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salsiccia di calabria dop - escursioni punti di interesse attrazioni a san demetrio corone
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  SALSICCIA DI CALABRIA DOP


SALSICCIA DI CALABRIA DOP

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a SAN DEMETRIO CORONE Corigliano Calabro Francavilla Marittima Paludi

FICHI DI COSENZA D.O.P.

FICHI DI COSENZA D.O.P.  Apri
Loc. COSENZA CS, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
32 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
  Area Celico, San fili, Belmonte Calabro
  Brochure PDF
L'area gegografica di produzione dei 'Fichi di Cosenza' e' delimitata, in una porzione pari a circa un terzo della Provincia di Cosenza. Questo denominazione designa esclusivamente i frutti essiccati di fico domestico 'Ficus carica sativa', appartenenti alla varieta' 'Dottato' (o 'Ottato'). La loro buccia e' inizialmente di colore verde paglierino, poi diventa giallo verdastra. La polpa e' ambrata, mediamente soda e leggermente aromatica. Il succo risulta essere poco denso, tuttavia, a maturazione, fuoriesce talvolta dall'ostiolo, a goccia. Il sapore dei frutti e' dolce e mielato. L'elemento che piu' distingue i «Fichi di Cosenza» dai fichi della stessa varieta' Dottato coltivata all'esterno della zona di Cosenza, e' costituito dagli acheni piccoli, sottili, quasi inavvertibili alla masticazione. Probabilmente introdotta al tempo della Magna Grecia, la coltivazione del fico e' documentata nella provincia di Cosenza fin dal '500 (v. Descrittione di tutta Italia di Leandro Alberti). Informazioni piu' dettagliate sulla sua produzione, essiccazione e commercializzazione si rinvengono in alcune relazioni e note economiche redatte nel 700 e nell'800. Particolarmente interessante al riguardo e' la Statistica murattiana del 1812, dalla quale apprendiamo come i Fichi di Cosenza fossero gia' allora oggetto di esportazione fuori dal Regno. All'inizio del secolo scorso alcune aziende cominciano a uscire dall'ambito della produzione famigliare e ad affrontare il mercato con maggiore efficacia. Partendo dai fichi sfusi essiccati al sole, i contadini di Cosenza hanno inventato nei secoli una grande quantita' di derivati, piu' o meno elaborati ed artistici. Il fattore umano e' determinante sulla qualita' sia dei fichi secchi, sia delle altre tipologie di prodotto da essi derivati (montagnoli, crocette, nocchette, fichi imbottiti, fichi infornati, palloni, trecce, corolle, salamini di fichi, mielata di fichi) tutti carichi di una simbologia nella quale confluiscono significati sociali e religiosi

PARCO ARCHEOLOGICO DI COZZO PIANO GRANDE

PARCO ARCHEOLOGICO DI COZZO PIANO GRANDE  Apri
Loc. VIA PIANO GRANDE, SAN FILI CS, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
30 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
  Area Cosenza, Celico, Marina
Successivamente al finanziamento ottenuto dal comune di Serra d'Aiello dall'APQ and Beni Culturali del Por Calabria (delibera CIPE 20/2004), e' stato realizzato il parco archeologico di Cozzo Piano Grande. Il riemergere dei resti di un'abitazione di epoca brettia, la scena di un paesaggio naturale, la costruzione di un anfiteatro in pietra e sullo sfondo la visione delle isole Eolie, fanno del Parco archeologico di Cozzo Piano Grande un luogo suggestivo, di storia, paesaggio e archeologia. L'abitato riportato alla luce e' disposto in una pianta a L. Dalle ricerche e' emerso che il luogo fu frequentato gia' dal VII secolo a.C., come dimostra la presenza di un buco di palo di una capanna arcaica; alla distruzione di questa, successe l'abitato italico di IV secolo a.C. Dai materiali, interessantissimo il ritrovamento di un bronzetto raffigurante Ercole in posizione di assalto, che si ricollega alla tradizione figurativa artigianale italica, soprattutto in ambito brettio

SPIAGGIA DI MARINA DI GUARDIA PIEMONTESE

SPIAGGIA DI MARINA DI GUARDIA PIEMONTESE  Apri
Loc. GUARDIA PIEMONTESE COSENZA, ITALY - CALABRIA  Navigatore
35 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
  Area Cetraro, San fili, Cosenza
Guardia Piemontese e' un piccolo comune fondato dai valdesi che fa parte dell'isola linguistica occitana. La spiaggia di Guardia Piemontese e' conosciuta soprattutto per la vicinanza alle rinomate terme Luigiane. La spiaggia e' composta in parte da ciottoli e in altra parte da scogli. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Alberghi -Stabilimenti balneari

CAPOCOLLO DI CALABRIA D.O.P.

CAPOCOLLO DI CALABRIA D.O.P.  Apri
Loc. CELICO - CALABRIA  Navigatore
29 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
  Area Cosenza, San fili, Belmonte Calabro
  Brochure PDF
Il Capocollo di Calabria DOP, altro orgoglio calabrese, e' preparato utilizzando le carni della parte superiore del lombo dei suini, disossato e quindi salato a secco o in salamoia, con sale da cucina macinato. Tale taglio di carne deve presentare uno strato di grasso di circa tre, quattro millimetri per mantenerlo morbido durante le fasi di stagionatura e migliorarne le caratteristiche organolettiche. Alla salatura, che dura da quattro a dieci giorni, seguono il lavaggio con acqua e aceto di vino, la pressatura e l'aggiunta di pepe nero in grani. Avvolto in diaframma parietale suino e legato in senso avvolgente, con spago naturale, viene posto a stagionare per non meno di cento giorni dalla data dell'avvenuta salatura

PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI

PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI  Apri
Loc. PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI, STRADA STATALE IONICA KM, 24, CASSANO ALLO IONIO CS, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
20 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
  Area Francavilla Marittima, San Demetrio Corone, Paludi
Il sito archeologico di Sibari e' ubicato sulla costa Ionica della Calabria a breve distanza dalla foce del Fiume Crati. Questa parte del territorio calabro, nota topograficamente come sibaritide vide il sorgere, lo sviluppo e l'espansione e poi il declino della grande polis di Sibari ; qui furono impiantati, in epoche successive alla distruzione della citta' greca, sovrapponendosi in parte alle sue rovine, prima il centro ellenistico di Thurii e poi quello romano di Copia . Questa eccezionale stratificazione fa di Sibari uno dei siti piu' estesi ed importanti del Mediterraneo di eta' arcaica e classica. La vita del sito ha inizio nel 720 a.C. con la fondazione della colonia achea di Sibari; si interrompe nel 510 a.C. con la distruzione della citta' da parte dei crotonesi; ricomincia nel 444-443 a.C. con la fondazione della panellenica Thurii e si prolunga attraverso l'eta' romana con la deduzione della colonia latina di Copia nel 193 a.C. e la sua trasformazione in municipio romano nell'84 a.C.. In eta' imperiale, dal I al III secolo d.C., riprende con nuovo vigore ma a causa del crescente impaludamento del territorio inizia una lenta decadenza ed un graduale disuso attraverso il V-VI sec. d.C.; nel VII secolo il sito era ormai definitivamente abbandonato. A partire dalla fine dell'800, l'interesse per le vestigia ancora ignote e misteriose di Sibari e delle sue vicende, ha permesso in molti decenni d'indagini basate sulle sole indicazioni topografiche delle fonti storiche, di localizzare il sito e finalmente iniziare gli scavi negli anni '30. Le grandi campagne sistematiche degli anni '60 e quelle dei decenni successivi, hanno permesso di esplorare comunque solo una piccola parte della grande area di Sibari, portando in luce perlopiu' strutture riferibili al periodo romano della citta' di Copia. Le varie problematiche inerenti gli scavi - lo spessore degli strati alluvionali che ricoprono le strutture antiche, le fasi di sovrapposizione delle tre citta', la falda acquifera che aggrava ulteriormente le operazioni archeologiche - inducono ad un'accurata programmazione degli interventi archeologici. Non essendo al momento possibile intervenire su grandi aree come in passato, si mira attraverso puntuali scavi stratigrafici ad acquisire e chiarire alcuni dei principali aspetti del sito di Sibari-Thuri-Copia. A questo proposito gia' dagli anni '90 e' in corso un progetto di scavo archeologico che attraverso saggi mirati, gradualente porta a chiarire l'assetto topografico ed urbano delle tre citta'

AREA ARCHEOLOGICA DI FRANCAVILLA MARITTIMA

AREA ARCHEOLOGICA DI FRANCAVILLA MARITTIMA  Apri
Loc. FRANCAVILLA MARITTIMA CS, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
28 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
  Area Corigliano Calabro, Cersosimo, Oriolo
  Brochure PDF
Nel 1879, durante i lavori per la costruzione della strada statale SS 92, che doveva collegare la costa Ionica al Pollino, nel territorio di Francavilla emersero dei reperti che l'ispettore M.G. Gallo collego' con l'antica citta' di Lagaria.Successivamente negli anni trenta del novecento il dott. De Santis 'raccolse con amorevole cura cio' che i contadini del tempo gli portavano o gli segnalavano.Nel 1959 quando si costrui' l'acquedotto dell'Eiano nell'attraversamento del territorio di Francavilla ci furono grandi ritrovamenti che per lo piu' andarono dispersi.Solo dopo questo saccheggio di una ricchezza nascosta, ci fu una piccola attenzione al territorio di Francavilla, con brevi campagne di scavo, sempre redditizie, sotto la guida della famosa Archeologa campana Paola Zancani Montuoro. Questa piccola attenzione fu interrotta bruscamente nel 1969, quando divento' predominante il 'ritrovamento di Sibari'. Negli anni successivi furono condotte brevi campagne di scavo, non certamente con la continuita' necessaria allavalorizzazione di un sito unico nella sua specie, i cui risultati furono sempre ottimi. Questi piccoli interventi servirono quantomeno a fermare o arginare, il fenomeno dei cosiddetti 'Tombaroli', che in quegli anni fecero enorme fortuna vendendo i reperti saccheggiati, ai maggiori musei internazionali. All'inizio degli anni 90 del secolo scorso, con l'intervento straordinario della Legge 64/86 si attuo' il primo intervento progettuale in questa area. Il riconoscimento va alla Comunita' Montana Alto Ionio che punto' in quegli anni, alla valorizzazione dei beni culturali. Sono trascorsi altri anni, altri interventi furono effettuati per rendere visitabile e fruibile un'area fortificata, che si eleva maestosamente sulla pianura di Sibari, purtroppo, il Parco archeologico di Francavilla, ancora non e' aperto al pubblico. Certamente, autorita' della soprintendenza archeologica, studiosi, appassionati d'archeologia, professori universitari, studenti italiani e stranieri hanno studiato, scavato e pubblicato i loro studi, o le loro tesi di laurea, ricevendo soddisfazione dal loro impegno e dal loro lavoro.Altri come i tombaroli, si sono arricchiti prendendo a piene mani dall'immenso tesoro che si trovava nel sottosuolo francavillese. A Sibari veniva realizzato il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide. Il Ministero per i Beni e le attivita' Culturali - Direzione Generale per i Beni Archeologici - Nell'Atlante Archeologico, consultabile su internet, cosi' descrive il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide: 'Il sito di Francavilla Marittima da cui proviene la quasi totalita' dei materiali conservati nel museo e' di fatto estremamente interessante in quanto uno dei piu' importanti insediamenti indigeni (enotri) precoloniali, dalla vita fiorente, con una ricca necropoli (loc. Macchiabate) che ha fornito un gran numero di oggetti di bronzo di ornamento personale indossati dai defunti, ed addirittura una coppa bronzea fenicia della prima meta' dell'VIII sec. a.C., testimone forse dei contatti tra quelle genti (o forse, pero', portata dai Greci). La brusca interruzione della vita nel villaggio (loc. Timpone della Motta) e la distruzione dello stesso intorno al 730 a.C. e' quanto induce a credere che l'arrivo dei coloni greci fondatori di Sibari abbia comportato la riduzione dei locali in stato di servitu'; e del resto rivelatrice in tal senso risulta l'edificazione di un tempio ad Atena sui resti del distrutto villaggio del Timpone della Motta. Tale santuario di Atena, tra l'altro, piu' della citta' arcaica, di cui per le note vicende non rimangono che poche tracce, e' di fatto il principale testimone sulla fase arcaica della presenza greca nella zona, ed ha restituito la maggior parte del materiale di tal epoca riconducibile a Sibari conservato nel Museo. Spiccano tra i materiali un ex-voto in terracotta del VII sec. a.C. raffigurante una figura femminile con veste riccamente ricamata su cui sono raffigurate scene mitologiche; frammenti di ceramica fina d'importazione da vari centri greci; numerosi vasi protocorinzi; bronzetti di guerriero e fanciulla; una lamina bronzea da affissione del VI sec. a.C. recante la dedica ex voto di un'edicola ad Atena da parte di Kleombrotos figlio di Dexilawos vincitore ad Olimpia, come recita il testo'

PANCETTA DI CALABRIA DOP

PANCETTA DI CALABRIA DOP  Apri
Loc. CELICO - CALABRIA  Navigatore
29 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
  Area Cosenza, San fili, Belmonte Calabro
  Brochure PDF
Questo tipo di salume viene prodotto nell'intero territorio calabrese. Per la sua produzione si impiegano maiali nati e allevati nella regione e tutto il ciclo produttivo deve essere compiuto in Calabria. La carne proviene dal sottocostato inferiore, tagliato insieme alla cotenna; il peso di partenza oscilla tra i tre e i quattro chilogrammi. La prima operazione da compiere e' la salatura, dopo la quale si ha una prima fase di affinamento che dura circa una settimana. La carne viene poi lavata accuratamente e bagnata con aceto di vino. Dopo l'asciugatura, si procede ad una nuova salagione nella parte superficiale, alla quale si abbina anche l'aggiunta di peperoncino dolce finemente tritato. Si fa poi stagionare per circa un mese, in locali aerati con umidita' costante

OLIO BRUZIO D.O.P.

OLIO BRUZIO D.O.P.  Apri
Loc. COSENZA CS, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
32 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
  Area Celico, San fili, Belmonte Calabro
  Brochure PDF
L'Olio Extravergine di Oliva Bruzio DOP lega il suo nome all'antica popolazione dei Bruzi. E' un olio dalle calde tonalita' dorate o verdognole, in cui l'acidita' non supera lo 0,8%; ha odore e sapore fruttati e vegetali, con intensita' e peculiarita' differenti e viene commercializzato con l'indicazione della sottodenominazione dell'area di produzione. Il Fascia Prepollinica e' prodotto con oliva Tondina per almeno il 50%, con l'aggiunta di Carolea e Grossa di Cassano, completate da altre varieta'; ha colore verde con riflessi gialli; l'odore e' mediamente fruttato; il sapore e' fruttato. Con la menzione Valle Crati, ha colore che varia dal verde al giallo; odore e sapore sono mediamente fruttati. Si produce con almeno il 50% di olive Carolea, cui si uniscono Tondina, Rossanese o Dolce di Rossano e altre varieta'. L'olio Colline Joniche Presilane e' ottenuto per il 70% dalle varieta' Rossanese o Dolce di Rossano, completate da altre tipologie; presenta colore giallo-oro con riflessi verdi; l'odore e' fruttato, delicato; il sapore e' fruttato, con ricordi di mandorla dolce. Il Sibaritide e' prodotto con Grossa di Cassano per almeno il 70%, con l'aggiunta di Tondina ed eventualmente di altre varieta'; ha colore giallo con riflessi verdini; l'odore e' fruttato, leggero; il sapore e' fruttato, leggero, con lieve sensazione di amaro

SPIAGGIA DI ACQUAPPESA

SPIAGGIA DI ACQUAPPESA  Apri
Loc. ACQUAPPESA COSENZA, ITALY - CALABRIA  Navigatore
36 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
  Area Marina, San fili, Marina di Santa Maria del Cedro
Acquappesa si estende per oltre sei chilometri di costa ed e' un paese a vocazione peschiva. Possiede una lunga spiaggia composta prevalentemente da ghiaino e ciottoli. Alcuni scogli sono presenti sull'arenile. In questa localita' balneare sono presenti diversi alberghi e strutture ricettive. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Alberghi -Stabilimenti balneari

CLEMENTINE DI CALABRIA

CLEMENTINE DI CALABRIA  Apri
Loc. CALABRIA, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
29 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
  Area Cosenza, San fili, Belmonte Calabro
  Brochure PDF
Incrocio tra arancio amaro e mandarino, le Clementine provengono forse dall'Algeria (secondo una delle ipotesi piu' accreditate, il loro nome richiamerebbe quello di Padre Cle'ment Rodier di Misserghin, nel cui orto sarebbero state rinvenute). Coltivate in Italia sin dagli anni '30, hanno trovato uno dei loro habitat ideali in Calabria. Le aree di maggiore produzione sono concentrate nelle zone di pianura esistenti nella regione e sono: la Piana di Sibari e Corigliano nel cosentino, la Piana di Lamezia nel catanzarese, la Piana di Gioia Tauro-Rosarno e la Locride nel reggino. In soli 58 comuni calabresi e' concentrata quasi la meta' della superficie agrumetata regionale, cosi suddivisi: Provincia di Reggio Calabria 20 comuni; Provincia di Catanzaro 14 comuni; Provincia di Cosenza 16 comuni; Provincia di Vibo 5 comuni; Provincia di Crotone 3 comuni. A partire dal 1950 la sua coltivazione si diffuse in Calabria dove trovo' il suo habitat naturale: il clima mite e regolare riesce ad esaltare le caratteristiche qualitative estrinseche ed intrinseche del frutto, che solo in Calabria giunge a maturazione molto precocemente, ai primi di ottobre. Raccolte da ottobre a febbraio, a seconda delle varieta' (Spinoso, SRA 63, Comune, Hernandina, Fedele, Tardivo, Hernandina, Marisol e di Nules.), sono pressoche' apirene, ovvero senza semi (o ne hanno pochi); ricche di vitamine, aromatiche e molto dolci, risultano facili da sbucciare, essendo l'epicarpo liscio e molto sottile, e possono gustarsi fresche o essere trasformate in canditi, marmellata, succhi, sorbetti, dolci e liquori. Le clementine presentano una forma sferoidale leggermente schiacciata ai poli, con dimensioni minime di 16-18 mm. La buccia, liscia e di colore arancio scuro, racchiude una polpa succosa e aromatica. Il frutto e' caratterizzato da assenza di semi o da un numero esiguo di essi. Per l'elevato contenuto di vitamina C, bastano un paio di frutti al giorno per coprire il fabbisogno giornaliero di una persona adulta. Le clementine sono anche ricche di minerali tra cui il potassio, indispensabile per regolare il tenore di acqua nei tessuti assicurando cosi' un buon funzionamento del cuore. Le Clementine di Calabria I.G.P., per la loro bonta', vengono generalmente consumate al naturale tuttavia trovano largo impiego anche nella preparazione di sorbetti, succhi, sciroppi e marmellate

COSENZA

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Loc. COSENZA PROVINCE OF COSENZA, ITALY - CALABRIA  Navigatore
32 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
  Area Celico, San fili, Belmonte Calabro
Cosenza nota anche come citta dei Bruzi, e' un comune italiano di 69.131 abitanti, capoluogo dell''omonima provincia, la piu estesa e popolosa della Calabria. Citta tra le piu antiche della regione, capofila di una conurbazione di circa 270.000 abitanti nella rappresentazione estesa nel cui perimetro (Rende) e' ubicata l''Unical, il piu grande campus universitario italiano e una delle migliori universita d''Italia tra i grandi atenei secondo la classifica stilata dal Censis. Il territorio cosentino e' proiettato da anni verso la fusione con i comuni dell''area urbana cosentina nell''interpretazione ristretta (Castrolibero e Rende) che dara vita ad una citta unica, il nodo centrale di un sistema urbano complesso, policentrico e dinamico. Cosenza e' identificata anche come ''Atene della Calabria'' per via del suo passato culturale; l''Accademia Cosentina, ad esempio, e' la seconda del Regno di Napoli e una delle primissime accademie fondate in Europa. Ancora oggi resta una citta in cui arte e cultura affondano bene le proprie radici, non a caso nel mese di ottobre del 2008 e' stata riconosciuta come Citta d''arte dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della citta, con importanti ricadute sull''aspetto commerciale e turistico del territorio. Il 12 ottobre 2011 il Duomo di Cosenza e' stato dichiarato dell''UNESCO patrimonio testimone di una cultura e di pace; si tratta del primo riconoscimento assegnato dall''organizzazione in Calabria. Storicamente svolse il ruolo di capitale dei Bruzi ed in seguito capoluogo della Calabria Citeriore (o Calabria latina).

PARCO NAZIONALE DELLA SILA

PARCO NAZIONALE DELLA SILA  Apri
Loc. SILA NATIONAL PARK, ITALY - CALABRIA  Navigatore
36 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
Altitudine: 198 mt. s.l.m.  Area Paludi, Cariati, Melissa
  Brochure PDF
Il Parco nazionale della Sila e' un parco nazionale, il terzo per ordine cronologico ad essere stato fondato in Calabria dopo ilParco nazionale del Pollino ed il Parco nazionale dell'Aspromonte

AREA ARCHEOLOGICA DI CASTIGLIONE DI PALUDI

AREA ARCHEOLOGICA DI CASTIGLIONE DI PALUDI  Apri
Loc. PALUDI CS, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
28 Km da SALSICCIA DI CALABRIA DOP
Altitudine: 455 mt. s.l.m.  Area Caloveto, Cariati, Corigliano Calabro
Un disteso insediamento umano del IV a.C. riferito quasi certamente ad una citta' brettia, e' stato indagato sulla collina delimitata dai torrenti Coseria e Scarmaci, nell'area archeologica di Castiglione di Paludi. Sul pianoro antistante l'abitato, erano gia' state scavate 50 sepolture del IX a.C. corredate da armi, lance in ferro e bronzo, fibule, lamine decorate ed altri oggetti. L'area di Castiglione di Paludi potrebbe nascondere l'antica citta' enotra di Cossa, nei pressi della quale, piu' tardi, i brettii edificarono una loro citta'. Una citta' di Enotria, nota col nome di Cossa, compare in un frammento di Ecateo di Mileto del VI a.C. e piu' tardi Giulio Cesare nel De Bello Civili, menziona una citta' di nome Cossa nel territorio di Thourioi. Il nome dell'attuale torrente Coseria, nei pressi di Castiglione di Paludi, sembra costituire un ulteriore indizio per l'identificazione dell'antica citta' enotria di Cossa. Se l'area archeologica di Castiglione di Paludi conserva poche testimonianze dell'antica citta' di Cossa, della citta' brettia rimangono invece notevoli resti, primi tra tutti quelli delle mura, costruite in blocchi squadrati di arenaria disposti a secco, alcune scalette interne conducevano sugli spalti. Sul lato orientale era la porta fortificata, a corte rettangolare, difesa da due torri a pianta circolare alte due piani. All'interno, una strada collegava la porta principale al cosiddetto teatro, edificio a pianta semicircolare addossato a un pendio naturale, che poteva accogliere 200 persone circa. Piu' verisimilmente si tratta di un luogo per le riunioni dell'assemblea pubblica databile intorno al IV secolo a.C. Sempre all'interno della cinta muraria, oltre a una cisterna sono stati rinvenuti i resti di alcune abitazioni, distinguibili in due fasi per la tecnica costruttiva. Il ritrovamento all'esterno della porta di un deposito di terrecotte votive di tipo femminile, testimonia l'esistenza di un piccolo luogo di culto, forese attivo gia' con la citta' di Cossa. Tra i materiali rinvenuti tra gli scavi dell'area archeologica di Castiglione di Paludi, si segnalano per importanza un volto maschile in arenaria locale e alcuni modellini fittili di templi, e delle tegole siglete vereia che attestano l'attivita' di una istituzione pubblica deputata alla produzione in scala di laterizi

Escursioni e attrazioni in BASILICATA vicino a SAN DEMETRIO CORONE Corigliano Calabro Francavilla Marittima Paludi: 'FICHI DI COSENZA D.O.P.'   'PARCO ARCHEOLOGICO DI COZZO PIANO GRANDE'   'SPIAGGIA DI MARINA DI GUARDIA PIEMONTESE'   'CAPOCOLLO DI CALABRIA D.O.P.'   'PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI'   'AREA ARCHEOLOGICA DI FRANCAVILLA MARITTIMA'   'PANCETTA DI CALABRIA DOP'   'OLIO BRUZIO D.O.P.'   'SPIAGGIA DI ACQUAPPESA'   'CLEMENTINE DI CALABRIA'   'COSENZA'   'PARCO NAZIONALE DELLA SILA'   'AREA ARCHEOLOGICA DI CASTIGLIONE DI PALUDI'  

BASILICATA


Prima della conquista dei Romani il nome antico della regione era Lucania (dal nome dell'antica popolazione). La Basilicata inizia ad essere così chiamata intorno al IX. - X. secolo dopo Cristo. Questo nome deriva da Basilikos, appellativo del funzionario dell'Impero Bizantino che governava la Regione, che, dopo la dominazione romana, divenne territorio dell'Impero Bizantino. La regione Basilicata si trova tra la Calabria e la Puglia, nella parte meridionale dell'Italia. Non si visita la Basilicata per caso, si sceglie infatti di soggiornare in questa terra solo se si ha voglia di vivere un'esperienza diversa, immergendosi in luoghi dove silenzio, colori, profumi e sapori portano lontano dal frastuono e dallo stress della vita moderna, regalando sensazioni uniche. I boschi e le foreste che ricoprono le montagne sono costellati da piccoli e suggestivi borghi. Ci sono poi dei luoghi anche a 1000 m di altitudine, dove l'aria pura, i sapori genuini e le bellezze della natura si uniscono alle testimonianze storiche per soddisfare ogni desiderio di conoscenza. Bellissima, e tuttavia ancora poco esplorata, è la zona dei Laghi di Monticchio, una delle aree più spettacolari della Basilicata. Il lago Grande e il lago Piccolo, sono due splendidi specchi d'acqua che occupano i due crateri, ormai spenti, del Monte Vulture e sono circondati da una fitta e lussureggiante vegetazione. La Basilicata è bagnata da due mari: lo Ionio e il Tirreno. La costa ionica, con le due note località di Metaponto e Policoro, offre ampie spiagge di sabbia finissima o di ciottoli, in alcuni tratti circondate da pinete e filari di eucalipto. Il Golfo di Policastro, sul versante tirrenico, presenta una costa alta e frastagliata, dove i promontori a picco sul mare sono intervallati da piccole spiagge lambite da un mare cristallino.

Da Vedere: I 'Sassi di Matera': sono quartieri scavati nella roccia e intagliati in un profondo burrone formato dalle pareti di tufo del torrente Gravina. I 'Sassi' sono considerati Patrimonio Mondiale dell'Umanità e sono protetti dall'Unesco. Museo Nazionale della Siritide: si trova a Policoro, in provincia di Matera e comprende materiali provenienti dagli scavi archeologici di Siris e di Heraclea, citta' greca del V secolo, e da localita' della costa lucana. Castello Normanno di Melfi: Nel Castello Normanno dell'XI secolo e' allestito un Museo in cui sono conservati reperti preistorici, materiali tombali, oreficerie, vasi greci. Parco Nazionale del Pollino, condiviso con la Calabria: si estende per 200.000 ettari e comprende 66 Comuni di cui 22 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera. E' stato istituito come Parco Regionale del Pollino nel 1985 e come Parco Nazionale nel 1990 con l'aggiunta dei territori calabresi (32 comuni sono nella provincia di Crotone). Nel Parco è possibile visitare vari monumenti e reperti archeologici, ruderi di castelli, di rocche di fortificazione, di conventi, di monasteri, santuari, chiese e cappelle, isole linguistiche di origine albanese. Maratea: in provincia di Potenza, è una rinomata località di villeggiatura ed è l'unico sbocco della regione sul mar Tirreno. Maratea è chiamata la 'Perla del Tirreno' per la bellezza della sua costa su cui è situato il porticciolo turistico. E' nota anche come la città delle 44 chiese, ricche di preziose testimonianze artistiche.

Gastronomia e Vini: La gastronomia della Basilicata é influenzata dalle tradizioni culinarie delle regioni confinanti (Campania, Puglia e Calabria). I sapori caratteristici sono pungenti: il peperoncino, le erbe aromatiche. Per il condimento viene utilizzato quasi esclusivamente l'olio d'oliva mentre è ignorato il burro. Elemento base è la carne di maiale: i lucani sono dei veri esperti nel trattare prosciutti, salsicce, capicolli e pancetta. Piatti tipici sono ad esempio cotechinata, frittura di maiale, peperonata con carne di maiale, sanguinaccio. Una curiosità: la salsiccia che in molte regioni viene chiamata 'luganega' è originaria della regione e prende il nome dalla Lucania. Oltre al maiale, è utilizzata anche la carne di pecora e agnello. Tra i piatti di pesce segnaliamo zuppe di mare, anguille, trote e baccalà al forno. Per quanto riguarda i primi piatti, la protagonista di ogni pranzo è la pasta fatta in casa nelle sue molteplici forme: fra le più tipiche troviamo orecchiette, cavatelli, strozzapreti, fusilli e strascinate. Tipici della Basilicata sono infatti i &fusilli con le fave' Tra le altre specialità gastronomiche lucane sono da citare i formaggi: scamorze, provole e ricotte. Diffusa la preparazione del caciocavallo, un formaggio che deve il suo nome al metodo di stagionatura: le forme vengono accoppiate ed assicurate a 'cavallo' di un bastone.I tre vini più famosi della Basilicata provengono tutti dal Vulture e sono l'Aglianico, rosso, il Moscato, bianco frizzante, e il Malvasia, tipico vino da dessert. L'Aglianico, ottimo con le carni, è l'unico ad aver ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata. Tra gli altri vini merita una segnalazione l'Aleatico di Rionero.