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due rocche - escursioni punti di interesse attrazioni a licata

 CAMPEGGIO VILLAGGIO DUE ROCCHE

CAMPEGGIO VILLAGGIO
DUE ROCCHE

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a LICATA Gela Canicattì Agrigento

FAI: GIARDINO DELLA KOLYMBETHRA

FAI: GIARDINO DELLA KOLYMBETHRA  Apri
Loc. VALLEY OF THE TEMPLES, AGRIGENTO AG, ITALY - SICILIA  Navigatore
38 Km da DUE ROCCHE
  Area Realmonte, Siculiana, Canicattì
Tra il tempio di Castore e Polluce e quello di Vulcano, nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento, si estende una vasta area verde nota come il 'Giardino della Kolymbethra'. Dopo un lungo abbandono, nel corso del quale il Giardino era diventato una selva di rovi, nel 1999 la Regione Sicilia ha affidato l'area al FAI, per un periodo di venticinque anni. Nel novembre 2001, dopo aver ultimato la campagna dei restauri paesaggistici e aver ripristinato le antiche colture, il Fondo Ambiente Italiano ha riaperto lo storico Giardino al pubblico inserendolo nel circuito di visita della Valle dei Templi: una piccola valle che, per la sua sorprendente fertilita', somiglia alla valle dell'Eden o a un angolo delle terra promessa (Abate di Saint Non, 1778). Il Giardino I cinque ettari della Kolymbethra offrono una notevole varieta' arborea e paesaggistica. Nelle zone piu' scoscese sono presenti tipiche specie della macchia mediterranea, come il mirto, il lentisco, il terebinto, la fillirea, l'euforbia e la ginestra. Nel terreno pianeggiante del fondovalle, al di la' del piccolo fiume bordato da canne lungo il quale crescono salici e pioppi bianchi, si estende l'agrumeto che con limoni, mandarini e aranci di antiche varieta', viene irrigato secondo le tecniche della tradizione araba. Dove l'acqua non arriva, nascono gelsi, carrubi, fichi d'india, mandorli e giganteschi olivi 'saraceni'. La Kolymbethra rappresenta, per caratteri percettivi, ambientali e produttivi, il paesaggio piu' illustre dell'arboricoltura siciliana, ovvero quello irriguo dell'agrumicoltura. In Sicilia gli impianti di agrumi si chiamano giardini proprio per sottolineare la loro bellezza, oltre che la finalita' produttiva. Il profumo della zagara assume cosi' il senso di una presenza arborea che non e' mai legata solo alla produzione, ma anche al piacere. Secondo le testimonianze dei contadini del luogo, fino agli ultimi decenni del Novecento la Kolymbethra venne coltivata ad agrumento e a orto e mantenne l'aspetto di un meraviglioso giardino profumato di limoni e di aranci e ricco di mandorli, olivi, gelsi, melograni e fichi d'india. La mancanza d'acqua ne causo' in seguito l'abbandono sino all'ntervento del FAI, che ha provveduto alla cura e al ripristino della vegetazione d'un tempo restituendo alla Valle dei Templi il suo originario valore, che non e' solo archeologico, ma anche storico, geologico, botanico e agrario

TEMPIO DI GIUNONE

TEMPIO DI GIUNONE  Apri
Loc. VIA PANORAMICA VALLE DEI TEMPLI, AGRIGENTO, ITALY - SICILIA  Navigatore
37 Km da DUE ROCCHE
  Area Realmonte, Siculiana, Canicattì
Il tempio, la cui attribuzione a Giunone e' dovuta ad una erronea interpretazione di un brano di un autore latino, e' costruito in calcarenite locale e sorge in posizione dominante presso l'estremita' orientale della Collina dei Templi. L'edificio, di stile dorico (450-440 a.C. ), poggia su un basamento di quattro gradini e presenta sei colonne sui lati brevi e tredici sui lati lunghi. L'interno era suddiviso in tre vani: quello centrale (cella) era preceduto da un atrio di ingresso (pronao) e seguito da un vano posteriore (opistodomo), questi ultimi avevano due colonne antistanti; ai lati della porta della cella si trovavano le scale di accesso al tetto. Il basamento con tre gradini sul fondo della cella fu aggiunto in epoca successiva. La superficie di alcuni blocchi arrossati mostra i segni dell'incendio forse riconducibile alla distruzione di Akragas compiuta dai Cartaginesi nel 406 a.C. Sul lato est si trovano i resti dell'altare monumentale preceduto da una scalinata di dieci gradini che conduceva al piano dove si celebravano i sacrifici. Numerosi restauri sono stati eseguiti a partire dalla fine del XVIII secolo, quando furono risollevate le colonne del lato nord, sino agli ultimi interventi di tipo statico e conservativo delle superfici lapidee effettuati dal Parco (POR Sicilia 2000-2006). A Ovest del tempio si trova Porta III - di cui oggi rimane ben poco a causa della frana di parte del costone roccioso - originariamente aperta in una rientranza obliqua rispetto alla linea delle fortificazioni e percorsa da una carreggiata stradale ancora visibile. Il sistema difensivo risalente alla fine del VI sec. a.C. fu rinforzato durante il IV sec. a.C. dalla costruzione, a Nord-Est della porta e del tempio, di un imponente torrione di cui oggi rimane parte del crollo dell'elevato

VALLE DEI TEMPLI

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Loc. VALLEY OF THE TEMPLES, AGRIGENTO, ITALY - SICILIA  Navigatore
38 Km da DUE ROCCHE
  Area Realmonte, Siculiana, Canicattì
La nascita della polis agrigentina e' legata allo sviluppo della polis Geloa: la citta', infatti, fu fondata nel 581 a.C. da alcuni abitanti di Gela, originari delle isole di Rodi e di Creta, col nome di (Akragas), dall'omonimo fiume che bagna il territorio. Fu una delle principali citta' del mondo antico, centro urbano importante sia economicamente che politicamente. L'insediamento fu protetto nel VI secolo da un sistema difensivo costituito da un circuito di mura che sfruttava le caratteristiche topografiche del luogo costituito dal pianoro su fianco di colline che dominavano il litorale e di cui la valle dei templi occupava il margine sud e non costituiva l'acropoli localizzata invece piu' a monte, in corrispondenza del nucleo medievale dell'attuale citta'. L'espansionismo militare di Akragas ebbe particolarmente impulso al tempo del tiranno Terone (488-473 a.C.) e della vittoria sui Cartaginesi. Segui' un periodo di rivalita' con Siracusa. I grandi templi costruiti nel V secolo testimoniano comunque la prosperita' della citta'. Dopo il saccheggio da parte dei Cartaginesi nel 408 a.C. segui' un periodo di decadenza della citta', che comunque fu ricostruita. Dal 262 a.C. Agrigento entro' nel dominio romano, restando comunque una citta' importante. A partire dal VII secolo la citta' si impoveri' e si spopolo' ed il centro urbano si ridusse alla sola collina dell'acropoli, abbandonando cosi' sia l'area urbana che la zona dei templi, che si salvo' cosi' da trasformazioni urbane. Al centro della Valle dei Templi, nella zona ad ovest della chiesa di San Nicola (oggi Museo Nazionale), si ergono i resti dell'ekklesiaste'rion e del cosiddetto Oratorio di Falaride. I lavori per la costruzione del museo hanno messo in luce un interessantissimo complesso di carattere pubblico (Agora' superiore). Nella parte nord, non piu' visibile perche' barbaramente sepolto dall'edificio del museo, era un santuario di Demetra e Kore del VI-V secolo a.C., da collegare con ogni probabilita', come presidio sacro, con le attivita' pubbliche svolte immediatamente in basso a sud: dal santuario provengono i consueti ex voto fittili e ceramici.

CALTANISSETTA

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Loc. CALTANISSETTA, ITALY - SICILIA  Navigatore
44 Km da DUE ROCCHE
  Area Pietraperzia, Enna, Canicattì
Caltanissetta e' una delle province della regione Sicilia. Si trova nella parte interna dell''isola ai piedi del monte San Giuliano. Questa sua posizione geografica ha favorito notevolmente l''insediamento di varie popolazioni tra cui i Siculi, i Sicani e soprattutto i Greci. In seguito nell''829 venne conquistata dagli Arabi e prese il nome di Kastra-Nissa. Successivamente venne dominata dai Normanni, dagli Svevi, dagli Angioini e dagli Aragonesi e poi da alcune signorie siciliane. Nel 1860 venne poi annessa al Regno d''Italia dopo un lungo dominio di Spagnoli e Borboni. Questa grande storia eterogenea ha lasciato tracce indelebili sul territorio nisseno: si trovano infatti bellissimi siti archeologici, castelli medievali con torri di avvistamento, palazzi e bellissime chiese di vari comuni, impianti minerari (solfare) ed i forni di arricchimento dello zolfo (gills) oggi rimasti come testimonianza dell''industria solfifera siciliana. Da vedere: Castello di Falconara: originariamente questo castello era una torre di avvistamento. Questa costruzione sorge sulla costa a ovest di Gela e nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche che gli hanno conferito l''aspetto di un vero e proprio maniero medievale. Nei primi anni del XIX secolo divenne proprieta di Giorgio Wilding che fece aggiungere alla costruzione originaria un salone ed un grande terrazzo a picco sul mare. Successivamente il castello passo ai Chiaramonte che impreziosirono le stanze con quadri, ceramiche e mobili antichi di grande pregio. Abbazia di Santo Spirito: questa e' probabilmente la chiesa piu antica di Caltanissetta. E'' stata costruita prima dell''anno Mille, e' in stile romanico e possiede tre absidi. Nel corso dei secoli ha subito numerose modifche e al suo interno sono conservati dipinti ed opere di grande valore, tra cui antichi testi sacri ed una bellissima fonte battesimale ottenuta da un''urna cineraria romana. Cattedrale: questa chiesa venne edificata tra il 1570 ed il 1622: e' in stile neoclassico ed la pianta a croce latina con tre navate separate da due ordini di colonne. Le navate laterali presentano bellissime nicchie con Statue della Vergine, di gesu Risorto e di alcuni Santi. All''interno della chiesa vi sono anche splendidi affreschi di Guglielmo Borremans (1720) che decorano le colonne, gli altari e la volta. Di notevole pregio sono anche l''organo in stiile barocco e la statua di San Michele Arcangelo (patrono della citta) delXVII secolo (opera di Stefano Li Volsi). La cattedrale ha subito recentamente nuovi restauri. Chiesa di San Sebastiano: questa bellissima chiesa si trova in Piazza Garibaldi accanto alla cattedrale. E''stata costruita nel XVI secolo come dono a San Sebastiano da parte del popolo della citta per ringraziarlo della liberazione dalla pesta bubbonica. Nel corso dei secoli questa chiesa ha subito ingrandimenti, rimaneggiamenti e restauri: la nuova facciata che possiede ricchi elementi architettonici risale ai primi anni del XIX secolo e venne realizzata dall''architetto Pasquale Saetta

AGRIGENTO

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Loc. AGRIGENTO, ITALY - SICILIA  Navigatore
39 Km da DUE ROCCHE
  Area Realmonte, Siculiana, Canicattì
Agrigento (il cui nome deriva dall'arabo Girgenti, nome originale della citta fino al 1197) e' uno dei capoluoghi di provincia della regione Sicilia. Si trova su un colle nella costa meridionale dell'isola ed e' famosa per essere uno dei centri archeologici e turistici d'Italia. Agrigento venne fondata nel VI secolo a.c. Dai Greci di Rodi (con il nome Akragas) ed era una delle citta piu importanti della Magna Grecia. Successivamente venne distrutta e saccheggiata dai Cartaginesi e poi conquistata dai Romani. In seguito fu dominata dai Vandali, dai Goti e dai Bizantini e trascorse un periodo di grave decadenza economica. In seguito fu sotto il dominio degli Arabi grazie ai quali riacquisto importanza economica e commerciale. Nel 1086 venne occupata dai Normanni e divenne sede vescovile. Nei secoli successivi venne dominata dagli Aragonesi e poi dagli Spagnoli. Nel 1817 divenne provincia della Sicilia e fu una delle prime citta siciliane ad insorgere dopo il proclama di Salemi di Garibaldi: nel 1860 aderi al Regno d'Italia. Da vedere: La Valle dei Templi: Ad Agrigento si trova uno dei siti archeologici della civilta greca piu importanti e meglio conservati al mondo. La valle dei Templi si trova nella parte meridionale della citta ed e' composta da numerosi templi che risalgono al V secolo a.c. Questi templi sono in stile dorico e rivolti ad est per rispettare il principio secondo cui la statua che rappresentava la divinita (posta all'ingresso del tempio) venisse illuminata dal sole all'alba. Questa valle presenta i vari templi delle vari divinita quasi allineati tra di loro; percorrendo la zona si possono ammirare il 'Tempio di Zeus Olimpio' edificato in onore di Zeus per la vittoria degli agrigentini ai danni dei Cartaginesi; il 'Tempio di Eracle' che e' quello piu antico in questo luogo, il 'Tempio della Concordia', l'unico ad essere pervenuto completamente intergo, il 'Tempio di Hera Lacinia' edificato intorno al V secolo a.c. E poi incendiato dai Cartaginesi. La Valle dei Templi e' stata dichiarata nel 1997 Patrimonio dell'Umanita dall'UNESCO. Quartiere Ellenistico Romano: il sito archeologico della Valle dei Templi comprende anche il quartiere Ellenistico Romano; si tratta di un complesso di abitazioni con mosaici e pavimenti decorativi del I-II secolo d.c. di cui e' ancora ben visibile l'impianto urbanistico. Cattedrale: l'edificio originario e' stato edificato nel XI secolo dai Normanni ma ha subito dei rimaneggiamenti nel XIII-XIV secolo e poi successivamente restaurato nel 1966. E' strutturata su tre navate e quella centrale possiede un bellissimo soffitto in legno a capriate con figure dei santi e di apostoli. Il coro e' invece in pieno stile barocco: decorato con angeli e ghirlande dorate. Abbazia di Santo Spirito: questa chiesa risale al XIII secolo e presenta una facciata con un portale gotico sormontato da un bellissimo rosone. L'interno e' in stile prevalentemente barocco. Vi sono conservati degli altorilievi che raffigurano la Nativita, la Fuga in Egitto, e la Presentazione di Gesu.

UVA DA TAVOLA DI CANICATTI IGP

UVA DA TAVOLA DI CANICATTI IGP  Apri
Loc. CANICATTI - SICILIA  Navigatore
30 Km da DUE ROCCHE
Altitudine: 447 mt. s.l.m.  Area Caltanissetta, Agrigento, Pietraperzia
  Brochure PDF
L'Uva da Tavola di Canicatti' IGP presenta acini di forma sferoidale-ellissoidale di dimensioni medio grosse, caratterizzati da una polpa carnosa e croccante, dolce con delicato aroma di moscato. L'epicarpo e' giallo tenue - giallo paglierino dorato. La zona di produzione dell'Uva da Tavola di Canicatti' IGP comprende diversi comuni in provincia di Agrigento e Caltanissetta. La vite arrivo' nel Mediterraneo gia' nel 600 a.C.. I Fenici la fecero conoscere in Francia, mentre i Romani in Germania. In particolare la coltivazione dell'uva della tipologia 'Italia', pur essendo stata introdotta nella prima meta' del XX secolo, si affermo' solamente agli inizi degli anni &70 nella zona di Canicatti', dove prese il posto delle tradizionali colture di cereali, mandorli e leguminose. Prodotta nell'Agrigentino apprezzata e riconosciuta in varie parti del mondo, l'Uva Italia di Canicatti' e' 'creatura' dell'illustre genetista Alberto Piovano, grazie all'incrocio di due varieta' di viti, Bicane e moscato d'Amburgo. Il risultato di questo incrocio e' un'uva di bell'aspetto, di grossa pezzatura e molto resistente. Si riesce a conservarla per oltre un mese, se collocata in ambienti molto umidi a basse temperature. Oltre al canonico consumo fresco, l'uva puo' essere impiegata come ingrediente nella preparazione di dolci, marmellate e succhi. Disinfettante ed antivirale, diuretica e lassativa

FINZIADE

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Loc. LICATA AG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
2 Km da DUE ROCCHE
Altitudine: 9 mt. s.l.m.  Area Canicattì, Gela, Agrigento
Licata ha alle spalle una tradizione antichissima che inizia nel lontano periodo Neolitico, circa 7000 anni fa, e che continua con le diverse culture dell'Eta' del Rame e del Bronzo, quest'ultima particolarmente attestata nel territorio per la presenza di migliaia di tombe a grotticella artificiale scavate sulle pareti di roccia calcarea. Gia' nella tarda eta' del bronzo, il sito dell'odierna Licata fu abbandonato dalle comunita' indigene che vi risiedevano, probabilmente a causa dell'eccessiva pericolosita' della costa licatese, soggetta a continue scorrerie da parte di popoli proveniente dal mare. La mancanza di testimonianze archeologiche dalla fine dell'eta' del Bronzo all'eta' del Ferro, puo' essere letta anche in relazione all'insorgere di epidemie o gravi cataclismi, contemporaneamente alle continue alluvioni e alla formazione di paludi, che resero l'intera area malsana e improduttiva. Il territorio di Licata tornera' ad essere occupato nel VII secolo a.C., in concomitanza con la prima ondata di colonizzazione greca. Le tracce riferibli a questo preciso periodo storico sono emerse in contrada Caduta di Mollarella, ma si tratta di frammenti sporadici e rinvenuti fuori contesto. Una frequenstazione stabile del luogo si avra' solo a partire dal VI secolo a.C., come testimoniano il santuario e la necropoli greca-arcaica della Poliscia, il santuario di contrada Casalicchio, la necropoli di Portella di Corso e numerosi altri siti sconosciuti alla letteratura archeologica, che i soci della Finziade stanno censendo tra le campagne licatesi. Il IV secolo a.C. rappresenta un periodo di prosperita' per le campagne licatesi: una recente indagine condotta dall'Universita' di Siena ha infatti accertato l'esistenza di piccoli villaggi rurali, dediti prevalentemente all'agricoltura vitivinicola. Circa 15 palmenti, infatti, sono stati ritrovati sulle colline licatesi, spesso in connessione con unita' abitative rurali e collocati nei pressi di centri fortificati. Nel III secolo a.C., Phintia, tiranno di Akragas, decise di edificare una nuova polis presso il mare, trasferendo in essa tutti gli abitanti delle distrutta Gela. Sui resti di un nucleo rurale del colle Sant'Angelo fu fondata l'acropoli della nuova citta' che dal tiranno prese il nome: si chiamo' Phintiade e visse per circa 300 anni prima di essere definitivamente abbandonata

TEMPIO DELLA CONCORDIA

TEMPIO DELLA CONCORDIA  Apri
Loc. AGRIGENTO - SICILIA  Navigatore
37 Km da DUE ROCCHE
  Area Realmonte, Siculiana, Canicattì
Il tempio della Concordia e' un tempio greco dell'antica citta' di Akragas sito nella Valle dei Templi di Agrigento. Questo tempio, costruito come quello di Hera su di un massiccio basamento destinato a superare i dislivelli del terreno roccioso, per lo stato di conservazione e' considerato uno degli edifici sacri d'epoca classica piu' notevoli del mondo greco (440 a.C.-430 a.C.). Su di un crepidoma di quattro gradini (m 39,44x16,91) si erge la conservatissima peristasi di 6x13 colonne, alte m. 6,72 e caratterizzate da venti scanalature e armoniosa entasi (curvatura della sezione verticale), sormontata da epistilio, fregio di triglifi e metope e cornice a mutuli; conservati sono anche in maniera integrale i timpani. Alla cella, preceduta da pronao in antis (come l'opistodomo) si accede attraverso un gradino; ben conservati sono i piloni con le scale d'accesso al tetto e, sulla sommita' delle pareti della cella e nei blocchi della trabeazione della peristasi, gli incassi per la travatura lignea di copertura. L'esterno e l'interno del tempio erano rivestiti di stucco con la necessaria policromia. La sima mostrava gronde con protomi leonine e la copertura prevedeva tegole marmoree. La trasformazione in chiesa cristiana comporto' anzitutto un rovesciamento dell'orientamento antico, per cui si abbatte' il muro di fondo della cella, si chiusero gli intercolunni e si praticarono dodici aperture arcuate nelle pareti della cella, cosi' da costituire le tre navate canoniche, le due laterali nella peristasi e quella centrale coincidente con la cella. Distrutto poi l'altare d'epoca classica e sistemate negli angoli a est le sacrestie, l'edificio divenne organismo basilicale virtualmente perfetto. Le fosse scavate all'interno e all'esterno della chiesa si riferiscono a sepolture alto-medievali, secondo la consuetudine collocate in stretto rapporto con la basilica

SITO ARCHEOLOGICO DI GELA

SITO ARCHEOLOGICO DI GELA  Apri
Loc. VIA PALAZZI, 1, GELA CL, ITALIA - SICILIA  Navigatore
25 Km da DUE ROCCHE
  Area Niscemi, Licata, San Cono
Secondo Tucidide la fondazione di Gela (l'antica Lindioi) avvenne per opera dei Rodio-Cretesi guidati da Antifemo e da Entimo: siamo nell'anno 689 a.C. I primi abitanti, dopo aspre lotte con le popolazioni preesistenti, cominciarono a penetrare verso l'interno. Salendo attraverso il fiume Gela iniziarono quel processo di ellenizzazione che in seguito avrebbe coinvolto altri centri vicini (Ariaiton, Maktorion e Omphake, l'attuale Butera). Gela raggiunse il suo massimo splendore tra il VI e il V secolo a.C. affermandosi quale centro greco dominante. Sotto i tiranni Cleandro, Ippocrate e Gelone assunse un importante ruolo politico-militare, contrapponendosi al blocco Cartaginese che dominava la Sicilia occidentale. Con la rivolta del 450 a.C. per l'autonomia dalla Grecia, Gela comincio' ad intraprendere la strada del declino. Dopo una fase di stasi, venne distrutta definitivamente dai Cartaginesi e dagli Agrigentini intorno al 280 a.C. Nell'intorno gelese sono moltissimi i siti archeologici, testimonianza di un lungo arco di tempo che dall'Eta' del rame giunge al Medioevo. Nella Collina di Molino a Vento sorge una necropoli neolitica con tombe a fossa circolare. Di notevole interesse e' l'Acropoli della citta' greca, con i suoi edifici sacri, la cinta muraria del VI secolo a.C., le abitazioni. A Capo Soprano si puo' osservare la cinta muraria di fortificazione, realizzata da Timoleonte nel IV secolo a.C. Verso l'esterno, fuori dalla cinta muraria, i santuari dedicati alle divinita' Demetra e Kore e il quartiere ellenistico del IV secolo a.C. con i bagni pubblici. Bitalemi e Piano Notaro presentano edifici tombali e i resti di santuari extraurbani. Infine bisogna citare Manfria, che presenta testimonianze dell'Eta' del bronzo, delle Fasi rodio-cretesi e del Medioevo (famosa e' l'omonima Torre di avvistamento). I reperti raccolti nel corso di questo secolo nei diversi siti archeologici sopra menzionati, sono custoditi nel Museo Archeologico di Molino a Vento. Molto noti sono i vasi corinzi del VII e VI secolo a.C., le antefisse a maschera sileniche e gorgoniche, le statuette sacre raffiguranti Demetra e Kore, i frammenti della ceramica attica. Molto interessante e' la Testa di Cavallo del V secolo a.C., costituente una decorazione acroteriale. Parecchi sono anche gli oggetti d'oro e d'argento, come orecchini a ventaglio e altri monili vari ritrovati in grande quantita' negli edifici tombali

RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI

RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI, CONTRADA PISCIOTTO, NISCEMI CL, ITALIA - SICILIA  Navigatore
41 Km da DUE ROCCHE
  Area Mazzarrone, Gela, Caltagirone
Nella sughereta di Niscemi, insieme a lecci e roverelle, sono rappresentati gli arbusti tipicamente sempreverdi della macchia-foresta mediterranea. Il magnifico bosco del passato e' ormai un ricordo, ma restano ancora ambienti interessanti dove si trovano il lentisco, il carrubo, l'olivastro, il mirto, il corbezzolo, la fillirea e la palma nana. Il sottobosco ricco e luminoso e' popolato da una fauna diversificata che annovera il gatto selvatico e la volpe; ghiri e topi quercini. Nel bosco nidificano piccoli silvidi, il picchio rosso maggiore e l'upupa

SCALA DEI TURCHI

SCALA DEI TURCHI  Apri
Loc. STRADA PROVINCIALE 68, REALMONTE, AGRIGENTO, ITALY - SICILIA  Navigatore
45 Km da DUE ROCCHE
  Area Siculiana, Agrigento
La Scala dei Turchi e' una parete rocciosa (falesia) che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, vicino a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. E' diventata nel tempo un'attrazione turistica sia per la singolarita' della scogliera, di colore bianco e dalle peculiari forme, sia a seguito della popolarita' acquisita dai romanzi con protagonista il commissario Montalbano scritti da Andrea Camilleri, in cui tali luoghi vengono citati (vicino e' l'immaginario paese del commissario, Vigata)

FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.

FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.  Apri
Loc. SAN CONO CT, ITALIA - SICILIA  Navigatore
42 Km da DUE ROCCHE
  Area Piazza Armerina, Caltagirone, Aidone
Tra le caratteristiche distintive del &Ficodindia di San Cono' si ricordano le grandi dimensioni dei frutti, la buccia dai colori intensi e vivi, un profumo molto delicato e un sapore molto dolce. La dolcezza e le dimensioni del frutto, rispetto ad altre zone di produzione siciliane, risultano essere degli importanti parametri distintivi poiche' correlati alla tipicita' della zona geografica. La zona di produzione del &Ficodindia di San Cono' comprende il territorio posto ad altitudine compresa tra 200 e 600 metri s.l.m., dei Comuni di San Cono (CT), San Michele di Ganzaria (CT), Piazza Armerina (EN e Mazzarino (CL). Le particolari caratteristiche del &Ficodindia di San Cono' si sviluppano grazie alla perfetta combinazione di fattori ambientali ed umani che caratterizzano la zona di produzione. Infatti, il territorio e' dotato di caratteristiche particolari, quali l'altitudine e la conformazione orografica che rappresentano elementi essenziali nella determinazione delle particolari condizioni di intensita' e qualita' della radiazione luminosa, dell'alternanza dei cicli di bagnatura-asciugatura dell'epicarpo dei frutti e dell'escursione termica giornaliera, soprattutto nel periodo di maturazione dei frutti

PIETRAPERZIA

PIETRAPERZIA  Apri
Loc. PIETRAPERZIA ENNA, ITALY - SICILIA  Navigatore
39 Km da DUE ROCCHE
Altitudine: 462 mt. s.l.m.  Area Caltanissetta, Piazza Armerina, Enna
Sulla base delle indicazioni di storici e geografi pare che Pietraperzia abbia avuto origine da una antichissima colonia greca in Sicilia chiamata Caulonia. Pietraperzia deve alla dominazione saracena sia il nome che la sua prosperita'. Epoca aurea per Pietraperzia si puo' considerare il secolo sedicesimo quando i Barresi, baroni della citta', assursero prima alla dignita' di marchesi con Matteo III Barresi, il fondatore di Barrafranca (1529), e poi di principi con Pietro Barresi (1564). Il Castello di Pietraperzia loro abitazione divento' allora ambi'to ritrovo di gente amante della cultura e della politica. Grave fu la crisi sociale che investi' la citta', culminando nella tragica costituzione di una banda armata da parte di Antonino Di Blasi, inteso Testalonga, il quale creo', in poco piu' di due anni di banditismo (1765-1767), un'esteso clima di terrore in tutta la Sicilia. Dal 1926 Pietraperzia entra a far parte della nuova provincia di Enna. Tra gli edifici ricordiamo: la Chiesa Matrice, il Santuario della Madonna della Cava, il Palazzo del Governatore (XVI secolo). La Piramide di Pietraperzia Sull'altopiano di Cirummeddi (Cerumbelle) si trovano una serie di acrocori naturali tra cui quello della piramide. Essa consta di un insieme di strutture megalitiche di probabile eta' neolitica, su cui sono inserite costruzioni successive fino al basso medioevo. L'aspetto e' collinare e piramidale di altezza di circa 12 metri. La base della struttura, lunga 55 metri e larga 30, appare composta da tre ordini di gradoni mozzati verticalmente da quattro scalette intagliate attraverso cui si accede alle terrazze soprastanti, collegate da rampe a piani inclinati. Le scalette corrispondono ai quattro punti cardinali. Il monumento si presenta con due idee costruttive dalla forte connotazione simbolica: quella del cerchio (la sua circonferenza) e quella del quadrato (la pianta costruttiva dei piani superiori in esso innestata). Festa della compatrona Maria SS. della Cava 14 e 15 agosto, il 16 agosto festa del compatrono San Rocc

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SICILIA


Il nome antico di questa regione era Trinakria deriva da tre punte, come quelle che delimitano la regione. La Sicilia è la più grande isola italiana, divisa dal continente dallo Stretto di Messina e bagnata dallo Ionio, dal Tirreno e dal Mediterraneo. Una delle perle del sud Italia, tutta da scoprire, conoscere e vivere attraverso un ventaglio di itinerari alternativi che spaziano, a seconda dei gusti e delle esigenze, tra natura, storia e tradizione. La natura sembra aver destinato a questa terra tutte le sue meraviglie: monti, colline, e soprattutto il mare, che con i suoi incredibili colori, la trasparenza delle acque e la bellezza dei suoi fondali non ha nulla da invidiare agli altri mari. In questa terra, il Mediterraneo offre scenari, profumi e sapori così unici e intensi che solo una natura incontaminata può regalare. Basti pensare alle isole che circondano la Sicilia: Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica: così simili per la bellezza del loro territorio e così peculiari per natura, tradizione, arte e storia. E non dimentichiamo i suggestivi vulcani, alcuni dei quali mai sopiti come l'Etna e lo Stromboli. Un fascino arricchito anche dalle preziose testimonianze archeologiche che raccontano le antiche origini della Trinacria (antico nome della Sicilia), e dai tanti monumenti, testimonianza di un'arte che ha saputo forgiarsi nel corso dei secoli.

Da Vedere: Isole Eolie: questo arcipelago è situato a nord della Sicilia ed è composto da sette isole principali di origine vulcanica . Le isole maggiori sono Lipari, Salina e Vulcano seguono poi Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea. Il nome di questo arcipelago deriva dal dio Eolo (dio dei venti) che secondo la mitologia graca si trovava in queste zone. Queste isole sono mèta turistica e balneare grazie al loro mare incontaminato ma anche alle numerose sorgenti termali presenti. La valle dei Templi: la valle dei templi di Agrigento raccoglie uno dei più grandi patrimoni archeologici della Grecia antica. Si possono ammirare templi dorici perfettamente conservati, il tempio di Giove Olimpio, il tempio dei Dioscuri (simbolo della città di Agrigento), tempio di ercole, tempio della Concordia. Tra i templi meglio conservati troviamo il tempio di Giunone Lacinia, di vulcano, di Esculapio tutti appartenenti al VI e V secolo a.c. Si possono ammirare inoltre il santuario di Demetra e Kore, la Tomba di Terone ed il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti di valore inestimabile a livello storico ed artistico. Giardini Naxos: si tratta diun centro agricolo-artigianale e turistico. Questa località offre bellissime e rinomate spiagge nonché un mare incontaminato. Il nome della cittadina deriva dal termine siciliano 'giardini' che indica agrumeti e 'naxos' deriva invece dal nome della prima colonia dei Greci che venne fondata nella zona dell'odierno insediamento. Tra i monumenti più importanti menzioniamo il Castello di Schisò (medievale) all'interno del quale sono conservati dei reperti archeologici rinvenuti dell'antica Naxos e di alcune tombe dell'età di bronzo.

Gastronomia e Vini: La gastronomia siciliana riflette i numerosi contatti che nei secoli sono avvenuti tra la Sicilia e varie civiltà diverse tra loro. Piatti tipici di questa regione sono: la 'pasta con le sarde' (con sarde fresche, pinoli e zafferano), la 'pasta alla Norma' (con pomodoro, melanzane e ricotta). Tra i piatti a base di carne troviamo il 'falsomagro' (rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova), gli involtini alla palermitana (ripieni di uvetta, pinoli, formaggio con profumo di alloro e cipolla). Tra i piatti di pesce molto famose sono le sarde a beccafico (con pangrattato, limone e pinoli), pesce preparato alla ghiotta (tonno, sarde e alici cucinate con cipolle, olive, capperi e formaggio), il 'cuscusu (versione trapanese del cuscus a base di pesce e con un chiaro influsso di origine araba). Sempre di influsso arabo è l'utilizzo di alcuni ingredienti come la cannella, lo zafferano, il riso (che si ritrova nella arancine a base di riso, carne, piselli, formaggio e prosciutto). Un capitolo a parte della gastronomia siciliana, è composto dalla pasticceria e dai dolci tipici di questa regione: basti pensare alla 'cassata', ai 'cannoli', alle granite, alla 'pignoccata'. Tra i vini vi segnaliamo il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e l'Alcamo. Vi consigliamo anche il Marsala, un rinomato vino liquoroso.