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  TAURASI


TAURASI

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a TAURASI AVELLINO, ITALY San Nicola Manfredi Benevento Avellino

WWF: OASI VALLE DELLA CACCIA

WWF: OASI VALLE DELLA CACCIA  Apri
Loc. SENERCHIA AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
42 Km da TAURASI
  Area Senerchia, Acerno, Conza della Campania
  Brochure PDF
L'Oasi Valle della caccia si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Senerchia (Av). L'area si estende per circa 450 ettari e, nonostante il nome, e' un luogo protetto tra i piu' affascinanti e selvaggi dei Monti Picentini. Qui s'incontra una stazione di pini neri, fatto raro, una cascata spettacolare, un vallone selvaggio. Se e' vero che gli italiani quando pensano alla Natura immaginano un bosco, quella dei Monti Picentini e' la rappresentazione piu' vera. Ambiente I boschi sono tra i piu' belli dell'Appennino campano. Se e' vero che gli italiani quando pensano alla Natura immaginano un bosco, quella dei Monti Picentini e' la rappresentazione piu' vera. L'Oasi e' un rifugio sicuro per il lupo, il gatto selvatico, il tasso, il falco pellegrino, il gufo comune: e' la testimonianza vivente della flora e della fauna tipica degli Appennini. Ambiente montano impervio attraversato dal torrente Acqua bianca che forma una splendida cascata e grotte

AVELLINO

AVELLINO  Apri
Loc. AVELLINO - CAMPANIA  Navigatore
24 Km da TAURASI
  Area Provincia di Avellino, Pannarano, Sarno
La provincia di Avellino confina con la Basilicata e la Puglia e corrisponde per lo piu' alla storica Irpina, una zona verde e ricca di boschi. Avellino ne e' capoluogo di provincia dal 1799. In origine il nome di Avellino era Abellinum che sorgeva ai piedi di Atripalda, fu abitata sin dalla preistoria, poi dagli Etruschi e dai Greci e fu conquistata da Roma nel 82 a.C. L''attuale citta' fu fondata dai Longobardi, seguirono poi la dominazioni dei Bizantini, dei Normanni degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, degli Spagnoli, degli Austriaci e dei Borboni. Nel periodo spagnolo, grazie alla famiglia Caracciolo, la citta' ebbe il suo massimo splendore culturale. Partecipa' ai moti del 1820 e nel 1860 fu annessa al Regno d''Italia. L''Irpinia e' una zona sismica, spesso colpita da terremoti, pertanto Avellino ha pochi monumenti storici rimasti intatti.

MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP

MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP  Apri
Loc. CAMPANIA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
10 Km da TAURASI
  Area Benevento, Bonito, Pannarano
  Brochure PDF
La mozzarella di bufala campana e' un prodotto caseario dell'Italia Meridionale, prodotto tradizionalmente in Campania, soprattutto nelle province di Caserta e Salerno. La produzione di questo formaggio tipico si svolge anche in altre parti della Campania nonche' nel Lazio meridionale, nell'alta Puglia e nel comune di Venafro in Molise. Il termine mozzarella deriva dal nome dell'operazione di mozzatura compiuta per separare dall'impasto in singoli pezzi. E' spesso definita regina della cucina mediterranea, ma anche oro bianco o perla della tavola, in ossequio alle pregiate qualita' alimentari e gustative del prodotto. Questo latticino e' prodotto solo con latte fresco e intero di bufala di razza mediterranea italiana. Gli animali devono essere iscritti all'anagrafe e sono allevati secondo gli usi locali a stabulazione semilibera, al pascolo aperto. Il latte con un contenuto di grassi minimo, stabilito dal disciplinare, deve essere consegnato al caseificio per la successiva trasformazione entro 16 ore dalla mungitura. La coagulazione e' ottenuta aggiungendo al latte riscaldato a 33-36 °C fermenti naturali derivanti da precedenti lavorazioni di latte di bufala. La cagliata, rotta fino a ottenere grani della dimensione di una noce, e' fatta maturare in siero per circa 5 ore e successivamente ridotta in strisce filate in acqua a 95 °C e mozzate per ottenere la pezzatura desiderata. I pezzi ricavati sono tenuti in acqua potabile fredda e salati in salamoia per tempi variabili: una volta confezionati vengono conservati nel liquido di governo. Il latticinio e' immesso al consumo in varie forme: tonda, bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, ovoline, con pesi da 20 a 800 gr. Il colore della crosta, liscia e spessa un millimetro, e' bianco porcellana, la pasta a sfoglie sottili e' elastica, entro le prime 10 ore dal confezionamento, poi piu' fondente, priva di occhiature: al taglio si libera una lieve sierosita' bianca e grassa con profumo di fermenti lattici. Il sapore e' caratteristico e delicato. Il prodotto puo' anche essere affumicato con procedimenti naturali e tradizionali. L'affumicatura artigianale si realizza esponendo il formaggio, tenuto in un recipiente cilindrico la cui sommita' e' chiusa da uno spesso telo bagnato, al fumo di paglia di grano: il fumo attraversa il cilindro e scurisce la crosta della mozzarella che da bianco porcellana vira ad un giallo scuro, mentre la pasta assume un sapore molto caratteristico e gradevole di affumicato. Immessa al consumo la mozzarella reca il contrassegno previsto dal disciplinare seguito dalla menzione DOP. In aree specifiche ove le bufale siano allevate con metodi specifici frutto della tradizione locale, la mozzarella di bufala campana puo' assumere le specificazioni di aversana o piana del Volturno, pontina, piana del Sele. La famiglia Serra di Aversa (CE) e' nota come fondatrice della tradizione campana del XX secolo. La mozzarella di bufala campana e' prodotta nelle tipiche forme tonde (in varie pezzature, dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme di mezzo chilo) e a treccia (quest'ultima specialmente nell'agro aversano e nella piana del Volturno). Esiste anche in versione affumicata, che non va confusa con la provola

CASTAGNA DI MONTELLA

CASTAGNA DI MONTELLA  Apri
Loc. MONTELLA AV, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
27 Km da TAURASI
  Area Acerno, Calabritto, Senerchia
  Brochure PDF
Le testimonianze della presenza del castagno nell'area di coltivazione della 'Castagna di Montella' IGP sono molto antiche. Secondo alcuni, infatti, in quest'area la coltivazione del castagno, originario dell'Asia Minore, risalirebbe ad un periodo compreso fra il VI ed il V secolo a.C. I Longobardi (571 d. C.), successivamente, avrebbero emanato la prima legge, che si ricordi, per la tutela di questa coltivazione, considerata gia' a quel tempo una preziosa risorsa. Basti pensare, infatti, all'importanza che assumeva nell'epoca medioevale, la farina di castagna, soprattutto negli assedi di citta' e castelli, per il pregio di potersi conservare a lungo. Da quei tempi la storia di Montella e quella del castagno, vera ricchezza di queste zone per la sua molteplicita' di impieghi, non si sono piu' separate. La 'Castagna di Montella' e' parte del paesaggio dell'area del Terminio-Cervialto, nella quale, grazie al suo clima e ai suoi terreni, produce un frutto di alta qualita' merceologica ed organolettica. La ricchezza del castagno in queste zone non si e' limitata solo alla produzione del frutto: esso e' stato la principale fonte di legna per le costruzioni, per creare mobili, oltre che come legna da ardere. La 'Castagna di Montella' arrivo', nel XIX secolo, anche negli Stati Uniti e in Canada, al seguito degli emigranti, ed ancor oggi questi due Stati assorbono oltre la meta' della produzione. L'area di produzione della 'Castagna di Montella' IGP e' concentrata nell'area del Terminio-Cervialto e limitata in particolare ai territori dei comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e Montemarano (contrada Bolifano)

WWF: OASI LAGO DI CONZA

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Loc. CONZA DELLA CAMPANIA, AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
37 Km da TAURASI
  Area Calabritto, Senerchia, San Fele
  Brochure PDF
L'Oasi del Lago di Conza si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Conza della Campania (Av). L'area si estende per circa 800 ettari. L'invaso di Conza, rappresenta la piu' estesa area umida della Campania. Comprende tasselli di bosco igrofilo, pascoli e ambienti steppici. Nell'Oasi e' attivo un Centro Visite con ampia sala per conferenze, un laboratorio didattico, un percorso natura, capanni di osservazione, un'aula verde per la didattica all'aperto e un'area attrezzata per la sosta agevolano il contatto con la natura. Ambiente L'invaso di Conza sul fiume Ofanto con le aree a valle della diga, rappresenta la piu' estesa area umida della Campania. Situato sulla direttrice Ofanto-Sele costituisce, insieme all' Oasi WWF di Persano (sul fiume Sele), la stazione di ristoro e riposo delle specie ornitiche lungo la rotta migratoria tra Tirreno ed Adriatico. L'area assume quindi un rilievo nazionale e sovranazionale soprattutto per la variegata e popolosa avifauna che vi staziona o vi nidifica, durante le migrazioni tra il continente eurasiatico e l'Africa. Il perimetro dell'Oasi del Lago di Conza si puo' inserire nel sistema paesistico Sannitico-Lucano. Si tratta di un'area di basse montagne che in generale non superano i 1.000 metri di quota, con un modellamento dolce, essendo costituite da calcari marnoso-arenacei miocenici. La fascia bioclimatica vegetazionale e' quella della roverella e dei prati steppici a Bromus erectus. L'altezza media s. l. m. e' di circa 420 m. Quando nel 1972 cominciarono i lavori di costruzione della diga, la vasta piana alluvionale dell'Ofanto era interessata da attivita' agricole e zootecniche, testimoniate tutt'oggi dai ruderi delle numerose case coloniche. Il bosco igrofilo vegetava nell'alveo di piena dell'Ofanto. Successivamente, con il forzato abbandono delle coltivazioni e con l'estrazione del materiale lapideo e terroso occorrente alla realizzazione della diga, e' avvenuta un'espansione della vegetazione igrofila, principalmente dei salici e dei pioppi, accompagnata dalla tipica vegetazione palustre. In tali aree si sono creati anche dei piccoli stagni con fitti canneti, sia per effetto delle risorgive che per i crateri creati con l'attivita' di escavazione. Con la presenza della diga il livello dell'acqua muta frequentemente, per cui sovente si ha un'alterazione della fisionomia del periplo del lago.

CALABRITTO

CALABRITTO  Apri
Loc. CALABRITTO AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
40 Km da TAURASI
  Area Senerchia, Acerno, Conza della Campania
Calabritto e' un piccolo paese nell'Alta Valle del Sele, dominato dal monte Cervialto (mt 1809). L'alta valle del Sele fu anticamente popolata da genti di varie stirpi, ognuna delle quali ha lasciato i segni della propria civilta', segni che affiorano qua e la' nei campi, in prossimita' dei fiumi, in antiche grotte, lungo i pendii delle colline. L'economia locale si regge sul patrimonio boschivo e su alcune attivita' del terziario. Ampiamente praticata e' l'agricoltura di sussistenza che produce frutti di qualita' pregiata: olio, castagne, vino e nocciole. Non manca chi si e' dedicato alla pastorizia e alle attivita' connesse. Il clima del luogo e' asciutto e temperato. Tra le caratteristiche, i numerosi sentieri sparsi tra le montagne del Comune che conducono alla scoperta di posti nuovi e suggestivi (Santuario della Madonna della Neve, di Grienzi, della Madonna del Fiume, monte Altillo, Cervialto, Altopiano del Gaudo, Piano Migliato). Da Calabritto tra fitti boschi di faggio e verdeggianti pianori che costituiscono un itinerario paesaggistico di rara bellezza si giunge all'altopiano di Laceno. E' possibile poi raggiungere in pochi minuti Materdomini, dove si trova il Santuario di S. Gerardo Maiella; Caposele, da dove si dirama l' acquedotto pugliese; Senerchia, dove si trova l'oasi WWF; Valva, famosa per il castello; l'abbazia del Goleto a S. Angelo e in poco piu' di mezzora, Salerno e Paestum con la costiera Amalfitana.

COLLE SANNITA

COLLE SANNITA  Apri
Loc. COLLE SANNITA - CAMPANIA  Navigatore
34 Km da TAURASI
  Area Castelvetere in Val Fortore, Cercemaggiore, Riccia
Colle Sannita e' un borgo ubicato su un colle dove ancora si vedono i pochi resti di un antico castello. Fondato in epoca normanna, il toponimo trae origine dal luogo ove sorgeva la parte piu' antica del centro storico. In passato tutto il territorio del borgo era coperto da fitta boscaglia, che si estendeva fino al Fortore. Durante gli scavi avvenuti all'inizio del XX secolo sono stati rinvenuti due pugnali silicei, esemplari del periodoeneolitico. Le numerose chiese dislocate nel territorio, tra cui lachiesa dell'Annunziata e la chiesa di San Giorgio, rappresentano l'elemento distintivo del borgo. A Colle Sannita, nel corso dell'anno, vengono organizzate molte manifestazioni, a testimonianza della volonta' di conservare le tradizioni del luogo, ancora notevolmente presenti. Inoltre, ogni anno nel mese di luglio e' celebrata la Festa del Carmelo, durante la quale sfilano carri ricolmi di grano. Il nome del comune deriva, molto probabilmente, dal colle ove sorgeva la parte piu' antica del centro storico del paese: originariamente denominato Colle, il paese prese il nome di Colle Sannita soltanto nel 1862. Compare per la prima volta in epoca normanna, come possesso della famiglia Alemagna. Anticamente il suo territorio era coperto da fitta boscaglia, che si estendeva fino al Fortore; vi sono pero' tradizioni, ruderi e nomi antichi, quali Campo Cirelli, Lupi Zoppi, e Quaro, che corrispondono ad alcune localita' che si nominano nella Tavola Bebiana, rinvenuta nell'agro circellese nel 1832 Monumenti e luoghi di interesse : Chiesa dell'Annunziata (sec. XIV), Chiesa del Gesu' (sec. XVI) adiacente alla palazzina Paolucci nel centro storico, Centro storico, Piazza Giuseppe Flora, La fontanella, all'ingresso del paese, con suggestiva vista panoramica, il Lago montano di Decorata

PARCO REGIONALE TABURNO - CAMPOSAURO

PARCO REGIONALE TABURNO - CAMPOSAURO  Apri
Loc. PARCO REGIONALE TABURNO - CAMPOSAURO, TABURNO CAMPOSAURO BN, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
38 Km da TAURASI
  Area Sant'Agata Dé Goti, Limatola, Caserta Vecchia
Il Parco Naturale Regionale Taburno-Camposauro, istituito il 6 novembre 2002, si estende per 12.370 ettari nella provincia di Benevento e ospita una popolazione di circa 25.000 abitanti. Nato per la tutela del massiccio Taburno-Camposauro, che fa parte dell'Appennino Campano, il Parco offre pregevoli risorse naturali e paesaggistiche in un contesto di notevole interesse storico, culturale e di tradizioni. Il massiccio, che culmina nelle vette del Taburno (m. 1394), Camposauro (m. 1388) e Pentime (m. 1170), si erge con versanti molto scoscesi dalla Valle del Calore, o Valle Telesina, a nord, che lo separa dal Matese, e dalla Valle Caudina a Sud, che lo separa dal Partenio, mentre a levante e a ponente digrada piu' dolcemente verso due corsi d'acqua minori, lo Jenga e l'Isclero. Visto dal lato est il profilo del massiccio ricorda quello di una donna sdraiata: e' questo il motivo per cui e' chiamato anche la Dormiente del Sannio

NOLA E LA FESTA DEI GIGLI

NOLA E LA FESTA DEI GIGLI  Apri
Loc. NOLA - CAMPANIA  Navigatore
40 Km da TAURASI
Altitudine: 48 mt. s.l.m.  Area Provincia di Avellino, Somma vesuviana, Sarno
Nola e' situata nella terza cintura nord dell'area metropolitana di Napoli, a nord-est del Vesuvio, in posizione pressoche' baricentrica, nonche' strategica, rispetto a tutti i capoluoghi della regione Campania. E' inoltre il centro che da' il nome all'area nolana. L'altitudine di Nola varia tra un minimo di 24 e un massimo di 400 m sopra il livello del mare. Secondo la tradizione, la citta' fu fondata dagli Ausoni nell'VIII secolo a.C., qualche decennio prima della nascita di Roma, anche se la presenza umana nel territorio nolano e' certa fin dall'eta' paleolitica. Importantissima prima e durante l'impero romano, tanto da ottenere la dignita' senatoriale (S.P.Q.N.), il primo imperatore romano Ottaviano Augusto mori' nei pressi della citta' il 19 agosto del 14 d.C. Luoghi di interesse : Museo Storico-Archeologico di Nola Museo Diocesano Archivio Storico Diocesano. Seminario Vescovile Anfiteatro Laterizio L'anfiteatro romano dell'antica Nola Chiesa di San Biagio Il Duomo di Nola Villaggio Preistorico di Nola Riportato di recente alla luce, il sito e' di eccezionale valore archeologico, Convento dei Frati Cappuccini Reggia Orsini Situata a pochi km da Napoli e' un luogo ricco di storia e tradizioni che trovano la massima espressione nella Festa dei Gigli. Ogni anno la domenica successiva al 22 giugno, 8 torri di legno di 30 metri, decorate con motivi di cartapesta, vengono trasportate da paranze di 100 uomini per le strade del centro storico. Canti, balli e prove di abilita' incantano gli spettatori che accorrono da ogni dove. Sulla Barca viene trasportato e celebrato S. Paolino vescovo di Nola protagonista della festa, nata per celebrare il suo ritorno in patria nel 431 a.c.. Il vescovo, quando Nola fu saccheggiata dai Vandali, offri' tutti i suoi averi e finanche se stesso per salvare i prigionieri compatrioti. Dopo alcuni anni di prigionia in Africa al suo ritorno fu accolto dai fedeli con enormi mazzi di gigli. Da allora la festa ha subito grandi trasformazioni fondendosi con altre tradizioni fino a raggiungere l'attuale spettacolarita'

PARCO REGIONALE BACINO IDROGRAFICO DEL FIUME SARNO

PARCO REGIONALE BACINO IDROGRAFICO DEL FIUME SARNO  Apri
Loc. SARNO - CAMPANIA  Navigatore
42 Km da TAURASI
Altitudine: 28 mt. s.l.m.  Area San Marzano Sul Sarno, Pompei, Cava de' Tirreni
Inaspettati scorci naturali di straordinaria bellezza caratterizzano la Foce del fiume dell'antico popolo dei Sarrasti; lungo le sue sponde si scoprono tesori come le testimonianze preistoriche dei Comuni di Poggiomarino e San Valentino Torio, i terreni dei pomodori d.o.p. di San Marzano sul Sarno e, ancora, prima dello sbocco a mare, le ricchezze dell'antica Pompei e le benefiche acque delle terme di Castellammare di Stabia

PARCO REGIONALE MONTI PICENTINI

PARCO REGIONALE MONTI PICENTINI  Apri
Loc. ACERNO - CAMPANIA  Navigatore
41 Km da TAURASI
Altitudine: 878 mt. s.l.m.  Area Calabritto, Senerchia, Montella
Il Parco, situato nel cuore dell' Appennino Campano, e' delimitato dai solchi dei fiumi Sabato, Sele e Calore al centro dei quali svettano i Monti Picentini. La complessa e articolata catena montuosa, decentrata verso il Tirreno rispetto all'asse appenninico, con aspre creste rocciose, raggiunge i 1800 m. sul Monte Cervialto. Di natura calcarea e dolomitica il Polveracchio, l'Acellica, il Mai, il Terminio e gli altri del gruppo dei Picentini, sono ricoperti da boschi, separati da ampie valli, circondati da un dolce territorio collinare e caratterizzati da profonde gole, sorgenti e numerose grotte. Antichi luoghi di culto, castelli medioevali, ruderi sparsi e le numerose aree archeologiche testimoniano le antiche frequentazioni dell'area. A cavallo tra le province di Avellino e Salerno, il Parco incide su 30 comuni e 4 comunita' montane. A Serino, Caposele, Campagna e San Cipriano le 4 porte di accesso al parco con i rispettivi info point. Gli 83 sentieri e le 33 grotte, tra cui la Grotta dell'Angelo e la Grotta dello Scalandrone, sono raggiungibili grazie alla carta dei sentieri. Il Parco racchiude, inoltre, 2 oasi del WWF e il Lago Laceno

WWF: OASI LAGO DI CAMPOLATTARO

WWF: OASI LAGO DI CAMPOLATTARO  Apri
Loc. MORCONE BENEVENTO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
38 Km da TAURASI
  Area Sepino, Cercemaggiore, Colle Sannita
  Brochure PDF
L'Oasi WWF del Lago di Campolattaro si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei Comuni di Campolattaro e Morcone (Bn). L'aera si estende per circa 1.000 ettari e si trova in corrispondenza della valle del fiume Tammaro. Importante lago artificiale e' una zona umida fondamentale costituita da una piana alluvionale sulla quale e' stato creato un invaso artificiale sbarrando il fiume Tammaro. Nel lago si e' stanziata una colonia di aironi, simbolo di una natura tutta da scoprire e preservare. All'interno dell'Oasi svolgiamo attivita' di educazione ambientale e anche attivita' di monitoraggio dell'avifauna. Ambiente L'Oasi Lago di Campolattaro tutela una piana alluvionale naturale di altitudine compresa tra i 350 ed i 600 m s.l.m. sulla quale e' stato creato un invaso artificiale sbarrando il fiume Tammaro, che nasce dal massiccio del Matese tra il Sannio e il Molise, attraversa il territorio collinare beneventano e termina il suo corso nel fiume Calore nei pressi di Benevento. Il riempimento dell'invaso ha apportato sensibili variazioni al microclima della zona: l'effetto termoregolatore della massa di oltre cento milioni di metri cubi d'acqua ha reso reso il clima meno rigido d'inverno e piu' fresco e ventilato d'estate; sono aumentate le precipitazioni piovose medie e diminute delle nevicate; complessivamente si e' registrato un aumento del tasso di umidita' media con diminuzione dell'indice di aridita'. Cio' ha permesso l'introduzione di specie vegetali caratterizzate prima da difficolta' di attecchimento. Il clima della zona e' di tipo Appenninico-Continentale, con piovosita' intorno ai 1000 mm annui. Questa caratteristica influenza sensibilmente il regime dei corsi d'acqua minori affluenti del Tammaro: quelli provenienti dalle falde del Matese, infatti, raramente si prosciugano durante il periodo estivo

FIANO D'AVELLINO DOCG

FIANO D'AVELLINO DOCG  Apri
Loc. AVELLINO - CAMPANIA  Navigatore
23 Km da TAURASI
  Area Provincia di Avellino, Pannarano, Sarno
Zona di produzione: intero territorio dei comuni Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto D'Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino, in provincia di Avellino. Il ruolo dell'Irpinia nella storia della viticoltura campana era talmente rilevante che alla linea ferroviaria Avellino Rocchetta Sant'Antonio venne dato il nome di Ferrovia del vino. Completamente circondata da vigneti, la provincia di Avellino offre vini di fama internazionale come il Greco di Tufo, il Taurasi e il Fiano. Quest'ultimo prende il nome dal vitigno omonimo, che i latini chiamavano Vitis apiana, grazie alle api, particolarmente ghiotte della dolcezza di queste uve. Questo vino molto apprezzato gia' nel Medioevo, ha un'origine millenaria. Nel registro di Federico II di Svevia, vissuto nel XIII secolo, e' annotato un ordine per tre salme di Fiano. Anche Carlo d'Angio' doveva amare il buon vino, al punto da impiantare nella propria vigna reale ben 16.000 viti di Fiano. Il Fiano e' l'antico vitigno campano che i latini indicavano con il nome (Vitis Apiana) per via della dolcezza delle sue uve che attiravano le api. La sua matrice ampelografica lo conduce a varieta' elleniche del periodo della Magna Grecia. Il Vino da esso prodotto era apprezzatissimo da consoli e imperatori romani ed ancora oggi gode fama di essere uno dei migliori bianchi d'Italia per via della sua struttura e straordinaria finezza ed anche in terra siciliana dimostra tutta la sua esuberanza. Perfetto come aperitivo, trova ottimi accostamenti con i piu' raffinati piatti a base di pesce. Si degusta ad una temperatura di 8°-10°C

WWF: OASI MONTE POLVERACCHIO

WWF: OASI MONTE POLVERACCHIO  Apri
Loc. SENERCHIA - CAMPANIA  Navigatore
44 Km da TAURASI
  Area Calabritto, Acerno, Serre
  Brochure PDF
L'Oasi del Monte Polveracchio si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei comuni di Senerchia e Campagna (Sa). L'area si estende per circa 200 ettari con una splendida faggeta, nel cuore dei Monti Picentini: e' l'Oasi del Lupo. Dove ci sono i lupi, c'e' un'emozione in piu'. Quella di essere un luogo ancora remoto che ha tempi e ritmi naturali. Qui sopravvive una delle ultime popolazioni meridionali, per questo e' importante continuare a preservarla. Ambiente Faggeta mista ad agrifogli e tassi. Numerosi corsi d'acqua che nell'Oasi formano il fiume Tenza, affluente del Sele. Prateria di montagna, ricca di rocce affioranti con resti fossili. L'estensione e' di 200 ettari. Flora e fauna La flora e' quella caratteristica degli Appennini. Numerose sono le orchidee selvagge e le aquilegie. Il faggio predomina, con esemplari di notevoli dimensioni, in compagnia di betulle, aceri di monte, sorbi, maggiociondoli, ornelli e splendidi antichi agrifogli e tassi. Nelle radure fioriscono croco, viola, ranuncolo, narciso. Simbolo dell'Oasi e' il lupo, presente sui Monti Picentini con una delle ultime popolazioni meridionali. Fra gli altri mammiferi: ghiro, moscardino, martora, tasso, gatto selvatico, volpe, puzzola. Tra gli uccelli, e' possibile ascoltare il rarissimo picchio nero che tambureggia e osservare picchio verde, coturnice, (in reintroduzione) aquila reale, falco pellegrino, poiana, civetta, allocco, gufo comune, barbagianni. Per gli anfibi, sono presenti ululone ventre giallo, salamandra pezzata e tritone italico

MELANNURCA CAMPANA IGP

MELANNURCA CAMPANA IGP  Apri
Loc. CAMPANIA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
10 Km da TAURASI
Altitudine: 246 mt. s.l.m.  Area Benevento, Bonito, Pannarano
  Brochure PDF
La Melannurca Campana IGP e' presente in Campania da almeno due millenni. La sua raffigurazione nei dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano e in particolare nella Casa dei Cervi, testimonia l'antichissima legame dell'Annurca con il mondo romano e la Campania felix in particolare. Luogo di origine sarebbe l'agro puteolano, come si desume dal Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Proprio per la provenienza da Pozzuoli, dove e' presente il lago di Averno, sede degli Inferi, Plinio la chiama Mala Orcula in quanto prodotta intorno all'Orco (gli Inferi). Anche Gian Battista della Porta, nel 1583, nel suo Pomarium, nel descrivere le mele che si producono a Pozzuoli cita testualmente: (& le mele che da Varrone, Columella e Macrobio sono dette orbiculate, provenienti da Pozzuoli, hanno la buccia rossa, da sembrare macchiate nel sangue e sono dolci di sapore, volgarmente sono chiamate Orcole&). Da qui i nomi di anorcola e poi annorcola utilizzati nei secoli successivi fino a giungere al 1876 quando il nome Annurca compare ufficialmente nel Manuale di Arboricoltura di G. A. Pasquale. Tradizionalmente coltivata nell'area flegrea e vesuviana, spesso in aziende di piccola dimensione e talora in promiscuita' con ortaggi ed altri fruttiferi, la Melannurca Campana IGP si e' andata diffondendo nel secolo scorso prima nelle aree aversana, maddalonese e beneventana, poi via via nel nocerino, nell'irno, i picentini e infine in tutta l'area dell'alto casertano. Proprio qui, gia' da alcuni decenni, con la regressione delle superfici agricole dell'area napoletana a causa della conurbazione delle zone costiere, ha trovato il territorio ove essa e' piu' intensamente coltivata

SANT'AGATA DEI GOTI

SANT'AGATA DEI GOTI  Apri
Loc. SANT'AGATA DE' GOTI BN, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
40 Km da TAURASI
  Area Sant'Agata Dé Goti, Frasso Telesino, Caserta Vecchia
Antica cittadina con pregevoli opere d'arte, in bella posizione su una terrazza tufacea tra due affluenti del fiume Isclero. E' importante centro ortofrutticolo con varie risorse industriali e artigianali. Secondo gli studi storici piu' accreditati, sorge sul luogo dell'antica SATICULA, citta' sannitica ai con­fini della Campania, ricordata nel 343 a.C., quando durante la prima guerra sannitica vi si accampo' il console Cornelio, il quale, rischio' di perdere l'eser­cito e fu salvo grazie all'abilita' di Decio. Nel 315 a.C., durante la seconda guerra sannitica, Saticula fu assediata dal dittatore Lucio Emilio e fu presa da Quinto Fabio; nel 313 vi fu dedotta una colonia e durante la seconda guerra punica rimase fedele a Roma. Meno fondata appare la tesi che identifica Sant'Agata con l'altra citta' sannitica di PLISTIA. Il nome attuale, Sant'Agata de' Goti, risale al sec. VI d.C., allorche' i Goti, sconfitti nel 553 d.C. nella battaglia del Vesuvio, ottennero di rimanere nelle loro fortezze come sudditi dell'impero: una colonia di Goti si stabili' qui. La citta' fu presa dai Longobardi e fece parte del ducato di Benevento; nell' 866, come alleata ai Bizantini, fu assediata e presa dall'impera­tore Ludovico Il; nel sec. X divenne sede vescovile. Nel 1038 vi si rifugio' Pandolfo IV di Capua, insieme col vescovo Basilio di Montecassino, per sfuggire a Corrado II: aiutato dai Bizantini vi si difese per nove anni. Nel 1066 se ne impadronirono i Normanni e nel 1230 passo' al Papa Gregorio IX; all'inizio del sec. XIV Bartolomeo Siginulfo. conte di Caserta, la vendette al provenzale Isnard de Ponteves; nel 1343 fu concessa a Carlo Artus, figlio naturale di re Roberto e marito di Andreana Acciaiuoli. Nel 1400 appartenne ai Della Ratta, nel 1528 agli Acquaviva. quindi ai Cosso fino al 1674; nel 1696 l'acquisto' Marzio Carafa duca di Maddaloni, alla cui famiglia rimase fino all'eversione della feudalita'. La diocesi di Sant'Agata de' Goti, suffraganea dell'ar­chediocesi di Benevento, risale a epoca molto antica. Nel 960 la sede vescovile fu ripristinata con la nomina a vescovo di Madelfrido. Tra i vescovi che sedettero sulla cattedra di Sant'Agata sono da ricordare particolarmente Felice Peretti (1566-72), poi Papa col nome di Sisto V, e Sant'Alfonso de' Liguori (1762-75), dottore della chiesa e fondatore della congregazione Redentorista. Numerosi sono gli avanzi di epoca romana sparsi nell'abitato: cippi sepolcrali, iscrizioni, colonne. Le necropoli. scavate alla fine del settecento nel capoluogo e nelle localita' Presta e San Pietro, nelle vicinanze, hanno portato in luce vari bronzi e vasi saticulani a figure rosse su fondo nero, ora conservati nel Museo Archeologico nazionale di Napoli, in quello di Benevento e in alcuni musei europei

LIPU: OASI ZONE UMIDE BENEVENTANE

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Loc. CASTELVETERE IN VAL FORTORE - CAMPANIA  Navigatore
41 Km da TAURASI
Altitudine: 411 mt. s.l.m.  Area Gambatesa, Riccia, Colle Sannita
L'Oasi si sviluppa lungo circa 15 km del fiume Calore a monte, a valle e nel centro abitato di Benevento e all'interno dei suoi confini vi sono tre interessanti boschi igrofili, di cui quello di Pantano-Serretelle e' ampio circa 22 ettari, insieme ad ambienti limosi e ghiaiosi come quello dell'ansa di Pezzapiana-Ponticelli, che attirano gli uccelli limicoli come il piro piro piccolo e il corriere piccolo. Inoltre vi sono comprese interessanti piane alluvionali circoscritte da ampie anse fluviali, tipo quelle di Crocella Pacchiana, Pezzapiana e soprattutto Pantano, il cui toponimo descrive ampiamente le caratteristiche del sito, che quando vengono inondate possono essere frequentate a volte dagli appassionati di Birdwatching per la spettacolare concentrazione di uccelli acquatici, tra cui anche anatre selvatiche come la marzaiola e l'alzavola. Inoltre numerosi esemplari di airone cenerino frequentano gli ambienti fluviali dell'Oasi, e' facile pero' vedere pure altri uccelli della famiglia degli Ardeidi: la garzetta e in specialmodo la nitticora; piu' raro e' invece scorgere sulle rive del fiume l'airone bianco maggiore, l'airone rosso, il tarabuso e il tarabusino, che sono avvistabili soprattutto nei periodi di migrazione. Altri animali che troviamo abitualmente lungo il corso d'acqua sono il martin pescatore, la cui presenza e' accertata durante tutti i periodi dell'anno, la gallinella d'acqua, anch'essa presente costantemente nell'Oasi, il tuffetto e il cormorano, che qui e' svernante. Lungo il torrente Ienga il cui ultimo tratto prima della confluenza nel Calore e' all'interno dell'Oasi di protezione, troviamo ancora il granchio di fiume. I territori dell'Oasi sono anche frequentati da uccelli rapaci come la poiana e il gheppio, ma anche da rapaci notturni: allocco, gufo comune, barbagianni, civetta e in primavera ed estate anche dall'assiolo. Inoltre sono nidificanti il rigogolo, il picchio rosso maggiore, il picchio verde, la rondine. Altri uccelli che e' bello osservare nell'Oasi sono il gruccione in estate, la pavoncella d'inverno e durante i periodi di migrazione la gru che in grandi stormi sorvola o si ferma nell'ampia piana alluvionale di Pantano. Interessante e' anche la presenza del rampichino, della tortora, del colombaccio, della ghiandaia, dell'upupa

PARCO REGIONALE DEL PARTENIO

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Loc. PARCO REGIONALE DEL PARTENIO, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
28 Km da TAURASI
  Area Pannarano, Avellino, Nola
Il verde continuo dei boschi su ogni altopiano, gli splendidi panorami che si godono dalle vette di Montevergine, del Vallatrone, di Toppola grande e Ciesco Alto sul Golfo di Napoli, sulla citta' di Avellino, sulla Pianura Nolana, incantano il turista che visita il Partenio. Conoscere il Partenio significa rivivere le emozioni di una storia millenaria in simbiosi con la Natura

WWF: OASI MONTAGNA DI SOPRA

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Loc. PANNARANO BENEVENTO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
24 Km da TAURASI
  Area Provincia di Avellino, Avellino, Benevento
  Brochure PDF
L'Oasi Montagna di Sopra si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel comune di Pannarano (Bn). L'area si estende per circa 312 ettari e presenta specie vegetali legate sia all'ambiente mediterraneo che appenninico. Ambiente L'Oasi e' situata nel cuore del Parco Regionale del Partenio. E' estesa dagli 800 m. s.l.m. fino ai 1598 m. dei Monti d'Avella, vetta del massiccio. L'Oasi ha una complessita' vegetale notevole e presenta specie vegetali legate sia ad un ambiente mediterraneo che appenninico. I corsi d'acqua sono a carattere prettamente torrentizio. L'estensione e' di 312 ettari. Flora e fauna Il territorio dell'Oasi e' ricoperto da una foresta caducifoglia montana tipica dell'Appennino in cui domina il faggio al quale si associano l'agrifoglio e il tasso e nei luoghi piu' umidi e meno elevati l'ontano napoletano. Sono anche presenti tiglio selvatico, carpino orientale, acero di lobelius, acero di monte, acero napoletano, sorbo montano, salice delle capre e, sui costoni rocciosi piu' assolati, il leccio. Intorno ai 1200 m., i costoni rupestri ospitano vari endemismi come, ad esempio, Saxifraga ampullacea, Saxifraga porophilla, Viola splendida, Viola pseudogracidis, il ramno alpino e il bellissimo giglio martagone, simbolo dell'Oasi, e sulle vette piu' alte, la rosa pendulina. Tra gli anfibi e' presente una particolare sottospecie di salamandra pezzata, denominata Salamandra gigliolii. Notevole e' l'avifauna: poiana, sparviere, astore, gheppio, corvo imperiale, nibbio bruno, falco pellegrino, allocco, gufo reale. Tra i mammiferi sono presenti volpe, donnola, faina, martora, tasso e, negli ultimi anni, e' tornato il lupo.

BENEVENTO

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Loc. BENEVENTO - CAMPANIA  Navigatore
17 Km da TAURASI
  Area San Nicola Manfredi, Pannarano, Bonito
La provincia di Benevento comprende la parte nord-orientale della Campania ed e' la meno popolosa della regione. Nonostante la provincia offra bei paesaggi e varie localita' di interesse storico ed artistico, il turismo non vi si e' sviluppato abbastanza per la mancanza di strutture ricettive. La citta' di Benevento, capoluogo di provincia giace su una collina e presenta interessanti scorci e testimonianze della dominazione romana. Le origini di Benevento risalgono ai tempi preistorici e grazie alla sua posizione strategica la citta' e' stata attrazione di piu' popolazioni gia' nell''antichita'. La citta' si e' sviluppata nel periodo sannitico ed era denominata Maleventum. Divenne colonia romana nel 268 a.C. che mutarono il nome in Beneventum. Nel periodo Medievale Benevento fu contesa fra Goti e Bizantini finche' divenne ducato longobardo nel 571 d.C. Intorno al 1000 Benevento passo' sotto il dominio dello stato Pontificio fino al 1799, nonostante le varie rivendicazioni dei re spagnoli di Napoli. Nel 1799 fu occupata dalle truppe di Napoleone che la governarono fino al 1806, in seguito passo' sotto l''egemonia dei Borboni fino al 1815 quando ritorno a far parte dello stato pontificio sotto Pio VII. Nel 1860 fu annessa al regno d''Italia

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CAMPANIA


La Campania, situata nel'Italia meridionale, si estende lungo il versante del mar Tirreno, dalla foce del Garigliano al Golfo di Policastro. La dolcezza del clima, la bellezza delle coste, la ricchezza dell'arte e della storia, l'amore per la cucina rendono la Campania una terra tutta da vivere. Un viaggio che inizia dal mare, re incontrastato, con il suoi colori intensi, le coste ricche di baie, insenature e pareti rocciose, le isole del Golfo di Napoli Capri, Ischia e Procida, veri capolavori della natura. Questa regione è caratterizzata da una dalla ricca vegetazione mediterranea in cui sono incastonati paesi ricchi di storia, d'arte e di tradizioni, dove trascorrere un soggiorno indimenticabile. E come dimenticare il monumento della natura che domina imponente questa terra? Il Vesuvio, cupo e misterioso, amato per la sua bellezza e temuto per la sua potenza. E poi Napoli, conosciuta nel mondo per l'intensità e la passione della sua musica che, come la città, mescola aspetti colti e popolari, sacri e profani, gioiosi e malinconici. E adagiata su una terrazza di tufo a strapiombo sul mare, Sorrento. In questo scorcio di paradiso, coste frastagliate e inaccessibili si alternano a piccole e nascoste spiagge che danno vita ad un paesaggio unico. Qui l'opera dell'uomo è stata grandiosa. Le zone più impervie oggi sono costituite da una serie di terrazzamenti degradanti verso il mare, utilizzati per coltivare agrumi, ulivi e viti. Sono i giardini dai quali esalano gli inebrianti profumi di aranci, limoni e zagare. Musica, mare, divertimento e natura, ma anche storia e cultura.

Da Vedere: La Costiera Amalfitana: E' situata sul fianco sud della penisola di Sorrento ed è una delle zone balneari più rinomate del Sud Italia. La strada principale si estende da Sorrento a Positano e durante il tragitto si possono ammirare, fra le altre, stupende località quali Praiano, Amalfi, Ravello e Minori con le sue rovine romane. Il Maschio Angioino a Napoli: simbolo della città, fu edificato per volere di Carlo D'Angiò che volle una residenza fortificata vicino al mare. Napoli vale una visita anche per altri monumenti fra cui il Duomo, il Palazzo Reale e la monumentale Piazza Plebiscito. Gli scavi di Pompei in provincia di Napoli colpita dall'eruzione del Vesuvio insieme ad Ercolano e Stabia nel 79 d.c. , periodo del suo massimo splendore. L'Isola di Ischia: Appartenente al golfo di Napoli è la principale fra le isole Flegree. Denominata anche Isola Verde per la colorazione delle sue rocce (il tufo verde), Ischia e' particolarmente famosa per la ricchezza di sorgenti termali attorno alle quali si sono sviluppati attrezzati centri benessere. L'isola di Capri: E' certamente una delle isole minori più esclusive d'Italia ed è' costituita da due centri , Anacapri e Capri raggiungibile quest'ultima attraverso una funicolare. Da non perdere sono i famosi Faraglioni e la Grotta Azzurra. Parco del Cilento: Nel 1973 durante il convegno internazionale I parchi costieri mediterranei venne sottolineata la necessità di realizzare un parco naturale nel territorio cilentano per difendere il territorio dal cosiddetto turismo di rapina che già allora iniziava a dare i suoi primi risultati. L'atto ufficiale di nascita del Parco avviene il 6 dicembre 1991, con la legge R 394. Il Parco nazionale del Cilento-Vallo di Diano comprende quasi tutta la parte meridionale della provincia di Salerno. L'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria costeggia il perimetro del parco sui lati settentrionale e orientale. Le uscite più convenienti sono: Battipaglia per la fascia costiera da Agropoli a Palinuro; Campagna, Sicignano e Petina per i monti Alburni; Sala Consilina e Padula per l'area del Cervati; ancora Padula per la fascia costiera da Policastro a Marina di Camerota. Diverse strade statali attraversano il parco con percorsi tortuosi ma di grande interesse paesaggistico e infine vi sono altre rotabili minori. Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è il secondo parco in Italia per dimensioni e si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano - lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison. Alle straordinaria eterogeneità del territorio si affianca il carattere mitico di una terra ricca di storia e cultura.

Gastronomia e Vini: La gastronomia campana ha reso l'Italia conosciuta nel mondo grazie alla pizza che rispecchia il gusto e la semplicità di un intero paese. I napoletani, popolo ingegnoso, la inventarono mentre erano alla ricerca di un piatto povero ma allo stesso tempo nutriente. In origine la pizza era bianca, solo pasta e mozzarella; il pomodoro fu introdotto dopo che venne importato dall'America. Altri piatti tipici sono il 'rraù' o ragù del guardaporta, un piatto unico a base di strutto, grasso di prosciutto e fettine di vitello ripiene di formaggio, aglio,pinoli, uvetta e prezzemolo; i calamaretti alla napoletana arricchiti con pinoli e olive nere e fra i dolci la pastiera napoletana fatta con ricotta e aranci ed il Babà. La Campania è anche la patria della pasta che spesso viene condita semplicemente con pomodoro e origano e della mozzarella, famose quelle di bufala che viene prodotta a Capua e Battipaglia. Fra i vitigni tipici della regione sono il Trebbiano, il Sangiovese, la Malvasia, il Greco e l'Aglianico, mentre fra i vini che si producono i più bevuti sono il Procida ed il Vesuvio tra i rossi e il Lacrima Christi, L'Ischia ed il Capri fra i bianchi. Degno di nota è anche il famoso limoncello di Sorrento.