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comune di tortona - escursioni punti di interesse attrazioni a tortona

 PROMOTORE TERRITORIO COMUNE DI TORTONA

PROMOTORE TERRITORIO
COMUNE DI TORTONA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a TORTONA Cascina Rivalta Scrivia Godiasco Salice Terme Alessandria

LIPU: OASI BOSCO VIGNOLO

LIPU: OASI BOSCO VIGNOLO  Apri
Loc. GARLASCO PV, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
34 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Vigevano, Mortara, Vernate
L' Oasi Bosco del Vignolo nasce attorno ad un primo nucleo di terreni acquistati dal Comune di Garlasco negli anni '70 proprio per preservare i peculiari ambienti umidi di risorgiva, tipici di questa area della Pianura Padana. L'Oasi Bosco del Vignolo e' nata nel 1998 da una convenzione stipulata tra il Comune di Garlasco, il Parco lombardo della Valle del Ticino e la Lipu, che gestisce le attivita' di conservazione della natura e di educazione e sensibilizzazione ambientale. La notevole diversita' ambientale dell'Oasi si riflette nella numerosa e varia avifauna presente, cheannovera sia specie tipiche degli ambienti boschivi (come Cince, Scriccioli, Rigogoli, Cuculi e Ghiandaie) che quelle caratteristiche degli ecosistemi palustri (Aironi, Anatre, Gallinelle e Martin pescatori, ma anche anfibi come la Rana rossa, la Raganella, il Rospo smeraldino e quello comune, i due Tritoni di pianura, ovvero il Crestato e il Punteggiato). In primavera, dove il bosco e' piu' fitto, si ode poi un coro ininterrotto di canti e richiami, accompagnati dal rapido tambureggiare del Picchio rosso maggiore e del Picchio rosso minore, dalle risate del Picchio verde, e dai segnali d'allarme del Lodolaio, un rapace abile cacciatore di piccoli uccelli e libellule. Durante il periodo invernale e' invece frequente osservare in volo, mentre cercano una preda adatta, la Poiana, l'Albanella reale e comune o volare da un cespuglio all'altro il Regolo e il Lucherino, la Passera scopaiola e il Fringuello. Nel campo della conservazione vanno poi segnalati l'inizio di due progetti di reintroduzione, entrambi in collaborazione con il Parco del Ticino e l'Universita' degli Studi di Pavia: quella del Pelobate fosco, un piccolo rospo della pianura padana ormai a rischio di estinzione, e quella del Gambero di fiume

TORTONA

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Loc. TORTONA AL, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
<1 Km da COMUNE DI TORTONA
Altitudine: 123 mt. s.l.m.  Area Cascina Rivalta Scrivia, Godiasco Salice Terme, Alessandria
  Brochure PDF
La citta' di Tortona nel 1535 fu data in dote a Cristina di Danimarca, moglie dell'ultimo duca di Milano Francesco II Sforza; la principessa, alla morte del marito, si risposo' e divenne duchessa di Lorena. Nel 1535 Tortona passo' in mano agli spagnoli insieme al Ducato di Milano, in questo periodo fu fortificata ed elevata a baluardo difensivo ai confini meridionali del ducato di Milano. Cristina di Danimarca, non piu' duchessa di Lorena, tornando da un pellegrinaggio volle ristabilirsi a Tortona, ma al momento non le fu possibile poiche' il castello era occupato dalle truppe spagnole. Ella quindi stette qualche anno a Rivalta, poi nel 1579 il Comune restauro' per lei un palazzo che si trovava dove e' ora situato il Teatro Cinema Sociale ed ella risiedette li' fino alla sua morte, nel 1590. All'inizio del XVII secolo la parte piu' bella della citta', ossia quella sul Castello, fu distrutta dall'esplosione della polvere da sparo che gli spagnoli avevano depositato nel campanile distruggendo cosi' la cattedrale. Fu teatro di scontri durante la guerra di successione spagnola, (1706) passo' sotto il dominio austriaco per un breve periodo. Nel 1738 venne annessa ai domini sabaudi da Carlo Emanuele III in seguito alla guerra di successione polacca. Il suo successore, Vittorio Amedeo III di Savoia fece ricostruire il forte di Tortona tra il 1773 e il 1778. Nel 1796, con la discesa di Napoleone in Italia, il castello fu ceduto ai francesi dall'armistizio di Cherasco. Arresasi agli austro-russi di Suvorov dopo la battaglia di Novi (1799), ripasso' in mano ai francesi che nel suo territorio stabilirono il loro quartier generale in occasione della battaglia di Marengo (14 giugno 1800). In seguito agli accordi presi con lo zar di Russia, Napoleone, ne ordino' lo smantellamento delle fortificazioni (1801) e la distruzione del castello e Tortona fu annessa all'Impero Francese nel 1802. Ritorno' definitivamente ai Savoia nel 1814 e conobbe un periodo di grande splendore, in cui furono edificati il teatro civico (1838), la caserma dei Carabinieri e i portici di via Emilia. La seconda meta' del XIX secolo rappresento' per la citta' un periodo di floridezza, testimoniato dal profondo rinnovamento urbanistico del periodo e parecchi cittadini tortonesi parteciparono alle iniziative del Risorgimento. Durante il XX secolo continua il periodo di sviluppo economico, grazie alla nascita di molte industrie e vengono riammodernate parti consistenti del centro cittadino. Nel 1931 fu costruito il Santuario della Madonna della guardia per iniziativa di San Luigi Orione. Durante la seconda guerra mondiale fu bombardata e parzialmente distrutta e nel marzo del 1944 sul Castello furono fucilati 10 partigiani per rappresaglia. Nel dopoguerra, contestualmente al boom economico degli anni sessanta, a Tortona si svilupparono parecchie industrie che portarono alla citta' ricchezza e benessere, come conseguenza ci fu un incremento demografico dovuto anche all'immigrazione di lavoratori dal Mezzogiorno e Tortona si espanse edificando le periferie a Nord, a Ovest e a Sud della citta'. - sede Municipio corso Alessandria, 62 - tel 0131.8641 www.comune.tortona.al.it - www.vivitortona.it

SALAME D'OCA DI MORTARA IGP

SALAME D'OCA DI MORTARA IGP  Apri
Loc. MORTARA PV, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
41 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Vigevano, Garlasco, Abbiategrasso
  Brochure PDF
salame d'oca di Mortara e' un salume cotto a base di carne d'oca e maiale. Si fregia di certificazione Indicazione geografica protetta. Il salame d'oca di Mortara IGP e' ottenuto da carne di oche nate, allevate e macellate nell'ambito dei territori della regione Lombardia. La zona di origine e produzione principale e' localizzata nella Provincia di Pavia, in Lomellina, nel comune di Mortara. Nella produzione del Salame d'oca di Mortara le materie prime sono costituite dalle parti magre dell'oca per il 30-35 %, dalle parti magre del suino, come per esempio coppa del collo, spalla o altre parti magre per il 30-35 % e dalle parti grasse del suino, quali guanciale o pancetta, per il restante 30-35 %. La percentuale di carne d'oca utilizzata, non deve comunque mai scendere sotto un terzo del totale. Il trito di carni di oca e di maiale viene impastato con sale, pepe ed aromi vari. Il composto risultante viene avvolto nella pelle di oca, cucito e legato a mano conferendogli la caratteristica forma asimmetrica. Esso viene quindi ben coperto da un panno e lasciato asciugare per qualche giorno. Dopo l'asciugatura, viene punzecchiato e cotto in acqua calda (ma non bollente). Una volta pronto viene fatto raffreddare, risultando pronto per il consumo

PINACOTECA 'IL DIVISIONISMO'

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Loc. CORSO LEONIERO, 6, TORTONA AL, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
1 Km da COMUNE DI TORTONA
Altitudine: 124 mt. s.l.m.  Area Cascina Rivalta Scrivia, Godiasco Salice Terme, Alessandria
Esposizione permanente, uno spazio museale con l'intento di approfondire la nascita, la formazione e lo sviluppo di un fenomeno italiano di primaria importanza, recentemente celebrato anche all'estero e oggetto di crescente interesse. La raccolta documenta un momento fondamentale della cultura artistica italiana tra Ottocento e Novecento in tutto il suo contesto storico e sociale attraverso il dialogo dell'originario nucleo di tele di Giuseppe Pellizza da Volpedo con le successive mirate acquisizioni di opere di importanti artisti che, in ambito nazionale, si sono fatti interpreti della 'pittura divisa'. I dipinti tracciano un percorso di grande livello, dalla sperimentazione cromatica della scapigliatura, all'applicazione piu' matura della tecnica divisa da parte degli artisti socialmente impegnati degli anni novanta dell'Ottocento fino agli approcci empirici nell'ambito simbolista ed ai primi saggi dei futuristi per i quali il divisionismo costituiva il linguaggio della modernita'

RESTI ARCHEOLOGICI ROMANI

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Loc. TORTONA AL, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
1 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Cascina Rivalta Scrivia, Godiasco Salice Terme, Alessandria
La fondazione della colonia romana di Dertona si pone tra il 123 ed il 118 a.C.. La citta' di Dertona esercito' la funzione di importante nodo viario; da qui passavano la via Fulvia (che portava a Torino), la via Postumia (che collegava Genova ad Aquileia passando da Libarna) un tratto della Via AEmilia Scauri, poi via Iulia Augusta, che collegava la pianura padana con Vada Sabatia (l'attuale Vado Ligure) e la via di Vercelli, cosi' chiamata per la sua destinazione. Nel territorio intorno a Tortona sono ancora ben leggibili tratti di centuriazione. I resti dell'antica citta' romana sono emersi nel corso di alcuni lavori edilizi a partire dalla prima meta' del secolo scorso; scavi archeologici programmati, che risalgono ad anni piu' recenti, hanno riscoperto brevi lacerti di selciati urbani, i resti di una pavimentazione in cocciopesto, parti di acquedotto, mura, monumenti funebri a tumulo. STRUTTURA PUBBLICA ROMANA (via Rinarolo) Nell'area adiacente al cimitero cittadino e' stato rinvenuto un consistente tratto di struttura muraria risalente al I secolo a.C., con caratteristiche di costruzione e con orientamento parallelo a quello della cinta muraria di via alle Fonti. La presenza di contrafforti sul lato esterno della struttura, richiama opere di terrazzamento in opus vittatum, ben documentate in Italia centro-meridionale a partire dal III-II secolo a.C. NECROPOLI ROMANA (via Emilia) Uscendo da Tortona in direzione Voghera, lungo via Emilia (corrispondente all'antica via Postumia) sul lato destro della strada, si incontra una necropoli romana. All'incrocio con via F.lli Pepe sono ancora visibili due monumenti funerari a podio, databili alla prima eta' augustea. Costruiti in blocchi di arenaria, questi mausolei sono privi di camera sepolcrale interna; venivano infatti usati solo come monumenti per la copertura del luogo di sepoltura. Proseguendo sempre lungo la via Emilia, ma sul lato sinistro, all'incrocio con via degli Orti, sono presenti una struttura a recinto ed il basamento di un altro monumento funerario. La dislocazione dei resti monumentali della necropoli fa presumere che i sepolcri non si trovassero a distanze costanti, ma fossero organizzati per nuclei ad iniziare dalle aree piu' prossime al centro urbano. RESTO MURARIO ROMANO (via Alle Fonti) L'imponente struttura di via alle Fonti, intervallata da una torre rettangolare conservata per un'altezza di circa due metri, risale all'epoca romano-repubblicana, quando costituiva la parte orientale della cinta muraria della citta'; il suo orientamento e' perfettamente coerente con la centuriazione del territorio circostante, ancora leggibile in alcune aree. La costruzione della muratura ha intercettato strutture a fossa dell'eta' del Ferro (seconda meta' VI - prima meta' V secolo a.C.), che indicano una precedente fase di frequentazione del rilievo. La tecnica costruttiva consiste in un nucleo di pietrame irregolarmente gettato (a secco), rivestito esternamente da un paramento di blocchi di calcare, allineati in filari orizzontali e regolari. Interventi di tamponatura, realizzata con mattoni, anche di recupero, e con blocchi lapidei, si datano al XVI secolo, momento in cui sembra di poter fissare l'ultima fase di ripristino e di utilizzo della struttura difensiva. RESTI DELL'OSPEDALE DI SANTA CROCE (Via Emilia) Durante gli scavi del 1989 sono venuti alla luce resti della chiesa e dell'ospedale di Santa Croce, risalente alla fine del XII secolo e dedicato a San Giovanni, protettore dell'ordine Gerosolimitano. La chiesa, ubicata sul lato destro, presenta un'unica navata che termina con un abside semicircolare in muratura di ciottoli e pietre. Non sono state recuperate tracce della pavimentazione, essendo le strutture conservate solo al livello delle fondazioni. Sul lato sud si trova un fabbricato di forma rettangolare di cui e' stato possibile individuare solo una parte dei muri. Gli edifici possono essere interpretati come la domus e l'hospitale vero e proprio

PARCO DELLO SCRIVIA

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Loc. TORTONA - PIEMONTE  Navigatore
2 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Cascina Rivalta Scrivia, Godiasco Salice Terme, Alessandria
Nel 45 a.C. Tortona inizio' ad utilizzare il torrente Scrivia (allora 'Olubria' per i Romani) per favorire lo svolgimento dell'attivita' agricola: le acque vennero in parte regimentate e furono eseguite le prime canalizzazioni. Tra il 1550 ed il 1850 si diffuse una fitta rete di canali. Le rogge e i canali, sottolineati spesso da filari di alberi, erano utilizzati per usi domestici, per la rotazione dei molini, per l'esercizio di fornaci ed altre industrie. Il torrente Scrivia nasce dal monte Prela' (m 1.406 s.l.m.) col nome di Laccetto. A Brovia si unisce al torrente Pentemina e assume il nome di Scrivia. Dopo un percorso di circa 90 km, va ad alimentare il fiume Po nel quale sfocia poco dopo aver varcato il confine tra le regioni Piemonte e Lombardia Dal punto di vista morfologico il Torrente Scrivia, al contrario dei corsi d'acqua di notevole portata, non presenta un unico letto ampio ed uniforme, ma il suo corso si suddivide in piu' rami che continuamente si intersecano e si ridividono. Nel complesso il regime climatico dell'area e' di tipo continentale. La vegetazione naturale potenziale e' rappresentata dal bosco misto ed all'interno del parco e' presente una straordinaria varieta' botanica: dagli alberi tipici delle sponde dei torrenti, agli arbusti come il biancospino e la rosa di macchia che, in primavera inoltrata, offrono spettacoli unici. Per molti uccelli ed animali selvatici l'ambiente Scrivia rappresenta un habitat ideale; tra questi il picchio rosso, il picchio verde, il merlo, l'airone cenerino, la garzetta, l'anatra e il germano reale. Abitano il parco anche gli scoiattoli, i fagiani e le lepri. L'ittiofauna e' rappresentata da specie comuni quali cavedano e barbo. Negli ambienti laterali del torrente si segnalano cavedano, carpa, tinca, luccio e anguilla. ITINERARI Gli itinerari in bici, a piedi o a cavallo, interessano il territorio di ben 8 comuni della Provincia di Alessandria e si snodano lungo l'alveo del torrente Scrivia. Il fondo e' complessivamente buono e ben tenuto. Passaggi particolari sono rappresentati da alcuni guadi degli affluenti dello Scrivia e dall'attraversamento di ponti sulle strade statali necessari per il transito da una sponda all'altra. Tutti i percorsi sono attrezzati e corredati da bacheche che illustrano le peculiarita' naturalistiche del luogo. Passeggiando nell'area e' possibile scorgere case di terra denominate 'trunere', strutture abitative antiche, in terra cruda, il cui metodo di costruzione risale al medioevo

PONTE COPERTO O PONTE VECCHIO

PONTE COPERTO O PONTE VECCHIO  Apri
Loc. STRADA NUOVA E PONTE COPERTO, PAVIA PV, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
41 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Certosa di Pavia, Rozzano, Stradella
Il Ponte Coperto (detto anche Ponte Vecchio) e' un ponte sul fiume Ticino a Pavia, che collega il centro storico cittadino e il resto della citta' (situato sulla riva sinistra del Ticino), con il pittoresco quartiere, originariamente fuori dalle mura periferiche della citta', di Borgo Ticino. Il ponte e' molto caratteristico, ha cinque arcate ed e' completamente coperto con due portali alle estremita' e una piccola cappella religiosa al centro. Sebbene il ponte attuale sia stato costruito nel 1949, esso ripropone le forme dell'antico Ponte Coperto, risalente al XIV secolo. Nel 1949 si inizio' la costruzione del nuovo ponte, che fu inaugurato nel 1951. Sul portale d'ingresso dalla parte della citta' un'epigrafe cita: Sull'antico varco del ceruleo Ticino, ad immagine del vetusto Ponte Coperto, demolito dalla furia della guerra, la Repubblica Italiana riedifico'. Il ponte attuale e' stato costruito circa 30 metri piu' a valle rispetto al precedente, ed e' piu' largo e piu' alto rispetto a quello antico. Le arcate sono piu' larghe, quindi inferiori in numero: cinque anziche' sette. Il ponte e' ora anche piu' corto in quanto e' posizionato in maniera esattamente perpendicolare alla corrente del fiume, mentre quello antico seguiva completamente la linea che congiunge Strada Nuova (dalla parte del centro) con Piazzale Ghinaglia (dalla parte del Borgo Ticino). Le modifiche attuate al progetto avevano lo scopo di migliorare la viabilita' sul ponte (aumento di dimensioni in larghezza e altezza) e facilitare al contempo lo scorrimento delle acque (spostamento del percorso e allargamento delle arcate). La qualita' della realizzazione e' pero' decisamente inferiore al ponte trecentesco, tant'e' che il cemento delle arcate e' gia' crepato a soli 63 anni dalla realizzazione, e dev'essere periodicamente monitorato per scongiurare il pericolo di crollo.

MUSEO DELLE MACCHINE AGRICOLE ORSI

MUSEO DELLE MACCHINE AGRICOLE ORSI  Apri
Loc. TORTONA AL, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
1 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Cascina Rivalta Scrivia, Godiasco Salice Terme, Alessandria
Esempio di archeologia industriale, il museo occupa attualmente l'area dell'ex fabbricato della torneria della ditta Orsi, con un'estensione di circa 1.800 mq. L'Orsi, fabbrica di macchine agricole, mosse i primi passi alla fine dell'Ottocento per poi diventare, negli anni '30 e '40 del Novecento una realta' industriale di livello nazionale, tra le prime del suo settore. Nel dopoguerra crebbero le difficolta' sul mercato e dopo varie vicissitudini, nel luglio 1964, la ditta fu costretta a dichiarare fallimento. Successivamente l'area industriale dismessa venne acquistata dal Comune di Tortona ed il complesso subi' diverse trasformazioni nel corso degli anni. L'esposizione permanente e' composta da ventidue esemplari delle Collezioni Orsi e Berri e comprende, oltre al primo trattore 'testa calda' della ditta Orsi del 1927, trattrici, locomobili, pressaforaggi, trebbiatrici e mietitrebbia che documentano tutta la produzione della ditta dalle sue origini sino alla fine degli anni '50. - ingresso gratuito - apertura su appuntamento: Ufficio Turismo e Manifestazioni - 0131 864290 / 846297 - manifestazioni@comune.tortona.al.i

PARCO NATURALE DELLE CAPANNE DI MARCAROLO

PARCO NATURALE DELLE CAPANNE DI MARCAROLO  Apri
Loc. PARCO NATURALE DELLE CAPANNE DI MARCAROLO, BOSIO AL, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
38 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Ovada, Isola del Cantone
Una scelta di natura e di cultura Il vasto altopiano di Marcarolo e' situato nell'area montuosa dell'Appennino Ligure-Piemontese, all'estremo sud della provincia alessandrina, collocato geologicamente nel sistema noto come Gruppo di Voltri. L'area del Parco e' dominata dalla piramide massiccia del Monte Tobbio ed ha la peculiarita' di godere la vista del Golfo Ligure, posto a meno di dieci chilometri in linea d'aria. L'area e' di particolare interesse per l'abbondanza di corsi d'acqua e di zone umide

ALESSANDRIA

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Loc. ALESSANDRIA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
21 Km da COMUNE DI TORTONA
Altitudine: 93 mt. s.l.m.  Area Cascina Rivalta Scrivia, Tortona, Rocchetta Tanaro
  Brochure PDF
Alessandria e' una delle province della regione Piemonte; e' situata in una pianura molto fertile e attraversata dai fiumi Tanaro e Bormida. Il nucleo antico di Alessandria nacque intorno al XI secolo per opera di Papa Alessandro III. Intorno al 1100 gli abitanti si ribellarono contro l'imperatore Barbarossa e si unirono con i comuni vicini formando la Lega Lombarda. Con questa alleanza riuscrirono a costruire un castello fortezza (Cittadella di Alessandria) che divento una delle fortezze piu importanti d'Europa sotto il dominio degli Angioini e degli Spagnoli. Nel 1707 Alessandria passo sotto i Savoia ed in seguito fu a lungo presidiata dagli austriaci. Da vedere: Cittadella: costruzione militare settecentesca progettata da Ignazio Bertola, architetto dei Savoia. Sorge vicino al fiume Tanaro, ha la pianta a stella con sei baluardi e altrettanti fossati. All'interno vi sono edifici che formavano il quartiere militare che tra gli altri ospito anche Garibaldi prima del suo esilio a Caprera. Palazzo del Municipio: questo palazzo e' conosciuto anche col nome di palazzo Rosso per il colore della sua facciata. Ha dei portici che si affacciano in piazza della Liberta ed un bellissim oorologio a tre quadranti: tra cui le fasi lunari e la volta celeste. Cattedrale: l'antico duomo di Alessandria venne edificato nel 1170 e dedicato a San Pietro.Questa chiesa fu il centro della societa locale fino a quando Napoleone non decise di distruggerla per creare Piazza d'Armi (oggi Piazza della Liberta). La cattedrale odierna fu ultimata nel 1810 e consacrata a San Pietro. Sua caratteristica peculiare e' sicuramente il campanile a cuspide di 106 metri (il piu alto dopo il Torrazzo della cattedrale di Cremona). All'interno vi e' una bellissima statua lignea della Madonna della Salve (patrona della citta) e dei bei dipinti di Guglielmo Caccia.

LIPU: OASI BOSCO NEGRI

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Loc. BOSCO NEGRI, STRADELLA PV, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
44 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Castel San Giovanni, Pianello Val Tidone, Costa Cornaggia
L'Oasi Bosco Negri era un terreno di proprieta' privata sin dalla fine del secolo scorso, nel 1968 viene lasciato in eredita' al Comune di Pavia da Giuseppe Negri, un cittadino pavese grande amante della natura. In seguito ai danni di un violentissimo nubifragio nel 1988 viene dato in gestione alla Lipu che lo trasforma in un Oasi naturalistica attrezzata, attraverso un accordo con il Comune Pavia. L'Oasi e' anche individuata come Riserva naturale orientata, all'interno del Parco regionale lombardo della Valle del Ticino. L'Oasi Bosco Negri rappresenta un ottimo esempio della lussureggiante vegetazione che ricopriva gran parte della Pianura Padana, prima delle opere di bonifica effettuate nell'89 a.C. dai Romani. Un'area come Bosco Negri e' per molti animali un'isola ideale, collocata tra distese di coltivazioni e la periferia urbana. Gli uccelli sono particolarmente abbondanti in tutte le stagioni. Sono ben quattro le specie di picchi nidificanti: il Picchio rosso maggiore, molto comune; il Picchio verde, presente con una coppia molto chiassosa e facile da individuare; il Torcicollo, che in inverno migra in zone piu' calde; e infine, il Picchio rosso minore, una vera gemma per la sua rarita' in pianura. Fra i rapaci notturni e' comune l'Allocco, ma l'Oasi e' un ottimo sito di osservazione anche per i rapaci diurni: d'estate e' facile osservare le evoluzioni in volo del Lodolaio, mentre d'inverno arrivano Poiana e Sparviere. Gli uccelli condividono la natura del bosco con molte altre specie animal

WWF: OASI IL VERNETO

WWF: OASI IL VERNETO  Apri
Loc. ROCCHETTA TANARO ASTI, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
45 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Sant'Emiliano, Castello di Annone, Asti
  Brochure PDF
L'Oasi WWF Il Verneto e' un bosco planiziale puro di ontani neri, presenza relitta e ormai scomparsa in tutta la Pianura Padana. L'Oasi si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Rocchetta Tanaro (At). L'area dell'Oasi occupa circa 3 ettari. Al Verneto gli alberi non vengono tagliati da oltre 60 anni e alcuni esemplari sono di dimensioni impressionanti. Ambiente Bosco planiziale puro di ontani neri (Alnus glutinosa), presenza relitta documentata fino dall'anno 1100 circa. Questo tipo di ambiente e' scomparso in tutta la pianura padana ed e' tutelato nella direttiva Habitat dell'e Europea, in quanto SIC (Sito di Importanza Comunitaria). Gli alberi non vengono ceduati da oltre 60 anni e alcuni esemplari sono di dimensioni impressionanti. Gli alberi morti non vengono rimossi, in modo da garantire la presenza di microhabitat ad insetti, uccelli, piccoli mammiferi, funghi e salvaguardare la biodiversita'. I canali che circondano il bosco sono anch'essi in ottima salute e ricchi di flora e fauna. Flora e fauna Il terreno intriso d'acqua o parzialmente allagato ospita un sottobosco peculiare, costituito essenzialmente da una fittissima distesa di carici, giunchi ed equiseti. La Fauna annovera tra i mammiferi il moscardino, il ghiro, lo scoiattolo, la faina. Tra gli uccelli si possono avvistare picchio rosso maggiore e picchio verde, migliarino di palude, lucherino, scricciolo; tra gli anfibi tritone comune, tritone crestato e rana dalmatina. Molto importante e' l'entomofauna, con una grande quantita' di specie di libellule e specie notevoli di coleotteri carabidi

PARCO E TORRE DEL CASTELLO

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Loc. TORTONA AL, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
1 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Cascina Rivalta Scrivia, Godiasco Salice Terme, Alessandria
Il Parco del Castello e' un'ampia area verde ubicata sulla collina che domina Tortona a poca distanza dal centro storico cittadino. E' il polmone verde della citta', prediletto dagli amanti del jogging e da coloro che desiderano passeggiare per i viali alberati dove sono presenti varie essenze arboree; di qui si spazia per largo orizzonte sulla pianura padana verso Milano, Genova, Alessandria, Piacenza, con lo sfondo, nei giorni sereni, delle Alpi. E' un luogo della memoria della citta' ed e' il vero protagonista della storia tortonese. Il colle Savo ha visto il primitivo castelliere ligure trasformarsi inizialmente in rocca romana, poi in castello medioevale, ripetutamente assediato e piu' volte distrutto ma sempre ricostruito e via via rafforzato fino a trasformarsi in fortezza. La fortezza, entro cui sorgeva l'antica Cattedrale, di cui rimane la torre campanaria, si e' resa protagonista nei secoli di importanti fatti d'arme e di numerosi assedi tra cui: Federico Barbarossa nel 1155, durante la Guerra dei Trent'anni prima dai francesi, nel 1642, poi dagli spagnoli nel 1643 e dalle truppe franco-ispaniche, nel 1743, nel corso della guerra di successione austriaca. Nel XVIII secolo Vittorio Amedeo III di Savoia ristabili' e armo' la fortezza su consiglio dell'ingegnere militare Bernardino Pinto. I lavori iniziarono nel 1773 e si protrassero fino al 1779, quando venne portata a compimento la costruzione del forte San Vittorio con annessa cappella. Tale edificio sostituiva un precedente complesso fortificato molto eterogeneo che aveva preso forma sull'antico castello medievale ricostruito dai Visconti e dagli Sforza tra i secoli XIV e XV e sui nuovi bastioni eretti a partire dalla meta' del XVI secolo. Ad inizio 800 per volere di Napoleone venne avviato un programma di demolizione di molte fortezze del nord Italia e nel 1801 furono poste le prime mine per la distruzione del forte tortonese. L'edificio venne completamente raso al suolo nel corso di pochi mesi, ad eccezione di alcuni resti della cintura muraria e della torre campanaria della chiesa, assurta a simbolo della citta'.

DUOMO DI PAVIA

DUOMO DI PAVIA  Apri
Loc. PIAZZA DEL DUOMO, PAVIA PV, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
41 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Certosa di Pavia, Rozzano, Vernate
Il Duomo di Pavia, dedicato a Santo Stefano Martire e Santa Maria Assunta e' la piu' imponente chiesa di Pavia ed un'importante edificio rinascimentale, sintesi di pianta centrale e longitudinale che anticipa le ricerche tipologiche intorno alla basilica di San Pietro a Roma. Possiede una grandiosa cupola ottagonale in muratura, tra le piu' grandi d'Italia per altezza ed ampiezza; considerando anche la lanterna, e' la quinta piu' alta dopo la Mole Antonelliana di Torino, San Gaudenzio a Novara, Santa Maria del Fiore a Firenze e il Duomo di Milano, la sesta se si considera San Pietro in Vaticano. L'inizio dei lavori della cattedrale risale al XV secolo anche se la costruzione si protrasse a lungo fino al XX secolo e risulta tuttora non completata per quel che riguarda i rivestimenti marmorei, soprattutto all'esterno. Sorge sul sito delle due preesistenti antiche cattedrali romaniche, unite e comunicanti, di Santo Stefano e di Santa Maria del Popolo (i cui resti sono visibili al livello della cripta). Tali costruzioni furono demolite progressivamente per far posto alla nuova cattedrale. Il monumento e' un edificio di notevoli dimensioni. La chiesa si sviluppa su tre navate (la centrale doppia delle laterali e percorsa da una galleria praticabile), sia nel corpo longitudinale sia nel transetto. Le navate laterali sono affiancate da cappelle semicircolari. L'interno, di purissime linee architettoniche rinascimentali, restituisce una impressione di grande imponenza, amplificata dalla luminosita' dei bianchissimi rivestimenti in marmo d'Ornavasso, Angera e Carrara. Le proporzioni grandiose sono maggiormente percepibili una volta che si giunge sotto l'arditissima cupola. La pianta e' costituita da una croce greca a quattro bracci uguali; il braccio d'ingresso, a ovest, risulta composto da tre campate mentre i due bracci del transetto, a nord ed a sud, e quello del presbiterio, a est, sono composti da due sole campate e si concludono con un'ampia abside semicircolare, avente profondita' pari alla terza campata del braccio d'ingresso. Di fatto, quindi, l'edificio e' ugualmente lungo e largo al transetto. Il modello ligneo mostra invece il prolungamento della navata longitudinale, che avrebbe dovuto prevedere ben otto campate. Se tale progetto fosse stato portato a compimento, avrebbe comportato numerose modifiche al tessuto urbano circostante la cattedrale, tra le quali la soppressione dell'attuale Piazza Duomo, la demolizione del palazzo vescovile e, probabilmente, della Torre Civica. La cupola a pianta ottagonale e' alta, con la croce di sommita', 92 metri dal pavimento interno, che diventano 97 metri se si considera che la costruzione risulta leggermente rialzata rispetto al piano stradale

MONTESEGALE

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Loc. MONTESEGALE PAVIA, ITALY - LOMBARDIA  Navigatore
23 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Godiasco Salice Terme, Varzi, Zavattarello
Montesegale appartiene alla Comunita' Montana dell'Oltrepo Pavese, costituito da numerosi piccoli centri distribuiti sul fondovalle e sui due versanti della Valle Ardivestra. Situato in una zona di particolare interesse paesaggistico, il piccolo borgo lombardo custodisce memorie storiche di rilievo perfettamente conservate e significative testimonianze di civilta' contadina. Dall'alto del suo castello, situato sul colle che domina la vallata, si osservano i rilievi collinari che si susseguono tra campi coltivati e aree boschive. L'economia e' prevalentemente agricola e si basa sulla produzione di foraggi, frumento, granoturco, frutta, vini, salumi e miele. Conosciuto in tutta Italia come 'Citta' del Pane', Montesegale porta avanti orgogliosamente le sue antiche tradizioni gastronomiche e artigianali. Nell'antichita' il paese veniva chiamato 'Montesicalis', probabilmente in riferimento alla coltura della segale praticata nella zona e le sue origini risalgono all'alto medioevo, verso il 1200 quando fu citato in un documento da Federico II

GODIASCO

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Loc. GODIASCO SALICE TERME - LOMBARDIA  Navigatore
17 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Montesegale, Varzi, Tortona
Anche se il nome ci riporta a tempi prelatini, il tessuto urbano del paese e' di origine tipicamente medievale, come testimonia la toponomastica del Comune, con le sue stradine intitolate alle antiche corporazioni di arti e mestieri. Spiccano, infatti, nel borgo i vicoli dedicati a fabbri e fornai, quelli dei conciatori e dei boscaioli e, non ultima, fuori l'abitato, la via del mulino. Dello storico castello, quasi del tutto scomparso, munito in origine di tre ordini di mura, restano a memoria le torri, inglobate nelle odierne abitazioni. Fonti accreditate e ritrovamenti archeologici suggeriscono che la valle Staffora fosse abitata da popolazioni provenienti dalla vicina Liguria. Gli storici suppongono che le tribu' liguri scelsero questi luoghi ricchi di acqua, pascoli, legname e pietre da costruzione, gia' in epoca preistorica. A conferma di cio', il suffisso 'asco', ritenuto di origine ligure. La posizione privilegiata ha reso questo centro luogo storico di scambi. Carovane ricche di merci pregiate, spezie, stoffe e metalli preziosi, attraversavano spesso questa valle, non senza pericoli. La piu' preziosa delle merci era il sale, utilizzato per la conservazione dei cibi, che veniva scambiato con il vino e altri prodotti dei versanti padani. I mercanti che caricavano le merci nel porto di Genova sapevano gia' in partenza il prezzo del pedaggio da pagare ai Malaspina, signori del borgo, che difendevano le carovane in transito dai briganti, garantendone la sicurezza con scorte armate fino al mercato pavese.

RISERVA NATURALE REGIONE DELL'ANTOLA

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Loc. RISERVA NATURALE REGIONE DELL'ANTOLA - LIGURIA  Navigatore
42 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Isola del Cantone, Boccadasse, Genova
  Brochure PDF
Un incredibile canyon formato da ripide rocce... La riserva interessa la parte piu' significativa della grande incisione valliva scavata dal torrente Cellina nei calcari di eta' cretacica che costituiscono i rilievi posti tra Barcis e Montereale Valcellina in provincia di Pordenone. L'aspetto morfologico e' quello tipico di un grande canyon, il maggiore della regione e senz'altro uno dei piu' spettacolari d'Italia, con pareti verticali e imponenti fenomeni di erosione fluviale. Un vero e proprio sistema di forre, confluenti l'una nell'altra, relativo ai corsi dei torrenti Alba, Molassa e Cellina. Questo ambito naturalistico assume una particolare valenza storica per la presenza di alcune opere per lo sfruttamento a fini idroelettrici delle acque del Cellina e per il passaggio della vecchia strada della Valcellina

VINO DOLCETTO DOCG

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Loc. OVADA AL, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
35 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Acqui Terme, Bosio, Varazze
Nell'Ovadese la coltivazione della vite ed in particolare del Vitigno Dolcetto e' sicuramente secolare. Questo vitigno ha caratterizzato da sempre i vigneti della zona, al punto di essere stato anche definito Uva di Ovada, o, dai naturalisti, Uva Ovadensis. L'espansione della vite nell'Ovadese fu pero' sempre limitata dalla presenza di boschi e di altre colture, solo agli inizi dell'Ottocento la viticoltura ebbe una notevole espansione anche grazie all'aumento dei prezzi che ne consigliarono la coltivazione. Il nome Dolcetto non deve far pensare ad un vino dolce, deriva infatti dal termine dialettale 'dusset' che significa dosso o collina. Pur avendo caratteristiche atte all'invecchiamento, e' un vino di pronta bevibilita' e le moderate acidita' totale e gradazione alcolica ci danno un vino particolarmente ricercato per la sua adattabilita' gastronomica. Nel 1972 il Dolcetto d'Ovada ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata ed oggi esistono in Piemonte sette diverse zone D.O.C. per il Vitigno Dolcetto. Piu' volte al Dolcetto d'Ovada sono state riconosciute caratteristiche tali da indicare l'Ovadese come zona ottimale per la coltivazione di questo vitigno. Nel 1987 nasce il Consorzio di Tutela del Dolcetto d'Ovada. La garanzia di qualita' viene riconosciuta da un apposito marchio che viene rilasciato ai Soci solo dopo una accurata analisi di laboratorio e degustativa da parte di una commissione tecnica. La zona di produzione del Dolcetto d'Ovada Zona del Dolcetto d'Ovada comprende il territorio di 22 Comuni in Provincia di Alessandria con epicentro Ovada. L'area e' prevalentemente collinare e si snoda attorno al corso del fiume Orba. Il territorio e' costituito in gran parte da colline a forte pendenza, con terreni aridi, magri, fangosi, provenienti dalla disgregazione di rocce tufacee-calcaree, appartenenti all'antico terziario. Sono i terreni che danno i prodotti piu' fini, i vini piu' profumati e di qualita'. Dintorni di Ovada. Tagliolo Monferrato. I Comuni sono: Ovada, Belforte Monferrato, Bosio, Capriata d'Orba, Carpeneto, Casaleggio Boiro, Cassinelle, Castelletto d'Orba, Cremolino, Lerma, Molare, Montaldeo, Montaldo Bormida, Mornese, Morsasco, Parodi Ligure, Prasco, Roccagrimalda, San Cristoforo, Silvano d'Orba, Tagliolo Monferrato, Trisobbio. Le falde collinari orientate verso l'Ovadese sono coltivate a Dolcetto, mentre quelle che degradano su Gavi producono Cortese. Nei Comuni di Morsasco e Montaldo Bormida, confinanti con l'Acquese, nelle colline che scendono verso il Bormida inizia la coltura del Barbera, del Brachetto e del Moscato. Il Dolcetto d'Ovada e' un vino dal colore rosso intenso tendente al granato con l'invecchiamento. Di profumo vinoso, il sapore e' asciutto, morbido e armonico, gradevolmente mandorlato o amarognolo. La gradazione minima e' di 11,5%. Pur avendo caratteristiche atte all'invecchiamento, in particolare il 'Superiore', il Dolcetto d'Ovada si presta ad essere degustato giovane, in modo da apprezzare al massimo le sue caratteristiche di adattabilita' a svariati piatti e di piacevolezza di beva. Ovada, Dolcetto di Cantina La Slina. E' un vino a tutto pasto che si abbina facilmente ad arrosti di carni bianche e rosse, salumi, agnolotti, ravioli, taglierini, paste e risotti con sughi di carne di funghi, polenta, piatti a base di funghi, formaggi freschi e mediamente stagionati. Temperatura di servizio consigliata: 18-20 grad

ZAVATTARELLO

ZAVATTARELLO  Apri
Loc. ZAVATTARELLO - LOMBARDIA  Navigatore
35 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Varzi, Montesegale, Bobbio
Situato a 529 m s.l.m., Zavattarello e' costituito da un nucleo centrale dominato dal Castello Dal Verme, ove le case hanno mantenuto la patina dei secoli: e' il borgo antico duecentesco che i paesani chiamano Su di dentro perche' in passato era cinto da robuste mura difensive. Piu' sotto si sviluppa il paese nuovo, tagliato dalla strada provinciale che congiunge la SS412 della Valtidone alla SS461 del Penice. Al caratteristico paese vecchio acchiocciolato attorno al castello si accede da Piazza Luchino Dal Verme, passando sotto una torre sovrastante un arco acuto in blocchi di arenaria magistralmente lavorati: l'edificio era ben piu' alto, ma nel 1926 la parte superiore venne purtroppo abbattuta. Sulla sinistra, oltrepassato il voltone, si vede ancora oggi inalterato il corpo di guardia, un angusto vano destinato ad accogliere gli armigeri di guardia all'accesso della rocca. La stretta viuzza era un tempo la strada principale del paese, che conduceva fino al maniero in cima alla collina. La prima via che si inerpica a destra, dopo un edificio rimodernato che fu sede delle carceri mandamentali, e' il vicolo dell'Abate, uno degli scorci piu' caratteristici del Su di Dentro. La visita al paese vecchio puo' costituire un impensabile motivo di piacevoli scoperte: all'osservatore attento non manchera' di notare sopra il portale profilato di arenaria di un'antica casa una formella in terracotta raffigurante una Madonna con Bambino, pregevole opera di un ignoto artista seicentesco. Sotto questa formella, al centro dell'architrave del portale, e' scolpita una caratteristica croce, che si ritrova anche sulle architravi delle porte e delle finestre di una costruzione del XIII secolo, la piu' antica del borgo. Anche la parte piu' moderna del paese presenta attrattive, pur se non cariche dell'emozione storica data da Su di Dentro. Zavattarello e' piccolo, ma possiede tutti i servizi indispensabili per il cittadino e per il turista: negozi di ogni genere, luoghi ricreativi, monumenti, scuole materna, elementare e media, farmacia, posta, ambulatorio medico, comando dei Carabinieri e Guardia Forestale, banche, casa di riposo per gli anziani. Il tutto immerso in una natura incontaminata, in cui dominano pace e serenita', in un clima in cui il tempo pare una categoria diversa dal resto del mondo: tradizione e modernita' qui si mescolano, convivono e si fondono in un equilibrio armonioso

ABBAZIA DI RIVALTA SCRIVIA

ABBAZIA DI RIVALTA SCRIVIA  Apri
Loc. CASCINA RIVALTA SCRIVIA - PIEMONTE  Navigatore
5 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Tortona, Alessandria, Godiasco Salice Terme
Situata a pochi chilometri da Tortona, la chiesa di Rivalta e' quanto resta del complesso abbaziale dei monaci cistercensi edificato tra il 1180 e il 1183 e concluso solo nella seconda meta' del XIII secolo. Durante questo periodo l'Abbazia esercito' una forte influenza economica su tutta la zona che si estende tra Tortona e Novi. Divenuta chiesa parrocchiale nel 1576 ed il monastero fu in seguito abbandonato dai monaci benedettini alla fine del XVII secolo. Dopo alcuni passaggi di proprieta', nel 1653 il complesso passo' ad un privato che fece costruire qui la propria residenza. L'abbazia fu soppressa con decreto napoleonico nel 1810. L'edificio presenta una caratteristica architettura cistercense tra il romanico lombardo ed il gotico francese e la facciata e' semplice e lineare. La ricostruzione del massiccio campanile dovrebbe risalire alla seconda meta' del XVI secolo. La pianta e l'alzato della chiesa attuale, unitamente alle parti conservate del monastero (ossia la sacrestia e la sala capitolare) ne confermano l'edificazione ex novo secondo i dettami della regola cistercense bernardina che prevedeva estrema semplicita' e linearita' delle forme. INTERNO: La chiesa, a croce latina con abside e cappelle laterali quadrangolari con volte a botte, e' un edificio di notevoli dimensioni: 40 metri di lunghezza e 16 di larghezza in navata. Le tre campate sono coperte nella navata centrale e nel transetto da volte a crociera costolonate, mentre le navate laterali sono coperte da volte a crociera semplice. I pilastri, in pietra e mattone, sono caratterizzati da una notevole varieta' morfologica. Il coro, con volta a botte, e' formato da un'abside affiancata su ogni lato da due cappelle a pianta rettangolare. Fedeli alle prescrizioni dell'ordine, i monaci non posero all'interno del complesso ne' ornamenti di lusso, ne' sculture, ne' pitture, ma solo un ornato lineare e geometrico per i capitelli, i fregi, i rosoni e le volte. L'elemento piu' importante dell'abbazia e' rappresentato dall'apparato di affreschi risalenti alla seconda meta' del Quattrocento e ai primissimi anni del Cinquecento, recuperati durante i restauri del 1941-1942. Stilisticamente le opere condividono una stessa corrente d'influenza lombarda. Certa la presenza del pittore castelnovese Franceschino da Boxilio che firma due opere, il San Cristoforo del quarto pilastro a destra (datato 1490) e la scena con la Vergine, il Bambino e un monaco certosino con la sovrastante figura del Cristo Redentore nella seconda cappella del transetto destro. Del monastero sopravvive solo la sala capitolare, in stile gotico-cistercense. Situata ad un livello inferiore, e' suddivisa in nove campate coperte da volte a crociera acute, con ogive in cotto e chiavi a motivi floreali, sorrette da quattro colonne con capitelli a fasci circolari. Le colonne originali, visibili all'interno della sala, sono state sostituite durante i restauri del 2000. - Ass. culturale 'Amici dell'Abbazia di Rivalta' cell. 329-9172442 - ascherio@libero.it - Parrocchia: tel. 0131-817150

SALAME DI VARZI DOP

SALAME DI VARZI DOP  Apri
Loc. VARZI PV, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
30 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Zavattarello, Montesegale, Godiasco Salice Terme
  Brochure PDF
L'uomo ha saputo dare cosi' grande risalto al maiale: la materia prima. Il salame in queste zone risulta essere rigorosamente una produzione primaria. Una produzione, cioe', di un impasto a grana grossa ottenuto con l'utilizzo di tutte le parti del maiale, in particolare le piu' pregiate. Cosi' gli abitanti si entusiasmarono nell'arte dell'insaccare, utilizzando quei pochi sapori che l'ambiente poteva fornire come: vino, aglio, sale e pepe. Il sale dunque entra a comporre il gusto del salame in una quantita' giusta. Ne' troppo ne' poco; dall'unione di tutti questi elementi in equilibrio tra loro ne e' scaturito, dopo una sapiente e lunga stagionatura, un prodotto dal sapore delicato che caratterizza la fragranza finale del prodotto

LA BOLLENTE ACQUI TERME

LA BOLLENTE ACQUI TERME  Apri
Loc. PIAZZA DELLA BOLLENTE, ACQUI, ALESSANDRIA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
42 Km da COMUNE DI TORTONA
Altitudine: 159 mt. s.l.m.  Area Rocchetta Palafea, Ovada, Mombaldone
Acqui Terme (A'ich, Òich oppure Naich in piemontese; Aquae Statiellae o Aquae Statiellorum in latino) e' un comune di 20.566 abitanti della provincia di Alessandria.Acqui Terme sorge nella zona sud-orientale dell'alto Monferrato sulla sponda sinistra del fiume Bormida, che, dopo la confluenza dei due rami di Spigno e di Millesimo, si apre la strada verso la pianura di Alessandria, tra colline dolcemente ondulate. La citta' sorge in una posizione strategica all'incrocio di alcune strade importanti: la statale del Turchino che va da Asti a Nizza Monferrato, Acqui, Ovada e Voltri e quella della Val Bormida che da Alessandria porta fino a Savona, attraverso il Colle di Cadibona; infine quella del Sassello, da Acqui a Varazze e Savona per il Colle del Giovo, un percorso panoramico ma ricco di curve. Il nucleo piu' antico e' il Borgo Pisterna, adiacente al Borgo Nuovo e al Borgo San Pietro: rappresentano assieme l'attuale centro della citta', che si e' poi via via andato sviluppando sia verso la pianura che verso la collina. In epoca piu' recente e al di la' del fiume Bormida si e' sviluppata la zona termale e dei Bagni, con l'Hotel Antiche Terme, sede di un grandioso parco, gli stabilimenti termali e numerosi alberghi, e le frazioni di Ovrano e Lussito. Il primo appuntamento per chi arriva nella citta' e' la visita a Piazza della Bollente, sul lato del centralissimo corso Italia. Qui, al centro della piazza, e' posta un'edicola marmorea ottagonale, realizzata nel 1879 dall'architetto Giovanni Cerutti, che circonda una fonte termale da cui sgorga l'acqua bollente e curativa: 560 litri al minuto a 74,5 C° di un'acqua sulfureo-salso-bromo-iodica. Una leggenda narra che i bambini appena nati fossero portati alla fonte per esservi immersi per un attimo: se ne uscivano vivi, meritavano l'appellativo di sgaiento', ossia scottati.

PALAZZO GUIDOBONO E PIAZZA ARISTIDE ARZANO

PALAZZO GUIDOBONO E PIAZZA ARISTIDE ARZANO  Apri
Loc. PIAZZA ARZANO, TORTONA (AL) - PIEMONTE  Navigatore
1 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Cascina Rivalta Scrivia, Godiasco Salice Terme, Alessandria
Edificato come dimora signorile nel XV secolo, appartenne ad un ramo dei Guidobono di Tortona che lo lasciarono in eredita' ai Guidobono, feudatari e poi conti di Castellaro e Monleale, agli inizi del XVIII secolo. Ampiamente rimaneggiato, fu destinato a sede del governatore sabaudo della citta' e della provincia. Tra fine Ottocento e inizi Novecento svolse la funzione di centro amministrativo della citta'; vi fu infatti trasferita la sede della municipalita' repubblicana e divenne dimora del sindaco napoleonico, il 'Maire'. Nel 1939-1942 l'architetto Carlo Ceschi realizzo' l'odierna la facciata in stile gotico. Dalla meta' degli anni '50 fino al 1996 ospito' gli Istituti Civici Culturali: Museo Romano, Biblioteca e Pinacoteca civiche. Attualmente e' sede dell'Ufficio IAT (Informazioni e Accoglienza Turistica) e di mostre temporanee (vedi pag. &). Il Palazzo conserva al suo interno una porta bronzea, opera rilevante e di pregevole esecuzione, presumibilmente del XIX secolo. Notevole e' anche il soffitto ligneo quattrocentesco con motivi araldici. Al piano terra e' presente il Sarcofago di Publio Elio Sabino, databile alla seconda meta' del III secolo d.C.; il sarcofago e' costituito da una cassa in marmo bianco di considerevoli dimensioni, con una serie di bassorilievi. Fu fatto scolpire da una liberta di origine greca in onore del figlio morto in giovane eta'. Nel sotterraneo sono visibili resti di muratura e di un pavimento a mosaico romani, oltre ad una 'niviera' rinascimentale, utilizzata in passato per raccogliere la neve durante i mesi invernali e conservare i cibi deperibili. In attesa di ospitare nuovamente la collezione archeologica del Museo Civico, Palazzo Guidobono e' diventato il punto riferimento per esposizioni temporanee tendenti a valorizzare le diverse forme artistiche. Pittura, fotografia, scultura, arte classica e contemporanea, artisti di fama internazionale e nomi emergenti, si alternano in questa splendida cornice in un approccio che coniuga la valorizzazione dell'artista e l'offerta ai visitatori di molteplici occasioni e spunti di natura culturale. La piazza e' caratterizzata dalla presenza del quattrocentesco Palazzo Guidobono e di una torre civica, ricostruita sul tracciato di una costruzione piu' antica. L'aspetto attuale della piazza e' il prodotto della trasformazione urbanistica a cui fu sottoposta la citta' negli anni '40 del secolo scorso. Nel corso degli interventi furono demolite alcune case antistanti Palazzo Guidobono e parte del palazzo stesso, aprendo la nuova area intitolata in seguito al generale Aristide Arzano, promotore nel 1903 della 'Societa' per gli studi di storia, economia ed arte del Tortonese', grazie al cui impulso nacquero successivamente il Museo e la Biblioteca civica. A lato della piazza Arzano, in via Carlo Mirabello, si trova il Palazzo Civico sede della Biblioteca Civica e il Chiostro del Convento dell'Annunziata adiacente al Teatro Civico.

PAVIA

PAVIA  Apri
Loc. PAVIA - LOMBARDIA  Navigatore
42 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Certosa di Pavia, Rozzano, Vernate

Pavia e' una delle province della Lombardia, e' situata nella parte bassa della Pianura Padana e si trova vicino alla confluenza del Ticino nel Po. Conta circa 75.000 abitanti e la sua provincia comprende tre aree differenti: il Pavese, la Lomellina e l''Oltrepo. In epoca romana la citta si chiamava Ticinum mentre il nome successivo, Papia, deriva da quello di una tribu romana alla quale era stata associata. La citta fu poi conquistata dai Goti di Teodorico e ne divenne una delle sue capitali. Divento poi capitale longobarda (572-774), e nel 774, dopo mesi di assedio, si arrese ai franchi di Carlo Magno. Nel 1359 passo ai Visconti di Milano e dal 1454 agli Sforza. Nel 1525, dopo la vittoria sui di Carlo V sui francesi, Pavia segui le sorti del Ducato di Milano e passo prima agli spagnoli e successivamente, all''inizio del Settecento, all''Austria e quindi ai Savoia tramite il trattato di Worms datato 1743. Con l''unita d''Italia Pavia prosegui la sua espansione con la costruzione della ferrovia per Milano nel 1862. Da Vedere: Ponte Coperto: collega il centro storico di Pavia al quartiere del Borgo Ticino. L''attuale costruzione, inaugurata nel 1951 dall''allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi e' in realta il rifacimento di un preesistente ponte medievale che fu gravemente danneggiato durante i bombardamenti del 1944 e abbattuto nel dopoguerra (1949). L''odierna costruzione e' a 5 arcate ed e' lunga 182 metri. A Pavia da vedere anche il Duomo, le chiese romaniche di San Michele e di San Pietro in Ciel d''Oro e il castello Visconteo risalente al 1360. Certosa di Pavia: sorge a circa 8 km da Pavia ed e' stata eretta per volere di Gian Galeazzo Visconti, primo Duca di Milano. La sua costruzione fu iniziata nel 1396 e si concluse solo nel 1542, a causa di numerosi ritocchi e modifiche. La Chiesa rappresenta un singolare connubio di elementi gotici e rinascimentali tra guglie, archi e trafori. L''interno e' a tre navate divise da pilastri e fiancheggiate da 14 cappelle laterali. Il convento dei monaci si articola intorno ai 2 chiostri: su quello grande si affacciano le 23 celle nelle quali i monaci si dedicano al lavoro manuale, alle Sacre Scritture e alla meditazione. Nel chiostro piccolo si concentrano gli elementi di vita in comune ed e' collegato con la Chiesa. Vigevano: Fiore all''occhiello della Lomellina, zona pianeggiante delimitata dai fiumi Po, Ticino e Sesia, Vigevano e' un importante centro calzaturiero. Da vedere la Piazza Ducale, esempio di arte rinascimentale che costituisce una delle piu compiute realizzazioni urbanistiche del Quattrocento lombardo. Nella piazza, circondata da portici ed arcate, si erge sul lato est il Duomo di s. Ambrogio, in stile barocco. Nella parte alta della cittadina sorge il Castello risalente al 1345 Oltrepo: vasta area in cui si distinguono una fascia pianeggiante &il cui centro piu importante e' Voghera and una zona collinare e una montana. Da ricordare Salice Terme, rinomata stazione termale e Varzi, con il suo incantevole borgo di impronta medievale.

BASILICA SANTUARIO MADONNA DELLA GUARDIA

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Loc. VIA DON DOMENICO SPARPAGLIONE, TORTONA AL, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
1 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Cascina Rivalta Scrivia, Godiasco Salice Terme, Alessandria
Il Santuario, voluto da San Luigi Orione, sorge nel quartiere di San Bernardino. I lavori iniziarono nel 1928 e si conclusero nel 1931. L'edificio e' caratterizzato da una torre monumentale, alta 60 metri, portata a termine nel 1959, sulla cui sommita' e' posta la statua della Madonna col Bambino, alta 14 metri, in bronzo fuso e ricoperta d'oro. La chiesa costruita in stile gotico-bizantino' e' a pianta centrale con le volte poggianti sopra colonne in marmo di grandiose proporzioni su cui troneggiano capitelli floreali simboleggianti le virtu' di Maria. La luce piove nell'interno, filtrata da vetrate policrome di gran pregio. Nell'abside e' conservato il gruppo scultoreo della Madonna della Guardia, alto 2,90 metri e pesante 6 quintali. All'interno della chiesa e' ospitata la teca che custodisce la salma di San Luigi Orione, canonizzato nel 2004 da papa Giovanni Paolo II. La sala dei ricordi conserva numerosi quadri ad olio che ritraggono episodi della vita del santo, oltre ad indumenti ed oggetti che gli appartennero. Al centro e' posto il bronzo di Arrigo Minerbi dal titolo Don Orione morente. IL PRESEPIO allestito presso i locali del Centro Mater Dei, a fianco del Santuario, ha una lunga tradizione. Seguendo l'esempio del loro padre fondatore, gli Orionini hanno sempre coltivato l'amore per il presepio. Ne costruirono uno molto curato nei particolari negli anni 1950-60 all'interno della cripta del santuario, ma venne distrutto totalmente dall'esondazione del torrente Ossona nel 1977. Ricostruito pochissimi anni dopo nell'attuale sede, venne rinnovato ed ampliato nel 2004 in occasione della canonizzazione di Don Orione. Ad oggi rappresenta uno dei piu' grandi presepi meccanizzati d'Europa. Centro Mater Dei - via Don Sparpaglione 15 domenica dalle 15 alle 18 ingresso gratuito info Provincia Religiosa di San Marziano di Don Orione - Centro Mater Dei tel. 0131.8183 (406, 407) - fax 0131.8183430/8183432 materdei.tortona@tiscalinet.i

TEATRO CIVICO

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Loc. TORTONA - PIEMONTE  Navigatore
1 Km da COMUNE DI TORTONA
Altitudine: 129 mt. s.l.m.  Area Cascina Rivalta Scrivia, Godiasco Salice Terme, Alessandria
Edificato su progetto dell'ingegnere tortonese Pietro Pernigotti tra il 1836 ed il 1838, per l'armonia e la grazia della struttura viene considerato da sempre un teatro gioiello. Dopo l'inaugurazione nel maggio 1838 seguirono cent'anni di ricca attivita' artistica, con piu' di 80 stagioni documentate. Il 1939 fu l'ultima vera stagione lirica e dopo qualche sporadico spettacolo nel dopoguerra, il teatro fu chiuso nel 1952. Tale rimase fino agli anni '80, quando iniziarono gli interventi di restauro. Riacquistato il primitivo splendore, il 2 maggio 1990 fu inaugurato per la seconda volta, tornando cosi' ad essere patrimonio della comunita' tortonese. Esternamente i diversi ambienti sono uniformati da una facciata continua e le finestre sono sormontate da fregi in stucco; si possono notare tre medaglioni con i ritratti di Metastasio, Goldoni e Alfieri. Corona la facciata un fastigio con lo stemma della citta' di Tortona. L'interno, a tre ordini di palchi, con platea dalla caratteristica forma a ferro di cavallo e loggione, e' finemente decorato da fregi e stucchi. Il medaglione centrale della volta raffigura 'Minerva che incorona la Musica, la Poesia e la Pittura', mentre il sipario storico e' dedicato alla 'discesa di Orfeo ai campi Elisi', entrambi opera del pittore-scenografo torinese Luigi Vacca. STAGIONE TEATRALE Dal 1990 il Teatro Civico, nel periodo autunno and primavera, ospita la stagione teatrale di prosa con un cartellone ricco di spettacoli di diverso genere, capaci di coniugare qualita' e attrattiva e portati in scena dalle maggiori compagnie teatrali nazionali. Hanno calcato il palcoscenico tortonese: Giorgio Albertazzi, Vittorio Gassman, Rossella Falk, Paolo Villaggio, Giuseppe Pambieri, Sebastiano Somma, Valeria Valeri, solo per citare alcuni nomi. Ma il Teatro e' anche musica. La stagione concertistica e' affidata all'Associazione cittadina 'Amici della Musica' che da sempre porta a Tortona i grandi della musica classica eseguiti da importanti e validissimi musicisti anche di fama internazionale

CASTELLO DELLA PIETRA

CASTELLO DELLA PIETRA  Apri
Loc. CASTELLO DELLA PIETRA, VOBBIA GENOA, ITALY - LIGURIA  Navigatore
34 Km da COMUNE DI TORTONA
  Area Tonno, Bosio, Genova
Il castello della Pietra e' un'antica fortificazione sita nel comune ligure di Vobbia, ubicato nell'omonima valle tributaria del torrente Scrivia, in provincia di Genova. Esso e' il principale e piu' caratteristico monumento dell'entroterra genovese, polo d'attrazione culturale e paesaggistico del Parco naturale regionale dell'Antola ed inserito nella lista dei monumenti nazionali italiani. Situato in una pittoresca posizione elevata tra due speroni di conglomerato roccioso che ne costituiscono i naturali bastioni, domina la strada che fiancheggia il torrente Vobbia risalendone il corso da Isola del Cantone. Il castello e' raggiungibile soltanto a piedi tramite un sentiero nel bosco, ed una scalinata, dopo venti minuti di suggestivo cammino. Il castello si articola in due corpi impostati a quote differenti. Si accede dall'avancorpo i cui tre piani di calpestio sono stati ripristinati con una struttura metallica a griglia. Dall'ultimo piano dell'avancorpo si passa all'ampio salone centrale a pianta quadrata e soffitto voltato. Con il rifacimento della copertura e' stato ripristinato un sottotetto raggiungibile sia dal vano centrale sia dal cammino di ronda. Caratteristica (fondamentale per l'autonomia del castello) e' la cisterna scavata nella roccia ai piedi del torrione (sperone roccioso naturale) ovest, in cui erano convogliate le acque piovane dei tetti, anche per mezzo di canali di raccolta scavati nella roccia, ancora in parte visibili; la cisterna e' accanto al salone centrale sotto il cui pavimento e' presente una seconda cisterna.

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PIEMONTE


Il nome Piemonte venne usato per questa regione agli inizi del XIII secolo (pié de monte = ai piedi del monte) in quanto questa zona è racchiusa tra le Alpi. E' una regione dell'Italia nord-occidentale, ai confini con la Svizzera e la Francia. Come indica il nome stesso, il Piemonte è la terra delle montagne: è infatti circondato su tre lati dalla catena alpina, che proprio qui comprende le vette più alte e i ghiacciai più vasti d'Italia. Il Monviso, il versante piemontese del Monte Rosa e gli altri spettacolari rilievi offrono paesaggi di singolare bellezza; numerosi sono anche i comprensori sciistici, tra cui la Via Lattea e il Sestriere, che accolgono con le loro modernissime attrezzature gli appassionati di sport invernali. Sullo sfondo delle Alpi si aprono grandi e pittoresche vallate, tra cui la Val di Susa, la Valsesia e la Val d'Ossola. Ben diverso ma altrettanto caratteristico è il panorama delle Langhe e del Monferrato: un susseguirsi di colline coltivate a vigneti, punteggiate di borghi e castelli. Specchi d'acqua e risaie, lunghi filari di pioppi e antiche cascine sono invece gli scenari tipici delle pianure che si estendono nel novarese e nel vercellese. Meta turistica per eccellenza è il lago Maggiore, con Stresa e le isole Borromee, paesaggi incantevoli che ospitano antiche ville circondate da parchi all'inglese. Ma la natura è solo una delle numerose attrattive del Piemonte. Tanti altri sono i volti della regione: da Torino - la capitale italiana dell'auto - con la sua storia e il suo notevole patrimonio artistico, alle altre città, ai vari centri storici tra cui Cherasco, Alba e Ivrea. E poi, i suggestivi castelli medievali tra cui spicca l'imponente castello di Ivrea, le preziose architetture, tra cui le famose Residenze Sabaude e i Sacri Monti. Acqui Terme e Vinadio, località termali storiche, assicurano cure e trattamenti per un soggiorno di benessere e relax. Scoperte e sorprese di ogni genere attendono i visitatori, compresa una vasta offerta enogastronomica, in grado di soddisfare tutti i gusti.

Da Vedere: Vi sono rinomate località turistiche come ad esempio: Sestriére: stazione sciistica mèta storica per il turismo invernale; Bardonecchia: sentieri e vallate per passeggiate montane; Museo Nazionale di Scienze Naturali: situato a Torino in via Giolitti ospita collezioni di botanica, entomologia, geologia, mineralogia, paleontologia e zoologia. Museo Egizio: situato a Torino in via Accademia delle Scienze, dopo il Cairo è il museo che raccoglie i più importanti reperti egizi del mondo. Viene documentata la storia e la civiltà dell'Egitto dal periodo paleolitico all'epoca copta.

Gastronomia e Vini: La cucina piemontese offre dei piatti della tradizione contadina. Tra quelli tipici di questa regione troviamo la bagna cauda a base di acciughe, aglio e burro, le fettuccine al tartufo, altro ingrediente principe della cucina piemontese; la fonduta a base di patate, fontina, uova e burro; lo stracotto, spezzatino di manzo con verdure; tra i dolci vi segnaliamo i famosi baci di dama a base di cioccolato, mandorle e scorzette di arancia candita ed il pilot un dolce a base di grissini. Tra i vini i più rinomati sono il Barbera ed il Barolo d'Alba D.O.C. e il nebbiolo delle Langhe D.O.C.