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 ALBERGO HOTEL NORDEND

ALBERGO HOTEL
NORDEND

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a GRESSONEY LA TRINITE' Gressoney-Saint-Jean Corgnolaz Saint-vincent

CASTELLO DI CLY

CASTELLO DI CLY  Apri
Loc. CASTLE OF CLY, CHAMBAVE AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
25 Km da NORDEND
  Area Fénis, Ussel, Pontey
  Brochure PDF
Il castello di Cly, nel comune di Saint-Denis, appartiene alla tipologia di castelli valdostani definita primitiva. La caratteristica di questo tipo di castelli e' di avere una torre centrale quadrangolare contornata da una cinta muraria. Si tratta percio' di una struttura molto semplice, generalmente posta su di un poggio elevato per sfruttarne le caratteristiche difensive naturali. A Cly questo e' molto evidente, dato che tutti i lati della collinetta su cui si trova il castello presentano delle difficolta' di accesso all'eventuale assalitore e la posizione stessa del rilievo permette il controllo della piana sottostante praticamente da Aosta a Saint-Vincent. Dalle analisi dendrocronologiche eseguite su legni ritrovati nella torre si e' potuto ricavare una datazione che fa risalire la costruzione intorno al 1027, ponendo Cly tra i castelli piu' antichi tra quelli che sono stati datati con questo sistema. Nella documentazione tuttavia il castello non entra che alcuni secoli dopo ed in modo sporadico. Solo a partire dall'anno 1376, quando la fortificazione entra a far parte del dominio diretto del conte di Savoia, dei conti del castellano ci informano sulla consistenza del castello e sugli interventi che vi sono eseguiti. Si tratta in alcuni casi di lavori di grande portata che comportano spese ingenti per riparazione di murature, rifacimenti di tetti. La prima famiglia a risultare nella documentazione come proprietaria del castello e' quella degli Challant, dalla quale si divise una branca che prese il nome di Cly. I rappresentanti di quest'ultima conservarono, tra alterne vicende, la proprieta' sulla fortificazione sino al 1376. In quell'anno i Savoia, che avevano gia' tentato di impossessarsi del castello una ventina di anni prima, decisero di occuparlo definitivamente. Costoro, che avevano voluto il castello per garantirsi la supremazia sulla Valle d'Aosta conquistando delle piazzeforti strategiche nella valle centrale, lo gestirono direttamente per poco piu' di due secoli. In seguito lo cedettero a diverse famiglie che, poco alla volta, lasciarono che la struttura andasse in declino, sino al completo abbandono

LAGO SIRIO

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Loc. LAGO SIRIO, TURIN, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
42 Km da NORDEND
  Area Cerrione, Caravino, Pont-Saint-Martin
  Brochure PDF
Il lago Sirio e' un lago del Canavese situato al confine tra i comuni di Ivrea e Chiaverano.La zona e' caratterizzata dalla presenza di altri quattro laghi di origine morenica: Lago Nero, Lago Pistono, Lago San Michele e Lago di Cascinette. Il lago Sirio, anticamente conosciuto come San Giuseppe dal convento omonimo presente su un'altura che lo domina, e' il piu' grande dei cinque. Con una superficie di circa 0,3 km² ed una profondita' di quasi 45 metri, e' l'unico ad essere alimentato da una sorgente. E' possibile accedere allo specchio d'acqua tramite i due stabilimenti che si trovano a sud-ovest e ad est, inoltre non e' consentito l'uso di imbarcazioni a motore. Sulla sponda che va da est a sud-ovest e' presente un lungolago con panchine e aree per il pic-nic. La sponda opposta, invece, non e' accessibile da terra a causa del terreno impervio o della presenza di abitazioni

RISERVA NATURALE MARAIS

RISERVA NATURALE MARAIS  Apri
Loc. LOCALITA' AMERIQUE, VILLAIR-AMERIQUE AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
39 Km da NORDEND
  Area Saint-christophe, Aosta, Fénis
La riserva naturale del Marais (in francese, Re'serve naturelle de Marais) e' una riserva naturale regionale ubicata in Valle d'Aosta, creata nel 1992 e vicina ai comuni di Morgex e di La Salle.La riserva e' stata istituita con decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 156 del 30 febbraio 1992. Nel 1999 una legge regionale per la valorizzazione dell'area

GIARDINO ALPINO CHANOUSIA

GIARDINO ALPINO CHANOUSIA  Apri
Loc. AOSTA AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
42 Km da NORDEND
  Area Aosta, Villair-Amerique, Saint Maurice
Il giardino alpino Chanousia si trova nei pressi del Colle del Piccolo San Bernardo, a circa 800 metri al di la' del confine italo-francese. E' posto in un paesaggio alpino di notevole bellezza, a 2.170 m di quota, in vista della grandiosa mole del Monte Bianco e di altre imponenti cime e si estende su una superficie di circa 10.000 mq., con una discreta pendenza, su un substrato costituito da scisti carboniosi. Il clima e' caratterizzato da precipitazioni nevose variabili da 4 a 8 metri che perdurano fino a giugno e spesso anche oltre; la temperatura media annua e' di + 1° C, inoltre forti venti spazzano frequentemente il Colle. La vegetazione spontanea e' costituita da pascoli rasi, e il limite del bosco di larici e abeti rossi si trova, sul versante italiano, a circa 1.850 m. Capita spesso che il giardino non sia libero dalla neve prima della meta' di Luglio e, non di rado, anche piu' tardi. Queste severe condizioni climatiche rendono la stagione vegetativa molto breve (due o tre mesi e a volte anche meno), e condizionano la scelta delle piante che si possono coltivare, che devono essere solo specie provenienti da ambienti di tipo alpino e nivale. Quando si comincio' la ricostruzione delle collezioni, per prima cosa si cerco' di riconoscere quali e quante specie fra quelle coltivate prima dell'abbandono, fossero sopravvissute, cercandole fra la vegetazione spontanea cresciuta nelle aiuole e nei sentieri, e come gia' detto, si riusci' a rintracciarne e a identificarne piu' di un centinaio. Furono puliti e sistemati i sentieri e ripristinate in un primo tempo le vecchie aiuole, mentre in seguito ne vennero costruite di nuove, con criteri piu' moderni. Per quanto riguarda la disposizione delle specie, poiche', come si e' detto, il periodo vegetativo e' breve, e spesso brevissimo, e quindi le piante crescono lentamente, nei primi anni si preferi' non effettuare troppi spostamenti, mentre in seguito si e' iniziata la graduale realizzazione di ambienti diversi, quali la roccera calcarea, il pendio detritico di tipo calcareo e di tipo siliceo, la zona umida, ecc., in cui sistemare specie con esigenze ambientali simili

CHAMOIS

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Loc. CHAMOIS AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
17 Km da NORDEND
  Area Brengon, Saint-vincent, Saint-denis
Situato a 1815 metri d&altitudine, nella media valle del Cervino, sulla sinistra orografica del torrente Marmore, Chamois e' il comune piu' alto della Valle d&Aosta ed uno fra i piu' alti d&Italia. Chamois e' raggiungibile principalmente mediante una funivia che parte da Buisson, frazione di Antey-Saint-Andre'. I piu' allenati possono salire a Chamois seguendo la vecchia mulattiera che, con le sue 93 strette curve, congiunge tutt'ora la localita' al fondovalle oppure dal paese di La Magdeleine percorrendo il sentiero chiamato 'percorso energia', passeggiata adatta a tutti fattibile a piedi o in bicicletta tramite un servizio di 'bike sharing' attivo nei mesi estivi. Gli amanti del volo turistico possono sperimentare un atterraggio nel piccolo altiporto. Come avrete immaginato, in questa localita' non circolano le vetture; Chamois, infatti, dal 2006 puo' fregiarsi dell&appellativo di 'Perla delle Alpi' e fa parte di una costellazione di localita' dell&arco alpino che associa luoghi montani fra i piu' belli d&Europa, uniti dalla comune volonta' di promuovere la tutela del territorio e gli spostamenti liberi dal vincolo dell&automobile. Il paese ha mantenuto intatte tutte le caratteristiche di piccolo borgo alpino, con le abitazioni in legno e pietra e le strette stradine che lo attraversano e regala ai turisti che lo scoprono la possibilita' di trascorrere vacanze uniche, lontani dai luoghi comuni, in una localita' veramente eccezionale e nella quiete piu' assoluta. Questa peculiarita' e' gelosamente difesa dai suoi abitanti, che ne apprezzano i benefici in termini di tranquillita' e a cui non pesa la conseguente situazione di relativo isolamento. In inverno il comprensorio sciistico di Chamois offre varie tipologie di discese, con belle piste di oltre 16 chilometri di lunghezza. Interessante la discesa fuori pista che dal Col Fontana Fredda permette di raggiungere Valtournenche.

CRIPTOPORTICO FORENSE

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Loc. PIAZZA PAPA GIOVANNI XXIII, AOSTA AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
45 Km da NORDEND
  Area Saint-christophe, Saint Maurice, Villair-Amerique
Il Criptoportico Forense e' un monumento romano della citta' di Aosta e anticamente circondava l'area sacra del foro di Augusta Praetoria. E' riconosciuto monumento nazionale italiano.E' costituito da una galleria a due navate articolata su tre lati che abbraccia un ideale rettangolo di 89 X 73 metri, lasciandolo aperto sul lato sud. Le volte sono sostenute da imponenti pilastri in travertino. E' sostenuto da una serie di archi che dividono le due navate.La funzione di questa struttura interrata non e' stata ancora chiarita completamente: si ipotizza che potesse essere utilizzato inizialmente come deambulatorio e solo dal III secolo come deposito militare. Sicuramente ricopriva un importante ruolo strutturale e serviva a regolarizzare il naturale dislivello del terreno nell'area del complesso forense. Nello spazio circoscritto dalla galleria, in posizione sopraelevata, si trovavano, affiancati l'uno all'altro, due templi con fronte a sei colonne. Il primo dedicato ad Augusto divinizzato e il secondo alla triade capitolina Giove, Giunone, Minerva.La costruzione del foro si puo' dividere in due fasi: 1ª fase: In epoca augustea, quando fu fondata la citta' (25 A.C.), si inizio' a costruire il foro addossato al decumanus (l'odierna via Francois de Sales). Sulla terrazza artificiale vennero costruiti due templi affiancati e circondati su tre lati da un colonnato al di sotto del quale c'era il criptoportico. 2ª fase: durante il secondo secolo d.C. venne costruita la grande platea: un'area di fronte all'area sacra dove sorgevano le cosiddette taberne. La platea e' stata isolata dall'area sacra tramite il passaggio di una via. La platea misurava 88,50 metri di lunghezza e 130 metri di larghezza. La recente scoperta di un insula a destra del criptoportico sara' parte del complesso di monumenti che comprendera' anche la cattedrale di Aosta

MACUGNAGA

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Loc. MACUGNAGA VERBANO-CUSIO-OSSOLA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
18 Km da NORDEND
  Area Viganella, Gressoney-Saint-Jean, Valtournenche
Macugnaga (Makana' in Titsch, la locale lingua walser) e' un comune italiano di 613 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola in Piemonte. I primi insediamenti stabili di coloni e' avvenuto nella seconda meta' del XIII secolo. Si trattava di un popolo proveniente dall'elvetica valle di Saas: i Walser. Stabilitisi nella parte alta della Valle Anzasca, come pure negli altri centri ossolani di Formazza e Ornavasso. Una volta valicato il passo del Monte Moro queste popolazioni avrebbero trovato nell'ampia conca glaciale un luogo idoneo per sviluppare la pastorizia e l'agricoltura, caratterizzando con elementi specifici della loro cultura l'architettura e la lingua un alto tedesco ancor oggi fermo nella semantica al 1300 dell'alta Valle Anzasca. Ancora oggi sono visibili le tipiche abitazioni Walser, molte delle quali splendidamente restaurate con approccio conservativo, con basamenti in pietra, strutture e interni interamente in legno di larice, i caratteristici balconi ed il tetto in pietra a due falde ricoperto di lastre di beola, dette anche piode, o piu' raramente di scandole di larice. Come riscaldamento una stufa in pietra ollare, detta hofe, in genere riportante la data di costruzione dell'abitazione (alcune riportano date del XVI secolo). Uno splendido esempio di questa architettura e' la casa museo Walser che si trova nella frazione Borca. Dal punto di vista politico-amministrativo Macugnaga segui' parzialmente le vicende dell'Ossola. Inizialmente appartenente al Ducato di Milano, ne segui' il destino con le dominazioni spagnole e austriache. Nel 1743 con il Trattato di Worms l'Ossola venne aggregata al Regno di Sardegna. Sotto il profilo amministrativo Macugnaga, come tutta la Bassa Ossola, venne inclusa nella Provincia di Pallanza, ed inserita nel Mandamento di Vogogna. Nel 1818 con la soppressione del Mandamento di Vogogna, Macugnaga divenne parte del nuovo mandamento di Bannio, il quale fu riassegnato alla Provincia dell'Ossola. Con la nascita del Regno d'Italia la Provincia dell'Ossola fu trasformata in Circondario e venne inclusa nella Provincia di Novara. Macugnaga appartenne a questa Provincia sino al 1992, anno di istituzione della nuova Provincia del Verbano-Cusio-Ossola

TEATRO ROMANO DI AOSTA

TEATRO ROMANO DI AOSTA  Apri
Loc. AOSTA - VALLE D AOSTA  Navigatore
45 Km da NORDEND
  Area Saint-christophe, Villair-Amerique, Saint Maurice
  Brochure PDF
La costruzione del teatro e' ritenuta avvenuta qualche decennio dopo la fondazione della citta', nel 25 a.C.: nell'area sono infatti stati rinvenuti resti di costruzioni preesistenti. L'anfiteatro risale all'epoca dell'imperatore Claudio. Insieme all'anfiteatro, posto sul medesimo asse, occupa tre isolati contigui alla cinta muraria, lungo la principale strada della citta', il Decumano massimo, in prossimita' della Porta Pretoria. Il teatro occupava un'area di 81 m di larghezza e di 64 m di lunghezza. La cavea era inserita in un recinto a pianta rettangolare, la cui facciata esterna si conserva per un'altezza di 22 m sul lato meridionale; la sua facciata era contraddistinta da una serie di contrafforti verticali posti a 5,5 m di distanza l'uno dall'altro e alleggerita da quattro ordini di aperture: in basso, le arcate d'ingresso e, verso l'alto, tre ordini di finestre sovrapposte, di forma diversa. Questo inserimento ha fatto supporre l'esistenza di una copertura, che doveva fare dell'edificio un theatrum tectum, sul tipo di quello di Pompei. Teatro romano di Aosta: vista della recinzione esterna e delle gradinate della cavea Le gradinate della cavea potevano ospitare 3.500/4.000 spettatori. L'orchestra del teatro aveva un raggio di 10 m. Il muro della scena, di cui restano solo le fondazioni, era ornato da colonne di ordine corinzio e da statue e rivestito di marmi. Secondo la tradizione locale, nel 1833 per la costruzione del municipio di Aosta venne proposto di usare il teatro romano come cava di pietra: per opporsi a questa distruzione il priore e storico Jean-Antoine Gal si sarebbe recato personalmente a piedi a Torino dal re a Torino per invocarne l'intervento. A partire dal 1838 Carlo Promis avvio' le prime indagini archeologiche nell'area: i muri rinvenuti vennero attribuiti ad un palazzo del pretore (Palais du pre'teur). Una prima sommaria sistemazione della struttura si ebbe negli anni venti. Ampi lavori di recupero e di restauro tra il 1933 e il 1941 interessarono la facciata e la zona sud-ovest. Sempre nella stessa zona gli scavi condotti negli anni sessanta hanno riportato alla luce resti di abitazioni del II o III secolo d.C. e le basi di sei colonne facenti parte di un porticato che fiancheggiava una via. Nel 2008 - 2009 furono effettuate ulteriori attivita' di consolidamento della facciata monumentale ..

CASTELLO DI FENIS

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Loc. FENIS - VALLE D AOSTA  Navigatore
31 Km da NORDEND
  Area Saint-denis, Pontey, Villair-Amerique
  Brochure PDF
Il Castello di Fe'nis e' quasi completamente ristrutturato ed e' possibile visitarlo al suo interno con le guide ufficiali della Regione Valle d'Aosta, guide ben preparate e disponibili a rispondere a qualunque domanda. Al momento sono visitabili solo il piano terra e il primo piano, passando attraverso vari saloni, cucine e stanze da letto, tutte forniti di camini. Di particolare interesse sono la stanza chiamata tribunale, poiche' vi e' il simbolo della giustizia, e la cappella completamente affrescata. Pezzo forte del castello sono indubbiamente le balconate (il cui accesso e' stato chiuso per non rovinare gli affreschi) con relativo scalone, che si affaccianosul cortile d'ingresso ma e' possibile osservare appunto dal cortile. Ma la punta di diamante di questo castello e' rappresentata senza dubbio dai mobili del XV e XVI secolo che l'Amministrazione della regione Valle d'Aosta ha posto nelle stanze del maniero creando in questo modo il Museo del mobile valdostano. Inoltre i mobili sono stati messi in modo cosi' sapiente che il castello sembra ancora abitato. Il castello di Fe'nis e' certamente il piu' pittoresco e completo fra tutti i castelli della Valle d'Aosta. Il castello ha pianta pentagonale; gli angoli sono muniti di torrette circolari, tranne lo spigolo sud-ovest, che presenta una torre massiccia, e quello sud, con torre a pianta quadrata. Il mastio e' racchiuso in una doppia cinta muraria, con torrette di guardia e camminamento. Si accede al maniero passando attraverso la torre quadrata. Il cortile interno, con scalone semicircolare e balconate di legno, e' decorato da pregevoli affreschi (S. Giorgio che uccide il drago e saggi e profeti che mostrano cartigli con proverbi e sentenze morali in francese antico); sulla parete orientale sono raffigurati l'Annunciazione e santi. I primi due affreschi vengono attribuiti ad un pittore vicino alla scuola di Jaquerio (XV sec.). Al pianterreno si trovano: sale d'armi e da pranzo, dispensa, cucina, studio ed esattoria; al primo piano: la cappella con sala di rappresentanza e le camere dei conti.

MUSEO ARCHEOLOGICO DI AOSTA

MUSEO ARCHEOLOGICO DI AOSTA  Apri
Loc. PIAZZA RONCAS, 12, AOSTA AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
45 Km da NORDEND
  Area Saint-christophe, Saint Maurice, Villair-Amerique
L&allestimento del Museo Archeologico (ex convento della Visitazione) si articola in un percorso tematico cronologico. Aprono l&esposizione le tavolette assire raccolte dal canonico J. Boson, concesse dalla Collegiata di S.Orso e messe in mostra per la prima volta. Sulle tracce della suggestione creata dal Tigri e dall&Eufrate, sono esposte due delle stele antropomorfe ritrovate nello straordinario sito archeologico di Saint-Martin-de-Corle'ans, la cui tipologia rimanda a quell&area culturale. Proseguendo nella visita si incontra il plastico di Augusta Praetoria, corredato da ricche schede didattiche e da due postazioni video. I rituali delle sepolture e i loro corredi sono presentati in due sale in cui viene anche esposta la ricostruzione del letto funerario, avvenuta sulla base degli ossi lavorati ritrovati in una tomba a incinerazione della necropoli di San Rocco. Altre due sale dedicate all&epigrafia funeraria e ai culti della regione, espongono tra i reperti il noto Balteo bronzeo e un mirabile Giove Dolicheno. La religione cristiana trova espressione nel preziosissimo ambone del VI secolo, rinvenuto negli scavi della Cattedrale di Aosta. L&edilizia pubblica e' presentata con una raccolta di stampe con i principali monumenti aostani, frammenti scultorei e brandelli di affreschi, mentre la vita quotidiana e' rappresentata attraverso le suppellettili da tavola e da cottura. L&esposizione si conclude con puntuali riferimenti all&Uomo: oggetti legati al lavoro, ornamenti personali, giochi ed alcuni reperti rinvenuti in tombe

WW: OASI GIARDINO BOTANICO DI OROPA

WW: OASI GIARDINO BOTANICO DI OROPA  Apri
Loc. BIELLA - PIEMONTE  Navigatore
29 Km da NORDEND
  Area Oropa, Pont-Saint-Martin, Candelo
  Brochure PDF
Il Giardino botanico e' costituito interamente da piante indigene, gia' presenti nel giardino o raccolte nella conca di Oropa, salvo piccole collezioni alpine. L'Oasi si trova a 1200m sulle Alpi Biellesi, nei pressi dell'omonimo Santuario mariano. L'area, di 1,7 ettari, e' caratterizzata dalla presenza di una bellissima faggeta naturale e ben conservata e dal giardino botanico che ospita importanti specie vegetali. Ambiente Il Giardino Botanico Montano di Oropa si trova a 1200 m, sulle Alpi Biellesi, nei pressi dell'omonimo Santuario mariano. E' caratterizzato dalla presenza di una faggeta naturale molto bella e ben conservata, ed e' costituito interamente da piante indigene, gia' presenti nel Giardino o raccolte nella conca di Oropa, salvo piccole collezioni di piante ornamentali alpine. Flora e fauna La Faggeta di Oropa cresce e si sviluppa su suolo siliceo: il famoso metagranitoide di Oropa. All'interno del Giardino, oltre alla Campanula excisa, troviamo altre specie importanti, Giglio martagone, Genziana purpurea, Arnica montana, Primule, Orchidee e, nelle vicinanze di laghetti presenti Sfagni, Carici, Giunco ed Erioforo. Interessantissima, con la collezione di Felci spontanee, anche la presenza di Muschi e Licheni, per la cui osservazione e' in allestimento un sentiero natura tematico, simile a quello geologico gia' funzionante. I dintorni del Giardino sono ricchi della tipica fauna montana

BIELLA

BIELLA  Apri
Loc. BIELLA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
40 Km da NORDEND
Altitudine: 392 mt. s.l.m.  Area Candelo, Oropa, Cerrione
Biella e' una delle province della regione Piemonte; si trova ai piedi del monte Mucrone (Prealpi) nella valle del torrente Cervo. Il suo territorio e' quasi prevalentemente collinare e comprende piu di 80 comuni. L'origine di questa citta e' molto antica: dai ritrovamenti archeologici si fa risalire ad insediamento dell'eta del ferro. Nel periodo romano fu un importante centro e vi si formarono i primi nuclei cristiani. Nel XII Biella si divise in due borghi: il Piano e Biella Piazzo, a causa della fondazione di un nuovo borgo sull'altura Piazzo da parte del vescovo di Vercelli. Nel XVI secolo Biella venne dominata dai Francesi e dagli Spagnoli (come tutto il Piemonte). Nel 1772 divenne sede vescovile e poi di nuovo occupata dai Francesi: solo nel 1798 divenne finalmente libera. Da vedere: Duomo: la cattedrale di Biella e' una chiesa quattrocentesca ritoccata pero alla fine del 1700. Al suo interno vi sono molti affreschi importanti (tra cui molto belli sono quelli della Cappella di S. Eligio) che raffigurano i patroni dei collegi artigianali di Biella tra cui il bellissimo Cristo degli Artigiani del XVI secolo. Battistero: si tratta di un piccolo edifico con struttura in mattoni che risale all'epoca romana. Fu edificato intorno al IX secolo sui resti di un piccolo sepolcro romano: ha una pianta quadrata con quattro absidi a semicerchio mentre la cripta e' a crice greca e venne usata per seppellire i vescovi biellesi. Campanile romanico: si tratta del campanile della Chiesa di Santo Stefano (distrutta nel 1872) ed e' uno splendido esempio di architettura romanica. Fu costruito nel XIII secolo sui resti una torre di un vecchio castello. E' formato da otto piani separati da cornici di archetti ed e' alto 53 metri. Chiesa di San Sebastiano: chiesa cinquecentesca che rappresenta uno dei piu begli edifici dell'architettura rinescimentale in Piemonte. La facciata risale pero al 1800 quando la chiesa ne subi il rifacimento. All'interno vi e' un bellissimo coro realizzato in legno del XVI secolo ornato in oro e smalto blu

FUNIVIA PLATEAU ROSA'

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Loc. CERVINIA, VALTOURNENCHE, AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
17 Km da NORDEND
  Area Corgnolaz, Brengon, Saint-vincent
La Funivia del Plateau Rosa e' una funivia che si trova nel Matterhorn Ski Paradise. Collega le Cime Bianche (2810 m.s.l.m.) con la Testa Grigia, posta sul confine occidentale del ghiacciaio del Plateau Rosa. La prima funivia fu costruita nel 1939 dalla ditta Agudio. Da Plan Maison un'unica cabina arrivava in due campate sul ghiacciaio. Nel 1961 venne aggiunta una funivia doppia costruita dalla Piemonte Funivie. Nel 1988 fu costruita una cabinovia che da Plan Maison raggiungeva un punto spostato piu' verso sud-ovest rispetto alla stazione Cime Bianche di quell'epoca. Questo luogo diventera' la stazione Cime Bianche di oggi. Nel 1991 le due vecchie funivie furono sostituite da una moderna funivia costruita dalla ditta Holzl con cabine di 140 posti. Quest'ultima e' stata revisionata totalmente nel 2011: in quest'occasione, le cabine sono state sostituite con quelle della ditta Carvatech. Dati tecnici Velocita': 12 m/s Portata oraria: 1.450 persone Capienza cabina: 125 persone / 10080 kg

AOSTA

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Loc. AOSTA, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
45 Km da NORDEND
Altitudine: 583 mt. s.l.m.  Area Saint-christophe, Saint Maurice, Villair-Amerique
  Brochure PDF
Aosta e' il capolugo di regione della Valle d'Aosta, si trova in una conca delle Alpi sulla riva sinistra della Dora Baltea circondata da possenti montagne quali il Monte Emilius alto 3559 metri ed il monte Becca di Viou alto 2856 metri. Le origini di questa citta sono molto lontane, risalgono addirttura al Neolitico, ma il vero e proprio nucleo si ha nel VIII secolo come integrazione della popolazione locale con i celti. Questa citta ha subito dopo il dominio romano numerose invasioni barbariche: goti, burgundi, longobardi e franchi si sono susseguiti nell'invasione di questo territorio. Dopo la dominazione franca Aosta passo sotto la dnastia dei Borgogna nel X secolo per poi essere ceduta ad Umberto di Biancamano nel 1025, capostipite dei Savoia. Aosta rimase sotto la dinastia dei Savoia fino al XVIII secolo quando subi l'invasione francese e successivamente fu annessa all'impero di Napoleone. Grazie al Congresso di Vienna torno a far parte del regno di Sardegna e dal 1861 fece parte del Regno d'Italia. Da vedere: Anfiteatro Romano: questo teatro risale al periodo augusteo e ad oggi sono rimasti i resti della facciata meridionale. Si pensa che originariamente potesse contenere circa 4000 spettatori e da quello che rimane, si possono apprezzare le gradinate sui cui si sedevano gli spettatori, le fondamenta dell'orchestra ed il muro di scena. Parco Nazionale del Gran Paradiso: questo e' il primo parco istituito in Italia e si estende su un esteso territorio diviso tra la Valle d'Aosta ed il Piemonte che comprende alte montagne come ad esempio la vetta del Gran Paradiso. L'area e' ricoperta da abeti, larici, vaste praterie , ghiacciai ed e' abitata da molti esemplari della fauna montana come ad esempio l'aquila reale e gli stambecchi. Museo Archeologico: questo museo ha sede nel Monastero della Visitazione fondato nel XVII secolo. Questo Monastero e' stato costruito sui resti di un'antica torre romana e sulla sua faccita e' possibile intravvedere lo stemma della dinastia dei Savoia ed alcuni ritratti della casa Challant. All'interno sono raccolti molti reperti archeologici rinvenuti negli scavi della zona

LA MAGDELEINE

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Loc. LA MAGDELEINE AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
18 Km da NORDEND
  Area Corgnolaz, Saint-vincent, Saint-denis
Situata a 1644 metri di altitudine sul versante orografico sinistro del torrente Marmore, nella media Valle del Cervino, La Magdeleine e' un interessante esempio di organizzazione urbanistica di montagna. Si tratta di un insieme di cinque piccole frazioni ('hameaux') edificate secondo un&architettura in legno, semplice e armoniosa, a misura d&uomo e della natura. Uno dei piu' caratteristici ed interessanti esempi di insediamento montano in Valle d&Aosta e' il centro storico della frazione di Vieu, per la disposizione delle costruzioni e la loro strutturazione basata sulle necessita' lavorative di quei tempi. Il comune di La Magdeleine vanta la presenza di otto mulini, alimentati dalle acque di un piccolo torrente, la cui origine puo' essere ricondotta al XVIII secolo. Sebbene esista un 'sentiero dei mulini' percorribile liberamente, per scoprire i vari edifici e conoscerne le funzionalita' e' necessario partecipare alle visite guidate, organizzate su prenotazione per gruppi di almeno 8 persone e previa verifica dell'agibilita' del sentiero. Da segnalare inoltre alcuni forni ancora funzionanti e svariate cappelle, tra le quali quella in frazione Messelod, risalente al &600, dedicata a San Rocco. Reperti di carattere paleontologico, ritrovati oltre i 2000 metri di quota alle falde del Monte Tantane', fanno presupporre la frequentazione del sito gia' durante la prima eta' del ferro. Nel Medioevo La Magdeleine faceva parte della Signoria di Cly ed era economicamente collegata a Chatillon. Base di lancio per voli con il parapendio, La Magdeleine e' punto di partenza per chi e' diretto a Chamois percorrendo la strada panoramica tutta in pineta ; si possono inoltre effettuare escursioni in mountain bike, passeggiate non eccessivamente impegnative nei boschi del circondario e trekking al Monte Zerbion e al Monte Tantane'. In inverno La Magdeleine si rivela una piccola stazione sciistica, dotata di facili piste da discesa, di una pista per lo sci nordico e di uno snow-park per i piu' piccoli. Gli appassionati dello sci-alpinismo si orientano sul Monte Zerbion, sul Tantane', sul Col Portola, mentre i fondisti piu' esperti possono dirigersi verso Chamois attraverso il Col Pillaz.

SAINT-VINCENT

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Loc. SAINT-VINCENT AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
17 Km da NORDEND
  Area Ussel, Brengon, Corgnolaz
Saint-Vincent (dal 1939 al 1945 San Vincenzo della Fonte) e' un comune italiano di 4.689 abitanti della Valle d'Aosta.La localita' possiede importanti resti romani, come il ponte sul torrente Cillian, lungo la via delle Gallie, e la grande chiesa romanica del XII secolo. Di epoca preromanica la cripta di Saint-Vincent. La chiesa parrocchiale, secondo l'autorevole parere di Alfredo d'Andrade, sarebbe stata una chiesa fortificata durante il medioevo e ne mostrerebbe ancora traccia. Saint-Vincent e' diventata famosa dalla seconda meta' del XIX secolo per la presenza della fonte termale scoperta da Jean-Baptiste Perret nel 1770. Il Palais di Saint-Vincent

CATTEDRALE DI AOSTA

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Loc. AOSTA, ITALIA - VALLE D AOSTA  Navigatore
45 Km da NORDEND
  Area Saint-christophe, Saint Maurice, Villair-Amerique
L'odierna piazza Giovanni XXIII sorge sulla parte meridionale di quella che al tempo di Augusta Praetoria era l&area sacra del Foro romano, delimitata dal criptoportico. La cruciale importanza che questa zona rivestiva per la vita della citta', non venne meno nei secoli che videro il progressivo declino e la fine di quello che fu il mondo romano: ad est del criptoportico infatti, sorse il primo edificio dedicato al culto cristiano. In questo complesso preesistente, sorse verso la fine del IV secolo la Cattedrale. Si trattava di un edificio di imponenti dimensioni, ad un&unica navata absidata, dotato di un battistero ad ovest e di vari locali annessi, uno dei quali destinato a battistero secondario. La facciata si trovava a pochi metri dalle strutture del braccio orientale del criptoportico ed era praticamente collegata a questo dalle strutture del battistero principale. Questo complesso, al quale vennero ad aggiungersi alcuni vani meridionali destinati a residenza episcopale o ad abitazioni del clero, resto' in uso per piu' secoli ed il suo aspetto non venne significativamente modificato, salvo una fase costruttiva altomedievale, sino al grande cantiere romanico che diede alla Cattedrale l&aspetto che sostanzialmente conserva ancora oggi. A questa fase dell&XI secolo risale anche l&importante ciclo di affreschi che sono stati riportati alla luce nel sottotetto della chiesa: assieme a quelli di Sant&Orso, fanno di Aosta uno dei principali centri di arte Ottoniana in Europa. Nella seconda meta' dell&XI secolo venne completamente rifatto il corpo di fabbrica occidentale che risulto' composto da due torri e da un&abside centrale aggettante; nel XIII secolo vennero abbattute due delle cinque absidi originarie e realizzato il deambulatorio, un corridoio anulare attorno al coro. Tra il XV ed i primi anni del XVI secolo, poi, i vescovi di Aosta promossero un radicale restauro della chiesa e la arricchirono di numerose opere d&arte. L&alto coro, dominato da un crocifisso ligneo del XIV secolo, presenta due ordini di stalli scolpiti verso il 1460; sul pavimento sono visibili due mosaici del XII e del XIV secolo, che rappresentano rispettivamente i mesi dell&anno e una serie di animali reali e fantastici assieme ai fiumi Tigri ed Eufrate. L&altare maggiore e' barocco, in marmo nero con intarsi multicolori. Scendendo dal coro, due scale, una a destra e l&altra a sinistra, danno accesso alla cripta dell&XI secolo; la sua pianta e' articolata in tre navate separate da agili colonnine medievali e da piu' robuste colonne romane di reimpiego. Sulla parete di fondo sono visibili le entrate originarie poste ad ovest. La facciata della Cattedrale si compone di due parti distinte: un atrio cinquecentesco ed una fronte neoclassica aggiunta nel 1848. L&atrio presenta un elegante prospetto architettonico in cotto, ornato da statue e da affreschi raffiguranti scene della vita della Vergine cui la chiesa e' dedicata, bell&esempio di arte rinascimentale in Valle d&Aost

SANTUARIO DI OROPA

SANTUARIO DI OROPA  Apri
Loc. OROPA BIELLA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
30 Km da NORDEND
  Area Biella, Candelo, Pont-Saint-Martin
Il Santuario di Oropa e' il piu' importante Santuario mariano delle Alpi. Si colloca in uno scenario unico e incontaminato a 1200 m. di altezza, a soli 20 minuti dal centro di Biella. Secondo la tradizione l'origine del Santuario e' da collocarsi nel IV secolo, ad opera di S. Eusebio, primo vescovo di Vercelli. I primi documenti scritti che parlano di Oropa, risalenti all'inizio del XIII secolo, riportano l'esistenza delle primitive Chiese di Santa Maria e di San Bartolomeo, di carattere eremitico, che costituivano un punto di riferimento fondamentale per i viatores (viaggiatori) che transitavano da est verso la Valle d'Aosta.Lo spanoramaviluppo del Santuario subi' diverse trasformazioni nel tempo, fino a raggiungere le monumentali dimensioni odierne tramutandosi da luogo di passaggio a luogo di destinazione per i pellegrini animati da un forte spirito devozionale. Il maestoso complesso e' frutto dei disegni dei piu' grandi architetti sabaudi: Arduzzi, Gallo, Beltramo, Juvarra, Guarini, Galletti, Bonora hanno contribuito a progettare e a realizzare l'insieme degli edifici che si svilupparono tra la meta' del XVII e del XVIII secolo. Dal primitivo sacello all'imponente Basilica Superiore, consacrata nel 1960, lo sviluppo edilizio ed architettonico e' stato grandioso. Il primo piazzale, su cui si affacciano ristoranti, bar e diversi negozi, e' seguito dal chiostro della Basilica Antica, raggiiungibile attraverso la scalinata monumentale e la Porta Regia. Tutti i maestosi edifici del santuario sono stati edificati nel corso dei secoli partendo dal suo cuore: il Sacello della Basilica Antica

COLLEGIATA DI SANT'ORSO

COLLEGIATA DI SANT'ORSO  Apri
Loc. AOSTA - VALLE D AOSTA  Navigatore
44 Km da NORDEND
  Area Saint-christophe, Villair-Amerique, Saint Maurice
Lo scavo archeologico, condotto in piu' lotti tra il 1976 e il 1999, ha permesso di ripercorrere le vicende costruttive dell&edificio. Le indagini hanno interessato un&area che in antichita' faceva parte di una vasta necropoli extraurbana dove, agli inizi del V secolo, sorse un complesso paleocristiano che comprendeva anche la chiesa cruciforme di S. Lorenzo. Al centro della navata sud si e' rinvenuto il basamento di un edificio funerario databile tra IV e V sec. d.C.; la chiesa primitiva, sorta a nord di questo mausoleo, era costituita da una semplice aula absidata circondata da un porticato destinato a sepolture privilegiate. Nel IX secolo, la chiesa viene completamente ricostruita e ingrandita, spostando verso sud l&asse generale dell&edificio; l&estremita' orientale e' dotata di tre absidi, mentre la facciata e' ricostruita a ovest di quella paleocristiana. Nel 989 si aggiunge alla facciata un campanile i cui resti sono ancora visibili per un&altezza di circa 15 m. All&inizio dell&XI secolo, viene costruita la chiesa romanica che ingloba il campanile nella nuova facciata, malgrado la sua posizione sia eccentrica rispetto all&asse longitudinale della nuova chiesa. L&edificio e' a pianta basilicale, diviso in tre navate concluse da absidi semicircolari. L&attuale torre campanaria, costruita nel XII secolo, apparteneva originariamente ad un sistema difensivo costituito da una cinta muraria e da una seconda torre di grandi dimensioni, i cui resti sono stati scoperti addossati al muro perimetrale nord della chiesa. I resti archeologici non sono visibili perche' situati immediatamente al di sotto del pavimento della chiesa. Da segnalare il bellissimo coro ligneo quattrocentesco, l&antica cripta e l&importante ciclo di affreschi ottoniani (sec. XI) visibile nel sottotetto della chiesa.

PARCO NATURALE ALTA VALSESIA

PARCO NATURALE ALTA VALSESIA  Apri
Loc. VARALLO - PIEMONTE  Navigatore
39 Km da NORDEND
  Area Isola San Giulio, Colma, Verbania
Il Parco piu' alto d'Europa Il Parco ha un'estensione di 6.511 ettari, compresi i 900 ed 4.559 metri s.l.m., ed e' pertanto il Parco piu' alto d'Europa. Il suo territorio riguarda le porzioni superiori delle testate del fiume Sesia e del torrente Sermenza e della Val Ma stallone e da numerosi valloni confluenti. I suoi confini occidentali e nord occidentali corrono sullo spartiacque che separa la Valsesia da quella di Gressoney, dal territorio elvetico e della Valle Anzasca. A settentrione il confine coincide con la cresta alpina del massiccio del Monte Rosa, toccando i 4.559 metri della Punta Gnifetti

PORTA PRETORIA

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Loc. PORTA PRETORIA, PIAZZA PORTE PRETORIANE, AOSTA, ITALIA - VALLE D AOSTA  Navigatore
44 Km da NORDEND
  Area Saint-christophe, Villair-Amerique, Saint Maurice
Il monumento si trova tra via Sant&Anselmo e via Porta Praetoria. Situata nella parte orientale delle mura, era l&accesso principale alla citta' di Augusta Praetoria, edificata nel 25 a.C. dopo la sconfitta dei Salassi ad opera di Terenzio Varrone. Era dotata di tre aperture, ancor oggi visibili: quella centrale per i carri e quelle laterali per i pedoni. L&area all&interno delle aperture era utilizzata come cortile d&armi; nella sua parte meridionale, il terreno e' stato scavato fino a raggiungere il presunto livello del suolo in epoca romana (circa due metri al di sotto del livello attuale & la differenza e' dovuta ai materiali traspostati dalle piene fluviali). Nelle aperture rivolte all&esterno sono ancora visibili le scanalature entro cui correvano le cancellate che di notte venivano calate. Nella facciata orientale sono ancora visibili alcune delle lastre di marmo che rivestivano l&intero monumento, che all&interno e' costituito di blocchi di puddinga. Nel Medioevo fu addossata alla Porta Praetoria una cappella dedicata alla Santissima Trinita' (ora non ne resta che una nicchia), da cui prese nome, per diversi secoli, anche la stessa Porta Praetoria

PARCO NATURALE DEL MONT AVIC

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Loc. PONTEY - VALLE D AOSTA  Navigatore
29 Km da NORDEND
  Area Champdepraz, Saint-denis, Fénis
Il Parco Naturale del Mont Avic (in francese, Parc naturel du Mont-Avic) e' un parco naturale della Valle d'Aosta e ha una superficie di oltre 5.747 ettari. Fu il primo Parco naturale regionale della regione, dopo il Parco Nazionale del Gran Paradiso, creato nel 1989 ed ampliato nel 2003, e' esteso tra il vallone di Champdepraz e la Valle di Champorcher, solcato dal torrente Chalamy, in posizione appartata rispetto alle grandi rotte turistiche valdostane. Le alte vette aguzze dei monti Avic (3003 metri), Iberta e Glacier (oltre i 3185 metri) separano il vallone di Champdepraz dalla valle di Champorcher. Nel parco e' presente la piu' estesa foresta di pini uncinati (Pinus mugo subsp. uncinata) della Valle d'Aosta: oltre 980 ettari. Diversi sono i sentieri del parco: il piu' frequentato e' quello che parte dalla valle di Champorcher ed attraverso il Colle del Lago Bianco (Col du lac blanc) scende nel Vallone di Champdepraz, con in sfondo il Cervino e il Monte Rosa, tocca il Lago Bianco (lac Blanc), affiancato dal Rifugio Barbustel (2200 metri), ed il Lago Cornuto (Lac Cornu) per raggiungere poi il Gran Lago (Grand Lac), il piu' esteso lago naturale della Valle d'Aosta; percorrendo invece la Valle di Champorcher si puo' raggiungere il lago Miserin (22 ettari) a 2576 metri di quota, e, lungo l'antica strada di caccia dei Savoia, la Finestra di Champorcher, valico situato a 2826 metri di quota, che permette l'accesso in val di Cogne. Esistono altri sentieri che partono dalle frazioni di Chevre're e di Veulla (capoluogo) di Champdepraz, a quota 1300 metri, e toccano altri laghi, altre foreste e alcune testimonianze di attivita' minerarie del passato. Il parco ha una gestione ambientale verificata ed e' il primo parco in Europa ad aderire all'EMAS

PONTE ROMANO DI SAN MARTINO

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Loc. PIAZZA IV NOVEMBRE, PONT-SAINT-MARTIN AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
29 Km da NORDEND
  Area Donnas, Bard, Verrès
  Brochure PDF
Il ponte romano e' un manufatto poderoso, con un unico arco a sesto ribassato di ben 31 metri di luce. Le sue spalle, formate da blocchi ben squadrati di gneiss e micascisti reperiti sul luogo, poggiano sulla viva roccia. La massa muraria e' alleggerita da alcune parti in pietrame piu' piccolo, delimitato da cornici che movimentano la sobria facciata. L'intradosso dell'arcata presenta cinque anelli paralleli a conci squadrati con quattro opportuni solchi intermedi, riempiti di un amalgama di malta e coccio pestato. Nella parte alta i conci sono legati fra loro con insolite graffe di ferro: si tratta, secondo la leggenda, delle tracce lasciate da Satana! Il ponte, la cui costruzione risale al 25 a.C., costitui' per secoli l'unico passaggio sull'impetuoso torrente Lys. Grazie alla sua considerevole altezza (20,25 m.), non subi' alcun danno nelle numerose inondazioni di cui e' stato oggetto il territorio circostante. Rimase anche miracolosamente intatto, tra un cumulo di rovine, durante il devastante bombardamento aereo alleato del 23 agosto 1944. La leggenda del ponte Si racconta che San Martino, vescovo di Tours, si trovasse a transitare in Valle d'Aosta per recarsi a Roma. Arrivato nel borgo, ai piedi del torrente Lys, dovette pernottarvi perche', a causa del maltempo, era stata trascinata via dalle acque l'unica passerella esistente. Fu proprio il santo ad avere la buona idea di proporre a Satana la costruzione di un nuovo ponte che venne realizzato in una sola notte, in cambio della prima anima che vi fosse transitata. All'alba San Martino, accompagnato da tutta la popolazione, si diresse sul nuovo ponte, bello, grande e soprattutto solido e, gettato un pane all'altra estremita', libero' un cagnolino affamato. Satana, in attesa, si vide capitare tra le grinfie non un cristiano, ma il povero animale: per la gran rabbia, con terribili urla, botti e fumi di zolfo, scomparve per sempre nel Lys.

VIGANELLA

VIGANELLA  Apri
Loc. VIGANELLA VB, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
39 Km da NORDEND
  Area Beura-cardezza, Premosello-chiovenda, Staffa
Viganella (Viganela in piemontese e in dialetto ossolano) e' un comune di 207 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola e della Valle Antrona. A partire dal 17 dicembre 2006 il piccolo centro ha conosciuto grande fama per l'installazione nelle sue vicinanze di un grande specchio (di metri 8x5), destinato ad illuminarlo, dato che, dall'11 novembre al 2 febbraio di ogni anno, il paese si trova completamente in assenza di sole a causa della montagna prospiciente. La costruzione dello specchio e' costata circa 100.000 euro

FORTE DI BARD

FORTE DI BARD  Apri
Loc. BARD AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
28 Km da NORDEND
  Area Donnas, Pont-Saint-Martin, Verrès
Il Forte di Bard (pron. omettendo la d finale; in francese Fort de Bard) e' un complesso fortificato fatto riedificare nel XIX secolo da Casa Savoia sulla rocca che sovrasta il borgo di Bard, in Valle d'Aosta. Dopo un lungo periodo di abbandono, il forte e' stato totalmente restaurato: e' stato aperto ai visitatori nel gennaio 2006. Attualmente ospita esposizioni di pittura e di scultura lignea ed e' sede del Museo delle Alpi, il polo museale delle Alpi Occidentali. Nel cortile interno principale si svolgono nel periodo estivo rappresentazioni musicali e teatrali. Dal punto di vista orografico, il forte si trova sulla sinistra della Dora Baltea, sulla cima di un promontorio roccioso, a 384 m s.l.m.. La posizione del forte di Bard e' strategica, in quanto in questo punto la valle della Dora Baltea si stringe fino a formare una gola che nei secoli ha marcato un confine culturale, politico e religioso della Valle d'Aosta. Ai piedi del promontorio, nella gola lungo la SS 26 in direzione di Donnas, si trova il geosito neolitico di Bard. Dopo moltissimi anni di abbandono Carlo Felice di Savoia, timoroso di nuove aggressioni da parte francese, affidasse il compito di redigere un progetto di ricostruzione all'ingegnere militare Francesco Antonio Olivero: i lavori di riedificazione si protrassero per otto anni, dal 1830 al 1838

FONTINA DOP DELLA VALLE D'AOSTA

FONTINA DOP DELLA VALLE D'AOSTA  Apri
Loc. AOSTA, ITALIA - VALLE D AOSTA  Navigatore
45 Km da NORDEND
  Area Saint-christophe, Saint Maurice, Villair-Amerique
Il territorio di produzione della Fontina e' quello della Valle d'Aosta, la Regione Autonoma nelle Alpi occidentali, aperta su Piemonte, Vallese, Savoia e Alta Savoia. Vertici e lati sono le montagne piu' famose d'Europa: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso. Non e' tutto solo montagna, ma per buona parte l'asse della Regione e' parallelo all'arco delle Alpi: valle endoalpina per eccellenza. Estati secche e inverni rigidi scandiscono dunque il tempo della flora, della fauna e... degli abitanti. Cosi' si possono trovare nei prati alcune essenze vegetali di tipo mediterraneo, mentre in luglio i pascoli alti sono formati da una collezione prestigiosa di fiori alpini. Perche' solo in questa terra la combinazione di fiori, erbe, acqua da' al latte delle mucche quel profumo speciale: ed e' solo l'aria della Valle d'Aosta che fa stagionare la Fontina. Nella onomastica rilevabile dai documenti antichi sulla Valle d'Aosta il nome Fontina ricorre con una certa frequenza. Sin dalla meta' del 1.200 si incontra la famiglia de Funtina e cento anni dopo si legge de Fontines. Molto ricca e' la documentazione sull'uso del nome Fontina per indicare i luogh (toponomastica): prati, terreni, villaggi... Lentamente sorge, scorrendo gli archivi, l'abbinamento del nome Fontina al nostro caratteristico formaggio; in sostituzione al vacherinus, in abbinamento al seras e poi a partire dal XVIII secolo usato in modo inequivocabile per il formaggio tipico. Per molti secoli la Fontina venne prodotta la' dove era possibile avere abbastanza latte, cioe' abbastanza vacche, e cioe' in alpeggio. Durante l'inverno la quasi totalita' delle famiglie valdostane non aveva che una o due o tre mucche, per la famiglia appunto. Solo nel corso del 1.800 si costituirono le latterie turnarie e il latte da lavorare fu messo in comune con spirito cooperativistico. La Fontina e' dunque figlia dell'alta montagna, dell'alpeggio e ha preso il nome da nobili casati e ricorrenti toponimi della Valle d'Aosta. Se visitate i castelli valdostani, osservate gli affreschi di Issogne. Tra dame, cavalieri e guerrieri vedrete un medievale banco di vendita del formaggio: si riconoscono le tipiche forme di Fontina. E' il segno di una tradizione -anzi di un'arte- che in questa terra continua da sette secoli e ha dato gusto a generazioni di valdostani e di visitatori. Fontina, una parola ricca di storia, un nome che oggi garantisce a livello europeo il rispetto di rigorose norme di produzione e consente di mantenere la specificita' e le qualita' organolettiche del prodotto, cosi' come la secolare tradizione da cui deriva. Come nasce e quando diventa Fontina I veri artefici della Fontina sono i pascoli montani della Regione e le bovine di razza autoctona: la pezzata rossa, la pezzata nera e la castana che assumono un ruolo insostituibile, grazie alla loro capacita' di valorizzare l'erba dei pascoli alpini e i fieni dei prati naturali. Il rapporto tra animali e pascoli e' attentamente gestito e sorvegliato dall'uomo che, secondo una sequenza e un calendario prestabiliti, organizza gli spostamenti del bestiame negli alpeggi. Le bovine valdostane hanno una produzione di latte variabile durante l'anno, inferiore complessivamente per quantita' rispetto a quella di altre razze, ma di qualita' superiore. la dieta delle mucche, composta prevalentemente di essenze alpine, determina anche i contenuti nutritivi del latte, che variano leggermente tra l'estate e l'inverno. La lavorazione, secondo quanto previsto dal disciplinare di produzione della DOP, non altera le caratteristiche del latte appena munto che passano inalterate nel formaggio. Infatti il latte viene caseificato entro poche ore dalla mungitura, 2 volte al giorno, alla T° di 36 °C, utilizzando per la coagulazione caglio di vitello. Si procede allora alla rottura della cagliata che viene spezzettata fino alle dimensioni di un chicco di mais. Tenendo in movimento la cagliata si procede a riscaldamento graduale fino a circa 48 C° per favorire lo spurgo dei coaguli. A temperatura raggiunta si interrompe il riscaldamento e, sempre tenendo in movimento la massa caseosa, si porta a termine lo spurgo. Terminata questa fase detta di spinatura si lascia a riposo la cagliata per una decina di minuti, trascorsi i quali si prosegue alla messa in forma della massa caseosa. La cagliata viene cosi' posta nelle fascere tipiche caratterizzate dalla convessita' dello scalzo sul quale viene applicata la placchetta di caseina con il numero progressivo del prodotto. Le forme vengono cosi' adagiate sotto pressa per ultimare lo spurgo del siero residuo. La spremitura dura circa 12 ore durante le quali le forme vengono rivoltate piu' volte. Prima dell'ultimo rivoltamento viene applicata la placchetta numerica che imprimera' sulla forma il numero identificativo del produttore (CTF), che insieme alla palcchetta di caseina, garantira' un'inequivocabile tracciabilita' del prodotto. Segue quindi la prima salatura e il successivo trasferimento delle forme nei magazzini di stagionatura. Il periodo di maturazione medio e' di minimo 3 mesi durante i quali la forma viene periodicamente strofinata e salata in superficie. Nel primo mese le forme vengono rivoltate ogni giorno, alternando un giorno di salatura e uno di spazzolatura, le operazioni che agevolano lo sviluppo della tipica crosta. Successivamente queste operazioni vengono effettuate ad intervalli piu' diradati, e le forme, accudite con cura, stagionano lentamente, allineate in perfetto ordine, su tavole di abete rosso. La maggior parte delle grotte di stagionatura della Fontina, sono scavate nella roccia. Qui la temperatura e' compresa tra 10°C e 12°C e l'umidita' e' superiore all'85%, condizioni ottimali per una lenta e graduata maturazione. Terminata la stagionatura, le fontine vengono esaminate, una ad una, dal Consorzio di tutela della DOP e, solo le forme che rispondono agli standard qualitativi fissati dal disciplinare di produzione vengono contrassegnate con il marchio DOP caratteristico.

CANDELO

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Loc. CANDELO BIELLA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
44 Km da NORDEND
  Area Biella, Cerrione, Oropa
  Brochure PDF
Candelo (Cande'j in piemontese, Canderium in latino) e' un comune di 8.060 abitanti della provincia di Biella. Il centro storico e' conosciuto soprattutto per la presenza dell'omonimo ricetto medioevale. Il suo territorio boschivo denominato Baraggione fa parte della Riserva naturale orientata delle Baragge.

ARCO DI AUGUSTO

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Loc. AOSTA - VALLE D AOSTA  Navigatore
44 Km da NORDEND
  Area Saint-christophe, Villair-Amerique, Saint Maurice
Appena passato il ponte sul torrente Buthier, lungo la strada che portava alla monumentale Porta Praetoria, principale via di accesso alla citta' romana, fu innalzato l&arco onorario dedicato all&imperatore Augusto. Si trattava di un segno eloquente della presenza e della potenza di Roma che nel 25 a.C. aveva definitivamente sconfitto il popolo dei Salassi e fondato la nuova colonia. L&arco, che si caratterizza per la sua severa imponenza, tipica dell&architettura del tardo periodo repubblicano, e' a un solo fornice a tutto sesto, largo metri 8,29 come la strada che lo attraversava. I pilastri che lo fiancheggiano presentano ai quattro angoli delle semicolonne su basi attiche sormontate da capitelli corinzi, le stesse che scompartiscono le facciate e i lati. In origine queste superfici erano interrotte dai rilievi con probabile figurazione a trofei che erano collocati nelle quattro nicchie della facciata. Una trabeazione dorica a triglifi e metope chiude in alto quel che rimane del monumento, da secoli privo dell&attico sul quale era apposta, a lettere di bronzo, l&iscrizione dedicatoria. Nel medioevo l&Arco era denominato 'Saint-Vout' da una immagine del Salvatore che vi era stata collocata e sostituita in seguito col Crocifisso. Nel 1716 il Conseil des Commis decise di preservare il monumento dalle infiltrazioni d&acqua ricoprendolo con un tetto d&ardesia. L&Arco fu definitivamente restaurato dal negli anni 1912-1913; uno scavo nelle sue vicinanze, risalente ai primi anni del &900, porto' alla luce due grandi lettere in bronzo dorato, con tutta probabilita' appartenenti all&iscrizione dedicatoria.

ARCO DI DONNAS

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Loc. DONNAS - VALLE D AOSTA  Navigatore
29 Km da NORDEND
  Area Bard, Pont-Saint-Martin, Verrès
La via Consolare delle Gallie, costruita per collegare Roma alla Valle del Rodano, ha nel tratto di Donnas uno dei suoi punti piu' caratteristici, intagliata com&e' nella viva roccia per una lunghezza di 221 metri. Le dimensioni dello scavo sono rese evidenti dallo sperone roccioso che e' stato lasciato, entro il quale e' stato scavato un arco: 4 metri il suo spessore, 4 metri l&altezza e quasi tre metri la distanza tra i due stipiti: nel Medioevo servi' come porta del Borgo, che veniva chiusa durante la notte. Sul lastricato della strada si possono ancora vedere i solchi lasciati dai carri, mentre poco oltre l&arco di trova la colonnina miliare sulla quale la cifra XXXVI rappresenta la distanza in 'milia' tra Donnas e Aosta (circa 50 Km)

CASTELLO DI ISSOGNE

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Loc. ISSOGNE AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
25 Km da NORDEND
  Area Bard, Donnas, Champdepraz
  Brochure PDF
Situato ad Issogne, sul versante destro della Dora, di fronte Verres nel suggestivo scenario delle montagne valdostane, ll castello ha pianta di forma quadrangolare. Uno dei quattro lati si apre su un giardino protetto dall'esterno attraverso un muro di cinta. Qui si trova la famosa fontana ottagonale con l'albero del melograno in ferro battuto. L'albero e' caratterizzato dall'avere il fogliame di una quercia e i frutti del melograno. La fontana fu probabilmente fatta realizzare da Giorgio di Challant come dono per le nozze di Filiberto di Challant con Louise d'Aarberg nel 1502 e vuole simboleggiare l'e tra la fertilita' della famiglia rappresentate dal melograno, con la forza e l'antichita' rese dalla quercia. Fanno parte dell'insieme anche dei piccoli draghi, sempre in ferro battuto. Le pareti che si affacciano sul cortile presentano delle decorazioni che celebrano il casato degli Challant. All'ingresso del castello possiamo ammirare le lunette delle botteghe artigiane sotto le volte del portico che rappresentano squarci di vita quotidiana dell'epoca con la bottega del sarto, la farmacia, la macelleria, il corpo di guardia, il mercato di frutta e verdura, la bottega del fornaio, dello speziale, del pizzicagnolo, tutte attribuite al pittore Colin. Al primo piano, raggiungibile tramite una scala a chiocciola di pietra (il cosiddetto viret), vi e' la cappella i cui gli affreschi raffigurano la nativita', i profeti, gli apostoli, i dottori della Chiesa, e sono attribuiti anch'essi al maestro Colin, autore anche degli affreschi della Collegiata di Sant'Orso di Aosta di cui Giorgio di Challant era priore. Sul lato nord abbiamo la cosiddetta sala della giustizia o 'salle basse', la sala principale del castello con le pareti completamente affrescate: un finto loggiato sorretto da colonne di marmo, alabastro e cristallo trasparente racchiude scene di caccia, di vita cortese e paesaggi nordici. Nel secondo piano troviamo la camera di Giorgio di Challant, detta anche camera di San Maurizio per via del soffitto decorato con le croci dell'Ordine dei Cavalieri di San Maurizio. Nell'angolo di nord ovest del maniero nella zona piu' antica del castello abbiamo la camera della torre mentre all'estremita' di sud-ovest del castello vi e' l'antica chambre de l'Empereur, che ha probabilmente dato ospitalita' all'imperatore Sigismondo di Lussemburgo nel 1414 ed e' attualmente chiamata camera della contessina, dalla contessina Isabella di Challant, figlia di Renato di Challant e di Mencia di Braganza

CASTELLO DI USSEL

CASTELLO DI USSEL  Apri
Loc. CASTLE OF USSEL, CHATILLON AOSTA VALLEY, ITALY - VALLE D AOSTA  Navigatore
21 Km da NORDEND
  Area Saint-vincent, Saint-denis, Brengon
Il castello di Ussel, posto su un evidente e scosceso promontorio, incombe da sud sull&abitato di Chatillon. Costruito da Ebalo di Challant verso la meta' del XIV secolo (dato confermato dall&analisi dendrocronologica), il Castello di Ussel rappresenta una svolta nell&architettura militare valdostana. Siamo infatti in presenza del primo esempio in Valle d&Aosta di castello monoblocco, ultima fase evolutiva del castello medievale, che segna il passaggio tra il contemporaneo castello di Fe'nis e le rigide forme di Verre's. Dopo essere passato piu' volte dagli Challant ai Savoia e viceversa, il castello venne utilizzato come prigione, fino al completo abbandono. Nel 1983 il barone Marcel Bich, dopo aver acquistato il castello dalla famiglia Passerin d&Entre'ves, erede degli Challant, lo dono' alla Regione, che ha provveduto al restauro e lo ha adibito a sede espositiva. A pianta rettangolare di notevoli dimensioni, il castello presenta all&esterno una buona muratura con una fascia sommitale di archetti ciechi, assenti sul lato nord, e bellissime bifore, tutte diverse tra loro, con decorazioni floreali e geometriche. Agli angoli del lato sud (verso la montagna) si trovano due torrette cilindriche aggettanti, in origine collegate tra loro da un camminamento di ronda protetto da una merlatura. Sempre a sud, si trovava anche l&ingresso, sormontato da una caditoia. Il lato nord, che guarda verso Chatillon, presenta due torri quadrangolari leggermente sporgenti, tra le quali, al centro, si eleva il mastio, elemento simbolico della potenza del feudatario. All&interno rimangono i monumentali camini con grandi mensole, posizionati su una medesima linea ascendente in modo da sfruttare un&unica canna fumaria, nonche' tracce delle scale e delle divisioni in piani. Prima del restauro il maniero era pressoche' ridotto allo stato di rudere, ma una puntuale indagine archeologica ha permesso di individuare e riproporre la reintegrazione delle lacune. Affiancato alle merlature, e' stato attrezzato un percorso pedonale molto suggestivo, dal quale il visitatore puo' ammirare la piana di Chatillon ed i suoi edifici storici

CASTEL SAVOIA

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Loc. GRESSONEY-SAINT-JEAN - VALLE D AOSTA  Navigatore
10 Km da NORDEND
  Area Saint-vincent, Ussel, Verrès
Realizzato per volere della Regina Margherita di Savoia, che soggiornava a Gressoney ospite dei baroni Beck Peccoz gia' dal 1889, il castello sorge ai piedi del Colle della Ranzola nella localita' denominata 'Belvedere', in ragione della splendida vista che da li' domina tutta la vallata fino al ghiacciaio del Lyskamm. La posa della prima pietra dell&edificio avvenne il 24 agosto 1899 alla presenza di re Umberto I il quale, assassinato a Monza un anno dopo, non avrebbe visto la conclusione dei lavori, protrattisi fino al 1904. La dimora ospito' la Regina durante i suoi soggiorni estivi fino al 1925, un anno prima della sua morte, che avvenne a Bordighera il 4 gennaio 1926. Dopo l'acquisto nel 1936 da parte dell'industriale milanese Moretti, il castello divenne proprieta' della Regione Autonoma Valle d&Aosta nel 1981. Costituito da un nucleo centrale di forma grosso modo rettangolare, cui si affiancano cinque torrette cuspidate, una diversa dall&altra, il castello fu progettato dall&architetto Emilio Stramucci (ideatore delle decorazioni neobarocche per il Palazzo Reale di Torino ed il Quirinale di Roma) in stile medioevale, descritto come 'stile lombardo del secolo XV', assai in uso nella Francia e nella Savoia, regione d'origine dei sovrani regnanti. L&esterno e' rivestito in pietra da taglio grigia proveniente dalle cave di Chiappey a Gressoney, di Gaby e di Vert (Donnas). Le pitture ornamentali furono realizzate dal giovane pittore e restauratore Carlo Cussetti, in seguito attivo nell&ala nuova del Palazzo Reale di Torino. I soffitti a cassettoni, le boiseries e gli arredi di ispirazione medievale sono invece opera dell&intagliatore torinese Michele Dellera, fornitore della Real Casa. Il castello si articola su tre piani: il pianterreno con i locali da giorno, il piano nobile con gli appartamenti reali ed il secondo piano (non visitabile), riservato ai gentiluomini di corte; i sotterranei ospitano le cantine. Tutti autentici gli arredi esposti nel castello, cosi' come le tappezzerie che ornano le pareti, in tessuto di lino e seta, decorate ad effetto chine'.

FONTINA D.O.P.

FONTINA D.O.P.  Apri
Loc. AOSTA, ITALIA - VALLE D AOSTA  Navigatore
45 Km da NORDEND
  Area Saint-christophe, Saint Maurice, Villair-Amerique
  Brochure PDF
Il territorio di produzione della Fontina e' quello della Valle d'Aosta, la Regione Autonoma nelle Alpi occidentali, aperta su Piemonte, Vallese, Savoia e Alta Savoia. Vertici e lati sono le montagne piu' famose d'Europa: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso. Non e' tutto solo montagna, ma per buona parte l'asse della Regione e' parallelo all'arco delle Alpi: valle endoalpina per eccellenza. Estati secche e inverni rigidi scandiscono dunque il tempo della flora, della fauna e... degli abitanti. Cosi' si possono trovare nei prati alcune essenze vegetali di tipo mediterraneo, mentre in luglio i pascoli alti sono formati da una collezione prestigiosa di fiori alpini. Perche' solo in questa terra la combinazione di fiori, erbe, acqua da' al latte delle mucche quel profumo speciale: ed e' solo l'aria della Valle d'Aosta che fa stagionare la Fontina

GRAN PARADISO NATIONAL PARK

GRAN PARADISO NATIONAL PARK  Apri
Loc. PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO, LOCALITA' BRUIL, 29, RHEMES-NOTRE-DAME, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
30 Km da NORDEND
Altitudine: 1881 mt. s.l.m.  Area Pontey, Saint-denis, Ussel
  Brochure PDF
Il Parco Nazionale Gran Paradiso a' il piu' antico d'Italia. L'area protetta si estende su una superficie di circa 70.318 ettari ai confini tra Piemonte e Valle d'Aosta e abbraccia un vasto territorio di alte montagne, fra gli 800 metri dei fondovalle e i 4.061 metri della vetta del Gran Paradiso. L'istituzione del Parco Nazionale Gran Paradiso risale al 1922, ed e' stata fondamentale per la salvaguardia dello Stambecco Alpino. All'inizio del 900, di questo animale, un tempo molto diffuso sulle Alpi, rimanevano solo pochi esemplari tutti concentrati in queste vallate che facevano parte della riserva di caccia di re Vittorio Emanuele II. Il Parco Nazionale Gran Paradiso protegge un'area caratterizzata da un ambiente di tipo prevalentemente alpino che presenta una meravigliosa varieta': boschi di larici e abeti, vaste praterie alpine, rocce e ghiacciai. Le montagne del gruppo sono state in passato incise e modellate da grandi ghiacciai e dai torrenti fino a creare le attuali vallate. Nei boschi dei fondovalle gli alberi piu' frequenti sono i larici, misti agli abeti rossi, pini cembri e piu' raramente all'abete bianco. A mano a mano che si sale lungo i versanti gli alberi lasciano lo spazio ai vasti pascoli alpini, ricchi di fiori nella tarda primavera. Salendo ancora e fino ai 4061 metri del Monte Gran Paradiso sono le rocce e i ghiacciai che caratterizzano il paesaggio. Questo scenario ideale fa si che l'area protetta possa vantare una ricchissima fauna alpina. Ogni anno il Parco Nazionale Gran Paradiso conta oltre 800 mila turisti, fra i quali figurano escursionisti, amanti del windsurf o del relax, oltre ai numerosi torinesi che si concedono una gita domenicale per sfuggire allo smog cittadino

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VALLE D AOSTA


La più piccola Regione d'Italia è posta all'estremità nord - occidentale della penisola, al confine tra Francia e Svizzera. La Valle d'Aosta è costellata da vette maestose fra cui troviamo le cime più alte delle Alpi come il Cervino, il Monte Rosa, il Gran Paradiso e sua maestà il Monte Bianco che, con i suoi 4810 m. non ha rivali in Europa: è il tetto del vecchio continente. Gioiello della regione è Courmayeur, considerata una delle più importanti stazioni sciistiche del mondo e culla dell'alpinismo, qui è nata la prima scuola per guide alpine. Nel contesto delle sue imponenti montagne e delle magnifiche valli è collocato il primo Parco Nazionale italiano istituito nel 1922, il Gran Paradiso dove è possibile osservare gli animali nel loro ambiente naturale: camosci, aquile reali, marmotte ed ovviamente lo stambecco, simbolo del parco. Storicamente la Val d'Aosta è considerata una terra di contatto e di fusione tra l'Italia e la Francia, caratteristica che si riflette sul bilinguismo ufficiale e sul suo statuto di regione autonoma. I grandi, moderni tunnel del Gran San Bernardo e soprattutto del Monte Bianco, capolavoro di ingegneria che sbocca in territorio francese, hanno aumentato la sua caratteristica di crocevia tra l'Italia ed il resto d'Europa.

Da Vedere: Parco del Gran Paradiso: si tratta di un parco di alta montagna che presenta una notevole varietà faunistica tra cui stambecchi, marmotte, camosci, aquila reale e gufo reale. Vi sono varie guide che propongono bellissime escursioni nel parco tra cui anche scalate nei ghiacciai. Courmayeur: Courmayeur è una località turistica molto rinomata della Valle d'Aosta, molto conosciuta per il suo paesaggio e la sua natura. E' molto famosa per la sua stazione alpina e per le sue stazioni sciistiche conosciute in tutto il mondo. La sua bellezza naturale è dovuta molto alla sua posizione geografica: si trova infatti sovrastata dalla maestosa catena del Monte Bianco. Courmayeur è nata come località turistica nel XVIII secolo e da allora ha mantenuta intatta la sua fama di località turistica ambita e rinomata. Fenis: Fenis si trova nella valle della Dora Baltea situata tra Chatillon e Aosta. Bellissimo da vedere è il castello che venne costruito tra il XIII ed il XIV secolo e più volte rimaneggiato nel corso dei secoli. E' strutturato su pianta pentagonale e possiede possenti torri agli angoli e mura merlate. All'interno si possono ammirare bellissimi affreschi di G. Jaquerio e la mobilia al suo interno costituisce il Museo del Mobile Valdostano.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica della Valle d'Aosta è una cucina montana caratterizzata dall'uso di carne, latticini e verdure. Tra la grande varietà di formaggi troviamo ad esempio la fontina, un formaggio grasso e dolce, mentre tra i piatti tipici troviamo il camoscio alla valdostana cucinato con vino e grappa. Vi è poi la 'Soupe de grì' una minestra a base di orzo e la 'Soupe valpellinetze' a base di patate, cavoli, fontina e brodo di carne; la 'Soupe paysenne', una minestra a base di pane raffermo, fontina, burro e cipolla. Un altro piatto tipico è la 'Fondue' a base di fontina, latte, burro e tuorli di uova, da accompagnare con cubetti di pane tostato, con la polenta o con il riso. Tra i vini vi segnaliamo il Val d'Aosta Blanc de Morgex de la Salle, Petit Arvine e Gamay.