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terra di bari dop - escursioni punti di interesse attrazioni a bari, italia
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  TERRA DI BARI DOP


TERRA DI BARI DOP

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a BARI, ITALIA Rutigliano Casamassima Acquaviva delle Fonti

LA FORESTA MERCADANTE

LA FORESTA MERCADANTE  Apri
Loc. FORESTA DI MERCADANTE, S.S. 98, KM35, CASSANO DELLE MURGE BA, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
30 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Acquaviva delle Fonti, Altamura, Casamassima
Foresta Mercadante, divenuta, ormai, il polmone di Bari. In questi ultimi tre decenni, molti progressi sono stati registrati, ma il piu' importante di tutti e' stato la riconferma dell'interesse turistico, intimamente legato all'incremento della foresta che, con le assidue cure ed i pazienti lavori di tre generazioni, e' diventata la maggiore attrattiva cassanese e merita, percio', di essere meglio conosciuta ed illustrata. Tutti sanno che ad occidente di Bari vi era la foce del torrente Picone che si impaludava nella zona tra la citta' e la penisoletta di San Cataldo; palude che agli inizi del '500 la Duchessa di Bari, Isabella Sforza-d'Aragona, cerco' inutilmente di bonificare, facendo aprire opportuni sbocchi sul mare. Il torrente, serpeggiando attraverso i territori di Cassano, Sannicandro, Bitritto, Carbonara e Bari, sfociava nel centro dell'insenatura tra Bari e San Cataldo, dove aveva termine il muro della cinta daziaria eretto dopo il 1868 all'imbocco della via Nazionale per Foggia e Napoli. Il suo letto, lungo circa 35 Km, e' costituito da una lunga successione di lame scavate nella crosta terrestre, ricche di prosperi vigneti. Ma l'incremento edilizio del XX secolo lo ha quasi completamente cancellato. La gravissima piena del 1567 cancello' tutte le opere eseguite nel tempo sotto una immensa coltre di fango e detriti. Cosi' il pantano, divenuto piu' vasto, insidioso ed insalubre che mai, prese il nome di Marisabella, per ricordo dello sfortunato tentativo della Duchessa Sforza. L' alluvione del febbraio 1905 dilago' a Bari causando 18 morti e migliaia di disastri e senza tetto che richiamarono l'attenzione delle competenti autorita'. Il flagello si ripete', con nuovi elevatissimi danni ed altre vittime, nei giorni 3 e 5 settembre 1915; ma c'era la tremenda guerra con le sue pressanti necessita', ed il nuovo disastro diede origine solo a lunghe polemiche ed insufficienti mezze misure con le quali si tiro' avanti fino al tragico 6 novembre 1926, quando un nubifragio mai visto, dopo aver spazzato l'inadeguata trincea di sbarramento, invase tutto il lato sud-occidentale del capoluogo, sommergendolo sotto una massa fangosa alta fino a 60 cm. e, purtroppo, con altri 19 morti e 50 feriti! Il governo dell'epoca, prontamente prese a cuore la questione sotto tutti i suoi aspetti sociali, geografici, meteorologici ed economici, e sulle risultanze degli studi dei vari tecnici interessati, venne decisa la deviazione dell'infausto torrente. Con provvida sollecitudine, la Cattedra di Agricoltura di Bari e l'Ispettorato Agrario, d'intesa con il Comando del Corpo Forestale, approntarono il piano di esproprio del regio decreto 30-12-1926 n. 3287: Provvedimenti da adottare per il bacino del torrente Picone, in dipendenza dell'alluvione nell'abitato e nella provincia di Bari, confinante a Nord con la provinciale Cassano-Altamura, ad Est con la localita' Femmina Morta ad Ovest con quelle di Chiummo (cioe' piccolo) e Monsignore

TARALLI PUGLIESI

TARALLI PUGLIESI  Apri
Loc. BARI - PUGLIA  Navigatore
<1 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Rutigliano, Casamassima, Acquaviva delle Fonti
Il tarallo in origine nasce come un prodotto consumato da contadini quando si spostavano per curare i loro campi ed erano lontani da casa per molti giorni. Diverse sono le origini della parola 'TARALLO'; alcuni pensano che derivi dal latino 'TORRERE' (tostare), altri dicono che derivi dal greco 'DARATOS' (un tipo di pane) o dall'italico 'TAR' (avvolgere). La forma originale del tarallo, formatasi durante il XVIII sec., nasce grazie alla lavorazione dei fornai che arrotolavano e infornavano i resti della pasta del pane creando cosi' squisiti anellini dorati. Acquisiscono importanza quando la gente inizia ad accompagnarli con il vino e a considerarli perfetti sostituti del pane fino a diventare uno snack da gustare durante l'aperitivo conquistando anche i palati esteri. Combinazione perfetta di tre semplici alimenti provenienti dalla natura ricchi di sapore, leggerezza e freschezza, profumo del pane, fragranze dei campi di grano e la genuinita' dell'orto come la farina di grano tenero, l'olio extra vergine d'oliva e vino bianco

PANE DI ALTAMURA DOP

PANE DI ALTAMURA DOP  Apri
Loc. ALTAMURA BA, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
43 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Cassano delle Murge, Matera, Acquaviva delle Fonti
  Brochure PDF
Il pane di Altamura e' un prodotto di panetteria tradizionale di Altamura, in provincia di Bari. E' ottenuto dall'impiego di semole (molto ricca di glutine) rimacinate di varieta' di grano duro coltivato nei territori dei comuni della Murgia. Nel luglio 2003, a livello europeo, al pane di Altamura e' stato riconosciuto il marchio denominazione di origine protetta (DOP). Cotto nei tradizionali forni a legno e in pietra, il pane di Altamura si distingue per la sua fragranza e il suo sapore. Ha crosta croccante e una mollica soffice di colore giallo paglierino. Si presenta sotto due forme tradizionali; la prima denominata localmente «U sckuane'te» (pane accavallato), e' alta, accavallata, l'altra piu' bassa, localmente denominata «a cappidde del padre de simone» (a cappello di prete). L'area geografica delimitata dove sono coltivati i grani comprende i territori dei Comuni di Altamura, Gravina di Puglia, Poggiorsini, Spinazzola e Minervino Murge in provincia di Bari. E la zona di produzione del pane di Altamura comprende soltanto il territorio amministrativo del Comune di Altamura, in provincia di Bari

PARCO NATURALE REGIONALE LAMA BALICE

PARCO NATURALE REGIONALE LAMA BALICE  Apri
Loc. PARCO NATURALE REGIONALE LAMA BALICE, BARI, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
10 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Casamassima, Rutigliano, Acquaviva delle Fonti
Le lame, tipiche della provincia di Bari, sono dei solchi che l'acqua corrente dei fiumi e dei torrenti ha scavato nel corso del tempo nelle rocce calcaree della regione e che generalmente declinano dalla Murgia fino al mare Adriatico. Il parco naturale di Lama Balice, ha una estensione di circa 125 ettari e prende il nome da una di queste incisioni che attraversa la Murgia barese nei comuni di Bitonto, Modugno e Bari e arriva fino al mare. Il letto della lama era un tempo occupato dal torrente ''Tiflis'', oggi prosciugato, lungo il quale sono state trovate tracce di insediamenti preistorici. Tra le principali specie della fauna del parco si segnalano la volpe, la rana, il riccio, la donnola, la gallinella d'acqua, il cavaliere d'Italia, la civetta, il gheppio, il martin pescatore, il germano reale, la poiana, la ghiandaia dal becco bruno, il trampoliere. I diversi ambienti naturali, invece, consentono ai visitatori di ammirare numerose specie vegetali: il carrubo, il leccio, l'alloro, il fragno, il biancospino, l'asparago selvatico, le orchidee selvatiche ed erbe aromatiche come la menta, la salvia e il timo. La visita al Parco di Lama Balice e' resa ancor piu' interessante dalla presenza di uliveti nelle zone contigue e delle numerose masserie disseminate sul territorio, tra le quali si segnalano Villa Malatesta, Masseria Caffariello e Villa Framarino, anche punto di ritrovo per le escursioni nel parco regionale

ARANCIA DURETTA DEL GARGANO

ARANCIA DURETTA DEL GARGANO  Apri
Loc. PUGLIA, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
41 Km da TERRA DI BARI DOP
Altitudine: 382 mt. s.l.m.  Area Grotte di Castellana, Castellana Grotte, Alberobello
L'Arancia del Gargano IGP presenta una forma sferica ed una pezzatura non eccessivamente grande. Il sapore e' dolce ed il profumo caratteristico. Fattori distintivi del prodotto sono l'epoca di maturazione (fine aprile-maggio ed anche agosto) e la spiccata serbevolezza che permetteva a queste arance, in tempi passati, di sottoporsi a viaggi di 30 e anche 40 giorni ed arrivare integre a Chicago o New York. Fin dall'antichita' la fama dell'Arancia del Gargano IGP aveva valicato i confini regionali ed era menzionata nelle opere di diversi autori, tra cui lo stesso Gabriele d'Annunzio. A partire dal 1700 gli agrumi del Gargano diventano protagonisti di un'importante processione, che ancora oggi si tiene ogni anno a febbraio, in onore di San Valentino, Santo protettore degli agrumeti, durante la quale si benedicono le piante ed i frutti di aranci e limoni. Sono conservati numerosi registri, fotografie, poster, locandine, a dimostrazione della fama a livello anche internazionale raggiunta da questi straordinari ed inconfondibili agrumi del Gargano. I primi riferimenti storici sull'esistenza della coltivazione degli agrumi sul territorio risalgono all'anno 1003, grazie a Melo, principe di Bari, che, volendo dare dimostrazione ai Normanni della ricchezza produttiva delle terre garganiche, spedi' in Normandia i 'pomi citrini' del Gargano, corrispondenti al melangolo (arancio amaro). Nel Seicento si intensifico' un notevole traffico di agrumi dei comuni di Vico del Gargano e di Rodi Garganico con i Veneziani. Questi intensi scambi commerciali continuarono anche nell'Ottocento, e la fama dell'Arancia del Gargano IGP raggiunse persino gli altri Stati europei e l'America. L'interno delle arance puo' essere consumato allo stato fresco, a spicchi o in spremute, ovvero come ingrediente di insalate o ancora come guarnizione. Le arance possono essere inoltre cucinate quali costituenti di raffinati piatti in agro-dolce o impiegate alternativamente per bevande, liquori e frutta candita. Per pelarle al vivo, si consiglia di andare a fondo con un coltellino, cercando di eliminare il piu' possibile sia la parte bianca della scorza, sia la pellicina fino ad arrivare alla polpa. Con la punta del coltello si andra' poi a separare uno spicchio alla volta: in tal modo la pellicina della polpa che divide gli spicchi verra' via facilmente

GROTTE DI CASTELLANA

GROTTE DI CASTELLANA  Apri
Loc. GROTTE DI CASTELLANA BA, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
36 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Castellana Grotte, Noci, Martina Franca
Le Grotte di Castellana and un complesso di cavita' sotterranee di origine carsica, di notevole interesse turistico, tra i piu' belli e spettacolari d'Italia and sono ubicate nel Comune di Castellana-Grotte, a circa 1,5 km dall'abitato. Si sviluppano per una lunghezza di 3348 metri e raggiungono una profondita' massima di 122 metri dalla superficie. La temperatura degli ambienti interni si aggira attorno ai 16,5°C. Situate alle porte della Valle d'Itria, a pochi chilometri da borghi incantevoli come Alberobello, Cisternino, Polignano a Mare, le Grotte di Castellana si aprono nelle Murge sud orientali and a 330 m s.l.m. and sull'altopiano calcareo formatosi nel Cretaceo superiore, circa novanta-cento milioni di anni fa. La bellezza delle Grotte di Castellana richiama visitatori da tutto il mondo, e dal giorno della loro apertura al pubblico, piu' di 15 milioni di persone hanno percorso le sue vie sotterranee. La visita alle Grotte si snoda lungo un percorso di 3 Km: una straordinaria escursione guidata, a circa 70 metri di profondita', in uno scenario stupefacente, dove caverne dai nomi fantastici, canyon, profondi abissi, fossili, stalattiti, stalagmiti, concrezioni dalle forme incredibili e dai colori sorprendenti sollecitano la fantasia di bambini e adulti. Le Grotte di Castellana sono, quindi, a pieno titolo, un'imperdibile occasione per ammirare uno dei luoghi naturali piu' sorprendenti di una Puglia meravigliosa

ALTAMURA

ALTAMURA  Apri
Loc. ALTAMURA BARI, ITALY - PUGLIA  Navigatore
40 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Cassano delle Murge, Matera, Acquaviva delle Fonti
La citta' di Altamura sorge nell'entroterra della provincia di Bari, quasi al confine con la Basilicata. Ritrovamenti fossili, alcuni dei quali eccezionali come l'uomo di Altamura, testimoniano la presenza dell'uomo in questo territorio gia' 400.000 anni prima di Cristo. Nel 500 a.C. furono edificate le mura megalitiche che diedero il nome alla citta' (Alte-Mura). Segui' un lungo periodo di dominazioni, cui pose fine l'arrivo di Federico II (1232) il quale diede nuovo impulso alla citta' dotandola di una Cattedrale e ripopolandola con genti arabe, greche ed ebree. E' di quel periodo l'assetto caratteristico della citta', con i 'claustri', piccole piazzette circondate da viuzze. Successivamente Altamura subi' varie signorie, tra cui gli Orsini, che edificarono palazzi e conventi. Nel 1531, gli abitanti di Altamura si tassarono per pagare i 20.000 ducati necessari a riscattare la propria citta' dal giogo feudale. La citta' vide un periodo particolarmente fiorente tra il 1500 e il 1700, fino a quando nel 1748 fu istituita tra le sue mura l'Universita' degli studi che contribui' a diffondere gli ideali di uguaglianza e liberta' promossi dalla rivoluzione francese. A causa di questo nuovo spirito, quando nel 1799 la citta' fu assediata e saccheggiata dall'esercito della Santa Fede, la cittadinanza diede vita ad una lunga resistenza. E' per questo motivo che gli storici del primo Novecento, animati ancora dallo spirito risorgimentale, diedero alla citta' l'appellativo di Leonessa di Puglia. Negli anni successivi Altamura ospito' la Corte d'appello di Terra di Bari e la sede del governo provvisorio di Puglia.Suggestivo e' il Santuario della Madonna del buon cammino: costituiva un rifugio per i viandanti sulla via che un tempo portava a Bari, nonche' un luogo di culto dove fermarsi a pregare. Di grande interesse e' anche il Museo Archeologico Statale: al suo interno sono custoditi molti dei reperti della grotta di Lamalunga, utensili e corredi neolitici e Peuceti. Il famoso uomo di Altamura, un fossile umano vissuto tra 250.000 e 400.000 anni fa, e' visitabile nel Centro Visite Uomo di Altamura presso Masseria Ragone. In una cava a quattro chilometri dal centro abitato sono state scoperte delle impronte di dinosauri vissuti in queste terre circa 70 milioni di anni fa. Chiunque visiti Altamura portera' con se il ricordo, il sapore e il profumo del pane DOP, talmente buono da essere servito come pietanza e non come complemento

CATTEDRALE DI SAN SABINO

     

CATTEDRALE DI SAN SABINO  Apri
Loc. BARI CATHEDRAL, PIAZZA DELL'ODEGITRIA, 1, BARI, ITALY - PUGLIA  Navigatore
1 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Rutigliano, Casamassima, Acquaviva delle Fonti
Ubicata nel cuore di Bari vecchia, la Cattedrale di Santa Maria (oggi San Sabino) ripete nelle sue linee severe ed armoniose l'architettura della vicina Basilica di San Nicola. Sede dell'Arcivescovado, fu per secoli punto di riferimento del clero e del potere politico cittadino. Nella parte inferiore della facciata si aprono tre portali dell'XI secolo. La parte superiore e' ornata da un rosone la cui ghiera e' riccamente decorata da sculture raffiguranti mostri ed esseri fantastici. Internamente la chiesa presenta tre grandiose navate divise da sedici colonne che sorreggono archi e finti matronei. La cripta conserva nell'altare le reliquie di San Sabino e l'icona della Madonna Odegitria che, secondo la tradizione, sarebbe stata qui trasferita nel secolo VII. Sul lato sinistro del transetto e' ubicata la sacrestia, Trulla, di forma cilindrica, forse in origine un battistero. Di notevole valore storico-artistico la sua porzione ipogea denominata succorpo, un itinerario museale di grande suggestione con interessanti brani di archeologia riferibili a quattro principali momenti storici: la fase romana, la fase paleocristiana e altomedievale e la fase moderna. Adiacente la Cattedrale, nel palazzo della Curia, il Museo Diocesano conserva pregevoli opere d'arte a testimonianza delle prestigiose committenze che intesero abbellire l'edificio sacro nel corso dei secoli

CASTELLO NORMANNO

     

CASTELLO NORMANNO  Apri
Loc. BARI - PUGLIA  Navigatore
1 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Rutigliano, Casamassima, Acquaviva delle Fonti
Castello edificato dai Normanni nel XII secolo e restaurato per volere di Federico II tra il 1233 ed il 1240. Il castello, localizzato in una zona centrale del capoluogo pugliese, e' una spettacolare testimonianza di costruzione medievale che offre ai turisti la possibilita' di visitare una delle piu' interessanti fortificazioni della regione. Da ammirare il ponte in pietra attraverso il quale si accede al castello, i bastioni angolari utilizzati per la difesa della fortificazione e le numerose torri che caratterizzano la struttura quadrangolare: la torre dei Minorenni, la torre del Monaco, la torre del Vento e la torre del Semaforo.Oggi il castello e' la sede della Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici e Storici della Puglia ed al suo interno ospita la Gipsoteca

TRANI

TRANI  Apri
Loc. TRANI, ITALY - PUGLIA  Navigatore
43 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Andria, Barletta, Minervino Murge
La leggenda attribuisce la sua fondazione a Tirreno, figlio dell''eroe omerico Diomede, ma la prima traccia storica e' nella Tabula Peutingeriana, itinerario romano del III sec.d.c. La documentazione storica di Trani parte solo dal IX sec. nell''eta' dei Longobardi e poi Bizantini, quando fu elevata a sede vescovile. Nell''eta' federiciana, dato lo sviluppo delle numerose attivita' locali, allargo' considerevolmente la sua cinta muraria che resto' in piedi fino al 1846. Sotto gli Angioini ci fu' un periodo di crisi, da cui si risollevo' nel XV secolo sotto gli Aragonesi con grande espansione commerciale, di quest''eta' sono testimonianza il palazzo Caccetta, il palazzo Palagano, il palazzo Vischi, il monastero di Santa Chiara. Dopo il dominio veneziano che vide sorgere le chiese di Sant''Agostino e San Rocco, Trani passo sotto il dominio spagnolo nel quale fu il centro piu' importante, giudiziario ed amministrativo della Terra di Bari, tanto da divenirne capoluogo. In tal modo giunse al culmine la fortuna di Trani nella quale vennero a convergere i centri direzionali, giuridici,culturali ed intellettuali della Puglia con anche la presenza dell''Arcivescovado e della Sacra Regia Udienza Provinciale. A tale assunta importanza segui' una grande espansione edilizia ed ecco il fiorire di prestigiosi palazzi quali Palazzo Torres, Beltrani, Lopez, Bianchi e Chiese come Santa Teresa, San Domenico e San Lorenzo. L''avvenimento cruciale per le sorti future di Trani fu la completa devastazione che subi' nel 1799, quando, dopo altere vicende nelle quali il popolino aveva preferito il regime borbonico la citta' fu punita duramente e messa a ferro e fuoco. La struttura urbanistica di Trani si divide in tre parti: La zona antica, le cui mura furono abbattute nel 1846, e' delimitata dal porto, via M.Pagano e Via Alvarez:essa e' la parte piu' suggestiva, rimasta integra nel suo valore storico ed artistico, per la buona conservazione dei palazzi e delle strutture non deturpate esteticamente da sconci e brutture modernistiche. Poi vi e' la parte ottocentesca dotata di vie spaziose e rettilinee, e di palazzi decorosi e signorili, situata ad oriente e mezzogiorno del borgo antico. Infine la terza parte che ha praticamente congiunto il centro di Trani, con quella che era la zona residenziale-giardino verso la penisola di Colonna, e con le linee direttrici verso Corato ed Andria, si compone di quelle strutture edilizie moderne e, a volte, funzionali, che sono tipiche di tutto il nostro Paese

CASAMASSIMA

CASAMASSIMA  Apri
Loc. CASAMASSIMA BARI, ITALY - PUGLIA  Navigatore
19 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Rutigliano, Acquaviva delle Fonti, Bari
Adagiata su un paesaggio collinare, a 18 km da Bari, Casamassima era conosciuta in passato come 'il crocevia della Puglia'. A conferirle tale appellativo, la posizione strategica che la pone al centro della regione. Il Comune rappresentava, infatti, un importante nodo stradale che collegava la Capitale dell'Impero, Roma, a Taranto. Il territorio di Casamassima si estende su una superficie di 7.741 ettari, all'estremita' naturale della Murgia Barese. Caratteristica e di grande interesse naturalistico e' la Lama San Giorgio, circa 10 ettari di bosco, a copertura discontinua, il cui strato arboreo e' costituito da varie tipologie di querce, una micro regione ambientale in cui sopravvivono specie vegetali e animali uniche al mondo, molte delle quali in estinzione. Ancora inesplorato e', invece, il paesaggio carsico, con le sue enormi grotte sotterranee, contraddistinte da stalattiti e stalagmiti. Notevoli, nel territorio, anche le testimonianze preistoriche: i menhir o pietre fitte e le specchie. I primi sono megaliti di forma irregolare, talvolta vicini alla forma conica o cilindrica, per lo piu' lasciati grezzi e infissi nel terreno come fossero obelischi. Sul loro significato e sulla funzione che avevano in origine, gli studiosi sono tra loro discordi. Le specchie sono, invece, cumuli di pietre di dimensione variabile, alcuni millenari, sparsi per lungo tempo nei boschi dell'agro e rimasti isolati quando quelle aree furono trasformate in culture. Non e' da escludere che, sotto le specchie, venissero collocate le tombe di guerrieri e capi di eserciti, morti in battaglia

GROTTE DI SANTA CROCE

GROTTE DI SANTA CROCE  Apri
Loc. VIA BENEDETTO CROCE, CASTELLANA BA, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
37 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Grotte di Castellana, Noci, Martina Franca
La grotta di Santa Croce costituisce una particolare cavita' sotterranea di origine carsica, di interesse archeologico, speleologico e turistico. Essa si apre a 113,0 m sopra il livello del mare sul fianco di levante dell'omonima lama situata nell'agro del comune di Bisceglie, in prossimita' del primo rilievo meridionale della Murgia. Si raggiunge percorrendo per circa 7 km in direzione Corato la S.P. 85 Bisceglie - Corato e imboccando, poco prima del viadotto S. Croce, sulla destra l'antica via che segue le curve di livello della lama. Qui, e' possibile individuare sulla sinistra un sentiero che conduce allo spiazzo della grotta maggiore. Il sito rappresenta una importante stazione preistorica. L'area esterna ed anche l'interno della grotta furono abitati gia' nel neolitico antico da gruppi di agricoltori ed allevatori. La presenza di tale insediamento e' attestata da una industria litica che comprende circa 5000 pezzi. Inoltre, per la ricostruzione paleoclimatica sono stati determinanti i rinvenimenti faunistici che riconducono alle specie riconosciute di Bos, Canis lupus, Equus caballus, Equus hydruntinus, Dicerorhinus mercki, Hyaena spelaea, Leo spelaeus, Ursus spelaeus, Cervus elaphus, Vulpes vulpes, Lepus europaeus, Pyrrhocorax graculus, Columba livia, Perdix perdix, Alectorix greca, Athene noctua, Anser erythro'pus. La scoperta della grotta come giacimento paleolitico risale verso la meta' del 1930 ad opera dell'archeologo Francesco Saverio Majellaro, il quale nel 1937 segnalo' alla Regia Soprintendenza alle Opere di Antichita' e d'Arte della Puglia l'importanza scientifica e storica del sito. I primi saggi e le prime ricerche di superficie furono condotte, fra il 7 ottobre del 1938 ed il 2 ottobre del 1940, dallo stesso Majellaro con la la supervisione dei professori Luigi Cardini e Ciro Drago. Negli anni successivi, a partire dal 1954 e fino al 1958, si svolsero diverse campagne di scavi finanziate dall'Istituto Italiano di Paleontologia, dall'Ente Provinciale per il Turismo e dal Comune di Bisceglie, sotto la guida del prof. Cardini. Il 25 giugno del 1955 venne ritrovato un femore destro umano neandertaliano che costituisce il primo reperto di un osso lungo di paleantropo in Italia. Infine, tra il 1970 ed il 1994 sono state condotte alcune ricerche a cura dell'Universita' di Bari e indagini speleologiche per il rilievo del complesso rupestre

UVA DI PUGLIA IGP

UVA DI PUGLIA IGP  Apri
Loc. RUTIGLIANO - PUGLIA  Navigatore
18 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Casamassima, Acquaviva delle Fonti, Bari
l'IGP Uva di Puglia e' riservata all'uva da tavola delle varieta' Italia b., Regina b., Victoria b., Michele Palieri n., Red Globe rs., prodotta nella zona delimitata. Caratteristiche al consumo deve presentare le seguenti caratteristiche: - i grappoli interi devono essere di peso non inferiore a 300 grammi; - gli acini devono presentare una calibratura non inferiore a 21 mm per Victoria, a 15 mm per Regina, a 22 mm per Italia, Michele Palieri e Red globe (diametro equatoriale); - il colore e' giallo paglierino chiaro per le varieta' Italia, Regina e Vittoria, di un nero vellutato intenso per le varieta' Michele Palieri e di un rosato dore' per la varieta' Red Globe; - il succo degli acini deve presentare un valore non inferiore a 14°Brix per le varieta' Italia, Regina e Red globe; 13°Brix per le varieta' Victoria e Michele Palieri. Per tutte le varieta', il valore del rapporto °Brix/acidita' totale deve essere non inferiore a 22. Metodo di ottenimento - i nuovi vigneti saranno realizzati su terreni ben drenati, permeabili e indenni da focolai di agenti dei marciumi e privi di vettori di virus nocivi alla vite utilizzando esclusivamente portinnesti certificati. - La forma di allevamento per la realizzazione di vigneti ad uva da tavola e' quella a pergola a tetto orizzontale, il tendone. - La densita' di piantagione dovra' essere compresa tra un minimo di 1.100 ed un massimo di 2.100 viti/ha. - La distanza fra i filari dovra' essere compresa fra 2,2 e 3 m. - La produzione di uva non dovra' essere superiore a 30 t/ha. - Per la difesa fitoiatrica, sono consentiti interventi rispettosi dell'ambiente e con i soli fitofarmaci a base di sostanze attive registrate per la vite di uva da tavola, secondo quanto indicato dal disciplinare di produzione integrata dell'uva da tavola della Regione Puglia. - La potatura secca andra' effettuata nel periodo compreso fra quello successivo alla caduta delle foglie e quello precedente il germogliamento: da dicembre a fine febbraio dell'anno successivo. - E' ammessa la copertura del tendone con reti in polietilene e/o film plastico in PVC o polietilene + EVA e la coltivazione in serra, al fine di proteggere il prodotto da grandine, vento, pioggia, e per favorire l'anticipo della maturazione o il ritardo nella raccolta dell'uva (al variare del periodo di copertura). - Il periodo di raccolta dell'uva decorre dal momento del conseguimento dei requisiti minimi qualitativi previsti dal disciplinare (per la varieta' Victoria a partire dall'inizio della seconda decade di luglio; per la varieta' Michele Palieri a partire dall'inizio della terza decade di luglio; per le varieta' Italia, Regina e Red globe a partire dall'inizio della terza decade di agosto). - Il confezionamento deve essere effettuato all'interno della zona di produzione onde evitare che il trasporto e le eccessive manipolazioni possano danneggiare gli acini alterandone integrita' e colore

WWF: OASI ACQUAVIVA DELLE FONTI

WWF: OASI ACQUAVIVA DELLE FONTI  Apri
Loc. ACQUAVIVA BARI, ITALY - PUGLIA  Navigatore
25 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Casamassima, Cassano delle Murge, Rutigliano
  Brochure PDF
L'Oasi Gioacchino Carone si trova nel Comune di Acquaviva delle Fonti (Ba). L'area, di 2,5 ettari, si sviluppa lungo la destra orografica di un canale chiamato 'lama Baronale'. Interessante e' la presenza di una fitta vegetazione arbustiva di notevole interesse. L'obiettivo del WWF e' quello salvaguardare e migliorare questo lembo di vegetazione spontanea che, assieme al resto dell'alveo del canale, anch'esso dalle caratteristiche simili, hanno ormai assunto carattere di rarita' in tutta la provincia di Bari e nel territorio pugliese in generale. Ambiente Interessante e' la presenza di una fitta vegetazione arbustiva di notevole interesse soprattutto per la presenza di quercia spinosa; comuni sono anche le ginestre, oltreche' il cisto di Montpellier in notevoli dimensioni. Vi e' una notevole presenza di avifauna ed in particolare di silvidi quali occhiocotto, sterpazzola, capinera ed altre specie come pettirosso, saltimpalo, cinciarella, cinciallegra, verzellini, fringuelli. In estate e' possibile osservare diversi esemplari di gheppio, falco grillaio e falco cuculo intenti a cacciare nelle aree circostanti. L'obiettivo del WWF e' quello salvaguardare e migliorare questo lembo di vegetazione spontanea che, assieme al resto dell'alveo del canale anch'esso dalle caratteristiche simili, hanno ormai assunto carattere di rarita' in tutta la provincia di Bari e nel territorio pugliese in generale.

BARI

     

BARI  Apri
Loc. BARI, ITALY - PUGLIA  Navigatore
<1 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Rutigliano, Casamassima, Acquaviva delle Fonti
Bari e' il capoluogo di regione della Puglia; e' situata sulla costa del Mar Adriatico e si estende tra il Gargano ed il Capo d''Otranto. La citta' di Bari e' divisa in due parti: la parte vecchia di origine bizantina e la parte nuova dell''inizio del XIX secolo. Storicamente e' stata fondata dai peucezi (una popolazione preromana) e poi conquistata dai romani nel II secolo a.c. divenendo il municipio Barium. Successivamente fu conquistata dai Longobardi, dai Bizantini ed infine dai Saraceni. Alla fine del XII secolo trascorse un periodo fiorente sotto gli Svevi ma decadde poi in seguito a dominazioni spagnole ed austriache. Nel 1860 si unisce al Regno d''Italia

TEATRO PETRUZZELLI

TEATRO PETRUZZELLI  Apri
Loc. BARI, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
1 Km da TERRA DI BARI DOP
  Area Casamassima, Rutigliano, Acquaviva delle Fonti
Il Teatro Petruzzelli, di proprieta' della famiglia Messeni Nemagna, e' il massimo contenitore culturale della citta' di Bari, il quarto teatro italiano per dimensioni e il piu' grande teatro privato d'Europa. Ubicato nel pieno centro della citta', si affaccia su Corso Cavour. Sulla sua parete a sud finisce via De Giosa, alle spalle il palazzo dell'Acquedotto Pugliese

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PUGLIA


Storicamente la Puglia deriva il suo nome dalla romana Apulia (da Apuli, nome della popolazione che vi si insediò). Conosciuta anche come Le Puglie, questa regione è davvero una terra al plurale, un luogo che cela anime diverse, sospese tra natura, storia, tradizione, gusto e spiritualità, da visitare dodici mesi l'anno. La Puglia, il tacco dello Stivale, è una regione incantevole, una striscia di terra che si allunga nel mare con spiagge meravigliose e per tutti i gusti, dalle sabbiose Torre dell'Orso e Porto Cesario alle riviere fatte di scogli a Otranto e a Santa Maria di Leuca, dove s'incontrano e si mescolano lo Ionio - cristallino e calmo - e l'Adriatico - dall'intenso azzurro. Le opzioni per chi ama il mare sono infinite, da Gallipoli la 'Gemma del Salento' al Gargano lo 'Sperone d'Italia', che si protende nelle acque limpide del mare che ospita le splendide Isole Tremiti. La natura si rende ancora protagonista, in Puglia, con il Parco Nazionale delle Murge e quello del Gargano con la selvaggia Foresta Umbra, le saline ed i laghi. Da visitare anche la riserva marina di Torre Guaceto, le profonde gravine di Laterza e le ampie doline di Altamura che, con i loro paesaggi suggestivi, caratterizzano la parte interna della regione. Per chi vuole fare un viaggio nella storia, la Puglia offre un ampio ventaglio di luoghi che raccontano le antichi origini di questa terra: dalla preistoria alla Magna Grecia, dall'età imperiale al Rinascimento, ai fasti del barocco di Lecce e del Salento. I trulli, ad esempio quelli della Valle d'Itria, offrono una suggestiva testimonianza del passato rurale della regione mentre numerosi castelli costellano le coste del Sud, in ricordo di un tempo in cui merci e pericoli arrivavano dal mare. Chi ama la tradizione e la musica popolare, invece, non può fare a meno di girare per le innumerevoli feste e sagre di paese che di estate si spostano da un paesino all'altro della Regione.

Da Vedere: Alberobello: questa località è famosa in tutto il mondo in quanto completamente formata da trulli. I trulli sono caratteristiche case contadine realizzate a pianta circolare su cui è posta una cupola a forma di cono ricoperta da lastre in pietra locale ed hanno mura in calce bianca. Il paese di Alberobello è diviso in rioni: il bellissimo rione Monti comprende da solo circa 1000 trulli disposti su panoramiche stradine. Dal 1996 Alberobello fa parte del patrimonio dell'Umanità riconosciuto dall'UNESCO. Santa Maria di Leuca: rinomata località balneare situata sulla punta della Puglia dove il Mar Adriatico si fonde col Mar Ionio. E' caratterizzata da bellissime grotte carsiche come la grotta di Porcinara e la Grotta del Diavolo entrambe raggiungibili da terra. Santa Maria di Leuca offre un mare incontaminato ed un panorama mozzafiato. Castello di Trani: la Puglia è una regione che offre molti castelli siti nelle zone più varie. Uno di questi è il castello di Trani costruito per volere di Federico II nel 1233. Ha una pianta quadrangolare con una torre ad ogni spigolo e possiede una cinta di mura possente realizzata nel 1249 da Romualdo Calabrese.

Gastronomia e Vini: Gli ingredienti principali della cucina tipica pugliese sono rappresentanti di una gastronomia semplice e genuina: pasta, olio e vino. Il piatto tipico che rappresenta in tutto il mondo questa regione sono sicuramente le orecchiette alle cime di rapa e acciughe, pasta fatta in casa a forma di conchiglietta con condimento tipico. Tra i primi vi sono anche i maccheroni al ruta, una speciale minestra di fave; tra i secondi involtini di agnello, lo scapece di Gallipoli (frittura di pupiddi, pesciolini molto saporiti, marinati con aceto e zafferano), le cozze arrancate (cotte al forno con pomodoro, origano, aglio, prezzemolo e vino bianco). Tra i dolci segnaliamo le carteddate (dolcetti in pasta sfoglia con miele e cannella e la cicerchiata (a base di mandorle, cioccolato e cannella). Tra i vini ci sono il Barletta, il Manduria e lo Squinzano tra i rossi ed il Sansevero tra i bianchi.