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  MONTIFERRO


MONTIFERRO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a SCANO DI MONTIFERRO Sennariolo Modolo Santu Lussurgiu

BIDONI

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Loc. BIDONI ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
32 Km da MONTIFERRO
  Area Sorradile, Nughedu Santa vittoria, Norbello
Il Comune di Bidoni' e' situato nel cuore della Sardegna, a 260 metri sul livello del mare. E' posto all'interno dell'area geografica del Barigadu ed e' il centro che, in via piu' diretta, si affaccia sul lago Omodeo, da cui si gode di un panorama meraviglioso. Il territorio di questa regione presenta le caratteristiche di un altopiano trachitico-tufaceo, con una vegetazione tipica della macchia, inframmezata da radure di media estensione, utilizzate soprattutto per i pascoli del bestiame. Le specie arboree predominanti sono il leccio e il sughero. Circondato dalla catena dei monti del Marghine, Bidoni' presenta un centro ricco di storia, con il famoso Tempio di Giove, unico nel panorama architettonico di tutta l'isola. L'origine del nome e' data dall'e di due parole fenicie: 'beth' che significa paese, 'oni'' che significa fonte, per indicare quindi la zona particolarmente ricca di acque, grazie alla vicinanza del lago Omodeo che ad oggi rappresenta, non solo uno dei piu' importanti laghi artificiali d'Europa, ma soprattutto un ecosistema di rilevanza fondamentale per il sistema ambientale di questa regione. Il territorio di Bidoni' presenta numerose attrattive sia di carattere naturalistico, che storico, archeologico e culturale. Primo tra tutti e' sicuramente il lago Omodeo, bacino artificiale tra i piu' estesi in Europa. Creatosi dallo sbarramento del fiume Tirso, la sua costruzione fu completata nel 1924, con lo scopo di regolamentare le piene del fiume, produrre energia elettrica e irrigare la pianura del Campidano. Oltre a rappresentare una grandiosa opera di architettura, il lago Omodeo riveste un' imporanza strategica per tutto il territorio, creando un ecosistema ricco e variegato di specie. Le formazioni boschive situate sulle sue sponde sono caratterizzate soprattutto da lecci, roverelle, sugheri, pioppi bianchi, olmi, tamerici e allori. Le specie faunistiche sono invece costituite in gran parte da uccelli, come la ghiandaia marina, il falco pescatore, quello pellegrino, gallinelle d'acqua, aironi e germani. Il lago rappresenta quindi un'importante attrazione turistica, come sede di numerosi sport acquatici, tra cui conottaggio, windsurf, sci d'acqua e pesca sportiva. Per quanto riguarda l'architettura religiosa, degna di menzione e' la chiesa di San Pietro, un esempio di stile romanico-toscano conservatosi senza alterazioni. Nel secolo scorso continuava ad accogliere le sepolture e nei suoi dintorni affioravano gli antichi ruderi del monastero benedettino cui era annessa. Dedicata a San Pietro, la sua ricostruzione risale al 1200. E ancora la chiesa Santa Maria di Ossolo, novenario campestre di primo impianto medievale situato a circa due chilometri dal paese, e' stata ricostruita e ampliata nel 1600. Secondo la tradizione orale, la chiesa sarebbe sorta per atto di devozione alla Vergine da parte di un soldato di Bidoni', che avrebbe combattuto contro i Mori. Infine, vi e' la chiesa di S.Giovanni Battista, ricostruita nel 1970, sullo stesso impianto di quella antica. Il primo edificio fu eretto, in forme tardo gotico-aragonesi in posizione scenografica, accentuata da una scalinata, verso la meta' del secolo XVII, ma fu demolito nel 1966

DUALCHI

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Loc. DUALCHI NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
26 Km da MONTIFERRO
  Area Noragugume, Aidomaggiore, Silanus
Dualchi (Duarche in sardo) e' un comune italiano di 684 abitanti della provincia di Nuoro nella subregione del Marghine. Il paese e' situato a 321 metri sul livello del mare nella zona settentrionale dell'altopiano di Abbasanta. Fa parte del Gal Marghine. Il territorio di Dualchi si presenta ancora incontaminato e ricopre un'estensione di 2344 ettari, di cui 520 appartengono al Comune. Il territorio e' roccioso ma ottimo per il pascolo di ovini e bovini, infatti una delle maggiori risorse del posto rimane la pastorizia. Le aziende agro pastorali sono delimitate dai tipici muretti a secco che diventano un tutt'uno con la vegetazione che li ricopre inoltre troviamo varie specie tra cui: rovi, biancospini, e altri generi di cespugli selvatici. La vegetazione tipica del luogo e' costituita in gran parte da: asfodelo, roverella, cisto, cardi selvatici, ferula. Il territorio del Comune e' ricco di boschetti di lentischio, sugherete, elci e roverella. Dualchi e' detto il 'Paese dei poeti', infatti e' stato la culla di compositori versatili da Celestinu Caddeo a Bore Poddighe, conosciuti in tutta la Sardegna per le loro opere di grande spessore culturale e politico. Passeggiando per le stradine del centro storico di Dualchi, scopriamo dei bei scorci tra le caratteristiche case in pietra. Passeggiando per le stradine del centro storico di Dualchi, scopriamo dei bellissimi scorci tra le caratteristiche case in pietra. E' d'obbligo una visita al vecchio frantoio oggi adibito a museo. Inoltre, Dualchi puo' vantare la particolarita' di possedere ben sei chiese sul suo territorio, tutte ben conservate ed utilizzate per i culti religiosi, testimonianza della forte fede della comunita'. Tra le piu' note ricordiamo: la chiesa della Beata Vergine d'Itria, una chiesetta a capanna, con pianta rettangolare e tetto a due falde, presenta un campanile a vela, affiancato sul lato destro della facciata, si presume risalga al '700 e presenta una croce antropomorfa in trachite rossa, proprio per via della sua forma veniva detto 's'angelu'. La chiesa di Sant'Antonio, situata nel centro del paese, risale al XVI secolo. E' circondata dalla piazza in onore del suddetto santo, ed e' stata restaurata nel 1998. Presenta le mura esterne e la pavimentazione interna in basalto. Infine, la chiesa di Santa Croce, edificata nel 1596, e' sede dell'omonima confraternita. Nello scoprire il paese si possono ammirare dei bei murales, dal vecchio municipio, fino ad arrivare alla bella 'Funtana Mazzore'. Queste opere d'arte a cielo aperto rappresentano scene di vita quotidiana del borgo, festivita' e tradizioni locali. Se ne possono ammirare in piazza San Sebastiano, via San Sebastiano, via Parini e piazza Trieste. Ma il suo territorio e' conosciuto soprattutto per la grande presenza di siti archeologici megalitici, risalenti all'epoca preistorica. Dualchi conta infatti ben 17 siti tra nuraghe, dolmen e tombe. Tra questi ci sono i nuraghe S'Ulivera e Ono, il nuraghe Crabas, il complesso archeologico di Su Putzu Iu, con tomba e fonte; l'area di Sa Corte caratterizzata da una muraglia megalitica della lunghezza di circa 20 metri, situata nella periferia meridionale del borgo; infine, il Dolmen di Sa Fronte'e Uda

SORRADILE

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Loc. SORRADILE ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
32 Km da MONTIFERRO
  Area Bidoný, Nughedu Santa vittoria, Norbello
Lungo la Strada Provinciale 15, sulle pendici di una collina, si distende il paese di Sorradile a 356 metri s.l.m., piccolo centro della provincia di Oristano, da cui si gode un incantevole panorama sulle vallate sottostanti e sul lago Omodeo, offrendo uno spettacolo unico e affascinante, in un territorio ricco di vegetazione e fonti d'acqua. A vederlo alto contro il cielo, il paese appare singolarmente esteso, sorprende infatti scoprire che oggi, non abbia piu' di 490 abitanti. Il Comune di Sorradile e' situato nella regione storica del Barigadu, in passato svolgeva un importante ruolo di 'cerniera' tra pianura e montagna; geograficamente occupa una posizione centrale rispetto ai paesi confinanti. Il territorio e' composto prevalentemente da boschi di querce secolari e abbondanti sorgenti di acqua cristallina. Si estende in una fascia altimetrica di 110 metri s.l.m. lungo il lago Omodeo, che presenta sponde sabbiose e pietrose, ricche di arbusti tipici delle zone umide. I corsi d'acqua perenni sono il fiume Tirso e il fiume Taloro che confluiscono nel bacino artificiale dell'Omodeo, a lungo considerato il piu' grande lago artificiale d'Europa. Primato che pero' non ha portato benefici all'intero paese, poiche' con l'invaso, si sono dovuti sacrificare buona parte delle terre migliori, quelle pianeggianti e grasse del fondovalle. Il paesaggio e' unico nel suo genere, infatti, nei mesi di settembre ed ottobre, se la stagione e' stata secca e avida di piogge, il lago e' praticamente asciutto e si puo' ammirare la foresta fantasma. Si tratta di un luogo molto suggestivo, sia perche' si puo' camminare sul fondo del lago, sia perche' e' possibile ammirare i maestosi alberi che paiono pietrificati. Il Comune di Sorradile possiede un'isola amministrativa territoriale, al confine con la provincia di Nuoro, nella localita' Salto di Lochele, caratterizzata da un territorio aspro e ricco di vegetazione. Suggestiva e' la gola che taglia il territorio ospitante il fiume Taloro, affluente al lago. Sorradile vanta di un bellissimo panorama, ammirabile da qualsiasi scorcio, grazie all'impostazione delle costruzioni a terrazze (con nuclei abitativi a piu' livelli fuori terra), e di una suggestiva struttura, con il borgo antico formato da case caratterizzate da sfumature e decorazioni di trachite rossa. La strada principale, (SP15) presso la quale si sviluppano le costruzioni, crea due agglomerati distinti. Quello a monte e' ancora chiamato 'corte &e susu' e si trova a ridosso del verde pendi'o sovrastante l'abitato. Qui si puo' visitare la chiesa di San Michele Arcangelo, un'antica chiesetta di impostazione romanica il cui primo impianto risale all'epoca antecedente il secolo XI. Gli anziani raccontano che essa rappresentava la chiesa parrocchiale finche' non fu costruita la chiesa di San Sebastiano Martire.

FIORE SARDO D.O.P.

FIORE SARDO D.O.P.  Apri
Loc. SARDEGNA, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
38 Km da MONTIFERRO
  Area Bidoný, Sorradile, Austis
  Brochure PDF
Il Fiore Sardo era 'il' formaggio dei pastori dell'isola, quello prodotto in maggiore quantita', sino a quando la trasformazione del latte passo' dai pastori agli industriali e il Pecorino Romano divenne il primo formaggio sardo. Il nome gentile 'fiore' pare derivi dall'utilizzo che storicamente si faceva del fiore del cardo come caglio, ma altre testimonianze raccontano che per la sua fabbricazione si usassero stampi di legno di pero selvatico, oppure castagno sul cui fondo era scolpito un fiore simile all'asfodelo o alla rosa peonia. Ogni produttore e in alcuni casi ogni comune era riconoscibile grazie a questa sorta di marchio. E' un cacio nobile, antico, dalla forte personalita', che a volte presenta asprezze organolettiche decisamente antimoderne, soprattutto quando e' molto stagionato. E' il tipico prodotto dell'ovile delle aree interne della Sardegna e proprio nel nuorese, e in particolare nella Barbagia, trova il suo luogo d'elezione. La tecnica tradizionale di produzione e' quella che si utilizzava gia' ag li albori della civilta' ed e' in sostanza rimasta immutata. Il latte crudo, intero, di pecore di razza Sarda, e' posto appena munto in caldaie di rame e coagulato a una temperatura media di 32, 35░ utilizzando caglio d'agnello normalmente prodotto dal pastore stesso. Dopo 20-30 minuti, secondo la stagione, si rompe la cagliata finemente, sino alla dimensione di un chicco di riso e si lascia depositare sul fondo. Quindi, senza sottoporre la massa a nessun tipo di cottura, si raccoglie pazientemente dal fondo della caldaia a pezzi e si deposita nei caratteristici stampi a forma di tronco-cono detti pischeddas. A questo punto il pastore-casaro sottopone la forma a pressione e a numerose frugature, per ottenere il massimo di spurgo del siero. Quando e' ben soda, la forma viene estratta e adagiata a riposare per circa 24 ore, dopodiche' si immerge nella salamoia, dove resta generalmente da 8 a 12 ore ogni chilo di cacio. Successivamente le forme vanno su un traliccio di canne, sa cannizza, in genere vicino al fuoco, dove asciugano e affumicano per circa due settimane. Infine vanno a stagionare, in un ambiente fresco e asciutto, a terra, dove restano per mesi, secondo lo stile del casaro. Una volta raggiunta la giusta maturazione, viene periodicamente unto con una miscela di aceto di vino, olio di oliva e sale. Si tratta di una tecnologia semplice, primordiale, ma che richiede un'attenzione straordinaria da parte del casaro, gesti lenti, e molta pazienza. Lo scopo era ottenere un formaggio che doveva servire per la stagione arida, quando le pecore non danno latte. Stagionalita' La produzione avviene dal mese di dicembre al mese di giugno, la stagionatura si protrae per almeno quattro mesi

SPIAGGIA DI TORREGRANDE

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Loc. TORRE GRANDE - SARDEGNA  Navigatore
35 Km da MONTIFERRO
  Area Oristano, Cabras, Cuglieri
Un lungomare tranquillo orlato da alte palme e' la peculiarita' della spiaggia di Torregrande, caratterizzata anche da un fondo sabbioso dorato a grani grossi e ghiaia sottile. L'origine del toponimo e' legata a Sa turri manna, la piu' alta fra le numerose torri di epoca spagnola dislocate lungo le coste sarde ed edificate per tutelare territori e persone dalle frequenti incursioni piratesche. La spiaggia, proprio per la sua posizione nevralgica all'interno della provincia, e' molto bene attrezzata: accessibile ai diversamente abili, e' dotata di ampio parcheggio adatto anche ai camper. Per l'alloggio, vi sono in zona sia hotel che camping e per mangiare non mancano i punti di ristoro e i bar. La lunghezza dell'arenile e la graduale profondita' dei fondali rendono la spiaggia di Torregrande perfettamente fruibile dai bambini e adattissima ad ogni tipologia di passatempo. E' possibile noleggiare ombrellone, sdraio e patino, ma anche effettuare escursioni a cavallo con l'ausilio dei numerosi maneggi dislocati nella zona. I fondali sono ricchi di piacevoli sorprese per quanti amano praticare il diving e lo snorkeling. E' possibile infine praticare ogni varieta' di surf

SINDIA

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Loc. SINDIA NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
11 Km da MONTIFERRO
  Area Modolo, Scano di Montiferro, Bosa
Sindia e' un comune della provincia di Nuoro, ai confini tra le regioni storico-geografiche del Marghine, della Planargia e del Basso Meilogu, nella Sardegna occidentale. Situato a 510 metri d'altitudine, il suo territorio avente una superficie di Kmq 58,30, confina con i territori di Pozzomaggiore (SS), Suni (OR), Sagama (OR), Scano Montiferro (OR), Macomer (NU) e Semestene (SS), possiede un territorio di grande valore naturalistico grazie alla presenza di folti boschi di sughere, lecci e roverelle e ampie aree dedicate al pascolo. La sua storia e' collegata alla costruzione dell'abbazia cistercense Santa Maria di Corte, detta anche di 'Cabbuabbas'. Il territorio circostante e' piuttosto fertile e per questo abitato fin da eta' antichissima, come dimostrano i numerosi ritrovamenti archeologici quali nuraghi, tombe di giganti, dolmen e menhir. Attorno al paese si possono vedere campi e pascoli divisi dai caratteristici muretti a secco. Nel paese si snoda una rete di viuzze che si intrecciano attorno alla Chiesa Parrocchiale del SS. Rosario. Sono stati censiti nel territorio sindiese una quarantina di nuraghi, molti dei quali purtroppo in pessime condizioni. Due di essi sono inseriti nel nucleo abitato del paese: il nuraghe Giambasile e quello denominato Sa Mandra de sa Giua, circondato da un poderoso antemurale, situato nella periferia sud del paese. Diverse sono le aree archeologiche del paese, proprio per questa abbondanza di reperti: inoltre, spesso, queste zone di interesse archeologico rappresentano anche una risorsa dal punto di vista paesaggistico e si prestano dunque a escursioni e gite a contatto con la natura. Gli edifici di culto presenti a Sindia sono molto numerosi rispetto al numero degli abitanti e sono tutti di particolare interesse storico e architettonico. La chiesa piu' importante per motivi storici, architettonici e religiosi, e' l'abbazia di Santa Maria di Corte o Cabuabbas, edificata per volonta' di Gonario II del Lacon, Giudice (Re) di Torres (o Logudoro), nel XII sec. Altra chiesa importante e' quella di San Pietro (Santu Pedru). Praticamente coevo dell'abbazia di Corte, questo piccolo 'gioiello' architettonico, fu verosimilmente la prima chiesa parrocchiale della 'villa' medioevale di Sindia che si aggrego' intorno ad essa; la chiesa di San Pietro fu edificata da maestranze francesi in dimensioni ridotte e in un'unica navata; praticamente 'gemella' di quella di San Lorenzo di Silanus, con la quale condivise presumibilmente le maestranze, le tecniche di edificazione ed anche le funzioni. Altre chiese di cui si consiglia la visita sono quella di San Demetrio, della Beata Vergine del Rosario e di San Giorgio.

AIDOMAGGIORE

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Loc. AIDOMAGGIORE ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
23 Km da MONTIFERRO
  Area Norbello, Borore, Dualchi
Aidomaggiore (Bidumajore in sardo) si trova nel settore centro-occidentale della Sardegna, poco distante dal Lago Omodeo, uno dei principali bacini artificiali dell'isola. Il suo territorio ricopre una superficie di 41,33 kmq collocato in un avallamento sotto l'altopiano di Abbasanta. Riparato dai venti e circondato da maestosi boschi, si tratta di un centro agro-pastorale posizionato a 250 metri sul livello del mare, in un territorio molto fertile. Il Borgo Autentico di Aidomaggiore e' attraversato da diversi corsi d'acqua, tra i quali si ritrovano il Riu Merchis, il Riu Siddo e altri torrenti minori. L'altopiano in cui e' situato e' di origine vulcanica, originato da colate basaltiche nell'era del Pliocene, fuoriscite dal vulcano del Montiferru. Il suo territorio e' ricco di attrattive di interesse sia naturalistico, sia archeologico e storico, conservando ancora nei secoli, le testimonianze delle sue antiche occupazioni. Il nome del paese deriva dalla sua posizione geografica. 'Aidumajore' significa 'guado maggiore' o 'passaggio principale', indicando il passaggio obbligato tra l'altopiano ghilarzese e il Barigadu. I primi insediamenti del paese devono esser fatti presumibilmente risalire al 1015 & 1016 d. C. quando un primo gruppo di pastori, forse appartenenti ai villagi nuragici di Sanilo e Sa Bastia, decisero di spostarsi nella conca sotto l'altopiano di Abbasanta, presumibilmente attratti dal riparo naturale offerto dalle colline circostanti. A questi gruppi si aggiunsero, intorno al 1400, gli abitanti superstiti dell'antica villa giudicale di Ruinas, flagellata dalla peste nera, costretti alla ricerca di un luogo piu' salubre. Durante il Medioevo Aidomaggiore appartenne alla Curatoria del Guilcer del Regno o 'giudicato' di Arborea, proprio al confine col Regno di Torres, tanto che ancora oggi parte del territorio del comune di Aidomaggiore viene chiamato Monte Arboree. Verso la fine del '700 anche Aidomaggiore ebbe i suoi proprietari terrieri che, nello stesso periodo, Giovanni Maria Angioy non si stancava di combattere, tra cui si ricordano i Pitzalis, i Marras, i Vidili e i Sanna. Nel '900 il signor Luigi Sanna lascio' al Comune il palazzo dove ha sede il Municipio e la casa in cui abita il parroco del paese. Giuseppe Sotgiu, nel periodo in cui fu sindaco, realizzo' la fontana, con annesso lavatoio, di 'Cortejosso', che insieme alla fontana di 'Binzale' e al pozzo di 'Cortesusu' garanti' ad Aidomaggiore una quantita' illimitata di acqua potabile. L'illuminazione elettrica pubblica fu realizzata nel 1934 e tra il 1935 & 36 fu realizzato il caseggiato per le scuole elementari e medie, dove prima c'era la chiesa di San Giorgio con annesso cimitero. ll 1953 vide la realizzazione della strada carrozzabile per Borore e per la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, mentre il 1955 vide l'inizio dei lavori del caseggiato dell'asilo che sara' portato a termine solo otto anni dopo. Negli anni '60 si realizzo' la rete idrica del paese e, negli anni che vanno dal 1966 al 1974, la bitumazione, la cementificazione e l'asfalto delle vie

LEI

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Loc. LEI, LEI, NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
30 Km da MONTIFERRO
  Area Silanus, Bolotana, Bortigali
Lei e' un Comune italiano di 581 abitanti che si sviluppa su una serie di colline poste a circa 500 m slm. Incerta e' l'origine del paese che sembra, tuttavia, essere molto remota. Nel territorio si registra, infatti, la presenza di numerose testimonianze dell'epoca pre-nuragica, nuragica, punica, romana e medievale. Il nome, tuttavia, compare per la prima volta, con la grafia Lee, nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, una delle fonti di maggiore rilevanza per la ricostruzione della storia sarda del Medioevo. Oggi il territorio e' caratterizzato da un'economia basata sull'agricoltura con produzione di grano, orzo, legumi, lino, canapa, frutta, vino, olio extravergine, e sull'allevamento con ottimi pascoli, bestiame e formaggio vaccino e pecorino di grande qualita'. Inoltre, il Comune e' rinomato per la lavorazione di lana e tappeti. Da qualche anno, grazie alla bellezza selvaggia dei paesaggi e al mistero dei siti archeologici, che attraggono numerosi visitatori, va affermandosi sempre piu' il turismo. Nel territorio del borgo, da visitare sono innanzitutto i nuraghi, le due domus de janas e le tre tombe di giganti. I nuraghi & se ne contano sei & sono grandi monumenti in pietra, testimonianze di una civilta' ultramillenaria di cui si sa ben poco, soltanto che un popolo di pastori e contadini divisi in piccole comunita', che visse in Sardegna per otto secoli, costrui' queste straordinarie strutture il cui uso e' ancora incerto. L'ipotesi piu' accreditata e' che avessero una funzione civile; ci si viveva e si vigilava sul territorio circostante: fortezze difensive, regge o forse anche templi. Le domus de janas, letteralmente 'case delle fate' , sono strutture sepolcrali preistoriche scavate nella roccia, costruite dalle popolazioni del Neolitico. Le tombe dei giganti sono invece monumenti funerari costituiti da tombe collettive appartenenti alla eta' nuragica. Al periodo medioevale risale, invece, la chiesetta in onore di San Michele Arcangelo del XIII secolo, un tempo periferica e oggi inglobata dalla recente espansione edilizia. L'edificio, di modeste dimensioni, e' formato da un'unica navata. Da vedere, infine, la chiesa campestre di San Marco

BORTIGALI

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Loc. BORTIGALI - SARDEGNA  Navigatore
23 Km da MONTIFERRO
  Area Silanus, Borore, Dualchi
Bortigali (Bortigale in sardo) e' un comune italiano di 1.405 abitanti della provincia di Nuoro, in Sardegna. Si trova nella subregione storica del Marghine. Collocato ad anfiteatro ai piedi del trachitico monte Santu Padre, sul meraviglioso altopiano di Campeda, Bortigali e' posto ad un'altitudine media di 510 metri. Si trova nelle vicinanze della Strada statale 13 e per questa caratteristica e' facilmente raggiungibile da tutte le parti della Sardegna. E' uno dei pochi paesi in Sardegna ad avere un mulino ad acqua funzionante anche se non utilizzato. Bortigali fa parte dell'e dei Comuni del Marghine e del GAL Marghine. Il territorio del Comune di Bortigali occupa una superficie di circa 67 km▓ e si estende dall'altopiano di Campeda a nord (600/700 metri s.l.m.) sino alla piana del rio Murtazzolu a sud (300/400), passando per le vette della catena del Marghine (1000/1100). Il borgo autentico sardo e' conosciuto in tutta l'isola per la ricchezza naturalistica del suo territorio e per la bellezza dei suoi paesaggi. Il centro storico si presenta ancora ben conservato, con le sue antiche chiese, i palazzi storici, le dimore in pietra e le sue vie acciottolate, che conducono alla scoperta dei tempi passati. Una particolarita' storica riguardante il borgo e' che fu il primo, nel 1943, a trasmettere Radio Sardegna, prima da un autocarro, in seguito da un grotta. Radio Sardegna fu la prima radio libera in Italia a dare notizia della resa dei tedeschi.Il centro storico di Bortigali e' caratterizzato da strette stradine pavimentate col caratteristico selciato, e dalle vecchie architetture rurali ingentilite e ornate da portali e architravi catalano-aragonesi (di cui se ne contano oltre 80, restaurati da poco a cura della Pro Loco). Di notevole interesse anche i palazzi borghesi del Corso Vittorio Emanuele, risalenti ai primi decenni del '900. Bortigali vanta un patrimonio di monumenti archeologici molto ricco e soprattutto diversificato nelle tipologie. Il monumento piu' rilevante e' certamente il maestoso nuraghe Ďrolo (raggiungibile sia a piedi col Sentiero Natura, sia in macchina percorrendo la strada provinciale per Mulargia e seguendo le indicazioni sul tragitto), posto in posizione molto panoramica e al centro di una zona ricca di altre interessanti emergenze. E' composto da una torre centrale a due piani e da un corpo aggiunto bilobato. Un recente restauro ne ha messo in evidenza la bellissima scala elicoidale di 56 gradini con la quale si sale agevolmente fino alla sommita'. Un altro complesso archeologico di notevole importanza e' Carrarzu Iddia, costituito da un nuraghe a corridoio, un piccolo villaggio, un edificio a tholos e un pozzo. Al centro del paese spicca la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria degli Angeli, risalente al 1548. Presenta una navata unica suddivisa in cinque campate da archi a sesto acuto, con quattro cappelle su ciascun lato. L'intera costruzione e' realizzata in trachite, una particolare pietra che le conferisce la particolare colorazione rosso-rosata. Al suo interno si conservano quattro tavole del Retablo di Bortigali, di particolare valore artistico. Vi sono inoltre la chiesa della Madonna del Rosario risalente al XVII secolo, quella di S. Giuseppe e quella di S. Antonio, localizzata in una grotta, conserva al suo interno una statua lignea di S. Barnaba del 1200. Da non perdere e' anche la secentesca chiesa dedicata a Santa Croce, caratterizzata da cornici di trachite rosso-rosata e valorizzata all'interno da un bellissimo ciclo di affreschi e da statue lignee

ORISTANO

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Loc. ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
36 Km da MONTIFERRO
  Area Torre Grande, Cuglieri, Cabras
Oristano e' uno dei capoluoghi di provincia della regione Sardegna: si trova nel golfo omonimo a nord della pianura del Campidano e sulla sua sinistra e' percorsa dal fiume Tirsi. E'' uno dei centri economici principali della Sardegna grazie alle sue industrie ed alla attivita agricola. Le origini di Aristanis non sono documentabili quindi si attribuisce attendibilita storica ad un documento del XVI come prima segnalazione di insediamento stabile: uno storico sardo scrive che nel 1070 e' avvenuto un esodo della popolazione della citta Tharros a causa del dominio saraceno. Nel XII secolo divenne capitale di Arborea (zona antica della Sardegna) e conobbe un notevole sviluppo economico. In seguito venne dominata dagli Aragonesi e dagli Spagnoli. Nel 1720 venne annessa al Piemonte insieme all''intera isola nel Regno di Sardegna. Da vedere: Torre di San Cristoforo: questa possente torre viene chiamata anche Torre di Mariano II dal nome del giudice d''Arborea che la fece costruire nel 1291. Questa torre e' tutto quello che rimane di un''antica cinta muraria medievale distrutta nel XIX secolo. E'' strutturata su pianta quadrilatera su tre piani ed ha il lato verso la citta aperto; in cima al baluardo e' presente una piccola torre campanaria merlata del XV secolo. Casa di Eleonora d''Arborea: questa casa e' situata in via Parpaglia ed e' un interessante esempio di architettura del XVI secolo. Presenta caratteristiche rinascimentali e nella facciata presenta l''emblema del Casato d''Arborea (un albero sradicato). Eleonora d''Arborea rivesti un''importante carica amministrativa ma e' molto ricordata come eroina locale per la sua difesa dell''impedenza della provincia ocntro gli Aragonesi. Ad Oristano in suo onore c''e' anche una piazza ed un monumento. Cattedrale di Oristano: la cattedrale della Beata Vergine Assunta si trova in piazza del Duomo ed e' affiancata da un bel campanile a pianta ottagonale e cupola a cipolla. E'' stata costruita nel XIII secolo e conserva ancora caratteristiche della sua struttura originaria, tra cui la Cappella del Rimadio, la base del Campanile e parte dell''abside. Nel corso dei secoli questo edificio e' stato rimaneggiato: alcune caratteristiche barocche furono aggiunte nel XVIII secolo. L''interno del Duomo e' strutturato su pianta a croce latina , possiede tre cupole di cui la prima a destra custodisce una statua in legno dell''Annunziata (opera di Nino Pisano)

PECORINO SARDO DOP

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Loc. SARDEGNA, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
38 Km da MONTIFERRO
  Area Bidoný, Sorradile, Austis
  Brochure PDF
Formaggio ovino, tra i piu' blasonati in Sardegna, vanta tra i suoi antenati tipologie casearie isolane che risalgono alla fine del '700. E' titolare della Denominazione d'Origine dal 1991, prima grande consacrazione per un formaggio tipico particolarmente rappresentativo del panorama sardo, e della Denominazione d'Origine Protetta in ambito europeo dal 1996. Il Pecorino Sardo D.O.P. nelle due tipologie, Dolce e Maturo, viene esclusivamente prodotto in Sardegna. Il latte intero di pecora, inoculato con fermenti lattici della zona d'origine e coagulato on caglio di vitello, da' una cagliata che dopo semicottura viene accolta in stampi cilindrici, spurgata nella giusta misura dal siero, salata e stagionata per un breve periodo, da 20 a 60 giorni, per ottenere la tipologia Pecorino Sardo Dolce, mentre tempi di stagionatura superiori ai 2 mesi richiede il Pecorino Sardo Maturo. Il formaggio, di forma cilindrica a facce piane con scalzo diritto o leggermente convesso, nelle due tipologie presenta differenze legate ad alcune particolarita' tecnologiche. Il Pecorino Sardo Dolce, con peso variabile da 1,0 a 2,3 chilogrammi, presenta una crosta liscia, sottile, di colore bianco paglierino tenue, una pasta bianca, morbida, elastica, compatta o con rare occhiature ed un sapore dolce e aromatico o leggermente acidulo. Il Pecorino Sardo Maturo, con peso variabile da 1,7 a 4,0 chilogrammi, ha crosta liscia, consistente, di colore paglierino tenue che diventa piu' scuro con la stagionatura; la pasta e' compatta o con rada e minuta occhiatura, bianca tendente al paglierino nelle forme piu' mature, che presentano anche consistenza maggiore ed una certa granulosita'; il sapore e' gradevolmente piccante tanto da renderlo apprezzabile sia come formaggio da tavola che da grattugia. Al fine di garantire tracciabilita' ed identificazione del prodotto, il Disciplinare di produzione della Denominazione prevede l'apposizione, al momento dello svincolo nella zona di produzione, di un contrassegno con la dicitura PS DOP ed il casello identificativo dell'azienda di produzione e, all'atto dell'immissione al consumo, l'identificazione con un'etichetta recante nella corona circolare esterna il logo costitutivo della denominazione formato dalle parole PECORINO SARDO DOP, separate da uno stretto cono con base leggermente arcuata di colore blu, ed un contrassegno verde o blu per individuare, rispettivamente, le forme di pecorino sardo dolce e pecorino sardo maturo

NORBELLO

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Loc. NORBELLO ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
23 Km da MONTIFERRO
Altitudine: 319 mt. s.l.m.  Area Abbasanta, Aidomaggiore, Bidoný
Norbello si trova ai margini orientali del tavolato basaltico del Guilcier e si affaccia sull'ampia valle del rio Siddo, culla dell'agglomerato di Domusnovas Canales, parte integrante del Comune. Ad Oriente si scorgono la valle disegnata dal lago Omodeo e le creste delle alture della Barbagia. Il territorio di Norghiddo, lungo poco piu' di 10 km, si presenta come un ampio corridoio, largo in media 2,5 km, con un'estensione molto fertile di 2620 ettari nel tratto meridionale, dove si trova il nucleo di Domusnovas Canales. Questa zona e' caratterizzata da boschi e da una ricca fauna; per questo motivo e' soggetta ad attivita' agricole e pastorali. Il territorio di Norbello costituisce un lembo pianeggiante del Monte Ferru (o Montiferru). La superficie basaltica e' dovuta a eruzioni preistoriche del vulcano vicino. Il maggiore corso d'acqua e' il Rio Siddo o Siddu affluente di destra del Tirso che si immette nel lago artificiale Omodeo. Importanti sorgenti sono quelle di Suei, poste alle origini della valle del Rio Benas. Sono presenti, inoltre, le fontane di Orconale e Montigu, S'A'inas, Sos Bidiles, Ampridorzos, A'linos, de Seurra e de Sella o Mulinu &Etzu. Quest'ultima e' indicata dalla tradizione popolare per la guarigione dei malati. A Norbello l'anno inizia con i fuochi di Sant'Antonio abate che trovano espressione con il rito de Sa Tuva (il tronco di una vecchia quercia, ormai cavo perche' vecchio): e' l'occasione rituale perche' i giovani in eta' matura facciano il loro ingresso nella societa' dei padri. 'Sa Tuva' viene eretta nella piazza convenuta e la notte tra il 16 e il 17 gennaio sara' bruciata. Il simbolismo de 'sa tuva' , col fusto eretto verso il cielo, esprime l'antico culto agrario della fertilita'. Altri riti e feste appartenenti alla tradizione sono: - i riti della Candelora (2 febbraio); - il Carnevale, con balli in piazza, maschere, manifestazioni equestri, dolci e pietanze tipiche peculiari. - i riti della Pasqua, con la Via Crucis e la solennita' della Domenica delle Palme, con funzioni particolari del paese. - i festeggiamenti sincretici di San Giovanni Battista (24 giugno), con le divinazioni tradizionali e le manifestazioni pubbliche, con la processione delle confraternite, accompagnate dai cavalieri. - i massai, a trebbiatura conclusa, festeggiano Sant'Isidoro, con l'intervento dei gioghi addobbati a festa con ghirlande floreali e prodotti dei campi. - il 15 luglio e' la festa grande dei patroni Santa Giulitta e San Quirico

NURAGHE SANTU ANTINE

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Loc. NURAGHE SAINT TU ANTINE, LOCALITA' CABO ABBAS, TORRALBA, SASSARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
34 Km da MONTIFERRO
  Area Ardara, Bortigali, Ozieri
  Brochure PDF
Il nuraghe Santu Antine, chiamato anche Sa domo de su Re (in italiano La casa del Re) e' uno dei nuraghi piu' maestosi dell'intera Sardegna ed e' anche uno dei piu' importanti tra quelli esistenti.L'intero complesso rappresenta un importante esempio di architettura preistorica mediterranea e si presume che l'altezza originaria del mastio centrale raggiungesse una misura compresa tra i 22 e i 24 metri, la piu' alta per quel periodo dopo le piramidi egizie e il mastio della reggia nuragica di Arrubiu che misurava tra i 25 e i 30 metri.Quello di Santu Antine e' un nuraghe polilobato, la parte piu' antica e' costituita dal mastio centrale, mentre e' di epoca successiva la cinta esterna di muraglia trilobata, che arriva all'altezza del primo livello. L'accesso alla struttura e' orientato in direzione Sud, l'ambiente interno del primo livello del mastio centrale presenta tre nicchie, ma - fatto rarissimo - sono rese comunicanti tra loro da un corridoio circolare ricavato nello spessore del muro. La scala, disposta in senso orario, conduce al secondo livello completando 360░ di estensione. La scala raggiungeva anche il terzo livello non piu' esistente, l'altezza residua del mastio raggiunge 17,5 metri. Il nuraghe dispone di due pozzi, uno nella pavimentazione di una cella, l'altro nel cortile. Una delle gallerie all'interno della reggia nuragica di Santu Antin. Adiacente al nuraghe si trova il villaggio, con le classiche capanne a pianta circolare del periodo nuragico e con abitazioni a pianta rettangolare di periodo romano che testimoniano il riutilizzo della struttura in epoche successive a quella nuragica.

SENNARIOLO

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Loc. SENNARIOLO - SARDEGNA  Navigatore
3 Km da MONTIFERRO
  Area Scano di Montiferro, Modolo, Bosa
Il Comune di Sennariolo e' uno dei comuni piu' piccoli della Sardegna e si trova nel versante occidentale del Montiferru. La felice posizione geografica del piccolo centro, tra due fiumi (Rio Mannu e Rio di Marale o Marafe', in sardo Malafau) e in territorio pianeggiante, ne ha favorito il popolamento fin dai tempi piu' remoti, come testimoniano la presenza di alcune domus de janas. Nell'area del comune si trovano numerosi nuraghi: Fro'migas, Murgu, S'Ena e Ti'ana, e soprattutto Liorti'nas, davvero imponente, a guardia della confluenza tra il Rio Piraura e il Rio Mannu; non mancano inoltre delle tombe dei giganti. All'interno del territorio comunale si puo' inoltre ammirare la 'Funtana Ezza', 'fontana vecchia' in italiano, antica sorgente. Il territorio di Sennariolo annovera un ricco patrimonio naturalistico e archeologico. Risalente agli inizi del Bronzo medio, Sa Cobelcada e' uno dei rarissimi esempi in Sardegna della cosiddetta tipologia architettonica 'Alle'e couverte'. Vari inoltre i nuraghi. Tra questi: S'Ena &e Tiana, Murcu e Leortianas. Quest'ultimo un raro esempio di nuraghe arcaico, si caratterizza per il corridoio circolare percorribile per due terzi della sua lunghezza. A breve distanza dal paese possono essere ammirati gli imponenti resti della chiesa campestre di San Quirico, sede, fino alla prima meta' del Novecento, dei solenni festeggiamenti in onore del santo. Particolare anche l'architettura del centro storico, tipica della zona del Montiferru: case di buona fattura in conci di basalto e arenaria, talvolta abbellite da stipiti, architravi e cornici marcapiano in arenaria lavorata. Il reticolo di vie e stretti vicoli si apre poi all'improvviso in varie piazze, luoghi di incontro e di ritrovo. Inoltre, con la riqualificazione del centro storico che ha voluto la realizzazione di numerosi murales, che riflettono la storia e le tradizioni del luogo, Sennariolo e' diventato meta turistica ricercata

MODOLO

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Loc. MODOLO - SARDEGNA  Navigatore
8 Km da MONTIFERRO
  Area Bosa, Sennariolo, Scano di Montiferro
Il piccolo borgo della Planargia, circondato da vigneti e uliveti, dista appena 3 km dal mare azzurro di Bosa e dalle calette del litorale che conduce verso Alghero. Sono diverse le interpretazioni sull'origine del suo nome: 'Modolo' potrebbe derivare dal toponimo nuragico Madala, termine antichissimo, introdotto in Sardegna da migranti provenienti dall'oriente asiatico; oppure potrebbe essere scaturito dal latino Modulus, riferibile sia a una 'piccola estensione' che al metodo utilizzato dalle antiche genti di queste valli per incanalare o intubare l'acqua delle vicine fonti. In periodo romano esisteva gia' Modulo Vallis, centro attraversato dalla strada occidentale che da Sulki raggiunge Neapolis, Othoca (l'attuale Santa Giusta), Cornus, nel golfo di Oristano, e prosegue per Bosa e Nure, fino a Turris Lybissonis, l'odierna Porto Torres. Il nome viene mantenuto per tutta l'epoca romana, trasformandosi nell'attuale 'Modolo' solo nel periodo medievale. Tra i monumenti archeologici vanno ricordate le domus de janas nelle localita' di Silatari e Coronedu. Si tratta di strutture sepolcrali preistoriche scavate nella roccia, costruite dalle popolazioni che vissero sul territorio in era neolitica. Non si possono inoltre non visitare i nuraghi Albaganes e Monte Nieddu, grandi monumenti in pietra, testimonianze di una civilta' ultramillenaria: un popolo di pastori e contadini, divisi in piccole comunita', che visse in Sardegna per otto secoli e costrui' queste straordinarie strutture, il cui uso e' ancora incerto. Nei pressi del paese e' possibile vedere ancora i resti di un antico convento, probabilmente dimora dei frati Domenicani, e quelli di un'importante villa romana. Sono ubicate nel centro storico, invece, la chiesa di Santa Croce, risalente al XVII secolo, e la chiesa parrocchiale intitolata a Sant'Andrea Apostolo. Quest'ultima, edificata in periodo medievale, fu distrutta da un incendio nel 1828 e quindi ristrutturata. Oggi, in seguito ai lavori di restauro, conserva solo alcuni dei tratti caratteristici dell'impianto originario. Al suo interno sono conservate alcune statue lignee risalenti al XVII secolo. Infine, un'altra chiesa che merita una visita e' quella dedicata alla Madonna del Grappolo

SILANUS

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Loc. SILANUS NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
27 Km da MONTIFERRO
  Area Lei, Bortigali, Bolotana
Il paese di Silanus si trova a mezza collina, a un'altitudine di 432 metri s.l.m. con esposizione a sud est, su un territorio di circa 48,04 kmq, che comprende la parte centrale della catena del Marghine. La zona dove ora sorge il paese risulta abitata fin dal periodo pre-nuragico. L'antica citta' romana sorgeva proprio sul moderno abitato, probabilmente nei pressi della cava di calce dove, secondo una tradizione, vi avrebbero lavorato anche alcuni cristiani condannati ai lavori forzati. Nello stesso sito, i Cistercensi di Cabuabbas (Sindia) costruirono la chiesa di S. Lorenzo (XII sec.) costituente la chiesa della Grangia (dimostrato da qualche rudere e dalle porte murate). In epoca giudicale il paese (Sjlano) faceva parte della curatoria del Marghine, appartenente al giudicato di Torres o del Logudoro. L'economia del paese si basa sulle attivita' agro-pastorali e sull'artigianato tipico con produzione di tappeti, dolci e pane. Il territorio, molto fertile, e' coltivato con cereali, orzo, fave, olivi, viti e alberi da frutta. Di particolare prestigio, nell'architettura religiosa di Silanus abbiamo la chiesa di San Lorenzo. La sua fondazione, avvenuta nel 1150 come dipendenza dell'abbazia di S. Maria di Corte, viene interpretata in connessione con lo sfruttamento della calce del Monte Arbo. Fu edificata secondo metodi cistercensi da maestranze di educazione francese, forse le stesse che lavorarono al S. Pietro di Sindia. Si presenta con una semplice facciata, adorna di archetti pensili, terminante con un campaniletto a vela. Al suo interno a una navata absidata, si trovano resti di affreschi del trecento, nei quali, tra immagini di altri santi, campeggia una figura di S. Cristoforo. Dietro la chiesa sono sistemati alcuni betili rinvenuti presso la tomba di gigante di Sa Pedra Longa, in prossimita' del nuraghe Corbos. Chiesa della Maddalena (Sa Maddalena) La chiesa costruita nel XVI secolo in stile gotico catalano, e' costituita da una sola navata con tre archi a sesto acuto e da un'abside con volta a crociera. L'arco che la delimita, ribassato, ha un basamento e capitello finemente lavorato. La volta e' sostenuta da costole in pietra, poggianti su peducci scolpiti con chiave di volta in cotto, e riporta ancora la data di costruzione: 1582. Il frontone timpanato e' contenuto tra due contrafforti sagomati, il portale rinascimentale e' racchiuso da due semi colonne in pietra con motivi catalani; soprastante il portone c'e' una finestra incorniciata e sul lato sinistro si erge il campanile a vela. Nell'abside, fino agli anni '60 troneggiava un bellissimo altare ligneo del 1600.

BORORE

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Loc. BORORE - SARDEGNA  Navigatore
18 Km da MONTIFERRO
  Area Aidomaggiore, Bortigali, Dualchi
Borore e' un paese della Provincia di Nuoro, nella zona centrale della Sardegna e confina con i territori di Macomer, Scano Montiferro, Santu Lussurgiu, Norbello, Aidomaggiore, Dualchi e Birori. Situato a circa 400 metri d'altitudine alle pendici dei monti del Marghine, possiede un territorio di grande interesse ambientale e naturalistico. Il comune di Borore si trova alle falde della montagna del Marghine e dell'altopiano basaltico di Abbasanta. E' circondato da un territorio molto fertile, motivo principale della sua antichissima occupazione da parte di popolazioni protosarde. I numerosi ritrovamenti archeologici quali nuraghi, tombe di giganti, domus de janas, dolmen e menhir testimoniano ancora oggi le sue origini. Borore e' circondato da campi e pascoli, divisi dai caratteristici muretti a secco. Mentre al suo interno, si snoda una rete di viuzze che si intrecciano attorno alla chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta. Fa parte dell'e dei Comuni del Marghine e del GAL Fondazione di Partecipazione Marghine. La sua economia e' basata principalmente su attivita' agro-pastorali con una forte specializzazione nelle coltivazioni di ulivi, ortaggi, foraggi, agrumeti, viti e alberi da frutta. Per quanto riguarda la pastorizia, particolarmente diffuso e' l'allevamento di bovini, ovini ed equini. Per la sua collocazione baricentrica, Borore puo' rappresentare un comodo punto di riferimento per visitare l'area centrale della Sardegna e la parte di costa che va da Bosa a Oristano. Borore ha tanto da offrire ai suoi ospiti, partendo dal patrimonio culturale presente nel suo centro, fino ai siti archeologici sparsi sul territorio e ai paesaggi naturali, ricchi di boschi, corsi d'acqua, pascoli e muretti a secco. Partendo dal centro storico, merita una visita la chiesa parrocchiale Beata Vergine Assunta, che presenta una facciata dalle forme neoclassiche ed e' delimitata ai lati dai due campanili. Al suo interno ospita un altare ligneo barocco del Settecento e quattro dipinti di Emilio Scherer raffiguranti i quattro Evangelisti. La chiesa di San Lussorio presenta al suo interno invece, alcuni dipinti di notevole interesse, che raffigurano i costumi tradizionali sardi, mentre la chiesa del Carmelo custodisce le statue lignee della Madonna e del Cristo Morto. Per quanto riguarda i siti archeologici, di notevole interesse sono le tombe di giganti di Imbertighe e di Santy Bainzu, i nuraghi di Porcarzos, Duos Nuraghes, Toscono, Craba e Oschera. Appena fuori dall'abitato di Borore, tra le localita' di Su fangarzu e Giunchedu si tova il nuraghe Imbertighe con l'omonima sepoltura simile a quella della tomba dei giganti. L'intera sepoltura, ora semi interrata, aveva una lunghezza di 11,50 m, con il vano funerario di 1 m di larghezza per 9 metri. La monumentale stele e' alta 3,61 metri, al centro dell'esedra, composta di tre filari di conci, ancora in situ che rendono ancora perfettamente la pianta della sepoltura e il tipo di costruzione. In prossimita' della chiesetta di Santu Bainzu, a un Km circa dall'abitato di Borore e a poche decine di metri dal nuraghe Toscono e Porcarzos, si trova la sepoltura di Santu Bainzu. Originariamente il corpo tombale era lungo 13,70 m con una corda dell'esedra di 13,70, mentre il vano funerario che si conserva tutt'oggi, e' lungo 6,00 m per 1,10 di larghezza. La grande e imponente stele, colpita da un fulmine e ristrutturata negli anni '60, e' ormai priva quasi interamente della cornice che si conserva solo nella parte superiore

NURAGHE LOSA

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Loc. NURAGHE LOSA, ABBASANTA, ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
20 Km da MONTIFERRO
  Area Norbello, Aidomaggiore, Borore
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Il nuraghe Losa, situato nelle campagne del comune sardo di Abbasanta, e' uno dei piu' importanti e meglio conservati monumenti nuragici. Il mastio risale al XV - XIII secolo a.C., mentre il bastione, l'antemurale e la cinta muraria risalgono al XIII - fine XII. Gia' nella prima eta' del Ferro i reperti evidenziano una frequentazione del sito in diminuzione che pero' non cadde del tutto in disuso. Fu utilizzato anche per scopi funerari come attestano i reperti del VII-VIII secolo. Situato a 304 m s.l.m. su un altopiano di roccia basaltica non molto lontano dal centro abitato di Abbasanta, e' ben visibile percorrendo la SS 131 Cagliari-Sassari presso l'innesto stradale per Nuoro-Olbia (SS 131 bis). Nelle vicinanze sono presenti anche i resti di una tomba dei giganti.Costruito interamente in roccia basaltica, il nuraghe Losa e' costituito da un mastio centrale e da un bastione trilobato a sua volta circondato da un antemurale. Tutto il complesso nuragico, compreso il villaggio, e' circondato da una cinta muraria vagamente ellissoidale di 172 x 268 m. I primi scavi del sito condotti da Filippo Vivanet, coadiuvato da Filippo Nissarda, iniziarono nel 1890 e riguardarono il bastione. Nel 1915, Antonio Taramelli condusse una nuova campagna di scavi riportando alla luce nuove strutture ed il villaggio circostante. Negli anni cinquanta Giovanni Lilliu esamino' i reperti rinvenuti dagli scavi precedenti. Negli 'anni 70 Ferruccio Barreca condusse ulteriori scavi e interventi di restauro, rendendo cosi' visitabile il monumento. Dal 1989 al 1994 sono state condotte ulteriori indagini sul mastio ed il bastione.

OTTANA

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Loc. OTTANA, PROVINCE OF NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
39 Km da MONTIFERRO
Altitudine: 222 mt. s.l.m.  Area Olzai, Orotelli, Noragugume
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Ottana is a town of 2,422 inhabitants in the province of Nuoro. The variant of the Sardinian language is barbaric. At the center of the village stands the beautiful former Romanesque cathedral of St. Nicholas, built between 1140 and 1160 (second phase of construction). Of great interest is the carnival of Ottana, for the characters of Merdules and utioner. These masks are characterized, first, with wooden monstrous forms, usually with long noses, the latter, with masks features veal, wearing fleeces of sheep. The country ''''s economy is based, in addition to'''' traditional activity of ''''livestock, mainly petrochemical industry and the production of synthetic fibers.

SPIAGGIA MARI ERMI

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Loc. CABRAS OR, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
33 Km da MONTIFERRO
  Area Torre Grande, Oristano, Cuglieri
Mari Ermi offre al turista un lungo arenile con un fondo di brillante quarzo bianco, con tratti di sabbia ocra molto fine. La spiaggia e' racchiusa tra alte dune ed una vegetazione bassa e rasente al suolo e si estende tra il mare e lo stagno che porta il suo stesso nome. La sua conformazione e' simile a quella della piu' conosciuta spiaggia di Is Arutas, ma presenta una maggiore varieta' cromatica, tra il mare limpido e azzurrissimo e la sabbia bianchissima, alternata all'ocra dorato

PENISOLA DEL SINIS

PENISOLA DEL SINIS  Apri
Loc. CABRAS - SARDEGNA  Navigatore
35 Km da MONTIFERRO
Altitudine: 11 mt. s.l.m.  Area Cuglieri, Torre Grande, Oristano
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Il Sinis e' una penisola della Sardegna centro-occidentale che si trova fra la baia di Is Arenas a nord, ed il Golfo di Oristano a sud. Nel mare ad ovest della penisola si trovano l'Isola di Mal di Ventre (isula de Malu Entu in lingua sarda) e lo Scoglio del Catalano (Su Cadelanu in sardo). La penisola del Sinis si estende in direzione nord-sud da Capo Mannu fino a Capo San Marco, per una lunghezza di circa 19 km e in direzione ovest-est dal Mare di Sardegna fino allo Stagno di Cabras, per una larghezza che varia da 5 a 8 km. A precisare meglio il confine est si puo' considerare a nord (tra Is Arenas e lo Stagno di Cabras) la linea tracciata tra la parte piu' settentrionale dello Stagno di Cabras e il canale di sbocco al mare dello Stagno di Is Benas, a sud (tra lo Stagno di Cabras e il Golfo di Oristano) il canale scolmatore che collega lo Stagno di Cabras al mare attraverso lo Stagno di Ma'rdini. Geologicamente il Sinis e' per la maggior parte un'area alluvionale ricolmata dai sedimenti provenienti dall'erosione del vicino Montiferru. la raccolta di detriti ha portato ad unire alla terraferma le zone piu' a nord-ovest e a sud-ovest della penisola che erano quasi sicuramente degli isolotti separati dalla Sardegna. A testimonianza di questo antico arcipelago e' presente, a poche miglia marine ad Ovest del Sinis, la minuscola isola di Mal di Ventre

ALGHERO

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Loc. ALGHERO - SARDEGNA  Navigatore
45 Km da MONTIFERRO
Altitudine: 24 mt. s.l.m.  Area Maristella, Provincia di Sassari, Tramariglio
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Located on the north west coast of Sardinia, holidays to Alghero have become increasingly popular in recent years, yet the city still retains its distinctive Catalan character. This derives from the influence of Pedro IV of Aragon who seized control of the town in the mid-fourteenth century and embarked on an intense period of colonization from Spain.Today, Alghero manages to combine its role of tourist city with that of a thriving marina. This enables it to maintain a year round economy outside of the busy summer months. To the north of the marina is the fine sandy beach of Alghero which provides good bathing opportunities just a short stroll from the historic centre. Today, Alghero manages to combine its role of tourist city with that of a thriving marina. This enables it to maintain a year round economy outside of the busy summer months. To the north of the marina is the fine sandy beach of Alghero.

SANTU LUSSURGIU

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Loc. SANTU LUSSURGIU ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
10 Km da MONTIFERRO
  Area Scano di Montiferro, Abbasanta, Sennariolo
Situato nel versante sud orientale della catena del Montiferru, Santu Lussurgiu e' immerso in un paesaggio di rocce e boschi, che sa coniugare l'asprezza della montagna, con una vegetazione rigogliosa e inaspettatamente variegata. Nella sua struttura urbana e architettonica conserva ancora intatta la memoria del passato, vantando uno fra i migliori centri storici della Sardegna. Il paese ha una caratteristica struttura ad anfiteatro che lo ripara dai venti dominanti e con la sola apertura a mezzogiorno. Fitti boschi di lecci e di castagni circondano l'abitato, le cui case presentano la tipica struttura a torre e le strade, ripide e tortuose, conservano ancora l'acciottolato. Suggestivi scorci sono facilmente godibili in ogni rione del centro storico del paese, dove le case fanno bella mostra di se' con i muri di pietra a vista e con i caratteristici architravi e porte con antichi batacchi. Delle sei chiese presenti a Santu Lussurgiu, due sono rilevanti dal punto di vista storico artistico: la chiesa di Santa Croce e la chiesa della Madonna degli Angeli. La chiesa di Santa Croce era anticamente intitolata a San Lussorio, martire cristiano e venerato in tutta la Sardegna. La chiesa fu consacrata come attestano i documenti, nel 1185 dal vescovo di Bosa. Attorno a questa chiesetta campestre sorse il nucleo abitativo del paese. La bellissima chiesa di Santa Maria degli Angeli, in stile tardo gotico-aragonese, e' sorta nel 1473 per volere dei frati minori osservanti e del Beato Bernardino da Feltre, che giunsero a Santu Lussurgiu nel 1420. Nell'atrio della chiesa, infatti, vi e' tra le altre, una lapide murata nella quale vi si legge: 'Fue fundado este convento por el B. Bernardino de Feltro el dia 2 de agosto de 1478 Il Convento, purtroppo, fu demolito nel periodo fascista (1935) per dar luogo all'edificio delle scuole elementari. La memoria del passato dei lussurgesi, di cio' che sono stati e di cio' che hanno fatto, e' ben documentata nel Museo della Tecnologia Contadina presente a Santu Lussurgiu, situato nei locali del Centro di Cultura Popolare U.N.L.A., in una antica casa padronale del XVIII secolo e ubicata nella parte centrale del paese. Il Museo sorse nel 1976 e raccoglie oltre duemila strumenti da lavoro e oggetti di uso quotidiano del passato, donati esclusivamente da famiglie lussurgesi, raccolti e catalogati sapientemente in piu' di vent'anni, testimoniando in modo diretto e concreto e con estrema efficacia didattica, anche le piu' sommesse vicende esistenziali che hanno scandito, in tempi ormai lontani, la faticosa lotta per la sopravvivenza affrontata ogni giorno della comunita' di Santu Lussurgiu

NORAGUGUME

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Loc. NORAGUGUME NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
28 Km da MONTIFERRO
  Area Dualchi, Aidomaggiore, Silanus
Noragugume e' situato in una zona collinare di tipo alluvionale, fra il lago Omodeo e la catena montuosa del Marghine, dominata da quella piu' imponente del Gennargentu e fa parte dell'e dei Comune del Marghine. L'e di Comuni del Marghine insiste su un territorio che comprende la regione storica del Marghine che si trova nella parte occidentale della provincia di Nuoro, in una porzione di territorio compreso tra la provincia di Sassari a Nord e la provincia di Oristano a Sud. La regione che prende il nome dall'omonima catena, e' situata nella parte centro & occidentale dell'isola, in posizione baricentrica e strategica per le comunicazioni dell'intero territorio sardo. Sin dai tempi preistorici, infatti, il Marghine ed in particolare la sella di Macomer, ha rappresentato il punto di passaggio obbligato tra il Capo di Sopra e il Capo di Sotto, funzione che mantiene tuttora. L'attuale abitato di Noragugume risale al XV secolo, come testimonia la caratteristica chiesetta di Santa Croce. Diversi sono i nuraghi presenti nella zona, tra i piu' famosi il Tolinu che presenta ancora oggi un bastione e una torre ben conservati, l'Irididdo con torre centrale e due laterali, il nuraghe Muresune e il Litzera. Il nome del paese, secondo un'ipotesi, trae origine da un nuraghe a forma di pentola che si trova poco fuori dall'abitato. Uno degli elementi caratterizzanti della cultura di una zona e' sicuramente la lingua. Come nel resto della Sardegna, anche nel Marghine si e' mantenuto l'uso della lingua sarda. Il sardo parlato e' quello logudorese, con influenze barbaricine e campidanesi. Secondo il Wagner, il sardo del Marghine e' lo stesso che si parla nel Meilogu e nel Goceano, seppur con alcune varianti fonetiche. Il sardo del Marghine e' apprezzabile nelle sue forme piu' auliche grazie al Canto a Tenore e ai poeti che compongono le loro poesie a tavolino o in modo estemporaneo (durante apposite gare poetiche organizzate in occasione dei festeggiamenti per le feste patronali paesane si temi di ordine generale).Nel centro del paese sorgono le chiese di Santa Croce, della Beata Vergine d'Itria e di San Giacomo, patrono del paese. Il centro e' molto ordinato e di piccole dimensioni. Di notevole rilevanza storica la chiesa della Beata Vergine di impianto gotico-catalano. La chiesetta di S. Itria, posta al centro del paesino di Noragugume nella piazza IV Novembre, risale al 1620 ed e' stata in tempi recentissimi (1985) oggetto di ristrutturazione generale e consolidamento statico di alcune sue parti strutturali. Durante tali lavori furono rinvenuti numerosi resti umani e con indumenti ed oggetti anche di particolare interesse, a testimonianza sia dell'usanza di seppellire i defunti dentro le chiese ma anche della maestria degli artigiani dell'epoca nel lavorare il ferro, il legno e la terracotta. Il nuraghe di To'linu, situato nella omonima localita', e' ubicato lungo il confine meridionale con Sedilo, a circa 1,8 Km dal centro urbano in direzione sud-est. E' un nuraghe complesso, databile alla media eta' del bronzo, con vicino insediamento civile. La tipologia costruttiva e' realizzata in diverse fasi successive, con riutilizzo delle strutture fino all'epoca storica

BOSA

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Loc. BOSA OR, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
12 Km da MONTIFERRO
  Area Modolo, Sennariolo, Scano di Montiferro
Il territorio di Bosa e' di eccezionale interesse paesaggistico e naturalistico, tra i piu' suggestivi della Sardegna, nel quale sono rappresentati quasi tutti gli ecosistemi caratteristici dell'isola (marino, costiero, fluviale e montano), arricchiti dalla presenza di testimonianze storiche e archeologiche. Da un punto di vista botanico la zona e' caratterizzata da una grande varieta' di specie vegetali: dalla macchia mediterranea alle foreste di leccio e di sughera. Da un punto di vista faunistico l'area ha importanza internazionale in quanto vi nidificano 58 specie tutelate dalle Direttive Comunitarie e dalle Convenzioni Internazionali ratificate dallo Stato Italiano. Tra queste di particolare interesse la presenza dell'ultima colonia italiana di Avvoltoio Grifone. Il territorio e' scarsamente antropizzato, la sola presenza umana e' quella, tradizionale, dei pastori, e si presenta difficilmente accessibile agli estranei, sia per la conformazione del territorio complessa ed accidentata, sia per l'assenza di piste e sentieri utilizzabili dagli escursionisti poco esperti. Vi invitiamo a scoprirlo in tutta la sua impareggiabile bellezza, senza intaccarne i delicati equilibri nel piu' rigoroso rispetto degli ecosistemi che lo costituiscono

S'ARCHITTU

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Loc. S'ARCHITTU, ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
16 Km da MONTIFERRO
  Area Sennariolo, Santu Lussurgiu, Scano di Montiferro
S'Archittu e' una frazione marina facente parte del comune di Cuglieri, in provincia di Oristano, confinante con la frazione di Torre del pozzo, con il quale chiude a Nord la baia di Is Arenas.La localita' prende il nome dall'arco di roccia naturale (in sardo appunto s'archi'ttu) che domina la cala posta subito a fianco della localita' ed e' raggiungibile a piedi grazie ad un sentiero sterrato; nei mesi estivi, dopo il tramonto l'arco viene illuminato, costituendo un'attrazione turistica. Da questo sono soliti tuffarsi i giovani e i meno giovani; nel 2001 la parte posteriore dell'arco di roccia e' stata teatro del Campionato mondiale di tuffi dalle grandi altezze. L'Arco, alto circa 15 metri, e' il risultato dell'erosione marina di un'antica grotta formata da calcare, marne e depositi fossiliferi.Vicino a S'Archittu si trova il sito archeologico di Cornus, e in generale in tutta la zona circostante si sono svolte le vicende finali della ribellione di Ampsicora durante la seconda guerra punica. Studi ipotizzano che nella zona dell'Arco ci fosse il porto della citta'

BOLOTANA

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Loc. BOLOTANA NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
34 Km da MONTIFERRO
  Area Lei, Silanus, Bortigali
Il comune di Bolotana e' situato in una zona collinosa che si estende fra la catena montuosa del Marghine e la sponda destra del fiume Tirso, con una variazione altimetrica che passa dai 1200 m s.l.m. di Punta Palai, ai 144 m sul livello del mare. Il suo territorio e' ricco di siti e reperti archeologici che testimoniano la presenza dell'uomo fin dalla preistoria. Fra le bellezze naturali si ricorda in particolare la ricca flora e la fauna di 'Badde salighes', impiantata da Benjamin Piercy. Si trova nell'area geografica del Marghine e occupa il settore centro occidentale della Sardegna. E' caratterizzato da una particolare varieta' cilmatica, faunistica, botanica e paesaggistica. Fa parte dell'e dei Comuni del Marghine e del GAL Marghine. Il paesaggio urbano si contraddistingue per la presenza nel suo centro storico di un impianto architettonico di epoca medioevale, con stradine strette e irregolari che tagliano in tutti i sensi i vari isolati. La presenza di frequenti quinte contribuisce ad aumentare questo groviglio intricato e caotico, di un concetto abitativo tipico di una cultura contadina e pastorale, con una razionalita' edificatoria diversa dalla razionalita' post industriale. Il piu' celebre motivo di attrazione di Bolotana e' indubbiamente la bella villa Piercy, grazioso edificio in stile liberty, fatto erigere nelle campagne del paese negli ultimi decenni dell'Ottocento, dall'ingegnere Benjamin Piercy, cui era stato affidato il progetto delle ferrovie sarde. Intorno alla villa il suo proprietario fece piantare un vero e proprio giardino lussureggiante di specie esotiche, che l'ingegnere portava con se' dai suoi viaggi in tutto il mondo. La villa, in stile coloniale inglese, e' costituita da un corpo quadrangolare con torri circolari agli angoli e all'interno era caratterizzata da arredi fissi e finiture di pregio. La costruzione a due piani, di pianta rettangolare quadrilobata, in pietra intonacata, solo vagamente si ispira a un castelletto medioevale per via delle quattro torri con finestre a feritoia, sormontate da una copertura cupolata su cui si innestano pinnacolini in ferro. Nel 2007 si sono conclusi i lavori di restauro inseriti nel progetto di valorizzazione relativo sia alla foresta e al giardino sia ai beni architettonici di valore storico rappresentati dalla villa e dal contemporaneo borgo agricolo. Da non perdere e' anche la frazione di Badde Salighes, per le sue bellezze naturali e per il prezioso ruolo che riveste, come testimone della storia locale degli ultimi 150 anni. Punta Palai, la vetta piu' alta del territorio con i suoi 1.200 metri, offre un panorama spettacolare che sovrastra tutto il Marghine fino al Golfo di Oristano. Per gli amanti degli spettacoli della natura c'e' anche la Cascata di Mularza Noa con la sua forra, particolarmente ricca a livello arboreo e floreale e le sponde del fiume Tirso, perfette da percorrere a piedi o a cavallo. Il centro storico, rappresenta di per se' una grande attrazione, con i suoi rioni antichi e le sue stradine dove si affacciano le botteghe artigianali, i negozi di gastronomia, i bar e i ristoranti. Le chiese di San Bachisio, San Pietro, San Francesco, San Giovanni e San Basilio, situate all'interno del centro abitato, risalgono tutte al XVI & XVII secolo e conservano i loro elementi architettonici artigianali

Escursioni e attrazioni in SARDEGNA vicino a SCANO DI MONTIFERRO Sennariolo Modolo Santu Lussurgiu: 'BIDONI'   'DUALCHI'   'SORRADILE'   'FIORE SARDO D.O.P.'   'SPIAGGIA DI TORREGRANDE'   'SINDIA'   'AIDOMAGGIORE'   'LEI'   'BORTIGALI'   'ORISTANO'   'PECORINO SARDO DOP'   'NORBELLO'   'NURAGHE SANTU ANTINE'   'SENNARIOLO'   'MODOLO'   'SILANUS'   'BORORE'   'NURAGHE LOSA'   'OTTANA'   'SPIAGGIA MARI ERMI'   'PENISOLA DEL SINIS'   'ALGHERO'   'SANTU LUSSURGIU'   'NORAGUGUME'   'BOSA'   'S'ARCHITTU'   'BOLOTANA'  

SARDEGNA


Questa regione possiede una storia millenaria che ha inizio nel Paleolitico di cui si hanno prove di insediamenti dell'uomo sull'isola. Insediamenti stabili risalgono al Neolitico Antico (6000 a.c.). La prima civiltÓ di cui si hanno testimonianze Ŕ quella nuragica (1500 a.c.) che Ŕ poi declinata alla fine dell'etÓ del Ferro (500 a.c.). Di questa civiltÓ rimangono delle bellissime architetture: le Nuraghe. Un viaggio navigando in un mare di smeraldo, tra piccole e grandi insenature dalla sabbia bianchissima: questa Ŕ la Sardegna, un'isola che stupisce il visitatore per i suoi contrasti naturali, luci e colori, un paese di antichissime tradizioni, immerso in una natura selvaggia e incontaminata. Situata al centro del Mediterraneo, con un territorio prevalentemente montuoso ma privo di alte vette, la Sardegna regala al visitatore un ambiente naturale unico, nello stesso tempo aspro e dolcissimo. L'uomo, infatti, Ŕ in certe zone quasi una rara presenza; vaste superfici sono rimaste magicamente intatte, abitate da cervi, cavalli selvatici e grandi rapaci e sono ricche di piccole zone desertiche, stagni e boschi rigogliosi con alberi anche millenari. Il mare regna incontrastato con i suoi colori e si insinua nelle calette tortuose, lungo le coste e le spiagge, nelle localitÓ pi¨ frequentate. La costa Smeralda con la sua perla, Porto Cervo, ne Ŕ un esempio. Il suo Porto Vecchio Ŕ considerato il pi¨ attrezzato porto turistico del Mediterraneo. Porto Rotondo Ŕ una localitÓ anch'essa rinomata, che si affaccia sull'ampio Golfo di Cugnana ed Ŕ popolata da ville e piazzette incastonate in una magnifica natura. Chi al mare preferisce la montagna potrÓ andare alla scoperta della regione del Gennargentu, il pi¨ vasto complesso montano della Sardegna, con i suoi pittorici scenari dove la natura occupa un posto di primo piano. Molto ricca la flora e la fauna con i suoi mufloni, aquile reali, cervi sardi e varie specie ormai sull'orlo dell'estinzione. Tra le sue meraviglie, la Sardegna offre al visitatore i complessi nuragici sparsi su tutto il territorio, monumenti unici al mondo che testimoniano una cultura antica e ancora in parte misteriosa che va dal XV al VI secolo a C. I Nuraghi and costruiti con grandi blocchi di pietra and si sviluppavano intorno ad una torre centrale a forma di tronco di cono che trasmette una sensazione di soliditÓ e potenza. Si tratta di siti archeologici dove si possono ancora cogliere i segni di antiche ritualitÓ e di vita domestica dal fascino arcaico. Tra i tanti, il complesso di Barumini in provincia di Medio Campidano Ŕ nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.

Da Vedere: Nuraghe: si tratta di una costruzione preistorica a carattere difensivo che si trova solo in Sardegna. Ha una forma conica composta da pietre disposte a filari. All'interno vi Ŕ una camera circolare che pu˛ essere alta dai 5 ai 25 metri preceduta da uno spazio dedicato al soldato che stava di guardia. Di fronte all'entrata c'Ŕ una scala che arriva fino in cima alla nuraga e che gira tutta intorno alla struttura stessa. Il nome di queste costruzioni deriva da termine sardo 'nura' che significa svavare o accumulare. In sardegna sono presenti circa 7000 monumenti nuragici edificati in varie epoche diverse. Costa Smeralda: questo Ŕ il nome che viene dato alla parte costiera che si trova a nord-est dell Gallura (in provincia di Sassari) grazie alla limpidezza delle sue acque. E' formata da tantissime insenature, scogli e isolette che nascondono spiagge di sabbia bianca tra cui la famosa caletta Cala di Volpe. Attualmente offre una grande quantitÓ di villaggi turistici e strutture alberghiere. Le due localitÓ pi¨ rinomate della Costa Smeralda sono Porto Cervo e Porto Rotondo. Parco Nazionale del Gennargentu: si tratta di un'area protetta che si torva nella parte nord-ovest dell'isola sotto la provincia di Nuoro. Vi si trovano montagne (come la Marmora alta 1834 metri) ed un ricchissimo ecosistema marino. La vegetazione Ŕ molto varia e comprende zone di macchia mediterranea, ma anche esempi di vegetazione montana. Per quanto riguarda la fauna vi si trovano mufloni, aquile, foche monache, e falchi della regina.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica sarda possiede numerosi piatti tipici. Tra questi troviamo gli spaghetti alla bottarga (uova di muggine essiccate e grattugiate), ravioli ripieni di pesce, i 'malloreddus all'oristanese' (a base di spinaci e panna), la 'merca' (muggine cucinato con erbe locali). Troviamo anche una grande varietÓ di piatti di terra come il 'ghisau' uno stufato di carni varie, l' 'agnello alla gallurese' , agnello cucinato con erbette. Un elemento molto importante della cucina sarda Ŕ senza dubbio il pane: ve ne sono di numerose varietÓ come il 'civraxiu', un pane saporito molto croccante, il 'su pan'e trigu', un buonissimo tipo di pane cotto a legna, ed il famosissimo 'pane carasau' (o carta da musica) fatto di un impasto di farina di frumento e formato da una sfoglia sottilissima: Ŕ il pane che usavano i pastori sardi durante la cura dei propri greggi. Tra i dolci vi segnaliamo le 'sebadas' , specie di ravioli dolci ripieni di formaggio e ricoperti di miele, e la buonissima pasticceria a base di pasta di mandorle (tra cui i sas melicheddas ed i sos chericheddos). Tra i vini i pi¨ rinomati sono la Vernaccia di Oristano, la Malvasia di Bosa ed il Cannonau di Cagliari.