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parco funtana noa - escursioni punti di interesse attrazioni a sanluri

 RISTORANTE PARCO FUNTANA NOA

RISTORANTE
PARCO FUNTANA NOA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a SANLURI Collinas Sardara Gergei

NURAGHE IS PARAS

NURAGHE IS PARAS  Apri
Loc. ISILI CA, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
25 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Gergei, Laconi, Orroli
Il nuraghe is Paras e' giustamente famoso per la bellissima volta a tholos della torre centrale, che coi suoi 11,80 m e' la piu' alta della Sardegna. Dopo i recenti scavi del 1998 e' stato possibile delineare con piu' precisione la storia di questo monumento, che raggiunse la sua forma attuale in seguito a interventi costruttivi svolti nell'arco di diversi secoli, dal XV al XI a.C. In origine il nuraghe era costituito dalla sola torre centrale, che fu costruita tra il XV e il XIV secolo a.C., utilizzando blocchi di calcare bianco locale. La torre era formata da due piani sovrapposti, dei quali oggi si conserva solo quello inferiore. La muratura presenta al di sopra dell'ingresso una lacuna, che ha messo in pericolo la stabilita' del monumento e ha reso necessario un'intervento di recupero negli anni 70', durante il quale l'architrave originario, fortemente danneggiato e prossimo alla rottura, fu sostituito. Entrati nella torre, si accede tramite un corridoio monumentale alla camera centrale, con la sua maestosa tholos; le pietre che oggi chiudono la tholos dall'esterno, sono il risultato di un restauro, operato durante l'intervento del 1998, finalizzato ad evitare l'erosione dei blocchi dell'interno della camera. Al centro della camera si apre un pozzo circolare, con le pareti foderate da blocchi di pietra, che e' stato scoperto ed indagato durante le ultime indagini, anche se per le condizioni del terreno non e' stato possibile completarne lo scavo. A 5 m d'altezza, sulla parete destra si trova l'ingresso del vano scala che conduceva al secondo piano e che in origine poteva essere raggiunto con una scala lignea, ed e' molto probabile che a questa stessa altezza un soppalco di legno dividesse il primo piano in due ambienti. Nuraghe Is Paras La tholos Nuraghe Is Paras Il corridoio d'ingresso Nella seconda fase, risalente ai secoli dal XIII al XII, fu costruita, di fronte al mastio, una torre piu' piccola, e tra le due torri, un piccolo cortile chiuso da mura rettilinee. L'accesso dall'esterno avveniva dal lato est, tramite un corridoio coperto a piattabanda che immetteva nel cortile. Le strutture risalenti a questa fase si conservano abbastanza bene, anche se la torre, dotata di due feritoie, e' in parte crollata e conserva un alzato di 2,50 m. Nella terza fase (XII-XI secolo), furono aggiunte altre due torri, una a nord ed una ad ovest, unite tra di loro e alle strutture piu' antiche da cortine murarie rettilinee, e l'intera struttura fu circondata da un antemurale munito a sua volta di torri, di cui si sono messi in luce alcuni tratti con gli scavi del 1998. Questa fase e' la meno nota perche' le due torri nord e ovest sono ancora, specialmente quella a nord, interrate, le recenti indagini comunque hanno evidenziato il punto in cui le murature si appoggiano a quella della seconda fase, e la differenza nella dimensione e tipo di squadratura dei blocchi, fatti che mostrano come tra le due fasi costruttive sia passato parecchio tempo. Tutto intorno al nuraghe, dentro e fuori rispetto all'antemurale si esteva un grande villaggio di capanne circolari, ancora completamente da scavare. L'area fu abitata anche in epoca romana e altomedievale, a questi periodi infatti risalgono scarse tracce di strutture murarie e numerosi reperti rinvenuti durante gli scavi

SARDARA

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Loc. SARDARA - SARDEGNA  Navigatore
9 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Collinas, Sanluri, Masullas
Il comune di Sardara sorge arroccato su di uno sperone al centro della fertile pianura del Campidano. Situato nella Bassa Marmilla e' uno dei venti paesi piu' importanti della nuova provincia del Medio Campidano. La sua posizione, sul limite di confine della provincia di Cagliari con la provincia di Oristano, ha da sempre avuto un'importanza strategica che ne ha favorito lo sviluppo. Storicamente apparteneva alla curatoria di Bonorzuli ed e' caratterizzato per la presenza del castello di Monreale, sulla collina omonima, per lo stabilimento di acque termali sulle antiche thermae romane e per il complesso nuragico-fenicio-punico di S. Anastasia nel centro dell'abitato. Sardara e' da sempre paese rurale e agricolo per le sue belle campagne, per la pianura che si apre da Sanluri ad Uras, insinuandosi fino a Pabillonis e San Gavino e per il suo sistema collinare che, oltre al Monreale, si sviluppa fino ai confini di Mogoro, Collinas e Villanova. Il centro abitato, ai piedi della collina di su Sibizziri, nella parte piu' antica, offre dal poggio antistante un panorama veramente gradevole. Nel centro storico si ritrovano alcune delle architetture tipiche del Campidano meglio conservate e valorizzate in assoluto. Le case a corte fanno bella mostra di se' con i loro portali padronali, curati e impreziositi con orgoglio dai proprietari. Molti, conservano ancora inciso sull'architrave il simbolo d'appartenenza corporativa come fabbri, sellai e vignaioli. Le strade, linde e ordinate, acciottolate o lastricate, ci restituiscono atmosfere d'altri tempi. Interessanti dal punto di vista geologico le discariche di due miniere situate in una zona poco distante dal centro abitato che presentano una serie di filoni di barite e fluorite incassati negli scisti di origine paleozoica. Sardara e' famosa anche per la presenza nel suo territorio delle Terme di Santa Maria Acquas, immerse in un bosco di eucalipti distante appena due chilometri dal centro abitato, che sfruttano fin da tempi antichi alcune sorgenti di acque mineralcarbonato-alcaline, che sgorgano a temperature vicine ai 60 and 70 gradi centigradi

ORISTANO

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Loc. ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
45 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Torre Grande, Cuglieri, Cabras
Oristano e' uno dei capoluoghi di provincia della regione Sardegna: si trova nel golfo omonimo a nord della pianura del Campidano e sulla sua sinistra e' percorsa dal fiume Tirsi. E'' uno dei centri economici principali della Sardegna grazie alle sue industrie ed alla attivita agricola. Le origini di Aristanis non sono documentabili quindi si attribuisce attendibilita storica ad un documento del XVI come prima segnalazione di insediamento stabile: uno storico sardo scrive che nel 1070 e' avvenuto un esodo della popolazione della citta Tharros a causa del dominio saraceno. Nel XII secolo divenne capitale di Arborea (zona antica della Sardegna) e conobbe un notevole sviluppo economico. In seguito venne dominata dagli Aragonesi e dagli Spagnoli. Nel 1720 venne annessa al Piemonte insieme all''intera isola nel Regno di Sardegna. Da vedere: Torre di San Cristoforo: questa possente torre viene chiamata anche Torre di Mariano II dal nome del giudice d''Arborea che la fece costruire nel 1291. Questa torre e' tutto quello che rimane di un''antica cinta muraria medievale distrutta nel XIX secolo. E'' strutturata su pianta quadrilatera su tre piani ed ha il lato verso la citta aperto; in cima al baluardo e' presente una piccola torre campanaria merlata del XV secolo. Casa di Eleonora d''Arborea: questa casa e' situata in via Parpaglia ed e' un interessante esempio di architettura del XVI secolo. Presenta caratteristiche rinascimentali e nella facciata presenta l''emblema del Casato d''Arborea (un albero sradicato). Eleonora d''Arborea rivesti un''importante carica amministrativa ma e' molto ricordata come eroina locale per la sua difesa dell''impedenza della provincia ocntro gli Aragonesi. Ad Oristano in suo onore c''e' anche una piazza ed un monumento. Cattedrale di Oristano: la cattedrale della Beata Vergine Assunta si trova in piazza del Duomo ed e' affiancata da un bel campanile a pianta ottagonale e cupola a cipolla. E'' stata costruita nel XIII secolo e conserva ancora caratteristiche della sua struttura originaria, tra cui la Cappella del Rimadio, la base del Campanile e parte dell''abside. Nel corso dei secoli questo edificio e' stato rimaneggiato: alcune caratteristiche barocche furono aggiunte nel XVIII secolo. L''interno del Duomo e' strutturato su pianta a croce latina , possiede tre cupole di cui la prima a destra custodisce una statua in legno dell''Annunziata (opera di Nino Pisano)

WWF: OASI MONTE ARCOSU

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Loc. ASSEMINI CAGLIARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
34 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Cagliari, Siliqua, Quartu Sant'Elena
L'Oasi di Monte Arcosu si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei Comuni di Uta, Assemini e Siliqua (Ca). A chi entra nella Riserva WWF di Monte Arcosu, a un passo da Cagliari, sembra di vivere in un documentario di cui, finalmente, si e' anche un po' protagonisti. E' uno dei pochi parchi naturali dell'isola piu' ammirata del Mediterraneo, uno degli ultimi regni del cervo sardo, uno scrigno di biodiversita'. Ambiente La Riserva si trova nel complesso forestale Monte Arcosu - Piscinamanna, il quale costituisce la foresta di macchia mediterranea piu' estesa dell'intero bacino del Mediterraneo, di circa 35.000 ettari: la Riserva WWF e' di circa 3.600 ha e ospita importanti specie della flora e della fauna sarda. Il territorio presenta una morfologia piuttosto accidentata, caratterizzata da lunghe e scoscese valli nelle quali, durante il periodo invernale e primaverile, scorrono impetuosi torrenti la cui portata si riduce drasticamente nel corso dell'estate. I maggiori rilievi superano i mille metri d'altezza e si distinguono per una morfologia profondamente differente a causa della diversa componente geologica.

TEMPIO DI ANTAS

TEMPIO DI ANTAS  Apri
Loc. FLUMINIMAGGIORE - SARDEGNA  Navigatore
38 Km da PARCO FUNTANA NOA
Altitudine: 305 mt. s.l.m.  Area Arbus, Buggerru, Masua
Il tempio di Antas e' un tempio punico-romano dedicato all'adorazione del dio eponimo dei sardi Sardus Pater Babai (Sid Addir per i cartaginesi). E' situato ad una decina di chilometri circa a sud del paese di Fluminimaggiore, in una zona in cui stanziarono cartaginesi e romani, attirati dagli abbondanti giacimenti di piombo e ferro presenti nel territorio. Sotto la gradinata di accesso al tempio romano sono presenti i resti del precedente tempio cartaginese dedicato al dio Sid Addir, continuazione del precedente culto nuragico tributato al dio delle acque e della vegetazione. Il primo sacello venne edificato nel 500 a.C. su un affioramento di roccia calcarea ritenuta sacra e nel 300 a.C. il tempio venne ristrutturato. Intorno all'altare sono stati ritrovati molti reperti punici. Il tempio romano venne costruito per il volere dell'imperatore Augusto (27 a.C.-14 d.C.) e restaurato durante Caracalla (213-217 d.C.) sull'area del tempio punico. Il tempio venne scoperto nel 1836 dal generale Alberto La Marmora e assunse la forma attuale dopo la ricostruzione avvenuta nel 1967. La parte anteriore del tempio e' composta da sei colonne, quattro frontali e due poste ai lati, alte otto metri circa e aventi capitelli di ordine ionico. Originariamente era anche presente un frontone triangolare. La cella centrale era accessibile tramite due aperture laterali. Nel pavimento della cella e' visibile una parte di un mosaico. Infine la parte sacra del tempio e' dotata di due recipienti quadrati, profondi circa un metro, i quali contenevano l'acqua utilizzata nei riti di purificazione. Probabilmente era presente una statua del Sardus Pater Babai che, a giudicare dalle dimensioni di un dito rinvenuto in loco, poteva avere un'altezza di circa 3 metri. Nell'area del tempio sono stati repertati soprattutto doni votivi come statue e monete

CAGLIARI

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Loc. CAGLIARI - SARDEGNA  Navigatore
45 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Sestu, Quartu Sant'Elena, Pula
  Brochure PDF
Cagliari e' il capoluogo di regione della Sardegna ed anche il porto principale di questa regione. Si trova al centro del golfo omonimo nella costa meridionale della Sardegna. E' conosciuta come la bellissima 'Citta del Sole' grazie ai suoi splendidi paesaggi ed alla sua luminosita. Originariamente si pensa sia stata fondata dai Cartaginesi e divenne successivamente citta e municipio romano. Nel IV secolo fu un importante sede vescovile e centro ecclesiastico ma nel V secolo fu conquistata dai Vandali ed in seguito dai Bizantini. Risorse dopo un periodo di distruzione sotto il dominio dei Pisani nel XII secolo che vi governarono fino al 1326. Allora Cagliari fu presa dagli Aragonesi e poi dagli Spagnoli. Nel 1720 Cagliari fu sotto il dominio dei Savoia e successivamente fu annessa al Regno d'Italia. Da vedere: Torre dell'Elefante e Torre di San Pancrazio: Durante il dominio di Pisa su Cagliari vennero edificate queste due torri dall'architetto Giovanni Capula nel 1305 (San Pancrazio) e nel 1307 (Elefante). Entrambe presentano una forma ad elle, sono alte circa 30 metri e composte da blocchi calcarei. La Torre di San Pancrazio era anticamente conosciuta come la Torre del Leone (sulle sue mura era scolpito un leone) mentra la Torre dell'Elefante deriva il proprio nome ad una statua marmorea raffigurante un elefante che si trova a circa 10 metri di altezza. Originariamente entrambe le torri avevano funzione di vedetta mentre nel XIX secolo furono sedi di carceri e sale di tortura. Cattedrale: questa chiesa dedicata a Santa Maria Assunta si trova in Piazza Palazzo al centro del quartiere di Castello. Fu edificata dai Pisani nel XIII secolo al posto della chiesa dedicata a Santa Cecilia. E' strutturata su tre navate e all'interno conserva bellissime opere come il Pulpito di Guglielmo da Pisa e sculture e dipinti del XIV secolo. Della sua struttura medievale conserva solo il campanile mentre la facciata fu rimaneggiata nel corso dei secoli (la prima volta nel 1702 e la seconda nei primi anni del 1900). Anfiteatro Romano: fu edificato tra il I ed il II secolo d.c. Tutta la struttura era rivestita con preziosi materiali (dimostrata dal rinevenimento di numerose listine di marmo durante gli scavi). L'anfiteatro poteva ospitare circa 10000 spettatori e gli spettacoli che venivano rappresentati erano combattimenti di gladiatori, lotte tra uomini e belve, esecuzioni di sentenze. Nel corso dei secoli sfortunatamente sono state effettuate dannose espoliazioni : non resta niente delle parti in muratura e dei rivestimenti

MASULLAS

MASULLAS  Apri
Loc. MASULLAS - SARDEGNA  Navigatore
17 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Collinas, Sardara, Sanluri
Scenari bucolici e dolci colline tondeggiandi sono lo sfondo perfetto di una Sardegna, ancora poco esplorata, dove la natura ha totale liberta' di espressione. Masullas sorge nel paesaggio tipico della Marmilla: verde, collinare e per lo piu' incolto. Il suo territorio si estende per 18,88 kmq, e' di forma trapezoidale ed e' limitato a nord dai comuni di Siris e Pompu, a est da quelli di Simala, Gonnoscodina e Gonnostramatza, a sud da Mogoro e a ovest da Uras e Siris. Al suo interno scorre il Rio Mannu, fiume a carattere torrentizio che va a sfociare nel lago artificiale di Mogoro, realizzato nel periodo fascista per attuare la bonifica di Arborea. Nella parte nord-occidentale del territorio comunale di Masullas si trova il giacimento di ossidiana di Conca Cannas, che alcuni studiosi definiscono come il piu' grande e interessante di tutto il Monte Arci. Sono di rilevante interesse le forme rocciose presenti in localita' Su Columbariu che si distinguono per l'intensa tafonatura, presente su una parete verticale alta circa 80 metri. Masullas e' situato all'interno del Parco Regionale del Monte Arci che rappresenta un ecosistema di fondamentale importanza per tutta la zona della Marmilla. Il parco & ricco concentrato di flora e fauna & presenta specie endemiche particolarmente rare e determinanti per la sopravvivenza della biodiversita' locale, tra cui si ritrovano lecci, sugheri, ginestre, mirti, tamerici africane e corbezzoli, per quanto riguarda la flora. La fauna e' invece caratterizzata da cinghiali, raganelle tirreniche, diversi tipi di farfalle, corvi imperiali, gechi verrucosi e diverse specie di serpenti, tra cui il biacco. Il parco del Monte Arci e' un luogo ideale per escursioni e itinerari nella natura, per gli amanti della montagna e del trekking, offrendo scenari estremamente suggestivi, momenti di degustazione, cosi' come la possibilita' di scoprire di piu' sulla storia locale, grazie ai siti archeologici e ai monumenti storici. Una volta lasciati i sentieri, ci si addentra nel cuore dell'antico Borgo Autentico di Masullas. Il centro storico si articola attraverso una serie di viottoli che raccordano i quattro edifici religiosi presenti con le abitazioni costruite in arenaria locale. Questo piccolo centro, nei secoli passati, era abitato da proprietari terrieri. Infatti, buona parte del territorio era come tutt'oggi, utilizzato per la cerealicoltura. La principali famiglie locali come i Coni, i Diana e i Salis vantavano di origini nobiliari e oggi, rimane forte la loro testimonianza soprattutto nel palazzo settecentesco denominato 'Casa Eredi Niccolo' Salis', momentaneamente in fase di restauro.

GROTTA DI SU MANNAU

GROTTA DI SU MANNAU  Apri
Loc. VIA VITTORIO EMANUELE, 3, FLUMINIMAGGIORE CI, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
39 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Buggerru, Arbus, Iglesias
Le grotte di Su Mannau, nei pressi di Fluminimaggiore e particolari per l'ampio sistema di caverne, sono tra le piu' antiche del mondo. Di grande interesse archeologico e speleologico, si presentano divise in due rami. La parte destra, un ampio complesso carsico di origine cambrica, e' articolata su diversi livelli, alcuni alti e fossili, altri bassi e attivi. Il ramo destro, generato dal fiume Rapido, e' costituito da numerosi e variegati condotti e sale, aspetti tra i piu' spettacolari della grotta. La prima sala ha una grande rilevanza storica anche per i collegamenti rinvenuti con il vicino tempio punico-romano di Antas. Le antichissime popolazioni sarde si recavano alla grotta di Su Mannau per praticare i culti dell'acqua, testimoniati dal rinvenimento di diversi frammenti di lucerne votive ad olio. La sala del Sonno, a fianco al lago Pensile, e' ornata di grandi colonne; il salone Ribaldone e' la sala piu' alta e larga; la sala Bianca e' ricca di aragoniti e colonne stalagmitiche; la sala Vergine e' caratterizzata dal colore bianchissimo determinato dal fiume sottostante e da grandi stalattiti ed aragoniti; la sala Bizzarra presenta aragoniti coralloidi e cannule; infine, il salone degli Abeti e' abbellito dalle stalagmiti e dagli scintillanti cristalli di calcite. Il Sifone e i condotti sono difficilmente visibili perche' spesso sommersi. Il ramo di sinistra, originato dal fiume Placido, e' anch'esso contraddistinto dalla presenza di imponenti sale, tra cui il salone Rodriguez e la sala Serra, collegata al ramo dell'Infinito, e arricchito dalle bellissime perle di grotta e dai meravigliosi cristalli nei rami superiori

COLLINAS

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Loc. COLLINAS MEDIO CAMPIDANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
9 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Sardara, Masullas, Sanluri
Il nome originario del villaggio era 'Forru' fino a quando il 24 gennaio 1863, il sindaco in carica Giovanni Battista Tuveri, noto giurista, filosofo e parlamentare, propose di modificare il nome a causa di disguidi postali con il paese vicino, chiamato Villanovaforru. Furono fatte diverse proposte e alla fine si scelse Collinas per via delle colline che circondano il paese. Non vi e' certezza sull'origine esatta del nome Forru, probabilmente derivava dal latino forum (perche' denotava la sua posizione in una piccola valle tra le colline), oppure da termini che indicavano i forni utilizzati per preparare le terrecotte o fondere i metalli, segno della forte vocazione artigianale della zona. Il paese di Collinas, e' situato nel Medio Campidano, ubicato al fondo della Valle della Marmilla orientale. Nel suo territorio, si ritrovano importanti testimonianze archeologiche che vanno dal periodo preistorico a quello romano, segno di una continuita' storica nell'abitazione del paese. La storia del territorio di Collinas affonda le sue origini nell'epoca preistorica e nuragica, come testimonia la presenza di numerosi reperti nuragici, soprattutto nella zona di Sedda sa Caudeba e sull'altipiano di Pranu Mannu. La presenza di ruderi di una stazione termale denotano invece la piena attivita' della zona, durante l'epoca romana, ma fu principalmente durante il medioevo, che Collinas inizio' ad assumere i connotati di paese, riconoscibili ancora ai nostri giorni, nella sua struttura urbana. L'antico borgo faceva parte prima della curatoria di Marmilla e poi della curatoria di Montis o Montangia, nel Regno giudicale di Arborea. Nel 1324 nacque il Regno catalano & aragonese di Sardegna e le rendite del feudo vennero concesse dal re di Arborea Ugone II, a Guglielmo Oulomar. A causa della guerra tra il Regno di Sardegna e il Regno di Arborea gli Oulomar persero il controllo del feudo. Collinas, entrato a far parte del Regno di Sardegna, venne amministrato dalla Corona fino al 1430, quando l'intera curatoria venne concessa a Eleonora Manrique per le sue nozze con Berengario Bertran Carroz e venne quindi annessa alla contea di Quirra. Nel 1511 Collinas passo' sotto Guglielmo Raimondo Centelles che lo mantenne fino al 1674, quando venne acquisito da Francesco Pasquale Borgia. Il feudo fu concesso ai Catala' e nel 1798 fu acquistato dagli Osorio che lo tennero fino al riscatto del 1838. Con regio decreto del 1863 il paese cambio' il nome da Forru in Collinas. Oggi, Collinas appartiene alla Diocesi di Ales & Terralba

DUNE DI PISCINAS

DUNE DI PISCINAS  Apri
Loc. ARBUS - SARDEGNA  Navigatore
40 Km da PARCO FUNTANA NOA
Altitudine: 9 mt. s.l.m.  Area Marina di Gutturu Flumini, Fluminimaggiore, Buggerru
  Brochure PDF
Il sistema dunale costiero di Piscinas e' un'area di dune sabbiose che si trova nella Sardegna occidentale, nel comune di Arbus, e si estende per circa cinque chilometri quadrati. Le dune, che si estendono dalla costa verso l'interno per circa tre chilometri, raggiungono un'altezza di circa 100 metri e sono modellate dai venti che soffiano dal mare. Sono tra le piu' alte dune vive d'Europa. La zona di Piscinas degrada lentamente da alcuni rilievi collinari alla linea di costa, passando dalle formazioni rocciose alle famose dune di sabbia. Il rio Piscinas e' un torrente che nasce nei pressi di Montevecchio e scorre a nord della zona di Piscinas. Viene alimentato anche dalle acque provenienti da alcune gallerie delle miniere dismesse, dandogli un colore rossastro: per questo motivo il rio viene talvolta nominato fiume Rosso. Il rio Naracauli e' invece un torrente che arriva nella zona di Piscinas dal villaggio minerario di Naracauli. Tra la vegetazione si trovano il ginepro, il lentisco (Pistacia lentiscus), la ginestra, l'euforbia. Presso il rio Naracauli sono presenti tamerici, giunchi e altri arbusti della gariga. Per la fauna e' presente il cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus), la testuggine mediterranea (Testudo hermanni) e la tartaruga marina (Caretta caretta), che depone le uova sulla spiaggi

PARCO ARCHEOLOGICO PRANU MUTTEDU

PARCO ARCHEOLOGICO PRANU MUTTEDU  Apri
Loc. GONI - SARDEGNA  Navigatore
33 Km da PARCO FUNTANA NOA
Altitudine: 505 mt. s.l.m.  Area Orroli, Isili, Sadali
Il Parco archeologico di Pranu Muttedu sorge su una vasta area caratterizzata da un'alta concentrazione di menhir, la maggiore della Sardegna, e da una serie di sepolture megalitiche del tipo a circolo. I menhir sono in tutto circa sessanta e si trovano disposti in allineamenti, tra i quali il piu' importante e' quello formato da 20 menhir, a gruppi di tre, a coppie, o piu' raramente isolati; spesso si trovano inoltre posti davanti alle tombe. Le tombe piu' caratteristiche sono quelle a tumulo (cioe' che in origine erano ricoperte da un tumulo di terra), costruite con blocchi di pietra e formate da un atrio, un corridoio d'ingresso e una camera di forma quadrangolare, mentre il muro perimetrale e' a pianta circolare e spesso sono circondate da circoli piu' ampi. Ci sono pero' anche tombe a domus de janas, finemente scavate nella roccia. La tomba piu' monumentale ed importante, la tomba II, considerata dagli studiosi come il fulcro dell'intera area sacra, forse tomba di un capo divinizzato, presenta elementi sia delle domus de janas che delle tombe a circoli. Per costruirla furono trasportati da un luogo lontano due enormi blocchi di pietra, assestati uno dietro l'altro, e scavati come le domus de janas, ai quali furono collegate altre parti costruite con blocchi piu' piccoli. Dopo che fu deposto il corpo tutta la struttura fu coperta da un tumulo di terra e circondata da cerchi di pietre, davanti all'entrata fu posto un menhir di piccole dimensioni e tutto intorno fu costruito un ulteriore circolo del diametro di circa 30-35 m, che ha quasi al centro un altro piccolo cerchio di pietre, mentre a sud del grande cerchio c'e' un rettangolo chiuso. Altre due tombe particolari sono la tomba IV, detta la triade, perche' vi e' posta davanti una triade formata da tre menhir, e la tomba V, detta nuraxeddu, che si caratterizza per avere la camera di forma rettangolare, costruita molto accuratamente con blocchi di pietra squadrati di dimensioni medio-grandi. Le indagini archeologiche condotte nel sito negli anni 80' hanno restituito numerosi reperti di eta' Neolitica ed Eneolitica, in gran parte riferibili Cultura di Ozieri (3200-2800 a.C. ) e hanno portato all'interpretazione del sito come area sacra, in parte probabilmente destinata al culto degli antenati, come sembra suggerire la presenza di tombe cosi' monumentali, in parte a riti e cerimonie di altro tipo, forse legate alla religiosita' agreste e fertilistica delle popolazioni dell'epoca

BASTIONE DI SAINT REMY

BASTIONE DI SAINT REMY  Apri
Loc. CAGLIARI - SARDEGNA  Navigatore
45 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Sestu, Quartu Sant'Elena, Pula
Il bastione di Saint Remy e' una delle fortificazioni piu' importanti di Cagliari, situata nel quartiere Castello. Il nome deriva dal primo vicere' piemontese, Filippo-Guglielmo Pallavicini, barone di Saint Remy. Alla fine del XIX secolo venne monumentalmente trasformato in una scalinata, sormontata dall'arco di Trionfo, che da' accesso ad una passeggiata coperta e ad una grande terrazza panoramica. Venne costruito alla fine del XIX secolo sulle mura antiche della citta', risalenti agli inizi del XIV secolo, collegando fra loro i tre bastioni meridionali della Zecca, di Santa Caterina e dello Sperone, per unire il quartiere Castello con quelli sottostanti di Villanova e Marina.La passeggiata coperta e la terrazza Umberto I, quest'ultima edificata sul vecchio bastione dello Sperone, vennero progettate nel 1896 dall'ingegnere Giuseppe Costa e da Fulgenzio Setti. Tutto l'edificio, e' fatto in stile classicheggiante, con colonne corinzie, e fu costruito in Pietra Forte, un calcare bianco e giallo. Fu inaugurato nel 1901. La scalinata a doppia rampa, con la quale si entra dalla piazza Costituzione, si interrompe nella passeggiata coperta, e si conclude sotto l'arco di Trionfo, nella terrazza Umberto I. Nel 1943, la scalinata e l'Arco di trionfo vennero danneggiati gravemente dalle bombe della Seconda guerra mondiale, ma finita la guerra vennero fedelmente ricostruiti. Dalla terrazza Umberto I si accede, attraverso una breve gradinata, al bastione di Santa Caterina, dove sorgeva un vecchio convento delle domenicane, distrutto da un incendio nel 1800. Si narra che negli ambienti austeri del convento si preparo' la congiura per uccidere il vicere' Camarassa nel 1668, il piu' clamoroso episodio di sangue nella storia della citta' durante il governo spagnolo. La passeggiata coperta da quando fu inaugurata, nel 1902, e' stata variamente utilizzata. All'inizio fu utilizzata come sala dei banchetti, poi durante la prima guerra mondiale si utilizzo' come infermeria. Negli anni trenta, nel periodo delle sanzioni, venne allestita la mostra dell'autarchia. Nel corso della seconda guerra mondiale fu adoperato come rifugio agli sfollati le cui case vennero distrutte dalle bombe. Nel 1948 ospito' la prima Fiera campionaria della Sardegna. Dopo molti anni di abbandono, la passeggiata fu restaurata e rivalutata come spazio culturale riservato in particolare a mostre artistiche

ANFITEATRO ROMANO DI CAGLIARI

ANFITEATRO ROMANO DI CAGLIARI  Apri
Loc. CAGLIARI - SARDEGNA  Navigatore
44 Km da PARCO FUNTANA NOA
Altitudine: 60 mt. s.l.m.  Area Sestu, Quartu Sant'Elena, Siliqua
  Brochure PDF
L'anfiteatro romano di Cagliari e' un edificio di origine romana, situato nel comune sardo di Cagliari. L'anfiteatro e' per meta' scavato nella roccia mentre la parte restante era in calcare bianco, e la facciata sud doveva superare i 20 metri. L'anfiteatro ospitava combattimenti tra animali, tra gladiatori e tra combattenti specializzati che venivano reclutati anche fuori dalla Sardegna. In egual misura venivano eseguite le pene capitali davanti alla folla esultante. Poteva contenere 10.000 spettatori circa, quasi 1/3 degli abitanti della Carales romana.La zona venne acquisita dal comune di Cagliari nel diciannovesimo secolo che affido' gli scavi archeologici al canonico Giovanni Spano. Oggi l'anfiteatro e' ricoperto da una struttura in ferro e legno che permette di ospitare spettacoli e concerti durante la stagione estiva. Gli ambientalisti e la sovritendenza archeologica hanno spesso criticato questa struttura (ufficialmente amovibile ma di fatto presente ormai da dieci anni) che ha causato gia' durante la sua edificazione numerosi danni al monumento e che sta causando, per via della poca circolazione d'aria sotto le tribune, la formazione di muffe le quali stanno lentamente corrodendo la pietra. Anche l'assessore comunale alla cultura Giorgio Pellegrini si e' dimostrato critico nei confronti della situazione in cui si trova attualmente l'anfiteatro. Dal 2011 con il cambio dell'amministrazione della citta', la nuova giunta guidata dal sindaco Massimo Zedda ha iniziato il graduale procedimento di rimozione delle strutture con l'obiettivo di riportare l'anfiteatro alla sua originaria funzione di sito archeologico

NURAGHE ARRUBIU

NURAGHE ARRUBIU  Apri
Loc. ORROLI - SARDEGNA  Navigatore
35 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Goni, Sadali, Isili
L'Arrubiu (arrubiu = rosso, il colore del basalto) e' uno dei nuraghi piu' importanti ed imponenti dell'isola. E' l'unico pentalobato fino a oggi conosciuto. E' costruito alla base con grossi blocchi di basalto sui quali poggiano filari regolari di massi piu' piccoli rincalzati con zeppe e abbondante malta di fango. E' costituito da un mastio circondato da un bastione di 5 torri e da un antemurale di 7 torri, forse in origine piu' ampio, che delimita all'interno 3 cortili. Il mastio, in origine a due piani e terrazzo conserva la tholos inferiore e parte della camera del primo piano , nonche' un piccolo vano cupolato con accesso dall'esterno che aveva la funzione di alleggerire la massa muraria. La camera inferiore e' accessibile attraverso un ingresso volto a S e un andito piattabandato. Presenta la tholos integra e tre nicchie irregolari disposte a croce. Ha restituito un grande focolare e, interrato al centro, un vaso globulare con delle microfratture forse destinate alla dispersione di liquidi a scopo rituale. Privo di scala d'andito, il mastio era raggiungibile ai livelli superiori dagli spalti del bastione attraverso una scala elicoidale ricavata nello spessore della cortina, quasi sull'andito d'ingresso del bastione. L'andito immette nel cortile centrale, poligonale, con banchina lungo il lato destro, cisterna e annesso sistema di canalizzazione. Sui blocchi a coltello del basamento poggiano architravi che creano cinque ripiani. Davanti alle feritoie e' una zona lastricata delimitata da lastre a coltello. L'antemurale raccorda 7 torri e racchiude 3 cortili. A questi si accedeva attraverso ingressi architravati e retrostanti anditi, e con scale intramurarie collegate con la sommita' delle cortine e delle terrazze delle torri della cinta. Le cortine presentano nicchie, un bancone e numerose feritoie in parte occluse in antico. Nel cortile Y si trovano un vano a goccia che racchiude un alto silos, e una capanna semicircolare con focolare centrale. Del villaggio che si estendeva attorno all'antemurale sono state scavate 3 capanne: tra queste una probabile capanna delle riunioni dotata di bancone. I dati di scavo, pur parziali, portano a datare l'insediamento tra le fasi finali del Bronzo medio e il Bronzo finale. All'inizio dell'eta' del Ferro la vita si interruppe bruscamente. Una piccola tomba di giganti con camera a filari si trova a circa 800 m a N-O del compless

CASCATA SADALI

CASCATA SADALI  Apri
Loc. SADALI - SARDEGNA  Navigatore
42 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Seui, Orroli, Isili
Le acque gorgogliano serafiche nel centro del paese terminando in una cascata che da sola merita la visita di Sadali. Sui monti, grazie a un sottobosco rigoglioso, e' forte il profumo della macchia mediterranea e si puo' passeggiare tra incantevoli boschi dove il leccio, il rovere, la sugherella e la sughera, offrono scorci naturali di rara bellezza. Il ruscello viene inghiottito da una cavita' nel terreno per riemergere molti metri piu' in basso da una piccola grotta, con una bella cascata che da vita a un laghetto d'acqua fresca, da cui riprende vita il corso d'acqua. Da visitare le chiese, come quella dedicata al patrono San Valentino, costruita alla fine del cinquecento nella parte inferiore del paese: unico tempio in Sardegna consacrato al santo degli innamorati. Questa chiesa, realizzata originariamente in stile tardo bizantino con influssi del nascente romanico locale, ha subito nel corso dei secoli l'influenza gotico - aragonese poi quella sabauda. Il tempio nella meta' del secolo scorso fu dotato di un campanile che ha dato un nuovo volto alla chiesa.La campagna in ogni stagione e' un esplosione policromatica: il bianco rosato dell'asfodelo, il viola tenue del cisto, il rosa deciso delle peonie, sono i colori piu' diffusi. Le antiche origini del paese sono testimoniate dalla presenza dei resti di nove nuraghi, delle innumerevoli tombe dei giganti, e di alcune domus de janas. Ma sono le grotte, almeno quaranta disseminate lungo il territorio di Sadali, l'attrazione principale di questo paese solcato dal passaggio del Trenino Verde. La principale, quella di Is Janas, dove aleggia un alone di mistero legato ad una antica leggenda, e' ogni anno visitata da migliaia di visitatori. Suggestivo anche su Stampu e su Turrunu, singolare fenomeno carsico sul rio Su Longufresu che segna il confine comunale col territorio di Seulo.

CASTELLO DI ACQUAFREDDA

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Loc. SILIQUA CAGLIARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
32 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Sestu, Cagliari, Sanluri
  Brochure PDF
Il castello di Acquafredda risalente al XIII secolo, sorge nei pressi del comune di Siliqua, in provincia di Cagliari, e domina tutta la valle del Cixerri.E' opinione abbastanza diffusa che il castello venne fatto costruire per volere del conte Ugolino Della Gherardesca, che effettivamente divenne proprietario del forte nel 1257. Il castello risalirebbe invece ad un'epoca piu' antica essendo gia' citato in una bolla papale del 1215. Dopo la morte del conte Ugolino il castello passo' prima a Pisa e poi nel 1324 a seguito della fine della dominazione pisana in Sardegna agli Aragonesi per venire poi abbandonato probabilmente a partire dal 1410. In seguito passo' a vari feudatari sardi fino a che non venne riscattato dal re di Sardegna Vittorio Amedeo III di Savoia nel 1785. Recentemente degli scavi nel sito del castello hanno restituito i resti, sepolti nella nuda terra, di tre individui di sesso maschile di una eta' compresa fra i 35 e i 45 anni

COSTA VERDE

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Loc. MARINA DI GUTTURU FLUMINI - SARDEGNA  Navigatore
38 Km da PARCO FUNTANA NOA
Altitudine: 19 mt. s.l.m.  Area Fluminimaggiore, Arbus, Buggerru
E' cosi' chiamata per via della ricchissima vegetazione di lentischio, ginestra, corbezzolo e ginepro che scende dalle montagne fino al mare fra valli e dune di sabbia. La Costa Verde, o Marina di Arbus, si estende sulla costa Sud Occidentale della Sardegna per circa 47 chilometri, in un susseguirsi di chilometriche e splendide spiagge, interrotte da cale rocciose, scure ed imponenti scogliere che scendono a picco sul mare e deserti di sabbia intercalati dalla profumata macchia mediterranea. Tutt'intorno monti ed arbusti modellati dal migliore fra gli scultori: il vento. Non e' raro infatti incontrare ginepri o altri arbusti piegati quasi fino al suolo come in un elegante inchino ad una natura ancora incontaminata e regale che non chiede altro che essere rispettata. L'incanto e la magia di un territorio rimasto quasi incontaminato, sospeso nel tempo, per ragioni legate al passato economico, basato, fino alla meta' del secolo scorso, sulle attivita' minerarie; importantissimi erano, infatti, i centri di Ingurtosu, Montevecchio e Buggerru, da cui proveniva circa il dieci percento della produzione mondiale di piombo e zinco. In seguito alla chiusura delle attivita' produttive ed al conseguente abbandono del territorio da parte di attivita' umane, la natura ha avuto modo di prendere la sua rivincita, sviluppandosi in modo spettacolare, fino a dare luogo ad un ecosistema unico. I ruderi dei villaggi e dei palazzi minerari abbandonati, delle gallerie dove ancora riecheggiano i passi dei minatori che li' lavorarono, sono oggi veri e propri monumenti di archeologia mineraria, che con il loro fascinoso silenzio si incastonano in un ecosistema che offre paesaggi fra i piu' affascinanti di tutto il bacino del Mediterraneo, attribuendogli un'atmosfera unica. Queste aree sono diventati dei veri e propri monumenti, facenti parte del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, ufficialmente riconosciuto nel 1997 dall'UNESCO come primo parco all'interno della rete mondiale dei Geositi/Geoparchi. Questa e' anche la patria del cervo sardo che, insediato qui da secoli, e' tornato a regnare su queste montagne dopo avere rischiato l'estinzione; non e' raro di primo mattino, durante delle passeggiate sulla sabbia, incontrare dei cervi che si spingono fino al mare. La Costa Verde rappresenta, dunque, un patrimonio unico in tutta la Sardegna, non a caso infatti e' stata ripetutamente premiata con le cinque vele di Lega Ambiente

BASILICA DI S. SATURNINO

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Loc. PIAZZA SAN COSIMO, CAGLIARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
45 Km da PARCO FUNTANA NOA
Altitudine: 16 mt. s.l.m.  Area Sestu, Quartu Sant'Elena, Pula
La prima menzione documentata della basilica di San Saturnino, risale agli anni 533-34.La basilica esisteva gia' all'epoca e gli storici ritengono che la sua fondazione risalga alla meta' del quinto secolo. Essa sarebbe sorta come martyrium del martire cagliaritano Saturnino, decapitato secondo la Passio sancti Saturni il 23 novembre del 304 d. C. per non aver voluto rinnegare la sua fede cristiana. Nel 1089 il giudice di Cagliari Costantino Salusio II de Lacon-Gunale fece dono della basilica ai monaci benedettini di San Vittore di Marsiglia che vi istituirono la sede del priorato sardo dell'Ordine e ne ristrutturarono la chiesa, secondo modi protoromanici. Il convento, gravemente danneggiato gia' nella prima meta' del 1300 durante l'assedio catalano, cadde del tutto in rovina un secolo dopo. La chiesa fu restaurata nuovamente intorno al 1484. Nel 1614 ebbero inizio, per volonta' dell'arcivescovo Francisco Desquivel, i celebri scavi per la ricerca de los cuerpos santos. Due disegni dello studioso Francisco Carmona del 1631 ci mostrano la pianta ed una veduta esterna dell'edificio che risulta ancora integro. Nel 1669 la basilica fu in parte smantellata per ricavarne materiali utili alla ristrutturazione della Cattedrale di Cagliari. Concessa nel 1714 alla corporazione dei Medici e degli Speziali, fu reintitolata ai santi Cosma e Damiano. Agli inizi del nostro secolo la chiesa subi' vari restauri. Nuovi interventi furono necessari dopo i bombardamenti del 1943. Chiusa al pubblico nel 1978, e' stata riaperta nel luglio del 1996. L'area circostante, oggetto di scavi archeologici, ha restituito numerose sepolture di eta' romana e bizantina

SANLURI

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Loc. SANLURI - SARDEGNA  Navigatore
2 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Sardara, Collinas, Gergei
In una terra autentica come la Sardegna, selvaggia e invitante allo stesso tempo, ogni paese immerso tra la vegetazione ha una propria anima caratteristica, fatta di tradizioni originali ma anche di una storia comune. Sanluri, centro sardo di quasi 9 mila abitanti, sembrerebbe un agglomerato di case e strade fra tanti, ma a guardarlo da vicino ci si accorge del suo sapore unico, che profuma di macchia mediterranea e affonda le radici in un'epoca lontana. Capoluogo, insieme a Villacidro, della giovane provincia del Medio Campidano, Sanluri se ne sta nell'entroterra della Sardegna a circa 135 metri s.l.m. I numerosi reperti rinvenuti in zona nel corso degli anni testimoniano la presenza umana sin da eta' remote, certamente dal periodo nuragico, e furono innumerevoli i popoli che solcarono queste terre, ad esempio il popolo romano. Eppure il capitolo piu' interessante della storia locale comincia col Medioevo, quando il borgo fu nominato capoluogo della Curatoria di Nuraminis nonostante le sue dimensioni modeste: era la posizione strategica a farne un punto particolarmente ambito, e si protrassero a lungo le guerre tra Aragonesi e Sardi per aggiudicarselo. Furono i primi, sotto la guida di Martino il Giovane, ad avere la meglio nel 1409, sconfiggendo i Sardi e distruggendo il borgo, che venne ripristinato insieme al castello solo dopo la morte del comandante. Proprio il castello costituisce la testimonianza piu' preziosa di questo borgo contadino, da sempre basato sull'agricoltura e la pastorizia, il cui nome significa probabilmente &su logu de su lori' ovvero &il luogo del grano'. Oggi tuttavia prendono piede anche la piccola industria, il commercio e i servizi, e il turismo cresce a poco a poco grazie alla presenza di alcune architetture rilevanti. Il Castello Giudicale Villasanta, infatti, non e' un semplice maniero fra tanti, ma l'unico maniero medievale ancora intatto e abitabile in tutta la Sardegna. Situata nel cuore del borgo, la fortezza venne costruita tra il XII e il XIV secolo e gli Aragonesi si limitarono ad ingrandirla; oggi e' proprieta' della famiglia Villasanta e si compone di due edifici dall'aspetto piuttosto differente, uno con ampie finestre e l'altro con anguste feritoie, utilizzati rispettivamente ad uso civile e militare. Oggi nessuno vive nel castello, ma vi e' stato allestito il Museo Risorgimentale &Duca d'Aosta' con pezzi d'arredo, opere d'arte e cimeli vari risalenti al XIX secolo e all'inizio del Novecento, riguardanti principalmente il tema della guerra. Fu il Duca d'Aosta a incaricare il generale sardo Nino Villasanta di trovare un edificio adatto alla collezione, e a giudicare dal grande successo di pubblico si puo' dire che la scelta fu felice: oggi sono almeno 20 mila l'anno i turisti che visitano il museo

ORROLI

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Loc. ORROLI CAGLIARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
32 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Goni, Isili, Sadali
  Brochure PDF
Il territorio di Orroli sorge nella zona del Sarcidano e ospita uno tra i piu' importanti nuraghi della Sardegna & il nuraghe Arrubiu (l'unico pentalobato dell'isola) & oltre a due laghi artificiali creati dalle dighe sul Flumedosa e sul Mulargia. Nel paese sono presenti numerose attivita' ricettive quali bed and breakfast e alcuni hotel costruiti secondo l'antica tradizione dei rifugi dei pastori e nell'assoluto rispetto ambientale utilizzando le numerose abitazioni padronali di impianto tradizionale sardo, con corte interna spaziosa, magazzino per le provviste e animali, arco d'ingresso. Sono molte le ragioni per le quali si propone di visitare Orroli, ormai noto come Paese museo e Paese della lunga vita. Paese museo all'aperto, precisamente, per il numero veramente eccezionale di siti archeologici da visitare. Paese della lunga vita, grazie alla presenza di numerosi centenari (una decina d'anni fa', alla veneranda eta' di 113 anni e' morto il secondo nonnino piu' vecchio del mondo). Il territorio e' molto interessante dal punto di vista naturalistico-ambientale, archeologico e storico-culturale, quindi con la possibilita' di poter praticare in loco diverse tipologie di turismo, come il turismo archeologico, storico-culturale, naturale-ambientale, il turismo lacuale e il turismo religioso, tutte tipologie, queste, che possono integrarsi l'una con l'altra, perche' Orroli e' in grado di garantire le grandi opportunita' del turismo integrato, facendo vivere ai turisti e ai visitatori momenti di grande emozione, qualunque itinerario o percorso essi decidano di intraprendere. Cosi', tutto l'anno, perche' ogni stagione ha i suoi colori e i suoi profumi, sempre inconfondibili e indimenticabili. L'archeologia e' il settore trainante del turismo nel borgo, essendo presenti ad Orroli alcune aree archeologiche di eccezionale interesse, come quella de su Motti e del Nuraghe Arrubiu, che sono oggetto di visita da parte di un numero di visitatori sempre piu' numeroso, sardi, Italiani e stranieri. Per chi sceglie di restare ad Orroli piu' giorni si propongono due itinerari. Si puo' cominciare con l'itinerario urbano, per visitare il paese e prendere visione dei suoi beni culturali. Il secondo percorso, che puo' durare piu' di qualche giorno, si svolge nell'area extraurbana, nei siti archeologici e nei siti prossimi ai laghi del Flumendosa e del Mulargia, con panorami eccezionali da un punto di vista ambientale e paesaggistico

LACONI

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Loc. LACONI ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
33 Km da PARCO FUNTANA NOA
  Area Isili, Aritzo, Gergei
Porta d'ingresso alla regione della Barbagia, Laconi e' un'oasi verde circondata da possenti rilievi. Le sue origini antiche e preziose, sono testimoniate dalla presenza di un patrimonio ambientale, culturale, storico e archeologico di grande pregio. Il tessuto urbano di Laconi manifesta in modo inequivocabile la storia di questo paese. Il primo nucleo arroccato ai piedi del castello, risale al medioevo: lungo le vie tortuose del centro storico si affacciano case dal profilo basso, con muri in pietra e fango oppure, meno frequentemente, intonacate con un impasto di calce e sabbia silicea del luogo, e' il caso dei rioni di Corongiu, Romao're, Pitzie'dda. Moderna invece, e' la parte del borgo sorta intorno alle architetture neoclassiche del Palazzo Aymerich e della Casa Municipale, la cui facciata fu rifatta dall'architetto Cima, sul progetto originario dell'ingegnere Balestri. Nel suo sviluppo urbanistico, Laconi presenta chiaramente i segni di un mutamento e di una crescita del luogo, determinati anche da una piu' equa distribuzione delle risorse, in seguito all'affrancamento dal potere feudale di numerose famiglie di allevatori e pastori. Fino alla prima meta' del '800, l'epicentro della vita politica, feudale ed economica di Laconi risiedeva nel Castello e nel parco circostante. Soltanto la chiesa parrocchiale, intitolata ai santi Ambrogio e Ignazio, pareva respirare in assoluta liberta'. Oggi, il prospetto frontale della struttura ecclesiastica, manifesta rifacimenti che nel tempo hanno deturpato lo spartito tardo-gotico originario. La prima tappa per conoscere Laconi, non puo' che partire dalla visita alla casa natale di Sant'Ignazio da Laconi, all' interno del centro storico. Sant'Ignazio e' il Santo sardo piu' venerato dell'Isola e i festeggiamenti in suo onore si tengono nel mese di agosto, richiamando ogni anno migliaia di visitatori. Laconi e' il paradiso dei botanici e riserva infinite sorprese a chi ne esplora con attenzione il territorio. A testimoniare la particolare vocazione naturalistica, ricca di biodiversita' vi e' l'orchidea sarda, una specie endemica che trova la sua maggiore concentrazione proprio in questa zona. All'interno del Giardino Aymerich possiamo ammirare il gigantesco cedro dell'Himalaya, il faggio Pendulo e la Colletia cruciata (una pianta rara con le foglie che richiamano nella forma tanti piccoli aerei da caccia). Si puo' ammirare la Magnolia grandiflora, la Thuia orientalis e il Taxus baccata, conosciuto come l''Albero della Morte'. Ma e' all'interno del Parco Aymerich che possiamo osservare le innumerevoli specie botaniche, tra cui non puo' passare inosservato il maestoso cedro del Libano e il pino di Corsica. Proprio l'acqua e' tra le maggiori attrazioni del parco: abbondante in tutte le stagioni, crea atmosfere di incredibile fascino e spettacoli insoliti per una regione come la Sardegna, endemicamente arida. Fulcro delle attrative e' la cascata maggiore. Un'altra ricchezza di Laconi e' il castello medioevale, all'interno del Parco Aymerich, composto da un corpo piu' antico rispetto agli altri, un edificio a pianta rettangolare, forse una torre, attraversato da un passaggio monumentale con volta a botte e preceduto da un ingresso ad arco a tutto sesto, che in origine immetteva in un' ampia corte. Sul lato destro del passaggio e' murata un'epigrafe parziale su piu' conci, che cita la presenza di una porta e una data: 1053. Adiacente alla porta fortificata esposta a sud-ovest, sorge il palazzo vero e proprio

BARUMINI

BARUMINI  Apri
Loc. GERGEI - SARDEGNA  Navigatore
16 Km da PARCO FUNTANA NOA
Altitudine: 220 mt. s.l.m.  Area Isili, Collinas, Laconi
Il complesso nuragico di BARUMINI , cosi' come e' visibile oggi con il maestoso nuraghe circondato da un ampio villaggio e' il risultato di un'occupazione del sito durata quasi 2000 anni, dal 1600 a.C. circa, fino al III secolo d.C., in piena eta' romana. In origine il nuraghe complesso era costituito da cinque torri, quella centrale, chiamata anche Mastio, e quattro torri laterali unite da mura rettilinee, all'interno delle quali si trova il cortile interno, dotato un pozzo con sorgente attiva tutt'oggi. Le torri erano tutte formate da due piani sovrapposti e ancora oggi presentano intatto il soffitto del primo piano, mentre del secondo restano pochi filari di muratura ad eccezione della torre centrale, che conserva internamente entrambi i piani. La parte piu' alta delle torri, dove vi erano i terrazzi, era costruita molto finemente con blocchi di dimensioni inferiori a quelli utilizzati piu' in basso, squadrati con molta precisione e sovrapposti in piu' filari che terminavano con mensoloni sporgenti. Questi blocchi, crollati dalle posizioni originarie, furono rinvenuti in gran quantita' durante gli scavi del nuraghe e sono attualmente esposti, parzialmente rimontati, lungo la recinzione dell'area archeologica. Attorno al nuraghe era presente un primitivo antemurale con tre torri, che circondava la struttura parzialmente e che era forse integrato con palizzate di legno. Questa fase, che si data nel corso del Bronzo MEDIO circa a partire dal 1600 a.C. fino al 1200 a.C. ebbe termine appunto attorno a quest'ultima data, quando in seguito a gravi danno strutturali dovuti a motivi in gran parte ignoti, si procedette a una ristrutturazione del complesso su larga scala, che ne trasformo' completamente l'aspetto. L'intero complesso fu rifasciato da una massiccia muratura che in pratica raddoppio' lo spessore totale del muro, l'ingresso fu spostato dal lato sud al lato ovest e anziche' trovarsi al livello del terreno come in precedenza, fu collocato a (see more at http://www.ideasfortravels.com)diversi metri di altezza, rendendo possibile l'accesso solo servendosi di una scala di legno. L'antico antemurale fu integrato e arrivo' a coprire l'intera circonferenza del nuraghe, il muro era inframmezzato da torri, che con l'aggiunta di quattro nuove torri raggiunsero il numero totale di sette. Fu allora che al nuraghe fu dato l'aspetto imponente e massiccio che tutt'ora conserva. Questa seconda fase termino' tra il Bronzo Tardo e il Bronzo Recente, quando l'area fu abbandonata per un certo lasso di tempo. Attorno al X secolo si data la rioccupazione del sito e la costruzione delle prime capanne, che andranno ad occupare non solo l'area circostante ma anche quella compresa all'interno dell'antico antemurale, sfruttandone spesso le murature superstiti per addossarvi le nuove costruzioni. Il questo periodo il nuraghe aveva gia' iniziato la lunga fase di decadenza che si protrarra' per tutto il corso dell'Eta' del Ferro e fino ad epoca romano imperiale, durante la quale fu utilizzato anche come cava di materiale da costruzione, come si puo' vedere osservando numerose capanne del villaggio parzialmente costruite con blocchi chiaramente provenienti dal nuraghe e addirittura, in eta' romana, come luogo di sepoltura, come testimoniano numerose tombe coi loro corredi, rinvenute durante gliscavi all'interno della struttura e specialmente nel cortile interno che in quest'epoca era gia' interrato per una notevole altezza

Escursioni e attrazioni in SARDEGNA vicino a SANLURI Collinas Sardara Gergei: 'NURAGHE IS PARAS'   'SARDARA'   'ORISTANO'   'WWF: OASI MONTE ARCOSU'   'TEMPIO DI ANTAS'   'CAGLIARI'   'MASULLAS'   'GROTTA DI SU MANNAU'   'COLLINAS'   'DUNE DI PISCINAS'   'PARCO ARCHEOLOGICO PRANU MUTTEDU'   'BASTIONE DI SAINT REMY'   'ANFITEATRO ROMANO DI CAGLIARI'   'NURAGHE ARRUBIU'   'CASCATA SADALI'   'CASTELLO DI ACQUAFREDDA'   'COSTA VERDE'   'BASILICA DI S. SATURNINO'   'SANLURI'   'ORROLI'   'LACONI'   'BARUMINI'  

SARDEGNA


Questa regione possiede una storia millenaria che ha inizio nel Paleolitico di cui si hanno prove di insediamenti dell'uomo sull'isola. Insediamenti stabili risalgono al Neolitico Antico (6000 a.c.). La prima civiltà di cui si hanno testimonianze è quella nuragica (1500 a.c.) che è poi declinata alla fine dell'età del Ferro (500 a.c.). Di questa civiltà rimangono delle bellissime architetture: le Nuraghe. Un viaggio navigando in un mare di smeraldo, tra piccole e grandi insenature dalla sabbia bianchissima: questa è la Sardegna, un'isola che stupisce il visitatore per i suoi contrasti naturali, luci e colori, un paese di antichissime tradizioni, immerso in una natura selvaggia e incontaminata. Situata al centro del Mediterraneo, con un territorio prevalentemente montuoso ma privo di alte vette, la Sardegna regala al visitatore un ambiente naturale unico, nello stesso tempo aspro e dolcissimo. L'uomo, infatti, è in certe zone quasi una rara presenza; vaste superfici sono rimaste magicamente intatte, abitate da cervi, cavalli selvatici e grandi rapaci e sono ricche di piccole zone desertiche, stagni e boschi rigogliosi con alberi anche millenari. Il mare regna incontrastato con i suoi colori e si insinua nelle calette tortuose, lungo le coste e le spiagge, nelle località più frequentate. La costa Smeralda con la sua perla, Porto Cervo, ne è un esempio. Il suo Porto Vecchio è considerato il più attrezzato porto turistico del Mediterraneo. Porto Rotondo è una località anch'essa rinomata, che si affaccia sull'ampio Golfo di Cugnana ed è popolata da ville e piazzette incastonate in una magnifica natura. Chi al mare preferisce la montagna potrà andare alla scoperta della regione del Gennargentu, il più vasto complesso montano della Sardegna, con i suoi pittorici scenari dove la natura occupa un posto di primo piano. Molto ricca la flora e la fauna con i suoi mufloni, aquile reali, cervi sardi e varie specie ormai sull'orlo dell'estinzione. Tra le sue meraviglie, la Sardegna offre al visitatore i complessi nuragici sparsi su tutto il territorio, monumenti unici al mondo che testimoniano una cultura antica e ancora in parte misteriosa che va dal XV al VI secolo a C. I Nuraghi and costruiti con grandi blocchi di pietra and si sviluppavano intorno ad una torre centrale a forma di tronco di cono che trasmette una sensazione di solidità e potenza. Si tratta di siti archeologici dove si possono ancora cogliere i segni di antiche ritualità e di vita domestica dal fascino arcaico. Tra i tanti, il complesso di Barumini in provincia di Medio Campidano è nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.

Da Vedere: Nuraghe: si tratta di una costruzione preistorica a carattere difensivo che si trova solo in Sardegna. Ha una forma conica composta da pietre disposte a filari. All'interno vi è una camera circolare che può essere alta dai 5 ai 25 metri preceduta da uno spazio dedicato al soldato che stava di guardia. Di fronte all'entrata c'è una scala che arriva fino in cima alla nuraga e che gira tutta intorno alla struttura stessa. Il nome di queste costruzioni deriva da termine sardo 'nura' che significa svavare o accumulare. In sardegna sono presenti circa 7000 monumenti nuragici edificati in varie epoche diverse. Costa Smeralda: questo è il nome che viene dato alla parte costiera che si trova a nord-est dell Gallura (in provincia di Sassari) grazie alla limpidezza delle sue acque. E' formata da tantissime insenature, scogli e isolette che nascondono spiagge di sabbia bianca tra cui la famosa caletta Cala di Volpe. Attualmente offre una grande quantità di villaggi turistici e strutture alberghiere. Le due località più rinomate della Costa Smeralda sono Porto Cervo e Porto Rotondo. Parco Nazionale del Gennargentu: si tratta di un'area protetta che si torva nella parte nord-ovest dell'isola sotto la provincia di Nuoro. Vi si trovano montagne (come la Marmora alta 1834 metri) ed un ricchissimo ecosistema marino. La vegetazione è molto varia e comprende zone di macchia mediterranea, ma anche esempi di vegetazione montana. Per quanto riguarda la fauna vi si trovano mufloni, aquile, foche monache, e falchi della regina.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica sarda possiede numerosi piatti tipici. Tra questi troviamo gli spaghetti alla bottarga (uova di muggine essiccate e grattugiate), ravioli ripieni di pesce, i 'malloreddus all'oristanese' (a base di spinaci e panna), la 'merca' (muggine cucinato con erbe locali). Troviamo anche una grande varietà di piatti di terra come il 'ghisau' uno stufato di carni varie, l' 'agnello alla gallurese' , agnello cucinato con erbette. Un elemento molto importante della cucina sarda è senza dubbio il pane: ve ne sono di numerose varietà come il 'civraxiu', un pane saporito molto croccante, il 'su pan'e trigu', un buonissimo tipo di pane cotto a legna, ed il famosissimo 'pane carasau' (o carta da musica) fatto di un impasto di farina di frumento e formato da una sfoglia sottilissima: è il pane che usavano i pastori sardi durante la cura dei propri greggi. Tra i dolci vi segnaliamo le 'sebadas' , specie di ravioli dolci ripieni di formaggio e ricoperti di miele, e la buonissima pasticceria a base di pasta di mandorle (tra cui i sas melicheddas ed i sos chericheddos). Tra i vini i più rinomati sono la Vernaccia di Oristano, la Malvasia di Bosa ed il Cannonau di Cagliari.