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isola capo rizzuto - escursioni punti di interesse attrazioni a capo rizzuto
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  ISOLA CAPO RIZZUTO


ISOLA CAPO RIZZUTO

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a CAPO RIZZUTO Le Castella Crotone Botricello

PARCO DELLA BIODIVERSITA' MEDITERRANEA

PARCO DELLA BIODIVERSITA' MEDITERRANEA  Apri
Loc. CATANZARO - CALABRIA  Navigatore
45 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
Altitudine: 401 mt. s.l.m.  Area Miglierina, Roccelletta, Sellia Marina
Il Parco della Biodiversita' mediterranea e' una grande area dedicata alla flora e fauna tipiche di questo mare. E' anche conosciuto come Parco della scuola Agraria e si trova proprio nel cuore di Catanzaro. E include tantissimi spazi dedicati allo sport, alla cultura e all'arte. A conferma dell'attenzione nei confronti del verde e di tutti i suoi preziosi ospiti, il giardino botanico e' direttamente curato dalla Scuola Agraria, situata proprio al suo interno

SOPPRESSATA DI CALABRIA DOP

SOPPRESSATA DI CALABRIA DOP  Apri
Loc. VIA CASSANO IONIO, BOTRICELLO CZ, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
20 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
  Area Sellia Marina, Le Castella, Capo Rizzuto
  Brochure PDF
La Soppressata di Calabria (o sopressata) e' un insaccato a denominazione di origine protetta. Si ottiene con carne di maiale tagliata a pezzettoni a cui si unisce pepe nero finocchio (a grani) e sale e peperoncino. Si prepara prendendo le parti migliori della coscia del maiale, tritate e prive di nervi e insaccandole in budello naturale, in particolare bisogna usare il budello proveniente dall'intestino crasso, ben lavato con acqua e limone e messo a mollo. Una volta riempito il budello, viene forato con uno spillo e legato a mano. Il tutto viene poi lasciato asciugare all'aria. Dopo circa due settimane si sistema sul pavimento un lenzuolo di lino e vi si adagiano le soppressate, le une vicine alle altre, con l'accortezza di lasciare tra esse uno spazio di circa un centimetro. Le soppressate vengono quindi coperte con un altro lenzuolo di lino, al disopra del quale viene poggiato un tavoliere (o un tavolo rigirato). Sul tavoliere vanno posti dei pesi in modo da ottenere quella pressatura che conferisce il nome al salume. Dopo circa una settimana viene interrotta la pressatura e gli insaccati vengono messi ad asciugare. Nella fase di asciugatura, della durata di circa due settimane, si usa spesso l'accorgimento di accendere un braciere nelle vicinanze che conferisca al prodotto una leggera affumicatura, nel braciere vengono aggiunte scorze di arance per garantire un'affumicatura aromatica. Quindi si ripete l'operazione della pressatura (la soppressa). Nella fase conclusiva le soppressate vengono lasciate a stagionare per un periodo di cinque-sei mesi

LE CLEMENTINE DI CALABRIA IGP

LE CLEMENTINE DI CALABRIA IGP  Apri
Loc. CATANZARO - CALABRIA  Navigatore
44 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
  Area Miglierina, Roccelletta, Sellia Marina
  Brochure PDF
Incrocio tra arancio amaro e mandarino, le Clementine provengono forse dall'Algeria (secondo una delle ipotesi piu' accreditate, il loro nome richiamerebbe quello di Padre Cle'ment Rodier di Misserghin, nel cui orto sarebbero state rinvenute). Coltivate in Italia sin dagli anni '30, hanno trovato uno dei loro habitat ideali in Calabria. Le aree di maggiore produzione sono concentrate nelle zone di pianura esistenti nella regione e sono: la Piana di Sibari e Corigliano nel cosentino, la Piana di Lamezia nel catanzarese, la Piana di Gioia Tauro-Rosarno e la Locride nel reggino. In soli 58 comuni calabresi e' concentrata quasi la meta' della superficie agrumetata regionale, cosi suddivisi: Provincia di Reggio Calabria 20 comuni; Provincia di Catanzaro 14 comuni; Provincia di Cosenza 16 comuni; Provincia di Vibo 5 comuni; Provincia di Crotone 3 comuni. A partire dal 1950 la sua coltivazione si diffuse in Calabria dove trovo' il suo habitat naturale: il clima mite e regolare riesce ad esaltare le caratteristiche qualitative estrinseche ed intrinseche del frutto, che solo in Calabria giunge a maturazione molto precocemente, ai primi di ottobre. Raccolte da ottobre a febbraio, a seconda delle varieta' (Spinoso, SRA 63, Comune, Hernandina, Fedele, Tardivo, Hernandina, Marisol e di Nules.), sono pressoche' apirene, ovvero senza semi (o ne hanno pochi); ricche di vitamine, aromatiche e molto dolci, risultano facili da sbucciare, essendo l'epicarpo liscio e molto sottile, e possono gustarsi fresche o essere trasformate in canditi, marmellata, succhi, sorbetti, dolci e liquori. Le clementine presentano una forma sferoidale leggermente schiacciata ai poli, con dimensioni minime di 16-18 mm. La buccia, liscia e di colore arancio scuro, racchiude una polpa succosa e aromatica. Il frutto e' caratterizzato da assenza di semi o da un numero esiguo di essi. Per l'elevato contenuto di vitamina C, bastano un paio di frutti al giorno per coprire il fabbisogno giornaliero di una persona adulta. Le clementine sono anche ricche di minerali tra cui il potassio, indispensabile per regolare il tenore di acqua nei tessuti assicurando cosi' un buon funzionamento del cuore. Le Clementine di Calabria I.G.P., per la loro bonta', vengono generalmente consumate al naturale tuttavia trovano largo impiego anche nella preparazione di sorbetti, succhi, sciroppi e marmellate. GLI USI La Clementina di Calabria e' rinfrescante e diuretica e possiede un elevato contenuto di zuccheri disponibili. In cucina, puo' essere consumata al naturale o impiegata per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, marmellate. Il frutto e' utilizzato anche in cosmesi nella preparazione di lozioni tonificanti e maschere per la pelle

CACCURI

CACCURI  Apri
Loc. CACCURI CROTONE, ITALY - CALABRIA  Navigatore
45 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
  Area Petilia Policastro, San Giovanni in Fiore, Melissa
Caccuri e' un comune di 1.677 abitanti in provincia di Crotone. E'uno dei borghi che offre ancora oggi peculiarita' artistiche e ambientali del tutto insolite. Il tessuto urbano, infatti, conserva le caratteristiche del vecchio centro costituito da un intreccio di strade e vicoli che portano tutti al castello, un imponente maniero risalente al VI secolo d.C. Il paese fu feudo di Polissena Ruffo (moglie di Francesco Sforza, di cui e' ancora visibile la stanza nel castello) e delle famiglie Sangiorgio, De Riso, Spinelli, Cimino, Carafa, Cavalcanti (veri mecenati artistici del borgo), Barracco. E' ricoperto principalmente da uliveti che costituiscono la principale fonte del reddito agricolo del paese. Attualmente il paese e' diviso in quattro rioni: Centro storico, Croci, Parte, San Nicola. Ultimamente, con l'edilizia popolare e privata, si sta sviluppando particolarmente il rione San Nicola. Arroccato su uno sperone, il borgo antico si presenta oggi all'occhio del turista un centro non ancora del tutto deturpato dal cemento armato. Gli ingressi al borgo un tempo erano tre: Porta Grande (attuale Piazza Umberto I), Porta Piccola (nei pressi del santuario di San Rocco) e Porta Nuova, cosi' chiamata perche' piu' recente rispetto alle prime due. Al centro del paese si trova la chiesa matrice dedicata a S. Maria delle Grazie, tipico esempio di barocco calabrese, la chiesa di S. Rocco, patrono della cittadina, il convento dei Padri Domenicani con la chiesa della Riforma. Di notevole interesse storico e' la casa natale di Cicco Simonetta, insigne segretario di Francesco Sforza, Duca di Milano e Cancelliere della Duchessa Bona (sec. XV). Il territorio di Caccuri e' ricco di sorgenti di acque minerali. L'acqua solfurea-clorurata del torrente Lepre viene usata per bagni e per bevanda, quella solforosa del Bruciarello e' idonea per bagni, l'acqua salina di Calderazzi viene usata per pozioni. Numerosi sono gli insediamenti rupestri. Di notevole interesse geologico e' la Grotta del Palummaro, una delle piu' grandi e profonde cavita' carsiche del circondario con ingresso sulla riva del fiume Lese, nel territorio di Caccuri

IL DUOMO DI CATANZARO

     

IL DUOMO DI CATANZARO  Apri
Loc. CATANZARO - CALABRIA  Navigatore
44 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
  Area Miglierina, Roccelletta, Sellia Marina
La cattedrale di Catanzaro, sorta nell'XI secolo ed inaugurata da Papa Callisto II, ha subito innumerevoli vicissitudini che ne hanno trasformato l'aspetto esteriore e radicalmente quello interno. I danni dei bombardamenti della II guerra mondiale arrecarono gravi danni all'intera struttura edilizia, per cui fu necessario ricostruirla completamente. Il nuovo impianto architettonico presenta tre porte sulla facciata principale e tre su quella laterale prospiciente piazza Duomo. Un Papa, Giovanni Paolo II, dopo otto secoli da Callisto II, varco' nel 1984 la soglia della Cattedrale. Era necessario testimoniare l'evento di questa seconda visita papale e quindi ecco sorgere l'idea di realizzare una porta con i contenuti di fede e di storia. Poi, con il grande Giubileo del 2000 ed il successivo Congresso Eucaristico di Catanzaro hanno reso pressante la necessita' di completare il disegno di arredo artistico e storico della nostra Cattedrale per fissare incancellabilmente anche questi due avvenimenti. Nasce percio' l'idea di realizzare le porte sulla facciata laterale, aggiungendo a quella prevista in ricordo del Giubileo ed a quella a memoria del Congresso Eucaristico,una terza che indicasse con facile lettura la via verso il regno del Signore, attraverso le piccole, semplici e difficili allo stesso tempo regole dettate da Gesu' Cristo per raggiungere la Beatitudine

PARCO ARCHEOLOGICO DI SCOLACIUM

PARCO ARCHEOLOGICO DI SCOLACIUM  Apri
Loc. ROCCELLETTA - CALABRIA  Navigatore
45 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
  Area Catanzaro, Miglierina, Sant'Andrea Apostolo dello Ionio
  Brochure PDF
In un territorio (localita' Fosso Suvarella, Cotruzzo, Fosso Scorciacapre, Santoregno, La Piazza e Rotondone) che gia' aveva visto la presenza umana in epoche lontane (paleolitico e neolitico, ma soprattutto nell'eta' del Bronzo), i coloni greci, guidati secondo la tradizione, dall'eroe ateniese Menesteo o, secondo quanto afferma Cassiodoro, da Ulisse, che tornava dalla guerra di Troia, impiantarono la citta' di Skylletion nota attualmente solo da pochi dati archeologici sicuri.Mentre le fonti storiche rimandano almeno all'VIII secolo a.C.), i reperti archeologici recuperati fino ad oggi a Roccelletta (un frammento di ceramica a figure nere, orli di coppe attiche e coppe ioniche) testimoniano l'esistenza dell'insediamento greco presso il fiume Corace (dove era il porto?) almeno dal VI secolo a.C. Di Skylletion al momento non si conosce l'estensione e i caratteri urbanistici, poiche' vi si sovrappose in seguito la colonia romana, ma essa fu certo importante per il controllo della breve via istmica tra Ionio e Tirreno e per il controllo delle direttrici di traffico marittimo. La sua vitalita' fino al IV-III sec. a.C. e' documentata dai frammenti ceramici recuperati in citta' e nel territorio, oltre che dalle monete (dal VI al III sec.a .C.), segno della vivacita' degli scambi quotidiani anche nel periodo di occupazione italica (Brettii). Dopo un periodo di crisi (eta' flavia), tra il 96 e il 98 d.C. l'imperatore Marco Cocceio Nerva (foto Nerva) decise di potenziare la citta' ricolonizzandola. Essa assunse il nome di Colonia Minervia Nervia Augusta Scolacium (usato solo negli atti ufficiali e nelle iscrizioni pubbliche) e con un'accorta politica urbanistica e di edilizia pubblica si attuo' la ristrutturazione dei monumenti esistenti e si crearono nuove opere pubbliche, con un programma di ampio respiro durato fino al II secolo, sotto l'imperatore Antonino Pio. Dopo una frequentazione discontinua tra VIII e XI secolo, nel sito gia' occupato dalla citta' i Normanni tentarono di edificare una grandiosa abbazia, Santa Maria della Roccella. Ma i tempi non erano maturi e l'edificio non fu ultimato, tanto che nei secolo seguenti servi' come fortificazione e, dal XVI secolo, inserita nell'ambito del piano delle torri costiere di difesa del Viceregno spagnolo

MUSEI DELLA SILA

MUSEI DELLA SILA  Apri
Loc. PETILIA POLICASTRO - CALABRIA  Navigatore
40 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
Altitudine: 937 mt. s.l.m.  Area Caccuri, San Giovanni in Fiore, Sellia Marina
  Brochure PDF
il Museo di Trepido', nel comune di Cotronei, nasce grazie ad un intervento di riqualificazione ambientale di un'area e di recupero edilizio di un vecchio immobile di proprieta' del Comune di Cotronei, concessi in comodato d'uso all'Ente Parco, il quale vi ha investito oltre novecentomila euro. Nel nuovo museo i temi trattati offrono ai visitatori, attraverso l'utilizzo di una tecnologia multimediale e interattiva, una panoramica dei paesi del Parco, di flora e fauna delle sue aree protette, dei prodotti artigianali ed enogastronomici, delle sue ricchezze idriche and laghi e fiumi &e infine dell'utilizzo di fonti di energia rinnovabile (fotovoltaico, solare and termico, biomassa). Il nuovo Museo dell'Artigianato silano e della Difesa del suolo, che ha sede a Longobucco nella bella cornice dell'ex Convento dei Frati Francescani minori, costituisce un altro concreto passo nel cammino della diffusione della conoscenza del territorio della Sila e della sua popolazione. Il Museo si inserisce nell'ambito del progetto di riqualificazione del territorio del Parco e della sua promozione come meta turismo culturale, naturalistico e sportivo (con particolare riferimento al segmento dei visitatori interessati alle aree protette, per valorizzare il legame tra patrimonio storico-culturale, ecologico-ambientale ed enogastronomico) promosso e finanziato dell'Ente Parco fin dal 2002, anno dalla sua costituzione. La creazione del Museo dell'Olio di oliva e della Civilta' contadina di Zagarise (Cz) costituisce un passo in avanti nel cammino per la diffusione e la conoscenza della cultura legata al territorio della Sila, in particolare della Sila Piccola. Un risultato che si deve all'impegno del Comune di Zagarise e dell'Assessorato all'Ambiente - Dipartimento Politiche dell'Ambiente, ma che non si sarebbe potuto realizzare senza il fondamentale contributo dell'Ente Parco Nazionale della Sila. Il Museo dell'Olio di oliva e della Civilta' contadina non e' un museo 'tradizionale': si tratta infatti di un ecomuseo. Le tre componenti essenziali di ogni ecomuseo, che ne costituiscono contemporaneamente sostanza, contenuto e metodo di lavoro sono territorio, popolazione e patrimonio, inteso non come una parte, ma come tutto quello a cui la comunita' ha attribuito nel tempo sufficiente valore da essere manifestato

CROTONE

CROTONE  Apri
Loc. CROTONE PROVINCE OF CROTONE, ITALY - CALABRIA  Navigatore
24 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
  Area Crotone, Capo Rizzuto, Melissa
L''anima di onde e vento e di tesori nascosti, se vi chiedessero di cosa state parlando, potreste dire che cosi e' Crotone: un''antica citta che si affaccia sullo Ionio, alla foce del fiume Esaro. Considerato il primo centro della Magna Grecia, era un centro di vita a 360°, perno culturale per atleti e pensatori, medici e luogo di nascita della scuola di Pitagora. Crotone e' Ricca di palazzi nobiliari, costruzioni medioevali e reperti antichi. Ma il centro non e' l''unico polo d''attrazione; il lungomare, recentemente ristrutturato e rimodernato oggi offre possibilita turistiche per ogni turista. Cosi l''anima del vento e delle onde e' una meta obbligata per gli amanti del windsurf, delle immersioni, dello snorkeling e della barca a vela. Qui la costa ha il sapore dei film americani con storie d''amore al tramonto e grandi tuffi nell''azzurro di un mare cristallino. Per tutta la costa ci sono le torri medievali che anticamente servivano per l''avvistamento e cosi oggi, per chi approda dal mare puo riconoscere le localita di Capo Colonne, Capo Cimiti, Capo Rizzuto e Punta Le Castella. Nel centro storico il Castello di Carlo V domina sulla citta. Sorto circa intorno al 840 d.C. rimaneggiato nel 1541, oggi ospita il museo archeologico. Da piazza Castello si possono ammirare i palazzi nobiliari settecenteschi che la circondano; poi scendendo attraverso i vineddri- cosi sono chiamate le piccole vie strette- verso le piazze principali del borgo antico, si arriva al Duomo, del XI secolo prima di essere rimaneggiato piu volte, la Chiesa di Santa Chiara con i suoi preziosi affreschi del ''700 e il suo pavimento di maiolica napoletana. Merita una visita la barocca Chiesa di San Giuseppe, arricchita da un magnifico portone e da due sculture lignee del 1600.

COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN GIOVANNI

     

COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN GIOVANNI  Apri
Loc. SAN GIOVANNI CATANZARO, ITALY - CALABRIA  Navigatore
44 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
  Area Miglierina, Roccelletta, Sellia Marina
Inaugurato nel 1998, il Complesso monumentale del San Giovanni sorge in Piazza Garibaldi, sull'area del Castello Normanno, eretto nell'XI secolo da Roberto il Guiscardo e parzialmente distrutto nel Quattrocento. I materiali del castello furono utilizzati and tra l'altro and per l'edificazione della Chiesa dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista, sede di una delle piu' importanti confraternite della citta'; la Congrega dei Bianchi di Santa Croce (1563) con l'Hospitio (1569) e il convento dei Teresiani (1645). Questi ultimi due edifici furono in seguito furono trasformati in caserme e poi in carceri. Il 18 dicembre 1998, con una mostra dedicata ad Andrea Cefaly, il Complesso dei San Giovanni si e' avviato verso un nuovo ciclo di vita e di storia. Nel 1999, una nuova mostra dedicata a Mattia Preti (il Cavalier calabrese) consacro' il Complesso quale prestigioso polo culturale ed espositivo, fra i piu' importanti dell'Italia Meridionale. E' questo il ruolo che oggi il Complesso detiene, grazie alla suggestivita' del luogo e all'ampiezza dei restaurati spazi espositivi

CATANZARO

     

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Loc. CATANZARO - CALABRIA  Navigatore
44 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
  Area Miglierina, Roccelletta, Sellia Marina
Catanzaro e' un comune italiano di 88.970 abitanti, capoluogo dell''omonima provincia e della regione Calabria. E il secondo comune della regione per popolazione ed e' il centro di una area urbana che conta circa 150.000 abitanti. Storico capoluogo dell''antica provincia di Calabria Ultra per oltre 200 anni, la citta di Catanzaro e' sede dell''Universita degli Studi Magna Grecia, il secondo ateneo calabrese per numero di iscritti. Nei mesi estivi il litorale ionico da Catanzaro a Soverato e' soggetto a importanti flussi turistici, soprattutto giovanili, per la presenza di numerose strutture ricettive. Catanzaro e' conosciuta come la Citta tra due mari, in quanto e' situata nell''istmo di Catanzaro, ovvero la striscia di terra piu stretta d''Italia, dove soli 30 km separano il mar Ionio dal mar Tirreno. Cio consente di vedere contemporaneamente, dai quartieri nord della citta in alcune giornate particolarmente limpide, i due mari e le isole Eolie. E detta inoltre Citta dei tre colli corrispondenti ai tre colli rappresentati nello stemma civico che sono il colle di San Trifone (oggi San Rocco), il colle del Vescovato (oggi Piazza Duomo) e il colle del Castello (oggi San Giovanni). Catanzaro era infine anticamente conosciuta, come la Citta delle tre V, riferite a tre caratteristiche distintive della citta, ovvero: V di San Vitaliano, santo patrono; V di vento in quanto costantemente battuta da forti brezze provenienti dal Mar Ionio e dalla Sila; V di velluto in quanto importante centro serico fin dai tempi dei Bizantini.

VALLI CUPE

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Loc. FOSSO VALLI CUPE, CATANZARO, ITALY - CALABRIA  Navigatore
28 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
Altitudine: 286 mt. s.l.m.  Area Botricello, Catanzaro, Petilia Policastro
Nella Sila Piccola catanzarese, in uno scrigno di immensa bellezza, l'area delle Valli Cupe offre spettacoli unici: torrenti che, prima di tuffarsi nel mar Ionio, consentono di bagnarsi nelle acque limpide e incontaminate di laghetti naturali; canyon spettacolari come l'Inferno e il Milissaro; la cascata Campanaro; le gole e le cascatelle del Crocchio e di Rupe; maestosi monoliti e alberi secolari come il Gigante Buono, i Giganti di Melitani e di Cavallopoli. Le Valli Cupe sono, tra storia e leggenda, un tempio della biodiversita per le rarita botaniche e faunistiche e un museo en plein air per la presenza di siti archeologici, resti di monasteri basiliani e florensi, di castelli e borghi medievali. Nel novembre del 2012 e' stata presentata una proposta di legge regionale per l'istituzione del Parco regionale delle Valli Cupe. Descrizione Fauna: Il canyon e' ricco di specie animali. La fauna e' rappresentata da specie molto rare come la salamandrina dagli occhiali, il nibbio, il gufo reale, il gheppio, il corvo imperiale, l'avvoltoio egiziano. Descrizione Flora: Tra le specie vegetali spicca la rarissima Felce bulbifera, vero e proprio fossile vivente di cui si sono trovate tracce risalenti a circa 350 milioni di anni fa. due felci tropicali molto rare (la Felcetta lanosa e la Pteride di Creta), la Felce regale, preziosa e rara pianta di antichissima origine e di grande valore botanico. Fra gli alberi ad alto fusto merita particolare attenzione Il Gigante Buono, un castagno di circa 500 anni, di oltre otto metri di circonferenza, adottato dai bambini delle scuole elementari di Sersale. Il suo nome deriva dal fatto che anticamente faceva parte di un esteso castagneto che sfamava le popolazioni locali. Veniva chiamato anche Albero del pane in quanto con la sua pregiata farina si preparavano numerosi piatti. Altra attrattiva naturalistica sono I Giganti dei Melitani, dei veri e propri monumenti naturali che arrivano a sfiorare i 10 metri di circonferenza ed impressionano il visitatore per la loro mole imponente e per le vicende riguardanti la storia locale a cui sono legati. Come raggiungerci: L'area delle Valli Cupe e' raggiungibile da: Lamezia Terme (Km 65): superstrada per Catanzaro; da Catanzaro proseguire per Crotone (SS 106); al bivio per Cropani-Sersale svoltare a sinistra e proseguire per Sersale. Catanzaro (Km 45): SS 106 in direzione Crotone; al bivio per Cropani-Sersale svoltare a sinistra e proseguire per Sersale

LE CASTELLA

LE CASTELLA  Apri
Loc. LE CASTELLA KR, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
6 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
  Area Capo Rizzuto, Botricello, Crotone
Le Castella e' una frazione di Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. E' situata sulla costa ionica della Calabria, a 10 km da Isola di Capo Rizzuto e domina la baia con l'antica fortezza aragonese. E' stata scelta come set cinematografico per L'Armata Brancaleone e Il Vangelo secondo Matteo. Nel 1999 ospito' tutte le puntate della 30ª e ultima edizione di Giochi senza frontiere. La storia di Le Castella e' lunga e segue piu' o meno le stesse vicende dei territori circostanti. Per i suoi paesaggi che destavano ammirazioni tra i viaggiatori antichi, Le Castella fu oggetto di tante leggende e addirittura, secondo alcuni studiosi, l'isola di Calypso descritta da Omero nella sua Odissea, sarebbe da collocarsi proprio nelle vicinanze del borgo (in alcune cartine geografiche medievali, c'e' la presenza del nome Calypso su una delle isolette che distavano a pochi metri o chilometri da Le Castella). Le Castella sarebbe dapprima nata come colonia romana (ma resti di muratura greca nel retro della fortezza potrebbero smentirla). Alcune leggende raccontano di come Annibale si rifugio' sotto alcuni scogli della scogliera e da li' scappo' dai romani, durante l'epoca delle guerre puniche. Nell'alto medioevo abbiamo pochi dati del paese, abbiamo invece alcuni dati nel basso medioevo che attestavano un benessere economico ed un incremento demografico (nel XIII sec. il borgo toccava oltre 2000 abitanti); resti di questo antico benessere sono l'edificio religioso monastico, di cui rimangono certi ruderi, situato un po' fuori dal paese. Nel XIV sec. fino al XVI sec. segui' le vicende storiche del regno di Napoli, in alcuni momenti Le Castella faceva una parte attiva nell'esito dei governi. A Le Castella ci fu la resistenza al dominio degli aragonesi, da parte degli abitanti del borgo che erano fedeli agli Angioini ; dopo una lunga resistenza ove quasi tutta la popolazione si barrico' dentro la fortezza, gli Aragonesi ebbero il dominio della fortezza e del borgo. Dal XVI sec. fino al XVIII sec. il paese e la sua fortezza diventarono scenari delle invasioni turche. Gli ottomani misero a ferro e fuoco l'intero borgo, uccidendo e rapendo la quasi totalita' degli abitanti. Nel 1536 il celebre corsaro barbaresco Khayr al-Din Barbarossa vi rapi' Giovanni Dionigi Galeni, divenuto famoso come ammiraglio e corsaro con il nome di Uluc Ali Paa. Dal XVII sec. fino agli inizi del XIX sec. il paese di Le Castella era scarsamente abitata, per breve tempo i residenti abitavano dentro la fortezza e coltivavano sul promontorio, la ripopolazione della terraferma avvenne molto tardi, verso la seconda meta' del XVIII secolo

ALTO CROTONESE

ALTO CROTONESE  Apri
Loc. CROTONE KR, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
20 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
Altitudine: 12 mt. s.l.m.  Area Margherita IV, Capo Rizzuto, Le Castella
  Brochure PDF
Nell'area del Crotonese l'olivocoltura e' attestata fin dal 2000 a.C. anche se e' nell'epoca bizantina che si deve la sua capillare diffusione grazie al consistente miglioramento delle tecniche di coltivazione. Oggi prodotto nelle localita' di Castelsilano, Cerenzia, Pallagorio, San Nicola dell'Alto Savelli e Verzino, l'Olio Extravergine di Oliva Alto Crotonese DOP si ottiene dalla spremitura di olive appartenenti alla varieta' Carolea per un minimo del 70%, mentre il restante 30% proviene da olive Pennulara, Borgese, Leccino, Tonda di Strongoli e Rossanese, utilizzate da sole o congiuntamente. La raccolta avviene entro la fine dell'anno e viene effettuata prevalentemente a mano ma anche con mezzi meccanici, prestando la massima cura a non rovinare i frutti; le olive sono poi trasportate nei frantoi in contenitori che consentono una buona ossigenazione delle drupe. La molitura avviene massimo entro due giorni dalla raccolta mantenendo la temperatura inferiore a 28 °C al fine da mantenere il piu' possibile le caratteristiche originarie dei frutti. Al termine della lavorazione si ottiene un olio dal colore giallo-verde, il cui profumo e' vegetale, fruttato e di media intensita'; il suo sapore ricorda quello delle olive fresche ed e' gradevolmente delicato

CACIOCAVALLO SILANO DOP

CACIOCAVALLO SILANO DOP  Apri
Loc. CATANZARO, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
44 Km da ISOLA CAPO RIZZUTO
  Area Miglierina, Roccelletta, Sellia Marina
  Brochure PDF
Formaggio grasso, di breve o media o lunga stagionatura, a pasta filata dura. Prodotto tipico del sud italiano nelle regioni Basilicata, Calabria, Molise e Puglia. Prende il nome dall'altopiano della Sila. Realizzato con latte di vacche prevalentemente alimentate allo stato brado. La stagionatura avviene per un minimo di 30 giorni in cantine. Il clima della Sila e' una componente importante per la stagionatura che concede a questo formaggio aromi intensi e una piacevole piccantezza

Escursioni e attrazioni in CALABRIA vicino a CAPO RIZZUTO Le Castella Crotone Botricello: 'PARCO DELLA BIODIVERSITA' MEDITERRANEA'   'SOPPRESSATA DI CALABRIA DOP'   'LE CLEMENTINE DI CALABRIA IGP'   'CACCURI'   'IL DUOMO DI CATANZARO'   'PARCO ARCHEOLOGICO DI SCOLACIUM'   'MUSEI DELLA SILA'   'CROTONE'   'COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN GIOVANNI'   'CATANZARO'   'VALLI CUPE'   'LE CASTELLA'   'ALTO CROTONESE'   'CACIOCAVALLO SILANO DOP'  

CALABRIA


Il nome originario della Calabria era Brutium derivato dal nome del suo popolo (i Bruzi) , mentre Calabria era denominata la penisola del Salento in Puglia. E' dalla Calabria invece che deriva il nome di tutta la penisola, in quanto Italia prende il nome dal suo re Italo. La Calabria è la punta dello Stivale, l'estremo sud dell'Italia. Lambita dalle splendide acque del mar Ionio e del mar Tirreno è separata dalla Sicilia dallo stretto di Messina. Il clima accogliente, gli splendidi colori del mare, le coste rocciose alternate a litorali sabbiosi, la sua natura selvaggia e misteriosa, i sapori intensi e genuini della cucina locale e le testimonianze delle sue antiche origini rendono la Calabria un posto unico, da ammirare sia d'inverno che d'estate. Ogni desiderio potrà essere esaudito. Chi ama la natura, i suoi profumi, i suoi misteri potrà addentrarsi nell'entroterra calabrese, scoprendo un paesaggio puro e incontaminato, dove immense distese di verde sono interrotte dal blu di laghi e cascate. Chi, invece, vuole abbronzarsi sotto i caldi raggi del sole o immergersi in un mare cristallino, potrà scegliere fra le tante graziose località che costellano le lunghe coste tirreniche e ioniche. E per coloro che vogliono conoscere il passato di questa terra, culla della Magna Grecia e terra di antichi insediamenti, la Calabria offre un'ampia scelta fra chiese e monasteri, castelli e palazzi, borghi e luoghi dove sopravvivono usi e tradizioni secolari.

Da Vedere: La città di Tropea situata nella cosiddetta costa degli Dei e conosciuta per le sue bellezze come la perla del Tirreno. La leggenda narra che il fondatore sia stato Ercole che ne fece uno dei suoi porti. Oltre alla meravigliosa spiaggia la città offre meraviglie architettoniche come la Chiesa di Santa Maria dell'Isola , un santuario benedettino sull'isolotto scoglio e le varie chiese e palazzi del centro storico. Il Parco Nazionale della Calabria che comprende gran parte della Sila dove si possono trovare arbusti sempreverdi come erica, mirto, rosmarino, alloro e lentisco e dal punto di vista faunistico: daini, cinghiali. Lupi, gatti selvatici ed alcune specie di aquile reali. Il Parco Nazionale del Pollino che è la zona d'Italia con l'area protetta più vasta. Santuario della Madonna della Grotta a Praia a Mare in provincia di Cosenza : Edificio incastonato nelle rocce del monte Vinciolo Il Castello aragonese del 1490 e il Santuario di S.Maria del Castello del sec. XI a Castrovillari. Il Santuario è stato ristrutturato nel &700 e conserva al suo interno opere di grande valore come le tavole di Pietro Neuroni del 1552. Gli scavi di Sibari che hanno portato alla luce resti di abitazioni della città greca del sec. VII a.C che era famosa per le sue miniere d'argento.

Gastronomia e Vini: La gastronomia calabrese è semplice ma dai sapori forti e decisi e elaborata nella preparazione. I prodotti tipici sono: la cipolla rossa di Tropea, &Nduja di Spilinga, il peperoncino rosso e il Pecorino del Poro. Sono inoltre famosi gli insaccati, primo fra tutti la soppressata. La pasta che viene preparata in casa è condita per lo più con sughi a base di pomodoro con carni di manzo, maiale, agnello e vitello e insaporita con peperoncino. Le carni vengono principalmente cotte al sugo o in arrosto. Una specialità è il capretto con le patate arrosto accompagnato da carciofi o piselli in base alla stagione. Gli ortaggi più usati sono le melanzane e i peperoni che vengono mangiati ripiene oppure conservateisott'olio. Nella calabria montana si fa largo uso dei funghi soprattutto porcini, metre sulla costa si possono gustare piatti a base di pesce, fra cui è molto usato il tonno. Fra le moltissime varietà di dolci, il più tipico e senza dubbio il più caratteristico è il cozzùpa fatta con la pasta della ciambella ed assume sempre forme umane, di animali, di cestino o di cuore. Il vino regionale tipico è il Cirò Rosso D.O.C, un vino secco e corposo il cui vitigno di base è il Gaglioppo.