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  WWF: OASI LAGO DI CONZA


WWF: OASI LAGO DI CONZA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a CONZA DELLA CAMPANIA, AVELLINO, ITALY Calabritto Senerchia San Fele

PARCO REGIONALE MONTI PICENTINI

PARCO REGIONALE MONTI PICENTINI  Apri
Loc. ACERNO - CAMPANIA  Navigatore
26 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
Altitudine: 878 mt. s.l.m.  Area Calabritto, Senerchia, Montella
Il Parco, situato nel cuore dell' Appennino Campano, e' delimitato dai solchi dei fiumi Sabato, Sele e Calore al centro dei quali svettano i Monti Picentini. La complessa e articolata catena montuosa, decentrata verso il Tirreno rispetto all'asse appenninico, con aspre creste rocciose, raggiunge i 1800 m. sul Monte Cervialto. Di natura calcarea e dolomitica il Polveracchio, l'Acellica, il Mai, il Terminio e gli altri del gruppo dei Picentini, sono ricoperti da boschi, separati da ampie valli, circondati da un dolce territorio collinare e caratterizzati da profonde gole, sorgenti e numerose grotte. Antichi luoghi di culto, castelli medioevali, ruderi sparsi e le numerose aree archeologiche testimoniano le antiche frequentazioni dell'area. A cavallo tra le province di Avellino e Salerno, il Parco incide su 30 comuni e 4 comunita' montane. A Serino, Caposele, Campagna e San Cipriano le 4 porte di accesso al parco con i rispettivi info point. Gli 83 sentieri e le 33 grotte, tra cui la Grotta dell'Angelo e la Grotta dello Scalandrone, sono raggiungibili grazie alla carta dei sentieri. Il Parco racchiude, inoltre, 2 oasi del WWF e il Lago Laceno

TAURASI

TAURASI  Apri
Loc. TAURASI AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
37 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area San Nicola Manfredi, Benevento, Avellino
Il piu' importante centro enologico della Media Valle del Calore, Taurasi, e' posto sopra uno sperone del versante destro che domina da notevole altezza (m.398 s.l.m.) il fondovalle, a monte del punto in cui il fiume e' valicato dalla S.S. 90 delle Puglie. Il nome del vino deriva dalla cittadina omonima, l'antica Taurasia dalle vigne opime (Tito Livio). E' prodotto in un area di grande tradizione vitivinicola, che comprende 17 comuni, tutti in Irpinia. Perfetto appare l'equilibrio tra il clima, il vitigno e il terreno, equilibrio che si e' andato armonizzando e rafforzando nei secoli, fino a fondersi in un vino dalle caratteristiche superiori, che si distingue per la complessita' aromatica, il gusto vellutato, pieno ed elegante, i profumi intensi e delicati. Non a caso e' considerato uno dei migliori rossi d'Italia

WWF: OASI DI PERSANO

WWF: OASI DI PERSANO  Apri
Loc. SERRE - CAMPANIA  Navigatore
35 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area Castelcivita, Sicignano degli Alburni, Albanella
  Brochure PDF
L'Oasi WWF di Persano si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei comuni di Campagna e Serre (Sa). L'area si estende per circa 110 ettari ed e' conosciuta soprattutto per la presenza della lontra, splendido e raro mammifero terrestre a rischio in Italia. Le acque del Sele, con i vicini affluenti, ospitano una delle popolazioni piu' importanti di questa specie: la lontra e' un simbolo, un indicatore ecologico, una garanzia. L'Oasi WWF di Persano, riconosciuta ai sensi della Convenzione di Ramsar quale Area Umida di Importanta internazionale, ha un'estensione di 110 ettari e si trova nella parte alta della Piana del Sele, tra i Comuni di Serre e Campagna (SA), al vertice interno della pianura che a forma di ventaglio si apre verso mare fra i Monti Picentini e i Monti Alburni. L'Oasi e la confinante Tenuta Militare di Persano formano una grande isola verde le cui caratteristiche naturali si sono mantenute pressoche' inalterate. Il percorso natura, tra i piu' attrezzati d'Italia, passa in rassegna i vari punti d'osservazione. Ambiente L'Oasi WWF Persano si trova nella parte alta della Piana del Sele, al vertice interno della pianura che a forma di ventaglio si apre verso mare fra i Monti Picentini e i Monti Alburni. L'area, situata nei Comuni di Serre e Campagna (SA), ha un'estensione di 110 ettari, 70 dei quali occupati dal bacino idrico, ed e' inclusa in un piu' vasto territorio protetto di 3400 ettari, dei quali 2100 appartengono ad un'Oasi Regionale di Protezione della Fauna ed i restanti 1300 sono destinati a zona di ripopolamento e cattura; l'altitudine varia tra i 40 e i 75 m s.l.m. L'Oasi e la confinante Tenuta Militare di Persano formano una grande isola verde le cui caratteristiche naturali si sono mantenute pressoche' inalterate.

GROTTA DI PERTOSA AULETTA

GROTTA DI PERTOSA AULETTA  Apri
Loc. GROTTE DI PERTOSA-AULETTA, MURAGLIONE SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
41 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area Sicignano degli Alburni, Castelcivita, Serre
Le Grotte si trovano sui Monti Alburni, nei pressi del fiume Tanagro, immerse nel cuore di una natura spettacolare. L'intero complesso delle Grotte si estende per una lunghezza di circa tremila metri, sospesi tra terra e acqua, in un'alternanza cosi' suggestiva da emozionare chiunque. Cio' che rende uniche queste grotte e' il fiume sotterraneo Negro: un fiume proveniente dalle piu' recondite profondita' che offre un affascinante ed inconsueto viaggio in barca immersi in un silenzio magico, laddove luci ed ombre si incontrano e si confondono in un gioco sempre nuovo, rimanendo incantati dallo scrosciare della grande cascata naturale. I principali processi che intervengono nella formazione delle grotte (appunto i fenomeni di speleogenesi) si possono raggruppare come segue: & azione delle soluzioni acquose, con la loro capacita' di esercitare la corrosione sui calcari e di ridepositare carbonato di calcio in forma di concrezioni; & azione delle acque in quanto operano un'erosione meccanica sul letto dei fiumi sotterranei ed esercitano il trasporto e la deposizione di sedimenti; & azione della gravita' che determina crolli delle volte e delle pareti di cavita' gia' formate; ne risultano ammassi di detriti, spesso di grossi blocchi, al suolo. Inoltre, i principali fattori geologici responsabili della genesi, distribuzione, orientazione ed evoluzione delle cavita' carsiche sono gli elementi tettonici, ed in particolare: fratture, pieghe, faglie, giacitura e spessore degli strati. Le fratture svolgono un ruolo importantissimo: in primo luogo consentono alla roccia affiorante di offrire alle acque chimicamente attive una superficie inclinata piu' ampia su cui esercitare il loro potere erosivo; in secondo luogo permettono alla dissoluzione di interessare anche l'interno della massa calcarea oltre che la superficie. Cosi' facendo, i sistemi di fratturazione condizionano fortemente la distribuzione e la direzione di maggior sviluppo delle cavita' sotterranee. Tuttavia, nell'ambito di un massiccio carbonatico non tutte le fratture rivestono lo stesso ruolo: l'influenza di queste nei confronti delle cavita' dipende fortemente dalla loro apertura, inclinazione e orientamento. Infatti le acque di infiltrazione, nell'attraversare la zona di sottosuolo non satura (non piena d'acqua), preferiscono generalmente fratture piu' aperte ed inclinate, o verticali. Il riconoscimento dell'importanza archeologica delle Grotte di Pertosa-Auletta e' da attribuire ai primi scavi condotti tra il 1897 ed il 1898 da Paolo Carucci e Giovanni Patroni. I due diedero interpretazioni diverse della frequentazione umana nella cavita': il primo sottolineo' il carattere puramente abitativo, mentre il secondo il carattere cultuale. Nei successivi scavi fu ritrovata una struttura lignea simile ad una vera e propria palafitta. E' con le indagini moderne e con l'abbassamento del livello del bacino creato per lo sfruttamento idroelettrico del torrente ipogeo che viene confermata la presenza di strutture lignee altrimenti invisibili, con il recupero di materiali sommersi

FIANO D'AVELLINO DOCG

FIANO D'AVELLINO DOCG  Apri
Loc. AVELLINO AV, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
45 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area Provincia di Avellino, Pannarano, Sarno
Zona di produzione: intero territorio dei comuni Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto D'Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino, in provincia di Avellino. Il ruolo dell'Irpinia nella storia della viticoltura campana era talmente rilevante che alla linea ferroviaria Avellino Rocchetta Sant'Antonio venne dato il nome di Ferrovia del vino. Completamente circondata da vigneti, la provincia di Avellino offre vini di fama internazionale come il Greco di Tufo, il Taurasi e il Fiano. Quest'ultimo prende il nome dal vitigno omonimo, che i latini chiamavano Vitis apiana, grazie alle api, particolarmente ghiotte della dolcezza di queste uve. Questo vino molto apprezzato gia' nel Medioevo, ha un'origine millenaria. Nel registro di Federico II di Svevia, vissuto nel XIII secolo, e' annotato un ordine per tre salme di Fiano. Anche Carlo d'Angio' doveva amare il buon vino, al punto da impiantare nella propria vigna reale ben 16.000 viti di Fiano. Il Fiano e' l'antico vitigno campano che i latini indicavano con il nome (Vitis Apiana) per via della dolcezza delle sue uve che attiravano le api. La sua matrice ampelografica lo conduce a varieta' elleniche del periodo della Magna Grecia. Il Vino da esso prodotto era apprezzatissimo da consoli e imperatori romani ed ancora oggi gode fama di essere uno dei migliori bianchi d'Italia per via della sua struttura e straordinaria finezza ed anche in terra siciliana dimostra tutta la sua esuberanza. Perfetto come aperitivo, trova ottimi accostamenti con i piu' raffinati piatti a base di pesce. Si degusta ad una temperatura di 8°-10°C

PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI

PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI  Apri
Loc. MONTI ALBURNI, PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI, SICIGNANO DEGLI ALBURNI - BASILICATA  Navigatore
37 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area Castelcivita, Muraglione, Serre
Qui la natura e' protetta! Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, secondo parco in Italia per dimensioni, si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano-lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison, nonche' i contrafforti costieri del M. Bulgheria e del M. Stella. Alle straordinarie emergenze naturalistiche, dovute alla notevole eterogeneita' del territorio, si affiancano il carattere mitico e misterioso di una terra ricca di storia e cultura: il richiamo della ninfa Leucosia, alle spiaggie dove Palinuro lascio' Enea, dai resti delle colonie greche di Elea e Paestum, alla splendida Certosa di Padula. E quanto altro potrete trovare in una terra ancora tutta da scoprire

MONTEVERDE

MONTEVERDE  Apri
Loc. MONTEVERDE - CAMPANIA  Navigatore
24 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
Altitudine: 737 mt. s.l.m.  Area Atella, Melfi, San Fele
Monteverde sorge su un colle nell'alta valle dell'Ofanto, ai confini orientali della Campania, in quella terra d'Irpinia che ha come animale totemico il lupo (hirpus in osco, la lingua dei Sanniti). Il centro storico, arroccato intorno al castello, si adegua alla morfologia del luogo, piu' volte sconvolto dai terremoti, e conserva l'originario tessuto urbano dei paesi irpini d'altura, con le strette viuzze a gradoni per raccordare i dislivelli delle cerchie stradali, e uno spazio fisico angusto dove non raro e' l'utilizzo della roccia a scopi abitativi. Passeggiando nei vicoli, si nota, inglobata in un'abitazione, una roccia plasmata dal vento a forma di elefante. Frequente e' anche la soluzione della loggia su ampie arcate realizzate con pietra locale. L'aggregazione a schiera delle abitazioni lungo la serie concentrica di vicoli, archi e scalinate che seguono l'andamento del colle, ha donato compattezza al borgo. Il castello, costruito in pietra locale sbozzata e lavorata, e' stato adattato e ampliato nel XV secolo dagli Aragonesi sul torrione innalzato dai Longobardi a difesa dei confini del ducato di Benevento. Dotato di quattro torrioni cilindrici posti agli angoli di una struttura a pianta irregolare, e' stato trasformato da fortezza a residenza signorile nel 1744 dai baroni Sangermano che vi hanno aggiunto l'ala destra. Il torrione meglio conservato e' quello all'angolo meridionale. Il castello e' stato completamente riqualificato nel 2006. Ai suoi piedi e' ancora visibile una porzione di mura pelasgiche-sannitiche (IV-III secolo a.C.). Nelle stradine lastricate, l'attenzione e' spesso catturata dagli edifici d'interessante fattura della borghesia terriera ottocentesca, come i palazzi Pelosi e Spirito in via Bocchetti, abbelliti da artistici portali. Quanto ai luoghi di culto, il principale e' la ex cattedrale dedicata a Santa Maria di Nazareth. Sovrastata dal castello, si presenta a noi nelle forme barocche del rifacimento del 1728, ma il primo impianto e' del XIV secolo, con ampliamento nel XVI. L'ultimo restauro seguito al terremoto del 1980 ha svelato strutture romaniche. All'interno conserva dipinti di scuola napoletana del Seicento, statue lignee e altari di eta' compresa tra il XV e il XVIII; un crocifisso e' stato recentemente datato al XIII secolo. Anche la chiesa parrocchiale e' intitolata a Santa Maria di Nazareth ed e' stata ricostruita nel 1728, ma il rifacimento e' del 1901; l'impianto primitivo risale all'XI secolo e i dipinti all'interno sono settecenteschi. La chiesa di Santa Maria del Carmine, settecentesca, era annessa al convento dei Carmelitani soppresso nel 1652; ha una torre campanaria con bifore gotiche del 1888. Piccole sono la chiesa di Sant'Antonio (XVII secolo) e la chiesetta rurale di San Rocco all'ingresso del borgo, di cui non sfugge il recente restauro. Il piatto Dalla focaccia contadina di farina di mais cotta sui tizzoni ardenti in sostituzione del pane o per arricchire il bollito di verdure di campo, si arriva a piatti piu' elaborati, ma sempre di derivazione agropastorale, a base di pasta fatta in casa (ravioli, orecchiette, cavatelli, lasagne), di legumi (ceci, fagioli, lenticchie, fave, cicerchie), di ortaggi (verza, cicorie, asparagi). Il robusto vino di uve Aglianico e Sangiovese accompagna insaccati e carni bianche e rosse, tra cui la testina di agnello con le patate, tipica pietanza del periodo pasquale

SERRE

SERRE  Apri
Loc. SERRE SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
35 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area Castelcivita, Sicignano degli Alburni, Albanella
Per quanto riguarda il nome del borgo, esistono due attendibili versioni che ci illustrano da dove, il nome 'Serre', possa provenire. Nella prima, si sostiene che esso abbia origine dal latino 'sera' (spranga, sbarra per chiudere la porta), riferendosi alle colline che circondano il paese e che chiudono valli e pianure. Nella seconda, invece, si considera che il nome possa derivare dal nome degli strumenti (appunto le serre, costituite da due grossi manici congiunti da una grossa lama dentata.) con cui i boscaioli dell'epoca, disboscarono il colle per farvi nascere le loro abitazioni, prime dimore del centro abitato del paese che, per questo motivo e' conosciuto anche come 'il paese delle serre'

WWF: OASI VALLE DELLA CACCIA

WWF: OASI VALLE DELLA CACCIA  Apri
Loc. SENERCHIA AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
17 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area Senerchia, Acerno, Conza della Campania
  Brochure PDF
L'Oasi Valle della caccia si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Senerchia (Av). L'area si estende per circa 450 ettari e, nonostante il nome, e' un luogo protetto tra i piu' affascinanti e selvaggi dei Monti Picentini. Qui s'incontra una stazione di pini neri, fatto raro, una cascata spettacolare, un vallone selvaggio. Se e' vero che gli italiani quando pensano alla Natura immaginano un bosco, quella dei Monti Picentini e' la rappresentazione piu' vera. Ambiente I boschi sono tra i piu' belli dell'Appennino campano. Se e' vero che gli italiani quando pensano alla Natura immaginano un bosco, quella dei Monti Picentini e' la rappresentazione piu' vera. L'Oasi e' un rifugio sicuro per il lupo, il gatto selvatico, il tasso, il falco pellegrino, il gufo comune: e' la testimonianza vivente della flora e della fauna tipica degli Appennini. Ambiente montano impervio attraversato dal torrente Acqua bianca che forma una splendida cascata e grotte

MELFI CASTLE

MELFI CASTLE  Apri
Loc. MELFI, PROVINCE OF POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
36 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
Altitudine: 210 mt. s.l.m.  Area Lavello, Monteverde, Atella
Il castello di Melfi, avendo riportato numerose fasi costruttive nell'arco dei tempi, presenta una forma architettonica multistilistica, sebbene abbia conservato il suo aspetto prettamente medievale. E' composto da dieci torri di cui sette rettangolari e tre pentagonali: Torre dell'Ingresso Torre dello Stendardo o dei Cipressi Torre della Secretaria o Della Terrazza Torre del Baluardo del Leone Torre dell'Imperatore o dei Sette Venti Torre senza nome, restano solo i ruderi Torre di Nord Est o Torrita Parvula Torre delle Carceri o di Marcangione Torre della Chiesa Torre dell'Orologio Il castello di Melfi e' formato da quattro ingressi, di cui solo uno e' tuttora agibile. Il primo, situato a nord est vicino alla Torre Parvula, era collegato direttamente con la campagna ed attualmente e' murato; il secondo, anch'esso murato e collocato nei pressi della Torre della Chiesa, si apre nello spalto; il terzo a sud ovest, presente vicino al Baluardo del Leone, era l'ingresso principale nell'epoca angioina e permetteva di raggiungere il fossato e la citta'. Il quarto, l'unico attivo, fu aperto dai Doria e funge da accesso al paese attraverso un ponte, in tempi remoti levatoio. L'interno, sebbene trasformato dai Doria, tra il XVI ed il XVIII secolo, in un palazzo baronale, conserva ancora alcuni tratti strutturali in stile normanno-svevo. Oltrepassato il ponte si nota un portale settecentesco che contiene un'epigrafe che rende onore alle gesta di Carlo V e Andrea Doria. Procedendo si accede al cortile dove e' possibile recarsi alle scuderie ed ai cortili dello Stallaggio e del Mortorio, tutte opere angioine realizzate tra il 1278 ed il 1281 per volere di Carlo II d'Angio'. Sempre in stile angioino sono la Sala del Trono (che ospita il Museo), innalzata sul lato settentrionale, la sottostante Sala degli Armigeri. Da menzionare anche la Sala delle Scodelle, luogo in cui furono proclamate le Costituzioni di Melfi. Servizi al pubblico: nei giorni di sabato e domenica sono disponibili assistenti museali per visite guidate, negli altri giorni visite guidate su prenotazione (scheda di prenotazione) Giorni e orario d'apertura: ore 9 - 20 Chiusura settimanale: lunedi' mattina Costo del biglietto: Euro 2,5

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA BASILICATA

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA BASILICATA  Apri
Loc. VENOSA - BASILICATA  Navigatore
45 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
Altitudine: 421 mt. s.l.m.  Area Lavello, Atella, Melfi
  Brochure PDF
Il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata consente, per la prima volta, di poter esporre nella restaurata sede di Palazzo Loffredo i risultati delle importanti ricerche condotte negli ultimi anni nella Basilicata centrosettentrionale e, al tempo stesso, costituisce una vetrina della complessa realta' archeologica di una regione che e' stata luogo privilegiato dell'incontro tra genti di stirpe e di cultura diversa, al centro del Mediterraneo. L'importanza della ricerca archeologica in Basilicata e la varieta' delle diverse situazioni sono ben esemplificate dal sistema dei Musei Archeologici Nazionali sul territorio che si e' andato formando in questi ultimi anni. Il sistema comprende i musei di Matera, Metaponto e Policoro (in provincia di Matera), dedicati rispettivamente alla preistoria del territorio murgiano e alle colonie greche di Metaponto e Siris-Herakleia, e i musei di Melfi, Venosa, Grumento e Muro Lucano (in provincia di Potenza), dedicati alle genti daunie e nord-lucane del Melfese, alle citta' romane di Venusia e Grumentum e alle ville romane del territorio potentino. Ubicato nella prestigiosa sede di Palazzo Loffredo, residenza nobiliare ceduta in comodato dal Comune di Potenza alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata e' dedicato a Dinu Adamesteanu, figura di studioso di assoluto rilievo internazionale, oltre che fondatore dell'archeologia lucana

AVELLINO

AVELLINO  Apri
Loc. AVELLINO - CAMPANIA  Navigatore
45 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area Provincia di Avellino, Pannarano, Sarno
La provincia di Avellino confina con la Basilicata e la Puglia e corrisponde per lo piu' alla storica Irpina, una zona verde e ricca di boschi. Avellino ne e' capoluogo di provincia dal 1799. In origine il nome di Avellino era Abellinum che sorgeva ai piedi di Atripalda, fu abitata sin dalla preistoria, poi dagli Etruschi e dai Greci e fu conquistata da Roma nel 82 a.C. L''attuale citta' fu fondata dai Longobardi, seguirono poi la dominazioni dei Bizantini, dei Normanni degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, degli Spagnoli, degli Austriaci e dei Borboni. Nel periodo spagnolo, grazie alla famiglia Caracciolo, la citta' ebbe il suo massimo splendore culturale. Partecipa' ai moti del 1820 e nel 1860 fu annessa al Regno d''Italia. L''Irpinia e' una zona sismica, spesso colpita da terremoti, pertanto Avellino ha pochi monumenti storici rimasti intatti.

GROTTE DI CASTECIVITA

GROTTE DI CASTECIVITA  Apri
Loc. GROTTE DI CASTELCIVITA S.R.L., PARCO NAZIONALE DEL, PIAZZALE NICOLA CASTELCIVITA SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
44 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area Albanella, Serre, Sicignano degli Alburni
Le Grotte di Castelcivita costituiscono, con i loro 1.200 metri di percorso turistico su un totale di 4.800, uno dei complessi speleologici piu' estesi dell'Italia meridionale. Il sistema di cavita' sotterranee, anche noto come Grotte del Diavolo, Grotte di Spartaco o Grotte Principe di Piemonte, si apre a circa 94 metri di altitudine, tra le rive del fiume Calore ed il versante sud-occidentale dei Monti Alburni, mostrando da subito un suggestivo scenario di gallerie, ampi spazi e strettoie, scavate dall'azione millenaria dell'erosione carsica. le Grotte di Castelcivita si sviluppano lungo un unico ramo principale da cui, in piu' punti, si disserrano brevi diramazioni secondarie. Il sistema ipogeo si presenta suddiviso in due diversi settori, separati da un dislivello positivo di circa 5 metri denominato Salto. La risalita dei gradoni del Salto consente di passare da un percorso propriamente turistico, ad un percorso fuori sentiero che, attraverso spettacolari ambienti concrezionati, adorni di imponenti ed eccentriche formazioni calcaree, conduce fino ad un ampio bacino idrico definito Lago Terminale. Dopo numerose esplorazioni speleologiche, documentate gia' a partire dalla fine dell'Ottocento, nel 1972,le Grotte di Castelcivita acquistano una notevole rilevanza paleontologica, grazie alla localizzazione di interessanti depositi archeologici, proprio all'ingresso della cavita'. Dall'analisi dei reperti recuperati (strumenti in pietra e resti fossili) si e' potuta accertare una frequentazione umana del sito risalente a circa quarantamila anni fa. Il fascino delle testimonianze relative alle abitudini di vita dell'uomo preistorico e la suggestione di straordinari fenomeni naturalistici e geomorfologici, realizzano, all'interno delle Grotte di Castelcivita, l'incanto di un surreale paesaggio sotterraneo ancora attivo, in cui l'incessante stillare delle volte, continuando a formare stalattiti e stalagmiti, accompagna il cammino di numerosi visitatori durante tutto l'anno

CASTAGNA DI MONTELLA

CASTAGNA DI MONTELLA  Apri
Loc. MONTELLA AV, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
25 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area Acerno, Calabritto, Senerchia
  Brochure PDF
Le testimonianze della presenza del castagno nell'area di coltivazione della 'Castagna di Montella' IGP sono molto antiche. Secondo alcuni, infatti, in quest'area la coltivazione del castagno, originario dell'Asia Minore, risalirebbe ad un periodo compreso fra il VI ed il V secolo a.C. I Longobardi (571 d. C.), successivamente, avrebbero emanato la prima legge, che si ricordi, per la tutela di questa coltivazione, considerata gia' a quel tempo una preziosa risorsa. Basti pensare, infatti, all'importanza che assumeva nell'epoca medioevale, la farina di castagna, soprattutto negli assedi di citta' e castelli, per il pregio di potersi conservare a lungo. Da quei tempi la storia di Montella e quella del castagno, vera ricchezza di queste zone per la sua molteplicita' di impieghi, non si sono piu' separate. La 'Castagna di Montella' e' parte del paesaggio dell'area del Terminio-Cervialto, nella quale, grazie al suo clima e ai suoi terreni, produce un frutto di alta qualita' merceologica ed organolettica. La ricchezza del castagno in queste zone non si e' limitata solo alla produzione del frutto: esso e' stato la principale fonte di legna per le costruzioni, per creare mobili, oltre che come legna da ardere. La 'Castagna di Montella' arrivo', nel XIX secolo, anche negli Stati Uniti e in Canada, al seguito degli emigranti, ed ancor oggi questi due Stati assorbono oltre la meta' della produzione. L'area di produzione della 'Castagna di Montella' IGP e' concentrata nell'area del Terminio-Cervialto e limitata in particolare ai territori dei comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e Montemarano (contrada Bolifano)

WWF: OASI MONTE POLVERACCHIO

WWF: OASI MONTE POLVERACCHIO  Apri
Loc. SENERCHIA AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
18 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area Calabritto, Acerno, Serre
  Brochure PDF
L'Oasi del Monte Polveracchio si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei comuni di Senerchia e Campagna (Sa). L'area si estende per circa 200 ettari con una splendida faggeta, nel cuore dei Monti Picentini: e' l'Oasi del Lupo. Dove ci sono i lupi, c'e' un'emozione in piu'. Quella di essere un luogo ancora remoto che ha tempi e ritmi naturali. Qui sopravvive una delle ultime popolazioni meridionali, per questo e' importante continuare a preservarla. Ambiente Faggeta mista ad agrifogli e tassi. Numerosi corsi d'acqua che nell'Oasi formano il fiume Tenza, affluente del Sele. Prateria di montagna, ricca di rocce affioranti con resti fossili. L'estensione e' di 200 ettari. Flora e fauna La flora e' quella caratteristica degli Appennini. Numerose sono le orchidee selvagge e le aquilegie. Il faggio predomina, con esemplari di notevoli dimensioni, in compagnia di betulle, aceri di monte, sorbi, maggiociondoli, ornelli e splendidi antichi agrifogli e tassi. Nelle radure fioriscono croco, viola, ranuncolo, narciso. Simbolo dell'Oasi e' il lupo, presente sui Monti Picentini con una delle ultime popolazioni meridionali. Fra gli altri mammiferi: ghiro, moscardino, martora, tasso, gatto selvatico, volpe, puzzola. Tra gli uccelli, e' possibile ascoltare il rarissimo picchio nero che tambureggia e osservare picchio verde, coturnice, (in reintroduzione) aquila reale, falco pellegrino, poiana, civetta, allocco, gufo comune, barbagianni. Per gli anfibi, sono presenti ululone ventre giallo, salamandra pezzata e tritone italico

CALABRITTO

CALABRITTO  Apri
Loc. CALABRITTO AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
14 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area Senerchia, Acerno, Conza della Campania
Calabritto e' un piccolo paese nell'Alta Valle del Sele, dominato dal monte Cervialto (mt 1809). L'alta valle del Sele fu anticamente popolata da genti di varie stirpi, ognuna delle quali ha lasciato i segni della propria civilta', segni che affiorano qua e la' nei campi, in prossimita' dei fiumi, in antiche grotte, lungo i pendii delle colline. L'economia locale si regge sul patrimonio boschivo e su alcune attivita' del terziario. Ampiamente praticata e' l'agricoltura di sussistenza che produce frutti di qualita' pregiata: olio, castagne, vino e nocciole. Non manca chi si e' dedicato alla pastorizia e alle attivita' connesse. Il clima del luogo e' asciutto e temperato. Tra le caratteristiche, i numerosi sentieri sparsi tra le montagne del Comune che conducono alla scoperta di posti nuovi e suggestivi (Santuario della Madonna della Neve, di Grienzi, della Madonna del Fiume, monte Altillo, Cervialto, Altopiano del Gaudo, Piano Migliato). Da Calabritto tra fitti boschi di faggio e verdeggianti pianori che costituiscono un itinerario paesaggistico di rara bellezza si giunge all'altopiano di Laceno. E' possibile poi raggiungere in pochi minuti Materdomini, dove si trova il Santuario di S. Gerardo Maiella; Caposele, da dove si dirama l' acquedotto pugliese; Senerchia, dove si trova l'oasi WWF; Valva, famosa per il castello; l'abbazia del Goleto a S. Angelo e in poco piu' di mezzora, Salerno e Paestum con la costiera Amalfitana.

MONTICCHIO LAGO PICCOLO

MONTICCHIO LAGO PICCOLO  Apri
Loc. ATELLA - BASILICATA  Navigatore
27 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
Altitudine: 693 mt. s.l.m.  Area Monteverde, San Fele, Melfi
Situati alla falda sud occidentale del monte Vulture, occupano le bocche crateriche dell'antico vulcano. Pur comunicando tra loro, i laghi presentano un diverso colore: il Lago Piccolo ha un colore verdastro il Lago Grande verde oliva. I laghi, entrambi di forma ellittica, sono separati da un istmo largo 215 m. Il Lago Piccolo ha una superficie di 16 ettari e perimetro di 1800 m, presenta sponde ripide che scendono fino ad una profondita' di 38 m. Il Lago Grande con una superficie di 38 ettari e perimetro di 2700 m, occupa una cavita' imbutiforme, con bassifondi estesi per gran parte del bacino, che solo a nord si inabissano fino a 36 m. Il lago piccolo a quota 658 m viene alimentato da sorgenti subacquee, da qui l'acqua defluisce attraverso un ruscello con portata di 57 litri al secondo, nel Lago Grande, a quota 656 m. Entrambi i laghi hanno la temperatura piu' elevata dei laghi d'Italia. Tra le specie vegetali lungo le rive si ricordano roveri e faggi, nelle acque le ninfee. La riserva naturalistica fa parte del comune di Atella, e' dotata di un'estensione pari a 187 ettari ed e' caratterizzata, per via del microclima, da una faggeta di bassa quota. Fu istituita nel 1971, con lo scopo principale di tutelare la Acanthobrahmaea, una rara farfalla notturna scoperta nei boschi di Monticchio dallo studioso altoatesino Federico Hartig nel 1963, che ne costituisce l'unica specie europea della famiglia delle Brahmaeidae.

GROTTE DI PERTOSA

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Loc. MURAGLIONE SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
41 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
Altitudine: 243 mt. s.l.m.  Area Sicignano degli Alburni, Castelcivita, Serre
Le grotte di Pertosa che si snodano per circa 2500 metri atraverso gallerie, cunicoli e caverne immense. Le Grotte di Pertosa (il cui nome ufficiale e' Grotte dell'Angelo di Pertosa

CASTEL LAGOPESOLE

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Loc. LAGOPESOLE - BASILICATA  Navigatore
38 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
Altitudine: 772 mt. s.l.m.  Area San Fele, Acerenza, Atella
Castel Lagopesole (comunemente Lagopesole, Lu Cuastiedd in aviglianese) e' una delle frazioni di Avigliano, in provincia di Potenza, che conta 652 abitanti. Lagopesole e' nota per il suo passato svevo, legata alle figure di Federico II e di suo figlio Manfredi ma anche per essere stato uno dei luoghi di rifugio dei briganti guidati da Carmine Crocco. Alla sommita' di Lagopesole si trova un castello, attribuito a Federico II e costruito probabilmente fra il 1242 ed il 1250 (sebbene altri ritengano che risalga all'epoca normamna, o ancor prima a quella saracena). Una peculiarita' che contraddistingue questo castello da tutti gli altri attribuiti a Federico II di Svevia e' la presenza, al suo interno, di una chiesa vera e propria (non una semplice cappellina, unico esempio, appunto, tra tutti quelli risalenti a quell'epoca imperiale), in un austero stile romanico, che i restauri effettuati negli ultimi anni del XX secolo hanno portato alla luce e consegnato ai posteri nel suo originario splendore.Nell'Ottocento il castello fu rifugio dei briganti, capeggiati da Carmine Donatelli Crocco, che il 7 aprile 1861 lo occupo' con altri 400 briganti. Su di esso, come su altri castelli lucani, si sono tramandate disparate leggende

CASCATE U UATTENNIERE

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Loc. SAN FELE POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
22 Km da WWF: OASI LAGO DI CONZA
  Area Atella, Lagopesole, Monteverde
Il torrente Bradano scorre nelle prossimita' di San Fele ,per arrivare alle cascate si prende la strada San Fele-Rapone,passando da via Umberto °,e dal Calvario.Dopo circa 1 km dall'uscita da San Fele si arriva ad una curva con incrocio sulla destra,dove esiste un tratturo comunale e li' ci sono le indicazioni in legno (prima del ponte e della fontana),che indicano le cascate .Lasciare qui' la macchina e scendere a piedi alle cascate..Sono circa 400 mt. Suggerimento: Meglio scarpe da trekking o sportive e con un bastone tra le mani..mostrare un po' di attenzione perche' puo' essere anche a tratti scivoloso e pertanto pericoloso.Sopratutto per i bambini che devono sempre essere accompagnati dai genitori e/o dagli adulti.Seguire le indicazioni riportate sulle frecce in legno che si trovano sul sentiero.Un altro percoso e' lasciare la macchina in via Umberto ( vicino al bar-ristorante Tipicamente )a San Fele e proseguire a piedi per loc.Levatelle.un percorso di cira 1,5 km in andata.Stare attenti perche' si passa da un sentiero sopra la prima cascata che e' stretto e puo' essere pericoloso

Escursioni e attrazioni in CAMPANIA vicino a CONZA DELLA CAMPANIA, AVELLINO, ITALY Calabritto Senerchia San Fele: 'PARCO REGIONALE MONTI PICENTINI'   'TAURASI'   'WWF: OASI DI PERSANO'   'GROTTA DI PERTOSA AULETTA'   'FIANO D'AVELLINO DOCG'   'PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI'   'MONTEVERDE'   'SERRE'   'WWF: OASI VALLE DELLA CACCIA'   'MELFI CASTLE'   'MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA BASILICATA'   'AVELLINO'   'GROTTE DI CASTECIVITA'   'CASTAGNA DI MONTELLA'   'WWF: OASI MONTE POLVERACCHIO'   'CALABRITTO'   'MONTICCHIO LAGO PICCOLO'   'GROTTE DI PERTOSA'   'CASTEL LAGOPESOLE'   'CASCATE U UATTENNIERE'  

CAMPANIA


La Campania, situata nel'Italia meridionale, si estende lungo il versante del mar Tirreno, dalla foce del Garigliano al Golfo di Policastro. La dolcezza del clima, la bellezza delle coste, la ricchezza dell'arte e della storia, l'amore per la cucina rendono la Campania una terra tutta da vivere. Un viaggio che inizia dal mare, re incontrastato, con il suoi colori intensi, le coste ricche di baie, insenature e pareti rocciose, le isole del Golfo di Napoli Capri, Ischia e Procida, veri capolavori della natura. Questa regione è caratterizzata da una dalla ricca vegetazione mediterranea in cui sono incastonati paesi ricchi di storia, d'arte e di tradizioni, dove trascorrere un soggiorno indimenticabile. E come dimenticare il monumento della natura che domina imponente questa terra? Il Vesuvio, cupo e misterioso, amato per la sua bellezza e temuto per la sua potenza. E poi Napoli, conosciuta nel mondo per l'intensità e la passione della sua musica che, come la città, mescola aspetti colti e popolari, sacri e profani, gioiosi e malinconici. E adagiata su una terrazza di tufo a strapiombo sul mare, Sorrento. In questo scorcio di paradiso, coste frastagliate e inaccessibili si alternano a piccole e nascoste spiagge che danno vita ad un paesaggio unico. Qui l'opera dell'uomo è stata grandiosa. Le zone più impervie oggi sono costituite da una serie di terrazzamenti degradanti verso il mare, utilizzati per coltivare agrumi, ulivi e viti. Sono i giardini dai quali esalano gli inebrianti profumi di aranci, limoni e zagare. Musica, mare, divertimento e natura, ma anche storia e cultura.

Da Vedere: La Costiera Amalfitana: E' situata sul fianco sud della penisola di Sorrento ed è una delle zone balneari più rinomate del Sud Italia. La strada principale si estende da Sorrento a Positano e durante il tragitto si possono ammirare, fra le altre, stupende località quali Praiano, Amalfi, Ravello e Minori con le sue rovine romane. Il Maschio Angioino a Napoli: simbolo della città, fu edificato per volere di Carlo D'Angiò che volle una residenza fortificata vicino al mare. Napoli vale una visita anche per altri monumenti fra cui il Duomo, il Palazzo Reale e la monumentale Piazza Plebiscito. Gli scavi di Pompei in provincia di Napoli colpita dall'eruzione del Vesuvio insieme ad Ercolano e Stabia nel 79 d.c. , periodo del suo massimo splendore. L'Isola di Ischia: Appartenente al golfo di Napoli è la principale fra le isole Flegree. Denominata anche Isola Verde per la colorazione delle sue rocce (il tufo verde), Ischia e' particolarmente famosa per la ricchezza di sorgenti termali attorno alle quali si sono sviluppati attrezzati centri benessere. L'isola di Capri: E' certamente una delle isole minori più esclusive d'Italia ed è' costituita da due centri , Anacapri e Capri raggiungibile quest'ultima attraverso una funicolare. Da non perdere sono i famosi Faraglioni e la Grotta Azzurra. Parco del Cilento: Nel 1973 durante il convegno internazionale I parchi costieri mediterranei venne sottolineata la necessità di realizzare un parco naturale nel territorio cilentano per difendere il territorio dal cosiddetto turismo di rapina che già allora iniziava a dare i suoi primi risultati. L'atto ufficiale di nascita del Parco avviene il 6 dicembre 1991, con la legge R 394. Il Parco nazionale del Cilento-Vallo di Diano comprende quasi tutta la parte meridionale della provincia di Salerno. L'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria costeggia il perimetro del parco sui lati settentrionale e orientale. Le uscite più convenienti sono: Battipaglia per la fascia costiera da Agropoli a Palinuro; Campagna, Sicignano e Petina per i monti Alburni; Sala Consilina e Padula per l'area del Cervati; ancora Padula per la fascia costiera da Policastro a Marina di Camerota. Diverse strade statali attraversano il parco con percorsi tortuosi ma di grande interesse paesaggistico e infine vi sono altre rotabili minori. Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è il secondo parco in Italia per dimensioni e si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano - lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison. Alle straordinaria eterogeneità del territorio si affianca il carattere mitico di una terra ricca di storia e cultura.

Gastronomia e Vini: La gastronomia campana ha reso l'Italia conosciuta nel mondo grazie alla pizza che rispecchia il gusto e la semplicità di un intero paese. I napoletani, popolo ingegnoso, la inventarono mentre erano alla ricerca di un piatto povero ma allo stesso tempo nutriente. In origine la pizza era bianca, solo pasta e mozzarella; il pomodoro fu introdotto dopo che venne importato dall'America. Altri piatti tipici sono il 'rraù' o ragù del guardaporta, un piatto unico a base di strutto, grasso di prosciutto e fettine di vitello ripiene di formaggio, aglio,pinoli, uvetta e prezzemolo; i calamaretti alla napoletana arricchiti con pinoli e olive nere e fra i dolci la pastiera napoletana fatta con ricotta e aranci ed il Babà. La Campania è anche la patria della pasta che spesso viene condita semplicemente con pomodoro e origano e della mozzarella, famose quelle di bufala che viene prodotta a Capua e Battipaglia. Fra i vitigni tipici della regione sono il Trebbiano, il Sangiovese, la Malvasia, il Greco e l'Aglianico, mentre fra i vini che si producono i più bevuti sono il Procida ed il Vesuvio tra i rossi e il Lacrima Christi, L'Ischia ed il Capri fra i bianchi. Degno di nota è anche il famoso limoncello di Sorrento.