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  WWF: OASI BOSCO ROCCONI


WWF: OASI BOSCO ROCCONI

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a ROCCALBEGNA GROSSETO, ITALY Saturnia Abbadia San Salvatore Sorano

WWF: OASI LAGO DI BURANO

WWF: OASI LAGO DI BURANO  Apri
Loc. CAPALBIO - TOSCANA  Navigatore
38 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
Altitudine: 176 mt. s.l.m.  Area Orbetello, Poggio Pertuso, Albinia
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Il lago di Burano era una riserva di caccia. Poi e' arrivato il WWF e il destino e' cambiato. Bellissima laguna, duna costiera, macchia mediterranea. L'Oasi si trova nel Comune di Capalbio (Gr). L'area dell'Oasi e' di 410 ettari. L'Oasi WWF del Lago di Burano e' la prima delle oltre 100 Oasi dell'associazione. Un tempo riserva di caccia, comprende un tratto intatto di costa con duna sabbiosa e macchia e un lago retrodunale salmastro dominato da una torre. Ambiente Quello che viene definito 'Lago di Burano' in realta' e' uno stagno costiero salmastro, relitto di un antico lago, oggi collegato con il mare attraverso un canale parzialmente artificiale, che viene aperto a seconda delle esigenze di gestione. Lo specchio d'acqua ha una superficie di 140 ha e una profondita' media di 1 m. A cominciare dalla spiaggia, che si estende per 12 km, dove possiamo trovare tutte le piante tipiche dei litorali, subito a ridosso s'innalza la duna ricoperta da una fascia a macchia mediterranea che consolida il terreno e che ripara dal vento di mare il lembo residuo della foresta sempreverde mediterranea. Le sponde della zona umida sono circondate prevalentemente da canneto e scirpo. Attorno alla zona umida ci sono dei vasti coltivi suddivisi dai canali di bonifica. Estensione 1010 ettari Flora e fauna Ricchissima la flora comprendente oltre 600 specie, costituita, in prossimita' della spiaggia da narciso di mare, santolina, eringio marino, ammofila arenaria e, sulla sommita' e nella zona retrodunale, da ginepro coccolone, ginepro fenicio, mirto, fillirea, lentisco e quercia da sughero. Le sponde del lago sono ricoperte da cannuccia di palude, scirpo, giglio d'acqua ecc. Sono presenti inoltre circa 60 specie di licheni tra i quali l'ormai raro Teloschistes villosus. La fauna e' composta da 274 specie di uccelli, tra i quali morette, moriglioni, svassi, aironi, fenicotteri, molti rapaci, come il falco di palude, le albanelle, il falco pescatore, il falco lanario, e piccoli passeriformi come l'occhiocotto, la sterpazzolina e il beccamoschino. Tra i mammiferi sono presenti l'istrice, il tasso, la volpe, la donnola, la faina e la rara puzzola. Molto importante e' la coleotterofauna della duna, composta da 233 specie, compresa anche la rarissima Eurynebria complanata. Da alcuni anni ormai si riproduce la farfalla monarca, la sfinge testa di morto e la Lelya cenosa, una piccola farfalla notturna il cui bruco si alimenta della canna di palude.

ABBADIA SAN SALVATORE

ABBADIA SAN SALVATORE  Apri
Loc. ABBADIA SAN SALVATORE SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
19 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Bagno Vignoni, Roccalbegna, Pienza
Centro di soggiorno estivo e invernale, il piu' importante e meglio attrezzato del territorio del monte Amiata. Dell'Abbazia di S. Salvatore, che per un millennio circa ebbe ad irradiare il suo potere in tutta la zona amiatina orientale, restano la chiesa e la cripta. Dalla storia e dalla leggenda si apprende che questo monastero, prima benedettino poi cistercense, nacque intorno al 750 per volere del re longobardo Rachis, che lo destino' inizialmente al controllo della via Francigena, che correva lungo la vallata immediatamente sottostante. Successivamente il potere temporale di questa abbazia, pur scontrandosi assai spesso con gli Aldobrandeschi, i potenti nobili i cui territori comprendevano tutto il versante occidentale dell'Amiata, trova grandi riscontri nella storia della Toscana e nei rapporti fra Papato e Imperatori. In tale contesto storico ambientale, registra un notevole interesse anche il borgo medioevale, che si conserva quasi intatto con anguste strade pittoresche. Abbadia S. Salvatore ha conosciuto negli ultimi due secoli gli aspetti positivi ( che ne derivavano per l'indotto economico) e insieme negativi (per le condizioni di lavoro dei minatori) di un rilevante sviluppo minerario collegato alla produzione del mercurio, le cui miniere risultano oggi tutte chiuse. Nei dintorni di Abbadia la cappella dell'Ermeta, cicondata da una fitta boscaglia. Non lontana dall'abitato urbano, la vecchia area della miniera, una delle piu' produttive di cinabro, a testimoniare un'attivita' economica ormai non piu' attuale, tanto da essere divenuta oggetto di un intervento di riqualificazione urbana con insediamenti artigianali e con un interessante Museo minerario, aperto nel gennaio del 2001, ricavato nella palazzina della Torre dell'Orologio. La miniera di Abbadia, la cui storia e' oggi tema di questo museo minerario, e' passata nell'arco di circa un secolo dalla fase pionieristica della ricerca alle fasi di grande utilizzo produttivo (anni '30-40), fino a quella del progressivo ridimensionamento, dovuto all'abbandono del mercurio nei vari usi industriali in cui tale metallo era impiegato. Chiusa completamente la miniera di Abbadia circa venti anni fa, e con essa anche gli altri giacimenti dell'Amiata, rimane oggi la testimonianza di una esposizione museale

PECORINO DI PIENZA

PECORINO DI PIENZA  Apri
Loc. PIENZA SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
35 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Bagno Vignoni, Montefollonico, Montepulciano
  Brochure PDF
Questo particolare formaggio ovino prende il nome dalla antica citta' d'arte di Pienza, posta a pochi chilometri da Montepulciano ed e' il piu' prezioso tra i pecorini delle Crete Senesi. Questo particolare formaggio ovino prende il nome dalla antica citta' d'arte di Pienza, posta a pochi chilometri da Montepulciano ed e' il piu' prezioso tra i pecorini delle Crete Senesi. L'allevamento di ovini in toscana, documentato gia' in epoca romana da Plinio il Vecchio, risalirebbe ancor prima nel tempo in epoca etrusca. Il Pecorino di Pienza, particolarmente apprezzato da Lorenzo il Magnifico, e' un formaggio a pasta cotta prodotto con latte crudo intero di pecora di razza sarda (con alcuni esemplari di razza appenninica e sopravvissana) allevata allo stato semibrado con foraggi esclusivamente del territorio. Ed e' proprio la flora piuttosto rara dei pascoli della zona argillosa delle Crete senesi (assenzio, barba di becco, ginepro, ginestrino, salvastrella, &) a conferirgli il particolare aroma. Il latte viene lavorato appena munto. La coagulazione avviene con aggiunta di caglio di vitello o di 'pressura', stami di carciofo selvatico, macerati in aceto e sale o fatti seccare e poi messi in infusione in acqua tiepida. La maturazione delle forme avviene in cantine fresche e molto umide e periodicamente la loro superficie, aromatizzata con foglie di noci, viene unta prima con olio d'oliva toscano, poi di olio e pomodoro, poi con morchia e cenere. Le forme sono rotonde, con un diametro variabile fra i 14 ed i 22 centimetri ed un peso da 800 grammi a due chili. Dopo 40-60 giorni circa e' pronto per essere consumato fresco come formaggio da tavola, con un sapore dolce e pastoso ma leggermente piccante. Lasciato stagionare dai cinque ai dodici o addirittura diciotto mesi (ottimo da grattugia), raggiunge il 40% di grasso, con sapore pieno e persistente, non piccante, retrogusto tannico e consistenza friabile e pastosa in bocca. Perfetto in abbinamento con il miele di castagno di Montalcino e con i vini della regione, dal Chianti al Montepulciano

BAGNO VIGNONI

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Loc. BAGNO VIGNONI SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
28 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Pienza, Montalcino, Abbadia San Salvatore
Sembra che il cielo si sia rovesciato in basso, nella campagna morbida della Toscana, e le case rustiche di un villaggio si siano riunite intorno ad esso, curiose di vedere questo lembo d'azzurro sceso in terra. Sono le case di Bagno Vignoni, riunite intorno ad una vasca d'acqua che fa da specchio al cielo, con le sue luci mutevoli, le nuvole veloci e le costellazioni. Siamo in uno dei borghi piu' suggestivi della Toscana: potrebbe trovarsi in un quadro, invece e' nel cuore della Val d'Orcia, compreso nel territorio comunale di San Quirico d'Orcia, in provincia di Siena. Ad accrescerne la bellezza c'e' il paesaggio circostante, che come una ghirlanda rigogliosa intreccia filari d'uva, schiere d'ulivi argentei, campi di girasoli e pascoli di un verde fragrante. Ma il tesoro piu' prezioso custodito da Bagno Vignoni sono le terme, che regalano al borgo un aspetto tutto speciale: le acque termali, note dall'epoca romana, sgorgano dal suolo vulcanico e affiorano in una grande vasca a cielo aperto. Intorno ad essa, a specchiarsi vanitose, si sono riunite le case, le locande e le botteghe del paese. Come una piazza, ma fatta di acqua, la vasca termale e' il fulcro della cittadina, e intorno ad essa si svolgono i momenti piu' importanti della vita paesana. Perche' l'attivita' termale del posto diventasse famosa si e' dovuto aspettare il medioevo, anche se le prime testimonianze a riguardo sono piu' antiche. A poco a poco, col passare del tempo, tanti personaggi storici hanno trascorso un periodo a Bagno Vignoni, come Caterina da Siena, Papa Pio II Piccolomini e Lorenzo il Maginifico. Le autorita' e le istituzioni che di volta in volta hanno dominato il territorio si sono occupate delle terme con cura e amore, e ancora oggi possiamo beneficiare di strutture accoglienti e confortevoli. Rispetto alle terme originarie, oggi non e' possibile fare il bagno direttamente nella Piazza delle Sorgenti, ma sono poco lontane le moderne strutture del centro: qui si trovano le piscine alimentate dalla medesima acqua, e si ha la possibilita' di fare fanghi, irrigazioni e inalazioni. Le acque ipertermali, con una temperatura di 52°C circa, sono bicarbonato-solfato-alcalino-terrose. Benche' le terme di oggi costituiscano la principale attrazione turistica del paese, la parte piu' caratteristica di Bagno Vignoni resta il centro storico, con la vasca antica, le casette in pietra, e un dedalo affascinante di stradicciole acciottolate. Accanto allo specchio d'acqua, perla luminosa del centro, sorge la chiesa di San Giovanni Battista, un bell'edificio sacro a navata unica, con una facciata semplice e lineare. All'interno si possono ammirare alcune opere d'arte, tra cui un dipinto di scuola senese raffigurante Santa Caterina da Siena, con Bagno Vignoni sullo sfondo, realizzato nel XVIII secolo. All'esterno invece, sotto il portico frontale, si trova la piccola cappella dedicata alla stessa santa, eretta nel 1660 e contenente, in origine, un affresco di Cristo risorto, oggi spostato nella chiesa di San Giovanni Battista

PIENZA

PIENZA  Apri
Loc. PIENZA - TOSCANA  Navigatore
35 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Bagno Vignoni, Montefollonico, Montepulciano
Il borgo che vide i natali di enea Silvio Piccolomini e che doveva sparire non abbena sarebbe sorta Pienza, si chiamava Corsignano ed era una roccaforte senese. Alcuni documenti intorno al Mille ci testimoniano la sua storia nelle vicende guerresche delle citta' maggiori vicine. Nel 1251 il paese fu coinvolto nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini e sono del 1269 alcune gravi questioni con un ricco proprietario di nome Bertoldo che aveva tagliato i viveri agli abitanti del borgo. Un documento del 1393 ci assicura come la gabella da pagarsi a Siena fosse cambiata da cera in denaro onde fare un Palio. Di Corsignano restano pochissime tracce sulle mura e nella via Gozzante e una chiesa romanica a tre chilometri da Pienza. Pienza e' l'unica cittadina dei dintorni della quale si possono contemplare chiaramente i natali: fu fatta edificare, su piano regolatore, dal Papa Pio II - Enea Silvio Piccolomini - non appena sali' al trono pontificio, nel 1558. Alta sulla valle dell'Orcia, guarda ad oriente il monte si cui sorge Cortona e i tre laghi ( Trasimeno, di Chiusi e di Montepulciano), e a sud il Monte Amiata e , circondata dalla Valle dell'Orcia, domina Torrita, Asciano, S.Giovanni d'Asso e i colli del Chianti. Pienza sorse in poco piu' di tre anni e prese il nome da Papa Pio II. Questo Pontefice volle far sorgere l'elegante cittadina perche' fosse luogo di riposo per se' e per la sua corte: egli fu contento dell'opera dell'architetto e non si rammarico' che gli avesse presentato dapprima un preventivo non rispondente al vero ed anzi, compiaciuto, scrivendo al Rossellino, affermava: alla tua menzogna si deve, Bernardo, se questi nobili palazzi.... questa chiesa che tutto il mondo ammira...- continua il Pontefice - hanno potuto avere compimento. Pio II voleva anche convogliare le acque del Vivo, e scaricarle nell'Orcia per formare un grande lago artificiale - come ci narra il Campano biografo di questo pontefice e scrittore della sua Corte per creare un vivaio di pesci e per una difesa contro i nemici. Proprio sotto Bagno Vignoni , dove il Papa voleva deviare le acque, gia' pare che gli Etruschi avessero fatto delle opere di scolo molto sapienti ed oppurtune. Il lago che Pio II voleva creare, non vide mai la luce. Pienza accolse dunque questa Corte di prelati umanisti e cultori del bello e conserva il riflesso di quella vita rinascimentale che si viveva a Roma. Per la sua posizione, la cittadina ebbe un ruolo di grande importanza nelle guerre che videro incrociarsi in Toscana e nel senese le armi medicee e quelle imperiali con quelle francesi unite alla repubblica di Siena in Montalcino (1550-60) e fu saccheggiata quindici volte. Passo' sotto ai Medici e segui' le sorti della altre citta' Toscane. Si ricordano inoltre i saccheggi che i tesori di Pienza subirono, sotto il dominio napoleonico. Enea Silvio Piccolomini, salito alla dignita' pontificia col nome di Pio II, incarico' Bernardo Rossellino, architetto e scultore fiorentino, discepolo di Leon Battista Alberti, di rinnovare l'urbanistica dell'antico e povero borgo di Corsignano nella rinascimentale cittadina di Pienza; la quale, ideata tra il 1459 e il 1562, accentrata intorno alla piazza principale, serba i segni della rapida ed affrettata fioritura. Intorno alla piazza centrale ruotano il Duomo, il Palazzo Piccolomini, il Palazzo Borgia e il Palazzo dei Priori. Altre case e altri palazzi furono poi costruiti attorno agli edifici principali e sparsi per le strade di Pienza, fabbricati con gusto e materiale affini alle costruioni del Rossellino, sotto la sorveglianza dell'architetto Pietro Paolo del Porrina, senese. Le costruzioni hanno uno stile di derivazione albertiana, frammisto a motivi di gusto piu' antico

WWF: OASI SAN FELICE

WWF: OASI SAN FELICE  Apri
Loc. GROSSETO - TOSCANA  Navigatore
43 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia, Magliano in Toscana
  Brochure PDF
Nello scrigno di bellezze naturalistiche che e' la Toscana, la Maremma e' un gioiello, e l'Oasi San Felice e' una delle sue piu' belle gemme. L'Oasi si trova all'interno del Comune di Marina di Grosseto. L'Oasi affiliata nasce dall'incontro tra la volonta' del Gruppo Allianz, proprietario dei terreni, e l'esperienza del WWF in gestione di aree protette. Si presenta come un tratto di duna con una vasta pineta e la tipica flora. Ambiente L'Oasi Affiliata WWF di San Felice si compone di vari ambienti, in parte naturali, in parte trasformati dal lavoro dell'uomo, a partire dalle grandi bonifiche cominciate nell'800 e integra la gia' numerosa serie di aree protette del territorio maremmano. Possiamo distinguere quattro habitat: la pineta, il sottobosco, la duna e l'interduna, le acque salmastre. La pineta, impiantata quasi due secoli fa in funzione antimalarica dai Granduchi di Toscana, e' l'habitat principale, composto da una prima fascia costiera di pino marittimo, posta a protezione dell'impianto di pino domestico o da pinoli, di elevato valore commerciale. Protetto dagli alberi ad alto fusto, il sottobosco e' un ambiente lussureggiante caratterizzato dalle principali essenze mediterranee e dalla presenza dei tipici passeriformi della macchia. L'ambiente dunale, con la sua tipica vegetazione pioniera di erbe e cespugli, protegge l'interno dai venti salmastri e garantisce la stabilita' della duna. Infine la Fiumara, anch'essa opera del lavoro umano, costituisce un ambiente lacustre molto favorevole alle specie ittiche e agli uccelli acquatici

CASTAGNA DEL MONTE AMIATA I.G.P.

CASTAGNA DEL MONTE AMIATA I.G.P.  Apri
Loc. MONTE AMIATA, ABBADIA SAN SALVATORE SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
16 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Bagno Vignoni, Roccalbegna, Pienza
  Brochure PDF
La presenza dei castagneti sul Monte Amiata e' storicamente accertata e risale a molti secoli fa. Ne consegue un'antichissima tradizione di lavorazione della castagna portata avanti dalle popolazioni dei borghi locali. Le modalita' di raccolta e lavorazione di questo prezioso prodotto vengono rievocate anche oggi nelle feste popolari

BUONCONVENTO

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Loc. BUONCONVENTO SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
39 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Montalcino, Bagno Vignoni, Pienza
Non a caso il nome deriva dal latino 'bonus conventus', cioe' luogo felice, comunita' fortunata. E se si aggiunge che recentemente e' stato inserito nel Club dei Borghi piu' belli d'Italia la tentazione diventa quasi irresistibile: viene voglia di partire alla volta della Toscana per fermarsi in provincia di Siena, nel cuore della Valle dell'Ombrone, alla scoperta di Buonconvento. Situato alla confluenza del fiume Arbia nell'Ombrone, popolato da circa 3 mila abitanti e inserito nel Circondario delle Crete Senesi insieme ad altri quattro comuni, Buonconvento e' un centro incantevole di origine medievale che si regge prevalentemente sull'agricoltura, in particolare sulla coltivazione della vite, ma in maniera sempre piu' forte anche sul commercio e il turismo. Ad attirare i turisti, oltre al paesaggio verdeggiante e idilliaco che abbraccia l'abitato, ci sono numerose bellezze di grande valore storico, architettonico e artistico, a partire dalla massiccia cinta muraria trecentesca che testimonia il gusto delle antiche costruzioni senesi, e un tempo racchiudeva al suo interno tutte le case del borgo. Non c'erano aperture nella fortificazione, ad eccezione di due porte con infissi di legno e robuste ferrature: Porta Senese era l'ingresso sul lato nord, verso Siena, mentre Porta Romana guardava a sud, ma venne distrutta dai tedeschi in ritirata nel 1944. Il borgo ha mantenuto per molti secoli il suo aspetto originario, ma nel corso dell'Ottocento ha conosciuto una spiccata evoluzione grazie alla costruzione di nuovi edifici a ridosso delle mura, tra cui il bel Teatro dei Risorti. All'interno delle mura il cuore di Buonconvento e' tagliato in due parti da via Soncini, strada principale intitolata a un'antica famiglia del luogo, su cui si affacciano i palazzi del potere. Come il Palazzo Podestarile, con la torre trecentesca a pianta rettangolare e gli archi gotici che agghindano la facciata, arricchita da ben 25 stemmi di pietra corrispondenti ad altrettanti podesta'. Poco lontano c'e' il Palazzo Comunale, con l'elegante facciata in mattoni, e ancora il Palazzo Taja, realizzato sempre in mattoni nella seconda meta' del XVIII secolo per volere di una famiglia nobile cittadina. Completano la rassegna Palazzo Borghesi, del XIV secolo, tutto agghindato di stemmi, e il Palazzo del Glorione, appartenuto in passato allo Spedale di Santa Maria della Scala, oggi sede del Museo della Confraternita della Misericordia

PARCO NATURALE DELLA MAREMMA

PARCO NATURALE DELLA MAREMMA  Apri
Loc. PARCO NATURALE DELLA MAREMMA, VIA BERSAGLIERE, 7/9, ALBERESE GR, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
37 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Albinia, Grosseto, Scansano
Una catena di colline impervia e selvaggia, che discende verso il mare con spiagge sabbiose e scogliere... ... circondata da paludi, pinete, campi coltivati e pascoli. Il territorio del parco, delimitato dalla ferrovia Livorno-Roma, si estende lungo la costa tirrenica da Principina a Mare ad Alberese, fino a Talamone. Elementi geografici significativi sono costituiti dall'ultimo tratto del fiume Ombrone, dal sistema orografico dei monti dell'Uccellina, che raggiunge i 417 metri a Poggio Lecci, dall'area palustre della Trappola, oltreche' dal tipo di costa, ora falcata sabbiosa, ora a falesia precipite

MONTE AMIATA

MONTE AMIATA  Apri
Loc. ABBADIA SAN SALVATORE - TOSCANA  Navigatore
16 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Bagno Vignoni, Roccalbegna, Pienza
Il monte Amiata, un angolo insolito e prezioso di Toscana. Compreso nelle province di Grosseto e Siena, domina dall'alto dei suoi 1738 metri le vallate circostanti (val d'Orcia, val di Paglia), la superba piana della Maremma, le dolci e suggestive colline senesi, la verde depressione del lago di Bolsena ll Monte Amiata, massiccio della Toscana, mostra il suo profilo dolce ma austero anche a grande distanza. Nelle giornate serene lo si scorge dalle colline del Chianti, dalla Maremma e da chi viaggia nel mar Tirreno, dai monti laziali, dalle acque tranquille del laghi Trasimeno e Bolsena. Un profilo netto, forte, che emerge, alla stregua di una ciclopica cattedrale, dalla vasta superficie delle dolci colline toscane. Immerso e inserito nella Toscana classica, con l'Umbria e la Tuscia laziale a due passi, l'Amiata e' rimasto per millenni un territorio con proprie autonome prerogative geologiche, storiche e paesaggistiche. Le rigogliose faggete, le rocce dalle forme inconsuete, le ricche e fresche sorgenti, le miniere (oggi relegate a museo) e una stentata agricoltura montana hanno dato a chi vive sulle pendici della montagna la coscienza di un'orgogliosa diversita'. I cicli della storia e dell'arte hanno lambito e variamente interessato nei secoli, l'Amiata. Ma ne' gli Etruschi, ne' i Romani, ne' i Longobardi ne' gli imperatori d'occidente, ne' le storiche Repubbliche di Siena e di Firenze, ne' la vivace modernita' della vicina Grosseto, sono mai riusciti ad alterare lo spirito, il carattere, la magia della montagna amiatina, che ha reso simbiotico il rapporto tra natura, paesaggio ed opera dell'uomo. Nei secoli, l'Amiata ha conosciuto e forgiato un'economia a misura d'uomo e di natura, utilizzando le risorse presenti in varia misura, dai pascoli delle colline e delle valli ai doni della grande foresta montana e ai prodotti di un prezioso artigianato locale, in un percorso di grande respiro sociale, artistico e ambientale. E' lo stesso itinerario che proponiamo in queste pagine, senza tralasciare la comodita' rappresentata (per il turista di oggi) dal territorio dell'Amiata, assai vicino e baricentrico rispetto ai grandi centri storico-artistici e paesistici della Toscana e dell'Umbria

PARCO DELL'UCCELLINA

PARCO DELL'UCCELLINA  Apri
Loc. PARCO DELLA MAREMMA GROSSETO, PROVINCE OF GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
39 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
Altitudine: 74 mt. s.l.m.  Area Albinia, Grosseto, Marina di Grosseto
Il Parco dell''Uccellina: Oltre 9800 ettari di natura incontaminata Il Parco dell''Uccellina fu uno dei primi a essere istituito in Italia, nel lontano 1975, ed e' tutt''oggi uno dei piu' affascinanti e ricchi di offerte. Si estende per ben 9 800 ettari sulla costa toscana che congiunge Principina a Talamone, nelle provincia di Grosseto, all''ombra dei monti dell''Uccellina, caratterizzati da una fitta e affascinante macchia mediterranea. Piante di arbusti si incontrano, negli splendidi sentieri del parco, con piante rare (si segnala la presenza di un endemismo esclusivo, il Limonium Etruscum, che prende il suo nome dal popolo che abito' e costrui' la Maremma cosi' come noi la conosciamo oggi), in un paesaggio che si segnala come l''ultimo residuo di antiche paludi, storicamente importanti e famose in tutto il mondo. Il Parco dell''Uccellina: i butteri maremmani Gli appassionati possono entrare in contatto, nel Parco dell''Uccellina (piu' noto forse con il nome di Parco Naturale della Maremma) anche con le attivita' caratteristiche dei butteri maremmani, l''antico pastore tipico della zona, che si dedica ancora alle attivita' di pascolo con vacche e cavalli autoctoni. Informazioni sul Parco dell''Uccellina Il Parco dell''Uccellina si trova a circa 7 km da Grosseto, nella frazione di Alberese, ed e' visitabile tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.00. Per informazioni Centro Visite di Alberese tel. 0564 407098 e-mail: centrovisite@parco-maremma.i

MONTEFOLLONICO

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Loc. MONTEFOLLONICO SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
43 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Montepulciano, Pienza, Bettolle
  Brochure PDF
Montefollonico e' una frazione del comune di Torrita di Siena, in provincia di Siena. l borgo si trova sulla cima di un colle (568 m s.l.m) tra la Valdichiana e la Val d'Orcia. Un piccolo paese di tradizioni, colori e sapori A pochi chilometri da Torrita di Siena, arroccato sulla sommita' di un colle tra la Valdichiana e la Val d'Orcia sorge Montefollonico, caratteristico Borgo Medioevale isolato e circondato da mura duecentesche in cotto e pietra spenta. Con le sue vie strette e contorte, le case basse e rustiche, regala uno scorcio autentico e genuino della Toscana. Le stagioni trasformano un paesaggio che giorno dopo giorno cambia aspetto: argenteo come il cielo d' inverno, brillante e vitale in primavera, caldo ed avvolgente con i colori d' autunno, abbagliante d' estate quando il grano e' gia' alto. L' escursionismo, il trekking conoscono fortune crescenti per quel desiderio di approfondire, di capire e di apprezzare la particolarita' di un luogo senza scivolarci sopra, appena in superficie. Andando a piedi oppure a cavallo non si corre , non si coglie solo l' apparenza , ma si assapora la sua magia ed i suoi incanti. La varieta' degli spunti di interesse, da quelli culturali a quelli ecologici, naturalistici, archeologici, architettonici, non consente di ricondurre ad unita' l' attrattiva di un itinerario. Il fascino della zona senese, i motivi di interesse sono tali da soddisfare i viaggiatori piu' esigenti e le curiosita' piu' svariate. Luoghi di grande attrazione storica, artistica, culturale e turistica che spesso vengono trascurati o perche' appena sfiorati dalle grandi rotte o perche' cosi' noti all' orecchio da credere di conoscerli pur senza averne mai varcato la cinta muraria. Conociuto come il Borgo del Vin Santo, il vino liquoroso piu' famoso al mondo dal sapore eccezionale che bene si abbina ai cantucci, altra specialita' toscana. Un'atmosfera dove la genuicita', le tradizioni ed i sapori si incontrano. Girovagando non manca certo l'occasione di trovare un'osteria fumosa e rustica, oppure il vecchio casale, la cascina, il frantoio od una la cantina, diventati oggi templi ricercati di questa tradizione autentica ed unica nel raccontare la storia dei posti. Una cucina contadina in cui l'elemento fondamentale e' senza dubbio il pane presente sotto mille forme e sapori: dal filone alla ruota, dai crostini alle focacce, dalla schiacciata con l'olio al pan di ramerino, una gustosa pagnotta aromatizzata con uva passa e rosmarino

SORANO

SORANO  Apri
Loc. SORANO GR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
21 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
Altitudine: 382 mt. s.l.m.  Area Pitigliano, Ischia di Castro, Saturnia
Sorano e' un comune italiano di 3 502 abitanti della provincia di Grosseto. Sorano e' definita la Matera della Toscana, per la sua particolare caratteristica urbanistica di numerosi edifici rupestri scavati nel tufo, che ricordano i celebri Sassi. Il territorio comunale di Sorano si estende nella parte orientale dell'area del Tufo. Confina a nord con il comune di Castell'Azzara, a est con i comuni laziali di Acquapendente, Proceno, Onano e Latera, a sud con il comune di Pitigliano, a ovest con i comuni di Manciano e Semproniano. Il capoluogo comunale e' situato 379 metri s.l.m. su una rupe di tufo che, da est, domina un tratto del corso del fiume Lente; si trova al centro di un territorio che si sviluppa prevalentemente a quote collinari, seppur intervallato da conche e rilievi. L'altitudine piu' bassa si registra nel Pianetto di Sovana, presso l'omonima localita', con quote attorno ai 270 metri, mentre le quote piu' elevate, di tipo montano, si registrano sulla vetta che sovrasta la frazione di Montevitozzo (926 metri s.l.m.) e sul Monte Elmo (829 metri s.l.m.), due rilievi che interrompono in modo netto il paesaggio collinare. I fiumi principali sono il Fiora, che delimita a ovest il territorio comunale scorrendo da nord verso sud, e il fiume Lente, suo affluente di sinistra, che ha le sorgenti nel territorio comunale di Sorano. I corsi d'acqua minori, tra cui lo Stridolone, presentano carattere maggiormente torrentizio. Una serie di sorgenti termali, note come Terme di Sorano, sgorgano lungo un torrente che scorre a circa 3&4 km a sud del centro. Sorano nacque come antico possedimento della famiglia Aldobrandeschi, ma il territorio comunale era gia' abitato sin dal periodo etrusco, come dimostrano i notevoli ritrovamenti di insediamenti e necropoli antiche. Dopo il matrimonio tra Anastasia, ultima erede degli Aldobrandeschi, e Romano Orsini nel 1293, il controllo di Sorano passo' alla famiglia Orsini. Il centro segui' le vicissitudini storiche e politiche della vicina Pitigliano, dove era situata la residenza dei conti, e gli Orsini si impegnarono a potenziarlo fornendolo di fortificazioni efficaci, che resero Sorano un rifugio sicuro dagli attacchi nemici: piu' volte infatti, nel corso del XV secolo, i senesi posero la fortezza di Sorano sotto assedio, senza pero' mai riuscire ad occuparla. Alla fine del XVI secolo, con la caduta della contea degli Orsini, Sorano passo' in mano ai Medici, che lo inglobarono nel Granducato di Toscana agli inizi del secolo successivo assieme alla vicina Pitigliano

MORELLINO DI SCANSANO

MORELLINO DI SCANSANO  Apri
Loc. SCANSANO GR, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
19 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Saturnia, Roccalbegna, Magliano in Toscana
I numerosi ritrovamenti archeologici risalenti al periodo etrusco, rinvenuti nelle zone di Scansano e nella valle dell'Albegna, dimostrano come la produzione della vite fosse un elemento importante per la locale comunita' etrusca. Orci di terracotta, risalenti al V secolo a.c., nei quali sono stati ritrovati semi di vitis vinifera, statuette bronzee raffiguranti offerenti che impugnano la roncola, strumento tipico del vendemmiatore fino quasi ai nostri giorni, sono solo alcuni dei reperti rinvenuti presso la localita' rurale degli Usi, fra il comune di Scansano e Semproniano, e presso il sito di Ghiaccioforte, localita' tra Scansano e Saturnia. Con il declino dell'impero romano inevitabilmente Scansano, come tutta la Maremma, visse un periodo di crisi, con il degrado dovuto all'abbandono delle popolazioni, che porto' al conseguente dissesto idrogeologico ed impaludamento delle zone costiere. L'instaurazione della cosi' detta Estatatura al tempo di Pietro Leopoldo I di Lorena (1737 circa) e l'arrivo nella terra di Scansano di diverse famiglie di benestanti richiamate dal Granduca ad investire e valorizzare il comprensorio maremmano, porto' una nuova prospettiva di sviluppo per la Maremma e in particolar modo per Scansano. Il Morellino di Scansano nasce in una delle zone piu' incontaminate della Toscana: la parte costiera piu' a sud della regione, nota come Maremma Toscana, racchiusa tra le valli del fiume Ombrone e del fiume Albegna, e comprendente, oltre al territorio del comune di Scansano, parte dei comuni di Grosseto e Magliano in Toscana verso il Mar Tirreno, Campagnatico, Roccalbegna, Semproniano e Manciano verso il Monte Amiata e l'interno. Vino quasi completamente a base di Sangiovese, localmente conosciuto come Morellino, deve le proprie peculiarita' alle condizioni pedologiche ed al clima: i vigneti subiscono il benefico influsso delle brezze marine, che mitigano in estate le alte temperature diurne. Gli impianti realizzati negli ultimi 10 anni nella zona di produzione del Morellino di Scansano sono stati realizzati con l'obiettivo primario di elevare la qualita' del prodotto, tenendo bassa la produzione per ceppo. Di conseguenza si sono adottati sesti stretti, da 2.50x0.80 m. a 2.00x0.80, o in altri casi 2.30x.60, con densita' fra 5.000 e oltre 7.000 ceppi per ettaro. In passato la maggior parte dei vigneti veniva impiantata con sesti abbastanza ampi, intorno a m 3.00x1.50 o 3.00x1.00 ed una densita' di impianto fra 2.000 e 3.000 ceppi per ettaro. Il Morellino di Scansano e' divenuto un vino a DOCG, ossia a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, a partire dalla vendemmia 2007. L'ulteriore apposizione della G alla denominazione riconosciuta nel 1978, e' il riconoscimento del lavoro che viticoltori e vinificatori hanno svolto nell'arco di 3 decenni per raggiungere la qualita' in ogni singola fase della lavorazione e della produzione. Per la tracciabilita' della bottiglia si e' cosi' passati dall'utilizzo della fascetta consortile, adottata dal 2004, al contrassegno di Stato, mantenendo pero' intatto il principio di garanzia al consumatore dell'esatta provenienza del prodotto

ALBINIA

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Loc. ALBINIA - TOSCANA  Navigatore
42 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Orbetello, Poggio Pertuso, Convento Padri Passionisti
Sin dall'antichita' gli etruschi popolavano la verde terra toscana, disseminandovi tracce preziose della loro civilta', ma alcuni centri di oggi nacquero soltanto in epoca fascista, con la bonifica delle zone paludose e la riqualifica della costa tirrenica. E' il caso di Albinia, piccola frazione di Orbetello di 3 mila abitanti, in provincia di Grosseto: al momento della sua nascita era un semplice borgo rurale composto da una manciata di case, una chiesa centrale, una stazione ferroviaria e un silo di grano, voluto dal regime fascista in una zona prima degradata. Il primo nome della cittadina era Albegna, ma siccome veniva confuso troppo spesso con quello del vicino fiume, presto venne cambiato in Albinia. Un nome che oggi non fa piu' pensare all'agricoltura e alle terre bonificate, ma a una stazione balneare rinomata, tra le piu' famose e apprezzate di questo lembo di Toscana. Il maggiore sviluppo della citta' risale agli anni Cinquanta del Novecento, quando nacque il Centro periferico di Colonizzazione dell'Ente Maremma e divento' il centro motore della Riforma Fondiaria. La campagna circostante si trasformo' in un cantiere: nacquero i borghi rurali di Polverosa e Marsilia, sorsero le case coloniche, si ampliarono le vie di comunicazione, e nel 1957 venne aperta al culto la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, tuttora visibile nel centro della frazione. Chi visita Albinia oggi si lascia incantare soprattutto dal Mar Tirreno, limpido e suadente nelle giornate piu' calme, impetuoso e sublime quando litiga col vento e schiaffeggia gli scogli sul litorale. Lungo la costa si susseguono arenili ampi di sabbia candida, accoglienti per le famiglie, i piu' piccoli e gli amanti del puro relax, ma anche le calette dal sapore selvaggio, ideali per chi preferisce uno scenario incontaminato. A incantare i visitatori c'e' la musica speciale del Mediterraneo, fatta del sussurro delle onde, del frinire delle cicale e delle grida dei gabbiani. Anche il clima e' quello tipico delle zone mediterranee, con estati calde e soleggiate ma piacevoli, rinfrescate da una leggera brezza che soffia costantemente dal mare, e inverni miti e gradevoli, mai troppo freddi. Basti pensare che nel mese piu' freddo, gennaio, le temperature medie vanno da una minima di 2°C a una massima di 9°C, mentre in luglio e agosto si va dai 17°C ai 30°C. Le precipitazioni sono scarse in estate e si concentrano specialmente in autunno, tra ottobre e dicembre, con una media di 9 giorni piovosi al mese. Ma il paesaggio intorno ad Albinia non comprende solo spiagge e un mare cristallino: all'estremita' settentrionale della laguna di ponente c'e' il cosiddetto &Stagnetto di Albinia', un ambiente naturale che in inverno accoglie tante specie di anatre, come il mestolone e il germano reale, e qualche elegante falco di palude, e per tutto l'anno ospita fenicotteri, spatole e mignattai. Il vento salato che spira in queste zone fa danzare le canne nell'aria, e dona una magia unica al panorama costiero

MONTALCINO

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Loc. MONTALCINO - TOSCANA  Navigatore
30 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Buonconvento, Bagno Vignoni, Pienza
  Brochure PDF
Montalcino sorge nel cuore della Toscana meridionale. Nel medioevo il territorio di Montalcino era diviso fra quattro circoscrizioni ecclesiastiche: Arezzo, Chiusi, Grosseto e Siena. Questa suddivisone rispecchiava quella dell'antichita', infatti qui si incontravano i territori delle importanti lucumonie etrusche di Arezzo, Chiusi, Roselle (Grosseto) e forse anche di Volterra. Molti reperti di questa epoca sono ancora oggi conservati nel museo Archeologico di Montalcino. La storia medievale della zona presenta innumerevoli punti oscuri, in quanto tutta la documentazione inerente era conservata nel distrutto archivio dell'Abbazia di Sant'Antimo, da cui il castello stesso dipendeva. Anche il fatto che la via Francigena passasse ad est del borgo, presso l'odierno pese di Torrenieri, non ci ha aiutato a reperire notizie storiche antecedenti alla seconda meta' del 1100. Le notizie partono dalla fine del XII° secolo, con Montalcino gia' comune autonomo alleato di Siena durante la guerra, persa, contro Firenze del 1176. Ben presto Montalcino si trovo' a dover contrastare le mire espansionistiche di Siena e l'alleanza fu rotta, addirittura nel 1200 il castello fu distrutto dall'esercito senese, momentaneamente in tregua con quello fiorentino, impegnato anch'esso ad eliminare l'analogo ostacolo costituito da Semifonte. La ripresa della guerra con Firenze impedi' ai senesi di completare la conquista di Montalcino. Il castello rimase comunque sotto il protettorato della Chiesa e del Comune di Siena. Dopo un tentativo fallito di conquistare di nuovo l'autonomia, nel 1232 il castello fu rioccupato e costretto ad una nuova alleanza con Siena. Dopo l'ennesima rivolta il castello fu di nuovo espugnato dai senesi nel 1252 ma perso subito dopo grazie all'intervento di Firenze e Grosseto. A Montaperti i montalcinesi erano schierati con Firenze contro Siena e la vittoria di quest'ultima non fece altro che portarli ad una nuova perdita di autonomia. Nel 1269 Siena fu nuovamente sconfitta, a Colle, e Montalcino di nuovo libera. Solo dopo la meta' del XIV° secolo Montalcino torno' sotto il controllo di Siena. Risale a questo periodo la costruzione della Rocca col fine di controllare il centro cittadino. Ormai Montalcino era Senese e nel XV° secolo divenne uno dei centri piu' importanti del territorio della Repubblica. Nel secolo successivo la citta' e il castello resistettero all'assedio dell'esercito Imperiale e Mediceo nel 1553 durante la guerra che porto' alla definitiva capitolazione senese nel 1555. Dopo la resa molti cittadini senesi raggiunsero Montalcino dove, capitanati da Piero Strozzi, fecero rivivere in esilio la Repubblica. La citta' divenne il capoluogo dei territori ancora non conquistati dai fiorentini e resistette fino al 1559 quando, ormai isolata dalla caduta di Talamone e Castiglione della Pescaia, fu offerta la resa e giurata fedelta' a Cosimo de' Medici. Il castello e' ancora oggi praticamente intatto. Come detto la sua costruzione fu iniziata nel 1361 sul vertice meridionale delle preesitenti mura cittadine del 1200, incorporando il mastio di S.Martino, il torrione S.Giovanni. L'aspetto e quello classico di castello-recinto con pianta pentagonale dotato di torri a tutti gli angoli. La torre di sud-est e' affiancata dal cassero. Le mura e le torri sono dotate di camminamento di ronda esterno aggettante, sorretto da archetti su beccatelli a piramide rovesciata, ancora oggi interamente percorribile. Le torri settentrionali sono aperte sul lato interno. Il castello incorporo' anche un'antica basilica a tre navate, poi ridotta ad una per fungere da cappella alla fortificazione, della quale sono ancora visibili i resti presso la torre nord-est. Sul lato sud si estende il possente bastione mediceo, aggiunto da Cosimo alla meta' del 1500.

CHIESA DI SAN BIAGIO

CHIESA DI SAN BIAGIO  Apri
Loc. MONTEPULCIANO - TOSCANA  Navigatore
41 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
Altitudine: 494 mt. s.l.m.  Area Montefollonico, Pienza, Bettolle
Uscendo da Montepulciano passando per Porta Grassi, seguendo la strada per Chianciano poi a destra lungo il Viale della Rimembranza, si raggiunge,Tempio di San Biagio Montepulciano in discesa, il Santuario dedicato alla Madonna di San Biagio situato alle pendici del colle di Montepulciano. Esemplare costruzione del cinquecento toscano fu edificato da Antonio da Sangallo il Vecchio sui resti dell'antica pieve di San Biagio nel 1518 - 1545 Ha un impianto di tipo centrale, sormontato da una cupola impostata su una terrazza e un tamburo classico e abside semicircolare. Con questo tipo di pianta Antonio da Sangallo il Vecchio realizza uno dei modelli piu' interessanti di edificio religioso, traducendo la lezione rinascimentale del Bramante in una compatta monumentalita' di masse architettoniche, esempio destinato a trovare rapida diffusione negli ambienti toscani. Le soluzioni decorative e plastiche rivelano una tensione e una liberta' che gia' sono manieristiche. L'esterno e' tutto in travertino caratterizzato, al primo ordine, da un sistema di lesene doriche poste agli angoli e uno pseudo-ordine superiore che inquadra pareti spartite da specchiature. Superiormente un timpano triangolare con occhio centrale si ripete su tutti quattro i lati. Nell'ordine inferiore grandi portali sono sormontati da timpani triangolari fortemente aggettanti. Nell'ordine superiore esteso l'uso di modanature. Il fronte rivolto a Nord e' fiancheggiato da due campanili isolati ma vicini alla facciata, cosi' da trovar posto nei quadrati dei bracci della croce: il campanile di destra, incompiuto, si leva fino all'altezza dei capitelli, il campanile di sinistra si presenta di originalissime forme rinascimentali e negli ordini sovrapposti dorico, ionico, corinzio e composito, i primi tre applicati a ripiani quadrati, il quarto su ottagono sormontato da un tamburo sempre ottagonale, su cui si imposta la cuspide piramidale

PARCO NATURALE DELLE FORESTE CASENTINESI

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Loc. PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI, VIA GUIDO BROCCHI, 7, PRATOVECCHIO AREZZO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
41 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
Altitudine: 501 mt. s.l.m.  Area Montefollonico, Pienza, Bettolle
  Brochure PDF
Millenarie foreste tra Romagna e Toscana Una grande area protetta nell'appennino tosco-romagnolo, comprendente boschi e foreste tra i piu' estesi e meglio conservati d'Italia, custode di un elevato patrimonio floristico e di una fauna di grande interesse che annota il lupo e l'aquila reale tra i grandi predatori e diverse specie di ungulati. Le foreste e i numerosi ambienti naturali fanno da cornice ai segni di millenaria presenza dell'uomo: borghi, mulattiere e soprattutto due santuari di assoluto fascino come Camaldoli e La Verna. La Cascata dell'Acquacheta Le acque del Fosso Acquacheta compiono un salto di circa 70 m scivolando veloci sulla roccia e, a tratti, precipitando dai cornicioni arenacei sporgenti. Nel pianoro a monte della cascata, che ha avuto origine dall'interramento di un antico lago, e' situato il borgo dei Romiti, sorto nel XV secolo sulle rovine dell'eremo del monastero di S. Benedetto in Alpe, nel quale aveva trovato rifugio Dante durante l'esilio da Firenze (nel XVI canto dell'Inferno c'e' una celebre descrizione della cascata). Nel tratto da San Benedetto alla cascata dell'Aquacheta e' stato realizzato un sentiero natura dal titolo Acquacheta - La valle e la cascata di Dante. Ridracoli L'abitato conserva un bell'esempio di ponte a schiena d'asino che serviva un antico palazzo, oggi albergo. A Ridracoli si trova l'Idro Ecomuseo delle Acqua di Ridracoli, gestito da Atlantide. Risalendo la valle si scorgono, su un'altura, le rovine di un castello medievale e proseguendo si raggiunge l'imponente diga, completata nel 1982 per fornire energia e acqua ai comuni della pianura romagnola. Oggi il sistema e' gestito da Romagna Acque. A monte della diga il bacino, le cui acque hanno allagato tre rami vallivi, e' incorniciato da ripidi versanti incisi da numerose vallecole dove gli affioramenti arenacei si alternano ai lembi boscati

PITIGLIANO

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Loc. PITIGLIANO GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
22 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Sorano, Ischia di Castro, Saturnia
Di citta' del tufo nel centro Italia ce se sono diverse. Le vicine Sorano e Sovana ad esempio o, rimanendo entro una settantina di chilometri, Orvieto e, poco piu' a sud, Orte. Ma Pitigliano e' diversa ... e, pur non avendo il momumento mozzafiato che rimane impresso nella mente, e' tutto il contesto che e' incantato quasi magico. Anche l'origine di Pitigliano risente di questa magia e si perde nella notte dei tempi. La leggenda vuole che fu fondata da due giovani Petilio e Celiano. Petilio era della gens Petilia, una importante famiglia etrusco romana, mentre Celiano appartiena alla famiglia etrusca dei Celes Vibenna. Petilio e Celiano non trovarono nulla di meglio che rubare la corona d'oro dal tempio di Giove Stator a Roma e portarla fin sulla rupe di Pitigliano dove, ammaliati dalla bellezza del posto, Vi rimasero e fondarono la citta'. Noi non crediamo molto in questa leggenda etrusco - romana ... solo perche' l'origine di Pitigliano e' certamente piu' antica e forse antecedente alla civilta' Etrusca stessa. Oggi a Pitigliano si viene per passeggiare per i vicoli, con le tante piccole botteghe artigiane, immersi nei colori del tufo e nell'odore dei camini a legna ... e Vi assicuriamo che e' un piacere senza fine, anche se confinato al solo centro storico ... quello sopra la rupe di tufo. Al di la delle mura, nella direzione est, si e' naturalmente estesa la Pitigliano nuova tutta moderna, ma senza il fascino dei secoli. Ma quale e' il momento migliore per la visita di Pitigliano. Sicuramente da primavera all'autunno, anche se poi molte delle foto che pubblichiamo sono fatte in pieno inverno. In particolare Vi segnaliamo la Torciata di San Giuseppe che si svolge il 19 Marz

WWF: OASI LAGUNA DI ORBETELLO

WWF: OASI LAGUNA DI ORBETELLO  Apri
Loc. ORBETELLO GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
45 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
Altitudine: 1 mt. s.l.m.  Area Poggio Pertuso, Convento Padri Passionisti, Albinia
  Brochure PDF
L' Oasi WWF di Orbetello, grazie alla sua posizione lungo le rotte migratorie, vede la concentrazione di migliaia di uccelli, specialmente nel periodo invernale. L'area dell'Oasi, che comprende anche la Riserva Naturale ed il fondo chiuso, e' di 1.000 ettari. L' Oasi WWF di Orbetello e' la piu' importante laguna del Tirreno: qui e' possibile avvistare il cavaliere d'Italia che ispiro', nel 1964, l'intervento di Fulco Pratesi e Hardy Reichelt per creare una delle prime Oasi WWF. L' Oasi di Orbetello, quindi, e' un'oasi storica per il WWF e una delle piu' importanti e famose. Ambiente Laguna, macchia mediterranea, duna costiera, prati, pineta... L' Oasi di Orbetello e' un'ambiente ottimale per una moltitudine di uccelli. Zona umida di importanza internazionale (convenzione di Ramsar). L' Oasi di Orbetello protegge 300 ettari di laguna salmastra dove a tratti affiorano isolotti di limo ricoperti da vegetazione palustre. Il Tombolo della Giannella lungo la costa e' ricoperto da una lussureggiante macchia mediterranea mentre nella riva interna della Laguna troviamo un esteso tappeto di salicornia. Piu' all'interno boschetti isolati di pioppi, sughere, frassini ed olmi. Scendendo ancora piu' a sud troviamo il Bosco di Patanella caratterizzato da grandi estensioni di brugo. Flora e fauna Questo ambiente e' caratterizzato da piante della macchia mediterranea quali lentisco, fillirea, mirto, corbezzolo; da vegetazione dunale a gramigna delle spiagge, santolina delle spiagge, sparto pungente, erba medica marina, calcatreppola marina, giglio di mare; da una zona lagunare dove troviamo un esteso tappeto di salicornia. La qualita' di questo ambiente, e la sua posizione lungo le rotte migratorie, consentono la concentrazione di migliaia di uccelli, specialmente nel periodo invernale, come fenicotteri, cavaliere d'italia, airone bianco maggiore, airone cenerino, falco pescatore, mestoloni, spatole, avocette ... L' oasi di Orbetello rappresenta anche l'unico sito riproduttivo della costa tirrenica per la sterna comune e il fraticello. Anche tra gli insetti c'e' una rarita': si tratta di una cicindela endemica, un coleottero predatore che oltre ad Orbetello, si trova solo nella simile Camargue (delta del Rodano, Francia). Tra i mammiferi la volpe, il tasso e l'istrice di cui e' facilissimo trovare le tracce

MONTEPULCIANO

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Loc. MONTEPULCIANO SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
44 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Montefollonico, Bettolle, Pienza
  Brochure PDF
Di antica e lunga storia, Montepulciano ha origini dal popolo degli Etruschi a partire dal IV secolo a.C. Ha notorieta' anche per la ricchezza di ottimi vigneti da dove si ricava il Vino Nobile di Montepulciano DOCG. L'immagine piu' frequente e' quella di un paesaggio ingentilito da una sapiente opera dell'uomo che si armonizza con l'ambiente naturale. L'urbanizzazione rurale coesiste con centri urbani traboccanti di memorie storiche e mirabili opere d'arte, il tutto incastonato in un paesaggio agricolo, spesso altamente specializzato. Il pensiero corre spontaneo alle dolci colline coperte d'ulivi e vigneti, alla Valdichiana, recuperata nuovamente dalle grandi opere di risanamento dei granducali. In quest'area di Toscana sud orientale, si amalgamano boschi di pini silvestri, lecci e castagni, con piani sabbioso-arenacei coltivati, ondulazioni argillose, pianure un tempo paludose. Una vacanza sospesa tra innovazione e tradizione Montepulciano cittadina di origine etrusca, e' una zona ricca di storia e cultura, immersa in un panorama ricco di sfumature cromatiche. In questo contesto sorge il complesso termale all'avanguardia per i suoi moderni centri di cura specializzati. Le terme di Montepulciano nascono nel 1966 per sfruttare le proprieta' terapeutiche delle acque presenti nel sottosuolo dello stabilimento. I programmi proposti sono integrati e globali con l'obiettibo di restituire benessere alla vita del paziente, affiancati da un'offerta di servizi che sfruttando la naturalita' dei trattamenti risponde alle esigenze di utenti di tutte le eta', giovando alla salute, ma anche alla bellezza. E' possibile scegliere tra percorsi diversi, comprensivi di trattamenti specifici o lasciarsi condurre dal piacere dei massaggi, dei fanghi, dei bagni a vapore, degli idromassaggi o delle sedute di ginnastica. La vicinanza a luoghi di notevole interesse storico, da' l'occasione di abbinare al relax escursioni all'insegna dell'arte e della cultura. Da segnalare Montalcino, borgo non solo famoso per il suo Brunello DOC ma anche per la bellezza del centro storico medievale dove il tempo sembra essersi fermato, Pienza, dichiarato patrimonio dell'umanita' dall'Unesco per le sue architetture rinascimentali, e Siena, la citta' del palio conosciuta in tutto il mondo

GROSSETO

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Loc. GROSSETO - TOSCANA  Navigatore
35 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia, Magliano in Toscana
Grosseto e' una delle province della regione toscana situata nella pianura della Maremma a circa 12 km dalla costa tirrenica. Il territorio sotto la sua provincia comprende 28 comuni ed e' prevalentemente collinare ed in piccola parte montuoso. Si tratta di una zona turistica molto rinomata che offre localita' di rara bellezza come l''Argentario, Follonica, Castiglion della Pescaia, bellissime isole come l''Isola del Giglio e Giannutri e localita' di turismo invernale sul Monte Amiata. Grosseto ha origini etrusche ma si trova menzionata per la prima volta in documenti attendibili dell''803 d.c. come insediamento ''il loco Grossito'' che divenne feudo degli Aldobrandeschi nel 973. Durante il dominio di questo casato Grosseto passo' un periodo piuttosto florido di espansione e arricchimento. Nel XIV secolo la citta' venne sottomessa dal potere di Siena e da li' inizio' un periodo buio dovuto al dilagarsi della Peste Nera e alle frequenti incursioni dgli Aragonesi. Il dominio senese termino' nel 1559 quando Grosseto venne annessa al Granducato di Toscana sotto Cosimo I de' Medici. Nel XVI secolo vennero costruite le mura che circondano la citta' che venne arricchita di palazzi e chiese. Il dominio mediceo duro' sino al 1735 e Grosseto passo' sotto il dominio dei Principi Lorena grazie ai quali la citta' riprese un lento ma notevole recupero. Durante la seconda guerra mondiale la citta' di Grosseto e' stata gravemente danneggiata dai bombardamenti

ROMITORI DI ISCHIA DI CASTRO

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Loc. ISCHIA DI CASTRO VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
35 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Pitigliano, Sorano, Saturnia
  Brochure PDF
Uno dei romitori (o eremi) piu' interessanti e' quello di Poggio Conte che, ricavato all'interno di un costone di tufo secondo tipologie architettoniche di ispirazione cistercense, si affaccia su una suggestiva valle, anfiteatro naturale dalla cui sommita' sgorga una piccola cascata. Gli ambienti di abitazione sono quasi del tutto franati, mentre si conserva la piccola chiesa, con colonne e capitelli scolpiti nel tufo, composta da due ambienti quadrangolari, con copertura a cupola quello d'ingresso, a crociera quello di fondo, un'abside con resti di un affresco raffigurante due santi con la mitra (copricapo portato da vescovi come insegna di autorita'), forse S. Colombano e S. Savino. L'ambiente d'ingresso era decorato da un grande ciclo di affreschi del XIII secolo, comprendente le figure dei dodici apostoli e del Redentore. Alcuni lastroni di tufo di questi preziosi affreschi vennero trafugati negli anni Sessanta del Novecento e, fortunatamente recuperati, sono oggi conservati al Museo di Ischia di Castro. Piu' complessa appare la planimetria dell'eremo di Ripatonna Cicognina scavato su tre diversi livelli e frequentato dal XV al XVII secolo; all'epoca del primo impianto sembrano riferibili gli affreschi di scuola senese che decorano la chiesa, raffiguranti S. Antonio Abate ed un santo vescovo

HOT SPRINGS IN TUSCANY

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Loc. SATURNIA - TOSCANA  Navigatore
14 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Sorano, Roccalbegna, Scansano

Saturnia is an ancient town located in the southern part of Tuscany, an area known as the Maremma. A large village, It may be a small out of the way place but it has two excellent restaurants and there is a gelateria where one can lick a delicious ice cream while watching the evening passeggiata. Or you can take it with you and visit the ancient Etruscan gateway to the town. Saturnia was in ancient times a large town of considerable importance. The porta is easily identifiable as Etruscan owing to its jigsaw pattern of irregular and vast stones so finely cut they have held together without mortar for well over two thousand years. Through this arch passed the 'new' Roman road, the Via Clodia which went from here to Rome: The basalt paving stones bear the grooves of the iron tyres of Roman and mediaeval vehicles. Devastated by malaria, Saturnia was almost abandoned until recently when the nearby spa began to revive its fortunes. Saturnia itself is a charming medieval village and the surrounding, unspoiled hills are filled with olive groves and woodlands and rich with Etruscan remains. It is about an hour and a half from Rome, an hour from Siena, and a half-hour to the sea. The area has at present gained a reputation for the high standard of its restaurants and trattorie. At the foot of the hill lies a hot (37°C) water spa famous for its therapeutic qualities. Just outside from the medieval town walls the countryside spreads out: here you can take easy wonderfool walks through the perfumed Mediterranean bushes along the Albegna river. Longer walks might take you to Sovana, Sorano, Pitigliano. You may see the sea the distance, framed by the natural park of Mounts of the Uccellina and Monte Argentario. From Porto S.Stefano a daily ferry connects to Giglio and Giannutri islands; not far away are the seaside resorts of Ansedonia and Porto Ercole. The thermal spas - Hot Springs in Tuscany Southern Tuscany, in the area around Monte Amiata, has many natural hot springs. In most towns where there are natural hot springs, there is a modern spa where they bring the hot springs water into a swimming pool and you pay to use the pool. Some of these spas are outdoors and only open in summer; others are more medical type spas that are indoors and open all year. This is a waterfall with a difference - the water is hot, the temperature of a nice hot bath. It smells good and sulphurous but then you can see why the Romans believed the waters came from Hades.

SATURNIA

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Loc. SATURNIA, GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
14 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Sorano, Roccalbegna, Pitigliano
Le Terme di Saturnia costituiscono un insieme di sorgenti termali situate nel comune di Manciano, a pochi chilometri dalla localita' di Saturnia, rispetto alla quale sorgono nella sottostante vallata sud-orientale. Le sorgenti termali che alimentano le terme interessano un vasto territorio che spazia dal Monte Amiata alle Colline dell'Albegna e del Fiora, fino a raggiungere la Maremma grossetana presso Roselle (Terme di Roselle) e Talamone (Terme dell'Osa). Il benessere tra innovazione e tradizione Il punto di forza della localita' termale la si deve al binomio fra tecnologia e tradizioni, un soggiorno alle Terme di Saturnia, significa concedersi un viaggio in un luogo senza tempo, dove lasciarsi coccolare da un'atmosfera avvolgente e trascorrere momenti indimenticabili. Qui la persona e' al centro di ogni attenzione e il suo benessere coincide con un equilibrio psico-fisico da costruire, risvegliare e mantenere attraverso un approccio globale, fatto di cinque aree collegate e complementari: idroterapia, estetica, stress management, dieta e fitness. Tra tutti i consigli pratici che possiamo darvi per prevenire o curare lo stress il piu' importante e' 'staccare la spina', partire per un'isola felice dove qualcuno si prenda cura di voi, vi coccoli e vi porti per mano verso una rinascita fisica e mentale. Le Terme di Saturnia possono essere quell'isola. E ora liberate la mente, azzerate ogni attivita' e tuffatevi nell'archetipo della vostra esistenza: l'acqua

SOVANA

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Loc. SORANO - TOSCANA  Navigatore
17 Km da WWF: OASI BOSCO ROCCONI
  Area Pitigliano, Saturnia, Roccalbegna
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Sovana, suggestivo borgo dall'atmosfera ferma nel tempo, rappresenta un raro gioiello di urbanistica medievale. Dal 7° al 3° secolo avanti Cristo fu un fiorente centro etrusco; di questo periodo e' la importante Necropoli Etrusca con la sua tomba 'regina' chiamata Tomba Ildebranda a forma di tempio greco. Fu poi importante citta' in epoca romana, tanto e' vero che nei primi secoli del Cristianesimo divenne sede vescovile. Fu conquistata dai Longobardi (594), e divenne dominio degli Aldobrandeschi il cui Ducato arrivo' a comprendere l'intera provincia di Grosseto. Passata poi alla Famiglia Orsini per successione ereditaria fu saccheggiata e devastata dai Senesi nel 1410. Rimasta in una situazione di grande abbandono per secoli, ha avuto la fortuna di poter arrivare intatta fino ai giorni nostri nella sua veste medioevale. A lungo da storici e viaggiatori e' stata identificata con 'la citta' di Geremia'la citta' che muore.. Dalla Rocca Aldobrandesca, percorrendo un selciato in cotto, si arriva fino alla Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo, e racchiusa cosi' tra i simboli dei poteri che l'hanno governata, Sovana conserva ancora il suo antico incanto e splendore. Nella Piazza del Pretorio si puo' ammirare il Palazzo Pretorio, la Loggia del Capitano, il Palazzo dell'Archivio, nonche' la Chiesa di Santa Maria Maggiore e il seicentesco Palazzo Bourbon del Monte, in parte addossato all'antica Chiesa di San Mamiliano e, proseguendo per via del Duomo, sulla sinistra, si trova la presunta casa natale del personaggio piu' illustre di Sovana, Ildebrando divenuto poi Papa con il nome di Gregorio VII

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TOSCANA


Il nome di questa regione deriva dai suoi antichi abitanti, i Tusci, nome che venne dato agli Etruschi dai Romani. La Toscana è situata nell'Italia centrale e si estende dall'Appennino al mare Tirreno. I paesaggi, il patrimonio artistico e le importanti città, prima tra tutte Firenze, rendono la Toscana una protagonista indiscussa nel panorama turistico mondiale. In questa regione la natura presenta tanti diversi volti, a cominciare dal litorale che alterna spiagge lunghe e sabbiose, come quella versiliese, con scogliere rocciose e scoscesi promontori. Incomparabili sono le isole dell'Arcipelago Toscano, circondate dalla vegetazione mediterranea, da un mare cristallino e da ricchi fondali. Panorami di natura incontaminata si possono ammirare sulle Alpi Apuane e in numerose aree protette, tra cui la laguna di Orbetello che ospita numerose specie di uccelli migratori, tra cui gli aironi rosa. Ma i paesaggi più caratteristici della regione sono quelli che fondono armoniosamente la bellezza della natura con la millenaria presenza dell'uomo. Lo splendido Golfo di Baratti e i siti di Vetulonia e Pitigliano custodiscono necropoli e testimonianze della civiltà etrusca, mentre Roselle e Cosa restituiscono i ricordi di età romana. E poi, borghi medievali, cittadine ricche di storia, castelli e sistemi di fortificazione, chiesette rurali (le cosiddette 'pievi') e suggestive abbazie, come quella di Sant'Antimo, sono presenti su tutto il territorio e i loro profili si stagliano nei paesaggi delle Crete Senesi, della Val d'Orcia, della Garfagnana, del Chianti e della Maremma. Numerose sono infine le fonti di benessere: Montecatini, Saturnia, Montepulciano, Monsummano e Bagno Vignoni che, grazie alle acque termali e ai centri attrezzati per ogni tipo di trattamento, offrono vacanze all'insegna del relax.

Da Vedere: Chianti: Si tratta di una rinomatissima regione collinare che si trova tra Firenze e Siena ad ovest dell'Arno. E' una celebre zona vinicola dove si produce il vino omonimo, apprezzato e gustato in ogni parte del mondo. Questa zona è caratterizzata da dolci e verdi colline con campagne bellissime che offrono vigneti, uliveti e macchie di bosco di rara bellezza. Il Chianti è caratterizzato da piccoli villaggi caratteristici e poderi immersi nel verde che lo rendono una mèta turistica molto ambita (anche grazie all'estrema vicinanza con le bellissime città d'arte Firenze e Siena). Tra i borghi più importanti di questa zona vi segnaliamo Greve in Chianti, Panzano e Castellina in Chianti. Pienza: Pienza è una cittadina toscana in provincia di Siena che si trova su un colle che domina la valle del fiume Orcia. Originariamente si chiamava 'Castello di Corsignano' e più tardi fu battezzata col nome Pienza da Papa Pio II Piccolomini (Pienza significa città di Pio). Nel XV secolo per volere di Papa Pio II Piccolomini vennero costruiti i principali palazzi ed il duomo, e sostituite le case medievali del centro cittadino. Tutto il borgo è molto grazioso e piacevole da visitare, in particolare il duomo, il Museo Diocesano ed il palazzo Piccolomini. Si può visitare inoltre il Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d'Orcia: il territorio del Parco è costituito da tutto il territorio comunale di Pienza, San Quirico d'Orcia, Montalcino, Radicofani e Castigliore d'Orcia. San Gimignano: borgo medievale in provincia di Siena situato su un colle da dove si può ammirare la Val d'Elsa. Originariamente fu sede di un villaggio etrusco ma ebbe il suo maggior sviluppo proprio nel periodo medievale in cui ci fu una fiorente attività artistica le cui opere si possono ammirare ancora oggi. Questa cittadina ebbe l'onore di ospitare il famoso poeta Danta Alighieri, ambasciatore della lega guelfa toscana. San Gimignano ha mantenuto pressoché intatta la sua struttura trecentesca ed è caratterizzata dalla presenza di 15 magnifiche torri, dalle bellissime piazza del Duomo e Piazza della Cisterna. Sono da ammirare anche il Palazzo del Podestà, il Palazzo Comunale, la chiesa di Sant'Agostino e la Rocca pentagonale fatta demolire dai medici nel XVI secolo. San Gimignano è molto famosa anche per la produzione di un vino da poco divenuto DOCG: la Vernaccia di San Gimignano. Viareggio: Cittadina in provincia di Lucca che si trova sulle coste della Versilia, una celebre regione turistica che si trova tra il Mar Tirreno e le Alpi Apuane. E' uno dei centri belneari più conosciuti della Toscana e molti stabilimenti hanno conservato le loro caratteristiche originarie. E' molto importante e conosciuto anche il carnevale che si celebra con il corteo di bellissimi carri allegorici e sfilate in maschera. Firenze: è il capoluogo della regione Toscana ed è famosissima in tutto il mondo per il suo inestimabile patrimonio artistico. In questa città sono vissuti artisti formidabili come Giotto, Masaccio, Donatello, Michelangelo e Leonardo. Le loro opere sono raccolte nei numerosi musei presenti nella città. Sono presenti splendide opere architettoniche come il Duomo, il Battistero, Santa Maria Novella, Palazzo Pitti, Palazzo Strozzi e celebri musei quali la Galleria degli Uffizi, la Galleria dell'Accademia. Da ammirare inoltre Piazza della Signoria e Ponte Vecchio. Siena: è uno dei capoluoghi della Toscana conosciuta come una delle città più belle al mondo. Possiede bellissimi monumenti ed opere d'arte dei maggiori artisti che siano mai esistiti. Sicuramente da visitare Piazza del Campo, luogo dove si svolge il celeberrimo Palio Storico ed il bellissimo Duomo.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica toscana è una cucina semplice, genuina e sobria basata su alimenti di qualità come il pane (fatto senza sale) e l'olio extravergine di oliva. Tra i piatti tipici si trovano i buonissimi antipasti di terra a base di squisiti salumi e crostini fatti col pane toscano: molto famosi sono i 'crostini di fegatini'. Tra i primi piatti vi segnaliamo la 'pappa col pomodoro' a base di pomodoro cucinato con aglio, basilico e pepe. Famosissime sono le zuppe toscane tra cui prevale su tutte la 'ribollita' . Tra le pastasciutte le più famose sono senza dubbio le 'pappardelle alla lepre', pasta condita con sugo di lepre cotta nel vino rosso, olio e pomodoro. Altre pietanze molto conosciute sono la bistecca alla fiorentina (carne rigorosamente proveniente dai bovini di razza Chianina) e la trippa. Tra i piatti tipici si trovano anche molte specialità a base di pesce tra cui il famoso 'cacciucco' piatto simbolo della città di Livorno oppure le 'triglie alla livornese' (con pomodoro e piselli). Tra i dolci vi sono i 'ricciarelli' ed il 'Panforte'di Siena, i 'cantuccini' di Prato, i brigidini di Pistoia, il castagnaccio (a base di farina di castagne con pinoli ed uvetta), il bucellato (dolce lucchese all'anice, uvetta e canditi vari). Per quanto riguarda i vini la Toscana costituisce un capitolo a sé: ne esistono tantissime varietà e tutte molto rinomate e conosciute. Troviamo il Chianti, il Montepulciano, il Brunello di Montalcino, la Vernaccia di San Gimignano, il Galestro ed il rosso delle Colline Lucchesi. Ultimo ma non meno importante il Morellino di Scansano, vino dal colore rosso rubino brillante e dal sapore intenso e fruttato. Ideale se abbinato a carni rosse.