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wwf: oasi pantagno di pignola - escursioni punti di interesse attrazioni a pignola
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  WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA


WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a PIGNOLA Potenza Lagopesole Muraglione

CASTEL LAGOPESOLE

CASTEL LAGOPESOLE  Apri
Loc. CASTEL LAGOPESOLE, POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
26 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
Altitudine: 772 mt. s.l.m.  Area San Fele, Acerenza, Atella
Castel Lagopesole (comunemente Lagopesole, Lu Cuastiedd in aviglianese) e' una delle frazioni di Avigliano, in provincia di Potenza, che conta 652 abitanti. Lagopesole e' nota per il suo passato svevo, legata alle figure di Federico II e di suo figlio Manfredi ma anche per essere stato uno dei luoghi di rifugio dei briganti guidati da Carmine Crocco. Alla sommita' di Lagopesole si trova un castello, attribuito a Federico II e costruito probabilmente fra il 1242 ed il 1250 (sebbene altri ritengano che risalga all'epoca normamna, o ancor prima a quella saracena). Una peculiarita' che contraddistingue questo castello da tutti gli altri attribuiti a Federico II di Svevia e' la presenza, al suo interno, di una chiesa vera e propria (non una semplice cappellina, unico esempio, appunto, tra tutti quelli risalenti a quell'epoca imperiale), in un austero stile romanico, che i restauri effettuati negli ultimi anni del XX secolo hanno portato alla luce e consegnato ai posteri nel suo originario splendore.Nell'Ottocento il castello fu rifugio dei briganti, capeggiati da Carmine Donatelli Crocco, che il 7 aprile 1861 lo occupo' con altri 400 briganti. Su di esso, come su altri castelli lucani, si sono tramandate disparate leggende

PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI

PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI  Apri
Loc. MONTI ALBURNI, PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI, SICIGNANO DEGLI ALBURNI - BASILICATA  Navigatore
40 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area Castelcivita, Muraglione, Serre
Qui la natura e' protetta! Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, secondo parco in Italia per dimensioni, si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano-lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison, nonche' i contrafforti costieri del M. Bulgheria e del M. Stella. Alle straordinarie emergenze naturalistiche, dovute alla notevole eterogeneita' del territorio, si affiancano il carattere mitico e misterioso di una terra ricca di storia e cultura: il richiamo della ninfa Leucosia, alle spiaggie dove Palinuro lascio' Enea, dai resti delle colonie greche di Elea e Paestum, alla splendida Certosa di Padula. E quanto altro potrete trovare in una terra ancora tutta da scoprire

MONTICCHIO LAGO PICCOLO

MONTICCHIO LAGO PICCOLO  Apri
Loc. LAGO DI MONTICCHIO PICCOLO, ATELLA, POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
43 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
Altitudine: 693 mt. s.l.m.  Area Monteverde, San Fele, Melfi
Situati alla falda sud occidentale del monte Vulture, occupano le bocche crateriche dell'antico vulcano. Pur comunicando tra loro, i laghi presentano un diverso colore: il Lago Piccolo ha un colore verdastro il Lago Grande verde oliva. I laghi, entrambi di forma ellittica, sono separati da un istmo largo 215 m. Il Lago Piccolo ha una superficie di 16 ettari e perimetro di 1800 m, presenta sponde ripide che scendono fino ad una profondita' di 38 m. Il Lago Grande con una superficie di 38 ettari e perimetro di 2700 m, occupa una cavita' imbutiforme, con bassifondi estesi per gran parte del bacino, che solo a nord si inabissano fino a 36 m. Il lago piccolo a quota 658 m viene alimentato da sorgenti subacquee, da qui l'acqua defluisce attraverso un ruscello con portata di 57 litri al secondo, nel Lago Grande, a quota 656 m. Entrambi i laghi hanno la temperatura piu' elevata dei laghi d'Italia. Tra le specie vegetali lungo le rive si ricordano roveri e faggi, nelle acque le ninfee. La riserva naturalistica fa parte del comune di Atella, e' dotata di un'estensione pari a 187 ettari ed e' caratterizzata, per via del microclima, da una faggeta di bassa quota. Fu istituita nel 1971, con lo scopo principale di tutelare la Acanthobrahmaea, una rara farfalla notturna scoperta nei boschi di Monticchio dallo studioso altoatesino Federico Hartig nel 1963, che ne costituisce l'unica specie europea della famiglia delle Brahmaeidae.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA BASILICATA

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA BASILICATA  Apri
Loc. VENOSA - BASILICATA  Navigatore
44 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
Altitudine: 421 mt. s.l.m.  Area Lavello, Atella, Melfi
  Brochure PDF
Il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata consente, per la prima volta, di poter esporre nella restaurata sede di Palazzo Loffredo i risultati delle importanti ricerche condotte negli ultimi anni nella Basilicata centrosettentrionale e, al tempo stesso, costituisce una vetrina della complessa realta' archeologica di una regione che e' stata luogo privilegiato dell'incontro tra genti di stirpe e di cultura diversa, al centro del Mediterraneo. L'importanza della ricerca archeologica in Basilicata e la varieta' delle diverse situazioni sono ben esemplificate dal sistema dei Musei Archeologici Nazionali sul territorio che si e' andato formando in questi ultimi anni. Il sistema comprende i musei di Matera, Metaponto e Policoro (in provincia di Matera), dedicati rispettivamente alla preistoria del territorio murgiano e alle colonie greche di Metaponto e Siris-Herakleia, e i musei di Melfi, Venosa, Grumento e Muro Lucano (in provincia di Potenza), dedicati alle genti daunie e nord-lucane del Melfese, alle citta' romane di Venusia e Grumentum e alle ville romane del territorio potentino. Ubicato nella prestigiosa sede di Palazzo Loffredo, residenza nobiliare ceduta in comodato dal Comune di Potenza alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata e' dedicato a Dinu Adamesteanu, figura di studioso di assoluto rilievo internazionale, oltre che fondatore dell'archeologia lucana

CANESTRATO DI MOLITERNO I.G.P.

CANESTRATO DI MOLITERNO I.G.P.  Apri
Loc. MOLITERNO PZ, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
38 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area Sarconi, Grumento Nova, San Chirico Raparo
Il Canestrato di Moliterno e' un formaggio tipico della Val d'Agri in Lucania, Basilicata. Il nome del comune Moliterno, in provincia di Potenza, deriva dal latino molcretum che significa luogo dove si fa il latte, ad indicare la zona particolarmente vocata per la lavorazione del latte e la stagionatura dei fomaggi. Il nome canestrato, invece, deve la sua origine ai canestri, i contenitori appositi dove la cagliata viene pressata a mano per renderla compatta. Il Canestrato di Moliterno ha acquisito la certificazione IGP nel 2010 che vale solo per quello stagionato nei fondaci tipici della zona di Moliterno, la corretta terminologia sarebbe quindi Canestrato di Moliterno Stagionato in Fondaco IGP. I fondaci sono dei magazzini realizzati in muratura, posti ad almeno 700 metri s.l.m., con due aperture per garantire una corretta areazione e parzialmente interrati. I fondaci venivano usati fin dall'antichita' come magazzini per conservare i cibi e sono tutt'oggi diffusi in tutto il Sud Italia. Il disciplinare prevede, inoltre, che il canestrato di Moliterno, prima di essere commercializzato, rechi impresso il marchio posto a fuoco su ogni forma

CACIOCAVALLO SILANO D.O.P.

CACIOCAVALLO SILANO D.O.P.  Apri
Loc. BASILICATA, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
19 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area Potenza, Acerenza, Pignola
  Brochure PDF
Il ''Caciocavallo Silano'' e', senza alcun dubbio, fra i piu' antichi e tipici formaggi a pasta filata delZone di produzione Mezzogiorno d'Italia. Della sua produzione ne accennava gia' Ippocrate, nel 500 a.C., discorrendo dell'arte usata dai greci nel preparare il ''Cacio''. Con Reg. CE 1263/96 il Caciocavallo Silano ha ottenuto l'ambita D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) europea entrando, cosi' nel gotha dei prodotti che potranno fregiarsi dei marchi di tutela comunitari. Tale marchio garantisce la genuinita' e salubrita' del ''Caciocavallo Silano'', formaggio prodotto esclusivamente con latte intero fresco proveniente da allevamenti bovini situati nei territori elencati nel Disciplinare di produzione depositato a Bruxelles, secondo un processo di lavorazione, minuziosamente definito nella medesima norma, che affonda le sue radici nella piu'ale. Il Caciocavallo Silano e' marchiato a fuoco forma per forma ed etichettato con etichette alfanumeriche. Per tutelarne la produzione e' nata, nel Dicembre del 1993 ad iniziativa di alcuni produttori, il Consorzio di Tutela Formaggio Caciocavallo Silano. Gli scopi del Consorzio, al quale attualmente aderiscono numerose aziende agricole e caseifici, sono quelli di promuovere iniziative che mirino alla tutela di tale produzione attraverso un'attenta verifica dei livelli qualitativi del prodotto ed un'adeguata campagna d'informazione che ponga in guardia il consumatore dalla presenza sul mercato di numerosi formaggi venduti sotto la denominazione ''caciocavallo'' prodotti pero', spesso, con latte o cagliata d'importazione. L'area di produzione del ''Caciocavallo Silano'', configurata a macchia di leopardo, si colloca in prevalenza lungo la dorsale appenninica meridionale, riunendo specifici ambii territoriali di ben nota vocazionalita' situati nelle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, in una sintesi storico-culturale-ambientale a difesa di una produzione tipica meridionale

CASCATE U UATTENNIERE

CASCATE U UATTENNIERE  Apri
Loc. SAN FELE POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
34 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area Atella, Lagopesole, Monteverde
Il torrente Bradano scorre nelle prossimita' di San Fele ,per arrivare alle cascate si prende la strada San Fele-Rapone,passando da via Umberto °,e dal Calvario.Dopo circa 1 km dall'uscita da San Fele si arriva ad una curva con incrocio sulla destra,dove esiste un tratturo comunale e li' ci sono le indicazioni in legno (prima del ponte e della fontana),che indicano le cascate .Lasciare qui' la macchina e scendere a piedi alle cascate..Sono circa 400 mt. Suggerimento: Meglio scarpe da trekking o sportive e con un bastone tra le mani..mostrare un po' di attenzione perche' puo' essere anche a tratti scivoloso e pertanto pericoloso.Sopratutto per i bambini che devono sempre essere accompagnati dai genitori e/o dagli adulti.Seguire le indicazioni riportate sulle frecce in legno che si trovano sul sentiero.Un altro percoso e' lasciare la macchina in via Umberto ( vicino al bar-ristorante Tipicamente )a San Fele e proseguire a piedi per loc.Levatelle.un percorso di cira 1,5 km in andata.Stare attenti perche' si passa da un sentiero sopra la prima cascata che e' stretto e puo' essere pericoloso

LAGO DI PIETRA DEL PERTUSILLO

LAGO DI PIETRA DEL PERTUSILLO  Apri
Loc. GRUMENTO NOVA - BASILICATA  Navigatore
35 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
Altitudine: 52 mt. s.l.m.  Area Sarconi, Moliterno, San Chirico Raparo
Il lago di Pietra del Pertusillo e' un lago artificiale situato nel territorio dei comuni di Grumento Nova, Montemurro e Spinoso. Il lago e' stato costruito tra il 1957 e il 1962, a sbarramento del fiume Agri, con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, la quale concesse all'ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania l'esecuzione dei lavori. Si trova a 532 metri di altitudine sul livello del mare, ed ha una capienza massima di 155 milioni di metri cubi d'acqua. La diga e' nata nei pressi della localita' montemurrese Pietra del Pertusillo, cosi' chiamata poiche' il fiume, in quella zona, passava fra due rocce come se vi fosse un pertugio. Il paesaggio circostante e' ricoperto da boschi che scendono fino alle sponde del lago (alcuni alberi perfino oltre, risultando parzialmente sommersi dalle acque). Il lago e' utilizzato per la pesca sportiva e per gare di canottaggio nazionale, oltre che tappa obbligata nel ferragosto della val d'Agri. La flora circostante e' costituita principalmente da alberi di castagno, cerro e faggio, accompagnati da specie arboree ed arbustive quali l'acero montano e il pioppo. Tra gli arbusti troviamo il nocciolo, il biancospino e la rosa selvatica. La fauna e' costituita da diversi mammiferi quali volpi, donnole, faine, ricci, ghiri e specie rare o minacciate di estinzione come il moscardino e il gatto selvatico. Fra gli uccelli sono presenti l'airone cenerino, i germani reali, i moriglioni. Si possono avvistare in periodo riproduttivo lo svasso maggiore, la folaga e la cannaiola. Sono presenti anche delle specie protette quali il nibbio reale, lo sparviero, il falco pecchiaiolo, il picchio rosso e l'upupa e specie rare o minacciate di estinzioni come il gufo e il corvo imperiale. La fauna ittica che popola le acque del lago e' ricca di trote, boccaloni, anguille e carp

VENOSA

VENOSA  Apri
Loc. VENOSA POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
45 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area Lavello, Melfi, Atella
Venosa (Veno'se in dialetto lucano) e' un comune italiano di 12.035 abitanti in provincia di Potenza nell'area del Vulture. E' uno dei 196 comuni iscritti all'associazione I borghi piu' belli d'Italia, assieme ad altri quattro della regione: Acerenza, Castelmezzano, Pietrapertosa e Guardia Perticara. Venosa e' sita nel nord della Basilicata su un altopiano compreso tra due valli ed e' circondata da una rigogliosa vegetazione e da numerose alture. L'escursione altimetrica del territorio venosino varia dai 177 m. s.l.m. agli 813 m. s.l.m., gran parte del centro cittadino pero' sorge ad una quota variabile tra i 400 m. s.l.m. ed i 430 m. s.l.m.. La casa municipale si trova ad un'altitudine di 415 m. s.l.m.. Il clima e' di tipo temperato-sublitoraneo con estati calde e secche ed inverni piuttosto freddi e umidi. Non e' raro superare i 40° in estate ed andare al di sotto dello zero in inverno. La media pluviometrica si aggira intorno ai 700mm annui, con i picchi precipitativi nel periodo autunnale ed invernale. I mesi estivi, invece, sono quelli piu' secchi. La neve fa la sua comparsa ogni inverno con una media di 20 cm/anno circa.

SAN MAURO FORTE

SAN MAURO FORTE  Apri
Loc. SAN MAURO FORTE MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
42 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area Accettura, Tricarico, Ferrandina
San Mauro Forte si trova arroccato su un'altura, situato in una posizione dominante che sovrastra l'intera valle del torrente Salandrella, primo tratto del fiume Cavone. Immerso nei dolci declivi della Basilicata, il piccolo borgo e' circondato da un paesaggio collinare e da spettacolari uliveti, che lo rendono celebre come 'Citta' dell'Olio', grazie alla sua eccellente produzione del prodotto base della dieta mediterranea. Il suo territorio confina a nord con i comuni di Salandra (14 km), Oliveto Lucano (15 km) e Garaguso (17 km), a est con Ferrandina (31 km), a sud con Craco (25 km) e Stigliano (31 km), e a ovest con Accettura (14 km). Dista 70 km da Matera e 66 km dal capoluogo di regione Potenza. San Mauro Forte e' compresa nel territorio della Comunita' Montana Collina Materana

FAGIOLO DI SARCONI IGP

FAGIOLO DI SARCONI IGP  Apri
Loc. SARCONI PZ, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
37 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area Moliterno, Grumento Nova, San Chirico Raparo
  Brochure PDF
Il Fagiolo di Sarconi IGP presenta una forma ovale o tondeggiante e si caratterizza per la polpa tenera, che lo rende particolarmente digeribile. Viene prodotto prevalentemente nelle varieta' Borlotto e Cannellino, ha colore chiaro e puo' presentare striature scure. Realta' economica prettamente agricola da sempre, Sarconi aveva, gia' nei tempi passati, nel fagiolo la sua coltura principe; si trattava, pero', di piccoli appezzamenti di terreno sufficienti a malapena a soddisfare i bisogni familiari, causa l'atavica consuetudine di dividere tra gli eredi, in parti uguali, ogni bene immobile posseduto, abitazione o terreno che fosse. Gia' in passato la particolarita' dell'acqua di irrigazione faceva del Fagiolo di Sarconi un prodotto di qualita' superiore la cui fama, pero', restava circoscritta nella maggior parte dei casi al solo territorio comunale, con la rara eccezione di qualche commerciante extraregionale che usava scambiarli con altri prodotti. Successivamente si sono dovute vincere innumerevoli resistenze, soprattutto quelle riguardanti l'aspetto economico per l'acquisto del materiale di primo impianto, affinche' i contadini di Sarconi abbandonassero il tradizionale metodo di irrigazione a scorrimento. Alla fine le caratteristiche piu' funzionali del nuovo sistema irriguo a pioggia furono finalmente apprezzate e totalmente accettate. Si pote' pensare cosi' di qualificare ed incrementare la produzione del fagiolo. Il Fagiolo di Sarconi IGP puo' essere conservato in frigorifero per 4-5 giorni. Se per molto tempo il fagiolo e' stato consumato come alimento 'povero' alternativo alla carne, oggi e' protagonista di una dieta equilibrata, utilizzato come ingrediente di numerosi piatti: dalle zuppe ai risotti, dai minestroni ai contorni. Il Fagiolo di Sarconi e' particolarmente apprezzato perche' cuoce a 'prima acqua', cioe' rapidamente, grazie alla combinazione di alcuni elementi microclimatici favorevoli. Questo tipo di cottura, data la rapidita', consente di realizzare un prodotto cotto a pasta fluida e di gusto piacevole

GROTTA DI PERTOSA AULETTA

GROTTA DI PERTOSA AULETTA  Apri
Loc. GROTTE DI PERTOSA-AULETTA, MURAGLIONE SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
28 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area Sicignano degli Alburni, Castelcivita, Serre
Le Grotte si trovano sui Monti Alburni, nei pressi del fiume Tanagro, immerse nel cuore di una natura spettacolare. L'intero complesso delle Grotte si estende per una lunghezza di circa tremila metri, sospesi tra terra e acqua, in un'alternanza cosi' suggestiva da emozionare chiunque. Cio' che rende uniche queste grotte e' il fiume sotterraneo Negro: un fiume proveniente dalle piu' recondite profondita' che offre un affascinante ed inconsueto viaggio in barca immersi in un silenzio magico, laddove luci ed ombre si incontrano e si confondono in un gioco sempre nuovo, rimanendo incantati dallo scrosciare della grande cascata naturale. I principali processi che intervengono nella formazione delle grotte (appunto i fenomeni di speleogenesi) si possono raggruppare come segue: & azione delle soluzioni acquose, con la loro capacita' di esercitare la corrosione sui calcari e di ridepositare carbonato di calcio in forma di concrezioni; & azione delle acque in quanto operano un'erosione meccanica sul letto dei fiumi sotterranei ed esercitano il trasporto e la deposizione di sedimenti; & azione della gravita' che determina crolli delle volte e delle pareti di cavita' gia' formate; ne risultano ammassi di detriti, spesso di grossi blocchi, al suolo. Inoltre, i principali fattori geologici responsabili della genesi, distribuzione, orientazione ed evoluzione delle cavita' carsiche sono gli elementi tettonici, ed in particolare: fratture, pieghe, faglie, giacitura e spessore degli strati. Le fratture svolgono un ruolo importantissimo: in primo luogo consentono alla roccia affiorante di offrire alle acque chimicamente attive una superficie inclinata piu' ampia su cui esercitare il loro potere erosivo; in secondo luogo permettono alla dissoluzione di interessare anche l'interno della massa calcarea oltre che la superficie. Cosi' facendo, i sistemi di fratturazione condizionano fortemente la distribuzione e la direzione di maggior sviluppo delle cavita' sotterranee. Tuttavia, nell'ambito di un massiccio carbonatico non tutte le fratture rivestono lo stesso ruolo: l'influenza di queste nei confronti delle cavita' dipende fortemente dalla loro apertura, inclinazione e orientamento. Infatti le acque di infiltrazione, nell'attraversare la zona di sottosuolo non satura (non piena d'acqua), preferiscono generalmente fratture piu' aperte ed inclinate, o verticali. Il riconoscimento dell'importanza archeologica delle Grotte di Pertosa-Auletta e' da attribuire ai primi scavi condotti tra il 1897 ed il 1898 da Paolo Carucci e Giovanni Patroni. I due diedero interpretazioni diverse della frequentazione umana nella cavita': il primo sottolineo' il carattere puramente abitativo, mentre il secondo il carattere cultuale. Nei successivi scavi fu ritrovata una struttura lignea simile ad una vera e propria palafitta. E' con le indagini moderne e con l'abbassamento del livello del bacino creato per lo sfruttamento idroelettrico del torrente ipogeo che viene confermata la presenza di strutture lignee altrimenti invisibili, con il recupero di materiali sommersi

TRICARICO

TRICARICO  Apri
Loc. TRICARICO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
32 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
Altitudine: 652 mt. s.l.m.  Area Accettura, San Mauro Forte, Acerenza
Sapori orientaleggianti, influssi normanni e forme medievali si intrecciano a comporre Tricarico, cittadina di circa 6 mila abitanti in provincia di Matera, nel cuore della Basilicata. Posizionata a 698 metri s.l.m., abbraccia un territorio vasto e estremamente ricco, variegato nelle linee e nei colori: prevalentemente montuoso, con quote massime che superano i 1000 metri, e' tappezzato di fitti boschi di cerri e querce ma comprende anche valli e teneri prati. Tra gli esemplari d'albero piu' interessanti c'e' l'anziana roverella che vive tra le contrade di Calle e San Marco, che coi suoi 600 anni di eta' e' entrata a far parte dei monumenti naturali della Regione. Oltre al nucleo centrale, Tricarico comprende tante costellazioni di borgate sparse nella campagna, dove le famiglie si dedicano principalmente alla pastorizia e all'agricoltura. Ad incoraggiarle contribuisce anche il clima, mite come ci si aspetta dalle zone meridionali d'Italia: le temperature medie di gennaio, il mese piu' freddo, raramente si abbassano di molto al di sotto dello zero, e anche le estati si mantengono gradevolmente fresche. Luoghi di culto, palazzi signorili, scavi archeologici e piazze vivaci: a Tricarico sono innumerevoli le testimonianze storico-artistiche che ne fanno una meta degna di essere assaporata con calma, cogliendo ogni scorcio e ogni dettaglio. Da vedere il Convento del Carmine, con i suoi splendidi affreschi, e la cattedrale di Santa Maria Assunta, realizzata per volere di Roberto II il Guiscardo, sede dell'incoronazione di Luigi I d'Angio' a re di Napoli nel 1383. Tra le costruzioni piu' antiche spiccano le mura, con le loro antiche porte d'accesso: porta Fontana risale al Duecento e conserva tuttora i cardini in pietra di una volta, mentre le altre sono le porte del Monte, della Ra'bata, della Saracena e delle Beccarie. Quest'ultima ha due piccole nicchie dotate di una mensola, in cui una volta si incastravano le lanterne che consentivano di entrare in citta' nelle ore notturne. Anche la torre normanna e' molto antica, ma ancora di grande effetto: alta 27 metri , con mura di 5 metri di spessore, regala uno scenario mozzafiato a chi abbia il coraggio di scalarla. In piu', se ci si posiziona sulla pietra che si trova proprio al centro del tetto, si ode la propria voce rimbombare come all'interno di una grotta. Tra i palazzi a carattere civile ci sono il palazzo ducale, oggi sede del Museo Archeologico, e numerose residenze nobiliari erette tra Quattrocento e Seicento. La presenza di un importante Museo Archeologico e' giustificata dall'abbondanza di scavi che sono stati effettuati nella zona, molti dei quali osservabili all'aperto sul sito stesso: e' il caso delle aree archeologiche della Serra del Cedro, citta' lucana del VI secolo a.C., e di Piano della Civita, risalente invece al IV secolo a.C. Interessante anche l'insediamento di Calle, di eta' romana, dotato di un antico impianto termale, e la villa romana di Sant'Agata col suo prezioso pavimento musivo. Ma la testimonianza storica piu' appassionante di Tricarico e' forse rappresentata dai semplici vicoli del centro, che seguono un andamento diverso a seconda che appartengano a un quartiere di origine araba o normanna. Le zone arabe della Ra'bata o della Saracena hanno una struttura a labirinto, con strade principali da cui si diramano le viuzze secondarie, mentre le aree normanne del Monte e del Piano presentano una pianta regolare, con le strade disposte ortogonalmente, mosse d

GROTTE DI PERTOSA

GROTTE DI PERTOSA  Apri
Loc. MURAGLIONE SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
28 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
Altitudine: 243 mt. s.l.m.  Area Sicignano degli Alburni, Castelcivita, Serre
Le grotte di Pertosa che si snodano per circa 2500 metri atraverso gallerie, cunicoli e caverne immense. Le Grotte di Pertosa (il cui nome ufficiale e' Grotte dell'Angelo di Pertosa

FAGIOLI BIANCHI DI ROTONDA D.O.P.

FAGIOLI BIANCHI DI ROTONDA D.O.P.  Apri
Loc. POTENZA - BASILICATA  Navigatore
8 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area Pignola, Lagopesole, Acerenza
I Fagioli Bianchi di Rotonda sono prodotti in provincia di Potenza, nei comuni di Rotonda, Viggianello, Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore. I terreni su cui vengono coltivati i Fagioli Bianchi di Rotonda sono situati nella valle del Mercure. Le principali caratteristiche qualitative sono l'elevato contenuto proteico della granella; il tegumento molto sottile, e infine l'aspetto dei baccelli che si presentano completamente bianchi, con semi di dimensioni maggiori, di forma caratteristica tonda/ovale e senza screziature. Le tecniche agronomiche di coltivazione utilizzate per la produzione si caratterizzano per la marcata presenza nel processo produttivo dell'uomo e dell'utilizzo di strumenti propri della valle del Mercure, come l'utilizzo esclusivo di tutori di castagno per il sostegno dei fagioli ottenuti dai boschi presenti nella suddetta Valle. La tecnica utilizzata per la coltivazione e' la stessa che si e' tramandata nel corso degli anni con una serie di operazioni colturali eseguite interamente a mano, come la realizzazione della struttura di sostegno dei fagioli rampicanti, la scerbatura, la raccolta del prodotto. Per l'impianto di sostegno dei fagioli vengono utilizzati pali di castagno di varia dimensione secondo l'utilizzo del sistema a postarella o a rete, per la crescita dei fagioli rampicanti. Famosa la Sagra del Fagiolo Bianco di Rotonda che testimonia il forte legame che tra questo prodotto e il territorio. Nel 2004, i Fagioli Bianchi di Rotonda sono stati inseriti nell'elenco dei prodotti tradizionali della Regione Basilicata

PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE

PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE  Apri
Loc. PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
43 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area Grumento Nova, Sarconi, Moliterno
Un viaggio nell'Appennino Lucano tra natura, storia e arte Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano-Val d'Agri-Lagonegrese e' un'estesa fascia di area protetta interamente compresa nel territorio della Basilicata, il cui perimetro comprende alcune delle cime piu' alte dell'Appennino Lucano, richiudendo a ventaglio l'alta valle del fiume Agri. Posto a ridosso dei Parchi Nazionali del Pollino e del Cilento ne rappresenta un area di raccordo e di continuita' ambientale. E' il Parco Nazionale piu' giovane d'Italia, istituito con DPR dell'8 dicembre 2007, la cui notevole estensione longitudinale ne fa un'area ricca di una serie di interessanti biotopi, che vanno dalle fitte faggete delle alture, al caratteristico abete bianco, fino alle distese boschive che si alternano a pascoli e prati. Le tante aree coltivate sono il segno della forte presenza della mano dell'uomo in questo Parco che, come dimostrano l'area archeologica di Grumentum e le numerose mete religiose, fin dall'antichita' si presenta come uno splendido crocevia di tradizioni, arte, cultura e fede

CASALBUONO

CASALBUONO  Apri
Loc. CASALBUONO SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
41 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area Morigerati, Lagonegro, Moliterno
Casalbuono sorge su una collina dalla cui sommita' e' possibile ammirare tutto il Vallo di Diano. E' attraversata dal fiume Calore che nasce da Serra Malombra, tra Moliterno e Lagonegro, scorre per circa 10 Km in Basilicata e scende sotto il Murgione (Cozzarra) per Piazza Cardilli, S. Antuono dove passa sotto il Ponte del Re. Prosegue poi per altre contrade fino ad arrivare nel Vallo di Diano dove assume il nome di Tanagro. Secondo la tradizione popolare, Casalbuono fu fondata nel 915 d.C. dai profughi di Cesariana, citta' romana distrutta in quell'anno dai Saraceni. In quel tempo fu indicata con il nome di Casalnuovo (cosi' denominato fino al 1883). Secondo i primi documenti, il paese fu feudo della badia benedettina di S. Maria di Cadossa e denominato Casalnuovo di Cadossa. Il paese venne raso al suolo al tempo del Principe Manfredi e venne ricostruito grazie a Carlo I D'Angio' che esento' la popolazione dal pagamento delle tasse per tre anni. Nel corso dei secoli ha subito varie distruzioni e sul paese esercitarono il loro dominio: i Sanseverino, i Cordona, i Cleps ed i De Stefano, che abitarono al castello baronale, situato nella parte piu' alta del paese dalla quale si poteva controllare tutta la zona. Ancora oggi, e' possibile ammirare il Castello Baronale, luogo avvolto da storia e mistero, oggetto di curiosita' e di voglia di conoscere il passato. Il borgo e' immerso nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, circondato da ettari di boschi e natura. Si caratterizza principalmente per i sentieri escursionisitici che portano allo scoperta dei meravigliosi paesaggi e per il suo borgo medievale, ancora ricco di abitazioni, monumenti ed edifici storici di grande valore artistico. Un merito che va attribuito al Comune di Casalbuono e' quello di aver promosso la tutela e la valorizzazione del Fagiolo di Casalbuono come prodotto Prodotto Tradizionale di Alta Qualita'. Il progetto ha visto protagonisti un gruppo di agricoltori custodi locali, supportati dall'Universita' della Basilicata, dal Centro di Ricerca per l'Orticoltura CRA-ORT di Pontecagnano, dall'Amministrazione Comunale, dalla Comunita' Montana 'Vallo di Diano', dalla Provincia di Salerno. Si tratta di un progetto che ha inteso, da un lato recuperare gli ecotipi locali di questo straordinario prodotto, dagli impareggiabili caratteri organolettici, tutelandone quindi la biodiversita', e dall'altro valorizzare la produzione attraverso il processo di certificazione.

ACERENZA

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Loc. ACERENZA POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
29 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
Altitudine: 776 mt. s.l.m.  Area Lagopesole, Potenza, Venosa
Sorge a 833 m s.l.m. nella parte nord-orientale della provincia. Confina con i comuni di: Oppido Lucano (10 km), Cancellara (12 km), Forenza (14 km), Pietragalla (16 km), Genzano di Lucania (19 km) e Palazzo San Gervasio (24 km). Dista 37 km da Potenza e 74 km dall'altra provincia lucana Matera. Assieme ai comuni lucani di Venosa, Castelmezzano, Pietrapertosa e Guardia Perticara, e' considerato uno dei borghi piu' belli d'Italia dall'associazione omonima, che comprende in totale 196 localita' della penisola. La cattedrale e' un pregevole monumento, tra i piu' importanti della regione: risalente all'XI secolo, fu consacrata nel 1080 in stile romanico con influenze gotiche. Ha una grande abside e un interno a tre navate con importanti tavole cinquecentesche, una cripta del 1524, sulle cui pareti vi sono degli affreschi di Giovanni Todisco da Abriola. Sia la facciata sia i campanili sono stati ritoccati nel corso dei secoli; la cupola sulla crociera e' del XIX secolo. All'interno della sacrestia emerge un busto di Giuliano l'Apostata; un passaggio consente di girare attorno al coro e di ammirare le absidi in pietra squadrata. Di recente sono stati ritrovati, dopo alcuni scavi, le fondamenta di un battistero adiacente la cattedrale

MOLITERNO

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Loc. MOLITERNO - BASILICATA  Navigatore
38 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area Sarconi, Grumento Nova, San Chirico Raparo
Moliterno sorge arroccato intorno al suo bellissimo castello medievale, edificato in epoca tardo-angioina. Si tratta di un'opera imponente composta da due torri merlate che testimoniano le diverse dominazioni nel territorio lucano. Intorno al castello si sviluppa il centro storico, caratterizzato da pittoreschi viottoli acciottolati stretti e in salita, su cui sfilano antiche abitazioni in sasso ed eleganti palazzi nobiliari. Poco distante dal borgo, a soli 5 Km, sorge l'Oasi Naturale del Faggeto, una riserva che custodisce al suo interno diverse specie ed esemplari fondamentali per l'ecosistema della Val d'Agri, area lucana dove e' situato il borgo. Come gia' denota il nome, l'Oasi e' particolarmente ricca di faggi, alberi tipici della vegetazione appenninica, ma ospita anche numerosi aceri, tigli, cerri, querce, carpini neri, lecci. Dall'alto della sua vista, il piccolo borgo lucano offre un panorama spettacolare, fondendosi in un armonia di luci e forme, sullo sfondo delle vallate montuose. Moliterno e' situato quasi al confine con la regione Campania e fa parte della Comunita' Montana Val d'Agri, con un'estensione territoriale di circa 97 Kmq. La sua economia e' sempre stata a carattere prevalentemente agricolo e pastorale, da questa si e' sviluppato l'importante patrimonio culinario che contraddistingue il borgo lucano, divenuto celebre proprio per la produzione del formaggio pecorino. Una realta' piccola, ma sempre attiva e fortemente legata alle proprie tradizioni, tanto rievocare ogni anno, attraverso i numerosi eventi promossi dalle associazioni culturali locali, i canti, i balli e i costumi del passato.

PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE

PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE  Apri
Loc. PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
31 Km da WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA
  Area San Mauro Forte, Tricarico, Aliano
Il cuore verde della Basilicata ll Parco, che ha un'estensione di 27.027 ettari, protegge un'ampia area posta al centro del territorio regionale che presenta importanti valori naturalistici, storici ed etno-antropologici: la foresta di Gallipoli Cognato estesa per oltre 4.200 ettari; il bosco di Montepiano formato da imponenti esemplari di cerro, macchia mediterranea con residui nuclei di leccio, rocce di arenaria, che formano i bizzarri profili delle Dolomiti Lucane di Castelmezzano e Pietrapertosa, resti della fortificazione della citta' lucana edificata nel IV sec. a.C. sulla sommita' del Monte Croccia

Escursioni e attrazioni in BASILICATA vicino a PIGNOLA Potenza Lagopesole Muraglione: 'CASTEL LAGOPESOLE'   'PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI'   'MONTICCHIO LAGO PICCOLO'   'MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA BASILICATA'   'CANESTRATO DI MOLITERNO I.G.P.'   'CACIOCAVALLO SILANO D.O.P.'   'CASCATE U UATTENNIERE'   'LAGO DI PIETRA DEL PERTUSILLO'   'VENOSA'   'SAN MAURO FORTE'   'FAGIOLO DI SARCONI IGP'   'GROTTA DI PERTOSA AULETTA'   'TRICARICO'   'GROTTE DI PERTOSA'   'FAGIOLI BIANCHI DI ROTONDA D.O.P.'   'PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE'   'CASALBUONO'   'ACERENZA'   'MOLITERNO'   'PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE'  

BASILICATA


Prima della conquista dei Romani il nome antico della regione era Lucania (dal nome dell'antica popolazione). La Basilicata inizia ad essere così chiamata intorno al IX. - X. secolo dopo Cristo. Questo nome deriva da Basilikos, appellativo del funzionario dell'Impero Bizantino che governava la Regione, che, dopo la dominazione romana, divenne territorio dell'Impero Bizantino. La regione Basilicata si trova tra la Calabria e la Puglia, nella parte meridionale dell'Italia. Non si visita la Basilicata per caso, si sceglie infatti di soggiornare in questa terra solo se si ha voglia di vivere un'esperienza diversa, immergendosi in luoghi dove silenzio, colori, profumi e sapori portano lontano dal frastuono e dallo stress della vita moderna, regalando sensazioni uniche. I boschi e le foreste che ricoprono le montagne sono costellati da piccoli e suggestivi borghi. Ci sono poi dei luoghi anche a 1000 m di altitudine, dove l'aria pura, i sapori genuini e le bellezze della natura si uniscono alle testimonianze storiche per soddisfare ogni desiderio di conoscenza. Bellissima, e tuttavia ancora poco esplorata, è la zona dei Laghi di Monticchio, una delle aree più spettacolari della Basilicata. Il lago Grande e il lago Piccolo, sono due splendidi specchi d'acqua che occupano i due crateri, ormai spenti, del Monte Vulture e sono circondati da una fitta e lussureggiante vegetazione. La Basilicata è bagnata da due mari: lo Ionio e il Tirreno. La costa ionica, con le due note località di Metaponto e Policoro, offre ampie spiagge di sabbia finissima o di ciottoli, in alcuni tratti circondate da pinete e filari di eucalipto. Il Golfo di Policastro, sul versante tirrenico, presenta una costa alta e frastagliata, dove i promontori a picco sul mare sono intervallati da piccole spiagge lambite da un mare cristallino.

Da Vedere: I 'Sassi di Matera': sono quartieri scavati nella roccia e intagliati in un profondo burrone formato dalle pareti di tufo del torrente Gravina. I 'Sassi' sono considerati Patrimonio Mondiale dell'Umanità e sono protetti dall'Unesco. Museo Nazionale della Siritide: si trova a Policoro, in provincia di Matera e comprende materiali provenienti dagli scavi archeologici di Siris e di Heraclea, citta' greca del V secolo, e da localita' della costa lucana. Castello Normanno di Melfi: Nel Castello Normanno dell'XI secolo e' allestito un Museo in cui sono conservati reperti preistorici, materiali tombali, oreficerie, vasi greci. Parco Nazionale del Pollino, condiviso con la Calabria: si estende per 200.000 ettari e comprende 66 Comuni di cui 22 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera. E' stato istituito come Parco Regionale del Pollino nel 1985 e come Parco Nazionale nel 1990 con l'aggiunta dei territori calabresi (32 comuni sono nella provincia di Crotone). Nel Parco è possibile visitare vari monumenti e reperti archeologici, ruderi di castelli, di rocche di fortificazione, di conventi, di monasteri, santuari, chiese e cappelle, isole linguistiche di origine albanese. Maratea: in provincia di Potenza, è una rinomata località di villeggiatura ed è l'unico sbocco della regione sul mar Tirreno. Maratea è chiamata la 'Perla del Tirreno' per la bellezza della sua costa su cui è situato il porticciolo turistico. E' nota anche come la città delle 44 chiese, ricche di preziose testimonianze artistiche.

Gastronomia e Vini: La gastronomia della Basilicata é influenzata dalle tradizioni culinarie delle regioni confinanti (Campania, Puglia e Calabria). I sapori caratteristici sono pungenti: il peperoncino, le erbe aromatiche. Per il condimento viene utilizzato quasi esclusivamente l'olio d'oliva mentre è ignorato il burro. Elemento base è la carne di maiale: i lucani sono dei veri esperti nel trattare prosciutti, salsicce, capicolli e pancetta. Piatti tipici sono ad esempio cotechinata, frittura di maiale, peperonata con carne di maiale, sanguinaccio. Una curiosità: la salsiccia che in molte regioni viene chiamata 'luganega' è originaria della regione e prende il nome dalla Lucania. Oltre al maiale, è utilizzata anche la carne di pecora e agnello. Tra i piatti di pesce segnaliamo zuppe di mare, anguille, trote e baccalà al forno. Per quanto riguarda i primi piatti, la protagonista di ogni pranzo è la pasta fatta in casa nelle sue molteplici forme: fra le più tipiche troviamo orecchiette, cavatelli, strozzapreti, fusilli e strascinate. Tipici della Basilicata sono infatti i &fusilli con le fave' Tra le altre specialità gastronomiche lucane sono da citare i formaggi: scamorze, provole e ricotte. Diffusa la preparazione del caciocavallo, un formaggio che deve il suo nome al metodo di stagionatura: le forme vengono accoppiate ed assicurate a 'cavallo' di un bastone.I tre vini più famosi della Basilicata provengono tutti dal Vulture e sono l'Aglianico, rosso, il Moscato, bianco frizzante, e il Malvasia, tipico vino da dessert. L'Aglianico, ottimo con le carni, è l'unico ad aver ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata. Tra gli altri vini merita una segnalazione l'Aleatico di Rionero.