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wwf: oasi monte arcosu - escursioni punti di interesse attrazioni a sestu
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  WWF: OASI MONTE ARCOSU


WWF: OASI MONTE ARCOSU

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a SESTU Cagliari Siliqua Quartu Sant'Elena

PARCO ARCHEOLOGICO PRANU MUTTEDU

PARCO ARCHEOLOGICO PRANU MUTTEDU  Apri
Loc. GONI CAGLIARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
38 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
Altitudine: 505 mt. s.l.m.  Area Orroli, Isili, Sadali
Il Parco archeologico di Pranu Muttedu sorge su una vasta area caratterizzata da un'alta concentrazione di menhir, la maggiore della Sardegna, e da una serie di sepolture megalitiche del tipo a circolo. I menhir sono in tutto circa sessanta e si trovano disposti in allineamenti, tra i quali il piu' importante e' quello formato da 20 menhir, a gruppi di tre, a coppie, o piu' raramente isolati; spesso si trovano inoltre posti davanti alle tombe. Le tombe piu' caratteristiche sono quelle a tumulo (cioe' che in origine erano ricoperte da un tumulo di terra), costruite con blocchi di pietra e formate da un atrio, un corridoio d'ingresso e una camera di forma quadrangolare, mentre il muro perimetrale e' a pianta circolare e spesso sono circondate da circoli piu' ampi. Ci sono pero' anche tombe a domus de janas, finemente scavate nella roccia. La tomba piu' monumentale ed importante, la tomba II, considerata dagli studiosi come il fulcro dell'intera area sacra, forse tomba di un capo divinizzato, presenta elementi sia delle domus de janas che delle tombe a circoli. Per costruirla furono trasportati da un luogo lontano due enormi blocchi di pietra, assestati uno dietro l'altro, e scavati come le domus de janas, ai quali furono collegate altre parti costruite con blocchi piu' piccoli. Dopo che fu deposto il corpo tutta la struttura fu coperta da un tumulo di terra e circondata da cerchi di pietre, davanti all'entrata fu posto un menhir di piccole dimensioni e tutto intorno fu costruito un ulteriore circolo del diametro di circa 30-35 m, che ha quasi al centro un altro piccolo cerchio di pietre, mentre a sud del grande cerchio c'e' un rettangolo chiuso. Altre due tombe particolari sono la tomba IV, detta la triade, perche' vi e' posta davanti una triade formata da tre menhir, e la tomba V, detta nuraxeddu, che si caratterizza per avere la camera di forma rettangolare, costruita molto accuratamente con blocchi di pietra squadrati di dimensioni medio-grandi. Le indagini archeologiche condotte nel sito negli anni 80' hanno restituito numerosi reperti di eta' Neolitica ed Eneolitica, in gran parte riferibili Cultura di Ozieri (3200-2800 a.C. ) e hanno portato all'interpretazione del sito come area sacra, in parte probabilmente destinata al culto degli antenati, come sembra suggerire la presenza di tombe cosi' monumentali, in parte a riti e cerimonie di altro tipo, forse legate alla religiosita' agreste e fertilistica delle popolazioni dell'epoca

NORA

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Loc. NORA - SARDEGNA  Navigatore
35 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
  Area Domus De Maria, Cagliari, Provincia di Carbonia-Iglesias
Straordinaria importanza ricopre il sito di Nora, antica citta' risalente, pare, al XI-VIII secolo a.C.. Di quell'insediamento sono visibili ancora numerose testimonianze, tra le quali le terme, alcuni edifici sacri, il teatro e la stele di Nora, con un'iscrizione in cui e' riportato per la prima volta il nome 'Sardegna'. Nei pressi degli scavi si trova la chiesa di Sant'Efisio, che sorge, secondo la tradizione, dove il santo, patrono di Cagliari, ha subito il martirio. Nora sorgeva sulla punta estrema di Capo di Pula, una piccola penisola sede di 3 porti, nota tra i collezionisti di minerali, in quanto ricca di zeoliti, calcite e quarzo. Qui si ergono la Torre di Coltellazzo, alta 12 metri, e la Torre di San Maccario, del XVI secolo

PARCO NATURALE REGIONALE MOLENTARGIUS

PARCO NATURALE REGIONALE MOLENTARGIUS  Apri
Loc. CAGLIARI - SARDEGNA  Navigatore
13 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
Altitudine: 1 mt. s.l.m.  Area Sestu, Quartu Sant'Elena, Pula
  Brochure PDF
Un'area umida di particolare valore naturalistico Il Parco e' un'area umida estesa su un territorio di circa 1600 ettari delimitato dall'espansione urbana dei comuni di Cagliari, Quartu S. Elena, Selargius, Quartucciu e dal lungomare del Poetto. Nasce nel 1999 con l'obiettivo di tutelare e valorizzare un sito di interesse internazionale gia' inserito dal 1977 nella Convenzione di Ramsar per la sua rilevanza come luogo di sosta, svernamento e nidificazione di numerose specie di uccelli acquatici. L'eccezionalita' di queste aree e' data dalla presenza di bacini sia di acqua dolce che salata separati da una piana con caratteristiche di prevalente aridita' denominata Is Arenas. Le zone ad acqua dolce sono costituite dagli stagni del Bellarosa Minore e Perdalonga nati come vasche di espansione delle acque meteoriche. Le zone ad acqua salata comprendono gli specchi d'acqua dell'ex sistema produttivo delle Saline di Cagliari costituiti dal Bellarosa Maggiore o Molentargius (vasca di prima evaporazione), dallo Stagno di Quartu (vasche di II e III evaporazione), dalle altre vasche salanti (saline di Cagliari) e dal Perda Bianca (ex bacino di raccolta delle acque madri)

SPIAGGIA DEL POETTO

SPIAGGIA DEL POETTO  Apri
Loc. POETTO, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
14 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
  Area Sestu, Quartu Sant'Elena, Pula
La spiaggia del Poetto di Quartu Sant'Elena, lunga parecchi chilometri, e' la porzione quartese della celebre spiaggia cagliaritana e si estende da Foxi al Poetto di Cagliari. Ha un fondo di sabbia bianca sottile contornata da palme e una vegetazione che a tratti occupa anche l'arenile. Questo lungo lido, per le sue qualita' naturalistiche, la limpidezza e pulizia delle acque e i sevizi offerti, ha ricevuto il riconoscimento della Bandiera Blu

BASTIONE DI SAINT REMY

BASTIONE DI SAINT REMY  Apri
Loc. CAGLIARI - SARDEGNA  Navigatore
11 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
  Area Sestu, Quartu Sant'Elena, Pula
Il bastione di Saint Remy e' una delle fortificazioni piu' importanti di Cagliari, situata nel quartiere Castello. Il nome deriva dal primo vicere' piemontese, Filippo-Guglielmo Pallavicini, barone di Saint Remy. Alla fine del XIX secolo venne monumentalmente trasformato in una scalinata, sormontata dall'arco di Trionfo, che da' accesso ad una passeggiata coperta e ad una grande terrazza panoramica. Venne costruito alla fine del XIX secolo sulle mura antiche della citta', risalenti agli inizi del XIV secolo, collegando fra loro i tre bastioni meridionali della Zecca, di Santa Caterina e dello Sperone, per unire il quartiere Castello con quelli sottostanti di Villanova e Marina.La passeggiata coperta e la terrazza Umberto I, quest'ultima edificata sul vecchio bastione dello Sperone, vennero progettate nel 1896 dall'ingegnere Giuseppe Costa e da Fulgenzio Setti. Tutto l'edificio, e' fatto in stile classicheggiante, con colonne corinzie, e fu costruito in Pietra Forte, un calcare bianco e giallo. Fu inaugurato nel 1901. La scalinata a doppia rampa, con la quale si entra dalla piazza Costituzione, si interrompe nella passeggiata coperta, e si conclude sotto l'arco di Trionfo, nella terrazza Umberto I. Nel 1943, la scalinata e l'Arco di trionfo vennero danneggiati gravemente dalle bombe della Seconda guerra mondiale, ma finita la guerra vennero fedelmente ricostruiti. Dalla terrazza Umberto I si accede, attraverso una breve gradinata, al bastione di Santa Caterina, dove sorgeva un vecchio convento delle domenicane, distrutto da un incendio nel 1800. Si narra che negli ambienti austeri del convento si preparo' la congiura per uccidere il vicere' Camarassa nel 1668, il piu' clamoroso episodio di sangue nella storia della citta' durante il governo spagnolo. La passeggiata coperta da quando fu inaugurata, nel 1902, e' stata variamente utilizzata. All'inizio fu utilizzata come sala dei banchetti, poi durante la prima guerra mondiale si utilizzo' come infermeria. Negli anni trenta, nel periodo delle sanzioni, venne allestita la mostra dell'autarchia. Nel corso della seconda guerra mondiale fu adoperato come rifugio agli sfollati le cui case vennero distrutte dalle bombe. Nel 1948 ospito' la prima Fiera campionaria della Sardegna. Dopo molti anni di abbandono, la passeggiata fu restaurata e rivalutata come spazio culturale riservato in particolare a mostre artistiche

SPIAGGIA DEL MORTO

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Loc. DOMUS DE MARIA - SARDEGNA  Navigatore
45 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
  Area Pula, Provincia di Carbonia-Iglesias, Cagliari
La spiaggia di Cala del Morto, si trova tra le bellissime spiagge di Chia, ed e' chiamata cosi' per la presenza di una croce tra le rocce nei pressi della cala. Caratterizzata da un piccolo arenile incastonato tra due piccole scogliere, e' formata principalmente da sabbia fine ambrata, e da uno splendido mare con acque cristalline dal fondale basso e sabbioso. Alle sue spalle si snoda sulle colline la fitta macchia mediterranea. Ben riparata dai venti. Non eccessivamente affollata nonostante le ridotte dimensioni.

NURAGHE DIANA

NURAGHE DIANA  Apri
Loc. QUARTU SANT'ELENA - SARDEGNA  Navigatore
26 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
Altitudine: 25 mt. s.l.m.  Area Quartu Sant'Elena, Cagliari, Simius
Il nuraghe Diana sorge sulla collinetta di Is Mortorius, a 35 m. sul livello del mare e a breve distanza da quest'ultimo. La sua collocazione risponde evidentemente ad esigenze strategiche, e per la precisione all'esigenza di tenere sotto controllo le vie di penetrazione dal mare verso l'interno. Questo nuraghe e' uno dei meglio conservati del territorio quartese e paradossalmente deve questo al fatto che fu riadattato nel corso della seconda guerra mondiale per essere utlizzato come fortino. I risultati di questo intervento, piuttosto invasivo, sono ben visibili ancora oggi, in particolare sulla sommita' della torre centrale, dove e' stata realizzata una copertura in cemento dotata di aperture per permettere di sparare. La torre centrale e' comunque conservata nella sua interezza, al contrario di quanto e' accaduto nei casi di diversi nuraghi della zona, come quelli di Niu Crobu e Capitana, i cui blocchi sono stati riutilizzati per costruire edifici moderni, rispettivamente un serbatoio e una pizzeria. L'area del nuraghe Diana e' stata di recente interessata da una campagna di scavo archeologico e di recupero del sito

SANLURI

SANLURI  Apri
Loc. SANLURI VS, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
32 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
  Area Sardara, Collinas, Gergei
In una terra autentica come la Sardegna, selvaggia e invitante allo stesso tempo, ogni paese immerso tra la vegetazione ha una propria anima caratteristica, fatta di tradizioni originali ma anche di una storia comune. Sanluri, centro sardo di quasi 9 mila abitanti, sembrerebbe un agglomerato di case e strade fra tanti, ma a guardarlo da vicino ci si accorge del suo sapore unico, che profuma di macchia mediterranea e affonda le radici in un'epoca lontana. Capoluogo, insieme a Villacidro, della giovane provincia del Medio Campidano, Sanluri se ne sta nell'entroterra della Sardegna a circa 135 metri s.l.m. I numerosi reperti rinvenuti in zona nel corso degli anni testimoniano la presenza umana sin da eta' remote, certamente dal periodo nuragico, e furono innumerevoli i popoli che solcarono queste terre, ad esempio il popolo romano. Eppure il capitolo piu' interessante della storia locale comincia col Medioevo, quando il borgo fu nominato capoluogo della Curatoria di Nuraminis nonostante le sue dimensioni modeste: era la posizione strategica a farne un punto particolarmente ambito, e si protrassero a lungo le guerre tra Aragonesi e Sardi per aggiudicarselo. Furono i primi, sotto la guida di Martino il Giovane, ad avere la meglio nel 1409, sconfiggendo i Sardi e distruggendo il borgo, che venne ripristinato insieme al castello solo dopo la morte del comandante. Proprio il castello costituisce la testimonianza piu' preziosa di questo borgo contadino, da sempre basato sull'agricoltura e la pastorizia, il cui nome significa probabilmente &su logu de su lori' ovvero &il luogo del grano'. Oggi tuttavia prendono piede anche la piccola industria, il commercio e i servizi, e il turismo cresce a poco a poco grazie alla presenza di alcune architetture rilevanti. Il Castello Giudicale Villasanta, infatti, non e' un semplice maniero fra tanti, ma l'unico maniero medievale ancora intatto e abitabile in tutta la Sardegna. Situata nel cuore del borgo, la fortezza venne costruita tra il XII e il XIV secolo e gli Aragonesi si limitarono ad ingrandirla; oggi e' proprieta' della famiglia Villasanta e si compone di due edifici dall'aspetto piuttosto differente, uno con ampie finestre e l'altro con anguste feritoie, utilizzati rispettivamente ad uso civile e militare. Oggi nessuno vive nel castello, ma vi e' stato allestito il Museo Risorgimentale &Duca d'Aosta' con pezzi d'arredo, opere d'arte e cimeli vari risalenti al XIX secolo e all'inizio del Novecento, riguardanti principalmente il tema della guerra. Fu il Duca d'Aosta a incaricare il generale sardo Nino Villasanta di trovare un edificio adatto alla collezione, e a giudicare dal grande successo di pubblico si puo' dire che la scelta fu felice: oggi sono almeno 20 mila l'anno i turisti che visitano il museo

CASTELLO DI ACQUAFREDDA

CASTELLO DI ACQUAFREDDA  Apri
Loc. SILIQUA CAGLIARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
20 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
  Area Sestu, Cagliari, Sanluri
  Brochure PDF
Il castello di Acquafredda risalente al XIII secolo, sorge nei pressi del comune di Siliqua, in provincia di Cagliari, e domina tutta la valle del Cixerri.E' opinione abbastanza diffusa che il castello venne fatto costruire per volere del conte Ugolino Della Gherardesca, che effettivamente divenne proprietario del forte nel 1257. Il castello risalirebbe invece ad un'epoca piu' antica essendo gia' citato in una bolla papale del 1215. Dopo la morte del conte Ugolino il castello passo' prima a Pisa e poi nel 1324 a seguito della fine della dominazione pisana in Sardegna agli Aragonesi per venire poi abbandonato probabilmente a partire dal 1410. In seguito passo' a vari feudatari sardi fino a che non venne riscattato dal re di Sardegna Vittorio Amedeo III di Savoia nel 1785. Recentemente degli scavi nel sito del castello hanno restituito i resti, sepolti nella nuda terra, di tre individui di sesso maschile di una eta' compresa fra i 35 e i 45 anni

BASILICA DI S. SATURNINO

BASILICA DI S. SATURNINO  Apri
Loc. PIAZZA SAN COSIMO, CAGLIARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
11 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
Altitudine: 16 mt. s.l.m.  Area Sestu, Quartu Sant'Elena, Pula
La prima menzione documentata della basilica di San Saturnino, risale agli anni 533-34.La basilica esisteva gia' all'epoca e gli storici ritengono che la sua fondazione risalga alla meta' del quinto secolo. Essa sarebbe sorta come martyrium del martire cagliaritano Saturnino, decapitato secondo la Passio sancti Saturni il 23 novembre del 304 d. C. per non aver voluto rinnegare la sua fede cristiana. Nel 1089 il giudice di Cagliari Costantino Salusio II de Lacon-Gunale fece dono della basilica ai monaci benedettini di San Vittore di Marsiglia che vi istituirono la sede del priorato sardo dell'Ordine e ne ristrutturarono la chiesa, secondo modi protoromanici. Il convento, gravemente danneggiato gia' nella prima meta' del 1300 durante l'assedio catalano, cadde del tutto in rovina un secolo dopo. La chiesa fu restaurata nuovamente intorno al 1484. Nel 1614 ebbero inizio, per volonta' dell'arcivescovo Francisco Desquivel, i celebri scavi per la ricerca de los cuerpos santos. Due disegni dello studioso Francisco Carmona del 1631 ci mostrano la pianta ed una veduta esterna dell'edificio che risulta ancora integro. Nel 1669 la basilica fu in parte smantellata per ricavarne materiali utili alla ristrutturazione della Cattedrale di Cagliari. Concessa nel 1714 alla corporazione dei Medici e degli Speziali, fu reintitolata ai santi Cosma e Damiano. Agli inizi del nostro secolo la chiesa subi' vari restauri. Nuovi interventi furono necessari dopo i bombardamenti del 1943. Chiusa al pubblico nel 1978, e' stata riaperta nel luglio del 1996. L'area circostante, oggetto di scavi archeologici, ha restituito numerose sepolture di eta' romana e bizantina

SARDARA

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Loc. SARDARA - SARDEGNA  Navigatore
40 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
  Area Collinas, Sanluri, Masullas
Il comune di Sardara sorge arroccato su di uno sperone al centro della fertile pianura del Campidano. Situato nella Bassa Marmilla e' uno dei venti paesi piu' importanti della nuova provincia del Medio Campidano. La sua posizione, sul limite di confine della provincia di Cagliari con la provincia di Oristano, ha da sempre avuto un'importanza strategica che ne ha favorito lo sviluppo. Storicamente apparteneva alla curatoria di Bonorzuli ed e' caratterizzato per la presenza del castello di Monreale, sulla collina omonima, per lo stabilimento di acque termali sulle antiche thermae romane e per il complesso nuragico-fenicio-punico di S. Anastasia nel centro dell'abitato. Sardara e' da sempre paese rurale e agricolo per le sue belle campagne, per la pianura che si apre da Sanluri ad Uras, insinuandosi fino a Pabillonis e San Gavino e per il suo sistema collinare che, oltre al Monreale, si sviluppa fino ai confini di Mogoro, Collinas e Villanova. Il centro abitato, ai piedi della collina di su Sibizziri, nella parte piu' antica, offre dal poggio antistante un panorama veramente gradevole. Nel centro storico si ritrovano alcune delle architetture tipiche del Campidano meglio conservate e valorizzate in assoluto. Le case a corte fanno bella mostra di se' con i loro portali padronali, curati e impreziositi con orgoglio dai proprietari. Molti, conservano ancora inciso sull'architrave il simbolo d'appartenenza corporativa come fabbri, sellai e vignaioli. Le strade, linde e ordinate, acciottolate o lastricate, ci restituiscono atmosfere d'altri tempi. Interessanti dal punto di vista geologico le discariche di due miniere situate in una zona poco distante dal centro abitato che presentano una serie di filoni di barite e fluorite incassati negli scisti di origine paleozoica. Sardara e' famosa anche per la presenza nel suo territorio delle Terme di Santa Maria Acquas, immerse in un bosco di eucalipti distante appena due chilometri dal centro abitato, che sfruttano fin da tempi antichi alcune sorgenti di acque mineralcarbonato-alcaline, che sgorgano a temperature vicine ai 60 and 70 gradi centigradi

COLLINAS

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Loc. COLLINAS MEDIO CAMPIDANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
42 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
  Area Sardara, Masullas, Sanluri
Il nome originario del villaggio era 'Forru' fino a quando il 24 gennaio 1863, il sindaco in carica Giovanni Battista Tuveri, noto giurista, filosofo e parlamentare, propose di modificare il nome a causa di disguidi postali con il paese vicino, chiamato Villanovaforru. Furono fatte diverse proposte e alla fine si scelse Collinas per via delle colline che circondano il paese. Non vi e' certezza sull'origine esatta del nome Forru, probabilmente derivava dal latino forum (perche' denotava la sua posizione in una piccola valle tra le colline), oppure da termini che indicavano i forni utilizzati per preparare le terrecotte o fondere i metalli, segno della forte vocazione artigianale della zona. Il paese di Collinas, e' situato nel Medio Campidano, ubicato al fondo della Valle della Marmilla orientale. Nel suo territorio, si ritrovano importanti testimonianze archeologiche che vanno dal periodo preistorico a quello romano, segno di una continuita' storica nell'abitazione del paese. La storia del territorio di Collinas affonda le sue origini nell'epoca preistorica e nuragica, come testimonia la presenza di numerosi reperti nuragici, soprattutto nella zona di Sedda sa Caudeba e sull'altipiano di Pranu Mannu. La presenza di ruderi di una stazione termale denotano invece la piena attivita' della zona, durante l'epoca romana, ma fu principalmente durante il medioevo, che Collinas inizio' ad assumere i connotati di paese, riconoscibili ancora ai nostri giorni, nella sua struttura urbana. L'antico borgo faceva parte prima della curatoria di Marmilla e poi della curatoria di Montis o Montangia, nel Regno giudicale di Arborea. Nel 1324 nacque il Regno catalano & aragonese di Sardegna e le rendite del feudo vennero concesse dal re di Arborea Ugone II, a Guglielmo Oulomar. A causa della guerra tra il Regno di Sardegna e il Regno di Arborea gli Oulomar persero il controllo del feudo. Collinas, entrato a far parte del Regno di Sardegna, venne amministrato dalla Corona fino al 1430, quando l'intera curatoria venne concessa a Eleonora Manrique per le sue nozze con Berengario Bertran Carroz e venne quindi annessa alla contea di Quirra. Nel 1511 Collinas passo' sotto Guglielmo Raimondo Centelles che lo mantenne fino al 1674, quando venne acquisito da Francesco Pasquale Borgia. Il feudo fu concesso ai Catala' e nel 1798 fu acquistato dagli Osorio che lo tennero fino al riscatto del 1838. Con regio decreto del 1863 il paese cambio' il nome da Forru in Collinas. Oggi, Collinas appartiene alla Diocesi di Ales & Terralba

ANFITEATRO ROMANO DI CAGLIARI

ANFITEATRO ROMANO DI CAGLIARI  Apri
Loc. ANFITEATRO ROMANO, VIALE FRA IGNAZIO DA LACONI, CAGLIARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
10 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
Altitudine: 60 mt. s.l.m.  Area Sestu, Quartu Sant'Elena, Siliqua
  Brochure PDF
L'anfiteatro romano di Cagliari e' un edificio di origine romana, situato nel comune sardo di Cagliari. L'anfiteatro e' per meta' scavato nella roccia mentre la parte restante era in calcare bianco, e la facciata sud doveva superare i 20 metri. L'anfiteatro ospitava combattimenti tra animali, tra gladiatori e tra combattenti specializzati che venivano reclutati anche fuori dalla Sardegna. In egual misura venivano eseguite le pene capitali davanti alla folla esultante. Poteva contenere 10.000 spettatori circa, quasi 1/3 degli abitanti della Carales romana.La zona venne acquisita dal comune di Cagliari nel diciannovesimo secolo che affido' gli scavi archeologici al canonico Giovanni Spano. Oggi l'anfiteatro e' ricoperto da una struttura in ferro e legno che permette di ospitare spettacoli e concerti durante la stagione estiva. Gli ambientalisti e la sovritendenza archeologica hanno spesso criticato questa struttura (ufficialmente amovibile ma di fatto presente ormai da dieci anni) che ha causato gia' durante la sua edificazione numerosi danni al monumento e che sta causando, per via della poca circolazione d'aria sotto le tribune, la formazione di muffe le quali stanno lentamente corrodendo la pietra. Anche l'assessore comunale alla cultura Giorgio Pellegrini si e' dimostrato critico nei confronti della situazione in cui si trova attualmente l'anfiteatro. Dal 2011 con il cambio dell'amministrazione della citta', la nuova giunta guidata dal sindaco Massimo Zedda ha iniziato il graduale procedimento di rimozione delle strutture con l'obiettivo di riportare l'anfiteatro alla sua originaria funzione di sito archeologico

CAGLIARI

CAGLIARI  Apri
Loc. CAGLIARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
11 Km da WWF: OASI MONTE ARCOSU
  Area Sestu, Quartu Sant'Elena, Pula
  Brochure PDF
Cagliari e' il capoluogo di regione della Sardegna ed anche il porto principale di questa regione. Si trova al centro del golfo omonimo nella costa meridionale della Sardegna. E' conosciuta come la bellissima 'Citta del Sole' grazie ai suoi splendidi paesaggi ed alla sua luminosita. Originariamente si pensa sia stata fondata dai Cartaginesi e divenne successivamente citta e municipio romano. Nel IV secolo fu un importante sede vescovile e centro ecclesiastico ma nel V secolo fu conquistata dai Vandali ed in seguito dai Bizantini. Risorse dopo un periodo di distruzione sotto il dominio dei Pisani nel XII secolo che vi governarono fino al 1326. Allora Cagliari fu presa dagli Aragonesi e poi dagli Spagnoli. Nel 1720 Cagliari fu sotto il dominio dei Savoia e successivamente fu annessa al Regno d'Italia. Da vedere: Torre dell'Elefante e Torre di San Pancrazio: Durante il dominio di Pisa su Cagliari vennero edificate queste due torri dall'architetto Giovanni Capula nel 1305 (San Pancrazio) e nel 1307 (Elefante). Entrambe presentano una forma ad elle, sono alte circa 30 metri e composte da blocchi calcarei. La Torre di San Pancrazio era anticamente conosciuta come la Torre del Leone (sulle sue mura era scolpito un leone) mentra la Torre dell'Elefante deriva il proprio nome ad una statua marmorea raffigurante un elefante che si trova a circa 10 metri di altezza. Originariamente entrambe le torri avevano funzione di vedetta mentre nel XIX secolo furono sedi di carceri e sale di tortura. Cattedrale: questa chiesa dedicata a Santa Maria Assunta si trova in Piazza Palazzo al centro del quartiere di Castello. Fu edificata dai Pisani nel XIII secolo al posto della chiesa dedicata a Santa Cecilia. E' strutturata su tre navate e all'interno conserva bellissime opere come il Pulpito di Guglielmo da Pisa e sculture e dipinti del XIV secolo. Della sua struttura medievale conserva solo il campanile mentre la facciata fu rimaneggiata nel corso dei secoli (la prima volta nel 1702 e la seconda nei primi anni del 1900). Anfiteatro Romano: fu edificato tra il I ed il II secolo d.c. Tutta la struttura era rivestita con preziosi materiali (dimostrata dal rinevenimento di numerose listine di marmo durante gli scavi). L'anfiteatro poteva ospitare circa 10000 spettatori e gli spettacoli che venivano rappresentati erano combattimenti di gladiatori, lotte tra uomini e belve, esecuzioni di sentenze. Nel corso dei secoli sfortunatamente sono state effettuate dannose espoliazioni : non resta niente delle parti in muratura e dei rivestimenti

Escursioni e attrazioni in SARDEGNA vicino a SESTU Cagliari Siliqua Quartu Sant'Elena: 'PARCO ARCHEOLOGICO PRANU MUTTEDU'   'NORA'   'PARCO NATURALE REGIONALE MOLENTARGIUS'   'SPIAGGIA DEL POETTO'   'BASTIONE DI SAINT REMY'   'SPIAGGIA DEL MORTO'   'NURAGHE DIANA'   'SANLURI'   'CASTELLO DI ACQUAFREDDA'   'BASILICA DI S. SATURNINO'   'SARDARA'   'COLLINAS'   'ANFITEATRO ROMANO DI CAGLIARI'   'CAGLIARI'  

SARDEGNA


Questa regione possiede una storia millenaria che ha inizio nel Paleolitico di cui si hanno prove di insediamenti dell'uomo sull'isola. Insediamenti stabili risalgono al Neolitico Antico (6000 a.c.). La prima civiltà di cui si hanno testimonianze è quella nuragica (1500 a.c.) che è poi declinata alla fine dell'età del Ferro (500 a.c.). Di questa civiltà rimangono delle bellissime architetture: le Nuraghe. Un viaggio navigando in un mare di smeraldo, tra piccole e grandi insenature dalla sabbia bianchissima: questa è la Sardegna, un'isola che stupisce il visitatore per i suoi contrasti naturali, luci e colori, un paese di antichissime tradizioni, immerso in una natura selvaggia e incontaminata. Situata al centro del Mediterraneo, con un territorio prevalentemente montuoso ma privo di alte vette, la Sardegna regala al visitatore un ambiente naturale unico, nello stesso tempo aspro e dolcissimo. L'uomo, infatti, è in certe zone quasi una rara presenza; vaste superfici sono rimaste magicamente intatte, abitate da cervi, cavalli selvatici e grandi rapaci e sono ricche di piccole zone desertiche, stagni e boschi rigogliosi con alberi anche millenari. Il mare regna incontrastato con i suoi colori e si insinua nelle calette tortuose, lungo le coste e le spiagge, nelle località più frequentate. La costa Smeralda con la sua perla, Porto Cervo, ne è un esempio. Il suo Porto Vecchio è considerato il più attrezzato porto turistico del Mediterraneo. Porto Rotondo è una località anch'essa rinomata, che si affaccia sull'ampio Golfo di Cugnana ed è popolata da ville e piazzette incastonate in una magnifica natura. Chi al mare preferisce la montagna potrà andare alla scoperta della regione del Gennargentu, il più vasto complesso montano della Sardegna, con i suoi pittorici scenari dove la natura occupa un posto di primo piano. Molto ricca la flora e la fauna con i suoi mufloni, aquile reali, cervi sardi e varie specie ormai sull'orlo dell'estinzione. Tra le sue meraviglie, la Sardegna offre al visitatore i complessi nuragici sparsi su tutto il territorio, monumenti unici al mondo che testimoniano una cultura antica e ancora in parte misteriosa che va dal XV al VI secolo a C. I Nuraghi and costruiti con grandi blocchi di pietra and si sviluppavano intorno ad una torre centrale a forma di tronco di cono che trasmette una sensazione di solidità e potenza. Si tratta di siti archeologici dove si possono ancora cogliere i segni di antiche ritualità e di vita domestica dal fascino arcaico. Tra i tanti, il complesso di Barumini in provincia di Medio Campidano è nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.

Da Vedere: Nuraghe: si tratta di una costruzione preistorica a carattere difensivo che si trova solo in Sardegna. Ha una forma conica composta da pietre disposte a filari. All'interno vi è una camera circolare che può essere alta dai 5 ai 25 metri preceduta da uno spazio dedicato al soldato che stava di guardia. Di fronte all'entrata c'è una scala che arriva fino in cima alla nuraga e che gira tutta intorno alla struttura stessa. Il nome di queste costruzioni deriva da termine sardo 'nura' che significa svavare o accumulare. In sardegna sono presenti circa 7000 monumenti nuragici edificati in varie epoche diverse. Costa Smeralda: questo è il nome che viene dato alla parte costiera che si trova a nord-est dell Gallura (in provincia di Sassari) grazie alla limpidezza delle sue acque. E' formata da tantissime insenature, scogli e isolette che nascondono spiagge di sabbia bianca tra cui la famosa caletta Cala di Volpe. Attualmente offre una grande quantità di villaggi turistici e strutture alberghiere. Le due località più rinomate della Costa Smeralda sono Porto Cervo e Porto Rotondo. Parco Nazionale del Gennargentu: si tratta di un'area protetta che si torva nella parte nord-ovest dell'isola sotto la provincia di Nuoro. Vi si trovano montagne (come la Marmora alta 1834 metri) ed un ricchissimo ecosistema marino. La vegetazione è molto varia e comprende zone di macchia mediterranea, ma anche esempi di vegetazione montana. Per quanto riguarda la fauna vi si trovano mufloni, aquile, foche monache, e falchi della regina.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica sarda possiede numerosi piatti tipici. Tra questi troviamo gli spaghetti alla bottarga (uova di muggine essiccate e grattugiate), ravioli ripieni di pesce, i 'malloreddus all'oristanese' (a base di spinaci e panna), la 'merca' (muggine cucinato con erbe locali). Troviamo anche una grande varietà di piatti di terra come il 'ghisau' uno stufato di carni varie, l' 'agnello alla gallurese' , agnello cucinato con erbette. Un elemento molto importante della cucina sarda è senza dubbio il pane: ve ne sono di numerose varietà come il 'civraxiu', un pane saporito molto croccante, il 'su pan'e trigu', un buonissimo tipo di pane cotto a legna, ed il famosissimo 'pane carasau' (o carta da musica) fatto di un impasto di farina di frumento e formato da una sfoglia sottilissima: è il pane che usavano i pastori sardi durante la cura dei propri greggi. Tra i dolci vi segnaliamo le 'sebadas' , specie di ravioli dolci ripieni di formaggio e ricoperti di miele, e la buonissima pasticceria a base di pasta di mandorle (tra cui i sas melicheddas ed i sos chericheddos). Tra i vini i più rinomati sono la Vernaccia di Oristano, la Malvasia di Bosa ed il Cannonau di Cagliari.