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il graticcio - escursioni punti di interesse attrazioni a rossano

 RISTORANTE IL GRATICCIO

RISTORANTE
IL GRATICCIO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a ROSSANO Paludi Caloveto Corigliano Calabro

CARIATI

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Loc. CARIATI CS, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
29 Km da IL GRATICCIO
  Area Caloveto, Cirò Marina, Melissa
Diverse sono le versioni sulle origini del nome della cittadina. Potrebbe derivare da caterina (o Carina), cioe' grazia, citta' bella e graziosa. In alternativa e' possibile che il nome derivi da un'originaria denominazione Cariatide Diana, legata ad una localita' sacra a Diana. Nel X secolo e' attestato il nome Korion, che deriverebbe dal greco Curuai (abitanti della greca Carie). Un'ultima ipotesi si collega al fatto che in origine Cariati era situato nella piana ove attualmente sorge la frazione di Santa Maria; poiche' era spesso oggetto di attacchi saraceni ad opera di Khayr al-Dn Barbarossa, gli abitanti furono costretti a spostarsi dalla marina all'attuale posizione: dal trasporto sui carri deriverebbe il nome di Carriati, da cui a sua volta deriverebbe il toponimo.Borgo sulla riva del mare, accessibile da piu' punti ma con l'attuale accesso principale costituito da Porta Pia. Il primo nucleo dell'attuale centro storico sorse come luogo strategico fortificato in eta' bizantina, fra il IX e il X secolo. La cinta muraria fu fortificata quando la cittadina era un feudo della famiglia Ruffo. La lunghezza completa del perimetro e' di circa un chilometro, inframmezzata da otto torri. Subito dopo l'ingresso principale di Porta Pia o Porta Nuova, si trova il Palazzo del Seminario, costruito nella prima meta' del Seicento. Dalla porta inizia il corso XX settembre, la via principale una volta via Duomo), lungo la quale sorge prima la cattedrale di San Michele Arcangelo e, subito dopo, il Palazzo vescovile, preceduto dalla piazza del Borgo (piazza Plebiscito), dove si trova la torre campanaria con un orologio, costruita nel 1904.

CLEMENTINE DI CALABRIA

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Loc. CALABRIA, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
41 Km da IL GRATICCIO
  Area Cosenza, San fili, Belmonte Calabro
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Incrocio tra arancio amaro e mandarino, le Clementine provengono forse dall'Algeria (secondo una delle ipotesi piu' accreditate, il loro nome richiamerebbe quello di Padre Cle'ment Rodier di Misserghin, nel cui orto sarebbero state rinvenute). Coltivate in Italia sin dagli anni '30, hanno trovato uno dei loro habitat ideali in Calabria. Le aree di maggiore produzione sono concentrate nelle zone di pianura esistenti nella regione e sono: la Piana di Sibari e Corigliano nel cosentino, la Piana di Lamezia nel catanzarese, la Piana di Gioia Tauro-Rosarno e la Locride nel reggino. In soli 58 comuni calabresi e' concentrata quasi la meta' della superficie agrumetata regionale, cosi suddivisi: Provincia di Reggio Calabria 20 comuni; Provincia di Catanzaro 14 comuni; Provincia di Cosenza 16 comuni; Provincia di Vibo 5 comuni; Provincia di Crotone 3 comuni. A partire dal 1950 la sua coltivazione si diffuse in Calabria dove trovo' il suo habitat naturale: il clima mite e regolare riesce ad esaltare le caratteristiche qualitative estrinseche ed intrinseche del frutto, che solo in Calabria giunge a maturazione molto precocemente, ai primi di ottobre. Raccolte da ottobre a febbraio, a seconda delle varieta' (Spinoso, SRA 63, Comune, Hernandina, Fedele, Tardivo, Hernandina, Marisol e di Nules.), sono pressoche' apirene, ovvero senza semi (o ne hanno pochi); ricche di vitamine, aromatiche e molto dolci, risultano facili da sbucciare, essendo l'epicarpo liscio e molto sottile, e possono gustarsi fresche o essere trasformate in canditi, marmellata, succhi, sorbetti, dolci e liquori. Le clementine presentano una forma sferoidale leggermente schiacciata ai poli, con dimensioni minime di 16-18 mm. La buccia, liscia e di colore arancio scuro, racchiude una polpa succosa e aromatica. Il frutto e' caratterizzato da assenza di semi o da un numero esiguo di essi. Per l'elevato contenuto di vitamina C, bastano un paio di frutti al giorno per coprire il fabbisogno giornaliero di una persona adulta. Le clementine sono anche ricche di minerali tra cui il potassio, indispensabile per regolare il tenore di acqua nei tessuti assicurando cosi' un buon funzionamento del cuore. Le Clementine di Calabria I.G.P., per la loro bonta', vengono generalmente consumate al naturale tuttavia trovano largo impiego anche nella preparazione di sorbetti, succhi, sciroppi e marmellate

AREA ARCHEOLOGICA DI CASTIGLIONE DI PALUDI

AREA ARCHEOLOGICA DI CASTIGLIONE DI PALUDI  Apri
Loc. PALUDI CS, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
9 Km da IL GRATICCIO
Altitudine: 455 mt. s.l.m.  Area Caloveto, Cariati, Corigliano Calabro
Un disteso insediamento umano del IV a.C. riferito quasi certamente ad una citta' brettia, e' stato indagato sulla collina delimitata dai torrenti Coseria e Scarmaci, nell'area archeologica di Castiglione di Paludi. Sul pianoro antistante l'abitato, erano gia' state scavate 50 sepolture del IX a.C. corredate da armi, lance in ferro e bronzo, fibule, lamine decorate ed altri oggetti. L'area di Castiglione di Paludi potrebbe nascondere l'antica citta' enotra di Cossa, nei pressi della quale, piu' tardi, i brettii edificarono una loro citta'. Una citta' di Enotria, nota col nome di Cossa, compare in un frammento di Ecateo di Mileto del VI a.C. e piu' tardi Giulio Cesare nel De Bello Civili, menziona una citta' di nome Cossa nel territorio di Thourioi. Il nome dell'attuale torrente Coseria, nei pressi di Castiglione di Paludi, sembra costituire un ulteriore indizio per l'identificazione dell'antica citta' enotria di Cossa. Se l'area archeologica di Castiglione di Paludi conserva poche testimonianze dell'antica citta' di Cossa, della citta' brettia rimangono invece notevoli resti, primi tra tutti quelli delle mura, costruite in blocchi squadrati di arenaria disposti a secco, alcune scalette interne conducevano sugli spalti. Sul lato orientale era la porta fortificata, a corte rettangolare, difesa da due torri a pianta circolare alte due piani. All'interno, una strada collegava la porta principale al cosiddetto teatro, edificio a pianta semicircolare addossato a un pendio naturale, che poteva accogliere 200 persone circa. Piu' verisimilmente si tratta di un luogo per le riunioni dell'assemblea pubblica databile intorno al IV secolo a.C. Sempre all'interno della cinta muraria, oltre a una cisterna sono stati rinvenuti i resti di alcune abitazioni, distinguibili in due fasi per la tecnica costruttiva. Il ritrovamento all'esterno della porta di un deposito di terrecotte votive di tipo femminile, testimonia l'esistenza di un piccolo luogo di culto, forese attivo gia' con la citta' di Cossa. Tra i materiali rinvenuti tra gli scavi dell'area archeologica di Castiglione di Paludi, si segnalano per importanza un volto maschile in arenaria locale e alcuni modellini fittili di templi, e delle tegole siglete vereia che attestano l'attivita' di una istituzione pubblica deputata alla produzione in scala di laterizi

SALSICCIA DI CALABRIA DOP

SALSICCIA DI CALABRIA DOP  Apri
Loc. SAN DEMETRIO CORONE - BASILICATA  Navigatore
23 Km da IL GRATICCIO
  Area Corigliano Calabro, Francavilla Marittima, Paludi
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L'origine della tradizione salumiera calabrese risale, probabilmente, all'epoca della colonizzazione greca delle coste ioniche e ai fasti della Magna Grecia. Le testimonianze storiche descrivono lavorazioni di carni suine fin dal secolo XVII. In tale epoca si colloca il primo riferimento scritto, inserito in un'opera intitolata Della Calabria Illustrata, dove si fa menzione di un ampio utilizzo della specifica tecnica di lavorazione della carne suina. In epoca piu' recente la produzione di insaccati in Calabria e' attestata da statistiche, pubblicate a seguito di censimenti dell'epoca di Gioacchino Murat, risalenti ai primi anni del XIX secolo. In tali documenti si evidenzia anche l'utilizzo di spezie e aromi derivati da piante locali per dare maggiore sapidita' alle carni. Il gusto particolare e intenso e' valorizzato dall'accostamento con vini rossi della tradizione locale, a elevata gradazione alcolica. La salsiccia, che entra a far parte di gustosissime ricette della gastronomia meridionale, puo' essere gustata anche da sola, servita come antipasto insieme ad altri salumi e formaggi tipici, abbinata al pane a lievitazione naturale

CACCURI

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Loc. CACCURI - CALABRIA  Navigatore
43 Km da IL GRATICCIO
  Area Petilia Policastro, San Giovanni in Fiore, Melissa
Caccuri e' un comune di 1.677 abitanti in provincia di Crotone. E'uno dei borghi che offre ancora oggi peculiarita' artistiche e ambientali del tutto insolite. Il tessuto urbano, infatti, conserva le caratteristiche del vecchio centro costituito da un intreccio di strade e vicoli che portano tutti al castello, un imponente maniero risalente al VI secolo d.C. Il paese fu feudo di Polissena Ruffo (moglie di Francesco Sforza, di cui e' ancora visibile la stanza nel castello) e delle famiglie Sangiorgio, De Riso, Spinelli, Cimino, Carafa, Cavalcanti (veri mecenati artistici del borgo), Barracco. E' ricoperto principalmente da uliveti che costituiscono la principale fonte del reddito agricolo del paese. Attualmente il paese e' diviso in quattro rioni: Centro storico, Croci, Parte, San Nicola. Ultimamente, con l'edilizia popolare e privata, si sta sviluppando particolarmente il rione San Nicola. Arroccato su uno sperone, il borgo antico si presenta oggi all'occhio del turista un centro non ancora del tutto deturpato dal cemento armato. Gli ingressi al borgo un tempo erano tre: Porta Grande (attuale Piazza Umberto I), Porta Piccola (nei pressi del santuario di San Rocco) e Porta Nuova, cosi' chiamata perche' piu' recente rispetto alle prime due. Al centro del paese si trova la chiesa matrice dedicata a S. Maria delle Grazie, tipico esempio di barocco calabrese, la chiesa di S. Rocco, patrono della cittadina, il convento dei Padri Domenicani con la chiesa della Riforma. Di notevole interesse storico e' la casa natale di Cicco Simonetta, insigne segretario di Francesco Sforza, Duca di Milano e Cancelliere della Duchessa Bona (sec. XV). Il territorio di Caccuri e' ricco di sorgenti di acque minerali. L'acqua solfurea-clorurata del torrente Lepre viene usata per bagni e per bevanda, quella solforosa del Bruciarello e' idonea per bagni, l'acqua salina di Calderazzi viene usata per pozioni. Numerosi sono gli insediamenti rupestri. Di notevole interesse geologico e' la Grotta del Palummaro, una delle piu' grandi e profonde cavita' carsiche del circondario con ingresso sulla riva del fiume Lese, nel territorio di Caccuri

AREA ARCHEOLOGICA DI FRANCAVILLA MARITTIMA

AREA ARCHEOLOGICA DI FRANCAVILLA MARITTIMA  Apri
Loc. FRANCAVILLA MARITTIMA CS, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
33 Km da IL GRATICCIO
  Area Corigliano Calabro, Cersosimo, Oriolo
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Nel 1879, durante i lavori per la costruzione della strada statale SS 92, che doveva collegare la costa Ionica al Pollino, nel territorio di Francavilla emersero dei reperti che l'ispettore M.G. Gallo collego' con l'antica citta' di Lagaria.Successivamente negli anni trenta del novecento il dott. De Santis 'raccolse con amorevole cura cio' che i contadini del tempo gli portavano o gli segnalavano.Nel 1959 quando si costrui' l'acquedotto dell'Eiano nell'attraversamento del territorio di Francavilla ci furono grandi ritrovamenti che per lo piu' andarono dispersi.Solo dopo questo saccheggio di una ricchezza nascosta, ci fu una piccola attenzione al territorio di Francavilla, con brevi campagne di scavo, sempre redditizie, sotto la guida della famosa Archeologa campana Paola Zancani Montuoro. Questa piccola attenzione fu interrotta bruscamente nel 1969, quando divento' predominante il 'ritrovamento di Sibari'. Negli anni successivi furono condotte brevi campagne di scavo, non certamente con la continuita' necessaria allavalorizzazione di un sito unico nella sua specie, i cui risultati furono sempre ottimi. Questi piccoli interventi servirono quantomeno a fermare o arginare, il fenomeno dei cosiddetti 'Tombaroli', che in quegli anni fecero enorme fortuna vendendo i reperti saccheggiati, ai maggiori musei internazionali. All'inizio degli anni 90 del secolo scorso, con l'intervento straordinario della Legge 64/86 si attuo' il primo intervento progettuale in questa area. Il riconoscimento va alla Comunita' Montana Alto Ionio che punto' in quegli anni, alla valorizzazione dei beni culturali. Sono trascorsi altri anni, altri interventi furono effettuati per rendere visitabile e fruibile un'area fortificata, che si eleva maestosamente sulla pianura di Sibari, purtroppo, il Parco archeologico di Francavilla, ancora non e' aperto al pubblico. Certamente, autorita' della soprintendenza archeologica, studiosi, appassionati d'archeologia, professori universitari, studenti italiani e stranieri hanno studiato, scavato e pubblicato i loro studi, o le loro tesi di laurea, ricevendo soddisfazione dal loro impegno e dal loro lavoro.Altri come i tombaroli, si sono arricchiti prendendo a piene mani dall'immenso tesoro che si trovava nel sottosuolo francavillese. A Sibari veniva realizzato il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide. Il Ministero per i Beni e le attivita' Culturali - Direzione Generale per i Beni Archeologici - Nell'Atlante Archeologico, consultabile su internet, cosi' descrive il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide: 'Il sito di Francavilla Marittima da cui proviene la quasi totalita' dei materiali conservati nel museo e' di fatto estremamente interessante in quanto uno dei piu' importanti insediamenti indigeni (enotri) precoloniali, dalla vita fiorente, con una ricca necropoli (loc. Macchiabate) che ha fornito un gran numero di oggetti di bronzo di ornamento personale indossati dai defunti, ed addirittura una coppa bronzea fenicia della prima meta' dell'VIII sec. a.C., testimone forse dei contatti tra quelle genti (o forse, pero', portata dai Greci). La brusca interruzione della vita nel villaggio (loc. Timpone della Motta) e la distruzione dello stesso intorno al 730 a.C. e' quanto induce a credere che l'arrivo dei coloni greci fondatori di Sibari abbia comportato la riduzione dei locali in stato di servitu'; e del resto rivelatrice in tal senso risulta l'edificazione di un tempio ad Atena sui resti del distrutto villaggio del Timpone della Motta. Tale santuario di Atena, tra l'altro, piu' della citta' arcaica, di cui per le note vicende non rimangono che poche tracce, e' di fatto il principale testimone sulla fase arcaica della presenza greca nella zona, ed ha restituito la maggior parte del materiale di tal epoca riconducibile a Sibari conservato nel Museo. Spiccano tra i materiali un ex-voto in terracotta del VII sec. a.C. raffigurante una figura femminile con veste riccamente ricamata su cui sono raffigurate scene mitologiche; frammenti di ceramica fina d'importazione da vari centri greci; numerosi vasi protocorinzi; bronzetti di guerriero e fanciulla; una lamina bronzea da affissione del VI sec. a.C. recante la dedica ex voto di un'edicola ad Atena da parte di Kleombrotos figlio di Dexilawos vincitore ad Olimpia, come recita il testo'

CAPOCOLLO DI CALABRIA D.O.P.

CAPOCOLLO DI CALABRIA D.O.P.  Apri
Loc. CALABRIA, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
41 Km da IL GRATICCIO
  Area Cosenza, San fili, Belmonte Calabro
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Il Capocollo di Calabria DOP, altro orgoglio calabrese, e' preparato utilizzando le carni della parte superiore del lombo dei suini, disossato e quindi salato a secco o in salamoia, con sale da cucina macinato. Tale taglio di carne deve presentare uno strato di grasso di circa tre, quattro millimetri per mantenerlo morbido durante le fasi di stagionatura e migliorarne le caratteristiche organolettiche. Alla salatura, che dura da quattro a dieci giorni, seguono il lavaggio con acqua e aceto di vino, la pressatura e l'aggiunta di pepe nero in grani. Avvolto in diaframma parietale suino e legato in senso avvolgente, con spago naturale, viene posto a stagionare per non meno di cento giorni dalla data dell'avvenuta salatura

LAGO AMPOLLINO

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Loc. LAGO AMPOLLINO, ITALY - CALABRIA  Navigatore
43 Km da IL GRATICCIO
Altitudine: 1423 mt. s.l.m.  Area Petilia Policastro, Caccuri, Celico
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Compresa tra le province di Crotone e di Catanzaro, la Sila Piccola e' una delle tre aree in cui si suddivide il Parco Nazionale della Calabria. Il suo territorio, che costituisce la parte meridionale dell'altopiano silano, si presenta affascinante e suggestivo. Numerose le valli fluviali; tra le piu' incontaminate, quella del torrente Soleo e quella del fiume Tacina, caratterizzata da ampi pascoli e rigogliosa vegetazione. Vive tra questi monti la fauna tipica del territorio appenninico: lupi, volpi, lepri, cinghiali; notevole la presenza della rara cornacchia grigia. La Sila Piccola e' meta di turismo durante tutto l'anno: in inverno si puo' praticare lo sci alpino o di fondo nei deliziosi centri montani di Villaggio Palumbo e Villaggio Mancuso; negli altri periodi dell'anno, e' invece possibile praticare il trekking, compiere passeggiate, escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike lungo interessanti itinerari, opportunamenti predisposti. Per gli amanti della pesca, della canoa e del windsurf, infine, ecco l'incantevole cornice del lago Ampollino, immerso nel verde intenso dei boschi di conifere.Il Lago Ampollino e', per estensione, il terzo lago artificiale della Calabria dopo l'Arvo e il Cecita. Creato nel 1926 tramite lo sbarramento del corso del fiume omonimo per alimentare una centrale idroelettrica, l'Ampollino ha una capacita' complessiva di 67 milioni di metri cubi e un perimetro di circa 26 km. A 1271 metri di altitudine e con una diga di quasi 40 metri e' una meraviglia tecnologica di sicuro interesse. In realta', pero', i tanti turisti che visitano il Lago non sono tanto attratti dall'aspetto tecnico quanto piuttosto dalle bellezze paesaggistiche che lo circondano. Guardandovi attorno potrete scorgere i monti Scorciavuoi, Gariglione, Zingomarro e Monte Nero, in una cornice di fitta vegetazione fatta di pini, faggi, cerri e abeti secolari: se non riuscite a visitarli tutti non perdete il bosco del Gariglione, il piu' antico e meglio curato dell'intera Calabria.

PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI

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Loc. PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI, STRADA STATALE IONICA KM, 24, CASSANO ALLO IONIO CS, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
18 Km da IL GRATICCIO
  Area Francavilla Marittima, San Demetrio Corone, Paludi
Il sito archeologico di Sibari e' ubicato sulla costa Ionica della Calabria a breve distanza dalla foce del Fiume Crati. Questa parte del territorio calabro, nota topograficamente come sibaritide vide il sorgere, lo sviluppo e l'espansione e poi il declino della grande polis di Sibari ; qui furono impiantati, in epoche successive alla distruzione della citta' greca, sovrapponendosi in parte alle sue rovine, prima il centro ellenistico di Thurii e poi quello romano di Copia . Questa eccezionale stratificazione fa di Sibari uno dei siti piu' estesi ed importanti del Mediterraneo di eta' arcaica e classica. La vita del sito ha inizio nel 720 a.C. con la fondazione della colonia achea di Sibari; si interrompe nel 510 a.C. con la distruzione della citta' da parte dei crotonesi; ricomincia nel 444-443 a.C. con la fondazione della panellenica Thurii e si prolunga attraverso l'eta' romana con la deduzione della colonia latina di Copia nel 193 a.C. e la sua trasformazione in municipio romano nell'84 a.C.. In eta' imperiale, dal I al III secolo d.C., riprende con nuovo vigore ma a causa del crescente impaludamento del territorio inizia una lenta decadenza ed un graduale disuso attraverso il V-VI sec. d.C.; nel VII secolo il sito era ormai definitivamente abbandonato. A partire dalla fine dell'800, l'interesse per le vestigia ancora ignote e misteriose di Sibari e delle sue vicende, ha permesso in molti decenni d'indagini basate sulle sole indicazioni topografiche delle fonti storiche, di localizzare il sito e finalmente iniziare gli scavi negli anni '30. Le grandi campagne sistematiche degli anni '60 e quelle dei decenni successivi, hanno permesso di esplorare comunque solo una piccola parte della grande area di Sibari, portando in luce perlopiu' strutture riferibili al periodo romano della citta' di Copia. Le varie problematiche inerenti gli scavi - lo spessore degli strati alluvionali che ricoprono le strutture antiche, le fasi di sovrapposizione delle tre citta', la falda acquifera che aggrava ulteriormente le operazioni archeologiche - inducono ad un'accurata programmazione degli interventi archeologici. Non essendo al momento possibile intervenire su grandi aree come in passato, si mira attraverso puntuali scavi stratigrafici ad acquisire e chiarire alcuni dei principali aspetti del sito di Sibari-Thuri-Copia. A questo proposito gia' dagli anni '90 e' in corso un progetto di scavo archeologico che attraverso saggi mirati, gradualente porta a chiarire l'assetto topografico ed urbano delle tre citta'

PANCETTA DI CALABRIA DOP

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Loc. CALABRIA, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
41 Km da IL GRATICCIO
  Area Cosenza, San fili, Belmonte Calabro
  Brochure PDF
Questo tipo di salume viene prodotto nell'intero territorio calabrese. Per la sua produzione si impiegano maiali nati e allevati nella regione e tutto il ciclo produttivo deve essere compiuto in Calabria. La carne proviene dal sottocostato inferiore, tagliato insieme alla cotenna; il peso di partenza oscilla tra i tre e i quattro chilogrammi. La prima operazione da compiere e' la salatura, dopo la quale si ha una prima fase di affinamento che dura circa una settimana. La carne viene poi lavata accuratamente e bagnata con aceto di vino. Dopo l'asciugatura, si procede ad una nuova salagione nella parte superficiale, alla quale si abbina anche l'aggiunta di peperoncino dolce finemente tritato. Si fa poi stagionare per circa un mese, in locali aerati con umidita' costante

PARCO NAZIONALE DELLA SILA

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Loc. SILA NATIONAL PARK, ITALY - CALABRIA  Navigatore
15 Km da IL GRATICCIO
Altitudine: 198 mt. s.l.m.  Area Paludi, Cariati, Melissa
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Il Parco nazionale della Sila e' un parco nazionale, il terzo per ordine cronologico ad essere stato fondato in Calabria dopo ilParco nazionale del Pollino ed il Parco nazionale dell'Aspromonte

Escursioni e attrazioni in CALABRIA vicino a ROSSANO Paludi Caloveto Corigliano Calabro: 'CARIATI'   'CLEMENTINE DI CALABRIA'   'AREA ARCHEOLOGICA DI CASTIGLIONE DI PALUDI'   'SALSICCIA DI CALABRIA DOP'   'CACCURI'   'AREA ARCHEOLOGICA DI FRANCAVILLA MARITTIMA'   'CAPOCOLLO DI CALABRIA D.O.P.'   'LAGO AMPOLLINO'   'PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI'   'PANCETTA DI CALABRIA DOP'   'PARCO NAZIONALE DELLA SILA'  

CALABRIA


Il nome originario della Calabria era Brutium derivato dal nome del suo popolo (i Bruzi) , mentre Calabria era denominata la penisola del Salento in Puglia. E' dalla Calabria invece che deriva il nome di tutta la penisola, in quanto Italia prende il nome dal suo re Italo. La Calabria è la punta dello Stivale, l'estremo sud dell'Italia. Lambita dalle splendide acque del mar Ionio e del mar Tirreno è separata dalla Sicilia dallo stretto di Messina. Il clima accogliente, gli splendidi colori del mare, le coste rocciose alternate a litorali sabbiosi, la sua natura selvaggia e misteriosa, i sapori intensi e genuini della cucina locale e le testimonianze delle sue antiche origini rendono la Calabria un posto unico, da ammirare sia d'inverno che d'estate. Ogni desiderio potrà essere esaudito. Chi ama la natura, i suoi profumi, i suoi misteri potrà addentrarsi nell'entroterra calabrese, scoprendo un paesaggio puro e incontaminato, dove immense distese di verde sono interrotte dal blu di laghi e cascate. Chi, invece, vuole abbronzarsi sotto i caldi raggi del sole o immergersi in un mare cristallino, potrà scegliere fra le tante graziose località che costellano le lunghe coste tirreniche e ioniche. E per coloro che vogliono conoscere il passato di questa terra, culla della Magna Grecia e terra di antichi insediamenti, la Calabria offre un'ampia scelta fra chiese e monasteri, castelli e palazzi, borghi e luoghi dove sopravvivono usi e tradizioni secolari.

Da Vedere: La città di Tropea situata nella cosiddetta costa degli Dei e conosciuta per le sue bellezze come la perla del Tirreno. La leggenda narra che il fondatore sia stato Ercole che ne fece uno dei suoi porti. Oltre alla meravigliosa spiaggia la città offre meraviglie architettoniche come la Chiesa di Santa Maria dell'Isola , un santuario benedettino sull'isolotto scoglio e le varie chiese e palazzi del centro storico. Il Parco Nazionale della Calabria che comprende gran parte della Sila dove si possono trovare arbusti sempreverdi come erica, mirto, rosmarino, alloro e lentisco e dal punto di vista faunistico: daini, cinghiali. Lupi, gatti selvatici ed alcune specie di aquile reali. Il Parco Nazionale del Pollino che è la zona d'Italia con l'area protetta più vasta. Santuario della Madonna della Grotta a Praia a Mare in provincia di Cosenza : Edificio incastonato nelle rocce del monte Vinciolo Il Castello aragonese del 1490 e il Santuario di S.Maria del Castello del sec. XI a Castrovillari. Il Santuario è stato ristrutturato nel &700 e conserva al suo interno opere di grande valore come le tavole di Pietro Neuroni del 1552. Gli scavi di Sibari che hanno portato alla luce resti di abitazioni della città greca del sec. VII a.C che era famosa per le sue miniere d'argento.

Gastronomia e Vini: La gastronomia calabrese è semplice ma dai sapori forti e decisi e elaborata nella preparazione. I prodotti tipici sono: la cipolla rossa di Tropea, &Nduja di Spilinga, il peperoncino rosso e il Pecorino del Poro. Sono inoltre famosi gli insaccati, primo fra tutti la soppressata. La pasta che viene preparata in casa è condita per lo più con sughi a base di pomodoro con carni di manzo, maiale, agnello e vitello e insaporita con peperoncino. Le carni vengono principalmente cotte al sugo o in arrosto. Una specialità è il capretto con le patate arrosto accompagnato da carciofi o piselli in base alla stagione. Gli ortaggi più usati sono le melanzane e i peperoni che vengono mangiati ripiene oppure conservateisott'olio. Nella calabria montana si fa largo uso dei funghi soprattutto porcini, metre sulla costa si possono gustare piatti a base di pesce, fra cui è molto usato il tonno. Fra le moltissime varietà di dolci, il più tipico e senza dubbio il più caratteristico è il cozzùpa fatta con la pasta della ciambella ed assume sempre forme umane, di animali, di cestino o di cuore. Il vino regionale tipico è il Cirò Rosso D.O.C, un vino secco e corposo il cui vitigno di base è il Gaglioppo.