Please, enable JavaScript on your browser
bovalino - escursioni punti di interesse attrazioni a bovalino rc, italia
Promotions found !
Look in the IdeasForTravels home page

  BOVALINO


BOVALINO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a BOVALINO RC, ITALIA San Luca Casignana Antonimina

PEPERONCINO DI CALABRIA

PEPERONCINO DI CALABRIA  Apri
Loc. REGGIO CALABRIA - CALABRIA  Navigatore
45 Km da BOVALINO
  Area Messina, Santo Stefano in Aspromonte, Fiumedinisi
Il peperoncino e' una pianta (e frutto) appartenente al genere Capsicum (lo stesso dei peperoni dolci) della famiglia delle Solanacee. Secondo alcuni, il nome latino Capsicum deriva da capsa, che significa scatola, e deve il nome alla particolare forma del frutto che ricorda proprio una scatola con dentro i semi. Altri invece lo fanno derivare dal greco kapto che significa mordere, con evidente riferimento al piccante che morde la lingua quando si mangia. Storia Il peperoncino piccante era usato come alimento fin da tempi antichissimi. Dalla testimonianza di reperti archeologici sappiamo che gia' nel 5.500 a.C. era conosciuto in Messico, presente in quelle zone come pianta coltivata, ed era la sola spezia usata dagli indiani del Cile e del Messico. In Europa il peperoncino e' arrivato con Cristoforo Colombo che l'ha portato dalle Americhe col suo secondo viaggio, nel 1493. Introdotto quindi in Europa dagli Spagnoli, ebbe un immediato successo, ma i guadagni che la Spagna si aspettava dal commercio di tale frutto (come quello di altre spezie orientali) furono deludenti, poiche' il peperoncino si acclimato' benissimo nel vecchio continente, diffondendosi in tutte le regioni meridionali, in Africa ed in Asia, e venne cosi' adottato come spezia anche da quella parte della popolazione che non poteva permettersi l'acquisto di cannella, noce moscata ecc. Il frutto venne cosi' chiamato a causa della somiglianza nel gusto (sebbene non nell'aspetto), con il pepe. Il nome con il quale era chiamato in tutto il nuovo mondo era chili e cosi' e' rimasto. Specie Le specie piu' comuni di peperoncino sono: - Capsicum annuum, che include molte delle varieta' comuni, incluso il peperoncino comune in Italia, il peperoncino di Cayenna, e il messicano jalapeno - Capsicum frutescens, che include tra gli altri il tabasco - Capsicum chinense, che include l'habanero, da nel Guinness dei primati come il peperoncino piu' piccante del mondo - Capsicum pubescens, che include il sudamericano rocoto - Capsicum baccatum, che include il cosiddetto cappello del vescovo Sebbene siano poche le specie di peperoncino comunemente usate in Italia, ci sono molti tipi di piante coltivate e molti metodi per preparare i peperoncini. Green e red bell ad esempio sono della stessa pianta, ma i verdi sono immaturi. La piantapeperoncino calabria Il capsicum annuum e' un arboscello perenne che, in condizioni di clima favorevole, viene coltivato come annuale. Le piante si presentano sotto forma di cespuglio alti da 40 a 80 cm (a seconda della specie) con foglie di colore verde chiaro. I fiori sono bianchi a forma di stella a 5-6 petali con stami giallo tenue. Il peperoncino puo' essere coltivato anche in un balcone, e viene seminato verso febbraio, mentre i frutti si possono raccogliere in estate e in autunno. Andrebbero usati subito dopo la raccolta affinche' non perdano le loro proprieta', ma si possono conservare anche sott'olio o in polvere (dopo averli fatti seccare al sole). Piccantezza La sostanza principale artefice della piccantezza e' l'alcaloide capsaicina (8-metil-N-vanillil-6-nonenamide o C18H27NO3), insieme ad altre 4 sostanze correlate, chiamate collettivamente capsaicinoidi. Ogni capsacinoide ha un effetto diverso nella bocca, e una variazione nelle proporzioni di queste sostanze determina le diverse sensazioni prodotte dalle diverse varieta', oltre al loro contenuto. La capsaicina provoca dolore e infiammazioni se consumata in eccesso, e puo' addirittura bruciare la pelle, se a contatto con alte concentrazioni (i peperoncini habanero, ad esempio, sono raccolti con i guanti). Rappresenta anche l'ingrediente principale nello spray al pepe, usato come arma non letale La piccantezza dei peperoncini e' misurata empiricamente tramite la scala di Scoville, in gradi da 0 a 10, e quantitativamente in unita' di Scoville, basate in p.p.m peso/peso di capsaicina e diidrocapsaicina. Il peperone dolce ha ad esempio zero unita' Scoville, i jalapenos sono a circa 3,000&6,000 Scoville, mentre gli habanero arrivano a 300,000 unita' Scoville. Il record per il piu' alto numero di unita' Scoville in un peperoncino e' stato assegnato dal Guinness dei primati all' habanero Red savina, che misura 577.000 unita'. Tuttavia dall'India e' arrivata la notizia di un peperoncino, chiamato Naga jolokia che dovrebbe arrivare a 855.000 unita' Scoville, sebbene manchi una verifica indipendente. La capsaicina pura misura circa 16 milioni di unita'. Uno dei modi migliori per alleviare la sensazione di bruciore e' bere latte, mangiare yogurt o ogni prodotto caseario. Infatti una sostanza presente nei prodotti caseari conosciuta come caseina agisce da detergente e rimuove la capsaicina dai recettori nervosi. La capsaicina si scioglie molto bene anche nei grassi e nell'alcool, quindi anche prodotti grassi o bevande alcoliche aiutano a rimuovere la sensazione dolorosa. Per le alte concentrazioni, come nell'habanero Red Savina o estratti vari, il modo piu' efficace e' usare del ghiaccio come anestetico

STILO

STILO  Apri
Loc. STILO - CALABRIA  Navigatore
45 Km da BOVALINO
  Area Monasterace Marina, Caulonia, Serra San Bruno
Stilo (Stilu in calabrese, Stylon in greco-calabro) e' un comune italiano di 2.655 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria, ed inserito nel circuito de I borghi piu' belli d'Italia. Le origini di Stilo sono legate alla distruzione durante il periodo greco da parte di Dionigi di Siracusa della citta' di Kaulon. Secondo Apollinare Agresta (Vita di San Giovanni Therestis, 1677) fu edificata in ben 3 luoghi diversi, di cui la prima volta nel promontorio di Cocinto, attuale Punta Stilo, nel medioevo sempre in quest'area sulla destra della fiumara Assi e infine sul Monte Consolino. In principio fu una citta' fortificata, un oppidum magnogreco di nome Consilinum o in greco Kosilinon. Stilo nel periodo del basso impero romano era considerata la Kaulonia italiota e successivamente cambio' il nome in Stilida. Il nome Stilida deriva dalla fiumara Stilaro, dalla forma del promontorio allungato e dalla colonna del tempio di Giove Omorio. Considerata nell'Itinerarium Antonianum una stazione itinerante distante 400 stadi da Locri. La battaglia navale avvenute tra le navi saracene di Nasar e le navi bizantine nell'880, a largo di Punta Stilo. Questa localita' allora era chiamata Le colonne, in greco Steilai. Stilida divenne parte dell'Impero Bizantino nel VI secolo. Stilida era situata nei pressi di Punta Stilo alla destra della fiumara Assi. Il 15 luglio del 982 subi' danni a causa di una battaglia tra Ottone II e gli arabo-bizantini, vinta da quest'ultimi. Sara' lungo il corso del medioevo che gli abitanti della costa andranno a vivere sempre di piu' verso l'interno creando i nuclei medievali degli attuali paesi della Vallata dello Stilaro; come gli abitanti di Stilida che si sposteranno sul Monte Consolino e solo in un terzo momento dove si trova oggi Stilo. Nel IX secolo venne costruita la Cattolica di Stilo. Tra il 1065 e il 1071 Stilo resiste all'invasione Normanna. Ai tempi era definita Oppidum, cioe' citta' fortificata con cinte murarie. Vi erano 5 porte d'accesso: Porta Stefanina, Porta Terra, Porta Reale, Porta Scanza li Gutti e Porta Cacari. Col periodo normanno Stilo diventa di Regio Demanio a differenza di altre citta' come Cotrone, Catanzaro e Gerace di proprieta' di signori feudali. Conservera' questo privilegio fino nel XIV secolo quando Carlo V di Spagna gli revochera' i privilegi

ANTONIMINA TERME

ANTONIMINA TERME  Apri
Loc. ANTONIMINA REGGIO CALABRIA, ITALY - CALABRIA  Navigatore
16 Km da BOVALINO
  Area Bovalino, San Luca, Casignana
Le terme di Antonimina-Locri erano gia' note e apprezzate nell'antichita'. Il moderno complesso termale di Antonimina-Locri e' stato costruito sul finire dell'Ottocento, e recentemente ammodernato e ampliato. Le terme sono situate in una zona collinare a pochi chilometri dal Mar Ionio e dall'Aspromonte, in un territorio di notevole bellezza paesaggistica, ricco di siti archeologici di grande fascino e interesse. Le acque termali, dette anche Acque sante locresi, sono classificate come termominerali, isotoniche e leggermente sulfuree, ideali per bagni, fanghi, aerosolterapia, nebulizzazioni, irrigazioni, insufflazioni e docce, cure estetiche, massaggi e idromassaggi. Sgorgano a 35° e sono consigliate per la cura della sterilita' femminile, per le malattie dell'apparato respiratorio e circolatorio. La struttura termale comprende anche campi da tennis, calcetto, campi di bocce, basket, pallavolo, equitazione, dancing e discoteche, per coniugare la ricerca del benessere psico-fisico al divertimento.Trattamenti terapici: malattie dell'apparato locomotore , forme infiammatorie ginecologiche croniche e loro reliquati sia infiltrative che essudative , affezioni infiammatorie croniche delle vie respiratorie e dell'orecchio , dermopatie Come raggiungerci: In auto: autostrada A3 (SA-RC) uscita a lametia Terme seguire per Catanzaro lido e poi S.S. 106 ionica direzione RC; a pochi km da Locri - Gerace. Treno: Linea Taranto - Reggio Calabria, Stazione di Locri. In aereo: Aeroporto di Reggio Calabria (Km 99) e di Lamezia Terme (Km 132

BOVA

BOVA  Apri
Loc. BOVA, REGGIO CALABRIA, ITALY - CALABRIA  Navigatore
27 Km da BOVALINO
Altitudine: 772 mt. s.l.m.  Area Bova Marina, Casignana, San Luca
La citta' di Bova (in greco Vu'a) ha origine antichissima. Secondo la leggenda, una regina armena avrebbe guidato il suo popolo sul monte Vu'a, nel cui nome appare chiaro il riferimento alla presenza del bue, cioe' a una terra adibita al pascolo dei buoi. Da vedere Dal balcone di Bova, posto in posizione panoramica a 850 metri d´altitudine, e' possibile abbracciare con lo sguardo tutto l´arco costiero. Il borgo e' uno dei centri piu' importanti dell´isola grecanica della provincia di Reggio Calabria e vanta una lunga storia di cui rimangono molte tracce nell´abitato. Antichissima sede vescovile, ha una Cattedrale la cui costruzione originaria risale ai primi secoli d.C.; certamente esisteva gia' nel V, come documenta la sottoscrizione di Lorenzo Vescovo di Bova. Dedicata alla Madonna della Presentazione o Isodi'a, e frutto di successive ricostruzioni e ristrutturazioni, ha un interno a tre navate di tipo basilicale. Le opere piu' notevoli sono la Cappella del Sacramento, realizzata da maestranze siciliane specializzate nella lavorazione dei marmi policromi intarsiati, e la statua della Madonna Isodi'a col Bambino, attribuita a Rinaldo Bonanno (1584), posta su uno scanno di marmo che riproduce lo stemma civico di Bova. Gli scavi hanno riportato alla luce numerose tombe e l´antica chiesa normanna. Il Castello Normanno (sec. X-XI), ridotto a rudere, sorge in cima a uno sperone roccioso. La Torre Normanna (sec. XI) era posta a guardia di una delle quattro porte che permettevano l´accesso alla citta'. La chiesa di San Leo (sec. XVII) ha una sola navata con cappelle laterali, preziosi stucchi ottocenteschi alle pareti e un sontuoso altare maggiore di stile barocco, nella cui nicchia policroma e' collocata una statua di San Leo di marmo bianco, opera di Pietro Bernini (1582). Il santo tiene con la mano sinistra un´accetta rotta e poggia su uno scannello ottagonale marmoreo su cui e' riportato - anche qui - lo stemma col bove. Altri splendori barocchi nella Cappella delle Reliquie (1722). La Chiesa del Carmine (sec. XVII) e' una graziosa cappella gentilizia appartenuta alla famiglia Mesiani. Il prospetto principale in stile tardorinascimentale e' definito da alte lesene che sorreggono un cornicione con timpani triangolari. Il portale in pietra realizzato da maestranze locali posto in asse alla facciata e' sormontato dallo stemma di marmo della famiglia Mesiani. All´interno si trova un pregevole altare marmoreo.

SPIAGGIA DI BOVALINO

SPIAGGIA DI BOVALINO  Apri
Loc. BOVALINO - CALABRIA  Navigatore
<1 Km da BOVALINO
  Area San Luca, Casignana, Antonimina
Una delle piu' caratteristiche spiagge dello Jonio Reggino e' quella di Bovalino, centro turistico attrezzato e facilmente raggiungibile una volta giunti a Reggio Calabria attraverso la Statale Jonica. Bovalino marina e' da anni ormai meta di turisti provenienti da svariate parti d'Italia ma resiste ancora al richiamo del turismo di massa. Non che manchino le bellezze paesaggistiche o le attrezzature per un'adeguata ricettivita' & come accade ancora in qualche localita' calabrese & bensi' e' una sorta di selezione naturale dei visitatori: chi cerca spiagge affollate e ricche di strutture per il soggiorno in totale comodita', magari con l'animazione, ha gia' le sue mete anche in Calabria. Chi sceglie Bovalino, invece, preferisce il bel mare & di un azzurro intenso e dalle mirabili trasparenze & e le spiagge bianche che la Calabria e' in grado di offrire incorniciate ad agrumeti dai colori delicati e dai profumi intensi. Da qualche anno sono presenti degli stabilimenti balneari con i lidi e le spiagge private. La gran parte del litorale di Bovalino e' pero' ancora libero, ideale per chi ama un posto che sappia offrire divertimento ma anche la possibilita' di trovare un angolo di tranquillita'

SPIAGGIA DI BOVA MARINA

SPIAGGIA DI BOVA MARINA  Apri
Loc. BOVA MARINA RC, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
33 Km da BOVALINO
  Area Bova, Casignana, San Luca
La Spiaggia di Bova Marina, situata a circa 45 chilometri da Reggio Calabria, e' facilmente raggiungibile percorrendo la SS 106 jonica. Si tratta di una bellissima spiaggia di ghiaia chiara mista a sabbia, bagnata da un bellissimo mare cristallino e limpido, di una trasparenza straordinaria grazie ai fondali ghiaiosi. Il promontorio di San Pasquale, nei pressi di Bova Marina, rende l'area ancora piu' affascinante. Due brusche rientranze scavate nella roccia chiudono e riaprono lo spettacolo del mare ed il panorama, sullo sfondo, e' dominato da Bova Superiore, capoluogo ideale della Grecia di Calabria, che anche a 14 chilometri di distanza spicca per la maestosita' del suo castello medievale

AREA ARCHEOLOGICA DI CASIGNANA

AREA ARCHEOLOGICA DI CASIGNANA  Apri
Loc. CASIGNANA RC, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
9 Km da BOVALINO
Altitudine: 309 mt. s.l.m.  Area San Luca, Bovalino, Bova
  Brochure PDF
Situata tra i comuni di Bovalino e Bianco nella provincia di Reggio Calabria, poco oltre il km 82 della S.S. 106 Ionica, l'area archeologica di Casignana venne indagata con sistematicita' a partire dal 1980, quando dopo la costruzione di un acquedotto avvenuta nel 1963, si misero in evidenza le strutture di una grande domus romana privata risalente al I secolo d.C. Fino ad oggi sono stati indagati oltre 1.300 metri quadrati dell'enorme struttura contenente il piu' vasto repertorio di mosaici policromi noto in Calabria. Le parti architettoniche gia' portate in luce sono pertinenti agli impianti termali della pars urbana, il cui carattere privato si desume anche dalla particolare involuzione del percorso, il contrario di quanto accadeva nei bagni pubblici. Gli archeologi hanno finora individuato quattro grandi fasi costruttive della domus. Quella attualmente visibile e' l'ultima del IV d.C. caratterizzata dal gusto per piante centrali con forme curvilinee, alla quale si riferiscono tutti i mosaici policromi rinvenuti, tranne quello figurato con thiasos marino risalente invece al III d.C. e composto di quattro figure femminili che cavalcano quattro animali mostruosi (cavallo, toro, tigre e leone) tutti con coda di pesce. Il polo della complessa planimetria della domus sembra essere costituito da un grande ambiente ottagono riscaldato, con pavimento mosaicato a piccole tessere, provvisto di ipocausto e tubuli fittili nelle pareti, in cui si puo' riconoscere il caldarium. La grande domus romana e' rifinita con vasche e mosaici, notevole quello con il frammento di un pavone, che ne segnano l'architettura. Nel grande salone rettangolare e in due ambienti riscaldati si fa uso dell'opus sectile, un'elegante e preziosa tecnica che utilizza lastre in marmo, per il pavimento e per la parte bassa delle pareti. Nei pressi della domus sorge un grande ninfeo, con vasca absidata e relativo serbatoio d'acqua. Nel corso del tempo gli scavi presso l'area archeologica di Casignana sono stati estesi ad altri 4.000 mq di superficie, che va ben oltre la domus romana, e che portano l'intera area interessata agli scavi a circa 15 ettari. La domus romana di Casignana resta oggi la struttura con il piu' vasto repertorio di mosaici policrami mai rinvenuto in Calabria

SANTO STEFANO IN APROMONTE

SANTO STEFANO IN APROMONTE  Apri
Loc. SANTO STEFANO IN ASPROMONTE - CALABRIA  Navigatore
33 Km da BOVALINO
Altitudine: 864 mt. s.l.m.  Area Reggio Calabria, Messina, Bova
Santo Stefano in Aspromonte e' un grazioso paesino montano abbarbicato su uno sperone roccioso della fiumara del Gallico, sul versante tirrenico aspromontano della provincia di Reggio Calabria. Il territorio, a vocazione spiccatamente turistica, si presenta particolarmente interessante dal punto di vista paesaggistico e ambientale, sia alle quote piu' basse, prevalentemente rurali, sia a quelle piu' alte, maggiormente antropizzate e particolarmente indicate al soggiorno estivo e invernale. La vegetazione e' costituita prevalentemente da ulivi e castagni, fino a mille metri di quota, superati i quali prevalgono faggi, pini e abeti. A quota 1300 metri vi e' la stazione turistica invernale ed estiva di Gambarie, frazione del Comune di Santo Stefano. Il paese si presenta con le tipicita' dei paesi di montagna: vie ordinate e pulite, molte scalette, aria frizzante, legnaie. Il centro storico e' ricco di angoli suggestivi: ripide scalinate, palazzi gentilizi ben conservati, caratteristiche fontane, case disposte a gradinata e stretti vicoli dai quali e' possibile ammirare scorci paesaggistici di grande fascino. La cittadina, che ricade nell'area del Parco Nazionale dell'Aspromonte, e' rinomata per le sue bellezze naturali ed e' meta di numerosi turisti durante tutto l'anno. A Santo Stefano in Aspromonte e' possibile visitare, inoltre, i resti dell'antica abbazia basiliana di S. Giovanni a Castaneto e la grotta di S. Silvestro. Il centro e' rinomato per la produzione di olio, cereali e frutta; tra i suoi folti boschi, e' possibile infine raccogliere, nel periodo autunnale, ottimi funghi e gustose castagne

MONASTERACE SITO ARCHEOLOGICO DI CAULONIA

MONASTERACE SITO ARCHEOLOGICO DI CAULONIA  Apri
Loc. CAULONIA - CALABRIA  Navigatore
36 Km da BOVALINO
Altitudine: 134 mt. s.l.m.  Area Monasterace Marina, Stilo, Serra San Bruno
Monasterace Sito Archeologico Caulonia CENNI STORICI L'antico nome di Caulonia era Castrum Vetus. La citta' sorgeva in posizione panoramica lungo la vallata del fiume Allaro. Insieme con Gerace e Stilo, costituisce uno dei centri storici piu' suggestivi della Calabria Ionica. L'antica Caulonia e' stata identificata nell'area compresa tra Punta Stilo e Monasterace Marina, dove nel 1890 l'architetto Paolo Orsi ha rinvenuto i resti di un grande tempio dorico del V secolo a. C. forse dedicato ad Apollo Katharsios. RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI Fuori dal circuito murario, 200 m a sud-ovest, sorgeva il santuario della Passoliera, di cui Paolo Orsi rinvenne solo alcune terrecotte architettoniche, pertinenti a diverse fasi, comprese tra la fine del VI e la meta' del V a.C. (ora al Museo di Reggio Calabria); da quest'area provengono anche alcuni frammenti ceramici, della fine dell'VIII a.C., che confermano l'ipotesi di una cronologia alta per le origini della citta'. Anche del tempio individuato sulla collina del Faro, d'eta' arcaica, non rimangono che poche tracce della copertura. Molto piu' consistenti sono invece i resti di un grande tempio dorico (ca. 450 a.C.), periptero in antis (6 x 14 colonne), il cui basamento in arenaria e' ben visibile ancora oggi sulla spiaggia (41,20 x 18,20 m); Tra le abitazioni si segnala la Casa del Drago, indagata dal De Franciscis nel 1960, cosi' detta per il mosaico policromo figurato con mostro marino che ne decorava un ambiente. Ricordiamo infine che nel 1982, sul fondo del mare antistante, sono stati avvistati alcuni rocchi di colonne, relativi forse ad un momento di spoliazione

FORESTA DI FERDINANDEA

FORESTA DI FERDINANDEA  Apri
Loc. FERDINANDEA, STILO REGGIO DI CALABRIA, ITALY - CALABRIA  Navigatore
44 Km da BOVALINO
  Area Serra San Bruno, Caulonia, Sant'Andrea Apostolo dello Ionio
I parchi nazionali, le aree naturali protette, le riserve, ambienti di incantevole bellezza, habitat ideale per rare specie animali, dove la ricca e variegata vegetazione, la morfologia e la geologia del territorio compongono paesaggi mozzafiato, segnati da canyon, grotte, cascate, monoliti rocciosi, fitti boschi. Il parco e' costituito da una vasta area boschiva che si estende per circa 11 mila ettari, al confine tra le province di Vibo Valentia e Reggio Calabria. La tenuta ha una estensione boschiva di circa 3.500 ettari. All'interno si trova la storica tenuta della Ferdinandea, una cittadella inaugurata nel 1833 da Ferdinando II di Borbone, al quale si deve la realizzazione di un insediamento industriale (ferriera, centrale idroelettrica e fabbrica d'armi) per la produzione di ferro, carbone e legname necessari a soddisfare le esigenze della flotta navale della Marina Borbonica, e di un insediamento residenziale (casino di caccia, appartamenti, stalle, chiesa). Descrizione Flora: L'area presenta un notevole patrimonio di alberi di alto fusto: abeti, faggi, querce, castagni, pioppi e lecci. Come raggiungerci: Per chi arriva in automobile, percorrere l'autostrada Salerno - Reggio Calabria fino all'uscita di Pizzo Calabro. Proseguire in direzione Serra San Bruno e da qui sulla SS 110 direzione Stilo. Tra i due paesi, qualche km dopo il Passo di Pietra Spada, si svolta a sinistra fino a Ferdinandea: qui la strada finisce e ci si trova davanti un'antica costruzione immersa nei boschi. Per chi arriva dalla SS 106 jonica, raggiungere Stilo uscendo all'altezza di Monasterace e proseguire prima per Pazzano e poi per Ferdinandea.

RIACE BRONZES

RIACE BRONZES  Apri
Loc. REGGIO CALABRIA - CALABRIA  Navigatore
45 Km da BOVALINO
Altitudine: 25 mt. s.l.m.  Area Messina, Santo Stefano in Aspromonte, Fiumedinisi

The Bronzi di Riace (Italian for Riace bronzes) are two famous full-size Greek bronzes of nude bearded warriors, about 460&430 BCE and currently housed by the Museo Nazionale della Magna Grecia in Reggio Calabria, Italy. The Riace Warriors are respectively termed A and B, where Riace Warrior A is thought to be a depiction of a younger man than that of Riace Warrior B. They were found by Stefano Mariottini, a chemist from Rome, Italy on a scuba diving vacation at Monasterace, on August 16, 1972, perhaps at the site of a shipwreck, off the coast of Riace, near Reggio Calabria. They are major additions to the surviving examples of ancient Greek sculpture (most Greek sculpture is known through later Roman copies in marble). The statues' eyes are inlaid with bone and glass, while the teeth are in silver and lips and nipples are in copper. Formerly they held spears and shields.

LAGO COSTANTINO

LAGO COSTANTINO  Apri
Loc. LAGO COSTANTINO, ASPROMONTE NATIONAL PARK, SAN LUCA, REGGIO CALABRIA, ITALY - CALABRIA  Navigatore
6 Km da BOVALINO
Altitudine: 247 mt. s.l.m.  Area Bovalino, Casignana, Antonimina
Il lago Costantino, conosciuto anche come Lago degli Oleandri, si formo' nel 1973 durante un'alluvione. Dopo giorni di intense piogge, il 1 gennaio 1973, una frana di enormi dimensioni si rovescio' sul letto del torrente Bonamico, in un tratto mediano della zona tra Polsi e San Luca, assestandosi perfettamente da una sponda all'altra. Si formo' cosi' una diga naturale e, nello spazio di qualche giorno, una enorme quantita' di acqua e fango riempi' l'invaso. Il lago fu denominato ufficialmente lago Costantino, dal nome dell'antico monastero di San Costantino del X sec. che sorgeva in quei pressi. Si sviluppa in lunghezza per circa 2,4 km sul letto del fiume, per un perimetro totale di circa 5 km e una profondita' massima di circa 18 metri. La profondita' diminuisce di anno in anno a causa del deposito alluvionale che trasportato dalle acque del torrente si riversa nel lago facendo alzare il fondo. Col passare del tempo il lago sara', quindi, destinato a scomparire lasciando posto a una distesa di sabbia. Descrizione Flora: La zona lacustre e' ricca di oleandri ed ha visto proliferare una fitta vegetazione sulle sponde ed una fauna prettamente lacustre, agevolata nel suo insediamento dalle acque limpide. Come raggiungerci: Dalla SS 106 si esce per San Luca. Da qui si sale e poi si scende verso la F.ra Bonamico e si segue la strada sterrata che la costeggia. Si lascia la macchina in uno spiazzo e si prosegue a piedi seguendo il corso della fiumara. Il percorso e' abbastanza agevole ma e' preferibile camminare la mattina presto per evitare le ore piu' calde della giornata, visti i pochi ripari ombrosi

CASTELLO NORMANNO

CASTELLO NORMANNO  Apri
Loc. CASTELLO NORMANNO, VIA, 0, STILO REGGIO DI CALABRIA, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
45 Km da BOVALINO
  Area Monasterace Marina, Caulonia, Serra San Bruno
Il Castello di Stilo o semplicemente Castello normanno e' un castello di epoca normanna costruito a Stilo in Calabria da Ruggero II di Sicilia sul Monte Consolino nell'XI secolo. Il castello ha torri triangolari eccetto quelle che circondano il forte che hanno una forma circolare e sono provviste di feritoie. Una torre si chiama Altavilla. La zona centrale del castello era una chiesa-cappella con un altare principale e 4 altari adiacenti ai muri del locale. La raccolta di acqua piovana avveniva con tubi di coccio e tegole affrontate e con una cisterna posizionata al di sotto dell'edificio centrale. Si accede al Castello tramite un sentiero che parte dal luogo in cui si trova la Cattolica, altro monumento per cui Stilo e' famosa; e seguendo il percorso che conduce per le 14 stazioni della via Crucis, al termine del quale si nota il castello, di cui sono ormai visibili le mura laterali, e percorrendo un breve tratto si arriva a destinazione. Un percorso alternativo parte nelle vicinanze all'accesso del cimitero di Stilo, si cammina per un largo sentiero all'inizio asfaltato e poi in terra battuta che compie diversi tornanti. Verso la fine, il sentiero si restringe e si cammina in fila indiana fino ad arrivare a un bivio, si prende il sentiero di destra che via via si allarga fino ad arrivare allo spiazzo dinanzi alla porta principale del castello. Prima di arrivare si vedono sulla destra (verso il mare) i resti di alcuni torri. Si racconta di Carlo d'Angio' che fa mozzare le mani e i piedi a centinaia di Stilesi, incarcerati dopo la rivolta del borgo e ripresi dopo un tentativo di fuga. I ribelli moriranno dissanguati nelle orrende segrete del castello: per quanto se ne sa, l'unica prigione del mondo che sarebbe stato inutile chiudere a chiave perche' era scavata, poco sotto le mura, in una vertiginosa parete di cinquecento metri a picco sul versante opposto a quello del borgo. Si entrava e si usciva, cosi', attraverso un'unica apertura soltanto quando si era calati oppure issati dall'alto con una fune. Oppure si saltava nel vuoto per morire sfracellati, ma avendo messo fine alle torture. Ben pochi tornavano vivi, dalla prigione del castello. Ma tra questi si ricorda una nobile matrona, di nome Regina, di cui si diceva in paese che avesse avuto per magi'a una gallina tutta d'oro, e capace di fare ogni giorno un uovo ancora d'oro. Il ribaldo governatore Costa Peloga circuisce la donna a cui vuole strappare il segreto, ma la donna non parla e il prepotente la fa bastonare a sangue rinchiudendola nel castello. Il nipote di lei, Costa Condomicita, viene a saperlo e da Crotone, dove si trova alla corte del duca, ritorna a Stilo inviando rispettosamente ricchi doni al governatore come se nulla fosse accaduto. Ma subito dopo si accorda con tredici amici, invitati al sontuoso banchetto: quando si alzano da tavola, il complotto e' gia' ordito. All'alba, i congiurati si presentano al palazzo del governatore e appena le guardie hanno aperto la porta irrompono nella stanza da letto di lui levando i pugnali. Con un balzo, lo sventurato raggiunge la finestra e si getta su un terrapieno tentando di salvarsi fuggendo ma e' raggiunto, legato e condotto al popolo dalle mani del quale ricevette la morte dopo i peggiori oltraggi. Costa Condomicita viene eletto governatore, la matrona e' immediatamente liberata. E la cronaca non dice piu' nulla della prodigiosa gallina che per la gente minuta covava le uova d'oro, ma per qualcuno capace di leggere nei simboli nascondeva forse qualche altro e anche piu' prezioso segreto

BOVA MARINA

BOVA MARINA  Apri
Loc. BOVA MARINA - CALABRIA  Navigatore
33 Km da BOVALINO
  Area Bova, Casignana, San Luca
Bova Marina fu fondata da Monsignor Dalmazio D'Andrea, vescovo di Reggio-Bova, quando attorno al 1870, compro' dal Regio Demanio una striscia di terra costeggiante il torrente Siderone e in mezzo alla campagna disabitata. D'Andrea divise il terreno acquistato dal demanio, e lo regalo' ai contadini che volevano scendere dalla montagna, formando cosi' un piccolo agglomerato urbano. Bova Marina, sorge su antichi insediamenti ebraici, bizantini e grecanici, i cui resti sono tutt'oggi visibili nelle zone circostanti. Nel 1908 con Regio Decreto viene dichiarato comune autonomo. In quegli stessi anni arrivo' la ferrovia. Gia' dai primi anni della sua storia, Bova Marina era un polo di attrazione commerciale: infatti ogni mese si teneva una grossa ed importante fiera del bestiame e dei prodotti realizzati dagli artigiani. Durante la Seconda guerra mondiale Bova Marina fu duramente bombardata dagli americani in cerca dei tedeschi, in fuga verso le montagne. Nel dopoguerra, con l'alluvione che colpi' la zona della Bovesia molti, soprattutto gli abitanti di Roghudi Vecchio, Bova e gli altri centri dell'area, abbandonarono i propri paesi e scesero a insediarsi a Bova Marina, che vide un notevole incremento demografico. Negli anni sessanta, venne posta sul promontorio di Capo San Giovanni d'Avalos la statua della Madonna del Mare, opera dello scultore Celestino Petrone (che tra le sue opere annovera l'altare maggiore della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo), statua che e' molto venerata dalla popolazione. Nel 2008 a Bova Marina ricorre il centenario della dichiarazione di comune autonomo. Di particolare importanza, per la sua rarita', e' un insediamento ebraico, posto nella vallata del San Pasquale, dove si trovano i resti di un'antichissima sinagoga con un importante mosaico (IV secolo d.C.). Nella stessa area si ritrovano un'ampia struttura romana (I-IV secolo d.C.) e la chiesetta bizantina della Panaghia (detta la Tutta Santa). In localita' Apa'mbelo, su un colle raggiungibile solo a piedi, insistono le mura perimetrali e l'abside della chiesetta, anch'essa bizantina di S. Niceto del X secolo, insieme a resti dell'eta' del bronzo e di abitazioni monastiche medievali. In epoche piu' recenti, dalla conquista normanna in avanti (X-XII secolo d.C.) il centro piu' importante del territorio divenne Bova - Chora, arroccata su una poderosa rupe a oltre 900 metri di altitudine, da cui l'attuale abitato in marina ha poi nuovamente tratto origine. La parte piu' antica di Bova Marina, posta intorno all'attuale via Borgo, si sviluppo' nel XIX secolo, quando il vescovo mons. Dalmazio D'Andrea acquisto' dal demanio dei terreni in prossimita' del Torrente Siderone e li concesse gratuitamente ai contadini che accettavano di trasferirvisi

Escursioni e attrazioni in CALABRIA vicino a BOVALINO RC, ITALIA San Luca Casignana Antonimina: 'PEPERONCINO DI CALABRIA'   'STILO'   'ANTONIMINA TERME'   'BOVA'   'SPIAGGIA DI BOVALINO'   'SPIAGGIA DI BOVA MARINA'   'AREA ARCHEOLOGICA DI CASIGNANA'   'SANTO STEFANO IN APROMONTE'   'MONASTERACE SITO ARCHEOLOGICO DI CAULONIA'   'FORESTA DI FERDINANDEA'   'RIACE BRONZES'   'LAGO COSTANTINO'   'CASTELLO NORMANNO'   'BOVA MARINA'  

CALABRIA


Il nome originario della Calabria era Brutium derivato dal nome del suo popolo (i Bruzi) , mentre Calabria era denominata la penisola del Salento in Puglia. E' dalla Calabria invece che deriva il nome di tutta la penisola, in quanto Italia prende il nome dal suo re Italo. La Calabria è la punta dello Stivale, l'estremo sud dell'Italia. Lambita dalle splendide acque del mar Ionio e del mar Tirreno è separata dalla Sicilia dallo stretto di Messina. Il clima accogliente, gli splendidi colori del mare, le coste rocciose alternate a litorali sabbiosi, la sua natura selvaggia e misteriosa, i sapori intensi e genuini della cucina locale e le testimonianze delle sue antiche origini rendono la Calabria un posto unico, da ammirare sia d'inverno che d'estate. Ogni desiderio potrà essere esaudito. Chi ama la natura, i suoi profumi, i suoi misteri potrà addentrarsi nell'entroterra calabrese, scoprendo un paesaggio puro e incontaminato, dove immense distese di verde sono interrotte dal blu di laghi e cascate. Chi, invece, vuole abbronzarsi sotto i caldi raggi del sole o immergersi in un mare cristallino, potrà scegliere fra le tante graziose località che costellano le lunghe coste tirreniche e ioniche. E per coloro che vogliono conoscere il passato di questa terra, culla della Magna Grecia e terra di antichi insediamenti, la Calabria offre un'ampia scelta fra chiese e monasteri, castelli e palazzi, borghi e luoghi dove sopravvivono usi e tradizioni secolari.

Da Vedere: La città di Tropea situata nella cosiddetta costa degli Dei e conosciuta per le sue bellezze come la perla del Tirreno. La leggenda narra che il fondatore sia stato Ercole che ne fece uno dei suoi porti. Oltre alla meravigliosa spiaggia la città offre meraviglie architettoniche come la Chiesa di Santa Maria dell'Isola , un santuario benedettino sull'isolotto scoglio e le varie chiese e palazzi del centro storico. Il Parco Nazionale della Calabria che comprende gran parte della Sila dove si possono trovare arbusti sempreverdi come erica, mirto, rosmarino, alloro e lentisco e dal punto di vista faunistico: daini, cinghiali. Lupi, gatti selvatici ed alcune specie di aquile reali. Il Parco Nazionale del Pollino che è la zona d'Italia con l'area protetta più vasta. Santuario della Madonna della Grotta a Praia a Mare in provincia di Cosenza : Edificio incastonato nelle rocce del monte Vinciolo Il Castello aragonese del 1490 e il Santuario di S.Maria del Castello del sec. XI a Castrovillari. Il Santuario è stato ristrutturato nel &700 e conserva al suo interno opere di grande valore come le tavole di Pietro Neuroni del 1552. Gli scavi di Sibari che hanno portato alla luce resti di abitazioni della città greca del sec. VII a.C che era famosa per le sue miniere d'argento.

Gastronomia e Vini: La gastronomia calabrese è semplice ma dai sapori forti e decisi e elaborata nella preparazione. I prodotti tipici sono: la cipolla rossa di Tropea, &Nduja di Spilinga, il peperoncino rosso e il Pecorino del Poro. Sono inoltre famosi gli insaccati, primo fra tutti la soppressata. La pasta che viene preparata in casa è condita per lo più con sughi a base di pomodoro con carni di manzo, maiale, agnello e vitello e insaporita con peperoncino. Le carni vengono principalmente cotte al sugo o in arrosto. Una specialità è il capretto con le patate arrosto accompagnato da carciofi o piselli in base alla stagione. Gli ortaggi più usati sono le melanzane e i peperoni che vengono mangiati ripiene oppure conservateisott'olio. Nella calabria montana si fa largo uso dei funghi soprattutto porcini, metre sulla costa si possono gustare piatti a base di pesce, fra cui è molto usato il tonno. Fra le moltissime varietà di dolci, il più tipico e senza dubbio il più caratteristico è il cozzùpa fatta con la pasta della ciambella ed assume sempre forme umane, di animali, di cestino o di cuore. Il vino regionale tipico è il Cirò Rosso D.O.C, un vino secco e corposo il cui vitigno di base è il Gaglioppo.