentapoli Ravennate subi' le incursioni devastatrici di Longobardi e Bulgari. Il vocabolo Mondavio si riscontra per la prima volta in un documento del 1178, e quindi preesiste al probabile passaggio di S. Francesco sul luogo donatogli dalla famiglia Ricci per costruirvi un convento. Il Santo in quella occasione si sarebbe compiaciuto per l'amenita' del luogo e la varieta' degli uccelli. E da quelle espressioni derivo' la denominazione Mons Avium come Monte degli Uccelli (oggi c'e' una colomba nello stemma comunale) A prescindere dal vocabolo di origine storicamente incerta, Mondavio come aggregato urbano e' sorto o contemporaneamente o subito dopo la costruzione del Convento Francescano (1210-1220 circa). Ci sono pero' tracce e accenni ancor piu' antichi dell'esistenza di un castello a Mondavio, al tempo di un signore di nome Vanolo, forse in altro sito vicino. Il Vicariato di Mondavio forse si e' formato gradualmente per la presenza in loco di famiglie nobili e facoltose. Nel 1194 Enrico IV concesse agli Ubaldini Mondavio con altri 25 castelli dagli Appennini al mare. Nel 1327 Papa Giovanni XII tolse a Fano 24 castelli formanti il Vicariato di Mondavio, che fu posto alle dirette dipendenze della Marca Anconitana (Chiesa ). Pandolfo e poi Ferradino e Galeotto Malatesta tentarono a ripetizione di impadronirsi del Vicariato con scarsi successi tra il 1294 e il 1353, ed il dominio della Chiesa continuo' senza grosse scosse sino al 1376, anno in cui Galeotto Malatesta dopo una serie di saccheggi lo conquisto'. Alla sua morte nel 1391 Pandolfo Malatesta fu riconfermato signore di Mondavio da Papa Bonifacio IX e nel 1400 egli vi stabili' la sua residenza, e Mondavio pote' godere di un periodo di sviluppo e prosperita', accompagnata da grandi feste popolari. Morti Pandolfo e il fratello Carlo nel 1429, il Vicariato torno' alla Santa Sede. Ma gia' dal 1433 sino al 1441 se lo contesero gli Sforza ed i Malatesta, finche', con il matrimonio di Sigismondo con Polissena Sforza, tornarono i Malatesta e risiedettero a Mondavio, che fu abbellita e fortificata. Nel 1447 Federico da Montefeltro, su ordine del Papa, che voleva punire Sigismondo per la morte di Polissena, invase il Vicariato battendo Il Malatesta, che ritorno' nel 1462, ma fu definitivamente sconfitto nel 1474. Il papa Sisto lV dono' il Vicariato al nepote e condottiero Giovanni della Rovere, gia' signore di Senigallia, come dono di nozze con Giovanna della Rovere. Giovanni soggiorno' per qualche periodo a Mondavio, e vi fece costruire la Rocca dal Martini.Suo figlio Francesco Maria, forse nato a Mondavio, successe nel 1503 allo zio Guidobaldo, nel Ducato di Urbino

ROCCA COSTANZA

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Loc. PIAZZALE GIACOMO MATTEOTTI, PESARO PU, ITALIA - MARCHE  Navigatore
11 Km da AMELIA
  Area Granarola, Fano, Gradara
Costruita da Costanzo Sforza fra il 1474 e il 1483, Rocca Costanza costituisce la piu' importante opera di fortificazione della citta'. Il progetto e' iniziato dall'ingegnere Giorgio Marchesi da Settignano e affidato dopo pochi mesi ad altri, forse a Luciano Laurana. Il contratto del 12 febbraio 1479 (per la fornitura di alcuni materiali) e' l'ultimo documento in cui viene nominato l'architetto, che muore in quello stesso anno. I lavori proseguono sotto la guida di Cherubino da Milano, anche se rallentati per la peste che imperversa a Pesaro. Il 28 ottobre 1500 Cesare Borgia occupa la citta', destituisce Giovanni, figlio naturale di Costanzo, e fa confluire nel fossato della rocca l'acqua dell'Adriatico, forse su consiglio di Leonardo da Vinci, suo ingegnere militare. Ristabilito il dominio sforzesco, nel 1503 Giovanni completa l'opera del fossato iniziata dal Borgia; a lui si deve anche la sistemazione delle residenze e il restauro complessivo. Morto Giovanni nel 1510, la rocca viene ceduta nel 1513 dal fratello Galeazzo a Francesco Maria I Della Rovere, gia' duca di Urbino e nuovo signore di Pesaro. L'edificio subisce un ulteriore restauro nel 1657 dopo la devoluzione del ducato alla Stato Pontificio. Trasformata in carcere nel 1864, la rocca e' stata &liberata' da questa funzione nel 1989 e ora e' sede estiva di eventi culturali anche legati al Rossini Opera Festival

OLIO COLLINE DI ROMAGNA D.O.P.

OLIO COLLINE DI ROMAGNA D.O.P.  Apri
Loc. RIMINI RN, ITALIA - MARCHE  Navigatore
45 Km da AMELIA
  Area Santa Giustina, Igea Marina, Riccione
  Brochure PDF
Il territorio della bassa Romagna, e' sempre stato un punto di osservazione privilegiato per lo studio delle colture e della vegetazione nel suo complesso. Fra le piante caratteristiche del clima piu' temperato, l'olivo costituisce una essenza attestata su questo suolo fin dalla preistoria. Le dimensioni della sua presenza nel tempo si sono modificate in seguito alle variazioni climatiche ed al conseguente oscillare del suo limite settentrionale di espansione. A partire dall'eta' villanoviana quantomeno, la presenza dell'olivo in area di Rimini puo' dirsi continuativa. Il forte radicamento dell'olivo in questo territorio e' testimoniato dalla sua persistente presenza anche nella difficile fase storica che vede la caduta dell'impero, il dispiegarsi delle invasioni barbariche, la crisi dell'assetto agricolo. Nei secoli dell'alto Medioevo, numerose fonti archivistiche segnalano la presenza di olivi sparsi, oppure di oliveti veri e propri nelle campagne collinari presso Santarcangelo di Romagna. Dopo il mille sono piu' numerose le carte che testimoniano la diffusione dell'olivo in ambito riminese. La documentazione notarile successiva (specie quella quattrocentesca) conferma il peso dell'olivo in tutto il territorio, con speciale fortuna sui rilievi collinari. Nel tardo medioevo, trova una sua eloquente testimonianza grazie alla diffusa presenza dei molini da olio e delle scorte presenti nei castelli di Santarcangelo di Romagna ed in quasi tutti quelli del riminese. Successivamente alti e bassi, determinati da una serie di eventi climatici, favorevoli e non, hanno portato alla crisi dei primi dell'ottocento, alla ripresa degli anni trenta, e cosi' via

GRADARA

GRADARA  Apri
Loc. GRADARA PESARO AND URBINO, ITALY - MARCHE  Navigatore
23 Km da AMELIA
Altitudine: 75 mt. s.l.m.  Area Granarola, Gabicce mare, Cattolica
La Rocca di Gradara e il suo Borgo Fortificato rappresentano una delle strutture medioevali meglio conservate d'Italia e le due cinte murarie che proteggono la Fortezza, la piu' esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, la rendono anche una delle piu' imponenti.Il Castello sorge su una collina a 142 metri sul livello del mare e il mastio, il torrione principale, si innalza per 30 metri, dominando l'intera vallata. La fortunata posizione di Gradara la rende, fin dai tempi antichi, un crocevia di traffici e genti: durante il medioevo la Fortezza e' stata uno dei principali teatri degli scontri tra le milizie dello Stato Pontificio e le turbolente Casate marchigiane e romagnole, mentre ai nostri giorni, grazie alla vicinanza dal mare, si trova subito nell'entroterra di una delle principali mete turistiche dell'Italia, la Riviera MarchiIl mastio e' stato costruito attorno al 1150 dalla potente famiglia dei De Griffo, ma furono i Malatesti a costruire la Fortezza e le due cinte di mura tra il XIII ed il XIV secolo e dare a Gradara l'aspetto attuale. Il dominio dei Malatesti su Gradara fini' nel 1463 quando Federico da Montefeltro espugno' la Rocca al comando delle milizie papali. Il Papa affida in vicariato Gradara agli Sforza di Pesaro, fedeli alleati della Chiesa. Da questo momento Gradara passera' di mano diverse volte, ed alcune tra le piu' importanti casate della penisola si contenderanno il suo possesso: i Borgia, i Della Rovere, i Medici, confermando il suo ruolo di teatro importante degli scontri di potere nei tumultuosi territori pontifici situati nelle attuali Marche e Romagna. L'ottimo stato di conservazione della Rocca lo si deve all'ing. Umberto Zanvettori che, attorno al 1920, compie un importante opera di restauro, investendo tutte le sue risorse per riportare la Fortezza alla sua antica bellezza.giano-Romagnola. I versi danteschi, commoventi e cosi' carichi di passione, descrivono in modo superbo l'ardore amoroso e la tragedia dei due giovani amanti ferocemente uccisi, che la tradizione vuole abbia avuto come teatro il Castello di Gradara. Francesca da Polenta, figlia di Guido Minore, signore di Ravenna, sposo' nel 1275 il figlio di Malatesta da Verucchio, signore di Gradara, Giovanni detto 'Lo zoppo' o Giangiotto, in conformita' con lo spietato gioco delle alleanze matrimoniali. Giangiotto era in quegli anni podesta' di Pesaro e una legge dell'epoca proibiva al magistrato di portare con se' nella citta' amministrata la sua famiglia. Francesca, dunque, molto probabilmente risiedeva a Gradara, sia per la vicinanza con Pesaro, una mezz'ora di cavallo, sia perche' era una delle fortezze malatestiane piu' belle e sicure. Francesca, 'donna di singolare grazia, e d'infinita belta'de', era spesso sola per le prolungate assenze del marito e doveva senz'altro gradire le visite del bel Paolo, fratello di Giangiotto. Un giorno, pero', i due giovani s'imbatterono in una lettura che segnera' il loro destino, la storia di Lancillotto e Ginevra: trasportati dalla passione dei due amanti letterari, Paolo e Francesca non riuscirono a trattenere il loro desiderio, e Paolo finalmente&la bocca mi bacio' tutto tremante.Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:quel giorno piu' non vi leggemmo avante.I due amanti vennero sorpresi da Giangiotto che li trafisse entrambi con la spada. Dante collochera' Paolo e Francesca nel girone dei lussuriosi, condannandoli alla dannazione eterna ma anche all'eterna commemorazione, elevandoli a simboli dell'amore puro ed incondizionato

CASTELLO DI FRONTONE

CASTELLO DI FRONTONE  Apri
Loc. COMUNE DI FRONTONE, PIAZZALE DELLA ROCCA, 1, FRONTONE PESARO AND URBINO, ITALY - MARCHE  Navigatore
45 Km da AMELIA
  Area Cagli, Scheggia e Pascelupo, Cantiano
  Brochure PDF
Reperti archeologici attestano che questo territorio fu abitato dagli Umbri, Galli e Romani (295 a. C.); poi dai Longobardi e successivamente dai Franchi come testimoniano le preziose pergamene dei monaci Avellaniti e Camaldolesi. La storia di Frontone e' legata soprattutto al suo Castello, conteso da principi e da guerrieri per il dominio delle contrade circostanti e che oggi rappresenta uno dei piu' chiari esempi di architettura militare dell'XI secolo. Per lunghi periodi dovette sottostare alla giurisdizione di Cagli e poi a quella di Gubbio. Dal 1291 al 1420 i veri signori di Frontone furono i Gabrielli di Gubbio. Spodestata la signoria dal Conte Guidantonio di Urbino, Frontone s'inserisce, per oltre un secolo, nella storia dell'illustre famiglia dei Montefeltro e di quella dei Della Rovere che le succedette nel possesso del Ducato di Urbino. Nel 1445 Sigismondo Malatesta di Rimini in guerra contro il Duca Federico da Montefeltro, tento' di togliergli il Castello, ma il personale intervento del duca Federico mise in fuga i Malatesta. Fu probabilmente in seguito a questo fatto d'armi che il Duca decise di intraprendere importanti lavori di potenziamento del sistema difensivo valendosi dell'opera di Francesco di Giorgio Martini, famoso architetto e conoscitore della scienza militare. Frontone divenne contea nel 1530 per effetto del decreto di Francesco Maria della Rovere, Duca di Urbino, con cui dono' al nobile modenese Giammaria della Porta, il Castello con tutto il suo territorio, conferendogli il titolo di Conte. Nel 1808 i della Porta furono privati di tutti i diritti, facolta' e giurisdizioni di cui godevano, tranne che del titolo nobiliare e delle proprieta' private. Dopo anni di abbandono, nel 1965 il Castello fu acquistato da Dandolo Vitali che lo rivendette pochi anni dopo al Conte Ferdinando della Porta. Nel 1985 il comune di Frontone decideva di acquistarlo ed, infatti, oggi il Castello e' di proprieta' comunale. Dopo essere stato restaurato, ora e' possibile non solo visitarlo, ma e' anche disponibile per convegni, matrimoni con rito civile, banchetti (max. 150 persone), mostre e quant'altro, sempre rivolgendosi alla locale Pro Loco

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MARCHE


Il nome della regione (diventato plurale solo dal 1815) deriva dalla parola tedesca Mark che significa regione di confine: infatti le Marche segnarono il limite con il Sacro Romano Impero. Le Marche sono una regione dell'Italia centrale, meravigliose quanto insolite per la loro diversità di paesaggio e territorio: forme armoniche e sinuose, falesie e grotte che si alternano a spiagge indimenticabili, colline che rievocano storia, tradizione, arte e montagne attrezzate con impianti di risalita per gli appassionati di sci. Il territorio è in prevalenza collinare e montuoso, abbraccia il versante adriatico dell'Appennino umbro-marchigiano con le sue spiagge basse e sabbiose. Rinomato la lunga distesa di sabbia fine e dorata, bagnata da acqua cristallina, che si trova a Senigallia, con il suo lungomare vivo e mondano durante tutte le ore del giorno. Non sono da meno Gabicce mare, Pesaro, Fano, Civitanova Marche e San Benedetto del Tronto che rappresentano una meta ideale per chi ha voglia di rilassarsi e di trovare ristoro tra i tanti stabilimenti balneari, mentre per chi ama la natura estrema, la riviera del Conero offre scenari suggestivi e lembi ancora selvaggi, a volte raggiungibili solo via mare o tra sentieri ritagliati nel verde della macchia mediterranea. Le Marche sono una regione unica soprattutto per quanto riguarda la natura. La regione ospita infatti numerosi parchi nazionali e regionali e oasi del WWF da scoprire; i parchi dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga offrono uno spettacolo unico per gli appassionati di trekking. Non si possono perdere le Grotte di Frasassi, mèta di visite da ogni parte d'Europa e di grande interesse speleologico per il fenomeno carsico che hanno originato splendide grotte, alcune delle quali abitate sin dalla preistoria. Distese di frutteti e vigneti sulle colline picentine e nella Valle dell'Esino contornano case coloniche dal calore antico dove è possibile riscoprire il gusto semplice delle cose genuine. Dimore signorili o antiche case mezzadrili adibite ad agriturismo raccontano la vita del tempo passato, ed accolgono viaggiatori e turisti alla ricerca di emozioni autentiche.

Da Vedere: Palazzo Ducale di Urbino: ha sede la Galleria Nazionale delle Marche dove sono custodite opere di grande valore. Tra i dipinti in mostra ricordiamo tele di Raffaello, Tiziano e Piero della Francesca. Oltre al museo si possono visitare le sale con arredi d'epoca e gli immensi sotterranei del palazzo. Le Grotte di Frasassi si trovano a Genga, a circa 60 km da Ancona. Sono il complesso carsico più vasto d'Italia e si estendono per un percorso visitabile di circa 1,5 km, ricco di stalattiti e stalagmiti. La cavità maggiore è chiamata Grotta Grande del Vento. Poco distante si trova la gola di Frasassi, lunga 2 km, stretta tra 2 monti (Frasassi e Valmontagnana) e piena di grotte spesso di difficile accesso. All'ingresso della grotta del Santuario c'è una chiesetta datata 1828 opera di Valadier con la Vergine dei Monti del Canova. Recanati: in provincia di Macerata. Da visitare la Casa Natale del poeta Giacomo Leopardi (1798-1837) in cui attraverso autografi, oggetti, libri e scritti inediti si ripercorre tutta la vita del poeta. La Santa Casa di Loreto: meta di pellegrinaggi religiosi, e' tra i più celebri santuari d'Italia. Eretto tra il XV e il XVIII secolo per volontà dei Papi per custodire la casa che la tradizione vuole sia giunta miracolosamente in Italia da Nazareth. Riviera del Conero: dista circa 10 km da Ancona ed è l'unico tratto di costa frastagliata del litorale adriatico. Comprende l'incantevole baia di Portonovo, Sirolo, paesino medievale a picco sul mare, Numana, antico porto piceno, e il suo lido Marcelli. Dal 1987 è stato istituito il Parco Regionale del Conero.

Gastronomia e Vini: Le Marche rappresentano un punto di incontro tra le tradizioni gastronomiche del nord e del sud Italia. Gli aspetti della cucina locale coincidono con le caratteristiche geografiche della regione: entroterra e marittimo. Infatti sull'Appennino Umbro-Marchigiano la cucina é fatta di sapori forti, decisi in cui prevale la carne e in cui spicca la saporitissima porchetta che viene preparata ancora secondo antiche. Altro prodotto caratteristico della campagna marchigiana è il tartufo, bianco o nero, usato per insaporire moltissimi piatti. Insieme con i funghi, i tartufi sono i protagonisti di uno dei piatti locali più tipici il vincisgrassi (grosse lasagne, condite con funghi, tartufi e fegatini, coperte di besciamella e cotte in forno). Sulla costa invece prevalgono i prodotti ittici: piatto simbolo è il brodetto di mare che ogni città marchigiana personalizza con l'aggiunta di qualche alimento. Abbondano crostacei, frutti di mare e pesce azzurro insaporito da erbe aromatiche ed olio d'oliva. Tipiche delle Marche sono le grosse e succose olive che costituiscono uno dei piatti più famosi della regione: le olive all'ascolana. Il vino più famoso è il Verdicchio, dalla caratteristica bottiglia a forma di anfora, è un vino bianco che si abbina benissimo con i piatti di pesce della cucina locale. Ne esistono diverse varietà, tra le quali due D.O.C.: Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica. Da segnalare anche i bianchi dei Colli Maceratesi e del Metauro. Tra i rossi citiamo quello del Conero e quello di Ascoli Piceno.