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maremma nel tufo - escursioni punti di interesse attrazioni a pitigliano

 AGRITURISMO MAREMMA NEL TUFO

AGRITURISMO
MAREMMA NEL TUFO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a PITIGLIANO Sorano Ischia di Castro Saturnia

TERME PISCINE CARLETTI

TERME PISCINE CARLETTI  Apri
Loc. VITERBO - LAZIO  Navigatore
42 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano
Quella di Viterbo e' una delle province italiane piu' fortunate dal punto di vista delle terme libere. Le sorgenti termali libere, non captate, esistono ancora, anche se non sono ancora molte. Le piu' conosciute sono le Terme del Bulicame, anche se di questi tempi non si puo' piu' parlare di vera e propria area termale, in quanto l'acqua termale che alimentava il laghetto come per magia e' sparita (convogliata in altri lidi, si pensa..) e, del magico posto tanto decantato nella Divina Commedia dal nostro Dante Alighieri, oramai esiste solo il ricordo. Si spera e si vocifera da qualche anno di un qualche intervento di controllo e ripristino della stupenda area, ma, per ora, bisogna accontentarsi di altre aree termali ancora liberamente accessibili. Parliamo per esempio delle Piscine Carletti, anche se proprio in questo caso non c'e' da restare scontenti! Le acque sorgive delle Piscine Carletti sono le stesse che alimentavano il laghetto del Bulicame e, meraviglia delle meraviglie, qui l'acqua termale riesce ancora ad arrivare nelle splendide vasche, meta privilegiata dei cultori delle terme libere viterbesi. La manifestazione ipertermale e' formata da due sorgenti situate tra Strada Bagni e la Tuscanese. La temperatura della soergente si attesta sui 58°C e l'acqua viene classificata come sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa. La fonte risulta anche ricca di oligoelementi e sali minerali, con un residuo fisso di circa 2,420 g/l. La sorgente ha una portata fra i 3 e i 10 l/sec. L'Amministrazione comunale di Viterbo ha sistemato in maniera piu' che soddisfacente la zona circostante, piantando degli alberi e creando un vasto parcheggio. L'acqua delle sorgenti fuoriesce da due fumose polle di acqua caldissima che scendono dalle pendici della collinetta nelle prime tre belle vasche, ciascuna a temperatura diversa e frequentate abitualmente per bagni e fanghi. L'acqua scorre poi ancora verso due altre ampie piscine, a poca distanza

HOT SPRINGS IN TUSCANY

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Loc. SATURNIA - TOSCANA  Navigatore
14 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Sorano, Roccalbegna, Scansano

Saturnia is an ancient town located in the southern part of Tuscany, an area known as the Maremma. A large village, It may be a small out of the way place but it has two excellent restaurants and there is a gelateria where one can lick a delicious ice cream while watching the evening passeggiata. Or you can take it with you and visit the ancient Etruscan gateway to the town. Saturnia was in ancient times a large town of considerable importance. The porta is easily identifiable as Etruscan owing to its jigsaw pattern of irregular and vast stones so finely cut they have held together without mortar for well over two thousand years. Through this arch passed the 'new' Roman road, the Via Clodia which went from here to Rome: The basalt paving stones bear the grooves of the iron tyres of Roman and mediaeval vehicles. Devastated by malaria, Saturnia was almost abandoned until recently when the nearby spa began to revive its fortunes. Saturnia itself is a charming medieval village and the surrounding, unspoiled hills are filled with olive groves and woodlands and rich with Etruscan remains. It is about an hour and a half from Rome, an hour from Siena, and a half-hour to the sea. The area has at present gained a reputation for the high standard of its restaurants and trattorie. At the foot of the hill lies a hot (37°C) water spa famous for its therapeutic qualities. Just outside from the medieval town walls the countryside spreads out: here you can take easy wonderfool walks through the perfumed Mediterranean bushes along the Albegna river. Longer walks might take you to Sovana, Sorano, Pitigliano. You may see the sea the distance, framed by the natural park of Mounts of the Uccellina and Monte Argentario. From Porto S.Stefano a daily ferry connects to Giglio and Giannutri islands; not far away are the seaside resorts of Ansedonia and Porto Ercole. The thermal spas - Hot Springs in Tuscany Southern Tuscany, in the area around Monte Amiata, has many natural hot springs. In most towns where there are natural hot springs, there is a modern spa where they bring the hot springs water into a swimming pool and you pay to use the pool. Some of these spas are outdoors and only open in summer; others are more medical type spas that are indoors and open all year. This is a waterfall with a difference - the water is hot, the temperature of a nice hot bath. It smells good and sulphurous but then you can see why the Romans believed the waters came from Hades.

CIVITA DI BAGNOREGIO

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Loc. BAGNOREGIO VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
37 Km da MAREMMA NEL TUFO
Altitudine: 473 mt. s.l.m.  Area Orvieto, Stazione di Alviano, Bomarzo
Lo scrittore Bonaventura Tecchi l'aveva denominata la Citta' che muore e questo e' in parte vero. Civita di Bagnoregio sorge infatti su un terreno molto precario, situata su una platea tufacea, rischia il crollo perche' i vasti banchi d'argilla che la sorreggono sono soggetti a continua erosione. Ne sono testimonianza i maestosi calanchi, in parte ricoperti da una povera vegetazione, che si estendono per chilometri e che al tramonto danno all'intero paesaggio un aspetto lunare. Il meraviglioso borgo di Civita di Bagnoregio, la cosidetta Civita che muore e' un piccolissimo centro dove il tempo sembra essersi fermato e dove si puo' giungere soltanto a piedi, percorrendo un ponte in cemento armato realizzato a vantaggio dei pochi cittadini rimasti e dei turisti che la visitano da tutto il mondo. Civita di bagnoregio e' situata a circa 1 Km da Bagnoregio da dove bisogna passare per arrivare al borgo. Il parcheggio si trova a poche centinaia di metri dal borgo,dove si accede solo a piedi. La celebre Civita di Bagnoregio sorge sui prodotti vulcanici e appare quasi come un'isola di tufo rosso nel mare delle bianche argille dei calanchi. Dall'analisi degli antichi Archivi sono stati ricostruiti i diversi momenti storici in cui si sono verificati eventi di crollo assai distruttivi, che hanno determinato la progressiva riduzione dell'altura su cui sorge Civita di Bagnoregio, dal 1450 al distruttivo terremoto del 1738. Il suggestivo borgo medievale, noto in tutto il mondo come la citta' che muore per il progressivo crollo delle pareti perimetrali ed il conseguente abbandono da parte della popolazione nel corso degli ultimi secoli regala un'atmosfera veramente surreale ed indimenticabile. Dalla Rupe orientale di Civita di Bagnoregio si puo' ammirare lo stupendo spettacolo dei Ponticelli, enormi muraglioni naturali in argilla, ultima traccia di un processo erosivo iniziato migliaia di anni fa e non ancora cessato. E' questa l'ultima soluzione adottata per accedere al caratteristico paese, dal 1854 ad oggi il punto in cui passa la strada si e' progressivamente abbassato di circa 25 metri. Uno studio condotto sulla velocita' di arretramento dei bordi dei calanchi ha rilevato un'erosione media di circa 7 centimetri/anno

NECROPOLI ETRUSCA: TOMBA DEGLI AUGURI

     

NECROPOLI ETRUSCA: TOMBA DEGLI AUGURI  Apri
Loc. TARQUINIA VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
42 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Tolfa, Barbarano Romano, Canale Monterano
Gli 'Auguri erano i sacerdoti addetti alla lettura ed interpretazione della volonta' divina attraverso il volo degli uccelli ed altri segni celesti. Questa tomba, situata nella necropoli di Monterozzi e scoperta nel 1878, viene considerata dagli studiosi uno fra i piu' importanti monumenti della pittura parietale etrusca, e non solo per la bellezza e plasticita' dei soggetti dipinti ma soprattutto perche' viene qui documentata quella che e' considerata una funzione tipica della religione etrusca, l'interpretazione cioe' della volonta' degli de'i attraverso la lettura di segni della natura. La decorazione della tomba e' incentrata sulla parete di fondo dove, ai lati della porta dell'Ade, compaiono due figure barbute, gli 'Auguri che appaiono in atteggiamento di commiato. Al centro della parete destra vi sono due lottatori nudi, Teitu e Latithe.(VI secolo a.C.)

PARCO NATURALE DELLA MAREMMA

PARCO NATURALE DELLA MAREMMA  Apri
Loc. PARCO NATURALE DELLA MAREMMA, VIA BERSAGLIERE, 7/9, ALBERESE GR, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
45 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Albinia, Grosseto, Scansano
Una catena di colline impervia e selvaggia, che discende verso il mare con spiagge sabbiose e scogliere... ... circondata da paludi, pinete, campi coltivati e pascoli. Il territorio del parco, delimitato dalla ferrovia Livorno-Roma, si estende lungo la costa tirrenica da Principina a Mare ad Alberese, fino a Talamone. Elementi geografici significativi sono costituiti dall'ultimo tratto del fiume Ombrone, dal sistema orografico dei monti dell'Uccellina, che raggiunge i 417 metri a Poggio Lecci, dall'area palustre della Trappola, oltreche' dal tipo di costa, ora falcata sabbiosa, ora a falesia precipite

ABBADIA SAN SALVATORE

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Loc. ABBADIA SAN SALVATORE SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
30 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Bagno Vignoni, Roccalbegna, Pienza
Centro di soggiorno estivo e invernale, il piu' importante e meglio attrezzato del territorio del monte Amiata. Dell'Abbazia di S. Salvatore, che per un millennio circa ebbe ad irradiare il suo potere in tutta la zona amiatina orientale, restano la chiesa e la cripta. Dalla storia e dalla leggenda si apprende che questo monastero, prima benedettino poi cistercense, nacque intorno al 750 per volere del re longobardo Rachis, che lo destino' inizialmente al controllo della via Francigena, che correva lungo la vallata immediatamente sottostante. Successivamente il potere temporale di questa abbazia, pur scontrandosi assai spesso con gli Aldobrandeschi, i potenti nobili i cui territori comprendevano tutto il versante occidentale dell'Amiata, trova grandi riscontri nella storia della Toscana e nei rapporti fra Papato e Imperatori. In tale contesto storico ambientale, registra un notevole interesse anche il borgo medioevale, che si conserva quasi intatto con anguste strade pittoresche. Abbadia S. Salvatore ha conosciuto negli ultimi due secoli gli aspetti positivi ( che ne derivavano per l'indotto economico) e insieme negativi (per le condizioni di lavoro dei minatori) di un rilevante sviluppo minerario collegato alla produzione del mercurio, le cui miniere risultano oggi tutte chiuse. Nei dintorni di Abbadia la cappella dell'Ermeta, cicondata da una fitta boscaglia. Non lontana dall'abitato urbano, la vecchia area della miniera, una delle piu' produttive di cinabro, a testimoniare un'attivita' economica ormai non piu' attuale, tanto da essere divenuta oggetto di un intervento di riqualificazione urbana con insediamenti artigianali e con un interessante Museo minerario, aperto nel gennaio del 2001, ricavato nella palazzina della Torre dell'Orologio. La miniera di Abbadia, la cui storia e' oggi tema di questo museo minerario, e' passata nell'arco di circa un secolo dalla fase pionieristica della ricerca alle fasi di grande utilizzo produttivo (anni '30-40), fino a quella del progressivo ridimensionamento, dovuto all'abbandono del mercurio nei vari usi industriali in cui tale metallo era impiegato. Chiusa completamente la miniera di Abbadia circa venti anni fa, e con essa anche gli altri giacimenti dell'Amiata, rimane oggi la testimonianza di una esposizione museale

MONTE AMIATA

MONTE AMIATA  Apri
Loc. MOUNT AMIATA, ABBADIA SAN SALVATORE, SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
31 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Bagno Vignoni, Roccalbegna, Pienza
Il monte Amiata, un angolo insolito e prezioso di Toscana. Compreso nelle province di Grosseto e Siena, domina dall'alto dei suoi 1738 metri le vallate circostanti (val d'Orcia, val di Paglia), la superba piana della Maremma, le dolci e suggestive colline senesi, la verde depressione del lago di Bolsena ll Monte Amiata, massiccio della Toscana, mostra il suo profilo dolce ma austero anche a grande distanza. Nelle giornate serene lo si scorge dalle colline del Chianti, dalla Maremma e da chi viaggia nel mar Tirreno, dai monti laziali, dalle acque tranquille del laghi Trasimeno e Bolsena. Un profilo netto, forte, che emerge, alla stregua di una ciclopica cattedrale, dalla vasta superficie delle dolci colline toscane. Immerso e inserito nella Toscana classica, con l'Umbria e la Tuscia laziale a due passi, l'Amiata e' rimasto per millenni un territorio con proprie autonome prerogative geologiche, storiche e paesaggistiche. Le rigogliose faggete, le rocce dalle forme inconsuete, le ricche e fresche sorgenti, le miniere (oggi relegate a museo) e una stentata agricoltura montana hanno dato a chi vive sulle pendici della montagna la coscienza di un'orgogliosa diversita'. I cicli della storia e dell'arte hanno lambito e variamente interessato nei secoli, l'Amiata. Ma ne' gli Etruschi, ne' i Romani, ne' i Longobardi ne' gli imperatori d'occidente, ne' le storiche Repubbliche di Siena e di Firenze, ne' la vivace modernita' della vicina Grosseto, sono mai riusciti ad alterare lo spirito, il carattere, la magia della montagna amiatina, che ha reso simbiotico il rapporto tra natura, paesaggio ed opera dell'uomo. Nei secoli, l'Amiata ha conosciuto e forgiato un'economia a misura d'uomo e di natura, utilizzando le risorse presenti in varia misura, dai pascoli delle colline e delle valli ai doni della grande foresta montana e ai prodotti di un prezioso artigianato locale, in un percorso di grande respiro sociale, artistico e ambientale. E' lo stesso itinerario che proponiamo in queste pagine, senza tralasciare la comodita' rappresentata (per il turista di oggi) dal territorio dell'Amiata, assai vicino e baricentrico rispetto ai grandi centri storico-artistici e paesistici della Toscana e dell'Umbria

ORVIETO

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Loc. ORVIETO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
40 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
Le origini di Orvieto risalgono alla civilta' etrusca: i primi insediamenti, sono del IX° secolo a.C. e si localizzarono all'interno delle grotte tufacee ricavate nel massiccio su cui sorge attualmente la citta'. Dopo essere stata annessa nel III° secolo a.C. ai territori di Roma, Orvieto rimane sotto la sua dominazione fino al declino dell'Impero Romano d'Occidente. Diviene poi libero Comune, e durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, e' strenua oppositrice del Barbarossa, rimanendo fedele al Papa. Forte della considerazione dello Stato Pontificio, Orvieto puo' cosi' prosperare per tutto il Medioevo, raggiungendo l'apice dello sviluppo nel XIII° secolo con la costituzione del Consiglio generale dei 400 e l'elezione del Capitano del Popolo. E' durante questo periodo che si ebbe un fervido lavoro di costruzione di palazzi ed edifici sacri tra cui spicca il celeberrimo Duomo, risalente al 1263, indubbiamente la testimonianza architettonica piu' importante della citta', con la sua splendida facciata gotica e con la ricchezza delle decorazioni e delle cappelle interne. Nella citta' antica troviamo poi il Pozzo di San Patrizio, edificato nel 1527 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, il Palazzo dei Sette del 1300, il Palazzo del Capitano del Popolo (XII° secolo) nel quale si tenevano le rii del Consiglio Popolare, le chiese di S. Andrea (XII° secolo), S. Domenico (XIII° secolo), S. Giovenale (XI° secolo), Palazzo Soliano (1262) al cui interno sono ospitati due musei : il Museo dell'Opera del Duomo ed il Museo d'Arte Moderna. Inoltre si ricordano il Teatro Mancinelli (1866), la suggestiva Citta' Sotterranea e la Necropoli del Crocefisso del Tufo risalenti al periodo etrusco

ROMITORI DI ISCHIA DI CASTRO

ROMITORI DI ISCHIA DI CASTRO  Apri
Loc. ISCHIA DI CASTRO VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
13 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Pitigliano, Sorano, Saturnia
  Brochure PDF
Uno dei romitori (o eremi) piu' interessanti e' quello di Poggio Conte che, ricavato all'interno di un costone di tufo secondo tipologie architettoniche di ispirazione cistercense, si affaccia su una suggestiva valle, anfiteatro naturale dalla cui sommita' sgorga una piccola cascata. Gli ambienti di abitazione sono quasi del tutto franati, mentre si conserva la piccola chiesa, con colonne e capitelli scolpiti nel tufo, composta da due ambienti quadrangolari, con copertura a cupola quello d'ingresso, a crociera quello di fondo, un'abside con resti di un affresco raffigurante due santi con la mitra (copricapo portato da vescovi come insegna di autorita'), forse S. Colombano e S. Savino. L'ambiente d'ingresso era decorato da un grande ciclo di affreschi del XIII secolo, comprendente le figure dei dodici apostoli e del Redentore. Alcuni lastroni di tufo di questi preziosi affreschi vennero trafugati negli anni Sessanta del Novecento e, fortunatamente recuperati, sono oggi conservati al Museo di Ischia di Castro. Piu' complessa appare la planimetria dell'eremo di Ripatonna Cicognina scavato su tre diversi livelli e frequentato dal XV al XVII secolo; all'epoca del primo impianto sembrano riferibili gli affreschi di scuola senese che decorano la chiesa, raffiguranti S. Antonio Abate ed un santo vescovo

SOVANA

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Loc. SORANO - TOSCANA  Navigatore
6 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Pitigliano, Saturnia, Roccalbegna
  Brochure PDF
Sovana, suggestivo borgo dall'atmosfera ferma nel tempo, rappresenta un raro gioiello di urbanistica medievale. Dal 7° al 3° secolo avanti Cristo fu un fiorente centro etrusco; di questo periodo e' la importante Necropoli Etrusca con la sua tomba 'regina' chiamata Tomba Ildebranda a forma di tempio greco. Fu poi importante citta' in epoca romana, tanto e' vero che nei primi secoli del Cristianesimo divenne sede vescovile. Fu conquistata dai Longobardi (594), e divenne dominio degli Aldobrandeschi il cui Ducato arrivo' a comprendere l'intera provincia di Grosseto. Passata poi alla Famiglia Orsini per successione ereditaria fu saccheggiata e devastata dai Senesi nel 1410. Rimasta in una situazione di grande abbandono per secoli, ha avuto la fortuna di poter arrivare intatta fino ai giorni nostri nella sua veste medioevale. A lungo da storici e viaggiatori e' stata identificata con 'la citta' di Geremia'la citta' che muore.. Dalla Rocca Aldobrandesca, percorrendo un selciato in cotto, si arriva fino alla Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo, e racchiusa cosi' tra i simboli dei poteri che l'hanno governata, Sovana conserva ancora il suo antico incanto e splendore. Nella Piazza del Pretorio si puo' ammirare il Palazzo Pretorio, la Loggia del Capitano, il Palazzo dell'Archivio, nonche' la Chiesa di Santa Maria Maggiore e il seicentesco Palazzo Bourbon del Monte, in parte addossato all'antica Chiesa di San Mamiliano e, proseguendo per via del Duomo, sulla sinistra, si trova la presunta casa natale del personaggio piu' illustre di Sovana, Ildebrando divenuto poi Papa con il nome di Gregorio VII

CASTAGNA DEL MONTE AMIATA I.G.P.

CASTAGNA DEL MONTE AMIATA I.G.P.  Apri
Loc. MONTE AMIATA, ABBADIA SAN SALVATORE SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
31 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Bagno Vignoni, Roccalbegna, Pienza
  Brochure PDF
La presenza dei castagneti sul Monte Amiata e' storicamente accertata e risale a molti secoli fa. Ne consegue un'antichissima tradizione di lavorazione della castagna portata avanti dalle popolazioni dei borghi locali. Le modalita' di raccolta e lavorazione di questo prezioso prodotto vengono rievocate anche oggi nelle feste popolari

SORANO

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Loc. SORANO GR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
8 Km da MAREMMA NEL TUFO
Altitudine: 382 mt. s.l.m.  Area Pitigliano, Ischia di Castro, Saturnia
Sorano e' un comune italiano di 3 502 abitanti della provincia di Grosseto. Sorano e' definita la Matera della Toscana, per la sua particolare caratteristica urbanistica di numerosi edifici rupestri scavati nel tufo, che ricordano i celebri Sassi. Il territorio comunale di Sorano si estende nella parte orientale dell'area del Tufo. Confina a nord con il comune di Castell'Azzara, a est con i comuni laziali di Acquapendente, Proceno, Onano e Latera, a sud con il comune di Pitigliano, a ovest con i comuni di Manciano e Semproniano. Il capoluogo comunale e' situato 379 metri s.l.m. su una rupe di tufo che, da est, domina un tratto del corso del fiume Lente; si trova al centro di un territorio che si sviluppa prevalentemente a quote collinari, seppur intervallato da conche e rilievi. L'altitudine piu' bassa si registra nel Pianetto di Sovana, presso l'omonima localita', con quote attorno ai 270 metri, mentre le quote piu' elevate, di tipo montano, si registrano sulla vetta che sovrasta la frazione di Montevitozzo (926 metri s.l.m.) e sul Monte Elmo (829 metri s.l.m.), due rilievi che interrompono in modo netto il paesaggio collinare. I fiumi principali sono il Fiora, che delimita a ovest il territorio comunale scorrendo da nord verso sud, e il fiume Lente, suo affluente di sinistra, che ha le sorgenti nel territorio comunale di Sorano. I corsi d'acqua minori, tra cui lo Stridolone, presentano carattere maggiormente torrentizio. Una serie di sorgenti termali, note come Terme di Sorano, sgorgano lungo un torrente che scorre a circa 3&4 km a sud del centro. Sorano nacque come antico possedimento della famiglia Aldobrandeschi, ma il territorio comunale era gia' abitato sin dal periodo etrusco, come dimostrano i notevoli ritrovamenti di insediamenti e necropoli antiche. Dopo il matrimonio tra Anastasia, ultima erede degli Aldobrandeschi, e Romano Orsini nel 1293, il controllo di Sorano passo' alla famiglia Orsini. Il centro segui' le vicissitudini storiche e politiche della vicina Pitigliano, dove era situata la residenza dei conti, e gli Orsini si impegnarono a potenziarlo fornendolo di fortificazioni efficaci, che resero Sorano un rifugio sicuro dagli attacchi nemici: piu' volte infatti, nel corso del XV secolo, i senesi posero la fortezza di Sorano sotto assedio, senza pero' mai riuscire ad occuparla. Alla fine del XVI secolo, con la caduta della contea degli Orsini, Sorano passo' in mano ai Medici, che lo inglobarono nel Granducato di Toscana agli inizi del secolo successivo assieme alla vicina Pitigliano

NECROPOLI ETRUSCA: TOMBA DELLA CACCIA E DELLA PESCA

     

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Loc. TARQUINIA - LAZIO  Navigatore
42 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Tolfa, Barbarano Romano, Canale Monterano
Questa tomba, scoperta nel 1873 e composta di due camere, e' una delle piu' famose e studiate. Sicuramente e' la piu' originale per la natura dei soggetti che esprimono una esclusiva valenza culturale autoctona. Protagonista della parete di fondo della seconda camera e' la natura, con il mare ed il cielo popolati di uccelli e di delfini; sulle onde una piccola barca di pescatori e su una roccia un cacciatore munito di fionda che cerca di colpire gli uccelli. Sul frontone della stessa parete e' dipinta una scena di banchetto. Nella prima camera, sempre sulla parete di fondo, sono rappresentate scene di danza e di giochi all'aperto mentre nel frontone e' disegnato il ritorno dalla caccia. Necropoli di Monterozzi, VI secolo a.C

NECROPOLI ETRUSCA: TOMBA DEI LEOPARDI

     

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Loc. TARQUINIA VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
42 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Tolfa, Barbarano Romano, Canale Monterano
La tomba dei Leopardi a Tarquinia e' una di quelle di cui si parla piu' frequentemente nei manuali di arte etrusca, oltre a essere bella, infatti, e' di altissimo livello stilistico. La necropoli in cui e' inserita e' patrimonio mondiale dell'umanita' UNESCO. Questa tomba si data intorno al 480 a.C. , artisticamente si nota che e' ancora fortemente legata alla tradizione arcaica, lo si vede sia dalla costruzione architettonica sia, e in particolare, dalla tecnica pittorica: le immagini sono bidimensionali e non c'e' nemmeno un tentativo di chiaroscuro. Il soffitto e' a doppio spiovente, con motivo a scacchiera policromo, mentre il fascione centrale presenta motivi a cerchi colorati. In fondo, nel frontoncino dall'aspetto trapezoidale, permane la tradizione antica dei leopardi che si fronteggiano: metafora della morte. Al di sotto, la scena del banchetto e' quella tipica di un momento quotidiano, sono presenti, infatti, le donne, che in Grecia non avrebbero potuto partecipare. Tutto intorno vi e' una tipica profusione di magnifiche stoffe, rappresentate con la sintassi decorativa locale. Nella parete sinistra della tomba c'e' il corteo con i musici, e una persona con in mano delle scatolette; sull'altro lato ci sono scene di danza. Scandiscono lo spazio dell'immagine principale le tre Klinai, i letti sopra cui si banchetta, e sopra ognuna di queste le tre coppie che partecipano al pasto. Sembrerebbe quasi tutto rientrare nella tradizione greca del triclinio, e invece si nota una caratteristica atipica: ci sono le piante. In altre parole il banchetto non si svolge all'interno, come avviene nelle raffigurazioni greche, ma all'aperto. Questa connotazione fa recuperare alla scena tutta la sua valenza funeraria; se questo non e' un banchetto quotidiano, fatto in casa, vuol dire che celebra un occasione particolare, e probabilmente quella in cui avveniva il funerale e che seguiva l'esposizione del defunto

PALAZZO DEI PAPI

PALAZZO DEI PAPI  Apri
Loc. PALAZZO DEI PAPI, PIAZZA SAN LORENZO, 8, VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
45 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano
  Brochure PDF
Il Palazzo dei Papi - chiamato comunemente Palazzo Papale - di Viterbo e', insieme al Duomo, il piu' importante monumento storico della citta'. Esso fu eretto nella forma attuale ampliando il palazzo sede della Curia vescovile della citta' allorche' papa Alessandro IV, a causa dell'ostilita' del popolo e della borghesia romana, capitanata dal senatore Brancaleone degli Andalo', trasferi' la sede della Curia pontificia nel 1257 a Viterbo. L'ampliamento fu disposto e curato dal Capitano del Popolo Raniero Gatti, appartenente ad un'influente famiglia cittadina. Egli fece costruire tra l'altro, con il consenso di papa Clemente IV, una grande sala per le udienze nota oggi con il nome di Aula del Conclave per il fatto di aver ospitato il primo e piu' lungo conclave della storia, cioe' quello del 1268-1271, durato ben 1006 giorni! Notevole anche la Loggia delle benedizioni, dall'architettura elegante ed armoniosa, eretta nel 1267 per volonta' del Capitano del Popolo Andrea Gatti, durante il pontificato dello stesso papa Clemente IV, che amo' tanto la citta' di Viterbo, e dai viterbesi fu ricambiato di pari amore, tanto che, alla sua morte, ne richiesero a gran voce la beatificazione. La caduta di parte di un'ala del palazzo, da poco costruita ed avvenuta l'11 maggio 1277, feri' mortalmente papa Giovanni XXI. La visita del Palazzo e' possibile rivolgendosi presso il Museo del Colle del Duomo di Viterbo. Il Palazzo e' una costruzione massiccia che, dal lato opposto alla piazza, strapiomba con possenti contrafforti sulla valle di FAUL. Esso termina alla destra con la imponente Sala del Conclave, che si affaccia sulla piazza con sei finestre bifore sormontate da altrettante a feritoia. L'accesso alla sala avviene dalla piazza tramite un'ampia scalinata, terminata nel 1267, che conduce ad un portale con volta a tutto sesto, sormontata dallo stemma di San Bernardino e da una mensola reggente la statua di un piccolo leone. Fra il colmo dell'arco del portale e la mensola e' posta, incorniciata, una lapide quadra in memoria di Raniero Gatti. La facciata del Palazzo e' ornata di merlature rettangolari, poste esattamente al fondo della falda del tetto. Accanto al portale e' sita un'apertura piu' modesta, anch'essa con volta a tutto sesto, cui si accede da un ballatoio e che tramite una cancellata da' accesso diretto al balcone della loggia, proprio accanto all'uscita della Sala del Conclave sulla loggia

MUSEO ARCHEOLOGICO CLAUDIO FAINA

MUSEO ARCHEOLOGICO CLAUDIO FAINA  Apri
Loc. PIAZZA DEL DUOMO, 29, ORVIETO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
40 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
La collezione Faina si formo' nel 1864, ad opera di due esponenti importanti della famiglia: i conti Mauro ed Eugenio. Secondo una tradizione il nucleo originario della raccolta sarebbe costituito da 34 vasi donati al conte Mauro dalla principessa Maria Bonaparte in Valentini, figlia di Luciano Bonaparte - lo scopritore delle necropoli di Vulci - e nipote di Napoleone. Mauro Faina gesti' la raccolta fino al 1868; alla sua morte venne ereditata dal fratello Claudio e affidata alle cure del nipote Eugenio. La collezione, ospitata inizialmente nel palazzo di famiglia a Perugia, fu trasferita ad Orvieto negli ambienti dove ha ancora sede. Ad Eugenio si deve un mutamento negli indirizzi collezionistici: egli cesso' di acquistare antichita' sul mercato d'arte e indirizzo' l'interesse verso i reperti che, durante gli anni Settanta e Ottanta dell'Ottocento, venivano riportati alla luce nelle necropoli orvietane. Ereditata da Claudio junior, la collezione, ormai completa, fu da lui conservata e resa pubblica nel 1954. Il palazzo Faina, posto in piazza del Duomo, proprio di fronte alla Cattedrale, venne acquistato alla meta' dell'Ottocento dal conte Claudio Faina senior. Nel 1954, il nipote, Claudio junior, lascio' per testamento al Municipio di Orvieto tutte le sue proprieta' per finanziare la Fondazione per il Museo Claudio Faina; da quel momento l'edificio e' divenuto sede museale. Al piano nobile del palazzo, l'esposizione propone le tappe di formazione della raccolta legate all'attivita' dei collezionisti Mauro ed Eugenio. Il percorso espositivo si apre con la presentazione del ricco monetiere, prosegue con l'esposizione di reperti caratteristici di Chiusi e di vasi attici a figure nere e a figure rosse; tra i primi spiccano tre anfore di eccezionale valore attribuite ad Exekias, il maggiore ceramografo attico nella tecnica a figure nere. Al secondo piano, le antichita' sono ordinate secondo un criterio tipologico e cronologico: i materiali preistorici e protostorici precedono il bucchero, la ceramica attica a figure nere e a figure rosse e i bronzi etruschi; tre ambienti sono dedicati alla ceramica etrusca. Un torso in marmo chiude il percorso. Caratteristica del secondo piano e' una galleria che consente una visione particolarissima del Duomo di Orvieto. Al pianterreno ha sede il Museo Civico, il quale, articolato su tre grandi vani, accoglie le antichita' collezionate durante l'Ottocento dalla municipalita' orvietana. Tra queste meritano di essere ricordati almeno la Venere di Cannicella, il Cippo a testa di Guerriero e la decorazione frontonale del Tempio del Belvedere

MORELLINO DI SCANSANO

MORELLINO DI SCANSANO  Apri
Loc. SCANSANO - TOSCANA  Navigatore
29 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Saturnia, Roccalbegna, Magliano in Toscana
I numerosi ritrovamenti archeologici risalenti al periodo etrusco, rinvenuti nelle zone di Scansano e nella valle dell'Albegna, dimostrano come la produzione della vite fosse un elemento importante per la locale comunita' etrusca. Orci di terracotta, risalenti al V secolo a.c., nei quali sono stati ritrovati semi di vitis vinifera, statuette bronzee raffiguranti offerenti che impugnano la roncola, strumento tipico del vendemmiatore fino quasi ai nostri giorni, sono solo alcuni dei reperti rinvenuti presso la localita' rurale degli Usi, fra il comune di Scansano e Semproniano, e presso il sito di Ghiaccioforte, localita' tra Scansano e Saturnia. Con il declino dell'impero romano inevitabilmente Scansano, come tutta la Maremma, visse un periodo di crisi, con il degrado dovuto all'abbandono delle popolazioni, che porto' al conseguente dissesto idrogeologico ed impaludamento delle zone costiere. L'instaurazione della cosi' detta Estatatura al tempo di Pietro Leopoldo I di Lorena (1737 circa) e l'arrivo nella terra di Scansano di diverse famiglie di benestanti richiamate dal Granduca ad investire e valorizzare il comprensorio maremmano, porto' una nuova prospettiva di sviluppo per la Maremma e in particolar modo per Scansano. Il Morellino di Scansano nasce in una delle zone piu' incontaminate della Toscana: la parte costiera piu' a sud della regione, nota come Maremma Toscana, racchiusa tra le valli del fiume Ombrone e del fiume Albegna, e comprendente, oltre al territorio del comune di Scansano, parte dei comuni di Grosseto e Magliano in Toscana verso il Mar Tirreno, Campagnatico, Roccalbegna, Semproniano e Manciano verso il Monte Amiata e l'interno. Vino quasi completamente a base di Sangiovese, localmente conosciuto come Morellino, deve le proprie peculiarita' alle condizioni pedologiche ed al clima: i vigneti subiscono il benefico influsso delle brezze marine, che mitigano in estate le alte temperature diurne. Gli impianti realizzati negli ultimi 10 anni nella zona di produzione del Morellino di Scansano sono stati realizzati con l'obiettivo primario di elevare la qualita' del prodotto, tenendo bassa la produzione per ceppo. Di conseguenza si sono adottati sesti stretti, da 2.50x0.80 m. a 2.00x0.80, o in altri casi 2.30x.60, con densita' fra 5.000 e oltre 7.000 ceppi per ettaro. In passato la maggior parte dei vigneti veniva impiantata con sesti abbastanza ampi, intorno a m 3.00x1.50 o 3.00x1.00 ed una densita' di impianto fra 2.000 e 3.000 ceppi per ettaro. Il Morellino di Scansano e' divenuto un vino a DOCG, ossia a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, a partire dalla vendemmia 2007. L'ulteriore apposizione della G alla denominazione riconosciuta nel 1978, e' il riconoscimento del lavoro che viticoltori e vinificatori hanno svolto nell'arco di 3 decenni per raggiungere la qualita' in ogni singola fase della lavorazione e della produzione. Per la tracciabilita' della bottiglia si e' cosi' passati dall'utilizzo della fascetta consortile, adottata dal 2004, al contrassegno di Stato, mantenendo pero' intatto il principio di garanzia al consumatore dell'esatta provenienza del prodotto

WWF: OASI BOSCO ROCCONI

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Loc. ROCCALBEGNA GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
22 Km da MAREMMA NEL TUFO
Altitudine: 605 mt. s.l.m.  Area Saturnia, Abbadia San Salvatore, Sorano
  Brochure PDF
Riserva Naturale Regionale Alti pinnacoli di roccia sovrastano due corsi d'acqua, le cui acque purissime con la loro opera millenaria hanno creato gli spettacolari canyon dell'Oasi WWF Bosco Rocconi. L'Oasi si trova all'interno nei Comuni di Semproniano e Roccalbegna (Gr). E' un'Oasi aspra e selvaggia e allo stesso tempo dolce e ospitale dove e' possibile scoprire spettacolari canyon ed esplorare un bosco mediterraneo con alcuni alberi secolari di imponenti dimensioni. E' il regno del raro falco lanario. Ambiente L'Oasi Bosco Rocconi si trova alla confluenza del fiume Albegna con il suo affluente Rigo ed e' caratterizzata da imponenti pareti calcaree erose da questi due corsi d'acqua. Un bosco misto di caducifoglie, in passato coltivato a ceduo, ricopre i declivi meno aspri. Ai piedi dei costoni rocciosi il terreno ripidissimo e' ricoperto da una lecceta con alcuni alberi secolari di imponenti dimensioni. L'orografia accidentata ha limitato nei secoli le attivita' umane restituendoci questo lembo di terra selvaggio e misterioso. Estensione 139 ettari. Flora e fauna Le querce dominano su gran parte del bosco, con molti alberi da frutto selvatici quali peri, meli, ciavardelli, cornioli che ci offrono in primavera stupende fioriture. Un folto sottobosco di biancospini, ginestre ed eriche si apre qua e la' mostrandoci 28 specie di orchidee spontanee. Interessante la flora rupicola. Le inaccessibili pareti rocciose sono il regno incontrastato dei rapaci, primo tra tutti il falco lanario che qui vive e si riproduce. Presenti anche il falco pellegrino, il pecchiaiolo e il maestoso biancone, oltre ad allocco, assiolo, civetta, barbagianni. Tasso, istrice, faina, donnola, martora, puzzola e gatto selvatico popolano le silenziose notti nel bosco. Interessante e varia l'entomofauna.

ALBINIA

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Loc. ALBINIA - TOSCANA  Navigatore
42 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Orbetello, Poggio Pertuso, Convento Padri Passionisti
Sin dall'antichita' gli etruschi popolavano la verde terra toscana, disseminandovi tracce preziose della loro civilta', ma alcuni centri di oggi nacquero soltanto in epoca fascista, con la bonifica delle zone paludose e la riqualifica della costa tirrenica. E' il caso di Albinia, piccola frazione di Orbetello di 3 mila abitanti, in provincia di Grosseto: al momento della sua nascita era un semplice borgo rurale composto da una manciata di case, una chiesa centrale, una stazione ferroviaria e un silo di grano, voluto dal regime fascista in una zona prima degradata. Il primo nome della cittadina era Albegna, ma siccome veniva confuso troppo spesso con quello del vicino fiume, presto venne cambiato in Albinia. Un nome che oggi non fa piu' pensare all'agricoltura e alle terre bonificate, ma a una stazione balneare rinomata, tra le piu' famose e apprezzate di questo lembo di Toscana. Il maggiore sviluppo della citta' risale agli anni Cinquanta del Novecento, quando nacque il Centro periferico di Colonizzazione dell'Ente Maremma e divento' il centro motore della Riforma Fondiaria. La campagna circostante si trasformo' in un cantiere: nacquero i borghi rurali di Polverosa e Marsilia, sorsero le case coloniche, si ampliarono le vie di comunicazione, e nel 1957 venne aperta al culto la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, tuttora visibile nel centro della frazione. Chi visita Albinia oggi si lascia incantare soprattutto dal Mar Tirreno, limpido e suadente nelle giornate piu' calme, impetuoso e sublime quando litiga col vento e schiaffeggia gli scogli sul litorale. Lungo la costa si susseguono arenili ampi di sabbia candida, accoglienti per le famiglie, i piu' piccoli e gli amanti del puro relax, ma anche le calette dal sapore selvaggio, ideali per chi preferisce uno scenario incontaminato. A incantare i visitatori c'e' la musica speciale del Mediterraneo, fatta del sussurro delle onde, del frinire delle cicale e delle grida dei gabbiani. Anche il clima e' quello tipico delle zone mediterranee, con estati calde e soleggiate ma piacevoli, rinfrescate da una leggera brezza che soffia costantemente dal mare, e inverni miti e gradevoli, mai troppo freddi. Basti pensare che nel mese piu' freddo, gennaio, le temperature medie vanno da una minima di 2°C a una massima di 9°C, mentre in luglio e agosto si va dai 17°C ai 30°C. Le precipitazioni sono scarse in estate e si concentrano specialmente in autunno, tra ottobre e dicembre, con una media di 9 giorni piovosi al mese. Ma il paesaggio intorno ad Albinia non comprende solo spiagge e un mare cristallino: all'estremita' settentrionale della laguna di ponente c'e' il cosiddetto &Stagnetto di Albinia', un ambiente naturale che in inverno accoglie tante specie di anatre, come il mestolone e il germano reale, e qualche elegante falco di palude, e per tutto l'anno ospita fenicotteri, spatole e mignattai. Il vento salato che spira in queste zone fa danzare le canne nell'aria, e dona una magia unica al panorama costiero

PITIGLIANO

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Loc. PITIGLIANO GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
3 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Sorano, Ischia di Castro, Saturnia
Di citta' del tufo nel centro Italia ce se sono diverse. Le vicine Sorano e Sovana ad esempio o, rimanendo entro una settantina di chilometri, Orvieto e, poco piu' a sud, Orte. Ma Pitigliano e' diversa ... e, pur non avendo il momumento mozzafiato che rimane impresso nella mente, e' tutto il contesto che e' incantato quasi magico. Anche l'origine di Pitigliano risente di questa magia e si perde nella notte dei tempi. La leggenda vuole che fu fondata da due giovani Petilio e Celiano. Petilio era della gens Petilia, una importante famiglia etrusco romana, mentre Celiano appartiena alla famiglia etrusca dei Celes Vibenna. Petilio e Celiano non trovarono nulla di meglio che rubare la corona d'oro dal tempio di Giove Stator a Roma e portarla fin sulla rupe di Pitigliano dove, ammaliati dalla bellezza del posto, Vi rimasero e fondarono la citta'. Noi non crediamo molto in questa leggenda etrusco - romana ... solo perche' l'origine di Pitigliano e' certamente piu' antica e forse antecedente alla civilta' Etrusca stessa. Oggi a Pitigliano si viene per passeggiare per i vicoli, con le tante piccole botteghe artigiane, immersi nei colori del tufo e nell'odore dei camini a legna ... e Vi assicuriamo che e' un piacere senza fine, anche se confinato al solo centro storico ... quello sopra la rupe di tufo. Al di la delle mura, nella direzione est, si e' naturalmente estesa la Pitigliano nuova tutta moderna, ma senza il fascino dei secoli. Ma quale e' il momento migliore per la visita di Pitigliano. Sicuramente da primavera all'autunno, anche se poi molte delle foto che pubblichiamo sono fatte in pieno inverno. In particolare Vi segnaliamo la Torciata di San Giuseppe che si svolge il 19 Marz

DUOMO DI ORVIETO

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Loc. VIA DEL DUOMO, 26, ORVIETO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
40 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
Il Duomo di Orvieto (Cattedrale di Santa Maria Assunta), una delle massime realizzazioni artistiche del tardo Medioevo italiano, costituisce un unicum che sfugge ad ogni semplicistica classificazione di stile, in cui il sentimento animatore delle grandi cattedrali del due-trecento, le soluzioni architettoniche degli ordini mendicanti ed i motivi figurativi del gotico francese trovano una perfetta armonia di volumi e di linee nell'originale superamento della tradizione basilicale romana. Blocco compatto e allungato che si erge a caratterizzare lo spazio avvolgente della piazza, la cattedrale, intitolata alla Vergine Assunta, e' stata edificata nel corso di piu' secoli, dal XIII al XVII. Vari sono i motivi della sua costruzione: politici, urbanistici, sociali, artistici e non solo religiosi, come vorrebbe la tradizione, che lega il Duomo al miracolo dell'Eucarestia avvenuto a Bolsena nel 1263

TUSCIA DOP

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Loc. VITERBO VT, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
45 Km da MAREMMA NEL TUFO
Altitudine: 329 mt. s.l.m.  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano
  Brochure PDF
L'olio extravergine d'oliva DOP Tuscia (Regolamento Comunitario n. 1623/05 della Commissione del 4.10.05 e pubblicato sullaGUCE al n. 259/15 del 5.10.2005) e' ricavato dalle olive di tre varieta' (Frantoio, Canino e Leccino) presenti per almeno il 90%, da sole o congiuntamente a seconda dei singoli oliveti, con ammissione della presenza di altre varieta' (Moraiolo e Pendolino) in percentuale massima del 10%. Per questo motivo si potranno avere piccole variazione a seconda della zona di raccolta. Le caratteristiche di questo olio al momento dell'immissione al consumo sono: colore verde smeraldo, con riflessi dorati; odore fruttato che ricorda il frutto sano, fresco, raccolto al punto ottimale di maturazione; sapore di fruttato medio con equilibrato retrogusto di amaro e piccante di intensita' variabile; acidita' totale massima dello 0,50%. La zona di produzione indicata dal Disciplinare, comprende i seguenti Comuni della provincia di Viterbo: Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel S. Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Civita Castellana, Civitella D'Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Gradoli, Graffignano, Grotte di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montalto di Castro (in parte), Montefiascone, Monteromano, Nepi, Oriolo Romano, Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, S. Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tuscania (in parte), Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa S. Giovanni in Tuscia, Viterbo, Vitorchiano

BAGNO VIGNONI

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Loc. BAGNO VIGNONI SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
45 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Pienza, Montalcino, Abbadia San Salvatore
Sembra che il cielo si sia rovesciato in basso, nella campagna morbida della Toscana, e le case rustiche di un villaggio si siano riunite intorno ad esso, curiose di vedere questo lembo d'azzurro sceso in terra. Sono le case di Bagno Vignoni, riunite intorno ad una vasca d'acqua che fa da specchio al cielo, con le sue luci mutevoli, le nuvole veloci e le costellazioni. Siamo in uno dei borghi piu' suggestivi della Toscana: potrebbe trovarsi in un quadro, invece e' nel cuore della Val d'Orcia, compreso nel territorio comunale di San Quirico d'Orcia, in provincia di Siena. Ad accrescerne la bellezza c'e' il paesaggio circostante, che come una ghirlanda rigogliosa intreccia filari d'uva, schiere d'ulivi argentei, campi di girasoli e pascoli di un verde fragrante. Ma il tesoro piu' prezioso custodito da Bagno Vignoni sono le terme, che regalano al borgo un aspetto tutto speciale: le acque termali, note dall'epoca romana, sgorgano dal suolo vulcanico e affiorano in una grande vasca a cielo aperto. Intorno ad essa, a specchiarsi vanitose, si sono riunite le case, le locande e le botteghe del paese. Come una piazza, ma fatta di acqua, la vasca termale e' il fulcro della cittadina, e intorno ad essa si svolgono i momenti piu' importanti della vita paesana. Perche' l'attivita' termale del posto diventasse famosa si e' dovuto aspettare il medioevo, anche se le prime testimonianze a riguardo sono piu' antiche. A poco a poco, col passare del tempo, tanti personaggi storici hanno trascorso un periodo a Bagno Vignoni, come Caterina da Siena, Papa Pio II Piccolomini e Lorenzo il Maginifico. Le autorita' e le istituzioni che di volta in volta hanno dominato il territorio si sono occupate delle terme con cura e amore, e ancora oggi possiamo beneficiare di strutture accoglienti e confortevoli. Rispetto alle terme originarie, oggi non e' possibile fare il bagno direttamente nella Piazza delle Sorgenti, ma sono poco lontane le moderne strutture del centro: qui si trovano le piscine alimentate dalla medesima acqua, e si ha la possibilita' di fare fanghi, irrigazioni e inalazioni. Le acque ipertermali, con una temperatura di 52°C circa, sono bicarbonato-solfato-alcalino-terrose. Benche' le terme di oggi costituiscano la principale attrazione turistica del paese, la parte piu' caratteristica di Bagno Vignoni resta il centro storico, con la vasca antica, le casette in pietra, e un dedalo affascinante di stradicciole acciottolate. Accanto allo specchio d'acqua, perla luminosa del centro, sorge la chiesa di San Giovanni Battista, un bell'edificio sacro a navata unica, con una facciata semplice e lineare. All'interno si possono ammirare alcune opere d'arte, tra cui un dipinto di scuola senese raffigurante Santa Caterina da Siena, con Bagno Vignoni sullo sfondo, realizzato nel XVIII secolo. All'esterno invece, sotto il portico frontale, si trova la piccola cappella dedicata alla stessa santa, eretta nel 1660 e contenente, in origine, un affresco di Cristo risorto, oggi spostato nella chiesa di San Giovanni Battista

POZZO DI SAN PATRIZIO

POZZO DI SAN PATRIZIO  Apri
Loc. POZZO DI SAN PATRIZIO, VIALE SAN GALLO, ORVIETO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
41 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
Vi chiederete: che cosa c'entra San Patrizio con Orvieto? Poco o nulla, tant'e' vero che questa formidabile opera idraulica fu, all'origine, denominata Pozzo della Rocca, in quanto prossima alla rocca Albornoz. Prese poi il nome di San Patrizio perche' probabilmente usato, nella seconda meta' del Settecento, come Purgatorio di San Patrizio, in analogia alla cavita' sotterranea in cui il noto santo irlandese si ritirava a pregare, e dove gli increduli che si fossero avventurati fino a raggiungere il fondo avrebbero ottenuto la remissione dei peccati e l'accesso al Paradiso. L'opera, commissionata a Antonio da Sangallo il giovane nel 1527, fu voluta da papa Clemente VII, piu' o meno contemporaneamente alla risistemazione del Pozzo della Cava posto sull'altro versante della rupe, per assicurare acqua alla citta' in caso di assedio. Ultimata nel 1537 sotto Paolo III Farnese denota, per le dimensioni e l'accurato impianto progettuale, tutta l'ambizione di essere ricordata come ardua e grandiosa impresa. Si tratta di un'opera sapiente di ingegneria, preceduta da studi a carattere idrogeologico, che indussero sia all'individuazione del sito piu' adatto per arrivare alla falda argillosa delle sorgenti, sia a rivestire di mattoni, per una migliore tenuta, una parte delle pareti. Enormi le misure della perforazione cilindrica and 54 metri di profondita', 13 di diametro and e davvero singolare la trovata architettonica della doppia rampa elicoidale, che permetteva alle bestie da soma utilizzate per il trasporto dell'acqua di non ostacolarsi nel doppio senso di marcia lungo i 248 gradini; particolarmente suggestivi, poi, i 72 finestroni che lasciano filtrare e giocare con le tonalita' della pietra la luce. La parte esterna del pozzo si presenta, sullo sfondo delle colline che circondano la rupe, come una larga e bassa costruzione cilindrica decorata dai gigli farnesiani di Paolo III, con due aperture diametralmente opposte per chi scende e chi sale. Immergetevi nelle sue profondita' verdastre, scattate foto in abbondanza per cogliere tutti gli effetti prospettici e di luce, non rinunciate a far rimbalzare sulle pareti l'eco della vostra voce. Per poi gettare nell'acqua, giunti al fondo del pozzo, la piccola superstiziosa moneta che vi portera' di nuovo, e felicemente, a Orvieto

SATURNIA

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Loc. SATURNIA - TOSCANA  Navigatore
14 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Sorano, Roccalbegna, Pitigliano
Le Terme di Saturnia costituiscono un insieme di sorgenti termali situate nel comune di Manciano, a pochi chilometri dalla localita' di Saturnia, rispetto alla quale sorgono nella sottostante vallata sud-orientale. Le sorgenti termali che alimentano le terme interessano un vasto territorio che spazia dal Monte Amiata alle Colline dell'Albegna e del Fiora, fino a raggiungere la Maremma grossetana presso Roselle (Terme di Roselle) e Talamone (Terme dell'Osa). Il benessere tra innovazione e tradizione Il punto di forza della localita' termale la si deve al binomio fra tecnologia e tradizioni, un soggiorno alle Terme di Saturnia, significa concedersi un viaggio in un luogo senza tempo, dove lasciarsi coccolare da un'atmosfera avvolgente e trascorrere momenti indimenticabili. Qui la persona e' al centro di ogni attenzione e il suo benessere coincide con un equilibrio psico-fisico da costruire, risvegliare e mantenere attraverso un approccio globale, fatto di cinque aree collegate e complementari: idroterapia, estetica, stress management, dieta e fitness. Tra tutti i consigli pratici che possiamo darvi per prevenire o curare lo stress il piu' importante e' 'staccare la spina', partire per un'isola felice dove qualcuno si prenda cura di voi, vi coccoli e vi porti per mano verso una rinascita fisica e mentale. Le Terme di Saturnia possono essere quell'isola. E ora liberate la mente, azzerate ogni attivita' e tuffatevi nell'archetipo della vostra esistenza: l'acqua

PALAZZO DEL CAPITANO DEL POPOLO

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Loc. PIAZZA DEL POPOLO, ORVIETO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
40 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
Questo palazzo si erge nell'omonima piazza e risale ai primi anni ottanta del XIII secolo. La sua origine e' controversa, tuttavia si pensa che fu costruito su ideazione della famiglia Neri della Greca su un preesistente palazzo papale del 1157. Palazzo del Popolo. Il palazzo vide delle modifiche e degli ampliamenti gia' nel decennio successivo. La torre campanaria e' del 1315, successivamente il capitano del popolo, da cui prende il nome il palazzo, vi colloco' la campana con incisi i simboli delle arti che ora si trova sulla Torre del Moro. Del 1472 e' la copertura superiore. Oltre al capitano vi abitarono il Podesta' e i Sette Signori; dal 1651, ospito' il Monte di Pieta'. Tra le sale principali vi sono: la sala del '400, la sala che nel 1596 fu ceduta allo Studium delle Facolta' di Diritto, Teologia e Logica, le cui lezioni vennero tenute, due volte al giorno, tramite il richiamo della campana del popolo, fino al 1651 quando le lezioni furono costrette ad essere spostate altrove. Da allora di quell'universita' se ne persero le tracce. Nel Saggio Statistico Storico del Pontificio Stato, compilato dall'ingegnere perugino Gabrielle Calindri a Perugia nel 1829, si riporta la fondazione dell'universita' nel 1013, concessa dall'imperatore Enrico II di Sassonia, il Santo e da papa Benedetto VIII, gia' nelle Historie di Cipriano Manente edite nel 1561; lo Studium Generalis fu riconfermato dal cardinale Egidio Albornoz nel 1377. I locali superiori furono adibiti a teatro a partire dal 1578. Il comune di Orvieto stanzio' somme di denaro per i concittadini che volessero partecipare agli spettacoli a patto che queste manifestazioni culturali fossero messe in scena. A queste manifestazioni partecipo' una certa Accademia dei Giovani. Fu restaurato alla fine degli anni ottanta e attualmente e' sede di un centro congressi. Altri lavori hanno reso possibile delle scoperte archeologiche negli scantinati, tra cui un tempio del V secolo un acquedotto e una cisterna medievali

OLIO CANINO D.O.P.

OLIO CANINO D.O.P.  Apri
Loc. VITERBO VT, ITALIA - LAZIO  Navigatore
45 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano
  Brochure PDF
L'olio extravergine di oliva D.O.P. Canino, e' un monocultivar ottenuto dalla varieta' Canino, proveniente da oliveti dei soci, certificati alla produzione dell'olio DOP CANINO. La Certificazione 'D.O.P. CANINO' e' un ulteriore garanzia per il consumatore, infatti l'intera filiera produttiva si attiene ad un rigoroso disciplinare seguito da un esame organolettico e chimico, atti a verificare le qualita' nutrizionali dell'olio, indispensabili per la certificazione della D.O.P. CANINO. Olio dalle grandi qualita' organolettiche, dal colore verde intenso, si offre un buon equilibrio tra amaro e piccante con note finali di erbe aromatiche. Al naso e' avvolgente con un odore do frutto fresco. Ottimo per condire bruschette, zuppe, insalate, piatti di legumi e carni alla griglia

NECROPOLI DI TARQUINIA

     

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Loc. TARQUINIA - LAZIO  Navigatore
43 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Tolfa, Barbarano Romano, Canale Monterano
La collina dei Monterozzi, lunga circa 6 Km. e sede della principale necropoli cittadina, si estende parallela alla costa tirrenica, tra questa e l'altura della Civita dove sorgeva la citta' etrusca. Le logo Unescotombe coprono praticamente tutto il colle, se ne conoscono piu' di seimila, per la maggior parte camere scavate nella roccia e sormontate da tumuli. Sono proprio questi ultimi, oggi ormai appena visibili sul terreno perche' spianati dai lavori agricoli (ma solo un secolo fa se ne contavano piu di 600), che hanno dato al colle il nome popolare ed espressivo. La serie straordinaria di tombe dipinte -ne conosciamo circa 200 - rappresenta il nucleo piu' prestigioso della necropoli che resta, per questo aspetto, la piu' importante del Mediterraneo, tanto da essere definita da M. Pallottino il primo capitolo della storia della pittura italiana. L'uso di decorare con pitture i sepolcri delle famiglie aristocratiche e' documentato anche in altri centri dell'Etruria, ma solo a Tarquinia il fenomeno assume dimensioni cosi' ampie e continuate nel tempo: esso e' infatti attestato dal VII al II sec. a.C., cioe' per quasi tutta la durata della vita della citta'. Nel settore di necropoli attualmente aperto al pubblico e' possibile ammirare alcuni degli ipogei dipinti piu' celebri, come le tombe delle Leonesse, dei Leopardi, della Caccia e Pesca etc. La visita della cosiddetta necropoli Scataglini, un suggestivo angolo integralmente scavato, consente inoltre al visitatore di capire come dovesse in origine presentarsi la citta' dei morti

WWF: OASI LAGUNA DI ORBETELLO

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Loc. ORBETELLO GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
42 Km da MAREMMA NEL TUFO
Altitudine: 1 mt. s.l.m.  Area Poggio Pertuso, Convento Padri Passionisti, Albinia
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L' Oasi WWF di Orbetello, grazie alla sua posizione lungo le rotte migratorie, vede la concentrazione di migliaia di uccelli, specialmente nel periodo invernale. L'area dell'Oasi, che comprende anche la Riserva Naturale ed il fondo chiuso, e' di 1.000 ettari. L' Oasi WWF di Orbetello e' la piu' importante laguna del Tirreno: qui e' possibile avvistare il cavaliere d'Italia che ispiro', nel 1964, l'intervento di Fulco Pratesi e Hardy Reichelt per creare una delle prime Oasi WWF. L' Oasi di Orbetello, quindi, e' un'oasi storica per il WWF e una delle piu' importanti e famose. Ambiente Laguna, macchia mediterranea, duna costiera, prati, pineta... L' Oasi di Orbetello e' un'ambiente ottimale per una moltitudine di uccelli. Zona umida di importanza internazionale (convenzione di Ramsar). L' Oasi di Orbetello protegge 300 ettari di laguna salmastra dove a tratti affiorano isolotti di limo ricoperti da vegetazione palustre. Il Tombolo della Giannella lungo la costa e' ricoperto da una lussureggiante macchia mediterranea mentre nella riva interna della Laguna troviamo un esteso tappeto di salicornia. Piu' all'interno boschetti isolati di pioppi, sughere, frassini ed olmi. Scendendo ancora piu' a sud troviamo il Bosco di Patanella caratterizzato da grandi estensioni di brugo. Flora e fauna Questo ambiente e' caratterizzato da piante della macchia mediterranea quali lentisco, fillirea, mirto, corbezzolo; da vegetazione dunale a gramigna delle spiagge, santolina delle spiagge, sparto pungente, erba medica marina, calcatreppola marina, giglio di mare; da una zona lagunare dove troviamo un esteso tappeto di salicornia. La qualita' di questo ambiente, e la sua posizione lungo le rotte migratorie, consentono la concentrazione di migliaia di uccelli, specialmente nel periodo invernale, come fenicotteri, cavaliere d'italia, airone bianco maggiore, airone cenerino, falco pescatore, mestoloni, spatole, avocette ... L' oasi di Orbetello rappresenta anche l'unico sito riproduttivo della costa tirrenica per la sterna comune e il fraticello. Anche tra gli insetti c'e' una rarita': si tratta di una cicindela endemica, un coleottero predatore che oltre ad Orbetello, si trova solo nella simile Camargue (delta del Rodano, Francia). Tra i mammiferi la volpe, il tasso e l'istrice di cui e' facilissimo trovare le tracce

WWF: OASI LAGO DI BURANO

WWF: OASI LAGO DI BURANO  Apri
Loc. CAPALBIO GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
28 Km da MAREMMA NEL TUFO
Altitudine: 176 mt. s.l.m.  Area Orbetello, Poggio Pertuso, Albinia
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Il lago di Burano era una riserva di caccia. Poi e' arrivato il WWF e il destino e' cambiato. Bellissima laguna, duna costiera, macchia mediterranea. L'Oasi si trova nel Comune di Capalbio (Gr). L'area dell'Oasi e' di 410 ettari. L'Oasi WWF del Lago di Burano e' la prima delle oltre 100 Oasi dell'associazione. Un tempo riserva di caccia, comprende un tratto intatto di costa con duna sabbiosa e macchia e un lago retrodunale salmastro dominato da una torre. Ambiente Quello che viene definito 'Lago di Burano' in realta' e' uno stagno costiero salmastro, relitto di un antico lago, oggi collegato con il mare attraverso un canale parzialmente artificiale, che viene aperto a seconda delle esigenze di gestione. Lo specchio d'acqua ha una superficie di 140 ha e una profondita' media di 1 m. A cominciare dalla spiaggia, che si estende per 12 km, dove possiamo trovare tutte le piante tipiche dei litorali, subito a ridosso s'innalza la duna ricoperta da una fascia a macchia mediterranea che consolida il terreno e che ripara dal vento di mare il lembo residuo della foresta sempreverde mediterranea. Le sponde della zona umida sono circondate prevalentemente da canneto e scirpo. Attorno alla zona umida ci sono dei vasti coltivi suddivisi dai canali di bonifica. Estensione 1010 ettari Flora e fauna Ricchissima la flora comprendente oltre 600 specie, costituita, in prossimita' della spiaggia da narciso di mare, santolina, eringio marino, ammofila arenaria e, sulla sommita' e nella zona retrodunale, da ginepro coccolone, ginepro fenicio, mirto, fillirea, lentisco e quercia da sughero. Le sponde del lago sono ricoperte da cannuccia di palude, scirpo, giglio d'acqua ecc. Sono presenti inoltre circa 60 specie di licheni tra i quali l'ormai raro Teloschistes villosus. La fauna e' composta da 274 specie di uccelli, tra i quali morette, moriglioni, svassi, aironi, fenicotteri, molti rapaci, come il falco di palude, le albanelle, il falco pescatore, il falco lanario, e piccoli passeriformi come l'occhiocotto, la sterpazzolina e il beccamoschino. Tra i mammiferi sono presenti l'istrice, il tasso, la volpe, la donnola, la faina e la rara puzzola. Molto importante e' la coleotterofauna della duna, composta da 233 specie, compresa anche la rarissima Eurynebria complanata. Da alcuni anni ormai si riproduce la farfalla monarca, la sfinge testa di morto e la Lelya cenosa, una piccola farfalla notturna il cui bruco si alimenta della canna di palude.

VITERBO

VITERBO  Apri
Loc. VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
45 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano

La provincia di Viterbo chiamata anche Tuscia si trova nell''area nord della Regione ed caratterizzata da varie tipologie di paesaggio, da quello marino, a quello pianeggiante della maremma fino a quello montuoso. Il capoluogo di provincia, Viterbo, e' situato a 325 mt sul livello del mare ai piedi dei monti Cimini. Nelle sue vicinanze si trovano anche i laghi di Bolsena, Vico e Mazzano. Viterbo e' ricca di sorgenti termali e siti archeologici risalenti al periodo etrusco nel quale ebbe origine, e a quello romano dove si sviluppo in modo particolare sotto l''impertore Augusto. Troviamo inoltre interessanti monumenti dell''epoca medievale come le stesse mura di cinta merlate costruite fra il 1095 e il 1268, e di epoca rinascimentale. La denominazione Viterbo deriva da ''vetus urb'' che in latino significa citta vecchia. La storia di Viterbo e' associata a quella dei papi che ci vissero e che vi furono eletti, per questo e' denominata anche ''citta dei Papi''. Il primo fu Papa Alessandro IV che la scelse come rifugio. La decadenza di Viterbo inizio con il venire meno della corte papale quando la citta passo da una Signoria all''altra fino a che venne annessa allo Stato Pontificio. Il 12 settembre del 1870 fu annessa al Regno d''Italia e riconosciuta capoluogo di provincia i 1° gennaio del 1927. Da vedere: Il Palazzo dei Priori: Fu iniziato nel 1460 come sede per il Governatore della Provincia del Patrimonio e nel 1510 ne presero possesso i Priori. Dopo vari rifacimenti fu ultimato nel sec. XVI° Di particolare nota il portico del duecento e l''imponente facciata rinascimentale. Nella parte centrale del palazzo e' collocato lo stemma di papa Sisto V° Della Rovere. La Chiesa di San Francesco: Chiesa in stile romanico-gotico, eretta nel 1237 e distrutta nel 1944 durante bombardamenti. Il restauro risale al 1953. Qui sono sono conservate le reliquie di molti Papi fra cui quelle di Clemente IV (1265-68) e di Adriano V (1276), il supposto ''Papa di un giorno''. Altre chiese da visitare: La chiesa di San Sisto, la chiesa di Santa Maria Nuova e quella di Santa Rosa. I Museo Civico: Si trova nel convento della chiesa di Santa Maria della Verita ed e' uno dei piu antichi d''Italia. Qui si possono ammirare stupendi sarcofagi etruschi ed opere dell''epoca romana. Merita una visita anche la Pinacoteca dove e' conservata la tavola della Deposizione di Sebastiano del Piombo. Il Parco Terme Bulicame: Dove si trovano anche piscine termali pubbliche all''aperto ed il vicino Orto Botanico. Tarquinia: E'' stata uno dei principali centri etruschi dove sono visitabili le necropoli villanoviane e resti dei villaggi da cui ebbero origine. Il laghi di Bolsena e Vico: Due oasi naturalistiche di origine vulcanica.

NECROPOLI ETRUSCA: TOMBA DEI TORI

     

NECROPOLI ETRUSCA: TOMBA DEI TORI  Apri
Loc. TARQUINIA - LAZIO  Navigatore
42 Km da MAREMMA NEL TUFO
  Area Tolfa, Barbarano Romano, Canale Monterano
La Tomba dei Tori, scoperta nel 1892, risale agli inizi della seconda meta' del VI secolo a.C. ed e' composta da un ampio atrio sul quale si affacciano due celle funerarie. Qui sono rappresentate le piu' famose immagini erotiche della necropoli di Tarquinia, quelle piu' scabrose sono dipinte nella parete di fondo della camera principale: il gruppo erotico di destra e' formato da due uomini nudi e una donna anch'essa nuda, con le carni bianche, collegati tra loro in un complicato gioco sessuale, un toro bianco e mansueto e' disteso accanto a loro; l'altra scena e' di evidente omosessualita' maschile, deducibile anche dal colore usato per distinguere i sessi ( un colore bruno o rossastro per l'incarnato maschile, il bianco per quello femminile, l'omosessuale e' rappresentato con un colore rosa, quasi ad evidenziare la sua diversita') ed anche qui c'e' un toro dal volto umano che stavolta si scaglia infuriato contro i due protagonisti. Anche nell'affresco principale del tumulo, che rappresenta l'episodio mitologico dell'agguato di Achille a Troilo, il piu' giovane dei figli di Priamo, re di Troia, traspare un sottile brivido erotico: Troilo e' disegnato come uno splendido giovanetto dalle membra affusolate e morbide e dai lunghi capelli biondi, nudo sul suo cavallo e si dice che Achille, prima di sgozzarlo per poi sacrificarlo ad Apollo, fu preso da un improvviso desiderio sessuale che lo spinse ad un assalto amoroso talmente bestiale da uccidere Troilo nella stretta dei suoi amplessi. Nell'ipogeo compaiono pero' altre figure: al centro del frontone principale, nel columen due teste azzurre di ariete con le corna del potere bene in vista rappresentano il procreare delle mandrie ed il loro moltiplicarsi senza fine; a sinistra giganteggia Chimera, essere misterioso e sfuggente con corpo di leone, ali azzurre spiegate, testa di capro e coda di serpente; la Chimera e' inseguita da un'altra creatura enigmatica, con il corpo di leone ed il volto di donna, e' la Sfinge, l'infido mostro che non provoca le devastazioni del corpo, ma quelle della mente e dell'animo; su un'altra parete un giovane, vestito solo di un paio di stivaletti, cavalca un grande ippocampo. Necropoli di Monterozzi

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TOSCANA


Il nome di questa regione deriva dai suoi antichi abitanti, i Tusci, nome che venne dato agli Etruschi dai Romani. La Toscana è situata nell'Italia centrale e si estende dall'Appennino al mare Tirreno. I paesaggi, il patrimonio artistico e le importanti città, prima tra tutte Firenze, rendono la Toscana una protagonista indiscussa nel panorama turistico mondiale. In questa regione la natura presenta tanti diversi volti, a cominciare dal litorale che alterna spiagge lunghe e sabbiose, come quella versiliese, con scogliere rocciose e scoscesi promontori. Incomparabili sono le isole dell'Arcipelago Toscano, circondate dalla vegetazione mediterranea, da un mare cristallino e da ricchi fondali. Panorami di natura incontaminata si possono ammirare sulle Alpi Apuane e in numerose aree protette, tra cui la laguna di Orbetello che ospita numerose specie di uccelli migratori, tra cui gli aironi rosa. Ma i paesaggi più caratteristici della regione sono quelli che fondono armoniosamente la bellezza della natura con la millenaria presenza dell'uomo. Lo splendido Golfo di Baratti e i siti di Vetulonia e Pitigliano custodiscono necropoli e testimonianze della civiltà etrusca, mentre Roselle e Cosa restituiscono i ricordi di età romana. E poi, borghi medievali, cittadine ricche di storia, castelli e sistemi di fortificazione, chiesette rurali (le cosiddette 'pievi') e suggestive abbazie, come quella di Sant'Antimo, sono presenti su tutto il territorio e i loro profili si stagliano nei paesaggi delle Crete Senesi, della Val d'Orcia, della Garfagnana, del Chianti e della Maremma. Numerose sono infine le fonti di benessere: Montecatini, Saturnia, Montepulciano, Monsummano e Bagno Vignoni che, grazie alle acque termali e ai centri attrezzati per ogni tipo di trattamento, offrono vacanze all'insegna del relax.

Da Vedere: Chianti: Si tratta di una rinomatissima regione collinare che si trova tra Firenze e Siena ad ovest dell'Arno. E' una celebre zona vinicola dove si produce il vino omonimo, apprezzato e gustato in ogni parte del mondo. Questa zona è caratterizzata da dolci e verdi colline con campagne bellissime che offrono vigneti, uliveti e macchie di bosco di rara bellezza. Il Chianti è caratterizzato da piccoli villaggi caratteristici e poderi immersi nel verde che lo rendono una mèta turistica molto ambita (anche grazie all'estrema vicinanza con le bellissime città d'arte Firenze e Siena). Tra i borghi più importanti di questa zona vi segnaliamo Greve in Chianti, Panzano e Castellina in Chianti. Pienza: Pienza è una cittadina toscana in provincia di Siena che si trova su un colle che domina la valle del fiume Orcia. Originariamente si chiamava 'Castello di Corsignano' e più tardi fu battezzata col nome Pienza da Papa Pio II Piccolomini (Pienza significa città di Pio). Nel XV secolo per volere di Papa Pio II Piccolomini vennero costruiti i principali palazzi ed il duomo, e sostituite le case medievali del centro cittadino. Tutto il borgo è molto grazioso e piacevole da visitare, in particolare il duomo, il Museo Diocesano ed il palazzo Piccolomini. Si può visitare inoltre il Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d'Orcia: il territorio del Parco è costituito da tutto il territorio comunale di Pienza, San Quirico d'Orcia, Montalcino, Radicofani e Castigliore d'Orcia. San Gimignano: borgo medievale in provincia di Siena situato su un colle da dove si può ammirare la Val d'Elsa. Originariamente fu sede di un villaggio etrusco ma ebbe il suo maggior sviluppo proprio nel periodo medievale in cui ci fu una fiorente attività artistica le cui opere si possono ammirare ancora oggi. Questa cittadina ebbe l'onore di ospitare il famoso poeta Danta Alighieri, ambasciatore della lega guelfa toscana. San Gimignano ha mantenuto pressoché intatta la sua struttura trecentesca ed è caratterizzata dalla presenza di 15 magnifiche torri, dalle bellissime piazza del Duomo e Piazza della Cisterna. Sono da ammirare anche il Palazzo del Podestà, il Palazzo Comunale, la chiesa di Sant'Agostino e la Rocca pentagonale fatta demolire dai medici nel XVI secolo. San Gimignano è molto famosa anche per la produzione di un vino da poco divenuto DOCG: la Vernaccia di San Gimignano. Viareggio: Cittadina in provincia di Lucca che si trova sulle coste della Versilia, una celebre regione turistica che si trova tra il Mar Tirreno e le Alpi Apuane. E' uno dei centri belneari più conosciuti della Toscana e molti stabilimenti hanno conservato le loro caratteristiche originarie. E' molto importante e conosciuto anche il carnevale che si celebra con il corteo di bellissimi carri allegorici e sfilate in maschera. Firenze: è il capoluogo della regione Toscana ed è famosissima in tutto il mondo per il suo inestimabile patrimonio artistico. In questa città sono vissuti artisti formidabili come Giotto, Masaccio, Donatello, Michelangelo e Leonardo. Le loro opere sono raccolte nei numerosi musei presenti nella città. Sono presenti splendide opere architettoniche come il Duomo, il Battistero, Santa Maria Novella, Palazzo Pitti, Palazzo Strozzi e celebri musei quali la Galleria degli Uffizi, la Galleria dell'Accademia. Da ammirare inoltre Piazza della Signoria e Ponte Vecchio. Siena: è uno dei capoluoghi della Toscana conosciuta come una delle città più belle al mondo. Possiede bellissimi monumenti ed opere d'arte dei maggiori artisti che siano mai esistiti. Sicuramente da visitare Piazza del Campo, luogo dove si svolge il celeberrimo Palio Storico ed il bellissimo Duomo.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica toscana è una cucina semplice, genuina e sobria basata su alimenti di qualità come il pane (fatto senza sale) e l'olio extravergine di oliva. Tra i piatti tipici si trovano i buonissimi antipasti di terra a base di squisiti salumi e crostini fatti col pane toscano: molto famosi sono i 'crostini di fegatini'. Tra i primi piatti vi segnaliamo la 'pappa col pomodoro' a base di pomodoro cucinato con aglio, basilico e pepe. Famosissime sono le zuppe toscane tra cui prevale su tutte la 'ribollita' . Tra le pastasciutte le più famose sono senza dubbio le 'pappardelle alla lepre', pasta condita con sugo di lepre cotta nel vino rosso, olio e pomodoro. Altre pietanze molto conosciute sono la bistecca alla fiorentina (carne rigorosamente proveniente dai bovini di razza Chianina) e la trippa. Tra i piatti tipici si trovano anche molte specialità a base di pesce tra cui il famoso 'cacciucco' piatto simbolo della città di Livorno oppure le 'triglie alla livornese' (con pomodoro e piselli). Tra i dolci vi sono i 'ricciarelli' ed il 'Panforte'di Siena, i 'cantuccini' di Prato, i brigidini di Pistoia, il castagnaccio (a base di farina di castagne con pinoli ed uvetta), il bucellato (dolce lucchese all'anice, uvetta e canditi vari). Per quanto riguarda i vini la Toscana costituisce un capitolo a sé: ne esistono tantissime varietà e tutte molto rinomate e conosciute. Troviamo il Chianti, il Montepulciano, il Brunello di Montalcino, la Vernaccia di San Gimignano, il Galestro ed il rosso delle Colline Lucchesi. Ultimo ma non meno importante il Morellino di Scansano, vino dal colore rosso rubino brillante e dal sapore intenso e fruttato. Ideale se abbinato a carni rosse.