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le grotte di san giorgio lucano - escursioni punti di interesse attrazioni a san giorgio lucano
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  LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO


LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a SAN GIORGIO LUCANO Oriolo Senise Colobraro

ROTONDELLA

ROTONDELLA  Apri
Loc. ROTONDELLA - BASILICATA  Navigatore
13 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Tursi, Nova Siri, San Giorgio Lucano
Rotondella, piccolo borgo della provincia di Matera, e' anche chiamata 'Balcone dello Ionio', nome che deriva dalla sua particolare posizione: dalla sua sommita' infatti si puo' godere della vista di tutta la costa ionica, da Taranto alla Calabria. Bellissima e' inoltre la vista del paese dall'alto, con le sue strade che si arrotolano una sull'altra risalendo la collina, come una girandola di pietra, fino ad arrivare alla cima, dove il paese sembra quasi chiudersi su se stesso. Molte sono le attrattive da visitare a Rotondella, a partire dalle zone di interesse archeologico, come il Monte Coppolo, sulla cui sommita', secondo quanto affermato da alcuni studiosi, si trova l'antica citta' di Lagaria; da visitare anche l'area di Piano Sollazzo, dove sono stati ritrovati reperti di un villaggio risalente all'epoca neolitica. Passeggiando per il centro storico, invece, notevole e' la chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie, all'interno della quale si possono ammirare le statue lignee della Madonna delle Grazie e di Sant'Antonio. Molto bella e' anche la chiesa di Sant'Antonio da Padova, che fa parte del convento francescano degli Zoccolanti: sia la chiesa che il convento furono abitati dai monaci fino al 1862, anno in cui la proprieta' dei beni passo' allo Stato. All'interno della chiesa si possono vedere un bellissimo altare in marmo policromo e le statue di San Francesco d'Assisi, San Pasquale Bairo e Santa Rosa da Lima. Il centro del borgo e' inoltre caratterizzato da caratteristici palazzi antichi, arricchiti da bellissimi portali, e nelle vicinanze del borgo ci sono le spiagge dello Ionio, ancora lontane dai circuiti di massa e ricche di fascino da scoprire

SPIAGGIA DI POLICORO

SPIAGGIA DI POLICORO  Apri
Loc. POLICORO - BASILICATA  Navigatore
30 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Nova Siri, Tursi, Pisticci
Il comune di Policoro e' situato nel cuore della Pianura del Metaponto ed e' famosa per il turismo e per la produzione di fragole. La spiaggia di Policoro si trova nella pianura di Metaponto a circa cinque chilometri dal Mare Jonio. E' composta da sabbia chiara e fine ed e' nota perche' le tartarughe marine la scelgono spesso per depositare le proprie uova. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Campeggi -Alberghi -Stabilimenti balneari

PARCO NAZIONALE ALTA MURGIA

PARCO NAZIONALE ALTA MURGIA  Apri
Loc. CERSOSIMO - PUGLIA  Navigatore
12 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Oriolo, San Giorgio Lucano, Senise
Spazi infiniti e colori della natura dove immergersi e fermarsi Il territorio del Parco Nazionale dell'Alta Murgia e' stato plasmato nei millenni dalle forze dell'erosione. Il canyon di Gravina in Puglia, che scende verso Matera e il Bradano, segna il confine sud-occidentale dell'area protetta. Nei pressi di Altamura sono invece le impressionati doline carsiche del Pulicchio e del Pulo, che superano rispettivamente i 100 e i 70 metri di profondita'. Anche se il paesaggio del Parco e' stato modificato nei secoli dall'uomo, l'Alta Murgia conserva una fauna e una flora di grande interesse

CASTELLO DI UGGIANO

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Loc. FERRANDINA MT, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
43 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Craco, San Mauro Forte, Matera
La roccaforte occupava una superficie di notevole estensione e intorno alle mura si sviluppava l'insediamento urbano, di cui restano poche tracce; i resti piu' estesi sono quelli relativi alle chiese di san Lorenzo, l'antica chiesa Madre, e di san Domenico, l'antica abbazia benedettina di Ognissanti. Del complesso domenicano sono ancora visibili le mura perimetrali col tetto sprofondato e si puo' riconoscere l'impianto di una chiesa a navata unica. Oltrepassata la chiesa di san Domenico e scendendo giu' a valle, si trova ancora l'antica fontana, chiamata comunemente 'pilaccio di Uggiano'. Un po' piu' giu' del pilaccio esisteva una torre isolata di stupenda costruzione, la quale costituiva, forse, il baluardo piu' avanzato del castello e che, per effetto di una pioggia straordinaria avvenuta nel 1848, frano' completamente, tanto che non restarono piu' tracce. Dei ruderi del castello e' possibile notare un maestoso portale con arco a sesto acuto, resti delle torri da difesa a forma quadrata, tracce degli appartamenti del castellano e di ambienti destinati a rappresentanza, resti di cortili, pozzi, solai, servizi igienici. Alcuni studiosi locali attribuiscono a questo luogo un'origine antichissima, ma e' solo a partire dal XII secolo che si hanno notizie storiche sulla sua esistenza. Al dominio normanno-svevo successe quello angioino e nel 1269 Uggiano venne donato a Pietro Belmonte, conte di Montescaglioso. Agli inizi del XIV secolo passo' ad Azzo d'Este, recatogli in dote dalla sposa Beatrice, figlia di Carlo d'Angio' che rimasta vedova si risposo' con Bertrando del Balzo, a cui porto' in dote lo stesso feudo. Successivamente Pirro del Balzo eredito' il casale di Uggiano, ma nel 1485 venne privato da Ferdinando I d'Aragona di tutti i suoi beni, per la ribellione capeggiata nella Congiura dei Baroni. Ne fu investito suo genero Federico che fondo' per i profughi uggianesi, non si sa se a causa di un terremoto o di una distruzione, una nuova citta' cui diede il nome di Ferrandina. Certamente e' un luogo ricco di storia e di grande interesse storico-artistico»

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO  Apri
Loc. PARCO NAZIONALE DEL POLLINO, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
30 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Papasidero, Cersosimo, Francavilla Marittima
Il Parco Nazionale del Pollino che si estende, con i suoi 192 mila ettari, tra il sud della Basilicata e il nord della Calabria e' l'area protetta piu' grande d'Italia. In esso e' inserito il gruppo montuoso del Pollino il piu' elevato dell'Appennino Meridionale. Il versante lucano del Parco e' suddiviso in quattro vallate principali: la Valle del Mercure, la Valle del Frido, la Valle del Sarmento e la Valle del Sinni. Appartengono al territorio calabrese la Valle del Raganello e la Valle del Coscile. Il Parco offre una moltitudine di paesaggi incantevoli, con grandi aree incontaminate e differenti a seconda dell'altitudine. Il Parco e' consigliato a chi ama il trekking e l'escursionismo, a chi ama il contatto diretto con la natura piu' incontaminata e selvaggia, a chi ama l'alpinismo e il rafting, agli amanti del torrentismo piu' estremo e a tutti coloro che hanno voglia di scoprire un territorio solitario e silenzioso rotto solo dal vento che si infrange tra le foglie degli alberi, o gustare sapori e sensazioni ormai dimenticate. Visitare il Parco Nazionale del Pollino e' un'esperienza unica che non dimenticherete. Ritroverete il piacere dell'abbraccio della natura selvaggia ed incontaminata, scoprirete la cultura antica della popolazione locale, gentile e discreta, il gusto dei sapori veri. Sulle cime dei monti volgendo lo sguado sia ad est l'orizzonte e' il mar Jonio, ad ovest il mar Tirreno. Il Parco Nazionale del Pollino e' uno scrigno che custodisce dei veri e propri tesori della biodiversita'. Sulle vette piu' alte potrete vedere il sia il Pino Loricato, che cresce solitario sulle pareti piu' impervie, sia in volo i rarissimi esemplari di aquila reale. Questo territorio si mostra ancora nel suo aspetto piu' integro e selvaggio offrendo una varieta' di paesaggi di straordinaria bellezza. Ogni vallata possiede peculiarita' ambientali, paesaggistiche ed antropiche specifiche permettendo di spaziare da distese fiumare pietrose ad alte vette coperte di neve anche nei periodi primaverili, attraversando nella quota collinare i campi agricoli coltivati. Il territorio del Parco e' punteggiato da 56 comuni, di cui 24 in Basilicata. Solo una piccola minoranza ha le dimensioni di una cittadina. I restanti sono piccoli comuni, veri e propri borghi di pietra arroccati sui monti, dove le case sono addossate le une alle altre, caratterizzati da piccole botteghe, dalla piazza che diventa luogo di incontro, dalle chiese e dalle tante cappelle che testimoniano la profonda religiosita' degli abitanti. Infine, spesso sono contrassegnati da un palazzo baronale o dai ruderi di un castello che sta a guardia, come un tempo, sulle fiumare o sulle valli da dove poteva arrivare il nemico. Questi tipici paesi sono abitati da contadini, pastori, artigiani e da minoranze etniche quali gli albanesi che hanno custodito gelosamente le loro tradizioni, la loro lingua e i loro costumi. Piu' in alto spettacolari vallate di alta quota, immense foresti verdeggianti di faggio, di castagno, di cerro coperti di muschio, di funghi, di erbe aromatiche e popolate dal lupo appenninico, dal capriolo, dall'aquila reale, dal gufo nero, dal corvo imperiale. Ancora piu' in alto nelle solitarie vette maestose trovano rifugio, oltre che nei Balcani, magnifici esemplari di Pino Loricato. Albero imponente ed elegante, di straordinaria bellezza, propaggine dell'ultima glaciazione deve il suo nome alla struttura della corteccia che ricorda vagamente le loriche, piastre metalliche delle antiche corazze romane. Dai profili contorti, a causa del peso della neve e dei forti venti a cui e' sottoposto, il Pino Loricato simbolo del Parco, puo' essere considerato per la sua rarita' quasi un 'monumento', anche dopo la morte il suo tronco perdendo la corteccia resta li' in piedi per anni a guardia del territorio circostante. Tra tutti questi luoghi nascono sorgenti di acqua limpida e pura che scende a valle a riempire le numerose gole di cui il Parco e' ricco quelle del Raganello, del Lao, i fiumi Frido, Peschiera, Argentino solo per citarne alcuni. Durante il loro tragitto verso valle, nel corso dei millenni, hanno colmato grandi pianure trasportando detriti, hanno modellato scolpendo le cime montuose o scavato ampie pianure e spettacolari gole. Le prime testimonianze di frequentazione dell'area del Pollino sono documentate nelle grotte di Latronico che hanno restituito reperti a partire dal Mesolitico fino all'eta' del Ferro. Altre testimonianze della presenza dell'uomo preistorico sono le eccezionali incisioni graffite sulla roccia nella Grotta del Romito, nei pressi di Papasidero in Calabria, raffiguranti il bos primigenius. Un'altra peculiarita' del territorio e quindi un'altra esperienza per i visitatori e' quella dei prodotti tipici del Pollino, resi autentici e genuini dal processo di lavorazione secondo antiche tradizioni, dal peperone di Senise, alla melanzana rossa di Rotonda, dal miele alle marmellate, dai salumi prodotti con carne di primissima scelta ai prodotti lattiero-caseari fatti con latte di pecore e capre allevate allo stato brado che si cibano delle erbe spontanee dei pascoli

ORIOLO

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Loc. ORIOLO CS, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
9 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
Altitudine: 429 mt. s.l.m.  Area Cersosimo, San Giorgio Lucano, Rotondella
Oriolo (Ka'stron Ortzoulon, in greco bizantino) e' un comune italiano di 2.318 abitanti della provincia di Cosenza, in Calabria. Di origine remote, nacque come fortezza a difesa dei cittadini scappati dalle coste per rifugiarsi dalle continue incursioni dei saraceni. Arroccato su uno sperone a circa 500 metri d'altezza, conserva uno splendido borgo medievale intatto, con belle facciate di palazzi nobiliari, sulla strada principale che porta al castello aragonese. Fu feudo dapprima dei Sanseverino da Salerno, per poi passare nel XVI secolo, ai marchesi Pignone del Carretto. Fino al secondo dopoguerra il paese aveva una popolazione di circa 5000 abitanti, ed era il maggiore centro dell'Alto Jonio e punto di riferimento per i paesi dell'Arberia (albanesi) e del Pollino, ha visto quasi dimezzare la sua popolazione, che e' arrivata a circa 2600 abitanti. Si arriva ad Oriolo mediante la Strada statale 481 della Valle del Ferro, una larga e scorrevole superstrada di recente costruzione che collega Oriolo alla Costa Jonica in poco piu' di 10 minuti. Chi viene da Sud deve imboccarla ad Amendolara e proseguire per 22 km, chi viene da Nord (SS 653 Lauria-Policoro) deve invece all'altezza del Lago di Monte Cotugno imboccare la SS 92, che poi si congiunge prima di Cersosimo nella SS 481 che conduce ad Oriolo. Oriolo e' collegata via autobus di linea alla stazione ferroviaria Amendolara-Oriolo, da cui dista 25 km, mediante le autolinee SAJ con varie corse al giorno. Inoltre, e' collegata con Cersosimo sempre con le autolinee SAJ nei giorni feriali. Oriolo e' un'ottima base per escursioni nella valli circostanti (Val Sarmento,Valle del Sinni) e nella catena del Pollino (Gole del Raganello, Monte Pollino, Alessandria del Carretto) specie se si alloggia in uno dei numerosi agriturismi o in un BB. Il borgo antico sorge su uno sperone di arenaria cementata e massiccia. Domina la valle del Ferro, solcata dall'omonimo fiume, una volta noto come fiume Acalandro. L'Acalandro era il confine fra la Siritide e la Sibaritide. La Sibaritide si estendeva dal fiume Trionto all'Acalandro e la Siritide dall'Acalandro al fiume Aciris (Agri). In un testo del 1601 viene riportato: altre abitazioni nella parte orientale della provincia, cominciando dal fiume Siri infino al fiume Acalandro...sono queste, La Rocca Imperiale,...Riolo,... Boleto .

ALIANO

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Loc. ALIANO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
26 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Colobraro, Craco, San Mauro Forte
Il paese di Aliano e' situato su uno sperone argilloso nel tipico paesaggio dei 'calanchi' a 498 m s.l.m., domina la Val d'Agri e il torrente Sauro, nella parte centro-occidentale della provincia di Matera, al confine con la parte centro-orientale della provincia di Potenza. Confina a nord con i comuni di Stigliano (14 km) e Gorgoglione (20 km), a est con Sant'Arcangelo (17 km), a sud con Roccanova (21 km) e ad ovest con Missanello (14 km). Fa parte della Comunita' Montana Collina Materana, dista solamente 83 km da Matera e 76 km dal capoluogo di regione, Potenza. Aliano e' celebre soprattutto per essere stato il luogo in cui lo scrittore e pittore Carlo Levi, passo' il suo periodo di confino, durante il regime fascista. All'ingresso del paese si trova la casa di Levi in cui scrisse la sua opera piu' celebre, 'Cristo si e' fermato a Eboli'. La casa e' inserita nel circuito di visita proposto dal Parco Letterario dedicato all'autore, insieme alla sua tomba, alla pinacoteca e al Museo della Civilita' Contadina. Molto bella e' inoltre, nel centro storico del paese, la chiesa di San Luigi Gonzaga, dedicata al Santo Patrono, costruita nel XVI sec., nel cui interno sono conservate tele di grande valore, risalenti al 1500. Il Museo della Civilta' Contadina, sito in un vecchio frantoio abbandonato, in cui sono conservati antichi affreschi e manufatti, e' un altro importante polo culturale di questo piccolo borgo della Basilicata ricco di storia. Da visitare assolutamente e' il bellissimo borgo antico, per la particolarita' delle case costruite con mattoni crudi di argilla. Il paese e' circondato da piantagioni di ulivo e dai noti 'Giardini di Aliano', soprattutto pescheti e agrumeti, che abbelliscono il paesaggio, conferendogli un'aspetto particolare e inconfondibile.

SPIAGGIA DI MARINA DI NOVA

SPIAGGIA DI MARINA DI NOVA  Apri
Loc. NOVA SIRI - BASILICATA  Navigatore
22 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Tursi, Policoro, Rotondella
L'antico borgo di Nova Siri sorge sul torrente San Nicola in prossimita' di Matera. La spiaggia di Marina di Nova Siri si estende lungo la costa Jonica. Il suo lido e' caratterizzato da larghe spiagge sabbiose bagnate da un mare cristallino. Il lungomare e' impreziosito da una verde e rilassante pineta. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Campeggi -Alberghi -Stabilimenti balneari

SPIAGGIA DI MARINA DI PISTICCI

SPIAGGIA DI MARINA DI PISTICCI  Apri
Loc. MARINA DI PISTICCI MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
39 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Bernalda, Lido di Metaponto, Metaponto
Pisticci e' una localita' balneare di antiche origini, attestate al periodo medievale. La spiaggia di Marina di Pisticci e' una delle piu' belle spiagge del Mediterraneo. Caratterizzata da un largo arenile di sabbia fine e chiara, questa localita' offre i piu' diversi servizi turistici. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Campeggi -Alberghi -Stabilimenti balneari

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

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Loc. POLLINO NATIONAL PARK, ITALY - BASILICATA  Navigatore
15 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
Altitudine: 202 mt. s.l.m.  Area Rotondella, Colobraro, San Giorgio Lucano
  Brochure PDF
Il Parco nazionale del Pollino, condiviso dalle province di Potenza, Matera e Cosenza, con i suoi 192 565 ettari, di cui 88 650 nel versante della Basilicata e 103 915 in quello della Calabria, e' il parco naturale piu' grande d'Italia. Prende il suo nome dal Massiccio del Pollino. Il Parco nazionale del Pollino e' istituito nel 1988, mentre la perimetrazione provvisoria e' del 1990, cosi' come le misure di salvaguardia. Tra gli anni 1993 e 1994 s'insediano gli organismi amministrativi e tecnici: presidenza, consiglio di amministrazione e direzione; la sede dell'ente di gestione e' ubicata in Rotonda. Il Pollino e', dunque, l'area protetta piu' estesa d'Italia, comprendendo, a cavallo fra il confine geografico e amministrativo delle regioni Calabria e Basilicata, 3 province, 56 comuni, di cui 32 in Calabria e 24 in Basilicata, 9 comunita' montane e 4 riserve orientate: Rubbio, in Basilicata, e Raganello, Lao e Argentino in Calabria. Le sue vette, tra le piu' alte del sud d'Italia, sono coperte di neve per molti mesi dell'anno. Dalle cime, ad occhio nudo, si osservano, ad occidente, le coste tirreniche di Maratea, Praia a Mare, Belvedere Marittimo e, ad oriente, da Sibari a Metaponto, il litorale ionico. L'emblema del parco e' il pino loricato (Pinus heldreichii), specie rarissima in Italia, presente in altre stazioni fitoclimatiche delle montagne balcaniche e greche. Tra le tantissime altre specie arboree presenti nel Parco vi sono l'abete bianco, il faggio, tutti e sette i tipi di aceri di cui l'acero di Lobelius, il pino nero, il tasso diverse specie di querce, castagni, ed alle quote piu' elevate e sui pendii piu' ripidi e' presente il Pino loricato, specie rarissima (in Europa presente solo qui e nei Balcani), che si adatta agli habitat piu' ostici, dove altre specie molto rustiche (il faggio in primis) non sono in grado di sopravvivere. Anche la fauna e' varia, e comprende specie ormai estinte in altre zone montuose. Sono presenti l'aquila reale, il picchio nero, il gracchio corallino, il lanario, il capovaccaio, il nibbio reale, il gufo reale, il gufo comune, il corvo imperiale, il falco pellegrino, il driomio, il lupo appenninico, il gatto selvatico, il capriolo autoctono di Orsomarso e la lontra. Di recente sono stati reintrodotti il cervo e il grifone

WWF: OASI BOSCO DI POLICORO

WWF: OASI BOSCO DI POLICORO  Apri
Loc. POLICORO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
19 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
Altitudine: 64 mt. s.l.m.  Area Rotondella, Nova Siri, Policoro
  Brochure PDF
L' Oasi di Policoro e' la fotografia di un paradiso andato ormai perduto in gran parte d'Italia. L' Oasi WWF di Policoro si trova in un Sito d'Importanza Comunitaria e in una Zona di Protezione Speciale nei Comuni di Policoro e Rotondella (Mt). L'area dell'Oasi si estende per circa 21 ettari all'interno della Riserva Naturale Regionale e racchiude uno degli ultimi boschi allagati costieri del nostro Paese. Dei 1.600 ettari esistenti fino al 1931, ne restano appena 680 e la ridotta superficie rimasta e' ancora esposta a sfruttamenti antropici e siccita'. Nell' Oasi di Policoro le pozze d'acqua vanno in secca sempre piu' frequentemente, causando la scomparsa di specie animali legate al bosco di pianura e la perdita di un ambiente oramai rarissimo in Italia. Nelle strutture dell' Oasi di Policoro vengono curate anche moltissime tartarughe marine che rimangono impigliate nelle reti da pesca, o ferite da natanti. Ambiente L'Oasi fa parte della Riserva Regionale Bosco Pantano di Policoro. L'ambiente e' tipicamente marino ed e' un ultimo lembo di foresta planiziaria a pochi metri dal mare. Comprende aree boschive, di macchia, acquitrinose e sabbiose. Il bosco presente e' igrofilo, decimato nel tempo a causa del progressivo avanzamento dei terreni agricoli a scapito della copertura forestale. Una fotografia di un paradiso andato ormai perduto in gran parte d'Italia. Uno degli ultimi boschi allagati costieri del nostro Paese

AREA ARCHEOLOGICA DI FRANCAVILLA MARITTIMA

AREA ARCHEOLOGICA DI FRANCAVILLA MARITTIMA  Apri
Loc. FRANCAVILLA MARITTIMA - CALABRIA  Navigatore
33 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Corigliano Calabro, Cersosimo, Oriolo
  Brochure PDF
Nel 1879, durante i lavori per la costruzione della strada statale SS 92, che doveva collegare la costa Ionica al Pollino, nel territorio di Francavilla emersero dei reperti che l'ispettore M.G. Gallo collego' con l'antica citta' di Lagaria.Successivamente negli anni trenta del novecento il dott. De Santis 'raccolse con amorevole cura cio' che i contadini del tempo gli portavano o gli segnalavano.Nel 1959 quando si costrui' l'acquedotto dell'Eiano nell'attraversamento del territorio di Francavilla ci furono grandi ritrovamenti che per lo piu' andarono dispersi.Solo dopo questo saccheggio di una ricchezza nascosta, ci fu una piccola attenzione al territorio di Francavilla, con brevi campagne di scavo, sempre redditizie, sotto la guida della famosa Archeologa campana Paola Zancani Montuoro. Questa piccola attenzione fu interrotta bruscamente nel 1969, quando divento' predominante il 'ritrovamento di Sibari'. Negli anni successivi furono condotte brevi campagne di scavo, non certamente con la continuita' necessaria allavalorizzazione di un sito unico nella sua specie, i cui risultati furono sempre ottimi. Questi piccoli interventi servirono quantomeno a fermare o arginare, il fenomeno dei cosiddetti 'Tombaroli', che in quegli anni fecero enorme fortuna vendendo i reperti saccheggiati, ai maggiori musei internazionali. All'inizio degli anni 90 del secolo scorso, con l'intervento straordinario della Legge 64/86 si attuo' il primo intervento progettuale in questa area. Il riconoscimento va alla Comunita' Montana Alto Ionio che punto' in quegli anni, alla valorizzazione dei beni culturali. Sono trascorsi altri anni, altri interventi furono effettuati per rendere visitabile e fruibile un'area fortificata, che si eleva maestosamente sulla pianura di Sibari, purtroppo, il Parco archeologico di Francavilla, ancora non e' aperto al pubblico. Certamente, autorita' della soprintendenza archeologica, studiosi, appassionati d'archeologia, professori universitari, studenti italiani e stranieri hanno studiato, scavato e pubblicato i loro studi, o le loro tesi di laurea, ricevendo soddisfazione dal loro impegno e dal loro lavoro.Altri come i tombaroli, si sono arricchiti prendendo a piene mani dall'immenso tesoro che si trovava nel sottosuolo francavillese. A Sibari veniva realizzato il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide. Il Ministero per i Beni e le attivita' Culturali - Direzione Generale per i Beni Archeologici - Nell'Atlante Archeologico, consultabile su internet, cosi' descrive il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide: 'Il sito di Francavilla Marittima da cui proviene la quasi totalita' dei materiali conservati nel museo e' di fatto estremamente interessante in quanto uno dei piu' importanti insediamenti indigeni (enotri) precoloniali, dalla vita fiorente, con una ricca necropoli (loc. Macchiabate) che ha fornito un gran numero di oggetti di bronzo di ornamento personale indossati dai defunti, ed addirittura una coppa bronzea fenicia della prima meta' dell'VIII sec. a.C., testimone forse dei contatti tra quelle genti (o forse, pero', portata dai Greci). La brusca interruzione della vita nel villaggio (loc. Timpone della Motta) e la distruzione dello stesso intorno al 730 a.C. e' quanto induce a credere che l'arrivo dei coloni greci fondatori di Sibari abbia comportato la riduzione dei locali in stato di servitu'; e del resto rivelatrice in tal senso risulta l'edificazione di un tempio ad Atena sui resti del distrutto villaggio del Timpone della Motta. Tale santuario di Atena, tra l'altro, piu' della citta' arcaica, di cui per le note vicende non rimangono che poche tracce, e' di fatto il principale testimone sulla fase arcaica della presenza greca nella zona, ed ha restituito la maggior parte del materiale di tal epoca riconducibile a Sibari conservato nel Museo. Spiccano tra i materiali un ex-voto in terracotta del VII sec. a.C. raffigurante una figura femminile con veste riccamente ricamata su cui sono raffigurate scene mitologiche; frammenti di ceramica fina d'importazione da vari centri greci; numerosi vasi protocorinzi; bronzetti di guerriero e fanciulla; una lamina bronzea da affissione del VI sec. a.C. recante la dedica ex voto di un'edicola ad Atena da parte di Kleombrotos figlio di Dexilawos vincitore ad Olimpia, come recita il testo'

PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE

PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE  Apri
Loc. PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
37 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Grumento Nova, Sarconi, Moliterno
Un viaggio nell'Appennino Lucano tra natura, storia e arte Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano-Val d'Agri-Lagonegrese e' un'estesa fascia di area protetta interamente compresa nel territorio della Basilicata, il cui perimetro comprende alcune delle cime piu' alte dell'Appennino Lucano, richiudendo a ventaglio l'alta valle del fiume Agri. Posto a ridosso dei Parchi Nazionali del Pollino e del Cilento ne rappresenta un area di raccordo e di continuita' ambientale. E' il Parco Nazionale piu' giovane d'Italia, istituito con DPR dell'8 dicembre 2007, la cui notevole estensione longitudinale ne fa un'area ricca di una serie di interessanti biotopi, che vanno dalle fitte faggete delle alture, al caratteristico abete bianco, fino alle distese boschive che si alternano a pascoli e prati. Le tante aree coltivate sono il segno della forte presenza della mano dell'uomo in questo Parco che, come dimostrano l'area archeologica di Grumentum e le numerose mete religiose, fin dall'antichita' si presenta come uno splendido crocevia di tradizioni, arte, cultura e fede

SPIAGGIA DI ROTONDELLA

SPIAGGIA DI ROTONDELLA  Apri
Loc. NOVA SIRI - BASILICATA  Navigatore
22 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Tursi, Policoro, Rotondella
La spiaggia di Rotondella Mare si trova sulla costa Jonica a pochissimi chilometri dalal piu' nota spiaggia di Nova Siri. I suoi fondali marini sono incontaminati e adatti a coloro che amano praticare gli sport acquatici. Nel complesso e' una localita' molto tranquilla e adatta a chi ama praticare trekking nei boschi limitrofi. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Alberghi

TURSI

TURSI  Apri
Loc. TURSI - BASILICATA  Navigatore
16 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
Altitudine: 221 mt. s.l.m.  Area Rotondella, Colobraro, Craco
Il territorio tursitano confina a nord col fiume Agri e con il comune di Montalbano Jonico, ad est con il comune di Policoro, a sud con il fiume Sinni e i territori di Rotondella, mentre ad ovest con i territori di Sant'Arcangelo, Colobraro e Stigliano. Di prevalenza collinare e' ubicato al centro dei due grandi fiumi della Lucania, l'Agri e il Sinni, che all'epoca della costruzione della citta' erano navigabili

LAGO DI MONTE COTUGNO

LAGO DI MONTE COTUGNO  Apri
Loc. LAGO DI MONTE COTUGNO, POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
11 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
Altitudine: 543 mt. s.l.m.  Area Senise, San Giorgio Lucano, Rotondella
La diga di Monte Cotugno e' una diga costruita negli anni tra il 1970 e il 1982 nel territorio del comune di Senise (PZ) lungo il corso del fiume Sinni. E' la piu' grande diga d'Europa in terra battuta. Il muro della diga misura in lunghezza 1850 m in altezza 60 m, e' largo alla base 260 m. La capacita' massima e' 530 milioni di m³. Entrata in funzione nel 1983 sbarra il corso del fiume Sinni nel punto in cui il letto del fiume si restringe, in corrispondenza di una quota di fondo alveo pari a 194.00 m s.l.m.. La diga e' stata progettata per sfruttare l'uso plurimo della risorsa idrica. L'acqua e' prelevata dal Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, mediante un impianto di sollevamento posto a valle dello sbarramento e attraverso le derivazioni irrigue del materano e del tarantino, poste lungo il tracciato dell'adduttore del Sinni che si sviluppa per 145 km. L'adduttrice e' caratterizzata da un diametro di 3 m ed e' in grado di vettoriare circa 19 m³/s di acqua che, oltre alle utenze irrigue, alimenta anche quelle potabili di Basilicata e Puglia, l'impianto di potabilizzazione di Parco del Marchese, oltre a garantire l'approvvigionamento industriale dell'ILVA di Taranto.

SAN MAURO FORTE

SAN MAURO FORTE  Apri
Loc. SAN MAURO FORTE MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
43 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Accettura, Tricarico, Ferrandina
San Mauro Forte si trova arroccato su un'altura, situato in una posizione dominante che sovrastra l'intera valle del torrente Salandrella, primo tratto del fiume Cavone. Immerso nei dolci declivi della Basilicata, il piccolo borgo e' circondato da un paesaggio collinare e da spettacolari uliveti, che lo rendono celebre come 'Citta' dell'Olio', grazie alla sua eccellente produzione del prodotto base della dieta mediterranea. Il suo territorio confina a nord con i comuni di Salandra (14 km), Oliveto Lucano (15 km) e Garaguso (17 km), a est con Ferrandina (31 km), a sud con Craco (25 km) e Stigliano (31 km), e a ovest con Accettura (14 km). Dista 70 km da Matera e 66 km dal capoluogo di regione Potenza. San Mauro Forte e' compresa nel territorio della Comunita' Montana Collina Materana

SANTUARIO SANTA MARIA DI ANGLONA

SANTUARIO SANTA MARIA DI ANGLONA  Apri
Loc. TURSI - BASILICATA  Navigatore
20 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
Altitudine: 259 mt. s.l.m.  Area Rotondella, Nova Siri, Policoro
Il Santuario di Santa Maria Regina di Anglona e' un antico santuario mariano situato sul sacro colle di Anglona, nel comune lucano di Tursi, in provincia di Matera. Il santuario si trova su di un colle a 263 m s.l.m., domina la vallata sottostante tra i fiumi Agri e Sinni. E' a meta' percorso della strada provinciale che va da Tursi a Policoro. Nel 1976 diventa sede titolare della diocesi di Tursi-Lagonegro. Dal 1931 e' monumento nazionale. Il 17 maggio 1999 il santuario e' stato elevato a Pontificia Basilica Minore da papa Giovanni Paolo II, a ricordo del Sinodo dei vescovi. Fino agli anni cinquanta il colle era frequentato da contadini, pastori e gente del luogo che utilizzavano i locali esterni al santuario come alloggio, rifugio, deposito e persino come stalle. Il luogo era gremito di gente soltanto nei giorni di festa. Successivamente, dopo gli scavi archeologici nella zona, le attenzioni della soprintendenza dei beni culturali aumentarono e con esso il flusso di pellegrini, studiosi e visitatori. La struttura attuale del santuario datata tra l'XI secolo ed il XII secolo e' l'ampliamento di una prima chiesetta, del VII-VIII secolo. La costruzione, in tufo e travertino, presenta elementi architettonici di notevole importanza quali, l'abside, il campanile e il portale in stile romanico. L'esterno absidale e' sicuramente la parte piu' cromatica e piu' raffinata dell'intero edificio, si ammirano ornamenti ad intagli, archetti pensili, lesene e un finestrone centrale adornato. Sulle pareti esterne numerose formelle con figure di animali a rilievo, di provenienza ignota, creano un effetto davvero suggestivo. Il tetto a piu' falde e l'armonia dei volumi, conferiscono al santuario un aspetto piacevole ed imponente. Il portale in stile romanico e' formato da un'arcata a tutto sesto arricchita da intagli e rilievi. Anche sul fronte del portale si trovano formelle di tufo calcareo con bassorilievi che raffigurano i simboli dei quattro evangelisti, Marco il leone, Luca il bue, Giovanni l'aquila, Matteo l'angelo. A sinistra della facciata spicca il campanile anch'esso in stile romanico, di forma quadrangolare, poco slanciato e in cima adornato da quattro bifore

PEPERONE DI SENISE IGP

PEPERONE DI SENISE IGP  Apri
Loc. SENISE - BASILICATA  Navigatore
10 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
  Area Colobraro, San Giorgio Lucano, Cersosimo
  Brochure PDF
Il Peperone di Senise IGP presenta una forma appuntita, ad uncino o a tronco, a seconda del tipo. Di colore verde, rosso porpora, si caratterizza per le piccole dimensioni e la polpa sottile (da 1,5 a 2,2 mm). Il peduncolo e' ben saldato alla bacca, tale da non staccarsi nemmeno ad essiccazione avvenuta. Il prodotto secco si deve presentare in collane o serte di lunghezza variabile da 1,5 a 2 m. Il sapore e' dolce. Viene commercializzato fresco, secco ed in polvere. La zona di produzione comprende le aree limitrofe al comune di Senise che si affacciano sulla valle del Sinni e sull'Agri. Sin da quando il peperone arriva a Senise, tra il 1500 e il 1600, i contadini locali riuscirono ad appropriarsene, selezionando nel tempo una varieta' che ancora oggi primeggia nei mercati, tanto che sono frequenti i tentativi di contrabbandare per Peperoni di Senise altre varieta' certo non di ugual pregio. Inizialmente questa solanacea crebbe e si sviluppo' in un panorama agricolo caratterizzato soprattutto dall'autoconsumo, diventando successivamente una coltura sempre piu' specializzata e quindi capace di garantire un reddito. L'essiccazione dei Peperoni di Senise avviene secondo metodi locali naturali per mezzo di esposizione indiretta ai raggi solari in lunghi serti appesi in siti soleggiati ed aereati. Un'ultimo passaggio rapidissimo nel forno elimina ogni residuo di umidita' ed agevola la eventuale successiva molitura per ottenere la famosa polvere. Con i peperoni di Senise si realizzano numerosi piatti della tradizione contadina. Passati in olio bollente e salati vengono chiamati 'cruschi' cioe' croccanti, e accompagnano formaggi e verdure fresche, come fave o insalate. L'uso della polvere ottenuta da questi peperoni esalta la preparazione di molti salumi lucani, ai quali conferisce gusto, colore e un'ottima stagionatura

LAGO DI PIETRA DEL PERTUSILLO

LAGO DI PIETRA DEL PERTUSILLO  Apri
Loc. LAGO DI PIETRA DEL PERTUSILLO, POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
43 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
Altitudine: 52 mt. s.l.m.  Area Sarconi, Moliterno, San Chirico Raparo
Il lago di Pietra del Pertusillo e' un lago artificiale situato nel territorio dei comuni di Grumento Nova, Montemurro e Spinoso. Il lago e' stato costruito tra il 1957 e il 1962, a sbarramento del fiume Agri, con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, la quale concesse all'ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania l'esecuzione dei lavori. Si trova a 532 metri di altitudine sul livello del mare, ed ha una capienza massima di 155 milioni di metri cubi d'acqua. La diga e' nata nei pressi della localita' montemurrese Pietra del Pertusillo, cosi' chiamata poiche' il fiume, in quella zona, passava fra due rocce come se vi fosse un pertugio. Il paesaggio circostante e' ricoperto da boschi che scendono fino alle sponde del lago (alcuni alberi perfino oltre, risultando parzialmente sommersi dalle acque). Il lago e' utilizzato per la pesca sportiva e per gare di canottaggio nazionale, oltre che tappa obbligata nel ferragosto della val d'Agri. La flora circostante e' costituita principalmente da alberi di castagno, cerro e faggio, accompagnati da specie arboree ed arbustive quali l'acero montano e il pioppo. Tra gli arbusti troviamo il nocciolo, il biancospino e la rosa selvatica. La fauna e' costituita da diversi mammiferi quali volpi, donnole, faine, ricci, ghiri e specie rare o minacciate di estinzione come il moscardino e il gatto selvatico. Fra gli uccelli sono presenti l'airone cenerino, i germani reali, i moriglioni. Si possono avvistare in periodo riproduttivo lo svasso maggiore, la folaga e la cannaiola. Sono presenti anche delle specie protette quali il nibbio reale, lo sparviero, il falco pecchiaiolo, il picchio rosso e l'upupa e specie rare o minacciate di estinzioni come il gufo e il corvo imperiale. La fauna ittica che popola le acque del lago e' ricca di trote, boccaloni, anguille e carp

CRACO

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Loc. CRACO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
30 Km da LE GROTTE DI SAN GIORGIO LUCANO
Altitudine: 355 mt. s.l.m.  Area Ferrandina, Aliano, Colobraro
Ci si ferma nel centro della cittadina e ci si mette in ascolto: fruscio di alberi in lontananza, il soffio leggero della brezza, qualche cinguettio e il frinire accaldato delle cicale che si alza dalla campagna vicina. Questi i suoni che dominano a Craco, borgo della Basilicata di origine medievale in provincia di Matera: non perche' sia una localita' particolarmente quieta, o i suoi abitanti siano tipi silenziosi. La particolarita' di Craco, che l'ha resa famosa in Italia e nel mondo, e' che si tratta di una citta' fantasma, completamente disabitata sin dagli anni Sessanta del Novecento. Agghindata da piantagioni di cereali e uliveti, la cittadina e' una scultura di case strette le une alle altre, abbarbicate alla roccia calcarea, ricamata di stradicciole e scalinate ripide e dominata dalle sagome imponenti di una torre normanna e di un castello risalente al XIII secolo. Di lontano pare di ammirare un'unica grande montagna: i colori delle abitazioni, delle chiese, delle fortificazioni sono gli stessi della natura, simili alle tinte della rupe rugosa su cui poggiano. Avvicinandosi si scoprono le tracce delle rovinose frane che, nella seconda meta' del Novecento, costrinsero la popolazione ad abbandonare l'abitato: da quel giorno di paura, quando nel 1963 ci fu una scossa piu' violenta delle altre, la natura si e' impossessata del borgo, mentre le persone del posto si trasferirono a valle, in localita' Craco Peschiera. Dimenticato lo spavento di quei giorni, oggi si puo' dire che le frane abbiano costituito la fortuna del paese: senza di esse non sarebbe, ai giorni nostri, uno scenario cosi' magico e affascinante, tanto da essere stato scelto numerosissime volte come set cinematografico da registi importanti. Immerso in un paesaggio surreale, arso dal sole, a meta' strada tra il mare e l'Appennino Lucano, il borgo e' circondato dai calanchi, solchi profondi che scalfiscono il terreno cretoso come rughe testimoni del tempo, generati dallo scorrere verso valle delle acque piovane. Chi si lascia incantare dal panorama e decide di visitare il cuore di Craco rimane stupito di fronte al centro intatto, conservato cosi' come gli ultimi abitanti l'hanno lasciato. Ad eccezione di qualche strumentazione cinematografica insolita, il paese raccoglie le stesse belle testimonianze che lo caratterizzavano in passato: camminando per le strade si puo' dare un'occhiata all'interno delle vecchie abitazioni, scoprendo le dimore dei nobili e le case della civilta' contadina e pastorale. Come formule leggendarie, i nomi delle contrade cittadine evocano la storia ricca e misteriosa di questi luoghi abbandonati. Il nome 'Canzoniere' deriva da quello di un'antica taverna posta lungo un tratturo molto frequentato. Secondo la tradizione era gestita da una donna bellissima che, proprio come la maga Circe, tratteneva i malcapitati clienti in suo potere, sfruttando il suo potere di seduzione

Escursioni e attrazioni in BASILICATA vicino a SAN GIORGIO LUCANO Oriolo Senise Colobraro: 'ROTONDELLA'   'SPIAGGIA DI POLICORO'   'PARCO NAZIONALE ALTA MURGIA'   'CASTELLO DI UGGIANO'   'PARCO NAZIONALE DEL POLLINO'   'ORIOLO'   'ALIANO'   'SPIAGGIA DI MARINA DI NOVA'   'SPIAGGIA DI MARINA DI PISTICCI'   'PARCO NAZIONALE DEL POLLINO'   'WWF: OASI BOSCO DI POLICORO'   'AREA ARCHEOLOGICA DI FRANCAVILLA MARITTIMA'   'PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO LUCANO VAL D'AGRI - LAGONEGRESE'   'SPIAGGIA DI ROTONDELLA'   'TURSI'   'LAGO DI MONTE COTUGNO'   'SAN MAURO FORTE'   'SANTUARIO SANTA MARIA DI ANGLONA'   'PEPERONE DI SENISE IGP'   'LAGO DI PIETRA DEL PERTUSILLO'   'CRACO'  

BASILICATA


Prima della conquista dei Romani il nome antico della regione era Lucania (dal nome dell'antica popolazione). La Basilicata inizia ad essere così chiamata intorno al IX. - X. secolo dopo Cristo. Questo nome deriva da Basilikos, appellativo del funzionario dell'Impero Bizantino che governava la Regione, che, dopo la dominazione romana, divenne territorio dell'Impero Bizantino. La regione Basilicata si trova tra la Calabria e la Puglia, nella parte meridionale dell'Italia. Non si visita la Basilicata per caso, si sceglie infatti di soggiornare in questa terra solo se si ha voglia di vivere un'esperienza diversa, immergendosi in luoghi dove silenzio, colori, profumi e sapori portano lontano dal frastuono e dallo stress della vita moderna, regalando sensazioni uniche. I boschi e le foreste che ricoprono le montagne sono costellati da piccoli e suggestivi borghi. Ci sono poi dei luoghi anche a 1000 m di altitudine, dove l'aria pura, i sapori genuini e le bellezze della natura si uniscono alle testimonianze storiche per soddisfare ogni desiderio di conoscenza. Bellissima, e tuttavia ancora poco esplorata, è la zona dei Laghi di Monticchio, una delle aree più spettacolari della Basilicata. Il lago Grande e il lago Piccolo, sono due splendidi specchi d'acqua che occupano i due crateri, ormai spenti, del Monte Vulture e sono circondati da una fitta e lussureggiante vegetazione. La Basilicata è bagnata da due mari: lo Ionio e il Tirreno. La costa ionica, con le due note località di Metaponto e Policoro, offre ampie spiagge di sabbia finissima o di ciottoli, in alcuni tratti circondate da pinete e filari di eucalipto. Il Golfo di Policastro, sul versante tirrenico, presenta una costa alta e frastagliata, dove i promontori a picco sul mare sono intervallati da piccole spiagge lambite da un mare cristallino.

Da Vedere: I 'Sassi di Matera': sono quartieri scavati nella roccia e intagliati in un profondo burrone formato dalle pareti di tufo del torrente Gravina. I 'Sassi' sono considerati Patrimonio Mondiale dell'Umanità e sono protetti dall'Unesco. Museo Nazionale della Siritide: si trova a Policoro, in provincia di Matera e comprende materiali provenienti dagli scavi archeologici di Siris e di Heraclea, citta' greca del V secolo, e da localita' della costa lucana. Castello Normanno di Melfi: Nel Castello Normanno dell'XI secolo e' allestito un Museo in cui sono conservati reperti preistorici, materiali tombali, oreficerie, vasi greci. Parco Nazionale del Pollino, condiviso con la Calabria: si estende per 200.000 ettari e comprende 66 Comuni di cui 22 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera. E' stato istituito come Parco Regionale del Pollino nel 1985 e come Parco Nazionale nel 1990 con l'aggiunta dei territori calabresi (32 comuni sono nella provincia di Crotone). Nel Parco è possibile visitare vari monumenti e reperti archeologici, ruderi di castelli, di rocche di fortificazione, di conventi, di monasteri, santuari, chiese e cappelle, isole linguistiche di origine albanese. Maratea: in provincia di Potenza, è una rinomata località di villeggiatura ed è l'unico sbocco della regione sul mar Tirreno. Maratea è chiamata la 'Perla del Tirreno' per la bellezza della sua costa su cui è situato il porticciolo turistico. E' nota anche come la città delle 44 chiese, ricche di preziose testimonianze artistiche.

Gastronomia e Vini: La gastronomia della Basilicata é influenzata dalle tradizioni culinarie delle regioni confinanti (Campania, Puglia e Calabria). I sapori caratteristici sono pungenti: il peperoncino, le erbe aromatiche. Per il condimento viene utilizzato quasi esclusivamente l'olio d'oliva mentre è ignorato il burro. Elemento base è la carne di maiale: i lucani sono dei veri esperti nel trattare prosciutti, salsicce, capicolli e pancetta. Piatti tipici sono ad esempio cotechinata, frittura di maiale, peperonata con carne di maiale, sanguinaccio. Una curiosità: la salsiccia che in molte regioni viene chiamata 'luganega' è originaria della regione e prende il nome dalla Lucania. Oltre al maiale, è utilizzata anche la carne di pecora e agnello. Tra i piatti di pesce segnaliamo zuppe di mare, anguille, trote e baccalà al forno. Per quanto riguarda i primi piatti, la protagonista di ogni pranzo è la pasta fatta in casa nelle sue molteplici forme: fra le più tipiche troviamo orecchiette, cavatelli, strozzapreti, fusilli e strascinate. Tipici della Basilicata sono infatti i &fusilli con le fave' Tra le altre specialità gastronomiche lucane sono da citare i formaggi: scamorze, provole e ricotte. Diffusa la preparazione del caciocavallo, un formaggio che deve il suo nome al metodo di stagionatura: le forme vengono accoppiate ed assicurate a 'cavallo' di un bastone.I tre vini più famosi della Basilicata provengono tutti dal Vulture e sono l'Aglianico, rosso, il Moscato, bianco frizzante, e il Malvasia, tipico vino da dessert. L'Aglianico, ottimo con le carni, è l'unico ad aver ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata. Tra gli altri vini merita una segnalazione l'Aleatico di Rionero.