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tavole palatine - escursioni punti di interesse attrazioni a metaponto matera, italy
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  TAVOLE PALATINE


TAVOLE PALATINE

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a METAPONTO MATERA, ITALY Metaponto Lido di Metaponto Pisticci

WWF: OASI BOSCO DI POLICORO

WWF: OASI BOSCO DI POLICORO  Apri
Loc. TURSI - BASILICATA  Navigatore
29 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 64 mt. s.l.m.  Area Rotondella, Nova Siri, Policoro
  Brochure PDF
L' Oasi di Policoro e' la fotografia di un paradiso andato ormai perduto in gran parte d'Italia. L' Oasi WWF di Policoro si trova in un Sito d'Importanza Comunitaria e in una Zona di Protezione Speciale nei Comuni di Policoro e Rotondella (Mt). L'area dell'Oasi si estende per circa 21 ettari all'interno della Riserva Naturale Regionale e racchiude uno degli ultimi boschi allagati costieri del nostro Paese. Dei 1.600 ettari esistenti fino al 1931, ne restano appena 680 e la ridotta superficie rimasta e' ancora esposta a sfruttamenti antropici e siccita'. Nell' Oasi di Policoro le pozze d'acqua vanno in secca sempre piu' frequentemente, causando la scomparsa di specie animali legate al bosco di pianura e la perdita di un ambiente oramai rarissimo in Italia. Nelle strutture dell' Oasi di Policoro vengono curate anche moltissime tartarughe marine che rimangono impigliate nelle reti da pesca, o ferite da natanti. Ambiente L'Oasi fa parte della Riserva Regionale Bosco Pantano di Policoro. L'ambiente e' tipicamente marino ed e' un ultimo lembo di foresta planiziaria a pochi metri dal mare. Comprende aree boschive, di macchia, acquitrinose e sabbiose. Il bosco presente e' igrofilo, decimato nel tempo a causa del progressivo avanzamento dei terreni agricoli a scapito della copertura forestale. Una fotografia di un paradiso andato ormai perduto in gran parte d'Italia. Uno degli ultimi boschi allagati costieri del nostro Paese

SITO ARCHEOLOGICO MATAPONTO

SITO ARCHEOLOGICO MATAPONTO  Apri
Loc. METAPONTO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
<1 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 3 mt. s.l.m.  Area Metaponto, Lido di Metaponto, Pisticci
  Brochure PDF
Metaponto e' un sito archeologico a Bernalda, in Italia. Il parco archeologico e' a due chilometri dal Museo archeologico nazionale di Metaponto, dove sono custoditi molti dei reperti li' rinvenuti, a ridosso della strada statale 106 Jonica. Le testimonianze di maggior rilievo del sito sono l' antiquarium (una struttura ottagonale), il teatro, il castro romano, l' agora' cittadina, la necropoli, i templi di Apollo Licio, Demetra, Afrodite, Hera e il monumento sicuramente piu' celebre sono le Tavole Palatine, il tempio che delimitava i confini dell'antica citta' dedicato ad Hera. Nell'area sacra sono situati il tempio di Atena (tempio C), il tempio di Apollo di cui vi e' una prima fase che non sembra mai completata, giunta tuttavia ad uno stato avanzato (tempio B I) che si daterebbe intorno al 570 a.C., vi e' poi una seconda fase (tempio B II) che sarebbe coeva al tempio A II. Il tempio di Hera (tempio A) di cui sono presenti solo le fondazioni e un secondo tempio di Hera (tempio A II) costruito sul precedente. Tutti i templi sono in stile dorico costruiti a partire dal 570 a.C. fino al 530 a.C.. Il tempio di Afrodite (tempio D) e' stato invece edificato intorno al 470 a.C. in stile ionico. Con questo il numero dei templi ionici in Italia sale a cinque, si aggiunge a quelli di Elea, Ipponio, Locri e Siracusa. Davanti agli ingressi dei templi sono situati i resti degli altari con vari elementi decorativi. A est si sviluppa il muro di protezione dell'area sacra che la separa dall'agora' dove e' situato il teatro. Nel VII secolo, questa zona era occupata da un ekklesiste'rion(resti visibili), costituito da un terrapieno senza gradini e trasformato almeno due volte nel corso del V secolo. La forma definitiva messa in luce dagli scavi l'acquisira' nella seconda meta' del IV secolo. Alle spalle di quest'area si erge un altare della fine del VI secolo recante l'iscrizione Dio's Agora' dedicato a Zeus. A sud e' invece posto un ampio portico e un recinto trapezoidale con i resti di due imponenti strutture, identificato da alcuni storici come luogo dedicato alla predizione alla religiosita' misterica e visitato anche dallo sciamano Aristeas. La citta' e' protetta da una cinta muraria del VI secolo a.C. dotata di ingressi monumentali

ROTONDELLA

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Loc. ROTONDELLA MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
34 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Tursi, Nova Siri, San Giorgio Lucano
Rotondella, piccolo borgo della provincia di Matera, e' anche chiamata 'Balcone dello Ionio', nome che deriva dalla sua particolare posizione: dalla sua sommita' infatti si puo' godere della vista di tutta la costa ionica, da Taranto alla Calabria. Bellissima e' inoltre la vista del paese dall'alto, con le sue strade che si arrotolano una sull'altra risalendo la collina, come una girandola di pietra, fino ad arrivare alla cima, dove il paese sembra quasi chiudersi su se stesso. Molte sono le attrattive da visitare a Rotondella, a partire dalle zone di interesse archeologico, come il Monte Coppolo, sulla cui sommita', secondo quanto affermato da alcuni studiosi, si trova l'antica citta' di Lagaria; da visitare anche l'area di Piano Sollazzo, dove sono stati ritrovati reperti di un villaggio risalente all'epoca neolitica. Passeggiando per il centro storico, invece, notevole e' la chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie, all'interno della quale si possono ammirare le statue lignee della Madonna delle Grazie e di Sant'Antonio. Molto bella e' anche la chiesa di Sant'Antonio da Padova, che fa parte del convento francescano degli Zoccolanti: sia la chiesa che il convento furono abitati dai monaci fino al 1862, anno in cui la proprieta' dei beni passo' allo Stato. All'interno della chiesa si possono vedere un bellissimo altare in marmo policromo e le statue di San Francesco d'Assisi, San Pasquale Bairo e Santa Rosa da Lima. Il centro del borgo e' inoltre caratterizzato da caratteristici palazzi antichi, arricchiti da bellissimi portali, e nelle vicinanze del borgo ci sono le spiagge dello Ionio, ancora lontane dai circuiti di massa e ricche di fascino da scoprire

LAGO DI MONTE COTUGNO

LAGO DI MONTE COTUGNO  Apri
Loc. COLOBRARO - BASILICATA  Navigatore
44 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 543 mt. s.l.m.  Area Senise, San Giorgio Lucano, Rotondella
La diga di Monte Cotugno e' una diga costruita negli anni tra il 1970 e il 1982 nel territorio del comune di Senise (PZ) lungo il corso del fiume Sinni. E' la piu' grande diga d'Europa in terra battuta. Il muro della diga misura in lunghezza 1850 m in altezza 60 m, e' largo alla base 260 m. La capacita' massima e' 530 milioni di m³. Entrata in funzione nel 1983 sbarra il corso del fiume Sinni nel punto in cui il letto del fiume si restringe, in corrispondenza di una quota di fondo alveo pari a 194.00 m s.l.m.. La diga e' stata progettata per sfruttare l'uso plurimo della risorsa idrica. L'acqua e' prelevata dal Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, mediante un impianto di sollevamento posto a valle dello sbarramento e attraverso le derivazioni irrigue del materano e del tarantino, poste lungo il tracciato dell'adduttore del Sinni che si sviluppa per 145 km. L'adduttrice e' caratterizzata da un diametro di 3 m ed e' in grado di vettoriare circa 19 m³/s di acqua che, oltre alle utenze irrigue, alimenta anche quelle potabili di Basilicata e Puglia, l'impianto di potabilizzazione di Parco del Marchese, oltre a garantire l'approvvigionamento industriale dell'ILVA di Taranto.

CRIPTA DEL PECCATO ORIGINALE

CRIPTA DEL PECCATO ORIGINALE  Apri
Loc. MATERA - BASILICATA  Navigatore
37 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 348 mt. s.l.m.  Area Altamura, Cassano delle Murge, Ferrandina
  Brochure PDF
A pochi Km da Matera, lungo la Appia antica, in una delle gravine che solcano l'altopiano della Murgia, si trova uno dei luoghi piu' suggestivi del Sud Italia: la Cripta del Peccato Originale. In una cavita' rocciosa a strapiombo sulla rupe di calcarenite la sapiente mano del 'Pittore dei Fiori di Matera' ha narrato scene dell'antico e del nuovo testamento in un ciclo affrescato risalente al IX sec. d.C.. Riscoperta nel lontano maggio del 1963 da un gruppo di giovani appassionati materani, da ricovero per greggi la Cripta del Peccato Originale e' diventata una delle tappe imperdibili nella visita alla Citta' dei Sassi. Un restauro esemplare, voluto dalla Fondazione Ze'tema di Matera e realizzato con la consulenza dell' Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, ha restituito gli straordinari affreschi della Cripta alla piena fruizione. Attraverso un percorso luci-suoni, la visita alla 'Cappella Sistina' della pittura parietale rupestre e' la perfetta fusione tra emozione e cultura

SPIAGGIA DI METAPONTO LIDO

SPIAGGIA DI METAPONTO LIDO  Apri
Loc. LIDO DI METAPONTO - BASILICATA  Navigatore
3 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 2 mt. s.l.m.  Area Bernalda, Metaponto, Pisticci
Metaponto Lido e' una delle localita' piu' frequentate della costa Jonica. Le sono state attribuite origini antichissime addirittura alle colonie greche della Mgna Grecia. E' una tranquilla localita' balneare caratterizzata da una spiaggia di sabbia fine e chiara, e ben attrezzata dal punto di vista ricettivo. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Campeggi -Alberghi -Stabilimenti balneari

TARANTO

TARANTO  Apri
Loc. TARANTO, ITALY - PUGLIA  Navigatore
38 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Massafra, Alberobello, Lido di Metaponto
Taranto e' una delle province della regione Puglia; situata nella penisola salentina all''interno del Golfo omonimo, e' bagnata da due mari (Mar Piccolo e Mar Grande) che le hanno dato l''appellativo di citta' Bimare. Questa sua posizione geografica e' stata motivo di grande importanza nei secoli per la Marina Militare. Taranto e' una citta' tra le piu' belle in Italia: posside giardini, borghi antichi ed e' contornata da bellissime isole. Il primo nucleo di Taranto risale al VIII secolo a.c. con il nome greco Ta''ras come colonia spartana. Nel 272 a.c. Passo' sotto il dominio dei Romani e nel 90 a.c. Divenne municipio col nome di Tarentum. Nel Medioevo passo' sotto il controllo di Bizantini, Saraceni e Normanni. In seguito fu sotto il dominio degli Angioini ed inseguito (nel XVI secolo) fu sotto gli Spagnoli. Nel XVIII secolo passo' sotto i Borboni e nel 1799 aderi' alla Repubblica Partenopea. Successivamente fu annessa al Regno d''Italia e divenne un importante porto militare

TERRE TARENTINE DOP

TERRE TARENTINE DOP  Apri
Loc. TARANTO TA, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
38 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 15 mt. s.l.m.  Area Massafra, Alberobello, Lido di Metaponto
  Brochure PDF
L'olio extravergine di oliva Terre Tarentine e' un olio d'oliva a Denominazione di origine protetta ottenuto dalle varieta' di olivo Leccino, Coratina, Ogliarola e Frantoio presenti da sole o insieme, in percentuali variabili fra loro e in misura non inferiore all'80%. Il rimanente 20% e' costituito da altre varieta' minori presenti negli oliveti della zona di produzione. Si caratterizza per il colore giallo verde, una fluidita' media, una sapore fruttato con media sensazione di amaro ed una leggera sensazione di piccante. Puo' essere un ottimo condimento su primi piatti con verdure, ma anche su secondi piatti di carne e di pesce. Le operazioni di raccolta devono essere effettuate nel periodo dell'anno compreso tra i mesi di ottobre e gennaio, utilizzando procedure che effettuano il distacco delle drupe direttamente dalla pianta, mentre il trasporto al frantoio deve avvenire nella stessa giornata di raccolta, mediante contenitori che garantiscano l'integrita' delle olive. Prima della molitura, le olive possono restare nel frantoio al massimo per 72 ore, in recipienti rigidi e aerati posti in locali freschi e ventilati. L'estrazione dell'olio ammette il solo impiego di acqua potabile ed il ricorso a processi tradizionali sia meccanici che fisici, che non alterino le caratteristiche del prodotto. L'olio puo' essere conservato in ambienti freschi e asciutti ad una temperatura compresa tra i 14 °C e i 20 °C, lontano da fonti di calore. L'olio extravergine di oliva Terre Tarentine e' prodotto con le olive coltivate e trasformate nei comuni di Taranto, Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello, Palagiano, Mottola, Massafra, Crispiano, Statte, Martina Franca, Monteiasi e Montemesola. La coltivazione dell'olivo nella zona ebbe inizio per opera dei Messapi nel X secolo a.C., ma fu con le successive colonizzazioni greche e fenice che l'olivicoltura ebbe una maggiore diffusione e le tecniche di estrazione furono perfezionate. Nel Museo nazionale archeologico di Taranto si posso ammirare crateri e anfore dipinte con scene mitologiche in cui l'olivo e' protagonista

SPIAGGIA DI MARINA DI PISTICCI

SPIAGGIA DI MARINA DI PISTICCI  Apri
Loc. MARINA DI PISTICCI MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
9 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Bernalda, Lido di Metaponto, Metaponto
Pisticci e' una localita' balneare di antiche origini, attestate al periodo medievale. La spiaggia di Marina di Pisticci e' una delle piu' belle spiagge del Mediterraneo. Caratterizzata da un largo arenile di sabbia fine e chiara, questa localita' offre i piu' diversi servizi turistici. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Campeggi -Alberghi -Stabilimenti balneari

MATERA

     

MATERA  Apri
Loc. MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
38 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Altamura, Ferrandina, Cassano delle Murge
  Brochure PDF
La Basilicata e' una regione dell'Italia meridionale che si affaccia a sud est sul Mar Ionio e a sud ovest sul Mar Tirreno. Confina a nord e ad est con la Puglia, ad ovest con la Campania e a sud con la Calabria. La regione e' prevalentemente montuosa al centro con vette che superano i 2000 m di quota (la cima piu elevata e' il Monte Pollino 2.267 m), collinare a est e pianeggiante solo per un breve tratto a sudest. La regione ha 2 province: il capoluogo Potenza e Matera. Prima della conquista dei Romani il nome antico della regione era Lucania (dal nome dell'antica popolazione) che venne poi sostituito dall'Imperatore Augusto con Basilicata (deriva dal greco basilikos che significa governatore e principe). Il nome e i confini attuali rimasero inalterati anche con la successiva conquista dei Normanni. Dal 1932 al 1947 il nome della Regione ritorno ad essere ufficialmente Lucania. Oggi il nome e' Basilicata, mentre gli abitanti sono chiamati Lucani. Da vedere: I 'Sassi di Matera': sono quartieri scavati nella roccia e intagliati in un profondo burrone formato dalle pareti di tufo del torrente Gravina. I 'Sassi' sono considerati Patrimonio Mondiale dell'Umanita e sono protetti dall'Unesco. Museo Nazionale della Siritide: si trova a Policoro, in provincia di Matera e comprende materiali provenienti dagli scavi archeologici di Siris e di Heraclea, citta' greca del V secolo, e da localita' della costa lucana. Castello Normanno di Melfi: Nel Castello Normanno dell'XI secolo e' allestito un Museo in cui sono conservati reperti preistorici, materiali tombali, oreficerie, vasi greci. Parco Nazionale del Pollino, condiviso con la Calabria: si estende per 200.000 ettari e comprende 66 Comuni di cui 22 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera. E' stato istituito come Parco Regionale del Pollino nel 1985 e come Parco Nazionale nel 1990 con l'aggiunta dei territori calabresi (32 comuni sono nella provincia di Crotone). Nel Parco e' possibile visitare vari monumenti e reperti archeologici, ruderi di castelli, di rocche di fortificazione, di conventi, di monasteri, santuari, chiese e cappelle, isole linguistiche di origine albanese. Maratea: in provincia di Potenza, e' una rinomata localita di villeggiatura ed e' l'unico sbocco della regione sul mar Tirreno. Maratea e' chiamata la 'Perla del Tirreno' per la bellezza della sua costa su cui e' situato il porticciolo turistico. E' nota anche come la citta delle 44 chiese, ricche di preziose testimonianze artistiche

CHIESA RUPESTRE DI MADONNA DELL'IDRIS

CHIESA RUPESTRE DI MADONNA DELL'IDRIS  Apri
Loc. CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO AL SASSO CAVEOSO, PIAZZA SAN PIETRO CAVEOSO, 1, MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
37 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 339 mt. s.l.m.  Area Altamura, Ferrandina, Cassano delle Murge
La Chiesa di Santa Maria di Idris, detta anche Santa Maria de Idris o Madonna de Idris, si trova a Matera, all'interno dei Sassi. Si tratta di una chiesa rupestre, cioe' scavata nella roccia. E' situata nella parte alta del Monterrone, una grossa rupe calcarea che si erge nel mezzo del Sasso Caveoso; vi si arriva attraverso una rampa di scale vicina alla chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve. Il nome Idris deriva dal greco Odigitria, colei che mostra la via, oppure dall'acqua che sgorgava da quella roccia. La chiesa rupestre presenta un avancorpo in muratura con a lato un piccolo campanile a vela; l'interno, a causa dei continui rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, non presenta nulla dell'originaria struttura. Si compone di una navata irregolare con affreschi, posti sulla parete di retrofacciata della cripta, gran parte dei quali staccati per restauro essendo deteriorati a causa dell'umidita' e conservati presso la Soprintendenza ai Beni Storici ed Artistici di Matera. Sull'altare vi e' una Madonna con Bambino risalente al XVII secolo dipinta a tempera, a destra Sant'Eustachio, patrono della citta' ed altri affreschi sempre risalenti al XVII secolo ed ancora una crocifissione di fattura rozza con sfondo la sagoma della citta' di Matera. La chiesa di Santa Maria de Idris e' collegata alla cripta rupestre di San Giovanni in Monterrone attraverso un cunicolo, ed in questa cripta si trovano numerosi e pregevoli affreschi che sono databili in un arco di tempo che va dal XII al XVII secolo. Nel cunicolo di accesso vi e' l'affresco raffigurante San Giovanni Battista; in una lunetta sovrastante un altare l'affresco risalente al XII secolo del Cristo Pantocratore benedicente alla latina, che con la mano sinistra sorregge un Vangelo aperto nel quale e' inscritto un testo greco. Questo affresco rappresenta l'influenza della cultura iconografica bizantina. Piu' oltre, sulla spalla di un arco mozzo, vi e' un monaco ignoto con saio e cappuccio. Di fronte San Nicola in abiti vescovili, che benedice con la mano destra e regge il Vangelo con la sinistra.

TURSI

TURSI  Apri
Loc. TURSI MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
33 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 221 mt. s.l.m.  Area Rotondella, Colobraro, Craco
Il territorio tursitano confina a nord col fiume Agri e con il comune di Montalbano Jonico, ad est con il comune di Policoro, a sud con il fiume Sinni e i territori di Rotondella, mentre ad ovest con i territori di Sant'Arcangelo, Colobraro e Stigliano. Di prevalenza collinare e' ubicato al centro dei due grandi fiumi della Lucania, l'Agri e il Sinni, che all'epoca della costruzione della citta' erano navigabili

WWF: OASI LAGO DI SAN GIULIANO

WWF: OASI LAGO DI SAN GIULIANO  Apri
Loc. GROTTOLE MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
38 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 9 mt. s.l.m.  Area Ferrandina, Altamura, San Mauro Forte
  Brochure PDF
Una delle piu' importanti zone umide della Basilicata L'Oasi WWF del Lago di San Giuliano si trova in una Zona di Protezione Speciale e in un Sito d'Importanza Comunitaria nei Comuni di Grottole, Miglionico e Matera. L'area si estende per circa 1.300 ettari ed e' una delle piu' importanti zone umide della Basilicata. La varieta' di ambienti ed habitat della Riserva favorisce la presenza di una fauna diversificata, soprattutto per quel che concerne le specie ornitiche, tra le quali cicogne, gru, spatole, aironi rossi, aironi bianchi maggiori, morette tabaccate, avocette, cavalieri d'Italia. Ambiente L'Oasi WWF Lago di San Giuliano e' una delle piu' importanti zone umide della Basilicata. Inizialmente creato per scopi irrigui dallo sbarramento del fiume Bradano negli anni tra il 1950 e il 1957, nel 1976 il Lago di San Giuliano e' diventato Oasi di Protezione e Rifugio per la fauna stanziale e migratoria, nel 1989 Oasi WWF e nel 2003 Zona Ramsar, ovvero una delle aree umide di interesse internazionale per la fauna acquatica. Il territorio della riserva, situata nella parte ovest della Basilicata, interessa i Comuni di Matera, Miglionico e Grottole, e comprende parte del medio corso del fiume Bradano a monte e a valle dello sbarramento, il lago- che si estende per circa 8 km2- e la gravina. Il tratto a monte del lago ha caratteristiche tipiche dell'ecosistema fluviale, mentre a valle dello sbarramento il fiume scorre in una gravina profonda, a tratti, anche 50 metri. Intorno al lago sono presenti nuclei di macchia mediterranea -da una parte le specie alloctone del rimboschimento, dall'altra le specie autoctone quali lentisco, perastro, paliuro, ginepro, roverella, fillirea, biancospino- prati umidi e xerici, boschi naturali igrofili e boschi di conifere ed eucalipti. Lungo la fascia piu' esterna vi sono ristrette aree coltivate in maniera intensiva.

SASSI

SASSI  Apri
Loc. MATERA - BASILICATA  Navigatore
37 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 357 mt. s.l.m.  Area Altamura, Ferrandina, Cassano delle Murge
  Brochure PDF
I Sassi di Matera costituiscono il centro storico della citta' di Matera. Il Sasso Caveoso ed il Sasso Barisano, insieme al rione Civita, formano un complesso nucleo urbano.La citta' della pietra, centro storico di Matera scavato a ridosso del burrone, e' abitata in realta' almeno dal Paleolitico: alcuni tra i reperti trovati risalgono al XIII millennio a.C., e molte delle case che scendono in profondita' nel calcare dolce e spesso della gravina, sono state vissute senza interruzione dall'eta' del bronzo. La prima definizione di Sasso come rione pietroso abitato risale ad un documento del 1204. I Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione ed antropizzazione succedutesi nel tempo. Da quelle preistoriche dei villaggi trincerati del periodo neolitico, all'habitat della civilta' rupestre di matrice orientale, che costituisce il sostrato urbanistico dei Sassi, con i suoi camminamenti, canalizzazioni, cisterne; dalla civitas di matrice occidentale normanno-sveva, con le sue fortificazioni, alle successive espansioni rinascimentali e sistemazioni urbane barocche; ed infine dal degrado igienico-sociale del XIX e della prima meta' del XX secolo allo sfollamento disposto con legge nazionale negli anni cinquanta, fino all'attuale recupero iniziato a partire dalla legge del 1986. I Sassi sono davvero un paesaggio culturale, per citare la definizione con cui sono stati accolti nel Patrimonio mondiale dell'Unesco. Il Sasso Barisano, girato a nord-ovest sull'orlo della rupe, se si prende come riferimento la Civita, fulcro della citta' vecchia, e' il piu' ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo. Il Sasso Caveoso, che guarda invece a sud, e' disposto come un anfiteatro romano, con le case-grotte che scendono a gradoni, e prende forse il nome dalle cave e dai teatri classici. Al centro la Civita, sperone roccioso che separa i due Sassi, sulla cui sommita' si trova la Cattedrale. Ed infine di fronte, sul versante opposto della Gravina di Matera, l'altopiano della Murgia che funge da quinta naturale a tale scenario, con le numerose chiese rupestri sparse lungo i pendii delle gravine protette dall'istituzione del Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano, detto anche Parco della Murgia Materana

SPIAGGIA DI MARINA DI NOVA

SPIAGGIA DI MARINA DI NOVA  Apri
Loc. NOVA SIRI MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
33 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Tursi, Policoro, Rotondella
L'antico borgo di Nova Siri sorge sul torrente San Nicola in prossimita' di Matera. La spiaggia di Marina di Nova Siri si estende lungo la costa Jonica. Il suo lido e' caratterizzato da larghe spiagge sabbiose bagnate da un mare cristallino. Il lungomare e' impreziosito da una verde e rilassante pineta. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Campeggi -Alberghi -Stabilimenti balneari

CRACO

CRACO  Apri
Loc. CRACO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
33 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 355 mt. s.l.m.  Area Ferrandina, Aliano, Colobraro
Ci si ferma nel centro della cittadina e ci si mette in ascolto: fruscio di alberi in lontananza, il soffio leggero della brezza, qualche cinguettio e il frinire accaldato delle cicale che si alza dalla campagna vicina. Questi i suoni che dominano a Craco, borgo della Basilicata di origine medievale in provincia di Matera: non perche' sia una localita' particolarmente quieta, o i suoi abitanti siano tipi silenziosi. La particolarita' di Craco, che l'ha resa famosa in Italia e nel mondo, e' che si tratta di una citta' fantasma, completamente disabitata sin dagli anni Sessanta del Novecento. Agghindata da piantagioni di cereali e uliveti, la cittadina e' una scultura di case strette le une alle altre, abbarbicate alla roccia calcarea, ricamata di stradicciole e scalinate ripide e dominata dalle sagome imponenti di una torre normanna e di un castello risalente al XIII secolo. Di lontano pare di ammirare un'unica grande montagna: i colori delle abitazioni, delle chiese, delle fortificazioni sono gli stessi della natura, simili alle tinte della rupe rugosa su cui poggiano. Avvicinandosi si scoprono le tracce delle rovinose frane che, nella seconda meta' del Novecento, costrinsero la popolazione ad abbandonare l'abitato: da quel giorno di paura, quando nel 1963 ci fu una scossa piu' violenta delle altre, la natura si e' impossessata del borgo, mentre le persone del posto si trasferirono a valle, in localita' Craco Peschiera. Dimenticato lo spavento di quei giorni, oggi si puo' dire che le frane abbiano costituito la fortuna del paese: senza di esse non sarebbe, ai giorni nostri, uno scenario cosi' magico e affascinante, tanto da essere stato scelto numerosissime volte come set cinematografico da registi importanti. Immerso in un paesaggio surreale, arso dal sole, a meta' strada tra il mare e l'Appennino Lucano, il borgo e' circondato dai calanchi, solchi profondi che scalfiscono il terreno cretoso come rughe testimoni del tempo, generati dallo scorrere verso valle delle acque piovane. Chi si lascia incantare dal panorama e decide di visitare il cuore di Craco rimane stupito di fronte al centro intatto, conservato cosi' come gli ultimi abitanti l'hanno lasciato. Ad eccezione di qualche strumentazione cinematografica insolita, il paese raccoglie le stesse belle testimonianze che lo caratterizzavano in passato: camminando per le strade si puo' dare un'occhiata all'interno delle vecchie abitazioni, scoprendo le dimore dei nobili e le case della civilta' contadina e pastorale. Come formule leggendarie, i nomi delle contrade cittadine evocano la storia ricca e misteriosa di questi luoghi abbandonati. Il nome 'Canzoniere' deriva da quello di un'antica taverna posta lungo un tratturo molto frequentato. Secondo la tradizione era gestita da una donna bellissima che, proprio come la maga Circe, tratteneva i malcapitati clienti in suo potere, sfruttando il suo potere di seduzione

SANTUARIO SANTA MARIA DI ANGLONA

SANTUARIO SANTA MARIA DI ANGLONA  Apri
Loc. TURSI - BASILICATA  Navigatore
27 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 259 mt. s.l.m.  Area Rotondella, Nova Siri, Policoro
Il Santuario di Santa Maria Regina di Anglona e' un antico santuario mariano situato sul sacro colle di Anglona, nel comune lucano di Tursi, in provincia di Matera. Il santuario si trova su di un colle a 263 m s.l.m., domina la vallata sottostante tra i fiumi Agri e Sinni. E' a meta' percorso della strada provinciale che va da Tursi a Policoro. Nel 1976 diventa sede titolare della diocesi di Tursi-Lagonegro. Dal 1931 e' monumento nazionale. Il 17 maggio 1999 il santuario e' stato elevato a Pontificia Basilica Minore da papa Giovanni Paolo II, a ricordo del Sinodo dei vescovi. Fino agli anni cinquanta il colle era frequentato da contadini, pastori e gente del luogo che utilizzavano i locali esterni al santuario come alloggio, rifugio, deposito e persino come stalle. Il luogo era gremito di gente soltanto nei giorni di festa. Successivamente, dopo gli scavi archeologici nella zona, le attenzioni della soprintendenza dei beni culturali aumentarono e con esso il flusso di pellegrini, studiosi e visitatori. La struttura attuale del santuario datata tra l'XI secolo ed il XII secolo e' l'ampliamento di una prima chiesetta, del VII-VIII secolo. La costruzione, in tufo e travertino, presenta elementi architettonici di notevole importanza quali, l'abside, il campanile e il portale in stile romanico. L'esterno absidale e' sicuramente la parte piu' cromatica e piu' raffinata dell'intero edificio, si ammirano ornamenti ad intagli, archetti pensili, lesene e un finestrone centrale adornato. Sulle pareti esterne numerose formelle con figure di animali a rilievo, di provenienza ignota, creano un effetto davvero suggestivo. Il tetto a piu' falde e l'armonia dei volumi, conferiscono al santuario un aspetto piacevole ed imponente. Il portale in stile romanico e' formato da un'arcata a tutto sesto arricchita da intagli e rilievi. Anche sul fronte del portale si trovano formelle di tufo calcareo con bassorilievi che raffigurano i simboli dei quattro evangelisti, Marco il leone, Luca il bue, Giovanni l'aquila, Matteo l'angelo. A sinistra della facciata spicca il campanile anch'esso in stile romanico, di forma quadrangolare, poco slanciato e in cima adornato da quattro bifore

CLEMENTINA DEL GOLFO DI TARANTO I.G.P.

CLEMENTINA DEL GOLFO DI TARANTO I.G.P.  Apri
Loc. TARANTO TA, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
38 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Massafra, Alberobello, Lido di Metaponto
  Brochure PDF
Le prime introduzioni di specie agrumarie nel territorio della provincia di Taranto si possono far risalire al XVIII secolo, ma solo a partire dal 1900 si assiste alla diffusione degli agrumi in coltura specializzata. Il territorio interessato alla denominazione ha il suo baricentro, sia geografico che socio - economico, nei comuni della provincia di Taranto che si affacciano sul golfo omonimo. Negli anni '50, con l'avvio della Riforma fondiaria, grazie al reperimento, captazione e creazione di adeguate risorse irrigue, la coltura degli agrumi inizia il processo di espansione e specializzazione per assumere la connotazione odierna di coltura preminente nella zona delimitata. Il clima caldo, soleggiato e poco umido del territorio che si affaccia sul golfo di Taranto incide positivamente sui processi di accrescimento e maturazione dei frutti e sull'acquisizione di eccellenti caratteristiche qualitative, quanto a colore, sapore e serbevolezza

SPIAGGIA DI POLICORO

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Loc. POLICORO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
22 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Nova Siri, Tursi, Pisticci
Il comune di Policoro e' situato nel cuore della Pianura del Metaponto ed e' famosa per il turismo e per la produzione di fragole. La spiaggia di Policoro si trova nella pianura di Metaponto a circa cinque chilometri dal Mare Jonio. E' composta da sabbia chiara e fine ed e' nota perche' le tartarughe marine la scelgono spesso per depositare le proprie uova. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Campeggi -Alberghi -Stabilimenti balneari

PARCO NATURALE REGIONALE TERRA DELLE GRAVINE

PARCO NATURALE REGIONALE TERRA DELLE GRAVINE  Apri
Loc. PARCO NATURALE REGIONALE TERRA DELLE GRAVINE, TARANTO, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
39 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Noci, Alberobello, Martina Franca
Il Parco regionale della Terra delle Gravine e' stato istituito il 20 dicembre 2005 con L.R. n. 18. Esso si estende sul territorio di 13 Comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie, S.Marzano) e di un Comune della Provincia di Brindisi (Villa Castelli), per un totale di circa 28.000 ettari. Non esiste altrove, in tutta l'Europa occidentale, un'area con un'analoga concentrazione di insediamenti rupestri e siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversita'. Il parco e', tra gli strumenti che la normativa sulle aree protette prevede, il mezzo che puo' consentire non solo la salvaguardia di aree ad elevato valore naturalistico, ma anche la valorizzazione del paesaggio storico e culturale che gli insediamenti umani e le attivita' agro-silvo-pastorali hanno determinato nei millenni. Di conseguenza, il Parco puo' essere lo strumento per conservare ancora attivita' tradizionali che, pur avendo contribuito ai valori caratteristici e identificativi dei luoghi, sono destinate altrimenti a scomparire. Le gravine sono profonde gole rocciose di origine carsica, che partono dall'altipiano murgiano e si dirigono verso il mare, memoria di antichi fiumi che oggi si riformano solo occasionalmente, dopo abbondanti piogge. Le consistenti altezze e le notevoli pendenze dei versanti delle gravine, nonche' il loro particolare microclima, hanno permesso nel tempo la conservazione di habitat straordinariamente ricchi, sia come flora che come fauna e microfauna. Le impervie caratteristiche morfologiche delle gravine, la presenza di numerose grotte con caratteristiche di stabilita' termica e il peculiare microclima hanno favorito l'insediamento umano, dal periodo Neolitico fino agli anni '50, con un forte concentramento nel periodo medioevale. Numerosissimi e preziosi i villaggi rupestri, dove le case-grotta mantenevano caratteristiche di continuita' con i terrazzamenti, coltivati ad orti. Tutto il materiale dello scavo delle grotte veniva riutilizzato per costruire le case-grotta, le fortificazioni, e i muri a secco di contenimento. Un ingegnoso sistema di raccolta e canalizzazione delle acque piovane in cisterne consentiva un'autonomia idrica; i luoghi sociali erano legati alla lavorazione dei prodotti agricoli (frantoi, mulini) e al culto religioso (cripte, chiese). Numerose le tombe scavate nei banchi rocciosi, testimoni delle usanze rituali di sepoltura dei defunti. I suggestivi villaggi rupestri si trovano a Ginosa, Mottola, Grottaglie, Crispiano, Laterza, Statte, Castellaneta, Massafra, Palagianello, a volte inseriti nel contesto urbanizzato. Chiese, cripte e santuari presentano spesso splendide icone di stile bizantino, rappresentanti la Vergine, Cristo Pantocratore, Santi e Martiri. A Massafra e a Mottola si possono ammirare gli esempi piu' ricchi e meglio conservati dell'arte pittorica rupestre e dell'architettura di tali luoghi sacri, scavati direttamente nella roccia

PARCO DELLA MURGIA MATERANA

PARCO DELLA MURGIA MATERANA  Apri
Loc. MATERA - BASILICATA  Navigatore
31 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Ferrandina, Altamura, Cassano delle Murge
Sicuramente uno dei piu' spettacolari paesaggi rupestri d'Italia che testimonia l'antico rapporto tra natura e uomo, si trova in Basilicata, a Matera a pochi chilometri di distanza dal confine con la Puglia. Il Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, piu' semplicemente detto Parco della Murgia Materana, e' caratterizzato da una roccia tenera costituita da profondi solchi che disegnano rupi, forre, grotte, gravine utilizzate dall'uomo che vi si e' insediato sin dalla preistoria. Esso e' compreso tra le contrade poste tra la S.S. 7, la S.P. Matera&Ginosa&Montescaglioso e la S.S. 175. Ad ovest di Matera, poi, il perimetro del Parco corre su di una ristretta fascia lungo il corso della Gravina di Picciano che, partendo dall'omonimo colle giunge alla confluenza del fiume Bradano. Spettacolare e' la Gravina di Matera, enorme solco calcareo che attraversa il territorio con i suoi venti chilometri di lunghezza giungendo fin sotto l'abitato di Montescaglioso. Sul fondo di questo Canyon, scorre l'omonimo torrente il cui lento cammino delle acque prosegue verso sud costeggiando i Sassi di Matera, sfiorando l'abitato di Montescaglioso oltre il quale sfocia nel fiume Bradano. Un territorio suggestivo, apparentemente desolato, ma che nasconde ricchezze naturalistiche e testimonianze storiche di eccezionale valore. I fianchi, orientale e occidentale della Gravina, sono sostanzialmente diversi: il primo, ha una struttura morfologica piu' complessa a causa della presenza dell'abitato di Matera e sempre sullo stesso versante, piu' a sud, posto su un colle argilloso dell'abitato di Montescaglioso. Il secondo fianco, disabitato, e' un blocco calcareo privo di vegetazione arborea nella parte piu' vicina alla citta' di Matera, ma ricoperto dalla caratteristica vegetazione mediterranea nel quale sono rivenibili le tracce dell'uomo tra cui chiese rupestri, villaggi preistorici di epoca neolitica, jazzi, cave da cui si ricavava il materiale costruttivo delle abitazioni dei Sassi, e masserie. Oggi questo versante, circa 8000 ettari, che nasconde gli ultimi lembi di un bosco mediterraneo, rientra nei confini del Parco della Murgia Materana. E' proprio il rapporto antico tra natura e uomo che rende unico questo Parco che attraverso l'Ente di Gestione, tutela contemporaneamente una natura spettacolare e le opere realizzate dalle mani dell'uomo nel corso di migliaia di anni con il paziente lavoro della incisione. Geograficamente il Parco comprende le aree delle Tufare, Murgecchia, Murgia Timone, Acito San Campo, Trasano Conca d'Aglio, Murgia Alvino, Bosco del Comune, Selva Malvezzi, Bosco di Lucignano, l'Annunziata, Selva Venusio, Murgia Sant'Agnese, Lamaquacchiola, Agna Ofra, Murgia di S. Andrea e Madonna della Murgia. Le irraggiungibili pareti verticali delle rocce e la ricca vegetazione che si sviluppa all'interno dei confini del Parco determinano la formazione di ambienti naturali tali da permettere la presenza di specie volatili rarissime. I bird-watchers piu' fortunati hanno l'opportunita' di osservare specie come il biancone, il nibbio, il lanario, il capovaccaio. Altri rapaci come il falco grillaio (Falco naumanni), vivono affianco all'uomo e nidificano sotto i tetti delle case abbandonate dei Sassi di Matera o sotto le tegole dell'Abbazia Benedettina di Montescaglioso

SPIAGGIA DI ROTONDELLA

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Loc. ROTONDELLA MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
32 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Tursi, Policoro, Rotondella
La spiaggia di Rotondella Mare si trova sulla costa Jonica a pochissimi chilometri dalal piu' nota spiaggia di Nova Siri. I suoi fondali marini sono incontaminati e adatti a coloro che amano praticare gli sport acquatici. Nel complesso e' una localita' molto tranquilla e adatta a chi ama praticare trekking nei boschi limitrofi. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Alberghi

CASTELLO ARAGONESE DI TARANTO

CASTELLO ARAGONESE DI TARANTO  Apri
Loc. CASTELLO ARAGONESE, PIAZZA CASTELLO, 4, TARANTO TA, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
37 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 11 mt. s.l.m.  Area Massafra, Alberobello, Lido di Metaponto
Il castello aragonese di Taranto (o castel Sant'Angelo), occupa con la sua pianta quadrangolare e il vasto cortile centrale, l'estremo angolo dell'isola su cui sorge il borgo antico della citta'. Il primo nucleo del castello risale al 916, quando i Bizantini avviarono la costruzione della Rocca a protezione dagli attacchi dei Saraceni e della Repubblica di Venezia. Questa prima fortificazione era costituita da torri alte e strette, dalle quali si combatteva con lance, frecce, pietre, ed olio bollente. Nel 1481 fu realizzato un primo canale navigabile, piu' stretto dell'attuale e con sponde irregolari, per consentire il passaggio di piccole imbarcazioni e migliorare la difendibilita' del castello. Nel 1486, Ferdinando II d'Aragona incarico' l'architetto e ingegnere militare Francesco di Giorgio Martini di ampliare il castello e di conferirgli l'attuale struttura, onde rimpiazzare la tipologia medievale delle torri concepita per la difesa piombante. L'utilizzo infatti dei cannoni in seguito alla scoperta della polvere da sparo, necessitava di torri larghe e basse, di forma circolare per attutire l'urto delle palle di cannone, fornite di rampe o scivoli che permettessero lo spostamento dei pezzi da una torre all'altra, nonche' dotate di un ampio e robusto parapetto con specifiche aperture per le bocche da fuoco

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI METAPONTO

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI METAPONTO  Apri
Loc. MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI METAPONTO - BASILICATA  Navigatore
1 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Bernalda, Lido di Metaponto, Pisticci
  Brochure PDF
Il Museo archeologico nazionale di Metaponto e' un museo situato a Metaponto, in Basilicata. Ospita i principali reperti rinvenuti nel territorio circostante l'antica Metaponto e alcuni reperti provenienti dalla vicina zona di Pisticci e dall'area archeologica dell'Incoronata, ivi situata. Il museo si articola in 4 sale: i reperti preistorici, la colonizzazione greca tra VIII secolo a.C. e VII secolo a.C. l'integrazione tra greci e indigeni, l'eta' romana I reperti esposti di epoca preistorica consistono in vari oggetti e suppellettili rinvenuti in corredi funerari tra cui spiccano gioielli e oggetti in bronzo e in avorio di alta' qualita'. La maggioranza delle testimonianze di eta' greca provengono dal sito dell'Incoronata di Pisticci, con coppe, tazze e ceramiche decorate, tra cui spicca l'incensiere con fusto decorato da animali e scene mitologiche. Di datazione successiva sono invece i reperti provenienti dai templi di Metaponto con numerosi vasi e coppe dipinte. Di eta' romana sono invece le ceramiche grige ellenistiche, sigillate romane e africane e tardoimperiali dell'Asia Minore. Il museo e' di competenza della Soprintendenza archeologica della Basilicata

CASTELLO DI UGGIANO

CASTELLO DI UGGIANO  Apri
Loc. FERRANDINA MT, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
34 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Craco, San Mauro Forte, Matera
La roccaforte occupava una superficie di notevole estensione e intorno alle mura si sviluppava l'insediamento urbano, di cui restano poche tracce; i resti piu' estesi sono quelli relativi alle chiese di san Lorenzo, l'antica chiesa Madre, e di san Domenico, l'antica abbazia benedettina di Ognissanti. Del complesso domenicano sono ancora visibili le mura perimetrali col tetto sprofondato e si puo' riconoscere l'impianto di una chiesa a navata unica. Oltrepassata la chiesa di san Domenico e scendendo giu' a valle, si trova ancora l'antica fontana, chiamata comunemente 'pilaccio di Uggiano'. Un po' piu' giu' del pilaccio esisteva una torre isolata di stupenda costruzione, la quale costituiva, forse, il baluardo piu' avanzato del castello e che, per effetto di una pioggia straordinaria avvenuta nel 1848, frano' completamente, tanto che non restarono piu' tracce. Dei ruderi del castello e' possibile notare un maestoso portale con arco a sesto acuto, resti delle torri da difesa a forma quadrata, tracce degli appartamenti del castellano e di ambienti destinati a rappresentanza, resti di cortili, pozzi, solai, servizi igienici. Alcuni studiosi locali attribuiscono a questo luogo un'origine antichissima, ma e' solo a partire dal XII secolo che si hanno notizie storiche sulla sua esistenza. Al dominio normanno-svevo successe quello angioino e nel 1269 Uggiano venne donato a Pietro Belmonte, conte di Montescaglioso. Agli inizi del XIV secolo passo' ad Azzo d'Este, recatogli in dote dalla sposa Beatrice, figlia di Carlo d'Angio' che rimasta vedova si risposo' con Bertrando del Balzo, a cui porto' in dote lo stesso feudo. Successivamente Pirro del Balzo eredito' il casale di Uggiano, ma nel 1485 venne privato da Ferdinando I d'Aragona di tutti i suoi beni, per la ribellione capeggiata nella Congiura dei Baroni. Ne fu investito suo genero Federico che fondo' per i profughi uggianesi, non si sa se a causa di un terremoto o di una distruzione, una nuova citta' cui diede il nome di Ferrandina. Certamente e' un luogo ricco di storia e di grande interesse storico-artistico»

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO  Apri
Loc. TURSI - BASILICATA  Navigatore
34 Km da TAVOLE PALATINE
Altitudine: 202 mt. s.l.m.  Area Rotondella, Colobraro, San Giorgio Lucano
  Brochure PDF
Il Parco nazionale del Pollino, condiviso dalle province di Potenza, Matera e Cosenza, con i suoi 192 565 ettari, di cui 88 650 nel versante della Basilicata e 103 915 in quello della Calabria, e' il parco naturale piu' grande d'Italia. Prende il suo nome dal Massiccio del Pollino. Il Parco nazionale del Pollino e' istituito nel 1988, mentre la perimetrazione provvisoria e' del 1990, cosi' come le misure di salvaguardia. Tra gli anni 1993 e 1994 s'insediano gli organismi amministrativi e tecnici: presidenza, consiglio di amministrazione e direzione; la sede dell'ente di gestione e' ubicata in Rotonda. Il Pollino e', dunque, l'area protetta piu' estesa d'Italia, comprendendo, a cavallo fra il confine geografico e amministrativo delle regioni Calabria e Basilicata, 3 province, 56 comuni, di cui 32 in Calabria e 24 in Basilicata, 9 comunita' montane e 4 riserve orientate: Rubbio, in Basilicata, e Raganello, Lao e Argentino in Calabria. Le sue vette, tra le piu' alte del sud d'Italia, sono coperte di neve per molti mesi dell'anno. Dalle cime, ad occhio nudo, si osservano, ad occidente, le coste tirreniche di Maratea, Praia a Mare, Belvedere Marittimo e, ad oriente, da Sibari a Metaponto, il litorale ionico. L'emblema del parco e' il pino loricato (Pinus heldreichii), specie rarissima in Italia, presente in altre stazioni fitoclimatiche delle montagne balcaniche e greche. Tra le tantissime altre specie arboree presenti nel Parco vi sono l'abete bianco, il faggio, tutti e sette i tipi di aceri di cui l'acero di Lobelius, il pino nero, il tasso diverse specie di querce, castagni, ed alle quote piu' elevate e sui pendii piu' ripidi e' presente il Pino loricato, specie rarissima (in Europa presente solo qui e nei Balcani), che si adatta agli habitat piu' ostici, dove altre specie molto rustiche (il faggio in primis) non sono in grado di sopravvivere. Anche la fauna e' varia, e comprende specie ormai estinte in altre zone montuose. Sono presenti l'aquila reale, il picchio nero, il gracchio corallino, il lanario, il capovaccaio, il nibbio reale, il gufo reale, il gufo comune, il corvo imperiale, il falco pellegrino, il driomio, il lupo appenninico, il gatto selvatico, il capriolo autoctono di Orsomarso e la lontra. Di recente sono stati reintrodotti il cervo e il grifone

CHIESA DI SAN PIETRO CAVEOSO

CHIESA DI SAN PIETRO CAVEOSO  Apri
Loc. MATERA - BASILICATA  Navigatore
37 Km da TAVOLE PALATINE
  Area Altamura, Ferrandina, Cassano delle Murge
La Cattedrale di Matera fu terminata nel 1270, ed edificata nella 'civita'', il punto piu' alto e visibile della citta' ove sorse il primo nucleo abitato dei Sassi, sull'area di un monastero benedettino dedicato a S.Eustachio consacrato nel 1082, e, come si scopri' all'inizio del '900 durante i lavori di costruzione per le fondazioni dell'adiacente palazzo del Seminario Arcidiocesano, fu costruita su un terrapieno artificiale per innalzare ulteriormente la sua posizione ( rimane visibile da tutti i punti della antica citta' e dalle campagne circostanti). Durante i suddetti lavori furono scavate delle profonde trincee che rivelarono in 12 metri, man mano che si scendeva in profondita', tutti gli antichi strati abitativi della citta': abitazioni medioevali, una chiesetta paleocristiana ed abitazioni della stessa epoca, reperti bizantini come monete e resti architetettonici , un altro piano di abitazioni romane, sepolcri greci con importanti vasi facenti parte del tipico corredo funerario e infine resti di ceramica ingobbiata caratteristica della prima eta' del ferro. Una 'radiografia', insomma, della vita antica di Matera

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BASILICATA


Prima della conquista dei Romani il nome antico della regione era Lucania (dal nome dell'antica popolazione). La Basilicata inizia ad essere così chiamata intorno al IX. - X. secolo dopo Cristo. Questo nome deriva da Basilikos, appellativo del funzionario dell'Impero Bizantino che governava la Regione, che, dopo la dominazione romana, divenne territorio dell'Impero Bizantino. La regione Basilicata si trova tra la Calabria e la Puglia, nella parte meridionale dell'Italia. Non si visita la Basilicata per caso, si sceglie infatti di soggiornare in questa terra solo se si ha voglia di vivere un'esperienza diversa, immergendosi in luoghi dove silenzio, colori, profumi e sapori portano lontano dal frastuono e dallo stress della vita moderna, regalando sensazioni uniche. I boschi e le foreste che ricoprono le montagne sono costellati da piccoli e suggestivi borghi. Ci sono poi dei luoghi anche a 1000 m di altitudine, dove l'aria pura, i sapori genuini e le bellezze della natura si uniscono alle testimonianze storiche per soddisfare ogni desiderio di conoscenza. Bellissima, e tuttavia ancora poco esplorata, è la zona dei Laghi di Monticchio, una delle aree più spettacolari della Basilicata. Il lago Grande e il lago Piccolo, sono due splendidi specchi d'acqua che occupano i due crateri, ormai spenti, del Monte Vulture e sono circondati da una fitta e lussureggiante vegetazione. La Basilicata è bagnata da due mari: lo Ionio e il Tirreno. La costa ionica, con le due note località di Metaponto e Policoro, offre ampie spiagge di sabbia finissima o di ciottoli, in alcuni tratti circondate da pinete e filari di eucalipto. Il Golfo di Policastro, sul versante tirrenico, presenta una costa alta e frastagliata, dove i promontori a picco sul mare sono intervallati da piccole spiagge lambite da un mare cristallino.

Da Vedere: I 'Sassi di Matera': sono quartieri scavati nella roccia e intagliati in un profondo burrone formato dalle pareti di tufo del torrente Gravina. I 'Sassi' sono considerati Patrimonio Mondiale dell'Umanità e sono protetti dall'Unesco. Museo Nazionale della Siritide: si trova a Policoro, in provincia di Matera e comprende materiali provenienti dagli scavi archeologici di Siris e di Heraclea, citta' greca del V secolo, e da localita' della costa lucana. Castello Normanno di Melfi: Nel Castello Normanno dell'XI secolo e' allestito un Museo in cui sono conservati reperti preistorici, materiali tombali, oreficerie, vasi greci. Parco Nazionale del Pollino, condiviso con la Calabria: si estende per 200.000 ettari e comprende 66 Comuni di cui 22 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera. E' stato istituito come Parco Regionale del Pollino nel 1985 e come Parco Nazionale nel 1990 con l'aggiunta dei territori calabresi (32 comuni sono nella provincia di Crotone). Nel Parco è possibile visitare vari monumenti e reperti archeologici, ruderi di castelli, di rocche di fortificazione, di conventi, di monasteri, santuari, chiese e cappelle, isole linguistiche di origine albanese. Maratea: in provincia di Potenza, è una rinomata località di villeggiatura ed è l'unico sbocco della regione sul mar Tirreno. Maratea è chiamata la 'Perla del Tirreno' per la bellezza della sua costa su cui è situato il porticciolo turistico. E' nota anche come la città delle 44 chiese, ricche di preziose testimonianze artistiche.

Gastronomia e Vini: La gastronomia della Basilicata é influenzata dalle tradizioni culinarie delle regioni confinanti (Campania, Puglia e Calabria). I sapori caratteristici sono pungenti: il peperoncino, le erbe aromatiche. Per il condimento viene utilizzato quasi esclusivamente l'olio d'oliva mentre è ignorato il burro. Elemento base è la carne di maiale: i lucani sono dei veri esperti nel trattare prosciutti, salsicce, capicolli e pancetta. Piatti tipici sono ad esempio cotechinata, frittura di maiale, peperonata con carne di maiale, sanguinaccio. Una curiosità: la salsiccia che in molte regioni viene chiamata 'luganega' è originaria della regione e prende il nome dalla Lucania. Oltre al maiale, è utilizzata anche la carne di pecora e agnello. Tra i piatti di pesce segnaliamo zuppe di mare, anguille, trote e baccalà al forno. Per quanto riguarda i primi piatti, la protagonista di ogni pranzo è la pasta fatta in casa nelle sue molteplici forme: fra le più tipiche troviamo orecchiette, cavatelli, strozzapreti, fusilli e strascinate. Tipici della Basilicata sono infatti i &fusilli con le fave' Tra le altre specialità gastronomiche lucane sono da citare i formaggi: scamorze, provole e ricotte. Diffusa la preparazione del caciocavallo, un formaggio che deve il suo nome al metodo di stagionatura: le forme vengono accoppiate ed assicurate a 'cavallo' di un bastone.I tre vini più famosi della Basilicata provengono tutti dal Vulture e sono l'Aglianico, rosso, il Moscato, bianco frizzante, e il Malvasia, tipico vino da dessert. L'Aglianico, ottimo con le carni, è l'unico ad aver ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata. Tra gli altri vini merita una segnalazione l'Aleatico di Rionero.