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abbazia di san galgano - escursioni punti di interesse attrazioni a abbazia di san galgano, chiusdino si, italia
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  ABBAZIA DI SAN GALGANO


ABBAZIA DI SAN GALGANO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a ABBAZIA DI SAN GALGANO, CHIUSDINO SI, ITALIA Siena Buonconvento Monteriggioni

CASTELLO DI MONTERIGGIONI

CASTELLO DI MONTERIGGIONI  Apri
Loc. MONTERIGGIONI SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
28 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Poggibonsi, Siena, Radda in Chianti
  Brochure PDF
Il Castello di Monteriggioni fu costruito dai senesi, per ordinanza del podesta' Guelfo da Porcari, in un periodo compreso tra il 1214 e il 1219. Il terreno, acquistato dalla famiglia nobile Da Staggia, era la sede di un'antica fattoria Longobarda (la denominazione di Montis Regis probabilmente indicava un fondo di proprieta' regale o che godeva di esenzioni fiscali da parte della corona). La costruzione del castello ad opera della Repubblica di Siena ebbe principalmente scopo difensivo, in quanto il borgo sorse sul monte Ala in posizione di dominio e sorveglianza della Francigena, per controllare le valli dell'Elsa e dello Staggia in direzione di Firenze, storica rivale di Siena. L'edificazione praticamente ex novo di un castello rappresentava una novita' nella politica espansionistica senese: in precedenza, infatti, la citta' aveva acquistato castelli gia' esistenti, come quello di Quercegrossa. Il tracciato circolare delle mura fu ottenuto semplicemente seguendo l'andamento naturale della collina. Il Castello di Monteriggioni era inoltre circondato dalle cosiddette carbonaie, ovvero fossati pieni di carbone che veniva incendiato per respingere gli assalti.Fino alla meta' del &700 nella zona compresa tra Monteriggioni e Siena, ancora oggi conosciuta col nome di Pian del Lago, si trovava un lago and o forse sarebbe meglio chiamarlo grande palude and chiamato Verano, completamente bonificato per volere del Granduca Pietro Leopoldo (esiste ancora, ed e' visitabile, il tunnel sotterraneo realizzato per far defluire le acque del lago). La zona, nonostante la scomparsa del lago, ha comunque mantenuto intatto il suo fascino, grazie alla natura rigogliosa e poco antropizzata e ai numerosi posti di notevole fascino ed interesse che vi sorgono. Impostando l'itinerario in questione da Nord a Sud-Ovest, si fa subito tappa presso la millenaria Abbadia a Isola, il cui nome dice gia' tutto del suo passato. Abbadia sta infatti per abbazia, essendo la chiesa una fondazione cistercense, mentre isola ci ricorda il fatto che in origine essa sorgeva sul paludoso Lago Verano. Da qui si riprende la strada in direzione Monteriggioni e, una volta passatolo, ci si dirige verso il piccolissimo abitato di Santa Colomba, dove si trova una graziosa chiesetta medievale, il cui interno e' stato affrescato nel Medioevo, e la splendida Villa Petrucci, forse progettata dal famoso Baldassarre Peruzzi in pieno &500

RISERVA NATURALE CASTELVECCHIO

RISERVA NATURALE CASTELVECCHIO  Apri
Loc. SAN GIMIGNANO - TOSCANA  Navigatore
37 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Gambassi Terme, Certaldo, Volterra
La Riserva Naturale Castelvecchio e' situata in Val d'Elsa, pochi chilometri ad occidente di S. Gimignano, e include il versante occidentale di Poggio del Comune (624 m), prolungandosi poi a sud a comprendere, a 379 m di quota, lo sperone roccioso sede delle suggestive rovine di Castelvecchio, importante roccaforte medievale difesa naturalmente dai profondi e incassati solchi vallivi del Botro di Castelvecchio e del Botro della Libaia, due torrenti subaffluenti del fiume Elsa. La particolare morfologia e la natura calcarea di quasi tutta la superficie della Riserva hanno fortemente influenzato la vegetazione, rendendola molto eterogenea. Accanto al querceto misto a cerro e roverella che ricopre gran parte della Riserva nelle pendenze piu' dolci, compare una bellissima macchia mediterranea sui piu' aspri crinali calcarei, caratterizzata dalla presenza dell'erica multiflora, pianta tipica dei terreni calcarei costieri ma molto rara all'interno. Negli stretti solchi vallivi del Botro della Libaia e del Botro di Castelvecchio lo scarso soleggiamento causa un interessante fenomeno di inversione termica, che permette l'esistenza nel fondovalle di faggi e aceri montani, normalmente caratteristici di altitudini maggiori, e di numerosi esemplari di tasso, un albero molto raro, residuo della vegetazione esistente alcuni milioni di anni fa. Gli affioramenti rocciosi, numerosi soprattutto nella parte meridionale della Riserva, anche con pareti a strapiombo, introducono un forte elemento di diversita' ambientale, importante per la fauna. Le pareti rocciose su cui sorgono le rovine di Castelvecchio costituiscono infatti un ambiente adatto per il rarissimo falco pellegrino, che frequenta la Riserva in inverno. La presenza di rocce calcaree affioranti e' inoltre determinante per Solatopupa juliana, un mollusco gasteropode esclusivo degli affioramenti calcarei della Toscana, della Liguria orientale e dell'Alto Lazio. I tratti piu' pianeggianti delle colline calcaree, un tempo coltivati, come testimoniano i poderi abbandonati sparsi nella zona, sono oggi ricoperti da fitti arbusteti che insieme ai pascoli e alle aree agricole circostanti la Riserva forniscono cibo a numerosi uccelli, tra i quali il raro biancone, che vi trova i serpenti di cui si nutre in maniera quasi esclusiva, l'averla piccola, il saltimpalo e il codirosso, tre passeriformi in preoccupante diminuzione a causa delle trasformazioni del paesaggio subentrate con l'agricoltura intensiva

DA GAMBASSI TERME A SAN GIMINIANO

DA GAMBASSI TERME A SAN GIMINIANO  Apri
Loc. GAMBASSI TERME, FLORENCE, ITALY - TOSCANA  Navigatore
44 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Gambassi Terme, Certaldo, Castelfalfi
Da Gambassi Terme inizia una tappa di 13,4 km che si completano in 3 ore circa. Un breve percorso, interessante per la bellezza dei crinali della Val d'Elsa, disseminati di castelli e abbazie, originati dal passaggio della Via Francigena. Si puo' visitare il santuario di Pancole, prima di risalire verso il borgo di Collemucioli, con un tratto di selciato medievale, e da qui alla pieve di Cellole. Infine si sale verso la collina dove svettano le 15 torri di San Gimignano, una delle mete piu' frequentate della Toscana, il suo profilo assume un sapore diverso se viene raggiunta a piedi. Lunghezza Totale (km): 13.4 Percorribilita': A piedi, in mountain bike Tempo di percorrenza a piedi (ore.min): 3.00 Dislivello in salita (m): 344 Dislivello in discesa (m): 329 Quota massima (m): 388 Difficolta': Facile Strade pavimentate: 40% Strade sterrate e carrarecce: 54% Mulattiere e sentieri: 6% Ciclabilita': 97% Come arrivare al punto di partenza: Autolinee SITA (055483651) da Certaldo, Castelfiorentino, Empoli, Firenze, Volterra. COSA VEDERE Gambassi Terme - Era nei tempi antichi una terra di passo, per gli etruschi, trovandosi sulla direttrice e nel dominio di Volterra; per i Romani, in relazione alla via Clodia tra Siena e Lucca; e, nell'alto Medioevo, per i viaggiatori in particolare per i pellegrini che percorrevano la via Francigena, (come l'arcivescovo Sigerico di Canterbury, nel cui itinerario attraverso l'Italia si ricorda, prima del 994, la Pieve di Chianni). E uno spedale vi e' ricordato nel XIII secolo. A Gambassi Terme e' visitabile la Mostra permanente dell'attivita' vetraria. San Giminiano Nella citta' conosciuta per le sue numerose torri e per la vernaccia, le pareti della sala del consiglio del Palazzo Comunale vennero affrescate tra il 1289 e il 1299, con figurazioni cavalleresche e cor tesi che celebravano Carlo II d'Angio', il monarca che, incoronato il 29 maggio 1289, si era preoccupato di rinsaldare le alleanze con i comuni toscani di fede guelfa, fra i quali San Gimignano. Raffigurato sulla parete di fondo della sala, il sovrano costituisce il fulcro delle pitture, assiso in trono e contornato da cor tigiani e falconieri, pare assistere ad una festa indetta in suo onore, che si attuava nei tornei dei cavalieri (registro superiore delle pareti maggiori), nelle battute di caccia (registro inferiore delle stesse) e nella vivace azione di una danza, ritmata al suono di un tamburello e di una viella (registro sottostante Carlo II)

SUVERETO

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Loc. SUVERETO LI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
42 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Campiglia Marittima, Castagneto Carducci, San Vincenzo
Il suo nome deriva dagli alberi nodosi, intricati come sculture e solcati dalle rughe del tempo, che in passato ricoprivano il paesaggio intorno al borgo e che si possono ammirare tuttora: siamo a Suvereto, che significa &bosco di sugheri', incantevole borgo toscano di circa tremila abitanti, in provincia di Livorno. Adagiato nel cuore della Val di Cornia, il borgo e' la culla di importanti aziende vinicole, fa parte dell'associazione &Citta' del Vino' ed e' uno dei Borghi piu' belli d'Italia. Il momento di maggior splendore, per questa piccola grande famiglia stanziatasi nella Maremma, e' stato il XIII secolo: in seguito, tra guerre sanguinose e fulminee battaglie, epidemie e carestie, il paese ha vissuto un periodo buio che ha rischiato di cancellare la cittadella quasi completamente, specialmente tra il XVII e il XVIII secolo. Per circa due secoli la realta' locale e' rimasta bloccata, immobile, e tra gli edifici di Suvereto non si notano testimonianze di quella parentesi oscura: accanto ai palazzo medievali, austeri e affascinanti allo stesso tempo, ci sono gli edifici dell'eta' moderna. Risale ai primi anni del Duecento, ad esempio, il Palazzo Comunale, nonostante l'aspetto attuale sia frutto dei rimaneggiamenti che per secoli si sono susseguiti, modificando la forma originaria. A dominare la costruzione c'e' un'antica torre, detta in passato &della campana' e oggi &dell'orologio', perche' veniva suonata per richiamare gli anziani del borgo in assemblea. Sopra la scalinata d'accesso si apre un bel loggiato, chiamato &loggia dei giudici', in cui si emettevano le sentenze e si prendevano le decisioni piu' importanti per la cittadinanza. Nella parte piu' elevata del borgo si erge invece la Rocca Aldobrandesca, citata nei documenti ufficiali gia' prima dell'anno Mille, oggi formata da tre parti giustapposte: i ruderi della torre antica, risalente al 1164, quattro piani con i solai e le vestigia di una cinta muraria in parte perduta. Varie modifiche sono state apportate col passare dei secoli: alla fine del XVII secolo, siccome non serviva piu' come struttura militare difensiva, la rocca verteva in stato di totale abbandono, ma successivamente venne ristrutturata sino ad assumere l'aspetto odierno. Da vedere, tra gli edifici religiosi, il convento di San Francesco, edificato alla fine del Duecento e di fondamentale importanza per la comunita' di quei tempi, sino alla soppressione Napoleonica del 1808, quando venne progressivamente convertito ad utilizzo civile. Oggi ne rimane un bellissimo chiostro, costituito da un loggiato con archi a tutto sesto, e la chiesa del Crocifisso, adiacente al chiostro di San Francesco e realizzata nel XVI secolo. Il Crocifisso che vi e' custodito e' una pregevole opera lignea del 1420, attribuita a Domenico dei Cori. Un'abitante particolarmente anziana di Suvereto e' la pieve di San Giusto, documentata sin dal 900 ma risalente, nella forma attuale, al 1189, come indica la &firma' degli architetti Barone Amico e Bono di Calci, scalfita sul transetto di sinistra. Pregevole il portale, in stile romanico, con la lunetta e l'architrave decorati

VOLTERRA

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Loc. VOLTERRA PISA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
38 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Castelfalfi, San Gimignano, Gambassi Terme
  Brochure PDF
Volterra e' oggi una citta' dal caratteristico aspetto medievale, dove e' ancora possibile gustare l'atmosfera di un antico borgo, grazie al relativo isolamento che ha limitato lo sviluppo industriale e commerciale, impedendo quello scempio edilizio che spesso accompagna lo sviluppo economico. A Volterra la storia ha lasciato il suo segno con continuita' dal periodo etrusco fino all'ottocento, con testimonianze artistiche e monumentali di grandissimo rilievo, che possono essere ammirate semplicemente passeggiando per le vie del centro storico, ma anche visitando i musei cittadini: il Museo Etrusco, la Pinacoteca Civica, il Museo d'Arte Sacra, l'Ecomuseo dell'Alabastro. Accanto a questi monumenti si puo' trovare un paesaggio incontaminato, una qualita' della vita ancora a dimensione umana e un artigianato artistico unico al mondo: l'alabastro. Volterra moderna e' racchiusa quasi completamente entro la cerchia delle mura duecentesche e che sono il punto di arrivo di un processo di espansione urbana che, iniziata intorno all'anno mille trova la sua conclusione ai primi del 1300 con la costruzione dei sistemi difensivi in prossimita' delle porte principali della citta'. Infatti, la citta' ridotta in forma castrense nel periodo tardo-antico (sec.V) e il cui perimetro e' oggi segnato dal Piano di Castello, Porta all'Arco, via Roma, via Buonparenti, via dei Sarti e via di Sotto, si sviluppa intorno all'antica chiesa di Santa Maria (attuale cattedrale) e al contiguo pratus episcopatus, oggi piazza dei Priori, mentre al di fuori del castrum o castellum, sorgono, dopo l'anno mille il borgo di Santa Maria, attuale via Ricciarelli, perpendicolare alle mura del castello, e il borgo dell'Abate, attuale via dei Sarti, parallelo alle stesse mura. Ai margini del prato sorgono le Incrociate costituite da potenti complessi di torri e che costituiscono il segnale tangibile dello sviluppo urbano verso est, ovest e nord: sono i crux viarum dei Buomparenti, di Sant'Agnolo e dei Baldinotti. Nel corso del duecento sul pratus episcopatus non solo viene costruita la domus comunis (Palazzo dei Priori, 1208) aderente alle absidi del duomo, ma si delimitano anche i termini della stessa piazza e si limitano l'altezza delle torri in misura diversa nelle diverse zone urbane minuziosamente descritte. In asse con il Palazzo dei Priori sorge secondo un uso urbanistico tipicamente toscano la piazza S.Giovanni dove si affacciano tutti gli edifici pertinenti all'azione della chiesa: la cattedrale, il battistero, la casa dell'Opera, l'ospedale di Santa Maria, il cimitero (attuale via Turazza). L'odierno circuito medievale delle mura racchiudeva, fino a pochi anni orsono, quasi tutta la citta' che non ha avuto nei secoli una forte espansione urbanistica rimanendo, pertanto, quasi uguale a se stessa con i suoi quattro borghi medievali, raccordati alla citta' da strade in salita. Sono i borghi di S.Alessandro, sulla via delle Saline guardante la Val di Cecina, di S.Lazzaro, sulla via per Firenze e Siena, di S.Stefano e di S.Giusto, il piu' lontano dalla citta', in prossimita' delle Balze e dominato dalla possente mole della chiesa dedicata al patrono; e' per definizione il borgo di Volterra tanto che, comunemente, si indica con i borghi il borgo di S.Giusto. Alla fine dell'ottocento e nel primo trentennio di questo secolo nella zona di borgo S.Lazzero e' sorto il grande complesso dell'ospedale psichiatrico, trasformato oggi in moderna struttura ospedaliera, dove, l'eclettismo dell'architettura primo novecento si mescola alla grandiosa e tronfia architettura del periodo fascista

MONTALCINO

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Loc. MONTALCINO - TOSCANA  Navigatore
31 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Buonconvento, Bagno Vignoni, Pienza
  Brochure PDF
Montalcino sorge nel cuore della Toscana meridionale. Nel medioevo il territorio di Montalcino era diviso fra quattro circoscrizioni ecclesiastiche: Arezzo, Chiusi, Grosseto e Siena. Questa suddivisone rispecchiava quella dell'antichita', infatti qui si incontravano i territori delle importanti lucumonie etrusche di Arezzo, Chiusi, Roselle (Grosseto) e forse anche di Volterra. Molti reperti di questa epoca sono ancora oggi conservati nel museo Archeologico di Montalcino. La storia medievale della zona presenta innumerevoli punti oscuri, in quanto tutta la documentazione inerente era conservata nel distrutto archivio dell'Abbazia di Sant'Antimo, da cui il castello stesso dipendeva. Anche il fatto che la via Francigena passasse ad est del borgo, presso l'odierno pese di Torrenieri, non ci ha aiutato a reperire notizie storiche antecedenti alla seconda meta' del 1100. Le notizie partono dalla fine del XII° secolo, con Montalcino gia' comune autonomo alleato di Siena durante la guerra, persa, contro Firenze del 1176. Ben presto Montalcino si trovo' a dover contrastare le mire espansionistiche di Siena e l'alleanza fu rotta, addirittura nel 1200 il castello fu distrutto dall'esercito senese, momentaneamente in tregua con quello fiorentino, impegnato anch'esso ad eliminare l'analogo ostacolo costituito da Semifonte. La ripresa della guerra con Firenze impedi' ai senesi di completare la conquista di Montalcino. Il castello rimase comunque sotto il protettorato della Chiesa e del Comune di Siena. Dopo un tentativo fallito di conquistare di nuovo l'autonomia, nel 1232 il castello fu rioccupato e costretto ad una nuova alleanza con Siena. Dopo l'ennesima rivolta il castello fu di nuovo espugnato dai senesi nel 1252 ma perso subito dopo grazie all'intervento di Firenze e Grosseto. A Montaperti i montalcinesi erano schierati con Firenze contro Siena e la vittoria di quest'ultima non fece altro che portarli ad una nuova perdita di autonomia. Nel 1269 Siena fu nuovamente sconfitta, a Colle, e Montalcino di nuovo libera. Solo dopo la meta' del XIV° secolo Montalcino torno' sotto il controllo di Siena. Risale a questo periodo la costruzione della Rocca col fine di controllare il centro cittadino. Ormai Montalcino era Senese e nel XV° secolo divenne uno dei centri piu' importanti del territorio della Repubblica. Nel secolo successivo la citta' e il castello resistettero all'assedio dell'esercito Imperiale e Mediceo nel 1553 durante la guerra che porto' alla definitiva capitolazione senese nel 1555. Dopo la resa molti cittadini senesi raggiunsero Montalcino dove, capitanati da Piero Strozzi, fecero rivivere in esilio la Repubblica. La citta' divenne il capoluogo dei territori ancora non conquistati dai fiorentini e resistette fino al 1559 quando, ormai isolata dalla caduta di Talamone e Castiglione della Pescaia, fu offerta la resa e giurata fedelta' a Cosimo de' Medici. Il castello e' ancora oggi praticamente intatto. Come detto la sua costruzione fu iniziata nel 1361 sul vertice meridionale delle preesitenti mura cittadine del 1200, incorporando il mastio di S.Martino, il torrione S.Giovanni. L'aspetto e quello classico di castello-recinto con pianta pentagonale dotato di torri a tutti gli angoli. La torre di sud-est e' affiancata dal cassero. Le mura e le torri sono dotate di camminamento di ronda esterno aggettante, sorretto da archetti su beccatelli a piramide rovesciata, ancora oggi interamente percorribile. Le torri settentrionali sono aperte sul lato interno. Il castello incorporo' anche un'antica basilica a tre navate, poi ridotta ad una per fungere da cappella alla fortificazione, della quale sono ancora visibili i resti presso la torre nord-est. Sul lato sud si estende il possente bastione mediceo, aggiunto da Cosimo alla meta' del 1500.

BUONCONVENTO

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Loc. BUONCONVENTO SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
28 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Montalcino, Bagno Vignoni, Pienza
Non a caso il nome deriva dal latino 'bonus conventus', cioe' luogo felice, comunita' fortunata. E se si aggiunge che recentemente e' stato inserito nel Club dei Borghi piu' belli d'Italia la tentazione diventa quasi irresistibile: viene voglia di partire alla volta della Toscana per fermarsi in provincia di Siena, nel cuore della Valle dell'Ombrone, alla scoperta di Buonconvento. Situato alla confluenza del fiume Arbia nell'Ombrone, popolato da circa 3 mila abitanti e inserito nel Circondario delle Crete Senesi insieme ad altri quattro comuni, Buonconvento e' un centro incantevole di origine medievale che si regge prevalentemente sull'agricoltura, in particolare sulla coltivazione della vite, ma in maniera sempre piu' forte anche sul commercio e il turismo. Ad attirare i turisti, oltre al paesaggio verdeggiante e idilliaco che abbraccia l'abitato, ci sono numerose bellezze di grande valore storico, architettonico e artistico, a partire dalla massiccia cinta muraria trecentesca che testimonia il gusto delle antiche costruzioni senesi, e un tempo racchiudeva al suo interno tutte le case del borgo. Non c'erano aperture nella fortificazione, ad eccezione di due porte con infissi di legno e robuste ferrature: Porta Senese era l'ingresso sul lato nord, verso Siena, mentre Porta Romana guardava a sud, ma venne distrutta dai tedeschi in ritirata nel 1944. Il borgo ha mantenuto per molti secoli il suo aspetto originario, ma nel corso dell'Ottocento ha conosciuto una spiccata evoluzione grazie alla costruzione di nuovi edifici a ridosso delle mura, tra cui il bel Teatro dei Risorti. All'interno delle mura il cuore di Buonconvento e' tagliato in due parti da via Soncini, strada principale intitolata a un'antica famiglia del luogo, su cui si affacciano i palazzi del potere. Come il Palazzo Podestarile, con la torre trecentesca a pianta rettangolare e gli archi gotici che agghindano la facciata, arricchita da ben 25 stemmi di pietra corrispondenti ad altrettanti podesta'. Poco lontano c'e' il Palazzo Comunale, con l'elegante facciata in mattoni, e ancora il Palazzo Taja, realizzato sempre in mattoni nella seconda meta' del XVIII secolo per volere di una famiglia nobile cittadina. Completano la rassegna Palazzo Borghesi, del XIV secolo, tutto agghindato di stemmi, e il Palazzo del Glorione, appartenuto in passato allo Spedale di Santa Maria della Scala, oggi sede del Museo della Confraternita della Misericordia

PALAZZO DEI PRIORI

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Loc. PALAZZO DEI PRIORI, PIAZZA DEI PRIORI, 1, VOLTERRA PI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
38 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Castelfalfi, Gambassi Terme, San Gimignano
La Piazza dei Priori e' il centro della citta' medievale, del cui passato splendore sono testimonianza gli edifici che vi si affacciano. Il piu' antico e' il Palazzo dei Priori, attuale Municipio, opera di Riccardo da Como, le cui fondamenta furono gettate nel 1208 e la cui costruzione fu completata attorno alla meta' del XIII secolo. La facciata ha subito nel tempo notevoli rimaneggiamenti: nel 1472, perduta Volterra la liberta' comunale, furono abbattuti la loggia e l'arringo e chiuse le due porte di destra che davano accesso all'edificio; si notino le terrecotte e gli stemmi, affissi in memoria dei Commissari che governarono la citta', i leoni, simbolo del dominio fiorentino, sui pilastri laterali, e, tra le finestre del piano terra, incisa nel tufo, la misura dell'antico Comune, la 'Canna Volterrana'. Mentre le finestre del secondo e terzo piano conservano la primitiva struttura romanica, quelle del primo sono state ritoccate e presentano bifore trilobate sormontate da arco leggermente acuto. L'orologio, che rompe l'uniformita' della facciata, e' stato aggiunto molto piu' tardi, come i merli eretti per consolidare il coronamento dell'edificio. L'antica torre terminava alla prima merlatura con un castello in legno a sorreggere la campana ma la scarsa stabilita' del castello indusse i Volterrani, dopo il terremoto del 1846, alla costruzione dell'attuale sovrastante struttura in pietra. La porta di ingresso immette nel vestibolo dalla volta a crociera, ornato di stemmi e medaglioni in smalto. Sulla parete della scalinata che sale al primo piano, l'affresco della Crocifissione di Pier Francesco Fiorentino (sec. XV). Sul ripiano della seconda rampa si apre la bella Sala del Consiglio Comunale il cui soffitto, un tempo a travatura in legno, assunse l'attuale struttura a volta a doppia crociera nel 1516. Sulla parete di fondo spicca l'affresco di Iacopo di Cione Orcagna: l'opera, terminata nel 1383 e gravemente danneggiata nel corso dei secoli, e' stata trasferita su tela, dando alla luce la sinopia esposta nell'attigua Saletta della Giunta. Al centro dell'affresco e' dipinta l'Annunciazione, ai lati quattro figure di Santi: a sinistra Cosma e Damiano, a destra Giusto e Ottaviano. Sulla parete destra una tela, raffigurante le Nozze di Cana, di Donato Mascagni, detto Frate Arsenio (1579-1631). Passati nella Saletta della Giunta, si puo' ammirare il 'Giobbe', ancora del Mascagni, la 'Nativita' di Maria' di Gian Domenico Ferretti (sec. XVIII), la settecentesca 'Adorazione dei Magi' di Ignazio Hugford; da osservare il 'San Girolamo', trasportato in questa sede da una parete della scala del palazzo, che la critica attribuisce a Luca Signorelli. Notevoli due sculture di artisti volterrani contemporanei: il 'Vitellino' di Raffaello Consortini e la 'Donna Siciliana' di Mino Trafeli

GROSSETO

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Loc. GROSSETO - TOSCANA  Navigatore
44 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia, Magliano in Toscana
Grosseto e' una delle province della regione toscana situata nella pianura della Maremma a circa 12 km dalla costa tirrenica. Il territorio sotto la sua provincia comprende 28 comuni ed e' prevalentemente collinare ed in piccola parte montuoso. Si tratta di una zona turistica molto rinomata che offre localita' di rara bellezza come l''Argentario, Follonica, Castiglion della Pescaia, bellissime isole come l''Isola del Giglio e Giannutri e localita' di turismo invernale sul Monte Amiata. Grosseto ha origini etrusche ma si trova menzionata per la prima volta in documenti attendibili dell''803 d.c. come insediamento ''il loco Grossito'' che divenne feudo degli Aldobrandeschi nel 973. Durante il dominio di questo casato Grosseto passo' un periodo piuttosto florido di espansione e arricchimento. Nel XIV secolo la citta' venne sottomessa dal potere di Siena e da li' inizio' un periodo buio dovuto al dilagarsi della Peste Nera e alle frequenti incursioni dgli Aragonesi. Il dominio senese termino' nel 1559 quando Grosseto venne annessa al Granducato di Toscana sotto Cosimo I de' Medici. Nel XVI secolo vennero costruite le mura che circondano la citta' che venne arricchita di palazzi e chiese. Il dominio mediceo duro' sino al 1735 e Grosseto passo' sotto il dominio dei Principi Lorena grazie ai quali la citta' riprese un lento ma notevole recupero. Durante la seconda guerra mondiale la citta' di Grosseto e' stata gravemente danneggiata dai bombardamenti

SIENA

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Loc. SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
24 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Monteriggioni, Radda in Chianti, Buonconvento
Siena e' uno sei capoluoghi di provincia della regione Toscana e si trova nella parte collinare della regione tra le sorgenti dell''Arbia e dell''Elsa, su tre colli coperti da vigneti ed uliveti tipici della campagna del Chianti. E'' una delle piu' belle citta' d''Italia e del mondo grazie al suo patrimonio artistico e culturale che viene garantito anche da manifestazioni quali il famosissimo palio. Storicamente Siena venne fondata dagli Etruschi e divenne colonia militare romana col nome di Senio. Nel XIV secolo sotto governo guelfo, la citta' fu arricchita dei suoi monumenti mentre alla fine del secolo venne segnata duramente da una grave carestia seguita dalla peste nera. A meta' del XVI secolo Siena fu sconfitta dai fiornetini e fu assegnata ai Medici. In seguito fu sotto il dominio dei Lorena grazie ai quali Siena ebbe un periodo di ripresa economica e dopo aver aderito al Risorgimento, fu la prima citta' toscana a votare per l''annessione al Regno d''Italia

BAGNO VIGNONI

BAGNO VIGNONI  Apri
Loc. BAGNO VIGNONI - TOSCANA  Navigatore
42 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Pienza, Montalcino, Abbadia San Salvatore
Sembra che il cielo si sia rovesciato in basso, nella campagna morbida della Toscana, e le case rustiche di un villaggio si siano riunite intorno ad esso, curiose di vedere questo lembo d'azzurro sceso in terra. Sono le case di Bagno Vignoni, riunite intorno ad una vasca d'acqua che fa da specchio al cielo, con le sue luci mutevoli, le nuvole veloci e le costellazioni. Siamo in uno dei borghi piu' suggestivi della Toscana: potrebbe trovarsi in un quadro, invece e' nel cuore della Val d'Orcia, compreso nel territorio comunale di San Quirico d'Orcia, in provincia di Siena. Ad accrescerne la bellezza c'e' il paesaggio circostante, che come una ghirlanda rigogliosa intreccia filari d'uva, schiere d'ulivi argentei, campi di girasoli e pascoli di un verde fragrante. Ma il tesoro piu' prezioso custodito da Bagno Vignoni sono le terme, che regalano al borgo un aspetto tutto speciale: le acque termali, note dall'epoca romana, sgorgano dal suolo vulcanico e affiorano in una grande vasca a cielo aperto. Intorno ad essa, a specchiarsi vanitose, si sono riunite le case, le locande e le botteghe del paese. Come una piazza, ma fatta di acqua, la vasca termale e' il fulcro della cittadina, e intorno ad essa si svolgono i momenti piu' importanti della vita paesana. Perche' l'attivita' termale del posto diventasse famosa si e' dovuto aspettare il medioevo, anche se le prime testimonianze a riguardo sono piu' antiche. A poco a poco, col passare del tempo, tanti personaggi storici hanno trascorso un periodo a Bagno Vignoni, come Caterina da Siena, Papa Pio II Piccolomini e Lorenzo il Maginifico. Le autorita' e le istituzioni che di volta in volta hanno dominato il territorio si sono occupate delle terme con cura e amore, e ancora oggi possiamo beneficiare di strutture accoglienti e confortevoli. Rispetto alle terme originarie, oggi non e' possibile fare il bagno direttamente nella Piazza delle Sorgenti, ma sono poco lontane le moderne strutture del centro: qui si trovano le piscine alimentate dalla medesima acqua, e si ha la possibilita' di fare fanghi, irrigazioni e inalazioni. Le acque ipertermali, con una temperatura di 52°C circa, sono bicarbonato-solfato-alcalino-terrose. Benche' le terme di oggi costituiscano la principale attrazione turistica del paese, la parte piu' caratteristica di Bagno Vignoni resta il centro storico, con la vasca antica, le casette in pietra, e un dedalo affascinante di stradicciole acciottolate. Accanto allo specchio d'acqua, perla luminosa del centro, sorge la chiesa di San Giovanni Battista, un bell'edificio sacro a navata unica, con una facciata semplice e lineare. All'interno si possono ammirare alcune opere d'arte, tra cui un dipinto di scuola senese raffigurante Santa Caterina da Siena, con Bagno Vignoni sullo sfondo, realizzato nel XVIII secolo. All'esterno invece, sotto il portico frontale, si trova la piccola cappella dedicata alla stessa santa, eretta nel 1660 e contenente, in origine, un affresco di Cristo risorto, oggi spostato nella chiesa di San Giovanni Battista

SAN GIMIGNANO

SAN GIMIGNANO  Apri
Loc. SAN GIMIGNANO - TOSCANA  Navigatore
37 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Certaldo, Poggibonsi, Gambassi Terme

San Gimignano rises on a hill (334m high) dominating the Elsa Valley with its towers. Once the seat of a small Etruscan village of the Hellenistic period (200-300 BC) it began its life as a town in the 10th century taking its name from the Holy Bishop of Modena, St. Gimignano, who is said to have saved the village from the barbarian hordes. The town increased in wealth and developed greatly during the Middle Ages thanks to the Via Francigena the trading and pilgrim's route that crossed it. Such prosperity lead to the flourishing of works of art to adorn the churches and monasteries.In 1199 it became a free municipality and fought against the Bishops of Volterra and the surrounding municipalities. Due to internal power struggles it eventually divided into two factions one headed by the Ardinghelli family (Guelphs) and the other by the Salvucci family (Ghibellines). On the 8th May 1300 Dante Alighieri came to San Gimignano as the Ambassador of the Guelph League in Tuscany.

SAN CASCIANO DEI BAGNI

SAN CASCIANO DEI BAGNI  Apri
Loc. SAN CASCIANO DEI BAGNI SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
23 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Monteriggioni, Poggibonsi, Radda in Chianti
Bandiera Arancione e Borgo piu' bello d'Italia all'estremo sud della provincia di Siena, San Casciano dei Bagni e' un teatro a cielo aperto che non rinnega la tradizione popolare e enogastronomica. Celle sul Rigo, frazione del borgo (e per alcuni anni casa del poeta Carducci), e' la culla di uno degli emblemi della cucina toscana, i 'pici', gustosissimo formato di pasta, simile allo spaghetto ma di diametro molto piu' consistente, rigorosamente fatto a mano e condito al ragu', alle briciole e all' 'aglione' (sugo di aglio e pomodoro). Anche San Casciano dei Bagni e' una Citta' dell'Olio, una Citta' del Vino e una Citta' della Chianina. Grande e' la fama di questa piccola localita', alle pendici del monte Cetona, grazie anche alle terme Fonteverde, considerate tra le piu' belle ed eleganti al mondo, che possono vantare ben 42 sorgenti. Ma e' riduttivo fermarsi qui. San Casciano dei Bagni e' attivissima sul fronte culturale, scelta spesso da artisti e intellettuali come scenografia indispensabile alle proprie rappresentazioni: qui e' stato ambientato, per esempio, Non ti muovere di Sergio Castellitto. La storia di San Casciano dei Bagni e' intimamente legata alle sue sorgenti termali, probabilmente apprezzate gia' dagli etruschi anche se si deve ai romani il loro sfruttamento piu' intenso. Sembra che lo stesso imperatore Ottaviano Augusto venne a curarsi presso questa localita'. L'area conta di ben 42 sorgenti termali che sgorgano a 42 °C di temperatura. E' il volume di acque che impressiona i visitatori dato che la portata complessiva delle sorgenti raggiunge i 5,5 milioni di metri cubi di acque, valore che rende San Casciano dei Bagni la terza localita' in Europa per flusso di aque termali. Il successo psso' fasi alterne tra periodi aurei e decadenza, ma recentemente l'interesse verso le proprieta' terapeutiche di queste storiche acque sta ritornando agli antichi fasti dopo la realizzazione del celebre Centro Termale Fonteverde. Il Centro Termale Fonteverde e' stato ricavato a partire da un elegante portico mediceo, che era stato fatto costruire all'inizio del 17° secolo dal Granduca Ferdinando. Ora il sito e' uno dei resort termali a 5 stelle piu' importanti nel mondo. Le acque della fonte contengono salutari minerali come il magnesio, il calcio, il fluoro e contengono zolfo, tutti da assimilare nelle varie vasche del complesso o seguendo l'esclusivo percorso Bioaquam. Le altre sorgenti di San Casciano dei Bagni Il Bagno della Ficoncella e' considerata una delle fonti storiche piu' importanti. E' adornata da un bel portico voluto dal Granduca di Toscana Ferdeninando I. Il Bagno Grande era detto anche il gorgo per la grande forza con cui esce l'aqua calda da questa sorgente, la piu' copiosa fra tutte. Non distante si trova il Bagno Bossolo famoso per le proprieta' curative delle acque sulle lesioni da ustioni. Infine e' da ricordare la Doccia della Testa, da sempre una delle sorgenti piu' note dagli abitanti del luogo che la consideravano una delle piu' rinomate della zona

IL PALIO

IL PALIO  Apri
Loc. SIENA SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
24 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Monteriggioni, Radda in Chianti, Poggibonsi
  Brochure PDF
Il Palio e' l'anima di Siena, essenza dello spirito di appartenenza alla citta'. Deriva da una tradizione molto antica: il primo embrione della manifestazione risale alla battaglia di Montaperti del 1260, quando la giostra conclusiva per le cerimonie dell'Assunzione divenne il simbolo dell'Indipendenza di Siena sotto la protezione della Vergine. Da quel momento, ogni anno l'usanza si rinnova nel tradizionale Palio di Siena, che si svolge il 2 luglio (giorno della Madonna di Provenzano) e il 16 agosto (giorno della Madonna Assunta). Ancora oggi il Palio fa riferimento al regolamento del 1656, che sancisce la nascita ufficiale del Palio delle Contrade e Piazza del Campo come location del Palio. Protagoniste del Palio, le 17 contrade cittadine: Bruco, Aquila, Civetta, Chiocciola, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone. Ogni anno, pero', sono solo 10 le contrade che possono partecipare alla gara: le 7 contrade escluse l'anno precedente e 3 estratte a sorte. Il momento cruciale del Palio e' senza dubbi la 'mossa', quando il mossiere abbassa il canapo per dare inizio alla corsa. E' il momento in cui tutta la citta' trattiene il fiato. Si tratta, infatti, dell'unica gara al mondo in cui alla partenza tutto e' permesso: colpi bassi, ostacoli agli avversari, cambi di posto. Ogni azione dei fantini, durante la mossa, e' pensata e voluta: e' il momento piu' determinante della competizione e determina l'esito dell'intera corsa. La mossa puo' durare da pochi minuti a oltre un'ora, solo il mossiere ha facolta' di decidere il giusto momento per abbassare il canape e far partire la corsa. la corsa del palio di siena Il mossiere, figura fondamentale del Palio, viene nominato dall'Amministrazione Comunale su proposta dei Capitani. Per vincere bisogna compiere tre giri del Campo, vincendo il rischio delle curve storiche del Casato e di San Martino. I fantini cavalcano a pelo, cioe' senza sella e valgono anche le vittorie a cavallo 'scosso' (con cavaliere caduto). Per i turisti e' uno spettacolo sorprendente, ma lo e' ancora di piu' per i Senesi. E' una festa a cui i cittadini tengono molto e da tempo memorabile, a cui dedicano tempo, convinzione e prove. Percio', se vi dovesse capitare di visitare la citta' nei giorni del Palio, non dimenticate di portare rispetto alla manifestazione, respirando a pieno quel surreale clima di tensione e gioia che si respira in citta'

ZAFFERANO DI SAN GIMIGNANO DOP

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Loc. SAN GIMIGNANO SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
37 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
Altitudine: 327 mt. s.l.m.  Area Certaldo, Poggibonsi, Gambassi Terme
  Brochure PDF
Lo Zafferano di San Gimignano e' un prodotto italiano a denominazione di origine protetta, estratto dalla pianta del Crocus sativus, la cui produzione e' consentita solamente nel territorio del comune di San Gimignano. Il Crocus Sativus viene piantato alla fine del mese di agosto, e la pianta fiorisce in un tempo relativamente breve, in quanto gia' intorno alla fine di settembre i fiori possono essere raccolti. La raccolta, cosi' come le altre parti del processo di lavorazione del prodotto, e' da effettuarsi rigorosamente a mano, in quanto un procedimento di tipo meccanico rischierebbe di rovinare irrimediabilmente i pistilli. Dopo la raccolta dei fiori, avviene la separazione degli stessi dai pistilli, i quali vengono successivamente fatti essiccare; diverse sono le modalita' con cui questo processo puo' avere luogo: dalla piu' classica e naturale esposizione solare al posizionamento in forno, passando per l'utilizzo di fiamme o bracieri. Una volta pronti, i pistilli vengono tritati a manualmente e stoccati in attesa del commercio, che avviene solitamente in porzioni particolarmente ridotte. Nel 1202 per esempio, dando in pegno a Semifonte due libbre di zafferano ci si procurava denaro contante piu' facilmente che offrendo servi o terre. Nel 1228 il Comune di San Gimignano, per sostenere le spese dell'assedio del Castello della Nera, e' costretto a contrarre dei mutui con i banchieri colligiani ed al momento della restituzione oltre che al denaro, una parte del prestito fu pagata nell'equivalente valore dato allo zafferano. Inoltre si potevano pagare le masnade e come omaggio agli ambasciatori, Vicari e Vicere. Nel 1228 al Podesta' di San Gimignano, Gregorio, furono rimborsate le spese del vitto consumato durante un breve viaggio .in uno cappone et una gallina et in quattuor fercolis carnium porchi e in ovis et pipere et croco. Grande era la considerazione in cui era posto lo zafferano di San Gimignano tanto che negli statuti di Volterra del 1252 si rileva fosse fatta pagare una gabella di due denari per ogni libbra quod emerit illi de Sancto Geminiano. Proprio perche' era un prodotto ritenuto prezioso furono emanate leggi, sia per garantirne il peso, sia per tutelarne la qualita' come il bando del podesta' di San Gimignano Bernardino Bianco dei Malevoli del 31 dicembre 1261 ognuno compri o venda frutti o capi (bulbi) di zafferano a staio (litri 15,2) da biade colmo e nessuno tenga staio largo con cui si solevano detti frutti misurare. Lo zafferano veniva impiegato quasi esclusivamente per le tinture ma anche in medicina e naturalmente in cucina

VIA DEL CHIANTI

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Loc. POGGIBONSI - TOSCANA  Navigatore
37 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area San Gimignano, Monteriggioni, Certaldo
  Brochure PDF
Per avere diritto a una denominazione non e' sufficiente, infatti, la provenienza da un determinato territorio, ma devono anche essere rispettate tutte le regole previste dal disciplinare di produzione, che stabiliscono le condizioni e i requisiti necessari perche' un vino possa fregiare della D.O.C.G. Chianti Classico. Oltre alla zona di produzione, altro requisito fondamentale riguarda la base ampelografica and ovvero i tipi di uva che possono concorrere alla realizzazione di un vino and che prevede una percentuale minima dell'80% di Sangiovese, il vitigno a bacca rossa tipico della zona. Insieme al Sangiovese possono essere presenti, in una percentuale massima del 20%, altri vitigni a bacca rossa tra quelli autoctoni, come il Canaiolo e il Colorino, e quelli 'internazionali', come il Cabernet Sauvignon e il Merlot, raccomandati e/o autorizzati nella zona di produzione. Tra le principali caratteristiche organolettiche indicate dal disciplinare troviamo il colore rubino che puo' divenire talvolta, secondo l'origine, intenso e profondo; l'odore con note floreali di mammole e giaggiolo unite a un tipico carattere di frutti rossi; e il sapore armonico, asciutto, sapido, con una buona tannicita' che si affina col tempo al morbido vellutato. Altri requisiti richiesti sono la gradazione alcolica minima di 12 gradi per il vino giovane e di 12,5 gradi per la Riserva, l'estratto secco netto minimo di 24 g/l e l'acidita' totale minima di 4,5 g/l. Oltre a questo, il disciplinare impone importanti fattori produttivi: ad esempio, stabilisce che la resa dell'uva a ettaro non puo' superare i 75 quintali dopo 4 anni dall'impianto e che la resa dell'uva in vino non puo' essere superiore al 70%, ovvero 52,5 ettolitri di vino per ettaro. Inoltre, stabilisce che le operazioni di vinificazione, conservazione e imbottigliamento devono avvenire esclusivamente all'interno della zona di produzione e che l'immissione al consumo e' consentita dal 1 ottobre successivo alla vendemmia. Per la Riserva e' previsto un invecchiamento minimo obbligatorio di 24 mesi, di cui almeno 3 di affinamento in bottiglia. Anche per quanto riguarda l'etichetta, il disciplinare detta alcune regole che si aggiungono a quanto gia' stabilito dalle specifiche norme vigenti in materia. In primo luogo, l'etichetta deve riportare l'indicazione 'Chianti Classico' con la specifica di 'Denominazione di Origine Controllata e Garantita' ed evidenziare l'annata di produzione delle uve. Il nome del vino puo' identificarsi con quello dell'azienda o di un marchio, oppure puo' essere un nome di fantasia o l'indicazione del vigneto di provenienza. In ogni caso, non possono essere utilizzati i termini extra, fine, scelto, selezionato, superiore, vecchio e simili. Il Sangiovese: l'anima del Chianti Classico Presente con una percentuale che da un minimo dell'80% puo' giungere fino al 100%, il Sangiovese e' la vera anima del Chianti Classico. Si tratti di terreno o di clima, il Sangiovese e' un'uva molto sensibile ai fattori esterni ed e' davvero difficile individuare un altro vitigno che sappia cosi' bene interpretare le caratteristiche di un suolo e modificare i propri profumi a seconda del terreno in cui nasce. Cosi', un bouquet floreale rimanda alle arenarie, l'aroma di frutti di bosco al calcare e il profumo di tabacco fresco al tufo, ma sempre, quale che sia la zona di origine, si deve ritrovare quel sentore di viola mammola che lo stesso disciplinare di produzione individua come elemento caratterizzante e specifico del Chianti Classico. Il Chianti Classico giovane e la Riserva Nei primi anni di vita, il Chianti Classico e' profumato, fruttato, rotondo e presenta un colore rubino brillante. Ma il Sangiovese e' un'uva da medio-lungo invecchiamento e, se utilizzato in percentuale molto elevata o in purezza come e' previsto per il Chianti Classico, puo' dare vita a prodotti di grande corpo e notevole complessita', capaci di affrontare non pochi anni di invecchiamento. Naturalmente, a stabilire la qualita' finale del prodotto concorrono vari fattori: e' di grande importanza l'andamento stagionale, che nelle annate migliori garantisce una maturazione perfetta e omogenea delle uve, ma anche il lavoro dell'uomo in vigna, sia durante le fasi colturali che in vendemmia. Dell'intera produzione di Chianti Classico, un 20% circa viene oggi destinato alla Riserva, vino dal colore rosso cupo tendente al granato, dal profumo di spezie e piccoli frutti di bosco, dalla struttura importante, elegante e vellutato. Le uve migliori vengono destinate alla Riserva fin dalla vendemmia e le loro proprieta' si arricchiscono quando conoscono i legni. Un tempo si utilizzavano grandi botti in castagno o rovere, oggi si preferisce ricorrere a contenitori di rovere di piu' modeste dimensioni, che accelerano i processi evolutivi e permettono maggiori cessioni dei loro aromi nel prodotto. Il vino soggiorna nel legno per un periodo piu' o meno lungo a seconda delle dimensioni della botte, poi affronta l'ultimo passaggio prima di entrare sul mercato, l'affinamento in bottiglia

PICI SENESI

PICI SENESI  Apri
Loc. SIENA SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
24 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Monteriggioni, Radda in Chianti, Poggibonsi
I pici (o pinci) sono il primo piatto della gastronomia senese: grossi spaghetti fatti con la farina di grano tenero, anziche' con la semola di grano duro. Era il tipico piatto povero dei contadini, perche' gli ingredienti sono limitati ad acqua e farina. Possono essere fatti a mano, grossolani ed irregolari, oppure a macchina, con un diametro costante di 3-4 mm. Vengono prodotti da molti dei 20 pastifici delle provincie di Siena e Grosseto, dove e' possibile acquistare direttamente pici freschi sfusi, ma alcuni provvedono al confezionamento e alla distribuzione nei negozi alimentari della zona. I contadini si accontentavano di condirli con pochissimo olio ed un trito di cipolla, ma si gustano meglio con cacio e pepe, al ragu' di nana (e' l'appellativo toscano dell'anatra), con sugo di salciccia e funghi oppure salciccia, patate e fagioli, o con i condimenti piu' gettonati: le briciole di pane ed il sugo all'aglione, fatto con pomodoro, carote, sedano, cipolla e molto, molto aglio. Ecco i pochi ingredienti che fanno dei pici uno dei piatti piu' caratteristici della Toscana e del senese: acqua, farina e poco sale, impastati a mano fino a formare delle rozze cordicelle e poi cotte in acqua salata per 5 minuti. Per preparare i pici fatti a mano, si impasta energicamente per 10 minuti farina di grano tenero tipo 0 (1 Kg), acqua tiepida (mezzo litro) ed una presa di sale. Molto importante e' la qualita' della farina, che deve essere quella adatta per la pasta fresca, ovvero con bassa elasticita' (non dobbiamo fare il pane) e sopratutto basso contenuto in ceneri (che causano un veloce imbrunimento dell'impasto). C'e' chi aggiunge un uovo per ogni chilo di farina, in modo da dare un po' di colore ed ottenere un'impasto meno duro. C'e' anche chi usa farina di grano duro (semola macinata), nella proporzione di 1 parte di grano duro e 3 parti di grano tenero. Si puu' anche aggiungere dell'olio extra vergine di oliva. Dopo aver lasciato riposare l'impasto per mezz'ora, lo si stende in una specie di sfoglia alta un centimetro, dalla quale si ricavano delle piccole strisce che vengono lavorate tra le mani filando il picio piu' sottile ed uniforme possibile. La pasta di pici cosi' formata viene stesa su un panno di stoffa e impolverata con semola di grano duro o farina di granoturco, per evitare che si appiccichino. I pici sono un primo piatto condito con vari tipi di condimento: quello classico con cacio e pepe, oppure con pomodoro e aglio (pici all'aglione), con briciole di pane (pici alle briciole) ma anche con sugo di anatra oppure sugo di salciccia, patate e fagioli. Pici cacio e pepe: fondete 2 noci di burro in una padella aggiungendovi il pepe nero. Una volta cotti i pici metteteli nella padella con un cucchiaio di acqua di cottura. Rimescolate a fuoco lento e aggiungete il Pecorino Toscano grattugiato a scaglie grandi. Utilizzate altre scaglie di pecorino per guarnire il piatto. Niente a che vedere con certi ristoranti che usano condimenti pronti a base di formaggio. Tempo di preparazione: 5 minuti. Pici all'Aglione: schiacciate 4 spicchi d'aglio e fateli soffriggere nell'olio d'oliva a fiamma bassa. Quando l'aglio si e' indorato, aggiungete un peperoncino spezzettato e 4 pomodori tagliati a dadini, avendo cura di eliminare per quanto possibile i semi, salate e fate cuocere fino a che la salsa sia ben insaporita e densa. Appena i pici sono cotti scolateli, versateli in padella con la salsa all'aglione e saltateli leggermente. Tempo di preparazione: 20 minuti. Pici alle briciole: spezzettate 100 g di mollica di pane non condito e frullatela con il mixer. Scaldate 3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva in una padella e fate rosolare a fuoco molto dolce 2 spicchi d'aglio schiacciati e poco peperoncino, poi rialzate un po' la fiamma e unite la mollica che fate rosolare fino a leggera colorazione. Tempo di preparazione: 5 minuti

MUSEO ETRUSCO GUARNACCI

MUSEO ETRUSCO GUARNACCI  Apri
Loc. VOLTERRA - TOSCANA  Navigatore
38 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Castelfalfi, San Gimignano, Gambassi Terme
  Brochure PDF
La suggestiva 'modernita'' delle forme allungate dell'Ombra della sera o lo sguardo inquietante dei due anziani coniugi raffigurati sull'Urna degli sposi valgono da soli una visita al Guarnacci, uno dei piu' antichi Musei pubblici d'Europa. Il bel palazzo dove sono esposte le migliaia di testimonianze del passato etrusco e romano di Volterra, l'arredo di alcune sale, alcuni criteri dell'esposizione sono anch'essi storia di un certo modo di fare cultura. Pertanto, quanti oggi visitano il Museo hanno, forse, l'impressione di trovarsi di fronte a un Museo dai due volti e, diremmo, dalle due anime: una antica, riflessa in sale con vecchi mobili e moltissimi oggetti spesso collocati gli uni accanto agli altri solo perche' sono fatti dello stesso materiale, e una contemporanea, rispecchiata in spazi di concezione attuale con pochi significativi reperti corredati di didascalie e pannelli esplicativi. Il Museo nasce alla meta' del Settecento in quel periodo di intensi studi e ricerche sulle antichita' italiche durante il quale Volterra fu una vera e propria capitale culturale. E' anche uno dei musei etruschi piu' antichi ed importanti d'Italia. In esso sono conservati la maggior parte dei materiali provenienti da scavi e ricerche a Volterra e nel suo territorio. Il nucleo principale del museo e' costituito da circa 600 urnette funerarie etrusche, destinate a raccogliere le ceneri dei defunti. La produzione si diffuse a Volterra fra il IV e il I secolo a. C. usando vari materiali: terracotta, pietra, alabastro. Le urne piu' significative sono in alabastro, materiale facile da modellare e che si prestava anche ad essere dipinto. Fra i reperti piu' famosi vi e' l'Ombra della Sera, un bronzetto etrusco dalla caratteristica forma allungata, la Stele di Avile Tite, l'Urna degli Sposi

RISERVA NATURALE DI BERIGNONE

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Loc. RISERVA NATURALE DI BERIGNONE, PI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
28 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area San Gimignano, Gambassi Terme, Castelfalfi
Siamo in presenza di un territorio quasi interamente boscato che si estende nell'alta Val di Cecina nei territori comunali di Volterra e, in parte, di Pomarance, su demanio agro-forestale regionale. L'area riveste una grande importanza paesaggistica e naturalistica, per l'ottimo stato di conservazione, l'elevata naturalita', la notevole biodiversita' dei luoghi. L'area e' solcata da due principali corsi d'acqua, i torrenti Sellate e Fosci, mentre il fiume Cecina segna i confini meridionali

MONTERIGGIONI

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Loc. MONTERIGGIONI SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
28 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Poggibonsi, Siena, Radda in Chianti
Il Castello di Monteriggioni a vederlo da lontano, con i suoi emozionanti resti testimoni di un'epoca lontana, da' l'impressione che il tempo sia rimasto immobile fuori e dentro la cerchia delle sue mura. Il popolo e la sua realta' sono cambiati ma ancor oggi chi ha scelto di vivere nel Castello, ha conservato il ritmo lento e ricco della vita a dimensione d'uomo e di natura, con i valori propri della cultura contadina ed a continuo contatto con la storia . L' immagine del castello per i viaggiatori era ed e' molto suggestiva , visto che appare sulla sommita' del suo colle spavaldo e dominante& come sentinella a difesa dell'antica Repubblica Senese. Ancora piu' imponente e maestoso dovette apparire a Dante Alighieri che lo vide in piena battaglia durante uno dei suoi viaggi. Il Castello nel pieno del suo splendore, a poche decine d'anni dalla sua fondazione per la sua forma circolare e le sue torri che come una corona che si elevano sulle mura , doveva apparire veramente grandioso e incutere un senso di maesta' ciclopica se Dante se ne valse per per definire l'aspetto di Nembrotto , Fialte , Anteo gli smisurati giganti infissi nella voragine di Malebolge (Dante Alighieri Inferno Canto XXXI) Monteriggioni per la sua bellezza e per la sua posizione ha una naturale vocazione turistica , ogni anno viene visitato da 70.000 turisti , possiamo affermare che il primo turista illustre e' stato lo stesso Dante Alighieri , tra quelli passati di recente possiamo ricordare Tony Blair , Ted kennedy e molti altri . Molte volte e' stato scelto come cornice per girare film, spot pubblicitari . L' immagine di Monteriggioni e' famosa nel mondo anche per un altro motivo : Il castello e' la corona che cinge la testa all'effige dell'Italia in virtu' della sua emblematica inespugnabilita'. Monteriggioni infatti per la tipologia della cinta muraria era una fortezza inespugnabile (vedi ricostruzione) che garanti dal 1213 data della sua fondazione e per trecento anni la liberta' della repubblica senese resistendo a tutti gli assedi . Cadde nel 1554 a tradimento perche' il capitano della guarnigione si accordo' segretamente con i Fiorentini, consegno' la fortezza all'esercito fiorentino senza combattere, in cambio degli onori di soldato e dell'incolumita' per la sua famiglia. Le leggende parlano di cunicoli sotterranei e di passaggi segreti che connettevano i luoghi sotterranei del castello con le fortificazioni vicine... si parla addirittura di una strada sotterranea che arrivava fino a Siena.

RADDA IN CHIANTI

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Loc. RADDA IN CHIANTI - TOSCANA  Navigatore
42 Km da ABBAZIA DI SAN GALGANO
  Area Montefioralle, Monteriggioni, Poggibonsi
Poche altre zone della nostra penisola riescono a conferire al visitatore un senso piu' profondo di appagamento dell'anima, di pace profonda dello spirito, cosi' come lo riescono a fornire le magiche colline del Chianti che si susseguono con i loro dolci profili ondulati in un alternanza di colori caldi dei terreni ricchi di ossido di ferro e le variegate tonalita' verde delle coltivazioni e delle distese di viti che ricoprono i pendii assolati compresi tra Siena e San Giovanni Val d'Arno. In questa poesia di paesaggio Radda in Chianti, localita' storica del chiantigiano, vi attende con i sui 530 m di quota, una sorta di balcone naturale sulla teoria di valli e colline, scenario splendido dove poter degustare alcuni vini eccellenti, tra i migliori di tutta la Toscana. Per arrivare a Radda in Chianti si puo' utilizzare l'Autostrada del Sole A1 con uscita Valdarno. Dopo il casello girare a destra sulla SP11 Poggialupi e ancora a destra sulla SP 59, superare il fiume Arno e alla rotonda di Montevarchi seguire per la SS408 (Via Chiantigiana) che s'arrampica sui monti del Chianti in direzione di Cavriglia, Montegrossi, per poi seguire la SR429 che conduce fino a Radda in Chianti. In alternativa si puo' seguire la superstrada Firenze Siena e all'uscita di S. Donato seguire le indicazioni per Castellina in Chianti e poi quelle per Radda in Chianti. Radda in Chianti possiede un classico clima toscano, con estati calde ed assolate, mitigate dal fattore altitudine con consente di trascorrere splendide serate estive nelle campagne intorno, tra canti di grilli e di cicale e con il paesaggio che diventa fantastico e misterioso nelle notti di luna piena. Il periodo piu' piovoso e' l'autunno, mentre i temporali piu' intensi interessano la zona durante la primavera. In genere pero' il clima e' soleggiato e ne e' la testimonianza la produzione vinicola d'eccellenza della zona del Chianti

Escursioni e attrazioni in TOSCANA vicino a ABBAZIA DI SAN GALGANO, CHIUSDINO SI, ITALIA Siena Buonconvento Monteriggioni: 'CASTELLO DI MONTERIGGIONI'   'RISERVA NATURALE CASTELVECCHIO'   'DA GAMBASSI TERME A SAN GIMINIANO'   'SUVERETO'   'VOLTERRA'   'MONTALCINO'   'BUONCONVENTO'   'PALAZZO DEI PRIORI'   'GROSSETO'   'SIENA'   'BAGNO VIGNONI'   'SAN GIMIGNANO'   'SAN CASCIANO DEI BAGNI'   'IL PALIO'   'ZAFFERANO DI SAN GIMIGNANO DOP'   'VIA DEL CHIANTI'   'PICI SENESI'   'MUSEO ETRUSCO GUARNACCI'   'RISERVA NATURALE DI BERIGNONE'   'MONTERIGGIONI'   'RADDA IN CHIANTI'  

TOSCANA


Il nome di questa regione deriva dai suoi antichi abitanti, i Tusci, nome che venne dato agli Etruschi dai Romani. La Toscana è situata nell'Italia centrale e si estende dall'Appennino al mare Tirreno. I paesaggi, il patrimonio artistico e le importanti città, prima tra tutte Firenze, rendono la Toscana una protagonista indiscussa nel panorama turistico mondiale. In questa regione la natura presenta tanti diversi volti, a cominciare dal litorale che alterna spiagge lunghe e sabbiose, come quella versiliese, con scogliere rocciose e scoscesi promontori. Incomparabili sono le isole dell'Arcipelago Toscano, circondate dalla vegetazione mediterranea, da un mare cristallino e da ricchi fondali. Panorami di natura incontaminata si possono ammirare sulle Alpi Apuane e in numerose aree protette, tra cui la laguna di Orbetello che ospita numerose specie di uccelli migratori, tra cui gli aironi rosa. Ma i paesaggi più caratteristici della regione sono quelli che fondono armoniosamente la bellezza della natura con la millenaria presenza dell'uomo. Lo splendido Golfo di Baratti e i siti di Vetulonia e Pitigliano custodiscono necropoli e testimonianze della civiltà etrusca, mentre Roselle e Cosa restituiscono i ricordi di età romana. E poi, borghi medievali, cittadine ricche di storia, castelli e sistemi di fortificazione, chiesette rurali (le cosiddette 'pievi') e suggestive abbazie, come quella di Sant'Antimo, sono presenti su tutto il territorio e i loro profili si stagliano nei paesaggi delle Crete Senesi, della Val d'Orcia, della Garfagnana, del Chianti e della Maremma. Numerose sono infine le fonti di benessere: Montecatini, Saturnia, Montepulciano, Monsummano e Bagno Vignoni che, grazie alle acque termali e ai centri attrezzati per ogni tipo di trattamento, offrono vacanze all'insegna del relax.

Da Vedere: Chianti: Si tratta di una rinomatissima regione collinare che si trova tra Firenze e Siena ad ovest dell'Arno. E' una celebre zona vinicola dove si produce il vino omonimo, apprezzato e gustato in ogni parte del mondo. Questa zona è caratterizzata da dolci e verdi colline con campagne bellissime che offrono vigneti, uliveti e macchie di bosco di rara bellezza. Il Chianti è caratterizzato da piccoli villaggi caratteristici e poderi immersi nel verde che lo rendono una mèta turistica molto ambita (anche grazie all'estrema vicinanza con le bellissime città d'arte Firenze e Siena). Tra i borghi più importanti di questa zona vi segnaliamo Greve in Chianti, Panzano e Castellina in Chianti. Pienza: Pienza è una cittadina toscana in provincia di Siena che si trova su un colle che domina la valle del fiume Orcia. Originariamente si chiamava 'Castello di Corsignano' e più tardi fu battezzata col nome Pienza da Papa Pio II Piccolomini (Pienza significa città di Pio). Nel XV secolo per volere di Papa Pio II Piccolomini vennero costruiti i principali palazzi ed il duomo, e sostituite le case medievali del centro cittadino. Tutto il borgo è molto grazioso e piacevole da visitare, in particolare il duomo, il Museo Diocesano ed il palazzo Piccolomini. Si può visitare inoltre il Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d'Orcia: il territorio del Parco è costituito da tutto il territorio comunale di Pienza, San Quirico d'Orcia, Montalcino, Radicofani e Castigliore d'Orcia. San Gimignano: borgo medievale in provincia di Siena situato su un colle da dove si può ammirare la Val d'Elsa. Originariamente fu sede di un villaggio etrusco ma ebbe il suo maggior sviluppo proprio nel periodo medievale in cui ci fu una fiorente attività artistica le cui opere si possono ammirare ancora oggi. Questa cittadina ebbe l'onore di ospitare il famoso poeta Danta Alighieri, ambasciatore della lega guelfa toscana. San Gimignano ha mantenuto pressoché intatta la sua struttura trecentesca ed è caratterizzata dalla presenza di 15 magnifiche torri, dalle bellissime piazza del Duomo e Piazza della Cisterna. Sono da ammirare anche il Palazzo del Podestà, il Palazzo Comunale, la chiesa di Sant'Agostino e la Rocca pentagonale fatta demolire dai medici nel XVI secolo. San Gimignano è molto famosa anche per la produzione di un vino da poco divenuto DOCG: la Vernaccia di San Gimignano. Viareggio: Cittadina in provincia di Lucca che si trova sulle coste della Versilia, una celebre regione turistica che si trova tra il Mar Tirreno e le Alpi Apuane. E' uno dei centri belneari più conosciuti della Toscana e molti stabilimenti hanno conservato le loro caratteristiche originarie. E' molto importante e conosciuto anche il carnevale che si celebra con il corteo di bellissimi carri allegorici e sfilate in maschera. Firenze: è il capoluogo della regione Toscana ed è famosissima in tutto il mondo per il suo inestimabile patrimonio artistico. In questa città sono vissuti artisti formidabili come Giotto, Masaccio, Donatello, Michelangelo e Leonardo. Le loro opere sono raccolte nei numerosi musei presenti nella città. Sono presenti splendide opere architettoniche come il Duomo, il Battistero, Santa Maria Novella, Palazzo Pitti, Palazzo Strozzi e celebri musei quali la Galleria degli Uffizi, la Galleria dell'Accademia. Da ammirare inoltre Piazza della Signoria e Ponte Vecchio. Siena: è uno dei capoluoghi della Toscana conosciuta come una delle città più belle al mondo. Possiede bellissimi monumenti ed opere d'arte dei maggiori artisti che siano mai esistiti. Sicuramente da visitare Piazza del Campo, luogo dove si svolge il celeberrimo Palio Storico ed il bellissimo Duomo.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica toscana è una cucina semplice, genuina e sobria basata su alimenti di qualità come il pane (fatto senza sale) e l'olio extravergine di oliva. Tra i piatti tipici si trovano i buonissimi antipasti di terra a base di squisiti salumi e crostini fatti col pane toscano: molto famosi sono i 'crostini di fegatini'. Tra i primi piatti vi segnaliamo la 'pappa col pomodoro' a base di pomodoro cucinato con aglio, basilico e pepe. Famosissime sono le zuppe toscane tra cui prevale su tutte la 'ribollita' . Tra le pastasciutte le più famose sono senza dubbio le 'pappardelle alla lepre', pasta condita con sugo di lepre cotta nel vino rosso, olio e pomodoro. Altre pietanze molto conosciute sono la bistecca alla fiorentina (carne rigorosamente proveniente dai bovini di razza Chianina) e la trippa. Tra i piatti tipici si trovano anche molte specialità a base di pesce tra cui il famoso 'cacciucco' piatto simbolo della città di Livorno oppure le 'triglie alla livornese' (con pomodoro e piselli). Tra i dolci vi sono i 'ricciarelli' ed il 'Panforte'di Siena, i 'cantuccini' di Prato, i brigidini di Pistoia, il castagnaccio (a base di farina di castagne con pinoli ed uvetta), il bucellato (dolce lucchese all'anice, uvetta e canditi vari). Per quanto riguarda i vini la Toscana costituisce un capitolo a sé: ne esistono tantissime varietà e tutte molto rinomate e conosciute. Troviamo il Chianti, il Montepulciano, il Brunello di Montalcino, la Vernaccia di San Gimignano, il Galestro ed il rosso delle Colline Lucchesi. Ultimo ma non meno importante il Morellino di Scansano, vino dal colore rosso rubino brillante e dal sapore intenso e fruttato. Ideale se abbinato a carni rosse.