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parco nazionale della sila - escursioni punti di interesse attrazioni a sila national park, italy
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  PARCO NAZIONALE DELLA SILA


PARCO NAZIONALE DELLA SILA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a SILA NATIONAL PARK, ITALY Paludi Cariati Melissa

MUSEI DELLA SILA

MUSEI DELLA SILA  Apri
Loc. PETILIA POLICASTRO - CALABRIA  Navigatore
44 Km da PARCO NAZIONALE DELLA SILA
Altitudine: 937 mt. s.l.m.  Area Caccuri, San Giovanni in Fiore, Sellia Marina
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il Museo di Trepido', nel comune di Cotronei, nasce grazie ad un intervento di riqualificazione ambientale di un'area e di recupero edilizio di un vecchio immobile di proprieta' del Comune di Cotronei, concessi in comodato d'uso all'Ente Parco, il quale vi ha investito oltre novecentomila euro. Nel nuovo museo i temi trattati offrono ai visitatori, attraverso l'utilizzo di una tecnologia multimediale e interattiva, una panoramica dei paesi del Parco, di flora e fauna delle sue aree protette, dei prodotti artigianali ed enogastronomici, delle sue ricchezze idriche and laghi e fiumi &e infine dell'utilizzo di fonti di energia rinnovabile (fotovoltaico, solare and termico, biomassa). Il nuovo Museo dell'Artigianato silano e della Difesa del suolo, che ha sede a Longobucco nella bella cornice dell'ex Convento dei Frati Francescani minori, costituisce un altro concreto passo nel cammino della diffusione della conoscenza del territorio della Sila e della sua popolazione. Il Museo si inserisce nell'ambito del progetto di riqualificazione del territorio del Parco e della sua promozione come meta turismo culturale, naturalistico e sportivo (con particolare riferimento al segmento dei visitatori interessati alle aree protette, per valorizzare il legame tra patrimonio storico-culturale, ecologico-ambientale ed enogastronomico) promosso e finanziato dell'Ente Parco fin dal 2002, anno dalla sua costituzione. La creazione del Museo dell'Olio di oliva e della Civilta' contadina di Zagarise (Cz) costituisce un passo in avanti nel cammino per la diffusione e la conoscenza della cultura legata al territorio della Sila, in particolare della Sila Piccola. Un risultato che si deve all'impegno del Comune di Zagarise e dell'Assessorato all'Ambiente - Dipartimento Politiche dell'Ambiente, ma che non si sarebbe potuto realizzare senza il fondamentale contributo dell'Ente Parco Nazionale della Sila. Il Museo dell'Olio di oliva e della Civilta' contadina non e' un museo 'tradizionale': si tratta infatti di un ecomuseo. Le tre componenti essenziali di ogni ecomuseo, che ne costituiscono contemporaneamente sostanza, contenuto e metodo di lavoro sono territorio, popolazione e patrimonio, inteso non come una parte, ma come tutto quello a cui la comunita' ha attribuito nel tempo sufficiente valore da essere manifestato

PANCETTA DI CALABRIA DOP

PANCETTA DI CALABRIA DOP  Apri
Loc. CALABRIA, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
44 Km da PARCO NAZIONALE DELLA SILA
  Area Cosenza, San fili, Belmonte Calabro
  Brochure PDF
Questo tipo di salume viene prodotto nell'intero territorio calabrese. Per la sua produzione si impiegano maiali nati e allevati nella regione e tutto il ciclo produttivo deve essere compiuto in Calabria. La carne proviene dal sottocostato inferiore, tagliato insieme alla cotenna; il peso di partenza oscilla tra i tre e i quattro chilogrammi. La prima operazione da compiere e' la salatura, dopo la quale si ha una prima fase di affinamento che dura circa una settimana. La carne viene poi lavata accuratamente e bagnata con aceto di vino. Dopo l'asciugatura, si procede ad una nuova salagione nella parte superficiale, alla quale si abbina anche l'aggiunta di peperoncino dolce finemente tritato. Si fa poi stagionare per circa un mese, in locali aerati con umidita' costante

CACCURI

CACCURI  Apri
Loc. CACCURI CROTONE, ITALY - CALABRIA  Navigatore
32 Km da PARCO NAZIONALE DELLA SILA
  Area Petilia Policastro, San Giovanni in Fiore, Melissa
Caccuri e' un comune di 1.677 abitanti in provincia di Crotone. E'uno dei borghi che offre ancora oggi peculiarita' artistiche e ambientali del tutto insolite. Il tessuto urbano, infatti, conserva le caratteristiche del vecchio centro costituito da un intreccio di strade e vicoli che portano tutti al castello, un imponente maniero risalente al VI secolo d.C. Il paese fu feudo di Polissena Ruffo (moglie di Francesco Sforza, di cui e' ancora visibile la stanza nel castello) e delle famiglie Sangiorgio, De Riso, Spinelli, Cimino, Carafa, Cavalcanti (veri mecenati artistici del borgo), Barracco. E' ricoperto principalmente da uliveti che costituiscono la principale fonte del reddito agricolo del paese. Attualmente il paese e' diviso in quattro rioni: Centro storico, Croci, Parte, San Nicola. Ultimamente, con l'edilizia popolare e privata, si sta sviluppando particolarmente il rione San Nicola. Arroccato su uno sperone, il borgo antico si presenta oggi all'occhio del turista un centro non ancora del tutto deturpato dal cemento armato. Gli ingressi al borgo un tempo erano tre: Porta Grande (attuale Piazza Umberto I), Porta Piccola (nei pressi del santuario di San Rocco) e Porta Nuova, cosi' chiamata perche' piu' recente rispetto alle prime due. Al centro del paese si trova la chiesa matrice dedicata a S. Maria delle Grazie, tipico esempio di barocco calabrese, la chiesa di S. Rocco, patrono della cittadina, il convento dei Padri Domenicani con la chiesa della Riforma. Di notevole interesse storico e' la casa natale di Cicco Simonetta, insigne segretario di Francesco Sforza, Duca di Milano e Cancelliere della Duchessa Bona (sec. XV). Il territorio di Caccuri e' ricco di sorgenti di acque minerali. L'acqua solfurea-clorurata del torrente Lepre viene usata per bagni e per bevanda, quella solforosa del Bruciarello e' idonea per bagni, l'acqua salina di Calderazzi viene usata per pozioni. Numerosi sono gli insediamenti rupestri. Di notevole interesse geologico e' la Grotta del Palummaro, una delle piu' grandi e profonde cavita' carsiche del circondario con ingresso sulla riva del fiume Lese, nel territorio di Caccuri

MELISSA

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Loc. MELISSA CROTONE, ITALY - CALABRIA  Navigatore
32 Km da PARCO NAZIONALE DELLA SILA
  Area Cirò Marina, Cariati, Caccuri
Melissa, cittadina in provincia di Crotone, nasce su un costone roccioso, nella fascia collinare compresa tra il Mar Ionio e il versante orientale della Sila Grande. Lo scenario e' quello tipico di un borgo feudale. Arroccato sui fianchi di un'altura, conserva un affascinante centro storico, con i resti di una imponente cinta muraria. Lo scenario che si presenta nel momento in cui si sale attraverso il centro storico, solcato da caratteristiche viuzze strette e raggiungibili solo a piedi, e' di quelli suggestivi. Le numerose grotte, sparse nel caseggiato, costituiscono la traccia sensibile della realta' contadina che in passato ha caratterizzato il paese. Ricordata da Ovidio nelle Metamorfosi, Melissa ha origini antiche. Il toponimo e' di chiara derivazione greca: (melissa) sta a significare 'paese delle api e del miele'. Alcuni l'attribuiscono a Cleta, nutrice della Regina Pentesilea, altri a Melisso, re di Creta. Queste ipotesi sono legate alle notizie di una presenza egeo-micenea in epoca pre-ellenica. Secondo altri, invece, l'etimologia sarebbe successiva e risalirebbe proprio alle colonizzazioni greche sulle coste ioniche. C'e' chi invece ne attribuisce il toponimo alla fama della maga Melissa (contemporanea della Sibilla Cumana) che, secondo la fantasia dei suoi abitanti, visse in questi luoghi, nascondendosi tra cave e grotte sotterrane, e dalla quale avrebbe ereditato il nome. Altra allusione farebbe, invece, riferimento al nome della ninfa Melissa: l'antico stemma comunale, infatti, recava incisa una ninfa dei boschi, appoggiata su un tronco di albero, dai cui rami pendevano sciami di api su favi di miele.

SALSICCIA DI CALABRIA DOP

SALSICCIA DI CALABRIA DOP  Apri
Loc. SAN DEMETRIO CORONE CS, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
36 Km da PARCO NAZIONALE DELLA SILA
  Area Corigliano Calabro, Francavilla Marittima, Paludi
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L'origine della tradizione salumiera calabrese risale, probabilmente, all'epoca della colonizzazione greca delle coste ioniche e ai fasti della Magna Grecia. Le testimonianze storiche descrivono lavorazioni di carni suine fin dal secolo XVII. In tale epoca si colloca il primo riferimento scritto, inserito in un'opera intitolata Della Calabria Illustrata, dove si fa menzione di un ampio utilizzo della specifica tecnica di lavorazione della carne suina. In epoca piu' recente la produzione di insaccati in Calabria e' attestata da statistiche, pubblicate a seguito di censimenti dell'epoca di Gioacchino Murat, risalenti ai primi anni del XIX secolo. In tali documenti si evidenzia anche l'utilizzo di spezie e aromi derivati da piante locali per dare maggiore sapidita' alle carni. Il gusto particolare e intenso e' valorizzato dall'accostamento con vini rossi della tradizione locale, a elevata gradazione alcolica. La salsiccia, che entra a far parte di gustosissime ricette della gastronomia meridionale, puo' essere gustata anche da sola, servita come antipasto insieme ad altri salumi e formaggi tipici, abbinata al pane a lievitazione naturale

CAPOCOLLO DI CALABRIA D.O.P.

CAPOCOLLO DI CALABRIA D.O.P.  Apri
Loc. CALABRIA, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
44 Km da PARCO NAZIONALE DELLA SILA
  Area Cosenza, San fili, Belmonte Calabro
  Brochure PDF
Il Capocollo di Calabria DOP, altro orgoglio calabrese, e' preparato utilizzando le carni della parte superiore del lombo dei suini, disossato e quindi salato a secco o in salamoia, con sale da cucina macinato. Tale taglio di carne deve presentare uno strato di grasso di circa tre, quattro millimetri per mantenerlo morbido durante le fasi di stagionatura e migliorarne le caratteristiche organolettiche. Alla salatura, che dura da quattro a dieci giorni, seguono il lavaggio con acqua e aceto di vino, la pressatura e l'aggiunta di pepe nero in grani. Avvolto in diaframma parietale suino e legato in senso avvolgente, con spago naturale, viene posto a stagionare per non meno di cento giorni dalla data dell'avvenuta salatura

PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI

PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI  Apri
Loc. CORIGLIANO CALABRO - CALABRIA  Navigatore
33 Km da PARCO NAZIONALE DELLA SILA
  Area Francavilla Marittima, San Demetrio Corone, Paludi
Il sito archeologico di Sibari e' ubicato sulla costa Ionica della Calabria a breve distanza dalla foce del Fiume Crati. Questa parte del territorio calabro, nota topograficamente come sibaritide vide il sorgere, lo sviluppo e l'espansione e poi il declino della grande polis di Sibari ; qui furono impiantati, in epoche successive alla distruzione della citta' greca, sovrapponendosi in parte alle sue rovine, prima il centro ellenistico di Thurii e poi quello romano di Copia . Questa eccezionale stratificazione fa di Sibari uno dei siti piu' estesi ed importanti del Mediterraneo di eta' arcaica e classica. La vita del sito ha inizio nel 720 a.C. con la fondazione della colonia achea di Sibari; si interrompe nel 510 a.C. con la distruzione della citta' da parte dei crotonesi; ricomincia nel 444-443 a.C. con la fondazione della panellenica Thurii e si prolunga attraverso l'eta' romana con la deduzione della colonia latina di Copia nel 193 a.C. e la sua trasformazione in municipio romano nell'84 a.C.. In eta' imperiale, dal I al III secolo d.C., riprende con nuovo vigore ma a causa del crescente impaludamento del territorio inizia una lenta decadenza ed un graduale disuso attraverso il V-VI sec. d.C.; nel VII secolo il sito era ormai definitivamente abbandonato. A partire dalla fine dell'800, l'interesse per le vestigia ancora ignote e misteriose di Sibari e delle sue vicende, ha permesso in molti decenni d'indagini basate sulle sole indicazioni topografiche delle fonti storiche, di localizzare il sito e finalmente iniziare gli scavi negli anni '30. Le grandi campagne sistematiche degli anni '60 e quelle dei decenni successivi, hanno permesso di esplorare comunque solo una piccola parte della grande area di Sibari, portando in luce perlopiu' strutture riferibili al periodo romano della citta' di Copia. Le varie problematiche inerenti gli scavi - lo spessore degli strati alluvionali che ricoprono le strutture antiche, le fasi di sovrapposizione delle tre citta', la falda acquifera che aggrava ulteriormente le operazioni archeologiche - inducono ad un'accurata programmazione degli interventi archeologici. Non essendo al momento possibile intervenire su grandi aree come in passato, si mira attraverso puntuali scavi stratigrafici ad acquisire e chiarire alcuni dei principali aspetti del sito di Sibari-Thuri-Copia. A questo proposito gia' dagli anni '90 e' in corso un progetto di scavo archeologico che attraverso saggi mirati, gradualente porta a chiarire l'assetto topografico ed urbano delle tre citta'

AREA ARCHEOLOGICA DI PUNTA ALICE

AREA ARCHEOLOGICA DI PUNTA ALICE  Apri
Loc. CIRO MARINA - CALABRIA  Navigatore
35 Km da PARCO NAZIONALE DELLA SILA
  Area Melissa, Cariati, Margherita IV
Sul promontorio di Punta Alice, localita' in agro del comune di Ciro' Marina, sono stati rinvenuti nel 1924 i resti di un grande tempio dorico dedicato ad Apollo Aleo, dall'eroe tessalo Filottete, che secondo leggenda, ivi consacro' le sue frecce ad Eracle dopo la vittoriosa guerra di Troia. Gli scavi di Punta Alice si concentrano dunque sul Tempio di Apollo, intorno al quale ruotava l'intera area sacra, quasi certamente di origine precoloniale. Distante poco piu' di 20 km da Crotone, l'area archeologica di Punta Alice potrebbe rappresentare un'area sacra precoloniale, inglobata dai greci in epoca arcaica e dedicata ad Apollo Aleo. L'area archeologica di Punta Alice dunque e' interessata dal santuario dedicato ad Apollo Aleo dall'eroe tessalo Filottete, che qui consacro' le frecce donategli da Eracle. In origine il tempio del VI secolo a.C. era costituito da una cella (naos) fortemente allungata, lunga 27 metri e larga quasi 8. La cella era completamente aperta sul lato orientale e divisa in due navate da un colonnato, di cui restano le basi lapidee. La struttura, rimase in uso fino alla fine del IV secolo a.C. momento in cui si pone la trasformazione, ad opera dei Bretti, del tempio in un periptero dorico di maggiori dimensioni (46x19), completamente in pietra, circondato da otto colonne sui lati brevi e diciannove su quelli lunghi. La prima cella arcaica fu inglobata nel nuovo edificio, mentre il colonnato fu raddoppiato sul lato orientale. Tra i materiali rinvenuti nell'area archeologica di Punta Alice emergono, in gran parte offerte votive del periodo arcaico al Tempio di Apollo, le parti marmoree dell'Acrolito di Apollo, anch'esse di epoca arcaica, testa, piedi e mano sinistra, esposte al Museo Archeologico di Reggio Calabria. Alla fase brettia del santuario, fine IV secolo a.C. risalgono i frammenti di terrecotte architettoniche, capitelli dorici, rocchi di colonne e frammenti di architravi, questi conservati invece nel vicino Museo Archeologico di Crotone. L'area archeologica e' interessata anche dal rinvenimento, sempre in prossimita' del Tempio di Apollo, di alcuni ampi edifici riferibili anch'essi al periodo brettio, non indagati completamente e che si suppone possano rifarsi a strutture dedicate ad accogliere i pellegrini, come avveniva per il vicino e ben piu' famoso Santuario di Hera Lacinia, in prossimita' di Crotone

CLEMENTINE DI CALABRIA

CLEMENTINE DI CALABRIA  Apri
Loc. CALABRIA, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
44 Km da PARCO NAZIONALE DELLA SILA
  Area Cosenza, San fili, Belmonte Calabro
  Brochure PDF
Incrocio tra arancio amaro e mandarino, le Clementine provengono forse dall'Algeria (secondo una delle ipotesi piu' accreditate, il loro nome richiamerebbe quello di Padre Cle'ment Rodier di Misserghin, nel cui orto sarebbero state rinvenute). Coltivate in Italia sin dagli anni '30, hanno trovato uno dei loro habitat ideali in Calabria. Le aree di maggiore produzione sono concentrate nelle zone di pianura esistenti nella regione e sono: la Piana di Sibari e Corigliano nel cosentino, la Piana di Lamezia nel catanzarese, la Piana di Gioia Tauro-Rosarno e la Locride nel reggino. In soli 58 comuni calabresi e' concentrata quasi la meta' della superficie agrumetata regionale, cosi suddivisi: Provincia di Reggio Calabria 20 comuni; Provincia di Catanzaro 14 comuni; Provincia di Cosenza 16 comuni; Provincia di Vibo 5 comuni; Provincia di Crotone 3 comuni. A partire dal 1950 la sua coltivazione si diffuse in Calabria dove trovo' il suo habitat naturale: il clima mite e regolare riesce ad esaltare le caratteristiche qualitative estrinseche ed intrinseche del frutto, che solo in Calabria giunge a maturazione molto precocemente, ai primi di ottobre. Raccolte da ottobre a febbraio, a seconda delle varieta' (Spinoso, SRA 63, Comune, Hernandina, Fedele, Tardivo, Hernandina, Marisol e di Nules.), sono pressoche' apirene, ovvero senza semi (o ne hanno pochi); ricche di vitamine, aromatiche e molto dolci, risultano facili da sbucciare, essendo l'epicarpo liscio e molto sottile, e possono gustarsi fresche o essere trasformate in canditi, marmellata, succhi, sorbetti, dolci e liquori. Le clementine presentano una forma sferoidale leggermente schiacciata ai poli, con dimensioni minime di 16-18 mm. La buccia, liscia e di colore arancio scuro, racchiude una polpa succosa e aromatica. Il frutto e' caratterizzato da assenza di semi o da un numero esiguo di essi. Per l'elevato contenuto di vitamina C, bastano un paio di frutti al giorno per coprire il fabbisogno giornaliero di una persona adulta. Le clementine sono anche ricche di minerali tra cui il potassio, indispensabile per regolare il tenore di acqua nei tessuti assicurando cosi' un buon funzionamento del cuore. Le Clementine di Calabria I.G.P., per la loro bonta', vengono generalmente consumate al naturale tuttavia trovano largo impiego anche nella preparazione di sorbetti, succhi, sciroppi e marmellate

LAGO AMPOLLINO

LAGO AMPOLLINO  Apri
Loc. LAGO AMPOLLINO, ITALY - CALABRIA  Navigatore
36 Km da PARCO NAZIONALE DELLA SILA
Altitudine: 1423 mt. s.l.m.  Area Petilia Policastro, Caccuri, Celico
  Brochure PDF
Compresa tra le province di Crotone e di Catanzaro, la Sila Piccola e' una delle tre aree in cui si suddivide il Parco Nazionale della Calabria. Il suo territorio, che costituisce la parte meridionale dell'altopiano silano, si presenta affascinante e suggestivo. Numerose le valli fluviali; tra le piu' incontaminate, quella del torrente Soleo e quella del fiume Tacina, caratterizzata da ampi pascoli e rigogliosa vegetazione. Vive tra questi monti la fauna tipica del territorio appenninico: lupi, volpi, lepri, cinghiali; notevole la presenza della rara cornacchia grigia. La Sila Piccola e' meta di turismo durante tutto l'anno: in inverno si puo' praticare lo sci alpino o di fondo nei deliziosi centri montani di Villaggio Palumbo e Villaggio Mancuso; negli altri periodi dell'anno, e' invece possibile praticare il trekking, compiere passeggiate, escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike lungo interessanti itinerari, opportunamenti predisposti. Per gli amanti della pesca, della canoa e del windsurf, infine, ecco l'incantevole cornice del lago Ampollino, immerso nel verde intenso dei boschi di conifere.Il Lago Ampollino e', per estensione, il terzo lago artificiale della Calabria dopo l'Arvo e il Cecita. Creato nel 1926 tramite lo sbarramento del corso del fiume omonimo per alimentare una centrale idroelettrica, l'Ampollino ha una capacita' complessiva di 67 milioni di metri cubi e un perimetro di circa 26 km. A 1271 metri di altitudine e con una diga di quasi 40 metri e' una meraviglia tecnologica di sicuro interesse. In realta', pero', i tanti turisti che visitano il Lago non sono tanto attratti dall'aspetto tecnico quanto piuttosto dalle bellezze paesaggistiche che lo circondano. Guardandovi attorno potrete scorgere i monti Scorciavuoi, Gariglione, Zingomarro e Monte Nero, in una cornice di fitta vegetazione fatta di pini, faggi, cerri e abeti secolari: se non riuscite a visitarli tutti non perdete il bosco del Gariglione, il piu' antico e meglio curato dell'intera Calabria.

AREA ARCHEOLOGICA DI CASTIGLIONE DI PALUDI

AREA ARCHEOLOGICA DI CASTIGLIONE DI PALUDI  Apri
Loc. PALUDI CS, ITALIA - CALABRIA  Navigatore
8 Km da PARCO NAZIONALE DELLA SILA
Altitudine: 455 mt. s.l.m.  Area Caloveto, Cariati, Corigliano Calabro
Un disteso insediamento umano del IV a.C. riferito quasi certamente ad una citta' brettia, e' stato indagato sulla collina delimitata dai torrenti Coseria e Scarmaci, nell'area archeologica di Castiglione di Paludi. Sul pianoro antistante l'abitato, erano gia' state scavate 50 sepolture del IX a.C. corredate da armi, lance in ferro e bronzo, fibule, lamine decorate ed altri oggetti. L'area di Castiglione di Paludi potrebbe nascondere l'antica citta' enotra di Cossa, nei pressi della quale, piu' tardi, i brettii edificarono una loro citta'. Una citta' di Enotria, nota col nome di Cossa, compare in un frammento di Ecateo di Mileto del VI a.C. e piu' tardi Giulio Cesare nel De Bello Civili, menziona una citta' di nome Cossa nel territorio di Thourioi. Il nome dell'attuale torrente Coseria, nei pressi di Castiglione di Paludi, sembra costituire un ulteriore indizio per l'identificazione dell'antica citta' enotria di Cossa. Se l'area archeologica di Castiglione di Paludi conserva poche testimonianze dell'antica citta' di Cossa, della citta' brettia rimangono invece notevoli resti, primi tra tutti quelli delle mura, costruite in blocchi squadrati di arenaria disposti a secco, alcune scalette interne conducevano sugli spalti. Sul lato orientale era la porta fortificata, a corte rettangolare, difesa da due torri a pianta circolare alte due piani. All'interno, una strada collegava la porta principale al cosiddetto teatro, edificio a pianta semicircolare addossato a un pendio naturale, che poteva accogliere 200 persone circa. Piu' verisimilmente si tratta di un luogo per le riunioni dell'assemblea pubblica databile intorno al IV secolo a.C. Sempre all'interno della cinta muraria, oltre a una cisterna sono stati rinvenuti i resti di alcune abitazioni, distinguibili in due fasi per la tecnica costruttiva. Il ritrovamento all'esterno della porta di un deposito di terrecotte votive di tipo femminile, testimonia l'esistenza di un piccolo luogo di culto, forese attivo gia' con la citta' di Cossa. Tra i materiali rinvenuti tra gli scavi dell'area archeologica di Castiglione di Paludi, si segnalano per importanza un volto maschile in arenaria locale e alcuni modellini fittili di templi, e delle tegole siglete vereia che attestano l'attivita' di una istituzione pubblica deputata alla produzione in scala di laterizi

CARIATI

CARIATI  Apri
Loc. CARIATI - CALABRIA  Navigatore
15 Km da PARCO NAZIONALE DELLA SILA
  Area Caloveto, Cirò Marina, Melissa
Diverse sono le versioni sulle origini del nome della cittadina. Potrebbe derivare da caterina (o Carina), cioe' grazia, citta' bella e graziosa. In alternativa e' possibile che il nome derivi da un'originaria denominazione Cariatide Diana, legata ad una localita' sacra a Diana. Nel X secolo e' attestato il nome Korion, che deriverebbe dal greco Curuai (abitanti della greca Carie). Un'ultima ipotesi si collega al fatto che in origine Cariati era situato nella piana ove attualmente sorge la frazione di Santa Maria; poiche' era spesso oggetto di attacchi saraceni ad opera di Khayr al-Dn Barbarossa, gli abitanti furono costretti a spostarsi dalla marina all'attuale posizione: dal trasporto sui carri deriverebbe il nome di Carriati, da cui a sua volta deriverebbe il toponimo.Borgo sulla riva del mare, accessibile da piu' punti ma con l'attuale accesso principale costituito da Porta Pia. Il primo nucleo dell'attuale centro storico sorse come luogo strategico fortificato in eta' bizantina, fra il IX e il X secolo. La cinta muraria fu fortificata quando la cittadina era un feudo della famiglia Ruffo. La lunghezza completa del perimetro e' di circa un chilometro, inframmezzata da otto torri. Subito dopo l'ingresso principale di Porta Pia o Porta Nuova, si trova il Palazzo del Seminario, costruito nella prima meta' del Seicento. Dalla porta inizia il corso XX settembre, la via principale una volta via Duomo), lungo la quale sorge prima la cattedrale di San Michele Arcangelo e, subito dopo, il Palazzo vescovile, preceduto dalla piazza del Borgo (piazza Plebiscito), dove si trova la torre campanaria con un orologio, costruita nel 1904.

Escursioni e attrazioni in CALABRIA vicino a SILA NATIONAL PARK, ITALY Paludi Cariati Melissa: 'MUSEI DELLA SILA'   'PANCETTA DI CALABRIA DOP'   'CACCURI'   'MELISSA'   'SALSICCIA DI CALABRIA DOP'   'CAPOCOLLO DI CALABRIA D.O.P.'   'PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI'   'AREA ARCHEOLOGICA DI PUNTA ALICE'   'CLEMENTINE DI CALABRIA'   'LAGO AMPOLLINO'   'AREA ARCHEOLOGICA DI CASTIGLIONE DI PALUDI'   'CARIATI'  

CALABRIA


Il nome originario della Calabria era Brutium derivato dal nome del suo popolo (i Bruzi) , mentre Calabria era denominata la penisola del Salento in Puglia. E' dalla Calabria invece che deriva il nome di tutta la penisola, in quanto Italia prende il nome dal suo re Italo. La Calabria è la punta dello Stivale, l'estremo sud dell'Italia. Lambita dalle splendide acque del mar Ionio e del mar Tirreno è separata dalla Sicilia dallo stretto di Messina. Il clima accogliente, gli splendidi colori del mare, le coste rocciose alternate a litorali sabbiosi, la sua natura selvaggia e misteriosa, i sapori intensi e genuini della cucina locale e le testimonianze delle sue antiche origini rendono la Calabria un posto unico, da ammirare sia d'inverno che d'estate. Ogni desiderio potrà essere esaudito. Chi ama la natura, i suoi profumi, i suoi misteri potrà addentrarsi nell'entroterra calabrese, scoprendo un paesaggio puro e incontaminato, dove immense distese di verde sono interrotte dal blu di laghi e cascate. Chi, invece, vuole abbronzarsi sotto i caldi raggi del sole o immergersi in un mare cristallino, potrà scegliere fra le tante graziose località che costellano le lunghe coste tirreniche e ioniche. E per coloro che vogliono conoscere il passato di questa terra, culla della Magna Grecia e terra di antichi insediamenti, la Calabria offre un'ampia scelta fra chiese e monasteri, castelli e palazzi, borghi e luoghi dove sopravvivono usi e tradizioni secolari.

Da Vedere: La città di Tropea situata nella cosiddetta costa degli Dei e conosciuta per le sue bellezze come la perla del Tirreno. La leggenda narra che il fondatore sia stato Ercole che ne fece uno dei suoi porti. Oltre alla meravigliosa spiaggia la città offre meraviglie architettoniche come la Chiesa di Santa Maria dell'Isola , un santuario benedettino sull'isolotto scoglio e le varie chiese e palazzi del centro storico. Il Parco Nazionale della Calabria che comprende gran parte della Sila dove si possono trovare arbusti sempreverdi come erica, mirto, rosmarino, alloro e lentisco e dal punto di vista faunistico: daini, cinghiali. Lupi, gatti selvatici ed alcune specie di aquile reali. Il Parco Nazionale del Pollino che è la zona d'Italia con l'area protetta più vasta. Santuario della Madonna della Grotta a Praia a Mare in provincia di Cosenza : Edificio incastonato nelle rocce del monte Vinciolo Il Castello aragonese del 1490 e il Santuario di S.Maria del Castello del sec. XI a Castrovillari. Il Santuario è stato ristrutturato nel &700 e conserva al suo interno opere di grande valore come le tavole di Pietro Neuroni del 1552. Gli scavi di Sibari che hanno portato alla luce resti di abitazioni della città greca del sec. VII a.C che era famosa per le sue miniere d'argento.

Gastronomia e Vini: La gastronomia calabrese è semplice ma dai sapori forti e decisi e elaborata nella preparazione. I prodotti tipici sono: la cipolla rossa di Tropea, &Nduja di Spilinga, il peperoncino rosso e il Pecorino del Poro. Sono inoltre famosi gli insaccati, primo fra tutti la soppressata. La pasta che viene preparata in casa è condita per lo più con sughi a base di pomodoro con carni di manzo, maiale, agnello e vitello e insaporita con peperoncino. Le carni vengono principalmente cotte al sugo o in arrosto. Una specialità è il capretto con le patate arrosto accompagnato da carciofi o piselli in base alla stagione. Gli ortaggi più usati sono le melanzane e i peperoni che vengono mangiati ripiene oppure conservateisott'olio. Nella calabria montana si fa largo uso dei funghi soprattutto porcini, metre sulla costa si possono gustare piatti a base di pesce, fra cui è molto usato il tonno. Fra le moltissime varietà di dolci, il più tipico e senza dubbio il più caratteristico è il cozzùpa fatta con la pasta della ciambella ed assume sempre forme umane, di animali, di cestino o di cuore. Il vino regionale tipico è il Cirò Rosso D.O.C, un vino secco e corposo il cui vitigno di base è il Gaglioppo.