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la roccia - escursioni punti di interesse attrazioni a agropoli

 BED AND BREAKFAST LA ROCCIA

BED AND BREAKFAST
LA ROCCIA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a AGROPOLI Capaccio Licinella-Torre di Paestum Albanella

OLIO CILENTO DOP

OLIO CILENTO DOP  Apri
Loc. SALERNO - CAMPANIA  Navigatore
45 Km da LA ROCCIA
  Area Vietri Sul Mare, Cava de' Tirreni, Tramonti
  Brochure PDF
L'olio del Cilento DOP si ottiene dalla premitura di olive di cultivar autoctone quali : Ogliarola, Pisciottana, Rotondella, Salella, (cultivar autoctone), oltre a Frantoio e Leccino (cutivar importate). Sul territorio, inoltre, sono presenti altre varieta' locali, che arrivano ad una produzione di non piu' del 15%.L'olio, al consumo, si presenta di colore giallo paglierino dall'animo vivace ed intenso; talora limpido, talora velato. Il gusto dell'olio DOP del Cilento e' delicato, di oliva fresca, sostanzialmente dolce con appena percettibili note vivaci di amaro e piccante. E' discretamente fluido, con chiari effluvi di pinolo e retrogusto di nocciola e mandorla. La presenza di note aromatiche predispone l'uso di quest'olio su piatti di una certa consistenza, tipici dell'area di origine: pesce grigliato, insalate selvatiche, verdure bollite, legumi e primi piatti. Utilizzato a caldo, accompagna tutti le tipologie di soffritti, stufati, sughi, ragu'.

PIOPPI

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Loc. PIOPPI SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
22 Km da LA ROCCIA
Altitudine: 56 mt. s.l.m.  Area Pollica, Acciaroli, Cuccaro Vetere
Usciti da Acciaroli, sulla strada statale, seguendo un sinuoso percorso in direzione sud tra colline e mare splendenti di verdi e azzurri diversi, attraverso localita' antistanti i golfi di Elea-Velia e Palinuro, si giunge a Pioppi. All'epoca di Augusto, poco prima dell'attuale abitato, alle foci del torrente Mortella esisteva un approdo, capace di ospitare navi militari: era uno dei porti della kora di Velia, di cui racconta Strabone, rimasto, in seguito, attivo fino al XIV secolo come possesso della Badia di Cava. Sui declivi adiacenti, verosimilmente, fin dai tempi della colonizzazione di Velia, dovette svilupparsi la vita di un villaggio di pescatori e artigiani. La guerra gotico-bizantina del 535-553 e la successiva caduta di Velia determinarono il momentaneo abbandono del porto, mentre l'arrivo del Longobardi avrebbe provocato la totale desolazione del territorio. La ripresa, nel secolo successivo, fu dovuta all'immigrazione di monaci greci che, protetti dai duchi longobardi, dissodarono terreni, ricercarono fonti e accolsero i profughi, avviando piccoli commerci a partire dai vecchi approdi. Tali comunita' si adunavano nelle edicole, intese come luoghi di culto e centri della vita socio-economica, veneravano, inoltre, la Madonna, Odighitri'a: ossia, colei che guida il cammino. La crescita di nuclei come Pioppi nel Cilento duro' fino alla meta' del IX secolo, quando a Licosa e ad Agropoli si insediarono i Saraceni, forieri di anni terribili. I porti rappresentarono lo sbocco al mare dei cenobi greci, tra cui quello di Santa Maria dei Pioppi e di esso si ha notizia in un documento dell'anno 994 (9) : il toponimo ivi menzionato, per la prima volta, si riferisce agli alberi che, nel Medioevo, vegetavano rigogliosi lungo quel torrente Mortella. Dal 1123, in seguito alla fondazione di Castellabate, i possessi della badia di Cava, posti sotto tale controllo beneficiarono di un'epoca di breve ma notevole floridita', interrotta dalla guerra del Vespro degli anni dal 1282 al 1302 e da un lungo periodo successivo denso di calamita' e di pericolosi attacchi. Le prime famiglie del Seicento a Pioppi furono quelle dei torrieri e del tavernaro, cioe' un doganiere che gestiva la locanda sita in una caupona, ovvero una rudimentale casa fortificata. In seguito l'ordine carmelitano si spinse sul lido dei Pioppi a fondare una cappella della Madonna del Carmine per l'assistenza spirituale e materiale a contadini e pescatori. Cio' dovette avvenire nel 1610. La cappella dei Pioppi divenne meta di pellegrini per il quadro della Madonna, ritenuto miracoloso e tale afflusso fece sorgere una piccola fiera in concomitanza alla festa annuale del 16 luglio. Il Palazzo Vinciprova, fu edificato dai Ripoli di Pollica, famiglia originaria della Catalogna, addivenuta a contese aspre e leggendarie con altre famiglie di quel luogo. Di seguito il Sindaco Sodano, rimasto in carica fino al 1871, lo acquisto' dallo Stato e piu' tardi venne ceduto ai Vinciprova

ACCIAROLI

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Loc. ACCIAROLI - CAMPANIA  Navigatore
23 Km da LA ROCCIA
Altitudine: 13 mt. s.l.m.  Area Pollica, Pioppi, Agropoli
Acciaroli, luogo di vacanze di Pollica, rappresenta al meglio le bellezze del Cilento e della sua costa, il mare e le spiagge di questo territorio. Fuori dai percorsi e dal turismo di massa, da suggestivo borgo di pescatori col passare del tempo e' divenuto localita' turistica balneare di rilevanza nazionale. Pur trascorrendo gli anni, conserva ancora intatto il suo aspetto urbanistico nelle vie del centro storico e nelle case in pietra. E' compreso nel territorio del Parco Nazionale del Cilento. Acciaroli vanta un mare tra i piu' puliti d'Italia, premiato con l'assegnazione, ormai ventennale, della Bandiera Blu della Fee Italia e delle Cinque Vele di Legambiente. Vi sono diverse tipologie di spiagge, ognuna con la sua peculiare caratteristica: dalla spiaggia grande con la sua sabbia fine e dorata, alla spiaggia a ridosso del porto addossata alle caratteristiche casette, per passare a quella delle pietre poco oltre, fino agli scogli del Caleo, unici e particolari

OLIO DEL CILENTO D.O.P.

OLIO DEL CILENTO D.O.P.  Apri
Loc. CILENTO, PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI, STIO SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
14 Km da LA ROCCIA
  Area Capaccio, Castelcivita, Albanella
  Brochure PDF
L'olio extravergine D.O.P. Cilento e' uno dei prodotti d'eccellenza dell' olivicultura nazionale e viene prodotto esclusivamente in 62 Paesi del Parco Nazionale del Cilento, in una Terra da sempre fortemente vocata alla coltivazione dell' olio. L'olio extravergine D.O.P. Cilento si presenta dal colore giallo-oro con buona vivacita' e intensita'. All' esame olfattivo mostra un sentore di fruttato inteso di oliva, con piacevoli note di mela e di foglia fresca. Piccante e amaro al punto giusto, e' un olio per chi ama i sapori tipici. La notevole presenza di note aromatiche fa prediligere l'uso di questo olio su piatti tipici dell' area di origine: a crudo e' ideale sulle grigliate di pesce, sulle zuppe di legumi e minestre di verdure, sulle insalate selvatiche, sulle bruschette e sui primi piatti in genere. Laddove e' richiesto l'uso a caldo, l'olio extravergine di oliva D.O.P. Cilento, e' un insostituibile sostegno che accompagna morbidamente tutti i tipi di soffritti, stufati, sughi, ragu' e via seguito. E che dire della pizza

CUCCARO VETERE

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Loc. CUCCARO VETERE SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
30 Km da LA ROCCIA
  Area Centola, Pioppi, San Giovanni a Piro
Quando si arriva a Cuccaro Vetere il visitatore si trova di fronte a un paesaggio suggestivo. Il borgo infatti e' arroccato sulla sommita' di una bassa collina, quasi come fosse una cittadella. Vi si puo' accedere agevolmente solo dalla parte settentrionale attraversando una strada che proviene dalla SS18. Il centro domina verso sud-est il corso alto del torrente Lambro e le vallate sottostanti che degradano dolcemente verso il mare di Palinuro. Tutt'intorno al paese vi e' una distesa verdeggiante di ulivi, mentre alle spalle del centro abitato si estendono boschi secolari di castagni, querce e pinete che emanano il caratteristico profumo di resina, nei quali e' possibile compiere rilassanti e piacevoli escursioni, fra abbondanti corsi d'acqua che rendono rigogliosa la vegetazione. La dolcezza del paesaggio con le colline circostanti ammantate di uliveti, frutteti e ginestre ed il senso dell'ospitalita' dei Cuccaresi, rendono questo paese il luogo ideale per chi ama la tranquillita' ed il contatto con la natura. Cuccaro Vetere fa parte dell'itinerario, della Comunita' Montana Lambro e Mingardo, 'Tra laure e cenobi' la strada dei monaci basiliani. Fu uno dei presidi difensivi della chora velina, il territorio di influenza della famosa citta' fondata dai greci nel corso del VI secolo a.C. Oggi, Cuccaro Vetere e' un borgo rurale che ha assunto l'aspetto di museo itinerante della civilta' contadina e offre al visitatore, la possibilita' di rinnovare esperienze dei secoli passati, e vivere i momenti della vita quotidiana di un popolo, che ha saputo conservarsi in armonia con la natura.

FICO BIANCO DEL CILENTO DOP

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Loc. SALERNO - CAMPANIA  Navigatore
45 Km da LA ROCCIA
Altitudine: 55 mt. s.l.m.  Area Vietri Sul Mare, Cava de' Tirreni, Tramonti
  Brochure PDF
La Denominazione geografica protetta 'Fico bianco del Cilento' e' riferita al prodotto essiccato della cultivar 'Dottato', pregiata varieta' di fico diffusa in tutto il Mezzogiorno. In particolare, il prodotto tutelato e' quello derivato da uno specifico ecotipo della cultivar Dottato, che si e' andato selezionando e diffondendo nel Cilento nel corso dei secoli: il Bianco del Cilento. Prodotto avente caratteristiche uniche e di assoluto pregio, apprezzate anche all'estero, il 'Fico bianco del Cilento' DOP deve la sua denominazione al colore giallo chiaro uniforme della buccia dei frutti essiccati, che diventa marroncino per i frutti che abbiano subito un processo di cottura in forno. La polpa e' di consistenza tipicamente pastosa, dal gusto molto dolce, di colore giallo ambrato, con acheni prevalentemente vuoti e ricettacolo interno quasi interamente pieno. Tali caratteristiche, considerate di eccellenza per la categoria commerciale dei fichi essiccati, sono appunto i tratti distintivi che qualificano il 'Bianco del Cilento' DOP sui mercati. Confezionati al naturale in diverse forme (cilindriche, a corona, sferiche, a sacchetto) i fichi del Cilento sono commercializzati anche nella maniera antica, posti cioe' alla rinfusa in cesti fatti di materiale di origine vegetale che possono arrivare anche a venti chili di peso. Una preparazione tradizionale ancora in uso e' quella che vede i fichi 'steccati', infilati cioe' in due stecche di legno parallele per formare le 'spatole' o 'mustaccioli'. Il 'Fico Bianco del Cilento' DOP e' posto in commercio anche farcito con mandorle, noci, nocciole, semi di finocchietto, bucce di agrumi (ingredienti provenienti dallo stesso territorio di produzione) o ricoperto di cioccolato, od anche immerso nel rum, con l'obiettivo di ampliare la gamma dell'offerta, soprattutto nel periodo natalizio. Sempre piu' ricercati sono anche i fichi essiccati e poi dorati al forno, soprattutto quelli farciti. Pregiati, ma sempre piu' rari per gli alti costi di preparazione, sono i fichi mondi, senza buccia, dal colore chiarissimo tendente al bianco puro e dal sapore prelibato. Le pregevoli caratteristiche del prodotto cosi' come descritte sono dovute, oltre che alle qualita' intrinseche della varieta' Dottato, anche all'ambiente di coltivazione e di lavorazione dei frutti. Infatti, l'azione mitigatrice del mare e la barriera posta dalla catena degli Appennini alle fredde correnti invernali provenienti da nord-est, insieme alla buona fertilita' del suolo e ad un ottimale regime pluviometrico rappresentano le ideali condizioni pedo-climatiche per la produzione dei fichi del Cilento. Inoltre, va posto giusto rilievo al fatto che, oltre alla coltivazione, anche le fasi di essiccazione e lavorazione del prodotto si svolgono per intero nell'area geografica di produzione, presso strutture agricole ed edifici rurali, in un armonico processo di interazione tra prodotto, uomo ed ambiente. La semplicita' di coltivazione e la resistenza della pianta ad avversita' fitopatologiche, poi, hanno permesso alla coltura di guadagnare anche il gradimento del coltivatore cilentano che ha collocato da sempre il fico nella propria azienda, in coltura specializzata o consociata. Non va dimenticata, inoltre, la funzione svolta da questa coltivazione nel mantenimento del paesaggio e dello spazio rurale, dal quale appare ormai quasi inscindibile

CARCIOFO DI PAESTUM I.G.P.

CARCIOFO DI PAESTUM I.G.P.  Apri
Loc. PAESTUM SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
6 Km da LA ROCCIA
  Area Albanella, Licinella-Torre di Paestum, Agropoli
  Brochure PDF
Il 'Carciofo di Paestum' IGP, noto anche come 'Tondo di Paestum', dal nome dell'ecotipo locale da cui deriva, e' ascrivibile al gruppo genetico dei carciofi di tipo 'Romanesco'. L'aspetto rotondeggiante dei suoi capolini, la loro elevata compattezza, l'assenza di spine nelle brattee sono le principali caratteristiche qualitative e peculiari del 'Carciofo di Paestum', che ne hanno consacrato anche la sua fama tra i consumatori. Anche il carattere di precocita' di maturazione puo' essere considerato un elemento di positivita' conferitogli dall'ambiente di coltivazione, la Piana del Sele, che consente al 'Carciofo di Paestum' di essere presente sul mercato prima di ogni altro carciofo di tipo Romanesco. Altre caratteristiche tipiche del prodotto sono: una pezzatura media dei capolini (non piu' di 4 per gambo per kg di prodotto), peduncolo inferiore a 10 cm, colore verde con sfumature violetto-rosacee, ricettacolo carnoso e particolarmente gustoso. Le caratteristiche commerciali del 'Carciofo di Paestum' sopra descritte sono anche frutto di un'accurata e laboriosa tecnica di coltivazione che gli operatori agricoli della Piana del Sele hanno affinato nel corso di decenni. Il clima fresco e piovoso nel corso del lungo periodo di produzione (febbraio-maggio), che caratterizza tale area, conferisce anche la tipica ed apprezzata tenerezza e delicatezza al prodotto. Le caratteristiche di pregio del 'Carciofo di Paestum' IGP consentono a tale prodotto di essere molto apprezzato in cucina, dove viene utilizzato nella preparazione di svariate ricette tipiche e di piatti locali come la pizza con i carciofini, la crema e il pasticcio ai carciofi, particolarmente graditi ai tanti turisti che visitano la Piana del Sele e in particolare i Templi di Paestum

SPIAGGIA DELLE DUNE FOSSILI E DEL BUONDORMIRE

SPIAGGIA DELLE DUNE FOSSILI E DEL BUONDORMIRE  Apri
Loc. PALINURO, SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
41 Km da LA ROCCIA
  Area Camerota, Cuccaro Vetere, San Giovanni a Piro
La spiaggia delle dune fossili In localita' Saline si possono ammirare spettacolari esempi di dune fossili che costituiscono un ambiente naturale molto particolare, popolato da organismi vegetali che nell'insieme costituiscono una fitocenosi unica, estremamente sensibile ai disturbi antropici e, pertanto, da salvaguardare. Tra il Cretacico inferiore (130 milioni di anni) e il Pleistocene (2 milioni di anni), ad ogni alluvione le acque pluviali trasportarono in mare grande quantita' di materiali terrigeni. Questi crearono lungo la costa, e per un ampio tratto nel mare, una nuvola di torbida che, con tempi variabili a seconda della grandezza granulometrica dei materiali trasportati, si deposito' sui fondali profondi. Per primi si depositarono i granuli piu' pesanti, poi quelli via via piu' leggeri, fino alle polveri argillose. Quando le acque del mare tornavano limpide, iniziava una sedimentazione di tipo marino, prodotta da microrganismi, che copriva il tutto con uno strato di materiale calcareo piu' o meno spesso, a seconda del tempo che trascorreva prima che un'altra alluvione intorbidisse quel tratto di mare, e ripetesse una nuova serie di depositi. Con le trasgressioni marine , le masse suddette di depositi, sono state traslate sulla piattaforma carbonatica preesistente. Su questa nuova configurazione paesaggistica del versante N-O della penisola silentina, i fiumi preesistenti, qualche volta modificati nelle loro antiche giaciture per i sopravvenuti eventi geomorfologici, hanno continuato l'antico lavoro di erosione del terreno, e di trasporto in mare dei materiali erosi. Sono state cosi' depositate quelle sabbie e quei ciottoli in formazione di dune spiaggiate dal mare, rimaste come testimonianza fossile di una delle tante variazioni di livello di questo mare imposte dalle glaciazioni o dal profilo del territorio in sollevamento. La spiaggia del buondormire Per chi va in vacanza nel Cilento, in provincia di Salerno, consiglio di prendere la barca al porto di Palinuro per fare il giro delle grotte presenti lungo la costa. Sono tutte molto belle e ognuna di esse ha un colore diverso. L'ideale, poi, e' farsi lasciare dalla barca nella Spiaggia del Buon Dormire, di fronte l'isolotto del Coniglio, che e', appunto, un isolotto che ha la forma tipica di un coniglio. Fare un bagno li' e' bellissimo e trascorrerete davvero una bellissima giornata.

CAPO PALINURO E LE SUE GROTTE

CAPO PALINURO E LE SUE GROTTE  Apri
Loc. CENTOLA - CAMPANIA  Navigatore
41 Km da LA ROCCIA
  Area Camerota, Cuccaro Vetere, San Giovanni a Piro
Le grotte di Capo Palinuro Parte il viaggio alla scoperta delle grotte di Capo Palinuro: uno dei fondali piu' belli del mediterraneo si aprira' davanti ai vostri occhi nel suo massimo spendore, tra grotte e anfratti che tempestano tutto il capo, sopra e sotto il livello del mare. Un paradiso per i sub alla ricerca di nuove esperienze, ma anche una splendida visita di superficie per i turisti in cerca di esperienze piu' tranquille. CAPO PALINURO Nel Cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo Di Diano, e' uno sperone calcareo che si protende nel mar Tirreno meridionale per circa 2 km e culmina a 203 metri slm alla punta del Telegrafo con pareti a strapiombo sul mare. Ben 35 caverne e grotte sommerse fanno di Capo Palinuro uno dei principali poli di interesse speleomarino del Mediterraneo. La formazione morfologica del capo ha dato origine a specie viventi riscontrabili solo negli abissi a profondita' elevate il che ha reso Palinuro meta di Studiosi provenienti da tutto il Mondo. GROTTA AZZURRA E' la cavita' piu' famosa, ampia e ricca di vita. SALA della NEVE La grande Sala della Neve ha dimensioni di 26 x 45 metri. Sul suo pavimento c'e' una zona caratterizzata da 3 depressioni a forma di imbuto GROTTA VIOLA La grotta Viola fa parte di cavita' comprese nella Cala Fetente. Deve il suo nome alle patine di manganese subito sopra il pelo dell'acqua del laghi interni, che nella parte piu' alta e asciutta riflette alla luce del subacqueo suggestive tinte violacee. CATTEDRALE 2 E' una delle grotte sommerse piu' spettacolari. ha un percorso vagamente a ferro di cavallo lungo 120 metri. CATTEDRALE 1 Grande cavita' sommersa con 4 cupole d'aria interna. E' molto lavata dal mare con pavimento liscio e scarsa vita sulle pareti. GROTTA del LAGO La grotta del Lago e' costituita da due rami perpendicolari fra loro di cui uno subacqueo e uno emerso che convergono in un lago interno. L'ingresso subacqueo e' a circa - 7 metri di profondita' e scende fino a - 11 dove un basso e stretto passaggio immette in una angusta galleria sommersa costellata da diversi speleotem

CENTOLA

CENTOLA  Apri
Loc. CENTOLA - CAMPANIA  Navigatore
39 Km da LA ROCCIA
Altitudine: 311 mt. s.l.m.  Area Camerota, Cuccaro Vetere, San Giovanni a Piro
Nel Cilento il mare si confonde col cielo, e a Centola e' difficile distinguere la roccia naturale, a strapiombo sul Mediterraneo, dalle pietre antiche del borgo, disposte come sculture dimenticate a comporre le casette del centro. A riempire le abitazioni di Centola rimangono, oggi, circa cinquemila abitanti: siamo nella fetta meridionale della Campania, in provincia di Salerno, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Nella bella stagione la popolazione sente, come tanti altri turisti da ogni parte d'Italia, il richiamo della brezza marina, e lascia momentaneamente il comune per stabilirsi nella vicina frazione balneare di Palinuro. I primi indizi di insediamenti umani a Centola risalgono al IV-V secolo d.C.: sono vestigia di un abitato antico, alle spalle del promontorio di Palinuro, costituito da alcune case in pietra e mattoni crudi. Ma le testimonianze storiche piu' interessanti, che vale la pena di ammirare se si trascorre una vacanza nella zona, sono i resti degli impianti difensivi costieri: tra gli edifici piu' imponenti c'e' il Castello di Molpa, eretto dai goti per fermare l'espansione bizantina nel VI secolo, ma sono innumerevoli le torri che costellano la linea litoranea, ristrutturate nel corso del XVIII secolo dopo un lungo periodo di trascuratezza. Un altro gioiello da non perdere a Centola, tutto particolare e dal fascino misterioso, e' il borgo medievale di San Severino. Si tratta di un villaggio fondato nel 1200, creatosi a poco a poco intorno al castello fondato nel 1045 dal normanno Turgisio. Appollaiato sopra il dirupo della Gola del Diavolo e lambito, poco piu' sotto, dal corso del fiume Mingardo, il borgo rappresentava in eta' medievale un'ottima roccaforte difensiva, al riparo dagli attacchi nemici. Oggi l'antico villaggio e' disabitato: molti cittadini hanno preferito spostarsi nella zona della stazione cittadina, e per tanti anni le abitazioni sono state abbandonate all'usura del tempo. Si riconoscono ancora le case di una volta, le viuzze ciottolate e il castello, e si sta cercando di rivalorizzare l'abitato con percorsi tematici e eventi. Molto suggestivo il presepe vivente che viene ambientato qui ogni 28 dicembre. Ma non ci si deve ingannare sull'indole di Centola: non si tratta di una citta' addormentata, e non mancano ne' le occasioni divertenti ne' le attrattive storico-artistiche. Da vedere, ad esempio, il Convento dei Cappuccini, custode di uno splendido altare barocco in legno intagliato, oppure il Palazzo Baronale Lupo: eretto nel XIII secolo ad opera di Ludovico Orazio Bonifacio Lupo, e' un bell'edificio di fattura longobarda. Da non perdere anche il Palazzo Baronale Rinaldi, la Torre Campanaria dell'893 e la Chiesa di San Nicola di Mira, realizzata all'inizio del Seicento in prezioso stile barocco, impreziosita all'interno da una croce in argento e eleganti stucchi. Gli amanti della storia antica apprezzeranno l'Atiquarium, il museo archeologico di Centola, allestito in un edificio degli anni '60 creato appositamente per ospitare la grande quantita' di reperti della zona, per volere dell'Ente Provinciale per il Turismo di Salerno. Ceramiche e utensili in ossidiana sono solo alcuni degli oggetti, risalenti a seimila anni fa, rinvenuti negli scavi di Centola e dintorni a partire dal 1948

FICO BIANCO DEL CILENTO D.O.P.

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Loc. CILENTO, PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI, STIO SA, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
14 Km da LA ROCCIA
  Area Capaccio, Castelcivita, Albanella
  Brochure PDF
La Denominazione geografica protetta 'Fico bianco del Cilento' e' riferita al prodotto essiccato della cultivar 'Dottato', pregiata varieta' di fico diffusa in tutto il Mezzogiorno. In particolare, il prodotto tutelato e' quello derivato da uno specifico ecotipo della cultivar Dottato, che si e' andato selezionando e diffondendo nel Cilento nel corso dei secoli: il Bianco del Cilento. Prodotto avente caratteristiche uniche e di assoluto pregio, apprezzate anche all'estero, il 'Fico bianco del Cilento' DOP deve la sua denominazione al colore giallo chiaro uniforme della buccia dei frutti essiccati, che diventa marroncino per i frutti che abbiano subito un processo di cottura in forno. La polpa e' di consistenza tipicamente pastosa, dal gusto molto dolce, di colore giallo ambrato, con acheni prevalentemente vuoti e ricettacolo interno quasi interamente pieno. Tali caratteristiche, considerate di eccellenza per la categoria commerciale dei fichi essiccati, sono appunto i tratti distintivi che qualificano il 'Bianco del Cilento' DOP sui mercati. Confezionati al naturale in diverse forme (cilindriche, a corona, sferiche, a sacchetto) i fichi del Cilento sono commercializzati anche nella maniera antica, posti cioe' alla rinfusa in cesti fatti di materiale di origine vegetale che possono arrivare anche a venti chili di peso. Una preparazione tradizionale ancora in uso e' quella che vede i fichi 'steccati', infilati cioe' in due stecche di legno parallele per formare le 'spatole' o 'mustaccioli'. Il 'Fico Bianco del Cilento' DOP e' posto in commercio anche farcito con mandorle, noci, nocciole, semi di finocchietto, bucce di agrumi (ingredienti provenienti dallo stesso territorio di produzione) o ricoperto di cioccolato, od anche immerso nel rum, con l'obiettivo di ampliare la gamma dell'offerta, soprattutto nel periodo natalizio. Sempre piu' ricercati sono anche i fichi essiccati e poi dorati al forno, soprattutto quelli farciti. Pregiati, ma sempre piu' rari per gli alti costi di preparazione, sono i fichi mondi, senza buccia, dal colore chiarissimo tendente al bianco puro e dal sapore prelibato. Le pregevoli caratteristiche del prodotto cosi' come descritte sono dovute, oltre che alle qualita' intrinseche della varieta' Dottato, anche all'ambiente di coltivazione e di lavorazione dei frutti. Infatti, l'azione mitigatrice del mare e la barriera posta dalla catena degli Appennini alle fredde correnti invernali provenienti da nord-est, insieme alla buona fertilita' del suolo e ad un ottimale regime pluviometrico rappresentano le ideali condizioni pedo-climatiche per la produzione dei fichi del Cilento. Inoltre, va posto giusto rilievo al fatto che, oltre alla coltivazione, anche le fasi di essiccazione e lavorazione del prodotto si svolgono per intero nell'area geografica di produzione, presso strutture agricole ed edifici rurali, in un armonico processo di interazione tra prodotto, uomo ed ambiente. La semplicita' di coltivazione e la resistenza della pianta ad avversita' fitopatologiche, poi, hanno permesso alla coltura di guadagnare anche il gradimento del coltivatore cilentano che ha collocato da sempre il fico nella propria azienda, in coltura specializzata o consociata. Non va dimenticata, inoltre, la funzione svolta da questa coltivazione nel mantenimento del paesaggio e dello spazio rurale, dal quale appare ormai quasi inscindibile

WWF: OASI DI PERSANO

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Loc. SERRE SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
25 Km da LA ROCCIA
  Area Castelcivita, Sicignano degli Alburni, Albanella
  Brochure PDF
L'Oasi WWF di Persano si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei comuni di Campagna e Serre (Sa). L'area si estende per circa 110 ettari ed e' conosciuta soprattutto per la presenza della lontra, splendido e raro mammifero terrestre a rischio in Italia. Le acque del Sele, con i vicini affluenti, ospitano una delle popolazioni piu' importanti di questa specie: la lontra e' un simbolo, un indicatore ecologico, una garanzia. L'Oasi WWF di Persano, riconosciuta ai sensi della Convenzione di Ramsar quale Area Umida di Importanta internazionale, ha un'estensione di 110 ettari e si trova nella parte alta della Piana del Sele, tra i Comuni di Serre e Campagna (SA), al vertice interno della pianura che a forma di ventaglio si apre verso mare fra i Monti Picentini e i Monti Alburni. L'Oasi e la confinante Tenuta Militare di Persano formano una grande isola verde le cui caratteristiche naturali si sono mantenute pressoche' inalterate. Il percorso natura, tra i piu' attrezzati d'Italia, passa in rassegna i vari punti d'osservazione. Ambiente L'Oasi WWF Persano si trova nella parte alta della Piana del Sele, al vertice interno della pianura che a forma di ventaglio si apre verso mare fra i Monti Picentini e i Monti Alburni. L'area, situata nei Comuni di Serre e Campagna (SA), ha un'estensione di 110 ettari, 70 dei quali occupati dal bacino idrico, ed e' inclusa in un piu' vasto territorio protetto di 3400 ettari, dei quali 2100 appartengono ad un'Oasi Regionale di Protezione della Fauna ed i restanti 1300 sono destinati a zona di ripopolamento e cattura; l'altitudine varia tra i 40 e i 75 m s.l.m. L'Oasi e la confinante Tenuta Militare di Persano formano una grande isola verde le cui caratteristiche naturali si sono mantenute pressoche' inalterate.

COSTA DEL CILENTO

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Loc. CILENTO, CILENTO AND VALLO DI DIANO NATIONAL PARK, STIO, SA, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
9 Km da LA ROCCIA
  Area Agropoli, Capaccio, Albanella
Da Paestum a Sapri, centinaia di chilometri di spiagge, calette, rocce a picco sul mare, grotte segrete e' la costa del Cilento, tra le piu' belle e incontaminate d'Italia. Paesini arroccati e morbide colline fanno da cornice ad uno scenario unico. Dalla riserva di Punta Licosa, con i suoi pini che sembrano tuffarsi nel mare, all'Arco Naturale di Palinuro, un monumento scolpito da madre natura. Ogni anno almeno su dieci spiaggie della costa cilentana sventolano le bandiere blu del FEE e le vele di Legambiente. A pochi passi dal mare le antiche Torri Saracene e il sito archeologico di Velia di grande suggestione. I paesi sulla costa e quelli nell'entroterra nel periodo estivo si animano di spettacoli e sagre dove gustare i prodotti tipici cilentani. La Costiera cilentana la fa da padrone in Campania con ben 10 localita' menzionate nella guidablu di Legambiente e ben 8 localita' che si fregiano della Bandiera Blu FEE. Per quanto riguarda le Vele di Legambiente, lo scettro regionale con 5 vele, il massimo assoluto, spetta a Pollica-Acciaroli e Pioppi, localita' ormai rinomata all'interno del Parco del Cilento, che a livello nazionale si insedia al ridosso del podio. Seguono Positano e Sapri premiate con 4 vele. Sempre con 4 vele ma fuori dal podio Castellabate, Pisciotta ed Anacapri. Con tre vele troviamo Vico Equense, Cetara, Massa Lubrense, Palinuro, Ascea, Camerota, San Giovanni a Piro. Con due vele troviamo Praiano, Amalfi, Vietri sul Mare, Agropoli, Capaccio-Paestum, Procida, Sorrento, Capri. Con una sola vela Ischia. Elenco delle localita' cilentane premiate con Bandiera Blu e/o Vele Legambiente : Pollica (con le frazioni Acciaroli e Pioppi): Bandiera Blu, 5 Vele Sapri: Bandiera Blu, 4 Vele Castellabate (Tresino, Lago, S.Maria, S.Marco, Licosa, Ogliastro Marina): Bandiera Blu, 4 Vele Pisciotta: Bandiera Blu, 4 Vele Centola (con la frazione Palinuro): Bandiera Blu, 3 Vele Ascea: Bandiera Blu, 3 Vele Agropoli: Bandiera Blu, 2 Vele Montecorice-Agnone: Bandiera Blu Marina di Camerota: Bandiera Blu per approdo turistico, 3 Vele San Giovanni a Piro (con la frazione Scario): 3 Vele Capaccio-Paestum: 2 Vele Acciaroli: bandiera bl

MUSEO DI PAESTUM

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Loc. PAESTUM SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
6 Km da LA ROCCIA
Altitudine: 314 mt. s.l.m.  Area Albanella, Licinella-Torre di Paestum, Agropoli
Fondata dai greci intorno al 600 a.E.V., si chiamava inizialmente Poseidonia, da Poseidone, o Nettuno, dio del mare, al quale la citta' era stata dedicata. Tra il 400 e il 273 avanti fu occupata dalla popolazione italica dei lucani. Nel 273 divenne colonia romana col nome di Paestum. Ma e' indubbio che la fondazione della citta' fosse preceduta dall'impianto di una fattoria commerciale sulla sponda sinistra e presso la foce del fiume Silaros e che le condizioni malariche del terreno indussero poi i primitivi coloni a spostare il centro abitato verso oriente, su un banco calcareo leggermente rialzato sulla pianura e sul litorale, lungo il corso di un'altro fiume minore (fiume Salso o Capofiume). Dall'impianto primitivo sul Silaros sviluppo' il porto marittimo e fluviale della citta' e presso di esso sorse il Tempio di Era Argiva, che divento' presto uno dei piu' grandi e venerati santuari dell'Italia antica: circa 50 stadi separavano la citta' dallo Heraion e dal suo emporio sul fiume.La fine dell'Impero Romano coincise grosso modo con la fine della citta'. Verso il 500 E.V., infatti, in seguito ad un'epidemia di malaria, aggravata dall'insalubrita' del territorio, gli abitanti gradualmente abbandonarono la citta'. La riscoperta di Paestum risale al 1762, quando fu costruita la strada moderna che l'attraversa tuttora

WWF: OASI VALLE DELLA CACCIA

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Loc. SENERCHIA AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
44 Km da LA ROCCIA
  Area Senerchia, Acerno, Conza della Campania
  Brochure PDF
L'Oasi Valle della caccia si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Senerchia (Av). L'area si estende per circa 450 ettari e, nonostante il nome, e' un luogo protetto tra i piu' affascinanti e selvaggi dei Monti Picentini. Qui s'incontra una stazione di pini neri, fatto raro, una cascata spettacolare, un vallone selvaggio. Se e' vero che gli italiani quando pensano alla Natura immaginano un bosco, quella dei Monti Picentini e' la rappresentazione piu' vera. Ambiente I boschi sono tra i piu' belli dell'Appennino campano. Se e' vero che gli italiani quando pensano alla Natura immaginano un bosco, quella dei Monti Picentini e' la rappresentazione piu' vera. L'Oasi e' un rifugio sicuro per il lupo, il gatto selvatico, il tasso, il falco pellegrino, il gufo comune: e' la testimonianza vivente della flora e della fauna tipica degli Appennini. Ambiente montano impervio attraversato dal torrente Acqua bianca che forma una splendida cascata e grotte

GROTTE DI CASTECIVITA

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Loc. CASTELCIVITA - CAMPANIA  Navigatore
17 Km da LA ROCCIA
  Area Albanella, Serre, Sicignano degli Alburni
Le Grotte di Castelcivita costituiscono, con i loro 1.200 metri di percorso turistico su un totale di 4.800, uno dei complessi speleologici piu' estesi dell'Italia meridionale. Il sistema di cavita' sotterranee, anche noto come Grotte del Diavolo, Grotte di Spartaco o Grotte Principe di Piemonte, si apre a circa 94 metri di altitudine, tra le rive del fiume Calore ed il versante sud-occidentale dei Monti Alburni, mostrando da subito un suggestivo scenario di gallerie, ampi spazi e strettoie, scavate dall'azione millenaria dell'erosione carsica. le Grotte di Castelcivita si sviluppano lungo un unico ramo principale da cui, in piu' punti, si disserrano brevi diramazioni secondarie. Il sistema ipogeo si presenta suddiviso in due diversi settori, separati da un dislivello positivo di circa 5 metri denominato Salto. La risalita dei gradoni del Salto consente di passare da un percorso propriamente turistico, ad un percorso fuori sentiero che, attraverso spettacolari ambienti concrezionati, adorni di imponenti ed eccentriche formazioni calcaree, conduce fino ad un ampio bacino idrico definito Lago Terminale. Dopo numerose esplorazioni speleologiche, documentate gia' a partire dalla fine dell'Ottocento, nel 1972,le Grotte di Castelcivita acquistano una notevole rilevanza paleontologica, grazie alla localizzazione di interessanti depositi archeologici, proprio all'ingresso della cavita'. Dall'analisi dei reperti recuperati (strumenti in pietra e resti fossili) si e' potuta accertare una frequentazione umana del sito risalente a circa quarantamila anni fa. Il fascino delle testimonianze relative alle abitudini di vita dell'uomo preistorico e la suggestione di straordinari fenomeni naturalistici e geomorfologici, realizzano, all'interno delle Grotte di Castelcivita, l'incanto di un surreale paesaggio sotterraneo ancora attivo, in cui l'incessante stillare delle volte, continuando a formare stalattiti e stalagmiti, accompagna il cammino di numerosi visitatori durante tutto l'anno

WWF: OASI BOSCO CAMERINE

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Loc. ALBANELLA SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
12 Km da LA ROCCIA
Altitudine: 228 mt. s.l.m.  Area Capaccio, Castelcivita, Serre
L'Oasi che rappresenta in tutto e per tutto la macchia mediterranea. L'Oasi WWF Bosco Camerine si trova nel comune di Albanella (Sa). Istituita nel 1999, l'area si estende per circa 100 ettari ricoperti da vegetazione mediterranea. Ambiente Le zone ad ovest sono costituite da terreni sassosi ed argilliti coperti da xerogramineti e praterie. La parte meridionale e quella centrale sono occupate da macchia mediterranea medio alta con radure e pratelli. Piu' in alto troviamo la boscaglia a latifoglie. La lecceta appare destinata a diventare un bosco misto, a prevalenza di quercia. L'estensione dell'Oasi e' di 100 ettari. Flora e fauna Macchia mediterranea composta da arbusti ed alberelli comprendente corbezzolo, fillirea, mirto, lentisco. Nei terreni meno drenati e' presente l'olivastro. Il leccio si presenta accompagnato dal ciclamino e da veccie. Nella parte piu' alta troviamo il cerro e il ligustro. Molte sono le orchidee. La fauna e' quella caratteristica della macchia mediterranea; moltissime le specie di farfalle. Sono presenti il tasso, la volpe, la donnola e la faina. Nelle pozze d'acqua vivono il tritone meridionale e la biscia dal collare. Molte sono le farfalle. Tra gli uccelli, ricordiamo la poiana e il gruccione, che usa l'area come territorio di caccia

PALINURO

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Loc. CENTOLA - CAMPANIA  Navigatore
41 Km da LA ROCCIA
  Area Camerota, Cuccaro Vetere, San Giovanni a Piro
Palinuro e' la maggiore frazione di Centola, in provincia di Salerno, Campania. E' una stazione balneare del Cilento meridionale piuttosto nota, il cui nome e' legato ad un personaggio dell'Eneide, il mitico Palinuro, nocchiero della flotta di Enea. Palinuro personifica il caro nocchiero di Enea, che perde la vita perche' il dio del sonno lo fa addormentare con musica e dolci parole e poi lo butta in acqua. Cosi' si avvera quello che il fato aveva sempre detto per far si' che Enea raggiunga il Lazio, uno di loro, un troiano dovra' morire. Enea accortosi della mancanza dell'amico lo cerca ma non trovandolo immagina la sua morte. In realta', come raccontato nell'Eneide, Palinuro nuota fino a raggiungere la costa, dove viene ucciso dai velini e lasciato insepolto sulla riva del mare; per questo motivo, quando Enea scende agli inferi e incontra il fantasma del suo nocchiero, questi lo prega di cercarne il corpo e di dargli degna sepoltura, affinche' la sua anima possa riposare in pace. Immerso nella rigogliosa natura del Parco Nazionale del Cilento, Capo Palinuro si getta a picco nel mar Tirreno, in uno dei tratti di costa meglio conservati, protetti ed incontaminati dell'Italia meridionale. Coste alte, spiagge e calette sabbiose si alternano continuamente lungo i km di costa. A riva le spiagge lasciano subito spazio alle colline, ricche di oliveti, che si infilano poi lungo strette valli e gole sino alle alte montagne dell'entroterra cilentano, che racchiudono lungo le loro pendici villaggi e testimonianze d'arte e di vita dei popoli del passato. Le suggestive grotte del Capo Palinuro, che oggi si specchiano in un mare cristallino, circa 130.000 anni fa (fase glaciale Riss), erano circondate da un paesaggio completamente diverso. Il mare arretrando per centinaia di metri dall'attuale linea di costa aveva lasciato spazio a fitti boschi chiazzati di ampie radure, la fauna era prevalentemente costituita da stambecchi, daini, cervi, cavalli, orsi e leoni delle caverne, mentre le grotte erano riparo dell'Homo erectus. Tutto cio' e' documentato dai rinvenimenti fossili, in particolare nella famosa Cala Delle Ossa si possono osservare, incastonate nella roccia e levigate dal mare, le ossa di un tale incredibile zoo. Una frequentazione piu' assidua dell'uomo primitivo e' registrata nel neolitico (IV millennio); i numerosi resti di utensili in ossidiana, ritrovati nella duna fossile, fanno pensare a Palinuro come di una stazione di commercio con le Eolie da cui proveniva il vetro naturale.

POLLICA

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Loc. POLLICA SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
21 Km da LA ROCCIA
Altitudine: 386 mt. s.l.m.  Area Acciaroli, Pioppi, Agropoli
Il Comune di Pollica e' compreso nella perimetrazione di uno dei piu' grandi Parchi Nazionali Italiani. Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano occupa la parte meridionale della provincia di Salerno a contatto tra regione Campania e regione Basilicata. Il Parco si affaccia sul mare Tirreno, nella costa occidentale d'Italia, e, per la particolare conformazione della penisola italiana, occupa una posizione baricentrica rispetto all'intero bacino mediterraneo. Esso e' costituito da ambienti costieri, montani e vallivi che si estendono su una superficie di circa 180.000 ettari, entro limiti geografici determinati: il tratto del mar Tirreno compreso tra il golfo di Salerno e il golfo di Policastro lo contorna da ovest a sud, il corso del fiume Sele lo limita a nord e l'ampia depressione del Vallo di Diano lo chiude ad est. Tale territorio, iscritto nella lista Unesco del patrimonio mondiale dell'umanita' ed elevato a riserva di Biosfera MaB, Man and Biosphere, si caratterizza per una ricchezza eccezionale di habitat e vegetazioni e un elevato grado di diversita' biologica delle specie. Si presenta come un unicum paesaggistico, un paesaggio vivente, crocevia millenario di popoli e civilta', luogo di soglia e contaminazione tra ecosistemi e culture euromediterranee. Esso realizza l'incontro tra mare e montagna, Atlantico e Oriente, tra culture nordiche e africane. Un paesaggio evolutivo prodotto dell'azione millenaria di agenti sociali, economici e spirituali di diversa origine in associazione e risposta all'ambiente naturale; posto al centro del Mediterraneo, ne e' il Parco per eccellenza, perche' come questo mare, e' luogo di millenaria compenetrazione tra l'antropico e il naturale e di molteplici incontri di civilta'. Il Comune di Pollica ricade nell'area del monte Stella, la cui caratteristica forma a cuspide sovrasta gli approdi di Agropoli, punta Licosa, Velia e la via interna del Vallo. Tale elemento orografico struttura l'organizzazione territoriale: la montagna sacra, col santuario dedicato alla Vergine che ne occupa la vetta, rappresenta un simbolico incontro tra terra e cielo. Il monte si caratterizza per un fitto sistema di borghi medioevali disposti a corona sulla mezza costa e per una forte individualita' geografica, storica e antropologica: il Cilento Antico. Dai templi di Paestum alle rovine di Velia, citta' di filosofia e medicina, ai vanvitelliani andri della Certosa di Padula, dalle vertigini delle falesie costiere alle gole interne, dalle caverne permeate dai resti dell'uomo del paleolitico al mistero delle sculture rupestri, dai cenobi basiliani ai boschi vetusti, dai templi alle fortezze costiere, da Parmenide e Gian battista Vico ai culti vivi delle pietre del monte Stella, dalle sirene ai briganti, dal mito di Palinuro ai saraceni, dai moti rivoluzionari alle congiure, dalle peregrinazioni degli Argonauti alle vallate di orchidee selvagge e alle grotte dei culti dell'acqua, il Cilento rappresenta per il visitatore un itinerario unico d'emozione e memoria. Il territorio ampio, in cui ricade il Comune di Pollica, compone uno straordinario mosaico di grandi valenze culturali e naturali, oggi patrimonio dell'umanita'

PARCO REGIONALE MONTI PICENTINI

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Loc. PARCO REGIONALE MONTI PICENTINI, NUSCO SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
40 Km da LA ROCCIA
Altitudine: 878 mt. s.l.m.  Area Calabritto, Senerchia, Montella
Il Parco, situato nel cuore dell' Appennino Campano, e' delimitato dai solchi dei fiumi Sabato, Sele e Calore al centro dei quali svettano i Monti Picentini. La complessa e articolata catena montuosa, decentrata verso il Tirreno rispetto all'asse appenninico, con aspre creste rocciose, raggiunge i 1800 m. sul Monte Cervialto. Di natura calcarea e dolomitica il Polveracchio, l'Acellica, il Mai, il Terminio e gli altri del gruppo dei Picentini, sono ricoperti da boschi, separati da ampie valli, circondati da un dolce territorio collinare e caratterizzati da profonde gole, sorgenti e numerose grotte. Antichi luoghi di culto, castelli medioevali, ruderi sparsi e le numerose aree archeologiche testimoniano le antiche frequentazioni dell'area. A cavallo tra le province di Avellino e Salerno, il Parco incide su 30 comuni e 4 comunita' montane. A Serino, Caposele, Campagna e San Cipriano le 4 porte di accesso al parco con i rispettivi info point. Gli 83 sentieri e le 33 grotte, tra cui la Grotta dell'Angelo e la Grotta dello Scalandrone, sono raggiungibili grazie alla carta dei sentieri. Il Parco racchiude, inoltre, 2 oasi del WWF e il Lago Laceno

SPIAGGIA DI AGROPOLI

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Loc. AGROPOLI SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
9 Km da LA ROCCIA
  Area Licinella-Torre di Paestum, Capaccio, Albanella
Agropoli e' una delle localita' balneari campane piu' frequentate. Fra le spiagge piu' frequentate di Agropoli si ricordano: Trentova, il Vallone, San Francesco ed il Lido Azzurro. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti

SALERNO

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Loc. SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
45 Km da LA ROCCIA
  Area Vietri Sul Mare, Cava de' Tirreni, Tramonti
Capoluogo di provincia della Campania, Salerno ha circa 140.000 abitanti e si trova sul Golfo omonimo, in una posizione incantevole, fra la riva del Tirreno e le cime dei monti. E' infatti circondata dai Monti Lattari, dal Colle Bellario, dal Monte Bonadies e dai Monti Picentini. La particolare configurazione geografica assicura alla citta' e al golfo un clima marittimo mite e tipicamente mediterraneo. I monti la proteggono dai venti freddi del nord e il mare la espone a quelli caldi sudoccidentali. Unitamente alla bellezza dell'ambiente, e alla presenza di antichita' e di opere d'arte, cio' favorisce una continua corrente turistica, che a partire dal dopoguerra rappresenta l'attivita' primaria di Salerno. La citta' si presenta con due volti distinti, a seconda che vi entri da terra o dal mare. Chi, scendendo dal viale della stazione, si addentra per le strette, tortuose vie che tagliano il nucleo compatto della citta' vecchia, corre istintivamente col pensiero ai carugi dell'antica Genova; vi ritrova la stessa impronta, la stessa, per cosi' dire, fisionomia: dalla continuata irregolarita' che ha occupato ogni appezzamento di' terreno, alle case alte e quasi combaciantisi con i cornicioni alla sommita', all'architettura delle case stesse, che ha serbato qualcosa dello stile lombardo; un qualcosa ch'e' piu' facile a intuirsi che a descriversi, ma che la distingue assai dall'architettura spagnola e barocca, che da Napoli in poi si era generalmente diffusa nelle citta' del mezzogiorno. Come notava l'anonimo poeta sopra citato, nel cuore di questa vecchia Salerno si sente ancora palpitare un po' del Medioevo; quando la citta', stretta fra il mare e il monte, era ancor piu' compressa dalle mura alte e turrite che da ogni parte la difendevano, dalla marina fino al forte castello dei Longobardi, sorgente sulla vetta del colle, a tergo della citta', ultimo propugnacolo della resistenza longobarda ai Normanni, e del quale non rimangono se non poche e desolate rovine e l'attrazione di un sorprendente panorama che di lassu', a 275 metri, si ha sulla citta' e su tutto il suo golfo. Diverso e' l'aspetto di Salerno, per chi arriva dal mare; la sua lunga, diritta, moderna via della marina, intitolata a Garibaldi, l'eroe liberatore, con i suoi palazzi, i grandi hotel, il teatro nuovo and sontuosa costruzione della moderna Salerno i suoi giardini, la sua animazione, da' alla citta' un aspetto ridente e maestoso a un tempo. E' questa la maggiore delle arterie della vita cittadina: e' qui, intorno al monumento a Carlo Pisacane, nelle belle serate, che affluisce a larghi fiotti il bello e il meglio della popolazione salernitana, ad ascoltar la musica e a respirare la fresca e vivificante brezza del mare. La citta' e in particolare il centro storico, attraversato dalla Via dei Mercanti e' ricca di chiese, monumenti e opere d'arte. Non mancano parchi e giardini, e inoltre e' possibile fare escursioni, trekking o semplici passeggiate sulle montagne e colline circostanti, in particolare sulla montagna del Castello di Arechi, sul Monte Stella e sulle montagne di Giovi. Le zone di periferia sono invece di origine moderna e quindi non presentano particolari monumenti o chiese antiche. Annotava il Piovene, nel suo Viaggio in Italia del 1957, che: 'Salerno e' diversa da Napoli, nell'apparenza e nello spirito. Qui veramente cadono molti luoghi comuni sull'Italia meridionale. L'aspetto e', infatti, quasi settentrionale, e la pulizia quasi svizzera. I discorsi sono secchi, brevi, propri di persone attive Coloro che conoscono la vita salernitana nell'intimo mi dicono ch'essa e' un miscuglio, tipico dell'Italia meridionale in questa fase di passaggio, e nei luoghi di punta, di usanze ancora patriarcali e di modernismi talvolta anche strani ed eccessivi. Osservando bene Salerno, si ha dunque l'impressione di un centro abbastanza tipico della fase di trasformazione dell'Italia meridionale. L'industrializzazione e il benessere sono in progresso, anche se le antiche passivita' gravino ancora fortemente

GROTTE DI PERTOSA

GROTTE DI PERTOSA  Apri
Loc. MURAGLIONE SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
36 Km da LA ROCCIA
Altitudine: 243 mt. s.l.m.  Area Sicignano degli Alburni, Castelcivita, Serre
Le grotte di Pertosa che si snodano per circa 2500 metri atraverso gallerie, cunicoli e caverne immense. Le Grotte di Pertosa (il cui nome ufficiale e' Grotte dell'Angelo di Pertosa

GROTTA DI PERTOSA AULETTA

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Loc. GROTTE DI PERTOSA-AULETTA, MURAGLIONE SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
36 Km da LA ROCCIA
  Area Sicignano degli Alburni, Castelcivita, Serre
Le Grotte si trovano sui Monti Alburni, nei pressi del fiume Tanagro, immerse nel cuore di una natura spettacolare. L'intero complesso delle Grotte si estende per una lunghezza di circa tremila metri, sospesi tra terra e acqua, in un'alternanza cosi' suggestiva da emozionare chiunque. Cio' che rende uniche queste grotte e' il fiume sotterraneo Negro: un fiume proveniente dalle piu' recondite profondita' che offre un affascinante ed inconsueto viaggio in barca immersi in un silenzio magico, laddove luci ed ombre si incontrano e si confondono in un gioco sempre nuovo, rimanendo incantati dallo scrosciare della grande cascata naturale. I principali processi che intervengono nella formazione delle grotte (appunto i fenomeni di speleogenesi) si possono raggruppare come segue: & azione delle soluzioni acquose, con la loro capacita' di esercitare la corrosione sui calcari e di ridepositare carbonato di calcio in forma di concrezioni; & azione delle acque in quanto operano un'erosione meccanica sul letto dei fiumi sotterranei ed esercitano il trasporto e la deposizione di sedimenti; & azione della gravita' che determina crolli delle volte e delle pareti di cavita' gia' formate; ne risultano ammassi di detriti, spesso di grossi blocchi, al suolo. Inoltre, i principali fattori geologici responsabili della genesi, distribuzione, orientazione ed evoluzione delle cavita' carsiche sono gli elementi tettonici, ed in particolare: fratture, pieghe, faglie, giacitura e spessore degli strati. Le fratture svolgono un ruolo importantissimo: in primo luogo consentono alla roccia affiorante di offrire alle acque chimicamente attive una superficie inclinata piu' ampia su cui esercitare il loro potere erosivo; in secondo luogo permettono alla dissoluzione di interessare anche l'interno della massa calcarea oltre che la superficie. Cosi' facendo, i sistemi di fratturazione condizionano fortemente la distribuzione e la direzione di maggior sviluppo delle cavita' sotterranee. Tuttavia, nell'ambito di un massiccio carbonatico non tutte le fratture rivestono lo stesso ruolo: l'influenza di queste nei confronti delle cavita' dipende fortemente dalla loro apertura, inclinazione e orientamento. Infatti le acque di infiltrazione, nell'attraversare la zona di sottosuolo non satura (non piena d'acqua), preferiscono generalmente fratture piu' aperte ed inclinate, o verticali. Il riconoscimento dell'importanza archeologica delle Grotte di Pertosa-Auletta e' da attribuire ai primi scavi condotti tra il 1897 ed il 1898 da Paolo Carucci e Giovanni Patroni. I due diedero interpretazioni diverse della frequentazione umana nella cavita': il primo sottolineo' il carattere puramente abitativo, mentre il secondo il carattere cultuale. Nei successivi scavi fu ritrovata una struttura lignea simile ad una vera e propria palafitta. E' con le indagini moderne e con l'abbassamento del livello del bacino creato per lo sfruttamento idroelettrico del torrente ipogeo che viene confermata la presenza di strutture lignee altrimenti invisibili, con il recupero di materiali sommersi

NOCCIOLA DI GIFFONI DOP

NOCCIOLA DI GIFFONI DOP  Apri
Loc. SALERNO SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
45 Km da LA ROCCIA
  Area Vietri Sul Mare, Cava de' Tirreni, Tramonti
  Brochure PDF
L'Indicazione geografica protetta 'Nocciola di Giffoni' si riferisce ad una delle varieta' italiane piu' pregiate in assoluto: la Tonda di Giffoni. Le caratteristiche distintive della 'Nocciola di Giffoni' IGP sono rappresentate: dalla forma perfettamente rotondeggiante del seme (che e' la nocciola sgusciata), che ha polpa bianca, consistente, dal sapore aromatico, e dal perisperma (la pellicola interna) sottile e facilmente staccabile. E' inoltre particolarmente idonea alla tostatura, alla pelatura e alla calibratura, anche per la pezzatura media e omogenea del frutto. Per queste sue caratteristiche pregiate essa e' particolarmente adatta alla trasformazione industriale ed e' pertanto fortemente richiesta dalle industrie per la produzione di pasta e granella, nonche', come materia prima, per la preparazione di specialita' dolciarie di grande consumo. Nell'area di origine e' utilizzata anche come ingrediente nella preparazione di una variegata gamma di prelibatezze, tra le quali: dolcetti, torte, gelati, creme, ma anche insoliti primi piatti e finanche liquori alla nocciola. Ma la 'Nocciola di Giffoni' IGP si presta particolarmente, proprio per la forma e la qualita' del frutto, al consumo diretto, sia in guscio che soprattutto come snack denocciolato intero, ed e' questa forma di consumo che ha stimolato un nuovo rinnovato interesse verso tale prodotto. Al naturale o ricoperta di cioccolato, nel miele o nel torrone, la 'Nocciola di Giffoni' IGP sta guadagnando, anche all'estero, il favore dei consumatori. Essendo una cultivar medio-precoce, la raccolta dei frutti inizia solitamente gia' dalla terza decade di agosto, dopo di che, le nocciole vengono essiccate per portarle ad un'umidita' del 5-7% e infine si depositano in luoghi freschi e ventilati, privi di odori e umidita'. Il valore altamente nutritivo della 'Nocciola di Giffoni' fa si' che il suo consumo protegge dall'arterosclerosi e dalle malattie cardiovascolari, grazie ad una concentrazione di sostanze grasse monoinsaturi, come l'acido oleico, che hanno la funzione di limitare fortemente i livelli di colesterolo nel circolo sanguigno. Essa inoltre e' ricca di vitamine E, B, C, nonche' di minerali quali il ferro, il rame, lo zinco, il fosforo, il sodio, il magnesio e il selenio, fondamentali per un corretto funzionamento del sistema cellulare. La coltivazione del nocciolo in Campania e' antichissima. Numerose testimonianze si rinvengono nella letteratura latina, gia' a partire dal III secolo avanti Cristo, e da reperti archeologici, quali ad esempio alcuni resti carbonizzati di nocciole, esposti al Museo Nazionale di Napoli. La diffusione di questa coltura nel resto d'Italia sembra essere iniziata proprio a partire dalla Campania, tanto che gia' nel secolo XVII il commercio delle nocciole, in particolare verso altre nazioni, aveva una sua rilevanza economica. Le prime testimonianze della coltivazione della 'Nocciola di Giffoni' IGP, prodotto tipicamente salernitano, risalgono al Medioevo, ma e' solo attraverso rapporti commerciali con il resto d'Italia e con l'estero, nell'epoca borbonica, che si venne a conoscere il valore distintivo della qualita' di tale prodotto. Successivamente, nel Novecento, esso ha registrato un'espansione colturale proprio in relazione alla forte richiesta da parte dell'industria dolciaria. Il territorio dei Picentini e della valle dell'Irno, d'altra parte, e' vocato naturalmente alla coltivazione del nocciolo in quanto questa pianta e' presente da sempre nella zona allo stato spontaneo. Il terreno di origine vulcanica offre, peraltro, le migliori condizioni di fertilita', e in generale le proprieta' qualitative della Tonda di Giffoni sono riconducibili proprio al fortunato mixer di fattori ambientali, naturali e umani tipici della zona di produzione

PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI

PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI  Apri
Loc. MONTI ALBURNI, PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI, SICIGNANO DEGLI ALBURNI - BASILICATA  Navigatore
28 Km da LA ROCCIA
  Area Castelcivita, Muraglione, Serre
Qui la natura e' protetta! Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, secondo parco in Italia per dimensioni, si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano-lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison, nonche' i contrafforti costieri del M. Bulgheria e del M. Stella. Alle straordinarie emergenze naturalistiche, dovute alla notevole eterogeneita' del territorio, si affiancano il carattere mitico e misterioso di una terra ricca di storia e cultura: il richiamo della ninfa Leucosia, alle spiaggie dove Palinuro lascio' Enea, dai resti delle colonie greche di Elea e Paestum, alla splendida Certosa di Padula. E quanto altro potrete trovare in una terra ancora tutta da scoprire

SERRE

SERRE  Apri
Loc. SERRE SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
25 Km da LA ROCCIA
  Area Castelcivita, Sicignano degli Alburni, Albanella
Per quanto riguarda il nome del borgo, esistono due attendibili versioni che ci illustrano da dove, il nome 'Serre', possa provenire. Nella prima, si sostiene che esso abbia origine dal latino 'sera' (spranga, sbarra per chiudere la porta), riferendosi alle colline che circondano il paese e che chiudono valli e pianure. Nella seconda, invece, si considera che il nome possa derivare dal nome degli strumenti (appunto le serre, costituite da due grossi manici congiunti da una grossa lama dentata.) con cui i boscaioli dell'epoca, disboscarono il colle per farvi nascere le loro abitazioni, prime dimore del centro abitato del paese che, per questo motivo e' conosciuto anche come 'il paese delle serre'

WWF: OASI MONTE POLVERACCHIO

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Loc. SENERCHIA AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
42 Km da LA ROCCIA
  Area Calabritto, Acerno, Serre
  Brochure PDF
L'Oasi del Monte Polveracchio si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei comuni di Senerchia e Campagna (Sa). L'area si estende per circa 200 ettari con una splendida faggeta, nel cuore dei Monti Picentini: e' l'Oasi del Lupo. Dove ci sono i lupi, c'e' un'emozione in piu'. Quella di essere un luogo ancora remoto che ha tempi e ritmi naturali. Qui sopravvive una delle ultime popolazioni meridionali, per questo e' importante continuare a preservarla. Ambiente Faggeta mista ad agrifogli e tassi. Numerosi corsi d'acqua che nell'Oasi formano il fiume Tenza, affluente del Sele. Prateria di montagna, ricca di rocce affioranti con resti fossili. L'estensione e' di 200 ettari. Flora e fauna La flora e' quella caratteristica degli Appennini. Numerose sono le orchidee selvagge e le aquilegie. Il faggio predomina, con esemplari di notevoli dimensioni, in compagnia di betulle, aceri di monte, sorbi, maggiociondoli, ornelli e splendidi antichi agrifogli e tassi. Nelle radure fioriscono croco, viola, ranuncolo, narciso. Simbolo dell'Oasi e' il lupo, presente sui Monti Picentini con una delle ultime popolazioni meridionali. Fra gli altri mammiferi: ghiro, moscardino, martora, tasso, gatto selvatico, volpe, puzzola. Tra gli uccelli, e' possibile ascoltare il rarissimo picchio nero che tambureggia e osservare picchio verde, coturnice, (in reintroduzione) aquila reale, falco pellegrino, poiana, civetta, allocco, gufo comune, barbagianni. Per gli anfibi, sono presenti ululone ventre giallo, salamandra pezzata e tritone italico

OLIO COLLINE SALERNITANE DOP

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Loc. SALERNO SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
45 Km da LA ROCCIA
  Area Vietri Sul Mare, Cava de' Tirreni, Tramonti
  Brochure PDF
L'olio extravergine di oliva DOP 'Colline Salernitane' ha radici antichissime, in quanto deriva da varieta' autoctone da sempre presenti nel salernitano. L'olio trae la sua tipicita' proprio dalla peculiarita' del territorio, dotato di connotazioni pedoclimatiche, paesistiche, storiche, culturali ed economiche assolutamente originali. Esso si produce in un'area fortemente vocata alla coltivazione dell'olivo, caratterizzata da un patrimonio varietale particolarmente ricco e originale. Notizie certe ne fanno risalire la coltivazione agli antichi Focesi, coloni della Magna Grecia, che cominciarono a diffonderla nella Piana dell'Alento e nelle aree collinari circostanti. Fu poi attraverso l'occupazione del territorio da parte dei Romani che l'olivicoltura si diffuse in tutta l'area salernitana. Ancora oggi, alcune localita' derivano il proprio nome dalla presenza e coltivazione dell'olivo: Oliveto Citra, Olivella, Ogliara, ecc. Ancora oggi, passeggiando per questo territorio di eccezionale bellezza, e' facile imbattersi in olivi millenari di grande taglia, nei quali e' racchiusa la storia delle popolazioni locali, alle quali l'olivo ha assicurato, nei momenti piu' difficili, sicuro sostentamento. L'olio extravergine di oliva DOP Colline Salernitane presenta, al consumo, un bel colore che va dal verde al giallo paglierino piu' o meno intenso; e' limpido, a volte velato. All'olfatto mostra un deciso ed ampio sentore di fruttato di oliva pulita, con discrete note di foglia verde, di erba e di pomodoro acerbo. Al gusto rivela un sapore deciso e persistente, gradevolmente amaro e piccante, giustamente corposo, con buona ed equilibrata struttura e chiari sentori di carciofo, cardo e vegetali amari. Il retrogusto e' pulito. L'acidita' e' sempre inferiore allo 0,70%. L'olio si ottiene dalla premitura di olive delle varieta' autoctone della zona di produzione o di antica introduzione, da sole o congiuntamente: Rotondella, Frantoio, Carpellese o Nostrale per almeno il 65%; Ogliarola e Leccino in misura non superiore al 35 %, mentre e' ammessa la presenza di altre varieta' locali per un massimo del 20%. La notevole presenza di note aromatiche fa prediligere l'uso di quest'olio su piatti di una certa consistenza, come minestre a base di legumi, gustose pastasciutte della tradizione campana e grigliate di pesce. Le tecniche di coltivazione degli oliveti sono quelle tradizionali dell'area delle Colline salernitane, che assicurano all'olio che ne deriva l'elevato e noto pregio qualitativo. In alcuni comprensori si sono affermate soluzioni tecniche ed organizzative molto innovative, come la raccolta e la potatura meccanica delle olive. Le olive destinate alla produzione dell'olio DOP 'Colline Salernitane' devono essere raccolti esclusivamente a mano, entro il 31 Dicembre di ogni anno; e' autorizzato l'ausilio di mezzi meccanici, come scuotitori e pettini vibranti. Le olive raccolte vanno conservate e trasportate in cassette forate dalla capacita' massima di 25 Kg. e molite entro e non oltre il secondo giorno dalla raccolta. Per l'estrazione dell'olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici che preservino il piu' fedelmente possibile le caratteristiche di qualita' del frutto. La zona di produzione e di lavorazione dell'olio extravergine di oliva DOP Colline Salernitane comprende 86 comuni della provincia di Salerno, presenti in una vasta area olivetata che comprende: la Costiera Amalfitana, la Valle del Calore, i Picentini, gli Alburni, l'Alto e Medio Sele, le colline del Tanagro e parte del Vallo di Diano

Escursioni e attrazioni in CAMPANIA vicino a AGROPOLI Capaccio Licinella-Torre di Paestum Albanella: 'OLIO CILENTO DOP'   'PIOPPI'   'ACCIAROLI'   'OLIO DEL CILENTO D.O.P.'   'CUCCARO VETERE'   'FICO BIANCO DEL CILENTO DOP'   'CARCIOFO DI PAESTUM I.G.P.'   'SPIAGGIA DELLE DUNE FOSSILI E DEL BUONDORMIRE'   'CAPO PALINURO E LE SUE GROTTE'   'CENTOLA'   'FICO BIANCO DEL CILENTO D.O.P.'   'WWF: OASI DI PERSANO'   'COSTA DEL CILENTO'   'MUSEO DI PAESTUM'   'WWF: OASI VALLE DELLA CACCIA'   'GROTTE DI CASTECIVITA'   'WWF: OASI BOSCO CAMERINE'   'PALINURO'   'POLLICA'   'PARCO REGIONALE MONTI PICENTINI'   'SPIAGGIA DI AGROPOLI'   'SALERNO'   'GROTTE DI PERTOSA'   'GROTTA DI PERTOSA AULETTA'   'NOCCIOLA DI GIFFONI DOP'   'PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI'   'SERRE'   'WWF: OASI MONTE POLVERACCHIO'   'OLIO COLLINE SALERNITANE DOP'  

CAMPANIA


La Campania, situata nel'Italia meridionale, si estende lungo il versante del mar Tirreno, dalla foce del Garigliano al Golfo di Policastro. La dolcezza del clima, la bellezza delle coste, la ricchezza dell'arte e della storia, l'amore per la cucina rendono la Campania una terra tutta da vivere. Un viaggio che inizia dal mare, re incontrastato, con il suoi colori intensi, le coste ricche di baie, insenature e pareti rocciose, le isole del Golfo di Napoli Capri, Ischia e Procida, veri capolavori della natura. Questa regione è caratterizzata da una dalla ricca vegetazione mediterranea in cui sono incastonati paesi ricchi di storia, d'arte e di tradizioni, dove trascorrere un soggiorno indimenticabile. E come dimenticare il monumento della natura che domina imponente questa terra? Il Vesuvio, cupo e misterioso, amato per la sua bellezza e temuto per la sua potenza. E poi Napoli, conosciuta nel mondo per l'intensità e la passione della sua musica che, come la città, mescola aspetti colti e popolari, sacri e profani, gioiosi e malinconici. E adagiata su una terrazza di tufo a strapiombo sul mare, Sorrento. In questo scorcio di paradiso, coste frastagliate e inaccessibili si alternano a piccole e nascoste spiagge che danno vita ad un paesaggio unico. Qui l'opera dell'uomo è stata grandiosa. Le zone più impervie oggi sono costituite da una serie di terrazzamenti degradanti verso il mare, utilizzati per coltivare agrumi, ulivi e viti. Sono i giardini dai quali esalano gli inebrianti profumi di aranci, limoni e zagare. Musica, mare, divertimento e natura, ma anche storia e cultura.

Da Vedere: La Costiera Amalfitana: E' situata sul fianco sud della penisola di Sorrento ed è una delle zone balneari più rinomate del Sud Italia. La strada principale si estende da Sorrento a Positano e durante il tragitto si possono ammirare, fra le altre, stupende località quali Praiano, Amalfi, Ravello e Minori con le sue rovine romane. Il Maschio Angioino a Napoli: simbolo della città, fu edificato per volere di Carlo D'Angiò che volle una residenza fortificata vicino al mare. Napoli vale una visita anche per altri monumenti fra cui il Duomo, il Palazzo Reale e la monumentale Piazza Plebiscito. Gli scavi di Pompei in provincia di Napoli colpita dall'eruzione del Vesuvio insieme ad Ercolano e Stabia nel 79 d.c. , periodo del suo massimo splendore. L'Isola di Ischia: Appartenente al golfo di Napoli è la principale fra le isole Flegree. Denominata anche Isola Verde per la colorazione delle sue rocce (il tufo verde), Ischia e' particolarmente famosa per la ricchezza di sorgenti termali attorno alle quali si sono sviluppati attrezzati centri benessere. L'isola di Capri: E' certamente una delle isole minori più esclusive d'Italia ed è' costituita da due centri , Anacapri e Capri raggiungibile quest'ultima attraverso una funicolare. Da non perdere sono i famosi Faraglioni e la Grotta Azzurra. Parco del Cilento: Nel 1973 durante il convegno internazionale I parchi costieri mediterranei venne sottolineata la necessità di realizzare un parco naturale nel territorio cilentano per difendere il territorio dal cosiddetto turismo di rapina che già allora iniziava a dare i suoi primi risultati. L'atto ufficiale di nascita del Parco avviene il 6 dicembre 1991, con la legge R 394. Il Parco nazionale del Cilento-Vallo di Diano comprende quasi tutta la parte meridionale della provincia di Salerno. L'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria costeggia il perimetro del parco sui lati settentrionale e orientale. Le uscite più convenienti sono: Battipaglia per la fascia costiera da Agropoli a Palinuro; Campagna, Sicignano e Petina per i monti Alburni; Sala Consilina e Padula per l'area del Cervati; ancora Padula per la fascia costiera da Policastro a Marina di Camerota. Diverse strade statali attraversano il parco con percorsi tortuosi ma di grande interesse paesaggistico e infine vi sono altre rotabili minori. Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è il secondo parco in Italia per dimensioni e si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano - lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison. Alle straordinaria eterogeneità del territorio si affianca il carattere mitico di una terra ricca di storia e cultura.

Gastronomia e Vini: La gastronomia campana ha reso l'Italia conosciuta nel mondo grazie alla pizza che rispecchia il gusto e la semplicità di un intero paese. I napoletani, popolo ingegnoso, la inventarono mentre erano alla ricerca di un piatto povero ma allo stesso tempo nutriente. In origine la pizza era bianca, solo pasta e mozzarella; il pomodoro fu introdotto dopo che venne importato dall'America. Altri piatti tipici sono il 'rraù' o ragù del guardaporta, un piatto unico a base di strutto, grasso di prosciutto e fettine di vitello ripiene di formaggio, aglio,pinoli, uvetta e prezzemolo; i calamaretti alla napoletana arricchiti con pinoli e olive nere e fra i dolci la pastiera napoletana fatta con ricotta e aranci ed il Babà. La Campania è anche la patria della pasta che spesso viene condita semplicemente con pomodoro e origano e della mozzarella, famose quelle di bufala che viene prodotta a Capua e Battipaglia. Fra i vitigni tipici della regione sono il Trebbiano, il Sangiovese, la Malvasia, il Greco e l'Aglianico, mentre fra i vini che si producono i più bevuti sono il Procida ed il Vesuvio tra i rossi e il Lacrima Christi, L'Ischia ed il Capri fra i bianchi. Degno di nota è anche il famoso limoncello di Sorrento.