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la badia di orvieto hotel - escursioni punti di interesse attrazioni a orvieto

 ALBERGO HOTEL LA BADIA DI ORVIETO HOTEL

ALBERGO HOTEL
LA BADIA DI ORVIETO HOTEL

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a ORVIETO Bagnoregio Casemasce Stazione di Alviano

CAPRAROLA

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Loc. CAPRAROLA VT, ITALIA - LAZIO  Navigatore
44 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
Altitudine: 489 mt. s.l.m.  Area Corchiano, Sutri, Viterbo
Caprarola e' un comune italiano di 5.676 abitanti della provincia Pur essendo immersa nell'antico territorio etrusco, Caprarola getta le sue radici in epoca molto piu' recente, in particolare, si hanno le prime notizie dell'esistenza di insediamenti stabili intorno all'XI secolo, questo, come avvenne anche per Ronciglione, a causa dei Monti Cimini anticamente chiamati selva Cimina e considerati territorio impervio e impenetrabile. Durante il medioevo fu contesa da diverse famiglie feudatarie, nel 1275 si hanno prove che fosse sotto gli Orsini, ma per poco tempo, il potere passo' infatti in breve tempo ai Prefetti Di Vico. Dal 1370, inizio' una lotta per il controllo di queste zone tra i Prefetti di Vico e i Conti d'Anguillara. Nel 1435 cadde sotto la giurisdizione della Santa Sede. Cinque anni piu' tardi, nel 1440, il feudo venne acquistato dal conte Everso dell'Anguillara ed a tale famiglia rimase fino al 1465, anno in cui il Pontefice Paolo II confisco' tutti i loro beni. Verso la fine del XV secolo, Caprarola venne affidata in vicariato ai Riario-Della Rovere, sotto il cui governo il paese comincio' a rifiorire ed a popolarsi. Fu quindi nel XVI secolo che conobbe il massimo splendore, quando i Farnese, con la nomina a Papa Paolo III del cardinale Alessandro Farnese, e con la costituzione del Ducato di Castro, estesero notevolmente il proprio dominio costruendo fastose ville e castelli. A Caprarola fu costruita la residenza piu' rappresentativa del livello di ricchezza e di potenza che questa nobile famiglia raggiunse, il Palazzo Farnese di Caprarola. Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo successivo all'8 settembre 1943 e all'occupazione tedesca, trovano rifugio nel paese i 24 componenti della famiglia ebrea romana dei Veneziano. Ospiti della famiglia Brunetti, i Veneziano poterono godere per otto mesi della solidarieta' di numerosi abitanti e delle autorita' locali fino alla Liberazione. Il 27 gennaio 2005 ai coniugi Roberto e Maria Brunetti e' stata per questo conferita l'alta onorificenza di giusti tra le nazioni dall'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme di Viterbo nel Lazio

FRATTA TODINA

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Loc. FRATTA TODINA PERUGIA, ITALY - UMBRIA  Navigatore
28 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Monte Castello di Vibio, Marsciano, Todi
Situato nella parte centrale dell'Umbria, Fratta Todina e' un piccolo centro adagiato su una collinetta dalla quale si puo' scorgere un bel panorama sulla Media Valle del Tevere. Posta sul lato destro del Tevere, il nucleo abitato si distende su un territorio prevalentemente pianeggiante e molto fertile.Le prime tracce di insediamento sul territorio risalgono al neolitico, come attestano alcuni ritrovamenti nei pressi di Montione. In epoca romana dipendeva dal municipium di Todi. La notizia piu' antica su Fratta Todina si trova in un documento del 1177, quando Federico Barbarossa discese in Italia. Nell'eta' comunale, durante le lotte tra Guelfi (Perugia-Orvieto) e ghibellini (Todi-Amelia-Spoleto) fu piu' volte attaccata da orvietani e perugini. Nel 1310, nella battaglia di Montemolino, Perugia vinse e distrusse il ponte che collegava le due sponde del Tevere. Il clima di ostilita' e i continui saccheggi, incendi e devastazioni determinarono l'evoluzione dell'abitato da villa a castrum. Nel XIV secolo furono costruite le mura, ma fu Braccio Fortebraccio da Montone che, nel XV secolo, amplio' il castello e lo fortifico' secondo un preciso progetto urbanistico militare. Dopo la signoria dei Fortebracci, rientro' nell'orbita di Todi, e visse il suo periodo aureo nella seconda meta' del '500 grazie al Vescovo Angelo Cesi, che istitui' una fiera libera annuale, oggi ripristinata con la festa di San Michele Arcangelo (8 maggio). Il vescovo fece inoltre aprire la porta della Spineta, modificando la struttura urbanistica del castello, trasformo' la sua dimora in una splendida villa e dono' alla comunita' una residenza per le pubbliche assemblee (attuale sede del Municipio). Nella prima meta' del '600 la sua opera fu continuata dal cardinale G.B. Altieri.Nel centro storico si possono ammirare edifici e monumenti recentemente restaurati: una parte delle mura castellane, costruite tra il XIII e XIV secolo, il palazzo Vescovile (XVII secolo) e la chiesa Parrocchiale (1654), fatta edificare dal cardinale Altieri di fronte alla piu' antica chiesa di San Savino inglobata nel palazzo Altieri, della quale sono ancora visibili l'abside e altri segni accanto al campanile. All'interno si puo' ammirare una pregevole Deposizione di Andrea Polinori (1612), copia di quella dipinta (Barocci) e conservata nella Cattedrale di Perugia. Interessante il palazzo Altieri, l'opera architettonica piu' imponente del paese

SOVANA

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Loc. SOVANA GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
40 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Pitigliano, Saturnia, Roccalbegna
  Brochure PDF
Sovana, suggestivo borgo dall'atmosfera ferma nel tempo, rappresenta un raro gioiello di urbanistica medievale. Dal 7° al 3° secolo avanti Cristo fu un fiorente centro etrusco; di questo periodo e' la importante Necropoli Etrusca con la sua tomba 'regina' chiamata Tomba Ildebranda a forma di tempio greco. Fu poi importante citta' in epoca romana, tanto e' vero che nei primi secoli del Cristianesimo divenne sede vescovile. Fu conquistata dai Longobardi (594), e divenne dominio degli Aldobrandeschi il cui Ducato arrivo' a comprendere l'intera provincia di Grosseto. Passata poi alla Famiglia Orsini per successione ereditaria fu saccheggiata e devastata dai Senesi nel 1410. Rimasta in una situazione di grande abbandono per secoli, ha avuto la fortuna di poter arrivare intatta fino ai giorni nostri nella sua veste medioevale. A lungo da storici e viaggiatori e' stata identificata con 'la citta' di Geremia'la citta' che muore.. Dalla Rocca Aldobrandesca, percorrendo un selciato in cotto, si arriva fino alla Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo, e racchiusa cosi' tra i simboli dei poteri che l'hanno governata, Sovana conserva ancora il suo antico incanto e splendore. Nella Piazza del Pretorio si puo' ammirare il Palazzo Pretorio, la Loggia del Capitano, il Palazzo dell'Archivio, nonche' la Chiesa di Santa Maria Maggiore e il seicentesco Palazzo Bourbon del Monte, in parte addossato all'antica Chiesa di San Mamiliano e, proseguendo per via del Duomo, sulla sinistra, si trova la presunta casa natale del personaggio piu' illustre di Sovana, Ildebrando divenuto poi Papa con il nome di Gregorio VII

MARSCIANO

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Loc. MARSCIANO PERUGIA, ITALY - UMBRIA  Navigatore
33 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
Altitudine: 185 mt. s.l.m.  Area Papiano, Fratta Todina, Deruta
Il territorio, gia' abitato nell'eta' del bronzo e in epoca etrusca, conobbe il massimo splendore a partire dal Medioevo, grazie alla sua posizione centrale rispetto alle potenti citta' di Perugia, Todi, Orvieto e in epoca rinascimentale come testimoniato dagli importanti affreschi che arricchiscono le chiese dei vari borghi. Marsciano e' il centro piu' importante della Media Valle del Tevere, ed e' una cittadina dinamica, moderna e ricca di numerosi insediamenti industriali e aziendali. Il suo territorio rappresenta pienamente i tratti tipici del paesaggio umbro: fertili campagne e dolci colline disseminate di piccoli borghi dove il filo della storia si dipana con insolita continuita' permettendo una variegata stratificazione di culture e stili.Il centro della cittadina si estende intorno alla Chiesa di San Giovanni Battista, nella quale sono conservati una Madonna con Bambino di scuola perugina del XVI secolo, una tela del 1831 del pittore Vincenzo Chialli raffigurante l'Incredulita' di S. Tommaso ed un crocifisso ligneo del XIII secolo. La chiesa, la cui facciata e' un'imitazione dello stile romanico, fu costruita nei primi anni del Novecento nell'area precedentemente occupata da una fabbrica. L'interno, in stile gotico, e' costituito da tre navate. Di fronte alla chiesa si alza verso l'alto il campanile ottocentesco nella cui nicchia esteriore e' conservata la statua di San Giovanni Battista. Di fronte alla chiesa troviamo Palazzo Pietromarchi. Dell'antico castello di Marsciano, donato ai Conti Bulgarelli dall'Imperatore Ottone II nel 975, restano oggi i bastioni e le due torri del XII secolo, Torre Bolli e la Torre Boccali, uniche due ancora esistenti delle sette che costituivano le antiche mura, inserite nello sviluppo urbanistico moderno. All'interno del paese, dinanzi al castello, segnaliamo il Teatro Concordia, la cui costruzione venne iniziata nel 1875. Porta Vecchia e' la piu' antica e' l'unica delle tre porte d'accesso al castello rimasta integra fino ai giorni nostri. Poco distante, in Piazza dello Statuto, in un vecchio palazzo in muratura di pietra rozzamente squadrata e stuccata, ha sede la Biblioteca comunale Luigi Salvatorelli, il grande storico e giornalista che proprio a Marsciano ebbe i suoi natali. Al suo interno sono conservate circa 3000 opere di grande valore

MONTEGABBIONE

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Loc. MONTEGABBIONE TERNI, ITALY - UMBRIA  Navigatore
24 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Chiusi, Papiano, Marsciano
Montegabbione, piccolo borgo umbro, e' situato in cima a un colle, a circa 600 m slm, che appartiene a quella zona appenninica circondata dalla Valdichiana e dalle valli dei Nestore e Tiberina. Fanno parte di Montegabbione le frazioni di Castel de' Fiori, Montegiove e Faiolo. Il borgo era probabilmente in origine una rocca fortificata, ipotesi giustificata dalla sua configurazione viaria, dalle imponenti mura medievali che lo circondano e dalla sua struttura, con piazza al centro del paese, le sue vie dritte e parallele, le torri di avvistamento e soprattutto la presenza del castello. Per quanto riguarda la sua localizzazione, Montegabbione puo' vantare una posizione strategica, molto importante per l'accesso turistico: sorge infatti a circa 150 km sia da Roma che da Firenze, a circa 40 km da Orvieto e Perugia e a 60 km dal lago di Bolsena e dal Trasimeno. Elemento simbolo del borgo e' la famosa Torre di Montegabbione, che risale indicativamente al XV secolo. Si tratta di una torre dalla chiara impostazione militare: si caratterizza infatti per il suo basamento a tronco di piramide e per le strette feritoie che la circondano. Altra torre importante e' quella di Casteldifiori, che fa parte del complesso del castello e risale invece ai primi del 1200. Quest'ultima in origine era utilizzata come torre di avvistamento e venne pesantemente danneggiata quasi due secoli dopo la sua costruzione. Venne poi restaurata, in modo decisivo pochi anni fa. Il castello di Montegabbione rappresenta il primo nucleo del paese e, come la torre, e' stato da poco restaurato, portando alla luce (seppure parzialmente) uno speciale cortile interno. Per quanto riguarda invece le bellezze architettoniche e culturali, da vedere e' la chiesa di Maria SS: Assunta in Cielo, attualmente chiesa parrocchiale del borgo, la chiesa di Maria SS. delle Grazie, che sorge ai piedi del colle di Montegabbione e la cappella di S. Anna, recentemente restaurata. Infine, da visitare e' la Chiesa della Scarsuola che, come vuole la tradizione, nasce durante il prolungato soggiorno di San Francesco d'Assisi al Castello di Montegiove, per sua volonta'

SORANO

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Loc. SORANO GR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
35 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
Altitudine: 382 mt. s.l.m.  Area Pitigliano, Ischia di Castro, Saturnia
Sorano e' un comune italiano di 3 502 abitanti della provincia di Grosseto. Sorano e' definita la Matera della Toscana, per la sua particolare caratteristica urbanistica di numerosi edifici rupestri scavati nel tufo, che ricordano i celebri Sassi. Il territorio comunale di Sorano si estende nella parte orientale dell'area del Tufo. Confina a nord con il comune di Castell'Azzara, a est con i comuni laziali di Acquapendente, Proceno, Onano e Latera, a sud con il comune di Pitigliano, a ovest con i comuni di Manciano e Semproniano. Il capoluogo comunale e' situato 379 metri s.l.m. su una rupe di tufo che, da est, domina un tratto del corso del fiume Lente; si trova al centro di un territorio che si sviluppa prevalentemente a quote collinari, seppur intervallato da conche e rilievi. L'altitudine piu' bassa si registra nel Pianetto di Sovana, presso l'omonima localita', con quote attorno ai 270 metri, mentre le quote piu' elevate, di tipo montano, si registrano sulla vetta che sovrasta la frazione di Montevitozzo (926 metri s.l.m.) e sul Monte Elmo (829 metri s.l.m.), due rilievi che interrompono in modo netto il paesaggio collinare. I fiumi principali sono il Fiora, che delimita a ovest il territorio comunale scorrendo da nord verso sud, e il fiume Lente, suo affluente di sinistra, che ha le sorgenti nel territorio comunale di Sorano. I corsi d'acqua minori, tra cui lo Stridolone, presentano carattere maggiormente torrentizio. Una serie di sorgenti termali, note come Terme di Sorano, sgorgano lungo un torrente che scorre a circa 3&4 km a sud del centro. Sorano nacque come antico possedimento della famiglia Aldobrandeschi, ma il territorio comunale era gia' abitato sin dal periodo etrusco, come dimostrano i notevoli ritrovamenti di insediamenti e necropoli antiche. Dopo il matrimonio tra Anastasia, ultima erede degli Aldobrandeschi, e Romano Orsini nel 1293, il controllo di Sorano passo' alla famiglia Orsini. Il centro segui' le vicissitudini storiche e politiche della vicina Pitigliano, dove era situata la residenza dei conti, e gli Orsini si impegnarono a potenziarlo fornendolo di fortificazioni efficaci, che resero Sorano un rifugio sicuro dagli attacchi nemici: piu' volte infatti, nel corso del XV secolo, i senesi posero la fortezza di Sorano sotto assedio, senza pero' mai riuscire ad occuparla. Alla fine del XVI secolo, con la caduta della contea degli Orsini, Sorano passo' in mano ai Medici, che lo inglobarono nel Granducato di Toscana agli inizi del secolo successivo assieme alla vicina Pitigliano

TITIGNANO

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Loc. CASEMASCE - UMBRIA  Navigatore
17 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Monte Castello di Vibio, Todi, Fratta Todina
Titignano e' una frazione del comune di Orvieto (TR) pur distando circa 16 km. da Todi. La giurisdizione del comune di Orvieto sul borgo e' stata sancita definitivamente nei primi anni del secolo XVII. Il piccolo borgo si raggiunge grazie ad una strada bianca che devia per 3 km dalla strada regionale 79 bis Orvietana (SR 79 bis) Todi-Orvieto. Titignano ha l'aspetto di un vicus raccolto tutt'intorno alla piazza centrale, ove si trova anche la chiesa parrocchiale, e dalla quale si puo' ammirare il panorama del lago di Corbara.Nel 937, un discendente della famiglia francese dei Montemarte, Farolfo, fondo' il piccolo villaggio, che venne poi conteso a lungo tra Todi e Orvieto. La famiglia dei Montemarte arriva in Italia al seguito di Ludovico II il Giovane insieme ad un nutrito numero di nobili ed esponenti del clero. Nel primo secolo di vita e piu' (937 - 1212) del borgo si assiste ad atti di soverchieria da parte dei Montemarte (Conti di Titignano) sia verso i possedimenti di Todi sia verso quelli di Orvieto provocando atti di vendetta e rivalsa da parte ora dell'uno ora dell'altro. Il dominio in questo secolo da parte del comune di Orvieto si rinviene per esclusione, cioe' l'assenza del borgo nella lista di luoghi pii e chiese per il comune di Todi in alcuni documenti conservati presso l'Abbazia di Farfa datati 1094 - 1095. Nel 1212 si registra un'incursione armata da parte dei Todini nei confronti del borgo dei Montemarte. Nel 1220 si giunge a stipulare un trattato di pace tra Todi ed Orvieto dove si sancisce che sia il castello che tutti i suoi possedimenti fossero posti sotto l'influenza del comune di Todi. Todi a quell'epoca era molto influente sia per l'alleanza con Perugia sia per i domini propri che andavano da Terni, Amelia, sulle terre dei Marciano e con una forte dominazione anche su Foligno. Nel 1231 il castello fu distrutto dal momento che i Conti di Titignano si rifiutarono di riconoscere il dominio da parte di Todi. Dobbiamo arrivare al 1257 con la nuova pace tra Todi ed Orvieto per far si' che momentaneamente le contese sul piccolo borgo si quietassero mentre i Conti di Titignano continuarono a godere di una reale autonomia e liberta' di azione che spesso e volentieri erano state esse stesse la causa delle dispute tra i due comuni. Il borgo negli anni che seguono viene come palleggiato in una estenuante contesa tra i due comuni (Orvieto guelfo - Todi ghibellino). Un atto, datato 1348, da parte dei gerenti di Orvieto riassegna in maniera inconfutabile il borgo appunto ad Orvieto

POZZO DI SAN PATRIZIO

POZZO DI SAN PATRIZIO  Apri
Loc. ORVIETO - UMBRIA  Navigatore
1 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
Vi chiederete: che cosa c'entra San Patrizio con Orvieto? Poco o nulla, tant'e' vero che questa formidabile opera idraulica fu, all'origine, denominata Pozzo della Rocca, in quanto prossima alla rocca Albornoz. Prese poi il nome di San Patrizio perche' probabilmente usato, nella seconda meta' del Settecento, come Purgatorio di San Patrizio, in analogia alla cavita' sotterranea in cui il noto santo irlandese si ritirava a pregare, e dove gli increduli che si fossero avventurati fino a raggiungere il fondo avrebbero ottenuto la remissione dei peccati e l'accesso al Paradiso. L'opera, commissionata a Antonio da Sangallo il giovane nel 1527, fu voluta da papa Clemente VII, piu' o meno contemporaneamente alla risistemazione del Pozzo della Cava posto sull'altro versante della rupe, per assicurare acqua alla citta' in caso di assedio. Ultimata nel 1537 sotto Paolo III Farnese denota, per le dimensioni e l'accurato impianto progettuale, tutta l'ambizione di essere ricordata come ardua e grandiosa impresa. Si tratta di un'opera sapiente di ingegneria, preceduta da studi a carattere idrogeologico, che indussero sia all'individuazione del sito piu' adatto per arrivare alla falda argillosa delle sorgenti, sia a rivestire di mattoni, per una migliore tenuta, una parte delle pareti. Enormi le misure della perforazione cilindrica and 54 metri di profondita', 13 di diametro and e davvero singolare la trovata architettonica della doppia rampa elicoidale, che permetteva alle bestie da soma utilizzate per il trasporto dell'acqua di non ostacolarsi nel doppio senso di marcia lungo i 248 gradini; particolarmente suggestivi, poi, i 72 finestroni che lasciano filtrare e giocare con le tonalita' della pietra la luce. La parte esterna del pozzo si presenta, sullo sfondo delle colline che circondano la rupe, come una larga e bassa costruzione cilindrica decorata dai gigli farnesiani di Paolo III, con due aperture diametralmente opposte per chi scende e chi sale. Immergetevi nelle sue profondita' verdastre, scattate foto in abbondanza per cogliere tutti gli effetti prospettici e di luce, non rinunciate a far rimbalzare sulle pareti l'eco della vostra voce. Per poi gettare nell'acqua, giunti al fondo del pozzo, la piccola superstiziosa moneta che vi portera' di nuovo, e felicemente, a Orvieto

TUSCIA DOP

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Loc. VITERBO - UMBRIA  Navigatore
33 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
Altitudine: 329 mt. s.l.m.  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano
  Brochure PDF
L'olio extravergine d'oliva DOP Tuscia (Regolamento Comunitario n. 1623/05 della Commissione del 4.10.05 e pubblicato sullaGUCE al n. 259/15 del 5.10.2005) e' ricavato dalle olive di tre varieta' (Frantoio, Canino e Leccino) presenti per almeno il 90%, da sole o congiuntamente a seconda dei singoli oliveti, con ammissione della presenza di altre varieta' (Moraiolo e Pendolino) in percentuale massima del 10%. Per questo motivo si potranno avere piccole variazione a seconda della zona di raccolta. Le caratteristiche di questo olio al momento dell'immissione al consumo sono: colore verde smeraldo, con riflessi dorati; odore fruttato che ricorda il frutto sano, fresco, raccolto al punto ottimale di maturazione; sapore di fruttato medio con equilibrato retrogusto di amaro e piccante di intensita' variabile; acidita' totale massima dello 0,50%. La zona di produzione indicata dal Disciplinare, comprende i seguenti Comuni della provincia di Viterbo: Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel S. Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Civita Castellana, Civitella D'Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Gradoli, Graffignano, Grotte di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montalto di Castro (in parte), Montefiascone, Monteromano, Nepi, Oriolo Romano, Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, S. Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tuscania (in parte), Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa S. Giovanni in Tuscia, Viterbo, Vitorchiano

ROMITORI DI ISCHIA DI CASTRO

ROMITORI DI ISCHIA DI CASTRO  Apri
Loc. ISCHIA DI CASTRO - LAZIO  Navigatore
34 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Pitigliano, Sorano, Saturnia
  Brochure PDF
Uno dei romitori (o eremi) piu' interessanti e' quello di Poggio Conte che, ricavato all'interno di un costone di tufo secondo tipologie architettoniche di ispirazione cistercense, si affaccia su una suggestiva valle, anfiteatro naturale dalla cui sommita' sgorga una piccola cascata. Gli ambienti di abitazione sono quasi del tutto franati, mentre si conserva la piccola chiesa, con colonne e capitelli scolpiti nel tufo, composta da due ambienti quadrangolari, con copertura a cupola quello d'ingresso, a crociera quello di fondo, un'abside con resti di un affresco raffigurante due santi con la mitra (copricapo portato da vescovi come insegna di autorita'), forse S. Colombano e S. Savino. L'ambiente d'ingresso era decorato da un grande ciclo di affreschi del XIII secolo, comprendente le figure dei dodici apostoli e del Redentore. Alcuni lastroni di tufo di questi preziosi affreschi vennero trafugati negli anni Sessanta del Novecento e, fortunatamente recuperati, sono oggi conservati al Museo di Ischia di Castro. Piu' complessa appare la planimetria dell'eremo di Ripatonna Cicognina scavato su tre diversi livelli e frequentato dal XV al XVII secolo; all'epoca del primo impianto sembrano riferibili gli affreschi di scuola senese che decorano la chiesa, raffiguranti S. Antonio Abate ed un santo vescovo

ABBADIA SAN SALVATORE

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Loc. ABBADIA SAN SALVATORE SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
42 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Bagno Vignoni, Roccalbegna, Pienza
Centro di soggiorno estivo e invernale, il piu' importante e meglio attrezzato del territorio del monte Amiata. Dell'Abbazia di S. Salvatore, che per un millennio circa ebbe ad irradiare il suo potere in tutta la zona amiatina orientale, restano la chiesa e la cripta. Dalla storia e dalla leggenda si apprende che questo monastero, prima benedettino poi cistercense, nacque intorno al 750 per volere del re longobardo Rachis, che lo destino' inizialmente al controllo della via Francigena, che correva lungo la vallata immediatamente sottostante. Successivamente il potere temporale di questa abbazia, pur scontrandosi assai spesso con gli Aldobrandeschi, i potenti nobili i cui territori comprendevano tutto il versante occidentale dell'Amiata, trova grandi riscontri nella storia della Toscana e nei rapporti fra Papato e Imperatori. In tale contesto storico ambientale, registra un notevole interesse anche il borgo medioevale, che si conserva quasi intatto con anguste strade pittoresche. Abbadia S. Salvatore ha conosciuto negli ultimi due secoli gli aspetti positivi ( che ne derivavano per l'indotto economico) e insieme negativi (per le condizioni di lavoro dei minatori) di un rilevante sviluppo minerario collegato alla produzione del mercurio, le cui miniere risultano oggi tutte chiuse. Nei dintorni di Abbadia la cappella dell'Ermeta, cicondata da una fitta boscaglia. Non lontana dall'abitato urbano, la vecchia area della miniera, una delle piu' produttive di cinabro, a testimoniare un'attivita' economica ormai non piu' attuale, tanto da essere divenuta oggetto di un intervento di riqualificazione urbana con insediamenti artigianali e con un interessante Museo minerario, aperto nel gennaio del 2001, ricavato nella palazzina della Torre dell'Orologio. La miniera di Abbadia, la cui storia e' oggi tema di questo museo minerario, e' passata nell'arco di circa un secolo dalla fase pionieristica della ricerca alle fasi di grande utilizzo produttivo (anni '30-40), fino a quella del progressivo ridimensionamento, dovuto all'abbandono del mercurio nei vari usi industriali in cui tale metallo era impiegato. Chiusa completamente la miniera di Abbadia circa venti anni fa, e con essa anche gli altri giacimenti dell'Amiata, rimane oggi la testimonianza di una esposizione museale

PARCO DEI MOSTRI

PARCO DEI MOSTRI  Apri
Loc. BOMARZO - LAZIO  Navigatore
28 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Penna In Teverina, Stazione di Alviano, Viterbo
  Brochure PDF
Nel Lazio, terra meravigliosa dalle tre esistenze: Etrusca, Romana e Medioevale, Bomarzo condivide la gloria di una storia illustre e possiede un'opera unica nel suo genere al mondo. La Villa delle Meraviglie. Nei giardini delle ville laziali troverete degli elementi simili, ma prototipo di questi giardini e' il Sacro Bosco di Bomarzo. Lo volle il principe Pier Francesco Orsini detto Vicino sol per sfogare il core. Lo ideo' quel grande architetto che fu Pirro Ligorio, colui che dopo la morte di Michelangelo fu chiamato a lavorare in San Pietro. Senza che l'Orsini ed il Ligorio se lo immaginassero ne usci' un capolavoro che dura nel tempo, e che la fantasia popolare ribattezzo' come PARCO DEI MOSTRI. Entrando in questo luogo, sarete accolti dai versi incisi sotto le due Sfingi. Passerete poi di sorpresa in sorpresa per l'improvviso apparire di animali e figure di pietra. L'elefante che sta per ucidere un guerriero, la lotta tra Draghi, l'Orco, la Bella addormentata nel bosco, Ercole che squarcia Caco, Orsi in agguato, animale a tre teste, Nettuno sull'alto di una vasca, Sirene ed altre figure interessanti, ed infine sopra la testa di un Orco, il Mappamondo con sovrastante in miniatura il Castello Orsini a significare la potenza del Casato. Queste sculture scolpite nei grossi blocchi di pietra ivi radicati vi sembrano sorte dal suolo come prodigio. Il tutto risale al XVI secolo (1552) epoca in cui si sviluppava un ideale di vita fra il Principesco e il Cortigiano. Questo bosco ha ispirato molti artisti del tempo, come l'Annibal Caro, il Bitussi ed il Cardinal Modruzzo, per esprimere la loro meraviglia, vollero lasciare incisi sul posto epigrafi e versi. Dopo la morte di Vicino Orsini nessuno si curo' piu' di questo gioiello di arte manieristica che dopo secoli di abbandono e' stato salvato dal solito oblio e restaurato per la gioia di intellettuali e scrittori, artisti e turisti che vengono da tutto il mondo per ammirare questo museo all'aperto

WWF: OASI LAGO DI ALVIANO

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Loc. ALVIANO TERNI, ITALY - UMBRIA  Navigatore
18 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Bomarzo, Bagnoregio, Penna In Teverina
  Brochure PDF
Il Lago di Alviano con i suoi 900 ettari di estensione e' una delle Oasi piu' grandi del WWF. L'Oasi si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei Comuni di Guardea, Alviano, Montecchio, Civitella d'Agliano (Tr). L'area, di 900 ettari, comprende tutti gli ambienti tipici delle zone umide ad acqua dolce: palude, stagno, acquitrini, marcita, bosco igrofilo, tra i piu' estesi dell'Italia centrale. L'Oasi del lago di Alviano, nata nel 1990, ospita una moltitudine di uccelli tra cui il tarabusino e l'airone bianco maggiore, il cavaliere d'italia e il falco pescatore. Tra le altre specie protagoniste dell'Oasi ci sono pesci gatto, carpe; tra gli anfibi il tritone crestato e la rana dalmatina. All'interno dell'Oasi, per promuovere l'attivita' educativa, e' presente il Centro di Educazione Ambientale Oasi di Alviano, con uno stagno didattico dove si svolgono anche attivita' di ricerca scientifica. Ambiente L'Oasi fa parte del Parco fluviale del Tevere, parco Regionale dell'Umbria, che comprende anche il Lago di Corbara e le Gole del Forello. L'Oasi del lago di Alviano, nata nel 1990, comprende gli ambienti tipici delle zone umide ed ha ricreato ambienti acquatici scomparsi da oltre un secolo. Proprio per questo motivo ha un valore speciale, perche' con i suoi 900 ettari protegge dalla caccia e dalla speculazione edilizia, e' uno scrigno di biodiversita' unico. L'Oasi e' caratterizzata da palude, canneti e bosco igrofilo. All'interno dell'Oasi, per promuovere l'attivita' educativa, e' presente il Centro di Educazione Ambientale Oasi di Alviano, e' presente uno stagno didattico e qui si svolgono anche attivita' di ricerca scientifica. Il miglior modo per scoprire le Oasi e' quello di visitarle, come fanno gia' migliaia di persone tra cui molte scuole. Flora e fauna Estremamente rappresentativo il bosco igrofilo, con alberi di ontano nero, pioppi e salici ormai 'vecchi' di trenta anni con edere diffuse. Ricca e varia la flora idrofitica, con vaste distese di potamogeton, najas, ceratophyllum. L'avifauna acquatica e' ricca e comprende germani, alzavole, mestoloni, fischioni, cormorani, svassi, aironi di tutte le specie, tarabusi e tarabusini, falco di palude e pescatore, mignattai e spatole. Numerosi i passeriformi, in particolare lucherini, grazie ai semi degli ontani, e tordi, grazie alle edere mature abbarbicate sugli alberi del bosco. Tra i mammiferi, la nutria, il tasso, l'istrice, la volpe, il cinghiale, e, solo da poco tempo, lo scoiattolo

DUOMO DI ORVIETO

DUOMO DI ORVIETO  Apri
Loc. ORVIETO - UMBRIA  Navigatore
1 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
Il Duomo di Orvieto (Cattedrale di Santa Maria Assunta), una delle massime realizzazioni artistiche del tardo Medioevo italiano, costituisce un unicum che sfugge ad ogni semplicistica classificazione di stile, in cui il sentimento animatore delle grandi cattedrali del due-trecento, le soluzioni architettoniche degli ordini mendicanti ed i motivi figurativi del gotico francese trovano una perfetta armonia di volumi e di linee nell'originale superamento della tradizione basilicale romana. Blocco compatto e allungato che si erge a caratterizzare lo spazio avvolgente della piazza, la cattedrale, intitolata alla Vergine Assunta, e' stata edificata nel corso di piu' secoli, dal XIII al XVII. Vari sono i motivi della sua costruzione: politici, urbanistici, sociali, artistici e non solo religiosi, come vorrebbe la tradizione, che lega il Duomo al miracolo dell'Eucarestia avvenuto a Bolsena nel 1263

AMELIA

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Loc. AMELIA TERNI, ITALY - UMBRIA  Navigatore
33 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
Altitudine: 396 mt. s.l.m.  Area Penna In Teverina, Montecastrilli, Avigliano umbro
  Brochure PDF
Arroccata sulla cima di un colle roccioso tra le valli del Tevere e del Nera, Amelia e' uno dei centri storici piu' interessanti dell'Umbria meridionale. Nella cittadina, cinta dalle poderose mura poligonali, epoche e stili si accostano con risultati originali e di grande qualita' ambientale, testimoniando le stagioni dell'architettura e dell'arte dall'eta' romana al Settecento. Chiese e palazzi rivelano l'importanza che Amelia ebbe tra il Cinquecento e il Settecento, soprattutto come centro di diffusione del manierismo e del barocco. Tutta l'area circostante e' caratterizzata da un armonioso susseguirsi di paesaggi che sembrano autentici affreschi naturali. Le colline che declinano verso la valle del Tevere sono ricoperte da macchia mediterranea e da secolari lecceti. Appena entrati in citta' si puo' ammirare l'imponente opera fortificata delle mura poligonali, realizzate tra il III e il II secolo a.C., che le conferiscono l'inconfondibile aspetto di citta' murata. Lungo la cinta muraria si aprono 4 porte: porta Romana, accesso principale alla citta', porta Posterola, porta Leone IV e porta della Valle. Tra i monumenti da visitare in citta' la Cattedrale, l'edificio religioso piu' importante di Amelia, il monastero di San Magno, la chiesa di San Francesco, la chiesa di Sant'Agostino e la chiesa rurale della Madonna delle Cinque Fonti, che secondo la leggenda offri' soggiorno a San Francesco. Notevoli il quattrocentesco palazzo Naccied i cinquecenteschi palazzo Farrattini e Petrignani, la torre Civica, simbolo delle liberta' comunali, e lo splendido teatro settecentesco. L'ex Collegio Boccarini e' sede del museo archeologico, dove e' possibile ammirare l'imponente statua bronzea del Germanico, nipote dell'imperatore Tiberio, ed altri importanti reperti rinvenuti nel territorio amerino. A 3 km dal centro storico, immerso nella natura tra i colli amerini, lo stupendo convento della Santissima Annunziata, eretto nel XV secolo su un preesistente eremo. Oltre che in superficie, Amelia riserva sorprese emozionanti anche nel sottosuolo, in un percorso che conduce alla scoperta delle antiche cisterne romane, opera di ingegneria idraulica costruita intorno al II secolo d.C., ed accessibili al pubblico da piazza Matteotti. Tra le bellezze naturali il torrente Rio Grande crea un lago chiamato lago Vecchio, raggiungibile con percorso pedonale e frequentato dagli amanti della pesca

TERME PISCINE CARLETTI

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Loc. STRADA DELLE TERME, TERME VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
33 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano
Quella di Viterbo e' una delle province italiane piu' fortunate dal punto di vista delle terme libere. Le sorgenti termali libere, non captate, esistono ancora, anche se non sono ancora molte. Le piu' conosciute sono le Terme del Bulicame, anche se di questi tempi non si puo' piu' parlare di vera e propria area termale, in quanto l'acqua termale che alimentava il laghetto come per magia e' sparita (convogliata in altri lidi, si pensa..) e, del magico posto tanto decantato nella Divina Commedia dal nostro Dante Alighieri, oramai esiste solo il ricordo. Si spera e si vocifera da qualche anno di un qualche intervento di controllo e ripristino della stupenda area, ma, per ora, bisogna accontentarsi di altre aree termali ancora liberamente accessibili. Parliamo per esempio delle Piscine Carletti, anche se proprio in questo caso non c'e' da restare scontenti! Le acque sorgive delle Piscine Carletti sono le stesse che alimentavano il laghetto del Bulicame e, meraviglia delle meraviglie, qui l'acqua termale riesce ancora ad arrivare nelle splendide vasche, meta privilegiata dei cultori delle terme libere viterbesi. La manifestazione ipertermale e' formata da due sorgenti situate tra Strada Bagni e la Tuscanese. La temperatura della soergente si attesta sui 58°C e l'acqua viene classificata come sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa. La fonte risulta anche ricca di oligoelementi e sali minerali, con un residuo fisso di circa 2,420 g/l. La sorgente ha una portata fra i 3 e i 10 l/sec. L'Amministrazione comunale di Viterbo ha sistemato in maniera piu' che soddisfacente la zona circostante, piantando degli alberi e creando un vasto parcheggio. L'acqua delle sorgenti fuoriesce da due fumose polle di acqua caldissima che scendono dalle pendici della collinetta nelle prime tre belle vasche, ciascuna a temperatura diversa e frequentate abitualmente per bagni e fanghi. L'acqua scorre poi ancora verso due altre ampie piscine, a poca distanza

FORESTA FOSSILE

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Loc. DUNAROBBA TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
30 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Montecastrilli, Amelia, Todi
Sequoie vecchie piu' di tre milioni di anni ancora maestosamente in piedi. Un viaggio a ritroso nel tempo e nella stori

MONTE CASTELLO DI VIBIO

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Loc. MONTE CASTELLO DI VIBIO - UMBRIA  Navigatore
26 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Fratta Todina, Todi, Casemasce
  Brochure PDF
Situato nella parte sud-occidentale dell'Umbria, Monte Castello di Vibio e' un caratteristico borgo medievale adagiato sulla sommita' di un colle dal quale domina la valle del Tevere offrendo vedute panoramiche di incomparabile bellezza. Per la sua suggestiva posizione e' stato ribattezzato il 'paradiso perduto'.Il nome del paese deriva dalla 'gens Vibia', nobile famiglia romana, che qui ebbe numerosi possedimenti. La sua struttura urbanistica e' quella tipica di un tipico castello medievale, costruito su una posizione di dominio sulla valle del Tevere. Questa sua posizione strategica costitui' un forte motivo per le ambizioni territoriali della vicina e potente citta' di Todi, che controllo' a lungo il borgo, che in seguito alle ripetute ribellioni fu costretto a subire l'abbattimento delle mura. Nel 1303 la rocca venne ricostruita dalla stessa Todi, che la inseri' nel suo sistema difensivo. Il carattere fiero dei montecastellesi continuo' comunque a prevalere fino al 1596, quando Todi riusci' a consolidare definitivamente il suo potere. In epoca napoleonica conobbe un periodo di splendore, aprendosi alle nuove idee con iniziative di grande importanza. Divenne Comune dopo la seconda restaurazione pontificia del 1814.Nel cuore del paese si trova un gioiello unico, il teatro della Concordia, unico nella sua struttura: e' il 'teatro piu' piccolo del mondo', con 99 posti suddivisi tra i palchi e la platea. Inaugurato nel 1808, fu progettato in pieno clima post rivoluzione francese ed intitolato a quella 'concordia tra i popoli' che si andava ricreando in Europa agli inizi dell'ottocento: fu realizzato su iniziativa di alcune famiglie illustri del paese per costruire a Monte Castello un luogo di divertimenti e rii. Nel centro storico, che riproduce fedelmente la struttura urbanistica di un borgo fortificato medievale, da vedere la chiesa di Sant'Illuminata o del Santissimo Crocifisso (origini del XV secolo), dove si venera un crocifisso ligneo del '400, la torre di porta di Maggio, torre merlata posta a sentinella sulla vallata verso Todi, da cui un tempo Monte Castello si difendeva per le continue incursioni della vicina citta' tuderte, la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo del XIX secolo e la cappella della Madonna delle Carceri del XVI secolo. Nei dintorni meritano una visita i resti dell'abbazia di San Lorenzo in Vibiata, antico edificio romanico, ed in localita' Doglio l'abbazia di San Maria in Monte e l'oratorio di santa Maria alle Rotelle, del XVII secolo

PENNA IN TEVERINA

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Loc. PENNA IN TEVERINA TERNI, ITALY - UMBRIA  Navigatore
32 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
Altitudine: 298 mt. s.l.m.  Area Amelia, Bomarzo, Stazione di Alviano
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Importante sito strategico, alla fine dell'Impero Romano si sviluppo' il borgo fortificato: venne costruito il castello, con funzione strategica per il controllo delle vie commerciali fluviali del Tevere, ma anche della via Amerina e della vallata sottostante. In epoca medievale fu a lungo conteso dagli Orsini e dai Colonna. Nel 1492 Stefano Colonna affido' il paese alla giurisdizione di Amelia. Lo stesso Colonna, nel 1502, lo rese alla famiglia degli Orsini che lo dominarono fino all'estinzione del casato nel Settecento. In seguito passo' sotto la giurisdizione della Chiesa che esercito' il suo dominio fino alla creazione del Regno d'Italia (1860). Oltre alla bellezza della campagna amerina, Penna in Teverina offre la ricchezza dei suoi monumenti. Il borgo medioevale, scandito da torri e da porte, presenta ancora la sua struttura originale: si accede dalla porta Civica, che immette nella Piazza di San Valentino dove sorge la chiesa Parrocchiale di Santa Maria della Neve. Da visitare palazzo Orsini, dove, oltre ad un bel giardino all'italiana, sono ancora visibili sulla facciata gli stemmi delle due famiglie a cui appartenne: la rosa schiacciata degli Orsini e l'anguilla degli Anguillara. Da notare i busti dei 'Mammalocchi', originali colonne marmoree in travertino con figure allegoriche situate all'ingresso di una villa privata. Nei dintorni, presso Castiglioni, sono visibili i resti di un ponte sul Tevere di epoca romana, e nelle campagne quelli di una villa romana, in localita' Pennavecchia. Il territorio, esposto come un'ampia balconata sulla valle del Tevere, esalta la coreografia di quel palcoscenico naturale che e' il centro storico di Penna in Teverina durante la Festa della Vendemmia (primo fine settimana di ottobre), dove i protagonisti assoluti diventano l'uva, il mosto, il vino e i dolcetti locali manipolati con il mosto. EVENTI E MANIFESTAZIONI Festa del patrono Madonna della Neve e sagra del Tortiglione (agosto) Festa della Vendemmia (primo fine settimana di ottobre) PRODOTTI TIPICI Vino Tortiglione (dolce tipico a forma di serpente)

DERUTA

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Loc. DERUTA - UMBRIA  Navigatore
42 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
Altitudine: 193 mt. s.l.m.  Area Papiano, Marsciano, Perugia
Il nome nasce come variante di 'Diruta', cioe' 'rovinata', in riferimento alla fuga dei perugini dalla loro citta', incendiata da Ottaviano nel 40 a.C. durante la guerra civile che lo vide opporsi a Lucio Antonio. Gli abitanti della citta' distrutta, 'diruta', si stabilirono sul colle dell'odierna Deruta, che prese il nome di 'Perugia vecchia'. E' molto conosciuto per ' l'arte della ceramica' .Oltre alle ceramiche, che si possono acquistare direttamente nelle botteghe artigiane, occorre ricordare l'olio extravergine d'oliva di Castelleone, apprezzato dai palati piu' raffinati come, in passato, quello di Gabriele D'Annunzio. Da vedere Andiamo subito al cuore del borgo, per evitare l'impressione che l'ampia zona abitativa e industriale sorta negli ultimi decenni parallelamente alla strada statale E 45 ne abbia offuscato l'identita' originaria. L'Umbria nei sogni di molti rimane una costellazione di antichi borghi in un mare di verde. D'altronde, il territorio di Deruta e' segnato dai depositi argillosi che hanno consentito ai suoi abitanti di procacciarsi la materia prima con cui realizzare le ceramiche, e il ritorno a questa attivita', dopo secoli di declino, si paga con qualche scalfitura all'estetica. Tutto nel borgo parla di vasai e dell'arte della ceramica, a partire dal museo della ceramica. Ma procediamo con ordine. Si entra nel centro storico dalla porta di San Michele Arcangelo, ai cui lati si notano resti delle mura di cinta. Poco piu' avanti sono visibili le strutture di alcune fornaci del Cinquecento. La fontana a pianta poligonale del 1848 ci accoglie in piazza dei Consoli, che ha forma allungata e ospita i principali edifici pubblici e religiosi. L'odierno palazzo municipale, al cui interno si trova anche la pinacoteca comunale, e' l'antico Palazzo dei Consoli, sobria architettura trecentesca rammodernata nel XVIII secolo lasciando inalterate le bifore ogivali che, con il portale, abbelliscono la facciata. Nell'atrio, reperti archeologici romani e medievali. La torre trecentesca ha bifore in stile romanico. Sulla stessa piazza si affaccia il complesso francescano, ossia il convento

ORVIETO

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Loc. ORVIETO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
1 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
Le origini di Orvieto risalgono alla civilta' etrusca: i primi insediamenti, sono del IX° secolo a.C. e si localizzarono all'interno delle grotte tufacee ricavate nel massiccio su cui sorge attualmente la citta'. Dopo essere stata annessa nel III° secolo a.C. ai territori di Roma, Orvieto rimane sotto la sua dominazione fino al declino dell'Impero Romano d'Occidente. Diviene poi libero Comune, e durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, e' strenua oppositrice del Barbarossa, rimanendo fedele al Papa. Forte della considerazione dello Stato Pontificio, Orvieto puo' cosi' prosperare per tutto il Medioevo, raggiungendo l'apice dello sviluppo nel XIII° secolo con la costituzione del Consiglio generale dei 400 e l'elezione del Capitano del Popolo. E' durante questo periodo che si ebbe un fervido lavoro di costruzione di palazzi ed edifici sacri tra cui spicca il celeberrimo Duomo, risalente al 1263, indubbiamente la testimonianza architettonica piu' importante della citta', con la sua splendida facciata gotica e con la ricchezza delle decorazioni e delle cappelle interne. Nella citta' antica troviamo poi il Pozzo di San Patrizio, edificato nel 1527 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, il Palazzo dei Sette del 1300, il Palazzo del Capitano del Popolo (XII° secolo) nel quale si tenevano le rii del Consiglio Popolare, le chiese di S. Andrea (XII° secolo), S. Domenico (XIII° secolo), S. Giovenale (XI° secolo), Palazzo Soliano (1262) al cui interno sono ospitati due musei : il Museo dell'Opera del Duomo ed il Museo d'Arte Moderna. Inoltre si ricordano il Teatro Mancinelli (1866), la suggestiva Citta' Sotterranea e la Necropoli del Crocefisso del Tufo risalenti al periodo etrusco

PALAZZO DEI PAPI

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Loc. VITERBO - LAZIO  Navigatore
33 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano
  Brochure PDF
Il Palazzo dei Papi - chiamato comunemente Palazzo Papale - di Viterbo e', insieme al Duomo, il piu' importante monumento storico della citta'. Esso fu eretto nella forma attuale ampliando il palazzo sede della Curia vescovile della citta' allorche' papa Alessandro IV, a causa dell'ostilita' del popolo e della borghesia romana, capitanata dal senatore Brancaleone degli Andalo', trasferi' la sede della Curia pontificia nel 1257 a Viterbo. L'ampliamento fu disposto e curato dal Capitano del Popolo Raniero Gatti, appartenente ad un'influente famiglia cittadina. Egli fece costruire tra l'altro, con il consenso di papa Clemente IV, una grande sala per le udienze nota oggi con il nome di Aula del Conclave per il fatto di aver ospitato il primo e piu' lungo conclave della storia, cioe' quello del 1268-1271, durato ben 1006 giorni! Notevole anche la Loggia delle benedizioni, dall'architettura elegante ed armoniosa, eretta nel 1267 per volonta' del Capitano del Popolo Andrea Gatti, durante il pontificato dello stesso papa Clemente IV, che amo' tanto la citta' di Viterbo, e dai viterbesi fu ricambiato di pari amore, tanto che, alla sua morte, ne richiesero a gran voce la beatificazione. La caduta di parte di un'ala del palazzo, da poco costruita ed avvenuta l'11 maggio 1277, feri' mortalmente papa Giovanni XXI. La visita del Palazzo e' possibile rivolgendosi presso il Museo del Colle del Duomo di Viterbo. Il Palazzo e' una costruzione massiccia che, dal lato opposto alla piazza, strapiomba con possenti contrafforti sulla valle di FAUL. Esso termina alla destra con la imponente Sala del Conclave, che si affaccia sulla piazza con sei finestre bifore sormontate da altrettante a feritoia. L'accesso alla sala avviene dalla piazza tramite un'ampia scalinata, terminata nel 1267, che conduce ad un portale con volta a tutto sesto, sormontata dallo stemma di San Bernardino e da una mensola reggente la statua di un piccolo leone. Fra il colmo dell'arco del portale e la mensola e' posta, incorniciata, una lapide quadra in memoria di Raniero Gatti. La facciata del Palazzo e' ornata di merlature rettangolari, poste esattamente al fondo della falda del tetto. Accanto al portale e' sita un'apertura piu' modesta, anch'essa con volta a tutto sesto, cui si accede da un ballatoio e che tramite una cancellata da' accesso diretto al balcone della loggia, proprio accanto all'uscita della Sala del Conclave sulla loggia

PARCO FLUVIALE DEL TEVERE

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Loc. ORVIETO - UMBRIA  Navigatore
14 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
Altitudine: 308 mt. s.l.m.  Area Casemasce, Monte Castello di Vibio, Fratta Todina
Il Fiume grande, con la sua storia Nel medio corso il colle di Todi. Di seguito: la gola del Forello, le rocche orvietane di Prodo e Titignano. Poi i Laghi di Corbara e di Alviano, insostituibile quest'ultimo quale localita' di riparo per la fauna ornitologica stanziale e migratoria. Intorno grandi boschi intatti di querce e lecci e prossime al fiume le testimonianze archeologiche degli umbri, degli etruschi, dei romani; i castelli, o i loro ruderi, appartenuti ai condottieri di ventura

CIVITA DI BAGNOREGIO

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Loc. BAGNOREGIO - LAZIO  Navigatore
10 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
Altitudine: 473 mt. s.l.m.  Area Orvieto, Stazione di Alviano, Bomarzo
Lo scrittore Bonaventura Tecchi l'aveva denominata la Citta' che muore e questo e' in parte vero. Civita di Bagnoregio sorge infatti su un terreno molto precario, situata su una platea tufacea, rischia il crollo perche' i vasti banchi d'argilla che la sorreggono sono soggetti a continua erosione. Ne sono testimonianza i maestosi calanchi, in parte ricoperti da una povera vegetazione, che si estendono per chilometri e che al tramonto danno all'intero paesaggio un aspetto lunare. Il meraviglioso borgo di Civita di Bagnoregio, la cosidetta Civita che muore e' un piccolissimo centro dove il tempo sembra essersi fermato e dove si puo' giungere soltanto a piedi, percorrendo un ponte in cemento armato realizzato a vantaggio dei pochi cittadini rimasti e dei turisti che la visitano da tutto il mondo. Civita di bagnoregio e' situata a circa 1 Km da Bagnoregio da dove bisogna passare per arrivare al borgo. Il parcheggio si trova a poche centinaia di metri dal borgo,dove si accede solo a piedi. La celebre Civita di Bagnoregio sorge sui prodotti vulcanici e appare quasi come un'isola di tufo rosso nel mare delle bianche argille dei calanchi. Dall'analisi degli antichi Archivi sono stati ricostruiti i diversi momenti storici in cui si sono verificati eventi di crollo assai distruttivi, che hanno determinato la progressiva riduzione dell'altura su cui sorge Civita di Bagnoregio, dal 1450 al distruttivo terremoto del 1738. Il suggestivo borgo medievale, noto in tutto il mondo come la citta' che muore per il progressivo crollo delle pareti perimetrali ed il conseguente abbandono da parte della popolazione nel corso degli ultimi secoli regala un'atmosfera veramente surreale ed indimenticabile. Dalla Rupe orientale di Civita di Bagnoregio si puo' ammirare lo stupendo spettacolo dei Ponticelli, enormi muraglioni naturali in argilla, ultima traccia di un processo erosivo iniziato migliaia di anni fa e non ancora cessato. E' questa l'ultima soluzione adottata per accedere al caratteristico paese, dal 1854 ad oggi il punto in cui passa la strada si e' progressivamente abbassato di circa 25 metri. Uno studio condotto sulla velocita' di arretramento dei bordi dei calanchi ha rilevato un'erosione media di circa 7 centimetri/anno

TODI

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Loc. TODI PERUGIA, ITALY - UMBRIA  Navigatore
29 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Monte Castello di Vibio, Fratta Todina, Casemasce
Todi, l'antica Tuder, nome di origine etrusca che significa 'confine', e' situata su un'altura circondata dai torrenti Naia e Rio, affluenti del Tevere che scorre pochi chilometri a ovest della citta'. Proprio alle acque del Tevere, secondo i geologi, si debbono gli strati di argilla turchina e i ciottoli alluvionali che originano il suo colle. Su quello l'aquila della leggenda avrebbe rivolto il volo augurale, indicando alle primitive popolazioni umbre il luogo ove edificare la citta'. Per la sua posizione di confine Todi fu uno dei centri piu' importanti dell'Umbria antica: ebbe infatti continui contatti con le popolazioni dell'Etruria , stanziate a ovest del Tevere, con il mondo umbro-italico, nel bacino del Nera, e con i Piceni, aldila' dell'Appenino. Dopo alterne vicende entro' nella sfera di influenza romana ottenendo cittadinanza e monetazione (89 a.C.) mentre in eta' augustea divenne Colonia Julia e subi' un'importante trasformazione urbanistica e edilizia. Il nucleo cittadino umbro-etrusco si ergeva originariamente tra i due picchi del colle, oggi occupati dalla cattedrale e dalla chiesa di San Fortunato. In epoca romana, la profonda vallata che li divideva, fu chiusa da enormi muraglioni in travertino che fecero da sostruzione al foro artificialmente ricavato sopra a nove gigantesche cisterne intercomunicanti nell'area in cui oggi sorge la piazza del Popolo. Di epoca umbro-etrusca e' anche la prima cinta muraria realizzata con grossi blocchi di travertino di cui restano tracce in piu' punti della citta' mentre di epoca romana sono il secondo giro di mura, i Nicchioni, e il Teatro.Fra XIII e XIV secolo la citta' assunse il suo aspetto definitivo: fu costruita la Piazza del Popolo, che ricalca lo spazio del foro romano, con i palazzi Pubblici (palazzo del Capitano del Popolo, il palazzo del Podesta' e il palazzo dei Priori) e il duomo di Santa Maria Assunta; poco distante si inizio' a costruire la chiesa di San Fortunato terminata nella meta' del Quattrocento. Nello stesso periodo attorno al nucleo centrale si espansero prima gli ordini religiosi e poi i borghi (Borgo Nuovo, Borgo Ulpiano e Borgo di Porta Fratta) che vennero inclusi nella terza ed ultima cerchia di mura . La costruzione di queste mura avvenne nel momento di massima espansione della citta': Todi aveva conquistato, pochi anni prima, Amelia e Terni

VITERBO

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Loc. VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
33 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano

La provincia di Viterbo chiamata anche Tuscia si trova nell''area nord della Regione ed caratterizzata da varie tipologie di paesaggio, da quello marino, a quello pianeggiante della maremma fino a quello montuoso. Il capoluogo di provincia, Viterbo, e' situato a 325 mt sul livello del mare ai piedi dei monti Cimini. Nelle sue vicinanze si trovano anche i laghi di Bolsena, Vico e Mazzano. Viterbo e' ricca di sorgenti termali e siti archeologici risalenti al periodo etrusco nel quale ebbe origine, e a quello romano dove si sviluppo in modo particolare sotto l''impertore Augusto. Troviamo inoltre interessanti monumenti dell''epoca medievale come le stesse mura di cinta merlate costruite fra il 1095 e il 1268, e di epoca rinascimentale. La denominazione Viterbo deriva da ''vetus urb'' che in latino significa citta vecchia. La storia di Viterbo e' associata a quella dei papi che ci vissero e che vi furono eletti, per questo e' denominata anche ''citta dei Papi''. Il primo fu Papa Alessandro IV che la scelse come rifugio. La decadenza di Viterbo inizio con il venire meno della corte papale quando la citta passo da una Signoria all''altra fino a che venne annessa allo Stato Pontificio. Il 12 settembre del 1870 fu annessa al Regno d''Italia e riconosciuta capoluogo di provincia i 1° gennaio del 1927. Da vedere: Il Palazzo dei Priori: Fu iniziato nel 1460 come sede per il Governatore della Provincia del Patrimonio e nel 1510 ne presero possesso i Priori. Dopo vari rifacimenti fu ultimato nel sec. XVI° Di particolare nota il portico del duecento e l''imponente facciata rinascimentale. Nella parte centrale del palazzo e' collocato lo stemma di papa Sisto V° Della Rovere. La Chiesa di San Francesco: Chiesa in stile romanico-gotico, eretta nel 1237 e distrutta nel 1944 durante bombardamenti. Il restauro risale al 1953. Qui sono sono conservate le reliquie di molti Papi fra cui quelle di Clemente IV (1265-68) e di Adriano V (1276), il supposto ''Papa di un giorno''. Altre chiese da visitare: La chiesa di San Sisto, la chiesa di Santa Maria Nuova e quella di Santa Rosa. I Museo Civico: Si trova nel convento della chiesa di Santa Maria della Verita ed e' uno dei piu antichi d''Italia. Qui si possono ammirare stupendi sarcofagi etruschi ed opere dell''epoca romana. Merita una visita anche la Pinacoteca dove e' conservata la tavola della Deposizione di Sebastiano del Piombo. Il Parco Terme Bulicame: Dove si trovano anche piscine termali pubbliche all''aperto ed il vicino Orto Botanico. Tarquinia: E'' stata uno dei principali centri etruschi dove sono visitabili le necropoli villanoviane e resti dei villaggi da cui ebbero origine. Il laghi di Bolsena e Vico: Due oasi naturalistiche di origine vulcanica.

PALAZZO DEL CAPITANO DEL POPOLO

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Loc. PIAZZA DEL POPOLO, ORVIETO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
1 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
Questo palazzo si erge nell'omonima piazza e risale ai primi anni ottanta del XIII secolo. La sua origine e' controversa, tuttavia si pensa che fu costruito su ideazione della famiglia Neri della Greca su un preesistente palazzo papale del 1157. Palazzo del Popolo. Il palazzo vide delle modifiche e degli ampliamenti gia' nel decennio successivo. La torre campanaria e' del 1315, successivamente il capitano del popolo, da cui prende il nome il palazzo, vi colloco' la campana con incisi i simboli delle arti che ora si trova sulla Torre del Moro. Del 1472 e' la copertura superiore. Oltre al capitano vi abitarono il Podesta' e i Sette Signori; dal 1651, ospito' il Monte di Pieta'. Tra le sale principali vi sono: la sala del '400, la sala che nel 1596 fu ceduta allo Studium delle Facolta' di Diritto, Teologia e Logica, le cui lezioni vennero tenute, due volte al giorno, tramite il richiamo della campana del popolo, fino al 1651 quando le lezioni furono costrette ad essere spostate altrove. Da allora di quell'universita' se ne persero le tracce. Nel Saggio Statistico Storico del Pontificio Stato, compilato dall'ingegnere perugino Gabrielle Calindri a Perugia nel 1829, si riporta la fondazione dell'universita' nel 1013, concessa dall'imperatore Enrico II di Sassonia, il Santo e da papa Benedetto VIII, gia' nelle Historie di Cipriano Manente edite nel 1561; lo Studium Generalis fu riconfermato dal cardinale Egidio Albornoz nel 1377. I locali superiori furono adibiti a teatro a partire dal 1578. Il comune di Orvieto stanzio' somme di denaro per i concittadini che volessero partecipare agli spettacoli a patto che queste manifestazioni culturali fossero messe in scena. A queste manifestazioni partecipo' una certa Accademia dei Giovani. Fu restaurato alla fine degli anni ottanta e attualmente e' sede di un centro congressi. Altri lavori hanno reso possibile delle scoperte archeologiche negli scantinati, tra cui un tempio del V secolo un acquedotto e una cisterna medievali

MUSEO ARCHEOLOGICO CLAUDIO FAINA

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Loc. PIAZZA DEL DUOMO, 29, ORVIETO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
1 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
La collezione Faina si formo' nel 1864, ad opera di due esponenti importanti della famiglia: i conti Mauro ed Eugenio. Secondo una tradizione il nucleo originario della raccolta sarebbe costituito da 34 vasi donati al conte Mauro dalla principessa Maria Bonaparte in Valentini, figlia di Luciano Bonaparte - lo scopritore delle necropoli di Vulci - e nipote di Napoleone. Mauro Faina gesti' la raccolta fino al 1868; alla sua morte venne ereditata dal fratello Claudio e affidata alle cure del nipote Eugenio. La collezione, ospitata inizialmente nel palazzo di famiglia a Perugia, fu trasferita ad Orvieto negli ambienti dove ha ancora sede. Ad Eugenio si deve un mutamento negli indirizzi collezionistici: egli cesso' di acquistare antichita' sul mercato d'arte e indirizzo' l'interesse verso i reperti che, durante gli anni Settanta e Ottanta dell'Ottocento, venivano riportati alla luce nelle necropoli orvietane. Ereditata da Claudio junior, la collezione, ormai completa, fu da lui conservata e resa pubblica nel 1954. Il palazzo Faina, posto in piazza del Duomo, proprio di fronte alla Cattedrale, venne acquistato alla meta' dell'Ottocento dal conte Claudio Faina senior. Nel 1954, il nipote, Claudio junior, lascio' per testamento al Municipio di Orvieto tutte le sue proprieta' per finanziare la Fondazione per il Museo Claudio Faina; da quel momento l'edificio e' divenuto sede museale. Al piano nobile del palazzo, l'esposizione propone le tappe di formazione della raccolta legate all'attivita' dei collezionisti Mauro ed Eugenio. Il percorso espositivo si apre con la presentazione del ricco monetiere, prosegue con l'esposizione di reperti caratteristici di Chiusi e di vasi attici a figure nere e a figure rosse; tra i primi spiccano tre anfore di eccezionale valore attribuite ad Exekias, il maggiore ceramografo attico nella tecnica a figure nere. Al secondo piano, le antichita' sono ordinate secondo un criterio tipologico e cronologico: i materiali preistorici e protostorici precedono il bucchero, la ceramica attica a figure nere e a figure rosse e i bronzi etruschi; tre ambienti sono dedicati alla ceramica etrusca. Un torso in marmo chiude il percorso. Caratteristica del secondo piano e' una galleria che consente una visione particolarissima del Duomo di Orvieto. Al pianterreno ha sede il Museo Civico, il quale, articolato su tre grandi vani, accoglie le antichita' collezionate durante l'Ottocento dalla municipalita' orvietana. Tra queste meritano di essere ricordati almeno la Venere di Cannicella, il Cippo a testa di Guerriero e la decorazione frontonale del Tempio del Belvedere

WWF: OASI LAGO DI CHIUSI

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Loc. CHIUSI SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
40 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Castiglione del Lago, Montepulciano, Isola Maggiore
  Brochure PDF
Quest'Oasi WWF e' situata nella parte meridionale del lago di Chiusi. Include la parte naturalisticamente piu' interessante di questo specchio d'acqua, con una zona ad acque basse, ricca di piante acquatiche, ed un bosco igrofilo a salici e pioppi. L'Oasi si trova all'interno nel Comune di Chiusi (Si). L'area, di 8 ettari, e' una zona umida che ospita una delle piu' importanti garzaie dell'Italia centrale. Ambiente L'Oasi, situata nella parte meridionale del lago di Chiusi, include la parte naturalisticamente piu' interessante di questo specchio d'acqua, costituita da una zona ad acque basse, ricca di piante acquatiche, e da un bosco igrofilo a salici e pioppi che ospita una delle garzaie piu' importanti dell'Italia centrale. L'area e' estsa 8 ettari. La flora e la fauna Una buona parte dell'Oasi e' occupata dal bosco ripariale a salici e pioppi, dove e' molto diffuso anche il salice cinereo, dal portamento cespuglioso. Qui si trova la garzaia che fa del Lago di Chiusi un'area estremamente importante per la riproduzione degli ardeidi: vi nidificano infatti nitticore, garzette, aironi rossi e sgarze ciuffetto, che costruiscono i loro nidi sui salici, difesi dall'intrico della vegetazione e dal suolo perennemente allagato. Il 1998 ha visto ospiti della garzaia anche due coppie di mignattaio e nel 1999 vi ha nidificato anche l'airone guardabuoi.Sul bordo del lago, a circondare la garzaia, e' piuttosto esteso il canneto a cannuccia palustre e, vicino alle rive e nelle acque libere, vivono numerose piante acquatiche rare, come il nannufaro, la castagna d'acqua, l'utricolaria, la Vallisneria spiralis e la bellissima ninfea bianca. Nel canneto del Rifugio nidificano diverse coppie di basettino e il falco di palude. Il lago di Chiusi e' un punto di sosta strategico per la migrazione degli uccelli lungo la dorsale appenninica: in primavera e in autunno vi transitano il falco pescatore, il tarabuso, il tarabusino, il cavaliere d'Italia, la pittima reale, la pettegola e il combattente. In inverno il lago e' ancor piu' popolato, poiche' arrivano grandi numeri di uccelli svernanti, come aironi bianchi maggiori e cenerini, gabbiani comuni, pavoncelle, beccaccini, alzavole, moriglioni, svassi maggiori.Oltre agli uccelli, il lago di Chiusi ha anche un interessante popolamento di invertebrati, con specie non comuni come i gasteropodi acquatici Viviparus contectus e Planorbarius corneus, la farfalla zerinzia e il bel coleottero carabide Carabus clathratus antonell

PITIGLIANO

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Loc. PITIGLIANO - TOSCANA  Navigatore
38 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Sorano, Ischia di Castro, Saturnia
Di citta' del tufo nel centro Italia ce se sono diverse. Le vicine Sorano e Sovana ad esempio o, rimanendo entro una settantina di chilometri, Orvieto e, poco piu' a sud, Orte. Ma Pitigliano e' diversa ... e, pur non avendo il momumento mozzafiato che rimane impresso nella mente, e' tutto il contesto che e' incantato quasi magico. Anche l'origine di Pitigliano risente di questa magia e si perde nella notte dei tempi. La leggenda vuole che fu fondata da due giovani Petilio e Celiano. Petilio era della gens Petilia, una importante famiglia etrusco romana, mentre Celiano appartiena alla famiglia etrusca dei Celes Vibenna. Petilio e Celiano non trovarono nulla di meglio che rubare la corona d'oro dal tempio di Giove Stator a Roma e portarla fin sulla rupe di Pitigliano dove, ammaliati dalla bellezza del posto, Vi rimasero e fondarono la citta'. Noi non crediamo molto in questa leggenda etrusco - romana ... solo perche' l'origine di Pitigliano e' certamente piu' antica e forse antecedente alla civilta' Etrusca stessa. Oggi a Pitigliano si viene per passeggiare per i vicoli, con le tante piccole botteghe artigiane, immersi nei colori del tufo e nell'odore dei camini a legna ... e Vi assicuriamo che e' un piacere senza fine, anche se confinato al solo centro storico ... quello sopra la rupe di tufo. Al di la delle mura, nella direzione est, si e' naturalmente estesa la Pitigliano nuova tutta moderna, ma senza il fascino dei secoli. Ma quale e' il momento migliore per la visita di Pitigliano. Sicuramente da primavera all'autunno, anche se poi molte delle foto che pubblichiamo sono fatte in pieno inverno. In particolare Vi segnaliamo la Torciata di San Giuseppe che si svolge il 19 Marz

MONTECASTRILLI

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Loc. MONTECASTRILLI TERNI, ITALY - UMBRIA  Navigatore
34 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
Altitudine: 398 mt. s.l.m.  Area Avigliano umbro, Amelia, Todi
  Brochure PDF
Secondo la tradizione avrebbe tratto l'origine del suo nome dal latino 'castra', cioe' accampamenti, che, si tramanda, sarebbero stati posti qui da Annibale in marcia verso Roma. Dopo la caduta dell'Impero Romano Montecastrilli divenne prima presidio dei Longobardi, fondatori del Ducato di Spoleto, e poi dei Bizantini, che unirono la citta' al sistema di difesa che proteggeva le comunicazioni tra Roma e Ravenna. Nell'Alto Medioevo entro' a far parte delle antiche Terre Arnolfe che comprendevanoNarni, Terni, Spoleto e Todi. L'unita' feudale della famiglia degli Arnolfi si ruppe definitivamente nel 1093 d.C. e Montecastrilli passo' nei domini della Chiesa. Solo nel 1810 Montecastrilli divenne Comune indipendente, ma dopo la caduta di Napoleone (1814), ritorno' nei domini dello Stato Pontificio fino alla nascita del Regno d'Italia (1860). Nel borgo e' visibile la struttura delle mura cittadine incorniciate da una serie di torri merlate, nelle quali si aprono Porta Amerina e Porta Medioevale. Da visitare la Chiesa Parrocchiale di San Nicolo', che conserva un Crocifisso ligneo del XV secolo, una Madonna del XVI secolo, una tela di Bartolomeo Poliziano raffigurante S. Antonio e S. Lucia (1629) e una Madonna del Rosario (1606) eseguita da Ricci da Urbino, e la Chiesa di Santa Chiara (XVII secolo), annessa al monastero delle Clarisse, che conserva una grande tela settecentesca raffigurante l'Assunta.Nei dintorni meritano una visita la Chiesa San Lorenzo in Nifili, notevole esempio dello stile romanico-umbro. A Quadrelli troviamo la Chiesa di San Maria Assunta, sempre romanica, e la Chiesa della Confraternita del Santo Rosario (XVII secolo), con un tetto a capriate costruito con pianelle in terracotta decorate con lo stemma del cardinale Nicola Canali. A Castel dell'Aquila da visitare il Museo della Civilta' contadina con l'esposizione permanente di attrezzi e strumenti agricoli, a Casteltodino la Chiesa di San Bartolomeo (secolo XI-XII), riaperta al culto dopo una radicale opera di restauro. Posto al centro di un'area ecologicamente intatta e paesaggisticamente suggestiva, caratterizzata da un paesaggio agrario cosparso di case coloniche e da grandi apprezzamenti di terreni coltivati, il territorio e' noto per la salubrita' del clima.

OLIO CANINO D.O.P.

OLIO CANINO D.O.P.  Apri
Loc. VITERBO VT, ITALIA - LAZIO  Navigatore
33 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano
  Brochure PDF
L'olio extravergine di oliva D.O.P. Canino, e' un monocultivar ottenuto dalla varieta' Canino, proveniente da oliveti dei soci, certificati alla produzione dell'olio DOP CANINO. La Certificazione 'D.O.P. CANINO' e' un ulteriore garanzia per il consumatore, infatti l'intera filiera produttiva si attiene ad un rigoroso disciplinare seguito da un esame organolettico e chimico, atti a verificare le qualita' nutrizionali dell'olio, indispensabili per la certificazione della D.O.P. CANINO. Olio dalle grandi qualita' organolettiche, dal colore verde intenso, si offre un buon equilibrio tra amaro e piccante con note finali di erbe aromatiche. Al naso e' avvolgente con un odore do frutto fresco. Ottimo per condire bruschette, zuppe, insalate, piatti di legumi e carni alla griglia

PAPIANO

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Loc. PAPIANO PERUGIA, ITALY - UMBRIA  Navigatore
34 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
Altitudine: 210 mt. s.l.m.  Area Marsciano, Deruta, Fratta Todina
Papiano e' un piccolo e ridente borgo di origini medievali risalente, secondo lo storico Pompeo Pellini, al 1277 anche se si hanno delle traccie gia' a partire dal 1027. Situato a meta' strada fra Todi e Perugia e' il borgo piu' importante per popolazione residente e per estensione geografica del Comune di Marsciano. La caratteristica che contraddistingue la frazione di Papiano rispetto agli altri borghi del Marscianese e' la sua posizione geografica. Nato su un dirupo per volonta' di Fra' Bevignate, e' l'unico borgo che non e' possibile avvistare dai colli circostanti. La leggenda e gli anziani del posto narrano che nemmeno le truppe armate tedesche nell'epoca bellica riuscirono ad individuarlo e non lo bombardarono pur avendo la torre di guardia (gia' campanile) piu' imponente di tutto l'intero Comune di Marsciano. Papiano, la cui progettazione viene attribuita al noto architetto dell'epoca Fra' Bevignate (gia' progettista della splendida Fontana Maggiore di Perugia e fra maggiori architetti idraulici dell'epoca) si trova a 210 m.s.l.m. Il paese dista 8 km esatti dal capoluogo Marsciano. Il paese e' diviso in tre parti: la piu' antica si trova in collina e viene chiamata Sudentro, mentre ai piedi di questa resta il Borgo, dove si trovano abitazioni piu' moderne ed i principali servizi. Da questa zona, scorre verso il Tevere, il fosso di Papiano. Piu' isolata, a valle, si trova Papiano Stazione, un gruppo di abitazioni sviluppatesi attorno alla stazione della Ferrovia Centrale Umbra e a ridosso della statale che scorre in pianura verso Marsciano. Tra le sue qualita' architettoniche e urbanistiche del borgo c'e' sicuramente il Castello, un autentico museo a cielo aperto di vicoli, cunicoli, mura di cinta, archi e affreschi ancora ben conservati. Del progetto originario del Castello, rimangono solo alcune tracce ma comunque di notevole importanza. Edificato da Fra Bevignate e di una forma tanto irregolare quanto particolare, contava di sicuro su cinque torri di guardia, di cui i resti sono ancora ben visibili e delle quali 3 conservate ancora in buone condizioni. La piu' imponente, situata nella parte piu' alta di SuDentro fu adibita nel 1823 a Torre Campanaria e resta tutt'ora uno dei campanili piu' significativi dell'Umbria. All'interno del castello sono presenti mura di cinta, archi, cunicoli sotterranei, tutti risalenti all'epoca medievale o immediatamente dopo, visto che nella parte piu' bassa del castello (ricca per l'appunto di affreschi e cunicoli ) fu edificato nel &600 il Monastero di San Pietro. I due affreschi ancora visibili sono di epoca estremamente diversa: se il primo, quello posto nell'arco di entrata al castello e' sicuramente di una scuola medievale, il secondo, posto nell'area dell'ex monastero viene attribuito ad un noto pittore perugino dei primi del 1900 Gerardo Dottori. L'importanza architettonica che raccoglie Papiano passa anche per le sue chiese. In particolare: la parrocchia di Papiano e' la parrocchia di Santa Maria e San Michele Arcangelo che gode della Chiesa di San Michele Arcangelo restaurata negli anni recenti (attuale chiesa del paese); Chiesa di Santa Maria oramai diroccata e difficilmente recuperabile, resta pero' ben visibile; Chiesa della Madonna del Piano, adiacente al cimitero del paese; Chiesa di Santa Caterina caratterizzata al suo esterno da due bombe inesplose della seconda guerra mondiale. Gli abitanti del luogo sono molto devoti anche al vicino Santuario della Madonna del Bagno ed il martedi' di Pasqua di ogni anno si recano in pellegrinaggio da Papiano a li'

CASTELLO E BORGO MEDIEVALE DI SISMANO

CASTELLO E BORGO MEDIEVALE DI SISMANO  Apri
Loc. LOCALITA' SISMANO, SISMANO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
28 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
  Area Montecastrilli, Todi, Amelia
Circondato dal suo borgo medievale il Castello di Sismano si erge su di una collina rivolto verso Todi, da cui dista meno di 15 minuti,come se ancora facesse parte dei 21 castelli che difendevano Todi dai nemici. All'inizio del borgo il maestoso arco del XVII sec.e' sormontato dallo stemma dei principi Corsini che acquistarono Sismano ed il suo feudo il 10 Aprile del 1607. Piu' avanti un secondo e piu' antico arco, risalente al XIII sec. e' sormontato dagli stemmi dei Caetani (a lato) e degli Atti(al centro) che furono i piu' importanti proprietari di questo posto ricco di fascino e di storia

PALAZZO FARNESE

PALAZZO FARNESE  Apri
Loc. PANORAMA DALLA LOGGIA DI PALAZZO FARNESE, CAPRAROLA VT, ITALIA - LAZIO  Navigatore
44 Km da LA BADIA DI ORVIETO HOTEL
Altitudine: 511 mt. s.l.m.  Area Sutri, Corchiano, Viterbo
Il Palazzo Farnese (o Villa Farnese) si trova a Caprarola in provincia di Viterbo nel Lazio. E' uno dei migliori esempi di dimora di epoca Manierista. Fu costruito per la famiglia Farnese. Il palazzo fu una delle molte dimore signorili costruite dai Farnese nei propri domini. Inizialmente doveva avere caratteristiche difensive come era comune nelle dimore signorili del territorio laziale tra XV e XVI secolo. Il progetto per una residenza fortificata venne inizialmente affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane dal cardinale Alessandro Farnese il Vecchio. I lavori iniziarono nel 1530, ma furono sospesi nel 1546 a causa della morte del Sangallo. Il cardinale Alessandro il Giovane, insediatosi a sua volta a Caprarola, volle riprendere il progetto del nonno, cosi', nel 1547, affido' il cantiere al Vignola, ma i lavori ripresero solo nel 1559. Il Vignola modifico' radicalmente il progetto originale: la costruzione, pur mantenendo la pianta pentagonale dell'originaria fortificazione, venne trasformata in un imponente palazzo rinascimentale, che divenne poi la residenza estiva del cardinale e della sua corte. Al posto dei bastioni d'angolo l'architetto inseri' delle ampie terrazze aperte sulla campagna circostante, mentre al centro della residenza fu realizzato un cortile circolare a due piani, con il superiore leggermente arretrato. Vignola fece tagliare la collina con scalinate in modo da isolare il palazzo e, allo stesso tempo, integrarlo armoniosamente col territorio circostante; inoltre fu aperta una strada rettilinea nel centro del paesino sottostante, cosi' da collegare visivamente il palazzo alla cittadina ed esaltarne la posizione dominante su tutto l'abitato. All'interno della sontuosa dimora lavorarono i migliori pittori e architetti dell'epoca. I temi degli affreschi furono ispirati dal letterato Annibal Caro e realizzati da Taddeo Zuccari, poi sostituito, alla sua morte (1566), dal fratello Federico Zuccari, da Onofrio Panvinio e da Fulvio Orsini. Alla villa sono annessi gli Orti farnesiani (con lo stesso nome dei giardini della famiglia sul colle Palatino a Roma), uno splendido esempio di giardino tardo-rinascimentale, realizzato attraverso un sistema di terrazzamenti alle spalle della villa, arroccati sul colle dal quale s'erge la costruzione e collegati dal Vignola con la residenza attraverso dei ponti. I lavori per il giardino furono iniziati nel 1565 da Giacomo Del Duca, utilizzando per i terrazzamenti la terra di scarico delle fondazioni della chiesa del Gesu' a Roma, e si conclusero solo nel 1630, sotto la direzione di Girolamo Rainaldi. La piccola costruzione che si trova all'interno dei giardini e' stata scelta da Luigi Einaudi come residenza estiva nel settennio della sua Presidenza della Repubblica (1948-1955). Il palazzo invece fu terminato due anni dopo la morte del Vignola.

Escursioni e attrazioni in UMBRIA vicino a ORVIETO Bagnoregio Casemasce Stazione di Alviano: 'CAPRAROLA'   'FRATTA TODINA'   'SOVANA'   'MARSCIANO'   'MONTEGABBIONE'   'SORANO'   'TITIGNANO'   'POZZO DI SAN PATRIZIO'   'TUSCIA DOP'   'ROMITORI DI ISCHIA DI CASTRO'   'ABBADIA SAN SALVATORE'   'PARCO DEI MOSTRI'   'WWF: OASI LAGO DI ALVIANO'   'DUOMO DI ORVIETO'   'AMELIA'   'TERME PISCINE CARLETTI'   'FORESTA FOSSILE'   'MONTE CASTELLO DI VIBIO'   'PENNA IN TEVERINA'   'DERUTA'   'ORVIETO'   'PALAZZO DEI PAPI'   'PARCO FLUVIALE DEL TEVERE'   'CIVITA DI BAGNOREGIO'   'TODI'   'VITERBO'   'PALAZZO DEL CAPITANO DEL POPOLO'   'MUSEO ARCHEOLOGICO CLAUDIO FAINA'   'WWF: OASI LAGO DI CHIUSI'   'PITIGLIANO'   'MONTECASTRILLI'   'OLIO CANINO D.O.P.'   'PAPIANO'   'CASTELLO E BORGO MEDIEVALE DI SISMANO'   'PALAZZO FARNESE'  

UMBRIA


Originariamente questa regione fu abitata da due popoli: gli Umbri e gli Etruschi. All'epoca romana il suo territorio si estendeva fino alla costa adriatica mentre alla caduta dell'impero la regione venne divisa tra i Bizantini ed i Longobardi. In seguito l'Umbria venne divisa in tanti piccoli stati che erano prevalentemente sotto il dominio delle signorie dei Malatesta e del Monferrato. Paesaggi incontaminati, immersi nel verde delle valli sinuose, e antichi borghi fanno dell'Umbria una regione incantata. Una terra, fatta di colline, monti e valli, che nasce nel cuore dello stivale e si estende sul medio bacino del Tevere. L'Umbria è anche la regione del Lago Trasimeno, il maggiore lago dell'Italia centrale, nel cui territorio sono presenti, ancora oggi, i resti di insediamenti etruschi, specie nell'area di Castiglione del Lago, località che unisce al fascino del paesaggio naturale, il romanticismo e la quiete delle acque del lago. Dalle acque del Trasimeno si passa alle acque delle Cascate delle Marmore nei pressi di Terni, considerate tra le più belle d'Europa. Le cascate che si tuffano nel fiume Nera con un salto spettacolare di 165 metri, sono avvolte da una vegetazione rigogliosa e sono mèta di sportivi amanti di canoa, kayak e non solo. Sempre in provincia di Terni vanno segnalate due piccole perle: una legata alla storia e l'altra al territorio. Carsulae, antica cittadina romana percorsa dall'antica via Flaminia, custodisce diversi monumenti, tra cui l'arco di S. Damiano. L'altra perla è la foresta fossile di Dunarobba, un raro esempio di foresta che esisteva 3 milioni di anni fa, i cui tronchi si presentano in ottimo stato di conservazione, immersi in un paesaggio che sembra lunare.

Da Vedere: Assisi: La città di Assisi è situata su uno sperone del Monte Subasio ed è conosciuta in tutto il mondo sia per la sua bellezza storica ed artistica sia come luogo di culto (sono conservate in questa città le spoglie di San Francesco). Il nucleo della città è completamente cinto da mura e la porta di San Francesco è l'ingresso principale alla città. Bellissima da visitare è la Basilica di San Franesco che è stata edificata nel 1228 e composta da due chiese: la chiesa superiore e quella inferiore. Nella cripta della chiesa inferiore viene conservato il corpo di San Fracesco. In questa basilica sono resenti splendidi affreschi di Cimabue, di Giotto e di Pietro Lorenzetti. Nei pressi di Assisi si trovano delle carceri che in origine era un oratorio circondato da grotte dove San Francesco era solito pregare. Gubbio: Gubbio è una celebre cittadina umbra che situata roccia del Monte Ingino e circondata da bellissime colline. E' una cittadina molto caratterstica grazie al suo aspetto medievale e alle sue strade disposte su diversi livelli collegate da gradinate che creano un effetto molto suggestivo. Gubbio ha origini antichissime che si fanno risalire agli inizi della civiltà umbra (come testimoniato nelle preziose 'Tavole Eugubine' conservate nel Palazzo dei Consoli). Ha la tipica struttura di cittadina medievale e possiede chiese e monumenti che sono capolavori dell'arte duecentesca e trecentesca. Da visitare sicuramente il complesso formato dal Palazzo dei Consoli, dalla Piazza Pensile e dal Palazzo Pretorio. Gubbio possiede anche un bellissimo Duomo in stile gotico, la chiesa di Sant'Agostino, la chiesa di San Francesco. Spoleto: Spoleto è una bella cittadina umbra che nel periodo medievale ebbe un ruolo molto importante: fu infatti capitale dell'Impero Longobardo. Nella parte alta della città è presente un antico teatro romano del I secolo a.c., l'Arco di Druso del 23 d.c., la chiesa di Sant'Ansano ed un tempio del periodo romano. Da visitare poi il bellissimo Duomo romanico del XII secolo al cui interno sono conservate opere di Filippo Lippi e del Pinturicchio.

Gastronomia e Vini: La cucina dell'Umbria si distingue per l'uso di cibi semplici e genuini. Tra i prodotti tipici vi sono gli insaccati, i latticini, i legumi ed il tartufo (sia bianco che nero). Tra i primi troviamo gli 'umbricelli' , tipici spaghetti fatti a mano conditi con pomodoro, sugo di carne d'oca o sugo a base di interiora di pollo. Tra e minestre è molto famosa la 'scafata' a base di fave, aglio, bietola e pomodoro. Un altro piatto tipico della cucina umbra è la torta al testo (a base di farina, sale, pepe e olio). Tra i secondi una specialità della gastronomia umbra è senza dubbio la faraona alla ghiotta: in questa ricetta la faraona viene cotta allo spiedo e poi avvolta in fette di prosciutto. Vi sono poi delle ricercate ricette a base del pesce del Lago Trasimeno: troviamo la 'carpa regina in porchetta', il 'tegamaccio di anguilla', il capitone allo spiedo ed i latterini fritti. Tra i dolci troviamo le 'pinoccate', dolci tipici natalizi a base di zucchero e pinoli, il 'torciglione' a base mandorle ed il famoso 'torcolo di San Costanzo', una particolare ciambella con uvetta, canditi e pinoli.