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aquaviva - escursioni punti di interesse attrazioni a casole d'elsa

 ALBERGO HOTEL AQUAVIVA

ALBERGO HOTEL
AQUAVIVA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a CASOLE D'ELSA San Gimignano Volterra Monteriggioni

SAN CASCIANO DEI BAGNI

SAN CASCIANO DEI BAGNI  Apri
Loc. SIENA - TOSCANA  Navigatore
21 Km da AQUAVIVA
  Area Monteriggioni, Poggibonsi, Radda in Chianti
Bandiera Arancione e Borgo piu' bello d'Italia all'estremo sud della provincia di Siena, San Casciano dei Bagni e' un teatro a cielo aperto che non rinnega la tradizione popolare e enogastronomica. Celle sul Rigo, frazione del borgo (e per alcuni anni casa del poeta Carducci), e' la culla di uno degli emblemi della cucina toscana, i 'pici', gustosissimo formato di pasta, simile allo spaghetto ma di diametro molto piu' consistente, rigorosamente fatto a mano e condito al ragu', alle briciole e all' 'aglione' (sugo di aglio e pomodoro). Anche San Casciano dei Bagni e' una Citta' dell'Olio, una Citta' del Vino e una Citta' della Chianina. Grande e' la fama di questa piccola localita', alle pendici del monte Cetona, grazie anche alle terme Fonteverde, considerate tra le piu' belle ed eleganti al mondo, che possono vantare ben 42 sorgenti. Ma e' riduttivo fermarsi qui. San Casciano dei Bagni e' attivissima sul fronte culturale, scelta spesso da artisti e intellettuali come scenografia indispensabile alle proprie rappresentazioni: qui e' stato ambientato, per esempio, Non ti muovere di Sergio Castellitto. La storia di San Casciano dei Bagni e' intimamente legata alle sue sorgenti termali, probabilmente apprezzate gia' dagli etruschi anche se si deve ai romani il loro sfruttamento piu' intenso. Sembra che lo stesso imperatore Ottaviano Augusto venne a curarsi presso questa localita'. L'area conta di ben 42 sorgenti termali che sgorgano a 42 °C di temperatura. E' il volume di acque che impressiona i visitatori dato che la portata complessiva delle sorgenti raggiunge i 5,5 milioni di metri cubi di acque, valore che rende San Casciano dei Bagni la terza localita' in Europa per flusso di aque termali. Il successo psso' fasi alterne tra periodi aurei e decadenza, ma recentemente l'interesse verso le proprieta' terapeutiche di queste storiche acque sta ritornando agli antichi fasti dopo la realizzazione del celebre Centro Termale Fonteverde. Il Centro Termale Fonteverde e' stato ricavato a partire da un elegante portico mediceo, che era stato fatto costruire all'inizio del 17° secolo dal Granduca Ferdinando. Ora il sito e' uno dei resort termali a 5 stelle piu' importanti nel mondo. Le acque della fonte contengono salutari minerali come il magnesio, il calcio, il fluoro e contengono zolfo, tutti da assimilare nelle varie vasche del complesso o seguendo l'esclusivo percorso Bioaquam. Le altre sorgenti di San Casciano dei Bagni Il Bagno della Ficoncella e' considerata una delle fonti storiche piu' importanti. E' adornata da un bel portico voluto dal Granduca di Toscana Ferdeninando I. Il Bagno Grande era detto anche il gorgo per la grande forza con cui esce l'aqua calda da questa sorgente, la piu' copiosa fra tutte. Non distante si trova il Bagno Bossolo famoso per le proprieta' curative delle acque sulle lesioni da ustioni. Infine e' da ricordare la Doccia della Testa, da sempre una delle sorgenti piu' note dagli abitanti del luogo che la consideravano una delle piu' rinomate della zona

ZAFFERANO DI SAN GIMIGNANO DOP

ZAFFERANO DI SAN GIMIGNANO DOP  Apri
Loc. SAN GIMIGNANO SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
12 Km da AQUAVIVA
Altitudine: 327 mt. s.l.m.  Area Certaldo, Poggibonsi, Gambassi Terme
  Brochure PDF
Lo Zafferano di San Gimignano e' un prodotto italiano a denominazione di origine protetta, estratto dalla pianta del Crocus sativus, la cui produzione e' consentita solamente nel territorio del comune di San Gimignano. Il Crocus Sativus viene piantato alla fine del mese di agosto, e la pianta fiorisce in un tempo relativamente breve, in quanto gia' intorno alla fine di settembre i fiori possono essere raccolti. La raccolta, cosi' come le altre parti del processo di lavorazione del prodotto, e' da effettuarsi rigorosamente a mano, in quanto un procedimento di tipo meccanico rischierebbe di rovinare irrimediabilmente i pistilli. Dopo la raccolta dei fiori, avviene la separazione degli stessi dai pistilli, i quali vengono successivamente fatti essiccare; diverse sono le modalita' con cui questo processo puo' avere luogo: dalla piu' classica e naturale esposizione solare al posizionamento in forno, passando per l'utilizzo di fiamme o bracieri. Una volta pronti, i pistilli vengono tritati a manualmente e stoccati in attesa del commercio, che avviene solitamente in porzioni particolarmente ridotte. Nel 1202 per esempio, dando in pegno a Semifonte due libbre di zafferano ci si procurava denaro contante piu' facilmente che offrendo servi o terre. Nel 1228 il Comune di San Gimignano, per sostenere le spese dell'assedio del Castello della Nera, e' costretto a contrarre dei mutui con i banchieri colligiani ed al momento della restituzione oltre che al denaro, una parte del prestito fu pagata nell'equivalente valore dato allo zafferano. Inoltre si potevano pagare le masnade e come omaggio agli ambasciatori, Vicari e Vicere. Nel 1228 al Podesta' di San Gimignano, Gregorio, furono rimborsate le spese del vitto consumato durante un breve viaggio .in uno cappone et una gallina et in quattuor fercolis carnium porchi e in ovis et pipere et croco. Grande era la considerazione in cui era posto lo zafferano di San Gimignano tanto che negli statuti di Volterra del 1252 si rileva fosse fatta pagare una gabella di due denari per ogni libbra quod emerit illi de Sancto Geminiano. Proprio perche' era un prodotto ritenuto prezioso furono emanate leggi, sia per garantirne il peso, sia per tutelarne la qualita' come il bando del podesta' di San Gimignano Bernardino Bianco dei Malevoli del 31 dicembre 1261 ognuno compri o venda frutti o capi (bulbi) di zafferano a staio (litri 15,2) da biade colmo e nessuno tenga staio largo con cui si solevano detti frutti misurare. Lo zafferano veniva impiegato quasi esclusivamente per le tinture ma anche in medicina e naturalmente in cucina

MONTEFIORALLE

MONTEFIORALLE  Apri
Loc. MONTEFIORALLE - TOSCANA  Navigatore
34 Km da AQUAVIVA
  Area Radda in Chianti, Impruneta, Poggibonsi
Pare che il nome originario, 'Monteficalle', facesse riferimento alle numerose piante di fico che tappezzavano le pendici della collina dominata dal castello, ma che in seguito si sia optato per una variante piu' elegante e aristocratica: il risultato fu Montefioralle, nome di un borgo toscano incantevole, oggi frazione di Greve in Chianti, nella lussureggiante provincia di Firenze. Membro del Club dei Borghi piu' belli d'Italia, Montefioralle e' un gioiello immerso in uno scrigno di gioielli: il comune di Greve in Chianti e' uno dei piu' estesi d'Italia, in postazione strategica tra lo storico stato Fiorentino e quello Senese, costellato di piccole grandi meraviglie tra le quali Fioralle, con le sue stradicciole e le sue case graziose, e' il paese meglio conservato grazie alla collocazione un po' isolata rispetto ai villaggi limitrofi. Appollaiato in cima a un'altura, da cui si possono ammirare l'alta valle del Greve e i maestosi rilievi del Chianti, il paese e' dominato dal castello, attraversato da una strada che unisce il fondovalle alla cosiddetta 'strada dei Poggi', percorso panoramico che va dalla Val d'Elsa alle torri di San Gimignano, sino alla conca in cui si adagia Firenze e alla collina che ospita Fiesole. Vigneti, boschi che paiono dipinti, poderi e casali contadini completano l'idillio di una terra che lascia senza parole. Montefioralle si e' originato a partire dal cassero, intorno al quale si sono disposte, per anelli concentrici successivi, le case e le strade della cittadina, senza dimenticare l'immancabile chiesetta. Ad abbracciare l'abitato c'e' una fortificazione a pianta ellittica, conservata discretamente e in parte restaurata di recente. Conquistato il paese si assapora il piacere di scoprirne a poco a poco gli scorci, sino a raggiungere il vero e proprio cuore, dominato dalla chiesa di Santo Stefano

MUSEO ETRUSCO GUARNACCI

MUSEO ETRUSCO GUARNACCI  Apri
Loc. MUSEO ETRUSCO GUARNACCI, VIA DON GIOVANNI MINZONI, 15, VOLTERRA PI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
15 Km da AQUAVIVA
  Area Castelfalfi, San Gimignano, Gambassi Terme
  Brochure PDF
La suggestiva 'modernita'' delle forme allungate dell'Ombra della sera o lo sguardo inquietante dei due anziani coniugi raffigurati sull'Urna degli sposi valgono da soli una visita al Guarnacci, uno dei piu' antichi Musei pubblici d'Europa. Il bel palazzo dove sono esposte le migliaia di testimonianze del passato etrusco e romano di Volterra, l'arredo di alcune sale, alcuni criteri dell'esposizione sono anch'essi storia di un certo modo di fare cultura. Pertanto, quanti oggi visitano il Museo hanno, forse, l'impressione di trovarsi di fronte a un Museo dai due volti e, diremmo, dalle due anime: una antica, riflessa in sale con vecchi mobili e moltissimi oggetti spesso collocati gli uni accanto agli altri solo perche' sono fatti dello stesso materiale, e una contemporanea, rispecchiata in spazi di concezione attuale con pochi significativi reperti corredati di didascalie e pannelli esplicativi. Il Museo nasce alla meta' del Settecento in quel periodo di intensi studi e ricerche sulle antichita' italiche durante il quale Volterra fu una vera e propria capitale culturale. E' anche uno dei musei etruschi piu' antichi ed importanti d'Italia. In esso sono conservati la maggior parte dei materiali provenienti da scavi e ricerche a Volterra e nel suo territorio. Il nucleo principale del museo e' costituito da circa 600 urnette funerarie etrusche, destinate a raccogliere le ceneri dei defunti. La produzione si diffuse a Volterra fra il IV e il I secolo a. C. usando vari materiali: terracotta, pietra, alabastro. Le urne piu' significative sono in alabastro, materiale facile da modellare e che si prestava anche ad essere dipinto. Fra i reperti piu' famosi vi e' l'Ombra della Sera, un bronzetto etrusco dalla caratteristica forma allungata, la Stele di Avile Tite, l'Urna degli Sposi

LIPU: OASI DI SANTA LUCE

LIPU: OASI DI SANTA LUCE  Apri
Loc. LAGO DI SANTA LUCE, SANTA LUCE PI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
45 Km da AQUAVIVA
  Area Rosignano marittimo, Chioma, Quercianella
La storia del lago di S.Luce e' recente e la sua origine artificiale. Dove oggi ammiriamo una zona umida di elevato interesse naturalistico, in passato si estendevano coltivazioni cerealicole di proprieta' del Monte dei Paschi di Siena, acquistati in seguito dalla Societa' Solvay Italia S.p.a. per la realizzazione di un bacino a valenza industriale. Il lago, infatti, e' stato realizzato tra il 1958 e il 1960 dalla Societa' Solvay, allo scopo di ottenere una riserva idrica di acqua dolce da impiegare nelle lavorazioni chimiche del vicino stabilimento di Rosignano Solvay. Il bacino idrico e' nato dello sbarramento, per mezzo di una diga realizzata completamente in argilla, del fiume Fine la cui sorgente e' localizzata nella regione settentrionale della dorsale Chianni-Riparbella e a circa 10 km di distanza dal Lago di S.Luce. A valle del lago il Fine riprende il suo corso naturale per sfociare in mare in Localita' Pietra Bianca (Vada). L' invaso e' alimentato oltre che dal fiume Fine anche da altri tre corsi d'acqua: il torrente Sabbiena, il Botro dei Rotini e il Botro dei Riseccoli, tutti situati nella parte orientale del lago. Il prelievo idrico da parte della Societa' Solvay avviene solo in inverno, quando il lago tracima dallo sfioratore a causa della stagione delle piogge. L'acqua utilizzata dallo stabilimento risulta essere quella in eccesso e viene convogliata in dei tubi, dove, per azione del dislivello tra il lago e lo stabilimento di R. Solvay, arriva alla fabbrica. In estate per contrastare il deficit idrico del fiume Fine dovuto alla stagione siccitosa, problema antecedente alla realizzazione dell'invaso, vengono aperte a giorni alterni due serrande che si trovano sul fondo del lago. Il Lago di Santa Luce e' un habitat di elezione per la presenza di numerose specie di uccelli acquatici. Importante sito lungo la rotta migratoria e' nodo strategico nella rete ecologica del territorio. La Riserva presenta caratteristiche e potenzialita' che la rendono un sito di grande importanza nel sistema delle aree protette provinciali e regionali in termini di biodiversita', ma anche di capacita' ricettiva e funzionale per l'educazione ambientale ad ampio raggio

RISERVA NATURALE CASTELVECCHIO

RISERVA NATURALE CASTELVECCHIO  Apri
Loc. RISERVA NATURALE CASTELVECCHIO, SAN GIMIGNANO SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
11 Km da AQUAVIVA
  Area Gambassi Terme, Certaldo, Volterra
La Riserva Naturale Castelvecchio e' situata in Val d'Elsa, pochi chilometri ad occidente di S. Gimignano, e include il versante occidentale di Poggio del Comune (624 m), prolungandosi poi a sud a comprendere, a 379 m di quota, lo sperone roccioso sede delle suggestive rovine di Castelvecchio, importante roccaforte medievale difesa naturalmente dai profondi e incassati solchi vallivi del Botro di Castelvecchio e del Botro della Libaia, due torrenti subaffluenti del fiume Elsa. La particolare morfologia e la natura calcarea di quasi tutta la superficie della Riserva hanno fortemente influenzato la vegetazione, rendendola molto eterogenea. Accanto al querceto misto a cerro e roverella che ricopre gran parte della Riserva nelle pendenze piu' dolci, compare una bellissima macchia mediterranea sui piu' aspri crinali calcarei, caratterizzata dalla presenza dell'erica multiflora, pianta tipica dei terreni calcarei costieri ma molto rara all'interno. Negli stretti solchi vallivi del Botro della Libaia e del Botro di Castelvecchio lo scarso soleggiamento causa un interessante fenomeno di inversione termica, che permette l'esistenza nel fondovalle di faggi e aceri montani, normalmente caratteristici di altitudini maggiori, e di numerosi esemplari di tasso, un albero molto raro, residuo della vegetazione esistente alcuni milioni di anni fa. Gli affioramenti rocciosi, numerosi soprattutto nella parte meridionale della Riserva, anche con pareti a strapiombo, introducono un forte elemento di diversita' ambientale, importante per la fauna. Le pareti rocciose su cui sorgono le rovine di Castelvecchio costituiscono infatti un ambiente adatto per il rarissimo falco pellegrino, che frequenta la Riserva in inverno. La presenza di rocce calcaree affioranti e' inoltre determinante per Solatopupa juliana, un mollusco gasteropode esclusivo degli affioramenti calcarei della Toscana, della Liguria orientale e dell'Alto Lazio. I tratti piu' pianeggianti delle colline calcaree, un tempo coltivati, come testimoniano i poderi abbandonati sparsi nella zona, sono oggi ricoperti da fitti arbusteti che insieme ai pascoli e alle aree agricole circostanti la Riserva forniscono cibo a numerosi uccelli, tra i quali il raro biancone, che vi trova i serpenti di cui si nutre in maniera quasi esclusiva, l'averla piccola, il saltimpalo e il codirosso, tre passeriformi in preoccupante diminuzione a causa delle trasformazioni del paesaggio subentrate con l'agricoltura intensiva

RADICCHIO VARIEGATO DI CASTELFRANCO IGP

RADICCHIO VARIEGATO DI CASTELFRANCO IGP  Apri
Loc. CASTELFRANCO DI SOTTO - TOSCANA  Navigatore
45 Km da AQUAVIVA
  Area San Miniato, Vinci, Calci
  Brochure PDF
La sua storia e la sua tradizione sono strettamente legate a quella del radicchio rosso di Treviso tardivo. Deriva infatti quasi certamente da un incrocio di quest'ultimo con la scarola, ottenuto proprio nella zona di Castelfranco Veneto: alla scarola appartiene sicuramente la caratteristica foglia larga, spessa e di colore biancocrema, mentre dal rosso tardivo sembra derivare la colorazione intensa e brillante delle variegature e la naturale predisposizione alla forzatura-imbianchimento. Il prodotto che ne deriva, oltre che delizioso al palato, e' tanto bello da aver suggerito per lui il nome di rosa di Castelfranco o fiore che si mangia. Il cespo si presenta con le caratteristiche foglie di colore bianco-crema ricche di variegature di tinte diverse, dal viola chiaro al rosso violaceo al rosso vivo. Il sapore, delicato, va dal dolce ad un amarognolo gradevole. Per questo la tradizione locale lo vuole utilizzato soprattutto crudo, semplicemente in insalata, come peraltro accade per tutti i nobili radicchi trevigiani. Cio' non toglie che lo si possa utilizzare come ingrediente di altre gustose ricette. Nell'area di produzione delimitata dal disciplinare - tra le province di Treviso, Padova e Venezia - i terreni sono freschi, profondi, ben drenati e non eccessivamente ricchi di elementi nutritivi. La raccolta dei cespi e' prevista a inizio ottobre, ma solo la tecnica e' capace di esaltare le caratteristiche organolettiche ed estetiche del prodotto, che alla fine di un lungo percorso viene presentato in cespi omogenei, di circa 15 centimetri di diametro, ben compatti e con corto fittone

CASTELFALFI

CASTELFALFI  Apri
Loc. CASTELFALFI - TOSCANA  Navigatore
26 Km da AQUAVIVA
  Area Gambassi Terme, San Miniato, Certaldo
Il fascino della Toscana si mostra in tutto il suo splendore a Castelfalfi, il piccolo borgo medievale abbarbicato tra le colline in provincia di Firenze al centro di un innovativo processo di cambiamento. La localita', caratterizzata da un piccolo assembramento di edifici residenziali di varie epoche, ma anche da un castello, una chiesetta e piu' di trenta casali sparsi su un'area di oltre mille ettari, si avvia a diventare un punto di riferimento a livello turistico per l'intera regione grazie all'ingente opera di rinnovamento promossa dal colosso tedesco TUI AG. Buona parte del progetto, per il quale sono stati stanziati circa 250 milioni di euro, e' gia' stata portata a termine, sebbene siano diverse le componenti ancora da realizzare e che dovrebbero essere pronte al piu' tardi nel 2016. La storia di Castelfalfi affonda le proprie radici nell'Alto Medioevo, quando i longobardi guidati da Faolfi si stabilirono su queste colline fondando il primo insediamento. Tuttavia, la prima citazione documentata del borgo risale a qualche decennio dopo, al 754, anno in cui il suo nome comparve tra gli incartamenti relativi a una donazione alla Badia di Monteverdi in Maremma. Ingenti modifiche architettoniche furono apportate alla fine del XV secolo da Giovanni di Francesco Gaetani e Costanza de' Medici, che ristrutturarono il castello e vi costruirono accanto una villa. A partire dalla meta' del Cinquecento, dopo la guerra tra Firenze e Siena, Castelfalfi comincio' un lento declino culminato con il quasi totale spopolamento registratosi al termine della seconda guerra mondiale, durante la quale il castello ospito' la sede di una divisione dell'esercito tedesco e per questo fu bombardato dagli alleati. Per Castelfalfi l'anno della svolta e' stato il 2006. In quell'anno TUI AG, azienda tedesca leader del settore turistico, rilevo' l'intera tenuta ed i 1.100 ettari di terreno che la circondano con l'intento di realizzare un innovativo polo turistico che al termine dei lavori sara' in grado di accogliere fino a 4.000 persone. La strategia progettuale e' quella di valorizzare il patrimonio esistente riducendo il piu' possibile le nuove costruzioni (appena lo 0.03% del totale), in modo tale da non alterare il fascino dell'antico borgo. Altro elemento cardine e' la sostenibilita' del progetto, improntato su principi atti a ridurre il piu' possibile i consumi utilizzando materiali ecocompatibili di provenienza locale. Per centrare l'obiettivo TUI non solo sta lavorando a stretto contatto con le autorita' competenti del Comune di Montaione, ma ha anche coinvolto la comunita' locale, con la quale e' stata messa avviata una raccolta firme in favore del progetto

ABBAZIA DI SAN GALGANO

ABBAZIA DI SAN GALGANO  Apri
Loc. ABBAZIA DI SAN GALGANO, CHIUSDINO SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
26 Km da AQUAVIVA
  Area Siena, Buonconvento, Monteriggioni
La Rotonda di Montesiepi, un gioiello dell'arte romanica; una chiesa abbaziale che ha per pavimento un prato e per tetto il cielo. Monumenti dispersi in un lembo della campagna toscana, mete di curiosi, di studiosi, di devoti. Il nome di San Galgano e' per molti oggi, purtroppo, solamente un toponimo e forse solo a Chiusdino la figura del biondo cavaliere eremita e la sua peculiare vicenda spirituale sono note e familiari. Negli ultimi tempi, poi, e' stato dato di assistere ad uno sconvolgimento della sua vicenda e, di volta in volta, c'e' chi ha tentato di fare di Galgano un 'sacerdote' di culti magici o forse pagani che la Chiesa avrebbe occultato sotto i veli della santita' cattolica; oppure un contestatore, un 'patarino' in rotta con la gerarchia ecclesiastica, se non addirittura un eretico, un 'cataro'! Eppure le notizie biografiche su Galgano, benche' ci separino da lui piu' di otto secoli, sono molto sicure, perche' si basano proprio sugli atti del processo di canonizzazione, addirittura il piu' antico processo di canonizzazione che ci sia pervenuto, svoltosi a Montesiepi dal 4 al 7 agosto 1185, ossia quattro anni dopo la morte del sant'uomo, e che fu presieduto dal Cardinale-Vescovo di Santa Sabina, Konrad von Wittelsbach, che, in qualita' di legato papale, ascolto' l deposizione di venti testimoni, tra cui la madre stessa di Galgano e gli eremiti che lo avevano conosciuto. San Galgano nacque a Chiusdino nel 1148 da un nobile del luogo, Guido e da Dionisia. Nel 1179 tuttavia, trovandosi a Siena in un negozio di panni di lana, Galgano, accidentalmente, si addormento' e nel sonno gli apparvero l'angelo Michele e sua madre. Alla donna l'angelo chiese di arruolare il figlio nella coorte celeste ed avendone ottenuto l'assenso rapiva Galgano con se'. Gia' questa esperienza aveva prodotto un profondo cambiamento nell'indole del giovane chiusdinese, un desiderio di mutare vita, che ad essa un'altra se ne aggiunse. Ancora un sogno: di nuovo apparve a Galgano l'angelo Michele che gli ingiunse di seguirlo, attraverso un prato ed un fiume, su un monte e li', in una cappella rotonda, Gesu', Maria e gli Apostoli indirizzarono il giovane alla vita eremitica. Galgano si pose allora sotto la guida spirituale dei monaci di Malavalle, in Maremma, che lo invitarono a formare il proposito di ritirarsi in solitudine ed a perseverare in esso. Non manco' a Galgano l'opposizione della madre che tento' di di-stoglierlo da questa intenzione, addirittura fidanzandolo ad una fanciulla di Civitella, in Maremma, Polissena, forse dei conti dell'Ardenghesca. Fu proprio recandosi a conoscere la promessa sposa che Galgano, verso i primi dei dicembre del 1180, ebbe una nuova esperienza mistica: l'arcangelo Michele, non in sogno ma in realta', gli sbarro' dolcemente la strada e, prese le briglie del cavallo, lo accompagno' sul colle di Montesiepi che il giovane chiusdinese, novello Antonio, scelse quale propria Tebaide. Quale segno di rinuncia perpetua alla guerra conficco' Galgano il suo spadone di cavaliere nel terreno. Questo gesto aveva per i cavalieri del Medio Evo un alto significato spirituale: la spada capovolta ricordava la croce! A nulla valsero a distoglierlo da questa impegnativa decisione le preghiere della madre Dionisia e dei parenti, o gli argomenti degli antichi compagni di bagordi, o la visita dell'avvenente fidanzata, Polissena, che egli anzi convinse a prendere il velo (la pia fanciulla fondo', con altre nobili vergini, il monastero di San Prospero, presso Siena)

VOLTERRA

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Loc. VOLTERRA - TOSCANA  Navigatore
15 Km da AQUAVIVA
  Area Castelfalfi, San Gimignano, Gambassi Terme
  Brochure PDF
Volterra e' oggi una citta' dal caratteristico aspetto medievale, dove e' ancora possibile gustare l'atmosfera di un antico borgo, grazie al relativo isolamento che ha limitato lo sviluppo industriale e commerciale, impedendo quello scempio edilizio che spesso accompagna lo sviluppo economico. A Volterra la storia ha lasciato il suo segno con continuita' dal periodo etrusco fino all'ottocento, con testimonianze artistiche e monumentali di grandissimo rilievo, che possono essere ammirate semplicemente passeggiando per le vie del centro storico, ma anche visitando i musei cittadini: il Museo Etrusco, la Pinacoteca Civica, il Museo d'Arte Sacra, l'Ecomuseo dell'Alabastro. Accanto a questi monumenti si puo' trovare un paesaggio incontaminato, una qualita' della vita ancora a dimensione umana e un artigianato artistico unico al mondo: l'alabastro. Volterra moderna e' racchiusa quasi completamente entro la cerchia delle mura duecentesche e che sono il punto di arrivo di un processo di espansione urbana che, iniziata intorno all'anno mille trova la sua conclusione ai primi del 1300 con la costruzione dei sistemi difensivi in prossimita' delle porte principali della citta'. Infatti, la citta' ridotta in forma castrense nel periodo tardo-antico (sec.V) e il cui perimetro e' oggi segnato dal Piano di Castello, Porta all'Arco, via Roma, via Buonparenti, via dei Sarti e via di Sotto, si sviluppa intorno all'antica chiesa di Santa Maria (attuale cattedrale) e al contiguo pratus episcopatus, oggi piazza dei Priori, mentre al di fuori del castrum o castellum, sorgono, dopo l'anno mille il borgo di Santa Maria, attuale via Ricciarelli, perpendicolare alle mura del castello, e il borgo dell'Abate, attuale via dei Sarti, parallelo alle stesse mura. Ai margini del prato sorgono le Incrociate costituite da potenti complessi di torri e che costituiscono il segnale tangibile dello sviluppo urbano verso est, ovest e nord: sono i crux viarum dei Buomparenti, di Sant'Agnolo e dei Baldinotti. Nel corso del duecento sul pratus episcopatus non solo viene costruita la domus comunis (Palazzo dei Priori, 1208) aderente alle absidi del duomo, ma si delimitano anche i termini della stessa piazza e si limitano l'altezza delle torri in misura diversa nelle diverse zone urbane minuziosamente descritte. In asse con il Palazzo dei Priori sorge secondo un uso urbanistico tipicamente toscano la piazza S.Giovanni dove si affacciano tutti gli edifici pertinenti all'azione della chiesa: la cattedrale, il battistero, la casa dell'Opera, l'ospedale di Santa Maria, il cimitero (attuale via Turazza). L'odierno circuito medievale delle mura racchiudeva, fino a pochi anni orsono, quasi tutta la citta' che non ha avuto nei secoli una forte espansione urbanistica rimanendo, pertanto, quasi uguale a se stessa con i suoi quattro borghi medievali, raccordati alla citta' da strade in salita. Sono i borghi di S.Alessandro, sulla via delle Saline guardante la Val di Cecina, di S.Lazzaro, sulla via per Firenze e Siena, di S.Stefano e di S.Giusto, il piu' lontano dalla citta', in prossimita' delle Balze e dominato dalla possente mole della chiesa dedicata al patrono; e' per definizione il borgo di Volterra tanto che, comunemente, si indica con i borghi il borgo di S.Giusto. Alla fine dell'ottocento e nel primo trentennio di questo secolo nella zona di borgo S.Lazzero e' sorto il grande complesso dell'ospedale psichiatrico, trasformato oggi in moderna struttura ospedaliera, dove, l'eclettismo dell'architettura primo novecento si mescola alla grandiosa e tronfia architettura del periodo fascista

RISERVA NATURALE DI BERIGNONE

RISERVA NATURALE DI BERIGNONE  Apri
Loc. RISERVA NATURALE DI BERIGNONE, PI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
9 Km da AQUAVIVA
  Area San Gimignano, Gambassi Terme, Castelfalfi
Siamo in presenza di un territorio quasi interamente boscato che si estende nell'alta Val di Cecina nei territori comunali di Volterra e, in parte, di Pomarance, su demanio agro-forestale regionale. L'area riveste una grande importanza paesaggistica e naturalistica, per l'ottimo stato di conservazione, l'elevata naturalita', la notevole biodiversita' dei luoghi. L'area e' solcata da due principali corsi d'acqua, i torrenti Sellate e Fosci, mentre il fiume Cecina segna i confini meridionali

SIENA

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Loc. SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
26 Km da AQUAVIVA
  Area Monteriggioni, Radda in Chianti, Buonconvento
Siena e' uno sei capoluoghi di provincia della regione Toscana e si trova nella parte collinare della regione tra le sorgenti dell''Arbia e dell''Elsa, su tre colli coperti da vigneti ed uliveti tipici della campagna del Chianti. E'' una delle piu' belle citta' d''Italia e del mondo grazie al suo patrimonio artistico e culturale che viene garantito anche da manifestazioni quali il famosissimo palio. Storicamente Siena venne fondata dagli Etruschi e divenne colonia militare romana col nome di Senio. Nel XIV secolo sotto governo guelfo, la citta' fu arricchita dei suoi monumenti mentre alla fine del secolo venne segnata duramente da una grave carestia seguita dalla peste nera. A meta' del XVI secolo Siena fu sconfitta dai fiornetini e fu assegnata ai Medici. In seguito fu sotto il dominio dei Lorena grazie ai quali Siena ebbe un periodo di ripresa economica e dopo aver aderito al Risorgimento, fu la prima citta' toscana a votare per l''annessione al Regno d''Italia

VIA DEL CHIANTI

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Loc. VIA DEL CHIANTI, POGGIBONSI SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
17 Km da AQUAVIVA
  Area San Gimignano, Monteriggioni, Certaldo
  Brochure PDF
Per avere diritto a una denominazione non e' sufficiente, infatti, la provenienza da un determinato territorio, ma devono anche essere rispettate tutte le regole previste dal disciplinare di produzione, che stabiliscono le condizioni e i requisiti necessari perche' un vino possa fregiare della D.O.C.G. Chianti Classico. Oltre alla zona di produzione, altro requisito fondamentale riguarda la base ampelografica and ovvero i tipi di uva che possono concorrere alla realizzazione di un vino and che prevede una percentuale minima dell'80% di Sangiovese, il vitigno a bacca rossa tipico della zona. Insieme al Sangiovese possono essere presenti, in una percentuale massima del 20%, altri vitigni a bacca rossa tra quelli autoctoni, come il Canaiolo e il Colorino, e quelli 'internazionali', come il Cabernet Sauvignon e il Merlot, raccomandati e/o autorizzati nella zona di produzione. Tra le principali caratteristiche organolettiche indicate dal disciplinare troviamo il colore rubino che puo' divenire talvolta, secondo l'origine, intenso e profondo; l'odore con note floreali di mammole e giaggiolo unite a un tipico carattere di frutti rossi; e il sapore armonico, asciutto, sapido, con una buona tannicita' che si affina col tempo al morbido vellutato. Altri requisiti richiesti sono la gradazione alcolica minima di 12 gradi per il vino giovane e di 12,5 gradi per la Riserva, l'estratto secco netto minimo di 24 g/l e l'acidita' totale minima di 4,5 g/l. Oltre a questo, il disciplinare impone importanti fattori produttivi: ad esempio, stabilisce che la resa dell'uva a ettaro non puo' superare i 75 quintali dopo 4 anni dall'impianto e che la resa dell'uva in vino non puo' essere superiore al 70%, ovvero 52,5 ettolitri di vino per ettaro. Inoltre, stabilisce che le operazioni di vinificazione, conservazione e imbottigliamento devono avvenire esclusivamente all'interno della zona di produzione e che l'immissione al consumo e' consentita dal 1 ottobre successivo alla vendemmia. Per la Riserva e' previsto un invecchiamento minimo obbligatorio di 24 mesi, di cui almeno 3 di affinamento in bottiglia. Anche per quanto riguarda l'etichetta, il disciplinare detta alcune regole che si aggiungono a quanto gia' stabilito dalle specifiche norme vigenti in materia. In primo luogo, l'etichetta deve riportare l'indicazione 'Chianti Classico' con la specifica di 'Denominazione di Origine Controllata e Garantita' ed evidenziare l'annata di produzione delle uve. Il nome del vino puo' identificarsi con quello dell'azienda o di un marchio, oppure puo' essere un nome di fantasia o l'indicazione del vigneto di provenienza. In ogni caso, non possono essere utilizzati i termini extra, fine, scelto, selezionato, superiore, vecchio e simili. Il Sangiovese: l'anima del Chianti Classico Presente con una percentuale che da un minimo dell'80% puo' giungere fino al 100%, il Sangiovese e' la vera anima del Chianti Classico. Si tratti di terreno o di clima, il Sangiovese e' un'uva molto sensibile ai fattori esterni ed e' davvero difficile individuare un altro vitigno che sappia cosi' bene interpretare le caratteristiche di un suolo e modificare i propri profumi a seconda del terreno in cui nasce. Cosi', un bouquet floreale rimanda alle arenarie, l'aroma di frutti di bosco al calcare e il profumo di tabacco fresco al tufo, ma sempre, quale che sia la zona di origine, si deve ritrovare quel sentore di viola mammola che lo stesso disciplinare di produzione individua come elemento caratterizzante e specifico del Chianti Classico. Il Chianti Classico giovane e la Riserva Nei primi anni di vita, il Chianti Classico e' profumato, fruttato, rotondo e presenta un colore rubino brillante. Ma il Sangiovese e' un'uva da medio-lungo invecchiamento e, se utilizzato in percentuale molto elevata o in purezza come e' previsto per il Chianti Classico, puo' dare vita a prodotti di grande corpo e notevole complessita', capaci di affrontare non pochi anni di invecchiamento. Naturalmente, a stabilire la qualita' finale del prodotto concorrono vari fattori: e' di grande importanza l'andamento stagionale, che nelle annate migliori garantisce una maturazione perfetta e omogenea delle uve, ma anche il lavoro dell'uomo in vigna, sia durante le fasi colturali che in vendemmia. Dell'intera produzione di Chianti Classico, un 20% circa viene oggi destinato alla Riserva, vino dal colore rosso cupo tendente al granato, dal profumo di spezie e piccoli frutti di bosco, dalla struttura importante, elegante e vellutato. Le uve migliori vengono destinate alla Riserva fin dalla vendemmia e le loro proprieta' si arricchiscono quando conoscono i legni. Un tempo si utilizzavano grandi botti in castagno o rovere, oggi si preferisce ricorrere a contenitori di rovere di piu' modeste dimensioni, che accelerano i processi evolutivi e permettono maggiori cessioni dei loro aromi nel prodotto. Il vino soggiorna nel legno per un periodo piu' o meno lungo a seconda delle dimensioni della botte, poi affronta l'ultimo passaggio prima di entrare sul mercato, l'affinamento in bottiglia

CECINA MARE

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Loc. CECINA LIVORNO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
45 Km da AQUAVIVA
  Area Bibbona, Montescudaio, Rosignano marittimo
  Brochure PDF
Cecina, Bandiera Blu della e Europea e la sua marina, incastonate tra l'azzurro del mare ed il verde della campagna della Costa degli Etruschi, sono localita' molto amate dai turisti di tutto il mondo per le loro risorse storiche ed ambientali. Le origini di Cecina sono antichissime, tanto che recenti studi e ritrovamenti le fanno risalire al periodo neolitico. Presso il Museo Civico Archeologico Guerrazzi, allestito nella settecentesca Villa La Cinquantina, sede di importanti mostre, sono conservati suggestivi reperti arcaici ed etrusco-romani: nelle dodici sale sono esposti monili, oggetti in bronzo, ceramiche e suppellettili di provenienza locale, oltre ad eccezionali reperti prestati dai musei etruschi di Firenze e di Volterra. Sui resti visitabili della Villa romana di San Vincenzino, complesso residenziale che risale al periodo tra il I secolo a.C ed il V secolo d.C, sono visibili le fondazioni, i mosaici, i pavimenti ed una ancora intatta cisterna sotterranea. Cecina e' anche una cittadina vivace e moderna, famosa per i suoi negozi che propongono un'ampia gamma di prodotti di qualita'. Il corso e la piazza principale, chiusi al traffico, sono luoghi di shopping e di ritrovo per i giovani e le famiglie. Ristoranti, pub, trattorie, enoteche offrono un'ottima cucina a base di pesce e selvaggina. Ricca e' la programmazione teatrale e particolarmente vivace la vita sportiva, grazie alle numerose e moderne strutture presenti, tra le quali un attrezzatissimo bocciodromo, il Parco acquatico ed un importante centro ippico. Durante tutto l'anno si svolgono eventi, iniziative folkloristiche, feste, sagre ed un celebre mercato settimanale anima le vie del centro. Il mare - Il mare limpido, di un blu intenso, bagna una lunga ed ampia spiaggia di sabbia morbida, orlata dal verde di una folta pineta secolare, caratteristica per i grandi spazi liberi dove poter passeggiare, andare in bicicletta, a cavallo o sostare per una colazione. A Cecina Mare e' possibile praticare numerosi sport e trascorrere, in tutte le stagioni, giornate all'insegna del relax e del divertimento. Ampi tratti di spiaggia libera e stabilimenti balneari di antica tradizione si alternano sul litorale. Sono presenti centri sub, scuole di nuoto, di vela e di surf, maneggi ed un campo di tiro al volo, attrezzati campi da tennis e un'aviosuperficie. Il porto turistico e' capiente e ben attrezzato

GAMBASSI TERME

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Loc. GAMBASSI TERME - TOSCANA  Navigatore
21 Km da AQUAVIVA
  Area Certaldo, Castelfalfi, San Gimignano
  Brochure PDF
Benessere fisico e spirituale nella Valdelsa Dal 1977, Gambassi ha aggiornato il suo nome e tende a rinnovare la sua fisionomia all'insegna delle Terme, dopo millenni di tradizioni agricole ed artigiane. Era certo, in antico, terra di passo: per gli etruschi, trovandosi sulla direttrice e nel dominio di Volterra; per i Romani, in relazione alla via Clodia tra Siena e Lucca; e, nell'Alto Medioevo, per i viaggiatori in particolare per i pellegrini che percorrevano la via Francigena, (come l'arcivescovo Sigerico di Canterbury, nel cui itinerario attraverso l'Italia si ricorda, prima del 994, la Pieve di Chianni). E uno spedale vi e' ricordato nel XIII secolo. Il territorio di Gambassi risulta abitato almeno fin dal periodo neolitico, come attestano le schegge ritoccate in diaspro rosso rinvenute in alcune localita' (Gambassi, Camporbiano, Boscotondo, Santa Cristina), ma il periodo di maggior popolamento della zona si registra dall'epoca etrusco-arcaica (VII sec. a. C.) fino all'epoca tardo-romana (III sec. d. C.). In effetti, nell'area archeologica di Poggio all'Aglione sono state individuate sia tombe che tracce di insediamenti attribuibili a questo arco di tempo. Le indagini archeologiche hanno censito molti altri siti nel territorio e nel capoluogo, dove tra Medioevo ed epoca moderna i vetrai esercitavano il loro mestiere. L'esistenza di questa importante attivita' artigianale era conosciuta gia' attraverso le fonti scritte, ma solo ora conosciamo anche i luoghi, le fornaci ed i prodotti (bicchieri e bottiglie). I reperti archeologici sono raccolti nel Palazzo Civico e nella sede del Gruppo Archeologico ed in parte esposti in una mostra permanente. Da non dimenticare l'importanza della Chiesa di Santa Maria Assunta a Chianni, come tappa fondamentale nel tragitto dell'antica Via Francigena e come esempio notevole di architettura romanica in Valdelsa. Inoltre e' la sede di concerti d'eccezione. Immerso nel verde del parco comunale, lo stabilimento termale fu realizzato nel 1974 ristrutturando un ex edificio scolastico, per iniziativa del Comune, d'intesa con gli Enti Regionali, al fine di favorire un termalismo sociale piu' facilmente accessibile ed anche particolarmente qualificato sul piano medico-scientifico, in un contesto ambientale straordinario per ideali condizioni climatiche e per valori di storia arte e natura

SAN MINIATO

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Loc. SAN MINIATO PI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
39 Km da AQUAVIVA
  Area Castelfranco di Sotto, Vinci, Castelfalfi
San Miniato (gia' San Miniato al Tedesco) e' un comune italiano di 28.223 abitanti della provincia di Pisa. Il centro storico della cittadina sorge in posizione strategica su un colle lungo l'Arno a meta' strada tra Firenze e Pisa; la citta', fino alla definitiva conquista fiorentina, e' stata quindi scena di scontri fra i due odierni capoluoghi. Sede di diocesi, San Miniato e' un importante centro economico ed industriale della zona del cuoio ed e' famosa per i suoi tartufi bianchi

SAN GIMIGNANO

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Loc. SAN GIMIGNANO - TOSCANA  Navigatore
12 Km da AQUAVIVA
  Area Certaldo, Poggibonsi, Gambassi Terme

San Gimignano rises on a hill (334m high) dominating the Elsa Valley with its towers. Once the seat of a small Etruscan village of the Hellenistic period (200-300 BC) it began its life as a town in the 10th century taking its name from the Holy Bishop of Modena, St. Gimignano, who is said to have saved the village from the barbarian hordes. The town increased in wealth and developed greatly during the Middle Ages thanks to the Via Francigena the trading and pilgrim's route that crossed it. Such prosperity lead to the flourishing of works of art to adorn the churches and monasteries.In 1199 it became a free municipality and fought against the Bishops of Volterra and the surrounding municipalities. Due to internal power struggles it eventually divided into two factions one headed by the Ardinghelli family (Guelphs) and the other by the Salvucci family (Ghibellines). On the 8th May 1300 Dante Alighieri came to San Gimignano as the Ambassador of the Guelph League in Tuscany.

CERTALDO

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Loc. CERTALDO - TOSCANA  Navigatore
21 Km da AQUAVIVA
  Area Gambassi Terme, San Gimignano, Poggibonsi
Agli amanti della storia regala un repertorio di ricordi, che scavano nel passati sino agli etruschi; agli amanti della letteratura ha regalato Boccaccio, il grande prosatore trecentesco; agli amanti della musica regala un fantastico festival al'insegna di spettacoli e concerti. La generosita' e l'ospitalita' sono tra i pregi piu' noti di Certaldo, piccolo borgo toscano di circa 16 mila abitanti in provincia di Firenze, incastonato nel cuore lussureggiante della Valdelsa. Lambito dal corso del fiume Elsa e del torrente Agliena, il centro di Certaldo e' un puzzle a piu' pezzi, in cui spiccano due nuclei distinti corrispondenti a epoche diverse: da un lato la parte medievale, chiamata Certaldo Alto, con il Palazzo Pretorio abbarbicato alla sommita' di un colle, raggiungibile in auto dai residenti o tramite la funicolare su rotaia che parte in Piazza Boccaccio; dall'altra parte, in pianura, si estende la Certaldo moderna, che ha conosciuto il suo periodo piu' florido a partire dalla seconda meta' del Settecento. La conservazione perfetta delle atmosfere medievali, le stradicciole strette e tortuose e le piazzete pittoresche, fanno di Certaldo Alto la parte piu' affascinante del borgo: qui il tempo pare essersi fermato, e fatta eccezione per la ristrutturazione del Palazzo Pretorio, avvenuta nel Seicento, nessuno ha messo mano nella cittadina originaria, tramandandocela esattamente come la vedevano gli abitanti del Medioevo. Tipica del periodo alto-medievale e' l'assenza di una piazza centrale, sostituita da una lunga strada che fungeva da punto di incontro e luogo di mercato, l'attuale Via Boccaccio. Le piazze comunque non mancano: chi passeggia per il centro trovera' ad esempio la Piazza della SS. Annunziata, realizzata nell'Ottocento lastricando un'area coltivata, e la Piazza dei Santi Jacopo e Filippo, adibita originariamente a cimitero dell'omonimo convento. Su di essa sorge la bella chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, realizzata nel Duecento in austero stile romanico, con all'interno le spoglie della Beata Giulia della Rena e del celebre Boccaccio. All'esterno, sulla piazza, c'e' anche l'accesso al Museo di Arte Sacra della Propositura di Certaldo, ricco di opere d'arte interessanti. Come in ogni borgo medievale che si rispetti, le chiese del paese non finiscono certo qui: da vedere la Chiesa di San Tommaso, inaugurata nel 1885 ma iniziata gia' nel 1840, arricchita all'interno da un ricco crocifisso del XIV secolo. Non e' da meno l'ex chiesa dei Santi Tommaso e Prospero, la piu' antica del borgo antico, realizzata probabilmente nel XIII secolo ma in parte perduta a causa di una frane del terreno collinare. L'unica navata presenta splendidi affreschi, sfortunatamente danneggiati ma restaurati da poco, e al centro si fa ammirare il Tabernacolo dei Giustiziati, un'opera di Benozzo Gozzoli

MONTERIGGIONI

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Loc. MONTERIGGIONI SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
17 Km da AQUAVIVA
  Area Poggibonsi, Siena, Radda in Chianti
Il Castello di Monteriggioni a vederlo da lontano, con i suoi emozionanti resti testimoni di un'epoca lontana, da' l'impressione che il tempo sia rimasto immobile fuori e dentro la cerchia delle sue mura. Il popolo e la sua realta' sono cambiati ma ancor oggi chi ha scelto di vivere nel Castello, ha conservato il ritmo lento e ricco della vita a dimensione d'uomo e di natura, con i valori propri della cultura contadina ed a continuo contatto con la storia . L' immagine del castello per i viaggiatori era ed e' molto suggestiva , visto che appare sulla sommita' del suo colle spavaldo e dominante& come sentinella a difesa dell'antica Repubblica Senese. Ancora piu' imponente e maestoso dovette apparire a Dante Alighieri che lo vide in piena battaglia durante uno dei suoi viaggi. Il Castello nel pieno del suo splendore, a poche decine d'anni dalla sua fondazione per la sua forma circolare e le sue torri che come una corona che si elevano sulle mura , doveva apparire veramente grandioso e incutere un senso di maesta' ciclopica se Dante se ne valse per per definire l'aspetto di Nembrotto , Fialte , Anteo gli smisurati giganti infissi nella voragine di Malebolge (Dante Alighieri Inferno Canto XXXI) Monteriggioni per la sua bellezza e per la sua posizione ha una naturale vocazione turistica , ogni anno viene visitato da 70.000 turisti , possiamo affermare che il primo turista illustre e' stato lo stesso Dante Alighieri , tra quelli passati di recente possiamo ricordare Tony Blair , Ted kennedy e molti altri . Molte volte e' stato scelto come cornice per girare film, spot pubblicitari . L' immagine di Monteriggioni e' famosa nel mondo anche per un altro motivo : Il castello e' la corona che cinge la testa all'effige dell'Italia in virtu' della sua emblematica inespugnabilita'. Monteriggioni infatti per la tipologia della cinta muraria era una fortezza inespugnabile (vedi ricostruzione) che garanti dal 1213 data della sua fondazione e per trecento anni la liberta' della repubblica senese resistendo a tutti gli assedi . Cadde nel 1554 a tradimento perche' il capitano della guarnigione si accordo' segretamente con i Fiorentini, consegno' la fortezza all'esercito fiorentino senza combattere, in cambio degli onori di soldato e dell'incolumita' per la sua famiglia. Le leggende parlano di cunicoli sotterranei e di passaggi segreti che connettevano i luoghi sotterranei del castello con le fortificazioni vicine... si parla addirittura di una strada sotterranea che arrivava fino a Siena.

CASTELLO DI MONTERIGGIONI

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Loc. MONTERIGGIONI - TOSCANA  Navigatore
17 Km da AQUAVIVA
  Area Poggibonsi, Siena, Radda in Chianti
  Brochure PDF
Il Castello di Monteriggioni fu costruito dai senesi, per ordinanza del podesta' Guelfo da Porcari, in un periodo compreso tra il 1214 e il 1219. Il terreno, acquistato dalla famiglia nobile Da Staggia, era la sede di un'antica fattoria Longobarda (la denominazione di Montis Regis probabilmente indicava un fondo di proprieta' regale o che godeva di esenzioni fiscali da parte della corona). La costruzione del castello ad opera della Repubblica di Siena ebbe principalmente scopo difensivo, in quanto il borgo sorse sul monte Ala in posizione di dominio e sorveglianza della Francigena, per controllare le valli dell'Elsa e dello Staggia in direzione di Firenze, storica rivale di Siena. L'edificazione praticamente ex novo di un castello rappresentava una novita' nella politica espansionistica senese: in precedenza, infatti, la citta' aveva acquistato castelli gia' esistenti, come quello di Quercegrossa. Il tracciato circolare delle mura fu ottenuto semplicemente seguendo l'andamento naturale della collina. Il Castello di Monteriggioni era inoltre circondato dalle cosiddette carbonaie, ovvero fossati pieni di carbone che veniva incendiato per respingere gli assalti.Fino alla meta' del &700 nella zona compresa tra Monteriggioni e Siena, ancora oggi conosciuta col nome di Pian del Lago, si trovava un lago and o forse sarebbe meglio chiamarlo grande palude and chiamato Verano, completamente bonificato per volere del Granduca Pietro Leopoldo (esiste ancora, ed e' visitabile, il tunnel sotterraneo realizzato per far defluire le acque del lago). La zona, nonostante la scomparsa del lago, ha comunque mantenuto intatto il suo fascino, grazie alla natura rigogliosa e poco antropizzata e ai numerosi posti di notevole fascino ed interesse che vi sorgono. Impostando l'itinerario in questione da Nord a Sud-Ovest, si fa subito tappa presso la millenaria Abbadia a Isola, il cui nome dice gia' tutto del suo passato. Abbadia sta infatti per abbazia, essendo la chiesa una fondazione cistercense, mentre isola ci ricorda il fatto che in origine essa sorgeva sul paludoso Lago Verano. Da qui si riprende la strada in direzione Monteriggioni e, una volta passatolo, ci si dirige verso il piccolissimo abitato di Santa Colomba, dove si trova una graziosa chiesetta medievale, il cui interno e' stato affrescato nel Medioevo, e la splendida Villa Petrucci, forse progettata dal famoso Baldassarre Peruzzi in pieno &500

RADDA IN CHIANTI

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Loc. RADDA IN CHIANTI - TOSCANA  Navigatore
32 Km da AQUAVIVA
  Area Montefioralle, Monteriggioni, Poggibonsi
Poche altre zone della nostra penisola riescono a conferire al visitatore un senso piu' profondo di appagamento dell'anima, di pace profonda dello spirito, cosi' come lo riescono a fornire le magiche colline del Chianti che si susseguono con i loro dolci profili ondulati in un alternanza di colori caldi dei terreni ricchi di ossido di ferro e le variegate tonalita' verde delle coltivazioni e delle distese di viti che ricoprono i pendii assolati compresi tra Siena e San Giovanni Val d'Arno. In questa poesia di paesaggio Radda in Chianti, localita' storica del chiantigiano, vi attende con i sui 530 m di quota, una sorta di balcone naturale sulla teoria di valli e colline, scenario splendido dove poter degustare alcuni vini eccellenti, tra i migliori di tutta la Toscana. Per arrivare a Radda in Chianti si puo' utilizzare l'Autostrada del Sole A1 con uscita Valdarno. Dopo il casello girare a destra sulla SP11 Poggialupi e ancora a destra sulla SP 59, superare il fiume Arno e alla rotonda di Montevarchi seguire per la SS408 (Via Chiantigiana) che s'arrampica sui monti del Chianti in direzione di Cavriglia, Montegrossi, per poi seguire la SR429 che conduce fino a Radda in Chianti. In alternativa si puo' seguire la superstrada Firenze Siena e all'uscita di S. Donato seguire le indicazioni per Castellina in Chianti e poi quelle per Radda in Chianti. Radda in Chianti possiede un classico clima toscano, con estati calde ed assolate, mitigate dal fattore altitudine con consente di trascorrere splendide serate estive nelle campagne intorno, tra canti di grilli e di cicale e con il paesaggio che diventa fantastico e misterioso nelle notti di luna piena. Il periodo piu' piovoso e' l'autunno, mentre i temporali piu' intensi interessano la zona durante la primavera. In genere pero' il clima e' soleggiato e ne e' la testimonianza la produzione vinicola d'eccellenza della zona del Chianti

SUVERETO

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Loc. SUVERETO - TOSCANA  Navigatore
44 Km da AQUAVIVA
  Area Campiglia Marittima, Castagneto Carducci, San Vincenzo
Il suo nome deriva dagli alberi nodosi, intricati come sculture e solcati dalle rughe del tempo, che in passato ricoprivano il paesaggio intorno al borgo e che si possono ammirare tuttora: siamo a Suvereto, che significa &bosco di sugheri', incantevole borgo toscano di circa tremila abitanti, in provincia di Livorno. Adagiato nel cuore della Val di Cornia, il borgo e' la culla di importanti aziende vinicole, fa parte dell'associazione &Citta' del Vino' ed e' uno dei Borghi piu' belli d'Italia. Il momento di maggior splendore, per questa piccola grande famiglia stanziatasi nella Maremma, e' stato il XIII secolo: in seguito, tra guerre sanguinose e fulminee battaglie, epidemie e carestie, il paese ha vissuto un periodo buio che ha rischiato di cancellare la cittadella quasi completamente, specialmente tra il XVII e il XVIII secolo. Per circa due secoli la realta' locale e' rimasta bloccata, immobile, e tra gli edifici di Suvereto non si notano testimonianze di quella parentesi oscura: accanto ai palazzo medievali, austeri e affascinanti allo stesso tempo, ci sono gli edifici dell'eta' moderna. Risale ai primi anni del Duecento, ad esempio, il Palazzo Comunale, nonostante l'aspetto attuale sia frutto dei rimaneggiamenti che per secoli si sono susseguiti, modificando la forma originaria. A dominare la costruzione c'e' un'antica torre, detta in passato &della campana' e oggi &dell'orologio', perche' veniva suonata per richiamare gli anziani del borgo in assemblea. Sopra la scalinata d'accesso si apre un bel loggiato, chiamato &loggia dei giudici', in cui si emettevano le sentenze e si prendevano le decisioni piu' importanti per la cittadinanza. Nella parte piu' elevata del borgo si erge invece la Rocca Aldobrandesca, citata nei documenti ufficiali gia' prima dell'anno Mille, oggi formata da tre parti giustapposte: i ruderi della torre antica, risalente al 1164, quattro piani con i solai e le vestigia di una cinta muraria in parte perduta. Varie modifiche sono state apportate col passare dei secoli: alla fine del XVII secolo, siccome non serviva piu' come struttura militare difensiva, la rocca verteva in stato di totale abbandono, ma successivamente venne ristrutturata sino ad assumere l'aspetto odierno. Da vedere, tra gli edifici religiosi, il convento di San Francesco, edificato alla fine del Duecento e di fondamentale importanza per la comunita' di quei tempi, sino alla soppressione Napoleonica del 1808, quando venne progressivamente convertito ad utilizzo civile. Oggi ne rimane un bellissimo chiostro, costituito da un loggiato con archi a tutto sesto, e la chiesa del Crocifisso, adiacente al chiostro di San Francesco e realizzata nel XVI secolo. Il Crocifisso che vi e' custodito e' una pregevole opera lignea del 1420, attribuita a Domenico dei Cori. Un'abitante particolarmente anziana di Suvereto e' la pieve di San Giusto, documentata sin dal 900 ma risalente, nella forma attuale, al 1189, come indica la &firma' degli architetti Barone Amico e Bono di Calci, scalfita sul transetto di sinistra. Pregevole il portale, in stile romanico, con la lunetta e l'architrave decorati

DA GAMBASSI TERME A SAN GIMINIANO

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Loc. GAMBASSI TERME, FLORENCE, ITALY - TOSCANA  Navigatore
18 Km da AQUAVIVA
  Area Gambassi Terme, Certaldo, Castelfalfi
Da Gambassi Terme inizia una tappa di 13,4 km che si completano in 3 ore circa. Un breve percorso, interessante per la bellezza dei crinali della Val d'Elsa, disseminati di castelli e abbazie, originati dal passaggio della Via Francigena. Si puo' visitare il santuario di Pancole, prima di risalire verso il borgo di Collemucioli, con un tratto di selciato medievale, e da qui alla pieve di Cellole. Infine si sale verso la collina dove svettano le 15 torri di San Gimignano, una delle mete piu' frequentate della Toscana, il suo profilo assume un sapore diverso se viene raggiunta a piedi. Lunghezza Totale (km): 13.4 Percorribilita': A piedi, in mountain bike Tempo di percorrenza a piedi (ore.min): 3.00 Dislivello in salita (m): 344 Dislivello in discesa (m): 329 Quota massima (m): 388 Difficolta': Facile Strade pavimentate: 40% Strade sterrate e carrarecce: 54% Mulattiere e sentieri: 6% Ciclabilita': 97% Come arrivare al punto di partenza: Autolinee SITA (055483651) da Certaldo, Castelfiorentino, Empoli, Firenze, Volterra. COSA VEDERE Gambassi Terme - Era nei tempi antichi una terra di passo, per gli etruschi, trovandosi sulla direttrice e nel dominio di Volterra; per i Romani, in relazione alla via Clodia tra Siena e Lucca; e, nell'alto Medioevo, per i viaggiatori in particolare per i pellegrini che percorrevano la via Francigena, (come l'arcivescovo Sigerico di Canterbury, nel cui itinerario attraverso l'Italia si ricorda, prima del 994, la Pieve di Chianni). E uno spedale vi e' ricordato nel XIII secolo. A Gambassi Terme e' visitabile la Mostra permanente dell'attivita' vetraria. San Giminiano Nella citta' conosciuta per le sue numerose torri e per la vernaccia, le pareti della sala del consiglio del Palazzo Comunale vennero affrescate tra il 1289 e il 1299, con figurazioni cavalleresche e cor tesi che celebravano Carlo II d'Angio', il monarca che, incoronato il 29 maggio 1289, si era preoccupato di rinsaldare le alleanze con i comuni toscani di fede guelfa, fra i quali San Gimignano. Raffigurato sulla parete di fondo della sala, il sovrano costituisce il fulcro delle pitture, assiso in trono e contornato da cor tigiani e falconieri, pare assistere ad una festa indetta in suo onore, che si attuava nei tornei dei cavalieri (registro superiore delle pareti maggiori), nelle battute di caccia (registro inferiore delle stesse) e nella vivace azione di una danza, ritmata al suono di un tamburello e di una viella (registro sottostante Carlo II)

WWF: OASI PADULE DI BOLGHERI

WWF: OASI PADULE DI BOLGHERI  Apri
Loc. CASTAGNETO CARDUCCI LIVORNO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
42 Km da AQUAVIVA
Altitudine: 161 mt. s.l.m.  Area San Vincenzo, Campiglia Marittima, Bibbona
  Brochure PDF
Area costiera toscana con coltivi, incolti, prati umidi, bosco allagato a frassino ossifillo, stagni per circa 150 ettari, tombolo costiero e arenile. L'Oasi si trova nel Comune di Castagneto Carducci (Li). L'area, di 513 ettari, e' uno splendido esempio di ambiente originario dell'alta Maremma, composto da bosco igrofilo, stagni, pineta, prati allagati. Bolgheri e' stata la prima area privata protetta in Italia; dal 1959, su iniziativa del marchese Mario Incisa della Rocchetta, proprietario dell'area, rappresenta un prezioso rifugio faunistico per tante specie animali Ambiente Raro esempio di ambiente originario della costa toscana con coltivi, incolti, prati umidi, bosco allagato a Frassino ossifillo, stagni per circa 150 ettari, tombolo costiero e arenile. Flora e fauna Tra le piante sono presenti frassino ossifillo, olmo campestre, ginepro coccolone, ginepro fenicio, tamerice, prugnolo, biancospino, roverella, leccio, pino domestico, canna di palude, scirpo, giunchi, altea, giglio di mare, eringio marittimo, soldanella. Tra gli uccelli in inverno sono presenti : germano reale, fischione, mestolone, codone, canapiglia, alzavola. Importanti le presenze di oca selvatica, pavoncella, gru, falco pellegrino, colombella, beccaccino, tarabuso, airone guardabuoi, airone bianco maggiore, gufo comune, falco di palude e aquila di mare, oltre a numerosissimi colombacci. In primavera : pittima reale, combattente, pettegola, pantana, totano moro, cavaliere d'Italia. Tra gli ardeidi: airone rosso, tarabusino e garzetta; i passeriformi topino, rondine, codirosso. Nidificanti: tuffetto, cavaliere d'Italia, folaga, porciglione, allocco, picchio rosso minore, picchio verde, torcicollo, cuculo, rampichino, sparviere, rigogolo, ghiandaia marina, cannaiola, cannareccione, pendolino

DONORATICO E IL SUO CASTELLO

DONORATICO E IL SUO CASTELLO  Apri
Loc. DONORATICO LIVORNO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
44 Km da AQUAVIVA
Altitudine: 25 mt. s.l.m.  Area Bibbona, San Vincenzo, Campiglia Marittima
  Brochure PDF
Sulla statale Aurelia, storica via realizzata in epoca romana, si trova questa localita' animata, ricca di negozi e di strutture ricettive. A meta' strada tra Castagneto e la sua marina, deve il suo nome al castello di epoca medievale, i cui i ruderi e la torre, che e' possibile visitare, si ergono vicino al paese. Vivace e ricca di attivita' artigianali e commerciali, Donoratico si caratterizza anche come sede per la costruzione di imbarcazioni da competizione e da diporto. A Donoratico e' possibile acquistare i prodotti tipici della zona: vino, olio, ortaggi, pesci e carni, la caratteristica pasta 'fresca', farcita con verdure e formaggio. Tra colline, campagna, boschi e pinete, giu' fino al mare, le possibilita' per compiere escursioni e passeggiate sono numerose. Da segnalare alcuni itinerari di particolare interesse, a piedi, in bicicletta o a cavallo, come quelli che percorrono la via Bolgherese ed il viale dei cipressi o la passeggiata, di 3 km, lungo la spiaggia di Marina di Castagneto. Il Castello di Donoratico fu costruito dalla famiglia Della Gherardesca, che nel XII secolo ne fece la propria dimora privilegiata. Tuttavia la struttura ha origini piu' antiche ed inizialmente, ancor prima del X secolo, era costituita dall'insediamento del Monastero di San Colombano

GOLF CLUB: DELL'UGOLINO

GOLF CLUB: DELL'UGOLINO  Apri
Loc. IMPRUNETA - TOSCANA  Navigatore
44 Km da AQUAVIVA
Altitudine: 207 mt. s.l.m.  Area Firenze, Montefioralle, Reggello
Era il 1889 quando la colonia inglese fiorentina fondo' il Florence Golf Club, prima associazione golfistica italiana, nella zona delle Cascine, poi trasferitosi all'Osmannoro dopo la prima guerra mondiale. Tra gli anni 20 e 30 prese forma l'idea di creare un nuovo campo; cosi', nel 1933 nacque l'Ugolino sulla Via Chiantigiana su progetto degli architetti inglesi Blandford e Gannon. Un percorso naturale, impegnativo, per i dislivelli, gli ostacoli, e i green piccoli e ben difesi. Considerato dei piu' suggestivi campi naturali al mondo, e' stato annoverato dallo scrittore americano Chris Santella tra i 50 campi piu' belli al mondo

IL PALIO

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Loc. SIENA SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
26 Km da AQUAVIVA
  Area Monteriggioni, Radda in Chianti, Poggibonsi
  Brochure PDF
Il Palio e' l'anima di Siena, essenza dello spirito di appartenenza alla citta'. Deriva da una tradizione molto antica: il primo embrione della manifestazione risale alla battaglia di Montaperti del 1260, quando la giostra conclusiva per le cerimonie dell'Assunzione divenne il simbolo dell'Indipendenza di Siena sotto la protezione della Vergine. Da quel momento, ogni anno l'usanza si rinnova nel tradizionale Palio di Siena, che si svolge il 2 luglio (giorno della Madonna di Provenzano) e il 16 agosto (giorno della Madonna Assunta). Ancora oggi il Palio fa riferimento al regolamento del 1656, che sancisce la nascita ufficiale del Palio delle Contrade e Piazza del Campo come location del Palio. Protagoniste del Palio, le 17 contrade cittadine: Bruco, Aquila, Civetta, Chiocciola, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone. Ogni anno, pero', sono solo 10 le contrade che possono partecipare alla gara: le 7 contrade escluse l'anno precedente e 3 estratte a sorte. Il momento cruciale del Palio e' senza dubbi la 'mossa', quando il mossiere abbassa il canapo per dare inizio alla corsa. E' il momento in cui tutta la citta' trattiene il fiato. Si tratta, infatti, dell'unica gara al mondo in cui alla partenza tutto e' permesso: colpi bassi, ostacoli agli avversari, cambi di posto. Ogni azione dei fantini, durante la mossa, e' pensata e voluta: e' il momento piu' determinante della competizione e determina l'esito dell'intera corsa. La mossa puo' durare da pochi minuti a oltre un'ora, solo il mossiere ha facolta' di decidere il giusto momento per abbassare il canape e far partire la corsa. la corsa del palio di siena Il mossiere, figura fondamentale del Palio, viene nominato dall'Amministrazione Comunale su proposta dei Capitani. Per vincere bisogna compiere tre giri del Campo, vincendo il rischio delle curve storiche del Casato e di San Martino. I fantini cavalcano a pelo, cioe' senza sella e valgono anche le vittorie a cavallo 'scosso' (con cavaliere caduto). Per i turisti e' uno spettacolo sorprendente, ma lo e' ancora di piu' per i Senesi. E' una festa a cui i cittadini tengono molto e da tempo memorabile, a cui dedicano tempo, convinzione e prove. Percio', se vi dovesse capitare di visitare la citta' nei giorni del Palio, non dimenticate di portare rispetto alla manifestazione, respirando a pieno quel surreale clima di tensione e gioia che si respira in citta'

CASTAGNETO CARDUCCI

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Loc. CASTAGNETO CARDUCCI - TOSCANA  Navigatore
42 Km da AQUAVIVA
  Area San Vincenzo, Campiglia Marittima, Bibbona
Dolci colline, la campagna attraversata dalla Strada del Vino, pinete ombrose ed ampie spiagge lambite da un mare cristallino Nel cuore della Costa degli Etruschi, Castagneto Carducci, splendido angolo di Toscana, viene ripetutamente premiato, con numerosi riconoscimenti italiani ed internazionali, per la sua straordinaria bellezza. La storia rivive nei borghi medievali e l'accoglienza offerta nelle aziende agrituristiche, negli alberghi e nei campeggi e' calda e confortevole. Qui e' presente l'oasi faunistica di Bolgheri, suggestiva, e di eccezionale rilievo naturalistico. Lungo la Strada del Vino vengono prodotti alcuni dei vini piu' apprezzati nel mondo e, nella campagna circostante, oli extravergine di oliva, di qualita'. Il clima, mite e temperato, consente di vivere la vacanza e praticare vari sport durante tutto l'anno. Eventi culturali, folkloristici e spettacolari animano l'armoniosa tranquillita' di questa terra. Adagiato sulla sommita' di una collina, che domina la campagna ed il mare circostante, questo incantevole borgo medievale, si sviluppa intorno al Castello dei Della Gherardesca, edificato intorno all' anno 1000. Il paese ha vicoli lastricati, terrazze naturali che guardano il mare e la campagna, piazze armoniose, antiche botteghe artigiane, caratteristiche trattorie. Sono presenti importanti testimonianze storiche, di cui sono esempio il Palazzo pretorio, sede del Comune, e le Chiese di San Lorenzo e del SS. Croficisso (per il crocifisso ligneo di epoca quattrocentesca I appartenente alla chiesa). Il Comune, che in origine si chiamava Castagneto Marittimo, ha cambiato il suo nome agli inizi del novecento, in onore al grande poeta Giosue' Carducci, che vi trascorse parte della sua vita. La casa dove Carducci abito', ospita oggi un museo ricco di testimonianze

PICI SENESI

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Loc. SIENA SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
26 Km da AQUAVIVA
  Area Monteriggioni, Radda in Chianti, Poggibonsi
I pici (o pinci) sono il primo piatto della gastronomia senese: grossi spaghetti fatti con la farina di grano tenero, anziche' con la semola di grano duro. Era il tipico piatto povero dei contadini, perche' gli ingredienti sono limitati ad acqua e farina. Possono essere fatti a mano, grossolani ed irregolari, oppure a macchina, con un diametro costante di 3-4 mm. Vengono prodotti da molti dei 20 pastifici delle provincie di Siena e Grosseto, dove e' possibile acquistare direttamente pici freschi sfusi, ma alcuni provvedono al confezionamento e alla distribuzione nei negozi alimentari della zona. I contadini si accontentavano di condirli con pochissimo olio ed un trito di cipolla, ma si gustano meglio con cacio e pepe, al ragu' di nana (e' l'appellativo toscano dell'anatra), con sugo di salciccia e funghi oppure salciccia, patate e fagioli, o con i condimenti piu' gettonati: le briciole di pane ed il sugo all'aglione, fatto con pomodoro, carote, sedano, cipolla e molto, molto aglio. Ecco i pochi ingredienti che fanno dei pici uno dei piatti piu' caratteristici della Toscana e del senese: acqua, farina e poco sale, impastati a mano fino a formare delle rozze cordicelle e poi cotte in acqua salata per 5 minuti. Per preparare i pici fatti a mano, si impasta energicamente per 10 minuti farina di grano tenero tipo 0 (1 Kg), acqua tiepida (mezzo litro) ed una presa di sale. Molto importante e' la qualita' della farina, che deve essere quella adatta per la pasta fresca, ovvero con bassa elasticita' (non dobbiamo fare il pane) e sopratutto basso contenuto in ceneri (che causano un veloce imbrunimento dell'impasto). C'e' chi aggiunge un uovo per ogni chilo di farina, in modo da dare un po' di colore ed ottenere un'impasto meno duro. C'e' anche chi usa farina di grano duro (semola macinata), nella proporzione di 1 parte di grano duro e 3 parti di grano tenero. Si puu' anche aggiungere dell'olio extra vergine di oliva. Dopo aver lasciato riposare l'impasto per mezz'ora, lo si stende in una specie di sfoglia alta un centimetro, dalla quale si ricavano delle piccole strisce che vengono lavorate tra le mani filando il picio piu' sottile ed uniforme possibile. La pasta di pici cosi' formata viene stesa su un panno di stoffa e impolverata con semola di grano duro o farina di granoturco, per evitare che si appiccichino. I pici sono un primo piatto condito con vari tipi di condimento: quello classico con cacio e pepe, oppure con pomodoro e aglio (pici all'aglione), con briciole di pane (pici alle briciole) ma anche con sugo di anatra oppure sugo di salciccia, patate e fagioli. Pici cacio e pepe: fondete 2 noci di burro in una padella aggiungendovi il pepe nero. Una volta cotti i pici metteteli nella padella con un cucchiaio di acqua di cottura. Rimescolate a fuoco lento e aggiungete il Pecorino Toscano grattugiato a scaglie grandi. Utilizzate altre scaglie di pecorino per guarnire il piatto. Niente a che vedere con certi ristoranti che usano condimenti pronti a base di formaggio. Tempo di preparazione: 5 minuti. Pici all'Aglione: schiacciate 4 spicchi d'aglio e fateli soffriggere nell'olio d'oliva a fiamma bassa. Quando l'aglio si e' indorato, aggiungete un peperoncino spezzettato e 4 pomodori tagliati a dadini, avendo cura di eliminare per quanto possibile i semi, salate e fate cuocere fino a che la salsa sia ben insaporita e densa. Appena i pici sono cotti scolateli, versateli in padella con la salsa all'aglione e saltateli leggermente. Tempo di preparazione: 20 minuti. Pici alle briciole: spezzettate 100 g di mollica di pane non condito e frullatela con il mixer. Scaldate 3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva in una padella e fate rosolare a fuoco molto dolce 2 spicchi d'aglio schiacciati e poco peperoncino, poi rialzate un po' la fiamma e unite la mollica che fate rosolare fino a leggera colorazione. Tempo di preparazione: 5 minuti

PALAZZO DEI PRIORI

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Loc. PALAZZO DEI PRIORI, PIAZZA DEI PRIORI, 1, VOLTERRA PI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
15 Km da AQUAVIVA
  Area Castelfalfi, Gambassi Terme, San Gimignano
La Piazza dei Priori e' il centro della citta' medievale, del cui passato splendore sono testimonianza gli edifici che vi si affacciano. Il piu' antico e' il Palazzo dei Priori, attuale Municipio, opera di Riccardo da Como, le cui fondamenta furono gettate nel 1208 e la cui costruzione fu completata attorno alla meta' del XIII secolo. La facciata ha subito nel tempo notevoli rimaneggiamenti: nel 1472, perduta Volterra la liberta' comunale, furono abbattuti la loggia e l'arringo e chiuse le due porte di destra che davano accesso all'edificio; si notino le terrecotte e gli stemmi, affissi in memoria dei Commissari che governarono la citta', i leoni, simbolo del dominio fiorentino, sui pilastri laterali, e, tra le finestre del piano terra, incisa nel tufo, la misura dell'antico Comune, la 'Canna Volterrana'. Mentre le finestre del secondo e terzo piano conservano la primitiva struttura romanica, quelle del primo sono state ritoccate e presentano bifore trilobate sormontate da arco leggermente acuto. L'orologio, che rompe l'uniformita' della facciata, e' stato aggiunto molto piu' tardi, come i merli eretti per consolidare il coronamento dell'edificio. L'antica torre terminava alla prima merlatura con un castello in legno a sorreggere la campana ma la scarsa stabilita' del castello indusse i Volterrani, dopo il terremoto del 1846, alla costruzione dell'attuale sovrastante struttura in pietra. La porta di ingresso immette nel vestibolo dalla volta a crociera, ornato di stemmi e medaglioni in smalto. Sulla parete della scalinata che sale al primo piano, l'affresco della Crocifissione di Pier Francesco Fiorentino (sec. XV). Sul ripiano della seconda rampa si apre la bella Sala del Consiglio Comunale il cui soffitto, un tempo a travatura in legno, assunse l'attuale struttura a volta a doppia crociera nel 1516. Sulla parete di fondo spicca l'affresco di Iacopo di Cione Orcagna: l'opera, terminata nel 1383 e gravemente danneggiata nel corso dei secoli, e' stata trasferita su tela, dando alla luce la sinopia esposta nell'attigua Saletta della Giunta. Al centro dell'affresco e' dipinta l'Annunciazione, ai lati quattro figure di Santi: a sinistra Cosma e Damiano, a destra Giusto e Ottaviano. Sulla parete destra una tela, raffigurante le Nozze di Cana, di Donato Mascagni, detto Frate Arsenio (1579-1631). Passati nella Saletta della Giunta, si puo' ammirare il 'Giobbe', ancora del Mascagni, la 'Nativita' di Maria' di Gian Domenico Ferretti (sec. XVIII), la settecentesca 'Adorazione dei Magi' di Ignazio Hugford; da osservare il 'San Girolamo', trasportato in questa sede da una parete della scala del palazzo, che la critica attribuisce a Luca Signorelli. Notevoli due sculture di artisti volterrani contemporanei: il 'Vitellino' di Raffaello Consortini e la 'Donna Siciliana' di Mino Trafeli

MONTESCUDAIO

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Loc. MONTESCUDAIO PISA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
35 Km da AQUAVIVA
Altitudine: 221 mt. s.l.m.  Area Cecina, Bibbona, Macchiaverde
Deriva dal latinoMons Scutorum che significa 'monte degli scudi' o 'monte degli scudieri', a significare la rilevanza militare e strategica del borgo fortificato. Da vedere Dal piazzale del Castello, nelle giornate terse si scorgono le isole Gorgona e Capraia e, se si e' fortunati, addirittura la punta nord di Capo Corso. Lasciando vagare lo sguardo giu' dalle mura di cinta, si vedono le cento casupole del borgo di sotto con i loro caratteristici tetti ricoperti da coppi toscani. In prossimita' di via del Borgo si trova Torre Civica, la cui parte inferiore risale al XII secolo, punto di accesso al castello medievale vicino al quale sorgeva la casa del gabelliere. Lungo il perimetro del castello si osservano le imponenti mura di cinta, alte fino a 15 metri, che conservano l'originaria muratura nei tratti nord e sud, e in particolare nella Guardiola, l'unica torre di avvistamento rimasta. Il Poggiarello e' un rione di casette addossate le une alle altre, ricostruite e restaurate dopo il terremoto del 1846, a ricordo del quale e' stata eretta la piccola edicola dedicata a S. Antonio che si incontra uscendo dalla piazza. Tra gli edifici civili, notiamo il seicentesco Palazzo Ridolfi e il settecentesco Palazzo Guerrini, entrambi appartenuti a famiglie che hanno retto le sorti di Montescudaio, nonche' il Municipio, piu' volte restaurato e ricavato dalla residenza del 1770 della famiglia Cancellieri. La chiesa parrocchiale dell'Assunta e' stata ricostruita dopo il terremoto del 1846 (conserva una statua settecentesca in marmo dipinto e una Annunciazione di scuola veneziana del Seicento) e non e' il luogo di culto piu' antico, dal momento che ha ereditato nel 1416 il nome del soppresso monastero femminile dedicato alla Vergine, situato in una localita' ancora chiamata 'la Badia'. Qui infatti era stato fondato nel 1091 un cenobio femminile, quando Gherardo V dono' alla badessa Imilde l´edificio di culto e il cimitero gia' esistenti in Montescudaio. Superata la Badia, che si trova in aperta campagna, la strada maestra incontra un bivio segnalato da un'edicola con croce in ferro e galletto in cima. A destra si percorre un acciottolato che conduce alla fonte seicentesca, dopo la quale si incontra il caseggiato settecentesco di Scialicco e, di nuovo sulla strada asfaltata dell'Acquaviva, una quercia secolare

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TOSCANA


Il nome di questa regione deriva dai suoi antichi abitanti, i Tusci, nome che venne dato agli Etruschi dai Romani. La Toscana è situata nell'Italia centrale e si estende dall'Appennino al mare Tirreno. I paesaggi, il patrimonio artistico e le importanti città, prima tra tutte Firenze, rendono la Toscana una protagonista indiscussa nel panorama turistico mondiale. In questa regione la natura presenta tanti diversi volti, a cominciare dal litorale che alterna spiagge lunghe e sabbiose, come quella versiliese, con scogliere rocciose e scoscesi promontori. Incomparabili sono le isole dell'Arcipelago Toscano, circondate dalla vegetazione mediterranea, da un mare cristallino e da ricchi fondali. Panorami di natura incontaminata si possono ammirare sulle Alpi Apuane e in numerose aree protette, tra cui la laguna di Orbetello che ospita numerose specie di uccelli migratori, tra cui gli aironi rosa. Ma i paesaggi più caratteristici della regione sono quelli che fondono armoniosamente la bellezza della natura con la millenaria presenza dell'uomo. Lo splendido Golfo di Baratti e i siti di Vetulonia e Pitigliano custodiscono necropoli e testimonianze della civiltà etrusca, mentre Roselle e Cosa restituiscono i ricordi di età romana. E poi, borghi medievali, cittadine ricche di storia, castelli e sistemi di fortificazione, chiesette rurali (le cosiddette 'pievi') e suggestive abbazie, come quella di Sant'Antimo, sono presenti su tutto il territorio e i loro profili si stagliano nei paesaggi delle Crete Senesi, della Val d'Orcia, della Garfagnana, del Chianti e della Maremma. Numerose sono infine le fonti di benessere: Montecatini, Saturnia, Montepulciano, Monsummano e Bagno Vignoni che, grazie alle acque termali e ai centri attrezzati per ogni tipo di trattamento, offrono vacanze all'insegna del relax.

Da Vedere: Chianti: Si tratta di una rinomatissima regione collinare che si trova tra Firenze e Siena ad ovest dell'Arno. E' una celebre zona vinicola dove si produce il vino omonimo, apprezzato e gustato in ogni parte del mondo. Questa zona è caratterizzata da dolci e verdi colline con campagne bellissime che offrono vigneti, uliveti e macchie di bosco di rara bellezza. Il Chianti è caratterizzato da piccoli villaggi caratteristici e poderi immersi nel verde che lo rendono una mèta turistica molto ambita (anche grazie all'estrema vicinanza con le bellissime città d'arte Firenze e Siena). Tra i borghi più importanti di questa zona vi segnaliamo Greve in Chianti, Panzano e Castellina in Chianti. Pienza: Pienza è una cittadina toscana in provincia di Siena che si trova su un colle che domina la valle del fiume Orcia. Originariamente si chiamava 'Castello di Corsignano' e più tardi fu battezzata col nome Pienza da Papa Pio II Piccolomini (Pienza significa città di Pio). Nel XV secolo per volere di Papa Pio II Piccolomini vennero costruiti i principali palazzi ed il duomo, e sostituite le case medievali del centro cittadino. Tutto il borgo è molto grazioso e piacevole da visitare, in particolare il duomo, il Museo Diocesano ed il palazzo Piccolomini. Si può visitare inoltre il Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d'Orcia: il territorio del Parco è costituito da tutto il territorio comunale di Pienza, San Quirico d'Orcia, Montalcino, Radicofani e Castigliore d'Orcia. San Gimignano: borgo medievale in provincia di Siena situato su un colle da dove si può ammirare la Val d'Elsa. Originariamente fu sede di un villaggio etrusco ma ebbe il suo maggior sviluppo proprio nel periodo medievale in cui ci fu una fiorente attività artistica le cui opere si possono ammirare ancora oggi. Questa cittadina ebbe l'onore di ospitare il famoso poeta Danta Alighieri, ambasciatore della lega guelfa toscana. San Gimignano ha mantenuto pressoché intatta la sua struttura trecentesca ed è caratterizzata dalla presenza di 15 magnifiche torri, dalle bellissime piazza del Duomo e Piazza della Cisterna. Sono da ammirare anche il Palazzo del Podestà, il Palazzo Comunale, la chiesa di Sant'Agostino e la Rocca pentagonale fatta demolire dai medici nel XVI secolo. San Gimignano è molto famosa anche per la produzione di un vino da poco divenuto DOCG: la Vernaccia di San Gimignano. Viareggio: Cittadina in provincia di Lucca che si trova sulle coste della Versilia, una celebre regione turistica che si trova tra il Mar Tirreno e le Alpi Apuane. E' uno dei centri belneari più conosciuti della Toscana e molti stabilimenti hanno conservato le loro caratteristiche originarie. E' molto importante e conosciuto anche il carnevale che si celebra con il corteo di bellissimi carri allegorici e sfilate in maschera. Firenze: è il capoluogo della regione Toscana ed è famosissima in tutto il mondo per il suo inestimabile patrimonio artistico. In questa città sono vissuti artisti formidabili come Giotto, Masaccio, Donatello, Michelangelo e Leonardo. Le loro opere sono raccolte nei numerosi musei presenti nella città. Sono presenti splendide opere architettoniche come il Duomo, il Battistero, Santa Maria Novella, Palazzo Pitti, Palazzo Strozzi e celebri musei quali la Galleria degli Uffizi, la Galleria dell'Accademia. Da ammirare inoltre Piazza della Signoria e Ponte Vecchio. Siena: è uno dei capoluoghi della Toscana conosciuta come una delle città più belle al mondo. Possiede bellissimi monumenti ed opere d'arte dei maggiori artisti che siano mai esistiti. Sicuramente da visitare Piazza del Campo, luogo dove si svolge il celeberrimo Palio Storico ed il bellissimo Duomo.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica toscana è una cucina semplice, genuina e sobria basata su alimenti di qualità come il pane (fatto senza sale) e l'olio extravergine di oliva. Tra i piatti tipici si trovano i buonissimi antipasti di terra a base di squisiti salumi e crostini fatti col pane toscano: molto famosi sono i 'crostini di fegatini'. Tra i primi piatti vi segnaliamo la 'pappa col pomodoro' a base di pomodoro cucinato con aglio, basilico e pepe. Famosissime sono le zuppe toscane tra cui prevale su tutte la 'ribollita' . Tra le pastasciutte le più famose sono senza dubbio le 'pappardelle alla lepre', pasta condita con sugo di lepre cotta nel vino rosso, olio e pomodoro. Altre pietanze molto conosciute sono la bistecca alla fiorentina (carne rigorosamente proveniente dai bovini di razza Chianina) e la trippa. Tra i piatti tipici si trovano anche molte specialità a base di pesce tra cui il famoso 'cacciucco' piatto simbolo della città di Livorno oppure le 'triglie alla livornese' (con pomodoro e piselli). Tra i dolci vi sono i 'ricciarelli' ed il 'Panforte'di Siena, i 'cantuccini' di Prato, i brigidini di Pistoia, il castagnaccio (a base di farina di castagne con pinoli ed uvetta), il bucellato (dolce lucchese all'anice, uvetta e canditi vari). Per quanto riguarda i vini la Toscana costituisce un capitolo a sé: ne esistono tantissime varietà e tutte molto rinomate e conosciute. Troviamo il Chianti, il Montepulciano, il Brunello di Montalcino, la Vernaccia di San Gimignano, il Galestro ed il rosso delle Colline Lucchesi. Ultimo ma non meno importante il Morellino di Scansano, vino dal colore rosso rubino brillante e dal sapore intenso e fruttato. Ideale se abbinato a carni rosse.