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  SORANO


SORANO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a SORANO GR, ITALIA Pitigliano Ischia di Castro Saturnia

ROMITORI DI ISCHIA DI CASTRO

ROMITORI DI ISCHIA DI CASTRO  Apri
Loc. ISCHIA DI CASTRO VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
16 Km da SORANO
  Area Pitigliano, Sorano, Saturnia
  Brochure PDF
Uno dei romitori (o eremi) piu' interessanti e' quello di Poggio Conte che, ricavato all'interno di un costone di tufo secondo tipologie architettoniche di ispirazione cistercense, si affaccia su una suggestiva valle, anfiteatro naturale dalla cui sommita' sgorga una piccola cascata. Gli ambienti di abitazione sono quasi del tutto franati, mentre si conserva la piccola chiesa, con colonne e capitelli scolpiti nel tufo, composta da due ambienti quadrangolari, con copertura a cupola quello d'ingresso, a crociera quello di fondo, un'abside con resti di un affresco raffigurante due santi con la mitra (copricapo portato da vescovi come insegna di autorita'), forse S. Colombano e S. Savino. L'ambiente d'ingresso era decorato da un grande ciclo di affreschi del XIII secolo, comprendente le figure dei dodici apostoli e del Redentore. Alcuni lastroni di tufo di questi preziosi affreschi vennero trafugati negli anni Sessanta del Novecento e, fortunatamente recuperati, sono oggi conservati al Museo di Ischia di Castro. Piu' complessa appare la planimetria dell'eremo di Ripatonna Cicognina scavato su tre diversi livelli e frequentato dal XV al XVII secolo; all'epoca del primo impianto sembrano riferibili gli affreschi di scuola senese che decorano la chiesa, raffiguranti S. Antonio Abate ed un santo vescovo

PITIGLIANO

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Loc. PITIGLIANO - TOSCANA  Navigatore
5 Km da SORANO
  Area Sorano, Ischia di Castro, Saturnia
Di citta' del tufo nel centro Italia ce se sono diverse. Le vicine Sorano e Sovana ad esempio o, rimanendo entro una settantina di chilometri, Orvieto e, poco piu' a sud, Orte. Ma Pitigliano e' diversa ... e, pur non avendo il momumento mozzafiato che rimane impresso nella mente, e' tutto il contesto che e' incantato quasi magico. Anche l'origine di Pitigliano risente di questa magia e si perde nella notte dei tempi. La leggenda vuole che fu fondata da due giovani Petilio e Celiano. Petilio era della gens Petilia, una importante famiglia etrusco romana, mentre Celiano appartiena alla famiglia etrusca dei Celes Vibenna. Petilio e Celiano non trovarono nulla di meglio che rubare la corona d'oro dal tempio di Giove Stator a Roma e portarla fin sulla rupe di Pitigliano dove, ammaliati dalla bellezza del posto, Vi rimasero e fondarono la citta'. Noi non crediamo molto in questa leggenda etrusco - romana ... solo perche' l'origine di Pitigliano e' certamente piu' antica e forse antecedente alla civilta' Etrusca stessa. Oggi a Pitigliano si viene per passeggiare per i vicoli, con le tante piccole botteghe artigiane, immersi nei colori del tufo e nell'odore dei camini a legna ... e Vi assicuriamo che e' un piacere senza fine, anche se confinato al solo centro storico ... quello sopra la rupe di tufo. Al di la delle mura, nella direzione est, si e' naturalmente estesa la Pitigliano nuova tutta moderna, ma senza il fascino dei secoli. Ma quale e' il momento migliore per la visita di Pitigliano. Sicuramente da primavera all'autunno, anche se poi molte delle foto che pubblichiamo sono fatte in pieno inverno. In particolare Vi segnaliamo la Torciata di San Giuseppe che si svolge il 19 Marz

SATURNIA

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Loc. SATURNIA, GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
18 Km da SORANO
  Area Sorano, Roccalbegna, Pitigliano
Le Terme di Saturnia costituiscono un insieme di sorgenti termali situate nel comune di Manciano, a pochi chilometri dalla localita' di Saturnia, rispetto alla quale sorgono nella sottostante vallata sud-orientale. Le sorgenti termali che alimentano le terme interessano un vasto territorio che spazia dal Monte Amiata alle Colline dell'Albegna e del Fiora, fino a raggiungere la Maremma grossetana presso Roselle (Terme di Roselle) e Talamone (Terme dell'Osa). Il benessere tra innovazione e tradizione Il punto di forza della localita' termale la si deve al binomio fra tecnologia e tradizioni, un soggiorno alle Terme di Saturnia, significa concedersi un viaggio in un luogo senza tempo, dove lasciarsi coccolare da un'atmosfera avvolgente e trascorrere momenti indimenticabili. Qui la persona e' al centro di ogni attenzione e il suo benessere coincide con un equilibrio psico-fisico da costruire, risvegliare e mantenere attraverso un approccio globale, fatto di cinque aree collegate e complementari: idroterapia, estetica, stress management, dieta e fitness. Tra tutti i consigli pratici che possiamo darvi per prevenire o curare lo stress il piu' importante e' 'staccare la spina', partire per un'isola felice dove qualcuno si prenda cura di voi, vi coccoli e vi porti per mano verso una rinascita fisica e mentale. Le Terme di Saturnia possono essere quell'isola. E ora liberate la mente, azzerate ogni attivita' e tuffatevi nell'archetipo della vostra esistenza: l'acqua

PECORINO DI PIENZA

PECORINO DI PIENZA  Apri
Loc. PIENZA - TOSCANA  Navigatore
44 Km da SORANO
  Area Bagno Vignoni, Montefollonico, Montepulciano
  Brochure PDF
Questo particolare formaggio ovino prende il nome dalla antica citta' d'arte di Pienza, posta a pochi chilometri da Montepulciano ed e' il piu' prezioso tra i pecorini delle Crete Senesi. Questo particolare formaggio ovino prende il nome dalla antica citta' d'arte di Pienza, posta a pochi chilometri da Montepulciano ed e' il piu' prezioso tra i pecorini delle Crete Senesi. L'allevamento di ovini in toscana, documentato gia' in epoca romana da Plinio il Vecchio, risalirebbe ancor prima nel tempo in epoca etrusca. Il Pecorino di Pienza, particolarmente apprezzato da Lorenzo il Magnifico, e' un formaggio a pasta cotta prodotto con latte crudo intero di pecora di razza sarda (con alcuni esemplari di razza appenninica e sopravvissana) allevata allo stato semibrado con foraggi esclusivamente del territorio. Ed e' proprio la flora piuttosto rara dei pascoli della zona argillosa delle Crete senesi (assenzio, barba di becco, ginepro, ginestrino, salvastrella, &) a conferirgli il particolare aroma. Il latte viene lavorato appena munto. La coagulazione avviene con aggiunta di caglio di vitello o di 'pressura', stami di carciofo selvatico, macerati in aceto e sale o fatti seccare e poi messi in infusione in acqua tiepida. La maturazione delle forme avviene in cantine fresche e molto umide e periodicamente la loro superficie, aromatizzata con foglie di noci, viene unta prima con olio d'oliva toscano, poi di olio e pomodoro, poi con morchia e cenere. Le forme sono rotonde, con un diametro variabile fra i 14 ed i 22 centimetri ed un peso da 800 grammi a due chili. Dopo 40-60 giorni circa e' pronto per essere consumato fresco come formaggio da tavola, con un sapore dolce e pastoso ma leggermente piccante. Lasciato stagionare dai cinque ai dodici o addirittura diciotto mesi (ottimo da grattugia), raggiunge il 40% di grasso, con sapore pieno e persistente, non piccante, retrogusto tannico e consistenza friabile e pastosa in bocca. Perfetto in abbinamento con il miele di castagno di Montalcino e con i vini della regione, dal Chianti al Montepulciano

PIENZA

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Loc. PIENZA - TOSCANA  Navigatore
44 Km da SORANO
  Area Bagno Vignoni, Montefollonico, Montepulciano
Il borgo che vide i natali di enea Silvio Piccolomini e che doveva sparire non abbena sarebbe sorta Pienza, si chiamava Corsignano ed era una roccaforte senese. Alcuni documenti intorno al Mille ci testimoniano la sua storia nelle vicende guerresche delle citta' maggiori vicine. Nel 1251 il paese fu coinvolto nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini e sono del 1269 alcune gravi questioni con un ricco proprietario di nome Bertoldo che aveva tagliato i viveri agli abitanti del borgo. Un documento del 1393 ci assicura come la gabella da pagarsi a Siena fosse cambiata da cera in denaro onde fare un Palio. Di Corsignano restano pochissime tracce sulle mura e nella via Gozzante e una chiesa romanica a tre chilometri da Pienza. Pienza e' l'unica cittadina dei dintorni della quale si possono contemplare chiaramente i natali: fu fatta edificare, su piano regolatore, dal Papa Pio II - Enea Silvio Piccolomini - non appena sali' al trono pontificio, nel 1558. Alta sulla valle dell'Orcia, guarda ad oriente il monte si cui sorge Cortona e i tre laghi ( Trasimeno, di Chiusi e di Montepulciano), e a sud il Monte Amiata e , circondata dalla Valle dell'Orcia, domina Torrita, Asciano, S.Giovanni d'Asso e i colli del Chianti. Pienza sorse in poco piu' di tre anni e prese il nome da Papa Pio II. Questo Pontefice volle far sorgere l'elegante cittadina perche' fosse luogo di riposo per se' e per la sua corte: egli fu contento dell'opera dell'architetto e non si rammarico' che gli avesse presentato dapprima un preventivo non rispondente al vero ed anzi, compiaciuto, scrivendo al Rossellino, affermava: alla tua menzogna si deve, Bernardo, se questi nobili palazzi.... questa chiesa che tutto il mondo ammira...- continua il Pontefice - hanno potuto avere compimento. Pio II voleva anche convogliare le acque del Vivo, e scaricarle nell'Orcia per formare un grande lago artificiale - come ci narra il Campano biografo di questo pontefice e scrittore della sua Corte per creare un vivaio di pesci e per una difesa contro i nemici. Proprio sotto Bagno Vignoni , dove il Papa voleva deviare le acque, gia' pare che gli Etruschi avessero fatto delle opere di scolo molto sapienti ed oppurtune. Il lago che Pio II voleva creare, non vide mai la luce. Pienza accolse dunque questa Corte di prelati umanisti e cultori del bello e conserva il riflesso di quella vita rinascimentale che si viveva a Roma. Per la sua posizione, la cittadina ebbe un ruolo di grande importanza nelle guerre che videro incrociarsi in Toscana e nel senese le armi medicee e quelle imperiali con quelle francesi unite alla repubblica di Siena in Montalcino (1550-60) e fu saccheggiata quindici volte. Passo' sotto ai Medici e segui' le sorti della altre citta' Toscane. Si ricordano inoltre i saccheggi che i tesori di Pienza subirono, sotto il dominio napoleonico. Enea Silvio Piccolomini, salito alla dignita' pontificia col nome di Pio II, incarico' Bernardo Rossellino, architetto e scultore fiorentino, discepolo di Leon Battista Alberti, di rinnovare l'urbanistica dell'antico e povero borgo di Corsignano nella rinascimentale cittadina di Pienza; la quale, ideata tra il 1459 e il 1562, accentrata intorno alla piazza principale, serba i segni della rapida ed affrettata fioritura. Intorno alla piazza centrale ruotano il Duomo, il Palazzo Piccolomini, il Palazzo Borgia e il Palazzo dei Priori. Altre case e altri palazzi furono poi costruiti attorno agli edifici principali e sparsi per le strade di Pienza, fabbricati con gusto e materiale affini alle costruioni del Rossellino, sotto la sorveglianza dell'architetto Pietro Paolo del Porrina, senese. Le costruzioni hanno uno stile di derivazione albertiana, frammisto a motivi di gusto piu' antico

ORVIETO

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Loc. ORVIETO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
34 Km da SORANO
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
Le origini di Orvieto risalgono alla civilta' etrusca: i primi insediamenti, sono del IX° secolo a.C. e si localizzarono all'interno delle grotte tufacee ricavate nel massiccio su cui sorge attualmente la citta'. Dopo essere stata annessa nel III° secolo a.C. ai territori di Roma, Orvieto rimane sotto la sua dominazione fino al declino dell'Impero Romano d'Occidente. Diviene poi libero Comune, e durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, e' strenua oppositrice del Barbarossa, rimanendo fedele al Papa. Forte della considerazione dello Stato Pontificio, Orvieto puo' cosi' prosperare per tutto il Medioevo, raggiungendo l'apice dello sviluppo nel XIII° secolo con la costituzione del Consiglio generale dei 400 e l'elezione del Capitano del Popolo. E' durante questo periodo che si ebbe un fervido lavoro di costruzione di palazzi ed edifici sacri tra cui spicca il celeberrimo Duomo, risalente al 1263, indubbiamente la testimonianza architettonica piu' importante della citta', con la sua splendida facciata gotica e con la ricchezza delle decorazioni e delle cappelle interne. Nella citta' antica troviamo poi il Pozzo di San Patrizio, edificato nel 1527 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, il Palazzo dei Sette del 1300, il Palazzo del Capitano del Popolo (XII° secolo) nel quale si tenevano le rii del Consiglio Popolare, le chiese di S. Andrea (XII° secolo), S. Domenico (XIII° secolo), S. Giovenale (XI° secolo), Palazzo Soliano (1262) al cui interno sono ospitati due musei : il Museo dell'Opera del Duomo ed il Museo d'Arte Moderna. Inoltre si ricordano il Teatro Mancinelli (1866), la suggestiva Citta' Sotterranea e la Necropoli del Crocefisso del Tufo risalenti al periodo etrusco

PALAZZO DEL CAPITANO DEL POPOLO

PALAZZO DEL CAPITANO DEL POPOLO  Apri
Loc. PIAZZA DEL POPOLO, ORVIETO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
34 Km da SORANO
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
Questo palazzo si erge nell'omonima piazza e risale ai primi anni ottanta del XIII secolo. La sua origine e' controversa, tuttavia si pensa che fu costruito su ideazione della famiglia Neri della Greca su un preesistente palazzo papale del 1157. Palazzo del Popolo. Il palazzo vide delle modifiche e degli ampliamenti gia' nel decennio successivo. La torre campanaria e' del 1315, successivamente il capitano del popolo, da cui prende il nome il palazzo, vi colloco' la campana con incisi i simboli delle arti che ora si trova sulla Torre del Moro. Del 1472 e' la copertura superiore. Oltre al capitano vi abitarono il Podesta' e i Sette Signori; dal 1651, ospito' il Monte di Pieta'. Tra le sale principali vi sono: la sala del '400, la sala che nel 1596 fu ceduta allo Studium delle Facolta' di Diritto, Teologia e Logica, le cui lezioni vennero tenute, due volte al giorno, tramite il richiamo della campana del popolo, fino al 1651 quando le lezioni furono costrette ad essere spostate altrove. Da allora di quell'universita' se ne persero le tracce. Nel Saggio Statistico Storico del Pontificio Stato, compilato dall'ingegnere perugino Gabrielle Calindri a Perugia nel 1829, si riporta la fondazione dell'universita' nel 1013, concessa dall'imperatore Enrico II di Sassonia, il Santo e da papa Benedetto VIII, gia' nelle Historie di Cipriano Manente edite nel 1561; lo Studium Generalis fu riconfermato dal cardinale Egidio Albornoz nel 1377. I locali superiori furono adibiti a teatro a partire dal 1578. Il comune di Orvieto stanzio' somme di denaro per i concittadini che volessero partecipare agli spettacoli a patto che queste manifestazioni culturali fossero messe in scena. A queste manifestazioni partecipo' una certa Accademia dei Giovani. Fu restaurato alla fine degli anni ottanta e attualmente e' sede di un centro congressi. Altri lavori hanno reso possibile delle scoperte archeologiche negli scantinati, tra cui un tempio del V secolo un acquedotto e una cisterna medievali

ABBADIA SAN SALVATORE

ABBADIA SAN SALVATORE  Apri
Loc. ABBADIA SAN SALVATORE SIENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
24 Km da SORANO
  Area Bagno Vignoni, Roccalbegna, Pienza
Centro di soggiorno estivo e invernale, il piu' importante e meglio attrezzato del territorio del monte Amiata. Dell'Abbazia di S. Salvatore, che per un millennio circa ebbe ad irradiare il suo potere in tutta la zona amiatina orientale, restano la chiesa e la cripta. Dalla storia e dalla leggenda si apprende che questo monastero, prima benedettino poi cistercense, nacque intorno al 750 per volere del re longobardo Rachis, che lo destino' inizialmente al controllo della via Francigena, che correva lungo la vallata immediatamente sottostante. Successivamente il potere temporale di questa abbazia, pur scontrandosi assai spesso con gli Aldobrandeschi, i potenti nobili i cui territori comprendevano tutto il versante occidentale dell'Amiata, trova grandi riscontri nella storia della Toscana e nei rapporti fra Papato e Imperatori. In tale contesto storico ambientale, registra un notevole interesse anche il borgo medioevale, che si conserva quasi intatto con anguste strade pittoresche. Abbadia S. Salvatore ha conosciuto negli ultimi due secoli gli aspetti positivi ( che ne derivavano per l'indotto economico) e insieme negativi (per le condizioni di lavoro dei minatori) di un rilevante sviluppo minerario collegato alla produzione del mercurio, le cui miniere risultano oggi tutte chiuse. Nei dintorni di Abbadia la cappella dell'Ermeta, cicondata da una fitta boscaglia. Non lontana dall'abitato urbano, la vecchia area della miniera, una delle piu' produttive di cinabro, a testimoniare un'attivita' economica ormai non piu' attuale, tanto da essere divenuta oggetto di un intervento di riqualificazione urbana con insediamenti artigianali e con un interessante Museo minerario, aperto nel gennaio del 2001, ricavato nella palazzina della Torre dell'Orologio. La miniera di Abbadia, la cui storia e' oggi tema di questo museo minerario, e' passata nell'arco di circa un secolo dalla fase pionieristica della ricerca alle fasi di grande utilizzo produttivo (anni '30-40), fino a quella del progressivo ridimensionamento, dovuto all'abbandono del mercurio nei vari usi industriali in cui tale metallo era impiegato. Chiusa completamente la miniera di Abbadia circa venti anni fa, e con essa anche gli altri giacimenti dell'Amiata, rimane oggi la testimonianza di una esposizione museale

PALAZZO DEI PAPI

PALAZZO DEI PAPI  Apri
Loc. PALAZZO DEI PAPI, PIAZZA SAN LORENZO, 8, VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
45 Km da SORANO
  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano
  Brochure PDF
Il Palazzo dei Papi - chiamato comunemente Palazzo Papale - di Viterbo e', insieme al Duomo, il piu' importante monumento storico della citta'. Esso fu eretto nella forma attuale ampliando il palazzo sede della Curia vescovile della citta' allorche' papa Alessandro IV, a causa dell'ostilita' del popolo e della borghesia romana, capitanata dal senatore Brancaleone degli Andalo', trasferi' la sede della Curia pontificia nel 1257 a Viterbo. L'ampliamento fu disposto e curato dal Capitano del Popolo Raniero Gatti, appartenente ad un'influente famiglia cittadina. Egli fece costruire tra l'altro, con il consenso di papa Clemente IV, una grande sala per le udienze nota oggi con il nome di Aula del Conclave per il fatto di aver ospitato il primo e piu' lungo conclave della storia, cioe' quello del 1268-1271, durato ben 1006 giorni! Notevole anche la Loggia delle benedizioni, dall'architettura elegante ed armoniosa, eretta nel 1267 per volonta' del Capitano del Popolo Andrea Gatti, durante il pontificato dello stesso papa Clemente IV, che amo' tanto la citta' di Viterbo, e dai viterbesi fu ricambiato di pari amore, tanto che, alla sua morte, ne richiesero a gran voce la beatificazione. La caduta di parte di un'ala del palazzo, da poco costruita ed avvenuta l'11 maggio 1277, feri' mortalmente papa Giovanni XXI. La visita del Palazzo e' possibile rivolgendosi presso il Museo del Colle del Duomo di Viterbo. Il Palazzo e' una costruzione massiccia che, dal lato opposto alla piazza, strapiomba con possenti contrafforti sulla valle di FAUL. Esso termina alla destra con la imponente Sala del Conclave, che si affaccia sulla piazza con sei finestre bifore sormontate da altrettante a feritoia. L'accesso alla sala avviene dalla piazza tramite un'ampia scalinata, terminata nel 1267, che conduce ad un portale con volta a tutto sesto, sormontata dallo stemma di San Bernardino e da una mensola reggente la statua di un piccolo leone. Fra il colmo dell'arco del portale e la mensola e' posta, incorniciata, una lapide quadra in memoria di Raniero Gatti. La facciata del Palazzo e' ornata di merlature rettangolari, poste esattamente al fondo della falda del tetto. Accanto al portale e' sita un'apertura piu' modesta, anch'essa con volta a tutto sesto, cui si accede da un ballatoio e che tramite una cancellata da' accesso diretto al balcone della loggia, proprio accanto all'uscita della Sala del Conclave sulla loggia

TUSCIA DOP

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Loc. VITERBO VT, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
45 Km da SORANO
Altitudine: 329 mt. s.l.m.  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano
  Brochure PDF
L'olio extravergine d'oliva DOP Tuscia (Regolamento Comunitario n. 1623/05 della Commissione del 4.10.05 e pubblicato sullaGUCE al n. 259/15 del 5.10.2005) e' ricavato dalle olive di tre varieta' (Frantoio, Canino e Leccino) presenti per almeno il 90%, da sole o congiuntamente a seconda dei singoli oliveti, con ammissione della presenza di altre varieta' (Moraiolo e Pendolino) in percentuale massima del 10%. Per questo motivo si potranno avere piccole variazione a seconda della zona di raccolta. Le caratteristiche di questo olio al momento dell'immissione al consumo sono: colore verde smeraldo, con riflessi dorati; odore fruttato che ricorda il frutto sano, fresco, raccolto al punto ottimale di maturazione; sapore di fruttato medio con equilibrato retrogusto di amaro e piccante di intensita' variabile; acidita' totale massima dello 0,50%. La zona di produzione indicata dal Disciplinare, comprende i seguenti Comuni della provincia di Viterbo: Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel S. Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Civita Castellana, Civitella D'Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Gradoli, Graffignano, Grotte di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montalto di Castro (in parte), Montefiascone, Monteromano, Nepi, Oriolo Romano, Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, S. Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tuscania (in parte), Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa S. Giovanni in Tuscia, Viterbo, Vitorchiano

VITERBO

VITERBO  Apri
Loc. VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
45 Km da SORANO
  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano

La provincia di Viterbo chiamata anche Tuscia si trova nell''area nord della Regione ed caratterizzata da varie tipologie di paesaggio, da quello marino, a quello pianeggiante della maremma fino a quello montuoso. Il capoluogo di provincia, Viterbo, e' situato a 325 mt sul livello del mare ai piedi dei monti Cimini. Nelle sue vicinanze si trovano anche i laghi di Bolsena, Vico e Mazzano. Viterbo e' ricca di sorgenti termali e siti archeologici risalenti al periodo etrusco nel quale ebbe origine, e a quello romano dove si sviluppo in modo particolare sotto l''impertore Augusto. Troviamo inoltre interessanti monumenti dell''epoca medievale come le stesse mura di cinta merlate costruite fra il 1095 e il 1268, e di epoca rinascimentale. La denominazione Viterbo deriva da ''vetus urb'' che in latino significa citta vecchia. La storia di Viterbo e' associata a quella dei papi che ci vissero e che vi furono eletti, per questo e' denominata anche ''citta dei Papi''. Il primo fu Papa Alessandro IV che la scelse come rifugio. La decadenza di Viterbo inizio con il venire meno della corte papale quando la citta passo da una Signoria all''altra fino a che venne annessa allo Stato Pontificio. Il 12 settembre del 1870 fu annessa al Regno d''Italia e riconosciuta capoluogo di provincia i 1° gennaio del 1927. Da vedere: Il Palazzo dei Priori: Fu iniziato nel 1460 come sede per il Governatore della Provincia del Patrimonio e nel 1510 ne presero possesso i Priori. Dopo vari rifacimenti fu ultimato nel sec. XVI° Di particolare nota il portico del duecento e l''imponente facciata rinascimentale. Nella parte centrale del palazzo e' collocato lo stemma di papa Sisto V° Della Rovere. La Chiesa di San Francesco: Chiesa in stile romanico-gotico, eretta nel 1237 e distrutta nel 1944 durante bombardamenti. Il restauro risale al 1953. Qui sono sono conservate le reliquie di molti Papi fra cui quelle di Clemente IV (1265-68) e di Adriano V (1276), il supposto ''Papa di un giorno''. Altre chiese da visitare: La chiesa di San Sisto, la chiesa di Santa Maria Nuova e quella di Santa Rosa. I Museo Civico: Si trova nel convento della chiesa di Santa Maria della Verita ed e' uno dei piu antichi d''Italia. Qui si possono ammirare stupendi sarcofagi etruschi ed opere dell''epoca romana. Merita una visita anche la Pinacoteca dove e' conservata la tavola della Deposizione di Sebastiano del Piombo. Il Parco Terme Bulicame: Dove si trovano anche piscine termali pubbliche all''aperto ed il vicino Orto Botanico. Tarquinia: E'' stata uno dei principali centri etruschi dove sono visitabili le necropoli villanoviane e resti dei villaggi da cui ebbero origine. Il laghi di Bolsena e Vico: Due oasi naturalistiche di origine vulcanica.

MONTE AMIATA

MONTE AMIATA  Apri
Loc. ABBADIA SAN SALVATORE - TOSCANA  Navigatore
25 Km da SORANO
  Area Bagno Vignoni, Roccalbegna, Pienza
Il monte Amiata, un angolo insolito e prezioso di Toscana. Compreso nelle province di Grosseto e Siena, domina dall'alto dei suoi 1738 metri le vallate circostanti (val d'Orcia, val di Paglia), la superba piana della Maremma, le dolci e suggestive colline senesi, la verde depressione del lago di Bolsena ll Monte Amiata, massiccio della Toscana, mostra il suo profilo dolce ma austero anche a grande distanza. Nelle giornate serene lo si scorge dalle colline del Chianti, dalla Maremma e da chi viaggia nel mar Tirreno, dai monti laziali, dalle acque tranquille del laghi Trasimeno e Bolsena. Un profilo netto, forte, che emerge, alla stregua di una ciclopica cattedrale, dalla vasta superficie delle dolci colline toscane. Immerso e inserito nella Toscana classica, con l'Umbria e la Tuscia laziale a due passi, l'Amiata e' rimasto per millenni un territorio con proprie autonome prerogative geologiche, storiche e paesaggistiche. Le rigogliose faggete, le rocce dalle forme inconsuete, le ricche e fresche sorgenti, le miniere (oggi relegate a museo) e una stentata agricoltura montana hanno dato a chi vive sulle pendici della montagna la coscienza di un'orgogliosa diversita'. I cicli della storia e dell'arte hanno lambito e variamente interessato nei secoli, l'Amiata. Ma ne' gli Etruschi, ne' i Romani, ne' i Longobardi ne' gli imperatori d'occidente, ne' le storiche Repubbliche di Siena e di Firenze, ne' la vivace modernita' della vicina Grosseto, sono mai riusciti ad alterare lo spirito, il carattere, la magia della montagna amiatina, che ha reso simbiotico il rapporto tra natura, paesaggio ed opera dell'uomo. Nei secoli, l'Amiata ha conosciuto e forgiato un'economia a misura d'uomo e di natura, utilizzando le risorse presenti in varia misura, dai pascoli delle colline e delle valli ai doni della grande foresta montana e ai prodotti di un prezioso artigianato locale, in un percorso di grande respiro sociale, artistico e ambientale. E' lo stesso itinerario che proponiamo in queste pagine, senza tralasciare la comodita' rappresentata (per il turista di oggi) dal territorio dell'Amiata, assai vicino e baricentrico rispetto ai grandi centri storico-artistici e paesistici della Toscana e dell'Umbria

WWF: OASI BOSCO ROCCONI

WWF: OASI BOSCO ROCCONI  Apri
Loc. ROCCALBEGNA GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
21 Km da SORANO
Altitudine: 605 mt. s.l.m.  Area Saturnia, Abbadia San Salvatore, Sorano
  Brochure PDF
Riserva Naturale Regionale Alti pinnacoli di roccia sovrastano due corsi d'acqua, le cui acque purissime con la loro opera millenaria hanno creato gli spettacolari canyon dell'Oasi WWF Bosco Rocconi. L'Oasi si trova all'interno nei Comuni di Semproniano e Roccalbegna (Gr). E' un'Oasi aspra e selvaggia e allo stesso tempo dolce e ospitale dove e' possibile scoprire spettacolari canyon ed esplorare un bosco mediterraneo con alcuni alberi secolari di imponenti dimensioni. E' il regno del raro falco lanario. Ambiente L'Oasi Bosco Rocconi si trova alla confluenza del fiume Albegna con il suo affluente Rigo ed e' caratterizzata da imponenti pareti calcaree erose da questi due corsi d'acqua. Un bosco misto di caducifoglie, in passato coltivato a ceduo, ricopre i declivi meno aspri. Ai piedi dei costoni rocciosi il terreno ripidissimo e' ricoperto da una lecceta con alcuni alberi secolari di imponenti dimensioni. L'orografia accidentata ha limitato nei secoli le attivita' umane restituendoci questo lembo di terra selvaggio e misterioso. Estensione 139 ettari. Flora e fauna Le querce dominano su gran parte del bosco, con molti alberi da frutto selvatici quali peri, meli, ciavardelli, cornioli che ci offrono in primavera stupende fioriture. Un folto sottobosco di biancospini, ginestre ed eriche si apre qua e la' mostrandoci 28 specie di orchidee spontanee. Interessante la flora rupicola. Le inaccessibili pareti rocciose sono il regno incontrastato dei rapaci, primo tra tutti il falco lanario che qui vive e si riproduce. Presenti anche il falco pellegrino, il pecchiaiolo e il maestoso biancone, oltre ad allocco, assiolo, civetta, barbagianni. Tasso, istrice, faina, donnola, martora, puzzola e gatto selvatico popolano le silenziose notti nel bosco. Interessante e varia l'entomofauna.

TERME PISCINE CARLETTI

TERME PISCINE CARLETTI  Apri
Loc. STRADA DELLE TERME, TERME VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
43 Km da SORANO
  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano
Quella di Viterbo e' una delle province italiane piu' fortunate dal punto di vista delle terme libere. Le sorgenti termali libere, non captate, esistono ancora, anche se non sono ancora molte. Le piu' conosciute sono le Terme del Bulicame, anche se di questi tempi non si puo' piu' parlare di vera e propria area termale, in quanto l'acqua termale che alimentava il laghetto come per magia e' sparita (convogliata in altri lidi, si pensa..) e, del magico posto tanto decantato nella Divina Commedia dal nostro Dante Alighieri, oramai esiste solo il ricordo. Si spera e si vocifera da qualche anno di un qualche intervento di controllo e ripristino della stupenda area, ma, per ora, bisogna accontentarsi di altre aree termali ancora liberamente accessibili. Parliamo per esempio delle Piscine Carletti, anche se proprio in questo caso non c'e' da restare scontenti! Le acque sorgive delle Piscine Carletti sono le stesse che alimentavano il laghetto del Bulicame e, meraviglia delle meraviglie, qui l'acqua termale riesce ancora ad arrivare nelle splendide vasche, meta privilegiata dei cultori delle terme libere viterbesi. La manifestazione ipertermale e' formata da due sorgenti situate tra Strada Bagni e la Tuscanese. La temperatura della soergente si attesta sui 58°C e l'acqua viene classificata come sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa. La fonte risulta anche ricca di oligoelementi e sali minerali, con un residuo fisso di circa 2,420 g/l. La sorgente ha una portata fra i 3 e i 10 l/sec. L'Amministrazione comunale di Viterbo ha sistemato in maniera piu' che soddisfacente la zona circostante, piantando degli alberi e creando un vasto parcheggio. L'acqua delle sorgenti fuoriesce da due fumose polle di acqua caldissima che scendono dalle pendici della collinetta nelle prime tre belle vasche, ciascuna a temperatura diversa e frequentate abitualmente per bagni e fanghi. L'acqua scorre poi ancora verso due altre ampie piscine, a poca distanza

CIVITA DI BAGNOREGIO

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Loc. BAGNOREGIO VITERBO, ITALY - LAZIO  Navigatore
33 Km da SORANO
Altitudine: 473 mt. s.l.m.  Area Orvieto, Stazione di Alviano, Bomarzo
Lo scrittore Bonaventura Tecchi l'aveva denominata la Citta' che muore e questo e' in parte vero. Civita di Bagnoregio sorge infatti su un terreno molto precario, situata su una platea tufacea, rischia il crollo perche' i vasti banchi d'argilla che la sorreggono sono soggetti a continua erosione. Ne sono testimonianza i maestosi calanchi, in parte ricoperti da una povera vegetazione, che si estendono per chilometri e che al tramonto danno all'intero paesaggio un aspetto lunare. Il meraviglioso borgo di Civita di Bagnoregio, la cosidetta Civita che muore e' un piccolissimo centro dove il tempo sembra essersi fermato e dove si puo' giungere soltanto a piedi, percorrendo un ponte in cemento armato realizzato a vantaggio dei pochi cittadini rimasti e dei turisti che la visitano da tutto il mondo. Civita di bagnoregio e' situata a circa 1 Km da Bagnoregio da dove bisogna passare per arrivare al borgo. Il parcheggio si trova a poche centinaia di metri dal borgo,dove si accede solo a piedi. La celebre Civita di Bagnoregio sorge sui prodotti vulcanici e appare quasi come un'isola di tufo rosso nel mare delle bianche argille dei calanchi. Dall'analisi degli antichi Archivi sono stati ricostruiti i diversi momenti storici in cui si sono verificati eventi di crollo assai distruttivi, che hanno determinato la progressiva riduzione dell'altura su cui sorge Civita di Bagnoregio, dal 1450 al distruttivo terremoto del 1738. Il suggestivo borgo medievale, noto in tutto il mondo come la citta' che muore per il progressivo crollo delle pareti perimetrali ed il conseguente abbandono da parte della popolazione nel corso degli ultimi secoli regala un'atmosfera veramente surreale ed indimenticabile. Dalla Rupe orientale di Civita di Bagnoregio si puo' ammirare lo stupendo spettacolo dei Ponticelli, enormi muraglioni naturali in argilla, ultima traccia di un processo erosivo iniziato migliaia di anni fa e non ancora cessato. E' questa l'ultima soluzione adottata per accedere al caratteristico paese, dal 1854 ad oggi il punto in cui passa la strada si e' progressivamente abbassato di circa 25 metri. Uno studio condotto sulla velocita' di arretramento dei bordi dei calanchi ha rilevato un'erosione media di circa 7 centimetri/anno

HOT SPRINGS IN TUSCANY

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Loc. SATURNIA - TOSCANA  Navigatore
18 Km da SORANO
  Area Sorano, Roccalbegna, Scansano

Saturnia is an ancient town located in the southern part of Tuscany, an area known as the Maremma. A large village, It may be a small out of the way place but it has two excellent restaurants and there is a gelateria where one can lick a delicious ice cream while watching the evening passeggiata. Or you can take it with you and visit the ancient Etruscan gateway to the town. Saturnia was in ancient times a large town of considerable importance. The porta is easily identifiable as Etruscan owing to its jigsaw pattern of irregular and vast stones so finely cut they have held together without mortar for well over two thousand years. Through this arch passed the 'new' Roman road, the Via Clodia which went from here to Rome: The basalt paving stones bear the grooves of the iron tyres of Roman and mediaeval vehicles. Devastated by malaria, Saturnia was almost abandoned until recently when the nearby spa began to revive its fortunes. Saturnia itself is a charming medieval village and the surrounding, unspoiled hills are filled with olive groves and woodlands and rich with Etruscan remains. It is about an hour and a half from Rome, an hour from Siena, and a half-hour to the sea. The area has at present gained a reputation for the high standard of its restaurants and trattorie. At the foot of the hill lies a hot (37°C) water spa famous for its therapeutic qualities. Just outside from the medieval town walls the countryside spreads out: here you can take easy wonderfool walks through the perfumed Mediterranean bushes along the Albegna river. Longer walks might take you to Sovana, Sorano, Pitigliano. You may see the sea the distance, framed by the natural park of Mounts of the Uccellina and Monte Argentario. From Porto S.Stefano a daily ferry connects to Giglio and Giannutri islands; not far away are the seaside resorts of Ansedonia and Porto Ercole. The thermal spas - Hot Springs in Tuscany Southern Tuscany, in the area around Monte Amiata, has many natural hot springs. In most towns where there are natural hot springs, there is a modern spa where they bring the hot springs water into a swimming pool and you pay to use the pool. Some of these spas are outdoors and only open in summer; others are more medical type spas that are indoors and open all year. This is a waterfall with a difference - the water is hot, the temperature of a nice hot bath. It smells good and sulphurous but then you can see why the Romans believed the waters came from Hades.

MUSEO ARCHEOLOGICO CLAUDIO FAINA

MUSEO ARCHEOLOGICO CLAUDIO FAINA  Apri
Loc. PIAZZA DEL DUOMO, 29, ORVIETO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
35 Km da SORANO
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
La collezione Faina si formo' nel 1864, ad opera di due esponenti importanti della famiglia: i conti Mauro ed Eugenio. Secondo una tradizione il nucleo originario della raccolta sarebbe costituito da 34 vasi donati al conte Mauro dalla principessa Maria Bonaparte in Valentini, figlia di Luciano Bonaparte - lo scopritore delle necropoli di Vulci - e nipote di Napoleone. Mauro Faina gesti' la raccolta fino al 1868; alla sua morte venne ereditata dal fratello Claudio e affidata alle cure del nipote Eugenio. La collezione, ospitata inizialmente nel palazzo di famiglia a Perugia, fu trasferita ad Orvieto negli ambienti dove ha ancora sede. Ad Eugenio si deve un mutamento negli indirizzi collezionistici: egli cesso' di acquistare antichita' sul mercato d'arte e indirizzo' l'interesse verso i reperti che, durante gli anni Settanta e Ottanta dell'Ottocento, venivano riportati alla luce nelle necropoli orvietane. Ereditata da Claudio junior, la collezione, ormai completa, fu da lui conservata e resa pubblica nel 1954. Il palazzo Faina, posto in piazza del Duomo, proprio di fronte alla Cattedrale, venne acquistato alla meta' dell'Ottocento dal conte Claudio Faina senior. Nel 1954, il nipote, Claudio junior, lascio' per testamento al Municipio di Orvieto tutte le sue proprieta' per finanziare la Fondazione per il Museo Claudio Faina; da quel momento l'edificio e' divenuto sede museale. Al piano nobile del palazzo, l'esposizione propone le tappe di formazione della raccolta legate all'attivita' dei collezionisti Mauro ed Eugenio. Il percorso espositivo si apre con la presentazione del ricco monetiere, prosegue con l'esposizione di reperti caratteristici di Chiusi e di vasi attici a figure nere e a figure rosse; tra i primi spiccano tre anfore di eccezionale valore attribuite ad Exekias, il maggiore ceramografo attico nella tecnica a figure nere. Al secondo piano, le antichita' sono ordinate secondo un criterio tipologico e cronologico: i materiali preistorici e protostorici precedono il bucchero, la ceramica attica a figure nere e a figure rosse e i bronzi etruschi; tre ambienti sono dedicati alla ceramica etrusca. Un torso in marmo chiude il percorso. Caratteristica del secondo piano e' una galleria che consente una visione particolarissima del Duomo di Orvieto. Al pianterreno ha sede il Museo Civico, il quale, articolato su tre grandi vani, accoglie le antichita' collezionate durante l'Ottocento dalla municipalita' orvietana. Tra queste meritano di essere ricordati almeno la Venere di Cannicella, il Cippo a testa di Guerriero e la decorazione frontonale del Tempio del Belvedere

PARCO NATURALE DELLE FORESTE CASENTINESI

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Loc. PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI, VIA GUIDO BROCCHI, 7, PRATOVECCHIO AREZZO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
45 Km da SORANO
Altitudine: 501 mt. s.l.m.  Area Montefollonico, Pienza, Bettolle
  Brochure PDF
Millenarie foreste tra Romagna e Toscana Una grande area protetta nell'appennino tosco-romagnolo, comprendente boschi e foreste tra i piu' estesi e meglio conservati d'Italia, custode di un elevato patrimonio floristico e di una fauna di grande interesse che annota il lupo e l'aquila reale tra i grandi predatori e diverse specie di ungulati. Le foreste e i numerosi ambienti naturali fanno da cornice ai segni di millenaria presenza dell'uomo: borghi, mulattiere e soprattutto due santuari di assoluto fascino come Camaldoli e La Verna. La Cascata dell'Acquacheta Le acque del Fosso Acquacheta compiono un salto di circa 70 m scivolando veloci sulla roccia e, a tratti, precipitando dai cornicioni arenacei sporgenti. Nel pianoro a monte della cascata, che ha avuto origine dall'interramento di un antico lago, e' situato il borgo dei Romiti, sorto nel XV secolo sulle rovine dell'eremo del monastero di S. Benedetto in Alpe, nel quale aveva trovato rifugio Dante durante l'esilio da Firenze (nel XVI canto dell'Inferno c'e' una celebre descrizione della cascata). Nel tratto da San Benedetto alla cascata dell'Aquacheta e' stato realizzato un sentiero natura dal titolo Acquacheta - La valle e la cascata di Dante. Ridracoli L'abitato conserva un bell'esempio di ponte a schiena d'asino che serviva un antico palazzo, oggi albergo. A Ridracoli si trova l'Idro Ecomuseo delle Acqua di Ridracoli, gestito da Atlantide. Risalendo la valle si scorgono, su un'altura, le rovine di un castello medievale e proseguendo si raggiunge l'imponente diga, completata nel 1982 per fornire energia e acqua ai comuni della pianura romagnola. Oggi il sistema e' gestito da Romagna Acque. A monte della diga il bacino, le cui acque hanno allagato tre rami vallivi, e' incorniciato da ripidi versanti incisi da numerose vallecole dove gli affioramenti arenacei si alternano ai lembi boscati

CASTAGNA DEL MONTE AMIATA I.G.P.

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Loc. MONTE AMIATA, ABBADIA SAN SALVATORE SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
25 Km da SORANO
  Area Bagno Vignoni, Roccalbegna, Pienza
  Brochure PDF
La presenza dei castagneti sul Monte Amiata e' storicamente accertata e risale a molti secoli fa. Ne consegue un'antichissima tradizione di lavorazione della castagna portata avanti dalle popolazioni dei borghi locali. Le modalita' di raccolta e lavorazione di questo prezioso prodotto vengono rievocate anche oggi nelle feste popolari

BAGNO VIGNONI

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Loc. BAGNO VIGNONI SI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
40 Km da SORANO
  Area Pienza, Montalcino, Abbadia San Salvatore
Sembra che il cielo si sia rovesciato in basso, nella campagna morbida della Toscana, e le case rustiche di un villaggio si siano riunite intorno ad esso, curiose di vedere questo lembo d'azzurro sceso in terra. Sono le case di Bagno Vignoni, riunite intorno ad una vasca d'acqua che fa da specchio al cielo, con le sue luci mutevoli, le nuvole veloci e le costellazioni. Siamo in uno dei borghi piu' suggestivi della Toscana: potrebbe trovarsi in un quadro, invece e' nel cuore della Val d'Orcia, compreso nel territorio comunale di San Quirico d'Orcia, in provincia di Siena. Ad accrescerne la bellezza c'e' il paesaggio circostante, che come una ghirlanda rigogliosa intreccia filari d'uva, schiere d'ulivi argentei, campi di girasoli e pascoli di un verde fragrante. Ma il tesoro piu' prezioso custodito da Bagno Vignoni sono le terme, che regalano al borgo un aspetto tutto speciale: le acque termali, note dall'epoca romana, sgorgano dal suolo vulcanico e affiorano in una grande vasca a cielo aperto. Intorno ad essa, a specchiarsi vanitose, si sono riunite le case, le locande e le botteghe del paese. Come una piazza, ma fatta di acqua, la vasca termale e' il fulcro della cittadina, e intorno ad essa si svolgono i momenti piu' importanti della vita paesana. Perche' l'attivita' termale del posto diventasse famosa si e' dovuto aspettare il medioevo, anche se le prime testimonianze a riguardo sono piu' antiche. A poco a poco, col passare del tempo, tanti personaggi storici hanno trascorso un periodo a Bagno Vignoni, come Caterina da Siena, Papa Pio II Piccolomini e Lorenzo il Maginifico. Le autorita' e le istituzioni che di volta in volta hanno dominato il territorio si sono occupate delle terme con cura e amore, e ancora oggi possiamo beneficiare di strutture accoglienti e confortevoli. Rispetto alle terme originarie, oggi non e' possibile fare il bagno direttamente nella Piazza delle Sorgenti, ma sono poco lontane le moderne strutture del centro: qui si trovano le piscine alimentate dalla medesima acqua, e si ha la possibilita' di fare fanghi, irrigazioni e inalazioni. Le acque ipertermali, con una temperatura di 52°C circa, sono bicarbonato-solfato-alcalino-terrose. Benche' le terme di oggi costituiscano la principale attrazione turistica del paese, la parte piu' caratteristica di Bagno Vignoni resta il centro storico, con la vasca antica, le casette in pietra, e un dedalo affascinante di stradicciole acciottolate. Accanto allo specchio d'acqua, perla luminosa del centro, sorge la chiesa di San Giovanni Battista, un bell'edificio sacro a navata unica, con una facciata semplice e lineare. All'interno si possono ammirare alcune opere d'arte, tra cui un dipinto di scuola senese raffigurante Santa Caterina da Siena, con Bagno Vignoni sullo sfondo, realizzato nel XVIII secolo. All'esterno invece, sotto il portico frontale, si trova la piccola cappella dedicata alla stessa santa, eretta nel 1660 e contenente, in origine, un affresco di Cristo risorto, oggi spostato nella chiesa di San Giovanni Battista

MORELLINO DI SCANSANO

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Loc. SCANSANO GR, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
33 Km da SORANO
  Area Saturnia, Roccalbegna, Magliano in Toscana
I numerosi ritrovamenti archeologici risalenti al periodo etrusco, rinvenuti nelle zone di Scansano e nella valle dell'Albegna, dimostrano come la produzione della vite fosse un elemento importante per la locale comunita' etrusca. Orci di terracotta, risalenti al V secolo a.c., nei quali sono stati ritrovati semi di vitis vinifera, statuette bronzee raffiguranti offerenti che impugnano la roncola, strumento tipico del vendemmiatore fino quasi ai nostri giorni, sono solo alcuni dei reperti rinvenuti presso la localita' rurale degli Usi, fra il comune di Scansano e Semproniano, e presso il sito di Ghiaccioforte, localita' tra Scansano e Saturnia. Con il declino dell'impero romano inevitabilmente Scansano, come tutta la Maremma, visse un periodo di crisi, con il degrado dovuto all'abbandono delle popolazioni, che porto' al conseguente dissesto idrogeologico ed impaludamento delle zone costiere. L'instaurazione della cosi' detta Estatatura al tempo di Pietro Leopoldo I di Lorena (1737 circa) e l'arrivo nella terra di Scansano di diverse famiglie di benestanti richiamate dal Granduca ad investire e valorizzare il comprensorio maremmano, porto' una nuova prospettiva di sviluppo per la Maremma e in particolar modo per Scansano. Il Morellino di Scansano nasce in una delle zone piu' incontaminate della Toscana: la parte costiera piu' a sud della regione, nota come Maremma Toscana, racchiusa tra le valli del fiume Ombrone e del fiume Albegna, e comprendente, oltre al territorio del comune di Scansano, parte dei comuni di Grosseto e Magliano in Toscana verso il Mar Tirreno, Campagnatico, Roccalbegna, Semproniano e Manciano verso il Monte Amiata e l'interno. Vino quasi completamente a base di Sangiovese, localmente conosciuto come Morellino, deve le proprie peculiarita' alle condizioni pedologiche ed al clima: i vigneti subiscono il benefico influsso delle brezze marine, che mitigano in estate le alte temperature diurne. Gli impianti realizzati negli ultimi 10 anni nella zona di produzione del Morellino di Scansano sono stati realizzati con l'obiettivo primario di elevare la qualita' del prodotto, tenendo bassa la produzione per ceppo. Di conseguenza si sono adottati sesti stretti, da 2.50x0.80 m. a 2.00x0.80, o in altri casi 2.30x.60, con densita' fra 5.000 e oltre 7.000 ceppi per ettaro. In passato la maggior parte dei vigneti veniva impiantata con sesti abbastanza ampi, intorno a m 3.00x1.50 o 3.00x1.00 ed una densita' di impianto fra 2.000 e 3.000 ceppi per ettaro. Il Morellino di Scansano e' divenuto un vino a DOCG, ossia a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, a partire dalla vendemmia 2007. L'ulteriore apposizione della G alla denominazione riconosciuta nel 1978, e' il riconoscimento del lavoro che viticoltori e vinificatori hanno svolto nell'arco di 3 decenni per raggiungere la qualita' in ogni singola fase della lavorazione e della produzione. Per la tracciabilita' della bottiglia si e' cosi' passati dall'utilizzo della fascetta consortile, adottata dal 2004, al contrassegno di Stato, mantenendo pero' intatto il principio di garanzia al consumatore dell'esatta provenienza del prodotto

DUOMO DI ORVIETO

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Loc. VIA DEL DUOMO, 26, ORVIETO TR, ITALIA - UMBRIA  Navigatore
35 Km da SORANO
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
Il Duomo di Orvieto (Cattedrale di Santa Maria Assunta), una delle massime realizzazioni artistiche del tardo Medioevo italiano, costituisce un unicum che sfugge ad ogni semplicistica classificazione di stile, in cui il sentimento animatore delle grandi cattedrali del due-trecento, le soluzioni architettoniche degli ordini mendicanti ed i motivi figurativi del gotico francese trovano una perfetta armonia di volumi e di linee nell'originale superamento della tradizione basilicale romana. Blocco compatto e allungato che si erge a caratterizzare lo spazio avvolgente della piazza, la cattedrale, intitolata alla Vergine Assunta, e' stata edificata nel corso di piu' secoli, dal XIII al XVII. Vari sono i motivi della sua costruzione: politici, urbanistici, sociali, artistici e non solo religiosi, come vorrebbe la tradizione, che lega il Duomo al miracolo dell'Eucarestia avvenuto a Bolsena nel 1263

SOVANA

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Loc. SOVANA GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
5 Km da SORANO
  Area Pitigliano, Saturnia, Roccalbegna
  Brochure PDF
Sovana, suggestivo borgo dall'atmosfera ferma nel tempo, rappresenta un raro gioiello di urbanistica medievale. Dal 7° al 3° secolo avanti Cristo fu un fiorente centro etrusco; di questo periodo e' la importante Necropoli Etrusca con la sua tomba 'regina' chiamata Tomba Ildebranda a forma di tempio greco. Fu poi importante citta' in epoca romana, tanto e' vero che nei primi secoli del Cristianesimo divenne sede vescovile. Fu conquistata dai Longobardi (594), e divenne dominio degli Aldobrandeschi il cui Ducato arrivo' a comprendere l'intera provincia di Grosseto. Passata poi alla Famiglia Orsini per successione ereditaria fu saccheggiata e devastata dai Senesi nel 1410. Rimasta in una situazione di grande abbandono per secoli, ha avuto la fortuna di poter arrivare intatta fino ai giorni nostri nella sua veste medioevale. A lungo da storici e viaggiatori e' stata identificata con 'la citta' di Geremia'la citta' che muore.. Dalla Rocca Aldobrandesca, percorrendo un selciato in cotto, si arriva fino alla Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo, e racchiusa cosi' tra i simboli dei poteri che l'hanno governata, Sovana conserva ancora il suo antico incanto e splendore. Nella Piazza del Pretorio si puo' ammirare il Palazzo Pretorio, la Loggia del Capitano, il Palazzo dell'Archivio, nonche' la Chiesa di Santa Maria Maggiore e il seicentesco Palazzo Bourbon del Monte, in parte addossato all'antica Chiesa di San Mamiliano e, proseguendo per via del Duomo, sulla sinistra, si trova la presunta casa natale del personaggio piu' illustre di Sovana, Ildebrando divenuto poi Papa con il nome di Gregorio VII

MONTEGABBIONE

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Loc. MONTEGABBIONE TERNI, ITALY - UMBRIA  Navigatore
42 Km da SORANO
  Area Chiusi, Papiano, Marsciano
Montegabbione, piccolo borgo umbro, e' situato in cima a un colle, a circa 600 m slm, che appartiene a quella zona appenninica circondata dalla Valdichiana e dalle valli dei Nestore e Tiberina. Fanno parte di Montegabbione le frazioni di Castel de' Fiori, Montegiove e Faiolo. Il borgo era probabilmente in origine una rocca fortificata, ipotesi giustificata dalla sua configurazione viaria, dalle imponenti mura medievali che lo circondano e dalla sua struttura, con piazza al centro del paese, le sue vie dritte e parallele, le torri di avvistamento e soprattutto la presenza del castello. Per quanto riguarda la sua localizzazione, Montegabbione puo' vantare una posizione strategica, molto importante per l'accesso turistico: sorge infatti a circa 150 km sia da Roma che da Firenze, a circa 40 km da Orvieto e Perugia e a 60 km dal lago di Bolsena e dal Trasimeno. Elemento simbolo del borgo e' la famosa Torre di Montegabbione, che risale indicativamente al XV secolo. Si tratta di una torre dalla chiara impostazione militare: si caratterizza infatti per il suo basamento a tronco di piramide e per le strette feritoie che la circondano. Altra torre importante e' quella di Casteldifiori, che fa parte del complesso del castello e risale invece ai primi del 1200. Quest'ultima in origine era utilizzata come torre di avvistamento e venne pesantemente danneggiata quasi due secoli dopo la sua costruzione. Venne poi restaurata, in modo decisivo pochi anni fa. Il castello di Montegabbione rappresenta il primo nucleo del paese e, come la torre, e' stato da poco restaurato, portando alla luce (seppure parzialmente) uno speciale cortile interno. Per quanto riguarda invece le bellezze architettoniche e culturali, da vedere e' la chiesa di Maria SS: Assunta in Cielo, attualmente chiesa parrocchiale del borgo, la chiesa di Maria SS. delle Grazie, che sorge ai piedi del colle di Montegabbione e la cappella di S. Anna, recentemente restaurata. Infine, da visitare e' la Chiesa della Scarsuola che, come vuole la tradizione, nasce durante il prolungato soggiorno di San Francesco d'Assisi al Castello di Montegiove, per sua volonta'

OLIO CANINO D.O.P.

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Loc. VITERBO VT, ITALIA - LAZIO  Navigatore
45 Km da SORANO
  Area Bomarzo, Caprarola, Barbarano Romano
  Brochure PDF
L'olio extravergine di oliva D.O.P. Canino, e' un monocultivar ottenuto dalla varieta' Canino, proveniente da oliveti dei soci, certificati alla produzione dell'olio DOP CANINO. La Certificazione 'D.O.P. CANINO' e' un ulteriore garanzia per il consumatore, infatti l'intera filiera produttiva si attiene ad un rigoroso disciplinare seguito da un esame organolettico e chimico, atti a verificare le qualita' nutrizionali dell'olio, indispensabili per la certificazione della D.O.P. CANINO. Olio dalle grandi qualita' organolettiche, dal colore verde intenso, si offre un buon equilibrio tra amaro e piccante con note finali di erbe aromatiche. Al naso e' avvolgente con un odore do frutto fresco. Ottimo per condire bruschette, zuppe, insalate, piatti di legumi e carni alla griglia

POZZO DI SAN PATRIZIO

POZZO DI SAN PATRIZIO  Apri
Loc. ORVIETO - UMBRIA  Navigatore
35 Km da SORANO
  Area Bagnoregio, Casemasce, Stazione di Alviano
Vi chiederete: che cosa c'entra San Patrizio con Orvieto? Poco o nulla, tant'e' vero che questa formidabile opera idraulica fu, all'origine, denominata Pozzo della Rocca, in quanto prossima alla rocca Albornoz. Prese poi il nome di San Patrizio perche' probabilmente usato, nella seconda meta' del Settecento, come Purgatorio di San Patrizio, in analogia alla cavita' sotterranea in cui il noto santo irlandese si ritirava a pregare, e dove gli increduli che si fossero avventurati fino a raggiungere il fondo avrebbero ottenuto la remissione dei peccati e l'accesso al Paradiso. L'opera, commissionata a Antonio da Sangallo il giovane nel 1527, fu voluta da papa Clemente VII, piu' o meno contemporaneamente alla risistemazione del Pozzo della Cava posto sull'altro versante della rupe, per assicurare acqua alla citta' in caso di assedio. Ultimata nel 1537 sotto Paolo III Farnese denota, per le dimensioni e l'accurato impianto progettuale, tutta l'ambizione di essere ricordata come ardua e grandiosa impresa. Si tratta di un'opera sapiente di ingegneria, preceduta da studi a carattere idrogeologico, che indussero sia all'individuazione del sito piu' adatto per arrivare alla falda argillosa delle sorgenti, sia a rivestire di mattoni, per una migliore tenuta, una parte delle pareti. Enormi le misure della perforazione cilindrica and 54 metri di profondita', 13 di diametro and e davvero singolare la trovata architettonica della doppia rampa elicoidale, che permetteva alle bestie da soma utilizzate per il trasporto dell'acqua di non ostacolarsi nel doppio senso di marcia lungo i 248 gradini; particolarmente suggestivi, poi, i 72 finestroni che lasciano filtrare e giocare con le tonalita' della pietra la luce. La parte esterna del pozzo si presenta, sullo sfondo delle colline che circondano la rupe, come una larga e bassa costruzione cilindrica decorata dai gigli farnesiani di Paolo III, con due aperture diametralmente opposte per chi scende e chi sale. Immergetevi nelle sue profondita' verdastre, scattate foto in abbondanza per cogliere tutti gli effetti prospettici e di luce, non rinunciate a far rimbalzare sulle pareti l'eco della vostra voce. Per poi gettare nell'acqua, giunti al fondo del pozzo, la piccola superstiziosa moneta che vi portera' di nuovo, e felicemente, a Orvieto

WWF: OASI LAGO DI BURANO

WWF: OASI LAGO DI BURANO  Apri
Loc. CAPALBIO GROSSETO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
36 Km da SORANO
Altitudine: 176 mt. s.l.m.  Area Orbetello, Poggio Pertuso, Albinia
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Il lago di Burano era una riserva di caccia. Poi e' arrivato il WWF e il destino e' cambiato. Bellissima laguna, duna costiera, macchia mediterranea. L'Oasi si trova nel Comune di Capalbio (Gr). L'area dell'Oasi e' di 410 ettari. L'Oasi WWF del Lago di Burano e' la prima delle oltre 100 Oasi dell'associazione. Un tempo riserva di caccia, comprende un tratto intatto di costa con duna sabbiosa e macchia e un lago retrodunale salmastro dominato da una torre. Ambiente Quello che viene definito 'Lago di Burano' in realta' e' uno stagno costiero salmastro, relitto di un antico lago, oggi collegato con il mare attraverso un canale parzialmente artificiale, che viene aperto a seconda delle esigenze di gestione. Lo specchio d'acqua ha una superficie di 140 ha e una profondita' media di 1 m. A cominciare dalla spiaggia, che si estende per 12 km, dove possiamo trovare tutte le piante tipiche dei litorali, subito a ridosso s'innalza la duna ricoperta da una fascia a macchia mediterranea che consolida il terreno e che ripara dal vento di mare il lembo residuo della foresta sempreverde mediterranea. Le sponde della zona umida sono circondate prevalentemente da canneto e scirpo. Attorno alla zona umida ci sono dei vasti coltivi suddivisi dai canali di bonifica. Estensione 1010 ettari Flora e fauna Ricchissima la flora comprendente oltre 600 specie, costituita, in prossimita' della spiaggia da narciso di mare, santolina, eringio marino, ammofila arenaria e, sulla sommita' e nella zona retrodunale, da ginepro coccolone, ginepro fenicio, mirto, fillirea, lentisco e quercia da sughero. Le sponde del lago sono ricoperte da cannuccia di palude, scirpo, giglio d'acqua ecc. Sono presenti inoltre circa 60 specie di licheni tra i quali l'ormai raro Teloschistes villosus. La fauna e' composta da 274 specie di uccelli, tra i quali morette, moriglioni, svassi, aironi, fenicotteri, molti rapaci, come il falco di palude, le albanelle, il falco pescatore, il falco lanario, e piccoli passeriformi come l'occhiocotto, la sterpazzolina e il beccamoschino. Tra i mammiferi sono presenti l'istrice, il tasso, la volpe, la donnola, la faina e la rara puzzola. Molto importante e' la coleotterofauna della duna, composta da 233 specie, compresa anche la rarissima Eurynebria complanata. Da alcuni anni ormai si riproduce la farfalla monarca, la sfinge testa di morto e la Lelya cenosa, una piccola farfalla notturna il cui bruco si alimenta della canna di palude.

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UMBRIA


Originariamente questa regione fu abitata da due popoli: gli Umbri e gli Etruschi. All'epoca romana il suo territorio si estendeva fino alla costa adriatica mentre alla caduta dell'impero la regione venne divisa tra i Bizantini ed i Longobardi. In seguito l'Umbria venne divisa in tanti piccoli stati che erano prevalentemente sotto il dominio delle signorie dei Malatesta e del Monferrato. Paesaggi incontaminati, immersi nel verde delle valli sinuose, e antichi borghi fanno dell'Umbria una regione incantata. Una terra, fatta di colline, monti e valli, che nasce nel cuore dello stivale e si estende sul medio bacino del Tevere. L'Umbria è anche la regione del Lago Trasimeno, il maggiore lago dell'Italia centrale, nel cui territorio sono presenti, ancora oggi, i resti di insediamenti etruschi, specie nell'area di Castiglione del Lago, località che unisce al fascino del paesaggio naturale, il romanticismo e la quiete delle acque del lago. Dalle acque del Trasimeno si passa alle acque delle Cascate delle Marmore nei pressi di Terni, considerate tra le più belle d'Europa. Le cascate che si tuffano nel fiume Nera con un salto spettacolare di 165 metri, sono avvolte da una vegetazione rigogliosa e sono mèta di sportivi amanti di canoa, kayak e non solo. Sempre in provincia di Terni vanno segnalate due piccole perle: una legata alla storia e l'altra al territorio. Carsulae, antica cittadina romana percorsa dall'antica via Flaminia, custodisce diversi monumenti, tra cui l'arco di S. Damiano. L'altra perla è la foresta fossile di Dunarobba, un raro esempio di foresta che esisteva 3 milioni di anni fa, i cui tronchi si presentano in ottimo stato di conservazione, immersi in un paesaggio che sembra lunare.

Da Vedere: Assisi: La città di Assisi è situata su uno sperone del Monte Subasio ed è conosciuta in tutto il mondo sia per la sua bellezza storica ed artistica sia come luogo di culto (sono conservate in questa città le spoglie di San Francesco). Il nucleo della città è completamente cinto da mura e la porta di San Francesco è l'ingresso principale alla città. Bellissima da visitare è la Basilica di San Franesco che è stata edificata nel 1228 e composta da due chiese: la chiesa superiore e quella inferiore. Nella cripta della chiesa inferiore viene conservato il corpo di San Fracesco. In questa basilica sono resenti splendidi affreschi di Cimabue, di Giotto e di Pietro Lorenzetti. Nei pressi di Assisi si trovano delle carceri che in origine era un oratorio circondato da grotte dove San Francesco era solito pregare. Gubbio: Gubbio è una celebre cittadina umbra che situata roccia del Monte Ingino e circondata da bellissime colline. E' una cittadina molto caratterstica grazie al suo aspetto medievale e alle sue strade disposte su diversi livelli collegate da gradinate che creano un effetto molto suggestivo. Gubbio ha origini antichissime che si fanno risalire agli inizi della civiltà umbra (come testimoniato nelle preziose 'Tavole Eugubine' conservate nel Palazzo dei Consoli). Ha la tipica struttura di cittadina medievale e possiede chiese e monumenti che sono capolavori dell'arte duecentesca e trecentesca. Da visitare sicuramente il complesso formato dal Palazzo dei Consoli, dalla Piazza Pensile e dal Palazzo Pretorio. Gubbio possiede anche un bellissimo Duomo in stile gotico, la chiesa di Sant'Agostino, la chiesa di San Francesco. Spoleto: Spoleto è una bella cittadina umbra che nel periodo medievale ebbe un ruolo molto importante: fu infatti capitale dell'Impero Longobardo. Nella parte alta della città è presente un antico teatro romano del I secolo a.c., l'Arco di Druso del 23 d.c., la chiesa di Sant'Ansano ed un tempio del periodo romano. Da visitare poi il bellissimo Duomo romanico del XII secolo al cui interno sono conservate opere di Filippo Lippi e del Pinturicchio.

Gastronomia e Vini: La cucina dell'Umbria si distingue per l'uso di cibi semplici e genuini. Tra i prodotti tipici vi sono gli insaccati, i latticini, i legumi ed il tartufo (sia bianco che nero). Tra i primi troviamo gli 'umbricelli' , tipici spaghetti fatti a mano conditi con pomodoro, sugo di carne d'oca o sugo a base di interiora di pollo. Tra e minestre è molto famosa la 'scafata' a base di fave, aglio, bietola e pomodoro. Un altro piatto tipico della cucina umbra è la torta al testo (a base di farina, sale, pepe e olio). Tra i secondi una specialità della gastronomia umbra è senza dubbio la faraona alla ghiotta: in questa ricetta la faraona viene cotta allo spiedo e poi avvolta in fette di prosciutto. Vi sono poi delle ricercate ricette a base del pesce del Lago Trasimeno: troviamo la 'carpa regina in porchetta', il 'tegamaccio di anguilla', il capitone allo spiedo ed i latterini fritti. Tra i dolci troviamo le 'pinoccate', dolci tipici natalizi a base di zucchero e pinoli, il 'torciglione' a base mandorle ed il famoso 'torcolo di San Costanzo', una particolare ciambella con uvetta, canditi e pinoli.