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wwf: oasi palude del busatello - escursioni punti di interesse attrazioni a gazzo veronese verona, italy
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  WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO


WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a GAZZO VERONESE VERONA, ITALY Ostiglia Quistello San Benedetto Po

SAN BENEDETTO PO

SAN BENEDETTO PO  Apri
Loc. SAN BENEDETTO PO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
18 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area Quistello, Ostiglia, Suzzara
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A pochi chilometri da Mantova si trova San Benedetto Po il cui nome, anticamente San Benedetto in Polirone, e' legato al monastero benedettino fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa sull'isola che sorgeva tra il fiume Po e il Lirone. Il centro del paese si e' sviluppato in riva al fiume e intorno al vasto complesso monastico, aventi un ruolo primario nella vita della comunita' nel corso dei secoli e fino ai giorni nostri. Oltre duemila anni di storia sono sedimentati nelle strutture di questo complesso monumentale che offre diverse modalita' di visita nei luoghi caratteristici del monastero

LIPU: RISERVA NATURALE PALUDE OSTIGLIA

LIPU: RISERVA NATURALE PALUDE OSTIGLIA  Apri
Loc. PALUDE DI OSTIGLIA, OSTIGLIA MN, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
5 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area Gazzo veronese, Quistello, San Benedetto Po
L'area occupata dalla Riserva naturale Palude Ostiglia e' ultimo lembo dell'antica valle Silva Hostilia che si origino' a seguito della costruzione di un canale che doveva collegare il fiume Tartaro al canale Molinella. Il nome della palude deriva dal corso d'acqua che l'attraversa da Nord a Sud, coincidente con il confine regionale tra Lombardia e Veneto. Nel 1983 e' stata istituita dalla Regione Lombardia la Riserva naturale Paludi di Ostiglia e affidata in gestione al Comune di Ostiglia che dal 1986 si avvale della collaborazione della Lipu per le attivita' di conservazione della natura e di educazione e sensibilizzazione ambientale. Tra tutti gli animali della Riserva naturale, sicuramente gli uccelli sono tra quelli la cui presenza difficilmente passa inosservata. Le specie individuate sono circa 180, di cui circa 60 nidificanti, anche se, con il mutare delle stagioni, cambia la loro composizione specifica e l'abbondanza. Ben rappresentate sono le famiglie degli Aironi, con l'Airone rosso (nidificante con decine di coppie), il Tarabusino e la Nitticora, e delle Anatre con il Germano reale, la Marzaiola e il Mestolone. Ma anche i rapaci frequentano la Riserva: il Falco di palude (anch'esso nidificante), l'Albanella reale in inverno e la Poiana. E poi le altre numerosissime specie acquatiche: Porciglione, Gallinella d'acqua, Folaga, Beccaccino, Pettegola, Pantana, Cannaiola, Salciaiola, Forapaglie. Una serie di incontri veramente speciali a cui dobbiamo aggiungere la costante presenza del Migliarino di palude, simbolo della Riserva, e l'interessante ed intenso passaggio migratorio del Pettazzurro, considerato occasionale fino a qualche anno fa

WWF: OASI LA FRANCESA

WWF: OASI LA FRANCESA  Apri
Loc. FOSSOLI MODENA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
40 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area Campagnola Emilia, Modena, Tre Valli Societa Coop Arl
Un'ampia gamma di ambienti naturali e seminaturali umidi ricchi di biodiversita'. L'Oasi WWF La Francesa si trova a Fossoli, nel Comune di Carpi (Mo). L'area, di circa 23 ettari, protegge una fetta di territorio dove si estende un'ampia gamma di ambienti naturali e seminaturali umidi. Ambiente Il territorio a nord di Carpi presenta un'ampia gamma di ambienti naturali e seminaturali quali risaie, bacini per l'itticoltura e l'attivita' venatoria, canali e fossati ricchi di idrofite. L'insieme di questi ambienti, ognuno dei quali non rappresenta di per se' una vera e propria emergenza naturalistica, costituisce pero' un complesso e diversificato mosaico che supporta numerose specie animali e vegetali di interesse conservazionistico a livello regionale, nazionale e comunitario che trovano entro un'area ristretta gli ambienti idonei. La realizzazione di una zona umida con bassi livelli dell'acqua, gestita esclusivamente per la fauna e la flora selvatica (a differenza delle circostanti zone umide), costituisce un elemento su cui sviluppare su scala comunale e provinciale attivita' di fruizione afferibili alle varie forme di ecoturismo e di didattica naturalistica. Nell'Oasi sono presenti piu' di 15.000 piante messe a dimora dalla provincia di Modena nel 1993 e dai volontari del gruppo botanico. L'area e' estesa 23 ettari and di cui 8 allagati. Flora e fauna LA VEGETAZIONE attuale dell'Oasi e' il risultato della colonizzazione spontanea e dell'intervento di rimboschimento, teso a ripristinare le condizioni naturali degli ambienti planiziali. Le specie vegetali presenti sono prevalentemente autoctone. Nel bosco misto a radure, troviamo quercia, carpino bianco, olmi, acero campestre, mirabolano e pomacee selvatiche; nelle zone piu' umide sono presenti diverse specie e varieta' di salici, pioppi e frassini. Tra gli arbusti si possono trovare prugnolo, biancospino, sanguinello, rosa canina, sambuco, frangola, ligustro e altre specie. Nelle zone aperte e prative si possono osservare diverse specie di ranuncoli, la vitalba e l'adone, il campanellino,il tulipano silvestre, il muscari azzurro, l'ibisco trione, diverse Asteracee. Nei terreni piu' umidi, menta, non ti scordar di me, equiseto,matricale, salterella e la scorzonera

RISO NANO VIALONE VERONESE I.G.P.

RISO NANO VIALONE VERONESE I.G.P.  Apri
Loc. VERONA VR, ITALIA - VENETO  Navigatore
34 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area Villafranca di Verona, Caldiero, Soave
  Brochure PDF
Il riso Vialone Nano Veronese (IGP) e' una varieta' di riso italiano a Indicazione geografica protetta tipico della Bassa veronese. Ha come caratteristica dichiarata quella di essere coltivato in aree irrigate con acqua di risorgiva, in pratica la sua area di produzione coincide con l'alto bacino idrografico del fiume Tartaro. E' una delle varieta' di riso piu' apprezzate per preparare il risotto. Numerose sono le ricette che utilizzano il riso Vialone Nano come ingrediente: Risotto all'isolana Risotto all'amarone Risotto alla zucc

ARQUA' PETRARCA

ARQUA' PETRARCA  Apri
Loc. QUISTELLO - VENETO  Navigatore
16 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area San Benedetto Po, Ostiglia, Gazzo veronese
  Brochure PDF
Considerata la perla dei Colli Euganei, il borgo medievale di Arqua' Petrarca mantiene intatti il fascino e la quiete che conquistarono il poeta Francesco Petrarca, tanto da essere stata ammessa nel ristretto club dei Borghi piu' Belli d'Italia ricevendo l'elezione a Bandiera Arancione del Touring Club. Molti i siti e i monumenti di interesse storico e culturale che il borgo racchiude. Su piazza Roma si affacciano Palazzo Contarini, in stile gotico veneziano; la Chiesa di S. Maria Assunta, al cui interno si ammira la pregevole tela dell'Ascensione, opera di Palma il Giovane; nell'adiacente sagrato si trova la tomba del Petrarca, un'arca in marmo rosso di Verona che tuttora contiene le spoglie del Poeta. Poco oltre, arrivando in Piazza San Marco si puo' ammirare l'Oratorio SS Trinita', chiesa cara al Petrarca, contenente l'altare ligneo seicentesco e un'altra pala di Palma il Giovane, e l'annessa Loggia dei Vicari, decorata con gli stemmi dei nobili rettori padovani. Per chi giunge ad Arqua' e' d'obbligo una visita alla casa in cui abito' il Petrarca. Immersa in un grazioso giardino, l'edificio conserva una serie di cimeli storici e opere appartenuti al Poeta. In particolare merita una visita lo studio dove in una parete e' stata ricavata una nicchia che conserva la gatta imbalsamata del poeta. Ritornando a passeggiare per le vie della cittadina s'incontrano Villa Alessi, oggi sede di eventi e concerti; Casa Strozzi, divenuta galleria d'arte; Villa Rova, tipico esempio di villa veneziana del '400. Villa Centanin accoglie, invece, una mostra permanente di antichi pianoforti ed e' sede di concerti, compreso un festival di musica classica. E a proposito di eventi e manifestazioni, Arqua' Petrarca propone rievocazioni storiche (aprile-maggio), il Moscato Arqua' Festival Jazz (settembre), la festa delle Giuggiole (ottobre) e la festa del pregiatissimo olio extravergine d'oliva che si produce nei vicini Colli Euganei (novembre)

PARCO REGIONALE DEL MINCIO

PARCO REGIONALE DEL MINCIO  Apri
Loc. PARCO REGIONALE DEL MINCIO, MANTOVA MN, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
33 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area Mantova, Valeggio Sul Mincio, Castellaro Lagusello
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Natura, cultura, arte, storia Il Parco, situato nella parte orientale della Lombardia, si estende tra il confine regionale a nord ed il confine del Po a sud, comprendendo la valle del Fiume Mincio. Il territorio e' vario e spazia dalle colline moreniche, alla pianura terrazzata, dalla zona meandriforme a paleoalvei al complesso dei laghi di Mantova, con le eccezionali zone umide delle Valli del Mincio e i boschi planiziali del Bosco Fontana. Notevole il sistema di chiuse e canali storici, e gli elementi architettonici ed artistici, tra cui il Santuario di S.Maria delle Grazie, la chiesa di S. Maria degli Angeli e numerose ville dei tempi dei Gonzaga

BORGHETTO

BORGHETTO  Apri
Loc. BORGHETTO VR, ITALIA - VENETO  Navigatore
39 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area Castellaro Lagusello, Peschiera del Garda, Pozzolengo
Basta il nome ad evocare immagini antiche: sassi, ciottoli, pietre disposte una sull'altra sin dal medioevo, a comporre le fortificazioni e le viuzze di quello che si chiama Borghetto sul Mincio. Non proprio una citta', ma la frazione piu' preziosa di Valeggio sul Mincio, comune veneto in provincia di Verona: Borghetto, a sud del Lago di Garda, e' un piccolo mondo a se' in cui il tempo pare essersi fermato tanti secoli fa, in armonia indissolubile con il suo fiume Mincio. Un pugno di case seminate lungo le sponde, tra antichi mulini, locande, botteghe d'artigianato e alberi nodosi, in un paesaggio verde e pittoresco. Nonostante le piccole dimensioni e l'aspetto timido, Borghetto sul Mincio e' sempre stato un fondamentale nodo di transito e commercio, in un'area di confine tra forze opposte. La sua posizione era considerata strategica, poiche' il fiume costituiva una protezione naturale contro qualunque attacco e il suo guado era uno dei piu' agevoli a sud del lago di Garda: ecco perche' attirava l'attenzione dei Gonzaga, degli Scaligeri, dei Visconti e della Repubblica di Venezia, ma anche dell'Austria e della Francia. Le battaglie napoleoniche e risorgimentali non sono passate senza traccia nella zona, ma hanno fortemente influenzato il paesaggio e il patrimonio, pur lasciando inalterata la grazia di questi luoghi. Oggi sembra un po' di camminare tra le illustrazioni di un libro: che il sole splenda alto nel cielo o la nebbia avvolga suadente le case, Borghetto e' una cornice fiabesca in cui si possono cogliere alcuni dettagli interessanti. Accanto agli antichi mulini, in parte rimessi in funzione, si puo' ammirare innanzitutto il ponte Visconteo di fine Milletrecento: fu Gian Galeazzo Visconti a volere la costruzione della diga fortificata, lunga 650 metri e larga 25 metri, che si univa al Castello Scaligero grazie a due cortine merlate. Il risultato era una struttura fortificata unica che si estendeva per piu' di 15 km. Al di sopra del ponte, in cima a una collina, si erge proprio il Castello Scaligero, che sin dal XII secolo veglia sul borgo e sul corso del Mincio. Della struttura originaria e' sopravvissuta soltanto la Torre Tonda, realizzata nel Millecento, ma le altre parti furono aggiunte o modificate intorno al XIV secolo. Oggi e' accessibile mediante un ponte levatoio, ma in passato ce n'erano tre. Entro le mura del borghetto, abbracciate dalla cinta di pietre antiche, si celano la chiesa di San Marco Evangelista, ristrutturata nella seconda meta' del Settecento in stile neoclassico, e la pieve romanica di Santa Maria, realizzata intorno all'anno Mille e tuttora agghindata di raffinati affreschi successivi, risalenti al XV secolo

WWF: OASI VALLE BUORA

WWF: OASI VALLE BUORA  Apri
Loc. BADIA POLESINE ROVIGO, ITALY - VENETO  Navigatore
34 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area Montagnana, Este, Concadirame
  Brochure PDF
L'Oasi Valle Buora si trova in localita' Le Giare, nella frazione di Salvaterra del Comune di Badia Polesine (Ro). L'area, di circa 10 ettari, e' un ex relitto di zona umida attraversata dal Naviglio Valdentro, uno degli ultimi biotopi palustri sopravvissuti nell'entroterra Polesano. Bonificato abusivamente nel 2003, e' stato successivamente avviato dal WWF e dal Consorzio di Bonifica Polesine - Adige - Canalbianco un ambizioso progetto finalizzato a riportare l'area alle antiche potenzialita' ecologiche e a risolvere al tempo stesso i problemi di deflusso delle acque e di approvvigionamento idrico che da sempre interessavano i terreni circostanti. Ambiente La zona, di dimensioni ridotte e isolata rispetto altre zone umide di caratteristiche analoghe, e' inserita in un contesto agrario relativamente povero di siepi e alberature, spicca per abbondanza di specie ornitiche, in particolar modo di passeriformi legati agli alberi e a canneti e tifeti. Flora e fauna Tra le specie piu' significative segnaliamo il Picchio rosso maggiore, il Rigogolo, la Tortora selvatica, la Cinciallegra, la Cannaiola e la Cannaiola verdognola, il Cannareccione, l'Usignolo di Fiume, il Forapaglie, il Beccamoschino. Non e' raro osservare Ardeidi quali l'Airone cenerino e la Nitticora e, di recente, anche la Sgarza ciuffetto. Durante l'inverno le erbe palustri e le siepi arbustive forniscono riparo a numerosi uccelli, in particolare Passeri, fringillidi di varie specie, turdidi, ecc. Per questo motivo il sito e' frequentato da rapaci notturni e diurni quali il Gufo comune, la Civetta, la Poiana, il Lodolaio, lo Sparviero e l'Albanella reale. I mammiferi sono rappresentati dal Riccio, l'Arvicola terrestre, la Donnola, la Faina e la Volpe. La fauna erpetologica e' costituita dalla Biscia dal collare Natrix natrix, Colubro Coluber viridiflavus, Lucertola muraiola Podarcis muralis, Ramarro Lacerta viridis, Testuggine acquatica europea Emys orbicularis e, seppur non ancora rilevato in situ, l'Orbettino. Tra gli anfibi segnaliamo Rana esculenta, Rana latastei, Bufo bufo, Bufo viridis. Non si esclude la presenza di Triturus cristatus

LAGO DI CORLO

LAGO DI CORLO  Apri
Loc. 32030 ARSIE BELLUNO, ITALY - VENETO  Navigatore
16 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area San Benedetto Po, Ostiglia, Gazzo veronese
  Brochure PDF
Un piccolo fiordo norvegese a pochi chilometri dalla pianura veneta, immerso nelle montagne bellunesi: questo e' il Lago di Corlo ad Arsie'. Un gioiello incastonato nell'ampia conca verde tra la Valsugana, il Monte Grappa e le terre feltrine. Formato da uno sbarramento del Torrente Cismon, il lago si estende a sud di Arsie', piccola localita' dalla quale prende il nome, fino alla suggestiva frazione di Rocca, del cui abitato, sommerso nel 1954, oggi rimane solo un piccolo gruppo di case. Verso nord le sponde del lago sono dolci e arricchite da una vasta spiaggia ad erba, mentre a sud sono irregolari e frastagliate, scavate da bellissime insenature ammirabili percorrendo la stradina sterrata che si snoda sulla sponda opposta a quella della Rocca. Il punto piu' spettacolare e' sicuramente il caratteristico Ponte delle Corde, costituito da funi d'acciaio. Per chi desidera trascorrere qualche giorno di relax a contatto diretto con la natura due camping ben attrezzati sono situati direttamente sulle sponde del lago. I turisti potranno inoltre trovare sistemazione nei numerosi bed and breakfast e agriturismi o nelle tipiche malghe di montagna, dove e' possibile degustare ed acquistare i prodotti della provincia di Belluno come i formaggi d'alpeggio. Un soggiorno in questa bella conca offre molte possibilita': dalle camminate sul comprensorio Col Perer, Cima Lan e Cima Campo alle passeggiate a cavallo fra prati, boschi e pascoli. Da visitare anche il Forte Leone, struttura militare in localita' Cima Campo. Lo splendido paesaggio, lontano dal traffico e dalla confusione, e' indicato anche per trascorrere una vacanza all'insegna degli sport lacustri, tra i quali la pesca sportiva e la canoa, mentre per tutti, salire su un pedalo' ed esplorare le sponde e le insenature del lago, puo' essere un'occasione di relax

PALAZZO TE

PALAZZO TE  Apri
Loc. MANTOVA - LOMBARDIA  Navigatore
26 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area San Benedetto Po, Suzzara, Valeggio Sul Mincio
Palazzo Te e' il capolavoro mantovano di Giulio Romano, costruito e decorato tra il 1525 e il 1535 come luogo destinato al onesto ozio del committente, Federico II Gonzaga. E' genericamente ispirato alla villa romana antica e, per quanto abbia subito restauri nei secoli, si presenta come uno dei complessi rinascimentali piu' pregevoli e meglio conservati. Il genio di Giulio vi trasfonde la cultura raffaellesca e michelangiolesca, lascia testimonianza di una profonda conoscenza della tradizione classica e vi propone inedite, sorprendenti invenzioni. Vive emozioni accompagnano il visitatore in un percorso ricco e vario: dal Cortile d'Onore alla Sala dei Cavalli, dalla Camera di Psiche a quella dei Venti e delle Aquile, dalla preziosa Camera degli Stucchi alla tumultuosa Camera dei Giganti.Il piano superiore del palazzo accoglie poi notevoli raccolte di interesse documentario e artistico:- La donazione Arnoldo Mondadori, relativa a due pittori tra i principali del periodo tra Otto e Novecento: Federico Zandomeneghi e Armando Spadini.- La collezione Mesopotamica Ugo Sissa, tra le pochissime in Italia, con circa 250 opere relative alle antiche civilta' sviluppatesi tra il Tigri e l'Eufrate.- La Sezione Gonzaghesca che espone i pesi e le misure in bronzo dell'antico Stato dei Gonzaga, nonche' coni, punzoni, medaglie e monete di Mantova e dei principati minori.- La raccolta Egizia acquisita dal mantovano Giuseppe Acerbi, console in Egitto agli inizi dell'Ottocento, comprende sculture in marmo, bronzo e legno, oltre a numerosi oggetti legati ai riti funerari e al culto delle divinita'

CASTELLO SCALIGERO DI SOAVE

CASTELLO SCALIGERO DI SOAVE  Apri
Loc. SOAVE - VENETO  Navigatore
34 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
Altitudine: 49 mt. s.l.m.  Area Caldiero, Arzignano, Montecchio Maggiore-Alte Ceccato
Il castello scaligero di Soave, gia' appartenuto al casato dei Della Scala, e' una fortificazione che ha segnato la storia della cittadina della provincia di Verona. Caduto in stato di abbandono, dopo essere stato ridotto a fattoria, e' stato sottoposto a restauro nel 1890 dal senatore del Regno Giulio Camuzzoni - sindaco di Verona dal 1867 al 1883 - che ne divenne proprietario. E' raggiungibile a piedi da piazza Antenna oppure percorrendo la strada asfaltata che sale a nord del paese. Un diploma di Federico Barbarossa attesta il castello era un tempo in mano ai conti di Sambonifacio di Verona. L'ascesa di Ezzelino da Romano come podesta' del Comune veronese (1226) porto' al possesso del maniero da parte dei conti Greppi, i quali, nel 1270, lo cedettero al Comune di Verona che vi installo' un suo capitano. La contemporanea ascesa dei Della Scala porto' ad una nuova fase della vita del paese (che divenne sede di capitaniato con 22 paesi sottoposti a tale giurisdizione) e del suo simbolo piu' importante. Il castello venne restaurato e rinnovato mentre, nel 1379, Cansignorio doto' il paese della cinta di mura ancor oggi visibile. La fine della dinastia scaligera porto' nuovi padroni al castello: prima i Visconti milanesi e poi i Carraresi padovani. Quest'ultimi lo perderanno (1405) a causa dell'arrivo delle truppe della Repubblica di Venezia, appoggiate dagli abitanti soavesi. Nel 1439, le truppe viscontee del condottiero Niccolo' Piccinino s'impadronirono di Soave ma la vittoria di Giovanni Pompei sul monte Bastia (odierno confine tra Cazzano di Tramigna e Montecchia di Crosara) permise all'esercito veneziano di tornare a possedere la zona. Pericolo maggiore ci fu quando Venezia si trovo' contro la Lega di Cambrai (1508): il castello e il paese di Soave vennero incendiati (con 366 soavesi passati a fil di spada); anche in questa occasione la Repubblica della citta' lagunare pero' riusci' ad avere la meglio (1516). A causa dell'eroismo del capitano Rangone e dei soavesi che, nel 1511, liberarono il castello, Venezia dono' l'Antenna (un grande pennone) e lo stendardo di San Marco. Inizio' un periodo di pace pero' il castello era ormai superato per le tecniche di guerra (armi da fuoco) che si stavano affermando; la Repubblica veneziana, che aveva bisogno di denaro per sostenere la guerra contro i Turchi, cedette il castello prima in affitto e poi in proprieta' alla famiglia nobile dei Gritti (che a sua volta lo subaffittarono a privati che trasformarono il castello in fattoria)

MONTAGNANA

MONTAGNANA  Apri
Loc. MONTAGNANA PROVINCE OF PADUA, ITALY - VENETO  Navigatore
34 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
Altitudine: 14 mt. s.l.m.  Area Badia Polesine, Lozzo Atestino, Este
  Brochure PDF
Piccola ma elegante, Montagnana s'inserisce tra le citta' murate meglio conservate del Veneto con una imponente cinta muraria circondata da un fossato a prato, intervallata da ben ventiquattro torri e quattro porte, fra cui spiccano la porta Legnago e la porta Padova. Oltre alla straordinaria fortificazione c'e' ancora molto da vedere a Montagnana. Appena fuori Porta Padova, ad esempio, incontriamo Villa Pisani, dimora edificata attorno al 1550 sul progetto del Palladio e che si differenzia dalla tipica villa di campagna in quanto inserita nel centro storico. Accanto si trovano Castello di San Zeno e Palazzo Giusti Sammartini. Notevole e' anche l'antico Monte di Pieta', uno dei piu' bei palazzi del Settecento, affiancato da Palazzo Valeri e dall'attiguo edificio abbellito da due camini in stile veneziano. I resti dell'antica chiesa di San Giovanni Battista sono ora le fondamenta del Palazzo della Loggia, mentre ove sorgeva una chiesa del X secolo ora risplende il Duomo dedicato a S. Maria Assunta.Tra i tanti prestigiosi palazzi, merita citare l'imponente Palazzo Sanmichieli - ora sede del Comune - e il Palazzo Magnavin-Foratti, in stile gotico-veneziano. Addentrandoci per le strette vie della cittadina si incontra la chiesa di San Benedetto, sconsacrata e ora sede di mostre e convegni. Affascinanti rievocazioni storiche e gustosi appuntamenti enogastronomici regalano ulteriore fascino e fama a questa citta' fortificata. La prima settimana di settembre si corre il Palio dei dieci comuni; l'evento e' aperto da una sfilata di figuranti in costumi d'epoca e prosegue nel vallo, dove dieci fantini si sfidano in una gara emozionante. A maggio, invece, l'aria s'impregna del dolce profumo del Prosciutto DOP Berico-Euganeo servito durante la partecipata festa che attira ogni anno migliaia di buongustai

LIPU: OASI CELESTINA

LIPU: OASI CELESTINA  Apri
Loc. CAMPAGNOLA EMILIA RE, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
44 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
Altitudine: 2 mt. s.l.m.  Area Fossoli, Suzzara, Reggio Emilia
L'Oasi Celestina e' situati nei pressi di Campagnola Emilia, in provincia di Reggio Emilia. Nasce sul finire degli anni '90 da una donazione di Maria Celestina Freddi, socia Lipu e appassionata di natura che, con un lascito testamentario lascia i 12 ettari della sua proprieta' all'Associazione. Quello che era un fondo agricolo, viene trasformato nel 2001 in una zona umida grazie alla collaborazione dell'allora Consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia (adesso Consorzio di Bonifica Emilia centrale). Vengono scavati due invasi, che fungono anche da casse di espansione, collegate ai canali di bonifica del territorio circostante. Come ultima cosa vengono installati il Centro visite e il Capanno di Osservazione. L'Oasi Celestina e' inaugurata ufficialmente nella primavera del 2005 grazie alla collaborazione con Comune Campagnola Emilia e poi dal 2009 della Provincia Reggio Emilia. Dal 2012, grazie ad un finanziamento del PSR-Programma Sviluppo Rurale, l'Oasi e' dotata di una Torretta di osservazione. Il paesaggio dell'Oasi e' in progressiva evoluzione: le varie piantumazioni di alberi e cespugli autoctoni hanno costituito una serie di siepi e di macchie cespugliate mentre il canneto ha colonizzando gli specchi d'acqua. Tra gli animali, le presenze piu' rilevanti riguardano senz'altro gli uccelli. Tra i nidificanti ci sono il Cavaliere d'Italia, l'Averla piccola, la Sterna comune, il Tarabusino, la Gallinella d'acqua, il Germano reale, la Passera mattugia. E' neiperiodi del passo migratorio che si possono vedere le specie piu' interessanti. Tra i limicoli, sono stati osservati Chiurlo piccolo, Chiurlo maggiore, Gambecchio, Piovanello pancianera, Combattente, Albastrello, Totano moro, Pantana, Pavoncella, Piro piro boschereccio e culbianco, Beccaccino, Pittima reale, Piovanello comune eccetera. In primavera si possono vedere il Fraticello e le tre specie di Mignattini, il comune, il piombato e l'alibianche, mentre in autunno e' stato osservato il Gabbianello. Tra i rapaci, osservati Nibbio bruno, Falco di palude, Albanella reale e minore, Sparviere, Poiana, Gheppio, Lodolaio e Pellegrino

WWF: OASI VAJO GALINA

WWF: OASI VAJO GALINA  Apri
Loc. VERONA, ITALY - VENETO  Navigatore
36 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area Caldiero, Villafranca di Verona, Soave
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L'Oasi WWF di Vajo Galina comprende tutti gli ambienti caratteristici della collina pedemontana, dal bosco d'alto fusto all'incolto,dalle pareti di rocce a grotte e sorgenti d'acqua. L'Oasi si trova nel Comune di Verona. LOasi, di 27 ettari, fa parte dell'area collinare dei Monti Lessini dove si incontrano piu' ambienti; grazie alle differenze climatiche la vegetazione varia in poche centinaia di metri. Ambiente, flora e fauna Ricca e' la flora dei prati aridi costituita da distese di graminacee tra le quali il lino delle fate. Frequenti sono le fioriture di orchidee, con numerose specie dei generi Orchis e Ophrys; pulsatilla comune, timo precoce, vilucchio bicchierino sono alcuni dei fiori che si possono osservare. Per citare alcune essenze principali che formano il bosco: roverella, acero campestre, olmo, carpino. Interessanti per il luogo il leccio, mentre per la quota il castagno e il farinaccio. Nelle zone dell'impluvio abbonda l'alloro. L'avifauna risulta la componente piu' rilevante all'interno dell'Oasi, con 103 specie censite, tra cui una coppia stanziale di corvo imperiale (simbolo dell'oasi), Tra i piciformi, il picchio rosso maggiore e il picchio verde. Numerosi passeriformi del bosco e delle fasce cespugliate: averla piccola, occhiocotto, picchio muratore, sterpazzola, torcicollo, upupa, rigogolo. Tra i rapaci il gheppio, il falco cuculo, il lodolaio, il falco pellegrino, lo sparviere, oltre ai notturni assiolo civetta e allocco. Tra i mammiferi: volpe, tasso, scoiattolo, ghiro, lepre. Anfibi e rettili sono presenti con salamandra pezzata, tritone crestato, biacco e ramarro

PALAZZO DUCALE DI MANTOVA

PALAZZO DUCALE DI MANTOVA  Apri
Loc. PIAZZA SORDELLO, 40, MANTUA, ITALY - LOMBARDIA  Navigatore
25 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area San Benedetto Po, Suzzara, Valeggio Sul Mincio
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Il Palazzo Ducale di Mantova, noto anche come reggia dei Gonzaga, e' uno dei principali edifici storici cittadini. Dal 1308 e' stata la residenza ufficiale dei signori di Mantova, i Bonacolsi, e quindi la residenza principale dei Gonzaga, signori, marchesi ed infine duchi della citta' virgiliana. Ospitava il Gonzaga dominante del tempo, sua moglie, il figlio legittimo primogenito e gli altri figli legittimi sino alla maggiore eta' nonche' gli ospiti importanti. Assunse la denominazione di Palazzo Reale durante la dominazione austriaca a partire dall'epoca di Maria Teresa d'Austria regnante. Il palazzo del Capitano che si affaccia su piazza Sordello, e' l'edificio piu' antico del palazzo Ducale voluto da Guido Bonacolsi sul finire del Duecento. Inizialmente costruito su due piani e separato dalla Magna Domus da un vicolo, nei primi anni del Trecento fu rialzato di un piano ed unito alla stessa Magna Domus dalla monumentale facciata con portico, sostanzialmente rimasta tale fino ad oggi. Il secondo piano aggiunto e' costituito da un unico enorme salone (m 67x15) detto Dell'Armeria, appellato anche come Salone della Dieta, in quanto ospito' la Dieta di Mantova del 1459. Tale insigne ambiente e' ora abbandonato e bisognoso di restauro. La Magna Domus (appartenuta anch'essa a Guido Bonacolsi) e il palazzo del Capitano costituiranno il nucleo originario che dette forma alla Corte Vecchia. A meta' del XIV secolo in alcune delle sale, Pisanello mise mano a un maestoso ciclo di affreschi di soggetto cavalleresco arturiano, avente per soggetto la battaglia di Louverzep, che aveva lo scopo di glorificare il casato del committente Gianfrancesco Gonzaga, non casualmente lui stesso raffigurato nel dipinto. Si deve al sovrintendente Giovanni Paccagnini la clamorosa scoperta e il conseguente restauro della grande opera del Pisanello, avvenuti nel corso degli anni sessanta-settanta. Le sale del Pisanello accolgono frammenti degli affreschi e le relative sinopie preparatorie.

WWF: OASI BOSCO DI SUZZARA

WWF: OASI BOSCO DI SUZZARA  Apri
Loc. SUZZARA MANTUA, ITALY - LOMBARDIA  Navigatore
35 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area Campagnola Emilia, San Benedetto Po, Mantova
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L'Oasi WWF di Bosco di Suzzara nasce dall'idea di riprodurre sul territorio urbano un'area tipica della foresta planiziale. E' stato ripristinato un micro-ambiente costituito da alberi e arbusti autoctoni, che descrive la pianura padana di molti secoli fa. Un ambiente ovunque sostituito da agricoltura intensiva, abitazioni, industrie. Un bosco urbano di circa 1,4 ettari nel Comune di Suzzara (Mn), realizzato per ricreare un ambiente tipico della pianura padana di un tempo. Ambiente L'Oasi nasce dal sogno di riprodurre sul territorio urbano un'area tipica della foresta planiziale: un micro-ambiente costituito essenzialmente da alberi e arbusti autoctoni, che descriva cio' che era la pianura padana molti secoli fa. Un ambiente ovunque sostituito da agricoltura intensiva, abitazioni, industrie... E' ormai dal 1994 che attraverso successive messe a dimora e manutenzione continua (pacciamatura, sfalcio ed irrigazione) da parte dei volontari del WWF, e dell'amministrazione comunale, si cerca di ricostituire il bosco, che oggi inizia a vedersi. Rovere, farnia, tiglio, frassino...: una prima parte ha gia' una consistenza tale da far assaporare i profumi e la quiete del sottobosco. Flora e fauna Costituito da tre differenti tipologie di moduli (barriera schermante, barriera fono-assorbente e bosco misto), sono presenti oltre 2000 piante delle seguenti specie: farnia, rovere, tiglio, frassino, acero campestre, acero platanoide, pioppo gatterino, pioppo nero, prugnolo selvatico, carpino bianco, sorbo, melo selvatico, ligustro, corniolo, sanguinella, rosa canina, viburno, bosso, biancospino, ciavardello, nocciolo

MONTE VERONESE DOP

MONTE VERONESE DOP  Apri
Loc. VERONA VR, ITALIA - VENETO  Navigatore
34 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
Altitudine: 65 mt. s.l.m.  Area Villafranca di Verona, Caldiero, Soave
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Monte Veronese e' un formaggio a base di latte vaccino, a pasta semicotta, prodotto nei comuni della parte settentrionale della provincia di Verona, nella regione Veneto. Esiste in due tipologie che si distinguono per la lunghezza del periodo di invecchiamento: a latte intero (crudo o pastorizzato) con stagionatura minima di 25 giorni e a latte detto d'allevo (parzialmente scremato) con stagionatura minima di 90 giorni. Dal luglio 1996, a livello europeo, la denominazione Monte Veronese e' stata riconosciuta denominazione di origine protetta (DOP). Un tempo il formaggio prodotto con il latte dei pascoli estivi dei Monti Lessini non era valorizzato, anzi il latte normalmente veniva mescolato con quello prodotto in pianura per produrre il Monte Veronese Dop: in questo modo si rischiava di perdere completamente le poche malghe rimaste, con gravi rischi per l'ecosistema della montagna. Il Presidio seguito dal Consorzio del Monte Veronese riguarda appunto le forme prodotte con latte d'alpeggio

DAL LAGO DI GARDA A VENEZIA: CALDIERO

DAL LAGO DI GARDA A VENEZIA: CALDIERO  Apri
Loc. CALDIERO - VENETO  Navigatore
31 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
Altitudine: 37 mt. s.l.m.  Area Soave, Verona, Arzignano
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Conoscere il territorio in bicicletta e' una forma di turismo sostenibile che regala scenari inaspettati. Nel Veneto le numerose ciclovie permettono di entrare in contatto con arte, cultura, gastronomia e bellezze naturalistiche spostandosi quasi esclusivamente in bicicletta. L'itinerario, che si estende dal Lago di Garda a Venezia, offre una panoramica sulla ricchezza di storia e tradizioni che caratterizzano le province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia. Con partenza da Garda (Verona), antica cittadina che si affaccia sul lago, il percorso collega diversi tracciati ciclabili che, sulla via naturale dei fiumi Adige e Brenta, portano fino alla terraferma veneziana. Imboccata la ciclabile dell'Adige, che termina a Verona, si incontrano esempi dell'arte romanico-veronese e si attraversano le terre dei pregiati vini Bardolino e Valpolicella, mentre sul tratto che collega a Vicenza si possono osservare le testimonianze dell'antica nobilta' grazie alle splendide ville palladiane. Da qui si prosegue sulla ciclabile della Riviera Berica per raggiungere Padova, custode dell'innovativa pittura di Giotto e del Mantegna, da dove si riparte in direzione di Venezia ripercorrendo l'antica via del Burchiello. Si arriva, infine, a Mestre (Venezia), dove si lascia la bici per raggiungere Venezia con i mezzi pubblici. Terme di Caldiero I Romani le chiamavano le terme di Giunone o della bellezza e questo la dice lunga sulle proprieta' curative delle acque che sgorgano a Caldiero, piccolo paese a pochi chilometri da Verona.Le Terme, immerse in un' atmosfera suggestiva generata dal particolare ambiente naturale, costituiscono un raro esempio di bagno termale antico ancora funzionante. Le vasche piu' famose sono il Bagno della Brentella, piscina in pietra a forma circolare racchiusa da un muro, e del bagno della Cavalla, vasca semicircolare e senza recinzione. Le acque magnesico-solforose che affiorano alla temperatura di circa trenta gradi, hanno un valore terapeutico riconosciuto per i vari trattamenti curativi. A far da sfondo un contesto di rara bellezza: due boschetti ricchi di varieta' botaniche e una piccola oasi naturale con il laghetto Dugal. A questi si abbina una proposta piu' legata ..

VERONA

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Loc. VERONA, ITALY - VENETO  Navigatore
32 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
Altitudine: 67 mt. s.l.m.  Area Villafranca di Verona, Caldiero, Valeggio Sul Mincio
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Passeggiando per le vie del centro storico, lungo le sponde dell'Adige, la citta' dell'amore mostra le sue meraviglie. Segnata da diverse epoche, Verona racconta con le sue architetture, l'avvicendarsi di varie dominazioni: dall'insediamento romano, all'eta' dei comuni, all'epoca della Signoria degli Scaligeri fino alle dominazioni veneziana e asburgica. Nella centralissima Piazza Bra si erge maestosa l'Arena, l'anfiteatro romano che ospita da decenni la prestigiosa stagione lirica estiva. Sul liston, il largo marciapiede che segue l'andamento della piazza, si affacciano Palazzo Barbieri e della Gran Guardia mentre altri edifici nobiliari ospitano i locali solitamente frequentati da veronesi e turisti da tutto il mondo. Poco distante la Casa di Giulietta, con il famoso balcone, accoglie migliaia di visitatori affascinati dalla storia di Romeo e Giulietta, i due amanti della famosissima tragedia di Shakespeare. Piacevole e' passeggiare in Piazza delle Erbe, mescolandosi alla gente che anima quotidianamente il mercato cittadino. Per fare un salto nel passato, nel periodo di massimo splendore della Signoria Scaligera basta andare in Piazza dei Signori e ammirare Palazzo di Cangrande e la Loggia di Fra Giocondo, Palazzo di Cansignorio e Palazzo della Ragione. Meritano una sosta il Duomo, al cui interno e' conservata la famosa pala del Tiziano, e poco lontano la Basilica di Santa Anastasia e il Teatro Romano. Da non perdere anche la visita alla Basilica di San Zeno, affascinante esempio di architettura romanica, e Castelvecchio, l'antico maniero fatto erigere nel XIV secolo da Cangrande II della Scala, attualmente sede del Museo Civico di Verona. Verona e' una citta' che si vive attraverso l'arte e le tante emozioni che sa suscitare. Passeggiando tra i palazzi, le chiese e le piazze sara' un viaggio che condurra' nella storia, mentre su tutto aleggera' l'amore tormentato degli infelici amanti shakespeariani. Soave e' anche tappa della pista ciclabile Dal Lago di Garda a Venezia'. In allegato potete trovare la mappa del percorso. Verona nel piatto Anche il territorio veronese e' ricco di prodotti genuini e di qualita': Riso Vialone Nano IGP, l'unico in Italia a fregiarsi del marchio europeo di Indicazione Geografica Protetta, Radicchio rosso di Verona IGP, formaggio Monte Veronese DOP, olio extravergine d'oliva Garda DOP, Marroni di San Zeno DOP. Prodotti che diventano ingredienti di squisite ricette e che si accompagnano con i vini DOC e DOCG della zona: della riviera gardesana ..

PERA MANTOVANA IGP

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Loc. MANTOVA MN, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
26 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area San Benedetto Po, Suzzara, Valeggio Sul Mincio
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Sei varieta' per identificare un frutto pregiato, coltivato fin dal Medioevo e conservato fino ad oggi grazie a sapienti innesti e incroci. Le varieta' di Pera Mantovana coltivate sono sei: Abate Fetel, Conference, Decana del Comizio, Kaiser, Max Red Barlett e William. Sono tutte caratterizzate da un sapore dolce piu' o meno aromatico ma si distinguono per il colore e rugosita' della buccia: le pere delle varieta' William hanno una buccia liscia, di colore giallo-rosato; le pere Max Red hanno un colore di fondo giallo, quasi completamente coperto da sovracolore rosso vivo, spesso striato; la varieta' Conference e' verde-giallastra con rugginosita' diffusa; la pera di varieta' Decana Comizio e' liscia, di colore verde chiaro-giallastro e rosa ; la varieta' Abate Fetel ha la buccia verde chiaro-giallastra e rugginosita' intorno al peduncolo; la pera Kaiser possiede una buccia ruvida e rugginosa. Ogni varieta' ha un proprio periodo di coltivazione. Il peso medio della Pera Mantovana varia dai 158 gr della Conference ai 260 della Abate. La zona di produzione della Pera Mantovana IGP comprende l'intero territorio dei Comuni di Sabbioneta, Commessaggio, Viadana, Pomponesco, Dosolo, Gazzuolo, Suzzara, Borgoforte, Motteggiana, Bagnolo San Vito, Virgilio, Sustinente, Gonzaga, Pegognaga, Moglia, S.Benedetto Po, Quistello, Quingentole, S.Giacomo delle Segnate, S.Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Pieve di Coriano, Revere, Ostiglia, Serravalle a Po, Villa Poma, Poggio Rusco, Magnacavallo, Borgofranco sul Po, Carbonara di Po, Sermide e Felonica, che delimitano un'area continua in provincia di Mantova. La coltivazione della pera nel mantovano e soprattutto nella zona dell'Oltrepo', e' una pratica molto antica. Nel 1475 rappresenta la coltura piu' diffusa ed importante anche se esclusiva dei nobili e degli ecclesiastici. Nei giardini dei monasteri e nei broli delle corti signorili si coltivano ed incrociano varieta' diverse di pera per ottenere frutti sempre piu' gustosi. La produzione pero' viene destinata all'autoconsumo o al mercato locale a causa della difficolta' nella conservazione e nel trasporto di questo frutto. Dopo l'unita' d'Italia e nel primo dopoguerra il necessario riassetto produttivo spinge a valorizzare le attivita' esistenti. La coltivazione del pero si sviluppa particolarmente grazie anche alle innovazioni tecnologiche nel settore della conservazione e dei trasporti. Il lavoro di produzione delle sei varieta' di Pera Mantovana e' affiancato da una importante attivita' di recupero e valorizzazione di varieta' locali al fine di contribuire al mantenimento del patrimonio agricolo e ambientale di quelle zone. Nel 1998 la Pera Mantovana ottiene il riconoscimento europeo IGP e nasce il Consorzio Perwiva, che ne tutela e promuove la produzione. La produzione della Pera Mantovana IGP e' regolata da un disciplinare di produzione approvato dalla Unione Europea e avviene secondo tecniche tradizionali della zona. I terreni sono caratterizzati da una tessitura media e gli impianti presentano una densita' massima pari a 5.000 piante per ettaro. La forma di allevamento prevalente sono quelle del vaso emiliano, della palmetta e del fusetto. Pratiche di irrigazione, fertilizzazione e difesa fitosanitaria seguono i principi della produzione integrata. Le aziende produttrici sono assistite regolarmente da tecnici specializzati e il prodotto e' soggetto a un controllo finale con analisi dei residui. La produzione unitaria massima e' di 350 q.li per ettaro. Dopo essere state confezionate appositamente e contrassegnate, le pere mantovane vengono commercializzate nel periodo compreso tra il 1 agosto ed il 31 maggio dell'anno successivo a seconda del tipo: William dal 1 agosto al 30 novembre, Max Red Bartlett dal 20 agosto al 30 novembre, Conference dal 15 ottobre al 31 maggio, Decana Comizio dal 30 settembre al 30 marzo, Abate Fetel dal 10 settembre al 15 marzo e Kaiser dal 15 settembre al 15 marzo. Le prime notizie sulla Pera Mantovana si hanno ad opera di Plinio il Vecchio (il piu' accreditato naturalista fino al Cinquecento) e di Columella (agronomo di eta' romana). Nell'Antichita' e nel Medioevo si preferiva consumarla dopo la cottura. I broli sono piccoli appezzamenti delle corti signorili dove venivano coltivati gli alberi da frutto. La Pera Mantovana ha proprieta' diuretiche, depurative, regolatrici intestinali ed e' possibile consumarne anche un quantitativo elevato senza introdurre troppe calorie. La percentuale di zuccheri contenuti e' in gran parte costituita da fruttosio, per cui il suo consumo e' consentito anche ai diabetici

DUOMO DI MANTOVA

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Loc. MANTOVA - LOMBARDIA  Navigatore
25 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area San Benedetto Po, Suzzara, Valeggio Sul Mincio
Il Duomo di Mantova, o Cattedrale di San Pietro ha origini paleocristiane, ma e' stata ricostruita prima in stile romanico, poi rielaborata dal punto di vista stilistico nel XV secolo. L'attuale facciata, invece, fu realizzata nella seconda meta' del Settecento. Testimonianze della facciata romanica, progettata da Jacobello e Pierpaolo dalle Masegne si hanno attraverso un dipinto di Domenico Morone. Il Duomo era affiancato da due file di cappelle gotiche, con guglie e cuspidi, di Jacobello dalle Masegne. L'attuale facciata, invece, voluta dal vescovo Antonio Guidi di Bagno, fu realizzata da Niccolo' Baschiera. Per quanto riguarda l'interno, nel 1545 Giulio Romano lo modifico', avvicinandolo alla Basilica di San Pietro, nella prima versione, quella paleocristiana. Interessanti dal punto di vista artistico sono le cappelle, i cui altari sono ornati da pale dipinte da importanti manieristi del luogo. Assolutamente da vedere sono il sarcofago paleocristiano, gli affreschi del battistero, la sacrestia e la cappella dell'Incoronata

TERME DI CALDIERO

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Loc. CALDIERO, VERONA, ITALY - VENETO  Navigatore
31 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area Soave, Verona, Arzignano
I Romani le chiamavano le terme di Giunone o della bellezza e questo la dice lunga sulle proprieta' curative delle acque che sgorgano a Caldiero, piccolo paese a pochi chilometri da Verona.Le Terme, immerse in un' atmosfera suggestiva generata dal particolare ambiente naturale, costituiscono un raro esempio di bagno termale antico ancora funzionante. Le vasche piu' famose sono il Bagno della Brentella, piscina in pietra a forma circolare racchiusa da un muro, e del bagno della Cavalla, vasca semicircolare e senza recinzione. Le acque magnesico-solforose che affiorano alla temperatura di circa trenta gradi, hanno un valore terapeutico riconosciuto per i vari trattamenti curativi. A far da sfondo un contesto di rara bellezza: due boschetti ricchi di varieta' botaniche e una piccola oasi naturale con il laghetto Dugal. A questi si abbina una proposta piu' legata al fitness e allo sport. Tra le proposte culturali di Caldiero, da non perdere una visita alla chiesa in stile neoclassico di San Pietro e San Mattia e la Chiesetta di San Pietro in colle. Apprezzabile e' anche Villa Ca' Rizzi, cinquecentesca dimora con pareti e soffitti decorati da affreschi. Chi vuole scoprire i dintorni puo' recarsi sul Monte della Rocca per ammirare l'antico Castello medievale. E sono molti anche gli eventi che rallegrano il soggiorno in questa localita', come ad esempio la Rassegna internazionale del folklore, organizzata alle terme nel mese di agosto. Se avete ancora voglia di percorrere pochi chilometri, ricordate che Caldiero e' vicinissima a Soave, la patria dell'omonimo vino bianco, e a Verona

MANTOVA

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Loc. MANTOVA, ITALY - LOMBARDIA  Navigatore
25 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area San Benedetto Po, Suzzara, Valeggio Sul Mincio
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Una citta in forma di Palazzo: questa felice sintesi di Baldassarre Castiglioni rende al meglio l'idea del fascino e delle suggestioni di cui Mantova e capace. Piccola e ben disegnata, Mantova e innanzi tutto un'originale miscellanea di storia e arte. La citta si impone al visitatore soprattutto come scrigno di tesori d'arte che nomi famosi nel mondo seppero riempire di opere preziosissime: basta citare Mantegna, Pisanello, Giulio Romano, Leon Battista Alberti, per evocare numerosissimi altri artisti, pittori, urbanisti che accrebbero la sua indiscussa dignita culturale. Ciascuno di essi ha lasciato una traccia indelebile che il visitatore potra ammirare non senza stupore. Citta antichissima che affonda le sue origini nell'eta etrusca, Mantova raggiunse il suo splendore in eta comunale e soprattutto durante la lunga dominazione della signoria dei Gonzaga (1328-1707). Al periodo comunale e al breve periodo di signoria dei Bonacolsi risalgono alcune importanti opere quali il Palazzo Bonacolsi, il Palazzo del Podesta, il Palazzo della Ragione, Palazzo Te e le chiese di San Lorenzo e del Gradaro. Simbolo della signoria gonzaghesca e il Palazzo Ducale, una delle piu estese ed elaborate regge d'Italia che racchiude in se circa 500 tra sale e stanze con numerose piazze, cortili e giardini.

WWF: OASI LA BORA

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Loc. VILLAFRANCA VERONA, ITALY - VENETO  Navigatore
32 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
  Area Verona, Valeggio Sul Mincio, Peschiera del Garda
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L'Oasi si trova nel Comuni di Villafranca di Verona e Povegliano Veronese. E' una piccola area che offre rifugio a specie vegetali ed animali che sono sempre piu' a rischio nel circostante territorio assai antropizzato. Ambiente E' una piccola striscia di terreno (15.000 metri quadrati) delimitata a nord dal fiume Tione-Tartaro e a sud dalla fossa Bora che qui trae origine da tre piccole risorgive. Il terreno e' di origine alluvionale composto, nello strato profondo, da ghiaie e sabbie e, in superficie, da terreno agricolo. Si tratta di terreno che era stato coltivato a cereali fino all'estate del 1991, ed era quindi privo di qualsiasi tipo di vegetazione spontanea, come le rive dei fossi che la circondano, lungo le quali alberi ed arbusti venivano regolarmente estirpati. In questi 10 anni di gestione del WWF si e' lavorato per riformare una associazione vegetale di specie autoctone sia per fini conservativi che didattici. Flora e fauna L'Oasi, come una sorta di Giardino Botanico, ospita gran parte delle specie arboree e arbustive che popolavano l'antica foresta della pianura veronese e, negli ultimi anni, si sta cercando di reintrodurre i fiori del sottobosco come la pervinca e gli anemoni. Flora: una passeggiata nell'Oasi consente percio' di osservare gran parte degli alberi propri dell'antica foresta come la farnia, l'olmo, il carpino, l'acero, il frassino, l'ontano ed il tiglio. Alcune specie come ciavardello, tiglio elvatico o palla di maggio sono purtroppo ormai diventate delle vere rarita' per le nostre zone.Tra i gruppi di alberi e cespugli sono state lasciate radure, colonizzate da erbe e fiori selvatici, che danno nutrimento e vita a farfalle, api ed altri insetti. Fauna :all'interno dell'Oasi trovano rifugio numerosi animali selvatici e con un po' di pazienza, e di fortuna, e' possibile scorgere il martin pescatore, la gallinella d'acqua, il codibugnolo e la cinciarella.Da alcuni anni nidificano il picchio rosso maggiore e il rigogolo.Sono sempre piu' frequenti le presenze di rapaci diurni e notturni come la civetta, il gheppio e lo sparviere.Dei piccoli mammiferi, toporagni, talpe e arvicole, e' possibile scorgere le tracce.Ospite stabile e' diventata l'esotica nutria.Sono presenti rospo verde, rana di Lataste e raganella.I rettili sono rappresentati da lucertole, ramarri, bisce e biacchi.Le risorgive sono popolate da cavedani, piccoli lucci, spinarelli e magnaroni.

SOAVE

     

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Loc. SOAVE - VENETO  Navigatore
33 Km da WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO
Altitudine: 30 mt. s.l.m.  Area Caldiero, Arzignano, Montecchio Maggiore-Alte Ceccato
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Soave e' una graziosa e piccola citta' nel veronese che spicca tra i monti Lessini e domina la vallata dove scorre il torrente Tramigna. Incantevole il Castello, l'emblema della citta', orlato da un'antica cinta muraria e 24 torri. Il mastio si erge a testimonianza di antiche torture e prigionie, ma oggi e' sede di eventi, feste e rievocazioni storiche. Soave vanta la Bandiera arancione del Touring Club Italiano quale cittadina che si distingue per bellezza delle attrattive turistiche, l'accoglienza, i servizi al turista e la sostenibilita' ambientale. Dall'alto del Castello si gode di un panorama romantico, fatto di dolci pendii e di geometrici vigneti. Paesaggi che permettono rilassanti passeggiate alla scoperta di preziosi tesori d'arte e d'architettura, a partire dal Palazzo di Giustizia con la sua loggia e il Palazzo Scaligero, ora sede municipale. Oltrepassando Palazzo Cavalli, e' doveroso visitare la Chiesa di San Giorgio. L'antico Duomo ospita spesso concerti di musica sacra, mentre la chiesa di Santa Maria dei padri Domenicani e' ora biblioteca civica. Ma Soave e' famosissima anche per il suo celebre vino bianco: sui dolci declivi collinari nasce l'uva garganega da cui si ottengono il Soave DOC e DOCG e il Recioto di Soave DOCG, vini tra i piu' esportati e conosciuti all'estero. Tradizioni vinicole e rievocazione storica si celebrano insieme a maggio durante la Festa Medievale del vino Bianco di Soave. All'interno del Castello si organizza un sontuoso banchetto a cui segue la cerimonia d'investitura delle nuove castellane dell'Imperial Castellania di Suavia, unica Confraternita Enoica italiana di composizione interamente femminile. Altro appuntamento a cui non mancare e' quello della Sagra dei Rufioi, tipici dolcetti di Costeggiola, frazione di Soave. Soave e' anche tappa della pista ciclabile Dal Lago di Garda a Venezia'. In allegato potete trovare la mappa del percorso

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VENETO


Il nome di questa regione deriva da quello dei suoi antichi abitanti, i Veneti appunto, che vi giunsero in periodo preistorico cacciando gli indigeni euganei. Situato nell'Italia nord-orientale, il Veneto si estende dalle Dolomiti al mare Adriatico, attraversando un'ampia fascia collinare e una pianura solcata da fiumi, canali e dal delta del Po. Tipico della costa veneta è il paesaggio lagunare e proprio sulla laguna sorge una città unica al mondo, Venezia, visitata ogni anno da migliaia di turisti italiani e stranieri. Ma il Veneto, regione dalla mille sfaccettature, custodisce anche nella terraferma tesori di natura, arte e tradizioni. Straordinaria è la varietà dei paesaggi: le Dolomiti impreziosite dai colori rosati del tramonto, la sponda orientale del lago di Garda con Peschiera del Garda, Torri del Benaco e altri centri turistici. E poi, spiagge lunghe e sabbiose alternate a località balneari storiche come Jesolo, Bibione, Cavallino, Caorle. In questa spettacolare cornice naturale si inserisce un ricco patrimonio culturale che rende il Veneto una terra di singolare fascino, dalle città d'arte alle magnifiche 'ville palladiane' disseminate lungo la Riviera del Brenta, ai piccoli borghi come Arquà Petrarca, Monselice, Asolo, Bassano del Grappa che raccolgono gli aspetti più caratteristici di questa multiforme regione. Il Veneto è la destinazione ideale anche per una vacanza all'insegna del benessere e del relax grazie alla presenza di acque termali dalle preziose proprietà terapeutiche: i morbidi rilievi dei Colli Euganei ospitano gli attrezzati centri delle Terme Euganee, quali Abano, Montegrotto e Teolo, consentendo di abbinare trattamenti e cure a piacevoli escursioni nei dintorni.

Da Vedere: Abano Terme: si tratta della stazione termale fangoterapica più importante d'Europa. Abano Terme era già conosciuta in epoca romana (veniva chiamata Aponus dal greco 'àponos' che significa togliere il dolore) per le sue proprietà curative dell'acqua e dei fanghi. La cittadina di Abano è caratterizzata da bellissimi edifici ed è incorniciata in un ambiente collinare molto suggestivo. La sua peculiarità rimane però l'acqua termale che proviene dalle Piccole Dolomiti, penetra nel sottosuolo fino a 3000 metri per poi risalire ad una temperatura di 87°: durante questa risalita l'acqua si arricchisce di preziosi minerali e sostanze chimiche. Gli alberghi di Abano Terme sono tutti dotati della propria fonte termale e sono forniti delle migliori strutture per la fangoterapia; inoltre forniscono tantissimi servizi che contribuiscono a rendere il soggiorno sempre più piacevole. Jesolo: Jesolo offre 15 km di spiaggia con sabbia finissima dorata di origine dolomitica che ospita ogni anno un enorme quantità di turisti. Viene proposta una grande quantità di svaghi e passatempo e molte strutture( vi sono più di 350 alberghi) in modo da rendere piacevole il soggiorno ai turisti di tutte le età. Ogni sera vengono proposti spettacoli, eventi e vi sono locali aperti a tutte le ore del giorno e della notte. Dalle 20 alle 6 Jesolo diventa un'isola pedonale dove si trovano divertimento, spettacoli e tantissima allegria. Bassano del Grappa: Bassano del Grappa è una località in provincia di Vicenza caratterizzata da un'architettura dell'epoca veneziana e sita all'interno di possenti mura che testimoniano lo sviluppo della città di origini romane. Questa città è simboleggiata dal Ponte degli Alpini, un'opera formidabile del noto architetto Andrea Palladio e dalla famosa Grappa divenuta un prodotto D.O.C.

Gastronomia e Vini: La cucina veneta è molto varia grazie alla posizione geografica di questa regione: troviamo infatti sia piatti di montagna che piatti a base di pesce. Tra i primi piatti troviamo risotti, minestre di verdura, polenta, gnocchi ed i 'bigoli', pasta tipica veneta simile a grossi e ruvidi spaghetti. Tra i secondi di pesce troviamo le 'sardelle', le anguille ed il 'baccalà alla vicentina', stoccafisso cucinato con cipolla, formaggio grattugiato, prezzemolo e aromi. Per quanto riguarda i secondi a base di carne troviamo ricette a base di selvaggina e pollame; una ricetta tipica è la 'pastizada de caval veronese', uno spezzatino a base di carne di cavallo cotto in un intingolo molto aromatico. Tra i dolci vi segnaliamo il famoso pandoro veronese ed il bussolà vicentino, dolce a forma di ciambella aromatizzato con marsala, preparato per la festa di Pasqua. Tra i vini vi segnaliamo il Bardolino, il Cabernet, il Merlot, il Recioto e la Valpolicella.