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acanto - escursioni punti di interesse attrazioni a trapani

 BED AND BREAKFAST ACANTO

BED AND BREAKFAST
ACANTO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a TRAPANI Erice Custonaci Paceco

ISOLA SANTA MARIA

ISOLA SANTA MARIA  Apri
Loc. ISOLA SANTA MARIA, ITALIA - SICILIA  Navigatore
23 Km da ACANTO
Altitudine: 5 mt. s.l.m.  Area Paceco, Trapani, Erice
L'Isola Santa Maria e' un'isola posta nel territorio di Marsala, comune italiano della provincia di Trapani in Sicilia. L'isola Santa Maria e' un'isola a nord del miniarcipelago dello Stagnone, a forma di laccio. Il nome deriva dal santuario di Santa Maria Valleverde

SPIAGGIA MAGAGGIARI DI CINISI

SPIAGGIA MAGAGGIARI DI CINISI  Apri
Loc. CINISI PA, ITALIA - SICILIA  Navigatore
43 Km da ACANTO
Altitudine: 80 mt. s.l.m.  Area Punta Raisi, Capaci, Trappeto
La Spiaggia Magaggiari di Cinisi e' una splendida spiaggia di sabbia finissima sul golfo di Castellamare, bagnata da un mare turchese, trasparente e cristallino, dal fondale basso e roccioso nei pressi della riva. Una spiaggia molto larga e lunga incastonata in un tratto costiero pittoresco e suggestivo che arriva fino a Punta Raisi. La spiaggia sulla destra e' vigilata dalla cinquecentesca Torre Mulinazzo. Per raggiungerla si prende la SS113 in direzione Cinisi, al semaforo si gira a destra, al successivo semaforo a sinistra, si percorre tutta la strada per circa 1 chilometro fino ad arrivare alla spiaggia

ZINGARO NATURAL RESERVE

ZINGARO NATURAL RESERVE  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA DELLO ZINGARO, VIA SEGESTA, 197, CASTELLAMMARE DEL GOLFO, TRAPANI, ITALY - SICILIA  Navigatore
15 Km da ACANTO
  Area Castellammare del Golfo, Custonaci, Calatafimi
Fra San Vito lo Capo e Scopello, lungo la costa che dai greci e dai latini venne chiamata Cetaria per l'abbondanza dei tonni nel mare, e sopra le montagne dove vivono e nidificano i rapaci, si estende la Riserva Naturale dello Zingaro, una delle piu' famose in Italia. La Palma Nana e' il simbolo di questa Riserva naturale, la prima sorta in Sicilia; con la legge n. 98 del 6 maggio 1981 infatti la Regione Siciliana istitui' la Riserva dello Zingaro, salvando questi splendidi sette chilometri lineari di costa e quasi 1.700 ettari di natura incontaminata. Perche' questa zona si chiami zingaro non e' dato sapere; di nomadi che hanno vissuto qui non c'e' alcuna notizia nelle fonti storiche, che invece indicano la presenza di una colonia di lombardi nel XIII secolo. Descrivere questi sette chilometri di costa incontaminata e' impossibile: le piccole baie pavimentate da ciottoli candidi che la risacca fa rotolare in un mare che dipinge tutti quanti i toni del verde si devono vedere per poterle apprezzare; gli scogli appuntiti che separano queste calette, a volte alti sull'acqua trasparente, altre volte digradanti dolcemente, con i conigli che sbucano qui e la' all'improvviso, e all'improvviso scompaiono tra i cespugli; le case coloniche costruite in bilico sulle rocche che si affacciano sul bagnasciuga. Chi voglia immergersi in una natura senza tempo, dove passato e presente si fondono, deve visitare questa riserva. La riserva si visita solo a piedi, nulla deve disturbare la quarantina di specie di uccelli che qui nidificano (tra questi l'Aquila del Bonelli, la Poiana, il Nibbio, il Gheppio) e la fauna endemica. Molte piante che crescono qui sono rare e caratteristiche della zona; gli alberi che vivono sulle pendici dei rilievi che ricadono nella riserva sono carrubi, olivi, frassini, qualche fusto da sughero; le piante piu' frequenti l'euforbia e il lentrisco. Lo Zingaro e' famoso per il suo mare di un blu intenso, le sue calette silenziose e protette da rocce a picco dove il falco volteggia alla ricerca di prede, per i suoi fondali limpidi e ricchi di pesce e grotte sottomarine. Ma non e' solo questo. Nella riserva rientrano diverse vette, che raggiungono un'altezza assima di circa mille metri, e se a ridosso della costa sono rimaste le testimonianze della vita di ottomila anni fa - la grotta dell'Uzzo - al suo interno sono visibili ancora oggii resti di una civilta' contadina molto piu' recente, che merita di essere ricordata. Nello Zingaro sono rimasti alcuni oliveti, dei mandorleti, dei frassineti, e anche una parte di terra dedicata a seminativo, che si trova intorno al Borgo Cosenza, a circa settecento metri di altitudine sul mare; una parte di queste coltivazioni e' ancora attiva, un'altra parte e' di privati e viene coltivata dai proprietari. In entrambi i casi, comunque, vengono applicati i metodi di coltivazione e raccolta tradizionali.

CASTELLO DI VENERE

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Loc. CASTELLO DI VENERE, LARGO CASTELLO, ., ERICE TP, ITALIA - SICILIA  Navigatore
3 Km da ACANTO
Altitudine: 721 mt. s.l.m.  Area Trapani, Paceco, Custonaci
Sui resti del santuario, i Normanni edificarono il loro castello, fulcro di un sistema difensivo che comprendeva le torri del Balio - da Bajulo, come era chiamato il magistrato che rappresentava il re e che risiedeva con la sua corte nel castello - che ne costituiscono le fortificazioni avanzate. Il castello, costruito sulla rupe del the'menos nel XII secolo, era collegato al piano, piu' basso, delle torri, da un ponte levatoio, poi sostituito dalla gradinata che ancora oggi si percorre per raggiungerlo. Al suo interno sono stati rinvenuti - e, anche, purtroppo, perduti - elementi architettonici a supporto del percorso storico, essenzialmente riferibili alla ricostruzione medievale della fortezza, in cui erano stati riutilizzati anche frammenti dell'antichissimo santuario, e alla riedificazione del tempio in epoca romana. Le origini di Erice - Iruka per gli Elimi, Erech per i Cartaginesi, Eryx per Greci e Romani - certe quale citta' elima, risalgono probabilmente ai Sicani e, da sempre, sono indissolubilmente legate al culto della Dea: prima ancora che fosse dedicato dai Fenici ad Astarte, quello che fu il the'menos, il santuario di Afrodite, il tempio di Venere Ericina, era gia' il luogo della dea dell'amore. Un luogo che avrebbe attirato su questa vetta popolazioni da ogni parte del Mediterraneo e dove, secondo Diodoro Siculo, Erice, figlio di Bute. uno degli argonauti di Giasone, e di Afrodite stessa, aveva eretto il tempio dedicato alla propria madre e fondato la citta'. Nel corso del tempo, il culto della Venere ericina, a cui i marinai di passaggio erano particolarmente devoti grazie anche alle bellissime Ierodule, giovani prostitute sacre alla dea dispensatrice di volutta', crebbe insieme alla sua fama e alla sua ricchezza: Tucidide fa riferimento a i doni fatti alla Dea, anfore, coppe e ricche masserizie... dai pellegrini e Diodoro Siculo attribuisce a Dedalo, fuggito da Creta, la creazione di un ariete d'oro dedicato ad Afrodite. In ogni caso, e' chiaro che un luogo come Erice, in una posizione geografica del tutto privilegiata per l'ampissima visuale, oltretutto fortificato e protetto efficacemente, dovesse assumere il potere che l'interesse dei popoli che si succedettero attribuirono al santuario-fortezza. Tra questi i Romani, che, sconfitti i Cartaginesi, si appropriarono del luogo e del culto della Venere, da tempo diffuso in molte citta' mediterranee, ricostruirono il tempio sulle rovine lasciate dalla guerra, riportando Erice agli antichi splendori, e fecero erigere a Roma, prima, un piccolo tempio sul colle Capitolino e, nel 181 a.C., uno piu' grande presso Porta Collina, dedicati alla dea ericina. La considerazione dell'Impero per Erice fu tale da stabilire di porre, a protezione del the'menos ericino, una guarnigione di soldati e che le citta' piu' fedeli della Sicilia dovessero sostenere anche economicamente il culto. Addirittura, la citta' e il suo territorio verranno citate da Virgilio che scrive di come Enea si fermo' in questi luoghi e volle seppellire vicino al santuario il padre, Anchise, prima di veleggiare per il Lazio dove fondo' Roma: questo mito lego', quindi, di parentela elimi e romani, entrambi discendenti da Venere, madre sia di Enea che di Erice... A lei, contribuendo ad arricchire il tesoro del tempio, offrirono doni governatori, magistrati, alti militari fino a che, diminuiti i traffici marittimi e con essi la solidita' economica della Sicilia, il culto, gia' impoverito dal fatto di essere praticato in quello che era divenuto un centro militare, fu debellato dall'avanzare del cattolicesimo. Dopo il periodo romano, quello del massimo splendore, ad Erice si succedettero bizantini, saraceni - con questi ultimi si chiamo' Gebel al Hamid - e normanni: Ruggero d'Altavilla battezzo' il borgo e il territorio Monte San Giuliano, in onore del Santo che era intervenuto, a cavallo e con una muta di cani, a dare man forte ai suoi soldati contro gli arabi. Che con rimpianto lasciarono la rocca e, soprattutto, le donne di Venere: che Allah il misericordioso le faccia schiave dei Musulmani scrisse, nel 1185, Ibn Giubayr

DUOMO DI ERICE

DUOMO DI ERICE  Apri
Loc. ERICE - SICILIA  Navigatore
4 Km da ACANTO
  Area Trapani, Paceco, Custonaci
  Brochure PDF
La chiesa fu realizzata nel corso dei primi decenni del XIV secolo secondo il progetto dell'architetto Antonio Musso (o Russo). Di puro stile gotico, l'architettura del manufatto risentiva degli influssi 'chiaramontani', che conferivano una vivace decorazione e caratteristiche singolari al prospetto originario, che era privo di pronao e scalinata calcarea, entrambi postumi e risalenti al XV ed al XVIII secolo. L'interno della chiesa conservo' per secoli il suo aspetto originario, fino ai restauri del XIX sec. La pianta e' di tipo basilicale a tre navate, delimitate da due lunghi filari di alti pilastri di tufo calcareo, sui quali poggiano degli archi ogivali. La volta della cappella maggiore era decorata con mosaici e l'interno presentava, rispetto ad oggi, una disposizione diversa degli altari. Nell'altare principale, al centro del transetto, figura la Madonna dell'Assunta, titolare della chiesa, circondata da bassorilievi raffiguranti i Santi Evangelisti entro nicchie. Nel 1852 iniziarono i lavori di restauro che si trasformarono in un vero e proprio rifacimento, durato quasi un decennio. Dallo svisamento si salvarono i muri perimetrali, l'esterno, gli antichi rapporti volumetrici dell'interno e la tensione ascensionale tipica dell'architettura gotica. Il portale esterno di chiara ispirazione catalana, decorato con bugne a diamante, e' sormontato da una caratteristica finestra che apre sopra una lunga risega del muro esterno. Una cupola mammelliforme sormonta la costruzione. Le opere di restauro comprendono la deumidificazione della muratura da umidita' di risalita, il ripristino degli intonaci interni, delle pareti rifinite a stucco, la sostituzione degli infissi fatiscenti o ritenuti non adatti alle caratteristiche architettoniche del manufatto e la riparazione di quelli recuperabili. Sono previste opere di rabboccatura e stilatura dei giunti della parte basamentale dei muri esterni e della pavimentazione esterna attorno il perimetro della chiesa e di rifacimento della pavimentazione del sagrato. Il progetto di restauro prevede inoltre, il risanamento della copertura, il consolidamento del rosone del prospetto principale, la riparazione del portone principale, la ripresa dei decori delle colonne, il restauro dei pilastri del protiro, lo smonto degli altari in marmo e loro catalogazione per il rimonto

ISOLA DI SAN PANTALEO

ISOLA DI SAN PANTALEO  Apri
Loc. ISOLA SAN PANTALEO, ITALIA - SICILIA  Navigatore
24 Km da ACANTO
Altitudine: 4 mt. s.l.m.  Area Paceco, Trapani, Erice
L'Isola di San Pantaleo, un tempo nota come Mozia (o anche Mothia, Motya o Motye, in greco antico), e' un'isola dello Stagnone di Marsala. Sull'isola era situata l'antica omonima citta' fenicia. L'isola si trova di fronte alla costa occidentale della Sicilia, tra l'Isola Grande e la terraferma, ed appartiene alla Fondazione Whitaker. L'isola si estende per quasi quarantacinque ettari, da come risulta dal catasto terreni e mostra una forma quasi circolare; si trova al centro del cosiddetto Stagnone di Marsala, che dal 1984 costituisce la riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala, racchiusa tra la costa siciliana a nord di Marsala e l'Isola Grande. Sull'isola il livello del mare si e' innalzato di circa mezzo metro rispetto all'epoca fenicia, e quindi parte dei resti archeologici risulta sommerso. Il sottosuolo e' costituito da una roccia calcarea morbida, friabile, di colore giallo, sormontata da un piccolo strato di roccia calcarea abbastanza dura. L'accesso all'isola e' consentito solo da due imbarcaderi privati, che oltre a collegare la stessa Mozia alla terraferma permettono di visitare anche le altre isole dello Stagnone. L'isola appartiene alla Fondazione Whitaker, e benche' sia aperta al pubblico e visitabile durante gli orari di apertura, e' in vigore il divieto di sbarco non autorizzato. Nell'antichita' una strada collegava la terraferma all'isola tra Capo San Teodoro e l'estrema punta moziese settentrionale: oggi la stessa via risulta sommersa, e non e' piu' praticabile a causa dell'erosione, delle alghe e di Posidonia oceanica

AREA ARCHEOLOGICA SEGESTA

AREA ARCHEOLOGICA SEGESTA  Apri
Loc. AREA ARCHEOLOGICA SEGESTA, CONTRADA BARBARO S.P. 68, CATALFIMI SEGESTA TP, ITALIA - SICILIA  Navigatore
21 Km da ACANTO
  Area Castellammare del Golfo, Alcamo, San Vito lo capo
Si chiamava Segesta un'antica citta', non piu' abitata, fondata dagli Elimi e situata nella parte nord-occidentale della Sicilia. La vecchia citta' sorge sul Monte Barbaro, nel comune di Calatafimi Segesta, a una decina di chilometri da Alcamo e da Castellammare del Golfo. Di particolare bellezza sono il tempio, in stile dorico, e il teatro, in parte scavato nella roccia della collina. La data della fondazione non e' conosciuta, ma da documenti risulta che la citta' era abitata nel IV secolo a.C. Lo storico greco Tucidide narra che i profughi troiani, attraversando il Mar Mediterraneo, giunsero fino in Sicilia, e fondarono Segesta, chiamata Aegesta, ed Erice. Questi profughi presero il nome di Elimi. Secondo il mito, Segesta sarebbe stata fondata da Aceste (che ne fu il primo re), figlio della nobile troiana Egesta e del dio fluviale Crimiso. Virgilio riporta la leggenda secondo cui Segesta sarebbe stata fondata da Enea per far riposare i vecchi e le donne, dopo che queste avevano incendiato le navi poco prima di riprendere il viaggio. Fu nel 104 a.C. che da Segesta iniziarono le rivolte degli schiavi in Sicilia, le cosiddette guerre servili, guidate da Atenione. Queste rivolte furono soffocate nel sangue dai Romani nel 99 a.C.Segesta fu distrutta dai Vandali nel V secolo, e mai piu' ricostruita nelle dimensioni del periodo precedente. Ciononostante, vi rimase un piccolo insediamento e, dopo la cacciata degli Arabi, i Normanni vi costruirono un castello. Questo, ampliato in epoca sveva, fu il centro di un borgo medievale. Se ne perse poi quasi il nome fino al 1574, quando lo storico domenicano Tommaso Fazello, artefice dell'identificazione di diverse citta' antiche della Sicilia, ne localizzo' il sito

CASTELLO DI CALATUBO

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Loc. CASTELLO DI CALATUBO, ALCAMO TP, ITALIA - SICILIA  Navigatore
31 Km da ACANTO
  Area Trappeto, Calatafimi, Castellammare del Golfo
Il castello di Calatubo (latino: castrum Calathatubi; arabo: 65165; - Qal'at 'Awbi o Kalata et tub, terra di tufo) e' un'antica fortezza che sorge presso il comune di Alcamo (provincia di Trapani). Il sito presenta frequentazioni antichissime, con resti di un insediamento elimo e di una necropoli. Essendo prossimo all'autostrada A29, con la sua imponente mole attrae la curiosita' dei viaggiatori; e' pero' sconosciuto ai piu' e versa oggi in uno stato di abbandono, nonostante il Comune di Alcamo abbia spesso espresso la volonta' di recuperarlo. E' attualmente inagibile e pertanto chiuso alle visite. Le origini del castello risalgono a prima del 1093, anno in cui il conte Ruggero defini' i confini della diocesi di Mazara, includendovi Calatubo con tutte le sue dipendenze. Anticamente, attorno al castello sorgeva il villaggio di Calatubo, che fondava il proprio commercio sull'esportazione di cereali e di pietra da mulino (ad acqua e a vento, questi ultimi detti mulini persiani), estratta dalle cave attorno al torrente Finocchio, come menzionato dal geografo arabo al-Idrisi nel Libro di Re Ruggero, scritto nel 1154. A partire dal Medioevo, a causa della sua visibilita', il castello di Calatubo ebbe un importante ruolo strategico: infatti esso faceva parte di una linea di torri e forti situati lungo la costa che va da Palermo a Trapani; tale linea difensiva veniva utilizzata per trasmettere segnali luminosi in caso di attacco dei nemici saraceni. In particolare, il castello di Calatubo garantiva il flusso di informazioni che avvenivano tra gli avamposti di Carini, Partinico e Castellammare del Golfo. Il villaggio di Calatubo fu abbandonato in seguito alla conquista da parte di Federico II e il castello perse la sua funzione originaria di fortezza militare, trasformandosi in una masseria. Durante tale periodo, al castello si aggiunsero magazzini, stalle e altre strutture utilizzate per l'amministrazione agricola del feudo di Calatubo. Alla fine del XIX secolo in corrispondenza del secondo cortile furono poi allestiti magazzini per la produzione del vino Calatubo. Il castello rimase in buone condizioni fino al 1968, anno in cui si manifesto' il terremoto del Belice. A peggiorare l'azione distruttrice del terremoto fu l'utilizzo della struttura come ovile e gli scavi di frodo, che avevano come obiettivo i reperti della necropoli del VII secolo a.C. attinente al castello. Inoltre piu' recentemente (luglio 2013) il castello e' stato avvolto da un incendio che oltre ad annerirne le pareti interne ed esterne ha verosimilmente arrecato ulteriori danni alla struttura. Nel 2007 il Comune di Alcamo ha acquistato il castello per 60 mila euro

CALA ROSSA

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Loc. CALA ROSSA TP, ITALIA - SICILIA  Navigatore
18 Km da ACANTO
  Area Custonaci, Castellammare del Golfo, Erice
Le spiagge della bellissima provincia di Palermo sono una piu' bella dell'altra, dei veri e propri paradisi che si susseguono lungo la costa settentrionale dell'isola siciliana, con armonia e ordine lasciando a bocca aperta i loro tantissimi visitatori. Cala Rossa si trova nel comune di Terrasini. Questa spiaggia e' caratterizzata da meravigliose rocce rosse venate di bianco che creano un meraviglioso spettacolo. Cala Rossa e' una piccola insenatura alla quale si arriva superando il villaggio dei pescatori dove si trova un'altra piccola baia

RISERVA NATURALE DI MONTE COFANO

RISERVA NATURALE DI MONTE COFANO  Apri
Loc. VIA COFANO, CUSTONACI TP, ITALIA - SICILIA  Navigatore
8 Km da ACANTO
Altitudine: 209 mt. s.l.m.  Area San Vito lo capo, Castellammare del Golfo, Erice
La Riserva di Monte Cofano e' certamente una delle piu' interessanti attrazioni naturali della costa trapanese. Un mare cristallino di un blu indefinito fa da contorno all'incantevole paesaggio mediterraneo. Per chi ama fare trekking o andare in mountain bike, un comodo sentiero, permette di effettuare il periplo del monte. Per i piu' audaci e con buone doti atletiche si propone la salita in vetta (659 metri). Giunti sulla cima potrete ammirare un panorama mozzafiato che spazia a 360°. Davvero un'esperienza unica! Se l'escursione avviene in piena estate si consiglia, vivamente, di evitare le ore piu' calde e di portare sempre con se' dell'acqua. Il territorio della Riserva si estende su un promontorio la cui roccia ha caratteristiche dolomitiche del periodo giurassico, ed e' completamente ricoperto dalla tipica vegetazione mediterranea. La verde palma nana e i ciuffi coreografici di ampelodesma (detta Disa) sono sparsi lungo tutto il sentiero. Le pareti rocciose si presentano aspre e ripide, soprattutto sul versante nord-occidentale, e superata Punta del Saraceno in direzione sud-ovest, scendono a picco sul mare, creando piccole e deliziose calette. Un sentiero della Forestale giunge quasi in prossimita' della vetta, partendo da Piano Alastre. Interessanti anche le due torri che si incontrano lungo il percorso e che facevano parte del sistema di fortificazioni, volute dal regno borbonico, a difesa delle coste siciliane. Torre San Giovanni, sul versante di Custonaci e Torre di Tono, sul versante che guarda San Vito Lo Capo.

WWF: OASI SALINE DI TRAPANI E PACECO

WWF: OASI SALINE DI TRAPANI E PACECO  Apri
Loc. TRAPANI, ITALY - SICILIA  Navigatore
11 Km da ACANTO
  Area Trapani, Erice, Marsala
  Brochure PDF
Le saline di Trapani sono uno scampolo di natura profondamente rivisitata dall'uomo. Un paesaggio, un luogo di produzione, un richiamo estetico. L'Oasi si trova nel Comune di Nubia-Paceco e Trapani. Un viaggio tra le vasche, canali, mulini a vento, bagli; un gioco di colori che al tramonto sono i piu' belli del mediterraneo. Camminando lungo i canali delle saline di Trapani, gli unici suoni percepibili sono quelli delle onde del mare e dei gabbiani. Il resto e' solo orizzonti, montagne di sale, e uccelli in volo. Ambiente Le saline di Trapani e Paceco, tra le ultime rimaste in attivita' in Sicilia, sono costituite da vasche di diversa dimensione e profondita', in cui d'estate, attraverso un gioco di livelli, canali e passaggi d'acqua, si determina una veloce evaporazione dell'acqua marina e la conseguente cristallizzazione del sale. Rappresentano un habitat unico per una pregiatissima avifauna e per la flora, offrendo ospitalita' a numerose comunita' e specie (animali e vegetali, macroscopiche e microscopiche, endemiche e ad ampia distribuzione) accomunate dalla dipendenza da questo peculiare tipo di habitat. Flora e fauna L'ambiente delle saline e' il regno delle Chenopodiacee: lungo gli argini delle vasche e nei pantani salmastri temporanei, questa famiglia di piante fanerogame sfoggia la sua ricchezza di specie appartenenti a numerosi generi. L'area ospita diverse specie di piante alofile, tra le quali fungo di malta, statice cespuglioso, calendula maritima, limonio di Ponzo, limonio di Lojacono, limonio a spighe dense, limonio delle saline, violaciocca selvatica, sparto steppico, ginestrino delle spiagge. Tra gli uccelli, spatola, fenicottero, airone bianco maggiore, mignattaio, fischione, moriglione, alzavola, germano reale codone; i nidificanti cavaliere d'Italia, fratino, fraticello, volpoca, gabbiano roseo, pettegola, avocetta

SPIAGGIA SAN CATALDO

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Loc. SAN CATALDO CL, ITALIA - SICILIA  Navigatore
12 Km da ACANTO
Altitudine: 40 mt. s.l.m.  Area Custonaci, Castellammare del Golfo, Erice
La spiaggia si San Cataldo e' un'altra meravigliosa oasi che si trova a pochi passi da un villaggio turistico. Per raggiungerla e' necessario percorrere un piccolo sentiero. Un vero paradiso fatto di natura, mare cristallino, sassi e ciottoli. Prendendo una canoa e' possibile anche visitare la Grotta dei Palombi

CASTELLO DELLA COLOMBAIA

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Loc. TRAPANI - SICILIA  Navigatore
12 Km da ACANTO
  Area Paceco, Erice, Marsala
La Colombaia, detta anche Torre Peliade o Castello di mare, e' un'antica fortezza medievale trapanese, posta su un'isoletta all'estremita' orientale del porto di Trapani. E' alta 32 metri, composta da quattro piani sovrapposti, con il primo adibito a cisterna, mentre l'ingresso originario si trovava al secondo piano. E' uno dei migliori esempi di architettura militare in Sicilia. La Colombaia non e' un castello vero e proprio, e' stata utilizzata per molte attivita', attualmente: Il castello e' dotato di una banchina davanti all'edificio. L'edificio vero e proprio e' composto di una torre ottagonale. Oltre un edificio che potrebbe essere definito un posto di guardia vi e' una stradina precedentemente pavimentata ora scoperta. La stradina costeggia il fianco destro dell'edificio vero e proprio, nel fianco destro e' presente una lapide. La stradina sbocca dietro l'edificio principale, c'e' un cortile, e alla fine di tale cortile due cappelle, usate come depositi nella seconda guerra mondiale. Nel fianco sinistro del cortile c'e' una seconda banchina pericolante. L'edificio principale e' costituito da 4 piani sovrapposti, sono presenti delle finestre ed un balcone murato, e' presente anche una scala, semidistrutta e impraticabile. Ormai l'isola in cui sorge il castello e' completamente abbandonata e l'edificio principale e' pericolante, tutte le entrate e le uscite al castello sono state murate per evitare che persone curiose rischino la vita, anche l'accesso alle cappelle del cortile e' stato limitato poiche' codeste cappelle sono anche esse pericolanti, infine anche la banchina nel fianco sinistro del cortile e' pericolante ed in attesa di restauro. Alcune leggende collegano la Colombaia con gli esuli troiani sbarcati a Trapani dopo la caduta della loro citta' nel XIII secolo a.C., ma non esistono prove di questo fatto. I primi documenti storici fanno invece risalire la fortificazione al tempo della Prima Guerra Punica, ad opera del cartaginese Amilcare Barca. Il nome odierno Colombaia e' il calco linguistico del nome dell'isolotto in Greco, Pelia'des,colomba, specificamente Columba livia, da cui deriva appunto anche il nome alternativo di torre Peliade. Nel 249 a.C. si svolse a Trapani un'importante battaglia navale che vide i Romani duramente sconfitti dai Cartaginesi. Due anni piu' tardi il console romano Numerio Fabio Buteone attacco' e conquisto' in una sola notte l'isolotto della Colombaia, uccidendo tutti i suoi occupanti. Dopo la conquista romana la torre cadde in abbandono e fu ridotta a nido di colombe, che erano state usate come comunicazione. Durante quel periodo essa fu probabilmente sede del culto pagano della dea Venere Ericina, della quale le colombe erano animale sacro. Furono gli Arabi a restaurarne l'uso come faro. E' durante il medioevo che viene ricostruita dagli aragonesi nell'attuale forma ottagonale. Fu ampliata intorno al 1400, e divenne una fortificazione durante il regno di Carlo V, per difendere la citta' dalle incursioni barbaresche. Le ultime trasformazioni le subi' nell'XVII secolo su ordine del vicere' Don Claudio Lamoraldo, Principe di Ligny. Sul muro esterno della torre si puo' leggere ancora la lapide fatta affiggere nel 1671 dal Principe. Dismessa la destinazione militare, venne trasformata in prigione dai Borboni, dopo i moti del 1821 e fino al 1860 ospito' i patrioti siciliani del Risorgimento, tra cui Michele Fardella, barone di Mokarta, che fu sindaco di Trapani nel 1861. Venne impiegata come carcere fino al 1965, quando fu inaugurato il nuovo carcere di Trapani, e' poi caduta in stato d'abbandono. Negli anni novanta venne restaurata la torre pericolante, mentre sul resto del castello la soprintendenza regionale dei Beni culturali non pote' intervenire perche' appartenente al demanio statale. Nel 2009 fu individuata dal Fondo per l'Ambiente Italiano come Luogo del cuore degli italiani, poiche' il monumento in stato di fatiscenza ed abbandono, era privo di interventi di restauro. Solo il 3 dicembre 2010 il decreto della 'Colombaia' e' stato firmato dal Presidente della Repubblica, trasferendo cosi' il bene dallo Stato alla Regione siciliana, che ne ha annunciato il restauro

TEATRO GRECO DI SEGESTA

TEATRO GRECO DI SEGESTA  Apri
Loc. SEGESTA, CONTRADA BARBARO S.P. 68, CATALFIMI SEGESTA, TRAPANI, ITALY - SICILIA  Navigatore
21 Km da ACANTO
  Area Calatafimi, Alcamo, San Vito lo capo
Il teatro di Segesta e' un teatro greco dell'antica citta' di Segesta sito nell'area archeologica di Calatafimi Segesta, comune italiano della provincia di Trapani in Sicilia.Il teatro, che puo' datarsi intorno alla meta' del IV secolo a.C., (o al II a.C) e' posto alla sommita' del Monte Barbaro, opposta a quella del tempio, a circa 440 metri di altezza. Sebbene Segesta fosse una citta' non greca, il teatro e' di canone ellenico. Sette cunei dividono i posti degli spettatori. Le separazioni sono fatte in travertino. La divisione orizzontale del teatro (diazoma) permetteva lo spostamento degli spettatori da una sezione all'altra del teatro. La zona superiore e' semidistrutta, e assai poco rimane anche della scena, che secondo gli studiosi sarebbe stata decorata da colonne e pilastri. La cavea ha un diametro di 63,60 m. Il teatro poteva ospitare oltre 4.000 persone. Restaurato, viene periodicamente utilizzato per rappresentazioni teatrali

ERICE

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Loc. ERICE - SICILIA  Navigatore
4 Km da ACANTO
Altitudine: 753 mt. s.l.m.  Area Trapani, Paceco, Custonaci
La cittadina e' posta sulla vetta di un monte isolato, all''estremita' nord occidentale della Sicilia, e dista 15 km da Trapani. A 750 m. sul livello del mare, Erice si trova in una splendida posizione panoramica e nelle giornate limpide e' possibile individuare l''Etna all''orizzonte: la citta' si e' affermata ormai come una delle principali mete turistiche siciliane. Meravigliosa sintesi di arte, storia e paesaggio, la cittadina di Erice conserva praticamente intatto il suo centro medievale, perfettamente integrato con la morfologia del monte ed armoniosamente fuso con la splendida natura circostante. L''impianto urbano ha perfetta forma triangolare ed e' delimitato sul lato occidentale da mura ciclopiche, interrotte da torrioni e da tre porte normanne: porta Spada, porta del Carmine e porta Trapani. A sud-est dell''abitato si trova il bellissimo giardino del Balio, all''interno del quale svetta il castello Pepoli, costruito in eta' normanna e largamente modificato nel XIX sec. per essere trasformato in villa. Risale invece al XII sec. il castello di Venere: una tipica fortezza medievale costruita nell''area ove un tempo doveva sorgere l''antico santuario di Venere Ericina

WWF: OASI CAPO RAMA

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Loc. TERRASINI PALERMO, ITALY - SICILIA  Navigatore
42 Km da ACANTO
  Area Punta Raisi, Trappeto, Capaci
  Brochure PDF
La riserva Capo Rama e' situata su un'alta falesia calcarea e ricade in uno dei tratti di costa piu' suggestivi e naturalisticamente interessanti della costa siciliana, caratterizzata da una distesa di altri 5 ettari di macchia a palma nana. L'Oasi si trova nel Comune di Terrasini (Pa). Sull' omonimo promontorio svetta un'antica Torre di avvistamento e la costa, alta e frastagliata, e' ricca di amene insenature e panoramici promontori, con numerose grotte generate dalla concomitante azione dell'erosione marina e della dissoluzione carsica. Ambiente L' Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, nel 2000, ha istituito la Riserva Naturale Orientata Capo Rama affidandone la gestione al WWF Italia. Oltre al promontorio Capo Rama, il vincolo di Riserva Naturale si estende anche sulle aree costiere limitrofe, per un'estensione complessiva di 57 ettari di superficie protetta distinti in zona A e zona B. Geologia La Riserva Capo Rama sorge su una piattaforma formatasi a seguito dell'erosione dovuta alle variazioni del livello del mare del Quaternario.In quest'area affiorano rocce calcaree di eta' mesozoica che risalgono a circa 200 milioni di anni fa; tali rocce si sono depositate sul fondo del mare, in un ambiente di piattaforma carbonatica e di laguna, e sono successivamente emerse a seguito delle spinte orogenetiche che hanno portato alla formazione della Sicilia. Le rocce sono ricche di fossili, fra i quali prevalgono i gusci dei Megalodonti, Lamellibranchi di grandi dimensioni e tipici fossili guida del Triassico, oltre a resti di gasteropodi marini, di coralli e di altri organismi incrostanti che popolavano i fondali marini. In queste rocce e' stata individuata una ciclica successione stratigrafica, in cui si sono alternati periodi di emersione e di immersione e vari ambienti di deposizione, La spianata e' interessata da morfologie carsiche che hanno dato origine ai campi solcati e ai depositi di terre rosse. La costa e' alta e rocciosa (falesia); in essa si aprono alcune grotte generate dalla concomitante azione dell'erosione marina e della dissoluzione carsica. Il promontorio di Capo Rama e' stato inserito nell'esclusivo elenco italiano dei Geositi (localita' di rilevante interesse geologico). Il geosito Capo Rama e' stato dichiarato, dal Ministero dell'Ambiente, meritevole di tale riconoscimento per la presenza di un'importante facies geologica utile alla ricostruzione della storia geologica della Sicilia

TRAPANI

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Loc. TRAPANI - SICILIA  Navigatore
9 Km da ACANTO
  Area Paceco, Erice, Custonaci
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Trapani e' uno dei capoluoghi di provincia della regione Sicilia e si trova nella parte nord-occidentale dell'isola sopra una penisola stretta delimitata dal Monte Erice e da una lunga distesa di saline. Si trova nella costa dei tre golfi (Bonagia, Cofano e Castellammare). Originariamente fu colonia dei Cartaginesi, poi fu sotto il dominio dei Greci (col nome Drepanon) e poi nel III secolo a.c. Divenne romana. Successivamente fu conquistata dai Bizantini e poi dagli Arabi grazie ai quali trascorse un lungo periodo di prosperita e di sviluppo economico ed artistico. Anche con i Normanni la citta continuo la sua prosperita economica. Successivamente fu dominata dagli Aragonesi, dagli Spagnoli ed infine dai Borboni. Trapani e' una localita turistica in espansione grazie alle sue bellezze naturali formate da bellissime scogliere e faraglioni. Da vedere: Santuario dell'Annunziata: questo santuario e' stato costruito nel XIV secolo ma ha subito dei rimaneggiamenti e degli ingrandimenti nel corso dei secoli successivi. La facciata presenta un bellissimo portone gotico ed un altrettanto splendido e particolare rosone. La chiesa venne restaurata nel 1741 e della nuova costruzione si puo ammirare il bellissimo campanile. All'interno di questa chiesa si torva la famosa statua in marmo della Madonna di Trapani. Isole Egadi: arcipelago appartenente alla provincia di Trapani formato dalle tre isole maggiori Favignana, Marettimo, Levanzo e dalle due isole minori Formica e Maraone. Questa isole sono caratterizzate da acque limpide, bellissime coste, baie e grotte. Il termine 'Egadi' significa favorevole (o propizio): forse per indicare il clima particolarmente favorevole e la pescosita del mare. Questo arcipelago possiede una storia molto antica: sono state insediate sin dalla preistoria ed in seguito molto conosciute nell'eta classica. Fontana di Saturno: questa fontana venne costruita nel 1342 per ricordare la costruzione dell'acquedotto chiamato 'Chiaromontano'. Si trova in piazza Saturno vicino al palazzo comunale e alla cattedrale (chiesa di Sant'Agostino). Sopra la fontana vi e' la statua di Saturno, fondatore della citta nella mitologia. Pantelleria: isola vulcanica sotto la provincia di Trapani (dista circa 50 km) molto ricca di sorgenti termali. Era chiamata Cossyra dagli antichi Greci ed in seguito conquistata dai Fenici, Cartaginesi e Romani. Molto importanti sono i 'Sesi' dei monumenti funerari dell'eta del bronzo e le caratteristiche abitazioni a forma cubica (i 'dammusi'): sono di origine araba fatti in pietra e con il tetto a terrazza. Duomo (Chiesa di Sant'Agostino): questa chiesa si trova in piazza Saturno, e' stata costruita nel 1635 su una piu antica chiesa trecentesca. Presenta una facciata in stile barocco e posside un portale ed un rosone che appartengono alla vecchia chiesa trecentesca. L'interno e' strutturato su tre navate con colonnati ed una bellissima cupola

VAL DI MAZARA DOP

VAL DI MAZARA DOP  Apri
Loc. VIA VAL DI MAZARA, MAZARA DEL VALLO TP, ITALIA - SICILIA  Navigatore
44 Km da ACANTO
Altitudine: 10 mt. s.l.m.  Area Castelvetrano, Marsala, Calatafimi
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Val di Mazara (DOP) e' un olio di oliva a Denominazione di origine protetta che si produce in provincia di Palermo e di Agrigento. Deve essere prodotto per almeno il 90% da: Biancolilla, Nocellara del Belice, Cerasuola. Il logo dell'olio extravergine di oliva Val di Mazara DOP e' la regione Sicilia con evidenziata la zona di produzione, la scritta 'DOP Val di Mazara' sopra la regione e 'Sicilia' sotto, il tutto racchiuso in un ovale dal fondo verde incorniciato da due rami di olivo. Ogni singola confezione di olio extravergine d'oliva Val di Mazara DOP e' contrassegnata da un codice che fornisce tutte le informazioni relative alle origini del prodotto; inserendo il codice in un'apposita area dedicata alla tracciabilita' sul sito della DOP Val di Mazara (www.dopvaldimazara.it) e' possibile risalire fino al produttore

VALLI TRAPANESI DOP

VALLI TRAPANESI DOP  Apri
Loc. TRAPANI - SICILIA  Navigatore
8 Km da ACANTO
Altitudine: 6 mt. s.l.m.  Area Paceco, Erice, Custonaci
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Il territorio in cui si estende la zona di produzione dell'olio extravergine di oliva DOP Valli Trapanesi interessa la provincia di Trapani. Le olive utilizzate per produrre l'olio DOP Valli Trapanesi appartengono alle varieta' autoctone Cerasuola e Nocellara del Belice: Odore: netto di oliva con eventuali toni erbacei Sapore: di fruttato con sensazione leggera di piccante e di amaro Colore: verde con eventuali riflessi giallo oro. Attorno al XV secolo d.C., nella zona del Trapanese si registro' un incremento della produzione dell'olio di oliva in seguito a una forte migrazione di Ebrei verso Trapani che aumento' il fabbisogno dell'olio, data l'importanza del derivato nelle celebrazioni religiose, ma anche per la stessa cucina ebraica. In quel periodo influenzarono pure la crescita della produzione olearia l'impiego dei frantoi sia per le olive che per la molitura della canna da zucchero e per torchiare l'uva

TEMPIO DI SEGESTA

TEMPIO DI SEGESTA  Apri
Loc. CASTELLAMMARE DEL GOLFO - SICILIA  Navigatore
13 Km da ACANTO
  Area San Vito lo capo, Custonaci, Calatafimi
Il tempio, a volte denominato Tempio Grande, e' stato costruito durante l'ultimo trentennio del V secolo a.C., sulla cima di una collina a ovest della citta', fuori dalle sue mura. Si tratta di un grande tempio periptero esastilo (ossia con sei colonne sul lato piu' corto, non scanalate). Sul lato lungo presenta invece quattordici colonne (in totale 36 quindi). L'attuale stato di conservazione presenta l'intero colonnato della peristasi completo di tutta la trabeazione. Nonostante gli elementi costruttivi e le proporzioni della costruzione si riferiscano con chiarezza al periodo classico dell'architettura greca, il tempio presenta aspetti peculiari sui quali la storiografia non esprime pareri unanimi. Negli anni '80 sono state trovate tracce della fondazione della cella, interrate all'interno del tempio, insieme a tracce di costruzioni precedenti (il che farebbe pensare che il tempio fosse stato costruito su un luogo sacro ancora piu' antico).Pertanto l'ipotesi prevalente e' che il tempio non sia mai stato terminato, a causa probabilmente di avvenimenti bellici che coinvolsero a lungo la citta' e che la cella e la copertura non siano mai state realizzate. Tale ipotesi e' avvalorata anche dalla mancanza di scanalature delle colonne e dalla presenza, soprattutto sui blocchi del crepidoma, di bugne cioe' di protuberanze destinate e proteggere il blocco durante la messa in opera che sarebbero state scalpellate via in fase di rifinitura. Il tempio quindi avrebbe dovuto avere un'ampia cella preceduta da un pronaos distilo in antis ed un simmetrico opistodomo sul retro. Il colonnato, con interassi uguali su tutti i lati, presenta la canonica doppia contrazione degli intercolumni terminali per risolvere il conflitto angolare oltre ad altri tipici accorgimenti ottici come la curvatura delle linee orizzontali e alla concezione decorativa del fregio che perde, almeno in parte la sua dipendenza dal colonnato. Tali caratteristiche mostrano una derivazione dai modelli evolutivi attici della fine del V secolo a.C. ed in particolare dal tempio degli Ateniesi a Delos, ai quali rimandano anche gli elementi decorativi.

ISOLA GRANDE

ISOLA GRANDE  Apri
Loc. ISOLA GRANDE, ITALIA - SICILIA  Navigatore
24 Km da ACANTO
Altitudine: 2 mt. s.l.m.  Area Paceco, Trapani, Erice
L'Isola Grande, detta anche Isola Lunga, e' un'isola posta nel territorio di Marsala, comune italiano della provincia di Trapani in Sicilia. E' la piu' grande isola del miniarcipelago delle isole dello Stagnone. La sua formazione, piuttosto recente, ha dato origine alla laguna. Era formata da isolotti rocciosi, che si unirono formando la lunga isola, probabilmente per l'allargamento dei depositi di sale molto sfruttati fin dai tempi dei Fenici. Da una mappa del XVI secolo si evince che era composta da 5 isolette (Frati Janni, Altavilla, Burrone, Sorci e San Todaro) unite da canali. Vi si trovano oggi alcune saline in stato di abbandono, un bosco e alcune spiagge di sabbia fine. Ospita una delle poche popolazioni esistenti di Calendula maritima

WWF: OASI LAGO PREOLA E GORGHI TONDI

WWF: OASI LAGO PREOLA E GORGHI TONDI  Apri
Loc. MAZARA DEL VALLO - SICILIA  Navigatore
41 Km da ACANTO
  Area Castelvetrano, Marsala, Calatafimi
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L'Oasi WWF Lago Preola e Gorghi Tondi e' un insieme di specchi d'acqua, di origine carsica. lacustri naturali salmastri. L'intera area e' strategica per l'avifauna migratoria. L'Oasi si trova nel Comune di Mazara del Vallo (Tp). La Riserva regionale di Lago Preola e dei Gorghi Tondi e' un area particolare, per molti versi insolita. Proprio per questo e per lo scenario che la circonda e' un luogo di grande valore naturalistico e paesaggistico, un'insieme di specchi d'acqua di origine carsica preziosa per la presenza di uccelli acquatici. Ambiente Si tratta di una zona umida di origine carsica posta nel territorio di Mazara del Vallo (TP), formata da specchi lacustri naturali salmastri, denominati storicamente laghi del Cantarro ,circondati da cordoni di vegetazione palustre e dalla vegetazione a macchia mediterranea, che ne ricopre buona parte dei costoni calcarenitici. L'estensione dell riserva naturale e' di circa 335 ettari, suddivisa in due zone, A e B. L'intera area, strategica per l'avifauna migratoria , fa parte di una ZPS, Laghetti di Preola Gorghi Tondi sciare di Mazara e Pantano Leone. Partendo da nord-ovest verso sud-est si susseguono in successione cinque bacini il pantano Murana , il lago Preola ed i tre Gorghi tondi, alto medio e basso. All' interno dell &oasi il paesaggio agrario e' caratterizzato da colture tradizionali, con prevalenza a vigneto ed uliveto. Curiosita' Flora e fauna I cordoni di vegetazione palustre che circondano i bacini rappresentano biotopi ideali per flora e fauna, con presenza di piante acquatiche palustri come la cannuccia , lo scirpo, la tifa, il carice ed il giunco. Sui costoni sovrastanti spiccano invece associazioni vegetali a quercia spinosa, lentisco e olivastro, e' presente anche una fitta lecceta relitta in localita' bosco del Cantarro. Gli ambienti dell'oasi , nei periodi primaverili ed autunnali, vengono frequentati da diverse specie di anatidi : germano reale, alzavola, fischione, moretta e moretta tabaccata, codone, marzaiola, anche dalla folaga, dalla gallinella d'acqua dal tuffetto. e dallo svasso maggiore. Rilevanti, inoltre, le presenze di ardeidi come il tarabusino, la nitticora, l'airone cinerino, la garzetta e di rallidi come il porciglione e la schiribilla. In primavera periodo indicato per il trekking ed il birdwatching e' possibile osservare il pollo sultano, il mignattaio, il mestolone la cicogna bianca il fistione turco e l'anatra marmorizzata

SPIAGGIA CIAMMARITA

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Loc. TRAPPETO PA, ITALIA - SICILIA  Navigatore
36 Km da ACANTO
Altitudine: 32 mt. s.l.m.  Area Alcamo, Cinisi, Punta Raisi
Ciammarita e' una piccola frazione del comune di Trappeto e la sua spiaggia e' lunga alcune centinaia di metri. Una spiaggia molto belle fatta di sabbia dorata fine, tutta libera, senza lidi ma non mancano i servizi di ristoro e i bar. Un piccolo paradiso dove godere di aria ventilata e il mare sempre un po' capriccioso

GROTTA MANGIAPANE

GROTTA MANGIAPANE  Apri
Loc. VIA SCURATI, CUSTONACI TP, ITALIA - SICILIA  Navigatore
7 Km da ACANTO
Altitudine: 58 mt. s.l.m.  Area Erice, San Vito lo capo, Castellammare del Golfo
Grotta Mangiapane sito di archeologico , storico, antropologico Etno , sede della Nativita' e il Museo d'Arte della Civilta' Contadina. La grotta Mangiapane chiamata anche 'Grotta degli uffizi' e' una delle grotte piu' importanti del territorio trapanese. Posta ad un'altitudine di 55-60 metri sopra il livello del mare in localita' Scurati, alta circa 70 metri e profonda 50, fu abitata dall'uomo sin dal Paleolitico superiore. I primi studi sono stati condotti dal marchese Guido Dalla Rosa nel 1870 e da Raimond Vaufrey nel 1925. Tra i numerosi reperti preistorici, sono stati ritrovati denti e ossa di animali, selci lavorate, ossidiana e pitture rupestri tuttora conservati presso il museo Pepoli di Trapani, il museo della Preistoria della Torre di Ligny e il museo Etno-antropologico di Parigi . Abitata fino ai primi anni '50 dalla famiglia Mangiapane, oggi la grotta e' la sede naturale del Presepe e del Museo Vivente.

SPIAGGIA CAPO RAMA

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Loc. PUNTA RAISI PA, ITALIA - SICILIA  Navigatore
45 Km da ACANTO
Altitudine: 10 mt. s.l.m.  Area Cinisi, Capaci, Isola delle Femmine
Dopo Cala Rossa si giunge a Capo Rama che e' una scogliera bianca dominata da una torre di avvistamento cinquecentesca in rovina dalla quale pero' si puo' godere di meravigliosi panorami. La vista spazia fino a Punta Raisi da una parte e il golfo di Castellammare dell'altra. Un posto dove godere di pace e tranquillita' e osservare la bellezza intatta della natura. Il mare e' difficile da raggiungere e bisogna farsi strada tra gli scogli che si buttano a picco sul mare ma una volta riusciti in questa ardua impresa si arriva in un mare meraviglioso dai fondali blu e verdi ricchi di flora e fauna. In questa zona vi sono anche numerose grotte da visitare, Grotta Grande e Grotta dei Palombi, abitazioni predilette da molti volatili. Un vero spettacolo che la natura protegge dalle 'cattiverie' dell'uomo, pronta a donarsi in tutto il suo splendore in fantastiche occasioni

LIPU: OASI MONTALLEGRO

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Loc. ALCAMO TP, ITALIA - SICILIA  Navigatore
28 Km da ACANTO
  Area Trappeto, Castellammare del Golfo, Calatafimi
L'Oasi Montallegro, situata nella Sicilia meridionale tra Agrigento e Sciacca, e' stata una delle prime oasi naturalistiche dell'Isola attrezzata per le visite guidate e l'accesso del pubblico. L'Oasi, un bacino artificiale in fase di completa rinaturalizzazione (di proprieta' di ESA-Ente di sviluppo agricolo), comprende diverse tipologie ambientali, dalle acque fonde alla vegetazione ripariale lungo le sponde, dalle acque basse e fangose ai piccoli ma densi canneti. Al centro del lago, le acque fonde sono frequentate specialmente in inverno da numerosi gruppi di Cormorani e Svassi maggiori, attirati dall'abbondanza di pesci, principale fonte alimentare per entrambe le specie. Durante le migrazioni sono invece i Moriglioni e le Morette a popolare la porzione centrale del lago, immergendosi alla ricerca di alghe ed altre piante acquatiche. Seppur di origine artificiale, il lago ha da sempre attirato anche altre specie animali. Tra queste merita una citazione particolare la Tartaruga palustre (simbolo dell'Oasi), un rettile raro e localizzato in Sicilia, qui presente con una popolazione stabile e numerosa. Non e' difficile osservare alcuni esemplari di questa specie intenti a prendere il sole lungo le rive e in cerca di cibo a terra o in acqua: molluschi, lombrichi, anfibi e loro larve e piccoli pesci sono le prede piu' ricercate. Una moltitudine di farfalle e libellule e di altri Insetti, piu' comuni in primavera e in estate, completa il panorama faunistico dell'Oasi

AREA ARCHEOLOGICA DI MOZIA

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Loc. MARSALA - SICILIA  Navigatore
24 Km da ACANTO
  Area Paceco, Trapani, Erice
Presso l'estrema punta nord-occidentale della Sicilia, quasi di fronte a Marsala, il mare forma una laguna, chiamata Stagnone chiusa ad ovest dall'Isola Lunga e ad est dalla costa siciliana. Al centro della laguna si trovano l'isola di San Pantaleo, sede della colonia fenicia di Mozia e le altre due piccole isole di Santa Maria e di Scuola. La citta' di Mozia presentava i requisiti tipici di molti stanziamenti fenici: era situata su di una piccola isola in prossimita' della costa, circondata da bassi fondali, quindi in grado di garantirsi sia una buona difesa dagli attacchi nemici e contemporaneamente di offrire un sicuro attracco per le navi. Mozia, fondata alla fine dell'VIII sec. a.C., per la sua posizione felice dovuta anche alla vicinanza con l'Africa e punto di transito obbligato per le rotte commerciali verso la Spagna, la Sardegna e l'Italia Centrale, divenne ben presto una delle piu' floride colonie fenicie del Mediterraneo. La presenza in Sicilia dei Greci, con cui i Fenici avevano scambi commerciali ma anche contatti non sempre amichevoli, causo' guerre che con alterne vicende provocarono infine la distruzione di Mozia ad opera di Dionisio di Siracusa nel 397a.C. Da allora i superstiti si trasferirono sulla costa siciliana, fondando la citta' di Marsala. L'isola non rimase pero' del tutto disabitata come dimostrano numerose evidenze archeologiche riscontrate nel corso degli scavi. I reperti piu' significativi degli scavi di Mozia sono esposti nel Museo Archeologico ivi creato da Giuseppe Whitaker, uomo di raffinata cultura, appassionato studioso di scienze naturali, storia e archeologia, che nei primi anni di questo secolo acquisto' l'isola e vi condusse i primi scavi sistematici. A questo illustre membro di una ricca famiglia inglese che aveva industrie e commerci in Sicilia, si deve il primo fondamentale impulso per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico di Mozi

ISOLA LA SCUOLA

ISOLA LA SCUOLA  Apri
Loc. ISOLA LA SCUOLA, ITALIA - SICILIA  Navigatore
25 Km da ACANTO
Altitudine: 1 mt. s.l.m.  Area Paceco, Trapani, Erice
La Scuola, o semplicemente Scuola, e' un'isola posta nel territorio di Marsala, comune italiano della provincia di Trapani in Sicilia. La Scuola e' la piu' piccola delle isole dello Stagnone (forma ovale di circa 80 × 50 m), collocata tra Mozia e l'Isola Grande. Durante il periodo romano vi era una scuola di retorica, dalla quale deriva il toponimo. Attualmente vi si trovano tre edifici degli anni trenta e una cisterna, il tutto in stato di abbandono. L'isola e' di proprieta' del comune di Marsala

RISERVA NATURALE ORIENTATA MONTE COFANO

RISERVA NATURALE ORIENTATA MONTE COFANO  Apri
Loc. CUSTONACI - SICILIA  Navigatore
8 Km da ACANTO
  Area San Vito lo capo, Castellammare del Golfo, Erice
Monte Cofano e' un promontorio formatosi per il sollevamento di imponenti depositi calcarei marini nel periodo del Triassico: i numerosi fossili di animali che hanno contribuito a costituire l'impalcatura di questa montagna alta 659 m s.l.m. La natura calcarea del monte determina tutta la sua morfologia: le guglie rocciose delle aree piu' elevate, i ripidi muraglioni costieri, le pendici meridionali che, sbrecciandosi, danno origine ad una spessa coltre di sedimenti che si accumula alla base del monte formando i cosiddetti ambienti di breccia

Escursioni e attrazioni in SICILIA vicino a TRAPANI Erice Custonaci Paceco: 'ISOLA SANTA MARIA'   'SPIAGGIA MAGAGGIARI DI CINISI'   'ZINGARO NATURAL RESERVE'   'CASTELLO DI VENERE'   'DUOMO DI ERICE'   'ISOLA DI SAN PANTALEO'   'AREA ARCHEOLOGICA SEGESTA'   'CASTELLO DI CALATUBO'   'CALA ROSSA'   'RISERVA NATURALE DI MONTE COFANO'   'WWF: OASI SALINE DI TRAPANI E PACECO'   'SPIAGGIA SAN CATALDO'   'CASTELLO DELLA COLOMBAIA'   'TEATRO GRECO DI SEGESTA'   'ERICE'   'WWF: OASI CAPO RAMA'   'TRAPANI'   'VAL DI MAZARA DOP'   'VALLI TRAPANESI DOP'   'TEMPIO DI SEGESTA'   'ISOLA GRANDE'   'WWF: OASI LAGO PREOLA E GORGHI TONDI'   'SPIAGGIA CIAMMARITA'   'GROTTA MANGIAPANE'   'SPIAGGIA CAPO RAMA'   'LIPU: OASI MONTALLEGRO'   'AREA ARCHEOLOGICA DI MOZIA'   'ISOLA LA SCUOLA'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA MONTE COFANO'  

SICILIA


Il nome antico di questa regione era Trinakria deriva da tre punte, come quelle che delimitano la regione. La Sicilia è la più grande isola italiana, divisa dal continente dallo Stretto di Messina e bagnata dallo Ionio, dal Tirreno e dal Mediterraneo. Una delle perle del sud Italia, tutta da scoprire, conoscere e vivere attraverso un ventaglio di itinerari alternativi che spaziano, a seconda dei gusti e delle esigenze, tra natura, storia e tradizione. La natura sembra aver destinato a questa terra tutte le sue meraviglie: monti, colline, e soprattutto il mare, che con i suoi incredibili colori, la trasparenza delle acque e la bellezza dei suoi fondali non ha nulla da invidiare agli altri mari. In questa terra, il Mediterraneo offre scenari, profumi e sapori così unici e intensi che solo una natura incontaminata può regalare. Basti pensare alle isole che circondano la Sicilia: Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica: così simili per la bellezza del loro territorio e così peculiari per natura, tradizione, arte e storia. E non dimentichiamo i suggestivi vulcani, alcuni dei quali mai sopiti come l'Etna e lo Stromboli. Un fascino arricchito anche dalle preziose testimonianze archeologiche che raccontano le antiche origini della Trinacria (antico nome della Sicilia), e dai tanti monumenti, testimonianza di un'arte che ha saputo forgiarsi nel corso dei secoli.

Da Vedere: Isole Eolie: questo arcipelago è situato a nord della Sicilia ed è composto da sette isole principali di origine vulcanica . Le isole maggiori sono Lipari, Salina e Vulcano seguono poi Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea. Il nome di questo arcipelago deriva dal dio Eolo (dio dei venti) che secondo la mitologia graca si trovava in queste zone. Queste isole sono mèta turistica e balneare grazie al loro mare incontaminato ma anche alle numerose sorgenti termali presenti. La valle dei Templi: la valle dei templi di Agrigento raccoglie uno dei più grandi patrimoni archeologici della Grecia antica. Si possono ammirare templi dorici perfettamente conservati, il tempio di Giove Olimpio, il tempio dei Dioscuri (simbolo della città di Agrigento), tempio di ercole, tempio della Concordia. Tra i templi meglio conservati troviamo il tempio di Giunone Lacinia, di vulcano, di Esculapio tutti appartenenti al VI e V secolo a.c. Si possono ammirare inoltre il santuario di Demetra e Kore, la Tomba di Terone ed il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti di valore inestimabile a livello storico ed artistico. Giardini Naxos: si tratta diun centro agricolo-artigianale e turistico. Questa località offre bellissime e rinomate spiagge nonché un mare incontaminato. Il nome della cittadina deriva dal termine siciliano 'giardini' che indica agrumeti e 'naxos' deriva invece dal nome della prima colonia dei Greci che venne fondata nella zona dell'odierno insediamento. Tra i monumenti più importanti menzioniamo il Castello di Schisò (medievale) all'interno del quale sono conservati dei reperti archeologici rinvenuti dell'antica Naxos e di alcune tombe dell'età di bronzo.

Gastronomia e Vini: La gastronomia siciliana riflette i numerosi contatti che nei secoli sono avvenuti tra la Sicilia e varie civiltà diverse tra loro. Piatti tipici di questa regione sono: la 'pasta con le sarde' (con sarde fresche, pinoli e zafferano), la 'pasta alla Norma' (con pomodoro, melanzane e ricotta). Tra i piatti a base di carne troviamo il 'falsomagro' (rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova), gli involtini alla palermitana (ripieni di uvetta, pinoli, formaggio con profumo di alloro e cipolla). Tra i piatti di pesce molto famose sono le sarde a beccafico (con pangrattato, limone e pinoli), pesce preparato alla ghiotta (tonno, sarde e alici cucinate con cipolle, olive, capperi e formaggio), il 'cuscusu (versione trapanese del cuscus a base di pesce e con un chiaro influsso di origine araba). Sempre di influsso arabo è l'utilizzo di alcuni ingredienti come la cannella, lo zafferano, il riso (che si ritrova nella arancine a base di riso, carne, piselli, formaggio e prosciutto). Un capitolo a parte della gastronomia siciliana, è composto dalla pasticceria e dai dolci tipici di questa regione: basti pensare alla 'cassata', ai 'cannoli', alle granite, alla 'pignoccata'. Tra i vini vi segnaliamo il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e l'Alcamo. Vi consigliamo anche il Marsala, un rinomato vino liquoroso.