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rocce bianche - escursioni punti di interesse attrazioni a arbus

 AGRITURISMO ROCCE BIANCHE

AGRITURISMO
ROCCE BIANCHE

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a ARBUS Fluminimaggiore Marina di Gutturu Flumini Buggerru

CALA VINAGRA

CALA VINAGRA  Apri
Loc. ISOLA DI CALA VINAGRA, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
44 Km da ROCCE BIANCHE
Altitudine: 1 mt. s.l.m.  Area Calasetta, Iglesias, Masua
La piccola spiaggetta di Cala Vinagra, si trova nel nord dell'isola di San Pietro, nel comune di Carloforte, ed e' protetta dal piccolo isolotto di Cala Vinagra. Si presenta come una piccola cala ben riparata dalla scogliera, con un fondo misto di ghiaia, ciottoli, rocce e poca sabbia a grani grossi. Molto caratteristica. Il mare ha un bellissimo colore verde cristallino, con un fondale prevalentemente composto da scogli e sabbia, che piu' a largo assume un colore turchese. Davanti alla spiaggia la bellissima isoletta di Cala Vinagra domina la scena con la sua policromia tra il bianco e sfumature di rosa antico sbiadito. Assenti le posidonie, frequentata specialmente da natanti

COLLINAS

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Loc. COLLINAS MEDIO CAMPIDANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
32 Km da ROCCE BIANCHE
  Area Sardara, Masullas, Sanluri
Il nome originario del villaggio era 'Forru' fino a quando il 24 gennaio 1863, il sindaco in carica Giovanni Battista Tuveri, noto giurista, filosofo e parlamentare, propose di modificare il nome a causa di disguidi postali con il paese vicino, chiamato Villanovaforru. Furono fatte diverse proposte e alla fine si scelse Collinas per via delle colline che circondano il paese. Non vi e' certezza sull'origine esatta del nome Forru, probabilmente derivava dal latino forum (perche' denotava la sua posizione in una piccola valle tra le colline), oppure da termini che indicavano i forni utilizzati per preparare le terrecotte o fondere i metalli, segno della forte vocazione artigianale della zona. Il paese di Collinas, e' situato nel Medio Campidano, ubicato al fondo della Valle della Marmilla orientale. Nel suo territorio, si ritrovano importanti testimonianze archeologiche che vanno dal periodo preistorico a quello romano, segno di una continuita' storica nell'abitazione del paese. La storia del territorio di Collinas affonda le sue origini nell'epoca preistorica e nuragica, come testimonia la presenza di numerosi reperti nuragici, soprattutto nella zona di Sedda sa Caudeba e sull'altipiano di Pranu Mannu. La presenza di ruderi di una stazione termale denotano invece la piena attivita' della zona, durante l'epoca romana, ma fu principalmente durante il medioevo, che Collinas inizio' ad assumere i connotati di paese, riconoscibili ancora ai nostri giorni, nella sua struttura urbana. L'antico borgo faceva parte prima della curatoria di Marmilla e poi della curatoria di Montis o Montangia, nel Regno giudicale di Arborea. Nel 1324 nacque il Regno catalano & aragonese di Sardegna e le rendite del feudo vennero concesse dal re di Arborea Ugone II, a Guglielmo Oulomar. A causa della guerra tra il Regno di Sardegna e il Regno di Arborea gli Oulomar persero il controllo del feudo. Collinas, entrato a far parte del Regno di Sardegna, venne amministrato dalla Corona fino al 1430, quando l'intera curatoria venne concessa a Eleonora Manrique per le sue nozze con Berengario Bertran Carroz e venne quindi annessa alla contea di Quirra. Nel 1511 Collinas passo' sotto Guglielmo Raimondo Centelles che lo mantenne fino al 1674, quando venne acquisito da Francesco Pasquale Borgia. Il feudo fu concesso ai Catala' e nel 1798 fu acquistato dagli Osorio che lo tennero fino al riscatto del 1838. Con regio decreto del 1863 il paese cambio' il nome da Forru in Collinas. Oggi, Collinas appartiene alla Diocesi di Ales & Terralba

GROTTA DI SU MANNAU

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Loc. VIA VITTORIO EMANUELE, 3, FLUMINIMAGGIORE CI, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
7 Km da ROCCE BIANCHE
  Area Buggerru, Arbus, Iglesias
Le grotte di Su Mannau, nei pressi di Fluminimaggiore e particolari per l'ampio sistema di caverne, sono tra le piu' antiche del mondo. Di grande interesse archeologico e speleologico, si presentano divise in due rami. La parte destra, un ampio complesso carsico di origine cambrica, e' articolata su diversi livelli, alcuni alti e fossili, altri bassi e attivi. Il ramo destro, generato dal fiume Rapido, e' costituito da numerosi e variegati condotti e sale, aspetti tra i piu' spettacolari della grotta. La prima sala ha una grande rilevanza storica anche per i collegamenti rinvenuti con il vicino tempio punico-romano di Antas. Le antichissime popolazioni sarde si recavano alla grotta di Su Mannau per praticare i culti dell'acqua, testimoniati dal rinvenimento di diversi frammenti di lucerne votive ad olio. La sala del Sonno, a fianco al lago Pensile, e' ornata di grandi colonne; il salone Ribaldone e' la sala piu' alta e larga; la sala Bianca e' ricca di aragoniti e colonne stalagmitiche; la sala Vergine e' caratterizzata dal colore bianchissimo determinato dal fiume sottostante e da grandi stalattiti ed aragoniti; la sala Bizzarra presenta aragoniti coralloidi e cannule; infine, il salone degli Abeti e' abbellito dalle stalagmiti e dagli scintillanti cristalli di calcite. Il Sifone e i condotti sono difficilmente visibili perche' spesso sommersi. Il ramo di sinistra, originato dal fiume Placido, e' anch'esso contraddistinto dalla presenza di imponenti sale, tra cui il salone Rodriguez e la sala Serra, collegata al ramo dell'Infinito, e arricchito dalle bellissime perle di grotta e dai meravigliosi cristalli nei rami superiori

SANLURI

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Loc. SANLURI VS, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
33 Km da ROCCE BIANCHE
  Area Sardara, Collinas, Gergei
In una terra autentica come la Sardegna, selvaggia e invitante allo stesso tempo, ogni paese immerso tra la vegetazione ha una propria anima caratteristica, fatta di tradizioni originali ma anche di una storia comune. Sanluri, centro sardo di quasi 9 mila abitanti, sembrerebbe un agglomerato di case e strade fra tanti, ma a guardarlo da vicino ci si accorge del suo sapore unico, che profuma di macchia mediterranea e affonda le radici in un'epoca lontana. Capoluogo, insieme a Villacidro, della giovane provincia del Medio Campidano, Sanluri se ne sta nell'entroterra della Sardegna a circa 135 metri s.l.m. I numerosi reperti rinvenuti in zona nel corso degli anni testimoniano la presenza umana sin da eta' remote, certamente dal periodo nuragico, e furono innumerevoli i popoli che solcarono queste terre, ad esempio il popolo romano. Eppure il capitolo piu' interessante della storia locale comincia col Medioevo, quando il borgo fu nominato capoluogo della Curatoria di Nuraminis nonostante le sue dimensioni modeste: era la posizione strategica a farne un punto particolarmente ambito, e si protrassero a lungo le guerre tra Aragonesi e Sardi per aggiudicarselo. Furono i primi, sotto la guida di Martino il Giovane, ad avere la meglio nel 1409, sconfiggendo i Sardi e distruggendo il borgo, che venne ripristinato insieme al castello solo dopo la morte del comandante. Proprio il castello costituisce la testimonianza piu' preziosa di questo borgo contadino, da sempre basato sull'agricoltura e la pastorizia, il cui nome significa probabilmente &su logu de su lori' ovvero &il luogo del grano'. Oggi tuttavia prendono piede anche la piccola industria, il commercio e i servizi, e il turismo cresce a poco a poco grazie alla presenza di alcune architetture rilevanti. Il Castello Giudicale Villasanta, infatti, non e' un semplice maniero fra tanti, ma l'unico maniero medievale ancora intatto e abitabile in tutta la Sardegna. Situata nel cuore del borgo, la fortezza venne costruita tra il XII e il XIV secolo e gli Aragonesi si limitarono ad ingrandirla; oggi e' proprieta' della famiglia Villasanta e si compone di due edifici dall'aspetto piuttosto differente, uno con ampie finestre e l'altro con anguste feritoie, utilizzati rispettivamente ad uso civile e militare. Oggi nessuno vive nel castello, ma vi e' stato allestito il Museo Risorgimentale &Duca d'Aosta' con pezzi d'arredo, opere d'arte e cimeli vari risalenti al XIX secolo e all'inizio del Novecento, riguardanti principalmente il tema della guerra. Fu il Duca d'Aosta a incaricare il generale sardo Nino Villasanta di trovare un edificio adatto alla collezione, e a giudicare dal grande successo di pubblico si puo' dire che la scelta fu felice: oggi sono almeno 20 mila l'anno i turisti che visitano il museo

SARDARA

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Loc. SARDARA MEDIO CAMPIDANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
29 Km da ROCCE BIANCHE
  Area Collinas, Sanluri, Masullas
Il comune di Sardara sorge arroccato su di uno sperone al centro della fertile pianura del Campidano. Situato nella Bassa Marmilla e' uno dei venti paesi piu' importanti della nuova provincia del Medio Campidano. La sua posizione, sul limite di confine della provincia di Cagliari con la provincia di Oristano, ha da sempre avuto un'importanza strategica che ne ha favorito lo sviluppo. Storicamente apparteneva alla curatoria di Bonorzuli ed e' caratterizzato per la presenza del castello di Monreale, sulla collina omonima, per lo stabilimento di acque termali sulle antiche thermae romane e per il complesso nuragico-fenicio-punico di S. Anastasia nel centro dell'abitato. Sardara e' da sempre paese rurale e agricolo per le sue belle campagne, per la pianura che si apre da Sanluri ad Uras, insinuandosi fino a Pabillonis e San Gavino e per il suo sistema collinare che, oltre al Monreale, si sviluppa fino ai confini di Mogoro, Collinas e Villanova. Il centro abitato, ai piedi della collina di su Sibizziri, nella parte piu' antica, offre dal poggio antistante un panorama veramente gradevole. Nel centro storico si ritrovano alcune delle architetture tipiche del Campidano meglio conservate e valorizzate in assoluto. Le case a corte fanno bella mostra di se' con i loro portali padronali, curati e impreziositi con orgoglio dai proprietari. Molti, conservano ancora inciso sull'architrave il simbolo d'appartenenza corporativa come fabbri, sellai e vignaioli. Le strade, linde e ordinate, acciottolate o lastricate, ci restituiscono atmosfere d'altri tempi. Interessanti dal punto di vista geologico le discariche di due miniere situate in una zona poco distante dal centro abitato che presentano una serie di filoni di barite e fluorite incassati negli scisti di origine paleozoica. Sardara e' famosa anche per la presenza nel suo territorio delle Terme di Santa Maria Acquas, immerse in un bosco di eucalipti distante appena due chilometri dal centro abitato, che sfruttano fin da tempi antichi alcune sorgenti di acque mineralcarbonato-alcaline, che sgorgano a temperature vicine ai 60 and 70 gradi centigradi

WWF: OASI SCIVU

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Loc. CAPO PECORA, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
12 Km da ROCCE BIANCHE
  Area Buggerru, Fluminimaggiore, Masua
  Brochure PDF
L'Oasi WWF di Scivu nasce dal sogno di conservare un territorio selvaggio dove la natura si e' sbizzarrita a creare un ambiente irripetibile e ricco di biodiversita'. L'area si estende per circa 600 ettari all'interno dei Siti di Interesse Comunitario di Capo Pecora e di Rio Scivu-Piscinas, nel Comune di Arbus (Medio Campidano). Ambiente L'Oasi di Scivu si estende per circa 600 ha nel territorio di Arbus, provincia del MedioCampidano. E' costituita da un fascia costiera che comprende la parte inferiore del sistema dunale di Piscinas - dune sabbiose in gran parte ricoperte da vegetazione & e dalla spiaggia di Scivu, costituita da sabbia finissima, spesso definita 'parlante' per via del sordo rumore che si puo' udire camminandoci sopra. La spiaggia e' sovrastata da una parete sabbiosa che lascia poi il posto ad alti promotori rocciosi, battuti dal vento di maestrale. Il complesso dunale Scivu-Piscinas di cui l'area fa parte e' considerato l'unico deserto costiero di tutta l'Europa. Nel territorio insistono due Siti di Importanza Comunitaria: quella di Capo Pecora e quella che va da Rio Piscinas a Rio Scivu. Quest'ultimo si estende per circa 100 ha e confina direttamente con la spiaggia di Is Arenas. In questa zona negli ultimi anni e' stato realizzato un progetto Life che consisteva nella sperimentazione di diverse tecniche di rimboschimento del ginepro. Tutta l'area e' ricompresa all'interno del Parco Geominerario storico ambientale della Sardegna. Nelle acque di fronte Capo Pecora e' allo studio un'area marina protetta

GALLERIA HENRY

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Loc. BUGGERRU - SARDEGNA  Navigatore
14 Km da ROCCE BIANCHE
  Area Arbus, Masua, Fluminimaggiore
La miniera di Planu Sartu e' sita nel territorio comunale di Buggerru (CA) sull'altopiano omonimo, a stretto contatto con un'alta falesia. L'area e' distinta cartograficamente nella tavoletta I.G.M. 1:25000 intitolata Buggerru ed ha le seguenti coordinate Chilometriche: Lat. 4.360.670 e Long. 1.477.300. Oggi si giunge agevolmente al sito, sfruttando la nuova Strada Provinciale Nebida-Buggerru. I primi lavori minerari datano al 1865 quando le concessioni vennero rilevate dalla Societa' Anonime des Mines de Malfidano e seguono quelli del vicino cantiere di Malfidano determinando la nascita del centro minerario. Le mineralizzazioni, oggetto di coltivazione, erano costituite da considerevoli ammassi di ossidati calaminari e masse a solfuri interstratificate alla roccia incassante, il ben noto calcare ceroide conosciuto minerariamente come calcare metallifero. Le coltivazioni di Planu Sartu si sviluppavano soprattutto mediante scavi a cielo aperto, uno dei quali di imponenti dimensioni (m 350x100), che oggi caratterizzano morfologicamente, in modo spettacolare, il paesaggio. Fu sviluppata anche una rete di lavori in sottosuolo che partendo dal livello del mare, arrivavano alla quota +115 del piano di campagna; essi sono: livello 0, +34, +55, +78 e +108. Inoltre, furono sviluppati diversi livelli intermedi che determinavano una complessiva estensione dei lavori per circa Km.6.00. I vari livelli sotto lo scavo grande erano collegati mediante pozzo interno, sito nel primo tratto, subito dopo gli imbocchi e metteva in comunicazione i vari livelli con le gallerie di Carreggio HENRY (Q.55 S.L.M.) che a sua volta, essendo attrezzata con linea ferrata con treno a vapore alimentato da carbone inglese proveniente dal Nord Europa e portato a Buggerru con i battelli atti al trasporto dei minerali. Venivano a questo modo collegati i cantieri di produzione con gli impianti di trattamento del minerale siti a Buggerru (laveria Malfidano, forni OXLAND). Uno dei settori della attivita' mineraria che piu' si sviluppo e che per la tecnologia introdotta risulto' determinante a far giungere ai massimi fasti in fatto di produttivita' la miniera fu quello del trasporto dei grezzi.

CALA DOMESTICA

CALA DOMESTICA  Apri
Loc. BUGGERRU - SARDEGNA  Navigatore
18 Km da ROCCE BIANCHE
Altitudine: 6 mt. s.l.m.  Area Masua, Iglesias, Arbus
Situata nella costa sudoccidentale, tra bianche falesie calcaree, l'insenatura di Cala Domestica presenta un fondo di sottile sabbia mista a ghiaia e scogli sparsi. Attorno alla spiaggia ci sono delle dune punteggiate da macchia mediterranea. Cala Domestica si trova in un'ex zona mineraria: rimangono visibili le rovine degli edifici delle vicine miniere, i magazzini e i depositi dei minerali che aspettavano di essere imbarcati, ma anche gallerie, come quella che conduce alla cosiddetta Caletta, una spiaggia riparata e molto intima, nella quale si trova la foce di un torrente. Di fronte, sulla penisola calcarea che volge a sud, si puo' ammirare la torre spagnola. La localita' e' particolarmente amata da quanti desiderano praticare la pesca subacquea

DUNE DI PISCINAS

DUNE DI PISCINAS  Apri
Loc. PISCINAS CARBONIA-IGLESIAS, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
8 Km da ROCCE BIANCHE
Altitudine: 9 mt. s.l.m.  Area Marina di Gutturu Flumini, Fluminimaggiore, Buggerru
  Brochure PDF
Il sistema dunale costiero di Piscinas e' un'area di dune sabbiose che si trova nella Sardegna occidentale, nel comune di Arbus, e si estende per circa cinque chilometri quadrati. Le dune, che si estendono dalla costa verso l'interno per circa tre chilometri, raggiungono un'altezza di circa 100 metri e sono modellate dai venti che soffiano dal mare. Sono tra le piu' alte dune vive d'Europa. La zona di Piscinas degrada lentamente da alcuni rilievi collinari alla linea di costa, passando dalle formazioni rocciose alle famose dune di sabbia. Il rio Piscinas e' un torrente che nasce nei pressi di Montevecchio e scorre a nord della zona di Piscinas. Viene alimentato anche dalle acque provenienti da alcune gallerie delle miniere dismesse, dandogli un colore rossastro: per questo motivo il rio viene talvolta nominato fiume Rosso. Il rio Naracauli e' invece un torrente che arriva nella zona di Piscinas dal villaggio minerario di Naracauli. Tra la vegetazione si trovano il ginepro, il lentisco (Pistacia lentiscus), la ginestra, l'euforbia. Presso il rio Naracauli sono presenti tamerici, giunchi e altri arbusti della gariga. Per la fauna e' presente il cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus), la testuggine mediterranea (Testudo hermanni) e la tartaruga marina (Caretta caretta), che depone le uova sulla spiaggi

PORTO FLAVIA

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Loc. MASUA CARBONIA-IGLESIAS, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
20 Km da ROCCE BIANCHE
  Area Iglesias, Buggerru, Fluminimaggiore
Porto Flavia e' situato lungo la costa sud-occidentale della Sardegna, tra la costa e lo scoglio di Pan di Zucchero, da cui dista poche centinaia di metri, presso la localita' mineraria di Masua (frazione di Iglesias). L'impianto fu ideato, nel 1925, dall'ingegnere Cesare Vecelli (che gli diede il nome della sua primogenita) per abbattere gli ingenti costi di trasporto del minerale estratto dalle miniere della zona. Fino alla sua entrata in funzione, dai centri di estrazione il minerale veniva trasportato mediante carri trainati da buoi fino ai magazzini posti in prossimita' della spiaggia di Masua. Li' era stato realizzato un molo per l'attracco di piccoli vascelli a vela latina (le bilancelle di Carloforte) di 10-13 tonnellate, che venivano caricate con ceste portate a spalla da numerosi operai, i galanze' carlofortini. Da qui le barche si dirigevano all'isola di Carloforte, distante 10 miglia, dotata di un porto sicuro, e li' scaricavano il minerale. Successivamente esso veniva nuovamente caricato sui piroscafi che lo portavano alle fonderie europee. Porto Flavia e' uno splendido esempio di come in Sardegna, per mantenere i costi dell'estrazione competitivi, si dovettero affrontare e risolvere in maniera ingegnosa tutta una serie di problemi tecnici e gestionali che l'ambiente e la natura dei giacimenti frequentemente imponevano. Nella ripida falesia di Schina 'e Monte Nai, furono scavati 9 grandi silos con una sezione di 4 m x 8 m ed una altezza di 20 m, collegati con 2 gallerie sovrapposte, entrambe affacciantisi sul mare

SPIAGGIA DI CALA VINAGRA

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Loc. CARLOFORTE CARBONIA-IGLESIAS, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
44 Km da ROCCE BIANCHE
  Area Calasetta, Iglesias, Masua
Cala Vinagra e' una splendida caletta situata sull'Isola di San Pietro nel comune di Carloforte ed e' famosa per la riservatezza che dona ai suo visitatori. Questa cala e' composta da una scogliera a strapiombo sul mare circondata dalle acque turchesi del mare. Servizi nelle vicinanze: -Nessuno

TEMPIO DI ANTAS

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Loc. FLUMINIMAGGIORE CARBONIA-IGLESIAS, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
6 Km da ROCCE BIANCHE
Altitudine: 305 mt. s.l.m.  Area Arbus, Buggerru, Masua
Il tempio di Antas e' un tempio punico-romano dedicato all'adorazione del dio eponimo dei sardi Sardus Pater Babai (Sid Addir per i cartaginesi). E' situato ad una decina di chilometri circa a sud del paese di Fluminimaggiore, in una zona in cui stanziarono cartaginesi e romani, attirati dagli abbondanti giacimenti di piombo e ferro presenti nel territorio. Sotto la gradinata di accesso al tempio romano sono presenti i resti del precedente tempio cartaginese dedicato al dio Sid Addir, continuazione del precedente culto nuragico tributato al dio delle acque e della vegetazione. Il primo sacello venne edificato nel 500 a.C. su un affioramento di roccia calcarea ritenuta sacra e nel 300 a.C. il tempio venne ristrutturato. Intorno all'altare sono stati ritrovati molti reperti punici. Il tempio romano venne costruito per il volere dell'imperatore Augusto (27 a.C.-14 d.C.) e restaurato durante Caracalla (213-217 d.C.) sull'area del tempio punico. Il tempio venne scoperto nel 1836 dal generale Alberto La Marmora e assunse la forma attuale dopo la ricostruzione avvenuta nel 1967. La parte anteriore del tempio e' composta da sei colonne, quattro frontali e due poste ai lati, alte otto metri circa e aventi capitelli di ordine ionico. Originariamente era anche presente un frontone triangolare. La cella centrale era accessibile tramite due aperture laterali. Nel pavimento della cella e' visibile una parte di un mosaico. Infine la parte sacra del tempio e' dotata di due recipienti quadrati, profondi circa un metro, i quali contenevano l'acqua utilizzata nei riti di purificazione. Probabilmente era presente una statua del Sardus Pater Babai che, a giudicare dalle dimensioni di un dito rinvenuto in loco, poteva avere un'altezza di circa 3 metri. Nell'area del tempio sono stati repertati soprattutto doni votivi come statue e monete

CARLOFORTE

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Loc. CARLOFORTE CARBONIA-IGLESIAS, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
43 Km da ROCCE BIANCHE
  Area Calasetta, Iglesias, Sant'Antioco
L'Isola di San Pietro e' per estensione, 51 Kmq, la seconda isola dell'arcipelago sulcitano. Le sue coste sono alte e rocciose bagnate da un mare limpidissimo, mentre l'interno e' coperto da una folta macchia mediterranea, il pino d'Aleppo, il rosmarino, la palma nana. Nelle sue scogliere nidificano il gabbiano corso ed il falco della regina. L'isola, di origine vulcanica, e' famosa dal punto di vista geologico in quanto le rocce note come commenditi prendono il nome da una particolare zona dell'isola dove sono state studiate e classificate per la prima volta. Carloforte e' l'unico centro abitato dell'isola. Fu fondata, durante il regno di Carlo Emanuele III, da una colonia di pescatori liguri provenienti da Tabarka, un'isola al largo della Tunisia. L'origine ligure dei suoi abitanti la si puo' riscontrare nel dialetto, nelle tradizioni, nei costumi, nell'urbanistica del paese, come si puo' notare visitando il suo centro storico. L'isola di San Pietro si puo' raggiungere in traghetto, circa 30-40 minuti di traversata, da Calasetta o da Portoscuso

COSTA VERDE

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Loc. MARINA DI ARBUS MEDIO CAMPIDANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
12 Km da ROCCE BIANCHE
Altitudine: 19 mt. s.l.m.  Area Fluminimaggiore, Arbus, Buggerru
E' cosi' chiamata per via della ricchissima vegetazione di lentischio, ginestra, corbezzolo e ginepro che scende dalle montagne fino al mare fra valli e dune di sabbia. La Costa Verde, o Marina di Arbus, si estende sulla costa Sud Occidentale della Sardegna per circa 47 chilometri, in un susseguirsi di chilometriche e splendide spiagge, interrotte da cale rocciose, scure ed imponenti scogliere che scendono a picco sul mare e deserti di sabbia intercalati dalla profumata macchia mediterranea. Tutt'intorno monti ed arbusti modellati dal migliore fra gli scultori: il vento. Non e' raro infatti incontrare ginepri o altri arbusti piegati quasi fino al suolo come in un elegante inchino ad una natura ancora incontaminata e regale che non chiede altro che essere rispettata. L'incanto e la magia di un territorio rimasto quasi incontaminato, sospeso nel tempo, per ragioni legate al passato economico, basato, fino alla meta' del secolo scorso, sulle attivita' minerarie; importantissimi erano, infatti, i centri di Ingurtosu, Montevecchio e Buggerru, da cui proveniva circa il dieci percento della produzione mondiale di piombo e zinco. In seguito alla chiusura delle attivita' produttive ed al conseguente abbandono del territorio da parte di attivita' umane, la natura ha avuto modo di prendere la sua rivincita, sviluppandosi in modo spettacolare, fino a dare luogo ad un ecosistema unico. I ruderi dei villaggi e dei palazzi minerari abbandonati, delle gallerie dove ancora riecheggiano i passi dei minatori che li' lavorarono, sono oggi veri e propri monumenti di archeologia mineraria, che con il loro fascinoso silenzio si incastonano in un ecosistema che offre paesaggi fra i piu' affascinanti di tutto il bacino del Mediterraneo, attribuendogli un'atmosfera unica. Queste aree sono diventati dei veri e propri monumenti, facenti parte del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, ufficialmente riconosciuto nel 1997 dall'UNESCO come primo parco all'interno della rete mondiale dei Geositi/Geoparchi. Questa e' anche la patria del cervo sardo che, insediato qui da secoli, e' tornato a regnare su queste montagne dopo avere rischiato l'estinzione; non e' raro di primo mattino, durante delle passeggiate sulla sabbia, incontrare dei cervi che si spingono fino al mare. La Costa Verde rappresenta, dunque, un patrimonio unico in tutta la Sardegna, non a caso infatti e' stata ripetutamente premiata con le cinque vele di Lega Ambiente

MASULLAS

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Loc. MASULLAS ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
32 Km da ROCCE BIANCHE
  Area Collinas, Sardara, Sanluri
Scenari bucolici e dolci colline tondeggiandi sono lo sfondo perfetto di una Sardegna, ancora poco esplorata, dove la natura ha totale liberta' di espressione. Masullas sorge nel paesaggio tipico della Marmilla: verde, collinare e per lo piu' incolto. Il suo territorio si estende per 18,88 kmq, e' di forma trapezoidale ed e' limitato a nord dai comuni di Siris e Pompu, a est da quelli di Simala, Gonnoscodina e Gonnostramatza, a sud da Mogoro e a ovest da Uras e Siris. Al suo interno scorre il Rio Mannu, fiume a carattere torrentizio che va a sfociare nel lago artificiale di Mogoro, realizzato nel periodo fascista per attuare la bonifica di Arborea. Nella parte nord-occidentale del territorio comunale di Masullas si trova il giacimento di ossidiana di Conca Cannas, che alcuni studiosi definiscono come il piu' grande e interessante di tutto il Monte Arci. Sono di rilevante interesse le forme rocciose presenti in localita' Su Columbariu che si distinguono per l'intensa tafonatura, presente su una parete verticale alta circa 80 metri. Masullas e' situato all'interno del Parco Regionale del Monte Arci che rappresenta un ecosistema di fondamentale importanza per tutta la zona della Marmilla. Il parco & ricco concentrato di flora e fauna & presenta specie endemiche particolarmente rare e determinanti per la sopravvivenza della biodiversita' locale, tra cui si ritrovano lecci, sugheri, ginestre, mirti, tamerici africane e corbezzoli, per quanto riguarda la flora. La fauna e' invece caratterizzata da cinghiali, raganelle tirreniche, diversi tipi di farfalle, corvi imperiali, gechi verrucosi e diverse specie di serpenti, tra cui il biacco. Il parco del Monte Arci e' un luogo ideale per escursioni e itinerari nella natura, per gli amanti della montagna e del trekking, offrendo scenari estremamente suggestivi, momenti di degustazione, cosi' come la possibilita' di scoprire di piu' sulla storia locale, grazie ai siti archeologici e ai monumenti storici. Una volta lasciati i sentieri, ci si addentra nel cuore dell'antico Borgo Autentico di Masullas. Il centro storico si articola attraverso una serie di viottoli che raccordano i quattro edifici religiosi presenti con le abitazioni costruite in arenaria locale. Questo piccolo centro, nei secoli passati, era abitato da proprietari terrieri. Infatti, buona parte del territorio era come tutt'oggi, utilizzato per la cerealicoltura. La principali famiglie locali come i Coni, i Diana e i Salis vantavano di origini nobiliari e oggi, rimane forte la loro testimonianza soprattutto nel palazzo settecentesco denominato 'Casa Eredi Niccolo' Salis', momentaneamente in fase di restauro.

CASTELLO DI ACQUAFREDDA

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Loc. SILIQUA CAGLIARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
33 Km da ROCCE BIANCHE
  Area Sestu, Cagliari, Sanluri
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Il castello di Acquafredda risalente al XIII secolo, sorge nei pressi del comune di Siliqua, in provincia di Cagliari, e domina tutta la valle del Cixerri.E' opinione abbastanza diffusa che il castello venne fatto costruire per volere del conte Ugolino Della Gherardesca, che effettivamente divenne proprietario del forte nel 1257. Il castello risalirebbe invece ad un'epoca piu' antica essendo gia' citato in una bolla papale del 1215. Dopo la morte del conte Ugolino il castello passo' prima a Pisa e poi nel 1324 a seguito della fine della dominazione pisana in Sardegna agli Aragonesi per venire poi abbandonato probabilmente a partire dal 1410. In seguito passo' a vari feudatari sardi fino a che non venne riscattato dal re di Sardegna Vittorio Amedeo III di Savoia nel 1785. Recentemente degli scavi nel sito del castello hanno restituito i resti, sepolti nella nuda terra, di tre individui di sesso maschile di una eta' compresa fra i 35 e i 45 anni

LAVERIA LAMARMORA

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Loc. NEBIDA CARBONIA-IGLESIAS, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
21 Km da ROCCE BIANCHE
Altitudine: 304 mt. s.l.m.  Area Masua, Buggerru, Fluminimaggiore
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La Laveria La Marmora e' uno dei complessi minerari piu' interessanti della Sardegna. Sorge a breve distanza dall'abitato di Nebida e incuriosisce perche' questo edificio che un tempo accoglieva le cernitrici intente a selezionare i minerali estratti e a 'lavarli', appare isolata sul declivio di una montagna che si affaccia sul mare. In questo contesto paesaggistico di grande patos, la laveria, come un gioiello, appare incastonata in una zona incontaminata ed e' interessante dal punto di vista ambientale, geologico e naturalistico. Per queste caratteristiche il luogo e' meta delle visite di studiosi e turisti provenienti da ogni angolo del mondo. La laveria era collegata con i sottostanti forni che lambiscono un mare cristallino. Sorge accanto ai forni di calcinazione, al magazzino dei minerali e delle merci, al vecchio pontile d'attracco per le navi-bilancelle. L'intero complesso cadde in disuso nella meta' degli anni 30. I suoi edifici sono immersi in un contesto geologico unico: il paesaggio e' variopinto per l'alternanza dei colori delle rocce che variano dal giallo delle dolomie al viola scuro delle puddinghe, dal bianco dei calcari degli isolotti S'Agusteri, Il morto, Pan di Zucchero: monumenti naturali che si ergono dal mare e contrastano con il cielo soprastante

CALASETTA

CALASETTA  Apri
Loc. CALASETTA - SARDEGNA  Navigatore
45 Km da ROCCE BIANCHE
Altitudine: 14 mt. s.l.m.  Area Carloforte, Sant'Antioco, Iglesias
Calasetta e' il secondo centro urbano dell'isola di Sant'Antioco e per le sue caratteristiche e tradizioni conserva immutate tipicita' delle sue orgini tabarchine e genovesi. La vita nel centro di Calasetta ebbe inizio intorno al 1769, quando un gruppo di Tabarkini, provenienti dall'isola di Tabarka (un isola posta di fronte a Tunisi) ma originari di Pegli (vicino a Genova), chiesero al re Carlo Emanuele di popolare la costa settentrionale dell' isola di Sant'Antioco, proprio di fronte all'isola di Carloforte. Da parte del regno sabaudo, infatti, gia' dai primi anni di dominazione nell'isola c'era la marcata intenzione di promuovere un ripopolamento di tutta la Sardegna, compresa l'isola di Sant'Antioco, dove arrivarono prima coloni tabarchini, poi piemontesi ed infine siciliani. Il centro abitato e' poggiato su una collinetta che scende fin verso il porto, dando al paese una forma simile ad un poligono. Il centro visto dall'alto suggerisce un'idea di estremo rigore per la regolarita' e l'ordine delle sue strade rettilinee, che si incrociano formando un reticolato ortogonale. L'origine del nome Calasetta e l'aggettivo calasettano pongono problemi interpretativi complessi. Secondo lo Spano, esso deriverebbe da Calasge'dda, diminutivo di Cala. L'attestazione piu' antica del 1752, pero', suggerisce il nome di Calasei seguito nel 1754 da Calastra per indicare la zona costiera e Cala di Seta per indicare la zona dell'entroterra. Nel 1757 si trova Calaseda (spagnolo) e, infine, Calasetta e Cala di Seta si alternano nei primi documenti scritti che riguardano il paese. Il territorio di Calasetta offre numerose spiagge di suggestiva bellezza. La costa di Calasetta risulta alta e rocciosa ad ovest e bassa e sabbiosa a nord est. La linea di costa ha subito tre grosse fratture che corrispondono a tre meravigliose spiagge: Spiaggiagrande o Porto Maggiore, la Salina e Sottotorre. Di ineguagliabile bellezza la presenza di un bastione roccioso ad occidente che si estende in profondita' fino a 10 m e che ha contribuito alla creazione di grotte e faraglioni di grande effetto. Uno tra i piu' suggestivi esempi del lavoro del mare e' senza dubbio Il nido dei passeri, coppia di faraglioni emergenti dall'acqua cosi' chiamato per i numerosi volatili che vi si rifugiano. Calasetta e' molto famosa per la sua caratteristica torre urbana che ricorre frequentemente nelle immagini del paese. Edificata prima della fondazione della cittadina, intorno al 1737, fu eretta dall'amministrazione sabauda a difesa del canale tra Sant'Antioco e l'isola di San Pietro.

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SARDEGNA


Questa regione possiede una storia millenaria che ha inizio nel Paleolitico di cui si hanno prove di insediamenti dell'uomo sull'isola. Insediamenti stabili risalgono al Neolitico Antico (6000 a.c.). La prima civiltà di cui si hanno testimonianze è quella nuragica (1500 a.c.) che è poi declinata alla fine dell'età del Ferro (500 a.c.). Di questa civiltà rimangono delle bellissime architetture: le Nuraghe. Un viaggio navigando in un mare di smeraldo, tra piccole e grandi insenature dalla sabbia bianchissima: questa è la Sardegna, un'isola che stupisce il visitatore per i suoi contrasti naturali, luci e colori, un paese di antichissime tradizioni, immerso in una natura selvaggia e incontaminata. Situata al centro del Mediterraneo, con un territorio prevalentemente montuoso ma privo di alte vette, la Sardegna regala al visitatore un ambiente naturale unico, nello stesso tempo aspro e dolcissimo. L'uomo, infatti, è in certe zone quasi una rara presenza; vaste superfici sono rimaste magicamente intatte, abitate da cervi, cavalli selvatici e grandi rapaci e sono ricche di piccole zone desertiche, stagni e boschi rigogliosi con alberi anche millenari. Il mare regna incontrastato con i suoi colori e si insinua nelle calette tortuose, lungo le coste e le spiagge, nelle località più frequentate. La costa Smeralda con la sua perla, Porto Cervo, ne è un esempio. Il suo Porto Vecchio è considerato il più attrezzato porto turistico del Mediterraneo. Porto Rotondo è una località anch'essa rinomata, che si affaccia sull'ampio Golfo di Cugnana ed è popolata da ville e piazzette incastonate in una magnifica natura. Chi al mare preferisce la montagna potrà andare alla scoperta della regione del Gennargentu, il più vasto complesso montano della Sardegna, con i suoi pittorici scenari dove la natura occupa un posto di primo piano. Molto ricca la flora e la fauna con i suoi mufloni, aquile reali, cervi sardi e varie specie ormai sull'orlo dell'estinzione. Tra le sue meraviglie, la Sardegna offre al visitatore i complessi nuragici sparsi su tutto il territorio, monumenti unici al mondo che testimoniano una cultura antica e ancora in parte misteriosa che va dal XV al VI secolo a C. I Nuraghi and costruiti con grandi blocchi di pietra and si sviluppavano intorno ad una torre centrale a forma di tronco di cono che trasmette una sensazione di solidità e potenza. Si tratta di siti archeologici dove si possono ancora cogliere i segni di antiche ritualità e di vita domestica dal fascino arcaico. Tra i tanti, il complesso di Barumini in provincia di Medio Campidano è nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.

Da Vedere: Nuraghe: si tratta di una costruzione preistorica a carattere difensivo che si trova solo in Sardegna. Ha una forma conica composta da pietre disposte a filari. All'interno vi è una camera circolare che può essere alta dai 5 ai 25 metri preceduta da uno spazio dedicato al soldato che stava di guardia. Di fronte all'entrata c'è una scala che arriva fino in cima alla nuraga e che gira tutta intorno alla struttura stessa. Il nome di queste costruzioni deriva da termine sardo 'nura' che significa svavare o accumulare. In sardegna sono presenti circa 7000 monumenti nuragici edificati in varie epoche diverse. Costa Smeralda: questo è il nome che viene dato alla parte costiera che si trova a nord-est dell Gallura (in provincia di Sassari) grazie alla limpidezza delle sue acque. E' formata da tantissime insenature, scogli e isolette che nascondono spiagge di sabbia bianca tra cui la famosa caletta Cala di Volpe. Attualmente offre una grande quantità di villaggi turistici e strutture alberghiere. Le due località più rinomate della Costa Smeralda sono Porto Cervo e Porto Rotondo. Parco Nazionale del Gennargentu: si tratta di un'area protetta che si torva nella parte nord-ovest dell'isola sotto la provincia di Nuoro. Vi si trovano montagne (come la Marmora alta 1834 metri) ed un ricchissimo ecosistema marino. La vegetazione è molto varia e comprende zone di macchia mediterranea, ma anche esempi di vegetazione montana. Per quanto riguarda la fauna vi si trovano mufloni, aquile, foche monache, e falchi della regina.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica sarda possiede numerosi piatti tipici. Tra questi troviamo gli spaghetti alla bottarga (uova di muggine essiccate e grattugiate), ravioli ripieni di pesce, i 'malloreddus all'oristanese' (a base di spinaci e panna), la 'merca' (muggine cucinato con erbe locali). Troviamo anche una grande varietà di piatti di terra come il 'ghisau' uno stufato di carni varie, l' 'agnello alla gallurese' , agnello cucinato con erbette. Un elemento molto importante della cucina sarda è senza dubbio il pane: ve ne sono di numerose varietà come il 'civraxiu', un pane saporito molto croccante, il 'su pan'e trigu', un buonissimo tipo di pane cotto a legna, ed il famosissimo 'pane carasau' (o carta da musica) fatto di un impasto di farina di frumento e formato da una sfoglia sottilissima: è il pane che usavano i pastori sardi durante la cura dei propri greggi. Tra i dolci vi segnaliamo le 'sebadas' , specie di ravioli dolci ripieni di formaggio e ricoperti di miele, e la buonissima pasticceria a base di pasta di mandorle (tra cui i sas melicheddas ed i sos chericheddos). Tra i vini i più rinomati sono la Vernaccia di Oristano, la Malvasia di Bosa ed il Cannonau di Cagliari.