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 AGRITURISMO LA MADDALENA

AGRITURISMO
LA MADDALENA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a ACATE Mazzarrone Niscemi Ragusa

CHIESA DI SAN MATTEO

CHIESA DI SAN MATTEO  Apri
Loc. ZAPPULLA - SICILIA  Navigatore
34 Km da LA MADDALENA
  Area Modica, Ispica, Scicli
La chiesa di San Matteo e' una chiesa di Scicli (provincia di Ragusa), collocata in cima al colle omonimo. E' il simbolo della citta'.Una chiesa esisteva gia' nell'alto medioevo nello stesso punto dell'edificio attuale, la quale venne raffigurata da tele e incisioni conservate in diverse chiese di Scicli che raffigurano il colle di San Matteo, con la chiesa e la svettante torre campanaria posta a ridosso delle absidi. Nel 1404 secondo la tradizione vi venne sepolto san Guglielmo eremita, nella Cappella dei Conti di Modica. L'attuale chiesa e' frutto di una ricostruzione settecentesca successiva al terremoto del Val di Noto del 1693. La chiesa fu duomo della citta' fino al 1874, anno dello spostamento della chiesa matrice nella gesuitica chiesa di Sant'Ignazio. L'edificio, lasciato in abbandono fu soggetto ad un rapido degrado, essendo stato privato totalmente delle coperture (volte e tetto). Negli anni novanta fu sottoposta a restauro, con la realizzazione di una copertura in cemento armato a forma di volta, che ha determinato problemi statici a causa del peso ingente e della differente risposta alle sollecitazioni dei materiali utilizzati.Per la costruzione dell'edificio, collocato sul pendio di una collina rocciosa, si e' resa necessaria la realizzazione di una terrazza a sostegno delle strutture: gli spazi sottostanti la chiesa sono stati adibiti a cripta utilizzata per le sepolture. L'impianto e' di tipo basilicale a tre navate di cinque campate, terminanti con il transetto sul fondo del quale si aprono tre absidi rettangolari. Sui quattro arconi che inquadrano il presbiterio si imposta l'anello della cupola. Il campanile e' integrato nelle strutture del transetto destro. La facciata a due ordini, rimasta incompiuta, mostra i caratteri salienti del barocco siciliano. Soprattutto nel partito centrale e' possibile notare un uso plastico della superficie muraria e un forte dialogo di tensioni fra elementi liberi (colonne) e volumi (superfici murarie continue)

VILLA DEL CASALE

VILLA DEL CASALE  Apri
Loc. STRADA PROVINCIALE 90, PIAZZA ARMERINA, ENNA, ITALY - SICILIA  Navigatore
45 Km da LA MADDALENA
Altitudine: 573 mt. s.l.m.  Area San Cono, Aidone, Pietraperzia
  Brochure PDF
La villa del Casale e' una dimora rurale tardo-romana i cui resti sono situati nell'immediata periferia di Piazza Armerina (EN), in Sicilia. Dal 1997 fa parte dei Patrimoni dell'umanita' dell'UNESCO. Nei famosi mosaici della villa lavorarono maestranze africane (e forse anche romane, come testimoniano alcuni motivi di derivazione sicuramente urbana) per un insieme di circa 3500 m². Ognuno dei quattro nuclei della villa e' disposto secondo un proprio asse direzionale. Tuttavia tutti gli assi convergono al centro della vasca del peristilio quadrangolare. Nonostante le apparenti asimmetrie planimetriche, la villa sarebbe dunque il frutto di un progetto organico e unitario che, partendo dai modelli correnti nell'edilizia privata del tempo (villa a peristilio con aula absidata e sala tricora), vi introdusse una serie di variazioni in grado di conferire originalita' e straordinaria monumentalita' all'intero complesso. L'unita' della costruzione e' testimoniata anche dalla funzionalita' dei percorsi interni e della suddivisione tra parti pubbliche e private. I tempi di costruzione, furono inizialmente valutati in un periodo di cinquanta-ottanta anni, e poi ridotti a circa cinque-dieci anni. Oggi si tende a credere ad una durata corta dei lavori. La funzione delle sale e' quasi sempre suggerita da allusioni nei mosaici pavimentali. La divisione in tre nuclei distinti, anche dal punto di vista degli assi, e materialmente divisi consentiva usi separati, senza il rischio di confusioni o indiscrezioni. La grande funzionalita' era legata a un'esasperata ricerca degli effetti prospettici e delle planimetrie con linee curve (soprattutto nelle terme e nel triclinio sud). La successione vestibolo-corte-nartece-aula absidata, gia' in uso durante l'architettura aulica del basso Impero (come la basilica di Costantino a Treviri), con una notevole intercambiabilita' verra' ripresa come impianto delle basiliche cristiane (antica basilica di San Pietro in Vaticano) e, piu' tardi, delle moschee arabe. La villa a padiglioni o a nuclei non e' una tipologia isolata a Piazza Armerina, ma, oltre ad essere documentata in un'altra villa siciliana presso Noto, ha precise corrispondenze in ville africane e deve il suo modello originario alla villa Adriana di Tivoli.

AKRAI

AKRAI  Apri
Loc. PALAZZOLO ACREIDE SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
36 Km da LA MADDALENA
  Area Buccheri, Giarratana, Sortino
Akrai fu tra le prime colonie di Siracusa fondate da parte di corinzi giunti nei territori siciliani: Akrai nei pressi di Pantalica, Casmene (avamposto militare sul monte Lauro, nel 643), Akrillai sulla strada per Gela e Kamarina, la piu' lontana delle colonie, nel 598. Costruita in cima ad un colle, Akrai era difficilmente attaccabile e al tempo stesso costituiva un punto ideale per vigilare sui territori circostanti. Grazie all'importanza della sua posizione strategica, la citta' si sviluppo' fino a raggiungere il massimo splendore sotto il regno di Gerone II (275 a.C.-215 a.C.). Fedele a Siracusa, ebbe pero' vita politica, amministrativa e militare autonome, al punto che un suo esercito intercetto' quello di Nicia (421 a.C.) nella Val di Noto o Valle dell'Anapo e contribui' alla sua sconfitta. Nel 211 a.C., dopo la caduta di Siracusa, passo' a far parte della provincia romana assumendo il nome latino Acre. La citta' passo' in seguito sotto il dominio bizantino fino all'invasione araba. La cittadina fu completamente distrutta dagli Arabi nell'827 e il sito, rimasto abbandonato, pian piano venne ricoperto da terriccio e vegetazione spontanea scomparendo alla vista e venendo dimenticato per quasi otto secoli. Uno dei primi studiosi che individuarono il sito della citta' scomparsa fu lo studioso siciliano Tommaso Fazello; in seguito altri se ne interessarono e in particolare il palazzolese, barone Gabriele Judica, che nella prima parte del XIX secolo intraprese i primi scavi archeologici nel sito di Akrai e descrisse le sue ricerche nel suo libro Le antichita' di Acre pubblicato nel 1819. Gli scavi successivi della citta' arcaica hanno riportato alla luce il teatro, di piccole dimensioni ma in ottimo stato di conservazione. Sulla parte posteriore sorgono due latomie, cave di pietra, denominate Intagliata e Intagliatella della meta' del IV secolo a.C. Sul pianoro sopra la latomia dell'Intagliata si trovano i blocchi di base dell'Aphrodision, il Tempio di Afrodite eretto nel VI secolo a.C. Sul lato occidentale sorge il Bouleuterion dove il consiglio cittadino si riuniva. Ad est del colle sorgono i Templi Ferali dedicati al culto dei morti.

MODICA

MODICA  Apri
Loc. MODICA - SICILIA  Navigatore
27 Km da LA MADDALENA
  Area Ragusa, Zappulla, Ispica
Dopo l'era dei primi insediamenti siculi, la colonizzazione da parte dei Greci a cui gli antichi abitanti si assimilarono negli usi e nei costumi e l'occupazione da parte dei romani, passarono per Modica i Bizantini, lasciando resti della loro presenza soprattutto nelle necropoli sia all'interno della citta' o nelle immemdiate vicinanze, sia a Cava d'Ispica. Trascorsi questi secoli 'bui' durante i quali tutta l'isola subisce le dominazioni da parte di popolazioni barbariche: Vandali, Eruli, e Goti, agli inizi del IX secolo si fanno avanti i Saraceni. La Sicilia era una terra fertile e molto appetibile per motivi commerciali posta in uno dei punti piu' favorevoli di tutto il Bacino del Mediterraneo, il cuore dei traffici commerciali dell'epoca. Modica viene espugnata intorno al 844-845, da un esercito di Saraceni guidato da Al Fadn ibn Gafar al Hamdani e fu sotto gli Arabi che la citta' divene un importante centro agricolo e commerciale con il nome di Mohac. Dopo due secoli di dominazione Araba la citta', cosi' come tutta la Sicilia, venne riconquistata dai Normanni. La liberazione della Sicilia dalla dominazione Araba si svolse dal 1061 al 1091. Gualtieri, uno dei capitani al servizio di Ruggero d'Altavilla, il capo dei Normanni, venne investito del titolo di Conte di Modica. Anche i suoi figli Goffredo, Rinaldo, Aquino e Gualtiero furono chiamati Conti di Modica fino a quando fu in vita Guglielmo il Buono, si scateno' allora una feroce lotta per la succesione al trono. Si formarono due partiti, uno nazionale che avrebbe voluto portare sul trono Tancredi di Lecce, figlio di Ruggero di Calabria e l'altro che voleva sul trono Enrico, imperatore di Svevia e marito di Costanza, figlia di re Ruggero d'Altavilla. Tancredi ebbe la meglio ma, in seguito alla sua morte, prevalse il partito di Enrico di Svevia che si impossesso' del trono di Sicilia e si vendico' di quanti gli si erano opposti, tra questi c'erano anche i conti di Modica che furono spogliati dei loro beni. Modica rimase per un certo periodo un feudo del Demanio statale, passo' quindi agli Angioini e vi rimase fino ai Vespri Siciliani che ebbero come conseguenza la cacciata degli odiati francesi e del loro potere tirannico da tutta la Sicilia. Anche a Modica, cosi' come in molte altre citta', ci fu una violenta ribellione contro gli Angioini che vennero cacciati e la cittadinanza nomino' come governatore Federico Mosca. Il potera era, in questo momento, detenuto dagli Aragonesi, l'Isola era diventata uno dei Regni della Corona Spagnola. Nel 1296, in seguito al matrimonio tra Isabella Mosca e Manfredi Chiaramonte, la Contea passo' ai Chiaramonte. I Chiaramonte tenero la Contea per circa un secolo fino a quando, l'ultimo discendende maschile della famiglia fu fatto decapitare allo Steri di Palermo per aver tramato contro il re. Il periodo dei Chiaramonte fu senza dubbio il piu' vivace di tutta la storia della Contea, i Conti infatti, con lo sfarzo della loro corte fecero spesso concorrenza alla Regia Corte. Ai Chiaramonte successero i Cabrera, di origini spagnole venuti in Sicilia al seguito del nuovo re Martino. Fu sotto i Cabrera che si verifico' un grave fatto di sangue che vide la morte di 360 ebrei. La strage avvenne la sera del 15 agosto del 1474, giorno dell'Assunzione. Alla carneficina partecipo' tutto il popolo di Modica. L'episodio precedette, di poco, la formulazione, da parte di Ferdinando il Cattolico, dell'editto di espulsione degli ebrei dall'isola nel 1492. La Contea passo' quindi agli Henriquez, quando Anna Cabrera ando' in sposa a Federico Henriquez. Gli Henriquez-Cabrera furono Conti di Modica fino al 1702

RAGUSA

RAGUSA  Apri
Loc. RAGUSA - SICILIA  Navigatore
21 Km da LA MADDALENA
  Area Modica, Giarratana, Zappulla
Ragusa e' una delle province della regione Sicilia e si trova sul versante meridionale dei Monti Iblei costeggiata dai fiumi Irminio e Ippari. Storicamente Ragusa ha delle origini antichissime in quanto si attesta la presenza umana gia dal III millennio a.c. Divenne nucleo cittadino con la conquista dei Siculi e successivamente dei Greci, dei Cartaginesi, dei Romani e dei Bizantini. Divento nel IX secolo un''importamnte centro economico saraceno e tra l''XI ed il XII secolo fu sotto il dominio dei Normanni ed in seguito dei signori locali Chiromonte grazie ai quali si strutturo come citta medievale. Nel 1693 vi fu un terribile terremoto che distrusse completamente la citta (Ibla) che venne interamente ricostruita parallelamente alla nuova citta (Ragusa) posta su un rilievo adiacente alla vecchia. Il XVIII secolo fu caratterizzato da duri contrasti tra i due nucle urbani: dopo l''Unita d''Italia vennero costituiti due comuni distinti che poi vennero unificati nel 1926. Da vedere: Il Palazzo Zacco: si tratta di un bellissimo palazzo gentilizio in stile barocco che sulla facciata presenta un enorme stemma della famiglia ed uno splendido portale d''ingresso con colonne adornate con capitelli corinzi. Queste colonne sostengono un balcone chiuso da una ringhiera decorata con fiori in ferro. Gli altri balconi del palazzo sono molto eleganti in quanto decorati da maschere che rappresentano scene di vita quotidiana. Uno di questi balconi e' decorato da una sirena accompagnata da suonatori a ricordare le sfarzose feste e banchettiche venivano tenuti nel palazzo. Modica: questa cittadina dista circa 15 km da Ragusa ed e' una delle citta piu pittoresche di tutta la Sicilia. Modica si trova nella parte meridionale dei Monti Iblei ed e' divisa in Modica Alta e Modica Bassa. L''aspetto di questa citta e' tardo barocco e risale quasi interamente a dopo il terremoto del 1693: della citta precedente il terremoto rimane ben poco. Modica e' ua citta pittoresca ed affscinante per il suo aspetto tipicamente barocco, per le sue stradine e vecchie botteghe. Di particolare da vedere c''e' il Museo Ibleo delle Arti e delle Tradizioni Popolari in cui sono conservate strumenti, attrezzature delle botteghe antiche e degli artigiani. Cattedrale di Ragusa: questa chiesa e' stata costruita nel XVIII secolo si trova in una bellissima terrazza pensile sostenuta da un loggiato, nella piazza centrale della citta. Possiede un''elegante e raffinata facciata ed una bellissima cupola in stile neoclassico. All''interno e' strutturata su una base a croce latina con tre navate con bellissime vetrate con cui si raffigura il martirio di San Giorgio. All''interno sono conservate alcune tele di Vito d''Anna, un reliquario d''argento

CAROTA NOVELLA DI ISPICA I.G.P.

CAROTA NOVELLA DI ISPICA I.G.P.  Apri
Loc. ISPICA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
42 Km da LA MADDALENA
  Area Santa Maria del Focallo, Zappulla, Modica
Intorno agli anni '80, periodo della massima produzione di 'Carota Novella di Ispica', le superfici del comprensorio sono arrivate a raggiungere i 3500-4000 ha con produzioni da q.li 1.500.000 a 2.000.000 di carote. Negli ultimi anni le superfici si sono ridotte mantenendosi nel comprensorio intorno a 1300-1500 ha con produzioni che mediamente nelle annate buone si aggirano a 650.000-750.000 di q.li. I dati ISTAT sono molto variabili, per quanto riguarda la produzione, in relazione all'andamento climatico. La produzione del comprensorio delimitato rappresenta circa il 90% della produzione della Sicilia. Le aziende che si sono associate per tutelare e valorizzare le produzioni della 'Carota Novella di Ispica' rappresentano, in termini di superfici, di produzione e di commercializzazione il 55-60% degli operatori che insistono nel comprensorio, costituendo la parte rappresentativa dei produttori della 'Carota Novella di Ispica' del territorio delimitato. Oggi e' coltivata in circa 1500 ettari, per una produzione complessiva che supera i 75.000 tonnellate. Per quanto attiene la coltivazione della carota, le superfici coltivate sono 12.664 ha in Italia, di cui 3.390 in Sicilia, pari al 26,8% del totale e quantitativi raccolti (587.319 ton in Italia, di cui 128.585 in Sicilia, pari al 21,9%), e si registra un dato export pari a 1,2% della produzione nazionale, mentre e' in crescita la quota di prodotto importato: oltre 9.400 ton. In questo contesto la carota 'Novella di Ispica', gioca un potenziale ruolo chiave in quanto rappresenta la prima carota di qualita' ad entrare nel mercato proprio nel momento di massimo livello di importazione. Le origini documentate della Carota Novella di Ispica risalgono al 1955 e dagli anni &50 la sua coltivazione si e' progressivamente allargata, anche grazie al grande successo commerciale riscontrato sui mercati nazionali ed esteri, dovuto principalmente alle caratteristiche uniche, quali la precocita' di maturazione, la croccantezza, il profumo, il colore ed il sapore, nonche' la ricchezza di carotene e glucosio. Gli scambi commerciali import-export dell'Italia evidenziano un aumento delle esportazioni di carote rispetto alle importazioni che restano sostanzialmente stabili. In Sicilia il primato della produzione della carota spetta alla provincia di Ragusa, che da sola rappresenta il 59% (80.000 ton - dati Istat) della produzione regionale, seguita dalla provincia di Siracusa con il 32% (44.200 ton, dati Istat). Tale produzione, come gia' detto, e' caratterizzata dal suo ciclo produttivo e dalla sua qualita'

FORNACE PENNA

FORNACE PENNA  Apri
Loc. SCICLI - SICILIA  Navigatore
38 Km da LA MADDALENA
Altitudine: 7 mt. s.l.m.  Area Zappulla, Santa Maria del Focallo, Ispica
La Fornace Penna e' un monumento di archeologia industriale e si trova in contrada Pisciotto a Sampieri, frazione del comune di Scicli in provincia di Ragusa.La Fornace Penna fu realizzata tra il 1909 ed il 1912 su progetto dell'ingegnere Ignazio Emmolo, che si laureo' in matematica a Catania e in ingegneria civile a Napoli nel 1895. Creando la societa' con l'appoggio del barone Guglielmo Penna, scelse il sito di Punta Pisciotto a ridosso del mare, per i seguenti motivi: il fondale sufficientemente profondo da consentire l'attracco delle navi, la presenza della ferrovia, la vicina cava di argilla, a circa 200 metri, per la materia prima, la disponibilita' di abbondante acqua da una sorgente carsica locale. Lo stabilimento produceva laterizi che venivano esportati in molti paesi mediterranei: gran parte di Tripoli (Libia) dopo la guerra del 1911 fu costruita con laterizi del Pisciotto . Si lavorava dalla sei del mattino sino all'imbrunire, da maggio a settembre; con le prime piogge la Fornace Penna veniva chiusa. Vi hanno trovato occupazione un centinaio di operai in eta' compresa tra i 16 e i 18 anni. La cessazione dell'attivita' dello stabilimento avvenne durante la notte del 26 gennaio 1924, a causa di un incendio doloso che lo distrusse in poche ore. Una lettera abbandonata attribuisce il gesto ai socialisti, mentre un'altra ipotesi adombra il sospetto di una vendetta interna alle file fasciste. A testimonianza di quel passato produttivo sono rimasti solo dei ruderi: 'o Pisciuottu , cosi' e' chiamato l'antico stabilimento dagli abitanti del luogo; e nel passare inesorabile del tempo, disgregandosi silenziosamente e con discrezione, La Fornace Penna attende un suo destino. Da sempre questo edificio e' stato al centro di grandi polemiche e dibattiti: tra le proposte di modificarlo in albergo o quelle di farlo divenire un luogo culturale o, semplicemente, di mettere in atto un restauro di mantenimento. Negli ultimi anni, grazie anche al fascino delle sue rovine, la Fornace Penna e' stata utilizzata come set cinematografico: La Mannara, come viene nominata la localita' dove sorge la fabbrica, in un episodio dello sceneggiato televisivo Il Commissario Montalbano

FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.

FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.  Apri
Loc. SAN CONO - SICILIA  Navigatore
35 Km da LA MADDALENA
  Area Piazza Armerina, Caltagirone, Aidone
Tra le caratteristiche distintive del &Ficodindia di San Cono' si ricordano le grandi dimensioni dei frutti, la buccia dai colori intensi e vivi, un profumo molto delicato e un sapore molto dolce. La dolcezza e le dimensioni del frutto, rispetto ad altre zone di produzione siciliane, risultano essere degli importanti parametri distintivi poiche' correlati alla tipicita' della zona geografica. La zona di produzione del &Ficodindia di San Cono' comprende il territorio posto ad altitudine compresa tra 200 e 600 metri s.l.m., dei Comuni di San Cono (CT), San Michele di Ganzaria (CT), Piazza Armerina (EN e Mazzarino (CL). Le particolari caratteristiche del &Ficodindia di San Cono' si sviluppano grazie alla perfetta combinazione di fattori ambientali ed umani che caratterizzano la zona di produzione. Infatti, il territorio e' dotato di caratteristiche particolari, quali l'altitudine e la conformazione orografica che rappresentano elementi essenziali nella determinazione delle particolari condizioni di intensita' e qualita' della radiazione luminosa, dell'alternanza dei cicli di bagnatura-asciugatura dell'epicarpo dei frutti e dell'escursione termica giornaliera, soprattutto nel periodo di maturazione dei frutti

DUOMO DI SAN GIORGIO

DUOMO DI SAN GIORGIO  Apri
Loc. CORSO SAN GIORGIO, MODICA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
27 Km da LA MADDALENA
Altitudine: 379 mt. s.l.m.  Area Ragusa, Zappulla, Ispica
La Chiesa di San Giorgio, posta tra la parte alta e la parte bassa della citta', in posizione scenografica con il prospetto rivolto verso occidente e' l'architettura piu' imponente della citta' e di tutta la Sicilia sud-orientale. La singolarita' dell'opera, oltre alla sua intrinseca bellezza, e' data dalla sua collocazione urbanistica, al centro di una citta' costruita a ripiani irregolari collegati da scalinate e salite tortuose con ampi spazi che, ancora nel Settecento, dovevano essere destinati a giardini e orti terrazzati. La fisionomia attuale della chiesa e' il risultato di piu' secoli di trasformazioni, integrazioni e completamenti con gli interventi piu' consistenti che si situano tra il XVII e il XIX secolo. La prima fonte che parla dell'esistenza della chiesa e' una bolla pontificia dal 1150 di papa Eugenio III con la quale la chiesa veniva posta sotto la tutela del Monastero di Mileto in Calabria. Secondo la tradizione la chiesa fu fondata dal Conte Ruggero e, in ricordo di tale avvenimento, all'interno, sopra il portale principale e' esposta l'armatura del Conte Ruggero d'Altavilla, il condottiero dei Normanni e il leggendario fondatore di San Giorgio. Nel 1643 il cedimento di un pilastro del transetto e la preoccupazione del crollo degli archi vicini porta a un radicale intervento nella chiesa. Dopo aver consultato vari architetti ed 'esperti di fabrica' provenienti da varie citta' del Regno, fu deciso di sfabricare il precedente edificio e di dare l'incarico per un nuovo 'modello' e 'pianta' a Frate Marcello da Palermo dei Minori Riformati di San Francesco. Molto probabilmente non si tratto' di una ricostruzione totale ma di una trasformazione. Tra l'altro il grande polittico che Bernardino Niger aveva realizzato nel 1573, posto nella parete di fondo dell'abside della navata centrale e' da citare come punto di riferimento della precedente struttura delle chiesa e, infatti, condiziono' i successivi progetti di ristrutturazione. Nel 1660 lo storico Rocco Pirri fornisce informazioni sulla chiesa citandola come la piu' antica e la piu' celebre della Contea di Modica. Contava, all'epoca, 13.000 anime e aveva settanta sacerdoti tra canonici e cappellani. Il Pirri ricorda che non era 'seconda' ad altre chiese siciliane per dipinti e simulacri, si trovavano al suo interno 'superbissimas iconas', una grande arca d'argento e un bellissimo tabernacolo. Il Pirri ricorda anche il contributo economico determinante dei Conti di Modica per la ricostruzione dell'edificio. Molto poco ci resta di quel momento storico compreso tra la ricostruzione del 1643 e il terremoto del 1693. Solo alcune opere si datano tra il XVI e il XVII secolo: oltre al polittico di Bernardino Niger (1573), alla tela dell'Assunta del pittore toscano Filippo Paladini datata 1610 e a un'opera del Cicalesius, vanno menzionate La Madonna della Neve, una scultura rinascimentale in marmo, uno stemma ligneo dipinto con il tema di San Giorgio e il Drago datato 1576, una tela secentesca anonima raffigurante una Deposizione conservata in sacrestia e due sarcofagi del Seicento conservati nel transetto e realizzati secondo la tecnica di lavorazione a marmi mischi che formano motivi poligonali, tecnica molto utilizzata nel XVII secolo. Il sisma del 1693 intacca l'edificio danneggiando molte strutture, sono molte le relazioni sui danni subiti dalla chiesa redatte da vari capimastri

RAGUSANO DOP

RAGUSANO DOP  Apri
Loc. RAGUSA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
21 Km da LA MADDALENA
  Area Modica, Giarratana, Zappulla
  Brochure PDF
Il Ragusano, storicamente chiamato caciocavallo ragusano (in siciliano Cosacavaddu), e' un formaggio italiano DOP (Denominazione d'Origine Protetta). Questa eccellenza casearia, nel 1955, e' stata riconosciuta quale prodotto tipico dal D.P.R. n. 1269 del 30 ottobre, nel 1995 ha ottenuto la denominazione di origine (Decreto del 2 maggio) e, l'anno successivo, ha acquisito il riconoscimento comunitario della DOP, perdendo la denominazione storica di 'Caciocavallo'. Il nome pare derivi dall'antica abitudine di appendere le forme a cavallo di un bastone posto in orizzontale. Viene prodotto nella provincia di Ragusa e in parte della provincia di Siracusa con i comuni di Rosolini, Noto e Palazzolo Acreide, con latte di mucche della razza modicana. Il Ragusano e' un formaggio semiduro a pasta filata prodotto esclusivamente con latte di vacca. Prodotto nel rispetto del disciplinare di produzione (Provvedimento 29 luglio 2003 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali). Il formaggio e' a forma di parallelepipedo a sezione quadrata con angoli smussati. Il peso di ogni forma e' compreso tra 10 e 16 kg. La crosta e' sottile, liscia, di marcato colore paglierino. Le forme possono essere trattate in superficie con sostanze trasparenti, prive di coloranti. La pasta e' omogenea compatta con lievissima occhiatura, di colore bianco o giallo paglierino piu' carico all'esterno e meno carico all'interno. Il sapore e' aromatico, piacevole, fusibile in bocca, normalmente delicato e tendenzialmente dolce quando il formaggio e' giovane, fino a divenire piccante a maturazione avanzata. Il contenuto di grasso della sostanza secca non e' inferiore al 38

SITO ARCHEOLOGICO DI GELA

SITO ARCHEOLOGICO DI GELA  Apri
Loc. VIA PALAZZI, 1, GELA CL, ITALIA - SICILIA  Navigatore
24 Km da LA MADDALENA
  Area Niscemi, Licata, San Cono
Secondo Tucidide la fondazione di Gela (l'antica Lindioi) avvenne per opera dei Rodio-Cretesi guidati da Antifemo e da Entimo: siamo nell'anno 689 a.C. I primi abitanti, dopo aspre lotte con le popolazioni preesistenti, cominciarono a penetrare verso l'interno. Salendo attraverso il fiume Gela iniziarono quel processo di ellenizzazione che in seguito avrebbe coinvolto altri centri vicini (Ariaiton, Maktorion e Omphake, l'attuale Butera). Gela raggiunse il suo massimo splendore tra il VI e il V secolo a.C. affermandosi quale centro greco dominante. Sotto i tiranni Cleandro, Ippocrate e Gelone assunse un importante ruolo politico-militare, contrapponendosi al blocco Cartaginese che dominava la Sicilia occidentale. Con la rivolta del 450 a.C. per l'autonomia dalla Grecia, Gela comincio' ad intraprendere la strada del declino. Dopo una fase di stasi, venne distrutta definitivamente dai Cartaginesi e dagli Agrigentini intorno al 280 a.C. Nell'intorno gelese sono moltissimi i siti archeologici, testimonianza di un lungo arco di tempo che dall'Eta' del rame giunge al Medioevo. Nella Collina di Molino a Vento sorge una necropoli neolitica con tombe a fossa circolare. Di notevole interesse e' l'Acropoli della citta' greca, con i suoi edifici sacri, la cinta muraria del VI secolo a.C., le abitazioni. A Capo Soprano si puo' osservare la cinta muraria di fortificazione, realizzata da Timoleonte nel IV secolo a.C. Verso l'esterno, fuori dalla cinta muraria, i santuari dedicati alle divinita' Demetra e Kore e il quartiere ellenistico del IV secolo a.C. con i bagni pubblici. Bitalemi e Piano Notaro presentano edifici tombali e i resti di santuari extraurbani. Infine bisogna citare Manfria, che presenta testimonianze dell'Eta' del bronzo, delle Fasi rodio-cretesi e del Medioevo (famosa e' l'omonima Torre di avvistamento). I reperti raccolti nel corso di questo secolo nei diversi siti archeologici sopra menzionati, sono custoditi nel Museo Archeologico di Molino a Vento. Molto noti sono i vasi corinzi del VII e VI secolo a.C., le antefisse a maschera sileniche e gorgoniche, le statuette sacre raffiguranti Demetra e Kore, i frammenti della ceramica attica. Molto interessante e' la Testa di Cavallo del V secolo a.C., costituente una decorazione acroteriale. Parecchi sono anche gli oggetti d'oro e d'argento, come orecchini a ventaglio e altri monili vari ritrovati in grande quantita' negli edifici tombali

MONTI IBLEI DOP

MONTI IBLEI DOP  Apri
Loc. BUCCHERI - SICILIA  Navigatore
31 Km da LA MADDALENA
Altitudine: 982 mt. s.l.m.  Area Giarratana, Palazzolo Acreide, Sortino
  Brochure PDF
Il Consorzio D.O.P. Monti Iblei nasce per tutelare e diffondere le qualita' dell'Olio Extravergine di Oliva prodotto nell'area dei Monti Iblei, limitatamente alle province di Ragusa, Siracusa e Catania, ovvero nella parte orientale della Sicilia, quella piu' a sud conosciuta come Val di Noto: da questa antica terra provengono oli caratteristici per il loro sapore armonico dal fruttato medio-intenso, dal colore verde-oro, dal gusto fruttato con sentori di erbe, pomodoro verde e carciofo, con note di amaro e piccante armonicamente in equilibrio tra loro. La DOP 'MONTI IBLEI', e' il riconoscimento ufficiale delle caratteristiche di pregio dell'olio ottenuto nel comprensorio omogeneo dei Monti Iblei. La sigla DOP, denominazione di origine protetta, di fatto sta ad indicare che la qualita' e le caratteristiche di pregio di questi oli derivano essenzialmente dall'ambiente geografico in cui vengono coltivate e trasformate le olive. Il Consorzio si e' affermato subito come strumento operativo essenziale per la valorizzazione dell'olio extravergine di oliva. Esso e' un organismo vitale per il settore oleario, che opera a servizio dell'olivicoltura della Sicilia orientale, e in particolare delle tre province a forte vocazione agricola, Ragusa, Siracusa e Catania. Il Consorzio e' l'interfaccia primaria del consumatore di olio extravergine d'oliva. E' l'organismo che tutela la bonta' e la genuinita' del prodotto, e dunque, tutela la salute dei consumatori, garantendo costantemente il rispetto, da parte dei produttori, delle norme previste nel disciplinare di produzione, dei requisiti di qualita' e i parametri delle caratteristiche organolettiche e qualitative contemplate negli standard produttivi. Il Consorzio rappresenta e tutela i produttori che aderiscono al disciplinare, promuovendo e valorizzando il prodotto, rendendo riconoscibile e distinguibile il territorio di provenienza tramite operazioni di promozione mirate e sponsorizzando la commercializzazione del prodotto in nuovi mercati nazionali e internazionali

RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE

RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE, SR, ITALIA - SICILIA  Navigatore
45 Km da LA MADDALENA
  Area Palazzolo Acreide, Buccheri, Augusta
Il sito appare diversificato ed offre ambienti ecologici variegati che consentono l'espressione di una biodiversita' molto significativa. Oltre al biotopo acquatico, possiamo distinguere l'ambiente ripariale, quello delle pareti, della valle, dei pianori e delle grotte. Nelle acque cristalline del fiume, grazie alla natura torrentizia, trovano un'abitazione ideale la trota siciliana e la trota fario. Sul fondale si aggira la tinca. E' possibile trovare anche le anguille e i granchi di fiume

UVA DA TAVOLA DI MAZZARRONE IGP

UVA DA TAVOLA DI MAZZARRONE IGP  Apri
Loc. MAZZARRONE - SICILIA  Navigatore
11 Km da LA MADDALENA
Altitudine: 278 mt. s.l.m.  Area Niscemi, Caltagirone, Giarratana
  Brochure PDF
Uva da tavola di Mazzarrone e' un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta. Si indica l'uva prodotta nell'area compresa tra i territori comunali di Mazzarrone, Caltagirone, Licodia Eubea (in provincia di Catania) e Acate, Chiaramonte Gulfi e Comiso (in provincia di Ragusa). L'uva e' prodotta nelle tipologie bianca, rossa e nera, e per ciascuna, il Disciplinare di produzione ne fissa le caratteristiche qualitative che deve possedere: grappolo, acino, colore, maturazione, quantita' per ettaro. Il Consorzio di tutela ha sede a Mazzarrone. L'Uva da Tavola di Mazzarrone IGP presenta acini di forma sferoidale-ellissoidale con buccia di colore nero, rosso o bianco, dalla polpa compatta di sapore dolce e gustoso. La pezzatura del grappolo deve essere minimo di 350-400 grammi a seconda della varieta'. La zona di produzione geografica interessata comprende vari comuni a cavallo delle province di Catania e Ragusa. Si hanno le prime tracce di vigneti nell'areale di Mazzarrone tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, grazie alla scoperta di alcuni atti pubblici di compravendita stipulati proprio in quel periodo. Altra testimonianza dell'epoca ci viene dal libro 'La civilta' della vite in Sicilia' di Bruno Pastena, che evidenzia come alla fine del XIX secolo la produzione di uva da tavola rappresentasse il 5% della produzione viticola del 'Mandamento di Caltagirone'. Oggi, l'Uva da Tavola di Mazzarrone ricopre un ruolo di prim'ordine nell'economia agricola locale, essendo riuscita a varcare i confini nazionali raggiungendo non solo i piu' importanti mercati d'Europa, ma anche quelli di alcuni Paesi extraeuropei. Oltre all'aspetto accattivante, i grappoli di quest'uva sono anche particolarmente resistenti: l'Uva di Mazzarrone puo' essere, infatti, conservata per oltre un mese in ambiente a temperatura molto bassa e con un tasso elevato di umidita'. Oltre al consumo fresco, entra come ingrediente nella preparazione di dolci, marmellate e succhi. Fuori tavola, viene impiegata in cosmesi: il suo succo ha potere di ammorbidire e schiarire la pelle. Disinfettante ed antivirale, diuretica e lassativa, l'uva esprime appieno le sue proprieta' benefiche per l'organismo se consumata di mattina a digiun

CALAFORNO

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Loc. GIARRATANA - SICILIA  Navigatore
25 Km da LA MADDALENA
Altitudine: 532 mt. s.l.m.  Area Buccheri, Palazzolo Acreide, Ragusa
In contrada Calaforno, fra Monterosso Almo e Ragusa, e' in corso da alcuni anni un'intensa opera di rimboschimento che ha trasformato il brullo paesaggio collinare in una fresca e accogliente pineta. In un terreno a circa 600 metri sul livello del mare, si estende, dunque, il Parco forestale Calaforno, un'area boschiva che prende il nome da una serie di cavita' che si trovano piu' a valle: la grotta Calaforno, un susseguirsi di 35 piccole camere, utilizzate inizialmente come tombe e poi trasformate, nei secoli, in abitazioni. Il parco e' costituito da una zona verde collinare, digradante verso il mare, che presenta una copertura arborea rappresentata fondamentalmente da pini d'Aleppo e, lungo i sentieri, da alcuni platani orientali che ricordano l'antica copertura vegetale ripariale e conferiscono all'area un aspetto suggestivo. La zona, come gia' detto, e' stata oggetto di un importante piano di rimboschimento che l'ha trasformata in un autentico polmone verde, circondato pero' da terreno sassoso e arido. Per la bellezza dei luoghi si spera che il parco possa diventare presto un'area protetta regionale, anche se l'iter, perche' questo avvenga, non e' ancora stato completato. Partendo da Giarratana, si puo' raggiungere il bosco seguendo le indicazioni per il ristorante 'Due Palme', e percorrendo una strada bianca che inizia alla fine del centro abitato. Dopo vari tornanti, che attraversano terreni agricoli, incontriamo un cancello forestale con l'indicazione 'Area attrezzata Calaforno'. Oltrepassando il cancello e proseguendo per altri due chilometri, in mezzo al bosco, si iniziano a vedere le infrastrutture tipiche delle aree attrezzate, ubicate prima a destra della strada, oltre un torrentello, e poi anche a sinistra, in prossimita' di un vecchio mulino ad acqua. La struttura, dismessa ma perfettamente funzionante, e' stata acquisita dalla forestale ed in parte ristrutturata tanto che puo' essere visitata. Nell'area attrezzata sono state collocate diverse infrastrutture che ben si inseriscono nell'ambiente anche perche' tutte realizzate in legno. Tavoli e panche per ben 250 posti a sedere, tanti cestini portarifiuti ed un piccolo parco giochi per bambini, che consentono di trascorrere una giornata piacevole in un ambiente incontaminato. Attenzione pero': qui e' vietata l'accensione di fuochi tanto che la zona non e' fornita di punti cottura. Annessa all'area e' stata realizzata un'area faunistica con cervi e cinghiali, allevati a scopo sperimentale

SITO ARCHEOLOGICO DI KAMARINA

SITO ARCHEOLOGICO DI KAMARINA  Apri
Loc. RAGUSA - SICILIA  Navigatore
14 Km da LA MADDALENA
  Area Punta Secca, Mazzarrone, Niscemi
Kamarina, in greco , (da alcuni conosciuta anche con la forma italianizzata di Camarina), il cui nome secondo Strabone significa Abitata dopo molta fatica, fu un'importante colonia di Siracusa, fondata e costruita dai siracusani alla foce del fiume Ippari, nel sud della Sicilia. Di essa oggi non rimangono che rovine e importanti reperti archeologici, principalmente sul colle Cammarana nel territorio del comune di Ragusa. Kamarina venne fondata agli inizi del VI secolo a.C. (598 a.C. - 597 a.C.) dagli antichi greci dorici siracusani, sul fertile promontorio delimitato dai fiumi Ippari a nord e Oanis a sud. Scopo del nuovo insediamento fu quello di creare un presidio lungo la rotta africana e frenare l'espansione verso sud di Gela, che appena diciotto anni dopo fondera' piu' a nord-ovest Akragas (580 a.C.). Divenuta rapidamente un importante centro agricolo e di riferimento per i fiorenti traffici commerciali dell'entroterra ibleo anche dei Siculi, la colonia entro' presto in conflitto con la citta'-madre.Kamarina venne in seguito sconfitta dai siracusani e i loro alleati nel 552 a.C. Le fonti dicono che la popolazione camarinense venne esiliata; tuttavia, lo scavo dell'insediamento attesta una continuita' di vita ininterrotta nell'arco dell'intero VI secolo a.C. Durante l'avanzata di Annibale nel 403-401 a.C. Kamarina venne nuovamente saccheggiata e distrutta dal suo esercito. Rientro' nell'orbita siracusana durante il dominio di Dionisio I il grande e prese parte alla simmachia di Dione di Siracusa nel 357 a.C. quando questi con il suo esercito marcio' alla conquista di Siracusa. I resti attuali sono di grande interesse archeologico, e testimoniano la vastita' dell'antico sito. Rimangono tombe arcaiche (VII secolo a.C.) e ruderi poco significativi di un tempio dedicato a Minerva. Lungo l'Ippari si puo' riconoscere il tracciato dell'antico porto canale. La citta' e' ancora riconoscibile nella sua area originaria dai resti di case e di pavimentazioni. Nel vicino bosco di Passo Marinaro si trovano ancora le tombe di una necropoli nel V - IV secolo a.C. Gli scavi condotti a Kamarina da Paolo Orsi dal 1896 al 1911, hanno fornito copioso materiale archeologico che si trova al Museo di Siracusa

SCALA DI S. MARIA DEL MONTE

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Loc. CALTAGIRONE - SICILIA  Navigatore
28 Km da LA MADDALENA
Altitudine: 603 mt. s.l.m.  Area San Cono, Niscemi, Mazzarrone
  Brochure PDF
La Scalinata di Santa Maria del Monte venne costruita nel 1606 per collegare la parte antica di Caltagirone, citta' in provincia di Catania, alla nuova citta' costruita nella parte alta. La scalinata, lunga oltre 130 metri, e' fiancheggiata da edifici balconati ed e' diventata l'emblema della citta' ed una delle sue meraviglie.Era stata originariamente costruita a sbalzi che ne interrompevano la pendenza da maestranze gigantesche coordinate dal capomastro regio Giuseppe Giacalone. Nel 1844 vennero unificate le varie rampe, su progetto dell'architetto Salvatore Marino. Nacquero cosi' i centoquarantadue gradini della scalinata di Santa Maria del Monte, che dal 1954 e' interamente decorata, nelle alzate dei gradini, con mattonelle di ceramica policroma prodotte dalla Maioliche Artigianali Caltagironesi. In ogni alzata di gradino e' stato applicato un rivestimento di maiolica policroma, dello stesso tipo di quella che, nei secoli, ha reso famosa la citta'. Le maioliche sono decorate con motivi isolani che vanno dal X al XX secolo, raccolti e adattati - si legge a pie' di scala - da Antonino Ragona. L'effetto e' mirabile e il colpo d'occhio davvero spettacolare. La scala dei centoquarantadue gradini viene annualmente illuminata il 24 ed il 25 luglio (per la festa di San Giacomo, patrono della citta'), da migliaia di lumini a fiammella viva. Poiche' in questa occasione viene interrotta ogni forma di illuminazione elettrica, il risultato visivo che ne deriva e' una sorta di colata lavica, un fiume di fuoco che nella sua palpitante luminosita' disegna eleganti figure decorative, frutto dell'abilita' di un capomastro, agli ordini del quale lavorano diverse decine d'addetti alla sistemazione delle lucerne. A formare il singolare arazzo di fuoco e' un insieme di quattromila lanternine dette lumere. L'illuminazione della scala ha storia antica. Il primo ad aver pensato, verso la fine del 1700, ad un disegno luminoso, fu l'architetto Bonaiuto. Ma si deve ad un frate, Benedetto Papale, la fantasmagorica scenografia della scala illuminata. Per quarant'anni il monaco disegno' motivi ornamentali, soprattutto floreali, di grand'effetto. La sistemazione a disegno prestabilito della luminaria presuppone un mese di preparazione. Gli addetti se ne tramandano l'arte di padre in figlio.

LA CASA DI MONTALBANO

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Loc. PUNTA SECCA - SICILIA  Navigatore
23 Km da LA MADDALENA
  Area Modica, Scicli, Ragusa
La Casa di Montalbano e' la casa dove e' stata girata la fiction sul personaggio dello scrittore Cammilleri il comissario Montalban

CALTAGIRONE

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Loc. CALTAGIRONE - SICILIA  Navigatore
28 Km da LA MADDALENA
Altitudine: 553 mt. s.l.m.  Area San Cono, Niscemi, Mazzarrone
Terra ricca di argilla, Caltagirone e' conosciuta nel mondo per la produzione artigianale della ceramica che ancora oggi impegna centinaia di artigiani. L'arte della maiolica ha origini antichissime: i primi forni risalgono, infatti, all'epoca musulmana e ai normanni e testimoniano di un'attivita' che non si e' mai spenta nel corso dei secoli. Nel tempo gli artigiani, detti cannatari, hanno perfezionato la tecnica esecutiva e decorativa dando prova di grande originalita', conservando, tuttavia, i motivi moreschi e i colori della tradizione (turchino, verde ramino, giallo oro, manganese). Una miriade di negozietti anima le stradine della citta' esponendo i prodotti tipici di questa antica arte: mattonelle, candelieri, fischietti, piatti, albarelli, vasi. La produzione di questi ultimi fu particolarmente florida perche' utilizzati per la conservazione del miele, prodotto tipico della zona. Gli albarelli invece venivano impiegati tradizionalmente dagli speziali per le loro farmacie. Tra gli edifici color ocra si innalzano le chiese, i campanili barocchi e la splendida Villa comunale, giardino pubblico tra i piu' eleganti di Italia, costruito nell'800 da Giovanni Battista Filippo Basile (padre di Ernesto, maestro del Liberty siciliano). Il centro storico di Caltagirone si estende lungo due arterie principali: Corso Vittorio Emanuele e Via Roma. Sulla prima si affacciano bellissimi palazzi barocchi, tra cui segnaliamo Palazzo Gravina, e la basilica normanna di San Giacomo che ospita al suo interno preziose opere d'arte. All'inizio della Via Roma, che dal centro storico porta alla citta' nuova, si trova il 'Tondo Vecchio', scenografica costruzione a forma di esedra, progettata da Francesco Battaglia per celebrare l'apertura della strada. Percorrendo la via si incontrano diverse chiese e la balconata in ceramica policroma di Palazzo Ventimiglia. La piazza del Municipio e' il punto di incrocio delle due strade principali e su di essa si affaccia, oltre al Palazzo del Municipio, il Palazzo Senatorio, attuale Teatro comunale e sede della Galleria Don Sturzo. Nella vicina Piazza Umberto I sorge il Duomo di San Giuliano, costruzione dei primi del Settecento (anche se la facciata e' del primo Novecento). Attigua al Duomo e' la Corte Capitaniale, l'edificio piu' originale della citta', costruito su un unico piano e ingentilito da una serie di finestre e portali realizzati nel XVI - XVII secolo da Domenico e Antonuzzo Gagini. Tradizionalmente l'elemento di maggiore richiamo turistico per la citta' e' la scenografica scalinata: centoquarantadue gradini che collegano la citta' alta alla citta' bassa. La scala fu costruita da Giuseppe Giacalone all'inizio del '600 e nel 1954 le alzate di ogni gradino furono rivestite con mattonelle in maiolica, in un tripudio di motivi geometrici, antropomorfici e fitomorfici. Dalla piazza dell'ottocentesco Municipio si giunge cosi' alla chiesa di Santa Maria del Monte che, fondata nel 1100 e ridisegnata da Francesco Battaglia nel XVIII secolo, ha pianta basilicale ed ospita al suo interno la preziosa Madonna di Condomini, interessante opera del Duecento bizantino

RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI

RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI  Apri
Loc. NISCEMI - SICILIA  Navigatore
14 Km da LA MADDALENA
  Area Mazzarrone, Gela, Caltagirone
Nella sughereta di Niscemi, insieme a lecci e roverelle, sono rappresentati gli arbusti tipicamente sempreverdi della macchia-foresta mediterranea. Il magnifico bosco del passato e' ormai un ricordo, ma restano ancora ambienti interessanti dove si trovano il lentisco, il carrubo, l'olivastro, il mirto, il corbezzolo, la fillirea e la palma nana. Il sottobosco ricco e luminoso e' popolato da una fauna diversificata che annovera il gatto selvatico e la volpe; ghiri e topi quercini. Nel bosco nidificano piccoli silvidi, il picchio rosso maggiore e l'upupa

RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO

RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO, ITALIA - SICILIA  Navigatore
16 Km da LA MADDALENA
  Area Mazzarrone, Niscemi, San Cono
La Riserva Naturale Orientata del Bosco di Santo Pietro, distante circa 20 km da Caltagirone, e' una delle aree verdi piu' rigogliose ed estese del Calatino. La vegetazione del Bosco di Santo Pietro e' estremamente varia, grazie alla vasta estensione della Riserva, che comprende ambienti e paesaggi molto diversi fra loro. La fauna del Bosco di Santo Pietro e' ricca di specie appartenenti sia agli invertebrati che ai vertebrati

Escursioni e attrazioni in SICILIA vicino a ACATE Mazzarrone Niscemi Ragusa: 'CHIESA DI SAN MATTEO'   'VILLA DEL CASALE'   'AKRAI'   'MODICA'   'RAGUSA'   'CAROTA NOVELLA DI ISPICA I.G.P.'   'FORNACE PENNA'   'FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.'   'DUOMO DI SAN GIORGIO'   'RAGUSANO DOP'   'SITO ARCHEOLOGICO DI GELA'   'MONTI IBLEI DOP'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA PANTALICA, VALLE DELL'ANAPO, TORRENTE CAVA GRANDE'   'UVA DA TAVOLA DI MAZZARRONE IGP'   'CALAFORNO'   'SITO ARCHEOLOGICO DI KAMARINA'   'SCALA DI S. MARIA DEL MONTE'   'LA CASA DI MONTALBANO'   'CALTAGIRONE'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO'  

SICILIA


Il nome antico di questa regione era Trinakria deriva da tre punte, come quelle che delimitano la regione. La Sicilia è la più grande isola italiana, divisa dal continente dallo Stretto di Messina e bagnata dallo Ionio, dal Tirreno e dal Mediterraneo. Una delle perle del sud Italia, tutta da scoprire, conoscere e vivere attraverso un ventaglio di itinerari alternativi che spaziano, a seconda dei gusti e delle esigenze, tra natura, storia e tradizione. La natura sembra aver destinato a questa terra tutte le sue meraviglie: monti, colline, e soprattutto il mare, che con i suoi incredibili colori, la trasparenza delle acque e la bellezza dei suoi fondali non ha nulla da invidiare agli altri mari. In questa terra, il Mediterraneo offre scenari, profumi e sapori così unici e intensi che solo una natura incontaminata può regalare. Basti pensare alle isole che circondano la Sicilia: Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica: così simili per la bellezza del loro territorio e così peculiari per natura, tradizione, arte e storia. E non dimentichiamo i suggestivi vulcani, alcuni dei quali mai sopiti come l'Etna e lo Stromboli. Un fascino arricchito anche dalle preziose testimonianze archeologiche che raccontano le antiche origini della Trinacria (antico nome della Sicilia), e dai tanti monumenti, testimonianza di un'arte che ha saputo forgiarsi nel corso dei secoli.

Da Vedere: Isole Eolie: questo arcipelago è situato a nord della Sicilia ed è composto da sette isole principali di origine vulcanica . Le isole maggiori sono Lipari, Salina e Vulcano seguono poi Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea. Il nome di questo arcipelago deriva dal dio Eolo (dio dei venti) che secondo la mitologia graca si trovava in queste zone. Queste isole sono mèta turistica e balneare grazie al loro mare incontaminato ma anche alle numerose sorgenti termali presenti. La valle dei Templi: la valle dei templi di Agrigento raccoglie uno dei più grandi patrimoni archeologici della Grecia antica. Si possono ammirare templi dorici perfettamente conservati, il tempio di Giove Olimpio, il tempio dei Dioscuri (simbolo della città di Agrigento), tempio di ercole, tempio della Concordia. Tra i templi meglio conservati troviamo il tempio di Giunone Lacinia, di vulcano, di Esculapio tutti appartenenti al VI e V secolo a.c. Si possono ammirare inoltre il santuario di Demetra e Kore, la Tomba di Terone ed il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti di valore inestimabile a livello storico ed artistico. Giardini Naxos: si tratta diun centro agricolo-artigianale e turistico. Questa località offre bellissime e rinomate spiagge nonché un mare incontaminato. Il nome della cittadina deriva dal termine siciliano 'giardini' che indica agrumeti e 'naxos' deriva invece dal nome della prima colonia dei Greci che venne fondata nella zona dell'odierno insediamento. Tra i monumenti più importanti menzioniamo il Castello di Schisò (medievale) all'interno del quale sono conservati dei reperti archeologici rinvenuti dell'antica Naxos e di alcune tombe dell'età di bronzo.

Gastronomia e Vini: La gastronomia siciliana riflette i numerosi contatti che nei secoli sono avvenuti tra la Sicilia e varie civiltà diverse tra loro. Piatti tipici di questa regione sono: la 'pasta con le sarde' (con sarde fresche, pinoli e zafferano), la 'pasta alla Norma' (con pomodoro, melanzane e ricotta). Tra i piatti a base di carne troviamo il 'falsomagro' (rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova), gli involtini alla palermitana (ripieni di uvetta, pinoli, formaggio con profumo di alloro e cipolla). Tra i piatti di pesce molto famose sono le sarde a beccafico (con pangrattato, limone e pinoli), pesce preparato alla ghiotta (tonno, sarde e alici cucinate con cipolle, olive, capperi e formaggio), il 'cuscusu (versione trapanese del cuscus a base di pesce e con un chiaro influsso di origine araba). Sempre di influsso arabo è l'utilizzo di alcuni ingredienti come la cannella, lo zafferano, il riso (che si ritrova nella arancine a base di riso, carne, piselli, formaggio e prosciutto). Un capitolo a parte della gastronomia siciliana, è composto dalla pasticceria e dai dolci tipici di questa regione: basti pensare alla 'cassata', ai 'cannoli', alle granite, alla 'pignoccata'. Tra i vini vi segnaliamo il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e l'Alcamo. Vi consigliamo anche il Marsala, un rinomato vino liquoroso.