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lipu: oasi isola bianca - escursioni punti di interesse attrazioni a occhiobello
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  LIPU: OASI ISOLA BIANCA


LIPU: OASI ISOLA BIANCA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a OCCHIOBELLO Ferrara Voghiera Rovigo

PALAZZO COSTABILI DETTO DI LUDOVICO IL MORO

     

PALAZZO COSTABILI DETTO DI LUDOVICO IL MORO  Apri
Loc. VIA XX SETTEMBRE, FERRARA FE, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
7 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Occhiobello, Voghiera, Altedo
Legato al nome di Ludovico Maria Sforza detto il Moro, duca di Milano dal 1494 al 1499, il Palazzo fu commissionato dal nobile Antonio Costabili, personalita' di spicco alla corte del duca di Ferrara Ercole I d'Este, segretario di Ludovico e ambasciatore degli Este a Milano. Progettato da Biagio Rossetti (1447-1516) and il piu' insigne architetto ferrarese del Rinascimento al quale il duca Ercole d'Este affido' nel 1492 la risistemazione urbanistica di tutta la citta', la cosiddetta Addizione Erculea and vide all'opera, dal 1500, illustri scalpellini e pittori della corte estense, ma rimase incompiuto. Una complessa operazione di restauro sulla struttura, sulle decorazioni pittoriche e sul giardino,completata nel 2010, si e' posta l'obiettivo di riportare il palazzo al suo antico splendore e di ren-derlo pienamente fruibile al pubblico. Il Palazzo sorgeva sull'antica Via della Ghiara (l'attuale Via XX Settembre), cosi' chiamata dalle ghiaie depositate da un ramo del Po che un tempo li' scorreva. La sua costruzione, che secondo scrittori di storia ferrarese fu suggerita proprio da Ludovico il Moro per garantirsi un esilio sicuro nel caso avesse perso il ducato, e' un segno delle storiche alleanze politiche tra Ferrara e Milano gia' rinsaldate dalla duplice parentela di Ludovico con gli Este come marito di Beatrice e zio di Anna Sforza, prima moglie di Alfonso d'Este. Fulcro del Palazzo e' il cortile d'onore, completato solo su due lati e ornato da un doppio loggiato dalla decorazione scultorea in pietra bianca, probabilmente opera di Gabriele Frisoni, al quale e' attribuito lo scalone monumentale in marmo che sale al piano nobile. Gioiello pittorico del Rinascimento e' la Sala del Tesoro,affrescata nel 1506 da Benvenuto Tisi detto il Garofalo. Dalla fine del XVI secolo, estintasi la famiglia Costabili, il Palazzo inizio' una serie di passaggi edi frazionamenti di proprieta', ai quali si accompagno' un progressivo decadimento. Nel 1920 lo Stato lo acquisto' dalle famiglie Giovannini e Antonori, ultime proprietarie, per Lire 195.000. L'acquisto avvenne per iniziativa di Corrado Ricci, direttore generale delle Antichita' e Belle Arti, quando le condizioni dello stabile erano ridotte all'estremo: il Palazzone (secondo la denominazione piu' popolare) era caduto in una condizione di grande squallore fino a quando, nel 1929, il Ministero dell'Educazione Nazionale si prefisse di destinarlo a sede museale per i materiali archeologicitrovati nella necropoli etrusca di Spina. I lavori effettuati dal 1932 ebbero l'obiettivo di adibire il Palazzo a Museo e di restituirne la dignita' perduta con interventi di restauro e consolidamento che,secondo le teorie e le prassi dell'epoca, comportarono anche rifacimenti in stile e l'eliminazione di gran parte delle decorazioni barocche. Dagli anni novanta del Novecento il Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali, con il Comune di Ferrara, ha provveduto a interventi di adeguamento tecnologico degli impianti e a restauri filologici and sul complesso architettonico, sulle decorazioni pittoriche e sul giardino and che hanno fronteggiato una situazione di degrado e hanno riportato il Palazzo alla bellezza e all'importanza delle origini, degna sede di incontri e manifestazioni culturali

IL CASTELLO DI FERRARA

     

IL CASTELLO DI FERRARA  Apri
Loc. CASTELLO FERRARA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
6 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Occhiobello, Voghiera, Altedo
A Ferrara nel 1385, una pericolosa rivolta convinse Niccolo' II d'Este della necessita' di erigere una poderosa difesa per se' e la sua famiglia sorse cosi' il Castello di San Michele, fortezza che ricorda il Castello di S. Giorgio a Mantova - realizzato anch'esso da Bartolino da Novara. A quel periodo risalgono la massiccia imponenza, il fossato, i ponti levatoi, le torri austere. Un passaggio coperto, ancora esistente, univa l'edificio militare al palazzo dei marchesi, oggi Palazzo Municipale. Passarono i secoli e i pericoli di sommosse cessarono. Allora il castello fu abbellito e slanciato per divenire la magnifica residenza della corte: venne arricchito dalle altane sopra le torri, dai balconi di marmo, dal cortile d'onore di linee cinquecentesche e dai fastosi appartamenti affrescati, ancor oggi visitabili all'interno del percorso museale. Le imponenti torri, poste ai quattro angoli del Castello svettano ancora oggi sulla citta', simbolo indelebile della grandezza e magnificenza della Famiglia D'Este: a sud-est la Torre Marchesana e a sud-ovest la Torre di San Paolo, a nord-ovest la Torre di Santa Caterina, a nord-est la splendida Torre dei Leoni, punto panoramico da cui ammirare la citta'

AGLIO BIANCO POLESANO

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Loc. ROVIGO RO, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
25 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Concadirame, Ceregnano, Monselice
  Brochure PDF
Un ortaggio prezioso in cucina (a crudo, intero o sminuzzato, secco in polvere, spremuto) e molto utilizzato anche per le numerose proprieta': antibatterica,antisettica, mucolitica, ipotensiva e come regolatore del sistema cardiovascolare. Si puo' davvero dire che l'aglio e' un toccasana per tutto. In Polesine (il territorio che corrisponde alla provincia di Rovigo) l'aglio e' una coltura assai diffusa e vanta una tradizione sia per la produzione che per la sua lavorazione prima della vendita. Storicamente la presenza di tale coltura la si rileva gia' nel XVI secolo. Anche per la commercializzazione l'aglio polesano ha visto nei secoli nella piazza di Rovigo un punto di riferimento, come riportato nell'Archivio Storico della Camera di Commercio di Rovigo. Il fatto che la coltura dell'aglio si sia radicata nel tempo sul territorio del Polesine dimostra che la combinazione del fattore pedo-climatico dell'area e del fattore umano e' risultata elemento fondamentale per l'affermazione di tale prodotto orticolo

WWF: OASI BOJI DELLA FERIANA

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Loc. CONCADIRAME ROVIGO, ITALY - VENETO  Navigatore
25 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Rovigo, Ceregnano, Este
  Brochure PDF
L'Oasi si trova nel Comune di Concadirame (Ro). Il Boj della Ferriana costituisce un'area umida dell'estensione di circa 7 ettari ubicata appena sotto l'argine dell'Adige e alimentata dalle acque del fiume stesso che emergono in corrispondenza di una stratificazione impermeabile del suolo. Ambiente Il Bojo della Ferriana costituisce un'area umida dell'estensione di circa 7ettari ubicata appena sotto l'argine dell'Adige e alimentata dalle acque del fiume stesso che emergono in corrispondenza di una stratificazione impermeabile del suolo (fontanazzo). Sulla base di documentazione bibliografica e di informazioni orali raccolte localmente, e' possibile conoscere che in tempi trascorsi simili formazioni erano piu' numerose ed estese, cosi' che tutta l'area della Ferriana costituiva una zona depressa e non utilizzabile per fini colturali. L'imbonimento dei suoli acquitrinosi e la loro successiva messa a coltura hanno confinato la zona umida entro l'attuale bacino che risulta ora circondato da contrafforti arginali sul lato sud entro i quali si estende il biotipo. Flora e fauna Nella zona palustre la fauna e' caratterizzata da Gallinella d'acqua, Tarabusino (specie di interesse comunitario ai sensi dell'all. I della direttiva 'Uccelli'), Usignolo di Fiume, Cannareccione, Cannaiola. Nei cariceti si segnala la Testuggine di palude, la Rana di Lataste e il Tarabusino, tutte specie di interesse comunitario ai sensi delle direttive comunitarie 'Habitat' e 'Uccelli'. Nei canneti la Cannaiola, il Migliarino di palude, il Basettino, il Martin pescatore e il Tarabusino

MONTAGNANA

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Loc. MONTAGNANA PROVINCE OF PADUA, ITALY - VENETO  Navigatore
41 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
Altitudine: 14 mt. s.l.m.  Area Badia Polesine, Lozzo Atestino, Este
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Piccola ma elegante, Montagnana s'inserisce tra le citta' murate meglio conservate del Veneto con una imponente cinta muraria circondata da un fossato a prato, intervallata da ben ventiquattro torri e quattro porte, fra cui spiccano la porta Legnago e la porta Padova. Oltre alla straordinaria fortificazione c'e' ancora molto da vedere a Montagnana. Appena fuori Porta Padova, ad esempio, incontriamo Villa Pisani, dimora edificata attorno al 1550 sul progetto del Palladio e che si differenzia dalla tipica villa di campagna in quanto inserita nel centro storico. Accanto si trovano Castello di San Zeno e Palazzo Giusti Sammartini. Notevole e' anche l'antico Monte di Pieta', uno dei piu' bei palazzi del Settecento, affiancato da Palazzo Valeri e dall'attiguo edificio abbellito da due camini in stile veneziano. I resti dell'antica chiesa di San Giovanni Battista sono ora le fondamenta del Palazzo della Loggia, mentre ove sorgeva una chiesa del X secolo ora risplende il Duomo dedicato a S. Maria Assunta.Tra i tanti prestigiosi palazzi, merita citare l'imponente Palazzo Sanmichieli - ora sede del Comune - e il Palazzo Magnavin-Foratti, in stile gotico-veneziano. Addentrandoci per le strette vie della cittadina si incontra la chiesa di San Benedetto, sconsacrata e ora sede di mostre e convegni. Affascinanti rievocazioni storiche e gustosi appuntamenti enogastronomici regalano ulteriore fascino e fama a questa citta' fortificata. La prima settimana di settembre si corre il Palio dei dieci comuni; l'evento e' aperto da una sfilata di figuranti in costumi d'epoca e prosegue nel vallo, dove dieci fantini si sfidano in una gara emozionante. A maggio, invece, l'aria s'impregna del dolce profumo del Prosciutto DOP Berico-Euganeo servito durante la partecipata festa che attira ogni anno migliaia di buongustai

MONSELICE

     

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Loc. 35043 MONSELICE PADUA, ITALY - VENETO  Navigatore
41 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Battaglia Terme, Este, Galzignano Terme
  Brochure PDF
Antica citta' fortificata nata lungo l'antico corso dell'Adige, Monselice conserva ancora l'atmosfera del borgo medievale inserito nel suggestivo panorama dei Colli Euganei. Visitando il centro cittadino s'incontra l'antica Torre civica e il Castello, fortezza risalente all'alto Medioevo, ristrutturato da Ezzelino da Romano e ampliato dai Carraresi. La cittadina offre altri scorci interessanti come il Palazzo e Loggetta del Monte di Pieta', la Chiesa di San Paolo e la Cripta di S. Francesco, divenuta archivio storico e museo. Da annoverare Ca' Nani Mocenigo, sontuoso edificio tardo rinascimentale con una imponente scalinata ornata da statue. Monumento religioso piu' rappresentativo della citta' di Monselice e' l'antica Pieve di Santa Giustina, costruita in stile tardo romanico e abbellita da elementi decorativi gotici. Entrando dalla Porta Romana si puo' iniziare una suggestiva passeggiata lungo il Santuario Giubilare delle Sette Chiese, un piccolo pellegrinaggio che termina sul complesso monumentale di Villa Duodo. Proseguendo oltre si puo' arrivare alla sommita' del colle dominata dai resti del Mastio Federiciano, un imponente torrione che sovrasta la citta' voluto dall'imperatore Federico II di Svevia. Nei dintorni di Monselice si incontrano Villa Pisani, Villa Contarini e Villa Emo, dimore edificate per ospitare i patrizi veneziani che durante il periodo estivo trascorrevano le loro vacanze nelle campagne padovane. La storia di Monselice rivive a settembre durante la famosa Giostra della Rocca, una sfida tra quartieri impegnati in gare e giochi di sapore medioevale che si conclude con una spettacolare sfilata di oltre mille figuranti in costumi d'epoca. Mentre a maggio i protagonisti sono i fiori, che colorano e profumano i quartieri della citta' durante la manifestazione la Rocca in fiore

FERRARA

     

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Loc. FERRARA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
6 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Occhiobello, Voghiera, Altedo
La provincia di Ferrara si trova nel limbo nord/orientale della regione. Ferrara e' il capoluogo di provincia ed e' situata sul Delta del Po' in una zona bonificata della Pianura Padana. Ferrara fu abitata fin dall''antichita' da diverse popolazioni e ha sempre cercato di conquistare la propria indipendenza fino a quando divenne libero comune. Nella seconda meta' del sec. XII fu contesa fra guelfi e ghibellini fino a che nel 1240 fu conquistata dagli Estensi grazie all''aiuto dei Veneziani. Il governo degli Estensi persistette per oltre 3 secoli, periodo in cui si realizzarono molte opere artistiche ed architettoniche, vi furono numerose iniziative culturali ed un notevole sviluppo economico. Con l''indebolimento del potere degli Estensi si affermo' il governo Pontificio nel 1598 che regno' per ca. 2 secoli. Sotto il dominio ecclesiastico Ferrara subi' un declinio culturale ed economico, ma con l''annessione al Regno d''Italia e la bonifica di gran parte del territorio ci fu una ripresa e la citta' divenne un importante centro specializzato nell''ortofrutta in continua espansione. Nonostante lo sviluppo Ferrara ha mantenuto l''aspetto di citta' medievale e rinascimentale

PALAZZO DEI DIAMANTI

PALAZZO DEI DIAMANTI  Apri
Loc. FERRARA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
5 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
Altitudine: 7 mt. s.l.m.  Area Occhiobello, Voghiera, Altedo
Cosi' denominato grazie alla particolarissima forma degli oltre 8.500 blocchi di marmo che compongono il suo bugnato, il Palazzo dei Diamanti e' uno degli edifici rinascimentali piu' celebri al mondo. Progettato da Biagio Rossetti, il palazzo fu costruito per conto di Sigismondo d'Este, fratello del duca Ercole I d'Este, a partire dal 1493, e costituisce il centro ideale della cosiddetta Addizione Erculea, vero e proprio raddoppio della citta' che Rossetti concepi' per il duca. Il palazzo fu acquistato dal Comune nel 1832. Al piano terreno sono situati gli spazi adibiti ad importanti esposizioni temporanee, organizzate da Ferrara Arte e dalle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, mentre al primo piano l'edificio ospita la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, che conserva una collezione storico-artistica di eccezionale valore

TRESIGALLO

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Loc. TRESIGALLO FERRARA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
24 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Voghiera, Papozze, Argenta
Considerato uno dei piu' antichi centri della provincia di Ferrara, il Borgo Autentico di Tresigallo e' situato a meta' strada tra l'antica citta' estense e i suoi lidi, in un territorio dove arte, gastronomia e antichi saperi artigiani, si fondono per creare un piccolo centro culturale, vero e proprio gioiello della pianura orientale. Tresigallo si estende su una superficie di circa 20 kmq e comprende le frazioni di Final di Rero, Rero e Roncodiga'. Il paese gode di una particolare notorieta' a partire dal 1930 quando, su impulso di Edmondo Rossoni, viene completamente ricostruito con architetture razionaliste: per tale motivo Tresigallo ha ottenuto la denominazione di Citta' d'Arte, quale esempio di citta' di nuova fondazione, caratterizzata dalla modernita' architettonica e urbanistica. Oggi Tresigallo 'Citta' del Novecento', emerge per la sua unicita' tra le citta' di nuova fondazione. Caratterizzata dalla contemporaneita' e dallo stile architettonico e urbanistico razionalista, e' l'applicazione su scala reale delle teorie di scuola tedesca sulla progettazione democratica della 'citta' nuova'. Esempio architettonico di interesse attuale per esperti e studiosi della materia, Tresigallo rappresenta una felice, quanto assolutamente solitaria esperienza di architettura, uno dei pochi esempi rimasti di citta' la cui fondazione e' stata progettata a tavolino, un patrimonio di suggestioni sociali quale solo una quinta teatrale 'vivente' puo' suggerire. Tresigallo che per la sua particolarita' riconoscibile, legata a un periodo storico preciso, ha ottenuto il riconoscimento di 'Citta' d'arte' e', nella sua interezza, un bene storico e culturale e come tale deve essere rivalutato e difeso. Per questi motivi, ha ottenuto l'interesse da parte del CE.S.A.R. di Roma (centro studi sull'architettura razionalista) che ha pubblicato un monografico esclusivo (in formato poster pieghevole) contenente diverse foto e informazioni storiche, architettoniche e urbanistiche sulla cittadina

CONSELICE

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Loc. CONSELICE - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
45 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Argenta, Lugo, Cotignola
La storia di Conselice e' assai ricca di eventi e personaggi che, piu' di ogni altra cosa, hanno contribuito alla fama del comune. Conselice nasce, con ogni probabilita', come dimostrano i numerosi ritrovamenti di fossili marini, sul limitare di una vasta zona lagunare e, sin dalle sue origini, dimostra la propria importanza strategica divenendo un importante crocevia per i commerci. Questo porto di acque interne, chiamato 'Caput Sicilis', venne cosi' collegato con il vicino centro che oggi conosciamo come Imola, attraverso una grande strada pavimentata con pietroni di selce, la quale, presso i romani, prese il nome di 'Appia Selee Strata'. La probabile presenza di canali navigabili da piccole imbarcazioni e la vicinanza del Po di Prima, hanno portato a pensare che l'attuale Conselice, sotto il dominio romano, rappresentasse proprio il porto di Imola, rivestendo cosi' un ruolo di primaria importanza per la vicina citta'. Conselice potrebbe essere definito uno dei luoghi ideali per una vacanza all'insegna del divertimento: manifestazioni, eventi annuali ed appuntamenti ormai entrati nella tradizione si accostano a siti di interesse storico e luoghi di divertimento, il tutto in un mix esplosivo che rende questo comune ravennate una tra le mete turistiche piu' amate e conosciute d'Italia. Il Mulino di S. Patrizio, invece, adatto a grandi e piccini, e' ospitato lungo il Canale dei Mulini, che collega il comune con la vicina Imola, e puo' essere ammirato nella sua struttura originaria a due piani. Da non dimenticare poi la Chiesa di San Martino che, edificata in un sobrio stile neoclassico, sulle rovine di un antica chiesa romanica, ospita due dipinti di grande pregio tra cui si ricorda la 'Madonna con bambino dormiente'. Ma il vero cuore pulsante di Conselice e' probabilmente il divertimento, a cui l'ospitalita' ed il calore degli abitanti fanno da contorno per un risultato davvero strepitoso.

PIEVE DI SAN GIORGIO

PIEVE DI SAN GIORGIO  Apri
Loc. PIEVE DI SAN GIORGIO, STRADA CARDINALA ARGENTA, ., ARGENTA, PROVINCE OF FERRARA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
35 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
Altitudine: -0 mt. s.l.m.  Area Conselice, Voghiera, Lugo
La pieve di San Giorgio sorge isolata sulla destra del fiume Reno, non lontano dal centro abitato di Argenta; e' uno dei monumenti piu' significativi della provincia di Ferrara. Durante tutto l'alto Medioevo era stata un punto di riferimento istituzionale ed amministrativo per gli abitanti del territorio. Lo storico Andrea Agnello nel Liber Pontificalis Ecclesia Ravennatis ne tramanda la data di costruzione attorno al 569-570. La prima attestazione della presenza nella chiesa del fonte battesimale e' del 1022; cento anni dopo la pieve fu ristrutturata: di quell'intervento resta il portale marmoreo romanico con la raffigurazione dei mesi sugli stipiti ed il martirio di San Giorgio nella lunetta. Un'iscrizione in versi lo dice realizzato nel 1122 da Giovanni di Modigliana. Il declino di san Giorgio inizio' a meta' del XIII secolo, quando i depositi alluvionali avevano pressocche' interrato la zona e si decise di trasferire il fonte battesimale nella chiesa di San Nicolo' di Argenta. Le ricerche e gli scavi condotti tra il 1982 ed il 1986 hanno permesso di ricostruire la storia e la fisionomia della pieve

WWF: OASI VALLE BUORA

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Loc. BADIA POLESINE ROVIGO, ITALY - VENETO  Navigatore
27 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Montagnana, Este, Concadirame
  Brochure PDF
L'Oasi Valle Buora si trova in localita' Le Giare, nella frazione di Salvaterra del Comune di Badia Polesine (Ro). L'area, di circa 10 ettari, e' un ex relitto di zona umida attraversata dal Naviglio Valdentro, uno degli ultimi biotopi palustri sopravvissuti nell'entroterra Polesano. Bonificato abusivamente nel 2003, e' stato successivamente avviato dal WWF e dal Consorzio di Bonifica Polesine - Adige - Canalbianco un ambizioso progetto finalizzato a riportare l'area alle antiche potenzialita' ecologiche e a risolvere al tempo stesso i problemi di deflusso delle acque e di approvvigionamento idrico che da sempre interessavano i terreni circostanti. Ambiente La zona, di dimensioni ridotte e isolata rispetto altre zone umide di caratteristiche analoghe, e' inserita in un contesto agrario relativamente povero di siepi e alberature, spicca per abbondanza di specie ornitiche, in particolar modo di passeriformi legati agli alberi e a canneti e tifeti. Flora e fauna Tra le specie piu' significative segnaliamo il Picchio rosso maggiore, il Rigogolo, la Tortora selvatica, la Cinciallegra, la Cannaiola e la Cannaiola verdognola, il Cannareccione, l'Usignolo di Fiume, il Forapaglie, il Beccamoschino. Non e' raro osservare Ardeidi quali l'Airone cenerino e la Nitticora e, di recente, anche la Sgarza ciuffetto. Durante l'inverno le erbe palustri e le siepi arbustive forniscono riparo a numerosi uccelli, in particolare Passeri, fringillidi di varie specie, turdidi, ecc. Per questo motivo il sito e' frequentato da rapaci notturni e diurni quali il Gufo comune, la Civetta, la Poiana, il Lodolaio, lo Sparviero e l'Albanella reale. I mammiferi sono rappresentati dal Riccio, l'Arvicola terrestre, la Donnola, la Faina e la Volpe. La fauna erpetologica e' costituita dalla Biscia dal collare Natrix natrix, Colubro Coluber viridiflavus, Lucertola muraiola Podarcis muralis, Ramarro Lacerta viridis, Testuggine acquatica europea Emys orbicularis e, seppur non ancora rilevato in situ, l'Orbettino. Tra gli anfibi segnaliamo Rana esculenta, Rana latastei, Bufo bufo, Bufo viridis. Non si esclude la presenza di Triturus cristatus

ASPARAGO VERDE DI ALTEDO

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Loc. ALTEDO BO, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
28 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
Altitudine: 14 mt. s.l.m.  Area Ferrara, San Lazzaro di Savena, Bologna
  Brochure PDF
L'asparago di Altedo e' il principe verde di Altedo, che a meta' strada fra Bologna e Ferrara vanta una tradizione agricola abbastanza recente. Infatti nel 1923 alcuni agricoltori di Altedo andarono a Nantes e tornarono con precise nozioni tecniche sull'asparago e con le preziose zampe, intricato groviglio di radici della varieta' precoce di Argentuil. Solo allora inizio' la coltivazione intensiva degli asparagi e dopo la seconda guerra mondiale l'ortaggio riprese a diffondersi. Sono sorte importanti realta' cooperative per la promozione e la commercializzazione Di questo ortaggio, del quale oggi si producono circa quarantamila quintali annui. Le varieta' piu' adatte sono la precoce di Argentuil, Eros, Boomlin, Diego. La raccolta inizia dal secondo anno e gli asparagi devono rispondere a determinate misure che li classificano in asparagina, asparago verde di Altedo e asparago extra. Sono raccolti nelle ore piu' fresche della giornata; vengono poi sottoposti a un rapido raffreddamento con idrorefrigerazione che consente il rallentamento del metabolismo. L'asparago di Altedo deve essere prodotto esclusivamente su parte della provincia di Ferrara e di Bologna. Tutti gli anni a meta' maggio ad Altedo si tiene la sagra dell'asparago

PARK OF THE EUGANEI HILLS

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Loc. LOZZO ATESTINO - VENETO  Navigatore
45 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Cinto Euganeo, Teolo, Este
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In provincia di Padova, i Colli Euganei rappresentano una realta' ambientale unica, dove la presenza dell'uomo si e' inserita armoniosamente in un contesto naturale di grande bellezza e pregio. Sui morbidi pendii collinari protagonista unica e' la natura con le sue diverse varieta' di flora e fauna. Boschi di querce e castagni si alternano ad ampie aree di macchia mediterranea, ad ordinati filari di viti, ad alberi da frutto, ai secolari ulivi. Al pregio naturalistico dell'area si aggiunge il ricco patrimonio storico-artistico presente all'interno del Parco, rappresentato da borghi, rocche e castelli e luoghi di preghiera come eremi e conventi. Basti citare, ad esempio, Este, Monselice, con le medievali cinte murarie; Arqua' Petrarca, antico borgo medievale di grande fascino; le splendide ville venete che fanno mostra di se' in tutto il territorio del Parco; l'Abbazia di Praglia e l'Eremo di Monte Rua. Ma e' la natura dei Colli ad offrire al visitatore grandi emozioni attraverso un miriade di sentieri immersi nel verde, da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo. Per i piu' allenati, da non perdere la palestra di roccia naturale di Rocca Pendice, mentre gli appassionati del golf hanno a disposizione ben tre green. Se la meta e' il relax, il Parco regala l'area delle Terme Euganee, rinomata in tutto il mondo per l'unicita' dei suoi fanghi e dei trattamenti che si possono trovare negli stabilimenti di Abano, Battaglia, Galzignano e Teolo (certificati EMAS) e Montegrotto. Per tutti e' possibile farsi tentare dai sapori genuini dei prodotti tipici del territorio come le tredici varieta' di vini DOC, il Fior d'Arancio DOCG, il miele, l'olio extravergine d'oliva DOP. Prelibatezze da gustare negli agriturismi e nei locali della zona, oltre che all'interno delle affermate manifestazioni enogastronomiche che animano l'annuale calendario degli eventi del territorio euganeo. I Comuni del Parco: Abano Terme, Arqua' Petrarca, Baone, Battaglia Terme, Cervarese Santa Croce, Cinto Euganeo, Este, Galzignano Terme, Lozzo Atestino, Monselice, Montegrotto Terme, Rovolon, Teolo, Torreglia e Vo'.

ROVIGO

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Loc. ROVIGO, ITALY - VENETO  Navigatore
24 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Concadirame, Ceregnano, Monselice
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Rovigo vive adagiata nel cuore del Polesine ed e' accarezzata dalla brezza marina che arriva dal vicino Delta del Po. Meno appariscente di altre localita' venete, rappresenta per molti una scoperta artistica, culturale e ambientale. Le testimonianze architettoniche presenti lungo le vie cittadine raccontano una citta' nata come feudo vescovile che nel periodo medievale si arricchisce in monumenti e palazzi. Tra tutte spiccano la Torre Dona', emblema della citta', e la Torre Mozza, residui dell'antica fortificazione medievale. A segnalare, invece, la presenza della Repubblica Serenissima, nel centro cittadino troviamo il signorile Palazzo Roncale e Palazzo Roverella. Quest'ultimo edificio, oggi restaurato, e' la nuova sede della pinacoteca dell'Accademia dei Concordi, una delle piu' importanti del Veneto e luogo di prestigiose mostre contemporanee. Di particolare interesse e' il Santuario della Beata Vergine del Soccorso, detto la Rotonda per la sua planimetria ottagonale, a cui si affianca il campanile del Longhena. Poco lontano si erge Il Duomo, altro edifico religioso che conserva i tratti architettonici dell'arte barocca. Per chi e' alla ricerca di un angolo di tranquillita', e' possibile visitare il Monastero Olivetano di San Bartolomeo, un' oasi di pace per una pausa contemplativa. Per conoscere Rovigo e le sue tradizioni e' d'obbligo infine una visita al Museo dei Grandi Fiumi, dedicato alla storia della civilta' contadina sospesa tra terra e acqua, ma da sempre legata ai ritmi del fiume Po e del vicino mare. Rovigo nel piatto Una cucina povera con ingredienti che vengono dalla terra,dalle lagune del Delta del Po e dal mar Adriatico. Tra le specialita' il risotto polesano cucinato con anguilla, cefalo e branzino, la faraona in tecia, la bondiola di Adria, un insaccato che spesso viene confuso con la salama da sugo ferrarese

VIA DEL MARE: ROVIGO-ADRIA

VIA DEL MARE: ROVIGO-ADRIA  Apri
Loc. ROVIGO, ITALY - VENETO  Navigatore
25 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Concadirame, Ceregnano, Monselice
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Il lungo litorale veneto e' caratterizzato da paesaggi in cui domina l'elemento ''acqua'': dagli scenari del Delta del Po alle valli da pesca, raggiungendo la Laguna di Venezia dopo aver attraversato le foci dei fiumi Adige e Brenta, e poi verso la parte orientale della costa, con le lunghe spiagge di sabbia dorata, dove si attraversano i fiumi Sile, Piave, Livenza e infine Tagliamento. L'itinerario parte dal centro storico di Rovigo, citta' dalle numerose testimonianze di un passato fiorente. Da Rovigo ci si dirige verso Adria (Rovigo) e il Delta del Po, un'area popolata da numerose specie di uccelli acquatici - in particolare il fenicottero rosa - che hanno stabilito il loro habitat tra le canne palustri e i salici. Dal Delta del Po si risale poi verso Chioggia (Venezia), la piccola Venezia. Si raggiunge poi il tratto di litorale rinomato per le lunghe spiagge di fine sabbia dolomitica e le verdi pinete, meta prediletta dei tanti turisti che ogni estate affollano i campeggi e le strutture alberghiere di Treporti, Cavallino, Jesolo, Eraclea Mare, Caorle. Dopo aver ammirato l'incantevole Santuario della Madonna dell'Angelo a Carole si riparte verso le tappe conclusive dell'itinerario, lungo piste ciclabili che attraversano paesaggi agresti, rigogliose pinete e animati centri abitati, per terminare una volta giunti al faro di Bibione, alla foce del Tagliamento

ESTE

     

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Loc. ESTE PROVINCE OF PADUA, ITALY - VENETO  Navigatore
38 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
Altitudine: 10 mt. s.l.m.  Area Cinto Euganeo, Lozzo Atestino, Monselice
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Inserita nel suggestivo panorama dei Colli Euganei, Este fu il principale insediamento degli antichi Veneti che la abitarono gia' nell'eta' del ferro. Citta' fortificata, conserva ancora visibili le tracce della dominazione prima degli Estensi e poi dei Carraresi. Al centro della cinta muraria sorge il Castello, i cui resti scendono dal mastio posto in vetta al colle, fino agli edifici a valle. All'interno della cinta muraria si trova un grazioso giardino pubblico mentre nell'adiacente Palazzo Mocenigo ha sede il Museo nazionale Atestino, uno tra i piu' importanti d'Italia per le sue raccolte pre-romane. Le rovine di Rocca di Ponte di Torre sono i resti dei forti destinati alla difesa della citta', mentre la Torre Civica della Porta Vecchia e' stata ricostruita attorno al 1500. I circa quattro secoli di dominio veneziano si leggono ammirando i bei palazzi della centralissima Piazza Maggiore (tra cui il Palazzo del Municipio, elegante edificio loggiato, e il Palazzo degli Scaligeri, di origine trecentesca) e le belle ville. Tra queste villa Kunkler, famosa per aver ospitato Byron e Shelley, villa Comaro-Benvenuti, villa Contarini-Gagliardo e villa Zenobio-Albrizzi Fra i numerosi edifici religiosi si cita Il Duomo di Santa Tecla, che conserva le spoglie mortali della beata Beatrice d'Este e la grandiosa pala del Tiepolo raffigurante Santa Tecla. Meritano una visita anche la Basilica di Santa Maria delle Grazie, con la caratteristica pianta a croce latina e la chiesa di Santa Maria della Consolazione, strutturata su una navata unica, con pavimento a mosaico di epoca romana. Oggi la citta' di Este e' importante centro di produzione di ceramiche artistiche di alta qualita', la cui produzione e' continuata pressoche' ininterrottamente dalla preistoria a oggi

COPPIA FERRARESE IGP

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Loc. FERRARA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
6 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Occhiobello, Voghiera, Altedo
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La Coppia Ferrarese IGP e' un prodotto di panetteria dalla forma a nastro, originata da due pezzi di pasta legati assieme nel corpo centrale, ciascuno con le estremita' ritorte in modo da formare un ventaglio di quattro corna, le cui estremita' sono dette 'crostini'. Deve essere formata in pezzature comprese tra 80 e 250 grammi. Presenta un colore dorato con venature quasi bionde, un odore penetrante ed appetitoso ed un sapore sapido. La storia data la nascita della 'coppia' al Carnevale del 1536, secondo quanto riportato da Cristoforo da Messisbugo, al servizio della corte estense. Nella descrizione del banchetto offerto dal Duca in quell'occasione, l'autore cita un 'pane ritorto'. Nel 1694 lo storico Antonio Frizzi parla della raffinatezza del pane ferrarese, unico per la forma, per i tipi di farina che venivano impiegati, per la particolarita' della lavorazione, al punto da essere gia' allora un vanto della gastronomia cittadina. Il rito della panificazione casalinga iniziava la sera, dopo cena. Si preparava prima il lievito, lavorando la pasta madre, preparata con un impasto di sola acqua e farina, fermentato naturalmente. Il tutto veniva riposto nella spartu'ra, la madia, dove nel corso della notte si completava il processo di lievitazione. Ogni volta veniva tenuto da parte un pezzo dell'impasto per la lievitazione della notte successiva. Verso le 3 del mattino le donne preparavano i blocchi di pasta, passandoli per la gramadora, una primitiva macchina di legno che 'accoppava' l'impasto. Poi tutti si impegnavano nella preparazione del pane, dandogli la tradizionale forma della 'coppia' (la ciupe'ta), due doppie corna unite in un cuore dalla mollica morbida e compatta, o sbizzarrendosi in tante altre forme suggestive come la ricciolina (rizzata), la spaccata, la lustra, la santada o l'ucarina, molte delle quali sono oggi dimenticate. Quando non esistevano i frigoriferi e ci si accorgeva che il pane stava passando di lievitazione, lo si stendeva su lunghe assi di legno e lo si trasportava all'aperto, posandolo addirittura sopra la neve in inverno. Il pane che subiva questo trattamento aveva colore e fragranza particolari e lasciava trasparire un venatura biancastra durante la cottura. Oltre al sapore, cio' che rende unica la coppia e' l'eleganza della forma, che nasce, probabilmente, da un'esigenza funzionale, quasi si trattasse di uno studio di industrial design ante-litteram: riunire in un solo pane la consistenza secca e croccante di un grissino (ideale per accompagnare i salumi tipici della gastronomia ferrarese) ed un cuore morbido, dalla mollica compatta, adatta a raccogliere gli intingoli ed i brodetti. I riconoscimenti tributati al pane ferrarese sono moltissimi ed autorevoli. Riccardo Bacchelli lo defini' 'il piu' buono del mondo' (le farine dei mulini del Po, grazie alla forza dolce delle acque del fiume, producevano farine eccezionali per la panificazione). La Coppia Ferrarese, essendo un pane decisamente sapido, croccante e con poca mollica, puo' essere consumata da sola, magari con un filo d'olio. Inoltre, si conserva bene anche per alcuni giorni, senza perdere le caratteristiche di compattezza.

AGLIO DI VOGHIERA

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Loc. VOGHIERA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
18 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Tresigallo-final di Rero, Ferrara, Argenta
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L'aglio di Voghiera viene coltivato in una area limitata e precisamente individuata, ricadente, nel piccolo comune di Voghiera, Ferrara ITALIA, ed in piccola parte sui comuni confinanti e' un prodotto di nicchia, che rappresenta una vera e propria prelibatezza del nostro territorio.Il bulbo e' di ottima pezzatura, omogenea, compatto, il colore e' bianco e lucente, il profumo delicato e intenso, molto gradevole, conferisce ai cibi grande carattere.Allo scopo di far conoscere le proprieta' di questa pregiata pianta, l'Amministrazione Comunale locale ha attivato iniziative per la promozione favorendo, tra l'altro, la costituzione del Consorzio Produttori Aglio di Voghiera, che ha lo scopo di tutelare la genuinita' del prodotto e fornire l'assistenza tecnica agli associati al fine di ottenere, sempre, un prodotto sano garantito e che risponde alle caratteristiche organolettiche proprie dell'aglio Voghiera D.O.P. La 'denominazione di origine protetta' (D.O.P) e' stato un importante riconoscimento attribuito della Comunita' Europea. La produzione deve avvenire nel rispetto di un rigoroso disciplinare che prevede norme comportamentali da seguire dalla semina al confezionamento, prescrivendo tra l'altro che tutte le operazioni debbano essere rigorosamente effettuate all'interno dell'area delimitata. Oltre ovviamente alla produzione, anche la preparazione ed il confezionamento. Tutto questo perche' oltre al terreno al clima e' di fondamentale importanza,il legame con il territorio, la tradizione nella coltivazione e nella preparazione cioe' quello che le maestranze si tramandano da generazioni, tanti piccoli 'segreti' che rendono grande l'aglio di Voghiera

VIA DEL MARE: ADRIA - ROSOLONA MARE - CHIOGGIA

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Loc. ADRIA ROVIGO, ITALY - VENETO  Navigatore
41 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Papozze, Ceregnano, Rosolina
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Il lungo litorale veneto e' caratterizzato da paesaggi in cui domina l'elemento 'acqua': dagli scenari del Delta del Po alle valli da pesca, raggiungendo la Laguna di Venezia dopo aver attraversato le foci dei fiumi Adige e Brenta, e poi verso la parte orientale della costa, con le lunghe spiagge di sabbia dorata, dove si attraversano i fiumi Sile, Piave, Livenza e infine Tagliamento. L'itinerario parte dal centro storico di Rovigo, citta' dalle numerose testimonianze di un passato fiorente. Da Rovigo ci si dirige verso Adria (Rovigo) e il Delta del Po, un'area popolata da numerose specie di uccelli acquatici - in particolare il fenicottero rosa - che hanno stabilito il loro habitat tra le canne palustri e i salici. Dal Delta del Po si risale poi verso Chioggia (Venezia), la piccola Venezia. Si raggiunge poi il tratto di litorale rinomato per le lunghe spiagge di fine sabbia dolomitica e le verdi pinete, meta prediletta dei tanti turisti che ogni estate affollano i campeggi e le strutture alberghiere di Treporti, Cavallino, Jesolo, Eraclea Mare, Caorle. Dopo aver ammirato l'incantevole Santuario della Madonna dell'Angelo a Carole si riparte verso le tappe conclusive dell'itinerario, lungo piste ciclabili che attraversano paesaggi agresti, rigogliose pinete e animati centri abitati, per terminare una volta giunti al faro di Bibione, alla foce del Tagliamento

CAPPELLACCI DI ZUCCA FERRARESI

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Loc. FERRARA FE, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
6 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Occhiobello, Voghiera, Altedo
I cappellacci di zucca sono il piatto simbolo della cucina di Ferrara. Una dichiarazione d'amore per uno dei grandi prodotti di questa terra: la zucca, che secondo i ricettari storici ferraresi trova impiego anche come accompagnamento alla carne e non solo come ripieno o contorno. La prima ricetta scritta dei cappellacci di zucca risale al 1584 ed e' di Giovanni Battista Rossetti, cuoco della corte di Alfonso II d'Este, che la pubblica nella sua opera 'Dello Scalco'. Da allora ad oggi la ricetta e' cambiata radicalmente. Prima nel ripieno, in puro stile rinascimentale, si trovavano anche zenzero e cannella e poi con l'andare del tempo i cappellacci sono diventati ricetta popolare: oggi rimane solo la noce moscata come spezia a ricordo di quel passato aristocratico. Per questa ricetta e' stata usata la zucca violina, detta anche butternut, tipica del ferrarese, la piu' adatta per la sua dolcezza che crea un eccezionale sapore agro-dolce quando si mescola agli altri ingredienti. Il nome cappellacci, caplaz in dialetto, deriva dal cappello di paglia a tesa larga dei contadini, non dimentichiamoci che per secoli la zucca e' stata la principale fonte di sostentamento nelle campagne

WWF: OASI GOLENA DI PANARELLA

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Loc. PAPOZZE - VENETO  Navigatore
37 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Adria, Ceregnano, Mesola
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Dal bosco igrofilo alla foresta planiziale, un trionfo di biodiversita'. L'Oasi Golena di Panarella si trova nel Comune di Papozze (Ro). Considerata la 'Porta' del Parco Regionale veneto del Delta del Po, essendo collocata in prossimita' della prima diramazione del fiume Po, con i suoi 50 ettari complessivi (25 dei quali in gestione al WWF) e' una delle piu' vaste e conosciute golene del basso corso del Po. Un'area estremamente diversificata dal punto di vista ambientale, in quanto riassume le fasi evolutive di una zona umida, dagli stagni profondi, al prato umido, al prato arido. Dal bosco igrofilo allagato di salici, alla foresta planiziale dominata da farnia, pioppo bianco, frassino e olmo. Quest'ultima e' difficilmente riscontrabile nelle altre golene del basso corso del Po e con estensioni ben inferiori. Ambiente E' una zona estremamente diversificata dal punto di vista ambientale, in quanto riassume le fasi evolutive di una zona umida, dagli stagni profondi, al prato umido, al prato arido. Dal bosco igrofilo allagato di salici, alla foresta planiziale dominata da farnia, pioppo bianco, frassino e olmo. Quest'ultima e' difficilmente riscontrabile nelle altre golene del basso corso del Po e con estensioni ben inferiori. Flora e fauna La diversita' degli ambienti ha attirato una grande varieta' di uccelli nidificanti, svernanti e di passo; molte anche le specie di anfibi, dalla rana dalmatina, al tritone crestato. Nei canneti si osservano la cannaiola verdognole, il cannareccione, il basettino, migliarino di palude, tarabusino, porciglione, tarabusino e airone rosso. Nelle depressioni umide si trovano varie specie di anfibi ed e' osservabile la testuggine palustre. Sopra i salici pendolino, usignolo, rigogolo (simbolo dell'Oasi) e la capinera. Nel bosco maturo si riscontrano varie specie di picidi, il cardellino, verdone, verzellino, saltimpalo, averla piccola, in inverno nei prati la pavoncella. Assai abbondante ogni anno e' la popolazione di gruccione. Tra i rapaci diurni Poiana, Falco di palude e durante la stagione fredda, l'Albanella reale

WWF: OASI CANALNOVO

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Loc. CRESPINO ROVIGO, ITALY - VENETO  Navigatore
29 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Rovigo, Adria, Papozze
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L'Oasi di Canalnovo si trova nei Comuni di Crespino e di Villanova Marchesana (Ro). L'Oasi e' costituita da un'ampia golena del Po, di circa 40 Ha, comprendente vecchie cave d'argilla perennemente allagate e circondate da bosco ripariale. Il sito riveste particolare interesse faunistico per la presenza di una grande colonia composta da varie specie di Aironi che vi svernano e nidificano formando una delle garzaie piu' imponenti del Po. Ambiente Percorrendo l'argine sinistro del Po, in Provincia di Rovigo, a circa 20 Km dal capoluogo, tra gli abitati di Crespino e di Villanova Marchesana, si incontra l'Oasi Golena di Canalnovo. E' un'ampia golena del Po, di circa 40 Ha, comprendente vecchie cave d'argilla perennemente allagate e circondate da bosco ripariale in Comune di Villanova Marchesana. L'area, particolarmente selvaggia e' di difficile accesso, ma e' ben visibile dalla sommita' arginale e un sentiero fra gli stagni conduce a una graziosa spiaggia fiume. Flora e fauna Il sito riveste particolare interesse faunistico per la presenza di una grande colonia composta da varie specie di Aironi che vi svernano e nidificano formando una delle garzaie piu' imponenti del Po. Negli stagni si possono osservare tutto l'anno varie specie di anatre mentre il bosco e' frequentato da uccelli arboricoli quali il Picchio rosso maggiore, la Ghiandaia la Cinciallegra e il Codibugnolo. Di grande interesse e' anche la presenza della Testuggine palustre.

PROSCIUTTO VENETO BERICO-EUGANEO DOP

PROSCIUTTO VENETO BERICO-EUGANEO DOP  Apri
Loc. CINTO EUGANEO PD, ITALIA - VENETO  Navigatore
44 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
  Area Lozzo Atestino, Este, Galzignano Terme
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Prosciutto Veneto Berico-Euganeo (DOP) e' un preparato a base di carne a Denominazione di origine protetta il cui disciplinare identifica la zona di produzione nei comuni di Montagnana, Saletto, Ospedaletto Euganeo, Este, Pressana, Roveredo di Gua', Noventa Vicentina, Pojana Maggiore, Orgiano, Alonte, Sossano, Lonigo, Sarego, Villaga, Barbarano Vicentino. Il prosciutto viene prodotto utilizzando la coscia del maiale sottoposta a salagione e stagionatura. Nella produzione del prosciutto veneto berico-euganeo si utilizzano cosce di maiali della varieta' Suino Pesante Padano dell'eta' di almeno 9 mesi affinche' abbiano superato i 150 chili di peso corporeo. Al termine della lavorazione, che dura circa un anno, il prosciutto pesa fra gli 8 e gli 11 chili. Il disciplinare descrive le caratteristiche del prosciutto veneto: colore rosa tendente al rosso nella parte magra, bianco puro in quella grassa, dall'aroma delicato, dolce e fragrante. Impresso a fuoco il marchio del consorzio per la tutela, il leone alato di S.Marco. Il prosciutto dolce Val Liona, ovvero un prosciutto veneto esclusivamente lavorato nei comuni vicentini, e' in attesa del riconoscimento del marchio IGP. Il maiale e' stato uno dei primi animali allevati dall'uomo fin da tempi antichissimi: le prime testimonianze di tale pratica risalgono ai graffiti della grotta di Altamira (ca. 40000 a.C.). La Val Liona, che da Sossano si protende fra i Colli Berici verso Montecchio Maggiore, era ricchissima di vegetazione e l'abbondanza di ghiande e castagne rese possibile allevare i suini fin dal VI - VII secolo: gli animali erano lasciati pascolare liberamente, senza spesa per il contadino, si riproducevano con facilita' e giungevano ad una taglia notevole in pochi mesi. Dal maiale si potevano ricavare vari insaccati, da conservare e utilizzare in ogni momento dell'anno. In Veneto la tradizione di lavorare la carne per conservarla era persino precedente: sin dal III secolo a.C. i veneti commerciavano con i romani vendendo carni salate o affumicate o salami e salsicce speziate prodotti con carne di vari animali, fra cui suini. L'allevamento del maiale (o Mas'cio in lingua veneta) e la sua uccisione al momento opportuno rappresentano una delle tradizioni contadine piu' antiche e sentite in tutto il veneto. A testimonianza di questo il portale della Basilica di S. Marco di Venezia, risalente alla meta' del XIII secolo, e' decorato da un bassorilievo nel quale il mese di dicembre e' rappresentato della macellazione del maiale da parte del mazzi'n. Tradizionalmente il maiale era sacrificato dopo la festa di san Tommaso (21 dicembre). Nel XVII secolo era gia' in uso una tecnica di lavorazione paragonabile a quella odierna. Dall'inizio degli anni settanta a Montagnana e' ubicata la sede del Consorzio del Prosciutto Veneto Berico Euganeo nato nell'intento di tutelare il marchio prosciutto veneto. Il primo importante riconoscimento si ebbe quando, attraverso la Legge 4/11/1981 N° 628 Tutela della denominazione d'origine del prosciutto veneto-berico-euganeo, fu delimitata con precisione la zona di produzione. Il riconoscimento della denominazione DOP da parte dell'Unione Europea risale al 1996

CASTELLO CINI DI MONSELICE

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Loc. MONSELICE PD, ITALIA - VENETO  Navigatore
41 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
Altitudine: 9 mt. s.l.m.  Area Battaglia Terme, Este, Galzignano Terme
Il Castello di Monselice e' un complesso di edifici composto di quattro nuclei principali, edificati e ristrutturati tra l'undicesimo e il sedicesimo secolo. La parte piu' antica, sulla destra entrando dal portone nella Corte Grande, e' il Castelletto, con l'annessa Casa Romanica, edificati tra l'XI e il XII secolo. Sulla sinistra sorge la massiccia sagoma della Torre di Ezzelino, del XIII secolo. Al centro, come nucleo di collegamento fra i due edifici esistenti, viene realizzato nel XV secolo il Palazzo Marcello. Infine la Biblioteca del Castello, che sorge sull'ampia spianata antistante la Torre di Ezzelino, ricavata in un edificio preesistente alla fine del XVI secolo. La torre e' costruita da Ezzelino da Romano nel XIII secolo, nell'ambito di un potenziamento militare-difensivo della seconda cerchia di mura della citta'. All'inizio del XIV secolo, quando la citta' viene conquistata dai Carraresi, i grandi stanzoni del palazzo di Ezzelino vengono suddivisi in sale di minori dimensioni, parzialmente adibite ad abitazione civile. Nel corso del XIV secolo i Carraresi riutilizzano anche la parte piu' antica del complesso, realizzando nella Casa Romanica una grande Sala del Consiglio e costruiscono all'interno del castello tre caratteristici e monumentali camini veneti, che possiamo ammirare a tutt'oggi. Dopo la conquista di Monselice da parte della Repubblica Veneta, nel XV secolo, il Castello passa in proprieta' alla nobile famiglia dei Marcello che ne completa la trasformazione in residenza civile, edificando il palazzetto di collegamento fra la torre di Ezzelino e la parte romanica. In questo edificio di bello stile gotico, allargato al piano intermedio della torre, i Marcello ricavano la loro residenza privata. La configurazione definitiva del Castello, cosi' come la vediamo oggi, e' gia' quasi completa alla fine del Quattrocento: mancano solo la biblioteca, del tardo Cinquecento, la sistemazione del cortile veneziano interno e la cappella privata della famiglia edificata nel Settecento. Nei primi anni dell'Ottocento la proprieta' del Castello passa dai Marcello ad altre famiglie dell'aristocrazia locale e incomincia un lento e inarrestabile degrado di tutto il complesso, con la spogliazione di mobili ed oggetti dell'arredo interno. Alla fine del secolo la proprieta' passa ai conti Girardi, da cui perviene per asse ereditario alla famiglia Cini. Nel corso della prima guerra mondiale il Castello viene requisito per scopi militari dal Regio Esercito Italiano, che lo lascera', completamente devastato, nel 1919. il conte Vittorio Cini che comincia a pensare, negli anni '30, a un radicale restauro e ripristino di tutto il complesso, da adibire a sua residenza di rappresentanza. L'idea si concretizza nel 1935, quando un'e'quipe di tecnici e restauratori comincia a lavorare sotto l'attenta direzione dell'architetto Nino Barbantini. L'e'quipe procede prima a un restauro completo di tutti gli edifici e successivamente all'arredo di tutte le sale interne, con mobili, oggetti, e arazzi, rigorosamente appartenuti alle epoche di costruzione dei singoli edifici, terminando il gigantesco lavoro nel 1942. L'idea-guida di questo straordinario ripristino non e' stata quella di creare un museo storico ma di portare idealmente l'ospite o il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo. Tutto e' infatti al suo posto nelle singole stanze: tavoli, sedie, quadri, letti, soprammobili, attrezzi da cucina, in una magica atmosfera, come se per incanto dovessero riapparire gli antichi abitatori di questi luoghi, dal Medioevo al Rinascimento, per riprenderne possesso e riviverci le gesta eroiche o quotidiane delle loro epoche. Dal 1981 il complesso e' passato in proprieta' alla Regione Veneto ed e' aperto al pubblico da marzo a novembre.

PALAZZO SCHIFANOIA

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Loc. VIA SCANDIANA, 23, FERRARA FE, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
7 Km da LIPU: OASI ISOLA BIANCA
Altitudine: 5 mt. s.l.m.  Area Occhiobello, Voghiera, Altedo
Eretto a partire dal 1385, poi ampliato sotto Borso d'Este attorno al 1470, Palazzo Schifanoia rappresenta l'unico esempio ancora oggi esistente di dimora estense destinata alla rappresentanza e allo svago: il termine Schifanoia deriva infatti da schifare la noia, allontanare il tedio. Al piano nobile si conservano i celebri affreschi con il ciclo dei Mesi realizzati tra il 1469 e il 1470 da Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti e altri artisti della officina ferrarese. Voluto dallo stesso duca Borso per esaltare la sua attivita' di governo, il ciclo rappresenta una delle piu' grandi testimonianze della cultura rinascimentale italiana. Dal 1898 Schifanoia ospita le collezioni dei Musei Civici d'Arte Antica, le cui ricche raccolte sono distribuite fra l'ala tardo trecentesca e quella quattrocentesca. Le collezioni sono composte, tra le altre, da un interessante nucleo di ceramica greca, etrusca e romana, dalla consistente Collezione numismatica, dagli straordinari codici miniati (come la Bibbia della Certosa voluta da Borso d'Este) e dalla collezione di avori, di bronzi e placchette

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EMILIA ROMAGNA


Emilia deriva dalla strada Emilia che fu costruita nel sec. II a.C dai Romani e collegava L'Adriatico alla Pianura Padana. Anche il nome Romagna ha origini romane. Distesa tra il corso del Po a nord ed i rilievi appenninici a sud, questa regione è considerata tra le più fertili e produttive d'Italia, grazie anche all'influsso del Mar Adriatico che mitiga il clima nella zona costiera. Grazie a questo contrasto tra la montagna ed il mare l'Emilia Romagna offre al visitatore paesaggi mozzafiato, meraviglie per gli occhi e per lo spirito in un misto di colori e profumi della terra, di allegria, di musica, di cinema, di arte. Gli amanti del mare, del sole e del divertimento scelgono la Riviera Romagnola, con la spiaggia più lunga d'Europa. Qui possono usufruire di strutture attrezzate anche per lo sport ed il tempo libero. Località come Rimini, Riccione, Cattolica sono sinonimo di ottima accoglienza turistica, relax e tanto divertimento. Si possono poi ammirare le bellezze dell'Appennino, magari visitando Parma e Piacenza oppure passeggiando a cavallo o a piedi tra gli splendidi parchi e le meravigliose riserve naturali. Spazio anche al benessere con un'ampia offerta di centri termali, tra cui spiccano quelli di Salsomaggiore e di Bagno di Romagna. La cultura artistica ha trovato terreno fertile in questa terra e vi ha piantato le sue profonde radici. Lo testimoniano le opere di Verdi e la poesia del Pascoli fino ad arrivare al cinema dell'inconfondibile Fellini, entrato nel mito grazie ai suoi tanti capolavori, le cui sceneggiature hanno preso vita in questi luoghi. In Emilia Romagna è possibile divenire spettatore in qualsiasi posto; resta solo da scegliere lo spettacolo da una lista senza fine.

Da Vedere: Oltre alle città d'arte principali ci sono in Emilia Romagna moltissimi centri 'minori' di interesse storico ed artistico fra cui segnaliamo: Brisighella in provincia di Ravenna: Il Borgo si trova ai piedi di una roccia a tre spuntoni di cui uno regge la torre dell'orologio, l'altro la rocca ed il terzo un santuario mariano. Dozza: un piccolo borgo medievale immerso nelle colline imolesi, molto piccolo ma caratteristico per gli affreschi che si trovano all'esterno delle abitazioni civili realizzate da artisti locali. Bertinoro: Un antico borgo medievale sito in posizione panoramica, dove si possono visitare la rocca, il palazzo comunale e la cattedrale del cinquecento. Parco del Delta del Po': Il Parco è stato istituito nel 1988 e comprende le province di Ferrara, Ravenna oltre a nove comuni . Al suo interno il parco racchiude interessanti testimonianze non solo naturalistiche e paesaggistiche ma anche artistiche. Dal punto di vista faunistico esistono nel parco oltre 300 specie di uccelli ed alcuni mammiferi fra cui il 'cervo delle dune'. L'Appenino Tosco-Emiliano con la famosa località sciistica di Corno alle Scale dove si trovano i graziosi paesini di montagna come Lizzano in Belvedere e Sestola. Le rinomate località balneari di Rimini, Riccione, Cervia, Milano Marittima Cattolica e Cesenatico. Degno di nota è il porto di Cesenatico che fu costruito nel &300 dove sono riunite in un tratto del canale barche tradizionali antiche dalle vele colorate. Le molteplici località termali fra cui segnaliamo quella più esclusiva di Salsomaggiore Terme che offre un ambiente in stile liberty ricco di parchi e zone verdeggianti.

Gastronomia e Vini: L'Emilia Romagna ha una tradizione culinaria ricca di piatti fantasiosi, fra i più famosi troviamo i 'tortellini' che sono il fiore all'occhiello dei svariati tipi di pasta fatti rigorosamente in casa. I tortellini vengono condititi con ragù alla bolognese o cotti in brodo. Altro piatto tipico sono le 'lasagne', condite con ragù e besciamella e cotte al forno. Nonostante l'Emilia Romagna sia famosa per i primi piatti, troviamo anche secondi tipici come i 'pisarei e fasiò' e il 'cappello del prete'. C'è poi da ricordare la piadina romagnola un pane molto sottile di forma rotonda che viene spesso mangiato con salumi o formaggi locali. I prodotti più famosi a livello mondiale che vengono associati non solo all'Emilia Romagna ma all'Italia intera sono il prosciutto di Parma, il formaggio Parmigiano e l'aceto balsamico di Modena. Fra i vini troviamo il Lambrusco, un vino rosso spumeggiante sia dolce che secco, ed il Sangiovese. Anche se i rossi prevalgono si può bere anche un buon bianco come il Trebbiano, il Cabernet e l'Albana.