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  FAENZA


FAENZA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a FAENZA RAVENNA, ITALY Cotignola Brisighella Lugo

MARRONE DI CASTEL DEL RIO

MARRONE DI CASTEL DEL RIO  Apri
Loc. CASTEL DEL RIO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
36 Km da FAENZA
Altitudine: 223 mt. s.l.m.  Area Casola Valsenio, Dozza, Ozzano dell'Emilia
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La media Valle del Santerno racchiude, prezioso tesoro, antiche selve di grandi castagni. Delizioso frutto di questi boschi e' il prelibato marrone di Castel del Rio. Prodotti naturali di queste splendide colline, i marroni sono ben diversi dalle piu' comuni castagne. In primo luogo, il marrone si distingue per il gusto: piu' dolce e profumato, racchiude ed esalta gli aromi e i sapori del bosco.marrone di denominazione di origine protetta. Inoltre il marrone ha una pezzatura molto maggiore della castagna, tanto e' vero che un riccio racchiude al massimo 2 o 3 frutti. Ultima delle sue qualita', il marrone e' protetto da una buccia bruna e da una sottile pellicina che possono essere asportate con estrema facilita', operazione quasi impossibile con le castagne. La squisitezza e la naturalita' di questo prodotto fanno dei marroni l'ingrediente principe di numerose preparazioni culinarie che, in autunno, trionfano sulle tavole dei gourmets. A tutela di questo autentico patrimonio gastronomico i castanicoltori di Castel del Rio si sono riuniti in un Consorzio e hanno ottenuto il riconoscimento europeo di Indicazione Geografica Protetta. L'I.G.P. assicura la qualita' e la genuinita' dei marroni di Castel del Rio e ne accompagna la vendita in Italia e all'estero

TERME DI CASTEL SAN PIETRO

TERME DI CASTEL SAN PIETRO  Apri
Loc. CASTEL SAN PIETRO TERME - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
28 Km da FAENZA
  Area Dozza, Ozzano dell'Emilia, San Lazzaro di Savena
Castel San Pietro Terme, al confine tra Emilia e Romagna, e' localita' rinomata per il suo stabilimento termale, il nuovissimo campo da golf a 18 buche e il centro ippico. L'origine delle cure termali a Castel San Pietro risale al 1337, anche se il primo vero e proprio stabilimento termale e' sorto nel 1870. Gia' allora si caratterizzava per l'approccio scientifico, totalmente medico. Le Terme di Castel San Pietro utilizzano sia acqua solfurea che salsobromoiodica: accanto alle cure termali tradizionali si sono particolarmente sviluppati negli ultimi anni il settore del benessere e quello della riabilitazione, mentre ai bambini e' dedicato un reparto pediatrico arricchito dalle loro opere artistiche esposte. Fra le sagre paesane, da non perdere la Sagra della Braciola durante il Settembre Castellano con la famosa Carrera corsa automobilistica per macchine a spint

LOTUS GREEN AREA

LOTUS GREEN AREA  Apri
Loc. LUGO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
14 Km da FAENZA
Altitudine: 13 mt. s.l.m.  Area Cotignola, Conselice, Faenza

The natural reserve Parco del loto, which is 77.252 square metres wide, is close to the town centre but still quite and in a very well protected site. The green are is characterized by a wide pond in which lotus flowers and water-lilies grow freely creating a beautiful natural environment. This land is a private property that has been left wild and donated to the municipality of Lugo; after six years it has developed into a natural area with wild flora and small woods. The bush has the typical hydric plants and characteristics: the bush is open to light, adult trees grows strongly, there are bushes of different sizes and plants of different ages. Thanks to the peculiar climate which characterizes this environment, the area shortly reached a natural and wild aspect and structure. Address: Via Brignani, 9/1 - via Foro Boario, 42/3 - Lugo - 48022 (RA) Tel: 0545 38444 - 38559 Information Office

DOZZA

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Loc. DOZZA BOLOGNA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
24 Km da FAENZA
  Area Castel San Pietro Terme, Riolo Terme, Casola Valsenio
Dozza (Do'za in romagnolo) e' un comune italiano di circa 6.158 abitanti in provincia di Bologna composto da due paesi: Toscanella (La Tuscane'la in romagnolo, circa 5.000 abitanti) e Dozza (poco piu' di mille abitanti). Il capoluogo e' detto anche Dozza imolese per distinguerlo dall'omonima borgata di Bologna. Dozza e' considerato uno dei piu' caratteristici borghi medievali dell'Appennino tosco-romagnolo, sia per lo stato di conservazione sia per il paesaggio nel quale e' immerso. Vitigni e colline dolci, infatti, incorniciano il borgo medievale sormontato dalla maestosa rocca sforzesca. Dozza deve il suo nome da doccia e questo la dice lunga sulla penuria idrica che affliggeva la cittadina fin dai tempi antichi e da un famoso acquedotto capace di accumulare acqua dal Monte del Re in una cisterna per far fronte alla mancanza cronica della stessa. Non a caso, nello stemma cittadino si scorge un grifone, animale araldico, che si abbevera ad una conduttura. Il territorio dozzese vede, dopo la caduta romana, l'invasione e la presenza delle popolazioni barbariche germaniche e longobarde (che invasero tutte le terre di Romagna). Alla meta' del VI secolo Dozza venne ricompresa nei territori dell'Esarcato d'Italia, entita' amministrativa di governo dell'Italia bizantina. Tramontato l'Esarcato, i Carolingi presero possesso degli ex possedimenti bizantini. Nell'VIII secolo donarono alla chiesa imolese il possesso delle terre che poi divennero sede della prima fortificazione. Verso il 1150 Dozza divenne libero Comune. Vicende alterne hanno interessato il dominio della rocca e del borgo, passato piu' volte di mano in mano fra le potenti famiglie bolognesi e imolesi. Nel 1412 Dozza diviene feudo della famiglia imolese degli Alidosi, che poco dopo cedette il borgo alla famiglia Riario. Da ricordare il quinquennio di Caterina Sforza, moglie di Girolamo Riario, che tenne il feudo dal 1494 al 1499. Fu Caterina a dotare Dozza della rocca e delle mura difensive che la circondano ancora oggi.

LUGO DI RAVENNA

LUGO DI RAVENNA  Apri
Loc. LUGO RAVENNA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
14 Km da FAENZA
  Area Cotignola, Conselice, Faenza
  Brochure PDF
La localita' e' situata nell'entroterra ravennate, a pochi chilometri dal mare Adriatico e dai primi rilievi dell'Appennino Romagnolo, fra Bologna e Ravenna. Perche' visitarla A guardarla dall'alto, la pianta di Lugo ricalca fedelmente il profilo di un aeroplano. Un caso fortuito, ma anche molto appropriato considerando che qui ebbe i natali il piu' antico e famoso eroe dell'aria italiano: Francesco Baracca. Percorrendo le stradine e le piazze del suo centro storico si respira un'atmosfera rarefatta mentre si possono seguire con lo sguardo linee architettoniche risalenti ad epoche diverse, in un arco di tempo che dal '500 arriva agli anni '30. Lugo merita una visita in tutti i periodi dell'anno per i suoi monumenti, per lo shopping e per le numerose manifestazioni sportive. Il monumento simbolo della citta' e' la Rocca Estense, oggi residenza municipale, il cui aspetto attuale risale alla fine del Cinquecento, salvo il mastio di Uguccione della Faggiola del 1298. Interessante la visita al giardino pensile cui si accede dal cortile interno. Di fronte alla Rocca si erge il Pavaglione, imponente quadriportico settecentesco un tempo sede del mercato dei bozzoli del baco da seta. Oggi ospita il mercato del mercoledi', con i suoi seicento anni di storia e numerosi eventi spettacolari. Di fianco alla Rocca si staglia il Monumento a Francesco Baracca (1936), asso dell'aviazione italiana durante la Grande Guerra, a cui la citta' natale ha dedicato l'omonimo Museo. Sul lato ovest del Pavaglione sorge il Teatro Rossini edificato tra il 1757 e il 1759 dall'architetto F. Petrocchi e completato nel 1761 da Antonio Galli Bibiena. Considerato il prototipo del teatro all'italiana, nel 1859 fu intitolato a Gioacchino Rossini. A poca distanza dal centro storico, in via di Giu', il Cimitero Ebraico attesta la presenza a Lugo di una numerosa comunita' ebraica dal &500 fino al secolo scorso. All'ingresso sud della citta', il quattrocentesco Oratorio di Croce Coperta ospita un interessante ciclo di affreschi, riconducibili alla scuola ferrarese dei secoli XV e XVI.

PIEVE DI SAN GIORGIO

PIEVE DI SAN GIORGIO  Apri
Loc. PIEVE DI SAN GIORGIO, STRADA CARDINALA ARGENTA, ., ARGENTA, PROVINCE OF FERRARA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
36 Km da FAENZA
Altitudine: -0 mt. s.l.m.  Area Conselice, Voghiera, Lugo
La pieve di San Giorgio sorge isolata sulla destra del fiume Reno, non lontano dal centro abitato di Argenta; e' uno dei monumenti piu' significativi della provincia di Ferrara. Durante tutto l'alto Medioevo era stata un punto di riferimento istituzionale ed amministrativo per gli abitanti del territorio. Lo storico Andrea Agnello nel Liber Pontificalis Ecclesia Ravennatis ne tramanda la data di costruzione attorno al 569-570. La prima attestazione della presenza nella chiesa del fonte battesimale e' del 1022; cento anni dopo la pieve fu ristrutturata: di quell'intervento resta il portale marmoreo romanico con la raffigurazione dei mesi sugli stipiti ed il martirio di San Giorgio nella lunetta. Un'iscrizione in versi lo dice realizzato nel 1122 da Giovanni di Modigliana. Il declino di san Giorgio inizio' a meta' del XIII secolo, quando i depositi alluvionali avevano pressocche' interrato la zona e si decise di trasferire il fonte battesimale nella chiesa di San Nicolo' di Argenta. Le ricerche e gli scavi condotti tra il 1982 ed il 1986 hanno permesso di ricostruire la storia e la fisionomia della pieve

CHIESA DI SAN FRANCESCO

CHIESA DI SAN FRANCESCO  Apri
Loc. COTIGNOLA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
10 Km da FAENZA
Altitudine: 17 mt. s.l.m.  Area Lugo, Faenza, Conselice

The church, built in Gothic Roman style, was built in the decade 1484-1494 following the Papal bull dated June the 6th 1484. The consecration is dated 1495. The church preserves the uncorrupted corpse of the Blessed Antonio Bonfadini, who died in 1482 and is known as Cotignola Saint. Worth of mention are some frescoes, survived to war's damages: the two angels holding Biancoli family coat of arms of an anonymous XVI century artist; the fresco depicting the Pieta attributed to Gerolamo Marchesi, on the original site above the entrance door of the left nave, today only the sinopsis remains, while the fresco is currently placed above the main altar; finally it can't be forgotten a fanlight depicting the Pieta' which represents the final part of an altarpiece carried out by the Zaganelli brothers (XV c.), now kept in the Brera Galley in Milan, one of the main art museums in Italy. Via San Francesco, 15 - Cotignola - 48010 (RA) Tel: 0545 40155, info - Convento di San Francesco

CESENA

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Loc. CESENA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
34 Km da FAENZA
  Area Predappio, San Piero In Bagno, Bagno di Romagna
Cesena e' un comune italiano di 97 603 abitanti della provincia di Forli'-Cesena in Emilia-Romagna. Sorge sulla via Emilia (circa 18 km a sud-est di Forli', 30 km a nord-ovest di Rimini e 35 km a sud di Ravenna) in un'area geografica caratterizzata dalla presenza di numerose aziende che operano in campo agricolo, gastronomico, fitness, tecnologico; dall'esistenza di numerosi centri termali ed un'elevata qualita' della vita. E' nota come citta' dei Tre Papi, anche se diede i natali a due soli papi (Pio VI e Pio VII), mentre ospito' il vescovado di altri due (Pio VIII e Benedetto XIII)

PREDAPPIO

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Loc. PREDAPPIO FORLI-CESENA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
23 Km da FAENZA
  Area Civitella di Romagna, Forlì, Forlimpopoli
Predappio (la Pre' in romagnolo) e' un comune di 6570 abitanti della provincia di Forli'-Cesena, circa a 15 km a sud del capoluogo, Forli'. Dal punto di vista geologico le origini del territorio su cui insiste il Comune di Predappio si possono far risalire al periodo compreso fra Miocene e Pliocene. Il terreno e' costituito prevalentemente da spungone e puddinga ed appare solcato dai calanchi, le formazioni tipiche dei suoli argillosi molto degradati. Il paesaggio risulta estremamente vario, caratterizzato dall'alternarsi di collina e pianura, con fasce brulle e coltivazioni intensive di vite, frutta, cereali e foraggio. Interessante dal punto di vista naturalistico e' anche la zona delle grotte di Predappio Alta, frazione che rimase capoluogo del territorio sino al 1927 la quale, dopo essere stata luogo di estrazione dello zolfo, oggi si segnalana per la presenza di stalattiti, acque sulfuree e roccia sedimentaria tempestata di fossili; sede, inoltre, del famoso presepio artistico che ogni anno richiama in collina numerosi visitatori. La vegetazione arborea e' uno dei fattori di maggiore fascino del paesaggio predappiese: nei pressi di Predappio Alta si ergono i castagni secolari di Barberino, che per tanti anni hanno sfamato con i loro frutti la popolazione locale; a Monte Mirabello per diversi ettari si estende un bosco di pino nero nel quale crescono abbondanti i funghi; in varie localita', poi, si trovano alcuni alberi monumentali, in modo particolare roveri e roverelle, censiti a livello regionale come 'storici'. La fauna e' molto ricca : caprioli, volpi, cinghiali e piccoli mammiferi popolano i boschi e i campi del territorio, cosi' come numerose specie di uccelli, alcuni dei quali rapaci

RAVENNA

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Loc. RAVENNA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
29 Km da FAENZA
  Area Cervia, Cotignola, Lugo
Ravenna e' uno dei capoluoghi di provincia emiliani ed e' situata nella pianura nord-orientale della regione a pochi chilometri dal Mar Adriatico tanto che anticamente fu una citta' di mare. Oggi e' un importante centro industriale sebbene conservi un grande interesse turistico grazie soprattutto ai famosi monumenti e mosaici bizantini. Ravenna fu un insediamento prima etrusco poi umbro e venne colonizzata dai Romani nel sec. II a.C. Nel 402 fu scelta da Onorio come capitale dell''Impero Romano d''Occidente e divenne un punto di passaggio fra la cultura bizantina e quella romana. Con la caduta dell''impero Ravenna divenne capitale dei regni di Odoacre e Teodorico e dal 553 al 751 fu il simbolo del potere bizantino in Italia. l''invasione dei Longobardi nel 540 segno' la fine dell''unita' politica dell''Italia bizantina e da qui comincio' un periodo di degrado anche per Ravenna. La citta' riacquisto' il suo vecchio splendore con l''avvento dei veneziani nel &400 che realizzarono molte opere architettoniche ed urbanistiche. Con i tre secoli di dominio dello Stato Pontificio a partire dal XVI la citta' cadde in un nuovo stato di abbandono, a parte qualche intervento nel corso del &700 come l''apertura del porto-canale Corsini e la deviazione dei corsi dei fiumi Ronco e Montone. Dopo la seconda guerra mondiale si scoprirono giacimenti di metano che, pur creando danni ambientali, favorirono il nuovo sviluppo della citta'

GROTTA DEL FARNETO

GROTTA DEL FARNETO  Apri
Loc. VIA JUSSI, SAN LAZZARO BO, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
42 Km da FAENZA
  Area Ozzano dell'Emilia, Bologna, Casalecchio di Reno
La Grotta del Farneto, celata nel cuore del Parco dei Gessi e Calanchi dell'Ababdessa con accesso dal Centro visita 'Casa Fantini' in localita' Farneto, venne scoperta nel 1871 da Francesco Orsoni, il quale avvio' le prime importanti ricerche archeologiche. La grotta e' celebre per alcune sepolture risalenti all'Eta' del Rame rinvenute dal grande speleologo bolognese Luigi Fantini negli anni '60 in un riparo naturale creato da uno strato sporgente e oggi conservate presso il Museo della Preistoria 'Luigi Donini' di San Lazzaro di Savena, il Museo Archeologico di Bologna e il Museo Archeologico Paleoambientale di Budrio. A seguito di lavori di cava, l'intero affioramento e la grotta sono rimasti per anni inaccessibili a causa di una frana che ne ostruiva l'ingresso, fino alla realizzazione di un intervento di recupero e messa in sicurezza che ne ha finalmente consentito la riqualificazione e la riapertura al pubblico nel 2008. Oggi la grotta e' meta di visite guidate il cui calendario e' disponibile consultando la pagina Visite guidate. In occasione della riapertura della grotta nel 2008, e' stata presentata la pubblicazione La Grotta del Farneto: una storia di persone e di natura curata da Annalisa Paltrinieri, giornalista da anni collaboratrice del Parco per il settore comunicazione, che, oltre a documentare l'intervento di recupero e messa in sicurezza dell'intera area, racconta la storia del luogo anche attraverso contributi affettivi, testimonianze e ricordi

OLIO EXTRAVERGINE BRISIGHELLA DOP

OLIO EXTRAVERGINE BRISIGHELLA DOP  Apri
Loc. BRISIGHELLA RA, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
14 Km da FAENZA
  Area Riolo Terme, Casola Valsenio, Faenza
  Brochure PDF
Alla bassa altitudine (115 m.) che caratterizza i borghi della collina dell'Appennino Tosco-Romagnolo, la coltura dell'olivo, protetta dai venti freddi di levante, grazie alla conformazione ad anfiteatro della valle, e da quelli del nord da una barriera naturale di gesso, ha trovato un microclima temperato ideale, dando vita ad un prodotto di grande qualita' divenuto oggi molto famoso. In questa zona la coltivazione dell'ulivo risale a tempi antichissimi, si sono infatti trovate tracce della sua produzione fin dai tempi dei Romani. E' un olio dal colore verde smeraldo, con riflessi dorati, odore di fruttato medio o forte, con sensazione netta di erbe o ortaggi, sapore di fruttato con leggera sensazione di amaro e leggera o media sensazione piccante e con un basso livello di acidita'. L'acidita' massima, espressa in acido oleico, non e' superiore a 0,5 grammi per 100 grammi di olio. Il Brisighello e' frutto di una selezione dei crus della D.O.P. Brisighella. Contiene un basso livello di acidita' e si presenta di colore verde con venature gialle. Si caratterizza per il profumo persistente di carciofo e di oliva, e per il sapore vellutato, dolce e ammandorlato. Nella terra di Brisighella (Ravenna), paese ubicato nella vallata del Lamone dove, grazie alla protezione contro i venti freddi di levante e ad una barriera naturale di gesso contro quelli provenienti da nord, la coltivazione dell'olivo ha trovato un microclima temperato favorevole.

PARCO REGIONALE DELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA

PARCO REGIONALE DELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA  Apri
Loc. PARCO REGIONALE DELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
21 Km da FAENZA
Altitudine: 325 mt. s.l.m.  Area Riolo Terme, Brisighella, Dozza
La Vena del Gesso Romagnola costituisce una delle formazioni geologiche piu' importanti e caratteristiche dell'intero Appennino emiliano-romagnolo. Si estende, per uno sviluppo lineare di circa 25 chilometri tra le province di Ravenna e Bologna. L'intera superficie degli affioramenti gessosi non supera i 10 chilometri quadrati. La Vena del Gesso e' interrotta trasversalmente dalla valle del Lamone a Brisighella (RA), dalla valle del Sintria poco prima di Zattaglia (comune di Brisighella), dalla valle del Senio nei pressi di Borgo Rivola (comune di Riolo Terme, RA), dalla valle del Santerno nei pressi di Borgo Tossignano (BO) e dalla valle del Sillaro nei pressi di Gesso (BO). Un piccolo affioramento gessoso e' presente anche sulla destra idrografica del fiume Lamone. L'altitudine varia tra 100 m e 515 m s.l.m. La cima piu' alta e' monte Mauro, sulla sinistra idrografica del torrente Sintria

SPIAGGIA DI CESENATICO

SPIAGGIA DI CESENATICO  Apri
Loc. CESENATICO FORLI-CESENA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
44 Km da FAENZA
  Area Cervia, Igea Marina, Cesena
La spiaggia di Cesenatico e' una delle piu' ampie in questo tratto di costa, infatti la grandezza dell'arenile permette la pratica di giochi individuali e collettivi come il beach volley. Cesenatico e' frequentata da turisti di tutte le eta' perche' offre numerosi divertimenti ai giovanissimi e sicurezza alle famiglie con bambini piccoli che possono tranquillamente fare il bagno in un mare con i fondali molto bassi. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristorante -Parcheggio -Noleggio attrezzature

FORLI'

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Loc. FORLI, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
15 Km da FAENZA
  Area Forlimpopoli, Predappio, Faenza
Forli', Forum Livii in latino, chiamata anche Forlivio, Furli', o con varianti simili, in italiano antico) e' un comune italiano di 118.652 abitanti, capoluogo della provincia di Forli'-Cesena in Romagna. In particolare, Forli' e' il centro linguistico del dialetto romagnolo (il termine che usa Dante Alighieri nel De vulgari eloquentia e' meditullium). E' sede vescovile della diocesi di Forli'-Bertinoro. Dopo essere stata, fin dall''inizio del Regno d''Italia sabaudo e per quasi tutto il XX secolo, capoluogo della provincia di Forli', nome sotto il quale era compreso anche il territorio di Rimini, dal 1992 condivide con Cesena il nome della provincia, della quale comunque Forli' resta unico capoluogo. La citta' e' nota anche con il soprannome dialettale di Zitadon, il Cittadone, per essere a lungo stata la citta' piu' popolosa della Romagna (ad esempio, lo era all''epoca dell''unificazione italiana). Nella storia e' stata anche chiamata con il nome di Livia. Forli' e' situata nella regione storica della Romagna, di cui e', come dice Dante nel De Vulgari eloquentia, meditullium, cioe' l''area centrale. Questo primato e', quindi, anche linguistico, nel senso che il forlivese costituisce il dialetto romagnolo tipico: nelle altre parlate, a mano a mano che ci si allontana dal centro della regione linguistica, si vanno via via perdendo alcune delle caratteristiche. La citta', fondata secondo la tradizione nel 188 a.C., nel 2012-2013 festeggera' i suoi 22 secoli di vita. Lo storico Sigismondo Marchesi, comunque, retrodata la fondazione al 208 a.C. Secondo la tradizione il segno zodiacale di Forli' e' il Capricorno

SCALOGNO DI ROMAGNA IGP

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Loc. RIOLO TERME - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
15 Km da FAENZA
  Area Casola Valsenio, Brisighella, Dozza
  Brochure PDF
Talvolta gli occhi lacrimano e una ventata pungente invade le nostre narici,poi il palato assapora un' autentica prelibatezza, molto aromatica, capace di regalare ai cibi un sapore che ne esalta e gratifica il gusto. E' l'Allium (parola celtica che significa bruciante) Ascalonicum, ovvero lo scalogno, un piccolo bulbo della famiglia delle Liliacee di colore bianco violaceo avvolto in una pellicola esterna di diverso colore, dal ramato al rossastro e, non e' un aglio, ne' una cipolla. Lo scalogno coltivato da sempre in romagna, fu portato da popoli provenienti dall' oriente che migrarono verso l' Europa cinquemila anni fa. Dal 1992 la PRO LOCO di Riolo Terme organizza la fiera dello Scalogno di Romagna con l' idea di promuovere un prodotto tipico della tradizione famigliare locale con l' ottenimento poi nel 1997 dell' I.G.P. (indicazione geografica protetta) presso la Comunita' Europea. La fiera si svolge nella terza domenica di Luglio dal giovedi' alla domenica con mostra mercato dello scalogno da parte degli agricoltori che sono in possesso della certificazione del prodotto ( l' ente certificatore e' la Check Fruit). Questo mercato si svolge nelle vie centrali del paese dal giovedi' tardo pomeriggio e sera, la domenica tutto il giorno. Presso lo stand gastronomico la Pro Loco propone un menu rigorosamente a base di Scalogno di Romagna. Allium Ascalonicum. Lo Scalogno di Romagna appartiene alla famiglia delle Liliacee (Gigliacee) come l'aglio, la cipolla, l'aloe. L' antica denominazione di queste piante, la cui coltivazione e' nota da almeno 3000 anni a. C. gia' in uso presso i popoli romani, non e' facilmente ricostrui-bile. Si ritiene che lo scalogno sia stato portato dai popoli che migrarono dal medio oriente verso l'Europa, tra questi le popolazioni celtiche, molto presenti an-che nelle nostre zone, infatti il termine allium e' una parola celtica che significa 'bruciante'. Molte sono le piante appartenenti alle famiglia delle liliacee, tutte caratteriz-zate da un sapore pungente e da un tipico odore. In particolare il nostro Allium Ascalonicum, in volgare scalogno, scalogna, aglio scalogno, e' una pianta bulbosa, presenta dei piccoli bulbi aggregati fra loro di forma piriforme che nascono in gran numero attorno ad un bulbo centrale, sono piu' o meno compressi ai lati ove si toccano con i bulbi piu' vicini. Essi sono avvolti da una pellicola il cui colore varia dal ramato al rossastro o bruno fino al grigiastro. I bulbilli, privati della pellicola esterna, possono raggiungere un peso che varia da 5 a 25 grammi circa a seconda del tipo di terreno su cui e' coltivato, assumono anche un tipico colore, un verde violaceo, un rossiccio, un rosa chiaro, un marcato bianco e viola. In particolare il nostro Scalogno di Romagna presenta ad una prima analisi esterna un apparato radicale molto sviluppato, le radici possono raggiungere discrete lunghezze, anche 25 and 30 cm. le foglie sorgono da ciascun bulbo, ed hanno forma cilindrica. Lo Scalogno di Romagna ha un sapore suo particolare, piu' forte e profumato di quello della cipolla e piu' dolce di quello dell'aglio. Un particolare molto interessante e curioso e' questo: lo scalogno di romagna non e' mai stato trovato allo stato selvatico per un singolare motivo, non fa fiore per cui non c'e' possibilita' di scambio di pollini tra infiorescenze di piu' piante, percio' e' fondamentale conservare una parte dei bulbi dell' anno da poter piantare per ottenere un nuova produzione. Cio' pone un problema alla coltivazione non potendo attenere seme perche' non esiste si deve conservare il bulbo, ma quest'ultimo ha un periodo limitato di conservazione, per cui ipoteticamente se nessuno ripianta il bulbo dell' anno il tipico scalogno di romagna scompare. Un altro particolare interessante per ricercatori, in anni in cui si discute di genetica, il nostro scalogno non facendo fiore non scambia pollini per cui non scambia geni, quindi conserva ancora il suo 'corredo genetico' di quando fu portato in Europa, un 'corredo' di 5000 anni

BRISIGHELLA

BRISIGHELLA  Apri
Loc. BRISIGHELLA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
14 Km da FAENZA
  Area Riolo Terme, Casola Valsenio, Faenza
Brisighella (Brisighe'la in romagnolo) e' un comune italiano di 7.688 abitanti della provincia di Ravenna ubicato a 115 metri s.l.m. in quell'entroterra romagnolo ancora profondamente legato alle proprie origini, alle tradizioni e al valore della vita quotidiana del borgo. Sorge sulle pendici dell'Appennino Tosco-Romagnolo, in un contensto ambientale di grande pregio e ha deciso di mantenere nel corso dei secoli il suo impianto originario, cosi' come gli elementi dal passato che arrivando fino a oggi, l'hanno reso unico dal punto vista architettonico. Il borgo e' caratterizzato da tre pinnacoli rocciosi, su cui poggiano la Rocca Manfrediana (sec. XIV), il Santuario del Monticino (secolo XVIII) e la Torre detta dell'Orologio, ricostruita nell'Ottocento sulle rovine di un preesistente insediamento difensivo del XII secolo. E' difficile risalire al significato del toponimo Brisighella: quattro sono le ipotesi a cui ci si appoggia maggiormente; la prima, la piu' screditata, fa derivare il toponimo dal latino 'bra'ssica' (cavolo) che farebbe di Brisighella 'la terra in cui si coltivano cavoli'. La seconda, invece, propende per una derivazione dal romagnolo 'brisca' (favo o vespaio) e quindi 'zona dove si trovano alveari' o con terreno poroso adatto ai vespai. La terza, la piu' accreditata, propone la derivazione da un'altra voce dialettale, bri'sul (briciola), col significato di 'piccola porzione di terreno coltivato'. L'ultima, infine, lo collega al celtico Brix (luogo scosceso, e' la stessa stessa etimologia di Brescia). Tutt'intorno e' circondato da un mare di verde, sentieri rocciosi, scalinate gessose, antichi luoghi di culto, case poste in strade caratteristiche. Un mondo di sogno e di favola che fa ritornare alla mente cavalieri, dame, duelli, amori, veleni, battaglie e ricordi ormai scomparsi da secoli

WWF: OASI FLUVIALE DEL MOLINO GRANDE

WWF: OASI FLUVIALE DEL MOLINO GRANDE  Apri
Loc. SAN LAZZARO DI SAVENA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
42 Km da FAENZA
  Area Ozzano dell'Emilia, Bologna, Castel San Pietro Terme
La prima oasi WWF realizzata dalla sezione di Bologna, ora ancora piu' ricca grazie ad una nuova zona umida ed un laghetto concessi in comodato gratuito dai proprietari L'Oasi fluviale del Molino Grande, all'interno del Parco regionale dei Gessi bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, si trova nella frazione di Idice nel Comune di San Lazzaro di Savena (Bo). L'Oasi tutela un tratto di bosco ripariale del Torrente Idice ed e' di particolare interesse per alcune presenze arboree monumentali e per la nidificazione di rare specie di uccelli. Un facile sentiero permette di costeggiare il fiume Idice per circa 2 km verso sud, attraversando una spettacolare vegetazione ripariale, lasciata a libera evoluzione da 25 anni. La fauna e' quella tipica delle aree golenali, con la rondine topino,il gruccione ed il martin pescatore. Il nuovo laghetto e' ricco di biodiversita'; ricordiamo due specie botaniche particolarmente rare: il nanufaro e la ninfea sfrangiata. Ambiente Il bosco presso il torrente e' dominato da alti pioppi, ma la parte che cresce sul terrazzo sabbioso presenta gli elementi caratteristici degli ambienti aridi collinari, come la roverella (di cui sono presenti esemplari monumentali), l'orniello, l'acero campestre, oltre alla robinia di origine americana. Nelle bassure piu' umide, prossime al torrente, si trovano invece, oltre ai pioppi, varie specie di salici. Sul greto del torrente sono presenti suggestive fioriture di piante erbacee. Nella parte piu' a sud, sotto la vecchia sorgente, ora scomparsa, si trova una piccola palude e un ampio prato arido con peri selvatici e olmi. La vegetazione e la fauna presenti sono adattate a condizioni di variabilita' con acqua abbondante per la maggior parte dell'anno e periodi di siccita' durante l'estate. La conformazione e l'ubicazione del sito lo rendono anche un importante corridoio ecologico, ovvero un'area di transito e diffusione sia per specie animali che vegetali.

FORMAGGIO DI FOSSA

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Loc. RONCOFREDDO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
45 Km da FAENZA
  Area Cesena, Verucchio, Santa Giustina
Il formaggio di fossa e' anche chiamato pecorino di fossa, cacio in fossa e Ambra di Talamello. Latte: di pecora pastorizzato ed in minor misura di latte di capra ed eventualmente di latte vaccino. Contenuto di grassi e calorie: il formaggio di fossa contiene il 45% di grasso, ma ha un sapore talmente deciso da insaporire molti piatti con una quantita' minima di calorie poiche' ne bastano pochi grammi. Provenienza: il formaggio di fossa viene prodotto in Emilia Romagna nelle citta' di Rimini e Forli' (Sogliano al Rubicone); in Umbria viene prodotto a Citta' di Castello, Gubbio, Scheggia, Pascelupo e Costacciaro ; nelle Marche viene prodotto nelle province di Pesaro (Talamello, Cartoceto). Stagionalita': tutto l'anno. Reperibilita': media. Conservazione: in frigorifero a + 4, + 8 gradi. Caratteristiche: il formaggio di fossa e' un formaggio grasso, friabile, gustoso e dal profumo assai intenso ; il suo aroma richiama il profumo del sottobosco , del legno, del tartufo e del muschio; il suo sapore e' caratteristico e particolare e passa dal dolce al piccante. Storia: il formaggio di fossa e' antico e particolare, tipico di Sogliano al Rubicone nel Forlinese e conosciuto fin dal XV secolo. Il suo nome deriva dal fatto che i contadini della regione usavano nasconderlo sotto terra, a quattro o cinque metri di profondita' , in cavita' tufacee, per salvarlo dalle scorrerie dei banditi. Produzione: le forme di formaggio di fossa maturano per due o tre mesi all'aria aperta; poi, in agosto, vengono avvolte in teli bianchi, messe in una sacca, venti o venticinque per volta, avvolte nel fieno e riposte in fosse di tufo a forma di fiaschi, profonde circa 3 metri per due di diametro, dove la temperatura si aggira intorno ai 20° C e vi e' un grado di umidita' dell' 80-90 %. Prima di essere riempite, le fosse vengono pulite bruciando paglia e sterpi e poi rivestite di paglia e canne per favorire la sgocciolatura del siero ed evitare il contatto dei formaggi con le pareti della fossa. Dopo aver stivato i sacchi dei formaggi nelle fosse, queste vengono chiuse con coperchi di legno e, come vuole la tradizione, le forme di formaggio vengono chiuse nelle grotte per 90 giorni ad agosto e vi rimangono fino al 25 novembre , giorno di Santa Caterina. In cucina: per meglio gustare il sapore del formaggio di fossa e' preferibile portarlo per alcune ore a temperatura ambiente. Questo formaggio, gustato da solo, e' davvero ottimo, ma in cucina e' addirittura un vero e proprio jolly: l'abbinamento con il miele ne esalta il gusto ed e' ottimo accompagnato sia dalla composta di frutta chiamata 'savor', una preparazione a base di mosto di uva cotto a lungo con vari tipi di frutta, sia con frutta fresca o secca. E' anche un condimento ideale per aggiungere sapore a pasta, risotti , gnocchi e ravioli e per i piatti al gratin e a base di verdure. Si accompagna con vino rosso abboccato, come Valpolicella o Bardolino. Sagre: a Cartoceto (PU), l'apertura della fossa avviene l'ultima domenica di Novembre, giornata di grande festa per il paese e per gli amanti di questo indimenticabile pecorino. A Sogliano al Rubicone (FC) le fosse vengono aperte il giorno di Santa Caterina, il 25 novembre, giorno in cui le vie di questo paese si riempiono del fragrante odore del pecorino di fossa. Nel complesso, possiamo dire che il formaggio di fossa si presenta con forme irregolari e inebria per il suo particolare sapore e profumo che lo rendono inconfondibile non solo agli esperti del settore; per quanto concerne il colore, esso si avvicina al paglierino quindi una tonalita' di giallo chiaro a tratti simile a quello della paglia. Dura e robusta e' la sua pasta. A cavallo tra il mese di Agosto e l'inizio di Settembre ha inizio l'infossatura del formaggio di fossa mentre la sfossatura avviene una volta terminato il periodo di stagionatura: e' allora che viene tolta la copertura della fossa e per tradizione questo momento viene fatto coincidere con la seconda meta' di Novembre (piu' precisamente il 25 del mese nonche' giorno di Santa Caterina d'Alessandria)

CONSELICE

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Loc. CONSELICE RAVENNA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
25 Km da FAENZA
  Area Argenta, Lugo, Cotignola
La storia di Conselice e' assai ricca di eventi e personaggi che, piu' di ogni altra cosa, hanno contribuito alla fama del comune. Conselice nasce, con ogni probabilita', come dimostrano i numerosi ritrovamenti di fossili marini, sul limitare di una vasta zona lagunare e, sin dalle sue origini, dimostra la propria importanza strategica divenendo un importante crocevia per i commerci. Questo porto di acque interne, chiamato 'Caput Sicilis', venne cosi' collegato con il vicino centro che oggi conosciamo come Imola, attraverso una grande strada pavimentata con pietroni di selce, la quale, presso i romani, prese il nome di 'Appia Selee Strata'. La probabile presenza di canali navigabili da piccole imbarcazioni e la vicinanza del Po di Prima, hanno portato a pensare che l'attuale Conselice, sotto il dominio romano, rappresentasse proprio il porto di Imola, rivestendo cosi' un ruolo di primaria importanza per la vicina citta'. Conselice potrebbe essere definito uno dei luoghi ideali per una vacanza all'insegna del divertimento: manifestazioni, eventi annuali ed appuntamenti ormai entrati nella tradizione si accostano a siti di interesse storico e luoghi di divertimento, il tutto in un mix esplosivo che rende questo comune ravennate una tra le mete turistiche piu' amate e conosciute d'Italia. Il Mulino di S. Patrizio, invece, adatto a grandi e piccini, e' ospitato lungo il Canale dei Mulini, che collega il comune con la vicina Imola, e puo' essere ammirato nella sua struttura originaria a due piani. Da non dimenticare poi la Chiesa di San Martino che, edificata in un sobrio stile neoclassico, sulle rovine di un antica chiesa romanica, ospita due dipinti di grande pregio tra cui si ricorda la 'Madonna con bambino dormiente'. Ma il vero cuore pulsante di Conselice e' probabilmente il divertimento, a cui l'ospitalita' ed il calore degli abitanti fanno da contorno per un risultato davvero strepitoso.

ROCCA MALATESTIANA

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Loc. VIA CIA DEGLI ORDELAFFI, CESENA FC, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
35 Km da FAENZA
  Area Forlimpopoli, Roncofreddo, Cesenatico
La Rocca si trova nel centro della citta' di Cesena, vicinissima a Piazza del Popolo. E' situata sulla sommita' del Colle Garampo e circondata dal Parco della Rimembranza. La Fortezza si caratterizza per la sua maestosa mole, per gli spalti panoramici e per i suggestivi camminamenti interni alle cortine. Nella corte e' inclusa una cittadella fortificata che comprende due imponenti fabbricati, la Torre Maestra (Mastio o Maschio), al cui interno oggi sono esposte alcune armature e selle (originali), che venivano utilizzate per la 'Giostra d'incontro' e il Palatium (Femmina), dove ha sede il Museo di Storia dell'Agricoltura. L'edificazione del fortilizio iniziata a partire dal 1380 con Galeotto Malatesta, prosegue per volonta' dei suoi successori Andrea e Malatesta Novello, viene completamente rinnovata e ultimata nel 1477, durante il dominio pontificio. La Rocca fa parte di un piu' ampio sistema di fortificazioni che circonda la citta', sistema che ha affascinato anche Leonardo da Vinci quando nell'estate del 1502 soggiorna a Cesena, incaricato da Cesare Borgia di ispezionare e revisionare le fortificazioni delle giurisdizioni conquistate e migliorare le difese. Rimangono come sue testimonianze alcuni disegni della Rocca (le mura della Rocca Vecchia e della Rocca Nuova, i Rastelli, con la Porta Maestra), il rilievo completo della cinta muraria della citta', annotazioni sugli usi e costumi di Romagna, appuntati sul suo taccuino, oggi custodito presso la Biblioteca dell'Istituto di Francia a Parigi

FORLIMPOPOLI

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Loc. FORLIMPOPOLI - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
24 Km da FAENZA
Altitudine: 2 mt. s.l.m.  Area Forlì, Cesena, Predappio
Da Forli', i percorsi dei pellegrini attraversavano l'Appennino lungo diverse direttrici tra cui quella della valle del Bidente (o Ronco), che muoveva dalla vicina Forlimpopoli. Forlimpopoli - Chiesa dei Servi - Foto di Matteo BondiLa cittadina, come la sorella maggiore Forli', e' situata in pianura lungo il tracciato della via Emilia e anch'essa vanta storiche origini romane. Fu fondata dal console romano Popilio Lenate nel 132 a.C. con il nome di Forum Popili (foro di Popilio), da cui deriva la sua denominazione. Il piu' imponente edificio storico di Forlimpopoli e' certamente la fortezza medievale, nella centrale piazza Garibaldi. Costruita alla fine del &300 sulle rovine dell'antica cattedrale di S. Maria Popiliense, la fortezza conserva le forme massicce che ricevette nel secolo successivo. Materiali di scavo ed elementi della cattedrale scomparsa sono esposti nel Museo Civico Archeologico, allestito all'interno della rocca. Esempio di architettura del VI secolo, e' la Collegiata di S. Ruffillo, che conserva le reliquie del Santo, primo vescovo di Forlimpopoli. Fu rifatta nel corso del &400 e restaurata nel 1821. Dalla cittadina si dipartiva un percorso romeo particolarmente ben documentato nelle fonti medievali, che toccava uno dopo l'altro gli abitati di Meldola, Cusercoli, Galeata, Santa Sofia e si riuniva quindi a quello della valle del Savio a Bagno di Romagna, centro termale conosciuto fin dall'antichita'

SPIAGGIA DI CERVIA

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Loc. CERVIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
39 Km da FAENZA
  Area Cesenatico, Igea Marina, Cesena
Cervia e' una delle localita' balneari piu' famose nel Mar Adriatico. Qui sara' possibile praticare numerosi sport individuali e collettivi sulla spiaggia lunga ben nove chilometri come i tornei di beach volley organizzati nei campi appositi eretti sulla spiaggia. Grazie alle numerose scuole di vela e surf sara' possibile ai neofiti degli sport acquatici imparare e divertirsi con tutta sicurezza grazie alla presenza dei migliori istruttori del campo. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Noleggio attrezzature per sport acquatici -Ristorante -Parcheggio

ROCCA DI FORLIMPOPOLI

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Loc. FORLIMPOPOLI FORLI-CESENA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
23 Km da FAENZA
Altitudine: 31 mt. s.l.m.  Area Forlì, Cesena, Predappio
La rocca di Forlimpopoli o rocca albornoziana, in memoria del suo edificatore, e' una rocca che si affaccia sull'odierna Piazza Garibaldi nella citta' di Forlimpopoli. La rocca fu edificata negli anni compresi fra il 1360 e il 1365 per volere del cardinale Albornoz, il cardinale al quale il papa affido' la riconquista delle terre romagnole. Gia' prima dell'arrivo di Albornoz a Forlimpopoli esisteva una fortificazione a guardia delle mura cittadine. Nel 1356 gli Ordelaffi provvidero a restaurare e rafforzare le fortificazioni della citta' ma nel 1360 il cardinale Egidio Albornoz, alla testa delle truppe pontificie, dopo un lungo assedio, rase al suolo quasi l'intera citta' permettendo che le truppe saccheggino le abitazioni ed uccidessero gli abitanti. La rocca viene riedificata sulle basi della precedente ed inglobando edifici preesistenti, come la vecchia chiesa che fungeva da duomo. Nel giro di pochi anni la struttura e' gia' praticamente ultimata tanto che Anglico de Grimoard, nella sua Deio provincie Romandiole del 1371 la nomina rocca Salvaterra. Passato il periodo albornoziano, la citta' ripassa sotto dominio degli Ordelaffi ed uno di questi, Sinibaldo Ordelaffi fece rafforzare la struttura. Terminata la costruzione, Sinibaldo cedette la rocca al figlio Pino Ordelaffi il quale, morendo, lo lasciava in eredita' nel 1402 al fratello Francesco. La rocca ha forma quadrangolare ed e' munita di 4 bastioni circolari posti a ciascuno degli angoli. La cortina meridionale e' rafforzata dal mastio che custodisce l'ingresso sottostante. A tale scopo, per rafforzare le posizioni all'entrata, fu innalzato un rivellino che rafforzasse l'accesso alla rocca. Di tale rivellino, andato distrutto con il tempo, non rimane piu' traccia. Le due torri che guardano ad est attualmente hanno forma circolare, ma gli scavi archeologici hanno messo in evidenza le primigenie forme: avevano forma poligonale e solo verso la meta' del Quattrocento furono trasformate a pianta circolare che tuttora conservano

PARCO REGIONALE DEI GESSI BOLOGNESI E CALANCHI DELL'ABBADESSA

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Loc. OZZANO DELL'EMILIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
39 Km da FAENZA
Altitudine: 325 mt. s.l.m.  Area Ozzano dell'Emilia, San Lazzaro di Savena, Castel San Pietro Terme
  Brochure PDF
Grotte e non solo: il piu' grande Parco carsico dell'Emilia-Romagna Il parco, situato sulle prime colline bolognesi, comprende una fascia di affioramenti gessosi, che hanno dato vita ad un complesso carsico di estremo interesse, e i suggestivi Calanchi dell'Abbadessa. Per quanto intaccati dalle passate attivita' estrattive, i gessi bolognesi rappresentano una delle principali emergenze naturalistiche della regione, con doline, altipiani, valli cieche e rupi che modellano il paesaggio e ospitano una vegetazione caratterizzata da presenze mediterranee e specie legate a fasce altitudinali piu' elevate

Escursioni e attrazioni in EMILIA ROMAGNA vicino a FAENZA RAVENNA, ITALY Cotignola Brisighella Lugo: 'MARRONE DI CASTEL DEL RIO'   'TERME DI CASTEL SAN PIETRO'   'LOTUS GREEN AREA'   'DOZZA'   'LUGO DI RAVENNA'   'PIEVE DI SAN GIORGIO'   'CHIESA DI SAN FRANCESCO'   'CESENA'   'PREDAPPIO'   'RAVENNA'   'GROTTA DEL FARNETO'   'OLIO EXTRAVERGINE BRISIGHELLA DOP'   'PARCO REGIONALE DELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA'   'SPIAGGIA DI CESENATICO'   'FORLI''   'SCALOGNO DI ROMAGNA IGP'   'BRISIGHELLA'   'WWF: OASI FLUVIALE DEL MOLINO GRANDE'   'FORMAGGIO DI FOSSA'   'CONSELICE'   'ROCCA MALATESTIANA'   'FORLIMPOPOLI'   'SPIAGGIA DI CERVIA'   'ROCCA DI FORLIMPOPOLI'   'PARCO REGIONALE DEI GESSI BOLOGNESI E CALANCHI DELL'ABBADESSA'  

EMILIA ROMAGNA


Emilia deriva dalla strada Emilia che fu costruita nel sec. II a.C dai Romani e collegava L'Adriatico alla Pianura Padana. Anche il nome Romagna ha origini romane. Distesa tra il corso del Po a nord ed i rilievi appenninici a sud, questa regione è considerata tra le più fertili e produttive d'Italia, grazie anche all'influsso del Mar Adriatico che mitiga il clima nella zona costiera. Grazie a questo contrasto tra la montagna ed il mare l'Emilia Romagna offre al visitatore paesaggi mozzafiato, meraviglie per gli occhi e per lo spirito in un misto di colori e profumi della terra, di allegria, di musica, di cinema, di arte. Gli amanti del mare, del sole e del divertimento scelgono la Riviera Romagnola, con la spiaggia più lunga d'Europa. Qui possono usufruire di strutture attrezzate anche per lo sport ed il tempo libero. Località come Rimini, Riccione, Cattolica sono sinonimo di ottima accoglienza turistica, relax e tanto divertimento. Si possono poi ammirare le bellezze dell'Appennino, magari visitando Parma e Piacenza oppure passeggiando a cavallo o a piedi tra gli splendidi parchi e le meravigliose riserve naturali. Spazio anche al benessere con un'ampia offerta di centri termali, tra cui spiccano quelli di Salsomaggiore e di Bagno di Romagna. La cultura artistica ha trovato terreno fertile in questa terra e vi ha piantato le sue profonde radici. Lo testimoniano le opere di Verdi e la poesia del Pascoli fino ad arrivare al cinema dell'inconfondibile Fellini, entrato nel mito grazie ai suoi tanti capolavori, le cui sceneggiature hanno preso vita in questi luoghi. In Emilia Romagna è possibile divenire spettatore in qualsiasi posto; resta solo da scegliere lo spettacolo da una lista senza fine.

Da Vedere: Oltre alle città d'arte principali ci sono in Emilia Romagna moltissimi centri 'minori' di interesse storico ed artistico fra cui segnaliamo: Brisighella in provincia di Ravenna: Il Borgo si trova ai piedi di una roccia a tre spuntoni di cui uno regge la torre dell'orologio, l'altro la rocca ed il terzo un santuario mariano. Dozza: un piccolo borgo medievale immerso nelle colline imolesi, molto piccolo ma caratteristico per gli affreschi che si trovano all'esterno delle abitazioni civili realizzate da artisti locali. Bertinoro: Un antico borgo medievale sito in posizione panoramica, dove si possono visitare la rocca, il palazzo comunale e la cattedrale del cinquecento. Parco del Delta del Po': Il Parco è stato istituito nel 1988 e comprende le province di Ferrara, Ravenna oltre a nove comuni . Al suo interno il parco racchiude interessanti testimonianze non solo naturalistiche e paesaggistiche ma anche artistiche. Dal punto di vista faunistico esistono nel parco oltre 300 specie di uccelli ed alcuni mammiferi fra cui il 'cervo delle dune'. L'Appenino Tosco-Emiliano con la famosa località sciistica di Corno alle Scale dove si trovano i graziosi paesini di montagna come Lizzano in Belvedere e Sestola. Le rinomate località balneari di Rimini, Riccione, Cervia, Milano Marittima Cattolica e Cesenatico. Degno di nota è il porto di Cesenatico che fu costruito nel &300 dove sono riunite in un tratto del canale barche tradizionali antiche dalle vele colorate. Le molteplici località termali fra cui segnaliamo quella più esclusiva di Salsomaggiore Terme che offre un ambiente in stile liberty ricco di parchi e zone verdeggianti.

Gastronomia e Vini: L'Emilia Romagna ha una tradizione culinaria ricca di piatti fantasiosi, fra i più famosi troviamo i 'tortellini' che sono il fiore all'occhiello dei svariati tipi di pasta fatti rigorosamente in casa. I tortellini vengono condititi con ragù alla bolognese o cotti in brodo. Altro piatto tipico sono le 'lasagne', condite con ragù e besciamella e cotte al forno. Nonostante l'Emilia Romagna sia famosa per i primi piatti, troviamo anche secondi tipici come i 'pisarei e fasiò' e il 'cappello del prete'. C'è poi da ricordare la piadina romagnola un pane molto sottile di forma rotonda che viene spesso mangiato con salumi o formaggi locali. I prodotti più famosi a livello mondiale che vengono associati non solo all'Emilia Romagna ma all'Italia intera sono il prosciutto di Parma, il formaggio Parmigiano e l'aceto balsamico di Modena. Fra i vini troviamo il Lambrusco, un vino rosso spumeggiante sia dolce che secco, ed il Sangiovese. Anche se i rossi prevalgono si può bere anche un buon bianco come il Trebbiano, il Cabernet e l'Albana.