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  VALDEMONE DOP


VALDEMONE DOP

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a MESSINA ME, ITALIA Reggio Calabria Santo Stefano in Aspromonte Fiumedinisi

SANTUARIO DI TINDARI

SANTUARIO DI TINDARI  Apri
Loc. SANTUARIO MARIA SS.MA DEL TINDARI, PATTI ME - SICILIA  Navigatore
44 Km da VALDEMONE DOP
  Area Tindari, Fiumedinisi, Francavilla di Sicilia
l Santuario di Tindari si trova all'estremita' orientale del promontorio, a strapiombo sul mare, in corrispondenza dell'antica acropoli, dove una piccola chiesa era stata costruita sui resti della citta' abbandonata. La statua della Madonna Nera, scolpita in legno di cedro, vi venne collocata in epoca imprecisata, forse giunta qui dall'Oriente in seguito al fenomeno dell'iconoclastia, nell'VIII-IX secolo. La chiesa, distrutta nel 1544 dai pirati algerini, venne ricostruita tra il 1552 e il 1598 e il santuario venne ampliato dal vescovo Giuseppe Pullano con la costruzione di una nuova chiesa piu' grande che fu consacrata nel 1979.La festa del santuario si svolge ogni anno tra il 7 e l'8 settembre. Alla base del promontorio si trova una zona sabbiosa con una serie di piccoli specchi d'acqua, la cui conformazione si modifica in seguito ai movimenti della sabbia, spinta dalle mareggiate. La spiaggia e' conosciuta con il nome di Marinello o il mare secco e vi sono legate diverse leggende. Secondo una di esse la spiaggia si sarebbe formata miracolosamente in seguito alla caduta di una bimba dalla terrazza del santuario, ritrovata poi sana e salva sulla spiaggia appena creatasi per il ritiro del mare. La madre della bambina, una pellegrina giunta da lontano, in seguito al miracolo, si sarebbe ricreduta sulla vera natura miracolosa della scultura, della quale aveva dubitato a causa dell'incarnato scuro della Vergine. Un'altra leggenda narra della morte, avvenuta proprio su questa spiaggia di papa Eusebio, il 17 agosto del 310, pochi mesi dopo la sua elezione, avvenuta il 18 aprile, che sarebbe stato esiliato in Sicilia da Massenzio. Sopra la spiaggia, sul costone, si apre inoltre una grotta, che secondo una leggenda locale era abitata da una maga, che si dedicava ad attrarre i naviganti con il suo canto per poi divorarli. Quando qualcuno degli adescati rinunciava per la difficolta' di raggiungere l'ingresso dell'antro, la maga sfogava la rabbia affondando le dita nella parete: a questo sarebbero dovuti i piccoli fori che si aprono numerosi nella roccia

SPIAGGIA DI BOVA MARINA

SPIAGGIA DI BOVA MARINA  Apri
Loc. BOVA MARINA RC, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
44 Km da VALDEMONE DOP
  Area Bova, Casignana, San Luca
La Spiaggia di Bova Marina, situata a circa 45 chilometri da Reggio Calabria, e' facilmente raggiungibile percorrendo la SS 106 jonica. Si tratta di una bellissima spiaggia di ghiaia chiara mista a sabbia, bagnata da un bellissimo mare cristallino e limpido, di una trasparenza straordinaria grazie ai fondali ghiaiosi. Il promontorio di San Pasquale, nei pressi di Bova Marina, rende l'area ancora piu' affascinante. Due brusche rientranze scavate nella roccia chiudono e riaprono lo spettacolo del mare ed il panorama, sullo sfondo, e' dominato da Bova Superiore, capoluogo ideale della Grecia di Calabria, che anche a 14 chilometri di distanza spicca per la maestosita' del suo castello medievale

RIACE BRONZES

RIACE BRONZES  Apri
Loc. REGGIO CALABRIA - CALABRIA  Navigatore
12 Km da VALDEMONE DOP
Altitudine: 25 mt. s.l.m.  Area Messina, Santo Stefano in Aspromonte, Fiumedinisi

The Bronzi di Riace (Italian for Riace bronzes) are two famous full-size Greek bronzes of nude bearded warriors, about 460&430 BCE and currently housed by the Museo Nazionale della Magna Grecia in Reggio Calabria, Italy. The Riace Warriors are respectively termed A and B, where Riace Warrior A is thought to be a depiction of a younger man than that of Riace Warrior B. They were found by Stefano Mariottini, a chemist from Rome, Italy on a scuba diving vacation at Monasterace, on August 16, 1972, perhaps at the site of a shipwreck, off the coast of Riace, near Reggio Calabria. They are major additions to the surviving examples of ancient Greek sculpture (most Greek sculpture is known through later Roman copies in marble). The statues' eyes are inlaid with bone and glass, while the teeth are in silver and lips and nipples are in copper. Formerly they held spears and shields.

SANTO STEFANO IN APROMONTE

SANTO STEFANO IN APROMONTE  Apri
Loc. SANTO STEFANO IN ASPROMONTE - CALABRIA  Navigatore
21 Km da VALDEMONE DOP
Altitudine: 864 mt. s.l.m.  Area Reggio Calabria, Messina, Bova
Santo Stefano in Aspromonte e' un grazioso paesino montano abbarbicato su uno sperone roccioso della fiumara del Gallico, sul versante tirrenico aspromontano della provincia di Reggio Calabria. Il territorio, a vocazione spiccatamente turistica, si presenta particolarmente interessante dal punto di vista paesaggistico e ambientale, sia alle quote piu' basse, prevalentemente rurali, sia a quelle piu' alte, maggiormente antropizzate e particolarmente indicate al soggiorno estivo e invernale. La vegetazione e' costituita prevalentemente da ulivi e castagni, fino a mille metri di quota, superati i quali prevalgono faggi, pini e abeti. A quota 1300 metri vi e' la stazione turistica invernale ed estiva di Gambarie, frazione del Comune di Santo Stefano. Il paese si presenta con le tipicita' dei paesi di montagna: vie ordinate e pulite, molte scalette, aria frizzante, legnaie. Il centro storico e' ricco di angoli suggestivi: ripide scalinate, palazzi gentilizi ben conservati, caratteristiche fontane, case disposte a gradinata e stretti vicoli dai quali e' possibile ammirare scorci paesaggistici di grande fascino. La cittadina, che ricade nell'area del Parco Nazionale dell'Aspromonte, e' rinomata per le sue bellezze naturali ed e' meta di numerosi turisti durante tutto l'anno. A Santo Stefano in Aspromonte e' possibile visitare, inoltre, i resti dell'antica abbazia basiliana di S. Giovanni a Castaneto e la grotta di S. Silvestro. Il centro e' rinomato per la produzione di olio, cereali e frutta; tra i suoi folti boschi, e' possibile infine raccogliere, nel periodo autunnale, ottimi funghi e gustose castagne

CASTELMOLA

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Loc. CASTELMOLA ME, ITALIA - SICILIA  Navigatore
45 Km da VALDEMONE DOP
  Area Taormina, Giardini Naxos, Francavilla di Sicilia
Dalla cima del suo imponente piedistallo roccioso, Castelmola se ne sta sospesa tra il cielo e il mare, a pochi chilometri dalla bella Taormina e specialmente a pochi passi dalla costa ionica, che si mostra di fronte al belvedere come un lungo nastro di sabbia e scogli. Siamo in provincia di Messina, in quella terra di naviganti, corsari e condottieri illustri che e' la Sicilia: qui sorge un borgo che nei secoli ha saputo conservare tutta la magia del medioevo. Poco piu' di mille abitanti e un cuore genuino, intriso di usanze senza tempo: sono questi gli ingredienti che rendono Castelmola cosi' accogliente, insieme al canto suadente delle cicale e delle onde. Il paesaggio mediterraneo ubriaca i turisti di profumi e colori: la brezza salata stuzzica la macchia, e fa si' che gli odori freschi dei pini e degli arbusti si levino nell'aria. Le pennellate fucsia della buganvillea rendono la terra meno aspra, e i gabbiani tracciano rotte silenziose nel blu intenso del cielo: sembrano le sentinelle del borgo, che si librano sui tetti e le stradicciole tortuose, sulla piazza Sant'Antonino e sui resti del castello. Castelmola e' stato dichiarato uno dei Borghi piu' belli d'Italia. Il motivo bisogna scoprirlo da soli, e ciascuno puo' avanzare qualche ipotesi: forse per la trasparenza del suo mare, per l'aspetto scenografico delle scogliere a picco, o magari per il dedalo pittoresco di viottoli e scalinate? Certamente la struttura urbanistica medievale, cosi' ben conservata, conferisce un fascino unico al piccolo paese siculo. Un tempo, a dire il vero, il borgo era ancora piu' suggestivo, con un ingresso fiabesco costituito da una lunga scalinata intagliata nella roccia: gradino dopo gradino, gli ospiti di Castelmola giungevano ai piedi del maniero, pregustando da subito la bellezza della cittadella. Ancora oggi, nell'Auditorium Comunale, c'e' un'esposizione di foto che mostrano l'ingresso ad arco con la scalinata, ormai andata perduta: era il 1928 quando la porta venne modificata, sostituita da un'entrata moderna. Ma la maggior parte delle testimonianze antiche resistono, conferendo a Castelmola quel sapore unico e genuino. Resistono certe abitazioni, con le porte e le finestre rifinite in pietra di Taormina, e le pareti colorate dei colori della terra; resistono i tetti &alla siciliana', con i coppi sulle falde pendenti, ma soprattutto resistono i punti piu' vivi della citta'. Come la piazza centrale, col pavimento a mosaico realizzato in pietra lavica: qui sorge l'ex chiesa di Sant'Antonino, che oggi costituisce il gia' citato Auditorium. La costruzione, antichissima, e' affiancata da altri edifici interessanti come la Casa Sterrantino e il settecentesco Caffe' San Giorgio, fondato dai monaci e oggi adibito a locanda

PEPERONCINO DI CALABRIA

PEPERONCINO DI CALABRIA  Apri
Loc. REGGIO CALABRIA RC, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
12 Km da VALDEMONE DOP
  Area Messina, Santo Stefano in Aspromonte, Fiumedinisi
Il peperoncino e' una pianta (e frutto) appartenente al genere Capsicum (lo stesso dei peperoni dolci) della famiglia delle Solanacee. Secondo alcuni, il nome latino Capsicum deriva da capsa, che significa scatola, e deve il nome alla particolare forma del frutto che ricorda proprio una scatola con dentro i semi. Altri invece lo fanno derivare dal greco kapto che significa mordere, con evidente riferimento al piccante che morde la lingua quando si mangia. Storia Il peperoncino piccante era usato come alimento fin da tempi antichissimi. Dalla testimonianza di reperti archeologici sappiamo che gia' nel 5.500 a.C. era conosciuto in Messico, presente in quelle zone come pianta coltivata, ed era la sola spezia usata dagli indiani del Cile e del Messico. In Europa il peperoncino e' arrivato con Cristoforo Colombo che l'ha portato dalle Americhe col suo secondo viaggio, nel 1493. Introdotto quindi in Europa dagli Spagnoli, ebbe un immediato successo, ma i guadagni che la Spagna si aspettava dal commercio di tale frutto (come quello di altre spezie orientali) furono deludenti, poiche' il peperoncino si acclimato' benissimo nel vecchio continente, diffondendosi in tutte le regioni meridionali, in Africa ed in Asia, e venne cosi' adottato come spezia anche da quella parte della popolazione che non poteva permettersi l'acquisto di cannella, noce moscata ecc. Il frutto venne cosi' chiamato a causa della somiglianza nel gusto (sebbene non nell'aspetto), con il pepe. Il nome con il quale era chiamato in tutto il nuovo mondo era chili e cosi' e' rimasto. Specie Le specie piu' comuni di peperoncino sono: - Capsicum annuum, che include molte delle varieta' comuni, incluso il peperoncino comune in Italia, il peperoncino di Cayenna, e il messicano jalapeno - Capsicum frutescens, che include tra gli altri il tabasco - Capsicum chinense, che include l'habanero, da nel Guinness dei primati come il peperoncino piu' piccante del mondo - Capsicum pubescens, che include il sudamericano rocoto - Capsicum baccatum, che include il cosiddetto cappello del vescovo Sebbene siano poche le specie di peperoncino comunemente usate in Italia, ci sono molti tipi di piante coltivate e molti metodi per preparare i peperoncini. Green e red bell ad esempio sono della stessa pianta, ma i verdi sono immaturi. La piantapeperoncino calabria Il capsicum annuum e' un arboscello perenne che, in condizioni di clima favorevole, viene coltivato come annuale. Le piante si presentano sotto forma di cespuglio alti da 40 a 80 cm (a seconda della specie) con foglie di colore verde chiaro. I fiori sono bianchi a forma di stella a 5-6 petali con stami giallo tenue. Il peperoncino puo' essere coltivato anche in un balcone, e viene seminato verso febbraio, mentre i frutti si possono raccogliere in estate e in autunno. Andrebbero usati subito dopo la raccolta affinche' non perdano le loro proprieta', ma si possono conservare anche sott'olio o in polvere (dopo averli fatti seccare al sole). Piccantezza La sostanza principale artefice della piccantezza e' l'alcaloide capsaicina (8-metil-N-vanillil-6-nonenamide o C18H27NO3), insieme ad altre 4 sostanze correlate, chiamate collettivamente capsaicinoidi. Ogni capsacinoide ha un effetto diverso nella bocca, e una variazione nelle proporzioni di queste sostanze determina le diverse sensazioni prodotte dalle diverse varieta', oltre al loro contenuto. La capsaicina provoca dolore e infiammazioni se consumata in eccesso, e puo' addirittura bruciare la pelle, se a contatto con alte concentrazioni (i peperoncini habanero, ad esempio, sono raccolti con i guanti). Rappresenta anche l'ingrediente principale nello spray al pepe, usato come arma non letale La piccantezza dei peperoncini e' misurata empiricamente tramite la scala di Scoville, in gradi da 0 a 10, e quantitativamente in unita' di Scoville, basate in p.p.m peso/peso di capsaicina e diidrocapsaicina. Il peperone dolce ha ad esempio zero unita' Scoville, i jalapenos sono a circa 3,000&6,000 Scoville, mentre gli habanero arrivano a 300,000 unita' Scoville. Il record per il piu' alto numero di unita' Scoville in un peperoncino e' stato assegnato dal Guinness dei primati all' habanero Red savina, che misura 577.000 unita'. Tuttavia dall'India e' arrivata la notizia di un peperoncino, chiamato Naga jolokia che dovrebbe arrivare a 855.000 unita' Scoville, sebbene manchi una verifica indipendente. La capsaicina pura misura circa 16 milioni di unita'. Uno dei modi migliori per alleviare la sensazione di bruciore e' bere latte, mangiare yogurt o ogni prodotto caseario. Infatti una sostanza presente nei prodotti caseari conosciuta come caseina agisce da detergente e rimuove la capsaicina dai recettori nervosi. La capsaicina si scioglie molto bene anche nei grassi e nell'alcool, quindi anche prodotti grassi o bevande alcoliche aiutano a rimuovere la sensazione dolorosa. Per le alte concentrazioni, come nell'habanero Red Savina o estratti vari, il modo piu' efficace e' usare del ghiaccio come anestetico

BOVA

BOVA  Apri
Loc. BOVA, REGGIO CALABRIA, ITALY - CALABRIA  Navigatore
40 Km da VALDEMONE DOP
Altitudine: 772 mt. s.l.m.  Area Bova Marina, Casignana, San Luca
La citta' di Bova (in greco Vu'a) ha origine antichissima. Secondo la leggenda, una regina armena avrebbe guidato il suo popolo sul monte Vu'a, nel cui nome appare chiaro il riferimento alla presenza del bue, cioe' a una terra adibita al pascolo dei buoi. Da vedere Dal balcone di Bova, posto in posizione panoramica a 850 metri d´altitudine, e' possibile abbracciare con lo sguardo tutto l´arco costiero. Il borgo e' uno dei centri piu' importanti dell´isola grecanica della provincia di Reggio Calabria e vanta una lunga storia di cui rimangono molte tracce nell´abitato. Antichissima sede vescovile, ha una Cattedrale la cui costruzione originaria risale ai primi secoli d.C.; certamente esisteva gia' nel V, come documenta la sottoscrizione di Lorenzo Vescovo di Bova. Dedicata alla Madonna della Presentazione o Isodi'a, e frutto di successive ricostruzioni e ristrutturazioni, ha un interno a tre navate di tipo basilicale. Le opere piu' notevoli sono la Cappella del Sacramento, realizzata da maestranze siciliane specializzate nella lavorazione dei marmi policromi intarsiati, e la statua della Madonna Isodi'a col Bambino, attribuita a Rinaldo Bonanno (1584), posta su uno scanno di marmo che riproduce lo stemma civico di Bova. Gli scavi hanno riportato alla luce numerose tombe e l´antica chiesa normanna. Il Castello Normanno (sec. X-XI), ridotto a rudere, sorge in cima a uno sperone roccioso. La Torre Normanna (sec. XI) era posta a guardia di una delle quattro porte che permettevano l´accesso alla citta'. La chiesa di San Leo (sec. XVII) ha una sola navata con cappelle laterali, preziosi stucchi ottocenteschi alle pareti e un sontuoso altare maggiore di stile barocco, nella cui nicchia policroma e' collocata una statua di San Leo di marmo bianco, opera di Pietro Bernini (1582). Il santo tiene con la mano sinistra un´accetta rotta e poggia su uno scannello ottagonale marmoreo su cui e' riportato - anche qui - lo stemma col bove. Altri splendori barocchi nella Cappella delle Reliquie (1722). La Chiesa del Carmine (sec. XVII) e' una graziosa cappella gentilizia appartenuta alla famiglia Mesiani. Il prospetto principale in stile tardorinascimentale e' definito da alte lesene che sorreggono un cornicione con timpani triangolari. Il portale in pietra realizzato da maestranze locali posto in asse alla facciata e' sormontato dallo stemma di marmo della famiglia Mesiani. All´interno si trova un pregevole altare marmoreo.

REGGIO CALABRIA

REGGIO CALABRIA  Apri
Loc. REGGIO CALABRIA - CALABRIA  Navigatore
13 Km da VALDEMONE DOP
  Area Messina, Santo Stefano in Aspromonte, Fiumedinisi
Reggio di Calabria, comunemente nota come Reggio Calabria o semplicemente Reggio, nel Mezzogiorno e prima dell''unificazione d''Italia, e' un comune italiano di 180.728 abitanti, capoluogo dell''omonima provincia. E il primo comune della regione per popolazione e il secondo per superficie. Unica Citta di rango metropolitano della regione, essendo una delle 14 citta metropolitane italiane, capofila di un''agglomerazione di oltre 260.000 abitanti, e' il maggiore polo funzionale di una piu vasta area metropolitana policentrica che conta circa 400.000 abitanti e fa parte della estesa e popolosa conurbazione siculo-calabra detta Arco etneo. Forti sono i legami storici, culturali ed economici con la dirimpettaia citta di Messina. Reggio, insieme a Napoli e Taranto, e' sede di uno tra i piu importanti musei archeologici dedicati alla Magna Grecia (dove sono custoditi i famosi Bronzi di Riace, rara testimonianza della scultura bronzea greca, divenuti tra i simboli della citta), di due giovani universita (la Mediterranea e la Dante Alighieri) e del Consiglio Regionale della Calabria. E la prima citta della regione per antichita e nonostante la sua antica fondazione - fu un''importante e fiorente colonia magnogreca - si presenta con un impianto urbano moderno, effetto del catastrofico terremoto che il 28 dicembre 1908 distrusse gran parte dell''abitato. Il suo sistema urbano, costretto ad Est dallo stretto di Messina e coronato alle spalle dalle ultime propaggini dell''Appennino, rappresenta uno dei principali poli economici e di servizio regionale ma anche una delle massime concentrazioni di nodi e attrezzature per i trasporti e naturale struttura logistica della Regione verso le coste meridionali del Mediterraneo. Il centro storico, costituito prevalentemente da palazzi dalle linee liberty, ha uno sviluppo lineare lungo la costa calabra dello stretto con strade parallele al lungomare punteggiato di magnolie, palme e piante rare o esotiche.

PARCO ARCHEOLOGICO DELLE EOLIE

PARCO ARCHEOLOGICO DELLE EOLIE  Apri
Loc. TINDARI - SICILIA  Navigatore
44 Km da VALDEMONE DOP
  Area Patti, Fiumedinisi, Francavilla di Sicilia
Area archeologica di Tindari, antica citta' greco-romana fondata da Dionigi di Siracusa nel 397-6 a.C. come fortezza ed avamposto militare. Occupata dai Cartaginesi, guidati da Annibale, nel 264 a.C., conquistata dai romani dieci anni dopo, deve la fine della sua epoca ad una frana prima, poi ad un terremoto intorno al 365 d.C., ed infine alla devastazione degli Arabi nell'836 d.C..Sara' possibile visitare Il teatro greco-romano costruito con blocchi di pietra arenaria dai greci nel III° secolo a.C., modificato dai romani per adattarlo ai giochi circensi, parte dell'impianto urbano della citta';teatro il propileo monumentale costruito dai romani con grosse basilica2pietre arenarie e destinato a Basilica per le pubbliche riunioni, o a Ginnasio per lo svolgimento di esercizi atletici; i resti delle mura ciclopiche, fatte costruire da Dionigi; una torre (XVI - XVII sec.), situata nei pressi del teatro. E' prevista anche la visita dell'Antiquarium, situato all'ingresso degli scavi, in cui sono esposte statue marmoree di personaggi togati, una testa dell'imperatore Augusto, un capitello corinzio, ceramiche dell'eta' del bronzo, lucerne romane di eta' repubblicano-imperiale, attrezzi da lavoro e tanti altri reperti storici ritrovati in loco

RISERVA NATURALE ORIENTATA FIUMEDINISI E MONTE SCUDERI

RISERVA NATURALE ORIENTATA FIUMEDINISI E MONTE SCUDERI  Apri
Loc. FIUMEDINISI - SICILIA  Navigatore
23 Km da VALDEMONE DOP
  Area Castelmola, Messina, Taormina
Quest'area protetta riserva non poche sorprese all'appassionato naturalista: bellissimi esemplari di erica arborea, ai piedi di Monte Scuderi, fanno da contrappunto a boschi di tutte le specie di roverella conosciute in Sicilia, che occupano i valloni e le altre aree piu' basse della riserva. Poi, le fiumare: veri e propri laboratori geologici all'aperto in cui miriadi di ciottoli di diversa origine minerale raccontano la storia delle viscere della terra e della natura fisica dei Peloritani

BOVA MARINA

BOVA MARINA  Apri
Loc. BOVA MARINA RC, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
44 Km da VALDEMONE DOP
  Area Bova, Casignana, San Luca
Bova Marina fu fondata da Monsignor Dalmazio D'Andrea, vescovo di Reggio-Bova, quando attorno al 1870, compro' dal Regio Demanio una striscia di terra costeggiante il torrente Siderone e in mezzo alla campagna disabitata. D'Andrea divise il terreno acquistato dal demanio, e lo regalo' ai contadini che volevano scendere dalla montagna, formando cosi' un piccolo agglomerato urbano. Bova Marina, sorge su antichi insediamenti ebraici, bizantini e grecanici, i cui resti sono tutt'oggi visibili nelle zone circostanti. Nel 1908 con Regio Decreto viene dichiarato comune autonomo. In quegli stessi anni arrivo' la ferrovia. Gia' dai primi anni della sua storia, Bova Marina era un polo di attrazione commerciale: infatti ogni mese si teneva una grossa ed importante fiera del bestiame e dei prodotti realizzati dagli artigiani. Durante la Seconda guerra mondiale Bova Marina fu duramente bombardata dagli americani in cerca dei tedeschi, in fuga verso le montagne. Nel dopoguerra, con l'alluvione che colpi' la zona della Bovesia molti, soprattutto gli abitanti di Roghudi Vecchio, Bova e gli altri centri dell'area, abbandonarono i propri paesi e scesero a insediarsi a Bova Marina, che vide un notevole incremento demografico. Negli anni sessanta, venne posta sul promontorio di Capo San Giovanni d'Avalos la statua della Madonna del Mare, opera dello scultore Celestino Petrone (che tra le sue opere annovera l'altare maggiore della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo), statua che e' molto venerata dalla popolazione. Nel 2008 a Bova Marina ricorre il centenario della dichiarazione di comune autonomo. Di particolare importanza, per la sua rarita', e' un insediamento ebraico, posto nella vallata del San Pasquale, dove si trovano i resti di un'antichissima sinagoga con un importante mosaico (IV secolo d.C.). Nella stessa area si ritrovano un'ampia struttura romana (I-IV secolo d.C.) e la chiesetta bizantina della Panaghia (detta la Tutta Santa). In localita' Apa'mbelo, su un colle raggiungibile solo a piedi, insistono le mura perimetrali e l'abside della chiesetta, anch'essa bizantina di S. Niceto del X secolo, insieme a resti dell'eta' del bronzo e di abitazioni monastiche medievali. In epoche piu' recenti, dalla conquista normanna in avanti (X-XII secolo d.C.) il centro piu' importante del territorio divenne Bova - Chora, arroccata su una poderosa rupe a oltre 900 metri di altitudine, da cui l'attuale abitato in marina ha poi nuovamente tratto origine. La parte piu' antica di Bova Marina, posta intorno all'attuale via Borgo, si sviluppo' nel XIX secolo, quando il vescovo mons. Dalmazio D'Andrea acquisto' dal demanio dei terreni in prossimita' del Torrente Siderone e li concesse gratuitamente ai contadini che accettavano di trasferirvisi

TAORMINA

TAORMINA  Apri
Loc. TAORMINA PROVINCE OF MESSINA, ITALY - SICILIA  Navigatore
45 Km da VALDEMONE DOP
Altitudine: 214 mt. s.l.m.  Area Castelmola, Giardini Naxos, Francavilla di Sicilia
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Spectacularly located on a terrace of Monte Tauro with views westwards to Mt Etna, Taormina is a beautiful small town, reminiscent of Capri or an Amalfi coastal resort. Over the centuries, Taormina has seduced an exhaustive line of writers and artists, aristocrats and royalty, and these days it is host to a summer arts festival that packs the town with international visitors. Perched on its eyrie, Taormina is sophisticated, chic and comfortably cushioned by some serious wealth and very far removed from the banal economic realities of other Sicilian towns. But the charm is not manufactured. The capital of Byzantine Sicily in the 9th century, Taor-mina is an almost perfectly preserved medieval town, and if you can tear yourself away from the shopping and sunbathing, it has a wealth of small but perfect tourist sites. Taormina is also a popular resort with gay men. Be warned that in July and August the town is choked with tourists and the only space left on the beach may well be next to the rubbish bins.

FONTANA DEL NETTUNO

FONTANA DEL NETTUNO  Apri
Loc. VIA GIUSEPPE GARIBALDI, MESSINA, ITALY - SICILIA  Navigatore
2 Km da VALDEMONE DOP
  Area Reggio Calabria, Santo Stefano in Aspromonte, Fiumedinisi
La fontana del Nettuno e' una fontana monumentale della citta' di Messina. Si tratta della seconda opera realizzata in citta' (nel 1557) da Giovanni Angelo Montorsoli, in cui l'autore esprime con genialita' creativa il potente stile michelangiolesco. La posizione originaria della fontana del Nettuno era di fronte alla Palazzata sulle banchine del porto, con le spalle rivolte al mare, a simboleggiare il Dio Nettuno che benedice, con la ricchezza del suo mare, la citta' di Messina. Oggi, invece, la fontana del Nettuno e' stata spostata piu' a nord e ruotata con la fronte al mare, modificandone la simbologia. Nella posizione originaria, la fontana del Nettuno era perfettamente allineata con le altre due opere realizzate dal Montorsoli, la fontana di Orione e la lanterna di San Ranieri (il faro del porto).

TEATRO ANTICO DI TAORMINA

TEATRO ANTICO DI TAORMINA  Apri
Loc. VIA TEATRO GRECO, 1, TAORMINA MESSINA, ITALY - SICILIA  Navigatore
45 Km da VALDEMONE DOP
Altitudine: 219 mt. s.l.m.  Area Castelmola, Giardini Naxos, Francavilla di Sicilia
Il Teatro antico di Taormina e' il secondo centro di rappresentazione teatrale classico per dimensione in Sicilia dopo il Teatro greco di Siracusa. Il teatro di Tauromenion avrebbe un'origine ellenistica - sulla base dei pochi documenti archeologici potrebbe essere del III secolo a.C. ma si presenta totalmente romano nel suo aspetto oggi visibile. La struttura originaria era legata ad un piccolo santuario di cui resta il basamento sul belvedere che sovrasta la cavea. Una prima ricostruzione dell'edificio si ebbe in eta' repubblicana o primo Impero, forse sotto Augusto, per poi essere ampliato nella prima meta' del II secolo a.C. nelle forme oggi note. L'edificio raggiunse i 109 metri di diametro massimo, con un'orchestra dal diametro di 35 metri, per una capienza di circa 10000 spettatori. In pieno e nel tardo Impero l'edificio venne adattato ad ospitare le venationes (spettacoli di lotta tra gladiatori e bestie feroci), trasformandosi in un vero e proprio anfiteatro: l'orchestra venne mutata in arena sostituendo le gradinate inferiori con un corridoio a volta che connetteva ad un ipogeo al centro dello spiazzo, dove le macchine sceniche permettevano gli effetti speciali del combattimento. Infine, in epoca tardo antica, venne realizzato il portico alle spalle della scena. Il suo abbandono probabilmente e' da ascriversi con l'assedio dei Vandali e con il conseguente decadimento dell'Impero. Durante il Medioevo, l'edificio scenico e le due turris scalae vennero riutilizzate per ricavarne un palazzo privato. Durante il Grand Tour crebbe la fama romantica dell'edificio, un monumento decaduto, attorniato da rigogliosa vegetazione con un inusuale visuale sull'Etna, visuale questa per nulla esistente ai tempi della sua massima estensione, in quanto coperta dagli edifici scenici in muratura

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SICILIA


Il nome antico di questa regione era Trinakria deriva da tre punte, come quelle che delimitano la regione. La Sicilia è la più grande isola italiana, divisa dal continente dallo Stretto di Messina e bagnata dallo Ionio, dal Tirreno e dal Mediterraneo. Una delle perle del sud Italia, tutta da scoprire, conoscere e vivere attraverso un ventaglio di itinerari alternativi che spaziano, a seconda dei gusti e delle esigenze, tra natura, storia e tradizione. La natura sembra aver destinato a questa terra tutte le sue meraviglie: monti, colline, e soprattutto il mare, che con i suoi incredibili colori, la trasparenza delle acque e la bellezza dei suoi fondali non ha nulla da invidiare agli altri mari. In questa terra, il Mediterraneo offre scenari, profumi e sapori così unici e intensi che solo una natura incontaminata può regalare. Basti pensare alle isole che circondano la Sicilia: Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica: così simili per la bellezza del loro territorio e così peculiari per natura, tradizione, arte e storia. E non dimentichiamo i suggestivi vulcani, alcuni dei quali mai sopiti come l'Etna e lo Stromboli. Un fascino arricchito anche dalle preziose testimonianze archeologiche che raccontano le antiche origini della Trinacria (antico nome della Sicilia), e dai tanti monumenti, testimonianza di un'arte che ha saputo forgiarsi nel corso dei secoli.

Da Vedere: Isole Eolie: questo arcipelago è situato a nord della Sicilia ed è composto da sette isole principali di origine vulcanica . Le isole maggiori sono Lipari, Salina e Vulcano seguono poi Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea. Il nome di questo arcipelago deriva dal dio Eolo (dio dei venti) che secondo la mitologia graca si trovava in queste zone. Queste isole sono mèta turistica e balneare grazie al loro mare incontaminato ma anche alle numerose sorgenti termali presenti. La valle dei Templi: la valle dei templi di Agrigento raccoglie uno dei più grandi patrimoni archeologici della Grecia antica. Si possono ammirare templi dorici perfettamente conservati, il tempio di Giove Olimpio, il tempio dei Dioscuri (simbolo della città di Agrigento), tempio di ercole, tempio della Concordia. Tra i templi meglio conservati troviamo il tempio di Giunone Lacinia, di vulcano, di Esculapio tutti appartenenti al VI e V secolo a.c. Si possono ammirare inoltre il santuario di Demetra e Kore, la Tomba di Terone ed il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti di valore inestimabile a livello storico ed artistico. Giardini Naxos: si tratta diun centro agricolo-artigianale e turistico. Questa località offre bellissime e rinomate spiagge nonché un mare incontaminato. Il nome della cittadina deriva dal termine siciliano 'giardini' che indica agrumeti e 'naxos' deriva invece dal nome della prima colonia dei Greci che venne fondata nella zona dell'odierno insediamento. Tra i monumenti più importanti menzioniamo il Castello di Schisò (medievale) all'interno del quale sono conservati dei reperti archeologici rinvenuti dell'antica Naxos e di alcune tombe dell'età di bronzo.

Gastronomia e Vini: La gastronomia siciliana riflette i numerosi contatti che nei secoli sono avvenuti tra la Sicilia e varie civiltà diverse tra loro. Piatti tipici di questa regione sono: la 'pasta con le sarde' (con sarde fresche, pinoli e zafferano), la 'pasta alla Norma' (con pomodoro, melanzane e ricotta). Tra i piatti a base di carne troviamo il 'falsomagro' (rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova), gli involtini alla palermitana (ripieni di uvetta, pinoli, formaggio con profumo di alloro e cipolla). Tra i piatti di pesce molto famose sono le sarde a beccafico (con pangrattato, limone e pinoli), pesce preparato alla ghiotta (tonno, sarde e alici cucinate con cipolle, olive, capperi e formaggio), il 'cuscusu (versione trapanese del cuscus a base di pesce e con un chiaro influsso di origine araba). Sempre di influsso arabo è l'utilizzo di alcuni ingredienti come la cannella, lo zafferano, il riso (che si ritrova nella arancine a base di riso, carne, piselli, formaggio e prosciutto). Un capitolo a parte della gastronomia siciliana, è composto dalla pasticceria e dai dolci tipici di questa regione: basti pensare alla 'cassata', ai 'cannoli', alle granite, alla 'pignoccata'. Tra i vini vi segnaliamo il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e l'Alcamo. Vi consigliamo anche il Marsala, un rinomato vino liquoroso.