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  ARQUA' PETRARCA


ARQUA' PETRARCA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a ARQUA PETRARCA San Benedetto Po Ostiglia Gazzo veronese

WWF: OASI LA FRANCESA

WWF: OASI LA FRANCESA  Apri
Loc. FOSSOLI MODENA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
25 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area Campagnola Emilia, Modena, Tre Valli Societa Coop Arl
Un'ampia gamma di ambienti naturali e seminaturali umidi ricchi di biodiversita'. L'Oasi WWF La Francesa si trova a Fossoli, nel Comune di Carpi (Mo). L'area, di circa 23 ettari, protegge una fetta di territorio dove si estende un'ampia gamma di ambienti naturali e seminaturali umidi. Ambiente Il territorio a nord di Carpi presenta un'ampia gamma di ambienti naturali e seminaturali quali risaie, bacini per l'itticoltura e l'attivita' venatoria, canali e fossati ricchi di idrofite. L'insieme di questi ambienti, ognuno dei quali non rappresenta di per se' una vera e propria emergenza naturalistica, costituisce pero' un complesso e diversificato mosaico che supporta numerose specie animali e vegetali di interesse conservazionistico a livello regionale, nazionale e comunitario che trovano entro un'area ristretta gli ambienti idonei. La realizzazione di una zona umida con bassi livelli dell'acqua, gestita esclusivamente per la fauna e la flora selvatica (a differenza delle circostanti zone umide), costituisce un elemento su cui sviluppare su scala comunale e provinciale attivita' di fruizione afferibili alle varie forme di ecoturismo e di didattica naturalistica. Nell'Oasi sono presenti piu' di 15.000 piante messe a dimora dalla provincia di Modena nel 1993 e dai volontari del gruppo botanico. L'area e' estesa 23 ettari and di cui 8 allagati. Flora e fauna LA VEGETAZIONE attuale dell'Oasi e' il risultato della colonizzazione spontanea e dell'intervento di rimboschimento, teso a ripristinare le condizioni naturali degli ambienti planiziali. Le specie vegetali presenti sono prevalentemente autoctone. Nel bosco misto a radure, troviamo quercia, carpino bianco, olmi, acero campestre, mirabolano e pomacee selvatiche; nelle zone piu' umide sono presenti diverse specie e varieta' di salici, pioppi e frassini. Tra gli arbusti si possono trovare prugnolo, biancospino, sanguinello, rosa canina, sambuco, frangola, ligustro e altre specie. Nelle zone aperte e prative si possono osservare diverse specie di ranuncoli, la vitalba e l'adone, il campanellino,il tulipano silvestre, il muscari azzurro, l'ibisco trione, diverse Asteracee. Nei terreni piu' umidi, menta, non ti scordar di me, equiseto,matricale, salterella e la scorzonera

WWF: OASI BOSCO DI SUZZARA

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Loc. SUZZARA - LOMBARDIA  Navigatore
24 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area Campagnola Emilia, San Benedetto Po, Mantova
  Brochure PDF
L'Oasi WWF di Bosco di Suzzara nasce dall'idea di riprodurre sul territorio urbano un'area tipica della foresta planiziale. E' stato ripristinato un micro-ambiente costituito da alberi e arbusti autoctoni, che descrive la pianura padana di molti secoli fa. Un ambiente ovunque sostituito da agricoltura intensiva, abitazioni, industrie. Un bosco urbano di circa 1,4 ettari nel Comune di Suzzara (Mn), realizzato per ricreare un ambiente tipico della pianura padana di un tempo. Ambiente L'Oasi nasce dal sogno di riprodurre sul territorio urbano un'area tipica della foresta planiziale: un micro-ambiente costituito essenzialmente da alberi e arbusti autoctoni, che descriva cio' che era la pianura padana molti secoli fa. Un ambiente ovunque sostituito da agricoltura intensiva, abitazioni, industrie... E' ormai dal 1994 che attraverso successive messe a dimora e manutenzione continua (pacciamatura, sfalcio ed irrigazione) da parte dei volontari del WWF, e dell'amministrazione comunale, si cerca di ricostituire il bosco, che oggi inizia a vedersi. Rovere, farnia, tiglio, frassino...: una prima parte ha gia' una consistenza tale da far assaporare i profumi e la quiete del sottobosco. Flora e fauna Costituito da tre differenti tipologie di moduli (barriera schermante, barriera fono-assorbente e bosco misto), sono presenti oltre 2000 piante delle seguenti specie: farnia, rovere, tiglio, frassino, acero campestre, acero platanoide, pioppo gatterino, pioppo nero, prugnolo selvatico, carpino bianco, sorbo, melo selvatico, ligustro, corniolo, sanguinella, rosa canina, viburno, bosso, biancospino, ciavardello, nocciolo

PALAZZO DUCALE DI MANTOVA

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Loc. PIAZZA SORDELLO, 40, MANTUA, ITALY - LOMBARDIA  Navigatore
25 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area San Benedetto Po, Suzzara, Valeggio Sul Mincio
  Brochure PDF
Il Palazzo Ducale di Mantova, noto anche come reggia dei Gonzaga, e' uno dei principali edifici storici cittadini. Dal 1308 e' stata la residenza ufficiale dei signori di Mantova, i Bonacolsi, e quindi la residenza principale dei Gonzaga, signori, marchesi ed infine duchi della citta' virgiliana. Ospitava il Gonzaga dominante del tempo, sua moglie, il figlio legittimo primogenito e gli altri figli legittimi sino alla maggiore eta' nonche' gli ospiti importanti. Assunse la denominazione di Palazzo Reale durante la dominazione austriaca a partire dall'epoca di Maria Teresa d'Austria regnante. Il palazzo del Capitano che si affaccia su piazza Sordello, e' l'edificio piu' antico del palazzo Ducale voluto da Guido Bonacolsi sul finire del Duecento. Inizialmente costruito su due piani e separato dalla Magna Domus da un vicolo, nei primi anni del Trecento fu rialzato di un piano ed unito alla stessa Magna Domus dalla monumentale facciata con portico, sostanzialmente rimasta tale fino ad oggi. Il secondo piano aggiunto e' costituito da un unico enorme salone (m 67x15) detto Dell'Armeria, appellato anche come Salone della Dieta, in quanto ospito' la Dieta di Mantova del 1459. Tale insigne ambiente e' ora abbandonato e bisognoso di restauro. La Magna Domus (appartenuta anch'essa a Guido Bonacolsi) e il palazzo del Capitano costituiranno il nucleo originario che dette forma alla Corte Vecchia. A meta' del XIV secolo in alcune delle sale, Pisanello mise mano a un maestoso ciclo di affreschi di soggetto cavalleresco arturiano, avente per soggetto la battaglia di Louverzep, che aveva lo scopo di glorificare il casato del committente Gianfrancesco Gonzaga, non casualmente lui stesso raffigurato nel dipinto. Si deve al sovrintendente Giovanni Paccagnini la clamorosa scoperta e il conseguente restauro della grande opera del Pisanello, avvenuti nel corso degli anni sessanta-settanta. Le sale del Pisanello accolgono frammenti degli affreschi e le relative sinopie preparatorie.

LAGO DI CORLO

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Loc. 32030 ARSIE BELLUNO, ITALY - VENETO  Navigatore
<1 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area San Benedetto Po, Ostiglia, Gazzo veronese
  Brochure PDF
Un piccolo fiordo norvegese a pochi chilometri dalla pianura veneta, immerso nelle montagne bellunesi: questo e' il Lago di Corlo ad Arsie'. Un gioiello incastonato nell'ampia conca verde tra la Valsugana, il Monte Grappa e le terre feltrine. Formato da uno sbarramento del Torrente Cismon, il lago si estende a sud di Arsie', piccola localita' dalla quale prende il nome, fino alla suggestiva frazione di Rocca, del cui abitato, sommerso nel 1954, oggi rimane solo un piccolo gruppo di case. Verso nord le sponde del lago sono dolci e arricchite da una vasta spiaggia ad erba, mentre a sud sono irregolari e frastagliate, scavate da bellissime insenature ammirabili percorrendo la stradina sterrata che si snoda sulla sponda opposta a quella della Rocca. Il punto piu' spettacolare e' sicuramente il caratteristico Ponte delle Corde, costituito da funi d'acciaio. Per chi desidera trascorrere qualche giorno di relax a contatto diretto con la natura due camping ben attrezzati sono situati direttamente sulle sponde del lago. I turisti potranno inoltre trovare sistemazione nei numerosi bed and breakfast e agriturismi o nelle tipiche malghe di montagna, dove e' possibile degustare ed acquistare i prodotti della provincia di Belluno come i formaggi d'alpeggio. Un soggiorno in questa bella conca offre molte possibilita': dalle camminate sul comprensorio Col Perer, Cima Lan e Cima Campo alle passeggiate a cavallo fra prati, boschi e pascoli. Da visitare anche il Forte Leone, struttura militare in localita' Cima Campo. Lo splendido paesaggio, lontano dal traffico e dalla confusione, e' indicato anche per trascorrere una vacanza all'insegna degli sport lacustri, tra i quali la pesca sportiva e la canoa, mentre per tutti, salire su un pedalo' ed esplorare le sponde e le insenature del lago, puo' essere un'occasione di relax

VERONA

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Loc. VERONA, ITALY - VENETO  Navigatore
45 Km da ARQUA' PETRARCA
Altitudine: 67 mt. s.l.m.  Area Villafranca di Verona, Caldiero, Valeggio Sul Mincio
  Brochure PDF
Passeggiando per le vie del centro storico, lungo le sponde dell'Adige, la citta' dell'amore mostra le sue meraviglie. Segnata da diverse epoche, Verona racconta con le sue architetture, l'avvicendarsi di varie dominazioni: dall'insediamento romano, all'eta' dei comuni, all'epoca della Signoria degli Scaligeri fino alle dominazioni veneziana e asburgica. Nella centralissima Piazza Bra si erge maestosa l'Arena, l'anfiteatro romano che ospita da decenni la prestigiosa stagione lirica estiva. Sul liston, il largo marciapiede che segue l'andamento della piazza, si affacciano Palazzo Barbieri e della Gran Guardia mentre altri edifici nobiliari ospitano i locali solitamente frequentati da veronesi e turisti da tutto il mondo. Poco distante la Casa di Giulietta, con il famoso balcone, accoglie migliaia di visitatori affascinati dalla storia di Romeo e Giulietta, i due amanti della famosissima tragedia di Shakespeare. Piacevole e' passeggiare in Piazza delle Erbe, mescolandosi alla gente che anima quotidianamente il mercato cittadino. Per fare un salto nel passato, nel periodo di massimo splendore della Signoria Scaligera basta andare in Piazza dei Signori e ammirare Palazzo di Cangrande e la Loggia di Fra Giocondo, Palazzo di Cansignorio e Palazzo della Ragione. Meritano una sosta il Duomo, al cui interno e' conservata la famosa pala del Tiziano, e poco lontano la Basilica di Santa Anastasia e il Teatro Romano. Da non perdere anche la visita alla Basilica di San Zeno, affascinante esempio di architettura romanica, e Castelvecchio, l'antico maniero fatto erigere nel XIV secolo da Cangrande II della Scala, attualmente sede del Museo Civico di Verona. Verona e' una citta' che si vive attraverso l'arte e le tante emozioni che sa suscitare. Passeggiando tra i palazzi, le chiese e le piazze sara' un viaggio che condurra' nella storia, mentre su tutto aleggera' l'amore tormentato degli infelici amanti shakespeariani. Soave e' anche tappa della pista ciclabile Dal Lago di Garda a Venezia'. In allegato potete trovare la mappa del percorso. Verona nel piatto Anche il territorio veronese e' ricco di prodotti genuini e di qualita': Riso Vialone Nano IGP, l'unico in Italia a fregiarsi del marchio europeo di Indicazione Geografica Protetta, Radicchio rosso di Verona IGP, formaggio Monte Veronese DOP, olio extravergine d'oliva Garda DOP, Marroni di San Zeno DOP. Prodotti che diventano ingredienti di squisite ricette e che si accompagnano con i vini DOC e DOCG della zona: della riviera gardesana ..

SABBIONETA

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Loc. SABBIONETA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
45 Km da ARQUA' PETRARCA
Altitudine: 26 mt. s.l.m.  Area Gussola, Calvatone, Acquanegra sul chiese
Ricchezza e potere, studi d'architettura e ideali rinascimentali erano nella mente e nel cuore di Vespasiano Gonzaga, fondatore di Sabbioneta. La citta' venne da lui edificata con le mura difensive a forma di stella a sei punte (ancora integre quasi completamente) e la pianta a scacchiera sullo schema dell'accampamento romano. 34 gli isolati ortogonali, circondati oltre che dalla cinta muraria anche da un fossato, ma con un accorgimento: le strade vennero costruire a baionetta, secondo gli studi di Leon Battista Alberti, in modo da creare un gioco visivo e sembrare piu' lunghe del reale. Centro politico, amministrativo e religioso era Piazza Ducale, sede del mercato cittadino e quartier generale del principe. Oggi l'edificio conserva pregiati soffitti intagliati e la Cavalcata, una serie di statue equestri fra le quali spicca quella di Vespasiano con l'armatura e i simboli del potere. Bisogna muoversi e raggiungere la Piazza d'Armi, pero', per ammirare i fasti e i capricci della dimora del signore: si passeggia lungo gli archi della Galleria degli Antichi, prima di entrare fra le stanze e le alcove di Palazzo Giardino, in cui Bernardino Campi realizzo' affreschi e stucchi con lo stile manierista padano. Si passa per la stanza dei miti e nello studiolo, attraverso le camere del piacere con dipinti ispirati alle grazie, per poi concludere la visita nel Corridor Grande, una lunga stanza-museo, che un tempo conteneva marmi, busti e bassorilievi, appartenenti alla collezione archeologica dei reali, compresi i trofei di caccia . Oggi riconosciuta anche nella lista dei Borghi piu' belli d'Italia, Sabbioneta e' spesso definita la Piccola Atene. E non a caso: proprio qui c'e' il Teatro Olimpico, il primo costruito in epoca moderna (dal 1588 al 1590), ma all'Antica. L'opera di Vincenzo Scamozzi e' realizzata interamente con fabbrica originale; nella parte inferiore c'e' la cavea semicircolare in legno, nella zona superiore il colonnato con finestre, timpani e statue degli dei, realizzate secondo i disegni dell'architetto, dallo scultore veneto Bernardino Quadri. Per finire si puo' passare a visitare la Sinagoga, nel quartiere ebraico, segno di spirito liberale e dell'attivismo della famiglia ducale (via Bernardino Campi 1)

LIPU: OASI CELESTINA

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Loc. CAMPAGNOLA EMILIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
30 Km da ARQUA' PETRARCA
Altitudine: 2 mt. s.l.m.  Area Fossoli, Suzzara, Reggio Emilia
L'Oasi Celestina e' situati nei pressi di Campagnola Emilia, in provincia di Reggio Emilia. Nasce sul finire degli anni '90 da una donazione di Maria Celestina Freddi, socia Lipu e appassionata di natura che, con un lascito testamentario lascia i 12 ettari della sua proprieta' all'Associazione. Quello che era un fondo agricolo, viene trasformato nel 2001 in una zona umida grazie alla collaborazione dell'allora Consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia (adesso Consorzio di Bonifica Emilia centrale). Vengono scavati due invasi, che fungono anche da casse di espansione, collegate ai canali di bonifica del territorio circostante. Come ultima cosa vengono installati il Centro visite e il Capanno di Osservazione. L'Oasi Celestina e' inaugurata ufficialmente nella primavera del 2005 grazie alla collaborazione con Comune Campagnola Emilia e poi dal 2009 della Provincia Reggio Emilia. Dal 2012, grazie ad un finanziamento del PSR-Programma Sviluppo Rurale, l'Oasi e' dotata di una Torretta di osservazione. Il paesaggio dell'Oasi e' in progressiva evoluzione: le varie piantumazioni di alberi e cespugli autoctoni hanno costituito una serie di siepi e di macchie cespugliate mentre il canneto ha colonizzando gli specchi d'acqua. Tra gli animali, le presenze piu' rilevanti riguardano senz'altro gli uccelli. Tra i nidificanti ci sono il Cavaliere d'Italia, l'Averla piccola, la Sterna comune, il Tarabusino, la Gallinella d'acqua, il Germano reale, la Passera mattugia. E' neiperiodi del passo migratorio che si possono vedere le specie piu' interessanti. Tra i limicoli, sono stati osservati Chiurlo piccolo, Chiurlo maggiore, Gambecchio, Piovanello pancianera, Combattente, Albastrello, Totano moro, Pantana, Pavoncella, Piro piro boschereccio e culbianco, Beccaccino, Pittima reale, Piovanello comune eccetera. In primavera si possono vedere il Fraticello e le tre specie di Mignattini, il comune, il piombato e l'alibianche, mentre in autunno e' stato osservato il Gabbianello. Tra i rapaci, osservati Nibbio bruno, Falco di palude, Albanella reale e minore, Sparviere, Poiana, Gheppio, Lodolaio e Pellegrino

DUOMO DI MANTOVA

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Loc. MANTOVA MN, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
25 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area San Benedetto Po, Suzzara, Valeggio Sul Mincio
Il Duomo di Mantova, o Cattedrale di San Pietro ha origini paleocristiane, ma e' stata ricostruita prima in stile romanico, poi rielaborata dal punto di vista stilistico nel XV secolo. L'attuale facciata, invece, fu realizzata nella seconda meta' del Settecento. Testimonianze della facciata romanica, progettata da Jacobello e Pierpaolo dalle Masegne si hanno attraverso un dipinto di Domenico Morone. Il Duomo era affiancato da due file di cappelle gotiche, con guglie e cuspidi, di Jacobello dalle Masegne. L'attuale facciata, invece, voluta dal vescovo Antonio Guidi di Bagno, fu realizzata da Niccolo' Baschiera. Per quanto riguarda l'interno, nel 1545 Giulio Romano lo modifico', avvicinandolo alla Basilica di San Pietro, nella prima versione, quella paleocristiana. Interessanti dal punto di vista artistico sono le cappelle, i cui altari sono ornati da pale dipinte da importanti manieristi del luogo. Assolutamente da vedere sono il sarcofago paleocristiano, gli affreschi del battistero, la sacrestia e la cappella dell'Incoronata

PARCO REGIONALE DEL MINCIO

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Loc. PARCO REGIONALE DEL MINCIO, MANTOVA MN, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
33 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area Mantova, Valeggio Sul Mincio, Castellaro Lagusello
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Natura, cultura, arte, storia Il Parco, situato nella parte orientale della Lombardia, si estende tra il confine regionale a nord ed il confine del Po a sud, comprendendo la valle del Fiume Mincio. Il territorio e' vario e spazia dalle colline moreniche, alla pianura terrazzata, dalla zona meandriforme a paleoalvei al complesso dei laghi di Mantova, con le eccezionali zone umide delle Valli del Mincio e i boschi planiziali del Bosco Fontana. Notevole il sistema di chiuse e canali storici, e gli elementi architettonici ed artistici, tra cui il Santuario di S.Maria delle Grazie, la chiesa di S. Maria degli Angeli e numerose ville dei tempi dei Gonzaga

WWF: OASI PALUDE DEL BUSATELLO

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Loc. GAZZO VERONESE VERONA, ITALY - VENETO  Navigatore
16 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area Ostiglia, Quistello, San Benedetto Po
  Brochure PDF
La Palude di Busatello e' un'area umida, ultimo lembo delle Valli Grandi Veronesi e Ostigliesi. L'Oasi Palude del Busatello si trova nel Comune di Gazzo Veronese (Vr). L'area, di circa 50 ettari, e' una grande palude che si estende tra due regioni, relitto della bonifica delle antiche valli veronesi. Ambiente La palude del Busatello rappresenta una delle poche zone umide d'acqua dolce rimaste dopo la bonifica delle Valli Grandi Veronesi.Complessivamente essa si estende su un territorio di circa 81 ettari a cavallo delle province di Verona e di Mantova. A causa della bonifica dei terreni circostanti e del conseguente compattamento dei sedimenti, la palude si presenta oggi pensile rispetto al piano di campagna; l'acqua prelevata dalle canalizzazioni dei fondi agricoli vicini, vi arriva infatti pompata da un'idrovora.Il fiume Busatello percorre la palude in tutta la sua lunghezza e ne scarica le acque nel limitrofo fiume Tione.In un settore dellOasi si e' ricreato un bosco planiziale. Flora e fauna Flora : Grande distesa di canna palustre inframezzata da aree ricoperte di carici e fasce tife. Sono presenti alcune importanti specie legate agli ambienti umidi come:Leuconjum aestivum, Euphorbia palustris,Pedicularis palustris, Senecio paludosus ,Cirsium palustre e Cicuta virosa.Per quest'ultima specie la palude del Busatello rappresenta una delle ultime stazioni italiane conosciute.Nel Busatello e negli altri canali vivono: Salvinia natans, Ranunculus Tricophyllus, Hydrocharis morsus-ranae, Utricularia australis, Ceratophyllum demersum. Fauna: l'Oasi del Busatello e' un importante sito per la nidificazione dell'airone rosso e del falco di palude.Vi si trovano anche salciaiola, pendolino, basettino, porciglione, tarabusino.In inverno tarabuso, alzavola, cormorano.Tra i migratori piu' rari capitano anche : forapaglie macchiettato, pettazzurro, pagliarolo, balia dal collare. Mammiferi : toporagno acquatico, arvicola di Savi, lepre,nutria Rettili : lucertola vivipara, testuggine palustre Anfibi : rana di Lataste, raganella, rospo comune, tritoni 22 specie di pesci tra cui barbo, tinca e pesce gatto.

AMARENE BRUSCHE DI MODENA

AMARENE BRUSCHE DI MODENA  Apri
Loc. MODENA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
42 Km da ARQUA' PETRARCA
Altitudine: 39 mt. s.l.m.  Area Maranello, Castelvetro di Modena, Tre Valli Societa Coop Arl
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I frutti devono essere lavorati nel pieno rispetto della tradizionale ricetta originale. La lavorazione inizia con l'inserimento dei frutti maturi in una denocciolatrice. Succo e frutta vengono quindi avviati al concentratore, dove si aggiunge zucchero saccarosio in percentuale non superiore al 35% in peso del prodotto. Non e' ammessa l'aggiunta di zuccheri diversi dal saccarosio ne' di coloranti, conservanti, addensanti. La concentrazione avviene col metodo classico del fuoco diretto a vaso aperto oppure sottovuoto, con una depressione interna al concentratore e una bollitura a 60°/70° gradi. La confettura amarene brusche di Modena Igp presenta consistenza morbida e colore rosso bruno con riflessi scuri. Il sapore e' caratterizzato da un buon equilibrio tra dolce e asprigno, che la distingue nettamente dalle altre confetture. Le varieta' di ciliegio acido usate e l'elevato contenuto in frutta - utilizzata nella proporzione di almeno 150 gr per 100 gr di prodotto finito, vale a dire almeno il 70% del prodotto finito - conferiscono alle amarene brusche di Modena Igp caratteristiche organolettiche uniche. Zona geografica di produzione Comuni di Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Camposanto, Carpi, Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Cavezzo, Concordia sul Secchia, Finale Emilia, Fiorano Modenese, Formigine, Guiglia, Maranello, Marano sul Panaro, Medolla, Mirandola, Modena, Montese, Nonantola, Novi di Modena, Pavullo nel Frignano, Prignano sul Secchia, Ravarino, San Cesario sul Panaro, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero sul Secchia, Sassuolo, Savignano sul Panaro, Serramazzoni, Soliera, Spilamberto, Vignola, Zocca in provincia di Modena; comuni di Anzola nell'Emilia, Bazzano, Castel d'Aiano, Castello di Serravalle, Crespellano, Crevalcore, Monte San Pietro, Monteveglio, San Giovanni in Persiceto, Sant'Agato Bolognese, Savigno, Vergato. Storia La confettura di amarene e' un prodotto storico della tradizione gastronomica modenese. Le sue origini si possono far risalire almeno al Rinascimento e la sua produzione nel territorio e' documentata da una consistente bibliografia. Ne e' un esempio lo scritto del 1662 L'arte di ben cucinare et istruire, di Bartolomeo Stefani, nel quale si fa menzione di una ricetta per la preparazione di una confettura di ciliegie acide. Piu' tardi, a fine Ottocento, il famoso Pellegrino Artusi nel suo ricettario da' indicazioni su come ottenere la tipica crostata con confettura di amarene acide, che grazie al loro sapore brusco conferiscono a questo dolce una connotazione unica. Uso in cucina La confettura amarene brusche di Modena Igp dev'essere conservata in luogo fresco e asciutto nella confezione originale e, una volta aperta, e' consigliabile riporla in frigorifero. Caratterizzata dal peculiare sapore asprigno, puo' essere gustata al naturale, a fine pasto come dessert, oppure impiegata per la realizzazione di torte e crostate. E' inoltre molto apprezzata in abbinamento al gelato

PERA MANTOVANA IGP

PERA MANTOVANA IGP  Apri
Loc. MANTOVA MN, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
25 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area San Benedetto Po, Suzzara, Valeggio Sul Mincio
  Brochure PDF
Sei varieta' per identificare un frutto pregiato, coltivato fin dal Medioevo e conservato fino ad oggi grazie a sapienti innesti e incroci. Le varieta' di Pera Mantovana coltivate sono sei: Abate Fetel, Conference, Decana del Comizio, Kaiser, Max Red Barlett e William. Sono tutte caratterizzate da un sapore dolce piu' o meno aromatico ma si distinguono per il colore e rugosita' della buccia: le pere delle varieta' William hanno una buccia liscia, di colore giallo-rosato; le pere Max Red hanno un colore di fondo giallo, quasi completamente coperto da sovracolore rosso vivo, spesso striato; la varieta' Conference e' verde-giallastra con rugginosita' diffusa; la pera di varieta' Decana Comizio e' liscia, di colore verde chiaro-giallastro e rosa ; la varieta' Abate Fetel ha la buccia verde chiaro-giallastra e rugginosita' intorno al peduncolo; la pera Kaiser possiede una buccia ruvida e rugginosa. Ogni varieta' ha un proprio periodo di coltivazione. Il peso medio della Pera Mantovana varia dai 158 gr della Conference ai 260 della Abate. La zona di produzione della Pera Mantovana IGP comprende l'intero territorio dei Comuni di Sabbioneta, Commessaggio, Viadana, Pomponesco, Dosolo, Gazzuolo, Suzzara, Borgoforte, Motteggiana, Bagnolo San Vito, Virgilio, Sustinente, Gonzaga, Pegognaga, Moglia, S.Benedetto Po, Quistello, Quingentole, S.Giacomo delle Segnate, S.Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Pieve di Coriano, Revere, Ostiglia, Serravalle a Po, Villa Poma, Poggio Rusco, Magnacavallo, Borgofranco sul Po, Carbonara di Po, Sermide e Felonica, che delimitano un'area continua in provincia di Mantova. La coltivazione della pera nel mantovano e soprattutto nella zona dell'Oltrepo', e' una pratica molto antica. Nel 1475 rappresenta la coltura piu' diffusa ed importante anche se esclusiva dei nobili e degli ecclesiastici. Nei giardini dei monasteri e nei broli delle corti signorili si coltivano ed incrociano varieta' diverse di pera per ottenere frutti sempre piu' gustosi. La produzione pero' viene destinata all'autoconsumo o al mercato locale a causa della difficolta' nella conservazione e nel trasporto di questo frutto. Dopo l'unita' d'Italia e nel primo dopoguerra il necessario riassetto produttivo spinge a valorizzare le attivita' esistenti. La coltivazione del pero si sviluppa particolarmente grazie anche alle innovazioni tecnologiche nel settore della conservazione e dei trasporti. Il lavoro di produzione delle sei varieta' di Pera Mantovana e' affiancato da una importante attivita' di recupero e valorizzazione di varieta' locali al fine di contribuire al mantenimento del patrimonio agricolo e ambientale di quelle zone. Nel 1998 la Pera Mantovana ottiene il riconoscimento europeo IGP e nasce il Consorzio Perwiva, che ne tutela e promuove la produzione. La produzione della Pera Mantovana IGP e' regolata da un disciplinare di produzione approvato dalla Unione Europea e avviene secondo tecniche tradizionali della zona. I terreni sono caratterizzati da una tessitura media e gli impianti presentano una densita' massima pari a 5.000 piante per ettaro. La forma di allevamento prevalente sono quelle del vaso emiliano, della palmetta e del fusetto. Pratiche di irrigazione, fertilizzazione e difesa fitosanitaria seguono i principi della produzione integrata. Le aziende produttrici sono assistite regolarmente da tecnici specializzati e il prodotto e' soggetto a un controllo finale con analisi dei residui. La produzione unitaria massima e' di 350 q.li per ettaro. Dopo essere state confezionate appositamente e contrassegnate, le pere mantovane vengono commercializzate nel periodo compreso tra il 1 agosto ed il 31 maggio dell'anno successivo a seconda del tipo: William dal 1 agosto al 30 novembre, Max Red Bartlett dal 20 agosto al 30 novembre, Conference dal 15 ottobre al 31 maggio, Decana Comizio dal 30 settembre al 30 marzo, Abate Fetel dal 10 settembre al 15 marzo e Kaiser dal 15 settembre al 15 marzo. Le prime notizie sulla Pera Mantovana si hanno ad opera di Plinio il Vecchio (il piu' accreditato naturalista fino al Cinquecento) e di Columella (agronomo di eta' romana). Nell'Antichita' e nel Medioevo si preferiva consumarla dopo la cottura. I broli sono piccoli appezzamenti delle corti signorili dove venivano coltivati gli alberi da frutto. La Pera Mantovana ha proprieta' diuretiche, depurative, regolatrici intestinali ed e' possibile consumarne anche un quantitativo elevato senza introdurre troppe calorie. La percentuale di zuccheri contenuti e' in gran parte costituita da fruttosio, per cui il suo consumo e' consentito anche ai diabetici

MODENA

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Loc. MODENA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
42 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area Maranello, Castelvetro di Modena, Tre Valli Societa Coop Arl
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La provincia di Modena comprende una zona molto fertile e ricca di industrie. Modena ne e' il capoluogo di provincia e si trova lungo la via Emilia a 34 mt.sul livello del mare. Grazie alla Ferrari Modena e' oggi conosciuta a livello mondiale. La citta' fu fondata dai Celti nel sec. III a.C. e successivamente conquistata dai Romani che ne fecero un importante centro agricolo. A causa delle violente invasioni barbariche Modana ebbe un lungo periodo di declino fino a che venne completamente ricostruita nel basso Medioevo. Nel sec. IX fu edificata la prima cinta muraria. Il periodo di sviluppo continuo' per tutto primo Medioevo fino alla costituzione del libero Comune nel 1100. Con l'indebolimento del potere municipale Modena' passo' sotto gli Estensi nel 1289 a cui segui' un breve governo mantovano. Nel 1336 la citta' passo' nuovamente sotto il governo degli Estensi che vi restarono fino al 1796 e conferirono alla citta' un periodo di benessere e splendore: ci fu un notevole ampliamento urbano e furono edificati il palazzo Ducale e molti edifici religiosi. Dopo una breve parentesi napoleonica, ci fu il dominio degli Asburgo che vennero deposti nel 1859 quando la citta' entro' a far parte del Regno d'Italia

SAN BENEDETTO PO

SAN BENEDETTO PO  Apri
Loc. SAN BENEDETTO PO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
8 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area Quistello, Ostiglia, Suzzara
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A pochi chilometri da Mantova si trova San Benedetto Po il cui nome, anticamente San Benedetto in Polirone, e' legato al monastero benedettino fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa sull'isola che sorgeva tra il fiume Po e il Lirone. Il centro del paese si e' sviluppato in riva al fiume e intorno al vasto complesso monastico, aventi un ruolo primario nella vita della comunita' nel corso dei secoli e fino ai giorni nostri. Oltre duemila anni di storia sono sedimentati nelle strutture di questo complesso monumentale che offre diverse modalita' di visita nei luoghi caratteristici del monastero

COTECHINO DI MODENA IGP

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Loc. MODENA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
42 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area Maranello, Castelvetro di Modena, Tre Valli Societa Coop Arl
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E' un insaccato tipico modenese composto da un impasto di carne magra, grasso e cotenna di suino, con l'aggiunta di sale, pepe e altre spezie, e a volte anche vino, a seconda delle ricette; la miscela del cotechino e' contenuta in un budello naturale o artificiale. La preparazione del Cotechino di Modena ha inizio con la macinatura in tritacarne, con stampi caratterizzati da fori di dimensioni comprese tra 7 e 10 millimetri per le frazioni muscolari e adipose e tra 3 e 5 millimetri per la cotenna. Segue eventuale sgrossatura ed impastatura in macchine sottovuoto o a pressione atmosferica. L'impasto cosi' ottenuto viene insaccato in involucri naturali o artificiali, a differenza dello zampone, che e' contenuto nella zampa anteriore del maiale. Il prodotto fresco subisce un ulteriore processo di asciugamento in stufa ad aria calda mentre quello precotto, e' bollito in acqua e confezionato in contenitori ermetici, idonei al successivo trattamento termico in autoclave a una temperatura minima di 115°C, per un tempo sufficiente a garantire la stabilita' del prodotto nelle condizioni commerciali raccomandate. Il cotechino deve essere facilmente affettabile e tenere la fetta, la quale deve presentarsi compatta, con granulometria uniforme e di colore roseo tendente al rosso non uniforme

PROSCIUTTO DI MODENA DOP

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Loc. MODENA MO, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
42 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area Maranello, Castelvetro di Modena, Tre Valli Societa Coop Arl
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Il Prosciutto di Modena, gustosissimo salume di alta qualita', rappresenta uno dei cardini della tradizione gastronomica del suo territorio; si tratta di un prodotto pregiato ottenuto dalla lavorazione e stagionatura delle cosce fresche di suini di razza bianca selezionati e controllati; nati, allevati e macellati nelle seguenti regioni: Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Molise, Umbria, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Friuli Venezia Giulia. I produttori devono attenersi alle regole previste da un rigido disciplinare che, unitamente ai particolari fattori climatici della zona, rendono questo prosciutto un prodotto di ineguagliabile e raffinato sapore, degno delle migliori tavole per la sua morbidezza e fragranza. La forma esteriore del prosciutto e' a pera, con l'esclusione del piedino; tale forma e' ottenuta rifilando l'eccesso di grasso e asportando parte della cotenna. Il peso non puo' essere inferiore ai 7 Kg. ed e' di norma compreso tra gli 8 e i 10 Kg. Il colore del taglio e' rosso vivo ed il sapore e' sapido ma non salato, l'aroma di profumo gradevole, dolce ma intenso anche nelle prove dell'ago

PALAZZO TE

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Loc. MANTOVA - LOMBARDIA  Navigatore
25 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area San Benedetto Po, Suzzara, Valeggio Sul Mincio
Palazzo Te e' il capolavoro mantovano di Giulio Romano, costruito e decorato tra il 1525 e il 1535 come luogo destinato al onesto ozio del committente, Federico II Gonzaga. E' genericamente ispirato alla villa romana antica e, per quanto abbia subito restauri nei secoli, si presenta come uno dei complessi rinascimentali piu' pregevoli e meglio conservati. Il genio di Giulio vi trasfonde la cultura raffaellesca e michelangiolesca, lascia testimonianza di una profonda conoscenza della tradizione classica e vi propone inedite, sorprendenti invenzioni. Vive emozioni accompagnano il visitatore in un percorso ricco e vario: dal Cortile d'Onore alla Sala dei Cavalli, dalla Camera di Psiche a quella dei Venti e delle Aquile, dalla preziosa Camera degli Stucchi alla tumultuosa Camera dei Giganti.Il piano superiore del palazzo accoglie poi notevoli raccolte di interesse documentario e artistico:- La donazione Arnoldo Mondadori, relativa a due pittori tra i principali del periodo tra Otto e Novecento: Federico Zandomeneghi e Armando Spadini.- La collezione Mesopotamica Ugo Sissa, tra le pochissime in Italia, con circa 250 opere relative alle antiche civilta' sviluppatesi tra il Tigri e l'Eufrate.- La Sezione Gonzaghesca che espone i pesi e le misure in bronzo dell'antico Stato dei Gonzaga, nonche' coni, punzoni, medaglie e monete di Mantova e dei principati minori.- La raccolta Egizia acquisita dal mantovano Giuseppe Acerbi, console in Egitto agli inizi dell'Ottocento, comprende sculture in marmo, bronzo e legno, oltre a numerosi oggetti legati ai riti funerari e al culto delle divinita'

WWF: OASI VALLE BUORA

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Loc. BADIA POLESINE ROVIGO, ITALY - VENETO  Navigatore
40 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area Montagnana, Este, Concadirame
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L'Oasi Valle Buora si trova in localita' Le Giare, nella frazione di Salvaterra del Comune di Badia Polesine (Ro). L'area, di circa 10 ettari, e' un ex relitto di zona umida attraversata dal Naviglio Valdentro, uno degli ultimi biotopi palustri sopravvissuti nell'entroterra Polesano. Bonificato abusivamente nel 2003, e' stato successivamente avviato dal WWF e dal Consorzio di Bonifica Polesine - Adige - Canalbianco un ambizioso progetto finalizzato a riportare l'area alle antiche potenzialita' ecologiche e a risolvere al tempo stesso i problemi di deflusso delle acque e di approvvigionamento idrico che da sempre interessavano i terreni circostanti. Ambiente La zona, di dimensioni ridotte e isolata rispetto altre zone umide di caratteristiche analoghe, e' inserita in un contesto agrario relativamente povero di siepi e alberature, spicca per abbondanza di specie ornitiche, in particolar modo di passeriformi legati agli alberi e a canneti e tifeti. Flora e fauna Tra le specie piu' significative segnaliamo il Picchio rosso maggiore, il Rigogolo, la Tortora selvatica, la Cinciallegra, la Cannaiola e la Cannaiola verdognola, il Cannareccione, l'Usignolo di Fiume, il Forapaglie, il Beccamoschino. Non e' raro osservare Ardeidi quali l'Airone cenerino e la Nitticora e, di recente, anche la Sgarza ciuffetto. Durante l'inverno le erbe palustri e le siepi arbustive forniscono riparo a numerosi uccelli, in particolare Passeri, fringillidi di varie specie, turdidi, ecc. Per questo motivo il sito e' frequentato da rapaci notturni e diurni quali il Gufo comune, la Civetta, la Poiana, il Lodolaio, lo Sparviero e l'Albanella reale. I mammiferi sono rappresentati dal Riccio, l'Arvicola terrestre, la Donnola, la Faina e la Volpe. La fauna erpetologica e' costituita dalla Biscia dal collare Natrix natrix, Colubro Coluber viridiflavus, Lucertola muraiola Podarcis muralis, Ramarro Lacerta viridis, Testuggine acquatica europea Emys orbicularis e, seppur non ancora rilevato in situ, l'Orbettino. Tra gli anfibi segnaliamo Rana esculenta, Rana latastei, Bufo bufo, Bufo viridis. Non si esclude la presenza di Triturus cristatus

MONTAGNANA

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Loc. MONTAGNANA - VENETO  Navigatore
45 Km da ARQUA' PETRARCA
Altitudine: 14 mt. s.l.m.  Area Badia Polesine, Lozzo Atestino, Este
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Piccola ma elegante, Montagnana s'inserisce tra le citta' murate meglio conservate del Veneto con una imponente cinta muraria circondata da un fossato a prato, intervallata da ben ventiquattro torri e quattro porte, fra cui spiccano la porta Legnago e la porta Padova. Oltre alla straordinaria fortificazione c'e' ancora molto da vedere a Montagnana. Appena fuori Porta Padova, ad esempio, incontriamo Villa Pisani, dimora edificata attorno al 1550 sul progetto del Palladio e che si differenzia dalla tipica villa di campagna in quanto inserita nel centro storico. Accanto si trovano Castello di San Zeno e Palazzo Giusti Sammartini. Notevole e' anche l'antico Monte di Pieta', uno dei piu' bei palazzi del Settecento, affiancato da Palazzo Valeri e dall'attiguo edificio abbellito da due camini in stile veneziano. I resti dell'antica chiesa di San Giovanni Battista sono ora le fondamenta del Palazzo della Loggia, mentre ove sorgeva una chiesa del X secolo ora risplende il Duomo dedicato a S. Maria Assunta.Tra i tanti prestigiosi palazzi, merita citare l'imponente Palazzo Sanmichieli - ora sede del Comune - e il Palazzo Magnavin-Foratti, in stile gotico-veneziano. Addentrandoci per le strette vie della cittadina si incontra la chiesa di San Benedetto, sconsacrata e ora sede di mostre e convegni. Affascinanti rievocazioni storiche e gustosi appuntamenti enogastronomici regalano ulteriore fascino e fama a questa citta' fortificata. La prima settimana di settembre si corre il Palio dei dieci comuni; l'evento e' aperto da una sfilata di figuranti in costumi d'epoca e prosegue nel vallo, dove dieci fantini si sfidano in una gara emozionante. A maggio, invece, l'aria s'impregna del dolce profumo del Prosciutto DOP Berico-Euganeo servito durante la partecipata festa che attira ogni anno migliaia di buongustai

LIPU: RISERVA NATURALE PALUDE OSTIGLIA

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Loc. PALUDE DI OSTIGLIA, OSTIGLIA MN, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
12 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area Gazzo veronese, Quistello, San Benedetto Po
L'area occupata dalla Riserva naturale Palude Ostiglia e' ultimo lembo dell'antica valle Silva Hostilia che si origino' a seguito della costruzione di un canale che doveva collegare il fiume Tartaro al canale Molinella. Il nome della palude deriva dal corso d'acqua che l'attraversa da Nord a Sud, coincidente con il confine regionale tra Lombardia e Veneto. Nel 1983 e' stata istituita dalla Regione Lombardia la Riserva naturale Paludi di Ostiglia e affidata in gestione al Comune di Ostiglia che dal 1986 si avvale della collaborazione della Lipu per le attivita' di conservazione della natura e di educazione e sensibilizzazione ambientale. Tra tutti gli animali della Riserva naturale, sicuramente gli uccelli sono tra quelli la cui presenza difficilmente passa inosservata. Le specie individuate sono circa 180, di cui circa 60 nidificanti, anche se, con il mutare delle stagioni, cambia la loro composizione specifica e l'abbondanza. Ben rappresentate sono le famiglie degli Aironi, con l'Airone rosso (nidificante con decine di coppie), il Tarabusino e la Nitticora, e delle Anatre con il Germano reale, la Marzaiola e il Mestolone. Ma anche i rapaci frequentano la Riserva: il Falco di palude (anch'esso nidificante), l'Albanella reale in inverno e la Poiana. E poi le altre numerosissime specie acquatiche: Porciglione, Gallinella d'acqua, Folaga, Beccaccino, Pettegola, Pantana, Cannaiola, Salciaiola, Forapaglie. Una serie di incontri veramente speciali a cui dobbiamo aggiungere la costante presenza del Migliarino di palude, simbolo della Riserva, e l'interessante ed intenso passaggio migratorio del Pettazzurro, considerato occasionale fino a qualche anno fa

ACETO BALSAMICO DI MODENA

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Loc. MODENA MO, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
42 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area Maranello, Castelvetro di Modena, Tre Valli Societa Coop Arl
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L'Aceto Balsamico di Modena e' un condimento a Indicazione geografica protetta (IGP). Si produce secondo varie ricette. Il disciplinare di produzione IGP lascia ampio margine di azione, prevedendo l'utilizzo di mosto di uva (anche non proveniente dalle province di Modena e Reggio Emilia) in percentuali tra il 20 e il 90% e di aceto di vino dal 10 all'80%. E' consentito l'uso di caramello, fino al 2%. La lettura dell'etichetta puo' fornire utili informazioni sugli ingredienti usati e sui metodi di lavorazione. Non sono previsti i prelievi e i rincalzi, tipici dell'Aceto Balsamico Tradizionale; gli ingredienti, una volta miscelati, devono essere tenuti per almeno 60 giorni in contenitori di legno. E' ammessa la dicitura invecchiato per il prodotto di almeno 3 anni. L'Aceto Balsamico di Modena ha ottenuto il marchio di Indicazione geografica protetta (IGP) il 3 luglio 2009

ZAMPONE DI MODENA IGP

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Loc. MODENA MO, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
42 Km da ARQUA' PETRARCA
Altitudine: 39 mt. s.l.m.  Area Maranello, Castelvetro di Modena, Tre Valli Societa Coop Arl
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Lo Zampone Modena e' un salume a Indicazione geografica protetta (IGP). Esso viene prodotto con un impasto di carni suine, avvolto dall'involucro formato dalla zampa di un maiale. Ha una consistenza soda ed uniforme ed un colore rosa brillante tendente al rosso. La tradizione colloca il primo zampone agli inizi del XVI secolo a Mirandola, durante l'assedio di Papa Giulio II del 1511. La zona di produzione dello zampone di Modena comprende, oltre a Mantova, Cremona ed alcune altre zone del Nord Italia. Dal 1991 il paese di Castelnuovo Rangone in provincia di Modena detiene il record del mondo, iscritto nel Guinness dei primati, dello zampone piu' grande del mondo: nel 2000 ha raggiunto un peso di 450 kg, nel 2006 di 751 kg. Al 2008 risale l'ultimo primato con uno zampone del peso di 942 kg. Lo zampone di Modena si prepara per le festivita' di fine Anno. E' una preparazione che richiede una notte di immersione prima di poter essere lavorato. In seguito dovra' essere cotto per circa 3 ore, per cui occorre prepararlo di primo mattino

MANTOVA

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Loc. MANTOVA - LOMBARDIA  Navigatore
25 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area San Benedetto Po, Suzzara, Valeggio Sul Mincio
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Una citta in forma di Palazzo: questa felice sintesi di Baldassarre Castiglioni rende al meglio l'idea del fascino e delle suggestioni di cui Mantova e capace. Piccola e ben disegnata, Mantova e innanzi tutto un'originale miscellanea di storia e arte. La citta si impone al visitatore soprattutto come scrigno di tesori d'arte che nomi famosi nel mondo seppero riempire di opere preziosissime: basta citare Mantegna, Pisanello, Giulio Romano, Leon Battista Alberti, per evocare numerosissimi altri artisti, pittori, urbanisti che accrebbero la sua indiscussa dignita culturale. Ciascuno di essi ha lasciato una traccia indelebile che il visitatore potra ammirare non senza stupore. Citta antichissima che affonda le sue origini nell'eta etrusca, Mantova raggiunse il suo splendore in eta comunale e soprattutto durante la lunga dominazione della signoria dei Gonzaga (1328-1707). Al periodo comunale e al breve periodo di signoria dei Bonacolsi risalgono alcune importanti opere quali il Palazzo Bonacolsi, il Palazzo del Podesta, il Palazzo della Ragione, Palazzo Te e le chiese di San Lorenzo e del Gradaro. Simbolo della signoria gonzaghesca e il Palazzo Ducale, una delle piu estese ed elaborate regge d'Italia che racchiude in se circa 500 tra sale e stanze con numerose piazze, cortili e giardini.

PALAZZO DEI MUSEI

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Loc. VIALE VITTORIO VENETO, MODENA MO, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
42 Km da ARQUA' PETRARCA
Altitudine: 40 mt. s.l.m.  Area Maranello, Castelvetro di Modena, Tre Valli Societa Coop Arl
Nell'ampio piazzale, a fianco della bellissima chiesa di Sant'Agostino, troviamo il Palazzo dei Musei, edificio profondamente ristrutturato nel Settecento, edificato dove in passato si ergevano antichi edifici medievali. Progettato per accogliere il Grande Albergo Generale dei Poveri, nel 1788 fu dotato di opifici e manifatture e tramutato in Albergo delle Arti per volere di Ercole III, mosso dalla volonta' di avviare al lavoro i poveri ospiti. A seguito dell'unificazione d'Italia, nel 1881, il Palazzo fu destinato ad ospitare gli Istituti culturali civici e le splendide raccolte d'arte e bibliografiche estensi, gia' custodite nel Palazzo Ducale

WWF: OASI LA BORA

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Loc. VILLAFRANCA VERONA, ITALY - VENETO  Navigatore
42 Km da ARQUA' PETRARCA
  Area Verona, Valeggio Sul Mincio, Peschiera del Garda
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L'Oasi si trova nel Comuni di Villafranca di Verona e Povegliano Veronese. E' una piccola area che offre rifugio a specie vegetali ed animali che sono sempre piu' a rischio nel circostante territorio assai antropizzato. Ambiente E' una piccola striscia di terreno (15.000 metri quadrati) delimitata a nord dal fiume Tione-Tartaro e a sud dalla fossa Bora che qui trae origine da tre piccole risorgive. Il terreno e' di origine alluvionale composto, nello strato profondo, da ghiaie e sabbie e, in superficie, da terreno agricolo. Si tratta di terreno che era stato coltivato a cereali fino all'estate del 1991, ed era quindi privo di qualsiasi tipo di vegetazione spontanea, come le rive dei fossi che la circondano, lungo le quali alberi ed arbusti venivano regolarmente estirpati. In questi 10 anni di gestione del WWF si e' lavorato per riformare una associazione vegetale di specie autoctone sia per fini conservativi che didattici. Flora e fauna L'Oasi, come una sorta di Giardino Botanico, ospita gran parte delle specie arboree e arbustive che popolavano l'antica foresta della pianura veronese e, negli ultimi anni, si sta cercando di reintrodurre i fiori del sottobosco come la pervinca e gli anemoni. Flora: una passeggiata nell'Oasi consente percio' di osservare gran parte degli alberi propri dell'antica foresta come la farnia, l'olmo, il carpino, l'acero, il frassino, l'ontano ed il tiglio. Alcune specie come ciavardello, tiglio elvatico o palla di maggio sono purtroppo ormai diventate delle vere rarita' per le nostre zone.Tra i gruppi di alberi e cespugli sono state lasciate radure, colonizzate da erbe e fiori selvatici, che danno nutrimento e vita a farfalle, api ed altri insetti. Fauna :all'interno dell'Oasi trovano rifugio numerosi animali selvatici e con un po' di pazienza, e di fortuna, e' possibile scorgere il martin pescatore, la gallinella d'acqua, il codibugnolo e la cinciarella.Da alcuni anni nidificano il picchio rosso maggiore e il rigogolo.Sono sempre piu' frequenti le presenze di rapaci diurni e notturni come la civetta, il gheppio e lo sparviere.Dei piccoli mammiferi, toporagni, talpe e arvicole, e' possibile scorgere le tracce.Ospite stabile e' diventata l'esotica nutria.Sono presenti rospo verde, rana di Lataste e raganella.I rettili sono rappresentati da lucertole, ramarri, bisce e biacchi.Le risorgive sono popolate da cavedani, piccoli lucci, spinarelli e magnaroni.

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VENETO


Il nome di questa regione deriva da quello dei suoi antichi abitanti, i Veneti appunto, che vi giunsero in periodo preistorico cacciando gli indigeni euganei. Situato nell'Italia nord-orientale, il Veneto si estende dalle Dolomiti al mare Adriatico, attraversando un'ampia fascia collinare e una pianura solcata da fiumi, canali e dal delta del Po. Tipico della costa veneta è il paesaggio lagunare e proprio sulla laguna sorge una città unica al mondo, Venezia, visitata ogni anno da migliaia di turisti italiani e stranieri. Ma il Veneto, regione dalla mille sfaccettature, custodisce anche nella terraferma tesori di natura, arte e tradizioni. Straordinaria è la varietà dei paesaggi: le Dolomiti impreziosite dai colori rosati del tramonto, la sponda orientale del lago di Garda con Peschiera del Garda, Torri del Benaco e altri centri turistici. E poi, spiagge lunghe e sabbiose alternate a località balneari storiche come Jesolo, Bibione, Cavallino, Caorle. In questa spettacolare cornice naturale si inserisce un ricco patrimonio culturale che rende il Veneto una terra di singolare fascino, dalle città d'arte alle magnifiche 'ville palladiane' disseminate lungo la Riviera del Brenta, ai piccoli borghi come Arquà Petrarca, Monselice, Asolo, Bassano del Grappa che raccolgono gli aspetti più caratteristici di questa multiforme regione. Il Veneto è la destinazione ideale anche per una vacanza all'insegna del benessere e del relax grazie alla presenza di acque termali dalle preziose proprietà terapeutiche: i morbidi rilievi dei Colli Euganei ospitano gli attrezzati centri delle Terme Euganee, quali Abano, Montegrotto e Teolo, consentendo di abbinare trattamenti e cure a piacevoli escursioni nei dintorni.

Da Vedere: Abano Terme: si tratta della stazione termale fangoterapica più importante d'Europa. Abano Terme era già conosciuta in epoca romana (veniva chiamata Aponus dal greco 'àponos' che significa togliere il dolore) per le sue proprietà curative dell'acqua e dei fanghi. La cittadina di Abano è caratterizzata da bellissimi edifici ed è incorniciata in un ambiente collinare molto suggestivo. La sua peculiarità rimane però l'acqua termale che proviene dalle Piccole Dolomiti, penetra nel sottosuolo fino a 3000 metri per poi risalire ad una temperatura di 87°: durante questa risalita l'acqua si arricchisce di preziosi minerali e sostanze chimiche. Gli alberghi di Abano Terme sono tutti dotati della propria fonte termale e sono forniti delle migliori strutture per la fangoterapia; inoltre forniscono tantissimi servizi che contribuiscono a rendere il soggiorno sempre più piacevole. Jesolo: Jesolo offre 15 km di spiaggia con sabbia finissima dorata di origine dolomitica che ospita ogni anno un enorme quantità di turisti. Viene proposta una grande quantità di svaghi e passatempo e molte strutture( vi sono più di 350 alberghi) in modo da rendere piacevole il soggiorno ai turisti di tutte le età. Ogni sera vengono proposti spettacoli, eventi e vi sono locali aperti a tutte le ore del giorno e della notte. Dalle 20 alle 6 Jesolo diventa un'isola pedonale dove si trovano divertimento, spettacoli e tantissima allegria. Bassano del Grappa: Bassano del Grappa è una località in provincia di Vicenza caratterizzata da un'architettura dell'epoca veneziana e sita all'interno di possenti mura che testimoniano lo sviluppo della città di origini romane. Questa città è simboleggiata dal Ponte degli Alpini, un'opera formidabile del noto architetto Andrea Palladio e dalla famosa Grappa divenuta un prodotto D.O.C.

Gastronomia e Vini: La cucina veneta è molto varia grazie alla posizione geografica di questa regione: troviamo infatti sia piatti di montagna che piatti a base di pesce. Tra i primi piatti troviamo risotti, minestre di verdura, polenta, gnocchi ed i 'bigoli', pasta tipica veneta simile a grossi e ruvidi spaghetti. Tra i secondi di pesce troviamo le 'sardelle', le anguille ed il 'baccalà alla vicentina', stoccafisso cucinato con cipolla, formaggio grattugiato, prezzemolo e aromi. Per quanto riguarda i secondi a base di carne troviamo ricette a base di selvaggina e pollame; una ricetta tipica è la 'pastizada de caval veronese', uno spezzatino a base di carne di cavallo cotto in un intingolo molto aromatico. Tra i dolci vi segnaliamo il famoso pandoro veronese ed il bussolà vicentino, dolce a forma di ciambella aromatizzato con marsala, preparato per la festa di Pasqua. Tra i vini vi segnaliamo il Bardolino, il Cabernet, il Merlot, il Recioto e la Valpolicella.