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calissano - escursioni punti di interesse attrazioni a alba

 ALBERGO HOTEL CALISSANO

ALBERGO HOTEL
CALISSANO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a ALBA Roddi Grinzane Cavour Borgonovo

CASTELLO DI RACCONIGI

CASTELLO DI RACCONIGI  Apri
Loc. RACCONIGI - PIEMONTE  Navigatore
32 Km da CALISSANO
Altitudine: 25 mt. s.l.m.  Area Savigliano, Bra, Saluzzo
Il castello reale di Racconigi (in piemontese el castel ed Racuni's) e' situato a Racconigi, in provincia di Cuneo ma poco distante da Torino. Nel corso della sua quasi millenaria storia ha visto numerosi rimaneggiamenti e divenne di proprieta' dei Savoia a partire dalla seconda meta' del XIV secolo. In seguito fu residenza ufficiale del ramo dei Savoia-Carignano e successivamente fu eletto sede delle Reali Villeggiature della famiglia reale dei re di Sardegna (e poi d'Italia) nei mesi estivi e autunnali. Divenuto un polo culturale e museale altamente frequentato, il castello fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte, del sistema Castelli Aperti del Basso Piemonte e dal 1997 e' parte del sito seriale residenze sabaude compreso nella lista dei Patrimoni dell'Umanita' dell'UNESCO

ASTI

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Loc. ASTI, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
28 Km da CALISSANO
Altitudine: 145 mt. s.l.m.  Area Castello di Annone, Sant'Emiliano, Rocchetta Tanaro
  Brochure PDF
Asti e' una delle province della regione Piemonte; Si trova al centro delle colline del Monferrato ed e' bagnata dal fiume Tanaro. E' un'importante zona di produzione vinicola (Asti Spumante) e sta divenendo anche un centro turistico in crescita per i suoi paesaggi di campagna e la ricca gastornomia. Storicamente fu fondata dai Liguri nel 500 a.c. ed in seguito dominata dai Romani (colonia romana Hasta Pompeia) nel I secolo a.c. Successivamente fu ducato longobardo e contea dei Franchi fino al 1095 in cui divenne libero comune. Divenne un importante centro commerciale, tessile e bacario e si difese dagli attacchi dei Barbarossa, dei Savoia, della Francia e dell'Inghilterra. Nel 1575 passa pero sotto il dominio dei Savoia e da li inizio un lungo periodo di decadenza da cui si tolse solo verso il XIX secolo. Dal 1953 e' capoluogo di provincia del Piemonte. Da vedere: Torre Rossa: questa torre e' di epoca romana ed e' attualmente collocata nella chiesa di Santa Caterina come campanile. La sua costruzione risale al II secolo d.C. ed originariamente faceva parte delle mura della citta. Cattedrale: questa chiesa, costruita nel XV secolo, e' di impronta gotica poi successivamente ritoccata nel corso degli anni. La facciata fu dedicata a Maria Assunta e a San Gottardo: e' divisa in tre parti da delle lesene. In ognuna di queste parti sono aperti dei portali e altrettanti rosoni. La pianta e' a croce latina con tre navate divise da maestosi pilastri. A sinistra dell'abside si trova una costruzione a portici chiamata Chiostri dei Canonici che collega il Duomo con la Torre di Santo Stefano. Campo del Palio: questa piazza fu dedicata ad Emanuele Filiberto e gia dal 1967 venne ripresa l'usanza di rappresentare il Palio (manifestazione attestata fino dal XIII secolo). Il Palio si svolge la seconda domenica del mese di settembre. Nei giorni precedenti alla manifestazioni questa piazza e' me'ta di processioni con cavalli e personaggi con costumi medievali.

LA BOLLENTE ACQUI TERME

LA BOLLENTE ACQUI TERME  Apri
Loc. PIAZZA DELLA BOLLENTE, ACQUI, ALESSANDRIA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
38 Km da CALISSANO
Altitudine: 159 mt. s.l.m.  Area Rocchetta Palafea, Ovada, Mombaldone
Acqui Terme (A'ich, Òich oppure Naich in piemontese; Aquae Statiellae o Aquae Statiellorum in latino) e' un comune di 20.566 abitanti della provincia di Alessandria.Acqui Terme sorge nella zona sud-orientale dell'alto Monferrato sulla sponda sinistra del fiume Bormida, che, dopo la confluenza dei due rami di Spigno e di Millesimo, si apre la strada verso la pianura di Alessandria, tra colline dolcemente ondulate. La citta' sorge in una posizione strategica all'incrocio di alcune strade importanti: la statale del Turchino che va da Asti a Nizza Monferrato, Acqui, Ovada e Voltri e quella della Val Bormida che da Alessandria porta fino a Savona, attraverso il Colle di Cadibona; infine quella del Sassello, da Acqui a Varazze e Savona per il Colle del Giovo, un percorso panoramico ma ricco di curve. Il nucleo piu' antico e' il Borgo Pisterna, adiacente al Borgo Nuovo e al Borgo San Pietro: rappresentano assieme l'attuale centro della citta', che si e' poi via via andato sviluppando sia verso la pianura che verso la collina. In epoca piu' recente e al di la' del fiume Bormida si e' sviluppata la zona termale e dei Bagni, con l'Hotel Antiche Terme, sede di un grandioso parco, gli stabilimenti termali e numerosi alberghi, e le frazioni di Ovrano e Lussito. Il primo appuntamento per chi arriva nella citta' e' la visita a Piazza della Bollente, sul lato del centralissimo corso Italia. Qui, al centro della piazza, e' posta un'edicola marmorea ottagonale, realizzata nel 1879 dall'architetto Giovanni Cerutti, che circonda una fonte termale da cui sgorga l'acqua bollente e curativa: 560 litri al minuto a 74,5 C° di un'acqua sulfureo-salso-bromo-iodica. Una leggenda narra che i bambini appena nati fossero portati alla fonte per esservi immersi per un attimo: se ne uscivano vivi, meritavano l'appellativo di sgaiento', ossia scottati.

CASTELLO DI GRINZANE CAVOUR

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Loc. VIA CASTELLO, 5, GRINZANE CAVOUR CN, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
6 Km da CALISSANO
  Area Roddi, Alba, Sinio
Il nome del piccolo borgo rende omaggio allo statista risorgimentale che di Grinzane fu sindaco per diciassette anni. Nominato nel maggio 1832 a ventidue anni, mantenne tale carica fino al febbraio 1849. Alla sua morte il castello passo' alla prediletta nipote Giuseppina che sposo' il Conte Carlo Alfieri di Sostegno. L'ultima discendente di questa casata, marchesa Adele Alfieri, lascio' il castello al comune di Alba, di cui Grinzane era frazione. Il comune si divide in due centri, Gallo e Grinzane Cavour. Gallo ospita molteplici attivita' artigianali e industriali( tra cui la Torrone Sebaste e la Mondo), mentre il centro storico del paese e' costituito da Grinzane Cavour, con le sue poche case, strette attorno alla sagoma austera del Castello. Costruito nella prima meta' del XIII secolo, il castello ha subi'to alcune modifiche di carattere architettonico. L'odierno aspetto e' il risultato di restauri iniziati nel 1961, in occasione dei primi 100 anni dello stato italiano. L'imponente edificio in laterizio ha pianta trapezoidale, con quattro corpi irregolarmente disposti intorno all'esiguo cortile principale. Nel XVI secolo fu ampliato con l'aggiunta delle due pittoresche torricelle cilindriche; dello stesso periodo e', nella Sala delle maschere, il soffitto a cassettoni con 157 tavolette dipinte in occasione del matrimonio di Pietrino Falletti, recanti raffigurazioni di stemmi araldici, animali, allegorie e ritratti

SERRALUNGA D'ALBA

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Loc. SERRALUNGA CUNEO, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
9 Km da CALISSANO
  Area Grinzane Cavour, Barolo, Roddi
  Brochure PDF
Serralunga d'Alba (Seralonga d'Alba in piemontese) e' un comune di 530 abitanti della provincia di Cuneo.Il castello di Serralunga venne edificato tra il 1340 ed il 1357 per volere della famiglia dei Falletti: affascina per la sua verticalita' punteggiata di bifore, merli ghibellini e fasce di archetti pensili. Eretto come fortezza militare in esso non sono infatti presenti arredi dal momento che non e' mai stato abitato dalla famiglia Falletti ma era dimora dei soli soldati che da questo maniero respingevano gli attacchi degli invasori. Di particolare interesse gli affreschi del XV secolo presenti nel Salone dei Valvassori, rappresentanti il martirio di Caterina d'Alessandria, unici peraltro all'interno di tutto il castello che ha subito nel corso dei secoli piccoli ritocchi ma che presenta praticamente intatta l'antica struttura. E' un Donjon(dal francese Dongione), infatti questa caratteristica lo rende unico sul panorama nazionale insieme alla torre circolare che per quell'epoca era una costruzione decisamente all'avanguardia. Dal 2007 fa parte del circuito degli 8 castelli, meglio noto come Castelli Doc. La rete dei castelli include i manieri di Grinzane Cavour, Barolo, Serralunga d'Alba, Govone, Magliano Alfieri, Roddi, Mango e Benevello. E' inoltre inserito nel circuito dei Castelli Aperti del Basso Piemonte

PARCO NATURALE REGIONALE DI BRIC TANA

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Loc. PARCO NATURALE REGIONALE DI BRIC TANA, SAVONA, ITALIA - LIGURIA  Navigatore
42 Km da CALISSANO
  Area Cairo Montenotte, Quiliano, Dego
  Brochure PDF
Forre e doline immerse tra boschi e coltivi... Curiose guglie di calcare sovrastano il fiume Bormida ergendosi dai castagneti e dai boschi misti del piccolo parco regionale di Bric Tana, importante per la presenza di forme carsiche superficiali e sotterranee. In alcune cavita' si osservano le nicchie di distacco di pietre da macina, frutto dell'opera di pazienti scalpellini, mentre reperti preistorici sono stati ritrovati nella localita' detta Tana dell'Orpe. Ricerche di paleobotanica collegate allo studio dei pollini ritrovati nel sito, hanno permesso di risalire allo stato primordiale dei luoghi e alle abitudini alimentari degli antichi abitanti

BERGOLO

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Loc. BERGOLO CUNEO, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
21 Km da CALISSANO
  Area Levice, Dego, Vesime
Bergolo, il 'paese di pietra', e' un antico borgo tra i piu' piccoli d'Italia, senza dubbio il meno popoloso delle Langhe. Adagiato sul crinale che divide la Valle Bormida dall'Uzzone, e' caratterizzato da una strada principale, lastricata, sulla quale si affacciano sobrie case in pietra arenaria, dalla struttura rurale molto semplice. Tra archi, portoni, architetture religiose & tracce che la storia ha lasciato nel tempo & si incastonano perfettamente le piu' svariate espressioni di arte contemporanea, frutto del concorso nazionale 'Bergolo: paese di pietra', rivolto a tutte le scuole italiane a indirizzo artistico, che il Comune e la Pro-Loco bandiscono annualmente dal 1993. A ogni angolo e sui muri delle abitazioni, e' facile scorgere murales, dipinti, bassorilievi e sculture che danno vita a una vera e propria galleria d'arte a cielo aperto e fanno di questo piccolo centro un affascinante luogo di cultura. Nel territorio di Bergolo si intrecciavano, un tempo, anche le cosiddette 'Strade del Sale' e le 'Vie del Mare' attraverso le quali, durante i secoli, si sono sviluppati i rapporti commerciali tra i centri liguri e quelli dell'entroterra piemontese

MOMBALDONE

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Loc. MOMBALDONE ASTI, ITALY - LIGURIA  Navigatore
29 Km da CALISSANO
  Area Dego, Rocchetta Palafea, Vesime
  Brochure PDF
Mombaldone era, in antico, Mons Baldus (dal germanico Bald ovvero monte), la collina su cui stavano gli otto mansi del monastero di S. Quintino di Spigno. Immerso nei calanchi, come un´oasi in un deserto di tufo ingentilito dalle ginestre, Mombaldone e' l´unico borgo della Langa Astigiana ancora cinto delle mura originarie. Passeggiare per la sua unica via centrale, da cui si dipartono vicoletti e passaggi, archivolti e cortili, significa compiere un percorso della memoria, un viaggio a ritroso nel tempo. Il colore dominante e' il grigio delle case e l´ocra dei muretti a secco, ravvivato di tanto in tanto dal rosso dei vecchi coppi piemontesi lasciati affiorare in abili restauri. L´antico borgo castellano, di carattere medievale, ancora ben conservato, e' sorto in epoca romana in prossimita' del percorso della via Aemilia Scauri, tratto della piu' famosa via Julia Augusta che dalla ligure Sabazia (Savona) immetteva ai varchi per la Padania. L´abitato si snoda in due settori separati dal castello, oggi in rovina. Le unita' edilizie, caratterizzate da strutture medievali, offrono particolari costruttivi in pietra arenaria, dai davanzali alle finestre, dai portali (alcuni con stemma carrettesco) ai voltoni. Molte sono le facciate in pietra a vista (pietra serena e pietra di Langa). L´impianto urbanistico e' semplice: a schema lineare servito da un´unica strada maestra, lastricata in ciottoli e sterni'a. L´abitato e' rafforzato verso la valle da forti muraglie difensive.

PARCO NATURALE REGIONALE DI PIANA CRIXIA

PARCO NATURALE REGIONALE DI PIANA CRIXIA  Apri
Loc. DEGO - LIGURIA  Navigatore
28 Km da CALISSANO
  Area Bergolo, Levice, Mombaldone
  Brochure PDF
Dolci colline coltivate e ripidi versanti di nuda roccia I dolci declivi coltivati delle Langhe di Piana Crixia, nel piccolo omonimo parco regionale, sono a tratti bruscamente interrotti dai calanchi, suggestive forme erosive comuni nelle vicine Langhe piemontesi ma uniche in Liguria, quasi onde di sabbia e argilla dove la vegetazione pioniera sembra tentare di galleggiare. L'emblema del parco e' lo spettacolare, gigantesco fungo di pietra. Il monumento naturale e' costituito da un grande masso ofiolitico sostenuto da una colonna di detriti modellata dall'erosione dovuta soprattutto al ruscellamento delle acque superficiali

BRACHETTO D'AQUI DOCG

BRACHETTO D'AQUI DOCG  Apri
Loc. VESIME AT, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
18 Km da CALISSANO
  Area Loazzolo, Rocchetta Palafea, Bergolo
Prodotto in Piemonte, il Brachetto d'Acqui e' un vino dall'inconfondibile perlage, profumo e sapore: frizzante ed aromatico, ben si presta a tutte le occasioni conviviali e legate alla buona tavola. La sua storia e' davvero antica e questo grande patrimonio enologico, unito alla limitatezza del territorio di produzione, fanno si' che il Brachetto d'Acqui rappresenti davvero un'eccellenza nel panorama dei vini italiani. Scopriamo dunque la sua origine e le sue inimitabili caratteristiche. Secondo la leggenda, gia' al tempo dei Romani nel territorio di Acqui si produceva un vino ritenuto essere afrodisiaco. Non sappiamo se fosse un'antenato del Brachetto d'Acqui, ma il Vinum Acquense, cosi' era detto questo prodotto, sembra sia persino stato apprezzato da Cleopatra: prima Giulio Cesare e poi Marco Antonio infatti recapitarono alla bella regina d'Egitto otri ed otri di questo vino, allo scopo di& ben predisporla nei loro confronti! Da allora nell'acquense si ha notizia della produzione di un vino rosso dolce ed aromatico, che nel 1817 il naturalista Gallesio defini' come 'vino celebre'. Attualmente il Brachetto viene prodotto nella zona piemontese delle cosiddette 'colline degli aromatici', ovvero nei territori di ventisei comuni divisi fra le provincie di Asti (Vesime, Cessole, Loazzolo, Bubbio, Monastero Bormida, Rocchetta Palafea, Montabone, Fontanile, Mombaruzzo, Maranzana, Quaranti, Castelboglione, Castel Rocchero, Sessame, Castelletto Molina, Calamandrana, Cassinasco, nonche' Nizza Monferrato limitatamente alla parte di territorio situato sulla destra del torrente Belbo) ed Alessandria (Acqui Terme, Terzo, Bistagno, Alice Bel Colle, Strevi, Ricaldone, Cassine, Visone).

PARCO NATURALE ROCCHETTA TANARO

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Loc. PARCO NATURALE ROCCHETTA TANARO, ASTI, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
31 Km da CALISSANO
  Area Sant'Emiliano, Rocchetta Tanaro, Castello di Annone
Il valore naturalistico del parco e' rappresentato dal bosco: un querceto misto in cui le specie dominanti sono il rovere, la farnia e il cerro. La presenza di quattro specie di Quercus, favorisce la formazione di numerosi ibridi e di forme intermedie di difficile assegnazione sistematica. Di una certa importanza per le attivita' antropiche il castagno e la robinia utilizzati come legna da ardere, ma un tempo soprattutto per le palature delle vigne. La presenza del faggio rappresenta un residuo delle faggete diffuse su tutta la zona al termine dell'ultimo periodo glaciale. Nel sottobosco si trovano il nocciolo, l'edera e il caprifoglio

SANTUARIO DI VICOFORTE

SANTUARIO DI VICOFORTE  Apri
Loc. SANTUARIO BASILICA DI MONTIS REGALIS, PIAZZA CARLO EMANUELE I, 1, VICOFORTE, CUNEO, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
40 Km da CALISSANO
  Area Crava, Frabosa Soprana, Garessio
Il Santuario di Vicoforte, noto anche come Santuario Basilica della Nativita' di Maria Santissima o Santuario-Basilica Regina Montis Regalis e' un edificio religioso situato nel territorio del comune di Vicoforte. Si tratta di una chiesa monumentale, tra le piu' importanti del Piemonte, la cui cupola con sezione orizzontale ellittica risulta essere la piu' grande di tale forma al mondo. Ha la dignita' di Basilica minore. Il complesso trae le sue origini da un santuario medievale, composto da un modesto pilone decorato da un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna col Bambino, eretto da un fornaciaio per propiziare la buona cottura dei mattoni. Nel 1592, durante una battuta di caccia, un cacciatore di nome Giulio Sargiano colpi' per sbaglio l'immagine della Vergine che, secondo la tradizione, sanguino'. La realta' vede invece il cacciatore pentito che appende il suo archibugio al pilone e inizia una grande raccolta di fondi per riparare il danno ed espiare cosi' il suo peccato. Ancora oggi l'archibugio e' conservato in una cappella del Santuario, accanto all'affresco deturpato. Nel giro di pochi anni questo luogo divenne meta di pellegrinaggi sempre piu' frequenti ed attiro' anche le attenzioni del duca Carlo Emanuele I di Savoia che, nel 1596, commissiono' la costruzione di un grande santuario all'architetto di corte Ascanio Vitozzi. Nelle intenzioni del Duca, il Santuario avrebbe dovuto accogliere i molti pellegrini e diventare in seguito il mausoleo di Casa Savoia, luogo destinato alle tombe della famiglia, funzione assunta in seguito dalla Basilica di Superga sulla collina torinese. Il Vitozzi mori' nel 1615, quando la grande costruzione era stata eretta fino al cornicione, dove sarebbe dovuto essere innestato il tamburo della cupola. Morto anche il Duca (che volle essere sepolto in Santuario), a distanza di quindici anni dall'architetto, la costruzione si arresto' del tutto, lasciando il Santuario a lungo tempo scoperto. Una nuova infervorazione di fedeli si ebbe nel 1682, quando la Vergine del pilone venne solennemente incoronata, come ringraziamento del termine della guerra del sale. Da allora si riprese la costruzione, senza ...

WWF: OASI CASCINA BELLEZZA

WWF: OASI CASCINA BELLEZZA  Apri
Loc. POIRINO - PIEMONTE  Navigatore
31 Km da CALISSANO
  Area Chieri, Moncalieri, Monte Aman
  Brochure PDF
Cascina Bellezza si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Poirino (To). L'Oasi si estende per 4 ettari immersa nelle campagne a sud di Torino, nel comune di Poirino. Si tratta di un'area originariamente destinata alla pioppicoltura con al centro uno stagno a forma di ferro di cavallo, tipica delle peschiere di questo territorio. Lo stagno e i terreni circostanti sono stati oggetto nel 2001 di una massiccia rinaturalizzazione che ha restituito alla zona umida la sua funzionalita' e ha trasformato i terreni agricoli in un mosaico eterogeneo di rimboschimenti, siepi, prati e incolti ideale per ospitare numerose specie di flora e di fauna. Il sistema di zone umide di Cascina Bellezza ospita un numero eccezionalmente alto di anfibi: sono ben nove le specie presenti, fra cui spicca il pelobate fosco italiano, che qui e' presente con una popolazione stabile e che ogni anno e' oggetto di uno specifico monitoraggio, unico nel suo genere in Italia. Ambiente Cascina Bellezza si trova all'interno degli 'Stagni di Poirino-Favari, una vasta area di 1845 ettari situata a sud-est della collina di Torino, fra i comuni di Santena, Poirino e Villastellone. Quest'area protetta e' stata istituita dall'e Europea proprio per tutelare gli ultimi siti riproduttivi del pelobate fosco italiano. Il SIC e' caratterizzato da un paesaggio prevalentemente agricolo (con colture di mais, cereali, pioppi ed ortaggi, fra cui i noti asparagi) e scarsamente urbanizzato, fatta esclusione per alcuni edifici agricoli isolati ed il piccolo centro abitato dei Favari (Poirino, TO), quest'ultimo tuttavia in recente e rapida espansione

BAROLO DOCG

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Loc. BAROLO CN, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
13 Km da CALISSANO
  Area Grinzane Cavour, Roddi, Sinio
E' il grande vino italiano per eccellenza, ottenuto da uve Nebbiolo in purezza. Nasce nel cuore delle colline di Langa, a pochi chilometri a sud della citta' di Alba, nel territorio di 11 Comuni che si inseguono in un suggestivo itinerario di colline, cesellate dalla mano esperta dell'uomo e sorvegliate da imponenti castelli medioevali, fra cui proprio quello di Barolo, che ha dato il nome al vino oggi celebre in tutto il mondo. Sono Comuni centrali della zona del Barolo anche La Morra, Monforte, Serralunga d'Alba (con il Castello militare che svetta tra le colline), Castiglio Falletto (la torre rotonda fa parte di un maniero ancora di proprieta' privata), Novello, Grinzane Cavour. Verduno, Diano d'Alba, Cherasco e Roddi (con il castello in ristrutturazione) sono invece interessati solo con porzioni dei loro territori. Grazie alla caparbieta' di Camillo Benso Conte di Cavour e di Giulia Colbert Falletti, ultima marchesa di Barolo, si comincio' a produrre, a meta' dell'Ottocento, un vino eccezionalmente ricco e armonioso, destinato a diventare l'ambasciatore del Piemonte dei Savoia nelle corti di tutta Europa. Assieme al Barbaresco ha percorso tutti i momenti di valorizzazione del XX secolo partendo dalla associazione 'Pro-Barolo' fino alla fondazione del Consorzio poi l'ottenimento della Doc e della Docg fino all'avvio del Piano Controlli per la Certificazione richiesta dall'Unione Europea nel 2005. L'ultimo importante lavoro a favore del Barolo e' stata la delimitazione e l'ufficializzazione nel Disciplinare delle Menzioni Geografiche Aggiuntive avvenuto nel 2009, cosi' come per il Barbaresco era successo un paio d'anni prima. Il principio e' quello gia' enunciato e non comporta ancora una 'lettura' del prestigio dei 'Cru' (lasciata ad altri momenti) ma norma gli innumerevoli nomi di localita' utilizzati in etichetta. Con l'aiuto fondamentale dei Comuni il Consorzio ha superato le tante situazioni di incertezza e contenzioso mettendo una pietra miliare per eventuali future evoluzioni. A rendere importante il Barolo era ed e' la sua struttura che esprime un bouquet complesso e avvolgente, in grado di svilupparsi nel tempo senza perdere le sue affascinanti caratteristiche organolettiche. Dallo stretto legame fra le caratteristiche intrinseche del vino e i gusti nobiliari del XIX secolo e' nato il detto 'il re dei vini, il vino dei re'. Ha colore granato pieno e intenso, profumo al contempo fruttato e speziato; sia al naso, sia in bocca ricorda i piccoli frutti rossi, le ciliegie sotto spirito e la confettura, ma regala anche suggestioni di rosa e viola appassita, cannella e pepe, noce moscata, vaniglia e talvolta liquirizia, cacao, tabacco e cuoio. Deve invecchiare almeno tre anni, di cui uno e mezzo in legno di rovere, e solo dopo cinque puo' fregiarsi della 'Riserva'. Come per il Barbaresco ne troviamo di piu' tradizionali e altri piu' internazionali con diverso uso del legno piccolo. Attualmente le diversita' tendono ad affievolirsi con produzioni che ruotano intorno ad un equilibrio sobrio. Le lievi differenze fanno comunque dei vini Barolo un concerto di voci di altissimo livello. Gia' piacevole dopo 4-6 anni arriva al culmine dopo 10 anni di invecchiamento e resta ottimo anche dopo 20 o piu' anni. Ovviamente dipende dall'annata che puo' essere perfetta ma anche sfortunata come il famoso 1977 in cui si decise di non produrre Barolo o il 2002 quando le piogge e le grandinate misero a dura prova l'esperienza degli enologi. Per degustare il Barolo nella sua terra ci sono molte possibilita'; la 'Strada del Barolo' tocca diversi produttori ma ci sono anche le Botteghe Comunali di Serralunga, Diano d'Alba, Castiglion Falletto la Cantina Comunale di La Morra, l'Enoteca di Grinzane Cavour (da cui si gode un panorama centrale della zona) e l'Enoteca di Barolo dove sta decollando un Museo del Vino di grande valore. Altri punti, anche privati, si trovano in tutti i Comuni e va crescendo la disponibilita' delle aziende ad accogliere i visitatori. Per questo e' stato creato il servizio Piemonte On Wine di cui riferiamo nell'apposito capitolo delle Reti Locali

FORMAGGIO BRA DOP

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Loc. BRA - PIEMONTE  Navigatore
16 Km da CALISSANO
Altitudine: 277 mt. s.l.m.  Area Roddi, Barolo, Grinzane Cavour
  Brochure PDF
Il nome deriva dall'omonima cittadina del Cuneese: imprenditori braidesi acquistavano il formaggio cosiddetto nostrale dai malgari provenienti dalle Valli Cuneesi, lo facevano stagionare nelle loro cantine e lo smerciavano un po' ovunque. Oggi il grosso della produzione di Bra avviene nei piccoli e medi caseifici della pianura cuneese o dei paesi di fondovalle. Il bestiame deve essere rigorosamente alimentato con foraggio fresco o affienato (sono vietati insilati o mangimi). Area di produzione: provincia di Cuneo; comune di Villafranca P. (TO). La Denominazione di Origine Protetta e' stata riconosciuta il 1 luglio 1996

LEVICE

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Loc. LEVICE CUNEO, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
20 Km da CALISSANO
  Area Bergolo, Dego, Sinio
Il comune di Levice sorge al confine tra Piemonte e Liguria, su di un dolce terreno collinare solcato da diversi corsi d'acqua quali il Belbo, la Bormida e l'Uzzone. E' la Langa dei muri di pietra costruiti a secco, dei tartufi, delle cascine che fanno da sfondo ai racconti di Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. Una terra di antiche chiese, castelli, rocche fortificate, circondati da un paesaggio caratteristico e suggestivo, con boschi di Nocciolo, vigneti e colline, dove regnano incontrastate buona cucina e antiche tradizioni. In posizione strategica, dominante il sito di Levice, si trovano i resti di una torre di avvistamento di epoca medievale di forma circolare. Posta sulla cima di un'altura rocciosa, la torre permetteva le comunicazioni con le altre fortificazioni di Cortemilia, Perletto, Prunetto, Bergolo, Cravanzana e tutta la Valle Uzzone. Ancora oggi, passeggiando lungo i sentieri e' possibile raggiungere i resti della torre, dalla quale si puo' godere di una bellissima vista panoramica

NEIVE

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Loc. BORGONOVO - PIEMONTE  Navigatore
8 Km da CALISSANO
  Area Alba, Grinzane Cavour, Roddi
Neive (Ne'ive in piemontese) e' un comune di 3.377 abitanti della provincia di Cuneo, nelle Langhe. Il suo centro storico conserva un impianto medievale, fatto di stradine acciottolate che salgono verso la Torre dell'Orologio e di eleganti palazzi in cotto. E' stato inserito nel club de I Borghi piu' Belli d'Italia, creato della Consulta del Turismo dell'Associazione dei Comuni Italiani (ANCI). Dall'alto del borgo si ha un'ampia vista delle colline circostanti coltivate a vite: e' zona di produzione di grandi vini D.O.C e D.O.C.G. Il centro storico conserva un impianto medievale che si addensa nella parte alta ove rimangono alcune vestigia del ricetto, anche se l'antico castello ando' precocemente distrutto nel 1276, nel corso di una delle tante guerre tra loro i Comuni di Asti ed Alba. Dell'antico borgo si e' mantenuta l'atmosfera in virtu' dalle tortuose stradine acciottolate che si dispongono ad anelli attorno alla sommita' dell'altura o che salgono verso la Torre dell'Orologio (XIII secolo), simbolo dell'antica municipalita'. Il cuore del borgo e' rappresentato da Piazza Italia: quasi un salotto settecentesco nel quale si affacciano soprattutto le sedi amministrative del paese. Si nota subito un palazzo bianco - l'antico Palazzo del Municipio - con archi e lesene slanciate, che reca in alto, sotto l'orologio, un vistoso stemma comunale. Gli uffici del Comune trovano oggi posto, dall'altro lato della piazza, in un elegante edificio con la facciata in mattoni a vista, Palazzo Borgese (casa natale dell'architetto neivese Giovanni Antonio Borgese la cui qualita' artistica e' riconoscibile in molte delle settecentesche dimore nobiliari e chiese del borgo

CHIESA DI SAN FILIPPO NERI

CHIESA DI SAN FILIPPO NERI  Apri
Loc. CHIESA SAN FILIPPO NERI, VIA VITTORIO EMANUELE II, ., CHIERI TO, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
40 Km da CALISSANO
  Area Monte Aman, Superga, Poirino
La Chiesa di San Filippo Neri e' a tutt'oggi la chiesa piu' grande di Torino. Monumento di prestigio nazionale, sorge in via Maria Vittoria 5, al centro di un tessuto urbano tra i piu' significativi d'Italia.Voluta dalla Congregazione dei padri dell'Oratorio di San Filippo Neri nella seconda meta' del &600 e' opera di Guarino Guarini e Filippo Juvarra. Il complesso monumentale e' composto dalla Chiesa Principale, dall'Oratorio, dalla Casa dei Padri. I sotterranei ospitano una cripta cimiteriale risalente al 1600 ove riposano i Padri fondatori, i cittadini del centro citta' di quell'epoca e alcuni caduti nelle guerre napoleoniche. La cripta e' stata restarurata nel 2006 ed e' aperta alle visite del pubblico in alcuni periodi dell'anno. La promozione e la valorizzazione della strttura monumentale sono curate dall'Associazione San Filippo

CASTELLO DI RODDI

CASTELLO DI RODDI  Apri
Loc. CASTELLO DI RODDI, VIA CARLO ALBERTO, 2, RODDI, PROVINCE OF CUNEO, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
5 Km da CALISSANO
  Area Grinzane Cavour, Alba, Barolo
Il castello sorge massiccio sul centro cittadino. La primitiva costruzione risale all'XI secolo ha subito un notevole rimaneggiamento nel XV secolo. E' stato di proprieta' di Gianfrancesco Pico della Mirandola, nipote del piu' noto letterato Pico della Mirandola. Successivi proprietari del castello furono i Della Chiesa di Saluzzo, che ne presero proprieta' nel 1690. Dal 2001 e' di proprieta' statale. Dal 2007 fa parte del circuito degli 8 castelli, meglio noto come Castelli Doc. La rete dei castelli include i manieri di Grinzane Cavour, Barolo, Serralunga d'Alba, Govone, Magliano Alfieri, Roddi d'Alba, Mango e Benevello. E' inoltre inserito nel circuito dei Castelli Aperti del Basso Piemonte. Il nome del paese viene fatto derivare dal celtico 'raud' o 'rod', che significa 'fiume': sicuramente di antichissima origine, sede di un insediamento pre-romano, al tempo dei romani 'Raudum', fu centro di raccordo tra la vicina Alba Pompeia e l'allora grande Pollentia. Secondo gli storici, nella pianura sottostante il paese si combatte' la battaglia di Pollenzo nel 403 d. C., quando il generale romano Stilicone sconfisse i Goti di Alarico. In seguito Roddi fu sede di un antichissimo monastero; dal 1400 in poi fu sotto il dominio di diverse famiglie (i Falletti di Barolo, il duca di Mantova, i Della Mirandola), finche' pervenne ai marchesi Della Chiesa di Cinzano, che lo ebbero in proprieta' fino al 1836, quando fu acquistato dal re Carlo Alberto.

CASTELLO DEGLI ACAJA DI FOSSANO

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Loc. FOSSANO - PIEMONTE  Navigatore
32 Km da CALISSANO
  Area Savigliano, Crava, Bra
  Brochure PDF
L'attuale castello di Fossano e' il risultato della costruzione iniziata da Filippo d'Acaja nel 1314.In precedenza, sullo stesso sito, esisteva gia' un baluardo di difesa, la bicocca, costruito poco dopo il 1236. Un primo ampliamento inizia nel 1324. Le parti essenziali del castello furono terminate nel 1332 e la struttura si presentava a pianta quadrata perfettamente regolare e con torri quadrangolari agli spigoli, ruotate di quarantacinque gradi.Con l'estinzione della famiglia Acaja, il castello di Fossano passo' ai Savoia e trasformato dal duca Amedeo d'Aosta in elegante residenza, destinata ad accogliere la grande corte e il governo ducale.Nel Cinquecento furono realizzati ulteriori ristrutturazioni dell'edificio al fine di renderlo ancora piu' confortevole. In quegli anni viene chiamato Giovanni Caracca ad eseguire le decorazioni interne.Fu quindi tra i secoli XVI e XVII che il castello attraverso' il periodo piu' florido, quando anche la Madama Reale Cristina di Francia vi abito': fu abbellito con stucchi e dipinti, oggi quasi del tutto perduti, mentre due torri furono rivisitate con l'aggiunta di gallerie belvedere.Successivi ampliamenti si ebbero nel Seicento quando il castello fu trasformato in carcere. Fu allora che i grandi saloni furono trasformati in piccole celle. E si avvio' ad un periodo di decadenza.Nel 1689 nelle carceri del castello 1.800 valdesi, a causa delle persecuzioni, furono rinchiusi e morirono di stenti. Nell'Ottocento il castello divenne caserma militare e in seguito sede di una scuola di veterinaria. Nella seconda meta' del Novecento si intrapresero i lavori di recupero e la fortezza degli Acaja fu adibita a sede della Biblioteca civica e dell'Archivio di Stato, ritornando agli antichi splendori.

ABBAZIA DI VEZZOLANO

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Loc. ALBUGNANO - PIEMONTE  Navigatore
43 Km da CALISSANO
  Area Chieri, Monte Aman, Superga
L'abbazia di Santa Maria di Vezzolano, e' un edificio religioso in stile gotico e romanico, tra i piu' importanti monumenti medievali del Piemonte, situato nel comune di Albugnano in provincia di Asti.Vi sono diverse ipotesi sull'origine del nome e della localita', tra le quali l'apparentamento con la gens Vetia o al centro di Ve'zelay in Francia, in cui gia' al tempo di Carlo Magno esisteva un'abbazia soggetta a Cluny. Probabilmente e' piu' attendibile l'origine medievale o regionale del toponimo da Vezola o Vetiola nel significato di recipiente d'acqua dato che nelle vicinanze dell'edificio scorre un ruscello.Secondo una leggenda la fondazione della chiesa risalirebbe a Carlo Magno; secondo la versione piu' attendibile, l'imperatore nell'anno 773 stava cacciando nella selva di Vezzolano, quando improvvisamente gli sarebbero apparsi tre scheletri usciti da una tomba, provocandogli un notevole spavento. Aiutato da un eremita e invitato a pregare Maria Vergine, egli volle edificare nel luogo dell'apparizione una chiesa abbaziale. Secondo una ricostruzione storica si puo' pensare che fosse gia' esistente in epoca longobarda e che sia stata successivamente ingrandita godendo sempre di piu' di fama e ricchezza. Nel X secolo l'abbazia venne distrutta dai Saraceni, ricostruita e nel 1002 donata da Arduino re d'Italia a Oddone di Bruzolo che la diede in eredita' ai suoi discendenti i quali la cedettero nel 1095 al preposto di Vezzolano. L'abbazia venne abitata da religiosi fino agli inizi dell'Ottocento, durante la dominazione napoleonica.

WWF: OASI GARZAIA DELLA VAL BORMIDA

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Loc. ROCCHETTA PALAFEA - PIEMONTE  Navigatore
26 Km da CALISSANO
  Area Loazzolo, Vesime, Acqui Terme
  Brochure PDF
Si tratta di un lembo di terra che si affaccia in riva sinistra sul Bormida di Millesimo e che protegge una delle piu' grandi garzaie del nord Italia. L'Oasi si trova nel Comune di Sessame (Al). L'area, di 6,2 ettari, e' un bosco riparo che ospita una grande colonia di aironi cenerini. Ambiente Si tratta di un lembo di terra che si affaccia in riva sinistra sul fiume Bormida di Millesimo. Esemplari maestosi di salici bianchi e pioppi, associati ad altre essenze tipiche dei boschi ripariali ospitano una grande colonia di aironi cenerini (Ardea cinerea), la cui protezione ha spinto gli attivisti del WWF a creare un rifugio che si e' concretizzato con la protezione assoluta del sito. Anche se si tratta di una piccolissima porzione riparia, la garzaia, per ora, e' l'unica zona protetta del fiume Bormida. Essa assume un significato particolare, un segno dell'impegno ambientalista, se si considerano le tristi vicende legate all'industria chimica ACNA, responsabile in passato di notevoli e drammatici inquinamenti delle acque e piu' in generale dell'intera Val Bormida

WWF: OASI IL VERNETO

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Loc. ROCCHETTA TANARO ASTI, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
32 Km da CALISSANO
  Area Sant'Emiliano, Castello di Annone, Asti
  Brochure PDF
L'Oasi WWF Il Verneto e' un bosco planiziale puro di ontani neri, presenza relitta e ormai scomparsa in tutta la Pianura Padana. L'Oasi si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Rocchetta Tanaro (At). L'area dell'Oasi occupa circa 3 ettari. Al Verneto gli alberi non vengono tagliati da oltre 60 anni e alcuni esemplari sono di dimensioni impressionanti. Ambiente Bosco planiziale puro di ontani neri (Alnus glutinosa), presenza relitta documentata fino dall'anno 1100 circa. Questo tipo di ambiente e' scomparso in tutta la pianura padana ed e' tutelato nella direttiva Habitat dell'e Europea, in quanto SIC (Sito di Importanza Comunitaria). Gli alberi non vengono ceduati da oltre 60 anni e alcuni esemplari sono di dimensioni impressionanti. Gli alberi morti non vengono rimossi, in modo da garantire la presenza di microhabitat ad insetti, uccelli, piccoli mammiferi, funghi e salvaguardare la biodiversita'. I canali che circondano il bosco sono anch'essi in ottima salute e ricchi di flora e fauna. Flora e fauna Il terreno intriso d'acqua o parzialmente allagato ospita un sottobosco peculiare, costituito essenzialmente da una fittissima distesa di carici, giunchi ed equiseti. La Fauna annovera tra i mammiferi il moscardino, il ghiro, lo scoiattolo, la faina. Tra gli uccelli si possono avvistare picchio rosso maggiore e picchio verde, migliarino di palude, lucherino, scricciolo; tra gli anfibi tritone comune, tritone crestato e rana dalmatina. Molto importante e' l'entomofauna, con una grande quantita' di specie di libellule e specie notevoli di coleotteri carabidi

WWF: OASI BOSCO DEL LAGO

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Loc. CASTELLO DI ANNONE ASTI, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
32 Km da CALISSANO
  Area Sant'Emiliano, Rocchetta Tanaro, Asti
  Brochure PDF
Si tratta di un bosco secolare dove vivono esemplari giganteschi di farnia, alcuni dei quali si stima superino i due secoli di vita. L'Oasi si trova nel Comune di Castello di Annone ((At). L'area, di 10 ettari, e' un bosco secolare incassato tra le colline, facente parte di un biotopo boschivo circondato da coltivazioni, percorso da un piccolo rio, impaludato nella parte piu' bassa, mentre il versante opposto racchiude uno stagno. Ambiente Si tratta di un bosco secolare incassato tra le colline, facente parte di un biotopo boschivo di circa 40 ettari circondato da coltivazioni, ad andamento di ferro di cavallo, percorso da un piccolo rio, impaludato nella parte piu' bassa, mentre il versante opposto racchiude uno stagno formatosi a seguito di un antico smottamento, alimentato da una sorgente perenne, racchiuso nel fitto della boscaglia. La flora e' un relitto della vegetazione originale delle colline astigiane, scampato miracolosamente alla totale distruzione antropica, per merito della famiglia del proprietario, che lo ha custodito con affetto per generazioni; l'elemento base e' la farnia di cui esistono esemplari giganteschi, alcuni dei quali si stima superino i due secoli di vita, a volte scalati da edera il cui fusto colonnare denota un'eta' altrettanto venerabile, accompagnati dal carpino bianco, secondo il classico climax a querco-carpinetum, ormai scomparso o quasi cancellato in tutta la provincia di Asti. Nel cuore del bosco spicca un imponente esemplare di faggio tipico relitto glaciale, che ha un solo analogo nel Parco Naturale Regionale a Rocchetta Tanaro (AT). Nelle parti piu' elevate sono presenti cerri, accompagnati da ciliegi selvatici, aceri campestri, noccioli, sambuchi, ecc., mentre l'invadente robinia compare nelle zone periferiche e non riesce a vegetare nel bosco stabile, dove e' dominata dall'imponenza ombrosa delle querce. Il sottobosco e' quasi inesistente in estate, quando le foglie degli alberi impediscono quasi il trapelare della luce al suolo, mentre in primavera e' un tappeto di fioriture estese di varie specie di anemoni e ranuncoli, che seguono i bucaneve e il campanellino bianco, e poi il dente di cane, i mughetti, la pulmonaria, ecc

IL TARTUFO D'ALBA

IL TARTUFO D'ALBA  Apri
Loc. ALBA - PIEMONTE  Navigatore
1 Km da CALISSANO
  Area Grinzane Cavour, Roddi, Borgonovo
Possono essere di svariate forme, da globosa a piatta, e presentano una parete esterna (peridio) dal bianco latte al giallo ocra con una polpa interna (gleba) chiara solcata da venature marroni. Il profumo caratteristico ed unico lo rende il sogno proibito, l'oggetto di follia e di passione di tutti i buongustai. Difficile descrivere a parole il profumo che questa pepita sprigiona: il ventaglio aromatico ha note che possono ricordare l'aglio, il fungo, il miele. Di tartufi ne esistono moltissime specie, ma il tartufo bianco rinvenibile nelle Langhe e nel Monferrato e in poche altre aree italiane, rappresenta la specie piu' pregiata e quella che puo' raggiungere le dimensioni maggiori. Difficilmente c'e' un modo per pagare l'acqua cosi' cara come quando si compra un tartufo: esso ne contiene generalmente l'80%. Negli elementi minerali prevale il potassio, seguito dal calcio, sodio, magnesio, ferro, zinco e rame. Il valore del tartufo non sta nel suo apporto alimentare, ma nella sua enorme capacita' di produrre piacere nel fruitore. A questa caratteristica va attribuita anche la grande differenza di quotazione di mercato esistente tra il tartufo bianco e le altre specie che dal punto di vista della composizione chimica sono molto simili. L'areale di produzione del Tuber Magnatum Pico in Piemonte e' concentrato soprattutto nelle Langhe, nel Monferrato e nel Roero, anche se vi sono stati dei ritrovamenti anche nell'alessandrino e sulle colline torinesi. I faraoni egizi lo servivano nei loro sontuosi banchetti e i sumeri ne mangiavano abitualmente. Era conosciuto nell'antica Arabia, nell'impero babilonese e nella Persia di Alessandro Magno. La sua origine nel passato, fu attribuita a diverse cause: dalla decomposizione organica al calore, dal fango per germinazione spontanea all'impatto del fulmine con il suolo. E' stato addirittura considerato parte del regno minerale. L'esistenza del tartufo e' nota da sempre, ma fu solo a partire dal XVI secolo che venne riconosciuto come fungo. Alla fine del XVIII secolo, il mondo scientifico studia il prestigioso tuber magnatum il cui nome scientifico si deve al medico piemontese Vittorio Pico. La bonta' del prodotto era conosciuta anche presso la corte piemontese e il Conte Camillo Benso di Cavour utilizzo' il tartufo come mezzo diplomatico. Solamente nel 1967, grazie alle ricerche del Centro di Studio sulla Micologia del terreno del CNR di Torino, fu dimostrato sperimentalmente il rapporto micorrizico pianta - tartufo. Tartufo Bianco Intanto nel 1929 nacque la piu' importante manifestazione dedicata a questo magnifico prodotto e sogno proibito e causa di esaltazione e di follia dei buongustai: la Fiera Nazionale di Alba. Per valorizzare questo prodotto a livello mondiale, nel 1949, Giacomo Morra penso' di utilizzare il prezioso Tuber come ambasciatore nel mondo della Langa e del Roero, inviando ogni anno il miglior esemplare ad un personaggio illustre della politica, dello sport e dello spettacolo. Da quell'anno i piu' belli esemplari furono donati a personaggi del calibro di Rita Hayworth, Harry Truman e Sophia Loren. Nel 1996, nasce il Centro Nazionale Studi Tartufo, un Istituto unico al mondo specializzato nella ricerca e nella divulgazione della cultura tartuficola. Qui si studiano i profumi, si ricercano nuove tecniche di conservazione, si raccolgono esperienze gastronomiche a base di tartufo, si organizzano seminari di degustazione

WWF: OASI LA BULA

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Loc. ASTI - PIEMONTE  Navigatore
26 Km da CALISSANO
  Area Castello di Annone, Sant'Emiliano, Rocchetta Tanaro
  Brochure PDF
Un tempo area degradata lungo il fiume Tanaro, deposito di rifiuti e sede di attivita' illecite, ora La Bula e' un Oasi WWF ricca di stagni, laghetti, isolotti, lanche, canneti, grazie ad un progetto avanzato di ingegneria naturalistica, che ne hanno fatto un paradiso per gli uccelli acquatici. L'Oasi La Bula si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Asti. L'area, di circa 20 ettari, e' una ex cava recuperata ed e' in corso un'opera di ripristino ambientale generale che prevede la reintroduzione di specie arboree autoctone, ancora presenti lungo le sponde del Tanaro. Ambiente Un tempo area degradata in conseguenza a scavi di materiali inerti lungo la sponda destra del fiume Tanaro, deposito di rifiuti e sede di attivita' illecite, ora e' ricca di stagni, laghetti, isolotti, lanche, canneti. Si tratta di un progetto avanzato d'ingegneria naturalistica finalizzato alla ricostruzione di uno degli ambienti fluviali un tempo comuni lungo le sponde dei fiumi. L'opera rappresenta un concreta ed innovativa alternativa ad un'attivita' potenzialmente devastatoria come l'estrazione di ghiaia e sabbia, la concentra in un'area ristretta, e prevede anche la sua rinaturalizzazione, evitando scavi sparsi nella zona golenale del fiume. Alla progettazione ha contribuito un folto gruppo di architetti, ingegneri, naturalisti, dottori forestali, e il risultato che si sta delineando e' addirittura superiore alle aspettative, fondate su studi teorici ed osservazioni in natura del residuo patrimonio floro-faunistico del fiume Tanaro. A seguito del lavoro del WWF, tutta la zona compresa tra il Tanaro e la tangenziale (oltre 600 ha.), e' stata inserita tra i SIC (Siti d'interesse comunitario), col nome Stagni di Belangero, in cui spicca la presenza del Pelobate (Pelobates fuscus). Sulla base di questo successo la Regione Piemonte ha concesso tutte le necessarie autorizzazioni alle escavazioni (coltivazione di cava) e ha piu' volte indicato il progetto come esempio da seguire in altre realta'

LIPU: RISERVA NATURALE CRAVA MOROZZO

LIPU: RISERVA NATURALE CRAVA MOROZZO  Apri
Loc. CRAVA CN, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
39 Km da CALISSANO
  Area Vicoforte, Fossano, Cuneo
La Riserva naturale Crava Morozzo e' la prima area protetta nella storia della Lipu (con la dizione Oasi di Crava Morozzo). E' stata istituita nel 1979 grazie ad una delibera e ad accordi tra i Comuni di Morozzo, Mondovi' e Rocca de' Baldi e la Provincia di Cuneo. Successivamente individuata come Riserva naturale speciale dalla Regione Piemonte e inserita all'interno del Parco regionale Alta Valle Pesio. L'Oasi prima, ed adesso la Riserva naturale, e' nata con lo scopo di tutelare la zona umida e valorizzarne le potenzialita' naturalistiche ed educative. Al suo interno presenta diverse tipologie ambientali: due bacini artificiali costruiti per scopi idroelettrici ed ora rinaturalizzati (di proprieta' di Enel), un tratto lungo circa 3 chilometri del torrente Pesio, boschi ed aree coltivate circondate da siepi. Attualmente e' inserita all'interno del Parco regionale del Marguareis, ente con il quale la Lipu collabora per attivita' gestionali. L'insieme degli ambienti della Riserva naturale favorisce la presenza di una flora molto ricca e diversificata. Crava Morozzo rappresenta una zona umida di notevole importanza per la nidificazione e la sosta di numerose specie di uccelli acquatici. Le stagioni migliori per le osservazioni ornitologiche sono sicuramente l'autunno e l'inizio della primavera. In questi periodi, alle specie sedentarie quali il Germano reale, la Folaga e il Tuffetto, si aggiungono quelle migratrici quali il Moriglione, la Marzaiola, il Mestolone, l'Alzavola, il Codone, l'Airone rosso e cenerino, la Nitticora, il Cavaliere d' Italia (che negli ultimi anni ha iniziato a riprodursi nell'area protetta). La rilevanza della Riserva naturale per la sosta deigli Uccelli migratori e' dimostrata anche dalla presenza di specie poco comuni come il Mignattino e il Falco di palude. Abbondante la vita selvatica legata agli ambienti sia boschivo, sia fluviale. Dove la Tifa e' piu' densa il Tuffetto e la Folaga costruiscono i loro nidi galleggianti, mentre i boschi ripariali coperti da cespugli intricati sono preferiti dall'Usignolo di fiume e, in inverno, dalla mimetica Beccaccia. Una freccia azzurra in volo radente ed alcuni sassi sul torrente macchiati di bianco segnalano la presenza del bellissimo Martin pescatore e del Merlo acquaiolo, caratteristici abitatori, insieme al Piro Piro piccolo, dell'ambiente di fiume. Anche l'osservazione dei rapaci porta buoni frutti: si possono infatti incontrare diverse specie come il Gheppio, l'Allocco, la Civetta e la Poiana

GRISSINO RUBATA' DEL CHIERESE

GRISSINO RUBATA' DEL CHIERESE  Apri
Loc. CHIERI TO, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
40 Km da CALISSANO
  Area Monte Aman, Superga, Poirino
I grissini stirati e rubata' sono le due notissime varianti tipiche di Torino, lavorate e foggiate con tecniche diverse. Il grissino Rubata' (in piemontese, letteralmente, ruzzolato) e' ottenuto per arrotolamento, da compressione manuale sul tavolo di lavoro. Il termine Rubata' deriva infatti da robat, attrezzo agricolo d'un tempo, munito di un grosso cilindro di legno che, trainato sul terreno lavorato, lo spianava per compressione. Grissino Rubata' del ChiereseIl Rubata' e' dunque un particolare grissino o pane allungato. Tradizionalmente impastato a mano, con l'aggiunta di strutto oppure olio e strutto, viene cotto in forno a legna. Il territorio di produzione e' tutto il Chierese (da Chieri a Poirino e da Chieri ad Andezeno). Questi grissini compaiono con il pane su tutte le tavole, hanno un ruolo di protagonisti con gli antipasti, vengono spezzettati nelle zuppe, accompagnano gli intingoli, dimostrano tutta la loro versatilita' nelle merende sinoire

GROTTA DEGLI OLMI

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Loc. CAIRO MONTENOTTE SV, ITALIA - LIGURIA  Navigatore
39 Km da CALISSANO
  Area Millesimo, Dego, Quiliano
La grotta degli Olmi e' situata nella Riserva naturalistica dell'Adelasia, nel comune di Cairo Montenotte, e si apre sul versante settentrionale dell'Appennino ligure del savonese ad una quota di circa 620 m s.l.m. in una posizione equidistante dalle cascine Chiappa, di Moglie d'Amore e del Rizzo. Si raggiunge in circa un'ora di cammino percorrendo un sentiero che parte da quota 400 m s.l.m. dalla Cascina Caramellina (Rio Ferranietta, Ferrania - Savona). La cavita' gia' nota e parzialmente esplorata nei primi decenni del Novecento e' stata rivisitata negli anni sessanta dal locale neo-costituito Gruppo Grotte Ferrania (poi Gruppo speleologico ferraniese) che ne scoperto ulteriori diramazioni laterali ed in profondita' dove ha raggiunto il ramo attivo inferiore percorso da un torrente che risorge nella localita' chiamata Acqua che bolle dove viene canalizzato nell'acquedotto pubblico. Durante le esplorazioni e' stata rilevata la presenza del Carabidae Sphosis Ghilianii spostando cosi' il confine orientale piu' avanzato di questo coleottero cavernicolo. Successivamente le esplorazioni sono riprese, specialmente a cura degli speleologi del gruppo savonese

WWF: OASI FORTETO DELLA LUJA

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Loc. LOAZZOLO - PIEMONTE  Navigatore
19 Km da CALISSANO
  Area Vesime, Rocchetta Palafea, Mombaldone
  Brochure PDF
L'Oasi WWF Forteto della Luja vanta la piu' piccola area DOC d'Italia.Le piccole dimensioni delle vecchie cascine, e la complessa morfologia del territorio, hanno mantenuto condizioni ambientali estremamente diversificate. L'Oasi, che si trova nel Comune di Loazzolo (At), protegge un paesaggio storico. Boschi, vigneti e vecchie cascine hanno mantenuto condizioni ambientali estremamente diversificate e creano un mosaico dove le tessere naturali e quelle dell'attivita' umana si distribuiscono equamente. Ambiente e Storia Il Comune di Loazzolo e' situato nel sud della provincia di Asti, nello splendido territorio della Langa astigiana e, oltre alle bellezze naturali, storiche e paesaggistiche, vanta la piu' piccola area DOC d'Italia: si tratta dell'omonimo 'Loazzolo', un moscato passito di qualita' eccelsa prodotto da pochissime piccole aziende vitivinicole. Le piccole dimensioni delle vecchie cascine, e la complessa morfologia del territorio, hanno mantenuto condizioni ambientali estremamente diversificate e hanno creato un mosaico dove le tessere naturali e quelle di un'attivita' antropica estensiva si distribuiscono equamente. L'elevata multiformita' degli ambienti agrari e naturali si traducono in un elevata diversita' e nella presenza di molte specie vegetali e animali

MUSEO FERROVIARIO PIEMONTESE

MUSEO FERROVIARIO PIEMONTESE  Apri
Loc. SAVIGLIANO CUNEO, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
33 Km da CALISSANO
  Area Fossano, Racconigi, Saluzzo
Il museo ha lo scopo di reperire, conservare e, quando possibile, restaurare funzionalmente il materiale ferroviario di interesse per la cultura locale, con particolare riferimento ai rotabili ed ai sistemi di trazione che hanno caratterizzato la storia dei mezzi di comunicazione del Piemonte, con particolare riguardo per le linee ferroviarie in concessione e per la trazione trifase. Nei primo anni di funzionamento cioe' dal 1980 al 1985, venne concesso dalla SATTI (Societa' per Azioni Torinese Trasporti Intercomunali) il piazzale della stazione di Rivarolo Canavese per iniziare a ricoverare i mezzi che nel frattempo venivano preservati dalla demolizione. Solo dal 1985 al 2000 venne stipulata una convenzione tra il Museo e la SATTI che stabili' l'utilizzo di una parte delle Officine e del piazzale della stazione di Torino Porta Milano, per ripristinare e restaurare le locomotive. In questi anni vengono acquisite locomotive, di cui alcune attive e funzionanti, delle Ferrovie dello Stato, appartenenti ai gruppi: n. 2 unita' locomotiva FS gr. 422 n. 2 unita' locomotiva FS gr. 640 n. 2 unita' locomotiva FS gr. 880 Alla fine degli anni novanta venne offerto, dal Comune di Savigliano, il terreno per poter ospitare l'area espositiva del Museo Ferroviario, in quanto negli anni il numero di locomotive, di carrozze passeggeri e di vagoni merci si era ampliato notevolmente rendendo insufficiente l'area torinese. Quindi con legge regionale n. 56, votata all'unanimita', nel 1996 venne approvato lo stanziamento di fondi per costruire il fabbricato che avrebbe ospitato i cimeli, la biblioteca e tutto il materiale nel frattempo ottenuto con donazioni ed acquisti. In piu' venne realizzata una prima parte delle tettoie che avrebbero ospitato i mezzi ed installata la piattaforma girevole del 1910, funzionante ad aria compressa, per la giratura e smistamento dei rotabili sui binari afferenti la stessa. La sede di Savigliano venne inaugurata l'8 dicembre 2001 e dedicata a tre grandi ingegneri ferroviari dello Stato Piemontese: Germain Sommeiller, Sebastiano Grandis e Severino Grattoni, attivi nell'Ottocento. Il logo scelto rappresenta la locomotiva dell'ing. Filiberto Frescot, capo dell'ufficio progetti della SFAI Societa' per le Ferrovie dell'Alta Italia che nel 1884 fece costruire nelle officine di Torino una locomotiva innovativa, la prima con rodiggio 2.3.0, potenza di 650 cavalli e velocita' massima di 80 km/h. Numerata 1181 fu dedicata a Vittorio Emanuele ...

Escursioni e attrazioni in PIEMONTE vicino a ALBA Roddi Grinzane Cavour Borgonovo: 'CASTELLO DI RACCONIGI'   'ASTI'   'LA BOLLENTE ACQUI TERME'   'CASTELLO DI GRINZANE CAVOUR'   'SERRALUNGA D'ALBA'   'PARCO NATURALE REGIONALE DI BRIC TANA'   'BERGOLO'   'MOMBALDONE'   'PARCO NATURALE REGIONALE DI PIANA CRIXIA'   'BRACHETTO D'AQUI DOCG'   'PARCO NATURALE ROCCHETTA TANARO'   'SANTUARIO DI VICOFORTE'   'WWF: OASI CASCINA BELLEZZA'   'BAROLO DOCG'   'FORMAGGIO BRA DOP'   'LEVICE'   'NEIVE'   'CHIESA DI SAN FILIPPO NERI'   'CASTELLO DI RODDI'   'CASTELLO DEGLI ACAJA DI FOSSANO'   'ABBAZIA DI VEZZOLANO'   'WWF: OASI GARZAIA DELLA VAL BORMIDA'   'WWF: OASI IL VERNETO'   'WWF: OASI BOSCO DEL LAGO'   'IL TARTUFO D'ALBA'   'WWF: OASI LA BULA'   'LIPU: RISERVA NATURALE CRAVA MOROZZO'   'GRISSINO RUBATA' DEL CHIERESE'   'GROTTA DEGLI OLMI'   'WWF: OASI FORTETO DELLA LUJA'   'MUSEO FERROVIARIO PIEMONTESE'  

PIEMONTE


Il nome Piemonte venne usato per questa regione agli inizi del XIII secolo (pié de monte = ai piedi del monte) in quanto questa zona è racchiusa tra le Alpi. E' una regione dell'Italia nord-occidentale, ai confini con la Svizzera e la Francia. Come indica il nome stesso, il Piemonte è la terra delle montagne: è infatti circondato su tre lati dalla catena alpina, che proprio qui comprende le vette più alte e i ghiacciai più vasti d'Italia. Il Monviso, il versante piemontese del Monte Rosa e gli altri spettacolari rilievi offrono paesaggi di singolare bellezza; numerosi sono anche i comprensori sciistici, tra cui la Via Lattea e il Sestriere, che accolgono con le loro modernissime attrezzature gli appassionati di sport invernali. Sullo sfondo delle Alpi si aprono grandi e pittoresche vallate, tra cui la Val di Susa, la Valsesia e la Val d'Ossola. Ben diverso ma altrettanto caratteristico è il panorama delle Langhe e del Monferrato: un susseguirsi di colline coltivate a vigneti, punteggiate di borghi e castelli. Specchi d'acqua e risaie, lunghi filari di pioppi e antiche cascine sono invece gli scenari tipici delle pianure che si estendono nel novarese e nel vercellese. Meta turistica per eccellenza è il lago Maggiore, con Stresa e le isole Borromee, paesaggi incantevoli che ospitano antiche ville circondate da parchi all'inglese. Ma la natura è solo una delle numerose attrattive del Piemonte. Tanti altri sono i volti della regione: da Torino - la capitale italiana dell'auto - con la sua storia e il suo notevole patrimonio artistico, alle altre città, ai vari centri storici tra cui Cherasco, Alba e Ivrea. E poi, i suggestivi castelli medievali tra cui spicca l'imponente castello di Ivrea, le preziose architetture, tra cui le famose Residenze Sabaude e i Sacri Monti. Acqui Terme e Vinadio, località termali storiche, assicurano cure e trattamenti per un soggiorno di benessere e relax. Scoperte e sorprese di ogni genere attendono i visitatori, compresa una vasta offerta enogastronomica, in grado di soddisfare tutti i gusti.

Da Vedere: Vi sono rinomate località turistiche come ad esempio: Sestriére: stazione sciistica mèta storica per il turismo invernale; Bardonecchia: sentieri e vallate per passeggiate montane; Museo Nazionale di Scienze Naturali: situato a Torino in via Giolitti ospita collezioni di botanica, entomologia, geologia, mineralogia, paleontologia e zoologia. Museo Egizio: situato a Torino in via Accademia delle Scienze, dopo il Cairo è il museo che raccoglie i più importanti reperti egizi del mondo. Viene documentata la storia e la civiltà dell'Egitto dal periodo paleolitico all'epoca copta.

Gastronomia e Vini: La cucina piemontese offre dei piatti della tradizione contadina. Tra quelli tipici di questa regione troviamo la bagna cauda a base di acciughe, aglio e burro, le fettuccine al tartufo, altro ingrediente principe della cucina piemontese; la fonduta a base di patate, fontina, uova e burro; lo stracotto, spezzatino di manzo con verdure; tra i dolci vi segnaliamo i famosi baci di dama a base di cioccolato, mandorle e scorzette di arancia candita ed il pilot un dolce a base di grissini. Tra i vini i più rinomati sono il Barbera ed il Barolo d'Alba D.O.C. e il nebbiolo delle Langhe D.O.C.