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  VOGOGNA


VOGOGNA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a VOGOGNA VERBANO-CUSIO-OSSOLA, ITALY Premosello-chiovenda Viganella Baceno

WWF: OASI BOSCO TENSO

WWF: OASI BOSCO TENSO  Apri
Loc. PREMOSELLO-CHIOVENDA VERBANO-CUSIO-OSSOLA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
8 Km da VOGOGNA
  Area Beura-cardezza, Verbania, Viganella
  Brochure PDF
L'Oasi WWF di Bosco Tenso ospita ben 40 specie di uccelli nidificanti, tra cui il picchio verde. L'Oasi Bosco Tenso si trova nei Comuni di Premosello e Chiovenda (Vb). L'area di 22 ettari ospita ben 40 le specie di uccelli che nidificano in quest'Oasi, costituita da un bosco di latifoglie. Ambiente L'andamento dell'aria boschiva e' lineare ed ininterrotta nel lato sud, piuttosto irregolare e sinuoso a nord, e segue per buona parte della sua lunghezza il corso del Rio dei Rughetti. La conformazione geologica del terreno su cui si estende il Bosco Tenso e' alluvionale: ghiaioso-sabbioso in profondita'; sabbioso - limoso in superficie, conseguenza delle periodiche esondazione del Fiume Toce. L'area boschiva e' pianeggiante, interrotta dagli alvei infossati del Rio dei Rughetti e del Rio del Ponte. Il suolo nel suo complesso, e' umido per permeazione ed alluvione del Toce e dei due Rii sopra menzionati a carattere torrentizio. Estensione 22 ettari Curiosita' Flora e fauna Su tutta l'area si estende un fitto bosco misto di latifoglie. In alcuni tratti di bosco si riscontrano presenze quasi monospecifiche di frassini, tigli ed ontani bianchi. Lo strato piu' elevato del bosco e' formato in prevalenza da querce, pioppi neri, salici, ontani bianchi, olmi di montagna, aceri, ciliegi. Lo strato intermedio arbustivo comprende nocciolo, tiglio, gelso, ciliegio, ginestra spinosa, pioppi, frassini. Lo strato inferiore e' composto da specie erbacee, indigene ed esotiche. Sono ben 40 le specie di uccelli nidificanti accertati, fra cui: picchio verde, corriere piccolo, colombaccio, cuculo, allocco, torcicollo, usignolo, lui' verde, fringuello, verzellino, cardellino, canapino, scricciolo, cinciallegra, cincia mora, rampichino, verdone, martin pescatore, cormorano, albanella reale, sparviere, quaglia , pavoncella, calandrella, rondine montana e molte altre specie di uccelli migratori o svernanti. Degli invertebrati possiamo trovare all'interno dell'oasi molteplicita' di specie diverse di farfalle

PARCO DELLA VILLA PALLAVICINO

PARCO DELLA VILLA PALLAVICINO  Apri
Loc. LA SACCA - PIEMONTE  Navigatore
33 Km da VOGOGNA
  Area Leggiuno, Isola Bella, Isola Superiore
Il Parco della Villa Pallavicino vi aspetta a Stresa, per trascorrere una giornata indimenticabile in uno dei luoghi piu' suggestivi del Lago Maggiore. Il Parco si sviluppa in un'area di circa 20 ettari tra viali fioriti, alberi secolari e un meraviglioso giardino botanico. L'attrazione principale del Parco e' costituita dai nostri animali. Potrete osservare piu' di 40 specie tra mammiferi e uccelli esotici (lama, canguri, zebre, fenicotteri), che vivono in ampi spazi naturali. Inoltre, per rendere ancora piu' completa la vostra giornata, all'interno del Parco troverete il Ristorante 'Le Scuderie', il 'Chalet Bar', il negozio 'Parcobello' e diverse zone adibite per il pic-nic. I piu' piccoli potranno divertirsi in un attrezzato parco giochi. Al Parco della Villa Pallavicino si e' totalmente immersi nella natura, spesso spettacolare, sempre splendida e affascinante. Il Parco, con i suoi 160.000 mq. di prati e boschi e' sicuramente una meta da privilegiare nell'organizzazione delle gite scolastiche. Qui, infatti, in una cornice ambientale unica, e' possibile ammirare essenze vegetali rare ed esotiche come ad esempio i maestosi Lyriodendri, gli antichi Gynko biloba oppure passeggiare nello splendido 'giardino all'italiana' o nel viale delle Camelie, contemplando la fioritura di centinaia di specie diverse. La particolare struttura del Parco, consente ai visitatori di essere veramente 'a contatto' con la natura e di poter addirittura avvicinare alcuni animali come daini, lama e nandu' che vivono liberi in ampi spazi naturali. Ma il Parco prevede altri indimenticabili incontri con canguri, zebre e scimmie, e con animali curiosi come moffette e furetti. E ancora, all'interno di bellissimi ambienti naturali ricostruiti si possono osservare varie speci di uccelli esotici tra cui splendidi esemplari di pappagalli e buceri. In prossimita' del laghetto si trovano invece tartarughe d'acqua, cigni e anatidi oppure si possono anche sorprendere i castori alle prese con le loro costruzioni di 'alta ingegneria'. La fisionomia dei giardini e dei parchi delle ville sui laghi e' profondamente diversa da quella che si trova in altre zone d'Italia. L'uso di sempreverdi e' limitato, la fioritura e' soprattutto primaverile ed estiva e le piante sono adatte al clima umido e al suolo acido dei laghi. Anche il terreno, che spesso discende ripido verso il lago, contribuisce al fascino di questi giardini, studiati per offrire spettacolari vedute del lago e delle montagne circostanti

PARCO NATURALE DELL'ALPE VEGLIA E DELL'ALPE DEVERO

PARCO NATURALE DELL'ALPE VEGLIA E DELL'ALPE DEVERO  Apri
Loc. ALPE VEGLIA VERBANO-CUSIO-OSSOLA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
25 Km da VOGOGNA
Altitudine: 1744 mt. s.l.m.  Area Baceno, Beura-cardezza, Viganella
  Brochure PDF
Il parco naturale Alpe Veglia e Alpe De'vero fu istituito nel 1995 ed e' situato in Val d'Ossola, nella provincia del Verbano Cusio Ossola. Le conche sono interessanti sia da un punto di vista mineralogico che geologico. Testimoniano i processi geologici di lungo corso: l'origine glaciale delle conche e' testimoniata dalla persistenza di alcuni residui di antichissimi ghiacciai, come il Ghiacciaio del Leone e il Ghiacciaio d'Aurona dall'alpe Veglia o il Ghiacciaio della Rossa dalla parte dell'alpe Devero. Dal punto di vista mineralogico sono presenti minerali interessanti come l'asbecasite, la cafarsite e la cervandonite. Il Coordinamento Nazionale dei Parchi e delle Riserve Naturali, nelle persone del dottor I. De Negri, direttore dell'Ente parco, e di Bionda Radames, guardiaparco, nel 1993 testimoniava che « dal punto di vista geologico in quest'area ha trovato conferma, dopo la realizzazione del traforo del Sempione, la teoria interpretativa della struttura delle Alpi secondo un modello a falde sovrapposte che, a seguito di spinte compressive, sono emerse a formare l'edificio alpino. Queste falde, per il contrasto cromatico dei diversi tipi litologici, sono ben riconoscibili sulle pareti delle montagne che contornano l'area»

FORMAGGELLA DEL LUINESE D.O.P.

FORMAGGELLA DEL LUINESE D.O.P.  Apri
Loc. LUINO VA, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
40 Km da VOGOGNA
  Area Maccagno con Pino e Veddasca, Cannero Riviera, Cannobio
  Brochure PDF
Le testimonianze storiche che comprovano come il formaggio e la formaggella di capra siano da sempre presenti nella tradizione gastronomica dei luoghi sono numerose, a partire da la nota della spesa fatta dalli reverendi sacerdoti di Valtravaglia nella visita di monsignore illustrissimo cardinale Borromeo fatta l'anno 1596 del mese di agosto, che riferisce come alcune libbre di formaggio comparissero regolarmente nei pranzi e nelle cene offerte al cardinale Federico Borromeo, ma anche dalla menzione dello Specioso formaggio che si fa in Valtravaglia in un celebre trattato del XVII secolo. Due secoli dopo, nel 1814, i formaggi locali e i loro sapori sono citati da Luigi Boniforti ne Il Lago Maggiore e dintorni con viaggi ai laghi e ai monti circonvicini. Riferimenti altrettanto espliciti alle produzioni casearie locali vengono riferite nel 1710 da Vagliano, che cita i casci preziosi di Porto Valtravaglia. Il territorio interessato alla produzione della Formaggella del Luinese comprende il territorio dei Comuni montani della Comunita' montana della Val Ceresio, della Val Cuvia, della Valganna e Valmarchirolo e delle valli del Luinese. La Formaggella del Luinese e' un formaggio a pasta molle, prodotto esclusivamente con latte intero e crudo di capra, con stagionatura minima di 20 giorni. Il latte utilizzato deve essere ottenuto al massimo da tre munte e conservato a una temperatura non superiore a quattro gradi. Il riscaldamento del latte puo' avvenire con fuoco di legna, gas o vapore. Il caglio deve essere esclusivamente naturale e la coagulazione avviene tra 32 e 34 gradi con una durata di 30-40 minuti. Altre caratteristiche della Formaggella del Luinese Dop sono: forma cilindrica, diametro di 13-15 centimetri, peso medio di 700-900 grammi, crosta naturale, non dura, con possibile presenza di muffe, pasta morbida, compatta, sapore gradevole e dolce, aroma delicato che si intensifica con la stagionatura, colore prevalentemente bianco. Per quanto riguarda la trasformazione, la salatura puo' essere eseguita a secco o in salamoia ed e' seguita da un'asciugatura a temperatura ambiente. La stagionatura viene effettuata in celle con umidita' controllata e con una temperatura massima di 15 gradi oppure in cantine a umidita' naturale. La fase di stagionatura deve essere protratta per almeno 20 giorni

CASALZUIGNO

CASALZUIGNO  Apri
Loc. CASALZUIGNO VARESE, ITALY - LOMBARDIA  Navigatore
41 Km da VOGOGNA
  Area Cittiglio, Castello, Bedero Valcuvia
Piccolo comune della Valcuvia, ricco di storia e tradizione, da sempre punto di passaggio della via che collega Cittiglio con il centro piu' importante della valle, cioe' Luino. Casalzuigno si compone essenzialmente di tre nuclei: Zuigno, Casale e Arcumeggia. Il primo di questi, risulta essere gia' presente in epoca romana, come dimostrato dal ritrovamento di tombe risalenti a quell'epoca, con il nome di Sovinium che, in epoca medievale diventera' Civignum. Di Zuigno si inizia a parlare molto tempo dopo, quando nel 1200 vi nacque Jacobus de Covignio, che sara' uno degli abati piu' conosciuti della valle, diventato prima canonico e poi prevosto della chiesa plebana di San Lorenzo a Cuvio. A partire dallo stesso secolo sono stati ritrovati documenti relativi a Casale e alla piccola frazione di Aga, dove 'Marcadus' figlio di Ugo 'de Aga de Casale' partecipo' in qualita' di testimone a una permuta rogata in 'plebe de Cuvio'. Arcumeggia, l'antica 'Arx Media', posta a difesa della strada che unisce Valcuvia a Valtravaglia, si ricorda per il ritrovamento di reperti risalenti al Neolitico e di testimonianze che ne provano l'esistenza a partire dal XIII secolo. Dal XVII secolo Casalzuigno divenne sede stabile della dimora della famiglia Dalla Porta che, in breve tempo, estese i suoi possedimenti su tutta la valle. Ufficialmente pero' sia Casalzuigno che Arcumeggia erano governate da una ' vicinia' della quale facevano parte tutti i capifamiglia che si riunivano in piazza alla domenica dopo la messa. Le campane davano inizio alla seduta presieduta da un sindaco che poteva contare sull'appoggio di un console. Oggi entrambe le localita' di Casalzuigno e Arcumeggia sono riunite sotto un unico Comune.

PARCO NATURALE DEL MONTE FENERA

PARCO NATURALE DEL MONTE FENERA  Apri
Loc. COLMA - PIEMONTE  Navigatore
41 Km da VOGOGNA
  Area Isola San Giulio, Varallo, Dormelletto
Un monte possente e solitario sopra i rilievi della Bassa Valsesia Il Parco prende il nome dal monte che si erge, possente e solitario, sopra i rilievi della Bassa Valsesia e che, per il suo profilo, e' riconoscibile dalla pianura novarese e vercellese: il Fenera. Il suo territorio, ottima scelta per una vacanza alternativa, e' situato in zona baricentrica rispetto alla pianura caratterizzata dalle risaie, all'Alta Valsesia, dove si erge il gruppo del Monte Rosa, ai laghi d'Orta e Maggiore. E' quindi un punto di partenza per escursioni correlate al territorio circostante dove storia, cultura e tradizioni si sono espresse e influenzate reciprocamente nel tempo

GOLF CLUB: VERBANIA GOLF AND SPORTING

GOLF CLUB: VERBANIA GOLF AND SPORTING  Apri
Loc. STRADA STATALE 34 LAGO MAGGIORE, VERBANO-CUSIO-OSSOLA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
21 Km da VOGOGNA
  Area Isola Superiore, Isola Bella, Stresa
buche utive Par 27, a carattere pianeggiante, sulle rive dell'incantevole Lago di Mergozzo e sullo sfondo delle Alpi che ne disegnano il suggestivo contorno naturale. Il gioco risulta essere vario ed interessante per la presenza di laghetti interni e di un vasto bosco di ontani neri, ma nel contempo riposante e poco faticoso per la sua quiete e per la tipologia del percorso

PARCO NATURALE DEI LAGONI DI MERCURAGO

PARCO NATURALE DEI LAGONI DI MERCURAGO  Apri
Loc. DORMELLETTO - PIEMONTE  Navigatore
45 Km da VOGOGNA
Altitudine: 297 mt. s.l.m.  Area Arona, Angera, Localita' Bindellina
Un mosaico di boschi, pascoli e zone umide Poco lontano dal centro di Arona, sulle colline moreniche che circondano il Lago Maggiore dalla parte piemontese, si trova un'area naturale che comprende le torbiere di Mercurago, alcuni pascoli dedicati all'allevamento dei cavalli purosangue e molti appezzamenti boschivi. Nell'area sono stati rinvenuti insediamenti preistorici, risalenti all'eta' del bronzo, necropoli dell'eta' del ferro e alcune domus e necropoli romane. Quest'area e' protetta dal 1980, quando, su iniziativa popolare, venne istituito il Parco dei Lagoni di Mercurago

ORRIDI DI URIEZZO

ORRIDI DI URIEZZO  Apri
Loc. BACENO VERBANO-CUSIO-OSSOLA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
21 Km da VOGOGNA
  Area Ponte, Varzo, Beura-cardezza
  Brochure PDF
Gli Orridi di Uriezzo sono profonde incisioni scavate nella roccia, provocate dai torrenti che un tempo scorrevano sul fondo del ghiacciaio che occupava interamante la Val Formazza. La peculiarita' degli orridi di Uriezzo consiste nel fatto che il torrente che li ha modellati non percorre piu' queste strette incisioni, cosi' oggi e' possibile camminare agevolmente al loro interno. Gli orridi sono constraddistinti da una serie di grandi cavita' subcircolari separate da stretti e tortuosi cunicoli. Le pareti sono tutte scolpite da nicchie e scanalature prodotte dal moto vorticoso e violento di cascate d'acqua e in certi punti si avvicinano a tal punto che dal fondo non permettono la vista del cielo. L'ambiente piu' spettacolare e' senz'altro quello dell'Orrido Sud, lungo circa 200 m e profondo da 20 a 30 m, chiamato dagli abitanti del luogo Tomba d'Uriezzo; pannelli esplicativi e scale di ferro ne guidano la visita. Il fondo roccioso non e' sempre visibile perche' spesso coperto da uno strato di terriccio e di materiale alluvionale. L'ecosistema degli orridi e' molto complesso: costanti condizioni di elevata umidita' e scarsa illuminazione determinano difficili condizioni ambientali a cui si adattano soprattutto muschi e felci, presenti in una grande varieta' di specie.

EREMO DI S. CATERINA DEL SASSO

EREMO DI S. CATERINA DEL SASSO  Apri
Loc. LEGGIUNO VARESE, ITALY - LOMBARDIA  Navigatore
35 Km da VOGOGNA
  Area La Sacca, Cittiglio, Isola Bella
La tradizione vuole che l'Eremo sia stato fondato da Alberto Besozzi, un ricco mercante locale che, scampato ad un nubifragio durante la traversata del lago, decise di ritirarsi su quel tratto di costa e condurvi vita da eremita. Li' il Beato Alberto fece edificare una cappella dedicata a Santa Caterina d'Egitto, attualmente visibile sul fondo della chiesa. La cappella, che risale al XII° secolo, fu presto affiancata da altre due chiese, quella di San Nicola e Santa Maria Nova, la cui esistenza e' certa a partire dal XIV° secolo. Dopo un primo periodo storico, durante il quale vi soggiornarono i Domenicani, dal 1314 al 1645 guidarono l'Eremo i frati del convento milanese di Sant'Ambrogio ad Nemus, sostituiti poi dai Carmelitani fino al 1770. Da sottolineare e' il miracolo di inizio Settecento, quando cinque enormi massi ballerini precipitarono sulla chiesa, ma restarono impigliati nella volta di una cappella, senza causare gravi danni, rimanendo sospesi per quasi due secoli, fino al 1910. Questi sassi traballanti sembrano dare il nome all'eremo che, per esteso, e' Santa Caterina del Sasso Ballaro, anche se e' piu' probabile che l'etimologia del nome sia legata al vicino centro abitato di Ballarate. Dal 1970 l'Eremo e' proprieta' della Provincia di Varese. Dal 1986 al 1996 e' stato retto da una comunita' domenicana, oggi invece e' passato agli oblati benedettini

ORRIDO DI SANT'ANNA

ORRIDO DI SANT'ANNA  Apri
Loc. ORRIDO DI S. ANNA, CANNOBIO VB, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
32 Km da VOGOGNA
  Area Cannero Riviera, Maccagno con Pino e Veddasca, Luino
L'Orrido di Sant'Anna si trova a 3 km dal punto in cui il torrente Cannobino si getta nel Lago Maggiore. Nel corso dei secoli l'acqua ha eroso le pareti rocciose dell'angusta valle circostante, creando una stretta spaccatura dove le acque scorrono impetuose. Due ponti permettono di attraversarle dall'alto: uno medievale (detto 'dell'agostana') che consente il transito solo ai pedoni, ed uno piu' moderno che permette il passaggio in auto. Le verdissime acque dell'Orrido, densamente popolate dalla trota fario, sono piuttosto fredde in estate (15-16 gradi) e raggiungono in inverno una temperatura di 2-3 gradi. La profondita' massima e' di 25 metri. Poco distante dall'Orrido fu edificata nel 1683, presumibilmente su disegno di G. A. Crivelli, una chiesetta intitolata a Sant'Anna. Essa incorpora un antico sacello affrescato dedicato alla Madonna di Loreto che costituisce l'abside della struttura attuale. All'interno l'attenzione viene catturata dal notevole altare maggiore decorato da colonne tortili in marmo nero e da eleganti fregi. L'opera era stata donata alla chiesa dalla societa' dei Terrafiumesi in Roma, una sorta di corporazione che raccoglieva le maestranze edili del villaggio. Degni di nota i paliotti (ossia le parti anteriori dell'altare) in scagliola, pregevole lavoro dell'artista asconese C. G. Pancaldi e risalenti al XVIII secolo. Altari seicenteschi adornano le cappelle laterali dedicate ai Santi Anna e Gioacchino e a S.Giuseppe. Giunti a Cannobio, svoltate a sinistra seguendo l'indicazione per la Valle Cannobina e dopo meno di un chilometro imboccherete una strada a destra recante indicazioni per l'Orrido. Proseguite lungo la valle: dopo circa un chilometro vi troverete ad un bivio, prendete la strada in salita, a sinistra. Piu' avanti incontrerete sulla destra un'indicazione turistica e una stretta stradina che scende all'uscita dell'orrido: qui vi sara' possibile parcheggiare l'auto. L'orrido, soprattutto durante il fine settimana, e' assai frequentato da appassionati di nuoto subacqueo e non solo. Le sue acque fresche sono un toccasana contro l'afa estiva.

ISOLA DEI PESCATORI

ISOLA DEI PESCATORI  Apri
Loc. ISOLA DEI PESCATORI, ISOLA SUPERIORE VB, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
28 Km da VOGOGNA
  Area Isola Bella, Stresa, La Sacca
  Brochure PDF
L'Isola Superiore, detta anche Isola dei Pescatori dalla storica attivita' lavorativa dei suoi abitanti, e' ubicata piu' a nord rispetto all'Isola Bella, da cui e' separata da un isolotto che ha piu' o meno le dimensioni di uno scoglio ed e' conosciuto come 'la Malghera'. Con i suoi 100 metri di larghezza per 350 di lunghezza l'Isola del Pescatori e' la piu' piccola delle Isole Borromee (la piu' grande e' l'Isola Madre). Unica tra le isole Borromee ad essere abitata durante tutti i mesi dell'anno, ospita un piccolo villaggio di cinquanta abitanti caratterizzato da una piazzetta racchiusa da vicoli stretti e sinuosi che conducono alla passeggiata sulla punta settentrionale dell'isola. Caratteristiche sono le case a piu' piani sorte per sfruttare al meglio il poco spazio a disposizione: sono quasi tutte dotate di lunghi balconi indispensabili per essiccare il pesce. Come indicato chiaramente dal nome, l'attivita' della pesca e' ancora assai praticata, ed e' possibile gustarne i freschissimi frutti in una delle numerose trattorie con vista lago. La storia dell'isola e' antica: sappiamo che era abitata gia' settecento anni fa. La Chiesa parrocchiale e' dedicata a San Vittore: a ferragosto nel corso della processione la statua raffigurante il santo patrono viene trasportata in barca attorno alle isole. Caratteristico il piccolo mercatino che vende oggetti d'artigianato locale e richiama numerosi turisti.

ANGERA

ANGERA  Apri
Loc. ANGERA - LOMBARDIA  Navigatore
42 Km da VOGOGNA
  Area Arona, Dormelletto, La Sacca
Lungo il confine occidentale della Lombardia, nei pressi del Lago Maggiore, la bellezza del paesaggio si riflette sull'acqua e acquista un fascino nuovo, fatto di luci e bagliori che cambiano a seconda delle stagioni: i tramonti estivi regalano colate d'oro e rubino sullo specchio d'acqua, mentre l'inverno diffonde nell'aria un biancore lattiginoso, che avvolge nel mistero le borgate sulle rive. Tra queste c'e' Angera, graziosa cittadina di circa seimila abitanti in provincia di Varese, incastonata lungo l'ansa meridionale del Lago Maggiore, a 12 km da Sesto Calende. Come una dama vanitosa, giustamente fiera della sua storica bellezza, Angera guarda la sua immagine doppia e regala ai visitatori una duplice meraviglia. Intimamente legata al suo lago, la cittadina negli anni ha saputo valorizzarne il paesaggio: camminare sul lungolago, lasciandosi incantare dagli alberi che frusciano al vento o ammirando il sole che tramonta, e' un'esperienza unica e romantica. Per non parlare delle escursioni che si possono fare nella vicina oasi naturalistica, ritenuta 'sito di interesse comunitario', con i suoi scorci incontaminati e la vegetazione di un verde intenso. In questo scenario d'eccezione si inseriscono i gioielli di storici di Angera, che la lunga storia cittadina ha disseminato, secolo dopo secolo, nel tessuto urbano. Antichissimi reperti rinvenuti nella cosiddetta 'Tana del Lupo', una grotta al di sotto della Rocca, hanno rivelato che la zona era abitata sin dal tardo Paleolitico, e non mancano testimonianze numerosissime del periodo romano, oggi raccolte nel Museo Archeologico del centro. Ma il monumento piu' rappresentativo di Angera e' senza dubbio la Rocca, che se ne sta impettita alla sommita' di un promontorio calcareo e un tempo fungeva da vedetta sul traffico lacustre sottostante. Acquistata dai Borromeo nel 1449, la fortezza porta i segni di varie modifiche subite nel corso dei secoli, che ne hanno via via accresciuto il fascino: la parte piu' antica della struttura e' la torre castellana, del primo Duecento, mentre l'ala Viscontea e quella Borromea sono di periodi successivi. Da ammirare le diverse sale del castello, in particolare la Sala edlla Giustizia coi suoi affreschi grandiosi e raffinati, risalenti al XIII secolo e incentrati sulle storie di Ottone Visconti l'Arcivescovo di Milano. Altri affreschi si trovano nel salone delle Cerimonie, sottratti al Palazzo Borromeo di Milano dopo il bombardamento subito nel corso della seconda guerra mondiale. Anche le chiese ad Angera sono numerose, e lo sono state sin dall'epoca medievale, quando il villaggio era Capo di una Pieve che inglobava numerose borgate sulle sponde del lago. Oggi l'edificio di culto piu' interessante e' la Chiesa di Santa Maria Assunta, di antica fondazione, ingrandita e divenuta sempre piu' importante a partire dal 1400, sino a divenire Chiesa Parrocchiale. Realizzata completamente in pietra d'Angera, di colorazione giallo-rosata, la costruzione domina la Piazza Parrocchiale con la bella facciata di inizio Novecento ma realizzata in stile cinquecentesco. All'interno, nelle tre navate, si possono ammirare diverse cappelle affrescate, un coro ligneo del XVII secolo intagliato da Giovan Battista Besozzi, un pregiato Battistero e un'antica statua in pietra d'Angera

MACUGNAGA

MACUGNAGA  Apri
Loc. MACUGNAGA VERBANO-CUSIO-OSSOLA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
30 Km da VOGOGNA
  Area Viganella, Gressoney-Saint-Jean, Valtournenche
Macugnaga (Makana' in Titsch, la locale lingua walser) e' un comune italiano di 613 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola in Piemonte. I primi insediamenti stabili di coloni e' avvenuto nella seconda meta' del XIII secolo. Si trattava di un popolo proveniente dall'elvetica valle di Saas: i Walser. Stabilitisi nella parte alta della Valle Anzasca, come pure negli altri centri ossolani di Formazza e Ornavasso. Una volta valicato il passo del Monte Moro queste popolazioni avrebbero trovato nell'ampia conca glaciale un luogo idoneo per sviluppare la pastorizia e l'agricoltura, caratterizzando con elementi specifici della loro cultura l'architettura e la lingua un alto tedesco ancor oggi fermo nella semantica al 1300 dell'alta Valle Anzasca. Ancora oggi sono visibili le tipiche abitazioni Walser, molte delle quali splendidamente restaurate con approccio conservativo, con basamenti in pietra, strutture e interni interamente in legno di larice, i caratteristici balconi ed il tetto in pietra a due falde ricoperto di lastre di beola, dette anche piode, o piu' raramente di scandole di larice. Come riscaldamento una stufa in pietra ollare, detta hofe, in genere riportante la data di costruzione dell'abitazione (alcune riportano date del XVI secolo). Uno splendido esempio di questa architettura e' la casa museo Walser che si trova nella frazione Borca. Dal punto di vista politico-amministrativo Macugnaga segui' parzialmente le vicende dell'Ossola. Inizialmente appartenente al Ducato di Milano, ne segui' il destino con le dominazioni spagnole e austriache. Nel 1743 con il Trattato di Worms l'Ossola venne aggregata al Regno di Sardegna. Sotto il profilo amministrativo Macugnaga, come tutta la Bassa Ossola, venne inclusa nella Provincia di Pallanza, ed inserita nel Mandamento di Vogogna. Nel 1818 con la soppressione del Mandamento di Vogogna, Macugnaga divenne parte del nuovo mandamento di Bannio, il quale fu riassegnato alla Provincia dell'Ossola. Con la nascita del Regno d'Italia la Provincia dell'Ossola fu trasformata in Circondario e venne inclusa nella Provincia di Novara. Macugnaga appartenne a questa Provincia sino al 1992, anno di istituzione della nuova Provincia del Verbano-Cusio-Ossola

CASTELLI DI CANNERO

CASTELLI DI CANNERO  Apri
Loc. CASTELLI DI CANNERO, CANNOBIO VB, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
36 Km da VOGOGNA
  Area Maccagno con Pino e Veddasca, Luino, Cannobio
Sono denominati castelli di Cannero, pur trovandosi nel territorio del comune di Cannobio, tre isolotti rocciosi situati nel lago Maggiore di fronte a Cannero Riviera su due dei quali si trovano delle rovine di antiche fortificazioni. Furono costruiti fra il XI secolo e il XII secolo

SAN CARLONE DI ARONA

SAN CARLONE DI ARONA  Apri
Loc. VIA SAN CARLO, ARONA NOVARA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
42 Km da VOGOGNA
  Area Angera, Dormelletto, La Sacca
Il Colosso di San Carlo Borromeo (detto il Sancarlone o, nel dialetto locale el Sancarlu'n), e' una statua alta oltre 30 metri situata ad Arona (NO) nella frazione di San Carlo, sul Sacro Monte di San Carlo.Carlo Borromeo nacque il 2 ottobre 1538 nella Rocca di Arona (in seguito parzialmente distrutta per ordine di Napoleone Bonaparte). Diventato vescovo e cardinale a ventidue anni, fu eletto nel 1565 arcivescovo di Milano e si prodigo' nell'assistenza materiale e spirituale soprattutto in occasione di flagelli quali carestia e peste. Mori' il 3 novembre 1584 (essendo spirato dopo il tramonto, secondo l'uso del tempo si considera il giorno 4), fu beatificato nel 1602 e canonizzato nel 1610, a soli 26 anni dalla morte.Su volonta' del cugino Federico, arcivescovo di Milano e suo successore, iniziarono i lavori per la costruzione di un Sacro Monte che ne celebrasse la memoria. Federico Borromeo insieme a Marco Aurelio Grattarola, supervisore dei lavori del Sacro Monte, vollero anche costruire un'enorme statua visibile dal lago Maggiore. Il disegno fu di Giovanni Battista Crespi, detto il Cerano e la statua fu realizzata con lastre di rame battute a martello e riunite utilizzando chiodi e tiranti in ferro. Gli scultori che la realizzarono furono Siro Zanella di Pavia e Bernardo Falconi di Bissone. L'opera fu conclusa nel 1698 e il 19 maggio dello stesso anno il cardinale Federico Caccia, arcivescovo di Milano, diede la solenne benedizione al monumento.

CANNOBIO

CANNOBIO  Apri
Loc. CANNOBIO VB, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
35 Km da VOGOGNA
Altitudine: 211 mt. s.l.m.  Area Cannero Riviera, Maccagno con Pino e Veddasca, Luino
Cannobio (Canobi nel locale dialetto lombardo occidentale) e' un comune italiano di 5.181 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola. E' situato sulla riva nord-occidentale del Lago Maggiore e allo sbocco della Valle Cannobina; l'estensione del comune e' molto elevata, circa 51 km², dovuta al numero di frazioni distribuite nella zona. Negli anni 2002, 2003, 2004, 2005, 2007, 2010, 2011, 2012 e 2013 e' stato insignito del prestigioso riconoscimento ambientale della FEE, la Bandiera Blu, grazie a un ottimo servizio di depurazione delle acque e a un preciso piano di raccolta differenziata dei rifiuti. Il comune e' stato insignito, dal 2011, della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano. Cannobio si trova su una direttrice di collegamento internazionale, la Strada statale 34 del Lago Maggiore che da Gravellona Toce (VB) arriva fino al Confine di Stato di Piaggio Valmara, dove si entra in Svizzera. Da Cannobio parte inoltre la Strada Provinciale 75 di Valle Cannobina ex Strada statale 631 della Valle Cannobina che porta nella valle omonima dalla quale si puo' raggiungere, tramite la Strada statale 337 della Val Vigezzo, la cosiddetta Valle dei pittori, il Santuario di Re e Domodossola. Il comune e' inoltre collegato con il resto del Lago Maggiore tramite linee di aliscafi e battelli che vengono spesso utilizzati per crociere estive verso la Svizzera (Locarno, Ascona) o verso il basso lago (Isole Borromee, Santa Caterina del Sasso, ecc.). Il paese ha origine antiche, forse preromane; lo dimostrano alcune sepolture a incinerazione, tornate alla luce tra il XVI e il XVII secolo nei pressi dell'attuale via Campo Rezio. Dopo l'annessione all'Impero Romano del nord Italia e delle vallate alpine (I secolo a.C.), Cannobio fu certamente un centro commerciale e strategico e sede di una flotta lacustre. L'origine romana del borgo la si puo' trovare grazie all'identificazione, oggi piuttosto difficile, del cardo e del decumano, tipico dell'accampamento romano, tra le vie Antonio Giovanola e Campo Rezio, dove sorgeva la residenza del comandante della guarnigione. Non si hanno notizie precise sul cambiamento del paese durante il crollo dell'impero, ma si pensa che la zona non venne toccata dalle grosse invasioni barbariche provenienti da nord, al contrario di altre zone italiane. Fatti certi sull'esistenza del borgo li troviamo nel X secolo: nel 929 si sa che di per certo che fu sede di una curtis regia. L'eta' medievale fu senza dubbio molto prospera, specie dal punto di vista manifatturiero e commerciale, e nel 1207 Cannobio ebbe il titolo di Borgo. Ufficialmente dal 1992, ma effettivamente dal 1994, Cannobio fa parte della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, scorporata dalla Provincia di Novara. Dal 2006, Cannobio, in virtu' della sua vocazione turistico-economica, ha avuto il riconoscimento ufficiale dello status di citta'. (Nell'immagine: La via principale intitolata ad A. Giovanola). Il periodo tardo-medievale fu caratterizzato dallo storico legame con la citta' di Milano, anche nell'ambito diocesano ed ecclesiastico: in virtu' di questo legame Cannobio e alcuni comuni limitrofi utilizzavano e utilizzano tuttora il rito ambrosiano per le funzioni liturgiche, al contrario degli altri centri della sponda piemontese del lago, da sempre legati al rito romano. Nel 1817 venne decretato il passaggio di Cannobio e degli altri comuni dell'alto Verbano dall'arcidiocesi di Milano alla diocesi di Novara, mantenendo comunque il rito ambrosiano. Questa decisione porto', negli anni successivi, a qualche attrito con alcuni vescovi della cattedra gaudenziana, propensi a eliminare il rito ambrosiano in sostituzione di quello romano. Il piu' accanito sostenitore di questo cambiamento fu il cardinale, vescovo di Novara, Giuseppe Morozzo Della Rocca, che cambio' idea solamente durante una visita pastorale a Cannobio nel 1824, dopo essersi reso conto della ferma volonta' della popolazione locale di non accettare il cambiamento di rito. Per tutto il periodo delle guerre di indipendenza (1818-1860), Cannobio fece parte del Piemonte sabaudo e fu importante centro di confine (la sponda orientale del Lago era austriaca); i cannobiesi ricordano con orgoglio la celebre difesa contro un attacco austriaco via lago, che venne respinto, la notte del 27-28 maggio 1859. La fine del XIX secolo e' stata caratterizzata dall'introduzione di numerose industrie, ormai scomparse, che hanno caratterizzato la storia del paese: setificio, concerie, cartiera, ecc. Durante le due guerre mondiali, Cannobio invio' molti suoi uomini come soldati al fronte, e parecchi di loro non tornarono piu'. Di recente e' stato realizzato un Parco della Memoria (in una posizione poco frequentata) con lapidi e monumenti che ricordano i caduti cannobiesi delle due guerre, spostando il monumento storico ai caduti, in origine posto al centro del lungolago

ISOLA DI SAN GIULIO

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Loc. ISOLA SAN GIULIO - PIEMONTE  Navigatore
33 Km da VOGOGNA
  Area Colma, Varallo, Arona
L'isola di San Giulio (in piemontese isola ed San Giulio, in lombardo Isola de San Giuli) e' l'unica isola del Lago d'Orta e fa parte del comune di Orta San Giulio, in Provincia di Novara, in Piemonte.Le indagini archeologiche hanno dimostrato l'antichita' della presenza umana, attestata dal Neolitico all'Eta' del Ferro. Secondo la leggenda della vita di San Giulio in eta' romana il sito sarebbe stato abbandonato. E' possibile pero', benche' manchino riscontri archeologici, che l'isola fosse un centro cultuale precristiano. Cio' spiegherebbe, sia il motivo per cui l'evangelizzatore decise di costruirvi, verso il 390, la prima chiesa, sia il simbolo adombrato dalla leggendaria infestazione di serpi e draghi. Tali rettili sarebbero quindi una allegoria del Male e, nel caso specifico, secondo i cristiani di quei tempi, del paganesimo. Le indagini archeologiche hanno messo in luce i resti di un'antica chiesa, datata tra la fine del V ed il VII secolo, fornendo base storica alla Leggenda. Nell'Alto Medioevo la posizione strategica rese l'isola un importante centro difensivo. Una tradizione, tuttora dibattuta, identifica nel castello dell'isola, il castrum edificato da vescovo di Novara Onorato, citato dal poeta e vescovo di Pavia Ennodio (lib. II Carm.). In epoca longobarda l'isola era certamente fortificata e, secondo la testimonianza di Paolo Diacono, vi risiedette il Duca Mimulfo. Gli eventi bellici del 962, quando l'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone I assedio' sull'isola per mesi la regina Willa moglie di Berengario II re d'Italia, portarono forse alla distruzione della chiesa primitiva. Dal 1219 i Vescovi di Novara assunsero la piena sovranita' sul territorio della Riviera di San Giulio, di cui l'isola era il centro religioso e amministrativo. Le attivita' economiche si spostarono pero' gradualmente verso il vicino borgo di Orta, che nel corso del XVII secolo fini' ..

ROCCA BORROMEA

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Loc. ANGERA - PIEMONTE  Navigatore
42 Km da VOGOGNA
Altitudine: 218 mt. s.l.m.  Area Arona, Dormelletto, La Sacca
La Rocca Borromea di Arona e' una costruzione a scopo difensivo affacciata sul Lago Maggiore. Assieme alla gemella Rocca Borromea di Angera era uno dei principali punti di controllo strategici del Lago Maggiore in epoca antica. La fortezza, costruita in territorio Piemontese, nel comune di Arona, venne fondata in un periodo di poco precedente all'anno mille sotto il controllo dei Longobardi. Adibita unicamente a scopo difensivo, nei secoli successivi passo' tra proprieta' vescovili fino a ricoprire il ruolo di semplice rifugio attorno al XI e XII secolo. Dopo aver subito una completa distruzione a mano della casata dei Della Torre ritorno' possedimento dei Visconti nel 1227. Due secoli dopo, precisamente nel 1439, la costruzione cambio' di nuovo proprietario insieme all'intero Comune e il Castello di Arona, quando Filippo Maria Visconti la cedette come feudo a Vitaliano I Borromeo. Per ben quattro secoli la Rocca rimase in mano alla Famiglia Borromeo, dando addirittura i natali al futuro cardinale San Carlo Borromeo nel 1538. La storia della Rocca di Arona si chiude nel 1800 quando l'esercito Napoleonico ricevette l'ordine di distruggere alcune fortificazioni occupate dagli Austriaci. Da quel momento della Rocca di Arona rimangono solo alcuni resti. Dopo dieci anni d'abbandono, dal Settembre 2011 il parco e' nuovamente fruibile. Apertura definitiva da meta' Marzo 2012

VIGANELLA

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Loc. VIGANELLA VB, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
9 Km da VOGOGNA
  Area Beura-cardezza, Premosello-chiovenda, Staffa
Viganella (Viganela in piemontese e in dialetto ossolano) e' un comune di 207 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola e della Valle Antrona. A partire dal 17 dicembre 2006 il piccolo centro ha conosciuto grande fama per l'installazione nelle sue vicinanze di un grande specchio (di metri 8x5), destinato ad illuminarlo, dato che, dall'11 novembre al 2 febbraio di ogni anno, il paese si trova completamente in assenza di sole a causa della montagna prospiciente. La costruzione dello specchio e' costata circa 100.000 euro

ISOLA MADRE

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Loc. ISOLA MADRE, STRESA, VERBANO-CUSIO-OSSOLA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
28 Km da VOGOGNA
  Area Isola Bella, Isola Superiore, La Sacca
  Brochure PDF
E' la piu' grande delle Isole Borromeo e la piu' caratteristica per l'atmosfera raccolta, silente, incantata: un giardino di piante rare e fiori esotici nel quale vivono in piena liberta' pavoni, pappagalli e fagiani d'ogni varieta' creando il fascino di una terra tropicale. L'Isola Madre e' particolarmente famosa per la fioritura di azalee, rododendri, camelie, ma anche per i pergolati di glicini antichissimi, l'esemplare piu' grande d'Europa di Cipresso del Cashmir di oltre duecento anni,le spalliere di cedri e limoni, la collezione di ibiscus,il Ginkgo biloba. Nel 1978 e' stato aperto al pubblico il Palazzo del XVI° secolo, interessante per la ricostruzione di ambienti d'epoca e per le collezioni di livree, bambole e porcellane. Eccezionale l'esposizione dei Teatrini delle Marionette del '600/'800. L'Isola Madre lascia al visitatore un ricordo di estrema raffinatezza nella cura dei giardini e degli interni, offrendo un contenuto qualitativo destinato ai turisti piu' esigenti. Gli ambienti del Palazzo, allestiti a partire dal 1978 con arredi provenienti da varie dimore storiche della Famiglia, offrono numerose opere d'arte, quali arazzi, mobili e quadri. Tra le stanze piu' importanti: il Salone di Ricevimento con alle pareti quadri di soggetto biblico di Stefano Danedi, detto il Montalto (1618-1683), Ercole Procaccini il Giovane (1596-1676) e Giovan Battista Costa (1636-1690); la Sala delle Stagioni con il grande arazzo appartenuto a un cardinale di famiglia; la Sala delle Bambole che conserva un'importante collezione di bambole francesi e tedesche ottocentesche. Singolare e interessante inoltre e' la collezione di marionette e teatrini dei secoli XVII, XVIII e XIX. Il palazzo e' circondato da un bellissimo giardino botanico, definito dallo scrittore francese Gustave Flaubert un paradiso terreste, che ha ospitato, e ospita, essenze vegetali rare ed esotiche originarie da ogni parte del mondo fra le quali si aggirano multicolori pavoni, pappagalli e fagiani

MACCAGNO

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Loc. MACCAGNO VARESE, ITALY - LOMBARDIA  Navigatore
38 Km da VOGOGNA
Altitudine: 204 mt. s.l.m.  Area Cannero Riviera, Luino, Cannobio
La storia di Maccagno e' assai antica e per certi versi molto originale. Nel 962, Ottone I sbarco' in quello che allora era un piccolo villaggio di pescatori e artigiani, alla servitu' dei conti Mandelli. Vi trovo' rifugio e ospitalita'. In segno di gratitudine concesse l'indipendenza del feudo e il diritto di coniare moneta. Maccagno divenne un minuscolo staterello in un circondario di vassalli. L'autonomia si perpetuo' per secoli, sino alla signoria dei Borromeo. Tra i cittadini illustri cui Maccagno diede i natali ricordiamo l'umanista Domenico Della Bella, detto il Macaneo. Il borgo, sino a qualche decennio fa, era diviso in Inferiore e Superiore dal torrente Giona: i due paesini avevano vita amministrativa autonoma; ancora adesso la differenza fisica dell'impianto urbanistico e' rilevante. Caratteristica la Contrada Maggiore, il nucleo antico del borgo, dalle strette viuzze gremite da case addossate, dominata da una Torre imperiale e dal piccolo santuario della Madonnina della Punta (sec. XVI), sorretto da poderose arcate, a balcone sulla scintillante distesa del lago: da qui si scorgono i Castelli di Cannero, posti su di un isolotto poco discosto dalla riva piemontese. L'abitato di Maccagno superiore, piu' moderno, e' sede del Municipio. Degna di nota la Casa Branca, con cortile a loggiati. Ma cio' che conquista di Maccagno e' il panorama mozzafiato, che consente di spaziare su quasi tutto il Verbano: dalle vette del Canton Ticino, al golfo Borromeo. La spiaggia, creata dal Giona, e' introvabile altrove, per la lunghezza e la profondita': e' un luogo privilegiato, tra i molti splendidi centri turistici del Verbano. Per ammirare tali bellezze, ogni anno, migliaia di turisti arrivano a Maccagno; li ospitano diversi alberghi, due campeggi attrezzati e numerose case per vacanze. A partire dal 1979 in un avveniristico edificio-ponte gettato sul Giona e' stato realizzato il Civico Museo Parisi Valle, che ospita la collezione d'arte moderna donata dal suo ideatore: Giuseppe Vittorio Parisi. Fra le manifestazioni ricorrenti, il 'risotto con luganega' che si puo' gustare ogni Carnevale. Recentemente il Comune dispone, anche per gli eventi e le manifestazioni cittadine, di un edificio polifunzionale, il Parco delle Feste. Nel 1971 entra in funzione la Centrale elettrica di Roncovalgrande (centrale ENEL), situata lungo la statale 394, a nord dell'abitato di Maccagno, alimentata dalle acque del Lago Delio: e' possibile visitarla su prenotazione

CASCATA DEL TOCE FORMAZZA

CASCATA DEL TOCE FORMAZZA  Apri
Loc. FORMAZZA VERBANO-CUSIO-OSSOLA, ITALY - PIEMONTE  Navigatore
35 Km da VOGOGNA
  Area Baceno, Oberwald, Varzo
Cio' che ha determinato la notorieta' e la fama della Val Formazza insieme allo spettacolo delle montagne che che l'attorniano e' stata certamente la cascate del Toce. La Piu' Bella , la piu' poderosa fra le cascate delle Alpi, un salto d'acqua di 143 metri per un fronte massimo, alla base, di 60 metri. Sulla sommita' un fantastico punto d'osservazione e' il balconcino in legno proteso sopra il salto d'acqua. Sulla Sommita', sorge il celebre albergo costruito nel 1923 e progettato in stile Deco' dall'architetto Piero Portaluppi, uno dei massimi esponenti dello stile architettonico. Il Toce e la sua acqua non sono solo elemento di forte caratterizzazione del paesaggio formazzino: la forza idrica sfruttata a fini elettrici. E' anche la piu' grande ricchezza della valle. Attualmente le acque del Toce vengono raccolte nel bacino di Morasco, a monte della cascata, e tramite una galleria e una condotta forzata raggiungono la centrale di Ponte dell'Enel per essere utilizzate nella produzione di energia elettrica. La Mano dell'uomo ha piegato la natura al proprio servizio ma nel contempo ha fatto una vittima illustre: la cascata del toce, per intuibili esigenze produttive, e' visibile nella sua maestosita' solo per brevi periodi nel corso dell'anno. Nella Scheda Tecnica ad inizio pagina sono indicati periodi ed orari in cui poter godere della maestosita' della cascata nel suo pieno vigore. La Cascata del Toce fu visitata ed amata da numerosi visitatori illustri come Richard Wagner, Gabriele D'Annunzio, la Regina Margherita, De Saussure e Stoppani, che hanno lasciato entusiastiche descrizioni di quella che veniva gia' definita la piu' bella cascata delle Alpi. Il sentiero che la costeggia, di vera suggestione, e' un tratto della via mercantile dal Gries che ha unito per secoli Milano e Berna. Dagli inizi del 1930 le acque del Toce vengono utilizzate per la produzione di energia elettrica, per questo motivo, la Cascata del Toce e' visibile nella sua maestosita' solo per brevi periodi dell'anno

FAI: VILLA DELLA PORTA BOZZOLO

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Loc. CASALZUIGNO VARESE, ITALY - LOMBARDIA  Navigatore
41 Km da VOGOGNA
  Area Cittiglio, Castello, Bedero Valcuvia
L'attuale struttura della Villa, basata sul tipico impianto a U intorno a una corte d'onore, e' articolata su due piani e risale ai primi anni del Settecento, periodo in cui furono realizzati consistenti lavori che interessarono sia la parte cinquecentesca del complesso che l'ala ampliata alla fine del Seicento. Agli interni, ideati da Antonio Maria Porani insieme al committente Giovan Angelo III, lavorarono i pittori milanesi Salvione e Bosso realizzando uno dei cicli decorativi piu' sofisticati e unitari del Settecento Lombardo, di cui il salone centrale e la lunga galleria al piano nobile sono un eloquente esempio. Negli affreschi si alternano temi di natura religiosa, soprattutto negli ambienti a carattere privato, e scene profane ispirate ai temi piu' aulici dell'antichita' classica nei saloni di rappresentanza. Le raffinate decorazioni, ad affresco e a tempera, sono per lo piu' ispirate a soggetti floreali. Sia gli esterni della Corte d'onore che le pareti, le porte e le volte delle sale sono inoltre riccamente affrescate con trompe l'oeil di stampo architettonico rococo', secondo l'estetica barocca del meraviglioso, la finzione che inganna la realta'. Tra i locali piu' suggestivi ricordiamo al piano terra il salone da ballo, la sala da pranzo, originariamente utilizzata come cappella, e le due cucine: quella seicentesca (la cosiddetta Caminata, uno degli ambienti piu' antichi dell'edificio) e quella settecentesca. Gli interni conservano ben poco del ricco arredo originario, trafugato nel corso degli anni. Tra le poche eccezioni si possono annoverare i magnifici letti a baldacchino collocati nelle camere del piano nobile, risalenti al XVIII secolo e ricoperti da preziosi tessuti coevi, e l'arredo ligneo dello studio. Numerosi arredi e opere d'arte dal XVII al XIX secolo, frutto di donazioni al FAI, sono stati ora allestiti nelle stanze, con l'intento di offrire una corretta interpretazione dell'originaria atmosfera domestica

CHIESA DI SAN GIORGIO IN BAGNILLA

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Loc. CASTELVECCANA VA, ITALIA - LOMBARDIA  Navigatore
35 Km da VOGOGNA
  Area Cittiglio, Casalzuigno, Cannero Riviera
L'edificio originario aveva un'unica navata voltata e chiusa da abside rivolta ad oriente con campanile all'estremo opposto mentre sul lato settentrionale, rivolto verso il lago, sorgeva un portico. Nel XVII secolo la chiesa venne ingrandita con l'inclusione del portico che divenne la seconda navata e l'innalzamento del tetto. Nel XIX secolo con la costruzione del cimitero vennero apportate altre modifiche nelle aperture. Configurazione strutturale: Edificio rettangolare a due navate con abside semicircolare rivolta ad est. La struttura perimetrale e' in muratura portante in pietra e ciottoli. La copertura e' a due falde ricoperte di lastre in beola cosi' come il tetto dell'abside. Addossata al lato occidentale della chiesa si eleva la torre campanaria quadrata costruita in pietre squadrate con copertura piramidale in lastre di beola. Descrizione: La parete rivolta a monte e' in pietre e ciottoli disposti in modo irregolare con tracce di intonaco, tre lesene costruite con pietre piu' grosse e squadrate inquadrano le due aperture, la porta di accesso e una finestra rettangolare aperte nel XIX secolo. La parete rivolta verso il cimitero mostra chiaramente le progressive trasformazioni del monumento: sopra l'abside e' visibile l'andamento primitivo del tetto dell'edificio romanico a navata unica mentre a destra e' l'arco murato dell'originario portico aperto. La muratura e' a vista con una finestra murata ed una piu' recente chiusa da grata. L'elemento piu' importante e' l'abside, elevata sopra uno zoccolo e' formata da grandi blocchi di pietra con due semicolonnine terminanti con capitelli scolpiti a motivi floreali che dividono la curvatura in tre segmenti con al centro una monofora strombata murata con archivolto ricavato da un unico blocco di pietra. L'abside termina con un cornicione leggermente aggettante retto da un fregio di archetti ciechi ricavati da blocchi di pietra di diverso colore e poggianti su mensoline in pietra di colore diverso e contrastante con il blocco sovrastante. Il modello decorativo con cornice di archetti monoblocco e' diffuso nell'area comasca ma e' presente nel territorio varesino, oltre a Sarigo, solo nella chiesa di San Materno a Clivio e nel campanile della badia di San Gemolo a Ganna. Il modello complessivo dell'abside ricorda comunque il vicino San Vittore a Canonica. Il massiccio e corto campanile ha aspetto liscio e regolare ed e' costruito con piccole pietre regolari. La canna e' percorso da lesene angolari con specchiatura coronata da quattro archetti formati da piccoli conci in tufo e aperta da una sottile feritoia con a chiusura una bifora con colonnina e capitello a stampella. Sotto il tetto sono visibili quattro peducci privi di archetti che hanno indotto ad ipotizzare l'esistenza, forse solo a livello progettuale, di un'ulteriore piano. Il campanile e' molto simile alle altre torri della Valtravaglia e in particolare alla vicina San Martino a Saltirana

CASCATE DI CITTIGLIO

CASCATE DI CITTIGLIO  Apri
Loc. CITTIGLIO - LOMBARDIA  Navigatore
37 Km da VOGOGNA
  Area Casalzuigno, Castello, Leggiuno
  Brochure PDF
Le tre cascate di Cittiglio, sono formate dal torrente S.Giulio e poste a quote comprese tra i 324 e i 474 metri d'altezza in un ambiente naturale boschivo di suggestiva bellezza. Il percorso del torrente, prima di raggiungere il paese, si snoda attraverso linee tortuose, che invitano l'acqua a salti improvvisi e prorompenti. Il paesaggio montano che avvolge il corso del torrente, presenta una folta vegetazione, formata principalmente da faggi, pini e castagni, i cui frutti sono di richiamo per molte persone durante i mesi di settembre e ottobre. Al momento e' possibile visitare solo la prima cascata, partendo da Cittiglio e muovendosi a piedi lungo un sentiero, ben indicato che sale fino a raggiungere uno spazio adibito a zona pic-nic, con tavoli e prati, per poter vivere dei momenti di relax immersi nel verde naturale che solo poche zone riescono ad offrire. Da qui, per raggiungere la prima cascata, il sentiero e' piuttosto piccolo e meno agevole del precedente (in questo momento) ma la cascata e' raggiungibile tranquillamente in circa 10 minuti. Un recente finanziamento regionale permettera' la riqualificazione sentieristica e della segnaletica sui due tratto di sentiero che portano all'area pic-nic e da qui alla prima cascata

ISOLA BELLA

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Loc. ISOLA BELLA - PIEMONTE  Navigatore
29 Km da VOGOGNA
  Area Isola Superiore, Stresa, La Sacca
  Brochure PDF
Nel 1632 il Conte Vitaliano Borromeo inizio' la costruzione del monumentale palazzo barocco e della maestosa scenografia dei giardini che diedero fama all'Isola e che ancor oggi documentano gli splendori di un'epoca. La dimora dei Borromeo offre ai visitatori un ambiente elegante e sontuoso che conserva inestimabili opere d'arte: arazzi, mobili,statue, dipinti, stucchi ma anche le curiose grotte a mosaico,luogo di frescura e di diletto. Terminata la visita al Palazzo, si accede ai giardini per una piacevole passeggiata. Questo singolare monumento fiorito sviluppato a terrazze ornate e sovrapposte, e' un classico e inimitabile esempio di giardino all'italiana seicentesco. Fra piante esotiche e rare, la spettacolare fioritura e' progettata per offrire colori e profumi da marzo a ottobre. Splendido e grandioso giardino barocco all'italiana e' uno degli esempi piu' noti e meglio conservati in Italia. Costruito in tempi diversi, e' comunque un insieme coerente di forma piramidale che culmina nella grande statua del Liocorno cavalcato da Amore. Articolato in dieci terrazze digradanti, e' abbellito da vasche, fontane, prospettive architettoniche e una moltitudine di statue risalenti alla seconda meta' del Seicento rappresentanti personificazioni di fiumi, stagioni e venti. Molti di questi ambienti sono delimitati da muraglie e balaustre sulle quali ancor oggi si intuiscono i punti da cui sgorgavano zampilli, fontane, cascatelle e giochi d'acqua. Il clima, particolarmente mite, ha permesso la crescita di una vegetazione ricca di varieta' e specie che qui hanno trovato il loro habitat. Fra azalee e rododendri, spalliere di pompelmi e arance amare, orchidee e piante carnivore, spicca la sagoma di un grosso canforo di piu' di duecento anni. Le piante esotiche vengono riposte durante la stagione invernale nella serra ottocentesca, inserita nel percorso di visita. Le rifiniture ricorrenti da marzo a settembre non lasciano mai il giardino privo di fascino e di colore

PARCO NATURALE ALTA VALSESIA

PARCO NATURALE ALTA VALSESIA  Apri
Loc. CORSO ROMA, 35, VARALLO VC, ITALIA - PIEMONTE  Navigatore
30 Km da VOGOGNA
  Area Isola San Giulio, Colma, Verbania
Il Parco piu' alto d'Europa Il Parco ha un'estensione di 6.511 ettari, compresi i 900 ed 4.559 metri s.l.m., ed e' pertanto il Parco piu' alto d'Europa. Il suo territorio riguarda le porzioni superiori delle testate del fiume Sesia e del torrente Sermenza e della Val Ma stallone e da numerosi valloni confluenti. I suoi confini occidentali e nord occidentali corrono sullo spartiacque che separa la Valsesia da quella di Gressoney, dal territorio elvetico e della Valle Anzasca. A settentrione il confine coincide con la cresta alpina del massiccio del Monte Rosa, toccando i 4.559 metri della Punta Gnifetti

Escursioni e attrazioni in PIEMONTE vicino a VOGOGNA VERBANO-CUSIO-OSSOLA, ITALY Premosello-chiovenda Viganella Baceno: 'WWF: OASI BOSCO TENSO'   'PARCO DELLA VILLA PALLAVICINO'   'PARCO NATURALE DELL'ALPE VEGLIA E DELL'ALPE DEVERO'   'FORMAGGELLA DEL LUINESE D.O.P.'   'CASALZUIGNO'   'PARCO NATURALE DEL MONTE FENERA'   'GOLF CLUB: VERBANIA GOLF AND SPORTING'   'PARCO NATURALE DEI LAGONI DI MERCURAGO'   'ORRIDI DI URIEZZO'   'EREMO DI S. CATERINA DEL SASSO'   'ORRIDO DI SANT'ANNA'   'ISOLA DEI PESCATORI'   'ANGERA'   'MACUGNAGA'   'CASTELLI DI CANNERO'   'SAN CARLONE DI ARONA'   'CANNOBIO'   'ISOLA DI SAN GIULIO'   'ROCCA BORROMEA'   'VIGANELLA'   'ISOLA MADRE'   'MACCAGNO'   'CASCATA DEL TOCE FORMAZZA'   'FAI: VILLA DELLA PORTA BOZZOLO'   'CHIESA DI SAN GIORGIO IN BAGNILLA'   'CASCATE DI CITTIGLIO'   'ISOLA BELLA'   'PARCO NATURALE ALTA VALSESIA'  

PIEMONTE


Il nome Piemonte venne usato per questa regione agli inizi del XIII secolo (pié de monte = ai piedi del monte) in quanto questa zona è racchiusa tra le Alpi. E' una regione dell'Italia nord-occidentale, ai confini con la Svizzera e la Francia. Come indica il nome stesso, il Piemonte è la terra delle montagne: è infatti circondato su tre lati dalla catena alpina, che proprio qui comprende le vette più alte e i ghiacciai più vasti d'Italia. Il Monviso, il versante piemontese del Monte Rosa e gli altri spettacolari rilievi offrono paesaggi di singolare bellezza; numerosi sono anche i comprensori sciistici, tra cui la Via Lattea e il Sestriere, che accolgono con le loro modernissime attrezzature gli appassionati di sport invernali. Sullo sfondo delle Alpi si aprono grandi e pittoresche vallate, tra cui la Val di Susa, la Valsesia e la Val d'Ossola. Ben diverso ma altrettanto caratteristico è il panorama delle Langhe e del Monferrato: un susseguirsi di colline coltivate a vigneti, punteggiate di borghi e castelli. Specchi d'acqua e risaie, lunghi filari di pioppi e antiche cascine sono invece gli scenari tipici delle pianure che si estendono nel novarese e nel vercellese. Meta turistica per eccellenza è il lago Maggiore, con Stresa e le isole Borromee, paesaggi incantevoli che ospitano antiche ville circondate da parchi all'inglese. Ma la natura è solo una delle numerose attrattive del Piemonte. Tanti altri sono i volti della regione: da Torino - la capitale italiana dell'auto - con la sua storia e il suo notevole patrimonio artistico, alle altre città, ai vari centri storici tra cui Cherasco, Alba e Ivrea. E poi, i suggestivi castelli medievali tra cui spicca l'imponente castello di Ivrea, le preziose architetture, tra cui le famose Residenze Sabaude e i Sacri Monti. Acqui Terme e Vinadio, località termali storiche, assicurano cure e trattamenti per un soggiorno di benessere e relax. Scoperte e sorprese di ogni genere attendono i visitatori, compresa una vasta offerta enogastronomica, in grado di soddisfare tutti i gusti.

Da Vedere: Vi sono rinomate località turistiche come ad esempio: Sestriére: stazione sciistica mèta storica per il turismo invernale; Bardonecchia: sentieri e vallate per passeggiate montane; Museo Nazionale di Scienze Naturali: situato a Torino in via Giolitti ospita collezioni di botanica, entomologia, geologia, mineralogia, paleontologia e zoologia. Museo Egizio: situato a Torino in via Accademia delle Scienze, dopo il Cairo è il museo che raccoglie i più importanti reperti egizi del mondo. Viene documentata la storia e la civiltà dell'Egitto dal periodo paleolitico all'epoca copta.

Gastronomia e Vini: La cucina piemontese offre dei piatti della tradizione contadina. Tra quelli tipici di questa regione troviamo la bagna cauda a base di acciughe, aglio e burro, le fettuccine al tartufo, altro ingrediente principe della cucina piemontese; la fonduta a base di patate, fontina, uova e burro; lo stracotto, spezzatino di manzo con verdure; tra i dolci vi segnaliamo i famosi baci di dama a base di cioccolato, mandorle e scorzette di arancia candita ed il pilot un dolce a base di grissini. Tra i vini i più rinomati sono il Barbera ed il Barolo d'Alba D.O.C. e il nebbiolo delle Langhe D.O.C.