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sito archeologico di gela - escursioni punti di interesse attrazioni a via palazzi, 1, gela cl, italia
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  SITO ARCHEOLOGICO DI GELA


SITO ARCHEOLOGICO DI GELA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a VIA PALAZZI, 1, GELA CL, ITALIA Niscemi Licata San Cono

RAGUSANO DOP

RAGUSANO DOP  Apri
Loc. RAGUSA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
45 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
  Area Modica, Giarratana, Zappulla
  Brochure PDF
Il Ragusano, storicamente chiamato caciocavallo ragusano (in siciliano Cosacavaddu), e' un formaggio italiano DOP (Denominazione d'Origine Protetta). Questa eccellenza casearia, nel 1955, e' stata riconosciuta quale prodotto tipico dal D.P.R. n. 1269 del 30 ottobre, nel 1995 ha ottenuto la denominazione di origine (Decreto del 2 maggio) e, l'anno successivo, ha acquisito il riconoscimento comunitario della DOP, perdendo la denominazione storica di 'Caciocavallo'. Il nome pare derivi dall'antica abitudine di appendere le forme a cavallo di un bastone posto in orizzontale. Viene prodotto nella provincia di Ragusa e in parte della provincia di Siracusa con i comuni di Rosolini, Noto e Palazzolo Acreide, con latte di mucche della razza modicana. Il Ragusano e' un formaggio semiduro a pasta filata prodotto esclusivamente con latte di vacca. Prodotto nel rispetto del disciplinare di produzione (Provvedimento 29 luglio 2003 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali). Il formaggio e' a forma di parallelepipedo a sezione quadrata con angoli smussati. Il peso di ogni forma e' compreso tra 10 e 16 kg. La crosta e' sottile, liscia, di marcato colore paglierino. Le forme possono essere trattate in superficie con sostanze trasparenti, prive di coloranti. La pasta e' omogenea compatta con lievissima occhiatura, di colore bianco o giallo paglierino piu' carico all'esterno e meno carico all'interno. Il sapore e' aromatico, piacevole, fusibile in bocca, normalmente delicato e tendenzialmente dolce quando il formaggio e' giovane, fino a divenire piccante a maturazione avanzata. Il contenuto di grasso della sostanza secca non e' inferiore al 38

FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.

FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.  Apri
Loc. SAN CONO CT, ITALIA - SICILIA  Navigatore
27 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
  Area Piazza Armerina, Caltagirone, Aidone
Tra le caratteristiche distintive del &Ficodindia di San Cono' si ricordano le grandi dimensioni dei frutti, la buccia dai colori intensi e vivi, un profumo molto delicato e un sapore molto dolce. La dolcezza e le dimensioni del frutto, rispetto ad altre zone di produzione siciliane, risultano essere degli importanti parametri distintivi poiche' correlati alla tipicita' della zona geografica. La zona di produzione del &Ficodindia di San Cono' comprende il territorio posto ad altitudine compresa tra 200 e 600 metri s.l.m., dei Comuni di San Cono (CT), San Michele di Ganzaria (CT), Piazza Armerina (EN e Mazzarino (CL). Le particolari caratteristiche del &Ficodindia di San Cono' si sviluppano grazie alla perfetta combinazione di fattori ambientali ed umani che caratterizzano la zona di produzione. Infatti, il territorio e' dotato di caratteristiche particolari, quali l'altitudine e la conformazione orografica che rappresentano elementi essenziali nella determinazione delle particolari condizioni di intensita' e qualita' della radiazione luminosa, dell'alternanza dei cicli di bagnatura-asciugatura dell'epicarpo dei frutti e dell'escursione termica giornaliera, soprattutto nel periodo di maturazione dei frutti

SCALA DI S. MARIA DEL MONTE

SCALA DI S. MARIA DEL MONTE  Apri
Loc. SAINT MARIA OF MONTE, SCALA S. MARIA DEL MONTE, CALTAGIRONE CATANIA, ITALY - SICILIA  Navigatore
30 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
Altitudine: 603 mt. s.l.m.  Area San Cono, Niscemi, Mazzarrone
  Brochure PDF
La Scalinata di Santa Maria del Monte venne costruita nel 1606 per collegare la parte antica di Caltagirone, citta' in provincia di Catania, alla nuova citta' costruita nella parte alta. La scalinata, lunga oltre 130 metri, e' fiancheggiata da edifici balconati ed e' diventata l'emblema della citta' ed una delle sue meraviglie.Era stata originariamente costruita a sbalzi che ne interrompevano la pendenza da maestranze gigantesche coordinate dal capomastro regio Giuseppe Giacalone. Nel 1844 vennero unificate le varie rampe, su progetto dell'architetto Salvatore Marino. Nacquero cosi' i centoquarantadue gradini della scalinata di Santa Maria del Monte, che dal 1954 e' interamente decorata, nelle alzate dei gradini, con mattonelle di ceramica policroma prodotte dalla Maioliche Artigianali Caltagironesi. In ogni alzata di gradino e' stato applicato un rivestimento di maiolica policroma, dello stesso tipo di quella che, nei secoli, ha reso famosa la citta'. Le maioliche sono decorate con motivi isolani che vanno dal X al XX secolo, raccolti e adattati - si legge a pie' di scala - da Antonino Ragona. L'effetto e' mirabile e il colpo d'occhio davvero spettacolare. La scala dei centoquarantadue gradini viene annualmente illuminata il 24 ed il 25 luglio (per la festa di San Giacomo, patrono della citta'), da migliaia di lumini a fiammella viva. Poiche' in questa occasione viene interrotta ogni forma di illuminazione elettrica, il risultato visivo che ne deriva e' una sorta di colata lavica, un fiume di fuoco che nella sua palpitante luminosita' disegna eleganti figure decorative, frutto dell'abilita' di un capomastro, agli ordini del quale lavorano diverse decine d'addetti alla sistemazione delle lucerne. A formare il singolare arazzo di fuoco e' un insieme di quattromila lanternine dette lumere. L'illuminazione della scala ha storia antica. Il primo ad aver pensato, verso la fine del 1700, ad un disegno luminoso, fu l'architetto Bonaiuto. Ma si deve ad un frate, Benedetto Papale, la fantasmagorica scenografia della scala illuminata. Per quarant'anni il monaco disegno' motivi ornamentali, soprattutto floreali, di grand'effetto. La sistemazione a disegno prestabilito della luminaria presuppone un mese di preparazione. Gli addetti se ne tramandano l'arte di padre in figlio.

PIETRAPERZIA

PIETRAPERZIA  Apri
Loc. PIETRAPERZIA - SICILIA  Navigatore
40 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
Altitudine: 462 mt. s.l.m.  Area Caltanissetta, Piazza Armerina, Enna
Sulla base delle indicazioni di storici e geografi pare che Pietraperzia abbia avuto origine da una antichissima colonia greca in Sicilia chiamata Caulonia. Pietraperzia deve alla dominazione saracena sia il nome che la sua prosperita'. Epoca aurea per Pietraperzia si puo' considerare il secolo sedicesimo quando i Barresi, baroni della citta', assursero prima alla dignita' di marchesi con Matteo III Barresi, il fondatore di Barrafranca (1529), e poi di principi con Pietro Barresi (1564). Il Castello di Pietraperzia loro abitazione divento' allora ambi'to ritrovo di gente amante della cultura e della politica. Grave fu la crisi sociale che investi' la citta', culminando nella tragica costituzione di una banda armata da parte di Antonino Di Blasi, inteso Testalonga, il quale creo', in poco piu' di due anni di banditismo (1765-1767), un'esteso clima di terrore in tutta la Sicilia. Dal 1926 Pietraperzia entra a far parte della nuova provincia di Enna. Tra gli edifici ricordiamo: la Chiesa Matrice, il Santuario della Madonna della Cava, il Palazzo del Governatore (XVI secolo). La Piramide di Pietraperzia Sull'altopiano di Cirummeddi (Cerumbelle) si trovano una serie di acrocori naturali tra cui quello della piramide. Essa consta di un insieme di strutture megalitiche di probabile eta' neolitica, su cui sono inserite costruzioni successive fino al basso medioevo. L'aspetto e' collinare e piramidale di altezza di circa 12 metri. La base della struttura, lunga 55 metri e larga 30, appare composta da tre ordini di gradoni mozzati verticalmente da quattro scalette intagliate attraverso cui si accede alle terrazze soprastanti, collegate da rampe a piani inclinati. Le scalette corrispondono ai quattro punti cardinali. Il monumento si presenta con due idee costruttive dalla forte connotazione simbolica: quella del cerchio (la sua circonferenza) e quella del quadrato (la pianta costruttiva dei piani superiori in esso innestata). Festa della compatrona Maria SS. della Cava 14 e 15 agosto, il 16 agosto festa del compatrono San Rocc

CALTAGIRONE

CALTAGIRONE  Apri
Loc. CALTAGIRONE CT, ITALIA - SICILIA  Navigatore
30 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
Altitudine: 553 mt. s.l.m.  Area San Cono, Niscemi, Mazzarrone
Terra ricca di argilla, Caltagirone e' conosciuta nel mondo per la produzione artigianale della ceramica che ancora oggi impegna centinaia di artigiani. L'arte della maiolica ha origini antichissime: i primi forni risalgono, infatti, all'epoca musulmana e ai normanni e testimoniano di un'attivita' che non si e' mai spenta nel corso dei secoli. Nel tempo gli artigiani, detti cannatari, hanno perfezionato la tecnica esecutiva e decorativa dando prova di grande originalita', conservando, tuttavia, i motivi moreschi e i colori della tradizione (turchino, verde ramino, giallo oro, manganese). Una miriade di negozietti anima le stradine della citta' esponendo i prodotti tipici di questa antica arte: mattonelle, candelieri, fischietti, piatti, albarelli, vasi. La produzione di questi ultimi fu particolarmente florida perche' utilizzati per la conservazione del miele, prodotto tipico della zona. Gli albarelli invece venivano impiegati tradizionalmente dagli speziali per le loro farmacie. Tra gli edifici color ocra si innalzano le chiese, i campanili barocchi e la splendida Villa comunale, giardino pubblico tra i piu' eleganti di Italia, costruito nell'800 da Giovanni Battista Filippo Basile (padre di Ernesto, maestro del Liberty siciliano). Il centro storico di Caltagirone si estende lungo due arterie principali: Corso Vittorio Emanuele e Via Roma. Sulla prima si affacciano bellissimi palazzi barocchi, tra cui segnaliamo Palazzo Gravina, e la basilica normanna di San Giacomo che ospita al suo interno preziose opere d'arte. All'inizio della Via Roma, che dal centro storico porta alla citta' nuova, si trova il 'Tondo Vecchio', scenografica costruzione a forma di esedra, progettata da Francesco Battaglia per celebrare l'apertura della strada. Percorrendo la via si incontrano diverse chiese e la balconata in ceramica policroma di Palazzo Ventimiglia. La piazza del Municipio e' il punto di incrocio delle due strade principali e su di essa si affaccia, oltre al Palazzo del Municipio, il Palazzo Senatorio, attuale Teatro comunale e sede della Galleria Don Sturzo. Nella vicina Piazza Umberto I sorge il Duomo di San Giuliano, costruzione dei primi del Settecento (anche se la facciata e' del primo Novecento). Attigua al Duomo e' la Corte Capitaniale, l'edificio piu' originale della citta', costruito su un unico piano e ingentilito da una serie di finestre e portali realizzati nel XVI - XVII secolo da Domenico e Antonuzzo Gagini. Tradizionalmente l'elemento di maggiore richiamo turistico per la citta' e' la scenografica scalinata: centoquarantadue gradini che collegano la citta' alta alla citta' bassa. La scala fu costruita da Giuseppe Giacalone all'inizio del '600 e nel 1954 le alzate di ogni gradino furono rivestite con mattonelle in maiolica, in un tripudio di motivi geometrici, antropomorfici e fitomorfici. Dalla piazza dell'ottocentesco Municipio si giunge cosi' alla chiesa di Santa Maria del Monte che, fondata nel 1100 e ridisegnata da Francesco Battaglia nel XVIII secolo, ha pianta basilicale ed ospita al suo interno la preziosa Madonna di Condomini, interessante opera del Duecento bizantino

FINZIADE

FINZIADE  Apri
Loc. LICATA AG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
27 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
Altitudine: 9 mt. s.l.m.  Area Canicattì, Gela, Agrigento
Licata ha alle spalle una tradizione antichissima che inizia nel lontano periodo Neolitico, circa 7000 anni fa, e che continua con le diverse culture dell'Eta' del Rame e del Bronzo, quest'ultima particolarmente attestata nel territorio per la presenza di migliaia di tombe a grotticella artificiale scavate sulle pareti di roccia calcarea. Gia' nella tarda eta' del bronzo, il sito dell'odierna Licata fu abbandonato dalle comunita' indigene che vi risiedevano, probabilmente a causa dell'eccessiva pericolosita' della costa licatese, soggetta a continue scorrerie da parte di popoli proveniente dal mare. La mancanza di testimonianze archeologiche dalla fine dell'eta' del Bronzo all'eta' del Ferro, puo' essere letta anche in relazione all'insorgere di epidemie o gravi cataclismi, contemporaneamente alle continue alluvioni e alla formazione di paludi, che resero l'intera area malsana e improduttiva. Il territorio di Licata tornera' ad essere occupato nel VII secolo a.C., in concomitanza con la prima ondata di colonizzazione greca. Le tracce riferibli a questo preciso periodo storico sono emerse in contrada Caduta di Mollarella, ma si tratta di frammenti sporadici e rinvenuti fuori contesto. Una frequenstazione stabile del luogo si avra' solo a partire dal VI secolo a.C., come testimoniano il santuario e la necropoli greca-arcaica della Poliscia, il santuario di contrada Casalicchio, la necropoli di Portella di Corso e numerosi altri siti sconosciuti alla letteratura archeologica, che i soci della Finziade stanno censendo tra le campagne licatesi. Il IV secolo a.C. rappresenta un periodo di prosperita' per le campagne licatesi: una recente indagine condotta dall'Universita' di Siena ha infatti accertato l'esistenza di piccoli villaggi rurali, dediti prevalentemente all'agricoltura vitivinicola. Circa 15 palmenti, infatti, sono stati ritrovati sulle colline licatesi, spesso in connessione con unita' abitative rurali e collocati nei pressi di centri fortificati. Nel III secolo a.C., Phintia, tiranno di Akragas, decise di edificare una nuova polis presso il mare, trasferendo in essa tutti gli abitanti delle distrutta Gela. Sui resti di un nucleo rurale del colle Sant'Angelo fu fondata l'acropoli della nuova citta' che dal tiranno prese il nome: si chiamo' Phintiade e visse per circa 300 anni prima di essere definitivamente abbandonata

LA CASA DI MONTALBANO

LA CASA DI MONTALBANO  Apri
Loc. PUNTA SECCA - SICILIA  Navigatore
39 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
  Area Modica, Scicli, Ragusa
La Casa di Montalbano e' la casa dove e' stata girata la fiction sul personaggio dello scrittore Cammilleri il comissario Montalban

VILLA DEL CASALE

VILLA DEL CASALE  Apri
Loc. STRADA PROVINCIALE 90, PIAZZA ARMERINA, ENNA, ITALY - SICILIA  Navigatore
35 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
Altitudine: 573 mt. s.l.m.  Area San Cono, Aidone, Pietraperzia
  Brochure PDF
La villa del Casale e' una dimora rurale tardo-romana i cui resti sono situati nell'immediata periferia di Piazza Armerina (EN), in Sicilia. Dal 1997 fa parte dei Patrimoni dell'umanita' dell'UNESCO. Nei famosi mosaici della villa lavorarono maestranze africane (e forse anche romane, come testimoniano alcuni motivi di derivazione sicuramente urbana) per un insieme di circa 3500 m². Ognuno dei quattro nuclei della villa e' disposto secondo un proprio asse direzionale. Tuttavia tutti gli assi convergono al centro della vasca del peristilio quadrangolare. Nonostante le apparenti asimmetrie planimetriche, la villa sarebbe dunque il frutto di un progetto organico e unitario che, partendo dai modelli correnti nell'edilizia privata del tempo (villa a peristilio con aula absidata e sala tricora), vi introdusse una serie di variazioni in grado di conferire originalita' e straordinaria monumentalita' all'intero complesso. L'unita' della costruzione e' testimoniata anche dalla funzionalita' dei percorsi interni e della suddivisione tra parti pubbliche e private. I tempi di costruzione, furono inizialmente valutati in un periodo di cinquanta-ottanta anni, e poi ridotti a circa cinque-dieci anni. Oggi si tende a credere ad una durata corta dei lavori. La funzione delle sale e' quasi sempre suggerita da allusioni nei mosaici pavimentali. La divisione in tre nuclei distinti, anche dal punto di vista degli assi, e materialmente divisi consentiva usi separati, senza il rischio di confusioni o indiscrezioni. La grande funzionalita' era legata a un'esasperata ricerca degli effetti prospettici e delle planimetrie con linee curve (soprattutto nelle terme e nel triclinio sud). La successione vestibolo-corte-nartece-aula absidata, gia' in uso durante l'architettura aulica del basso Impero (come la basilica di Costantino a Treviri), con una notevole intercambiabilita' verra' ripresa come impianto delle basiliche cristiane (antica basilica di San Pietro in Vaticano) e, piu' tardi, delle moschee arabe. La villa a padiglioni o a nuclei non e' una tipologia isolata a Piazza Armerina, ma, oltre ad essere documentata in un'altra villa siciliana presso Noto, ha precise corrispondenze in ville africane e deve il suo modello originario alla villa Adriana di Tivoli.

RAGUSA

RAGUSA  Apri
Loc. RAGUSA - SICILIA  Navigatore
45 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
  Area Modica, Giarratana, Zappulla
Ragusa e' una delle province della regione Sicilia e si trova sul versante meridionale dei Monti Iblei costeggiata dai fiumi Irminio e Ippari. Storicamente Ragusa ha delle origini antichissime in quanto si attesta la presenza umana gia dal III millennio a.c. Divenne nucleo cittadino con la conquista dei Siculi e successivamente dei Greci, dei Cartaginesi, dei Romani e dei Bizantini. Divento nel IX secolo un''importamnte centro economico saraceno e tra l''XI ed il XII secolo fu sotto il dominio dei Normanni ed in seguito dei signori locali Chiromonte grazie ai quali si strutturo come citta medievale. Nel 1693 vi fu un terribile terremoto che distrusse completamente la citta (Ibla) che venne interamente ricostruita parallelamente alla nuova citta (Ragusa) posta su un rilievo adiacente alla vecchia. Il XVIII secolo fu caratterizzato da duri contrasti tra i due nucle urbani: dopo l''Unita d''Italia vennero costituiti due comuni distinti che poi vennero unificati nel 1926. Da vedere: Il Palazzo Zacco: si tratta di un bellissimo palazzo gentilizio in stile barocco che sulla facciata presenta un enorme stemma della famiglia ed uno splendido portale d''ingresso con colonne adornate con capitelli corinzi. Queste colonne sostengono un balcone chiuso da una ringhiera decorata con fiori in ferro. Gli altri balconi del palazzo sono molto eleganti in quanto decorati da maschere che rappresentano scene di vita quotidiana. Uno di questi balconi e' decorato da una sirena accompagnata da suonatori a ricordare le sfarzose feste e banchettiche venivano tenuti nel palazzo. Modica: questa cittadina dista circa 15 km da Ragusa ed e' una delle citta piu pittoresche di tutta la Sicilia. Modica si trova nella parte meridionale dei Monti Iblei ed e' divisa in Modica Alta e Modica Bassa. L''aspetto di questa citta e' tardo barocco e risale quasi interamente a dopo il terremoto del 1693: della citta precedente il terremoto rimane ben poco. Modica e' ua citta pittoresca ed affscinante per il suo aspetto tipicamente barocco, per le sue stradine e vecchie botteghe. Di particolare da vedere c''e' il Museo Ibleo delle Arti e delle Tradizioni Popolari in cui sono conservate strumenti, attrezzature delle botteghe antiche e degli artigiani. Cattedrale di Ragusa: questa chiesa e' stata costruita nel XVIII secolo si trova in una bellissima terrazza pensile sostenuta da un loggiato, nella piazza centrale della citta. Possiede un''elegante e raffinata facciata ed una bellissima cupola in stile neoclassico. All''interno e' strutturata su una base a croce latina con tre navate con bellissime vetrate con cui si raffigura il martirio di San Giorgio. All''interno sono conservate alcune tele di Vito d''Anna, un reliquario d''argento

PIAZZA ARMERINA

PIAZZA ARMERINA  Apri
Loc. PIAZZA ARMERINA - SICILIA  Navigatore
37 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
Altitudine: 687 mt. s.l.m.  Area Aidone, San Cono, Caltagirone
Piazza Armerina sorge su un'altura dei monti Erei meridionali, nella Sicilia centrale, a quasi 700 m d'altitudine e a poca distanza da Enna. E' al centro di una vastissima zona archeologica classica, fu abitata fin dalla preistoria, almeno dal VII sec. a.C. in poi. Non abbiamo a disposizione documenti del tempo della conquista normanna in Sicilia che ci possano illuminare sulla Piazza bizantina o araba eventualmente preesistente. La sua storia e' legata, a quella della conquista normanna a partire dal 1061 quando i biondi guerrieri nordici, dopo Messina cinsero d'assedio Enna (non potendola prendere) e affrontando durissime battaglie sul fiume Ditta'ino e a Cerami. Gaufredus Malaterra, monaco a S. Agata di Catania e cronista normanno, nell'opera De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae comitis, descrisse dettagliatamente l'itinerario dell'esercito normanno nell'impresa di Sicilia e nomino' alcune localita' del nostro territorio da cui probabilmente passo' il Conte, come Anaor e Naurcium (verosimilmente Naone e Montagna di Marzo), ma nessun documento riporta il nome di Piazza che, invece, comincia a comparire, come nome latino Platia o Placia o quello greco Platza, nella diplomatica intorno al 1122, mentre il nome arabo Iblatasah appare in due diplomi di Simone Aleramico, uno del 1141 e l'altro del 1148. Il Castello Aragonese fu costruito alla fine del 1300, ai tempi di re Martino I d'Aragona, che vi risiedette a lungo, mentre il vecchio castello, che si trovava sull'estremita' opposta della collina, veniva smantellato e ceduto ai Francescani per erigervi un convento. Della primitiva costruzione, elevata sensibilmente in altezza in triplice ordine di vani, restano soltanto due vani. I monumenti, le chiese, gli antichi palazzi, il barocco siciliano che li adorna, rendono Piazza Armerina una splendida citta' d'Arte. Passeggiando per le vie del centro storico, si ha la sensazione di rivivere gli antichi splendori. Tra i siti archeologici di maggior interesse, la Villa Romana del Casale, patrimonio dell'UNESCO che risale alla fine del III secolo D.C. Magnificamente ornata da stupendi mosaici, fu scoperta alla fine del 1800 per poi essere completamente portata alla luce nella meta' del '900. Il suo immenso valore di documento di storia dell'arte e' dovuto principalmente agli oltre 40 pavimenti a mosaico policromo, disposti su una superficie di oltre 3.500 mq., che rappresentano un compless

LA MORGANTINA

LA MORGANTINA  Apri
Loc. AIDONE - SICILIA  Navigatore
45 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
  Area Piazza Armerina, San Cono, Caltagirone
Il Museo Archeologico di Aidone, realizzato nel secentesco convento dei Cappuccini e inaugurato poco piu' di venti anni fa, costituisce l'ideale collegamento fra la cittadina e il piu' remoto passato di questo territorio. Quando i coloni lombardi di cui abbiamo scritto si stabilirono qui, non sapevano assolutamente di non essere stati i primi a scegliere come residenza questa zona della Sicilia. Ritenevano che le sparse pietre che emergevano nelle campagne, pochi chilometri a est di Aydon, appartenessero alla citta' di Herbita e non a Morgantina. Solo nel 1955, una spedizione di archeologi dell'universita' di Princeton riusci' a identificare Morgantina, mettendo in luce quel che era rimasto dopo la distruzione ordinata da Ottaviano nel 36 a.C. L'importanza di Morgantina e' legata soprattutto al fatto che la sua scoperta ha permesso agli archeologi di approfondire & attraverso la diretta visione di preziosi reperti e di strutture architettoniche & i rapporti fra le comunita' indigene della Sicilia e i greci che, a partire dal VI secolo a.C., intrapresero la colonizzazione delle aree interne dell'isola. Reperti che oggi sono in buona parte custoditi dal museo di Aidone, ordinati per temi e cronologia, illustrano ai visitatori le varie vicende della cittadina. Quelli che chiamiamo 'indigeni', a dire la verita' erano a loro volta venuti da fuori: i Siculi & e nel caso specifico la tribu' dei Morgeti & provenivano dalla penisola italiana, dalla quale erano giunti circa mille anni prima di Cristo. Essi ricacciarono verso ovest e sud i Sicani e si stabilirono in varie localita' dell'isola, fra cui appunto il pianoro fra le colline ove fondarono Morgantina. Un luogo che, ancora oggi, conserva intatta la sua selvaggia e solitaria bellezza. Intorno al 560 a.C., coloni provenienti dalla costa si impadronirono della citta'. In un primo momento la coabitazione fu pacifica, in seguito invece i Greci iniziarono una sistematica prevaricazione degli indigeni, impossessandosi, ad esempio, dei loro culti ed ellenizzandoli. Nel 459, Morgantina venne conquistata e distrutta dall'esercito di Ducezio, il capo della synteleia (lega sicula), repressa nel sangue dai Greci. L'abitato si trasferi' cosi poco lontano, in contrada Serra Orlando. Nel volgere di breve tempo, anche grazie alla sua fortunata posizione sulla via che collegava la costa settentrionale della Sicilia alla sua parte meridionale, divenne uno dei piu' importanti centri agricoli dell'entroterra, raggiungendo grande prosperita' e ricchezza, specie durante il periodo di Timoleonte e Agatocle (IV secolo) e soprattutto nel lungo regno di Gerone II (275-215 a.C.)

SITO ARCHEOLOGICO DI KAMARINA

SITO ARCHEOLOGICO DI KAMARINA  Apri
Loc. MUSEO DI KAMARINA, CAMMARANA RG, ITALIA - SICILIA  Navigatore
29 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
  Area Punta Secca, Mazzarrone, Niscemi
Kamarina, in greco , (da alcuni conosciuta anche con la forma italianizzata di Camarina), il cui nome secondo Strabone significa Abitata dopo molta fatica, fu un'importante colonia di Siracusa, fondata e costruita dai siracusani alla foce del fiume Ippari, nel sud della Sicilia. Di essa oggi non rimangono che rovine e importanti reperti archeologici, principalmente sul colle Cammarana nel territorio del comune di Ragusa. Kamarina venne fondata agli inizi del VI secolo a.C. (598 a.C. - 597 a.C.) dagli antichi greci dorici siracusani, sul fertile promontorio delimitato dai fiumi Ippari a nord e Oanis a sud. Scopo del nuovo insediamento fu quello di creare un presidio lungo la rotta africana e frenare l'espansione verso sud di Gela, che appena diciotto anni dopo fondera' piu' a nord-ovest Akragas (580 a.C.). Divenuta rapidamente un importante centro agricolo e di riferimento per i fiorenti traffici commerciali dell'entroterra ibleo anche dei Siculi, la colonia entro' presto in conflitto con la citta'-madre.Kamarina venne in seguito sconfitta dai siracusani e i loro alleati nel 552 a.C. Le fonti dicono che la popolazione camarinense venne esiliata; tuttavia, lo scavo dell'insediamento attesta una continuita' di vita ininterrotta nell'arco dell'intero VI secolo a.C. Durante l'avanzata di Annibale nel 403-401 a.C. Kamarina venne nuovamente saccheggiata e distrutta dal suo esercito. Rientro' nell'orbita siracusana durante il dominio di Dionisio I il grande e prese parte alla simmachia di Dione di Siracusa nel 357 a.C. quando questi con il suo esercito marcio' alla conquista di Siracusa. I resti attuali sono di grande interesse archeologico, e testimoniano la vastita' dell'antico sito. Rimangono tombe arcaiche (VII secolo a.C.) e ruderi poco significativi di un tempio dedicato a Minerva. Lungo l'Ippari si puo' riconoscere il tracciato dell'antico porto canale. La citta' e' ancora riconoscibile nella sua area originaria dai resti di case e di pavimentazioni. Nel vicino bosco di Passo Marinaro si trovano ancora le tombe di una necropoli nel V - IV secolo a.C. Gli scavi condotti a Kamarina da Paolo Orsi dal 1896 al 1911, hanno fornito copioso materiale archeologico che si trova al Museo di Siracusa

UVA DA TAVOLA DI MAZZARRONE IGP

UVA DA TAVOLA DI MAZZARRONE IGP  Apri
Loc. MAZZARRONE CT, ITALIA - SICILIA  Navigatore
28 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
Altitudine: 278 mt. s.l.m.  Area Niscemi, Caltagirone, Giarratana
  Brochure PDF
Uva da tavola di Mazzarrone e' un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta. Si indica l'uva prodotta nell'area compresa tra i territori comunali di Mazzarrone, Caltagirone, Licodia Eubea (in provincia di Catania) e Acate, Chiaramonte Gulfi e Comiso (in provincia di Ragusa). L'uva e' prodotta nelle tipologie bianca, rossa e nera, e per ciascuna, il Disciplinare di produzione ne fissa le caratteristiche qualitative che deve possedere: grappolo, acino, colore, maturazione, quantita' per ettaro. Il Consorzio di tutela ha sede a Mazzarrone. L'Uva da Tavola di Mazzarrone IGP presenta acini di forma sferoidale-ellissoidale con buccia di colore nero, rosso o bianco, dalla polpa compatta di sapore dolce e gustoso. La pezzatura del grappolo deve essere minimo di 350-400 grammi a seconda della varieta'. La zona di produzione geografica interessata comprende vari comuni a cavallo delle province di Catania e Ragusa. Si hanno le prime tracce di vigneti nell'areale di Mazzarrone tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, grazie alla scoperta di alcuni atti pubblici di compravendita stipulati proprio in quel periodo. Altra testimonianza dell'epoca ci viene dal libro 'La civilta' della vite in Sicilia' di Bruno Pastena, che evidenzia come alla fine del XIX secolo la produzione di uva da tavola rappresentasse il 5% della produzione viticola del 'Mandamento di Caltagirone'. Oggi, l'Uva da Tavola di Mazzarrone ricopre un ruolo di prim'ordine nell'economia agricola locale, essendo riuscita a varcare i confini nazionali raggiungendo non solo i piu' importanti mercati d'Europa, ma anche quelli di alcuni Paesi extraeuropei. Oltre all'aspetto accattivante, i grappoli di quest'uva sono anche particolarmente resistenti: l'Uva di Mazzarrone puo' essere, infatti, conservata per oltre un mese in ambiente a temperatura molto bassa e con un tasso elevato di umidita'. Oltre al consumo fresco, entra come ingrediente nella preparazione di dolci, marmellate e succhi. Fuori tavola, viene impiegata in cosmesi: il suo succo ha potere di ammorbidire e schiarire la pelle. Disinfettante ed antivirale, diuretica e lassativa, l'uva esprime appieno le sue proprieta' benefiche per l'organismo se consumata di mattina a digiun

RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO

RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO, ITALIA - SICILIA  Navigatore
26 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
  Area Mazzarrone, Niscemi, San Cono
La Riserva Naturale Orientata del Bosco di Santo Pietro, distante circa 20 km da Caltagirone, e' una delle aree verdi piu' rigogliose ed estese del Calatino. La vegetazione del Bosco di Santo Pietro e' estremamente varia, grazie alla vasta estensione della Riserva, che comprende ambienti e paesaggi molto diversi fra loro. La fauna del Bosco di Santo Pietro e' ricca di specie appartenenti sia agli invertebrati che ai vertebrati

RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI

RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI  Apri
Loc. RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI, CONTRADA PISCIOTTO, NISCEMI CL, ITALIA - SICILIA  Navigatore
16 Km da SITO ARCHEOLOGICO DI GELA
  Area Mazzarrone, Gela, Caltagirone
Nella sughereta di Niscemi, insieme a lecci e roverelle, sono rappresentati gli arbusti tipicamente sempreverdi della macchia-foresta mediterranea. Il magnifico bosco del passato e' ormai un ricordo, ma restano ancora ambienti interessanti dove si trovano il lentisco, il carrubo, l'olivastro, il mirto, il corbezzolo, la fillirea e la palma nana. Il sottobosco ricco e luminoso e' popolato da una fauna diversificata che annovera il gatto selvatico e la volpe; ghiri e topi quercini. Nel bosco nidificano piccoli silvidi, il picchio rosso maggiore e l'upupa

Escursioni e attrazioni in SICILIA vicino a VIA PALAZZI, 1, GELA CL, ITALIA Niscemi Licata San Cono: 'RAGUSANO DOP'   'FICODINDIA DI SAN CONO D.O.P.'   'SCALA DI S. MARIA DEL MONTE'   'PIETRAPERZIA'   'CALTAGIRONE'   'FINZIADE'   'LA CASA DI MONTALBANO'   'VILLA DEL CASALE'   'RAGUSA'   'PIAZZA ARMERINA'   'LA MORGANTINA'   'SITO ARCHEOLOGICO DI KAMARINA'   'UVA DA TAVOLA DI MAZZARRONE IGP'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO DI SANTO PIETRO'   'RISERVA NATURALE ORIENTATA SUGHERETA DI NISCEMI'  

SICILIA


Il nome antico di questa regione era Trinakria deriva da tre punte, come quelle che delimitano la regione. La Sicilia è la più grande isola italiana, divisa dal continente dallo Stretto di Messina e bagnata dallo Ionio, dal Tirreno e dal Mediterraneo. Una delle perle del sud Italia, tutta da scoprire, conoscere e vivere attraverso un ventaglio di itinerari alternativi che spaziano, a seconda dei gusti e delle esigenze, tra natura, storia e tradizione. La natura sembra aver destinato a questa terra tutte le sue meraviglie: monti, colline, e soprattutto il mare, che con i suoi incredibili colori, la trasparenza delle acque e la bellezza dei suoi fondali non ha nulla da invidiare agli altri mari. In questa terra, il Mediterraneo offre scenari, profumi e sapori così unici e intensi che solo una natura incontaminata può regalare. Basti pensare alle isole che circondano la Sicilia: Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica: così simili per la bellezza del loro territorio e così peculiari per natura, tradizione, arte e storia. E non dimentichiamo i suggestivi vulcani, alcuni dei quali mai sopiti come l'Etna e lo Stromboli. Un fascino arricchito anche dalle preziose testimonianze archeologiche che raccontano le antiche origini della Trinacria (antico nome della Sicilia), e dai tanti monumenti, testimonianza di un'arte che ha saputo forgiarsi nel corso dei secoli.

Da Vedere: Isole Eolie: questo arcipelago è situato a nord della Sicilia ed è composto da sette isole principali di origine vulcanica . Le isole maggiori sono Lipari, Salina e Vulcano seguono poi Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea. Il nome di questo arcipelago deriva dal dio Eolo (dio dei venti) che secondo la mitologia graca si trovava in queste zone. Queste isole sono mèta turistica e balneare grazie al loro mare incontaminato ma anche alle numerose sorgenti termali presenti. La valle dei Templi: la valle dei templi di Agrigento raccoglie uno dei più grandi patrimoni archeologici della Grecia antica. Si possono ammirare templi dorici perfettamente conservati, il tempio di Giove Olimpio, il tempio dei Dioscuri (simbolo della città di Agrigento), tempio di ercole, tempio della Concordia. Tra i templi meglio conservati troviamo il tempio di Giunone Lacinia, di vulcano, di Esculapio tutti appartenenti al VI e V secolo a.c. Si possono ammirare inoltre il santuario di Demetra e Kore, la Tomba di Terone ed il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti di valore inestimabile a livello storico ed artistico. Giardini Naxos: si tratta diun centro agricolo-artigianale e turistico. Questa località offre bellissime e rinomate spiagge nonché un mare incontaminato. Il nome della cittadina deriva dal termine siciliano 'giardini' che indica agrumeti e 'naxos' deriva invece dal nome della prima colonia dei Greci che venne fondata nella zona dell'odierno insediamento. Tra i monumenti più importanti menzioniamo il Castello di Schisò (medievale) all'interno del quale sono conservati dei reperti archeologici rinvenuti dell'antica Naxos e di alcune tombe dell'età di bronzo.

Gastronomia e Vini: La gastronomia siciliana riflette i numerosi contatti che nei secoli sono avvenuti tra la Sicilia e varie civiltà diverse tra loro. Piatti tipici di questa regione sono: la 'pasta con le sarde' (con sarde fresche, pinoli e zafferano), la 'pasta alla Norma' (con pomodoro, melanzane e ricotta). Tra i piatti a base di carne troviamo il 'falsomagro' (rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova), gli involtini alla palermitana (ripieni di uvetta, pinoli, formaggio con profumo di alloro e cipolla). Tra i piatti di pesce molto famose sono le sarde a beccafico (con pangrattato, limone e pinoli), pesce preparato alla ghiotta (tonno, sarde e alici cucinate con cipolle, olive, capperi e formaggio), il 'cuscusu (versione trapanese del cuscus a base di pesce e con un chiaro influsso di origine araba). Sempre di influsso arabo è l'utilizzo di alcuni ingredienti come la cannella, lo zafferano, il riso (che si ritrova nella arancine a base di riso, carne, piselli, formaggio e prosciutto). Un capitolo a parte della gastronomia siciliana, è composto dalla pasticceria e dai dolci tipici di questa regione: basti pensare alla 'cassata', ai 'cannoli', alle granite, alla 'pignoccata'. Tra i vini vi segnaliamo il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e l'Alcamo. Vi consigliamo anche il Marsala, un rinomato vino liquoroso.