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  ALIANO


ALIANO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a ALIANO MATERA, ITALY Colobraro Craco San Mauro Forte

LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO

LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO  Apri
Loc. SAN GIORGIO LUCANO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
26 Km da ALIANO
  Area Oriolo, Senise, Colobraro
San Giorgio Lucano e' un comune italiano di 1.279 abitanti della provincia di Matera in Basilicata. E' incerto se l'origine del nome derivi dal culto di San Giorgio, molto diffuso in zona, oppure dall'eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg. Il paese infatti sorse nel 1534 ad opera di immigrati albanesi che, sfuggiti all'occupazione musulmana della loro patria, colonizzarono questo territorio che originariamente chiamarono Minullo o Minnuglio, probabilmente perche' molto piccolo; nella numerazione del 1595 difatti era tassato per soli 2 fuochi. In epoca feudale divenne feudo dello Stato di Noia (l'attuale Noepoli); a partire dagli inizi del Seicento il principe di Noia Pignatelli favori' la colonizzazione agricola del territorio, scacciando gli albanesi dal casale di San Giorgio e permettendo ai coloni dei paesi vicini di coltivarne i terreni. Il documento ufficiale che attesta l'origine del borgo venne redatto nel 1607 tra i feudatari ed una rappresentanza di coloni. A partire dal 1810 San Giorgio divenne comune autonomo e nel 1863 fu aggiunta la specificazione Lucano per distinguerlo dai numerosi altri comuni italiani aventi lo stesso nome

TRICARICO

TRICARICO  Apri
Loc. TRICARICO - BASILICATA  Navigatore
35 Km da ALIANO
Altitudine: 652 mt. s.l.m.  Area Accettura, San Mauro Forte, Acerenza
Sapori orientaleggianti, influssi normanni e forme medievali si intrecciano a comporre Tricarico, cittadina di circa 6 mila abitanti in provincia di Matera, nel cuore della Basilicata. Posizionata a 698 metri s.l.m., abbraccia un territorio vasto e estremamente ricco, variegato nelle linee e nei colori: prevalentemente montuoso, con quote massime che superano i 1000 metri, e' tappezzato di fitti boschi di cerri e querce ma comprende anche valli e teneri prati. Tra gli esemplari d'albero piu' interessanti c'e' l'anziana roverella che vive tra le contrade di Calle e San Marco, che coi suoi 600 anni di eta' e' entrata a far parte dei monumenti naturali della Regione. Oltre al nucleo centrale, Tricarico comprende tante costellazioni di borgate sparse nella campagna, dove le famiglie si dedicano principalmente alla pastorizia e all'agricoltura. Ad incoraggiarle contribuisce anche il clima, mite come ci si aspetta dalle zone meridionali d'Italia: le temperature medie di gennaio, il mese piu' freddo, raramente si abbassano di molto al di sotto dello zero, e anche le estati si mantengono gradevolmente fresche. Luoghi di culto, palazzi signorili, scavi archeologici e piazze vivaci: a Tricarico sono innumerevoli le testimonianze storico-artistiche che ne fanno una meta degna di essere assaporata con calma, cogliendo ogni scorcio e ogni dettaglio. Da vedere il Convento del Carmine, con i suoi splendidi affreschi, e la cattedrale di Santa Maria Assunta, realizzata per volere di Roberto II il Guiscardo, sede dell'incoronazione di Luigi I d'Angio' a re di Napoli nel 1383. Tra le costruzioni piu' antiche spiccano le mura, con le loro antiche porte d'accesso: porta Fontana risale al Duecento e conserva tuttora i cardini in pietra di una volta, mentre le altre sono le porte del Monte, della Ra'bata, della Saracena e delle Beccarie. Quest'ultima ha due piccole nicchie dotate di una mensola, in cui una volta si incastravano le lanterne che consentivano di entrare in citta' nelle ore notturne. Anche la torre normanna e' molto antica, ma ancora di grande effetto: alta 27 metri , con mura di 5 metri di spessore, regala uno scenario mozzafiato a chi abbia il coraggio di scalarla. In piu', se ci si posiziona sulla pietra che si trova proprio al centro del tetto, si ode la propria voce rimbombare come all'interno di una grotta. Tra i palazzi a carattere civile ci sono il palazzo ducale, oggi sede del Museo Archeologico, e numerose residenze nobiliari erette tra Quattrocento e Seicento. La presenza di un importante Museo Archeologico e' giustificata dall'abbondanza di scavi che sono stati effettuati nella zona, molti dei quali osservabili all'aperto sul sito stesso: e' il caso delle aree archeologiche della Serra del Cedro, citta' lucana del VI secolo a.C., e di Piano della Civita, risalente invece al IV secolo a.C. Interessante anche l'insediamento di Calle, di eta' romana, dotato di un antico impianto termale, e la villa romana di Sant'Agata col suo prezioso pavimento musivo. Ma la testimonianza storica piu' appassionante di Tricarico e' forse rappresentata dai semplici vicoli del centro, che seguono un andamento diverso a seconda che appartengano a un quartiere di origine araba o normanna. Le zone arabe della Ra'bata o della Saracena hanno una struttura a labirinto, con strade principali da cui si diramano le viuzze secondarie, mentre le aree normanne del Monte e del Piano presentano una pianta regolare, con le strade disposte ortogonalmente, mosse d

WWF: OASI BOSCO DI POLICORO

WWF: OASI BOSCO DI POLICORO  Apri
Loc. POLICORO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
34 Km da ALIANO
Altitudine: 64 mt. s.l.m.  Area Rotondella, Nova Siri, Policoro
  Brochure PDF
L' Oasi di Policoro e' la fotografia di un paradiso andato ormai perduto in gran parte d'Italia. L' Oasi WWF di Policoro si trova in un Sito d'Importanza Comunitaria e in una Zona di Protezione Speciale nei Comuni di Policoro e Rotondella (Mt). L'area dell'Oasi si estende per circa 21 ettari all'interno della Riserva Naturale Regionale e racchiude uno degli ultimi boschi allagati costieri del nostro Paese. Dei 1.600 ettari esistenti fino al 1931, ne restano appena 680 e la ridotta superficie rimasta e' ancora esposta a sfruttamenti antropici e siccita'. Nell' Oasi di Policoro le pozze d'acqua vanno in secca sempre piu' frequentemente, causando la scomparsa di specie animali legate al bosco di pianura e la perdita di un ambiente oramai rarissimo in Italia. Nelle strutture dell' Oasi di Policoro vengono curate anche moltissime tartarughe marine che rimangono impigliate nelle reti da pesca, o ferite da natanti. Ambiente L'Oasi fa parte della Riserva Regionale Bosco Pantano di Policoro. L'ambiente e' tipicamente marino ed e' un ultimo lembo di foresta planiziaria a pochi metri dal mare. Comprende aree boschive, di macchia, acquitrinose e sabbiose. Il bosco presente e' igrofilo, decimato nel tempo a causa del progressivo avanzamento dei terreni agricoli a scapito della copertura forestale. Una fotografia di un paradiso andato ormai perduto in gran parte d'Italia. Uno degli ultimi boschi allagati costieri del nostro Paese

FAGIOLO DI SARCONI IGP

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Loc. SARCONI PZ, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
30 Km da ALIANO
  Area Moliterno, Grumento Nova, San Chirico Raparo
  Brochure PDF
Il Fagiolo di Sarconi IGP presenta una forma ovale o tondeggiante e si caratterizza per la polpa tenera, che lo rende particolarmente digeribile. Viene prodotto prevalentemente nelle varieta' Borlotto e Cannellino, ha colore chiaro e puo' presentare striature scure. Realta' economica prettamente agricola da sempre, Sarconi aveva, gia' nei tempi passati, nel fagiolo la sua coltura principe; si trattava, pero', di piccoli appezzamenti di terreno sufficienti a malapena a soddisfare i bisogni familiari, causa l'atavica consuetudine di dividere tra gli eredi, in parti uguali, ogni bene immobile posseduto, abitazione o terreno che fosse. Gia' in passato la particolarita' dell'acqua di irrigazione faceva del Fagiolo di Sarconi un prodotto di qualita' superiore la cui fama, pero', restava circoscritta nella maggior parte dei casi al solo territorio comunale, con la rara eccezione di qualche commerciante extraregionale che usava scambiarli con altri prodotti. Successivamente si sono dovute vincere innumerevoli resistenze, soprattutto quelle riguardanti l'aspetto economico per l'acquisto del materiale di primo impianto, affinche' i contadini di Sarconi abbandonassero il tradizionale metodo di irrigazione a scorrimento. Alla fine le caratteristiche piu' funzionali del nuovo sistema irriguo a pioggia furono finalmente apprezzate e totalmente accettate. Si pote' pensare cosi' di qualificare ed incrementare la produzione del fagiolo. Il Fagiolo di Sarconi IGP puo' essere conservato in frigorifero per 4-5 giorni. Se per molto tempo il fagiolo e' stato consumato come alimento 'povero' alternativo alla carne, oggi e' protagonista di una dieta equilibrata, utilizzato come ingrediente di numerosi piatti: dalle zuppe ai risotti, dai minestroni ai contorni. Il Fagiolo di Sarconi e' particolarmente apprezzato perche' cuoce a 'prima acqua', cioe' rapidamente, grazie alla combinazione di alcuni elementi microclimatici favorevoli. Questo tipo di cottura, data la rapidita', consente di realizzare un prodotto cotto a pasta fluida e di gusto piacevole

PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE

PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE  Apri
Loc. PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
23 Km da ALIANO
  Area Grumento Nova, Sarconi, Moliterno
Un viaggio nell'Appennino Lucano tra natura, storia e arte Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano-Val d'Agri-Lagonegrese e' un'estesa fascia di area protetta interamente compresa nel territorio della Basilicata, il cui perimetro comprende alcune delle cime piu' alte dell'Appennino Lucano, richiudendo a ventaglio l'alta valle del fiume Agri. Posto a ridosso dei Parchi Nazionali del Pollino e del Cilento ne rappresenta un area di raccordo e di continuita' ambientale. E' il Parco Nazionale piu' giovane d'Italia, istituito con DPR dell'8 dicembre 2007, la cui notevole estensione longitudinale ne fa un'area ricca di una serie di interessanti biotopi, che vanno dalle fitte faggete delle alture, al caratteristico abete bianco, fino alle distese boschive che si alternano a pascoli e prati. Le tante aree coltivate sono il segno della forte presenza della mano dell'uomo in questo Parco che, come dimostrano l'area archeologica di Grumentum e le numerose mete religiose, fin dall'antichita' si presenta come uno splendido crocevia di tradizioni, arte, cultura e fede

SAN MAURO FORTE

SAN MAURO FORTE  Apri
Loc. SAN MAURO FORTE MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
19 Km da ALIANO
  Area Accettura, Tricarico, Ferrandina
San Mauro Forte si trova arroccato su un'altura, situato in una posizione dominante che sovrastra l'intera valle del torrente Salandrella, primo tratto del fiume Cavone. Immerso nei dolci declivi della Basilicata, il piccolo borgo e' circondato da un paesaggio collinare e da spettacolari uliveti, che lo rendono celebre come 'Citta' dell'Olio', grazie alla sua eccellente produzione del prodotto base della dieta mediterranea. Il suo territorio confina a nord con i comuni di Salandra (14 km), Oliveto Lucano (15 km) e Garaguso (17 km), a est con Ferrandina (31 km), a sud con Craco (25 km) e Stigliano (31 km), e a ovest con Accettura (14 km). Dista 70 km da Matera e 66 km dal capoluogo di regione Potenza. San Mauro Forte e' compresa nel territorio della Comunita' Montana Collina Materana

PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE

PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE  Apri
Loc. PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
25 Km da ALIANO
  Area San Mauro Forte, Tricarico, Aliano
Il cuore verde della Basilicata ll Parco, che ha un'estensione di 27.027 ettari, protegge un'ampia area posta al centro del territorio regionale che presenta importanti valori naturalistici, storici ed etno-antropologici: la foresta di Gallipoli Cognato estesa per oltre 4.200 ettari; il bosco di Montepiano formato da imponenti esemplari di cerro, macchia mediterranea con residui nuclei di leccio, rocce di arenaria, che formano i bizzarri profili delle Dolomiti Lucane di Castelmezzano e Pietrapertosa, resti della fortificazione della citta' lucana edificata nel IV sec. a.C. sulla sommita' del Monte Croccia

MASSICCIO DEL SIRINO

     

MASSICCIO DEL SIRINO  Apri
Loc. MASSICCIO DEL SIRINO, PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE - BASILICATA  Navigatore
40 Km da ALIANO
Altitudine: 1885 mt. s.l.m.  Area Moliterno, Sarconi, Casalbuono
Il massiccio del Sirino, estrema propaggine meridionale del Parco nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese, comprende alcune tra le maggiori vette dell'Appennino meridionale: monte Papa (2005 m), Cima De Lorenzo (2004 m), Timpa Scazzariddo (1930 m) e monte Sirino (1907 m). Dall'aspetto imponente ma compatto, il gruppo montuoso e' situato a ridosso del mar Tirreno, nella parte sud occidentale della regione Basilicata (comuni di Lauria e di Lagonegro), a dominio delle valli solcate dai fiumi Noce, Sinni ed Agri. Dalle sue vaste e spoglie praterie di vetta, lo sguardo spazia verso il golfo di Policastro, le guglie irte e selvose dei monti La Spina e Zaccana, l'imponente acrocoro del Pollino, il vasto ed immacolato bosco Magnano, i ripidi contrafforti del monte Alpi, il Raparo e le ampie e verdeggianti valli di Diano e dell'Agri. A causa dell'influenza dovuta alla vicinanza del Tirreno, il gruppo e' investito da precipitazioni particolarmente abbondanti (tra le piu' copiose dell'intero arco appenninico): da 2.000 a 2.500 mm in media all'anno, che d'inverno si trasformano in una spessa e candida coltre nevosa, la cui fusione, peraltro, e' piuttosto attardata. Per tale motivo tutto il territorio del Sirino e' ricchissimo d'acque: dalle sue pendici sgorgano molteplici sorgenti, che vanno ad alimentare numerosi corsi d'acqua oltre che deliziosi laghetti. Il massiccio segna lo spartiacque appenninico tra i bacini dei fiumi Agri e Sinni ad est e dei fiumi Calore e Noce ad ovest Il Remmo o Laudemio, posto ad un'altitudine di 1.525 m, e' il lago di origine glaciale piu' meridionale d'Italia: esteso per poco piu' di due ettari ed immerso in una fitta ed alta faggeta, il bacino si e' formato a seguito dello sbarramento costituito dalla morena frontale di un grande ghiacciaio, che nel Quaternario scendeva per circa quattro chilometri dal lato nord del monte Papa (2.005 m), sino ad arrivare in localita' Petinachiana

PEPERONE DI SENISE IGP

PEPERONE DI SENISE IGP  Apri
Loc. SENISE PZ, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
19 Km da ALIANO
  Area Colobraro, San Giorgio Lucano, Cersosimo
  Brochure PDF
Il Peperone di Senise IGP presenta una forma appuntita, ad uncino o a tronco, a seconda del tipo. Di colore verde, rosso porpora, si caratterizza per le piccole dimensioni e la polpa sottile (da 1,5 a 2,2 mm). Il peduncolo e' ben saldato alla bacca, tale da non staccarsi nemmeno ad essiccazione avvenuta. Il prodotto secco si deve presentare in collane o serte di lunghezza variabile da 1,5 a 2 m. Il sapore e' dolce. Viene commercializzato fresco, secco ed in polvere. La zona di produzione comprende le aree limitrofe al comune di Senise che si affacciano sulla valle del Sinni e sull'Agri. Sin da quando il peperone arriva a Senise, tra il 1500 e il 1600, i contadini locali riuscirono ad appropriarsene, selezionando nel tempo una varieta' che ancora oggi primeggia nei mercati, tanto che sono frequenti i tentativi di contrabbandare per Peperoni di Senise altre varieta' certo non di ugual pregio. Inizialmente questa solanacea crebbe e si sviluppo' in un panorama agricolo caratterizzato soprattutto dall'autoconsumo, diventando successivamente una coltura sempre piu' specializzata e quindi capace di garantire un reddito. L'essiccazione dei Peperoni di Senise avviene secondo metodi locali naturali per mezzo di esposizione indiretta ai raggi solari in lunghi serti appesi in siti soleggiati ed aereati. Un'ultimo passaggio rapidissimo nel forno elimina ogni residuo di umidita' ed agevola la eventuale successiva molitura per ottenere la famosa polvere. Con i peperoni di Senise si realizzano numerosi piatti della tradizione contadina. Passati in olio bollente e salati vengono chiamati 'cruschi' cioe' croccanti, e accompagnano formaggi e verdure fresche, come fave o insalate. L'uso della polvere ottenuta da questi peperoni esalta la preparazione di molti salumi lucani, ai quali conferisce gusto, colore e un'ottima stagionatura

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO  Apri
Loc. VIGGIANELLO - BASILICATA  Navigatore
43 Km da ALIANO
  Area Papasidero, Cersosimo, Francavilla Marittima
Il Parco Nazionale del Pollino che si estende, con i suoi 192 mila ettari, tra il sud della Basilicata e il nord della Calabria e' l'area protetta piu' grande d'Italia. In esso e' inserito il gruppo montuoso del Pollino il piu' elevato dell'Appennino Meridionale. Il versante lucano del Parco e' suddiviso in quattro vallate principali: la Valle del Mercure, la Valle del Frido, la Valle del Sarmento e la Valle del Sinni. Appartengono al territorio calabrese la Valle del Raganello e la Valle del Coscile. Il Parco offre una moltitudine di paesaggi incantevoli, con grandi aree incontaminate e differenti a seconda dell'altitudine. Il Parco e' consigliato a chi ama il trekking e l'escursionismo, a chi ama il contatto diretto con la natura piu' incontaminata e selvaggia, a chi ama l'alpinismo e il rafting, agli amanti del torrentismo piu' estremo e a tutti coloro che hanno voglia di scoprire un territorio solitario e silenzioso rotto solo dal vento che si infrange tra le foglie degli alberi, o gustare sapori e sensazioni ormai dimenticate. Visitare il Parco Nazionale del Pollino e' un'esperienza unica che non dimenticherete. Ritroverete il piacere dell'abbraccio della natura selvaggia ed incontaminata, scoprirete la cultura antica della popolazione locale, gentile e discreta, il gusto dei sapori veri. Sulle cime dei monti volgendo lo sguado sia ad est l'orizzonte e' il mar Jonio, ad ovest il mar Tirreno. Il Parco Nazionale del Pollino e' uno scrigno che custodisce dei veri e propri tesori della biodiversita'. Sulle vette piu' alte potrete vedere il sia il Pino Loricato, che cresce solitario sulle pareti piu' impervie, sia in volo i rarissimi esemplari di aquila reale. Questo territorio si mostra ancora nel suo aspetto piu' integro e selvaggio offrendo una varieta' di paesaggi di straordinaria bellezza. Ogni vallata possiede peculiarita' ambientali, paesaggistiche ed antropiche specifiche permettendo di spaziare da distese fiumare pietrose ad alte vette coperte di neve anche nei periodi primaverili, attraversando nella quota collinare i campi agricoli coltivati. Il territorio del Parco e' punteggiato da 56 comuni, di cui 24 in Basilicata. Solo una piccola minoranza ha le dimensioni di una cittadina. I restanti sono piccoli comuni, veri e propri borghi di pietra arroccati sui monti, dove le case sono addossate le une alle altre, caratterizzati da piccole botteghe, dalla piazza che diventa luogo di incontro, dalle chiese e dalle tante cappelle che testimoniano la profonda religiosita' degli abitanti. Infine, spesso sono contrassegnati da un palazzo baronale o dai ruderi di un castello che sta a guardia, come un tempo, sulle fiumare o sulle valli da dove poteva arrivare il nemico. Questi tipici paesi sono abitati da contadini, pastori, artigiani e da minoranze etniche quali gli albanesi che hanno custodito gelosamente le loro tradizioni, la loro lingua e i loro costumi. Piu' in alto spettacolari vallate di alta quota, immense foresti verdeggianti di faggio, di castagno, di cerro coperti di muschio, di funghi, di erbe aromatiche e popolate dal lupo appenninico, dal capriolo, dall'aquila reale, dal gufo nero, dal corvo imperiale. Ancora piu' in alto nelle solitarie vette maestose trovano rifugio, oltre che nei Balcani, magnifici esemplari di Pino Loricato. Albero imponente ed elegante, di straordinaria bellezza, propaggine dell'ultima glaciazione deve il suo nome alla struttura della corteccia che ricorda vagamente le loriche, piastre metalliche delle antiche corazze romane. Dai profili contorti, a causa del peso della neve e dei forti venti a cui e' sottoposto, il Pino Loricato simbolo del Parco, puo' essere considerato per la sua rarita' quasi un 'monumento', anche dopo la morte il suo tronco perdendo la corteccia resta li' in piedi per anni a guardia del territorio circostante. Tra tutti questi luoghi nascono sorgenti di acqua limpida e pura che scende a valle a riempire le numerose gole di cui il Parco e' ricco quelle del Raganello, del Lao, i fiumi Frido, Peschiera, Argentino solo per citarne alcuni. Durante il loro tragitto verso valle, nel corso dei millenni, hanno colmato grandi pianure trasportando detriti, hanno modellato scolpendo le cime montuose o scavato ampie pianure e spettacolari gole. Le prime testimonianze di frequentazione dell'area del Pollino sono documentate nelle grotte di Latronico che hanno restituito reperti a partire dal Mesolitico fino all'eta' del Ferro. Altre testimonianze della presenza dell'uomo preistorico sono le eccezionali incisioni graffite sulla roccia nella Grotta del Romito, nei pressi di Papasidero in Calabria, raffiguranti il bos primigenius. Un'altra peculiarita' del territorio e quindi un'altra esperienza per i visitatori e' quella dei prodotti tipici del Pollino, resi autentici e genuini dal processo di lavorazione secondo antiche tradizioni, dal peperone di Senise, alla melanzana rossa di Rotonda, dal miele alle marmellate, dai salumi prodotti con carne di primissima scelta ai prodotti lattiero-caseari fatti con latte di pecore e capre allevate allo stato brado che si cibano delle erbe spontanee dei pascoli

CASTELLO DI UGGIANO

CASTELLO DI UGGIANO  Apri
Loc. FERRANDINA MT, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
28 Km da ALIANO
  Area Craco, San Mauro Forte, Matera
La roccaforte occupava una superficie di notevole estensione e intorno alle mura si sviluppava l'insediamento urbano, di cui restano poche tracce; i resti piu' estesi sono quelli relativi alle chiese di san Lorenzo, l'antica chiesa Madre, e di san Domenico, l'antica abbazia benedettina di Ognissanti. Del complesso domenicano sono ancora visibili le mura perimetrali col tetto sprofondato e si puo' riconoscere l'impianto di una chiesa a navata unica. Oltrepassata la chiesa di san Domenico e scendendo giu' a valle, si trova ancora l'antica fontana, chiamata comunemente 'pilaccio di Uggiano'. Un po' piu' giu' del pilaccio esisteva una torre isolata di stupenda costruzione, la quale costituiva, forse, il baluardo piu' avanzato del castello e che, per effetto di una pioggia straordinaria avvenuta nel 1848, frano' completamente, tanto che non restarono piu' tracce. Dei ruderi del castello e' possibile notare un maestoso portale con arco a sesto acuto, resti delle torri da difesa a forma quadrata, tracce degli appartamenti del castellano e di ambienti destinati a rappresentanza, resti di cortili, pozzi, solai, servizi igienici. Alcuni studiosi locali attribuiscono a questo luogo un'origine antichissima, ma e' solo a partire dal XII secolo che si hanno notizie storiche sulla sua esistenza. Al dominio normanno-svevo successe quello angioino e nel 1269 Uggiano venne donato a Pietro Belmonte, conte di Montescaglioso. Agli inizi del XIV secolo passo' ad Azzo d'Este, recatogli in dote dalla sposa Beatrice, figlia di Carlo d'Angio' che rimasta vedova si risposo' con Bertrando del Balzo, a cui porto' in dote lo stesso feudo. Successivamente Pirro del Balzo eredito' il casale di Uggiano, ma nel 1485 venne privato da Ferdinando I d'Aragona di tutti i suoi beni, per la ribellione capeggiata nella Congiura dei Baroni. Ne fu investito suo genero Federico che fondo' per i profughi uggianesi, non si sa se a causa di un terremoto o di una distruzione, una nuova citta' cui diede il nome di Ferrandina. Certamente e' un luogo ricco di storia e di grande interesse storico-artistico»

CRACO

CRACO  Apri
Loc. CRACO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
19 Km da ALIANO
Altitudine: 355 mt. s.l.m.  Area Ferrandina, Aliano, Colobraro
Ci si ferma nel centro della cittadina e ci si mette in ascolto: fruscio di alberi in lontananza, il soffio leggero della brezza, qualche cinguettio e il frinire accaldato delle cicale che si alza dalla campagna vicina. Questi i suoni che dominano a Craco, borgo della Basilicata di origine medievale in provincia di Matera: non perche' sia una localita' particolarmente quieta, o i suoi abitanti siano tipi silenziosi. La particolarita' di Craco, che l'ha resa famosa in Italia e nel mondo, e' che si tratta di una citta' fantasma, completamente disabitata sin dagli anni Sessanta del Novecento. Agghindata da piantagioni di cereali e uliveti, la cittadina e' una scultura di case strette le une alle altre, abbarbicate alla roccia calcarea, ricamata di stradicciole e scalinate ripide e dominata dalle sagome imponenti di una torre normanna e di un castello risalente al XIII secolo. Di lontano pare di ammirare un'unica grande montagna: i colori delle abitazioni, delle chiese, delle fortificazioni sono gli stessi della natura, simili alle tinte della rupe rugosa su cui poggiano. Avvicinandosi si scoprono le tracce delle rovinose frane che, nella seconda meta' del Novecento, costrinsero la popolazione ad abbandonare l'abitato: da quel giorno di paura, quando nel 1963 ci fu una scossa piu' violenta delle altre, la natura si e' impossessata del borgo, mentre le persone del posto si trasferirono a valle, in localita' Craco Peschiera. Dimenticato lo spavento di quei giorni, oggi si puo' dire che le frane abbiano costituito la fortuna del paese: senza di esse non sarebbe, ai giorni nostri, uno scenario cosi' magico e affascinante, tanto da essere stato scelto numerosissime volte come set cinematografico da registi importanti. Immerso in un paesaggio surreale, arso dal sole, a meta' strada tra il mare e l'Appennino Lucano, il borgo e' circondato dai calanchi, solchi profondi che scalfiscono il terreno cretoso come rughe testimoni del tempo, generati dallo scorrere verso valle delle acque piovane. Chi si lascia incantare dal panorama e decide di visitare il cuore di Craco rimane stupito di fronte al centro intatto, conservato cosi' come gli ultimi abitanti l'hanno lasciato. Ad eccezione di qualche strumentazione cinematografica insolita, il paese raccoglie le stesse belle testimonianze che lo caratterizzavano in passato: camminando per le strade si puo' dare un'occhiata all'interno delle vecchie abitazioni, scoprendo le dimore dei nobili e le case della civilta' contadina e pastorale. Come formule leggendarie, i nomi delle contrade cittadine evocano la storia ricca e misteriosa di questi luoghi abbandonati. Il nome 'Canzoniere' deriva da quello di un'antica taverna posta lungo un tratturo molto frequentato. Secondo la tradizione era gestita da una donna bellissima che, proprio come la maga Circe, tratteneva i malcapitati clienti in suo potere, sfruttando il suo potere di seduzione

CANESTRATO DI MOLITERNO I.G.P.

CANESTRATO DI MOLITERNO I.G.P.  Apri
Loc. MOLITERNO PZ, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
32 Km da ALIANO
  Area Sarconi, Grumento Nova, San Chirico Raparo
Il Canestrato di Moliterno e' un formaggio tipico della Val d'Agri in Lucania, Basilicata. Il nome del comune Moliterno, in provincia di Potenza, deriva dal latino molcretum che significa luogo dove si fa il latte, ad indicare la zona particolarmente vocata per la lavorazione del latte e la stagionatura dei fomaggi. Il nome canestrato, invece, deve la sua origine ai canestri, i contenitori appositi dove la cagliata viene pressata a mano per renderla compatta. Il Canestrato di Moliterno ha acquisito la certificazione IGP nel 2010 che vale solo per quello stagionato nei fondaci tipici della zona di Moliterno, la corretta terminologia sarebbe quindi Canestrato di Moliterno Stagionato in Fondaco IGP. I fondaci sono dei magazzini realizzati in muratura, posti ad almeno 700 metri s.l.m., con due aperture per garantire una corretta areazione e parzialmente interrati. I fondaci venivano usati fin dall'antichita' come magazzini per conservare i cibi e sono tutt'oggi diffusi in tutto il Sud Italia. Il disciplinare prevede, inoltre, che il canestrato di Moliterno, prima di essere commercializzato, rechi impresso il marchio posto a fuoco su ogni forma

LAGONEGRO

LAGONEGRO  Apri
Loc. LAGONEGRO - BASILICATA  Navigatore
45 Km da ALIANO
  Area Casalbuono, Acquafredda, Sapri
Lagonegro e' un comune italiano di 5.651 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata. Le origini della cittadina sono controverse, ma la teoria piu' accreditata fa derivare il borgo da un insediamento romano denominato Vicus Mendicoleius; pare addirittura che appena fuori del borgo vi sia una piccola chiesetta (detta del Rosario) sorta su un tempio pagano dedicato a Giunone. Nell'VIII secolo pare avvenne l'insediamento di monaci Basiliani di origini bizantine o bulgare sulla rupe del castello. Forse la chiesa di San Nicola che svetta sul borgo, risalente al IX-X secolo, e' opera conseguente allo stabilirsi di questi predicatori. All'incirca in tale periodo il borgo e' citato col suo attuale nome che pare derivi dalle scure acque di un lago appenninico situato nei dintorni e poi scomparso. Il borgo viene circondato nel IX-X secolo da mura e torri di cui ancora restano visibili incantevoli tracce. Di queste opere e' molto suggestiva la porta di ingresso al borgo denominata Porta di Ferro la cui parte in pietra e' stata rifatta nel 1552, al di sopra della porta c'e' lo stemma della citta' post-feudale: San Michele Arcangelo che uccide il drago. A partire dal 968, i suoi territori, costituirono una delle turme del thema di Lucania. Nel periodo medievale, la cosiddetta terra di Lagonegro fece parte, della Contea di Lauria. Passo' successivamente nel 1463 a Vinceslao Sanseverino, dodicesimo conte di Lauria. Non avendo figli maschi ammoglio' sua figlia Luisia con Barnaba Sanseverino, fratello di Roberto principe di Salerno, dandole in dote il suffeudo di Lauria consistente in Lauria, Ursomarso, Layno, Castelluccio, Trecchina e cedette le sue ragioni sopra Torturella, Cuccaro, Lagoniro, Rocca, Policastro, Rivello, Scalea e Bervicaro. L'11 agosto del 1498 il re Federico dono' Lagonegro a Gaspare Saragusio, devoluta per ribellione di Guglielmo Sanseverino, la di cui figlia Giovanna la vende' poi a Vincenzo Caraffa. Nel 1548 il Caraffa la vende' a Giacomo Cossa col patto di retrovenderla. Nel 1550 il Vincenzo Caraffa cede' il dritto di ricomprarla per ducati 5000 a Luigi Caraffa, il quale, acquisto' poi per ducati 20.000. I cittadini pero' nel 1559 si ricomprarono, divenendo cosi' citta' demaniale. Piu' recentemente, nel 1853, ha soggiornato a Lagonegro il Re di Napoli Ferdinando II

MOLITERNO

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Loc. MOLITERNO POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
32 Km da ALIANO
  Area Sarconi, Grumento Nova, San Chirico Raparo
Moliterno sorge arroccato intorno al suo bellissimo castello medievale, edificato in epoca tardo-angioina. Si tratta di un'opera imponente composta da due torri merlate che testimoniano le diverse dominazioni nel territorio lucano. Intorno al castello si sviluppa il centro storico, caratterizzato da pittoreschi viottoli acciottolati stretti e in salita, su cui sfilano antiche abitazioni in sasso ed eleganti palazzi nobiliari. Poco distante dal borgo, a soli 5 Km, sorge l'Oasi Naturale del Faggeto, una riserva che custodisce al suo interno diverse specie ed esemplari fondamentali per l'ecosistema della Val d'Agri, area lucana dove e' situato il borgo. Come gia' denota il nome, l'Oasi e' particolarmente ricca di faggi, alberi tipici della vegetazione appenninica, ma ospita anche numerosi aceri, tigli, cerri, querce, carpini neri, lecci. Dall'alto della sua vista, il piccolo borgo lucano offre un panorama spettacolare, fondendosi in un armonia di luci e forme, sullo sfondo delle vallate montuose. Moliterno e' situato quasi al confine con la regione Campania e fa parte della Comunita' Montana Val d'Agri, con un'estensione territoriale di circa 97 Kmq. La sua economia e' sempre stata a carattere prevalentemente agricolo e pastorale, da questa si e' sviluppato l'importante patrimonio culinario che contraddistingue il borgo lucano, divenuto celebre proprio per la produzione del formaggio pecorino. Una realta' piccola, ma sempre attiva e fortemente legata alle proprie tradizioni, tanto rievocare ogni anno, attraverso i numerosi eventi promossi dalle associazioni culturali locali, i canti, i balli e i costumi del passato.

CACIOCAVALLO SILANO D.O.P.

CACIOCAVALLO SILANO D.O.P.  Apri
Loc. TRICARICO - BASILICATA  Navigatore
43 Km da ALIANO
  Area Potenza, Acerenza, Pignola
  Brochure PDF
Il ''Caciocavallo Silano'' e', senza alcun dubbio, fra i piu' antichi e tipici formaggi a pasta filata delZone di produzione Mezzogiorno d'Italia. Della sua produzione ne accennava gia' Ippocrate, nel 500 a.C., discorrendo dell'arte usata dai greci nel preparare il ''Cacio''. Con Reg. CE 1263/96 il Caciocavallo Silano ha ottenuto l'ambita D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) europea entrando, cosi' nel gotha dei prodotti che potranno fregiarsi dei marchi di tutela comunitari. Tale marchio garantisce la genuinita' e salubrita' del ''Caciocavallo Silano'', formaggio prodotto esclusivamente con latte intero fresco proveniente da allevamenti bovini situati nei territori elencati nel Disciplinare di produzione depositato a Bruxelles, secondo un processo di lavorazione, minuziosamente definito nella medesima norma, che affonda le sue radici nella piu'ale. Il Caciocavallo Silano e' marchiato a fuoco forma per forma ed etichettato con etichette alfanumeriche. Per tutelarne la produzione e' nata, nel Dicembre del 1993 ad iniziativa di alcuni produttori, il Consorzio di Tutela Formaggio Caciocavallo Silano. Gli scopi del Consorzio, al quale attualmente aderiscono numerose aziende agricole e caseifici, sono quelli di promuovere iniziative che mirino alla tutela di tale produzione attraverso un'attenta verifica dei livelli qualitativi del prodotto ed un'adeguata campagna d'informazione che ponga in guardia il consumatore dalla presenza sul mercato di numerosi formaggi venduti sotto la denominazione ''caciocavallo'' prodotti pero', spesso, con latte o cagliata d'importazione. L'area di produzione del ''Caciocavallo Silano'', configurata a macchia di leopardo, si colloca in prevalenza lungo la dorsale appenninica meridionale, riunendo specifici ambii territoriali di ben nota vocazionalita' situati nelle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, in una sintesi storico-culturale-ambientale a difesa di una produzione tipica meridionale

TURSI

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Loc. TURSI MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
22 Km da ALIANO
Altitudine: 221 mt. s.l.m.  Area Rotondella, Colobraro, Craco
Il territorio tursitano confina a nord col fiume Agri e con il comune di Montalbano Jonico, ad est con il comune di Policoro, a sud con il fiume Sinni e i territori di Rotondella, mentre ad ovest con i territori di Sant'Arcangelo, Colobraro e Stigliano. Di prevalenza collinare e' ubicato al centro dei due grandi fiumi della Lucania, l'Agri e il Sinni, che all'epoca della costruzione della citta' erano navigabili

SPIAGGIA DI POLICORO

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Loc. POLICORO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
45 Km da ALIANO
  Area Nova Siri, Tursi, Pisticci
Il comune di Policoro e' situato nel cuore della Pianura del Metaponto ed e' famosa per il turismo e per la produzione di fragole. La spiaggia di Policoro si trova nella pianura di Metaponto a circa cinque chilometri dal Mare Jonio. E' composta da sabbia chiara e fine ed e' nota perche' le tartarughe marine la scelgono spesso per depositare le proprie uova. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Campeggi -Alberghi -Stabilimenti balneari

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

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Loc. POLLINO NATIONAL PARK, ITALY - BASILICATA  Navigatore
23 Km da ALIANO
Altitudine: 202 mt. s.l.m.  Area Rotondella, Colobraro, San Giorgio Lucano
  Brochure PDF
Il Parco nazionale del Pollino, condiviso dalle province di Potenza, Matera e Cosenza, con i suoi 192 565 ettari, di cui 88 650 nel versante della Basilicata e 103 915 in quello della Calabria, e' il parco naturale piu' grande d'Italia. Prende il suo nome dal Massiccio del Pollino. Il Parco nazionale del Pollino e' istituito nel 1988, mentre la perimetrazione provvisoria e' del 1990, cosi' come le misure di salvaguardia. Tra gli anni 1993 e 1994 s'insediano gli organismi amministrativi e tecnici: presidenza, consiglio di amministrazione e direzione; la sede dell'ente di gestione e' ubicata in Rotonda. Il Pollino e', dunque, l'area protetta piu' estesa d'Italia, comprendendo, a cavallo fra il confine geografico e amministrativo delle regioni Calabria e Basilicata, 3 province, 56 comuni, di cui 32 in Calabria e 24 in Basilicata, 9 comunita' montane e 4 riserve orientate: Rubbio, in Basilicata, e Raganello, Lao e Argentino in Calabria. Le sue vette, tra le piu' alte del sud d'Italia, sono coperte di neve per molti mesi dell'anno. Dalle cime, ad occhio nudo, si osservano, ad occidente, le coste tirreniche di Maratea, Praia a Mare, Belvedere Marittimo e, ad oriente, da Sibari a Metaponto, il litorale ionico. L'emblema del parco e' il pino loricato (Pinus heldreichii), specie rarissima in Italia, presente in altre stazioni fitoclimatiche delle montagne balcaniche e greche. Tra le tantissime altre specie arboree presenti nel Parco vi sono l'abete bianco, il faggio, tutti e sette i tipi di aceri di cui l'acero di Lobelius, il pino nero, il tasso diverse specie di querce, castagni, ed alle quote piu' elevate e sui pendii piu' ripidi e' presente il Pino loricato, specie rarissima (in Europa presente solo qui e nei Balcani), che si adatta agli habitat piu' ostici, dove altre specie molto rustiche (il faggio in primis) non sono in grado di sopravvivere. Anche la fauna e' varia, e comprende specie ormai estinte in altre zone montuose. Sono presenti l'aquila reale, il picchio nero, il gracchio corallino, il lanario, il capovaccaio, il nibbio reale, il gufo reale, il gufo comune, il corvo imperiale, il falco pellegrino, il driomio, il lupo appenninico, il gatto selvatico, il capriolo autoctono di Orsomarso e la lontra. Di recente sono stati reintrodotti il cervo e il grifone

PARCO NAZIONALE ALTA MURGIA

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Loc. CERSOSIMO - PUGLIA  Navigatore
36 Km da ALIANO
  Area Oriolo, San Giorgio Lucano, Senise
Spazi infiniti e colori della natura dove immergersi e fermarsi Il territorio del Parco Nazionale dell'Alta Murgia e' stato plasmato nei millenni dalle forze dell'erosione. Il canyon di Gravina in Puglia, che scende verso Matera e il Bradano, segna il confine sud-occidentale dell'area protetta. Nei pressi di Altamura sono invece le impressionati doline carsiche del Pulicchio e del Pulo, che superano rispettivamente i 100 e i 70 metri di profondita'. Anche se il paesaggio del Parco e' stato modificato nei secoli dall'uomo, l'Alta Murgia conserva una fauna e una flora di grande interesse

LAGO DI MONTE COTUGNO

LAGO DI MONTE COTUGNO  Apri
Loc. LAGO DI MONTE COTUGNO, POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
16 Km da ALIANO
Altitudine: 543 mt. s.l.m.  Area Senise, San Giorgio Lucano, Rotondella
La diga di Monte Cotugno e' una diga costruita negli anni tra il 1970 e il 1982 nel territorio del comune di Senise (PZ) lungo il corso del fiume Sinni. E' la piu' grande diga d'Europa in terra battuta. Il muro della diga misura in lunghezza 1850 m in altezza 60 m, e' largo alla base 260 m. La capacita' massima e' 530 milioni di m³. Entrata in funzione nel 1983 sbarra il corso del fiume Sinni nel punto in cui il letto del fiume si restringe, in corrispondenza di una quota di fondo alveo pari a 194.00 m s.l.m.. La diga e' stata progettata per sfruttare l'uso plurimo della risorsa idrica. L'acqua e' prelevata dal Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, mediante un impianto di sollevamento posto a valle dello sbarramento e attraverso le derivazioni irrigue del materano e del tarantino, poste lungo il tracciato dell'adduttore del Sinni che si sviluppa per 145 km. L'adduttrice e' caratterizzata da un diametro di 3 m ed e' in grado di vettoriare circa 19 m³/s di acqua che, oltre alle utenze irrigue, alimenta anche quelle potabili di Basilicata e Puglia, l'impianto di potabilizzazione di Parco del Marchese, oltre a garantire l'approvvigionamento industriale dell'ILVA di Taranto.

LAGO DI PIETRA DEL PERTUSILLO

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Loc. LAGO DI PIETRA DEL PERTUSILLO, POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
25 Km da ALIANO
Altitudine: 52 mt. s.l.m.  Area Sarconi, Moliterno, San Chirico Raparo
Il lago di Pietra del Pertusillo e' un lago artificiale situato nel territorio dei comuni di Grumento Nova, Montemurro e Spinoso. Il lago e' stato costruito tra il 1957 e il 1962, a sbarramento del fiume Agri, con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, la quale concesse all'ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania l'esecuzione dei lavori. Si trova a 532 metri di altitudine sul livello del mare, ed ha una capienza massima di 155 milioni di metri cubi d'acqua. La diga e' nata nei pressi della localita' montemurrese Pietra del Pertusillo, cosi' chiamata poiche' il fiume, in quella zona, passava fra due rocce come se vi fosse un pertugio. Il paesaggio circostante e' ricoperto da boschi che scendono fino alle sponde del lago (alcuni alberi perfino oltre, risultando parzialmente sommersi dalle acque). Il lago e' utilizzato per la pesca sportiva e per gare di canottaggio nazionale, oltre che tappa obbligata nel ferragosto della val d'Agri. La flora circostante e' costituita principalmente da alberi di castagno, cerro e faggio, accompagnati da specie arboree ed arbustive quali l'acero montano e il pioppo. Tra gli arbusti troviamo il nocciolo, il biancospino e la rosa selvatica. La fauna e' costituita da diversi mammiferi quali volpi, donnole, faine, ricci, ghiri e specie rare o minacciate di estinzione come il moscardino e il gatto selvatico. Fra gli uccelli sono presenti l'airone cenerino, i germani reali, i moriglioni. Si possono avvistare in periodo riproduttivo lo svasso maggiore, la folaga e la cannaiola. Sono presenti anche delle specie protette quali il nibbio reale, lo sparviero, il falco pecchiaiolo, il picchio rosso e l'upupa e specie rare o minacciate di estinzioni come il gufo e il corvo imperiale. La fauna ittica che popola le acque del lago e' ricca di trote, boccaloni, anguille e carp

SPIAGGIA DI MARINA DI NOVA

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Loc. NOVA SIRI MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
42 Km da ALIANO
  Area Tursi, Policoro, Rotondella
L'antico borgo di Nova Siri sorge sul torrente San Nicola in prossimita' di Matera. La spiaggia di Marina di Nova Siri si estende lungo la costa Jonica. Il suo lido e' caratterizzato da larghe spiagge sabbiose bagnate da un mare cristallino. Il lungomare e' impreziosito da una verde e rilassante pineta. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Campeggi -Alberghi -Stabilimenti balneari

ORIOLO

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Loc. ORIOLO CS, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
35 Km da ALIANO
Altitudine: 429 mt. s.l.m.  Area Cersosimo, San Giorgio Lucano, Rotondella
Oriolo (Ka'stron Ortzoulon, in greco bizantino) e' un comune italiano di 2.318 abitanti della provincia di Cosenza, in Calabria. Di origine remote, nacque come fortezza a difesa dei cittadini scappati dalle coste per rifugiarsi dalle continue incursioni dei saraceni. Arroccato su uno sperone a circa 500 metri d'altezza, conserva uno splendido borgo medievale intatto, con belle facciate di palazzi nobiliari, sulla strada principale che porta al castello aragonese. Fu feudo dapprima dei Sanseverino da Salerno, per poi passare nel XVI secolo, ai marchesi Pignone del Carretto. Fino al secondo dopoguerra il paese aveva una popolazione di circa 5000 abitanti, ed era il maggiore centro dell'Alto Jonio e punto di riferimento per i paesi dell'Arberia (albanesi) e del Pollino, ha visto quasi dimezzare la sua popolazione, che e' arrivata a circa 2600 abitanti. Si arriva ad Oriolo mediante la Strada statale 481 della Valle del Ferro, una larga e scorrevole superstrada di recente costruzione che collega Oriolo alla Costa Jonica in poco piu' di 10 minuti. Chi viene da Sud deve imboccarla ad Amendolara e proseguire per 22 km, chi viene da Nord (SS 653 Lauria-Policoro) deve invece all'altezza del Lago di Monte Cotugno imboccare la SS 92, che poi si congiunge prima di Cersosimo nella SS 481 che conduce ad Oriolo. Oriolo e' collegata via autobus di linea alla stazione ferroviaria Amendolara-Oriolo, da cui dista 25 km, mediante le autolinee SAJ con varie corse al giorno. Inoltre, e' collegata con Cersosimo sempre con le autolinee SAJ nei giorni feriali. Oriolo e' un'ottima base per escursioni nella valli circostanti (Val Sarmento,Valle del Sinni) e nella catena del Pollino (Gole del Raganello, Monte Pollino, Alessandria del Carretto) specie se si alloggia in uno dei numerosi agriturismi o in un BB. Il borgo antico sorge su uno sperone di arenaria cementata e massiccia. Domina la valle del Ferro, solcata dall'omonimo fiume, una volta noto come fiume Acalandro. L'Acalandro era il confine fra la Siritide e la Sibaritide. La Sibaritide si estendeva dal fiume Trionto all'Acalandro e la Siritide dall'Acalandro al fiume Aciris (Agri). In un testo del 1601 viene riportato: altre abitazioni nella parte orientale della provincia, cominciando dal fiume Siri infino al fiume Acalandro...sono queste, La Rocca Imperiale,...Riolo,... Boleto .

SANTUARIO SANTA MARIA DI ANGLONA

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Loc. SANTUARIO DI SANTA MARIA DI ANGLONA, CONTRADA MARIA SANTISSIMA D'ANGLONA, TURSI, MATERA, ITAL - BASILICATA  Navigatore
29 Km da ALIANO
Altitudine: 259 mt. s.l.m.  Area Rotondella, Nova Siri, Policoro
Il Santuario di Santa Maria Regina di Anglona e' un antico santuario mariano situato sul sacro colle di Anglona, nel comune lucano di Tursi, in provincia di Matera. Il santuario si trova su di un colle a 263 m s.l.m., domina la vallata sottostante tra i fiumi Agri e Sinni. E' a meta' percorso della strada provinciale che va da Tursi a Policoro. Nel 1976 diventa sede titolare della diocesi di Tursi-Lagonegro. Dal 1931 e' monumento nazionale. Il 17 maggio 1999 il santuario e' stato elevato a Pontificia Basilica Minore da papa Giovanni Paolo II, a ricordo del Sinodo dei vescovi. Fino agli anni cinquanta il colle era frequentato da contadini, pastori e gente del luogo che utilizzavano i locali esterni al santuario come alloggio, rifugio, deposito e persino come stalle. Il luogo era gremito di gente soltanto nei giorni di festa. Successivamente, dopo gli scavi archeologici nella zona, le attenzioni della soprintendenza dei beni culturali aumentarono e con esso il flusso di pellegrini, studiosi e visitatori. La struttura attuale del santuario datata tra l'XI secolo ed il XII secolo e' l'ampliamento di una prima chiesetta, del VII-VIII secolo. La costruzione, in tufo e travertino, presenta elementi architettonici di notevole importanza quali, l'abside, il campanile e il portale in stile romanico. L'esterno absidale e' sicuramente la parte piu' cromatica e piu' raffinata dell'intero edificio, si ammirano ornamenti ad intagli, archetti pensili, lesene e un finestrone centrale adornato. Sulle pareti esterne numerose formelle con figure di animali a rilievo, di provenienza ignota, creano un effetto davvero suggestivo. Il tetto a piu' falde e l'armonia dei volumi, conferiscono al santuario un aspetto piacevole ed imponente. Il portale in stile romanico e' formato da un'arcata a tutto sesto arricchita da intagli e rilievi. Anche sul fronte del portale si trovano formelle di tufo calcareo con bassorilievi che raffigurano i simboli dei quattro evangelisti, Marco il leone, Luca il bue, Giovanni l'aquila, Matteo l'angelo. A sinistra della facciata spicca il campanile anch'esso in stile romanico, di forma quadrangolare, poco slanciato e in cima adornato da quattro bifore

ROTONDELLA

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Loc. ROTONDELLA MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
30 Km da ALIANO
  Area Tursi, Nova Siri, San Giorgio Lucano
Rotondella, piccolo borgo della provincia di Matera, e' anche chiamata 'Balcone dello Ionio', nome che deriva dalla sua particolare posizione: dalla sua sommita' infatti si puo' godere della vista di tutta la costa ionica, da Taranto alla Calabria. Bellissima e' inoltre la vista del paese dall'alto, con le sue strade che si arrotolano una sull'altra risalendo la collina, come una girandola di pietra, fino ad arrivare alla cima, dove il paese sembra quasi chiudersi su se stesso. Molte sono le attrattive da visitare a Rotondella, a partire dalle zone di interesse archeologico, come il Monte Coppolo, sulla cui sommita', secondo quanto affermato da alcuni studiosi, si trova l'antica citta' di Lagaria; da visitare anche l'area di Piano Sollazzo, dove sono stati ritrovati reperti di un villaggio risalente all'epoca neolitica. Passeggiando per il centro storico, invece, notevole e' la chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie, all'interno della quale si possono ammirare le statue lignee della Madonna delle Grazie e di Sant'Antonio. Molto bella e' anche la chiesa di Sant'Antonio da Padova, che fa parte del convento francescano degli Zoccolanti: sia la chiesa che il convento furono abitati dai monaci fino al 1862, anno in cui la proprieta' dei beni passo' allo Stato. All'interno della chiesa si possono vedere un bellissimo altare in marmo policromo e le statue di San Francesco d'Assisi, San Pasquale Bairo e Santa Rosa da Lima. Il centro del borgo e' inoltre caratterizzato da caratteristici palazzi antichi, arricchiti da bellissimi portali, e nelle vicinanze del borgo ci sono le spiagge dello Ionio, ancora lontane dai circuiti di massa e ricche di fascino da scoprire

SPIAGGIA DI ROTONDELLA

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Loc. ROTONDELLA MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
42 Km da ALIANO
  Area Tursi, Policoro, Rotondella
La spiaggia di Rotondella Mare si trova sulla costa Jonica a pochissimi chilometri dalal piu' nota spiaggia di Nova Siri. I suoi fondali marini sono incontaminati e adatti a coloro che amano praticare gli sport acquatici. Nel complesso e' una localita' molto tranquilla e adatta a chi ama praticare trekking nei boschi limitrofi. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Alberghi

WWF: OASI LAGO DI SAN GIULIANO

WWF: OASI LAGO DI SAN GIULIANO  Apri
Loc. GROTTOLE MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
41 Km da ALIANO
Altitudine: 9 mt. s.l.m.  Area Ferrandina, Altamura, San Mauro Forte
  Brochure PDF
Una delle piu' importanti zone umide della Basilicata L'Oasi WWF del Lago di San Giuliano si trova in una Zona di Protezione Speciale e in un Sito d'Importanza Comunitaria nei Comuni di Grottole, Miglionico e Matera. L'area si estende per circa 1.300 ettari ed e' una delle piu' importanti zone umide della Basilicata. La varieta' di ambienti ed habitat della Riserva favorisce la presenza di una fauna diversificata, soprattutto per quel che concerne le specie ornitiche, tra le quali cicogne, gru, spatole, aironi rossi, aironi bianchi maggiori, morette tabaccate, avocette, cavalieri d'Italia. Ambiente L'Oasi WWF Lago di San Giuliano e' una delle piu' importanti zone umide della Basilicata. Inizialmente creato per scopi irrigui dallo sbarramento del fiume Bradano negli anni tra il 1950 e il 1957, nel 1976 il Lago di San Giuliano e' diventato Oasi di Protezione e Rifugio per la fauna stanziale e migratoria, nel 1989 Oasi WWF e nel 2003 Zona Ramsar, ovvero una delle aree umide di interesse internazionale per la fauna acquatica. Il territorio della riserva, situata nella parte ovest della Basilicata, interessa i Comuni di Matera, Miglionico e Grottole, e comprende parte del medio corso del fiume Bradano a monte e a valle dello sbarramento, il lago- che si estende per circa 8 km2- e la gravina. Il tratto a monte del lago ha caratteristiche tipiche dell'ecosistema fluviale, mentre a valle dello sbarramento il fiume scorre in una gravina profonda, a tratti, anche 50 metri. Intorno al lago sono presenti nuclei di macchia mediterranea -da una parte le specie alloctone del rimboschimento, dall'altra le specie autoctone quali lentisco, perastro, paliuro, ginepro, roverella, fillirea, biancospino- prati umidi e xerici, boschi naturali igrofili e boschi di conifere ed eucalipti. Lungo la fascia piu' esterna vi sono ristrette aree coltivate in maniera intensiva.

Escursioni e attrazioni in BASILICATA vicino a ALIANO MATERA, ITALY Colobraro Craco San Mauro Forte: 'LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO'   'TRICARICO'   'WWF: OASI BOSCO DI POLICORO'   'FAGIOLO DI SARCONI IGP'   'PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE'   'SAN MAURO FORTE'   'PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE'   'MASSICCIO DEL SIRINO'   'PEPERONE DI SENISE IGP'   'PARCO NAZIONALE DEL POLLINO'   'CASTELLO DI UGGIANO'   'CRACO'   'CANESTRATO DI MOLITERNO I.G.P.'   'LAGONEGRO'   'MOLITERNO'   'CACIOCAVALLO SILANO D.O.P.'   'TURSI'   'SPIAGGIA DI POLICORO'   'PARCO NAZIONALE DEL POLLINO'   'PARCO NAZIONALE ALTA MURGIA'   'LAGO DI MONTE COTUGNO'   'LAGO DI PIETRA DEL PERTUSILLO'   'SPIAGGIA DI MARINA DI NOVA'   'ORIOLO'   'SANTUARIO SANTA MARIA DI ANGLONA'   'ROTONDELLA'   'SPIAGGIA DI ROTONDELLA'   'WWF: OASI LAGO DI SAN GIULIANO'  

BASILICATA


Prima della conquista dei Romani il nome antico della regione era Lucania (dal nome dell'antica popolazione). La Basilicata inizia ad essere così chiamata intorno al IX. - X. secolo dopo Cristo. Questo nome deriva da Basilikos, appellativo del funzionario dell'Impero Bizantino che governava la Regione, che, dopo la dominazione romana, divenne territorio dell'Impero Bizantino. La regione Basilicata si trova tra la Calabria e la Puglia, nella parte meridionale dell'Italia. Non si visita la Basilicata per caso, si sceglie infatti di soggiornare in questa terra solo se si ha voglia di vivere un'esperienza diversa, immergendosi in luoghi dove silenzio, colori, profumi e sapori portano lontano dal frastuono e dallo stress della vita moderna, regalando sensazioni uniche. I boschi e le foreste che ricoprono le montagne sono costellati da piccoli e suggestivi borghi. Ci sono poi dei luoghi anche a 1000 m di altitudine, dove l'aria pura, i sapori genuini e le bellezze della natura si uniscono alle testimonianze storiche per soddisfare ogni desiderio di conoscenza. Bellissima, e tuttavia ancora poco esplorata, è la zona dei Laghi di Monticchio, una delle aree più spettacolari della Basilicata. Il lago Grande e il lago Piccolo, sono due splendidi specchi d'acqua che occupano i due crateri, ormai spenti, del Monte Vulture e sono circondati da una fitta e lussureggiante vegetazione. La Basilicata è bagnata da due mari: lo Ionio e il Tirreno. La costa ionica, con le due note località di Metaponto e Policoro, offre ampie spiagge di sabbia finissima o di ciottoli, in alcuni tratti circondate da pinete e filari di eucalipto. Il Golfo di Policastro, sul versante tirrenico, presenta una costa alta e frastagliata, dove i promontori a picco sul mare sono intervallati da piccole spiagge lambite da un mare cristallino.

Da Vedere: I 'Sassi di Matera': sono quartieri scavati nella roccia e intagliati in un profondo burrone formato dalle pareti di tufo del torrente Gravina. I 'Sassi' sono considerati Patrimonio Mondiale dell'Umanità e sono protetti dall'Unesco. Museo Nazionale della Siritide: si trova a Policoro, in provincia di Matera e comprende materiali provenienti dagli scavi archeologici di Siris e di Heraclea, citta' greca del V secolo, e da localita' della costa lucana. Castello Normanno di Melfi: Nel Castello Normanno dell'XI secolo e' allestito un Museo in cui sono conservati reperti preistorici, materiali tombali, oreficerie, vasi greci. Parco Nazionale del Pollino, condiviso con la Calabria: si estende per 200.000 ettari e comprende 66 Comuni di cui 22 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera. E' stato istituito come Parco Regionale del Pollino nel 1985 e come Parco Nazionale nel 1990 con l'aggiunta dei territori calabresi (32 comuni sono nella provincia di Crotone). Nel Parco è possibile visitare vari monumenti e reperti archeologici, ruderi di castelli, di rocche di fortificazione, di conventi, di monasteri, santuari, chiese e cappelle, isole linguistiche di origine albanese. Maratea: in provincia di Potenza, è una rinomata località di villeggiatura ed è l'unico sbocco della regione sul mar Tirreno. Maratea è chiamata la 'Perla del Tirreno' per la bellezza della sua costa su cui è situato il porticciolo turistico. E' nota anche come la città delle 44 chiese, ricche di preziose testimonianze artistiche.

Gastronomia e Vini: La gastronomia della Basilicata é influenzata dalle tradizioni culinarie delle regioni confinanti (Campania, Puglia e Calabria). I sapori caratteristici sono pungenti: il peperoncino, le erbe aromatiche. Per il condimento viene utilizzato quasi esclusivamente l'olio d'oliva mentre è ignorato il burro. Elemento base è la carne di maiale: i lucani sono dei veri esperti nel trattare prosciutti, salsicce, capicolli e pancetta. Piatti tipici sono ad esempio cotechinata, frittura di maiale, peperonata con carne di maiale, sanguinaccio. Una curiosità: la salsiccia che in molte regioni viene chiamata 'luganega' è originaria della regione e prende il nome dalla Lucania. Oltre al maiale, è utilizzata anche la carne di pecora e agnello. Tra i piatti di pesce segnaliamo zuppe di mare, anguille, trote e baccalà al forno. Per quanto riguarda i primi piatti, la protagonista di ogni pranzo è la pasta fatta in casa nelle sue molteplici forme: fra le più tipiche troviamo orecchiette, cavatelli, strozzapreti, fusilli e strascinate. Tipici della Basilicata sono infatti i &fusilli con le fave' Tra le altre specialità gastronomiche lucane sono da citare i formaggi: scamorze, provole e ricotte. Diffusa la preparazione del caciocavallo, un formaggio che deve il suo nome al metodo di stagionatura: le forme vengono accoppiate ed assicurate a 'cavallo' di un bastone.I tre vini più famosi della Basilicata provengono tutti dal Vulture e sono l'Aglianico, rosso, il Moscato, bianco frizzante, e il Malvasia, tipico vino da dessert. L'Aglianico, ottimo con le carni, è l'unico ad aver ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata. Tra gli altri vini merita una segnalazione l'Aleatico di Rionero.