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oasi lipu casacalenda - escursioni punti di interesse attrazioni a provincia di campobasso
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  OASI LIPU CASACALENDA


OASI LIPU CASACALENDA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a PROVINCIA DI CAMPOBASSO Larino Guardialfiera Civitacampomarano

CASTEL MONFORTE

CASTEL MONFORTE  Apri
Loc. COMUNE DI CAMPOBASSO, PIAZZA VITTORIO EMANUELE, 29, CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
28 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Castropignano, Cercemaggiore, Guardiaregia
Il Castello Monforte e' un castello, monumento nazionale e simbolo della citta' di Campobasso. Prende il nome dal conte Nicola II Monforte, dei Monforte-Gambatesa, che lo restauro' in seguito al terremoto del 1456 nel 1458. Un'antica pergamena risalente al 1375 conferma l'esistenza di un castello nella citta' gia' in tale data, ed e' la testimonianza piu' antica al riguardo. Domina la citta' a circa 790 m s.l.m., quasi cento in piu' dell'altezza media del comune. L'area circostante e' occupata dal parco della Via Matris, un percorso naturalistico che snodandosi lungo il pendio della collina ripercorre le tappe della Via Crucis. Il castello e' inciso su una moneta d'argento da cinque euro coniata dalla Zecca dello Stato nel 2012 per la serie Italia delle Arti dedicata alla citta' di Campobasso. Posto sulla cima del monte che sovrasta Campobasso l'edificio si presenta come un massiccio quadrilatero con ingresso principale, ora non piu' utilizzato, rivolto verso la citta' sottostante. Ci sono tracce del ponte levatoio e delle torri laterali poste a difesa. Le finestre, poche e quadrate, sono piccole tanto che si confondono con le feritoie. Svetta in alto una grande torre rettangolare che attualmente ospita la Stazione meteorologica di Campobasso dell'Aeronautica Militare, questa essendo posta a 808 m s.l.m. e' una delle piu' alte d'Italia. Alla sommita' delle mura vi e' una lunga sequenza di merli guelfi. Al di sopra dell'attuale ingresso, prospiciente un ampio piazzale, vi e' lo stemma dei Monforte composto da una croce contornata da quattro rose. L'interno del castello e' molto scarno; salendo la spoglia gradinata si arriva sulla terrazza dalla quale si ammira un panorama ampio e suggestivo: si vedono i resti delle mura osco-sannite, la struttura a ventaglio del borgo antico, la citta' di Campobasso e i tanti paesini intorno

IL TEATRO SANNITA DI PIETRABBONDANTE

IL TEATRO SANNITA DI PIETRABBONDANTE  Apri
Loc. PIETRABBONDANTE ISERNIA, ITALY - MOLISE  Navigatore
43 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Agnone, Chiauci, Pescolanciano
  Brochure PDF
Il complesso monumentale di Pietrabbondante, con teatro, tempio e due edifici porticati ai lati di quest'ultimo, rappresenta sicuramente un maestoso complesso di culto a testimonianza della civilta' sannita, che in Pietrabbondante e' testimoniata fin dal V secolo a.C., grazie alle necropoli presenti su monte Caraceno. Ricordiamo, infatti, che il tempio cosiddetto maggiore e' il piu' grande, finora conosciuto, tra quelli costruiti nel Sannio. Il teatro invece occupa un'area che misura frontalmente 55 metri e lateralmente 90. Diverse fonti storiche collocano l'impianto tra la fine del V secolo e la prima meta' del IV secolo a.C. Ricostruito molto probabilmente nel III secolo a.C., dopo essere stato quasi completamente distrutto dalle truppe di Annibale, il complesso monumentale di Pietrabbondante puo' essere facilmente definito come esempio di tempio coperto che sostitui' gradualmente la boscaglia come luogo di culto per il popolo sannita. L'area del Tempio Minore, o Tempio A, si trova piu' a valle rispetto alla strada di accesso principale e le sue strutture risultano molto danneggiate, soprattutto dagli agenti atmosferici, a causa dell'utilizzo di materiale deperibile. E' comunque l'edificio piu' antico del complesso ed e' contornato da un recinto alto quasi quattro metri, largo diciotto metri e lungo quasi trenta metri. Dopo il porticato sorge invece il teatro-tempio, o Tempio Maggiore, su di un'area di 50metri in larghezza e circa 90metri in lunghezza e risulta meno danneggiato del primo tempio. Infatti, risultano visibili l'edificio scenico formato da sei spazi per gli attori, le quattro porte sulla facciata anteriore, il proscenio largo circa quattro metri e due ampi ambienti adibiti a locali di servizio. L'orchestra, a forma di semicerchio con raggio di circa 5 metri, occupava lo spazio compreso tra l'edificio scenico ed il teatro ed era riservata esclusivamente per il canto o per la danza. Molto suggestiva anche la cavea, le gradinate destinate al pubblico, di forma semicircolare con una raggio di circa 27 metri . Il teatro poteva contenere fino 2.500 persone.

FIUME BIFERNO

FIUME BIFERNO  Apri
Loc. CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
27 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Campobasso, Chiauci, Civitacampomarano
Il Biferno (in dialetto locale lu Bufiern o u Bfiern) e' un fiume dell'Italia centro-meridionale, il principale interamente incluso nella regione del Molise e nella Provincia di Campobasso. Lungo 84 chilometri, nasce nel comune di Bojano, in localita' Pietrecadute, a 500 m s.l.m., dall'e di svariati corsi d'acqua provenienti dal massiccio calcareo del Matese, il principale dei quali e' il fiume Calderari o Calderai, ingrossandosi ancora poco dopo per la confluenza di altri numerosi torrenti sempre provenienti dai Monti del Matese. Dopo aver attraversato una valle rocciosa ricca di calanchi e falesie, sfocia nel Lago di Guardialfiera, ampio bacino artificiale costruito tra gli anni '60 e '70 per soddisfare i fabbisogni idrici, agricoli e industriali, della fascia costiera molisana e della Puglia settentrionale. Dallo sbarramento artificiale del lago il fiume amplia la propria valle giungendo cosi' dopo circa 30 km con una foce a estuario nel Mar Adriatico tra i comuni di Termoli e Campomarino. Dal fiume prende il nome l'omonimo vitigno che ricade per lo piu' in alcuni comuni del basso Molise, dalle cui uve si produce un vino DOC rosso.

SPIAGGIA MARINA DI PETACCIATO

SPIAGGIA MARINA DI PETACCIATO  Apri
Loc. TERMOLI - MOLISE  Navigatore
34 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Petacciato, Montenero di bisaccia, Vasto
La spiaggia di Marina di Petacciato rappresenta uno spettacolo unico in tutto il litorale molisano. Il piccolo comune di Petacciato e' infatti uno dei centri balneari di spicco di tutta la riviera, il panorama che offre e' davvero speciale in quanto racchiude in se' bellezze uniche e diverse tra loro: il promontorio del Gargano, i monti della Majella e l'Arcipelago delle Isole Tremiti sono solo alcuni di queste. Il comune di Petacciato possiede una zona balneare del tutto suggestiva; la spiaggia e' ampia e lunga parecchi chilometri e riporta alla mente suggestioni passate di natura incontaminata e selvaggia. A rendere ancor piu' caratteristica la spiaggia di soffice sabbia chiara sono le formazioni dunali, tra le piu' interessanti della costa adriatica, e la pineta che si erge alle sue spalle quasi a proteggerla. Le acque del mare sono poi cristalline e con fondali bassi e sabbiosi, ideali per trascorre le vacanze al mare con tutta la famiglia

CATTEDRALE DELLA SANTISSIMA TRINITA'

     

CATTEDRALE DELLA SANTISSIMA TRINITA'  Apri
Loc. VICOLO DUOMO, LARINO CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
8 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Provincia di Campobasso, Guardialfiera, Civitacampomarano
  Brochure PDF
La cattedrale metropolitana della Santissima Trinita' e' il principale luogo di culto cattolico di Campobasso, chiesa madre dell'omonima arcidiocesi metropolitana. Nel 1504, per volere del feudatario Andrea de Capoa, fu edificata al di fuori della cerchia muraria feudale la chiesa della SS. Trinita'. In essa ebbe sede la confraternita della Trinita', soppressa nel 1809, divenuta celebre nel XVI secolo per le lotte con quelli Crociati. Distrutta dal terremoto del 1805, fu ricostruita su progetto dell'architetto Bernardino Musenga. Fu riaperta al culto nel 1829 diventando parrocchia e sede del Capitolo Collegiale. Nel 1860 fu chiusa al culto e utilizzata dalle truppe regolari quale caserma. Nel 1900 fu riaperta ai fedeli, diventando sede cattedrale nel 1927. Con lo spostamento della sede vescovile da Bojano a Campobasso l'edificio fu oggetto di ulteriori lavori. Su progetto dell'arch. Tullio Passarelli e dell'ing. Vittorio Tiberio si provvide, tra il 1927 e il 1933, all'innalzamento della navata centrale e alla costruzione dell'abside, quest'ultima contenente un affresco di buon livello di Romeo Musa raffigurante la Pentescoste. Oggi e' la chiesa piu' rappresentativa della citta'

CASTELLO DI CAPUA

CASTELLO DI CAPUA  Apri
Loc. GAMBATESA - MOLISE  Navigatore
24 Km da OASI LIPU CASACALENDA
Altitudine: 440 mt. s.l.m.  Area Riccia, Castelvetere in Val Fortore, Cercemaggiore
L'origine del nome va ricercata nella prima famiglia feudale di appartenenza, vale a dire i Pietravalle. Gambatesa infatti potrebbe essere stato il nomignolo attribuito ad un membro di tale famiglia colpito da un difetto fisico. Costui avrebbe fondato il castello, che da lui prese il nome, e sarebbe stato il fondatore di quella stirpe di cui Riccardo era il maggior rappresentante. Primi titolari del luogo furono dunque, nel periodo medievale, i Pietravalle e tali rimasero anche per tutto il XIV secolo fino a quando, nel 1399, il Re Ladislao di Durazzo sottrasse il feudo a Pietropaolo Pietravalle e lo assegno' a Luigi Galluccio, capitano di Napoli. Il castello di Gambatesa, tipico fortilizio dell'epoca medievale, e' oggi il risultato di una serie di corpi aggiunti nel tempo, ma soprattutto, di trasformazioni avvenute dopo il terremoto che scosse il centro abitato nel 1456. Numerose modifiche furono apportate, inoltre, quando il feudo fu affidato alla famiglia De Capua. Il basamento, le mura di una certa altezza e la posizione del castello, a guardia della sottostante valle del Tappino, richiamano al suo naturale progetto architettonico di fortificazione nata per esigenze difensive. Le trasformazioni piu' recenti risalgono invece agli anni del Novecento, e sono opera degli ultimi proprietari del castello, la famiglia D'Alessandro. Oggi, dopo i restauri effettuati sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni Architettonici del Molise, il Castello ha ripreso il suo aspetto di dimora signorile, sviluppandosi su quattro piani. Dal terrazzo invece, all'ultimo piano, lo sguardo si perde sul lago di Occhito e sui piccoli centri della vicina Puglia.

SEPINO

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Loc. SEPINO CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
42 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Guardiaregia, Cercemaggiore, Morcone
Sepino e' un comune di 2.069 abitanti della provincia di Campobasso e fa parte del circuito dei borghi piu' belli d'Italia. Sepino (da saepio & in latino recingere) si trova a 702 m s.l.m., su di un colle boschivo alle propaggini del Massiccio del Matese. Il centro abitato di Sepino conserva le tipiche caratteristiche medievali. A un'ampia piazza corrispondono un certo numero di stretti vicoli. Vi si trovano numerose fontane, come quella ubicata nella piazza principale, i cui rubinetti indicano i punti cardinali, o quelle della Canala e del Mascherone. Degno di nota e' infine il Ponte San Rocco, da cui prende nome l'omonima localita'. Di notevole interesse e' la localita' di Campitello di Sepino, dove si possono apprezzare ampi spazi verdi attrezzati in una grande zona boscosa, prevalentemente faggeti. Da questo pianoro e' possibile raggiungere le cime dei monti circostanti, zone in passato abitate dai briganti, il Passo Santa Crocella, dove era presente l'omonimo monastero benedettino in eta' medioevale, la Fontana di Rimavota e altre destinazioni sui monti del Matese. Fra i fiumi piu' importanti, ricchi di pesci come la trota, ricordiamo il Tammaro, da cui prende nome l'omonima valle, e il Tappone che, lungo un percorso molto impervio, da' vita alla Cascata delle Castagne

RICCIA

RICCIA  Apri
Loc. RICCIA CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
27 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Gambatesa, Cercemaggiore, Castelvetere in Val Fortore
Il Borgo antico di Riccia Recenti studi condotti sul territorio hanno evidenziato come la zona di Riccia fosse abitata gia' in epoca sannita. I ritrovamenti di tegole, di oggetti di ceramica a vernice nera e scorie ferrose nei siti di Campo S. Pietro, Pesco del Tesoro e Cerignano, attestano la presenza di insediamenti sanniti, anche di significative dimensioni, nell'agro riccese. Lo storico Amorosa, nel suo lavoro di inizio Novecento, sostiene che Riccia abbia avuto origine da una colonia romana stabilitasi sul territorio in conseguenza della legge sillana. In un passo delle cronache delle Colonie, Sesto Giulio Frontino annota che &Aricia oppidum pro lege Sullana &: il nome Riccia sarebbe quindi, semplicemente, la riproposizione del luogo di origine della colonia, l'attuale Ariccia laziale. L' Aricia romana diventa Saricia nei documenti del secolo XII, ed ancora Ricia e Aritiae durante il secolo XIV, infine Ritia nei decreti della Curia del XVII secolo per giungere alla denominazione attuale. Nel 642 giungono a Riccia gli Schiavoni, scampati all'eccidio del duca Rodoaldo, nella battaglia dell'Ofanto. Le notizie del periodo longobardo e di quello successivo normanno riguardanti l'abitato riccese sono molto scarse e poco attendibili: di certo, sappiamo che nel XII secolo Riccia era feudo ecclesiastico del Monastero dei SS. Pietro e Severo di Torremaggiore. E' molto probabile che tale condizione si protrasse per tutto il periodo svevo. All'inizio della dominazione angioina, invece, il feudo venne concesso al famoso giurista Bartolomeo di Capua, primo duca di Termoli ed appartenente alla illustre stirpe dei Conti di Altavilla

CHIAUCI

CHIAUCI  Apri
Loc. CHIAUCI - MOLISE  Navigatore
44 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Pescolanciano, Agnone, Pietrabbondante
Nel borgo medioevale che conserva ancora, in gran parte, i caratteri costruttivi originali di sobrio e gradevole gusto locale, si respira una magica atmosfera di pace. Le abitazioni perimetrali si affiancano le une alle altre sino a formare una cerchia protettiva, all'interno della quale si intrecciano le stradine e i vicoli, delimitati da file di altre case, il palazzo baronale, la chiesa principale e la torre dell'orologio. Al centro storico si accede passando sotto gli archi delle antiche Tre Porte. Intorno un territorio quasi totalmente montuoso, circondato da bellissimi e folti boschi di querce, cerri, pini e abeti, ricchissimi di prodotti tipici del sottobosco (funghi, tartufi, more, mirtilli, asparagi) e dove trovano rifugio volpi, cinghiali, lepri e altri animali tipici dell&Appennino. Poi l'autostrada dell'antichita', il tratturo, percorso nei secoli da milioni di armenti sul quale si incontrano rilevanti beni naturalistici, architettonici e monumentali che si stagliano in un paesaggio di montagne, colline e valli intercalate da fiumi e laghi. Immersa in un bosco affascinante e incontaminato, lungo il tratturo, si trova la Chiesa di S. Onofrio (risalente all'anno 1000) a essa si susseguono la Chiesa di S. Sebastiano (del 1860) che sorge sull'area di un'antica cappella dove fu attuato un ampliamento a spese della congrega del SS. Rosario che ne curo' anche la decorazione con stucchi pregiati. La Chiesa Parrocchiale S. Giovanni Evangelista (del 1200) la cui primitiva cappella sorse con l'abitato a ridosso della principale porta urbica, ne recupera una torre adattandola a campanile. Le attivita' che Chiauci offre al turista sono numerose: fantastici percorsi per mountainbike, arrampicate sportive, i sentieri naturali di Ciocchetta, Marrangone e Sant'Onofrio, aree attrezzate per pic-nic nel bosco di Sant'Onofrio, interminabili passeggiate a cavallo. Non puo' mancare una visita al Museo della cartolina e un'escursione alla via delle Fonti, inoltre non potete mancare alle Sagre enogastronomiche (sagra della polenta & di sagn'e fasciul & la ruva)

WWF: OASI DI GUARDIAREGIA-CAMPOCHIARO

WWF: OASI DI GUARDIAREGIA-CAMPOCHIARO  Apri
Loc. GUARDIAREGIA CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
44 Km da OASI LIPU CASACALENDA
Altitudine: 662 mt. s.l.m.  Area Sepino, San Gregorio Matese, Cercemaggiore
  Brochure PDF
L'Oasi Guardiaregia-Campochiaro si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei Comuni di Guardiaregia e Campochiaro (Cb). L'area, di 3135 ettari, e' una delle Oasi piu' grandi e selvagge in gestione al WWF. L'ambiente e' montano e forestale con spettacolari fenomeni carsici, come il canyon del torrente Quirino, la cascata di San Nicola (salto totale di 100m.) e le grotte di Pozzo della Neve (profondita' - 1048 m.) e Cul di Bove (profondita' - 913 m.) che sono tra i piu' profondi abissi d'Europa

FIUME TRIGNO

FIUME TRIGNO  Apri
Loc. MONTEFALCONE NEL SANNIO - MOLISE  Navigatore
29 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Civitacampomarano, Montazzoli, Guardialfiera
Dopo il Biferno e' il corso d'acqua che piu' interessa i bacini idrici molisani. Anticamente era denominato Trinius ed era fiume conosciuto alle popolazioni italiche in quanto alcuni importanti centri dominavano la sua valle, tra questi Pietrabbondante. Le sorgenti si trovano ai piedi di Monte Capraro nei pressi di Vastogirardi, in provincia di Isernia; per un tratto di 35 Km. scorre interamente in territorio molisano; nel secondo tratto di percorso, circa 45 Km. segna il confine con l'Abruzzo, fino a 7 Km. dalla foce presso San Salvo, quando rientra in territorio molisano. Il Trigno raccoglie nel Molise le acque di circa 30 torrenti e valloni. Nel cammino iniziale il fiume ha un corso tranquillo, ma nei pressi di Chiauci assume carattere impetuoso fino ad arrivare ad una cascata di 60 metri tra Pescolanciano e Chiauci, in localita' Foce. Subito dopo assume un andamento piu' tranquillo. Presso Roccavivara, sull'argine destro del Trigno, si incontra la chiesa di S. Maria in Canneto, vero gioiello dell'arte romanica racchiusa da un boschetto che affaccia direttamente sulle sponde del fiume. Poco piu' avanti il Trigno entra nella zona del nucleo industriale di San Salvo. Vegetazione: ripariale (cespugli), pioppi, salici, robinie

RISERVA DI COLLEMELUCCIO

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Loc. RISERVA STATALE COLLEMELUCCIO, ISERNIA, ITALY - MOLISE  Navigatore
45 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Pietrabbondante, Pescolanciano, Chiauci
Situata nel territorio di Vastogirardi (IS), costituisce insieme a quella di Collemeluccio, a Pescolanciano (IS), una Riserva della Biosfera, rientrante nel programma dell'UNESCO denominato 'Man and Biosphere' (MaB). Esso ha lo scopo di studiare le relazioni tra l'uomo e la natura, sottolineando come tale rapporto possa esplicarsi secondo modelli concordi ad uno sviluppo sostenibile. Sentiero Colle San BiagioTale Riserva MaB e' di notevole pregio per la regione Molise, se si pensa che attualmente in tutto il mondo ce ne sono poco piu' di 300, e soltanto 8 in Italia. Dotata di un sentiero didattico autoguidato per disabili e non vedenti (Sentiero Colle San Biagio), caratterizzato dalla presenza di tabelle informative in linguaggio Braille. Pannello Braille Dispone inoltre di un'area attrezzata per il pic-nic, di servizi pubblici e di una fontana, che rendono la visita piu' agevole per chiunque. All'interno della foresta sono state realizzate una rete di sentieri, alcuni anche ciclabili, con diversi gradi di difficolta', adatti dunque per ogni esigenza ed un'aula multimediale, completamente costruita in materiale ecocompatibile. Nei locali della Stazione Forestale e' Interno museoallestito un Museo ed un Centro Visitatori, suddiviso in tre aree, nelle quali e' possibile osservare alcuni reperti floristici, faunistici e geologici caratteristici del luogo. E' infine attivo un Centro di Recupero per gli Animali Selvatici, dotato di recinzioni e voliere, che ospita animali non piu' introducibili nel loro ambiente naturale, perche' vittime di incidenti e della noncuranza dell'uomo. Dal punto di vista vegetazionale la Riserva di Montedimezzo e' caratterizzata da un bosco misto di latifoglie, a prevalenza di cerro (Quercus cerris) e faggio (Fagus sylvatica). Le due specie vegetano in associazione con altre essenze quali: acero montano, acero campestre, frassino ossifillo, sorbo degli uccellatori, biancospino, pero e melo selvatico

CERCEMAGGIORE

CERCEMAGGIORE  Apri
Loc. CERCEMAGGIORE CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
33 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Riccia, Sepino, Campobasso
Il paese sorge a 1.000 metri di altitudine, sul costone che dal monte Santa Maria, domina la valle dell'Alto Tammaro: il centro storico ricorda ancora le sue origini medievali e, camminando per il borgo, si puo' intuire l'antica struttura urbana, oggi in parte modificata dal passare del tempo e dagli interventi che nella storia sono stati fatti. Le sue borgate ancora piene di vita e tradizioni, come Quartarella, Galardi, Barrea, Capoiaccio e Catrocca, costituiscono un intreccio di mondi medievali a se stessi, adagiati nella quiete e nelle bellezze paesaggistiche delle vallate sannitiche. Il nome Cercemaggiore deriva dal latino volgare 'cercea da quercea', ossia 'quercia', con l'aggiunta di 'maggiore' per distinguerla da Cercepiccola, un dei Comuni confinanti, situato sempre nella Provincia di Campobasso. Fa parte della Comunita' Montana del Matese

COLLE SANNITA

COLLE SANNITA  Apri
Loc. COLLE SANNITA BENEVENTO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
41 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Castelvetere in Val Fortore, Cercemaggiore, Riccia
Colle Sannita e' un borgo ubicato su un colle dove ancora si vedono i pochi resti di un antico castello. Fondato in epoca normanna, il toponimo trae origine dal luogo ove sorgeva la parte piu' antica del centro storico. In passato tutto il territorio del borgo era coperto da fitta boscaglia, che si estendeva fino al Fortore. Durante gli scavi avvenuti all'inizio del XX secolo sono stati rinvenuti due pugnali silicei, esemplari del periodoeneolitico. Le numerose chiese dislocate nel territorio, tra cui lachiesa dell'Annunziata e la chiesa di San Giorgio, rappresentano l'elemento distintivo del borgo. A Colle Sannita, nel corso dell'anno, vengono organizzate molte manifestazioni, a testimonianza della volonta' di conservare le tradizioni del luogo, ancora notevolmente presenti. Inoltre, ogni anno nel mese di luglio e' celebrata la Festa del Carmelo, durante la quale sfilano carri ricolmi di grano. Il nome del comune deriva, molto probabilmente, dal colle ove sorgeva la parte piu' antica del centro storico del paese: originariamente denominato Colle, il paese prese il nome di Colle Sannita soltanto nel 1862. Compare per la prima volta in epoca normanna, come possesso della famiglia Alemagna. Anticamente il suo territorio era coperto da fitta boscaglia, che si estendeva fino al Fortore; vi sono pero' tradizioni, ruderi e nomi antichi, quali Campo Cirelli, Lupi Zoppi, e Quaro, che corrispondono ad alcune localita' che si nominano nella Tavola Bebiana, rinvenuta nell'agro circellese nel 1832 Monumenti e luoghi di interesse : Chiesa dell'Annunziata (sec. XIV), Chiesa del Gesu' (sec. XVI) adiacente alla palazzina Paolucci nel centro storico, Centro storico, Piazza Giuseppe Flora, La fontanella, all'ingresso del paese, con suggestiva vista panoramica, il Lago montano di Decorata

GUARDIALFIERA LAGO

GUARDIALFIERA LAGO  Apri
Loc. GUARDIALFIERA CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
11 Km da OASI LIPU CASACALENDA
Altitudine: 118 mt. s.l.m.  Area Larino, Civitacampomarano, Provincia di Campobasso
L LAGO DI GUARDIALFIERA E LE TERRE DEL SACRAMENTO Il lago, dalle cui sponde si diramano itinerari escursionistici nella natura e sentieri di fitness, ospita capanni per il birdwatching per osservare gli uccelli acquatici che qui sostano durante i lunghi voli migratori ed e' l'ideale anche per praticare pesca sportiva. Da visitare e' anche il vicino bosco di San Nazario, attrezzato con aree da picnic. Non puo' mancare una sosta a GUARDIALFIERA, antico paese che sovrasta il lago omonimo e che diede i natali a Francesco Jovine, una delle figure piu' alte del Novecento letterario italiano. Guardialfiera custodisce l'antichissima Cattedrale di Santa Maria Assunta, risalente all' XI secolo. La facciata principale presenta un portale di stile barocco, mentre sulla facciata orientale si apre, molto sollevato da terra, un portale al quale si accede tramite una scala laterale. Esso e detto Porta Santa e annualmente viene aperta per le indulgenze, eccetto negli anni giubilari. Ad occidente, fra conci grezzi lavorati a disegno geometrico o a figure umane, vi e' un altro portale in stile gotico, inserito in un pannello formato da tredici archetti pensili di chiara derivazione longobarda. A sud vi e' l'accesso alla Cripta che e' stata scoperta, nel 1975, sotto l'altare maggiore. Il Borgo antico, chiamato Piedicastello, diventa lo scenario perfetto per il Presepe vivente, organizzato ogni anno a Natale: lungo questi vicoletti si aprono le botteghe dello scalpellino, del venditore di pane, delle filatrici di lana e le scene si snodano fra le sequenze di costoni di roccia, scantinati e piazzali, attraverso il ritmo scenografico delle fiaccole

AREA ARCHEOLOGICA DI ALTILIA

AREA ARCHEOLOGICA DI ALTILIA  Apri
Loc. SEPINO - MOLISE  Navigatore
42 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Guardiaregia, Cercemaggiore, Morcone
Saepinum e' la citta' romana di pianura che sorge all'incrocio di due importanti strade: il Tratturo Pescasseroli-Candela attraversato dalle greggi transumanti nei loro spostamenti stagionali e l'altra, ad esso trasversale, che scende dal Matese e continua in direzione della fascia costiera. Il luogo veniva usato gia' in epoca sannitica come punto d'incontro e di scambio dei prodotti agricoli con quelli pastorali in occasione delle migrazioni stagionali delle greggi, quindi scalo e porto di mercato. La citta' romana, che e' quella che noi oggi vediamo, fu preceduta da una di epoca sannitica che sorgeva sulla montagna retrostante, detta di Terravecchia. Di quell'antico insediamento sono attualmente riconoscibili notevoli testimonianze quali la spendida cinta muraria in opera poligonale il cui perimetro e' rintracciabile per buona parte. Sono state individuate lungo il suo circuito tre porte, una delle quali, denominata del Tratturo, da cui si diparte quel tratturello trasversale, su menzionato, che scende a valle fino all'incrocio con l'altro piu' grande. Delle tre quella in migliore stato di conservazione e' la cosiddetta postierla del Matese. Questo recinto doveva costituire, in occasione di eventi bellici, il rifugio delle popolazioni che vivevano sparse, in piccoli nuclei, sulle pendici dei monti e nella pianura

CHIESA DI SAN GIORGIO

     

CHIESA DI SAN GIORGIO  Apri
Loc. CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
27 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Castropignano, Cercemaggiore, Guardiaregia
La chiesa di S.Giorgio, la piu' antica del capoluogo, sita sulle rovine di un tempio pagano, risale al sec. XII. (cfr. Campobasso, Storia Tradiz. Itinerari). La chiesa evidenzia in facciata la scansione interna in tre navate: la parte corrispondente alla navata centrale e' ottenuta con conci ben squadrati ed e' segnata nella parte bassa ai margini, da due pilastri che si vanno ad aggiungere a quelli che fiancheggiano il portale. Quest'ultimo, preceduto da quattro gradini, ha come lunetta un blocco monolitico con ampia fascia marginale. (cfr. Reva) La lunetta ripropone, in un unitario blocco calcareo, il motivo dell'agnello crucifero contornato esternamente da decorazioni a foglie, e a tralci d'uva. Sul portale, in posizione perfettamente perpendicolare alla lunetta, c'e' l'oculo dalla caratteristica forma ad imbuto. Nei muri esterni sono stati inseriti conci di preesistenti costruzioni romaniche. Un pellicano sul fianco destro e, sul retro, un sole ed una testa d'asino con briglie, sono motivi che certamente arricchiscono la semplice ma elegante struttura della chiesa. (cfr. Campobasso Storia Tradiz. Itinerari). Il campanile, a pianta quadrangolare, e' situato al termine del lato destro, ed alterna nella parte superiore finestre bifore con monofore. All'interno sono presenti quattro colonne senza base: le due esterne limitanti le navate laterali, le due interne disposte ai lati del portale. Sul lato sinistro e' inserita la cappella di S.Gregorio con accesso dal presbiterio. Costruita nel sec. XIV, la cappella e' a pianta quadrata, con tamburo ottogonale e soprastante cupola, decorata quest' ultima con affreschi risalenti al sec. XIV, raffiguranti S. Agostino e Santi, accompagnati talvolta da iscrizioni che li identificano. (cfr. Reva). Nella navata di destra si trova la tomba di Delicata Civerra. Dalla chiesa di S.Giorgio e' possibile ammirare un ampio panorama che include tutta la citta', sia il centro storico sia i moderni quartieri periferici distribuiti disordinatamente sul territorio. Spiccano la collinetta di S.Giovannello per il verde dei pini che la ricopre e, agli antipodi, la collina di Ferrazzano

MONTENERO DI BISACCIA

MONTENERO DI BISACCIA  Apri
Loc. MONTENERO DI BISACCIA CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
29 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Petacciato, Termoli, Vasto
MONTENERO DI BISACCIA Le prime notizie storiche sul comune di Montenero risalgono ai tempi delle invasioni barbariche. In molti riuscirono a mettersi in salvo e rifugiarsi dapprima nelle caverne sparse lungo la collina e poi sulla cima del Monte nero. Questi, detto cosi' perche' rivestito di una fitta boscaglia, non era del tutto disabitato: sul lato sud-ovest aveva numerose caverne formatesi nel tufo, oggi ancora visibili, e molto estese. Si tratta di abitazioni trogloditiche, come testimoniato dai ritrovamenti, in uno strato di terreno antistante ad una di queste grotte, di alcuni fossili che risalgono al Paleolitico Medio e di cocci di vasi di terracotta lavorata di epoca neolitica. Ai piedi del Monte nero, inoltre, nella contrada Montrone, nelle cui vicinanze vi erano un laghetto e le sorgenti del torrente Tecchio, esisteva una borgata dal nome Bisaccia. E' molto facile supporre che gli antichi abitanti si spostarono dal loro luogo di origine per raggiungere proprio Montenero, che prese cosi' l'appellativo di Bisaccia. Anche i Frentani Sanniti furono presenti sul territorio: questi subirono una grave sconfitta ad opera dei Romani nel V secolo e si ritirarono sul Monte Itilio, presso Montenero, su cui c'era un'importante citta' frentana. La lotta continuo' per altri quattordici anni fino a quando i Frentani chiesero la pace a Roma. Le prime notizie del periodo feudale risalgono al IX secolo, e precisamente al'anno 872, quando il Comune si trovava tra le dipendenze dell'Abbazia di S. Maria a Caleno, sul Gargano. Dal Catalogo Borrelliano, anno 1187 si legge infatti: Ricardus de Anglono tenet Picatium (l'attuale Petacciato) quod est feudum II militum, et Bisacium, et Montem Nigrum quod est feudum II Militum&. Riccardo di Agnone era della famiglia dei Borrello.

TERMOLI

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Loc. TERMOLI CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
31 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Petacciato, Montenero di bisaccia, Larino
Borgo Antico di Termoli Il nucleo antico della citta' di Termoli sorge sulla sommita' di un promontorio che si protende quasi a picco sul mare Adriatico. Il borgo Vecchio si presenta come una suggestiva cittadella fortificata, caratterizzata da piazzette e vicoli molto caratteristici; tra questi si evidenza Vico Il Castello, uno dei piu' stretti d'Europa. Non esistono fonti d'archivio che documentano la storia delle origini di Termoli, a causa del saccheggio turco avvenuto nel 1566, ma il ritrovamento di alcune necropoli nelle localita' Porticone e Difesa Grande testimonia la presenza umana nella zona sin dal VI secolo a.C. Per sfuggire all'invasione dei Goti, nel 412 d.C. alcuni abitanti dell'entroterra termolese si rifugiarono sul vicino promontorio. Tale localita' prese l'appellativo di Tornola, in ricordo del nucleo originale che si chiamava Cliterniola. Alcuni vicoli e piazze del Borgo Vecchio hanno conservato questo nome fino ai giorni nostri. Successivamente, nel 568 d.C. i Longobardi fondarono il Ducato di Benevento e proclamarono Termoli capoluogo di Contea, essendo un centro strategico per la difesa costiera. Proprio per questo, la citta' fu munita di mura, di un torrione e di otto torrette merlate. Dalla dominazione Longobarda Termoli passo' a quella Carolingia, nel periodo dall' 801 al 1030 d.C Termoli divenne anche un possedimento del Regno delle Due Sicilie, governato prima dai Normanni e poi dagli Svevi. Risalgono al periodo Svevo la ricostruzione e l'ampliamento della cerchia muraria e del castello e l'istituzione di un importante mercato settimanale, da tenersi il lunedi' entro le mura. Tutto questo fu stabilito dall'imperatore Federico II. In seguito la citta' perse importanza, per l'avvicendarsi di diversi dominatori. Il nucleo abitato di Termoli e' rimasto racchiuso entro le antiche mura fino al 1847, quando re Ferdinando II di Borbone diede l'autorizzazione a costruire anche all'esterno; fece, inoltre, tracciare due strade tra loro ortogonali, Corso Nazionale, in direzione Nord-Sud, e Corso Umberto, segnando l'inizio della storia moderna di Termoli

SPIAGGIO DI VASTO

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Loc. VASTO CHIETI, ITALY - ABRUZZO  Navigatore
45 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Montenero di bisaccia, Petacciato, Torino di Sangro
Le Dune di Vasto costituiscono un Sito di Importanza Comunitaria dell'e Europea e fanno parte della Rete Natura 2000. Le Dune rappresentano una delle piu' significative emergenze paesaggistiche e naturalistiche dell'intero litorale adriatico

CAMPOBASSO

     

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Loc. CAMPOBASSO - MOLISE  Navigatore
27 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Castropignano, Cercemaggiore, Guardiaregia

Campobasso e una citta' formata da una parte antica di origine medioevale, ricca di valori storici e artistici, posta sul pendio di un colle dominato dal Castello Monforte, e da una parte piu' moderna ed elegante originaria del XIX secolo che si sviluppa sul piano ai piedi del centro antico. Intorno al castello che domina la citta' si sviluppa il borgo medioevale, costituito da vicoli e scalinate lunghe e tortuose, ai lati delle quali sorgono case ed edifici in pietra, spesso aventi caratteristici cortiletti interni. Molto importanti sono i portali delle case piu' antiche realizzate anch'esse in pietra locale, ricche di decorazioni, stemmi di famiglie nobili e figure allegoriche. La citta' ottocentesca, denominata centro storico murattiano, si estende in piano e presenta le caratteristiche tipiche dello sviluppo urbanistico di tale periodo storico. Progettato secondo l'ideale della citta' giardino, presenta molti spazi verdi, ricchi di essenze arboree rare e pregiate (sequoie, cedri del Libano, ginkgo biloba, abeti rossi, lecci, ecc.), piazze, nonche' fontane e fontanelle dalla quale sgorgano tuttora acque fresche e pure. Ottime le specialita' culinarie del luogo, famoso anche per le vecchie officine in cui si forgiano coltelli. Il rapporto di ecosistema urbano (prestazione di una citta' sostenibile, ideale e non utopica) colloca il comune al 38º posto tra le 103 citta' italiane capoluogo e tra le prime nel centro-sud con una percentuale del 55,44% superiore alla media nazionale[6]. Il clima della citta' e continentale di tipo appenninico. D'inverno, durante le irruzioni gelide dai Balcani sono frequenti le nevicate causate dallo stau adriatico indotto dall'Appennino che spesso favoriscono accumuli nevosi davvero notevoli; la stagione piu' piovosa e quella autunnale con una media di 81 mm nel mese di novembre. La citta' presenta scarsi accumuli pluviometrici poiche' e in ombra pluviometrica essendo ubicata ad est dell'Appennino. Campobasso e uno dei capoluoghi piu' freddi d'Italia a pari merito con L'aquila, Aosta e Potenza.

CIVITACAMPOMARANO

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Loc. CIVITACAMPOMARANO CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
18 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Guardialfiera, Montefalcone nel Sannio, Castropignano
Civitacampomarano e' un piccolo, ridente e antichissimo paese del Molise. Il territorio, esteso circa 4000 ettari, con altezze variabili fra i 930 metri di Monte Andrea e i 300 del vallone Grande, e' situato nella zona appartenuta all'antica 'Frentania', regione dei Sanniti, antica e fiera popolazione italica dei primi secoli avanti Cristo. Questo delizioso e per lo piu' sconosciuto angolo del territorio molisano e' ricco di storia, tradizioni, cultura e personaggi illustri. Civitacampomarano sorge su di uno sperone tufaceo, compreso tra le verdi colline che circondano la vallata del fiume Biferno. Il paese si raggiunge dopo aver percorso quelle strade tipiche della campagna molisana, che si snodano lungo le pendici collinari e attraversano i tanti paesini della provincia di Campobasso. Sul monte S. Angelo sono ancora visibili i resti della chiesetta. Nel corso del X secolo d.C. si ha la costituzione nella sua forma attuale, frutto della fusione dei diversi villaggi della valle. Campomarano inglobo' parte della popolazione circostante, avvenimento che comporto' una notevole crescita economica, tanto da indurre i suoi abitanti a fregiarsi del titolo di 'Civitas' che, aggiunto al nome antico, avrebbe dato luogo all'attuale Civitacampomarano. Oggi il Borgo conserva i caratteristici vicoli che attraversano il centro storico, un tempo luogo di scambi commerciali e di botteghe artigiane. Da Monte Andrea, Monte Rosso, Colle Marasca e San Giovanni, e' possibile godere la vista di un panorama unico. A Nord-Est spicca la Maiella del vicino Abruzzo, a Est le Isole Tremiti con il Mare Adriatico, a Sud le colline che degradano verso il Biferno e il Fortore, mentre a Ovest si ergono i rilievi del Matese. I boschi si estendono per oltre 600 ettari, per gli appassionati di passeggiate ed escursioni, rappresentano una vera attrattiva. Essi sono situati ad un'altezza di circa 850 m.s.l.m., ricchi di cerro, roverella, carpino, orniello, aceri, noccioli e piante officinali. Il sottobosco offre incantevoli delizie quali tartufi, funghi e fragoline. Immerso tra le distese boschive, in localita' Folcaro e Croce Strangola, sono situate ampie aree attrezzate, in cui si possono trascorrere piacevoli momenti di relax, immersi in una natura incontaminata

PETACCIATO

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Loc. PETACCIATO - MOLISE  Navigatore
32 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Montenero di bisaccia, Termoli, Vasto
Lungo la costa adriatica molisana si estende Petacciato il cui nome, anticamente, era Civita Potatius. Durante il periodo angioino il feudo appartenne a Godeffroy de Meliac. Da visitare la chiesa di San Rocco che sorge nel centro del paese. La chiesa e' di origine romanica ed e' caratterizzata dalla presenza di absidi e di una massiccia torre campanaria. Si possono notare inoltre diverse colonne con capitelli di forma cubica ed un campanile di forma quadrangolare diviso in due parti: nella prima troviamo quattro archetti che poggiano su di una mensola, lesena, la seconda trova una divisione spaziale costituita da semipilastrini. Nella chiesa si trova anche una cripta risalente al XII-XIII secolo. Nell'agro di Petacciato si trova anche il castello appartenente alla stessa epoca della chiesa sopra citata. Anche se oggi presenta segni di decadenza, dovuti al passare degli anni, si possono ancora notare le torri di avvistamento lungo il litorale adriatico e le mura leggermente inclinate. Infine, all'interno del centro abitato, e' da visitare il palazzo Battiloro, di stile rinascimentale che mostra beccatelli e merlatura. Anche Petacciato possiede un'accogliente zona costiera con una folta pineta retrostante. Nonostante la presenza di numerosi stabilimenti balneari, l'ambiente e' rimasto del tutto integro: il territorio circostante comprende un bellissimo bosco, costituito in massima parte dalla pianura attraversata dal fiume Tecchio.

CHIESA DI SAN BARTOLOMEO

     

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Loc. CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
27 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Castropignano, Cercemaggiore, Guardiaregia
E situata sulla parte alta delle pendici del colle Monforte, immediatamente a ridosso della strada a gradini che sale verso il castello e dei resti delle mura di cinta medievali. Menzionata in documenti trecenteschi, fu probabilmente costruita attorno alla meta' del XIII secolo. La facciata costituita da grossi conci squadrati, ha come elemento particolarmente significativo il protiro di tipo pugliese, ornato da colonne affiancate da due arcate cieche, che poggiano su lesene che richiamano per la loro ampiezza quella della chiesa di Santa Maria della Strada. Il portale presenta una strombatura poco profonda, e' composto da stipiti, pilastri e colonnine lavorati su un solo lato. La monofora che e' sul lato del portale ha un tipico carattere gotico, con rami intrecciati e decorazioni a motivi floreali; accanto a questa finestrella vi e' una piccola scultura, di buona fattura, raffigurante un bue. L'accesso alla chiesa avviene tramite una piccola scalinata, che all'inizio del 1900 ha sostituito quella precedente a due ali, fiancheggiata da un colonnato di pietra lavorato. Sul portale vi e' scolpita una lunetta raffigurante l' Ascensione di Cristo, contornata da un'ampia fascia, sempre a rilievo, divisa in otto sezioni con i simboli dei quattro Evangelisti in posizione centrale, e ai lati otto figure rannicchiate affrontate due a due (i dottori della chiesa occidentale o quelli della chiesa greca). L'interno e' a tre navate divise da archi a tutto sesto su pilastri; vi e' la presenza di due porte gotiche murate lungo la parete sinistra; le navatelle laterali presentano coperture a botte e a vela; questo dato permette di capire che i lavori di esecuzione sono riferibili a epoche diverse

FIUME BIFERNO

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Loc. FIUME BIFERNO, CAMPOBASSO, ITALY - MOLISE  Navigatore
32 Km da OASI LIPU CASACALENDA
  Area Petacciato, Montenero di bisaccia, Larino
Il solo Biferno e' fiume interamente molisano. Ha una lunghezza di 95 chilometri e sbocca nel mare Adriatico a sud di Termoli. Anticamente era chiamato Tifernus e la leggenda vuole che presso le sue sorgenti s'insediassero i primi sanniti preceduti dal bove sacro, con Boviamum, 'odierna Bojano, citta' da essi fondata. La piu' importante delle sorgenti, il caput flumini, e' senz'altro sul Matese; affiora in piu' polle e gia' all'inizio ha una portata media di 800 litri al secondo. Dopo qualche centinaio di metri confluiscono le acque delle quattro sorgenti di Santa Maria dei Rivoli e, successivamente, a distanza di circa un chilometro, a valle del ponte Sant'Agostino, le sorgenti Torno. Poco oltre, sotto lo sperone di Monte Crocella, sgorga la copiosa sorgente Pietrecadute. A mezzo chilometro, a valle del ponte San Bartolomeo, affluiscono le acque del Rio Freddo, che provengono dalle numerose polle affioranti piu' ad est, tra Bojano e San Polo Matese. Il Biferno ha un percorso tranquillo anche se tortuoso alle origini, senza ripidi scoscendimenti e brusche cascate. Dopo aver attraversato la zona est della Piana di Bojano alla confluenza del torrente Quirino, il fiume s'immette in una angusta valle, piena di masse tufacee e di terreni scoscesi che lo conduce fino all'invaso del Liscione o Lago di Guardialfiera. Da qui, dove la valle si allarga ed assume le caratteristiche di bassopiano, il Biferno continua il suo viaggio lungo la Piana di Larino fino al mare

LIPU: OASI ZONE UMIDE BENEVENTANE

LIPU: OASI ZONE UMIDE BENEVENTANE  Apri
Loc. CONTRADA PANTANO, CASTELVETERE IN VAL FORTORE BN, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
32 Km da OASI LIPU CASACALENDA
Altitudine: 411 mt. s.l.m.  Area Gambatesa, Riccia, Colle Sannita
L'Oasi si sviluppa lungo circa 15 km del fiume Calore a monte, a valle e nel centro abitato di Benevento e all'interno dei suoi confini vi sono tre interessanti boschi igrofili, di cui quello di Pantano-Serretelle e' ampio circa 22 ettari, insieme ad ambienti limosi e ghiaiosi come quello dell'ansa di Pezzapiana-Ponticelli, che attirano gli uccelli limicoli come il piro piro piccolo e il corriere piccolo. Inoltre vi sono comprese interessanti piane alluvionali circoscritte da ampie anse fluviali, tipo quelle di Crocella Pacchiana, Pezzapiana e soprattutto Pantano, il cui toponimo descrive ampiamente le caratteristiche del sito, che quando vengono inondate possono essere frequentate a volte dagli appassionati di Birdwatching per la spettacolare concentrazione di uccelli acquatici, tra cui anche anatre selvatiche come la marzaiola e l'alzavola. Inoltre numerosi esemplari di airone cenerino frequentano gli ambienti fluviali dell'Oasi, e' facile pero' vedere pure altri uccelli della famiglia degli Ardeidi: la garzetta e in specialmodo la nitticora; piu' raro e' invece scorgere sulle rive del fiume l'airone bianco maggiore, l'airone rosso, il tarabuso e il tarabusino, che sono avvistabili soprattutto nei periodi di migrazione. Altri animali che troviamo abitualmente lungo il corso d'acqua sono il martin pescatore, la cui presenza e' accertata durante tutti i periodi dell'anno, la gallinella d'acqua, anch'essa presente costantemente nell'Oasi, il tuffetto e il cormorano, che qui e' svernante. Lungo il torrente Ienga il cui ultimo tratto prima della confluenza nel Calore e' all'interno dell'Oasi di protezione, troviamo ancora il granchio di fiume. I territori dell'Oasi sono anche frequentati da uccelli rapaci come la poiana e il gheppio, ma anche da rapaci notturni: allocco, gufo comune, barbagianni, civetta e in primavera ed estate anche dall'assiolo. Inoltre sono nidificanti il rigogolo, il picchio rosso maggiore, il picchio verde, la rondine. Altri uccelli che e' bello osservare nell'Oasi sono il gruccione in estate, la pavoncella d'inverno e durante i periodi di migrazione la gru che in grandi stormi sorvola o si ferma nell'ampia piana alluvionale di Pantano. Interessante e' anche la presenza del rampichino, della tortora, del colombaccio, della ghiandaia, dell'upupa

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MOLISE


Il Molise è una delle regioni dell'Italia esistente dal 1963 come distaccamento dalla regione Abruzzo. Situato nell'Italia centro-meridionale, il Molise si estende tra la dorsale appenninica e il mare Adriatico. Natura, storia, arte, antiche tradizioni e gastronomia sono i tesori di questa terra ancora poco conosciuta. Nel visitare il Molise si prova infatti una sensazione di 'scoperta', a cominciare dal suo territorio, prevalentemente montuoso e collinare, solcato dai caratteristici 'tratturi', i percorsi storici della transumanza che uniscono i pascoli abruzzesi con quelli pugliesi. Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise rivela inaspettati magnifici paesaggi, mentre le numerose riserve naturali proteggono le specie vegetali e animali tipiche di questa area. Scenari di natura incontaminata incorniciano anche le due stazioni sciistiche più importanti della regione: Campitello Matese e Capracotta. Il litorale presenta spiagge sabbiose, circondate da vegetazione mediterranea e da un mare limpido e pulito, che anche quest'anno è stato premiato con la Bandiera Blu. La storia millenaria e la cultura della regione possono essere scoperte visitando i siti archeologici, le abbazie, i borghi e i numerosi castelli presenti sul territorio. La sopravvivenza di usi e tradizioni, di attività artigianali e antichi mestieri altrove scomparsi è una caratteristica unica della regione, che rende il Molise un 'piccolo mondo antico'.

Da Vedere: Museo Nazionale del Paleolitico: Il Molise occupa un territorio che fu anticamente popolato già nell'epoca preistorica (più precisamente nel Paleolitico) e poi successivamente insediata più copiosamente nel Neolitico. In questa città è stato infatti scoperto il più antico giacimento paleolitico d'Europa. Museo Archeologico di Venafro: questo museo si trova in provincia di Isernia e vi sono conservati pezzi molto pregiati di archeologia provenienti da scavi locali. Castello dei de Capua: questo castello si trova a Gambatesa in provincia di Campobasso. Questo maniero cinquecentesco di tipo feudale sito sul colle Serrone fu abitazione della famiglia Di Capua: è un castello ben conservato e al suo interno sono conservati affreschi e quadri molto belli del 1500. Termoli: cittadina del Molise nota come famosa stazione balneare. E' formata da un antico borgo che sorge su un promontorio e da una parte nuova dove si trova anche il nucleo industriale. Nel centro del borgo antico si trovano i monumenti più importanti come la Cattedrale (dedicata a Santa Maria della Purificazione). Questa cittadina gode di un'ottima posizione geografica e possiede una bella spiaggia e coste bagnate da acqua limpida e ottime strutture alberghiere. Per queste sue caratteristiche, Termoli è il centro turistico-balneare più importante del Molise.

Gastronomia e Vini: La gastronomia molisana ha origini pastorali e contadine che si ritrovano nella genuinità degli ingredienti e nella semplicità della preparazione dei piatti. I prodotti sono quelli tipici legati alla terra come ad esempio grano, verdure, carni di maiale e agnello. I piatti tipici di questa regione sono i crjoli (pasta alla chitarra), i cavatelli con pomodoro e carne di maiale, le raganelle e le taccozze con fagioli. Sono da segnalare sicuramente i buonissimi salumi come le salsicce e le sopressate e anche i formaggi come ad esempio caciocavallo, mozzarelle e scamorze, stracciata, burrino. Tra i dolci troviamo ingredienti come frutta secca, miele, pinoli: i dolci tipici sono i calzoni ripieni con cacao, ceci, cannella pinoli e miele, i pepatelli(a base di mandorle), i caggiunitti (ciambelle al ripieno di castagne). Tra i vini troviamo il Biferno (bianco, rosso e rosato) ed il Pentro (bianco, rosso e rosato) si sono guadagnati l'etichetta di vini D.O.C. Troviamo poi anche dei liquori tipici come il poncio (aromatizzato all'arancia e mandarino) ed il limoncello.