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wwf: oasi giardini di ninfa - escursioni punti di interesse attrazioni a cisterna latina, italy
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  WWF: OASI GIARDINI DI NINFA


WWF: OASI GIARDINI DI NINFA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a CISTERNA LATINA, ITALY Segni Latina Sezze

LANUVIO

LANUVIO  Apri
Loc. LANUVIO - LAZIO  Navigatore
24 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Genzano di Roma, Albano Laziale, Castel Gandolfo
Lanuvio e' il paese che vanta le origini piu' antiche di tutte le altre cittadine castellane, visto che tra il IV e V sec. a.C. venne circondata da mura ancora ben conservate e vi si venerava la dea Giunone. E' possibile fare una passeggiata nel piccolo borgo alla ricerca delle antiche vestigia del passato, tra chiese e monumenti interessanti. All'interno della Villa Sforza Cesarini e dentro il Seminario dei padri salesiani e' possibile vedere i resti del tempio dedicato a Giunone detta Sospita, ossia Salvatrice. Le due torri cilindriche del castello (risalente al XIV secolo) accolgono, oggi, l'enoteca comunale dove e' possibile apprezzare i vini dei Colli Lanuvini e visitare una raccolta di attrezzi agricoli mentre, dall'alta terrazza, si puo' godere di un invidiabile panorama sull'Agro Pontino. Del XV secolo e' invece il palazzo baronale dei Colonna costruito di fronte alla Collegiata di Santa Maria Maggiore. Nella facciata principale del palazzo si puo' notare un sarcofago marmoreo di eta' romana, oggi adibito a fontana. Uscendo dalla citta', in direzione della chiesa delle Grazie si incrocia, dopo pochi minuti, Ponte Loreto (o meglio i resti del ponte romano) e si puo' ripercorrere l'antica via Astura che collegava le antiche citta' di Antium, Satricum e Lavinium. Per prendere parte alle visite guidate dell'associazione diakronica: 3470859065 and info@diakronica.i

IL MONASTERO DI SAN NILO

IL MONASTERO DI SAN NILO  Apri
Loc. GROTTAFERRATA - LAZIO  Navigatore
33 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Castel Gandolfo, Albano Laziale, Rocca di Papa
Nell'anno 1004 una comunita' di monaci provenienti dalla Campania trova accoglienza nel monastero di S. Agata sui colli Tuscolani: erano i discepoli del venerando Abate Nilo, nato nella Calabria bizantina e quindi greco di origine e di rito, fondatore di vari monasteri. Allontanatosi dalla Calabria in seguito alle incursioni Saracene, dopo aver vissuto a lungo in Campania nei monasteri di Valleluce e Se'rperi, famoso per la sua santita', l'umile vegliardo desiderava trovare un luogo 'ove radunare tutti i suoi fratelli e i dispersi suoi figli', avendo, secondo il racconto del suo discepolo s. Bartolomeo, conosciuto 'per divina rivelazione' il luogo del suo ultimo riposo. Sui colli di Tuscolo vi erano i ruderi di una grande villa romana, forse appartenuta a Cicerone, fra i quali un piccolo edificio a doppio ambiente in blocchi di peperino ('opus quadratum') gia' sepolcro di epoca repubblicana utilizzato dal V secolo come oratorio cristiano, denominato, per le finestre con doppia grata di ferro, 'Crypta ferrata' (da qui Grottaferrata). Secondo la tradizione, qui i santi Nilo e Bartolomeo videro apparire la Madonna, che chiedeva l'edificazione di un Santuario a Lei dedicato. Sul luogo, donato da Gregorio Conte di Tuscolo, i monaci cominciarono a costruire il primo nucleo del Monastero, utilizzando il materiale dell'antica villa romana. La costruzione della Chiesa e del Monastero occupo' i monaci per venti anni. Nel 1024 il santuario era completato, 'bello, ornato di marmi e di pitture, ricco di sacri arredi, ammirato da tutti'. Il 17 dicembre di quell'anno il papa Giovanni XIX, dei Conti di Tuscolo veniva a consacrarlo solennemente, dedicandolo alla Madre di Dio, mentre i monaci cantavano in greco gli inni sacri che lo stesso s. Bartolomeo aveva composto per l'occasione. Nel tempo il monastero divenne un importante centro di cultura grazie all'opera degli 'ores' che, seguendo l'esempio di s. Nilo, esperto amanuense, prepararono i codici in parte conservati nella biblioteca. Dopo l'invasione delle milizie di Federico Barbarossa (1163), i monaci, rifugiatisi a Subiaco, ritornarono al monastero, poco prima della definitiva distruzione della citta' di Tuscolo, in questo periodo di riorganizzazione viene riportata (1230) nell'abbazia l'antichissima icona della SS. Madre di Dio. Nel 1241 Federico II si insedia nell'abbazia, saccheggiandola. Segue ancora un periodo di lotte per il Papato durante lo scisma d'Occidente. Un periodo di tranquillita' si ebbe sotto il cardinale Bessarione, il primo abate commendatario, colto umanista greco (1462)

FAI: PARCO VILLA GREGORIANA

FAI: PARCO VILLA GREGORIANA  Apri
Loc. TIVOLI - LAZIO  Navigatore
44 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Guidonia, Licenza, Gerano
Situato in posizione panoramica ai piedi dell'acropoli romana di Tivoli, questo suggestivo Parco vanta un ingente patrimonio naturalistico, storico e archeologico. L'opera incessante della natura e dell'uomo ha contribuito a creare un ambiente di assoluto valore naturalistico, in cui coesistono cascate naturali ed artificiali, anfratti, orridi - fonte di ispirazione per poeti ed artisti - e affascinanti passeggiate immerse nella rigogliosa vegetazione. Il Parco della Villa Gregoriana si sviluppa sui due versanti di una fossa profonda, dove l'Aniene compiva un salto di oltre 100 metri verso la campagna romana: un punto del paesaggio tiburtino particolarmente attraente, caratterizzato da suggestivi scenari di dirupi, caverne, cadute d'acqua, e ricco di evocative memorie della classicita'. Il parco rappresenta un unicum che declina in modo esemplare l'estetica del sublime tanto cara alla cultura romantica; naturale e artificiale vi si fondono in modo cosi' seducente da diventare, nell'Ottocento, il soggetto principale delle rappresentazioni pittoriche di Tivoli, che diventa meta obbligata del Grand Tour

PECORINO ROMANO DOP

PECORINO ROMANO DOP  Apri
Loc. LAZIO, ITALIA - LAZIO  Navigatore
9 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Cisterna di Latina, Artena, Sezze
  Brochure PDF
Il Pecorino Romano e' un formaggio italiano a Denominazione di origine protetta, la cui zona di origine comprende la Sardegna, il Lazio e la provincia di Grosseto (Toscana). Tutti i processi di lavorazione, dall'allevamento del bestiame alla stagionatura del formaggio, devono avvenire entro questa zona. Anche i fermenti lattici e gli agnelli che forniscono il caglio devono essere autoctoni. Le prime testimonianze del Pecorino Romano risalgono all'Impero Romano. Originario dell'Agro Romano e' descritto dettagliatamente nelle opere di molti autori dell'Antica Roma come Plinio il vecchio, Marco Terenzio Varrone, Lucio Giunio Moderato Columella e Publio Virgilio Marone; proprio nel trattato De re rustica dello scrittore di agricoltura Columella e' riscontrabile una minuziosa descrizione delle tecniche di lavorazione del latte ovino

CASA DI AUGUSTO

CASA DI AUGUSTO  Apri
Loc. VIA SAN GREGORIO DI CATANIA, 30, ROME, ITALY - LAZIO  Navigatore
42 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Grottaferrata, Guidonia, Castel Gandolfo
  Brochure PDF
La Casa di Augusto, talvolta indicata anche come Domus Augustea era l'abitazione privata dell'imperatore Augusto, situata nel versante sud-ovest del colle Palatino.Il valore fortemente simbolico del luogo in cui Augusto sceglie di vivere si ricollega alla storia della fondazione di Roma, il suo stesso nome Augustus deriva dalla dizione Rex Augur riferita a Romolo. Ottaviano Augusto, primo imperatore di Roma, fa comprare altre sei case per ottenere una dimora di 8351 m² la quale viene inaugurata nel 36 a.C. Osservando la planimetria ricostruttiva della domus augusti si nota al centro un atrium con tablino, la parte sinistra e' la domus privata, a destra la domus publica. Questa divisione della casa dell'imperatore rimarra' anche nella successiva espansione della domus augusti in epoca neroniana e flavia, la domus augustiana, ed e' portatrice di un importante significato politico: il principe e' al tempo stesso figura privata e pubblica, non puo' spogliarsi del potere. Continuando l'osservazione della pianta si nota un'importante inclusione ad opera di Augusto: egli comprende nella propria casa il santuario del Lupercale, luogo sacro in cui Romolo fu salvato dalla lupa e dal re Faustolo. La domus augusti e' il primo palazzo imperiale e primo museo delle origini di Roma: nel 28 a.C. raggiunge i 22.348 m² di estensione, comprendendo al piano inferiore il Lupercale. La domus publica e' la dimora del pontefice massimo, carica che Augusto ricopre, ed e' parte integrante della dimora dell'imperatore. Essa comprende anche il culto dei Lari e di Nella parte piu' bassa si trova il bosco per Apollo Liceo, in latino la Silva Apollinis, il dio che aveva dato il regno a Danao e poi allo stesso Augusto. La selva di Apollo Liceo si trova al di sopra del Lupercale. Al centro e' l'ara della Roma quadrata, memoria romulea in cui Augusto rifonda la citta'. Il fronte della casa era decorata con allori e foglie di quercia, richiami ad Apollo, e con la scritta ob cives servantes. Il fronte della domus Augusti dava sul circo massimo con due rampe d'accesso, sotto si aveva l'accesso al lupercale, sopra la dimora imperiale. Gli ambienti nel basamento del palazzo erano destinati agli schiavi e liberti che amministravano le ricchezze dell'imperatore. Ovidio definisce la casa di Augusto tecta digna deo.

PARCO REGIONALE DEI CASTELLI ROMANI

PARCO REGIONALE DEI CASTELLI ROMANI  Apri
Loc. ROCCA DI PAPA - LAZIO  Navigatore
26 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Genzano di Roma, Albano Laziale, Grottaferrata
I colli Albani costituiscono i resti di un grandioso edificio vulcanico noto come Vulcano Laziale per la sua posizione centrale nell'antico Latium. Il clima fresco, le acque lacustri e i fertili campi hanno reso in passato questo territorio un ambito luogo di villeggiatura di papi e famiglie gentilizie, cosi' come testimoniano alcune splendide dimore come Palazzo Chigi, ad Ariccia, e Villa Aldobrandini, a Frascati

POZZO D'ANTULLO

POZZO D'ANTULLO  Apri
Loc. COLLEPARDO - LAZIO  Navigatore
42 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Rendinara, Morino, Frosinone
Lo spettacolo delle stalattiti e stalagmiti e' di un fascino ineguagliabile: per la singolarita' delle forme che riecheggiano figure umane ed animali esse furono denominate Grotte dei Bambocci, ma sono anche conosciute con il nome di Grotte Regina Margherita, in seguito alla visita della sovrana nel 1904. Questa grande voragine carsica costituisce una singolarissima rarita' naturale, unica in Europa per le sue dimensioni: circonferenza di circa 300 metri e profondita' di 60. Il fondo del Pozzo e' coperto da vegetazione e presenta delle curiose stalattiti curve, generate probabilmente dal vento proveniente dai cunicoli laterali, che modifica la deposizione dei cristalli di calcare. Il fondo e' probabilmente collegato con le stesse Grotte, attraverso un articolato sistema di cunicoli sotterranei. Le Grotte e il Pozzo sono attualmente gestite dal Consorzio per la valorizzazione delle Grotte di Pastena e Collepardo. Le visite vengono effettuate con l'accompagnamento di guide turistiche specializzate

GENZANO

GENZANO  Apri
Loc. GENZANO DI ROMA - LAZIO  Navigatore
26 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Albano Laziale, Lanuvio, Castel Gandolfo
Genzano di Roma e' un comune di circa 24.140 abitanti ed e' una delle citta' che fanno parte del territorio dei Castelli Romani. Situata nel territorio dei Colli Albani a soli 29 km da Roma, Genzano di Roma fa parte del Parco Regionale dei Castelli Romani e offre numerosi percorsi naturalistici per passeggiate a piedi o in bicicletta. Oltre che per le bellezze naturali Genzano e' conosciuta ed apprezzata, sia in Italia che all'estero, per la storia l'arte e l'architettura che unite alle antiche tradizioni fanno della citta' il luogo ideale dove rivivere l'atmosfera del passato senza rinunciare al gusto e al relax. Qui le tradizioni antiche rivivono ogni anno grazie alle manifestazioni che puntualmente vengono organizzate dal comune di Genzano. Tra le piu' popolari c'e' senza dubbio il Festival dei Fiori, meglio conosciuto come Infiorata (sito ufficiale www.infiorata.it). La festa risale al 1778 anno in cui, in occasione del Corpus Domini, venne preparato un tappeto di fiori lungo la strada principale del paese. Oggi il grande tappeto di fiori viene allestito in via Italo Belardi, la strada che collega la piazza principale della citta' alla Chiesa di Santa Maria della Cima. La strada e' completamente ricoperta da un tappeto floreale di circa 2000 mq, composto generalmente da 13 dipinti, oltre alla decorazione della scala. Ogni dipinto misura 7 x 14 metri e i disegni in genere rappresentano temi sociali e religiosi. Tra le altre feste di Genzano di Roma non possiamo non citare la Festa di Pane Casereccio di Genzano nata nel 1989 su iniziativa del Comune con l'intento di promuovere uno dei prodotti piu' rappresentativi del patrimonio produttivo a livello locale e internazionale. La citta' di Genzano fa parte dell'associazione citta' del pane e il pane fatto in casa di Genzano e' stato il primo pane italiano ad aver ottenuto la Igp (Indicazione Geografica Protetta), dall'e europea. STORIA DI GENZANO Le origini di Genzano di Roma sono molto antiche e nel territorio sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici risalenti al periodo della Roma antica. Nel corso dei secoli Genzano di Roma ha conosciuto il dominio dei monaci cistercensi e in seguito delle famiglie dei Savelli, degli Orsini e dei Colonna. Nel 1402 il paese fu completamente distrutto da un incendio e successivamente ricostruito. Venduto intorno al 1490 ai Colonna insieme a Nemi, Genzano di Roma e' stata controllata da questa famiglia per circa 80 anni. Con la Restaurazione e la fine del Feudalesimo, Genzano passo' sotto la dipendenza diretta della Santa Sede che incluse nella sua giurisdizione anche Nemi, Civita Lavinia (Lanuvio) e Ardea. Il 23 settembre 1828 Genzano prese il titolo di 'Civitas' per volere di Papa Gregorio XVI. Con la fine del potere papale Genzano entro' a far parte dello Stato italiano. Tra la fine del 1800 e l'avvento del Fascismo, Genzano fu teatro di lotte sociali, in particolare ci furono duri scontri tra i contadini per la distribuzione della terra. Durante la Seconda Guerra Mondiale, a causa di bombardamenti aerei a seguito dello sbarco di Anzio, Genzano subi' ingenti danni. Tra il 31 gennaio 1944 e 14 aprile 1944 piu' di 100 persone persero la vita e Genzano fu quasi rasa al suolo. COSA VEDERE A GENZANO Chiesa Collegiata della Santissima Trinita': E' una chiesa cattolica progettata con un'architettura a croce latina con tre navate e un abside semicircolare. All'interno della chiesa e' conservato un pulpito in legno scolpito in oro con un rilievo al centro che rappresenta la consegna della Regola di San Benedetto da Norcia. Interessanti anche le quattordici tavole raffiguranti le Stazioni della Croce e un olio su tela che rappresenta l'Assunzione. Sulla cupola sono raffigurati i quattro evangelisti. Santa Maria della Cima: Conosciuta tra gli abitanti di Genzano anche come Duomo Vecchio, la chiesa era uno dei principali siti religiosi della citta'. La facciata e' in stile barocco e dispone di una grande trabeazione dorica. Il portale ha un frontone curvo. L'interno e' progettato a navata unica che si apre sulle due cappelle e i tre altari. Tra le opere d'arte si puo' ammirare un dipinto della Madonna con Bambino e San Filippo Neri, oltre a un grande crocifisso. Chiesa dell'Annunziata: E' una chiesa cattolica che presenta una facciata a due ordini: toscano e ionico. La chiesa e' a navata unica lungo la quale si trovano due altari laterali. La volta e gli affreschi dell'abside raffigurano sei sibille, Dio Padre, gli Evangelisti, l'Assunzione, Sant'Agostino e Santa Monica. Chiesa dei Cappuccini: Il 24 Febbraio 1629 fu consacrata la chiesa annessa al convento dei Cappuccini. A causa della difficolta' di portare acqua corrente presso il nuovo monastero, i frati cappuccini nel 1637 decisero di lasciare il convento e stabilirsi a Nemi dove il Duca Giuliano Cesarini II finanzio' la costruzione della Chiesa di San Francesco d'Assisi e il convento adiacente. Palazzo Sforza-Cesarini: E' un palazzo storico ed e' anche uno tra i piu' belli edifici monumentali della zona dei Castelli Romani. L'architettura dell'edificio e' tipica dei palazzi settecenteschi e intorno a questo e' stato realizzato anche un grande giardino, che oggi e' un parco pubblico. Villa Antonini: La residenza e' stata progettata su due livelli. Dopo un'operazione per ripulire la vegetazione intorno alla villa sono stati trovati due blocchi di pietra lavica che probabilmente venivano usati per coprire un corridoio attraverso il quale si accedeva direttamente alla villa. Fontane Clementina: Costruite sulla strada Livia e dedicate ai Papi Clemente XIII e Clemente XIV, le fontane hanno una vasca a forma di sarcofago con due anelli, un rilievo raffigurante spirali, uva e una maschera di Bacco. Orto Botanico: E' un bellissimo giardino all'inglese costruito intorno alla meta' del 1800 per volere del duca Sforza Cesarini Lorenzo. Esso copre 92.000 metri quadrati e si estende dalla parte vecchia del paese verso il lago. Nell'orto botanico di Genzano si possono ammirare esemplari di alberi sempreverdi, come cedri del Libano, sequoie e querce

VILLA DEI QUINTILI

VILLA DEI QUINTILI  Apri
Loc. VIA APPIA ANTICA, 290, ROME, ITALY - LAZIO  Navigatore
44 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Rione IV Campo Marzio, Castel Gandolfo, Città del Vaticano
  Brochure PDF
La Villa dei Quintili e' un sito archeologico situato in Roma, tra il V miglio dell'Appia antica e il settimo chilometro della via Appia nuova.Lungo le vie consolari, come e' noto, i Romani costruivano le loro tombe. La villa dei Quintili sorse in un luogo storicamente prestigioso, all'altezza delle due antiche tombe a tumulo attribuite dalla tradizione agli Orazi e ai Curiazi. Accanto al fundus da loro acquistato - confinante con quello di Erode Attico - era situata tra le altre la sepoltura di Tito Pomponio Attico, l'amico di Cicerone. Fu forse per questa ragione che il primo reperto di cui si ha notizia, il sarcofago contenente le spoglie di una fanciulla in ottimo stato di conservazione trovato nel 1485 presso il casale tenuto dai frati di Santa Maria Nova, fu ritenuto essere quello di Tulliola, la figlia di Cicerone, ed esposto al Palazzo dei Conservatori finche' non si dovette seppellirlo nuovamente.Durante gli anni venti del Novecento furono fatte nuove scoperte, del tutto casuali: le grandi statue acefale di Apollo citaredo e di Artemide, oggi al Museo nazionale romano a Palazzo Massimo, e - nel 1929 - i resti di una villa rustica al km 7 della via Appia. La qualita' delle sculture ritrovate nei pressi ha fatto considerare questo impianto come pertinente anch'esso alla Villa dei Quintili. I reperti sono esposti nell'Antiquarium della villa. Nel 1998-2000 e' stata condotta una campagna di interventi sistematici, tesa ad esplorare ulteriormente e a rendere visitabili le emergenze principali della villa. Con l'occasione, sono emersi nuovi ambienti dell'area di residenza privata e parte dell'area di rappresentanza, e si e' resa piu' evidente l'interconnessione tra i vari spazi. La Soprintendenza ha successivamente promosso altre due campagne di scavo, una tra il 2002 ed il 2004, l'altra tra il 2007 ed il 2009 che hanno riportato alla luce una grande porzione dei giardini porticati, di un'altra grande parte dell'area di rappresentanza e delle stanze del tepidarium tra le due aule termali del calidario e del frigidario. Tra l'Appia e l'area centrale sono state scavate le estremita' dello xystus, lungo quasi 300 metri. Dal grande ninfeo sull'Appia Antica proviene la statua della Niobe, oggi esposta nell'antiquarium. Nel 2011 e' stata utilizzata dal regista Woody Allen per le riprese del film To Rome with love, quale esempio di architettura termale dell'Antica Roma.

LATINA

LATINA  Apri
Loc. LATINA, ITALY - LAZIO  Navigatore
14 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Cisterna di Latina, Sezze, Segni

Negli iniziali progetti di bonifica, il fascismo aveva previsto per l''Agro pontino uno sviluppo esclusivamente rurale, senza la nascita di nuovi centri urbani di notevoli dimensioni. Presto pero il commissario governativo per la bonifica, Valentino Orsolini Cencelli, si rese conto che i preesistenti comuni di Cisterna e Terracina erano insufficienti a coprire le esigenze dei pionieri. Il progetto di un nuovo centro amministrativo punto quindi sulla localita del Cancello del Quadrato dove sorgevano gia piccoli insediamenti. La prima pietra della nuova citta, il cui progetto era curato secondo i canoni dell''architettura razionalista [senza fonte]da Oriolo Frezzotti, venne posta il 30 giugno del 1932, nel totale silenzio dei giornali italiani come aveva disposto lo stesso Mussolini, fortemente contrario al progetto. La stampa estera, al contrario, esalto la costruzione di Littoria dedicando ad essa ampi articoli. Mussolini cambio idea e il 18 dicembre dello stesso anno, partecipo alla solenne cerimonia d''inaugurazione. La nascita della nuova citta fece il giro del mondo. Il territorio comunale fu creato ricavandolo in larga parte da quello dell''attuale Cisterna di Latina (all''epoca Cisterna di Roma, poi dal 1935 Cisterna di Littoria), ma anche dai comuni di Nettuno e Sezze. Fu eretta a capoluogo della neonata provincia nel 1934. La propaganda fascista sfrutto l''opera della bonifica e la inseri all''interno della battaglia del grano, per combattere la crisi economica successiva all''autarchia. Mussolini si recava spesso nelle ex paludi e sono note le immagini propagandistiche di Mussolini che si mostra intento a lavorare il grano a torso nudo, insieme ai coloni. Il comune di Littoria fu popolato con l''immigrazione massiccia di coloni soprattutto veneti, friulani ed emiliani, oggi denominati nell''insieme comunita venetopontine, ai quali furono consegnati i poderi edificati dall''Opera Nazionale Combattenti, similmente a quanto operato nei limitrofi comuni della pianura.

FAGIOLO CANNELLINO DI ATINA D.O.P.

FAGIOLO CANNELLINO DI ATINA D.O.P.  Apri
Loc. FROSINONE FR, ITALIA - LAZIO  Navigatore
35 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Collepardo, Vallecchie, Rendinara
Il fagiolo Cannellino di Atina e' un fagiolo dal colore bianco opaco e dal gusto delicato. E' cosi' tenero che e' l'unico fagiolo che non deve essere messo in ammollo prima della cottura. Nell'antichita' era regalato ad amici e parenti come dono prezioso. Un po' di storia Le testimonianze dell'importanza di questo prodotto risalgono al 1800. Gia' nel 1811 Demarco definisce il 'Fagiolo Cannellino di Atina' di ottima qualita' e Cirelli nel 'Il Regno delle due Sicilie' (Vol.III 1855/60) fornisce dati statistici molto significativi sulla sua produzione (nel 1853 era pari a '2500 tomoli annui')

GOLF CLUB: MAREDIROMA

GOLF CLUB: MAREDIROMA  Apri
Loc. VIA ENNA, 30, ARDEA RM, ITALIA - LAZIO  Navigatore
39 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Lanuvio, Genzano di Roma, Albano Laziale
9 buche, par 35, disegnate attorno a tre laghetti alimentati da sorgenti naturali, costituiscono un percorso molto tecnico, oltre che divertente, che puo' mettere in difficolta' anche i giocatori piu' esperti. Ha acqua in gioco sul 90% delle buche, offre green veloci, ben difesi e non eccessivamente grandi. Chi si impegna a giocare il par del campo ha bisogno di concentrazione e precisione nei colpi. Chi cerca l'esaltazione del birdie deve assicurarsi una buona dose di coraggio. Il percorso prevalentemente pianeggiante non impone eccessiva fatica ai giocatori. La sua posizione geografica garantisce la possibilita' di giocare tutti i mesi dell'anno

PARCO DEGLI ACQUEDOTTI

PARCO DEGLI ACQUEDOTTI  Apri
Loc. PARCO DEGLI ACQUEDOTTI, VIA LEMONIA, 256, ROME, ITALY - LAZIO  Navigatore
44 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Rione IV Campo Marzio, Città del Vaticano, Grottaferrata
  Brochure PDF
Il Parco degli Acquedotti e' un'area verde di Roma, nel Municipio VII, facente parte del Parco Regionale dell'Appia Antica; e' compreso tra il quartiere Appio Claudio, via delle Capannelle e la linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli, per un'estensione di circa 240 ettari. Il nome deriva dalla presenza in elevato o sotterranea di sette acquedotti romani e papali che rifornivano l'antica Roma: Anio Vetus, Marcia, Tepula, Iulia e Felice, Claudio e Anio Novus. Rappresenta il residuo di un tratto di Agro Romano che originariamente si estendeva senza interruzioni fino ai Colli Albani. In passato l'area era nota come Roma Vecchia dal nome dell'omonimo casale. La zona, destinata a verde pubblico dal Piano Regolatore del 1965, negli anni settanta era stata espropriata e liberata dalle baraccopoli, i cosiddetti borghetti che si addossavano all'acquedotto Felice e verso i quali si era impegnato Don Roberto Sardelli. Sebbene la sovrintendenza avesse provveduto ai restauri, tutto era rimasto piuttosto abbandonato e nuove costruzioni abusive sorgevano di continuo nell'area. Nel 1986, di fronte allo stato di degrado dell'area e al rischio di speculazione edilizia, alcuni cittadini crearono il Comitato per la salvaguardia del Parco degli Acquedotti e di Roma Vecchia. Grazie anche all'appoggio di alcuni intellettuali, come Lorenzo Quilici, il comitato riusci' nel 1988 a far inserire l'area degli Acquedotti nel Parco Regionale dell'Appia Antica. Nel 2011 e' stato realizzato il ripristino idrico e paesaggistico della Marrana dell'Acqua Mariana

FROSINONE

FROSINONE  Apri
Loc. FROSINONE, ITALY - LAZIO  Navigatore
34 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Collepardo, Vallecchie, Rendinara
  Brochure PDF

Frosinone divenuta capoluogo di provincia nel 1926, e' situata nel cuore della Ciociaria a 291 mt sul livello del mare e circondata dai monti Ernici, Lepini e Aurunci. La citta ha origini antichissime e fece parte della lega Volsca, periodo in cui le venne dato il nome di Frusino. Passo poi sotto il dominio di Roma e nel Medioevo fu dominata da Bizantini e Longobardi. Fu poi conquistata da Carlo Magno nel 798 e conobbe altri domini come quello della Chiesa dei Saraceni dei Normanni e degli Angioini. Nel 1350 fu distrutta da un terremoto e ricostruita nel 1527. Dopo la sua ricostruzione fu dilaniata da altri saccheggi fino ai danni subiti durante la seconda guerra mondiale, pertanto non troviamo molte tracce dell'antichita. Da vedere: Il Santuario della Madonna del Canneto: Si trova in Val di Comino ed e' il piu famoso dei numerosi santuari di questa terra profondamente religiosa. L'Abbazia di Montecassino : Fu fondata da San Benedetto e vi studio il grande teologo e filosofo Tommaso D'Aquino prima di recarsi a Parigi. Le altre due abbazie da visitare sono quella di Casamari, vicino a Veroli, in stile gotico-cistercense e la Certosa di Trisulti situata sopra Collepardo. La Cattedrale di Agnagni con gli splendidi affreschi della Cripta. Il Parco Regionale dei Monti Simbruini: Situato all'estremo nord della Ciociaria e ricco di boschi, fiori e animali Il Parco archeologico della citta di Arce un antico borgo medievale affacciato sulla valle del Liri . Di grande valore troviamo ad Arce anche le chiese di San Bernardo e S. Maria Assunta. La zona denominata 'la via dei vini' ossia l'area compresa fra i comuni di Anagni, Acuto, Serrone, Paliano e Piglio. Un itinerario attraverso 390 ettari di vigneti ricco di monumenti e musei fra cui citiamo il castello medievale di Acuto, antico feudo del Vescovo di Anagni e i resti delle imponenti mura romane a Serrone. Il Museo Archeologico Comunale di Frosinone Il museo raccoglie materiali dei territori circostanti dal periodo preistorico fino all' Eta imperiale.

WWF: OASI ORTO BOTANICO COLLEPARDO

WWF: OASI ORTO BOTANICO COLLEPARDO  Apri
Loc. COLLEPARDO FROSINONE, ITALY - LAZIO  Navigatore
42 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
Altitudine: 600 mt. s.l.m.  Area Rendinara, Morino, Frosinone
L'Oasi e' spettacolare, con circa 500 diverse specie di piante dell'Appennino centrale, alcune straordinarie come la stella alpina appenninica. L'Oasi Orto Botanico di Collepardo si trova in una Zona di Protezione Speciale nel Comune di Collepardo (Fr). L'area, di un ettaro, e' un giardino botanico realizzato interamente dai volontari WWF. Ambiente Collinare, giardino botanico appenninico. Bosco misto di Carpino nero, Leccio, Aceri, Roverella, Orniello, Carpino orientale. L'area e' utilizzata per conservare e riprodurre specie vegetali dell'appennino laziale (monti Ernici). Tra le specie piu' rare c'e' da segnalare la presenza della Stella Alpina appenninica, del Dittamo, e di alcune Orchidee. L'estensione e' di 1 ettaro. Flora e fauna Fauna: si possono osservare nei pressi dell'area tasso, capriolo, cinghiale, istrice, lupo, aquila reale, il corvo imperiale, molti rapaci diurni. Anfibi: rospo comune, rana greca, la rara salamandrina dagli occhiali. Rettili: natrice dal collare, vipera, saettone, biacco. Flora: Oltre alle specie gia' dette, Iris marsica, Limodorum abortivum, Neottia nidus-avis, Aster alpinus, Primula orecchia d'orso, Etilrmodacis tuberosus, Orchidea piramidale, Aceras antropophrum

CARCIOFO ROMANESCO DEL LAZIO

CARCIOFO ROMANESCO DEL LAZIO  Apri
Loc. SEZZE LT, ITALIA - LAZIO  Navigatore
14 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Cisterna di Latina, Latina, Segni
  Brochure PDF
Ingrediente fondamentale della dieta mediterranea, il carciofo accompagna da tempo immemorabile la cultura gastronomica e rurale delle popolazioni del Centro Italia. Le radici della sua coltivazione vengono fatte risalire al tempo degli etruschi, come attestano raffigurazioni parietali rinvenute all'interno di alcune tombe della necropoli etrusca a Tarquinia. Tuttavia, fu solo dopo la seconda guerra mondiale che il carciofo comincio' a diffondersi con sorprendente rapidita', dispiegando pienamente le sue eccellenti proprieta' organolettiche e la grande versatilita' in cucina. Oggi e' un ortaggio assai diffuso nelle regioni centro-meridionali della Penisola, ma e' nel Lazio che si sono sviluppate le cultivar piu' pregiate che fanno del carciofo romanesco il primo e l'unico, fino ad ora in Italia, a essere tutelato a livello comunitario

GERANO

GERANO  Apri
Loc. GERANO RM, ITALIA - LAZIO  Navigatore
40 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Cervara di Roma, Rocca di Botte, Camerata Nuova
Il territorio del comune di Gerano, esteso per circa 1009 ettari, occupa la zona meridionale del complesso montuoso dei Ruffi, a sua volta appartenente alle unita' carbonatiche laziali - abruzzesi. Gli affioramenti calcarei dei monti Ruffi cedono il posto, nella parte degradante verso Gerano, ad arenarie, marne ed argille, che si succedono in ritmica alternanza, risalenti al periodo del Miocene. La presenza della marna e dell'arenaria spiega il frequente incontro nel nostro territorio di suolo sabbioso, che erroneamente viene connesso alla presenza di pietra tufacea, tipica invece di zone vulcaniche. Caratteristica dei depositi arenacei e' quella di possedere una certa permeabilita' per porosita', che si aggiunge a quella per fratturazione; benche' piuttosto ridotta, essa consente delle emergenze sorgentizie, tuttora utilizzate per l'approvvigionamento idrico. Vera ricchezza, pero' e il paesaggio vegetale, il cui valore ambientale e' connesso alla varieta' di specie. La posizione nel centro Italia, l'equidistanza dal mare e dai rilievi appenninici, con possibilita' di contatto tra diverse regioni biogeologiche, il clima favorevole e le abbondanti precipitazioni hanno favorito l'incontro di specie di diversa provenienza. Sono i boschi di castagno ad occupare gran parte del manto vegetale; sfruttati sin dall'epoca romana, vengono tutt'ora governati a ceduo, e utilizzati per la produzione di legno da palificazione. Il castagno oggi rappresenta soprattutto un bene ambientale, considerata la bellezza delle estensioni delle macchie Geranesi. Il dominante castagno viene accompagnato dalla roverella, l'acero campestre, l'orniello, il carpino, il pioppo tremulo e specie piu' rare come l'albero di Giuda e il Maggiociondolo. Anche il sottobosco risulta piuttosto ricco per la presenza di specie importanti come l'agrifoglio, il pungitopo oltre a numerose varieta' di funghi come il porcino (Boletus Edulis), il galletto (Chantarellus) e l'ovulo (Amanita Cesarea). Antichi sentieri boscosi consentono piacevoli passeggiate accompagnate dal canto di numerosi passeriformi; tra questi alcuni molto interessanti perche' consentono di visitare anche altri comuni limitrofi. Percorso Via Rocca d'Elci In prossimita' di Ciciliano, splendidi scorci si aprono salendo sulla Via Rocca d'Elci attraverso la quale si raggiunge la 'Rocchetta' (la Rocca d'Elci), di cui rimangono importanti resti e dalla quale si domina la Valle Empolitana in un grandioso scenario di boschi e pietre sporgenti. Percorso Monte Spina Santa Partendo da Ciciliano sulla strada e' possibile fare una piccola deviazione per visitare la Chiesa campestre di S.Pietro. Si prosegue poi verso il Passo della Fortuna da cui e' ben visibile il Santuario della Mentorella che sorge nel territorio di Guadagnolo (Comune di Capranica Prenestina) arroccato sulle aspre pendici dei Monti Caprini che domina la Valle del Giovenzano da 1030 metri di altezza. Una volta in cima al Monte Spina Santa si puo' godere di uno splendido panorama sulle catene montuose minori dell'antiappennino della Provincia di Roma.

ALBANO LAZIALE

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Loc. ALBANO LAZIALE - LAZIO  Navigatore
30 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
Altitudine: 382 mt. s.l.m.  Area Castel Gandolfo, Genzano di Roma, Grottaferrata
L'edificio di culto principale e' il Duomo. La basilica di San Pancrazio, e' di origine costantiniane, ma fu ricostruita piu' volte durante il percorso dei secoli, fino ad arrivare al XVIII secolo, ultimo periodo in cui fui rimaneggiata la basilica. Situata in piazza Mazzini, viene gergalmente chiamata Chiesa di Santa Maria Rotonda, a causa della forma circolare, in quanto fu eretto sul ninfeo della villa di Diocleziano. Il cisternone, che e' un serbatoio sotterraneo, risale al II secolo, per fini militari fu scavato nella roccia, tutt'oggi ancora utilizzato. Tale cisternone presenta cinque navate su pilastri ed e' coperto da volte a botte. Adiacente al cisternone, c'e' la Chiesa di san Paolo, costruita nel XIII secolo e consacrata nel XVIII secolo. Alle spalle di questa chiesa si possono osservare dei resti della recinzione dell'anfiteatro romano. Villa Ferrajoli, e' originaria del XIX secolo, e' immersa in uno stupendo giardino, ed e' sede del museo civico, che raccoglie reperti della preistoria e dell'eta' romana. Infine, ci sono delle catacombe di San Salvatore, nascosto sotto la chiesa di Santa Maria della Stella, che e' un complesso cemeteriale costruito nel III secolo

CASTEL GANDOLFO

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Loc. CASTEL GANDOLFO - LAZIO  Navigatore
32 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
Altitudine: 404 mt. s.l.m.  Area Albano Laziale, Grottaferrata, Genzano di Roma
Il visitatore che entra per la prima volta nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo non immagina certo di trovarsi di fronte ai cospicui resti di una delle piu' famose ville dell'antichita', l'Albanum Domitiani, la grandiosa residenza di campagna dell'imperatore Domiziano (81-96 d.C.), la quale si sviluppava per circa 14 chilometri quadrati dalla Via Appia fino a comprendere il lago Albano. Le Ville Pontificie si estendono sui resti della parte centrale della residenza, la quale includeva, secondo l'ipotesi formulata da insigni studiosi, anche l'Arx Albana, posta all'estremita' della collina di Castel Gandolfo, dove ora si trova il Palazzo Pontificio, e che un tempo ospitava il centro dell'antica Albalonga. La Villa di Domiziano era ubicata sul versante occidentale della collina, in posizione dominante sul mare Tirreno. Il pendio era stato tagliato in tre grandi ripiani digradanti verso il mare. Il primo, piu' in alto, comprendeva le abitazioni dei servi imperiali, i vari servizi e le cisterne, alimentate dalle sorgenti di Palazzolo - poste sulla sponda opposta del lago - mediante tre acquedotti, ancora in parte esistenti, che riforniscono la Villa papale e l'abitato di Castel Gandolfo. Sul ripiano mediano, delimitato a monte da un grande muraglione di sostruzione, interrotto da quattro ninfei a pianta alternatamente rettangolare e semicircolare, sorgevano il palazzo imperiale ed il teatro. Il ripiano inferiore comprendeva il criptoportico, la grande passeggiata coperta dell'imperatore, lungo in origine circa trecento metri. Il ripiano si spezzava poi in piu' terrazze successive, per lo piu' destinate a giardini, una delle quali comprendeva l'ippodromo. In questa residenza, attrezzata anche per la stagione invernale, ricca di bellezze naturali e di sontuosi edifici, monumenti ed opere d'arte, Domiziano, il calvo Nerone come lo chiamava Giovenale, stabili' quasi in permanenza la sua dimora. Alla morte di Domiziano la villa passo' ai suoi successori, che pero' preferirono stabilire altrove le loro dimore. Adriano (117-138) vi trascorse qualche breve periodo in attesa che fosse portata a compimento la villa presso Tivoli e Marco Aurelio (161-180) vi si rifugio' per alcuni giorni durante la ribellione dell'anno 175. Alcuni anni dopo,Settimio Severo (193-211) vi installo', nella parte piu' a sud, i castra dei suoi fedelissimi legionari partici, i quali vi accamparono stabilmente con le loro famiglie. Iniziava cosi' la decadenza della villa imperiale i cui monumenti, gia' privati delle loro opere d'arte e di ogni prezioso ornamento, furono sistematicamente demoliti per impiegare marmi e laterizi nelle nuove costruzioni che diedero origine al primo nucleo abitativo della cittadina di Albano. Un altro insediamento, prevalentemente di agricoltori, si costitui' a nord della villa sul crinale del lago verso Cucuruttus (l'attuale Montecucco) dando origine assai piu' tardi all'odierna Castel Gandolfo. L'imperatore Costantino (306-337), che aveva allontanato dal territorio i turbolenti legionari partici con le loro famiglie, tra i benefici conferiti alla basilica di San Giovanni Battista, l'attuale cattedrale di Albano, includeva anche la possessio Tiberii Caesaris, cioe' l'area della villa domizianea. Fatta eccezione per alcune memorie di atti censuari o patrimoniali che si riferiscono a queste terre, la storia tace fino al XII secolo. Non cosi' le spoliazioni di marmi e di opere d'arte che continuarono a lungo. Nel XIV secolo il saccheggio divenne sistematico, alla ricerca di marmi per la costruzione del duomo di Orvieto

APPIA ANTICA

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Loc. VIA APPIA ANTICA, ROMA, ITALIA - LAZIO  Navigatore
45 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Rione IV Campo Marzio, Città del Vaticano, Grottaferrata
312 avanti Cristo: il console Appio Claudio da' il suo nome al tracciato di una nuova strada che raggiunge la Campania e poi Brindisi. La principale caratteristica di questa nuova strada e' di essere percorribile con ogni tempo e con ogni mezzo, grazie alla pavimentazione realizzata con grandi pietre levigate e perfettamente combacianti, poggiate su uno strato di pietrisco che assicura tenuta e drenaggio. Con questa tecnica rivoluzionaria la Repubblica e l'Impero potranno costruire la vastissima rete stradale del mondo romano. Quasi sempre rettilinea, larga circa 4,10 metri, una misura che consente la circolazione nei due sensi, affiancata da un duplice percorso pedonale e servita da pietre miliari, l'Appia si merita ben presto l'appellativo di Regina viarum, la Regina delle strade. Lungo le prime miglia sorgono numerose installazioni funerarie, seguendo la legge che vietava di seppellire i morti entro la cinta sacra del Pomerio: monumenti di illustri famiglie, ma anche colombari di confraternite costituite per dare ai propri affiliati una degna sepoltura; cimiteri subdiali o sotterranei propri di particolari comunita' etniche o religiose. Si crea e si stratifica cosi un patrimonio eccezionale di testimonianze storiche, culturali e artistiche di grandissimo valore

LIPU: PARCO NATURALE DI PANTANELLO

LIPU: PARCO NATURALE DI PANTANELLO  Apri
Loc. CISTERNA DI LATINA - LAZIO  Navigatore
1 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
  Area Segni, Sezze, Latina
Il Parco di Pantanello e' il risultato di un complesso e articolato intervento di ingegneria naturalistica che ha consentito di convertire una azienda agricola, attivita' fino al 1995, in una zona umida di notevole valenza ambientale e conservazionistica. Il Parco naturale di Pantanello e' situato all'interno del Monumento Naturale 'Giardino di Ninfa', istituito dalla Regione Lazio nel 2000 ed ha una superficie di circa 100 ettari. Il Monumento Naturale ricade interamente nel comune di Cisterna di Latina (LT). Le aree umide, che coprono circa 12 ettari di superficie, sono costituite da stagni, acquitrini e ambienti paludosi, prati umidi e piccoli corsi d'acqua corrente, sono caratterizzate da differenti valori ecologici. I cinque stagni hanno una profondita' che varia dai 0.20 ai 1.20 metri ed occupato complessivamente 11 ettari; tre nuclei boschivi, radure e incolti completano il mosaico ambientale dell'area. Sono oltre 100 le specie ornitiche censite tra le quali la rara moretta tabaccata, l'airone rosso, il biancone e il falco di palude

KIWI DI LATINA IGP

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Loc. LATINA LT, ITALIA - LAZIO  Navigatore
13 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
Altitudine: 2 mt. s.l.m.  Area Cisterna di Latina, Sezze, Segni
  Brochure PDF
Il kiwi nasce in Cina piu' di settecento anni fa, dove gia' alla corte del Gran Khan se ne apprezzava il sapore squisito e la polpa color smeraldo. Questo frutto arriva in Nuova Zelanda solo nel 1906 grazie a dei missionari che, al loro ritorno dalla Cina, portarono con se' delle piantine selvatiche di 'Actinidia Deliciosa'. Le piante rampicanti di Uva Spina Cinese - cosi' era chiamato all'epoca il kiwi - furono inizialmente coltivate come viti ornamentali da giardino; solo piu' tardi, all'inizio degli anni Cinquanta, dopo lunghi e ripetuti studi ed esperimenti, si riusci' ad ottenere la prima varieta' commerciale. I Neozelandesi nel '59 la battezzarono con il nome dell'uccello simbolo della loro nazione: il kiwi. Venti anni dopo la pianta e' arrivata nella nostra penisola e la sua coltivazione si e' estesa sia nelle zone settentrionali sia in quelle meridionali. La pianta del Kiwi esiste in due varieta': la femminile e la maschile. La prima produce fiori e frutti, mentre il seconda solo fiori che servono per impollinare. Il kiwi si consuma generalmente al naturale, opportunamente sbucciato, ma puo' essere utilizzato anche per marmellate, gelatine di frutta, guarnizioni di dolci oppure impiegato nella preparazione di sciroppi e liquori. Vera e propria miniera alimentare, grazie all'elevato contenuto in vitamina C e la ricchezza di fibra alimentare, il kiwi contiene anche la pectina. Questo componente ha la proprieta' di gelificare in presenza di zuccheri, donando all'organismo un appagante senso di sazieta'. Inoltre contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, svolgendo un effetto di controllo sulla glicemia e programmando l'assorbimento del glucosio in modo lento e continuo, condizione questa assai vantaggiosa per chi soffre di diabete mellito. La sua ricchezza di vitamina C rende il kiwi anche un valido prodotto cosmetico naturale. Per esempio schiacciandone la polpa e amalgamandola con del miele, si ottiene una efficace maschera di bellezza rigenerante per il viso

ARTENA

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Loc. ARTENA ROME, ITALY - LAZIO  Navigatore
18 Km da WWF: OASI GIARDINI DI NINFA
Altitudine: 294 mt. s.l.m.  Area Segni, Rocca di Papa, Cisterna di Latina
La citta' di Artena, da numerosi scavi archeologici eseguiti sul Piano della Civita, deve ritenersi che ci fosse un centro abitato di origine volsca, appartenente a quel mondo romanico-italico costituitosi alla vigilia delle guerre puniche, intorno al IV e V secolo a.C.. Elementi caratteristici di questo periodo sono le mura poligonali, che lasciano traccia dei confini entro cui sorgeva la citta'. Dibattuto e' il nome da attribuire ad essa: alcuni storici propendono per Ecetra, altri per Artena (centro volsci poi scomparsi dalle documentazioni storiche). Alcuni storici identificano la citta' con la latina Foretum o Fortinum, da cui sarebbe derivato Monsfortinum, ovvero Montefortino, nome che il luogo ebbe durante il medioevo fino al 1873. Di sicuro Artena fu centro romano, ben collegata grazie a vie di comunicazione come la Labicana, la Latina e l'Appia. Ce lo dimostrano i resti archeologici sparsi nelle varie parti del territo rio: ruderi, vasellame, statue, cisterne, pozzi, incisioni lapidarie. Nel medioevo Artena fu feudo arroccato sulla montagna con il nome di Montefortino. Originariamente in mano ai Conti di Tuscolo, passo' ai Conti di Segni (XIII secolo), molto legati al Papato, che la tennero in mano fino al 1495, quando il re di Francia Carlo VIII assediando il castello lo espugno' e lo affido a Prospero Colonna. Ai Colonna lo tolse Papa Adriano VI per breve periodo, affidandolo al figlioGiovanni Borgia, ma lo riebbero subito dopo l'avvento del nuovo Papa, Giulio II. Con difficolta' direttamente dipendenti da questioni ereditarie, i Colonna tennero il paese sotto il loro dominio sorretti tendenzialmente da spirito ghibellino. Proprio per questo sentimento antipapale, Montefortino subi' tre distruzioni : la prima sotto Clemente VII (1526), la seconda sotto Paolo II (1543), la terza e piu' violenta sotto Paolo IV (1557). Tuttavia gli abitanti, dotati proverbialmente di una certa fierezza, trovarono ogni volta il coraggio di riedificare le proprie abitazioni. Nel 1559 il paese ebbe una guida femminile, rappresentata da Orinzia, da Virginia, Porzia, Claudia, e Tuzia Colonna. Toccando poi in eredita' a Marzio Colonna, che non era un buon amministratore, Montefortino fu venduto nel 1614-15 al Cardinale Scipione Borghese, nipote di Papa Paolo V. Molto deve il paese a questo Cardinale, perche' sotto la sua guida il paese cambio volto: progetto e realizzo un vero e proprio piano regolatore, modificando interamente l'assetto urbano. Tra le innovazioni le piu' importanti sono la Piazza della Vittoria, la Porta Maggiore (Arco Borghese), la via del Borgo, la via Nuova, il Convento dei Francescani e l'osteria (l'odierno Asilo S. Marco) con stanze e sale a piu' piani. Inoltre completo' e abbelli il palazzo iniziato dai Colonna, dopo la distruzione del 1557. Al Cardinale successe alla guida di Montefortino Marcantonio Borghese, che si prodigo' per mantenere pace e ordine. In seguito il paese fu retto da amministratori locali, sempre per conto del casato Borghese. Durante il periodo napoleonico, eredito il castello Camillo Borghese, che sposo la sorella di Napoleone, Paolina, ebbe una brillante carriera, divenendo principe francese ed essendo decorato della gran croce della Legion d'onore. Partecipo' con il grado di generale a quasi tutte le campagne di Napoleone, anche a quella di Russia. Per la vita movimentata non ebbe molto tempo da dedicare a Montefortino, nonostante abbia fatto restaurare la chiesa di S. Croce. Nel periodo risorgimentale, grazie anche al tentativo di Pio IX di introdurre istituzioni democratiche, gli animi degli abitanti si accesero di patriottismo; qualcuno partecipo' come volontario alle guerre di indipendenza. Durante la repressione della Repubblica Romana (1849), ospite di Montefortino fu Giuseppe Garibaldi, incaricato allora di respingere la truppe n

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LAZIO


La regione prende il nome dal popolo dei Latini che ne furono i fondatori nel IX sec. a.c. Culla della civiltà occidentale e della cultura cristiana, di leggende e di storia, di vie antiche e di colline verdeggianti: questo è il Lazio, regione dell'Italia centrale bagnata dal mar Tirreno, percorsa dalle acque del fiume Tevere e caratterizzata da un territorio in prevalenza collinare e montuoso ma pianeggiante in prossimità della costa. La regione offre paesaggi che si contrappongono e si completano, scenari naturali intatti e orizzonti spettacolari racchiusi tra i centri urbani. Il visitatore può addentrarsi in paradisi di straordinaria bellezza anche dentro le mura cittadine: ne è un esempio Villa Borghese a Roma, Capitale d'Italia, il più famoso parco cittadino dove passeggiare, anche in bicicletta. La villa è molto interessante anche per la possibilità di visitare la Galleria Borghese ed i suoi capolavori. Il Lazio è anche una regione di terme, la cui storia è legata alle numerose fonti di acqua curativa che ebbero un enorme sviluppo durante l'epoca romana, sia nell'età repubblicana che in quella imperiale. I romani costruirono sontuosi bagni termali di cui esistono spettacolari testimonianze, disseminate in tutto il territorio, come per esempio le Terme di Caracalla, nel cuore di Roma. Tivoli è un'altra località termale ma il suo nome è legato principalmente alle bellezze artistiche che custodisce. La sua fama è dovuta alle ville monumentali: Villa D'Este, caratterizzata da splendide fontane, giardini e dal palazzo, magnificenza del periodo rinascimentale e Villa Adriana, antica residenza dell'imperatore Adriano. Le due ville sono state inserite dall'UNESCO nell'elenco dei siti Patrimonio dell'Umanità. A chi preferisce il mare la regione offre delle autentiche perle come Gaeta, Sabaudia, San Felice Circeo, Sperlonga e le isole Pontine, con Ponza, Ventotene a Palmarola , mentre gli amanti del lago non potranno fare a meno di andare a Bracciano dove si trova un'incantevole distesa d'acqua circondata dal verde intenso della natura circostante, con l'imponente castello Odescalchi in mezzo. Passeggiare nelle stradine medioevali dei paesini al ridosso delle rive del lago, darà la percezione di quanto questi luoghi siano legati non solo all'impero romano ma anche ad epoche e civiltà diverse. Ne è un esempio il lago di Bolsena, nel viterbese, il lago più grande di origine vulcanica d'Europa dal quale emergono due isole, Bisentina e Martana, che al fascino della natura che le circonda e agli splendidi panorami, uniscono la storia con le tracce lasciate dagli Etruschi e dai Romani e dai periodi storici che si sono succeduti. Non saranno, infine, delusi gli amanti della montagna, che nel Lazio troveranno ottime località sciistiche come il Terminillo, Livata e Campo Staffi. Visitare queste terre lascia il ricordo di luoghi unici, di emozioni intense, ma anche la chiara percezione dello scorrere inesorabile del tempo, che motiva tutti i tentativi, da parte di chi ci ha preceduto, di sfidare i secoli lasciandoci qualcosa di sé.

Da Vedere: Roma ed i Suoi monumenti di cui citiamo solo i principali: Il Colosseo, La Citta del Vaticano con in famosi musei vaticani e la Cappella Sistina dipinta da Michelangelo Buonarroti, La Fontana di Trevi, i Fori Imperiali, Piazza di Spagna e piazza Navona. Gli scavi etruschi di Tarquinia in provincia di Viterbo. Il Lago di Bolsena: Il lago più grande del Lazio che ha avuto origine da un vulcano spento. Vi sono presenti due piccole isole, la Bisentina e la Martana caratterizzate da un'incontaminata macchia mediterranea. Il Lago di Bracciano: Si tratta del più famoso lago del Lazio soprattutto per i suoi dintorni ricchi di bellezze naturali e testimonianze archeologiche.

Gastronomia e Vini: La gastronomia laziale è di origine popolare e contadina. I piatti tipici sono gli spaghetti all'amatriciana, gli spaghetti alla carbonara, le bruschette. Gli gnocchi alla romana che sono fatti con semolino e cotti nel latte, vengono aggiunti torlo d'uovo, burro e formaggi, dopodiché vengono gratinati. Come secondi i piatti i più famosi sono l'abbacchio alla cacciatora, ossia un agnello di latte preparato con aglio,rosmarino, vino bianco acciughe e peperoncino e i saltimbocca alla romana, fettine di vitello ripiene di prosciutto e salvia. Troviamo poi vari tipi di formaggi pecorini, che in stagione vengano mangiati con fave fresche, scamorze e salumi. Fra i dolci troviamo i maccheroni alla noci e la torta di Pasqua. Per quanto riguarda i vini si producono il Frascati superiore D.O.C. composto da uve di Trebbiano, Malvasia e Greco e l'Est! Est! Est! di Montefiascone D.O.C. di uve di Trebbiano e Malvasia di Candia.