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  MELANNURCA CAMPANA IGP


MELANNURCA CAMPANA IGP

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a SAN NICOLA MANFREDI Benevento Bonito Pannarano

MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP

MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP  Apri
Loc. CAMPANIA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
<1 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Benevento, Bonito, Pannarano
  Brochure PDF
La mozzarella di bufala campana e' un prodotto caseario dell'Italia Meridionale, prodotto tradizionalmente in Campania, soprattutto nelle province di Caserta e Salerno. La produzione di questo formaggio tipico si svolge anche in altre parti della Campania nonche' nel Lazio meridionale, nell'alta Puglia e nel comune di Venafro in Molise. Il termine mozzarella deriva dal nome dell'operazione di mozzatura compiuta per separare dall'impasto in singoli pezzi. E' spesso definita regina della cucina mediterranea, ma anche oro bianco o perla della tavola, in ossequio alle pregiate qualita' alimentari e gustative del prodotto. Questo latticino e' prodotto solo con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. Gli animali devono essere iscritti all'anagrafe e sono allevati secondo gli usi locali a stabulazione semilibera, al pascolo aperto. Il latte con un contenuto di grassi minimo, stabilito dal disciplinare, deve essere consegnato al caseificio per la successiva trasformazione entro 16 ore dalla mungitura. La coagulazione e' ottenuta aggiungendo al latte riscaldato a 33-36 °C fermenti naturali derivanti da precedenti lavorazioni di latte di bufala. La cagliata, rotta fino a ottenere grani della dimensione di una noce, e' fatta maturare in siero per circa 5 ore e successivamente ridotta in strisce filate in acqua a 95 °C e mozzate per ottenere la pezzatura desiderata. I pezzi ricavati sono tenuti in acqua potabile fredda e salati in salamoia per tempi variabili: una volta confezionati vengono conservati nel liquido di governo. Il latticinio e' immesso al consumo in varie forme: tonda, bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, ovoline, con pesi da 20 a 800 gr. Il colore della crosta, liscia e spessa un millimetro, e' bianco porcellana, la pasta a sfoglie sottili e' elastica, entro le prime 10 ore dal confezionamento, poi piu' fondente, priva di occhiature: al taglio si libera una lieve sierosita' bianca e grassa con profumo di fermenti lattici. Il sapore e' caratteristico e delicato. Il prodotto puo' anche essere affumicato con procedimenti naturali e tradizionali. L'affumicatura artigianale si realizza esponendo il formaggio, tenuto in un recipiente cilindrico la cui sommita' e' chiusa da uno spesso telo bagnato, al fumo di paglia di grano: il fumo attraversa il cilindro e scurisce la crosta della mozzarella che da bianco porcellana vira ad un giallo scuro, mentre la pasta assume un sapore molto caratteristico e gradevole di affumicato. Immessa al consumo la mozzarella reca il contrassegno previsto dal disciplinare seguito dalla menzione DOP. In aree specifiche ove le bufale siano allevate con metodi specifici frutto della tradizione locale, la mozzarella di bufala campana puo' assumere le specificazioni di aversana o piana del Volturno, pontina, piana del Sele. La famiglia Serra di Aversa (CE) e' nota come fondatrice della tradizione campana del XX secolo. La mozzarella di bufala campana e' prodotta nelle tipiche forme tonde (in varie pezzature, dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme di mezzo chilo) e a treccia (quest'ultima specialmente nell'agro aversano e nella piana del Volturno). Esiste anche in versione affumicata, che non va confusa con la provola

AREA ARCHEOLOGICA DI ALTILIA

AREA ARCHEOLOGICA DI ALTILIA  Apri
Loc. SEPINO - MOLISE  Navigatore
39 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Guardiaregia, Cercemaggiore, Morcone
Saepinum e' la citta' romana di pianura che sorge all'incrocio di due importanti strade: il Tratturo Pescasseroli-Candela attraversato dalle greggi transumanti nei loro spostamenti stagionali e l'altra, ad esso trasversale, che scende dal Matese e continua in direzione della fascia costiera. Il luogo veniva usato gia' in epoca sannitica come punto d'incontro e di scambio dei prodotti agricoli con quelli pastorali in occasione delle migrazioni stagionali delle greggi, quindi scalo e porto di mercato. La citta' romana, che e' quella che noi oggi vediamo, fu preceduta da una di epoca sannitica che sorgeva sulla montagna retrostante, detta di Terravecchia. Di quell'antico insediamento sono attualmente riconoscibili notevoli testimonianze quali la spendida cinta muraria in opera poligonale il cui perimetro e' rintracciabile per buona parte. Sono state individuate lungo il suo circuito tre porte, una delle quali, denominata del Tratturo, da cui si diparte quel tratturello trasversale, su menzionato, che scende a valle fino all'incrocio con l'altro piu' grande. Delle tre quella in migliore stato di conservazione e' la cosiddetta postierla del Matese. Questo recinto doveva costituire, in occasione di eventi bellici, il rifugio delle popolazioni che vivevano sparse, in piccoli nuclei, sulle pendici dei monti e nella pianura

WWF: OASI DI GUARDIAREGIA-CAMPOCHIARO

WWF: OASI DI GUARDIAREGIA-CAMPOCHIARO  Apri
Loc. GUARDIAREGIA CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
45 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
Altitudine: 662 mt. s.l.m.  Area Sepino, San Gregorio Matese, Cercemaggiore
  Brochure PDF
L'Oasi Guardiaregia-Campochiaro si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei Comuni di Guardiaregia e Campochiaro (Cb). L'area, di 3135 ettari, e' una delle Oasi piu' grandi e selvagge in gestione al WWF. L'ambiente e' montano e forestale con spettacolari fenomeni carsici, come il canyon del torrente Quirino, la cascata di San Nicola (salto totale di 100m.) e le grotte di Pozzo della Neve (profondita' - 1048 m.) e Cul di Bove (profondita' - 913 m.) che sono tra i piu' profondi abissi d'Europa

RICCIA

RICCIA  Apri
Loc. RICCIA CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
43 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Gambatesa, Cercemaggiore, Castelvetere in Val Fortore
Il Borgo antico di Riccia Recenti studi condotti sul territorio hanno evidenziato come la zona di Riccia fosse abitata gia' in epoca sannita. I ritrovamenti di tegole, di oggetti di ceramica a vernice nera e scorie ferrose nei siti di Campo S. Pietro, Pesco del Tesoro e Cerignano, attestano la presenza di insediamenti sanniti, anche di significative dimensioni, nell'agro riccese. Lo storico Amorosa, nel suo lavoro di inizio Novecento, sostiene che Riccia abbia avuto origine da una colonia romana stabilitasi sul territorio in conseguenza della legge sillana. In un passo delle cronache delle Colonie, Sesto Giulio Frontino annota che &Aricia oppidum pro lege Sullana &: il nome Riccia sarebbe quindi, semplicemente, la riproposizione del luogo di origine della colonia, l'attuale Ariccia laziale. L' Aricia romana diventa Saricia nei documenti del secolo XII, ed ancora Ricia e Aritiae durante il secolo XIV, infine Ritia nei decreti della Curia del XVII secolo per giungere alla denominazione attuale. Nel 642 giungono a Riccia gli Schiavoni, scampati all'eccidio del duca Rodoaldo, nella battaglia dell'Ofanto. Le notizie del periodo longobardo e di quello successivo normanno riguardanti l'abitato riccese sono molto scarse e poco attendibili: di certo, sappiamo che nel XII secolo Riccia era feudo ecclesiastico del Monastero dei SS. Pietro e Severo di Torremaggiore. E' molto probabile che tale condizione si protrasse per tutto il periodo svevo. All'inizio della dominazione angioina, invece, il feudo venne concesso al famoso giurista Bartolomeo di Capua, primo duca di Termoli ed appartenente alla illustre stirpe dei Conti di Altavilla

POMODORO S. MARZANO DELL'AGRO SARNESE-NOCERINO DOP

POMODORO S. MARZANO DELL'AGRO SARNESE-NOCERINO DOP  Apri
Loc. SAN MARZANO SUL SARNO - CAMPANIA  Navigatore
44 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Sarno, Pompei, Castellammare di Stabia
  Brochure PDF
Il pomodoro di San Marzano dell'agro sarnese-nocerino (DOP) e' una varieta' di pomodoro riconosciuta come prodotto ortofrutticolo italiano a Denominazione di origine protetta. Il nome proviene dalla citta' di San Marzano sul Sarno dove ha visto la nascita. Ha una forma allungata, ed e' particolarmente adatto per preparare pelati e conserve. Nello specifico, e' considerato da molti chef come uno dei migliori pomodori per realizzare il concentrato. Secondo alcune teorie, il primo seme di pomodoro San Marzano arrivo' in Campania nel 1770, come dono del vicere' del Peru' al re di Napoli. Fu piantato nell'area corrispondente all'attuale comune di San Marzano sul Sarno, dove attecchi' bene grazie alla fertilita' del suolo vulcanico. Negli Stati Uniti d'America, il San Marzano e' considerato la base genetica per un altro tipo di coltura, il pomodoro varieta' Roma (a sua volta considerato un ibrido). Il processo di trasformazione industriale del pomodoro San Marzano e' incominciato intorno al 1926. Possono concorrere alla produzione di questo pomodoro, linee ottenute a seguito di miglioramento genetico dell'ecotipo San Marzano sempre che, sia il miglioramento che la coltivazione, avvengano nell'ambito del territorio cosi' come delimitato nell'articolo 3 e presentino caratteristiche conformi allo standard descritto nell'articolo 5 dello stesso documento disciplinare. L'articolo 3 della disciplinare indica che il pomodoro ottenuto dall'ecotipo San Marzano o da linee migliorate, per avvalersi della denominazione di origine protetta (DOP) Pomodoro San Marzano dell'agro sarnese-nocerino deve essere prodotto da aziende agricole e trasformato da aziende industriali entrambe ricadenti nelle aree territoriali cosi' delimitate: L'area e' compresa nella zona settentrionale della provincia di Salerno, con propaggini nelle province di Napoli e Avellino. Tutti i comuni sono inclusi nell'Agro Nocerino Sarnese e zone viciniori e sono interessati, per la parte di pianura e come utilizzazione, alla zona seminativa irrigua o irrigabile. La parte collinare o a basso rilievo e' naturalmente esclusa, non essendo irrigua. Il pomodoro San Marzano e' prodotto nella parte dell'Agro Nocerino Sarnese che si estende nella pianura del Sarno che e' ricoperta per la maggior parte da materiale piroclastico di origine vulcanica. I terreni dell'Agro Nocerino Sarnese si presentano molto profondi, soffici, con buona dotazione di sostanza organica ed un'elevata quantita' di fosforo assimilabile e di potassio scambiabile. L'idrologia del territorio e' molto ricca per la presenza di numerose sorgenti e di abbondanti falde a diversa profondita'. L'acqua per uso irriguo, in genere viene derivata da pozzi che si alimentano direttamente dalla falda freatica. Circa il clima, l'Agro Nocerino Sarnese risente della benefica influenza del mare. Le escursioni termiche non sono notevoli e qualora il termometro scende al disotto dello zero, non vi permane a lungo; la grandine e' piuttosto rara. I venti dominanti sono il Maestro del nord e lo Scirocco del sud. Le piogge sono abbondanti in autunno, inverno e primavera; scarse o quasi nulle nell'estate. Sebbene le piogge difettino nei mesi estivi, l'umidita' relativa dell'aria si mantiene piuttosto alta il trapianto, di norma, si esegue nella prima quindicina del mese di aprile, pero' puo' protrarsi fino alla prima decade di maggio. Secondo la normativa, la raccolta dei frutti dev'essere eseguita esclusivamente a mano, in maniera scalare, quando essi raggiungono la completa maturazione, ed avviene in piu' riprese.

PARCO REGIONALE BACINO IDROGRAFICO DEL FIUME SARNO

PARCO REGIONALE BACINO IDROGRAFICO DEL FIUME SARNO  Apri
Loc. ENTE PARCO REGIONALE DEL FIUME SARNO, VIA LANZARA, 27, SARNO SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
39 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
Altitudine: 28 mt. s.l.m.  Area San Marzano Sul Sarno, Pompei, Cava de' Tirreni
Inaspettati scorci naturali di straordinaria bellezza caratterizzano la Foce del fiume dell'antico popolo dei Sarrasti; lungo le sue sponde si scoprono tesori come le testimonianze preistoriche dei Comuni di Poggiomarino e San Valentino Torio, i terreni dei pomodori d.o.p. di San Marzano sul Sarno e, ancora, prima dello sbocco a mare, le ricchezze dell'antica Pompei e le benefiche acque delle terme di Castellammare di Stabia

FIANO D'AVELLINO DOCG

FIANO D'AVELLINO DOCG  Apri
Loc. AVELLINO AV, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
23 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Provincia di Avellino, Pannarano, Sarno
Zona di produzione: intero territorio dei comuni Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto D'Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino, in provincia di Avellino. Il ruolo dell'Irpinia nella storia della viticoltura campana era talmente rilevante che alla linea ferroviaria Avellino Rocchetta Sant'Antonio venne dato il nome di Ferrovia del vino. Completamente circondata da vigneti, la provincia di Avellino offre vini di fama internazionale come il Greco di Tufo, il Taurasi e il Fiano. Quest'ultimo prende il nome dal vitigno omonimo, che i latini chiamavano Vitis apiana, grazie alle api, particolarmente ghiotte della dolcezza di queste uve. Questo vino molto apprezzato gia' nel Medioevo, ha un'origine millenaria. Nel registro di Federico II di Svevia, vissuto nel XIII secolo, e' annotato un ordine per tre salme di Fiano. Anche Carlo d'Angio' doveva amare il buon vino, al punto da impiantare nella propria vigna reale ben 16.000 viti di Fiano. Il Fiano e' l'antico vitigno campano che i latini indicavano con il nome (Vitis Apiana) per via della dolcezza delle sue uve che attiravano le api. La sua matrice ampelografica lo conduce a varieta' elleniche del periodo della Magna Grecia. Il Vino da esso prodotto era apprezzatissimo da consoli e imperatori romani ed ancora oggi gode fama di essere uno dei migliori bianchi d'Italia per via della sua struttura e straordinaria finezza ed anche in terra siciliana dimostra tutta la sua esuberanza. Perfetto come aperitivo, trova ottimi accostamenti con i piu' raffinati piatti a base di pesce. Si degusta ad una temperatura di 8°-10°C

SANT'AGATA DEI GOTI

SANT'AGATA DEI GOTI  Apri
Loc. SANT'AGATA DE GOTI - CAMPANIA  Navigatore
30 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Sant'Agata Dé Goti, Frasso Telesino, Caserta Vecchia
Antica cittadina con pregevoli opere d'arte, in bella posizione su una terrazza tufacea tra due affluenti del fiume Isclero. E' importante centro ortofrutticolo con varie risorse industriali e artigianali. Secondo gli studi storici piu' accreditati, sorge sul luogo dell'antica SATICULA, citta' sannitica ai con­fini della Campania, ricordata nel 343 a.C., quando durante la prima guerra sannitica vi si accampo' il console Cornelio, il quale, rischio' di perdere l'eser­cito e fu salvo grazie all'abilita' di Decio. Nel 315 a.C., durante la seconda guerra sannitica, Saticula fu assediata dal dittatore Lucio Emilio e fu presa da Quinto Fabio; nel 313 vi fu dedotta una colonia e durante la seconda guerra punica rimase fedele a Roma. Meno fondata appare la tesi che identifica Sant'Agata con l'altra citta' sannitica di PLISTIA. Il nome attuale, Sant'Agata de' Goti, risale al sec. VI d.C., allorche' i Goti, sconfitti nel 553 d.C. nella battaglia del Vesuvio, ottennero di rimanere nelle loro fortezze come sudditi dell'impero: una colonia di Goti si stabili' qui. La citta' fu presa dai Longobardi e fece parte del ducato di Benevento; nell' 866, come alleata ai Bizantini, fu assediata e presa dall'impera­tore Ludovico Il; nel sec. X divenne sede vescovile. Nel 1038 vi si rifugio' Pandolfo IV di Capua, insieme col vescovo Basilio di Montecassino, per sfuggire a Corrado II: aiutato dai Bizantini vi si difese per nove anni. Nel 1066 se ne impadronirono i Normanni e nel 1230 passo' al Papa Gregorio IX; all'inizio del sec. XIV Bartolomeo Siginulfo. conte di Caserta, la vendette al provenzale Isnard de Ponteves; nel 1343 fu concessa a Carlo Artus, figlio naturale di re Roberto e marito di Andreana Acciaiuoli. Nel 1400 appartenne ai Della Ratta, nel 1528 agli Acquaviva. quindi ai Cosso fino al 1674; nel 1696 l'acquisto' Marzio Carafa duca di Maddaloni, alla cui famiglia rimase fino all'eversione della feudalita'. La diocesi di Sant'Agata de' Goti, suffraganea dell'ar­chediocesi di Benevento, risale a epoca molto antica. Nel 960 la sede vescovile fu ripristinata con la nomina a vescovo di Madelfrido. Tra i vescovi che sedettero sulla cattedra di Sant'Agata sono da ricordare particolarmente Felice Peretti (1566-72), poi Papa col nome di Sisto V, e Sant'Alfonso de' Liguori (1762-75), dottore della chiesa e fondatore della congregazione Redentorista. Numerosi sono gli avanzi di epoca romana sparsi nell'abitato: cippi sepolcrali, iscrizioni, colonne. Le necropoli. scavate alla fine del settecento nel capoluogo e nelle localita' Presta e San Pietro, nelle vicinanze, hanno portato in luce vari bronzi e vasi saticulani a figure rosse su fondo nero, ora conservati nel Museo Archeologico nazionale di Napoli, in quello di Benevento e in alcuni musei europei

REGGIA DI CASERTA

REGGIA DI CASERTA  Apri
Loc. CASERTA, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
44 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
Altitudine: 68 mt. s.l.m.  Area Capua, Caserta Vecchia, Santa Maria Capua Vetere
La Reggia di Caserta, o Palazzo Reale di Caserta, e' una dimora storica appartenuta alla casa reale dei Borbone di Napoli, proclamata Patrimonio dell'umanita' dall'UNESCO. Situata nel comune di Caserta, e' circondata da un vasto parco nel quale si individuano due settori: il giardino all'italiana, in cui sono presenti diverse fontane e la famosa Grande Cascata, e il giardino all'inglese, caratterizzato da fitti boschi. In termini di volume, la reggia di Caserta e' la piu' grande residenza reale del mondo con oltre 2 milioni di m³ Il Palazzo reale di Caserta fu voluto dal re di Napoli Carlo di Borbone, il quale, colpito dalla bellezza del paesaggio casertano e desideroso di dare una degna sede di rappresentanza al governo della capitale Napoli e al suo reame, volle che venisse costruita una reggia tale da poter reggere il confronto con quella di Versailles. Si diede inizialmente per scontato che sarebbe stata costruita a Napoli, ma Carlo di Borbone, cosciente della considerevole vulnerabilita' della capitale a eventuali attacchi (specie da mare), penso' di costruirla verso l'entroterra, nell'area casertana: un luogo piu' sicuro e tuttavia non troppo distante da Napoli. Il progetto dell' architetto Luigi Vanvitelli, comprende oltre al palazzo, il parco e la sistemazione dell'area urbana circostante, con l'approvvigionamento da un nuovo acquedotto (Acquedotto Carolino) che attraversasse l'annesso complesso di San Leucio. La nuova reggia doveva essere simbolo del nuovo stato borbonico e manifestare potenza e grandiosita', ma anche essere efficiente e razionale. Il progetto si inseriva nel piu' ampio piano politico di re Carlo di Borbone, che probabilmente voleva anche spostare alcune strutture amministrative dello Stato nella nuova Reggia, collegandola alla capitale Napoli con un vialone monumentale di oltre 20 km.. Questo piano fu pero' realizzato solo in parte; anche lo stesso palazzo reale non fu completato della cupola e delle torri angolari previste inizialmente

PARCO REGIONALE DEL PARTENIO

PARCO REGIONALE DEL PARTENIO  Apri
Loc. PARCO REGIONALE DEL PARTENIO, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
22 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Pannarano, Avellino, Nola
Il verde continuo dei boschi su ogni altopiano, gli splendidi panorami che si godono dalle vette di Montevergine, del Vallatrone, di Toppola grande e Ciesco Alto sul Golfo di Napoli, sulla citta' di Avellino, sulla Pianura Nolana, incantano il turista che visita il Partenio. Conoscere il Partenio significa rivivere le emozioni di una storia millenaria in simbiosi con la Natura

MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP

MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP  Apri
Loc. CASERTA - CAMPANIA  Navigatore
45 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Capua, Caserta Vecchia, Santa Maria Capua Vetere
  Brochure PDF
Cos'e' La Mozzarella di Bufala Campana DOP fa parte di quei formaggi freschi a pasta filata prodotta esclusivamente con latte di bufala proveniente dalla zona di origine e realizzata con un processo tecnologico rispondente al disciplinare di produzione. Con l'iscrizione nell'albo comunitario dei prodotti a Denominazione di Origine Protetta nel 1996, vengono istituzionalmente riconosciute quelle caratteristiche organolettiche e merceologiche del formaggio tipico mozzarella di bufala campana, derivate prevalentemente dalle condizioni ambientali e dai metodi tradizionali di lavorazione esistenti nella specifica area di produzione delimitata. Il Latte Il latte di bufala, ha una composizione diversa da quella di altre specie animali utilizzate per la produzione di formaggio, rispetto a quello di vacca e pecora ad esempio, e' piu' ricco di proteine, grassi e soprattutto calcio totale. Queste caratteristiche chimiche permettono a chi lo trasforma di ottenere delle rese di caseificazione pari al doppio di quelle che in genere si ottengono con il latte di mucca. Un'altra caratteristica singolare e' l'assenza di carotenoidi nella sua composizione, cio' si trasmette nelle caratteristiche del prodotto finito nell'assunzione del tipico ed unico colore bianco porcellanato della Mozzarella di Bufala Campana. Il latte prodotto nelle aziende agricole viene trasportato in tempi brevissimi negli stabilimenti di produzione dove viene sottoposto a tutti i controlli igienico-sanitari e a quelli ulteriori del Disciplinare prima di dare inizio alla vera e propria lavorazione. Acidificazione e coagulazione La coagulazione e' preceduta dall'aggiunta nel latte, portato precedentemente ad una temperatura tra i 33 e 39°C, di siero innesto naturale (detto cizza) proveniente dalla lavorazione medesima del giorno precedente. Tale aggiunta serve a rendere il latte attivo e pronto per la immediata e successiva coagulazione che viene effettuata in caldaie o polivalenti in acciaio, mediante esclusivo utilizzo di caglio naturale di vitello. Rottura e maturazione della cagliata Dopo alcuni minuti che il latte e' rappreso per l'intervento del caglio, si procede alla rottura degli stessi grumi caseosi con un attrezzo denominato 'spino' che li riduce fino ad una grandezza di poco piu' di una noce. A partire da questo momento si verifica la separazione tra la fase solida e la fase liquida del latte (sineresi). La fase liquida, allontanata mediante prelievo, e' detta 'siero dolce' ed e' la materia prima con cui si ricavera' la squisita Ricotta di Bufala Campana, mentre la fase solida e' detta cagliata. Quest'ultima e' lasciata acidificare sotto siero fino a quando sara' definita 'matura'o 'pronta' per la filatura dal casaro, mediante il saggio di filatura che esegue personalmente. Il saggio di filatura Questa prova empirica, ma assolutamente attendibile nelle mani esperte di una mastro casaro, consiste nell'aggiungere acqua bollente a circa mezzo chilogrammo di cagliata sminuzzata che, amalgamata fino a farla fondere, viene tesa con le mani ed un bastoncino di legno: se si allunga uniformemente senza spezzarsi, e' giudicata 'pronta' per la fase successiva di filatura. La cagliata al giusto grado di maturazione viene posta su tavoli spersoi dove avviene lo spurgo di tutto il siero residuo, successivamente viene tagliata a listarelle e riposta in particolari contenitori, ancora oggi prodotti in legno chiamati 'mastelli', dove viene aggiunta acqua bollente. Il contatto tra acqua bollente e cagliata provoca la fusione della massa che viene di continuo sollevata e tirata fino ad ottenere un unico corpo omogeneo. Dalle ciliegine alle trecce Nella stragrande maggioranza dei caseifici una parte non trascurabile della fase di formatura e' effettuata dal casaro e dai suoi collaboratori manualmente, la restante parte e' effettuata con l'ausilio di macchine operatrici dette formatrici che producono pezzature a peso predeterminato.La Mozzarella di Bufala Campana cosi' prodotta viene da prima lasciata in vasche contenenti acqua fredda per garantire un primo importante rassodamento, che si completa in altre vasche contenenti anche soluzione saline che conferiscono al prodotto il giusto grado finale di sapidita'. Oltre alla forma tondeggiante che parte dai 20 grammi (perlina, ciliegina, bocconcino), il disciplinare di produzione prevede diverse altre tipologie, quali, nodini e trecce fino a tre chilogrammi

LIPU: OASI ZONE UMIDE BENEVENTANE

LIPU: OASI ZONE UMIDE BENEVENTANE  Apri
Loc. CONTRADA PANTANO, CASTELVETERE IN VAL FORTORE BN, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
39 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
Altitudine: 411 mt. s.l.m.  Area Gambatesa, Riccia, Colle Sannita
L'Oasi si sviluppa lungo circa 15 km del fiume Calore a monte, a valle e nel centro abitato di Benevento e all'interno dei suoi confini vi sono tre interessanti boschi igrofili, di cui quello di Pantano-Serretelle e' ampio circa 22 ettari, insieme ad ambienti limosi e ghiaiosi come quello dell'ansa di Pezzapiana-Ponticelli, che attirano gli uccelli limicoli come il piro piro piccolo e il corriere piccolo. Inoltre vi sono comprese interessanti piane alluvionali circoscritte da ampie anse fluviali, tipo quelle di Crocella Pacchiana, Pezzapiana e soprattutto Pantano, il cui toponimo descrive ampiamente le caratteristiche del sito, che quando vengono inondate possono essere frequentate a volte dagli appassionati di Birdwatching per la spettacolare concentrazione di uccelli acquatici, tra cui anche anatre selvatiche come la marzaiola e l'alzavola. Inoltre numerosi esemplari di airone cenerino frequentano gli ambienti fluviali dell'Oasi, e' facile pero' vedere pure altri uccelli della famiglia degli Ardeidi: la garzetta e in specialmodo la nitticora; piu' raro e' invece scorgere sulle rive del fiume l'airone bianco maggiore, l'airone rosso, il tarabuso e il tarabusino, che sono avvistabili soprattutto nei periodi di migrazione. Altri animali che troviamo abitualmente lungo il corso d'acqua sono il martin pescatore, la cui presenza e' accertata durante tutti i periodi dell'anno, la gallinella d'acqua, anch'essa presente costantemente nell'Oasi, il tuffetto e il cormorano, che qui e' svernante. Lungo il torrente Ienga il cui ultimo tratto prima della confluenza nel Calore e' all'interno dell'Oasi di protezione, troviamo ancora il granchio di fiume. I territori dell'Oasi sono anche frequentati da uccelli rapaci come la poiana e il gheppio, ma anche da rapaci notturni: allocco, gufo comune, barbagianni, civetta e in primavera ed estate anche dall'assiolo. Inoltre sono nidificanti il rigogolo, il picchio rosso maggiore, il picchio verde, la rondine. Altri uccelli che e' bello osservare nell'Oasi sono il gruccione in estate, la pavoncella d'inverno e durante i periodi di migrazione la gru che in grandi stormi sorvola o si ferma nell'ampia piana alluvionale di Pantano. Interessante e' anche la presenza del rampichino, della tortora, del colombaccio, della ghiandaia, dell'upupa

SANTUARIO DELLA MADONNA DELL'ARCO E DEI FUJENTI

SANTUARIO DELLA MADONNA DELL'ARCO E DEI FUJENTI  Apri
Loc. SOMMA VESUVIANA - CAMPANIA  Navigatore
45 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
Altitudine: 91 mt. s.l.m.  Area Massa di somma, Ercolano, Nola
Dove oggi sorge il Santuario, nei pressi di un arco romano a Santa Anastasia, un tempo c'era un'edicola votiva dedicata alla Madonna. Tra il &400 e il &500 due miracoli accrebbero la fama della Madonna dell'Arco incoraggiando flussi di pellegrini e devoti. L'interno del Santuario e' a croce latina con oggetti e arredi in pietra vesuviana e decorazioni barocche. Un tempietto al centro del transetto custodisce l'antica edicola abbellita da marmi intarsiati. Un altare, forgiato con pietre dure da scultori di Carrara, consente ai devoti di venerare la madonna dalle morbide sembianze. Tra le altre opere d'arte, il santuario conserva un pregevole crocifisso ligneo del seicento e due tele di Luca Giordano. Pellegrinaggi durante tutto l'anno animano questo luogo sacro, ma di particolare suggestione e' la processione dei Fujenti del lunedi' in Albis. Una tradizione che si protrae da 5 secoli che richiama il primo miracolo della Madonna sanguinante. Un giocatore di pallamaglio, furioso per aver perso, colpi' l'immagine votiva che prese a sanguinare. L'uomo inizio' a correre e a saltellare senza potersi fermare e per punizione fu impiccato. Cosi' i fujenti, vestiti di bianco e a piedi scalzi, nell'ultimo tratto della processione, corrono freneticamente per espiare il peccato dell'empio giocatore. I fujenti portano in dono alla Madonna gli ex voto per grazia ricevuta. Il santuario ne conserva a migliaia di tutti i tipi, la collezione forse piu' copiosa del mondo cristiano. Il simulato incendio del Campanile del Santuario mariano e' un alto momento religioso e storico-culturale di origini antiche. Nasce nel 1955 e rappresenta il momento conclusione della solenne Incoronazione della Madonna dell'Arco. L'effige della Madonna, adagiata su un carro e contornata da addobbi floreali, viene portata in processione per le vie del paese illuminate a festa e infine rientra nel sagrato seguita dalla benedizione e dal saluto dei fedeli. La festa di Santa Maria vede ogni anno la partecipazione di circa cinquemila persone e di molte associazioni di battenti. Dopo il corteo, la serata termina con una spettacolare esibizione denominata Incendio del Campanile, una delle piu' belle tradizioni della cittadella mariana. Il Campanile del noto Santuario sembra appunto prendere fuoco, circondato dai fuochi pirotecnici, mentre il cielo si accende a giorno con tantissimi colori

SEPINO

SEPINO  Apri
Loc. SEPINO CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
39 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Guardiaregia, Cercemaggiore, Morcone
Sepino e' un comune di 2.069 abitanti della provincia di Campobasso e fa parte del circuito dei borghi piu' belli d'Italia. Sepino (da saepio & in latino recingere) si trova a 702 m s.l.m., su di un colle boschivo alle propaggini del Massiccio del Matese. Il centro abitato di Sepino conserva le tipiche caratteristiche medievali. A un'ampia piazza corrispondono un certo numero di stretti vicoli. Vi si trovano numerose fontane, come quella ubicata nella piazza principale, i cui rubinetti indicano i punti cardinali, o quelle della Canala e del Mascherone. Degno di nota e' infine il Ponte San Rocco, da cui prende nome l'omonima localita'. Di notevole interesse e' la localita' di Campitello di Sepino, dove si possono apprezzare ampi spazi verdi attrezzati in una grande zona boscosa, prevalentemente faggeti. Da questo pianoro e' possibile raggiungere le cime dei monti circostanti, zone in passato abitate dai briganti, il Passo Santa Crocella, dove era presente l'omonimo monastero benedettino in eta' medioevale, la Fontana di Rimavota e altre destinazioni sui monti del Matese. Fra i fiumi piu' importanti, ricchi di pesci come la trota, ricordiamo il Tammaro, da cui prende nome l'omonima valle, e il Tappone che, lungo un percorso molto impervio, da' vita alla Cascata delle Castagne

COLLE SANNITA

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Loc. COLLE SANNITA BENEVENTO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
29 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Castelvetere in Val Fortore, Cercemaggiore, Riccia
Colle Sannita e' un borgo ubicato su un colle dove ancora si vedono i pochi resti di un antico castello. Fondato in epoca normanna, il toponimo trae origine dal luogo ove sorgeva la parte piu' antica del centro storico. In passato tutto il territorio del borgo era coperto da fitta boscaglia, che si estendeva fino al Fortore. Durante gli scavi avvenuti all'inizio del XX secolo sono stati rinvenuti due pugnali silicei, esemplari del periodoeneolitico. Le numerose chiese dislocate nel territorio, tra cui lachiesa dell'Annunziata e la chiesa di San Giorgio, rappresentano l'elemento distintivo del borgo. A Colle Sannita, nel corso dell'anno, vengono organizzate molte manifestazioni, a testimonianza della volonta' di conservare le tradizioni del luogo, ancora notevolmente presenti. Inoltre, ogni anno nel mese di luglio e' celebrata la Festa del Carmelo, durante la quale sfilano carri ricolmi di grano. Il nome del comune deriva, molto probabilmente, dal colle ove sorgeva la parte piu' antica del centro storico del paese: originariamente denominato Colle, il paese prese il nome di Colle Sannita soltanto nel 1862. Compare per la prima volta in epoca normanna, come possesso della famiglia Alemagna. Anticamente il suo territorio era coperto da fitta boscaglia, che si estendeva fino al Fortore; vi sono pero' tradizioni, ruderi e nomi antichi, quali Campo Cirelli, Lupi Zoppi, e Quaro, che corrispondono ad alcune localita' che si nominano nella Tavola Bebiana, rinvenuta nell'agro circellese nel 1832 Monumenti e luoghi di interesse : Chiesa dell'Annunziata (sec. XIV), Chiesa del Gesu' (sec. XVI) adiacente alla palazzina Paolucci nel centro storico, Centro storico, Piazza Giuseppe Flora, La fontanella, all'ingresso del paese, con suggestiva vista panoramica, il Lago montano di Decorata

PARCO REGIONALE TABURNO - CAMPOSAURO

PARCO REGIONALE TABURNO - CAMPOSAURO  Apri
Loc. PARCO REGIONALE TABURNO - CAMPOSAURO, TABURNO CAMPOSAURO BN, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
28 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Sant'Agata Dé Goti, Limatola, Caserta Vecchia
Il Parco Naturale Regionale Taburno-Camposauro, istituito il 6 novembre 2002, si estende per 12.370 ettari nella provincia di Benevento e ospita una popolazione di circa 25.000 abitanti. Nato per la tutela del massiccio Taburno-Camposauro, che fa parte dell'Appennino Campano, il Parco offre pregevoli risorse naturali e paesaggistiche in un contesto di notevole interesse storico, culturale e di tradizioni. Il massiccio, che culmina nelle vette del Taburno (m. 1394), Camposauro (m. 1388) e Pentime (m. 1170), si erge con versanti molto scoscesi dalla Valle del Calore, o Valle Telesina, a nord, che lo separa dal Matese, e dalla Valle Caudina a Sud, che lo separa dal Partenio, mentre a levante e a ponente digrada piu' dolcemente verso due corsi d'acqua minori, lo Jenga e l'Isclero. Visto dal lato est il profilo del massiccio ricorda quello di una donna sdraiata: e' questo il motivo per cui e' chiamato anche la Dormiente del Sannio

WWF: OASI MONTAGNA DI SOPRA

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Loc. PANNARANO BENEVENTO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
17 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Provincia di Avellino, Avellino, Benevento
  Brochure PDF
L'Oasi Montagna di Sopra si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel comune di Pannarano (Bn). L'area si estende per circa 312 ettari e presenta specie vegetali legate sia all'ambiente mediterraneo che appenninico. Ambiente L'Oasi e' situata nel cuore del Parco Regionale del Partenio. E' estesa dagli 800 m. s.l.m. fino ai 1598 m. dei Monti d'Avella, vetta del massiccio. L'Oasi ha una complessita' vegetale notevole e presenta specie vegetali legate sia ad un ambiente mediterraneo che appenninico. I corsi d'acqua sono a carattere prettamente torrentizio. L'estensione e' di 312 ettari. Flora e fauna Il territorio dell'Oasi e' ricoperto da una foresta caducifoglia montana tipica dell'Appennino in cui domina il faggio al quale si associano l'agrifoglio e il tasso e nei luoghi piu' umidi e meno elevati l'ontano napoletano. Sono anche presenti tiglio selvatico, carpino orientale, acero di lobelius, acero di monte, acero napoletano, sorbo montano, salice delle capre e, sui costoni rocciosi piu' assolati, il leccio. Intorno ai 1200 m., i costoni rupestri ospitano vari endemismi come, ad esempio, Saxifraga ampullacea, Saxifraga porophilla, Viola splendida, Viola pseudogracidis, il ramno alpino e il bellissimo giglio martagone, simbolo dell'Oasi, e sulle vette piu' alte, la rosa pendulina. Tra gli anfibi e' presente una particolare sottospecie di salamandra pezzata, denominata Salamandra gigliolii. Notevole e' l'avifauna: poiana, sparviere, astore, gheppio, corvo imperiale, nibbio bruno, falco pellegrino, allocco, gufo reale. Tra i mammiferi sono presenti volpe, donnola, faina, martora, tasso e, negli ultimi anni, e' tornato il lupo.

CASTAGNA DI MONTELLA

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Loc. MONTELLA AV, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
34 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Acerno, Calabritto, Senerchia
  Brochure PDF
Le testimonianze della presenza del castagno nell'area di coltivazione della 'Castagna di Montella' IGP sono molto antiche. Secondo alcuni, infatti, in quest'area la coltivazione del castagno, originario dell'Asia Minore, risalirebbe ad un periodo compreso fra il VI ed il V secolo a.C. I Longobardi (571 d. C.), successivamente, avrebbero emanato la prima legge, che si ricordi, per la tutela di questa coltivazione, considerata gia' a quel tempo una preziosa risorsa. Basti pensare, infatti, all'importanza che assumeva nell'epoca medioevale, la farina di castagna, soprattutto negli assedi di citta' e castelli, per il pregio di potersi conservare a lungo. Da quei tempi la storia di Montella e quella del castagno, vera ricchezza di queste zone per la sua molteplicita' di impieghi, non si sono piu' separate. La 'Castagna di Montella' e' parte del paesaggio dell'area del Terminio-Cervialto, nella quale, grazie al suo clima e ai suoi terreni, produce un frutto di alta qualita' merceologica ed organolettica. La ricchezza del castagno in queste zone non si e' limitata solo alla produzione del frutto: esso e' stato la principale fonte di legna per le costruzioni, per creare mobili, oltre che come legna da ardere. La 'Castagna di Montella' arrivo', nel XIX secolo, anche negli Stati Uniti e in Canada, al seguito degli emigranti, ed ancor oggi questi due Stati assorbono oltre la meta' della produzione. L'area di produzione della 'Castagna di Montella' IGP e' concentrata nell'area del Terminio-Cervialto e limitata in particolare ai territori dei comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e Montemarano (contrada Bolifano)

TAURASI

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Loc. TAURASI AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
10 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area San Nicola Manfredi, Benevento, Avellino
Il piu' importante centro enologico della Media Valle del Calore, Taurasi, e' posto sopra uno sperone del versante destro che domina da notevole altezza (m.398 s.l.m.) il fondovalle, a monte del punto in cui il fiume e' valicato dalla S.S. 90 delle Puglie. Il nome del vino deriva dalla cittadina omonima, l'antica Taurasia dalle vigne opime (Tito Livio). E' prodotto in un area di grande tradizione vitivinicola, che comprende 17 comuni, tutti in Irpinia. Perfetto appare l'equilibrio tra il clima, il vitigno e il terreno, equilibrio che si e' andato armonizzando e rafforzando nei secoli, fino a fondersi in un vino dalle caratteristiche superiori, che si distingue per la complessita' aromatica, il gusto vellutato, pieno ed elegante, i profumi intensi e delicati. Non a caso e' considerato uno dei migliori rossi d'Italia

NOLA E LA FESTA DEI GIGLI

NOLA E LA FESTA DEI GIGLI  Apri
Loc. NOLA - CAMPANIA  Navigatore
33 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
Altitudine: 48 mt. s.l.m.  Area Provincia di Avellino, Somma vesuviana, Sarno
Nola e' situata nella terza cintura nord dell'area metropolitana di Napoli, a nord-est del Vesuvio, in posizione pressoche' baricentrica, nonche' strategica, rispetto a tutti i capoluoghi della regione Campania. E' inoltre il centro che da' il nome all'area nolana. L'altitudine di Nola varia tra un minimo di 24 e un massimo di 400 m sopra il livello del mare. Secondo la tradizione, la citta' fu fondata dagli Ausoni nell'VIII secolo a.C., qualche decennio prima della nascita di Roma, anche se la presenza umana nel territorio nolano e' certa fin dall'eta' paleolitica. Importantissima prima e durante l'impero romano, tanto da ottenere la dignita' senatoriale (S.P.Q.N.), il primo imperatore romano Ottaviano Augusto mori' nei pressi della citta' il 19 agosto del 14 d.C. Luoghi di interesse : Museo Storico-Archeologico di Nola Museo Diocesano Archivio Storico Diocesano. Seminario Vescovile Anfiteatro Laterizio L'anfiteatro romano dell'antica Nola Chiesa di San Biagio Il Duomo di Nola Villaggio Preistorico di Nola Riportato di recente alla luce, il sito e' di eccezionale valore archeologico, Convento dei Frati Cappuccini Reggia Orsini Situata a pochi km da Napoli e' un luogo ricco di storia e tradizioni che trovano la massima espressione nella Festa dei Gigli. Ogni anno la domenica successiva al 22 giugno, 8 torri di legno di 30 metri, decorate con motivi di cartapesta, vengono trasportate da paranze di 100 uomini per le strade del centro storico. Canti, balli e prove di abilita' incantano gli spettatori che accorrono da ogni dove. Sulla Barca viene trasportato e celebrato S. Paolino vescovo di Nola protagonista della festa, nata per celebrare il suo ritorno in patria nel 431 a.c.. Il vescovo, quando Nola fu saccheggiata dai Vandali, offri' tutti i suoi averi e finanche se stesso per salvare i prigionieri compatrioti. Dopo alcuni anni di prigionia in Africa al suo ritorno fu accolto dai fedeli con enormi mazzi di gigli. Da allora la festa ha subito grandi trasformazioni fondendosi con altre tradizioni fino a raggiungere l'attuale spettacolarita'

CASERTA

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Loc. CASERTA - CAMPANIA  Navigatore
45 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Capua, Caserta Vecchia, Santa Maria Capua Vetere
L''idea che si e' fatta spazio negli ultimi anni e' quella di far conoscere una Caserta oltre la Reggia, ovvero una citta' che, a dispetto di quanto si possa pensare, ha oltre la sua straordinaria Reggia, un enorme patrimonio storico culturale da far conoscere. Un patrimonio nel quale rientrano a pieno titolo il Belvedere di San Leucio (inserito con la Reggia nella lista dei monumenti Patrimonio dell''Umanita' dall''Unesco), il Borgo Medioevale di Casertavecchia col suo Duomo del 1100 e il castello della stessa epoca e poi ancora un numero consistente di Chiese e altri luoghi di rilevanza storico-culturale che necessitano solo di essere inseriti nei circuiti turistici. Anche sotto l''aspetto museale, Caserta e' una citta' sempre ricca. Basti pensare che dopo i consolidati Musei dell''Opera, Terre Motus, della Seta, negli ultimi anni hanno aperto i Musei delle Cere, d''Arte Contemporanea e Diocesano che hanno arricchito l''offerta turistica della citta' oltre il triangolo storico Reggia-Casertavecchia-San Leucio. Anche il circondario di Caserta e' molto ricco in questo senso, basti pensare all''Anfiteatro romano di Santa Maria Capua Vetere a soli 6 km da Caserta, per dimensioni secondo solo al Colosseo di Roma e al Museo Campano di Capua o ancora alla Basilica di San''Angelo in Formis o alla Reggia di Carditello. Il progetto al quale si lavoro da tempo, ma finora senza grossi risultati, riguarderebbe la creazione di un percorso turistico che includa tutti questi siti inducendo cosi' i turisti a soggiornare di piu' nel casertano con notevole effetto benfico per alberghi, commercianti e ogni altra struttura ricettiva

WWF: OASI LAGO DI CAMPOLATTARO

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Loc. MORCONE BENEVENTO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
30 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Sepino, Cercemaggiore, Colle Sannita
  Brochure PDF
L'Oasi WWF del Lago di Campolattaro si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei Comuni di Campolattaro e Morcone (Bn). L'aera si estende per circa 1.000 ettari e si trova in corrispondenza della valle del fiume Tammaro. Importante lago artificiale e' una zona umida fondamentale costituita da una piana alluvionale sulla quale e' stato creato un invaso artificiale sbarrando il fiume Tammaro. Nel lago si e' stanziata una colonia di aironi, simbolo di una natura tutta da scoprire e preservare. All'interno dell'Oasi svolgiamo attivita' di educazione ambientale e anche attivita' di monitoraggio dell'avifauna. Ambiente L'Oasi Lago di Campolattaro tutela una piana alluvionale naturale di altitudine compresa tra i 350 ed i 600 m s.l.m. sulla quale e' stato creato un invaso artificiale sbarrando il fiume Tammaro, che nasce dal massiccio del Matese tra il Sannio e il Molise, attraversa il territorio collinare beneventano e termina il suo corso nel fiume Calore nei pressi di Benevento. Il riempimento dell'invaso ha apportato sensibili variazioni al microclima della zona: l'effetto termoregolatore della massa di oltre cento milioni di metri cubi d'acqua ha reso reso il clima meno rigido d'inverno e piu' fresco e ventilato d'estate; sono aumentate le precipitazioni piovose medie e diminute delle nevicate; complessivamente si e' registrato un aumento del tasso di umidita' media con diminuzione dell'indice di aridita'. Cio' ha permesso l'introduzione di specie vegetali caratterizzate prima da difficolta' di attecchimento. Il clima della zona e' di tipo Appenninico-Continentale, con piovosita' intorno ai 1000 mm annui. Questa caratteristica influenza sensibilmente il regime dei corsi d'acqua minori affluenti del Tammaro: quelli provenienti dalle falde del Matese, infatti, raramente si prosciugano durante il periodo estivo

CERCEMAGGIORE

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Loc. CERCEMAGGIORE CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
41 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Riccia, Sepino, Campobasso
Il paese sorge a 1.000 metri di altitudine, sul costone che dal monte Santa Maria, domina la valle dell'Alto Tammaro: il centro storico ricorda ancora le sue origini medievali e, camminando per il borgo, si puo' intuire l'antica struttura urbana, oggi in parte modificata dal passare del tempo e dagli interventi che nella storia sono stati fatti. Le sue borgate ancora piene di vita e tradizioni, come Quartarella, Galardi, Barrea, Capoiaccio e Catrocca, costituiscono un intreccio di mondi medievali a se stessi, adagiati nella quiete e nelle bellezze paesaggistiche delle vallate sannitiche. Il nome Cercemaggiore deriva dal latino volgare 'cercea da quercea', ossia 'quercia', con l'aggiunta di 'maggiore' per distinguerla da Cercepiccola, un dei Comuni confinanti, situato sempre nella Provincia di Campobasso. Fa parte della Comunita' Montana del Matese

CASERTAVECCHIA

CASERTAVECCHIA  Apri
Loc. CASERTAVECCHIA CE, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
41 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Caserta, Limatola, Capua
Casertavecchia (frazione di Caserta) e' un borgo medievale che sorge alle pendici dei monti Tifatini a circa 401 metri di altezza e a 10 km di distanza in direzione Nord-Est da Caserta. Le origini di Casertavecchia sono ancora incerte, ma secondo alcune informazioni estrapolate da uno scritto del monaco benedettino Erchemperto, gia' nell'anno 861 d.C. esisteva un nucleo urbano denominato Casahirta (dal latino casa che significa villaggio e hirta che significa aspra). Il borgo ha subito nel corso della storia varie dominazioni. Originariamente appartenente ai Longobardi, fu ceduto nel 879 al Conte Pandulfo di Capua. A seguito delle incursioni saracene e alle devastazioni di Capua, gli abitanti e il clero delle zone circostanti trovarono in Casertavecchia, protetta dalle montagne, un rifugio sicuro. In questo periodo la popolazione aumento' in modo cosi' considerevole da determinare il trasferimento della sede vescovile all'interno del borgo. Nel 1062 ebbe inizio la dominazione normanna che porto' il paese al massimo livello di splendore con la costruzione dell'attuale cattedrale, consacrata al culto di San Michele Arcangelo. Con alterne vicende il borgo passo' sotto la dominazione sveva con Riccardo di Lauro (1232-1266), il quale accrebbe l'importanza del borgo anche da punto di vista politico. Nel 1442 il borgo passo' sotto la dominazione aragonese, iniziando cosi' la sua lunga e progressiva decadenza: a Casertavecchia restarono solo il vescovo e il seminario. Con l'avvento dei Borboni e la costruzione della Reggia, Caserta diventa il nuovo centro di ogni attivita' a scapito di Casertavecchia, alla quale, nel 1842, viene tolto il vescovado, anch'esso trasferito a Caserta. Il borgo di Casertavecchia e' meta di interesse turistico per via del Duomo, del campanile, dei resti del castello e delle strade dell'intero borgo che ricordano lo splendore di un tempo che fu. Lo splendido panorama fruibile in molti punti del borgo, i numerosi locali e pizzerie fanno si che spesso gli abitanti dei dintorni vadano a trascorrere il sabato sera nelle vie del borgo. Manifestazioni folkoristiche come Il ritorno dei cavalieri nel Borgo e Settembre al Borgo, che si svolgono annualmente nel periodo estivo, hanno contribuito alla rivalutazione del territorio

BENEVENTO

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Loc. BENEVENTO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
7 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area San Nicola Manfredi, Pannarano, Bonito
La provincia di Benevento comprende la parte nord-orientale della Campania ed e' la meno popolosa della regione. Nonostante la provincia offra bei paesaggi e varie localita' di interesse storico ed artistico, il turismo non vi si e' sviluppato abbastanza per la mancanza di strutture ricettive. La citta' di Benevento, capoluogo di provincia giace su una collina e presenta interessanti scorci e testimonianze della dominazione romana. Le origini di Benevento risalgono ai tempi preistorici e grazie alla sua posizione strategica la citta' e' stata attrazione di piu' popolazioni gia' nell''antichita'. La citta' si e' sviluppata nel periodo sannitico ed era denominata Maleventum. Divenne colonia romana nel 268 a.C. che mutarono il nome in Beneventum. Nel periodo Medievale Benevento fu contesa fra Goti e Bizantini finche' divenne ducato longobardo nel 571 d.C. Intorno al 1000 Benevento passo' sotto il dominio dello stato Pontificio fino al 1799, nonostante le varie rivendicazioni dei re spagnoli di Napoli. Nel 1799 fu occupata dalle truppe di Napoleone che la governarono fino al 1806, in seguito passo' sotto l''egemonia dei Borboni fino al 1815 quando ritorno a far parte dello stato pontificio sotto Pio VII. Nel 1860 fu annessa al regno d''Italia

CASTELLO DI LIMATOLA

CASTELLO DI LIMATOLA  Apri
Loc. CASTELLO DI LIMATOLA, 1, LIMATOLA BN, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
39 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Caserta Vecchia, Caserta, Capua
Limatola e' un comune italiano di 4.142 abitanti della provincia di Benevento in Campania. Il paese e' sito ai piedi di una collina sulla cui vetta sorge il castello, a guardia del corso del fiume Volturno. E' circondata per buona parte dei suoi confini da comuni afferenti alla provincia di Caserta. Dista da Benevento, capoluogo di provincia, 48 km. Il Castello di Limatola e' sito nella parte alta del centro storico, su di una collina, in posizione strategica. Venne edificato dai normanni sui resti di una torre longobarda. Nel rinascimento importanti lavori di ristrutturazione lo trasformarono da architettura militare a dimora signorile, pur conservando alcune caratteristiche difensive. Dopo decenni di abbandono l'edificio e' stato restaurato nel 2010 ed ospita un albergo ristorante. Il castello e' circondato da una cinta muraria intervallata da torri circolari dotate di scarpata fino all'altezza del cornicione. La cappella palatina dedicata a san Nicola conserva un crocifisso d'epoca e il portone originale. Alcune sale sono decorate da affreschi prevalentemente del XVIII secolo

AVELLINO

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Loc. AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
23 Km da MELANNURCA CAMPANA IGP
  Area Provincia di Avellino, Pannarano, Sarno
La provincia di Avellino confina con la Basilicata e la Puglia e corrisponde per lo piu' alla storica Irpina, una zona verde e ricca di boschi. Avellino ne e' capoluogo di provincia dal 1799. In origine il nome di Avellino era Abellinum che sorgeva ai piedi di Atripalda, fu abitata sin dalla preistoria, poi dagli Etruschi e dai Greci e fu conquistata da Roma nel 82 a.C. L''attuale citta' fu fondata dai Longobardi, seguirono poi la dominazioni dei Bizantini, dei Normanni degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, degli Spagnoli, degli Austriaci e dei Borboni. Nel periodo spagnolo, grazie alla famiglia Caracciolo, la citta' ebbe il suo massimo splendore culturale. Partecipa' ai moti del 1820 e nel 1860 fu annessa al Regno d''Italia. L''Irpinia e' una zona sismica, spesso colpita da terremoti, pertanto Avellino ha pochi monumenti storici rimasti intatti.

Escursioni e attrazioni in CAMPANIA vicino a SAN NICOLA MANFREDI Benevento Bonito Pannarano: 'MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP'   'AREA ARCHEOLOGICA DI ALTILIA'   'WWF: OASI DI GUARDIAREGIA-CAMPOCHIARO'   'RICCIA'   'POMODORO S. MARZANO DELL'AGRO SARNESE-NOCERINO DOP'   'PARCO REGIONALE BACINO IDROGRAFICO DEL FIUME SARNO'   'FIANO D'AVELLINO DOCG'   'SANT'AGATA DEI GOTI'   'REGGIA DI CASERTA'   'PARCO REGIONALE DEL PARTENIO'   'MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP'   'LIPU: OASI ZONE UMIDE BENEVENTANE'   'SANTUARIO DELLA MADONNA DELL'ARCO E DEI FUJENTI'   'SEPINO'   'COLLE SANNITA'   'PARCO REGIONALE TABURNO - CAMPOSAURO'   'WWF: OASI MONTAGNA DI SOPRA'   'CASTAGNA DI MONTELLA'   'TAURASI'   'NOLA E LA FESTA DEI GIGLI'   'CASERTA'   'WWF: OASI LAGO DI CAMPOLATTARO'   'CERCEMAGGIORE'   'CASERTAVECCHIA'   'BENEVENTO'   'CASTELLO DI LIMATOLA'   'AVELLINO'  

CAMPANIA


La Campania, situata nel'Italia meridionale, si estende lungo il versante del mar Tirreno, dalla foce del Garigliano al Golfo di Policastro. La dolcezza del clima, la bellezza delle coste, la ricchezza dell'arte e della storia, l'amore per la cucina rendono la Campania una terra tutta da vivere. Un viaggio che inizia dal mare, re incontrastato, con il suoi colori intensi, le coste ricche di baie, insenature e pareti rocciose, le isole del Golfo di Napoli Capri, Ischia e Procida, veri capolavori della natura. Questa regione è caratterizzata da una dalla ricca vegetazione mediterranea in cui sono incastonati paesi ricchi di storia, d'arte e di tradizioni, dove trascorrere un soggiorno indimenticabile. E come dimenticare il monumento della natura che domina imponente questa terra? Il Vesuvio, cupo e misterioso, amato per la sua bellezza e temuto per la sua potenza. E poi Napoli, conosciuta nel mondo per l'intensità e la passione della sua musica che, come la città, mescola aspetti colti e popolari, sacri e profani, gioiosi e malinconici. E adagiata su una terrazza di tufo a strapiombo sul mare, Sorrento. In questo scorcio di paradiso, coste frastagliate e inaccessibili si alternano a piccole e nascoste spiagge che danno vita ad un paesaggio unico. Qui l'opera dell'uomo è stata grandiosa. Le zone più impervie oggi sono costituite da una serie di terrazzamenti degradanti verso il mare, utilizzati per coltivare agrumi, ulivi e viti. Sono i giardini dai quali esalano gli inebrianti profumi di aranci, limoni e zagare. Musica, mare, divertimento e natura, ma anche storia e cultura.

Da Vedere: La Costiera Amalfitana: E' situata sul fianco sud della penisola di Sorrento ed è una delle zone balneari più rinomate del Sud Italia. La strada principale si estende da Sorrento a Positano e durante il tragitto si possono ammirare, fra le altre, stupende località quali Praiano, Amalfi, Ravello e Minori con le sue rovine romane. Il Maschio Angioino a Napoli: simbolo della città, fu edificato per volere di Carlo D'Angiò che volle una residenza fortificata vicino al mare. Napoli vale una visita anche per altri monumenti fra cui il Duomo, il Palazzo Reale e la monumentale Piazza Plebiscito. Gli scavi di Pompei in provincia di Napoli colpita dall'eruzione del Vesuvio insieme ad Ercolano e Stabia nel 79 d.c. , periodo del suo massimo splendore. L'Isola di Ischia: Appartenente al golfo di Napoli è la principale fra le isole Flegree. Denominata anche Isola Verde per la colorazione delle sue rocce (il tufo verde), Ischia e' particolarmente famosa per la ricchezza di sorgenti termali attorno alle quali si sono sviluppati attrezzati centri benessere. L'isola di Capri: E' certamente una delle isole minori più esclusive d'Italia ed è' costituita da due centri , Anacapri e Capri raggiungibile quest'ultima attraverso una funicolare. Da non perdere sono i famosi Faraglioni e la Grotta Azzurra. Parco del Cilento: Nel 1973 durante il convegno internazionale I parchi costieri mediterranei venne sottolineata la necessità di realizzare un parco naturale nel territorio cilentano per difendere il territorio dal cosiddetto turismo di rapina che già allora iniziava a dare i suoi primi risultati. L'atto ufficiale di nascita del Parco avviene il 6 dicembre 1991, con la legge R 394. Il Parco nazionale del Cilento-Vallo di Diano comprende quasi tutta la parte meridionale della provincia di Salerno. L'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria costeggia il perimetro del parco sui lati settentrionale e orientale. Le uscite più convenienti sono: Battipaglia per la fascia costiera da Agropoli a Palinuro; Campagna, Sicignano e Petina per i monti Alburni; Sala Consilina e Padula per l'area del Cervati; ancora Padula per la fascia costiera da Policastro a Marina di Camerota. Diverse strade statali attraversano il parco con percorsi tortuosi ma di grande interesse paesaggistico e infine vi sono altre rotabili minori. Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è il secondo parco in Italia per dimensioni e si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano - lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison. Alle straordinaria eterogeneità del territorio si affianca il carattere mitico di una terra ricca di storia e cultura.

Gastronomia e Vini: La gastronomia campana ha reso l'Italia conosciuta nel mondo grazie alla pizza che rispecchia il gusto e la semplicità di un intero paese. I napoletani, popolo ingegnoso, la inventarono mentre erano alla ricerca di un piatto povero ma allo stesso tempo nutriente. In origine la pizza era bianca, solo pasta e mozzarella; il pomodoro fu introdotto dopo che venne importato dall'America. Altri piatti tipici sono il 'rraù' o ragù del guardaporta, un piatto unico a base di strutto, grasso di prosciutto e fettine di vitello ripiene di formaggio, aglio,pinoli, uvetta e prezzemolo; i calamaretti alla napoletana arricchiti con pinoli e olive nere e fra i dolci la pastiera napoletana fatta con ricotta e aranci ed il Babà. La Campania è anche la patria della pasta che spesso viene condita semplicemente con pomodoro e origano e della mozzarella, famose quelle di bufala che viene prodotta a Capua e Battipaglia. Fra i vitigni tipici della regione sono il Trebbiano, il Sangiovese, la Malvasia, il Greco e l'Aglianico, mentre fra i vini che si producono i più bevuti sono il Procida ed il Vesuvio tra i rossi e il Lacrima Christi, L'Ischia ed il Capri fra i bianchi. Degno di nota è anche il famoso limoncello di Sorrento.