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lido degli scogli - escursioni punti di interesse attrazioni a crotone

 ALBERGO HOTEL LIDO DEGLI SCOGLI

ALBERGO HOTEL
LIDO DEGLI SCOGLI

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a CROTONE Margherita IV Capo Rizzuto Le Castella

CACCURI

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Loc. CACCURI CROTONE, ITALY - CALABRIA  Navigatore
37 Km da LIDO DEGLI SCOGLI
  Area Petilia Policastro, San Giovanni in Fiore, Melissa
Caccuri e' un comune di 1.677 abitanti in provincia di Crotone. E'uno dei borghi che offre ancora oggi peculiarita' artistiche e ambientali del tutto insolite. Il tessuto urbano, infatti, conserva le caratteristiche del vecchio centro costituito da un intreccio di strade e vicoli che portano tutti al castello, un imponente maniero risalente al VI secolo d.C. Il paese fu feudo di Polissena Ruffo (moglie di Francesco Sforza, di cui e' ancora visibile la stanza nel castello) e delle famiglie Sangiorgio, De Riso, Spinelli, Cimino, Carafa, Cavalcanti (veri mecenati artistici del borgo), Barracco. E' ricoperto principalmente da uliveti che costituiscono la principale fonte del reddito agricolo del paese. Attualmente il paese e' diviso in quattro rioni: Centro storico, Croci, Parte, San Nicola. Ultimamente, con l'edilizia popolare e privata, si sta sviluppando particolarmente il rione San Nicola. Arroccato su uno sperone, il borgo antico si presenta oggi all'occhio del turista un centro non ancora del tutto deturpato dal cemento armato. Gli ingressi al borgo un tempo erano tre: Porta Grande (attuale Piazza Umberto I), Porta Piccola (nei pressi del santuario di San Rocco) e Porta Nuova, cosi' chiamata perche' piu' recente rispetto alle prime due. Al centro del paese si trova la chiesa matrice dedicata a S. Maria delle Grazie, tipico esempio di barocco calabrese, la chiesa di S. Rocco, patrono della cittadina, il convento dei Padri Domenicani con la chiesa della Riforma. Di notevole interesse storico e' la casa natale di Cicco Simonetta, insigne segretario di Francesco Sforza, Duca di Milano e Cancelliere della Duchessa Bona (sec. XV). Il territorio di Caccuri e' ricco di sorgenti di acque minerali. L'acqua solfurea-clorurata del torrente Lepre viene usata per bagni e per bevanda, quella solforosa del Bruciarello e' idonea per bagni, l'acqua salina di Calderazzi viene usata per pozioni. Numerosi sono gli insediamenti rupestri. Di notevole interesse geologico e' la Grotta del Palummaro, una delle piu' grandi e profonde cavita' carsiche del circondario con ingresso sulla riva del fiume Lese, nel territorio di Caccuri

MELISSA

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Loc. MELISSA CROTONE, ITALY - CALABRIA  Navigatore
31 Km da LIDO DEGLI SCOGLI
  Area Cirò Marina, Cariati, Caccuri
Melissa, cittadina in provincia di Crotone, nasce su un costone roccioso, nella fascia collinare compresa tra il Mar Ionio e il versante orientale della Sila Grande. Lo scenario e' quello tipico di un borgo feudale. Arroccato sui fianchi di un'altura, conserva un affascinante centro storico, con i resti di una imponente cinta muraria. Lo scenario che si presenta nel momento in cui si sale attraverso il centro storico, solcato da caratteristiche viuzze strette e raggiungibili solo a piedi, e' di quelli suggestivi. Le numerose grotte, sparse nel caseggiato, costituiscono la traccia sensibile della realta' contadina che in passato ha caratterizzato il paese. Ricordata da Ovidio nelle Metamorfosi, Melissa ha origini antiche. Il toponimo e' di chiara derivazione greca: (melissa) sta a significare 'paese delle api e del miele'. Alcuni l'attribuiscono a Cleta, nutrice della Regina Pentesilea, altri a Melisso, re di Creta. Queste ipotesi sono legate alle notizie di una presenza egeo-micenea in epoca pre-ellenica. Secondo altri, invece, l'etimologia sarebbe successiva e risalirebbe proprio alle colonizzazioni greche sulle coste ioniche. C'e' chi invece ne attribuisce il toponimo alla fama della maga Melissa (contemporanea della Sibilla Cumana) che, secondo la fantasia dei suoi abitanti, visse in questi luoghi, nascondendosi tra cave e grotte sotterrane, e dalla quale avrebbe ereditato il nome. Altra allusione farebbe, invece, riferimento al nome della ninfa Melissa: l'antico stemma comunale, infatti, recava incisa una ninfa dei boschi, appoggiata su un tronco di albero, dai cui rami pendevano sciami di api su favi di miele.

MUSEI DELLA SILA

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Loc. COTRONEI CROTONE, ITALY - CALABRIA  Navigatore
37 Km da LIDO DEGLI SCOGLI
Altitudine: 937 mt. s.l.m.  Area Caccuri, San Giovanni in Fiore, Sellia Marina
  Brochure PDF
il Museo di Trepido', nel comune di Cotronei, nasce grazie ad un intervento di riqualificazione ambientale di un'area e di recupero edilizio di un vecchio immobile di proprieta' del Comune di Cotronei, concessi in comodato d'uso all'Ente Parco, il quale vi ha investito oltre novecentomila euro. Nel nuovo museo i temi trattati offrono ai visitatori, attraverso l'utilizzo di una tecnologia multimediale e interattiva, una panoramica dei paesi del Parco, di flora e fauna delle sue aree protette, dei prodotti artigianali ed enogastronomici, delle sue ricchezze idriche and laghi e fiumi &e infine dell'utilizzo di fonti di energia rinnovabile (fotovoltaico, solare and termico, biomassa). Il nuovo Museo dell'Artigianato silano e della Difesa del suolo, che ha sede a Longobucco nella bella cornice dell'ex Convento dei Frati Francescani minori, costituisce un altro concreto passo nel cammino della diffusione della conoscenza del territorio della Sila e della sua popolazione. Il Museo si inserisce nell'ambito del progetto di riqualificazione del territorio del Parco e della sua promozione come meta turismo culturale, naturalistico e sportivo (con particolare riferimento al segmento dei visitatori interessati alle aree protette, per valorizzare il legame tra patrimonio storico-culturale, ecologico-ambientale ed enogastronomico) promosso e finanziato dell'Ente Parco fin dal 2002, anno dalla sua costituzione. La creazione del Museo dell'Olio di oliva e della Civilta' contadina di Zagarise (Cz) costituisce un passo in avanti nel cammino per la diffusione e la conoscenza della cultura legata al territorio della Sila, in particolare della Sila Piccola. Un risultato che si deve all'impegno del Comune di Zagarise e dell'Assessorato all'Ambiente - Dipartimento Politiche dell'Ambiente, ma che non si sarebbe potuto realizzare senza il fondamentale contributo dell'Ente Parco Nazionale della Sila. Il Museo dell'Olio di oliva e della Civilta' contadina non e' un museo 'tradizionale': si tratta infatti di un ecomuseo. Le tre componenti essenziali di ogni ecomuseo, che ne costituiscono contemporaneamente sostanza, contenuto e metodo di lavoro sono territorio, popolazione e patrimonio, inteso non come una parte, ma come tutto quello a cui la comunita' ha attribuito nel tempo sufficiente valore da essere manifestato

ISOLA CAPO RIZZUTO

ISOLA CAPO RIZZUTO  Apri
Loc. CAPO RIZZUTO CROTONE, ITALY - CALABRIA  Navigatore
16 Km da LIDO DEGLI SCOGLI
  Area Le Castella, Crotone, Botricello
Localita' turistica in forte espansione, situata sulla costa jonica, a circa 20 km da Crotone, al centro dell'omonimo Capo. E' compresa nell'Area Marina protetta di Capo Rizzuto, la piu' grande riserva marina d'Italia per estensione. Isola Capo Rizzuto e' una meta ideale per i turisti che amano la natura incontaminata e le meraviglie dell'arte. Grazie ai centri diving e' possibile praticare immersioni indimenticabili, scoprire le meraviglie di questo tratto di mare e il suo ricco patrimonio archeologico. Dei molti relitti d'eta' antica rimangono le parti del carico non erose dalla salsedine, mentre delle antiche galee restano grandi blocchi di marmo bianco che alghe e pesci hanno colonizzato, rendendoli pressoche' irriconoscibili. Nel centro abitato meritano di essere visitati il Duomo di origini romaniche, i resti del castello e la piccola chiesa cinquecentesca di San Marco, oltre al Museo Civico Demologico. Rinomato centro turistico della Costa dei Saraceni compreso nella Riserva Marina di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. Simbolo del centro e' il castello Aragonese del XV secolo posto su un isolotto collegato alla riva da una sottile lingua di sabbia. Le spiagge sono composte da sabbie fini di un singolare colore rosso-arancione, depositate in numerose baie. Durante la stagione estiva si possono praticare immersioni nelle zone della Riserva in cui e' consentita la balneazione. L'organizzazione turistica e' di qualita', come dimostra la presenza di villaggi turistici di ottimo livello. Nei pressi di Le Castella sorgono altri centri che meritano di essere visitati: Isola di Capo Rizzuto; Santa Severina, arroccata su un'alta rupe che domina la valle del fiume Neto; Caccuri lungo la strada per la Sila, e Ciro', con il suo stupendo centro storico

CROTONE

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Loc. MARGHERITA IV - CALABRIA  Navigatore
8 Km da LIDO DEGLI SCOGLI
  Area Crotone, Capo Rizzuto, Melissa
L''anima di onde e vento e di tesori nascosti, se vi chiedessero di cosa state parlando, potreste dire che cosi e' Crotone: un''antica citta che si affaccia sullo Ionio, alla foce del fiume Esaro. Considerato il primo centro della Magna Grecia, era un centro di vita a 360°, perno culturale per atleti e pensatori, medici e luogo di nascita della scuola di Pitagora. Crotone e' Ricca di palazzi nobiliari, costruzioni medioevali e reperti antichi. Ma il centro non e' l''unico polo d''attrazione; il lungomare, recentemente ristrutturato e rimodernato oggi offre possibilita turistiche per ogni turista. Cosi l''anima del vento e delle onde e' una meta obbligata per gli amanti del windsurf, delle immersioni, dello snorkeling e della barca a vela. Qui la costa ha il sapore dei film americani con storie d''amore al tramonto e grandi tuffi nell''azzurro di un mare cristallino. Per tutta la costa ci sono le torri medievali che anticamente servivano per l''avvistamento e cosi oggi, per chi approda dal mare puo riconoscere le localita di Capo Colonne, Capo Cimiti, Capo Rizzuto e Punta Le Castella. Nel centro storico il Castello di Carlo V domina sulla citta. Sorto circa intorno al 840 d.C. rimaneggiato nel 1541, oggi ospita il museo archeologico. Da piazza Castello si possono ammirare i palazzi nobiliari settecenteschi che la circondano; poi scendendo attraverso i vineddri- cosi sono chiamate le piccole vie strette- verso le piazze principali del borgo antico, si arriva al Duomo, del XI secolo prima di essere rimaneggiato piu volte, la Chiesa di Santa Chiara con i suoi preziosi affreschi del ''700 e il suo pavimento di maiolica napoletana. Merita una visita la barocca Chiesa di San Giuseppe, arricchita da un magnifico portone e da due sculture lignee del 1600.

SOPPRESSATA DI CALABRIA DOP

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Loc. VIA CASSANO IONIO, BOTRICELLO CZ, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
28 Km da LIDO DEGLI SCOGLI
  Area Sellia Marina, Le Castella, Capo Rizzuto
  Brochure PDF
La Soppressata di Calabria (o sopressata) e' un insaccato a denominazione di origine protetta. Si ottiene con carne di maiale tagliata a pezzettoni a cui si unisce pepe nero finocchio (a grani) e sale e peperoncino. Si prepara prendendo le parti migliori della coscia del maiale, tritate e prive di nervi e insaccandole in budello naturale, in particolare bisogna usare il budello proveniente dall'intestino crasso, ben lavato con acqua e limone e messo a mollo. Una volta riempito il budello, viene forato con uno spillo e legato a mano. Il tutto viene poi lasciato asciugare all'aria. Dopo circa due settimane si sistema sul pavimento un lenzuolo di lino e vi si adagiano le soppressate, le une vicine alle altre, con l'accortezza di lasciare tra esse uno spazio di circa un centimetro. Le soppressate vengono quindi coperte con un altro lenzuolo di lino, al disopra del quale viene poggiato un tavoliere (o un tavolo rigirato). Sul tavoliere vanno posti dei pesi in modo da ottenere quella pressatura che conferisce il nome al salume. Dopo circa una settimana viene interrotta la pressatura e gli insaccati vengono messi ad asciugare. Nella fase di asciugatura, della durata di circa due settimane, si usa spesso l'accorgimento di accendere un braciere nelle vicinanze che conferisca al prodotto una leggera affumicatura, nel braciere vengono aggiunte scorze di arance per garantire un'affumicatura aromatica. Quindi si ripete l'operazione della pressatura (la soppressa). Nella fase conclusiva le soppressate vengono lasciate a stagionare per un periodo di cinque-sei mesi

LE CASTELLA

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Loc. LE CASTELLA KR, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
19 Km da LIDO DEGLI SCOGLI
  Area Capo Rizzuto, Botricello, Crotone
Le Castella e' una frazione di Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. E' situata sulla costa ionica della Calabria, a 10 km da Isola di Capo Rizzuto e domina la baia con l'antica fortezza aragonese. E' stata scelta come set cinematografico per L'Armata Brancaleone e Il Vangelo secondo Matteo. Nel 1999 ospito' tutte le puntate della 30ª e ultima edizione di Giochi senza frontiere. La storia di Le Castella e' lunga e segue piu' o meno le stesse vicende dei territori circostanti. Per i suoi paesaggi che destavano ammirazioni tra i viaggiatori antichi, Le Castella fu oggetto di tante leggende e addirittura, secondo alcuni studiosi, l'isola di Calypso descritta da Omero nella sua Odissea, sarebbe da collocarsi proprio nelle vicinanze del borgo (in alcune cartine geografiche medievali, c'e' la presenza del nome Calypso su una delle isolette che distavano a pochi metri o chilometri da Le Castella). Le Castella sarebbe dapprima nata come colonia romana (ma resti di muratura greca nel retro della fortezza potrebbero smentirla). Alcune leggende raccontano di come Annibale si rifugio' sotto alcuni scogli della scogliera e da li' scappo' dai romani, durante l'epoca delle guerre puniche. Nell'alto medioevo abbiamo pochi dati del paese, abbiamo invece alcuni dati nel basso medioevo che attestavano un benessere economico ed un incremento demografico (nel XIII sec. il borgo toccava oltre 2000 abitanti); resti di questo antico benessere sono l'edificio religioso monastico, di cui rimangono certi ruderi, situato un po' fuori dal paese. Nel XIV sec. fino al XVI sec. segui' le vicende storiche del regno di Napoli, in alcuni momenti Le Castella faceva una parte attiva nell'esito dei governi. A Le Castella ci fu la resistenza al dominio degli aragonesi, da parte degli abitanti del borgo che erano fedeli agli Angioini ; dopo una lunga resistenza ove quasi tutta la popolazione si barrico' dentro la fortezza, gli Aragonesi ebbero il dominio della fortezza e del borgo. Dal XVI sec. fino al XVIII sec. il paese e la sua fortezza diventarono scenari delle invasioni turche. Gli ottomani misero a ferro e fuoco l'intero borgo, uccidendo e rapendo la quasi totalita' degli abitanti. Nel 1536 il celebre corsaro barbaresco Khayr al-Din Barbarossa vi rapi' Giovanni Dionigi Galeni, divenuto famoso come ammiraglio e corsaro con il nome di Uluc Ali Paa. Dal XVII sec. fino agli inizi del XIX sec. il paese di Le Castella era scarsamente abitata, per breve tempo i residenti abitavano dentro la fortezza e coltivavano sul promontorio, la ripopolazione della terraferma avvenne molto tardi, verso la seconda meta' del XVIII secolo

VALLI CUPE

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Loc. FOSSO VALLI CUPE, CATANZARO, ITALY - CALABRIA  Navigatore
33 Km da LIDO DEGLI SCOGLI
Altitudine: 286 mt. s.l.m.  Area Botricello, Catanzaro, Petilia Policastro
Nella Sila Piccola catanzarese, in uno scrigno di immensa bellezza, l'area delle Valli Cupe offre spettacoli unici: torrenti che, prima di tuffarsi nel mar Ionio, consentono di bagnarsi nelle acque limpide e incontaminate di laghetti naturali; canyon spettacolari come l'Inferno e il Milissaro; la cascata Campanaro; le gole e le cascatelle del Crocchio e di Rupe; maestosi monoliti e alberi secolari come il Gigante Buono, i Giganti di Melitani e di Cavallopoli. Le Valli Cupe sono, tra storia e leggenda, un tempio della biodiversita per le rarita botaniche e faunistiche e un museo en plein air per la presenza di siti archeologici, resti di monasteri basiliani e florensi, di castelli e borghi medievali. Nel novembre del 2012 e' stata presentata una proposta di legge regionale per l'istituzione del Parco regionale delle Valli Cupe. Descrizione Fauna: Il canyon e' ricco di specie animali. La fauna e' rappresentata da specie molto rare come la salamandrina dagli occhiali, il nibbio, il gufo reale, il gheppio, il corvo imperiale, l'avvoltoio egiziano. Descrizione Flora: Tra le specie vegetali spicca la rarissima Felce bulbifera, vero e proprio fossile vivente di cui si sono trovate tracce risalenti a circa 350 milioni di anni fa. due felci tropicali molto rare (la Felcetta lanosa e la Pteride di Creta), la Felce regale, preziosa e rara pianta di antichissima origine e di grande valore botanico. Fra gli alberi ad alto fusto merita particolare attenzione Il Gigante Buono, un castagno di circa 500 anni, di oltre otto metri di circonferenza, adottato dai bambini delle scuole elementari di Sersale. Il suo nome deriva dal fatto che anticamente faceva parte di un esteso castagneto che sfamava le popolazioni locali. Veniva chiamato anche Albero del pane in quanto con la sua pregiata farina si preparavano numerosi piatti. Altra attrattiva naturalistica sono I Giganti dei Melitani, dei veri e propri monumenti naturali che arrivano a sfiorare i 10 metri di circonferenza ed impressionano il visitatore per la loro mole imponente e per le vicende riguardanti la storia locale a cui sono legati. Come raggiungerci: L'area delle Valli Cupe e' raggiungibile da: Lamezia Terme (Km 65): superstrada per Catanzaro; da Catanzaro proseguire per Crotone (SS 106); al bivio per Cropani-Sersale svoltare a sinistra e proseguire per Sersale. Catanzaro (Km 45): SS 106 in direzione Crotone; al bivio per Cropani-Sersale svoltare a sinistra e proseguire per Sersale

ALTO CROTONESE

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Loc. CROTONE KR, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
4 Km da LIDO DEGLI SCOGLI
Altitudine: 12 mt. s.l.m.  Area Margherita IV, Capo Rizzuto, Le Castella
  Brochure PDF
Nell'area del Crotonese l'olivocoltura e' attestata fin dal 2000 a.C. anche se e' nell'epoca bizantina che si deve la sua capillare diffusione grazie al consistente miglioramento delle tecniche di coltivazione. Oggi prodotto nelle localita' di Castelsilano, Cerenzia, Pallagorio, San Nicola dell'Alto Savelli e Verzino, l'Olio Extravergine di Oliva Alto Crotonese DOP si ottiene dalla spremitura di olive appartenenti alla varieta' Carolea per un minimo del 70%, mentre il restante 30% proviene da olive Pennulara, Borgese, Leccino, Tonda di Strongoli e Rossanese, utilizzate da sole o congiuntamente. La raccolta avviene entro la fine dell'anno e viene effettuata prevalentemente a mano ma anche con mezzi meccanici, prestando la massima cura a non rovinare i frutti; le olive sono poi trasportate nei frantoi in contenitori che consentono una buona ossigenazione delle drupe. La molitura avviene massimo entro due giorni dalla raccolta mantenendo la temperatura inferiore a 28 °C al fine da mantenere il piu' possibile le caratteristiche originarie dei frutti. Al termine della lavorazione si ottiene un olio dal colore giallo-verde, il cui profumo e' vegetale, fruttato e di media intensita'; il suo sapore ricorda quello delle olive fresche ed e' gradevolmente delicato

AREA ARCHEOLOGICA DI PUNTA ALICE

AREA ARCHEOLOGICA DI PUNTA ALICE  Apri
Loc. CIRO MARINA - CALABRIA  Navigatore
38 Km da LIDO DEGLI SCOGLI
  Area Melissa, Cariati, Margherita IV
Sul promontorio di Punta Alice, localita' in agro del comune di Ciro' Marina, sono stati rinvenuti nel 1924 i resti di un grande tempio dorico dedicato ad Apollo Aleo, dall'eroe tessalo Filottete, che secondo leggenda, ivi consacro' le sue frecce ad Eracle dopo la vittoriosa guerra di Troia. Gli scavi di Punta Alice si concentrano dunque sul Tempio di Apollo, intorno al quale ruotava l'intera area sacra, quasi certamente di origine precoloniale. Distante poco piu' di 20 km da Crotone, l'area archeologica di Punta Alice potrebbe rappresentare un'area sacra precoloniale, inglobata dai greci in epoca arcaica e dedicata ad Apollo Aleo. L'area archeologica di Punta Alice dunque e' interessata dal santuario dedicato ad Apollo Aleo dall'eroe tessalo Filottete, che qui consacro' le frecce donategli da Eracle. In origine il tempio del VI secolo a.C. era costituito da una cella (naos) fortemente allungata, lunga 27 metri e larga quasi 8. La cella era completamente aperta sul lato orientale e divisa in due navate da un colonnato, di cui restano le basi lapidee. La struttura, rimase in uso fino alla fine del IV secolo a.C. momento in cui si pone la trasformazione, ad opera dei Bretti, del tempio in un periptero dorico di maggiori dimensioni (46x19), completamente in pietra, circondato da otto colonne sui lati brevi e diciannove su quelli lunghi. La prima cella arcaica fu inglobata nel nuovo edificio, mentre il colonnato fu raddoppiato sul lato orientale. Tra i materiali rinvenuti nell'area archeologica di Punta Alice emergono, in gran parte offerte votive del periodo arcaico al Tempio di Apollo, le parti marmoree dell'Acrolito di Apollo, anch'esse di epoca arcaica, testa, piedi e mano sinistra, esposte al Museo Archeologico di Reggio Calabria. Alla fase brettia del santuario, fine IV secolo a.C. risalgono i frammenti di terrecotte architettoniche, capitelli dorici, rocchi di colonne e frammenti di architravi, questi conservati invece nel vicino Museo Archeologico di Crotone. L'area archeologica e' interessata anche dal rinvenimento, sempre in prossimita' del Tempio di Apollo, di alcuni ampi edifici riferibili anch'essi al periodo brettio, non indagati completamente e che si suppone possano rifarsi a strutture dedicate ad accogliere i pellegrini, come avveniva per il vicino e ben piu' famoso Santuario di Hera Lacinia, in prossimita' di Crotone

Escursioni e attrazioni in CALABRIA vicino a CROTONE Margherita IV Capo Rizzuto Le Castella: 'CACCURI'   'MELISSA'   'MUSEI DELLA SILA'   'ISOLA CAPO RIZZUTO'   'CROTONE'   'SOPPRESSATA DI CALABRIA DOP'   'LE CASTELLA'   'VALLI CUPE'   'ALTO CROTONESE'   'AREA ARCHEOLOGICA DI PUNTA ALICE'  

CALABRIA


Il nome originario della Calabria era Brutium derivato dal nome del suo popolo (i Bruzi) , mentre Calabria era denominata la penisola del Salento in Puglia. E' dalla Calabria invece che deriva il nome di tutta la penisola, in quanto Italia prende il nome dal suo re Italo. La Calabria è la punta dello Stivale, l'estremo sud dell'Italia. Lambita dalle splendide acque del mar Ionio e del mar Tirreno è separata dalla Sicilia dallo stretto di Messina. Il clima accogliente, gli splendidi colori del mare, le coste rocciose alternate a litorali sabbiosi, la sua natura selvaggia e misteriosa, i sapori intensi e genuini della cucina locale e le testimonianze delle sue antiche origini rendono la Calabria un posto unico, da ammirare sia d'inverno che d'estate. Ogni desiderio potrà essere esaudito. Chi ama la natura, i suoi profumi, i suoi misteri potrà addentrarsi nell'entroterra calabrese, scoprendo un paesaggio puro e incontaminato, dove immense distese di verde sono interrotte dal blu di laghi e cascate. Chi, invece, vuole abbronzarsi sotto i caldi raggi del sole o immergersi in un mare cristallino, potrà scegliere fra le tante graziose località che costellano le lunghe coste tirreniche e ioniche. E per coloro che vogliono conoscere il passato di questa terra, culla della Magna Grecia e terra di antichi insediamenti, la Calabria offre un'ampia scelta fra chiese e monasteri, castelli e palazzi, borghi e luoghi dove sopravvivono usi e tradizioni secolari.

Da Vedere: La città di Tropea situata nella cosiddetta costa degli Dei e conosciuta per le sue bellezze come la perla del Tirreno. La leggenda narra che il fondatore sia stato Ercole che ne fece uno dei suoi porti. Oltre alla meravigliosa spiaggia la città offre meraviglie architettoniche come la Chiesa di Santa Maria dell'Isola , un santuario benedettino sull'isolotto scoglio e le varie chiese e palazzi del centro storico. Il Parco Nazionale della Calabria che comprende gran parte della Sila dove si possono trovare arbusti sempreverdi come erica, mirto, rosmarino, alloro e lentisco e dal punto di vista faunistico: daini, cinghiali. Lupi, gatti selvatici ed alcune specie di aquile reali. Il Parco Nazionale del Pollino che è la zona d'Italia con l'area protetta più vasta. Santuario della Madonna della Grotta a Praia a Mare in provincia di Cosenza : Edificio incastonato nelle rocce del monte Vinciolo Il Castello aragonese del 1490 e il Santuario di S.Maria del Castello del sec. XI a Castrovillari. Il Santuario è stato ristrutturato nel &700 e conserva al suo interno opere di grande valore come le tavole di Pietro Neuroni del 1552. Gli scavi di Sibari che hanno portato alla luce resti di abitazioni della città greca del sec. VII a.C che era famosa per le sue miniere d'argento.

Gastronomia e Vini: La gastronomia calabrese è semplice ma dai sapori forti e decisi e elaborata nella preparazione. I prodotti tipici sono: la cipolla rossa di Tropea, &Nduja di Spilinga, il peperoncino rosso e il Pecorino del Poro. Sono inoltre famosi gli insaccati, primo fra tutti la soppressata. La pasta che viene preparata in casa è condita per lo più con sughi a base di pomodoro con carni di manzo, maiale, agnello e vitello e insaporita con peperoncino. Le carni vengono principalmente cotte al sugo o in arrosto. Una specialità è il capretto con le patate arrosto accompagnato da carciofi o piselli in base alla stagione. Gli ortaggi più usati sono le melanzane e i peperoni che vengono mangiati ripiene oppure conservateisott'olio. Nella calabria montana si fa largo uso dei funghi soprattutto porcini, metre sulla costa si possono gustare piatti a base di pesce, fra cui è molto usato il tonno. Fra le moltissime varietà di dolci, il più tipico e senza dubbio il più caratteristico è il cozzùpa fatta con la pasta della ciambella ed assume sempre forme umane, di animali, di cestino o di cuore. Il vino regionale tipico è il Cirò Rosso D.O.C, un vino secco e corposo il cui vitigno di base è il Gaglioppo.