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la piccola locanda - escursioni punti di interesse attrazioni a modica

 BED AND BREAKFAST LA PICCOLA LOCANDA

BED AND BREAKFAST
LA PICCOLA LOCANDA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a MODICA Zappulla Ragusa Ispica

RISERVA NATURALE ORIENTATA OASI FAUNISTICA DI VENDICARI

RISERVA NATURALE ORIENTATA OASI FAUNISTICA DI VENDICARI  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA OASI FAUNISTICA DI VENDICARI, NOTO SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
27 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Pachino, Avola, Ispica
Lo strepitoso successo ecologico di Vendicari e' dovuto alla multiformita' del suo habitat ripartito in diversi biotopi: costa rocciosa, costa sabbiosa, macchia mediterranea, pantani (salmastri e d'acqua dolce), saline, garighe e aree coltivate. La fauna presente nella zona e' ricchissima di uccelli e varia in base alle stagioni ed alla fisiologia degli animali stessi

UVA DA TAVOLA DI MAZZARRONE IGP

UVA DA TAVOLA DI MAZZARRONE IGP  Apri
Loc. MAZZARRONE - SICILIA  Navigatore
33 Km da LA PICCOLA LOCANDA
Altitudine: 278 mt. s.l.m.  Area Niscemi, Caltagirone, Giarratana
  Brochure PDF
Uva da tavola di Mazzarrone e' un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta. Si indica l'uva prodotta nell'area compresa tra i territori comunali di Mazzarrone, Caltagirone, Licodia Eubea (in provincia di Catania) e Acate, Chiaramonte Gulfi e Comiso (in provincia di Ragusa). L'uva e' prodotta nelle tipologie bianca, rossa e nera, e per ciascuna, il Disciplinare di produzione ne fissa le caratteristiche qualitative che deve possedere: grappolo, acino, colore, maturazione, quantita' per ettaro. Il Consorzio di tutela ha sede a Mazzarrone. L'Uva da Tavola di Mazzarrone IGP presenta acini di forma sferoidale-ellissoidale con buccia di colore nero, rosso o bianco, dalla polpa compatta di sapore dolce e gustoso. La pezzatura del grappolo deve essere minimo di 350-400 grammi a seconda della varieta'. La zona di produzione geografica interessata comprende vari comuni a cavallo delle province di Catania e Ragusa. Si hanno le prime tracce di vigneti nell'areale di Mazzarrone tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, grazie alla scoperta di alcuni atti pubblici di compravendita stipulati proprio in quel periodo. Altra testimonianza dell'epoca ci viene dal libro 'La civilta' della vite in Sicilia' di Bruno Pastena, che evidenzia come alla fine del XIX secolo la produzione di uva da tavola rappresentasse il 5% della produzione viticola del 'Mandamento di Caltagirone'. Oggi, l'Uva da Tavola di Mazzarrone ricopre un ruolo di prim'ordine nell'economia agricola locale, essendo riuscita a varcare i confini nazionali raggiungendo non solo i piu' importanti mercati d'Europa, ma anche quelli di alcuni Paesi extraeuropei. Oltre all'aspetto accattivante, i grappoli di quest'uva sono anche particolarmente resistenti: l'Uva di Mazzarrone puo' essere, infatti, conservata per oltre un mese in ambiente a temperatura molto bassa e con un tasso elevato di umidita'. Oltre al consumo fresco, entra come ingrediente nella preparazione di dolci, marmellate e succhi. Fuori tavola, viene impiegata in cosmesi: il suo succo ha potere di ammorbidire e schiarire la pelle. Disinfettante ed antivirale, diuretica e lassativa, l'uva esprime appieno le sue proprieta' benefiche per l'organismo se consumata di mattina a digiun

PALAZZO NICOLACI DI VILLADORATA

PALAZZO NICOLACI DI VILLADORATA  Apri
Loc. NOTO SYRACUSE, ITALY - SICILIA  Navigatore
27 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Avola, Ispica, Pachino
Dopo il ripristino della volta della Cattedrale, del restauro e sistemazione nel sito naturale dei mosaici della villa Romana del Tellaro, la Capitale del Barocco della Val di Noto aggiunge un'altra perla al suo impareggiabile patrimonio ritrovato o per meglio dire restaurato. La restituzione alla pubblica fruizione del Palazzo Nicolaci e' un evento che tracima i confini provinciali attestandosi ai piu' alti livelli culturali. Il palazzo dei principi e' qualcosa di spettacolare ed oggi, riportato agli antichi splendori, da' la dimensione della ricchezza e dell'opulenza che la citta' ha vissuto in un epoca ormai lontana. In stile puramente barocco e con circa 90 stanze, su progetto attribuito a Rosario Gagliardi, risale ai primi decenni del 1700, anche se i lavori, cui partecipo' anche Vincenzo Sinatra (allievo del Gagliardi) si protrassero fino a 1765. L'edificio e' nato come residenza nobiliare urbana della famiglia Nicolaci la quale ha mantenuto la proprieta' di un'ala, cedendone l'altra al Comune di Noto. Il palazzo e' decorato da diverse balconate con decorazioni magnificamente realizzate e rinchiuse dalla sinuose inferriate ricurve. Tra le figure delle decorazioni troviamo sirene, sfingi, ippogrifi, cavalli alati ed altro. Tutte queste decorazioni conferiscono una particolare armonia a tutto l'edificio. Un'ala di Palazzo Nicolaci accoglie la Biblioteca Comunale, fondata dal Municipio nel 1817 con la munificenza dei privati, specialmente del principe di Villadorata, ed oramai ricca di migliaia di volumi e di vari manoscritti latini e spagnoli a cui va aggiunta una galleria di ritratti degli nomini illustri di Noto, dono del barone Astuto. La Biblioteca non e' che uno dei legami che Noto ha con la propria tradizione culturale. Solo per fare un esempio, Ferdinando il Cattolico nel 1503 diede alla citta' il titolo di Ingegnosissima, per l'erudizione di molti suoi cittadini, ma venne chiamata anche la Celebre e la Dotta

PANTALICA, SIRACUSA

PANTALICA, SIRACUSA  Apri
Loc. SORTINO - SICILIA  Navigatore
38 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Palazzolo Acreide, Augusta, Belvedere
Pantalica, o meglio la necropoli rupestre di Pantalica, e' una localita' naturalistico-archeologica della provincia di Siracusa. Costituisce uno dei piu' importanti luoghi protostorici siciliani, utile per comprendere il momento di passaggio dall'eta' del bronzo all'eta' del ferro nell'isola. Nel 2005 il sito e' stato insignito, insieme con la citta' di Siracusa, del titolo di Patrimonio dell'umanita' da parte dell'UNESCO per l'alto profilo storico, archeologico, speleologico e paesaggistico. La localita' di Pantalica ha dato il nome a un celebre racconto di Vincenzo Consolo, Le pietre di Pantalica, in cui l'altopiano diventa una metafora del cammino dell'uomo. Giarranauti e' un ampio bosco nella parte superiore dell'altipiano di Pantalica. Questa zona oltre ad essere suggestiva per la presenza di un bosco e' anche ricca di testimonianze del passato, soprattutto di Epoca Bizantina. Seguendo i sentieri all'interno del parco si trovano i resti di un villaggio bizantino (stiamo parlando del VI-VIII secolo d.C.), delle concerie e delle macine scavate nella roccia

CAROTA NOVELLA DI ISPICA I.G.P.

CAROTA NOVELLA DI ISPICA I.G.P.  Apri
Loc. ISPICA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
14 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Santa Maria del Focallo, Zappulla, Modica
Intorno agli anni '80, periodo della massima produzione di 'Carota Novella di Ispica', le superfici del comprensorio sono arrivate a raggiungere i 3500-4000 ha con produzioni da q.li 1.500.000 a 2.000.000 di carote. Negli ultimi anni le superfici si sono ridotte mantenendosi nel comprensorio intorno a 1300-1500 ha con produzioni che mediamente nelle annate buone si aggirano a 650.000-750.000 di q.li. I dati ISTAT sono molto variabili, per quanto riguarda la produzione, in relazione all'andamento climatico. La produzione del comprensorio delimitato rappresenta circa il 90% della produzione della Sicilia. Le aziende che si sono associate per tutelare e valorizzare le produzioni della 'Carota Novella di Ispica' rappresentano, in termini di superfici, di produzione e di commercializzazione il 55-60% degli operatori che insistono nel comprensorio, costituendo la parte rappresentativa dei produttori della 'Carota Novella di Ispica' del territorio delimitato. Oggi e' coltivata in circa 1500 ettari, per una produzione complessiva che supera i 75.000 tonnellate. Per quanto attiene la coltivazione della carota, le superfici coltivate sono 12.664 ha in Italia, di cui 3.390 in Sicilia, pari al 26,8% del totale e quantitativi raccolti (587.319 ton in Italia, di cui 128.585 in Sicilia, pari al 21,9%), e si registra un dato export pari a 1,2% della produzione nazionale, mentre e' in crescita la quota di prodotto importato: oltre 9.400 ton. In questo contesto la carota 'Novella di Ispica', gioca un potenziale ruolo chiave in quanto rappresenta la prima carota di qualita' ad entrare nel mercato proprio nel momento di massimo livello di importazione. Le origini documentate della Carota Novella di Ispica risalgono al 1955 e dagli anni &50 la sua coltivazione si e' progressivamente allargata, anche grazie al grande successo commerciale riscontrato sui mercati nazionali ed esteri, dovuto principalmente alle caratteristiche uniche, quali la precocita' di maturazione, la croccantezza, il profumo, il colore ed il sapore, nonche' la ricchezza di carotene e glucosio. Gli scambi commerciali import-export dell'Italia evidenziano un aumento delle esportazioni di carote rispetto alle importazioni che restano sostanzialmente stabili. In Sicilia il primato della produzione della carota spetta alla provincia di Ragusa, che da sola rappresenta il 59% (80.000 ton - dati Istat) della produzione regionale, seguita dalla provincia di Siracusa con il 32% (44.200 ton, dati Istat). Tale produzione, come gia' detto, e' caratterizzata dal suo ciclo produttivo e dalla sua qualita'

POMODORO DI PACHINO IGP

POMODORO DI PACHINO IGP  Apri
Loc. PACHINO - SICILIA  Navigatore
31 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Portopalo di capo Passero, Santa Maria del Focallo, Ispica
  Brochure PDF
Il famoso ciliegino di Pachino gode di molte proprieta' benefiche. E' rinfrescante, dissetante, ha effetti diuretici, ricco di licopene e di caroteni, sostante che agevolano il corretto funzionamento dell organismo e lo difendono dai radicali liberi. Contiene una buona dose di vitamina C, ad azione riparatrice e rigeneratrice su tutte le cellule dell'organismo. E' ricco anche di sali minerali, con una funzione equilibratrice e disintossicante. Il Ciliegino e' anche IGP. NON SOLO E' BUONO, MA FA ANCHE BENE Diversi studi e ricerche hanno evidenziato l'importanza nella dieta, del consumo di frutta e ortaggi al fine di preservare la salute umana e il benessere fisico, prevenendo l'insorgenza di malattie cardiovascolari e di alcune forme tumorali. Negli ultimi anni una grande attenzione e' stata rivolta al pomodoro e ai suoi derivati in quanto fonti principali di Licopene. Alcuni autori hanno riportato che un consumo abbondante di pomodoro e suoi derivati e' inversamente correlato con il rischio di insorgenza di tumori dell'apparato digerente e della prostata. Inoltre sono stati svolti altri approfondimenti riguardo agli effetti benefici del Licopene sia nell'ambito delle malattie infettive, sia nei disturbi dermatologici.

DUOMO DI SAN GIORGIO

DUOMO DI SAN GIORGIO  Apri
Loc. MODICA - SICILIA  Navigatore
3 Km da LA PICCOLA LOCANDA
Altitudine: 379 mt. s.l.m.  Area Ragusa, Zappulla, Ispica
La Chiesa di San Giorgio, posta tra la parte alta e la parte bassa della citta', in posizione scenografica con il prospetto rivolto verso occidente e' l'architettura piu' imponente della citta' e di tutta la Sicilia sud-orientale. La singolarita' dell'opera, oltre alla sua intrinseca bellezza, e' data dalla sua collocazione urbanistica, al centro di una citta' costruita a ripiani irregolari collegati da scalinate e salite tortuose con ampi spazi che, ancora nel Settecento, dovevano essere destinati a giardini e orti terrazzati. La fisionomia attuale della chiesa e' il risultato di piu' secoli di trasformazioni, integrazioni e completamenti con gli interventi piu' consistenti che si situano tra il XVII e il XIX secolo. La prima fonte che parla dell'esistenza della chiesa e' una bolla pontificia dal 1150 di papa Eugenio III con la quale la chiesa veniva posta sotto la tutela del Monastero di Mileto in Calabria. Secondo la tradizione la chiesa fu fondata dal Conte Ruggero e, in ricordo di tale avvenimento, all'interno, sopra il portale principale e' esposta l'armatura del Conte Ruggero d'Altavilla, il condottiero dei Normanni e il leggendario fondatore di San Giorgio. Nel 1643 il cedimento di un pilastro del transetto e la preoccupazione del crollo degli archi vicini porta a un radicale intervento nella chiesa. Dopo aver consultato vari architetti ed 'esperti di fabrica' provenienti da varie citta' del Regno, fu deciso di sfabricare il precedente edificio e di dare l'incarico per un nuovo 'modello' e 'pianta' a Frate Marcello da Palermo dei Minori Riformati di San Francesco. Molto probabilmente non si tratto' di una ricostruzione totale ma di una trasformazione. Tra l'altro il grande polittico che Bernardino Niger aveva realizzato nel 1573, posto nella parete di fondo dell'abside della navata centrale e' da citare come punto di riferimento della precedente struttura delle chiesa e, infatti, condiziono' i successivi progetti di ristrutturazione. Nel 1660 lo storico Rocco Pirri fornisce informazioni sulla chiesa citandola come la piu' antica e la piu' celebre della Contea di Modica. Contava, all'epoca, 13.000 anime e aveva settanta sacerdoti tra canonici e cappellani. Il Pirri ricorda che non era 'seconda' ad altre chiese siciliane per dipinti e simulacri, si trovavano al suo interno 'superbissimas iconas', una grande arca d'argento e un bellissimo tabernacolo. Il Pirri ricorda anche il contributo economico determinante dei Conti di Modica per la ricostruzione dell'edificio. Molto poco ci resta di quel momento storico compreso tra la ricostruzione del 1643 e il terremoto del 1693. Solo alcune opere si datano tra il XVI e il XVII secolo: oltre al polittico di Bernardino Niger (1573), alla tela dell'Assunta del pittore toscano Filippo Paladini datata 1610 e a un'opera del Cicalesius, vanno menzionate La Madonna della Neve, una scultura rinascimentale in marmo, uno stemma ligneo dipinto con il tema di San Giorgio e il Drago datato 1576, una tela secentesca anonima raffigurante una Deposizione conservata in sacrestia e due sarcofagi del Seicento conservati nel transetto e realizzati secondo la tecnica di lavorazione a marmi mischi che formano motivi poligonali, tecnica molto utilizzata nel XVII secolo. Il sisma del 1693 intacca l'edificio danneggiando molte strutture, sono molte le relazioni sui danni subiti dalla chiesa redatte da vari capimastri

ISPICA-SANTA MARIA DEL FOCALLO

ISPICA-SANTA MARIA DEL FOCALLO  Apri
Loc. SANTA MARIA DEL FOCALLO RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
19 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Ispica, Scicli, Zappulla
Santa Maria del Focallo, e' uno splendido ed esteso arenile del comune di Ispica, con acqua cristallina e fondali da sogno. Si estende per migliaia di metri, caratterizzato anche da una rigogliosa striscia di vegetazione spontanea composta principalmente da Acacie. Da sempre viene utilizzata dalla popolazione locale per scampagnate fuoriporta o semplicemente per trascorrere una domenica al mare. Ospita uno dei villaggi turistici del circuito Grandi Viaggi denominato Marispica. Nel 2011 ha ottenuto, per la prima volta, la Bandiera Blu, riconfermata anche negli anni successivi. L assegnazione della Bandiera Blu e' il frutto di un percorso legato alla salvaguardia e valorizzazione della zona costiera. Il mare pulito, la bellezza delle spiagge, la presenza di aree verdi attrezzate, la qualita' delle infrastrutture turistiche presenti nell area ed i servizi predisposti dal Comune per la fruizione delle spiagge, hanno fatto si che ricevesse il meritato riconoscimento. Rimane ancora nei racconti degli anziani, la storia dell Operazione Husky del 10 luglio 1943, che porto' allo sbarco dei soldati canadesi, come testimoniato dalla lapide posta quasi al confine con il territorio di Pachino

RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI

RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI, CONTRADA PISCIOTTO, NISCEMI CL, ITALIA - SICILIA  Navigatore
42 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Mazzarrone, Gela, Caltagirone
Nella sughereta di Niscemi, insieme a lecci e roverelle, sono rappresentati gli arbusti tipicamente sempreverdi della macchia-foresta mediterranea. Il magnifico bosco del passato e' ormai un ricordo, ma restano ancora ambienti interessanti dove si trovano il lentisco, il carrubo, l'olivastro, il mirto, il corbezzolo, la fillirea e la palma nana. Il sottobosco ricco e luminoso e' popolato da una fauna diversificata che annovera il gatto selvatico e la volpe; ghiri e topi quercini. Nel bosco nidificano piccoli silvidi, il picchio rosso maggiore e l'upupa

CALAFORNO

CALAFORNO  Apri
Loc. GIARRATANA - SICILIA  Navigatore
23 Km da LA PICCOLA LOCANDA
Altitudine: 532 mt. s.l.m.  Area Buccheri, Palazzolo Acreide, Ragusa
In contrada Calaforno, fra Monterosso Almo e Ragusa, e' in corso da alcuni anni un'intensa opera di rimboschimento che ha trasformato il brullo paesaggio collinare in una fresca e accogliente pineta. In un terreno a circa 600 metri sul livello del mare, si estende, dunque, il Parco forestale Calaforno, un'area boschiva che prende il nome da una serie di cavita' che si trovano piu' a valle: la grotta Calaforno, un susseguirsi di 35 piccole camere, utilizzate inizialmente come tombe e poi trasformate, nei secoli, in abitazioni. Il parco e' costituito da una zona verde collinare, digradante verso il mare, che presenta una copertura arborea rappresentata fondamentalmente da pini d'Aleppo e, lungo i sentieri, da alcuni platani orientali che ricordano l'antica copertura vegetale ripariale e conferiscono all'area un aspetto suggestivo. La zona, come gia' detto, e' stata oggetto di un importante piano di rimboschimento che l'ha trasformata in un autentico polmone verde, circondato pero' da terreno sassoso e arido. Per la bellezza dei luoghi si spera che il parco possa diventare presto un'area protetta regionale, anche se l'iter, perche' questo avvenga, non e' ancora stato completato. Partendo da Giarratana, si puo' raggiungere il bosco seguendo le indicazioni per il ristorante 'Due Palme', e percorrendo una strada bianca che inizia alla fine del centro abitato. Dopo vari tornanti, che attraversano terreni agricoli, incontriamo un cancello forestale con l'indicazione 'Area attrezzata Calaforno'. Oltrepassando il cancello e proseguendo per altri due chilometri, in mezzo al bosco, si iniziano a vedere le infrastrutture tipiche delle aree attrezzate, ubicate prima a destra della strada, oltre un torrentello, e poi anche a sinistra, in prossimita' di un vecchio mulino ad acqua. La struttura, dismessa ma perfettamente funzionante, e' stata acquisita dalla forestale ed in parte ristrutturata tanto che puo' essere visitata. Nell'area attrezzata sono state collocate diverse infrastrutture che ben si inseriscono nell'ambiente anche perche' tutte realizzate in legno. Tavoli e panche per ben 250 posti a sedere, tanti cestini portarifiuti ed un piccolo parco giochi per bambini, che consentono di trascorrere una giornata piacevole in un ambiente incontaminato. Attenzione pero': qui e' vietata l'accensione di fuochi tanto che la zona non e' fornita di punti cottura. Annessa all'area e' stata realizzata un'area faunistica con cervi e cinghiali, allevati a scopo sperimentale

ANTICA TONNARA DI AVOLA

ANTICA TONNARA DI AVOLA  Apri
Loc. AVOLA - SICILIA  Navigatore
33 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Noto, Carrozziere, Belvedere
Presso l'incrocio tra Via Miramare e la strada Marina Vecchia, sorge il centro della borgata marina di Avola ( 1600 circa ). La marina avolese ebbe il suo maggiore sviluppo urbanistico con la costruzione in pianta stabile della tonnara. Negli anni trenta essa costituisce uno scalo importante per il commercio marittimo, e soprattutto per l'intera comunita'. L'impianto comprendeva industrie per la lavorazione del tonno, distillerie di agrumi e un mulino per la lavorazione del frumento. La tonnara e' costituita dal Malfaraggio, che comprende la Loggia, il locale per il ricovero delle barche e lo stabilimento per la lavorazione del tonno. Esistono, inoltre, gli alloggi dei pescatori, i magazzini e la casa stagionale del proprietario. Dal punto di vista architettonico, il palazzotto del proprietario rispecchia lo stile degli inizi del secolo scorso. Il terreno in discesa crea lo spazio per il piccolo appartamento in cui alloggiava il padrone di casa, che nella stagione estiva diventava lui stesso un marinaio. Segue la Loggia Grandiosa, circondata per tre lati dal mare e ampliata, in estate, da un grande recinto con il tetto di paglia per l'essiccatura delle interiora. Dell'antica struttura, ormai, e' rimasto ben poco, come il grande arco a tutto sesto del lato opposto alla Loggia. Da qui venivano tirate in secco le barche per la stagione invernale. Alta sul mare, troviamo troviamo una serie di grandi locali che venivano usati come magazzini adibiti alla coservazione delle lunghe trappole , ovvero cinque chilometri di reti, boe e le ancore che servivano a fissare le apparecchiature contrastando la forza dei venti. Anticamente, venivano calate lungo le coste siciliane moltissime tonnare: quelle del versante settentrionale venivano chiamate di corsa , quelle del versante meridionale di ritorno

ISOLA DELLE CORRENTI

ISOLA DELLE CORRENTI  Apri
Loc. PORTOPALO DI CAPO PASSERO - SICILIA  Navigatore
34 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Pachino, Santa Maria del Focallo, Ispica
La Sicilia offre posti unici, belli ed indimenticabili, e Portopalo di Capo Passero colpisce particolarmente, per il suo lungo e meraviglioso litorale sabbioso, per l'Isola di Capo Passero, un tempo unita alla terra ferma, ed oggi raggiungibile agevolmente a nuoto, o con i pedalo', e soprattutto per l'emozionante Isola delle Correnti, spartiacque simbolico tra il mar Ionio ed il mar Mediterraneo, con una postazione militare abbandonata, un faro de una bella scogliera. L' Isola delle Correnti (dal latino Currentium insula), e' una piccola isola della Sicilia, sulla costa ionica, nel territorio del comune di Portopalo di Capo Passero, con un'estensione di circa 10.000 mq. e, con un'altezza massima di quattro metri sul livello del mare. Fu collegata alla terraferma con un braccio artificiale, distrutto varie volte dalle mareggiate. Con la bassa marea, l'isola si trasforma in una penisola, e solo in quel momento rappresenta l'estremo meridionale dell'isola siciliana. Sull'isoletta si erge un faro, abitato un tempo dal farista e della sua famiglia. Vi crescono piantine di porro selvatico, capperi e altri arbusti tipici della macchia mediterranea, e nel 1987 l'isoletta e' stata inclusa nel piano regolatore dei parchi e riserve naturali, per la presenza di vegetazione costiera con biocenosi alofile e psammofile relitte

LA CASA DI MONTALBANO

LA CASA DI MONTALBANO  Apri
Loc. PUNTA SECCA - SICILIA  Navigatore
25 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Modica, Scicli, Ragusa
La Casa di Montalbano e' la casa dove e' stata girata la fiction sul personaggio dello scrittore Cammilleri il comissario Montalban

MONTI IBLEI DOP

MONTI IBLEI DOP  Apri
Loc. BUCCHERI - SICILIA  Navigatore
31 Km da LA PICCOLA LOCANDA
Altitudine: 982 mt. s.l.m.  Area Giarratana, Palazzolo Acreide, Sortino
  Brochure PDF
Il Consorzio D.O.P. Monti Iblei nasce per tutelare e diffondere le qualita' dell'Olio Extravergine di Oliva prodotto nell'area dei Monti Iblei, limitatamente alle province di Ragusa, Siracusa e Catania, ovvero nella parte orientale della Sicilia, quella piu' a sud conosciuta come Val di Noto: da questa antica terra provengono oli caratteristici per il loro sapore armonico dal fruttato medio-intenso, dal colore verde-oro, dal gusto fruttato con sentori di erbe, pomodoro verde e carciofo, con note di amaro e piccante armonicamente in equilibrio tra loro. La DOP 'MONTI IBLEI', e' il riconoscimento ufficiale delle caratteristiche di pregio dell'olio ottenuto nel comprensorio omogeneo dei Monti Iblei. La sigla DOP, denominazione di origine protetta, di fatto sta ad indicare che la qualita' e le caratteristiche di pregio di questi oli derivano essenzialmente dall'ambiente geografico in cui vengono coltivate e trasformate le olive. Il Consorzio si e' affermato subito come strumento operativo essenziale per la valorizzazione dell'olio extravergine di oliva. Esso e' un organismo vitale per il settore oleario, che opera a servizio dell'olivicoltura della Sicilia orientale, e in particolare delle tre province a forte vocazione agricola, Ragusa, Siracusa e Catania. Il Consorzio e' l'interfaccia primaria del consumatore di olio extravergine d'oliva. E' l'organismo che tutela la bonta' e la genuinita' del prodotto, e dunque, tutela la salute dei consumatori, garantendo costantemente il rispetto, da parte dei produttori, delle norme previste nel disciplinare di produzione, dei requisiti di qualita' e i parametri delle caratteristiche organolettiche e qualitative contemplate negli standard produttivi. Il Consorzio rappresenta e tutela i produttori che aderiscono al disciplinare, promuovendo e valorizzando il prodotto, rendendo riconoscibile e distinguibile il territorio di provenienza tramite operazioni di promozione mirate e sponsorizzando la commercializzazione del prodotto in nuovi mercati nazionali e internazionali

RAGUSANO DOP

RAGUSANO DOP  Apri
Loc. RAGUSA - SICILIA  Navigatore
10 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Modica, Giarratana, Zappulla
  Brochure PDF
Il Ragusano, storicamente chiamato caciocavallo ragusano (in siciliano Cosacavaddu), e' un formaggio italiano DOP (Denominazione d'Origine Protetta). Questa eccellenza casearia, nel 1955, e' stata riconosciuta quale prodotto tipico dal D.P.R. n. 1269 del 30 ottobre, nel 1995 ha ottenuto la denominazione di origine (Decreto del 2 maggio) e, l'anno successivo, ha acquisito il riconoscimento comunitario della DOP, perdendo la denominazione storica di 'Caciocavallo'. Il nome pare derivi dall'antica abitudine di appendere le forme a cavallo di un bastone posto in orizzontale. Viene prodotto nella provincia di Ragusa e in parte della provincia di Siracusa con i comuni di Rosolini, Noto e Palazzolo Acreide, con latte di mucche della razza modicana. Il Ragusano e' un formaggio semiduro a pasta filata prodotto esclusivamente con latte di vacca. Prodotto nel rispetto del disciplinare di produzione (Provvedimento 29 luglio 2003 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali). Il formaggio e' a forma di parallelepipedo a sezione quadrata con angoli smussati. Il peso di ogni forma e' compreso tra 10 e 16 kg. La crosta e' sottile, liscia, di marcato colore paglierino. Le forme possono essere trattate in superficie con sostanze trasparenti, prive di coloranti. La pasta e' omogenea compatta con lievissima occhiatura, di colore bianco o giallo paglierino piu' carico all'esterno e meno carico all'interno. Il sapore e' aromatico, piacevole, fusibile in bocca, normalmente delicato e tendenzialmente dolce quando il formaggio e' giovane, fino a divenire piccante a maturazione avanzata. Il contenuto di grasso della sostanza secca non e' inferiore al 38

ELORO

ELORO  Apri
Loc. VICO ELORO, NOTO SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
27 Km da LA PICCOLA LOCANDA
Altitudine: 160 mt. s.l.m.  Area Avola, Ispica, Pachino
Eloro ( in greco ed Helorus in latino) e' un sito archeologico ubicato su una collina prospiciente il mare Jonio, nei pressi della citta' di Noto, in provincia di Siracusa, alla foce del fiume Tellaro (allora con lo stesso nome della citta'). La citta' era stata fondata da coloni corinzi nell'VIII secolo a.C., sulla direttrice della piu' tarda via Elorina, che metteva in comunicazione le colonie greche di Siracusa, Kamarina e Gela. Nell'alto corso del fiume Tellaro, presso la citta' Ippocrate, tiranno di Gela, sconfisse in battaglia nel 493 a.C. le forze siracusane, mentre nel corso della guerra del Peloponneso gli Ateniesi furono sconfitti nel 413 a.C. Nel 263 a.C. fece parte dei possessi riconosciuti dai Romani a Gerone II di Siracusa nel 213 a.C. Fu quindi conquistata dai Romani, guidati dal console Claudio Marcello, nel 214 a.C. La citta' rimase fiorente anche in epoca bizantina, ma venne quasi completamente distrutta con l'arrivo degli Arabi. Il santuario piu' importante si trovava all'esterno delle mura: era dedicato a Demetra e Kore e riprende forse un piu' antico culto indigeno siculo. Si trovava all'esterno delle mura ed era costituito da diversi ambienti. Il primo impianto risale al VI secolo a.C., ma venne utilizzato fino al III secolo a.C., come testimoniano gli ex voto conservati nel Museo archeologico di Noto. Successivamente il santuario venne trasferito all'interno della citta' come piccolo tempio in antis e circondato da un porticato (stoa') a tre bracci, dorico in facciata e a due navate. Il porticato era connesso anche con l'agora', di cui restano visibili solo le cisterne scavate nella roccia per raccogliere l'acqua piovana. Dalla piazza una via si dirigeva verso il mare a sud-est: insieme ad un'altra via in senso nord-sud definiva gli assi della struttura urbanistica della citta'. Un santuario dedicato al dio Asclepio (Asklepios in greco ed Esculapio - Aesculapius in latino), del IV secolo a.C., era costituito da un cortile circondato da portici, dove gli ammalati sostavano e dormivano in attesa della visita in sogno del dio, che avrebbe portato alla guarigione. Nei pressi sorgeva un piccolo thesauro's, ossia un edificio a forma di piccolo tempio in antis, destinato ad ospitare le offerte votive e datato alla seconda meta' del IV secolo. Verso sud, sulle pendici della collina, si trova un teatro greco, in parte scavato nella roccia e in parte costruito, risalente alla fine del IV - inizi del III secolo a.C., in parte intaccato da un canale di bonifica realizzato negli trenta

FORNACE PENNA

FORNACE PENNA  Apri
Loc. SCICLI - SICILIA  Navigatore
15 Km da LA PICCOLA LOCANDA
Altitudine: 7 mt. s.l.m.  Area Zappulla, Santa Maria del Focallo, Ispica
La Fornace Penna e' un monumento di archeologia industriale e si trova in contrada Pisciotto a Sampieri, frazione del comune di Scicli in provincia di Ragusa.La Fornace Penna fu realizzata tra il 1909 ed il 1912 su progetto dell'ingegnere Ignazio Emmolo, che si laureo' in matematica a Catania e in ingegneria civile a Napoli nel 1895. Creando la societa' con l'appoggio del barone Guglielmo Penna, scelse il sito di Punta Pisciotto a ridosso del mare, per i seguenti motivi: il fondale sufficientemente profondo da consentire l'attracco delle navi, la presenza della ferrovia, la vicina cava di argilla, a circa 200 metri, per la materia prima, la disponibilita' di abbondante acqua da una sorgente carsica locale. Lo stabilimento produceva laterizi che venivano esportati in molti paesi mediterranei: gran parte di Tripoli (Libia) dopo la guerra del 1911 fu costruita con laterizi del Pisciotto . Si lavorava dalla sei del mattino sino all'imbrunire, da maggio a settembre; con le prime piogge la Fornace Penna veniva chiusa. Vi hanno trovato occupazione un centinaio di operai in eta' compresa tra i 16 e i 18 anni. La cessazione dell'attivita' dello stabilimento avvenne durante la notte del 26 gennaio 1924, a causa di un incendio doloso che lo distrusse in poche ore. Una lettera abbandonata attribuisce il gesto ai socialisti, mentre un'altra ipotesi adombra il sospetto di una vendetta interna alle file fasciste. A testimonianza di quel passato produttivo sono rimasti solo dei ruderi: 'o Pisciuottu , cosi' e' chiamato l'antico stabilimento dagli abitanti del luogo; e nel passare inesorabile del tempo, disgregandosi silenziosamente e con discrezione, La Fornace Penna attende un suo destino. Da sempre questo edificio e' stato al centro di grandi polemiche e dibattiti: tra le proposte di modificarlo in albergo o quelle di farlo divenire un luogo culturale o, semplicemente, di mettere in atto un restauro di mantenimento. Negli ultimi anni, grazie anche al fascino delle sue rovine, la Fornace Penna e' stata utilizzata come set cinematografico: La Mannara, come viene nominata la localita' dove sorge la fabbrica, in un episodio dello sceneggiato televisivo Il Commissario Montalbano

MODICA

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Loc. MODICA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
2 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Ragusa, Zappulla, Ispica
Dopo l'era dei primi insediamenti siculi, la colonizzazione da parte dei Greci a cui gli antichi abitanti si assimilarono negli usi e nei costumi e l'occupazione da parte dei romani, passarono per Modica i Bizantini, lasciando resti della loro presenza soprattutto nelle necropoli sia all'interno della citta' o nelle immemdiate vicinanze, sia a Cava d'Ispica. Trascorsi questi secoli 'bui' durante i quali tutta l'isola subisce le dominazioni da parte di popolazioni barbariche: Vandali, Eruli, e Goti, agli inizi del IX secolo si fanno avanti i Saraceni. La Sicilia era una terra fertile e molto appetibile per motivi commerciali posta in uno dei punti piu' favorevoli di tutto il Bacino del Mediterraneo, il cuore dei traffici commerciali dell'epoca. Modica viene espugnata intorno al 844-845, da un esercito di Saraceni guidato da Al Fadn ibn Gafar al Hamdani e fu sotto gli Arabi che la citta' divene un importante centro agricolo e commerciale con il nome di Mohac. Dopo due secoli di dominazione Araba la citta', cosi' come tutta la Sicilia, venne riconquistata dai Normanni. La liberazione della Sicilia dalla dominazione Araba si svolse dal 1061 al 1091. Gualtieri, uno dei capitani al servizio di Ruggero d'Altavilla, il capo dei Normanni, venne investito del titolo di Conte di Modica. Anche i suoi figli Goffredo, Rinaldo, Aquino e Gualtiero furono chiamati Conti di Modica fino a quando fu in vita Guglielmo il Buono, si scateno' allora una feroce lotta per la succesione al trono. Si formarono due partiti, uno nazionale che avrebbe voluto portare sul trono Tancredi di Lecce, figlio di Ruggero di Calabria e l'altro che voleva sul trono Enrico, imperatore di Svevia e marito di Costanza, figlia di re Ruggero d'Altavilla. Tancredi ebbe la meglio ma, in seguito alla sua morte, prevalse il partito di Enrico di Svevia che si impossesso' del trono di Sicilia e si vendico' di quanti gli si erano opposti, tra questi c'erano anche i conti di Modica che furono spogliati dei loro beni. Modica rimase per un certo periodo un feudo del Demanio statale, passo' quindi agli Angioini e vi rimase fino ai Vespri Siciliani che ebbero come conseguenza la cacciata degli odiati francesi e del loro potere tirannico da tutta la Sicilia. Anche a Modica, cosi' come in molte altre citta', ci fu una violenta ribellione contro gli Angioini che vennero cacciati e la cittadinanza nomino' come governatore Federico Mosca. Il potera era, in questo momento, detenuto dagli Aragonesi, l'Isola era diventata uno dei Regni della Corona Spagnola. Nel 1296, in seguito al matrimonio tra Isabella Mosca e Manfredi Chiaramonte, la Contea passo' ai Chiaramonte. I Chiaramonte tenero la Contea per circa un secolo fino a quando, l'ultimo discendende maschile della famiglia fu fatto decapitare allo Steri di Palermo per aver tramato contro il re. Il periodo dei Chiaramonte fu senza dubbio il piu' vivace di tutta la storia della Contea, i Conti infatti, con lo sfarzo della loro corte fecero spesso concorrenza alla Regia Corte. Ai Chiaramonte successero i Cabrera, di origini spagnole venuti in Sicilia al seguito del nuovo re Martino. Fu sotto i Cabrera che si verifico' un grave fatto di sangue che vide la morte di 360 ebrei. La strage avvenne la sera del 15 agosto del 1474, giorno dell'Assunzione. Alla carneficina partecipo' tutto il popolo di Modica. L'episodio precedette, di poco, la formulazione, da parte di Ferdinando il Cattolico, dell'editto di espulsione degli ebrei dall'isola nel 1492. La Contea passo' quindi agli Henriquez, quando Anna Cabrera ando' in sposa a Federico Henriquez. Gli Henriquez-Cabrera furono Conti di Modica fino al 1702

RAGUSA

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Loc. RAGUSA, ITALY - SICILIA  Navigatore
10 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Modica, Giarratana, Zappulla
Ragusa e' una delle province della regione Sicilia e si trova sul versante meridionale dei Monti Iblei costeggiata dai fiumi Irminio e Ippari. Storicamente Ragusa ha delle origini antichissime in quanto si attesta la presenza umana gia dal III millennio a.c. Divenne nucleo cittadino con la conquista dei Siculi e successivamente dei Greci, dei Cartaginesi, dei Romani e dei Bizantini. Divento nel IX secolo un''importamnte centro economico saraceno e tra l''XI ed il XII secolo fu sotto il dominio dei Normanni ed in seguito dei signori locali Chiromonte grazie ai quali si strutturo come citta medievale. Nel 1693 vi fu un terribile terremoto che distrusse completamente la citta (Ibla) che venne interamente ricostruita parallelamente alla nuova citta (Ragusa) posta su un rilievo adiacente alla vecchia. Il XVIII secolo fu caratterizzato da duri contrasti tra i due nucle urbani: dopo l''Unita d''Italia vennero costituiti due comuni distinti che poi vennero unificati nel 1926. Da vedere: Il Palazzo Zacco: si tratta di un bellissimo palazzo gentilizio in stile barocco che sulla facciata presenta un enorme stemma della famiglia ed uno splendido portale d''ingresso con colonne adornate con capitelli corinzi. Queste colonne sostengono un balcone chiuso da una ringhiera decorata con fiori in ferro. Gli altri balconi del palazzo sono molto eleganti in quanto decorati da maschere che rappresentano scene di vita quotidiana. Uno di questi balconi e' decorato da una sirena accompagnata da suonatori a ricordare le sfarzose feste e banchettiche venivano tenuti nel palazzo. Modica: questa cittadina dista circa 15 km da Ragusa ed e' una delle citta piu pittoresche di tutta la Sicilia. Modica si trova nella parte meridionale dei Monti Iblei ed e' divisa in Modica Alta e Modica Bassa. L''aspetto di questa citta e' tardo barocco e risale quasi interamente a dopo il terremoto del 1693: della citta precedente il terremoto rimane ben poco. Modica e' ua citta pittoresca ed affscinante per il suo aspetto tipicamente barocco, per le sue stradine e vecchie botteghe. Di particolare da vedere c''e' il Museo Ibleo delle Arti e delle Tradizioni Popolari in cui sono conservate strumenti, attrezzature delle botteghe antiche e degli artigiani. Cattedrale di Ragusa: questa chiesa e' stata costruita nel XVIII secolo si trova in una bellissima terrazza pensile sostenuta da un loggiato, nella piazza centrale della citta. Possiede un''elegante e raffinata facciata ed una bellissima cupola in stile neoclassico. All''interno e' strutturata su una base a croce latina con tre navate con bellissime vetrate con cui si raffigura il martirio di San Giorgio. All''interno sono conservate alcune tele di Vito d''Anna, un reliquario d''argento

RISERVA NATURALE ORIENTATA CAVAGRANDE DEL CASSIBILE

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Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA CAVAGRANDE DEL CASSIBILE, SR - SICILIA  Navigatore
38 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Avola, Noto, Carrozziere
Sulle rive del fiume per alcune decine di metri vi potrete immergere nella frescura del bosco ripariale, dove salici pedicellati, pioppi bianchi e neri, tamerici comuni e frassini meridionali sono i naturali compagni dei magnifici platani orientali, i cui esemplari piu' vetusti hanno tronchi dal diametro di circa un metro e mezzo. Ci sono punti del fiume in cui questo tipo di vegetazione va a formare una vera e propria galleria. Sulle sponde, gli oleandri dalle fioriture vivaci spiccano col fogliame verde sul biancore della roccia calcarea

RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO

RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO, ITALIA - SICILIA  Navigatore
38 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Mazzarrone, Niscemi, San Cono
La Riserva Naturale Orientata del Bosco di Santo Pietro, distante circa 20 km da Caltagirone, e' una delle aree verdi piu' rigogliose ed estese del Calatino. La vegetazione del Bosco di Santo Pietro e' estremamente varia, grazie alla vasta estensione della Riserva, che comprende ambienti e paesaggi molto diversi fra loro. La fauna del Bosco di Santo Pietro e' ricca di specie appartenenti sia agli invertebrati che ai vertebrati

CHIESA DI SAN MATTEO

CHIESA DI SAN MATTEO  Apri
Loc. SP41, RAGUSA, ITALY - SICILIA  Navigatore
6 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Modica, Ispica, Scicli
La chiesa di San Matteo e' una chiesa di Scicli (provincia di Ragusa), collocata in cima al colle omonimo. E' il simbolo della citta'.Una chiesa esisteva gia' nell'alto medioevo nello stesso punto dell'edificio attuale, la quale venne raffigurata da tele e incisioni conservate in diverse chiese di Scicli che raffigurano il colle di San Matteo, con la chiesa e la svettante torre campanaria posta a ridosso delle absidi. Nel 1404 secondo la tradizione vi venne sepolto san Guglielmo eremita, nella Cappella dei Conti di Modica. L'attuale chiesa e' frutto di una ricostruzione settecentesca successiva al terremoto del Val di Noto del 1693. La chiesa fu duomo della citta' fino al 1874, anno dello spostamento della chiesa matrice nella gesuitica chiesa di Sant'Ignazio. L'edificio, lasciato in abbandono fu soggetto ad un rapido degrado, essendo stato privato totalmente delle coperture (volte e tetto). Negli anni novanta fu sottoposta a restauro, con la realizzazione di una copertura in cemento armato a forma di volta, che ha determinato problemi statici a causa del peso ingente e della differente risposta alle sollecitazioni dei materiali utilizzati.Per la costruzione dell'edificio, collocato sul pendio di una collina rocciosa, si e' resa necessaria la realizzazione di una terrazza a sostegno delle strutture: gli spazi sottostanti la chiesa sono stati adibiti a cripta utilizzata per le sepolture. L'impianto e' di tipo basilicale a tre navate di cinque campate, terminanti con il transetto sul fondo del quale si aprono tre absidi rettangolari. Sui quattro arconi che inquadrano il presbiterio si imposta l'anello della cupola. Il campanile e' integrato nelle strutture del transetto destro. La facciata a due ordini, rimasta incompiuta, mostra i caratteri salienti del barocco siciliano. Soprattutto nel partito centrale e' possibile notare un uso plastico della superficie muraria e un forte dialogo di tensioni fra elementi liberi (colonne) e volumi (superfici murarie continue)

SITO ARCHEOLOGICO DI KAMARINA

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Loc. MUSEO DI KAMARINA, CAMMARANA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
28 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Punta Secca, Mazzarrone, Niscemi
Kamarina, in greco , (da alcuni conosciuta anche con la forma italianizzata di Camarina), il cui nome secondo Strabone significa Abitata dopo molta fatica, fu un'importante colonia di Siracusa, fondata e costruita dai siracusani alla foce del fiume Ippari, nel sud della Sicilia. Di essa oggi non rimangono che rovine e importanti reperti archeologici, principalmente sul colle Cammarana nel territorio del comune di Ragusa. Kamarina venne fondata agli inizi del VI secolo a.C. (598 a.C. - 597 a.C.) dagli antichi greci dorici siracusani, sul fertile promontorio delimitato dai fiumi Ippari a nord e Oanis a sud. Scopo del nuovo insediamento fu quello di creare un presidio lungo la rotta africana e frenare l'espansione verso sud di Gela, che appena diciotto anni dopo fondera' piu' a nord-ovest Akragas (580 a.C.). Divenuta rapidamente un importante centro agricolo e di riferimento per i fiorenti traffici commerciali dell'entroterra ibleo anche dei Siculi, la colonia entro' presto in conflitto con la citta'-madre.Kamarina venne in seguito sconfitta dai siracusani e i loro alleati nel 552 a.C. Le fonti dicono che la popolazione camarinense venne esiliata; tuttavia, lo scavo dell'insediamento attesta una continuita' di vita ininterrotta nell'arco dell'intero VI secolo a.C. Durante l'avanzata di Annibale nel 403-401 a.C. Kamarina venne nuovamente saccheggiata e distrutta dal suo esercito. Rientro' nell'orbita siracusana durante il dominio di Dionisio I il grande e prese parte alla simmachia di Dione di Siracusa nel 357 a.C. quando questi con il suo esercito marcio' alla conquista di Siracusa. I resti attuali sono di grande interesse archeologico, e testimoniano la vastita' dell'antico sito. Rimangono tombe arcaiche (VII secolo a.C.) e ruderi poco significativi di un tempio dedicato a Minerva. Lungo l'Ippari si puo' riconoscere il tracciato dell'antico porto canale. La citta' e' ancora riconoscibile nella sua area originaria dai resti di case e di pavimentazioni. Nel vicino bosco di Passo Marinaro si trovano ancora le tombe di una necropoli nel V - IV secolo a.C. Gli scavi condotti a Kamarina da Paolo Orsi dal 1896 al 1911, hanno fornito copioso materiale archeologico che si trova al Museo di Siracusa

AKRAI

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Loc. PALAZZOLO ACREIDE SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
27 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Buccheri, Giarratana, Sortino
Akrai fu tra le prime colonie di Siracusa fondate da parte di corinzi giunti nei territori siciliani: Akrai nei pressi di Pantalica, Casmene (avamposto militare sul monte Lauro, nel 643), Akrillai sulla strada per Gela e Kamarina, la piu' lontana delle colonie, nel 598. Costruita in cima ad un colle, Akrai era difficilmente attaccabile e al tempo stesso costituiva un punto ideale per vigilare sui territori circostanti. Grazie all'importanza della sua posizione strategica, la citta' si sviluppo' fino a raggiungere il massimo splendore sotto il regno di Gerone II (275 a.C.-215 a.C.). Fedele a Siracusa, ebbe pero' vita politica, amministrativa e militare autonome, al punto che un suo esercito intercetto' quello di Nicia (421 a.C.) nella Val di Noto o Valle dell'Anapo e contribui' alla sua sconfitta. Nel 211 a.C., dopo la caduta di Siracusa, passo' a far parte della provincia romana assumendo il nome latino Acre. La citta' passo' in seguito sotto il dominio bizantino fino all'invasione araba. La cittadina fu completamente distrutta dagli Arabi nell'827 e il sito, rimasto abbandonato, pian piano venne ricoperto da terriccio e vegetazione spontanea scomparendo alla vista e venendo dimenticato per quasi otto secoli. Uno dei primi studiosi che individuarono il sito della citta' scomparsa fu lo studioso siciliano Tommaso Fazello; in seguito altri se ne interessarono e in particolare il palazzolese, barone Gabriele Judica, che nella prima parte del XIX secolo intraprese i primi scavi archeologici nel sito di Akrai e descrisse le sue ricerche nel suo libro Le antichita' di Acre pubblicato nel 1819. Gli scavi successivi della citta' arcaica hanno riportato alla luce il teatro, di piccole dimensioni ma in ottimo stato di conservazione. Sulla parte posteriore sorgono due latomie, cave di pietra, denominate Intagliata e Intagliatella della meta' del IV secolo a.C. Sul pianoro sopra la latomia dell'Intagliata si trovano i blocchi di base dell'Aphrodision, il Tempio di Afrodite eretto nel VI secolo a.C. Sul lato occidentale sorge il Bouleuterion dove il consiglio cittadino si riuniva. Ad est del colle sorgono i Templi Ferali dedicati al culto dei morti.

RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE

RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE, SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
38 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Palazzolo Acreide, Buccheri, Augusta
Il sito appare diversificato ed offre ambienti ecologici variegati che consentono l'espressione di una biodiversita' molto significativa. Oltre al biotopo acquatico, possiamo distinguere l'ambiente ripariale, quello delle pareti, della valle, dei pianori e delle grotte. Nelle acque cristalline del fiume, grazie alla natura torrentizia, trovano un'abitazione ideale la trota siciliana e la trota fario. Sul fondale si aggira la tinca. E' possibile trovare anche le anguille e i granchi di fiume

ISOLA DEI PORRI

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Loc. ISOLA DEI PORRI, ITALIA - SICILIA  Navigatore
22 Km da LA PICCOLA LOCANDA
  Area Ispica, Portopalo di capo Passero, Pachino
L'isola dei Porri e' un'isola dell'Italia sita nel canale di Malta, in Sicilia. Amministrativamente appartiene al territorio di Ispica, comune italiano della provincia di Ragusa. E' posta di fronte alla frazione di Santa Maria del Focallo. Lunga 150 m e larga 125 m, e' costituita per lo piu' che da tre scogli. Lo scoglio piu' grande ha una dimensione di poco piu' di cento metri per lato. Vista la modesta dimensione, la vegetazione e' praticamente inesistente e l'unica forma vegetale presente e' costituita dal porro (Allium Ampeloprasum) da dove ha assunto la denominazione attuale. Insieme alla forestale presente sul litorale e ai pantani e' da poco tempo protetta come zona di Riserva Integrale. Ogni anno e' meta di escursioni subacquee. La testimonianza di alcuni anziani dice che quest'isola, ai primi del Novecento fosse una zona in cui si praticava la caccia, e che gia' aveva iniziato a rimpicciolirsi per via delle maree in periodo posteriore; secondo alcune ricostruzioni, si pensa che un tempo quest'isola fosse un tutt'uno con la costa, e che, appunto per via delle correnti e dei movimenti sismici, sia andata distaccandosi dalla costa ed a rimpicciolirsi sempre di piu'.Nel 1989 furono trovati diversi scheletri di uomini che furono datati intorno al X secolo. Si pensa che si tratta dei resti della famiglia di Ziyadat Allah III, uno degli ultimi emiri aglabiti della Tunisia che nel 903, temendo un complotto contro di lui, fece uccidere il padre, lo zio e una trentina di altri membri della corte, e fece inviare i cadaveri all'isola dei Porri. L'identificazione del luogo chiamato isola dei Porri nelle fonti arabe ha tuttavia un margine di incertezza dovuto a una omonima isola che si trova sulla costa della Tunisia

Escursioni e attrazioni in SICILIA vicino a MODICA Zappulla Ragusa Ispica: 'RISERVA NATURALE ORIENTATA OASI FAUNISTICA DI VENDICARI'   'UVA DA TAVOLA DI MAZZARRONE IGP'   'PALAZZO NICOLACI DI VILLADORATA'   'PANTALICA, SIRACUSA'   'CAROTA NOVELLA DI ISPICA I.G.P.'   'POMODORO DI PACHINO IGP'   'DUOMO DI SAN GIORGIO'   'ISPICA-SANTA MARIA DEL FOCALLO'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI'   'CALAFORNO'   'ANTICA TONNARA DI AVOLA'   'ISOLA DELLE CORRENTI'   'LA CASA DI MONTALBANO'   'MONTI IBLEI DOP'   'RAGUSANO DOP'   'ELORO'   'FORNACE PENNA'   'MODICA'   'RAGUSA'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA CAVAGRANDE DEL CASSIBILE'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO'   'CHIESA DI SAN MATTEO'   'SITO ARCHEOLOGICO DI KAMARINA'   'AKRAI'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE'   'ISOLA DEI PORRI'  

SICILIA


Il nome antico di questa regione era Trinakria deriva da tre punte, come quelle che delimitano la regione. La Sicilia è la più grande isola italiana, divisa dal continente dallo Stretto di Messina e bagnata dallo Ionio, dal Tirreno e dal Mediterraneo. Una delle perle del sud Italia, tutta da scoprire, conoscere e vivere attraverso un ventaglio di itinerari alternativi che spaziano, a seconda dei gusti e delle esigenze, tra natura, storia e tradizione. La natura sembra aver destinato a questa terra tutte le sue meraviglie: monti, colline, e soprattutto il mare, che con i suoi incredibili colori, la trasparenza delle acque e la bellezza dei suoi fondali non ha nulla da invidiare agli altri mari. In questa terra, il Mediterraneo offre scenari, profumi e sapori così unici e intensi che solo una natura incontaminata può regalare. Basti pensare alle isole che circondano la Sicilia: Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica: così simili per la bellezza del loro territorio e così peculiari per natura, tradizione, arte e storia. E non dimentichiamo i suggestivi vulcani, alcuni dei quali mai sopiti come l'Etna e lo Stromboli. Un fascino arricchito anche dalle preziose testimonianze archeologiche che raccontano le antiche origini della Trinacria (antico nome della Sicilia), e dai tanti monumenti, testimonianza di un'arte che ha saputo forgiarsi nel corso dei secoli.

Da Vedere: Isole Eolie: questo arcipelago è situato a nord della Sicilia ed è composto da sette isole principali di origine vulcanica . Le isole maggiori sono Lipari, Salina e Vulcano seguono poi Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea. Il nome di questo arcipelago deriva dal dio Eolo (dio dei venti) che secondo la mitologia graca si trovava in queste zone. Queste isole sono mèta turistica e balneare grazie al loro mare incontaminato ma anche alle numerose sorgenti termali presenti. La valle dei Templi: la valle dei templi di Agrigento raccoglie uno dei più grandi patrimoni archeologici della Grecia antica. Si possono ammirare templi dorici perfettamente conservati, il tempio di Giove Olimpio, il tempio dei Dioscuri (simbolo della città di Agrigento), tempio di ercole, tempio della Concordia. Tra i templi meglio conservati troviamo il tempio di Giunone Lacinia, di vulcano, di Esculapio tutti appartenenti al VI e V secolo a.c. Si possono ammirare inoltre il santuario di Demetra e Kore, la Tomba di Terone ed il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti di valore inestimabile a livello storico ed artistico. Giardini Naxos: si tratta diun centro agricolo-artigianale e turistico. Questa località offre bellissime e rinomate spiagge nonché un mare incontaminato. Il nome della cittadina deriva dal termine siciliano 'giardini' che indica agrumeti e 'naxos' deriva invece dal nome della prima colonia dei Greci che venne fondata nella zona dell'odierno insediamento. Tra i monumenti più importanti menzioniamo il Castello di Schisò (medievale) all'interno del quale sono conservati dei reperti archeologici rinvenuti dell'antica Naxos e di alcune tombe dell'età di bronzo.

Gastronomia e Vini: La gastronomia siciliana riflette i numerosi contatti che nei secoli sono avvenuti tra la Sicilia e varie civiltà diverse tra loro. Piatti tipici di questa regione sono: la 'pasta con le sarde' (con sarde fresche, pinoli e zafferano), la 'pasta alla Norma' (con pomodoro, melanzane e ricotta). Tra i piatti a base di carne troviamo il 'falsomagro' (rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova), gli involtini alla palermitana (ripieni di uvetta, pinoli, formaggio con profumo di alloro e cipolla). Tra i piatti di pesce molto famose sono le sarde a beccafico (con pangrattato, limone e pinoli), pesce preparato alla ghiotta (tonno, sarde e alici cucinate con cipolle, olive, capperi e formaggio), il 'cuscusu (versione trapanese del cuscus a base di pesce e con un chiaro influsso di origine araba). Sempre di influsso arabo è l'utilizzo di alcuni ingredienti come la cannella, lo zafferano, il riso (che si ritrova nella arancine a base di riso, carne, piselli, formaggio e prosciutto). Un capitolo a parte della gastronomia siciliana, è composto dalla pasticceria e dai dolci tipici di questa regione: basti pensare alla 'cassata', ai 'cannoli', alle granite, alla 'pignoccata'. Tra i vini vi segnaliamo il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e l'Alcamo. Vi consigliamo anche il Marsala, un rinomato vino liquoroso.