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riserva statale badia prataglia - escursioni punti di interesse attrazioni a poppi
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  RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA


RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a POPPI Bagno di Romagna San Piero In Bagno Pratovecchio

MARRONE DEL MUGELLO IGP

MARRONE DEL MUGELLO IGP  Apri
Loc. MUGELLO, BORGO SAN LORENZO FI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
42 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
Altitudine: 186 mt. s.l.m.  Area Scarperia e San Piero, Barberino di Mugello, Firenze
  Brochure PDF
Il prelibatissimo marrone mugellano ha ottenuto dalla Comunita' Economica Europea la IGP cioe' l'Indicazione Geografica Protetta. Il marrone del Mugello IGP ha una pezzatura medio-grossa, una forma ellissoidale, una faccia laterale piatta e l'altra convessa. La base e' in genere piatta e di colore piu' chiaro rispetto al resto del frutto. La polpa e' bianca, croccante e di gradevole sapore dolce. Nella coltivazione non si utilizzano fitofarmaci e fertilizzanti e per la conservazione del prodotto non si utilizzano trattamenti chimici e additivi: si possono curare i frutti con un bagno in acqua fredda che puo' essere preceduto da uno in acqua calda.Marroni del MugelloMarroni del Mugello Nelle famiglie e' in uso la surgelazione del marrone pelato. I marroni destinati al consumo fresco hanno pezzatura non inferiore a 80 pezzi per kg. La zona di produzione comprende per intero il territorio dei comuni di Marradi, Palazzuolo sul Senio e Dicomano e parte del territor io dei comuni di Borgo Lorenzo, Firenzuola, Lon da, Rufina, San Godenzo, Scarperia, Vicchio. Il marrone del Mugello e' riconosciuto come Indicazione Geografica Protetta ai sensi dei Regolamenti C.E.E. n. 2081/92. Il marrone del Mugello viene prodotto da castagni appartenenti ad una serie di ecotipi locali tutti riconducibili alla varieta' Marrone Fiorentino. I castagneti, quantificabili in 3.322 Ha, sono ubicati nella fascia altimetrica che va dai 300 ai 900 m s.l. m. con densita' massime di 120-160 piante ad ettaro. Il marrone del Mugello fresco in guscio e' caratterizzato da una pezzatura medio-grossa (non piu' di 80 frutti/Kg), forma prevalentemente ellissoida le, apice poco pronunciato con presenza di tomento, di norma una faccia laterale tendenzialmente piatta e l'altra marcatamente convessa, la cicatrice alla base e' di forma rettangolare generalmente piatta e di colore piu' chiaro rispetto al pericarpo. Il pericarpo, che e' facilmente distaccabile dall'episperma, e' sottile, di colore bruno rossiccio con striature scure in senso meridiano in numero variabile da 25 a 30. Il seme, di norma uno per frutto, si presenta di polpa bianca, croccante e di gradevole sapore dolce con superficie quasi priva di solcature. La qualita' e la notorieta' raggiunge il massimo con il Marron Buono di Marradi, molto apprezzate anche le varieta' italiane: Carpinese, Fragonese, Cecio, Montanina e Reggiolana

PARCO SASSO SIMONE E SIMONCELLO

PARCO SASSO SIMONE E SIMONCELLO  Apri
Loc. MONTECOPIOLO - MARCHE  Navigatore
44 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Carpegna, San Leo, Frontino
Il Parco Regionale Naturale del Sasso Simone e Simoncello e' situato nel cuore dell'area di Montefeltro, in provincia di Pesaro e Urbino, ed interessa i comuni di Carpegna (sede dell'Ente Parco), Frontino, Montecopiolo,Pennabili, Pian di Meleto e Pietrarubbia. Con i suoi 4.847 ettari, fu istituito nel 1996, e comprende i rilievi dei Sassi Simone e Simoncello, del Monte Carpegna e del Monte Palazzolo, con vette che non superano i 1.500 metri. All'interno del parco occupa una posizione di rilievo la storica Citta' del Sasso, costruita da Cosimo I de' Medici per controllare questa zona periferica dello Stato. Questa rocca doveva servire da citta'-fortezza e percio' alle circa 50 case che la costituivano si affiancarono magazzini per armi e munizioni; fu abbandonata all'inizio del 1600 a causa dell'impossibilita' di sopravvivere a quote cosi' elevate ed ancora oggi, disabitata, offre rifugio agli animali selvatici. Cio' che caratterizza maggiormente il parco e' la diversita' tra i rilievi calcarei e il paesaggio collinare di composizione argillosa; il Monte Carpegna infatti puo' essere visto come uno sperone di calcare che fuoriesce da un basamento di argilla. La zona che circonda i due Sassi e' coperta da un bosco ampio 800 ettari in cui prevale il cerro, ma sono diffusi anche il carpino bianco e nero, il faggio, ilfrassino, l'acero e il sorbo montano e domestico. Sul monte Carpegna e sulle pendici orientali del Sasso Simone si trovano boschi dinoccioli e aceri, che nella stagione autunnale regalano uno spettacolare panorama visivo. Faggi e abeti bianchi ricoprivano le alture del monte Carpegna, ma sono stati oggetto di antichi disboscamenti ed hanno ceduto il posto a praterie tinteggiate da molte specie di orchidee, dalla bellissima stellaria e da varie tipologie di ranuncoli. Per quanto riguarda le specie erbacee, nel parco si trovano fiordalisi montani,gigli rossi di S. Giovanni, gigli martagoni e anemoni trifogliati; sulle pareti dei Sassi crescono garofani selvatici, campanule e i rari ieraci. L'Ente Parco e' riuscito a valorizzare ulteriormente il Parco gia' dotato di un ricco patrimonio artistico-ambientale istituendo visite e percorsi guidati in grado di soddisfare chiunque, dal naturalista, all'appassionato di storia, all'appassionato di gastronomia.

PARCO FAUNISTICO PIAN DEI PRATI

PARCO FAUNISTICO PIAN DEI PRATI  Apri
Loc. SAN SISTO PESARO AND URBINO, ITALY - MARCHE  Navigatore
44 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Frontino, Carpegna, Montecopiolo
Il Parco Faunistico si trova in localita' Pian dei Prati, al margine orientale della cerreta dei Sassi; lungo la strada che da Carpegna conduce a San Sisto c'e' una strada secondaria sulla destra che, percorsa per circa 500 metri, conduce al Parco Faunistico; questo e' compreso in un'area di 5,5 ettari e presenta prati, zone con cespugli di biancospino, ginestre e prugnoli, siepi e piccoli boschetti, a lato del torrente Seminico. Il percorso all'interno del Parco Faunistico comprende tre tappe fondamentali: la prima riguarda la conoscenza degli animali domestici da bassa corte come capre, pecore, muli, animali dai quali un tempo, le famiglie contadine della zona, ricavavano latte, carne e forza lavoro, risorse fondamentali al sostentamento quotidiano. La seconda tappa consente ai visitatori l'osservazione ravvicinata di animali selvatici tenuti in liberta' per tutto il Parco Faunistico: i caprioli hanno di che nutrirsi nelle radure e nel sottobosco mentre rane, rospi, tritoni trovano il loro ambiente naturale negli stagni disposti lungo il sentiero. Il percorso si conclude con l'arrivo ad un punto di osservazione esterno al Parco Faunistico da dove, con un po' di fortuna e osservando un comportamento del tutto rispettoso della quiete del luogo, e' possibile osservare i cinghiali in completa liberta' alla ricerca nel terreno di bulbi, tuberi e ghiande o impegnati in un salutare bagno di fango per la pulizia corporale. All'interno del Parco Faunistico sono stati sistemati anche alcuni punti di osservazione, con panchine e cestini per la raccolta di rifiuti e numerose cassette nido per i passeriformi che nei cespugli dell'area trovano grande varieta' bacche. Il Parco Faunistico di Pian dei Prati, completo e visitabile dall'estate del 2000, e' ideale per la visita di scolaresche e per le famiglie prevedendo un percorso a piedi breve e senza alcuna difficolta'.

CASA VASARI

     

CASA VASARI  Apri
Loc. CASA VASARI, VIA XX SETTEMBRE, 55, AREZZO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
41 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Sansepolcro, San Giustino, Piantravigne
Il pittore, architetto e scultore Giorgio Vasari nato ad Arezzo nel 1511 acquisto' questo edificio della cui ristrutturazione e decorazione realizzata con l'aiuto di allievi si occupo' dal 1542 al 1548. Dopo il matrimonio con la quattordicenne Niccolosa Bacci, figlia di un facoltoso mercante aretino, l'artista abito' alcuni mesi nella casa (1550) fino a quando nuovi impegni di lavoro lo obbligarono a trasferirsi a Roma e successivamente (1554) a Firenze. La residenza aretina mantenne comunque un ruolo importante perche' l'artista vi ando' collezionando numerose opere d'arte di maaestri contemporanei assieme a sculture e marmi antichi, andate purtroppo disperse. L'edificio fu acquistato dallo Stato nel 1911 per destinarlo a Museo ed Archivio Vasariano. E' stato aperto al pubblico dopo un lungo e complesso lavoro di restauro e allestimento espositivo. La visita consente di conoscere uno dei pochi esempi conservati di una casa d'artista del tardo Rinascimento, sistemata su tre piani e dotata di giardino pensile. Al piano nobile si trova l'appartamento con la Camera della Fama e delle Arti, la Camera delle Muse, la Camera di Abramo e il Salone del Camino decorati ad affresco e tempera dal Vasari e da alcuni suoi allievi con soggetti allegorici e celebrativi. Nelle sale sono inoltre sistemati una cinquantina di dipinti cinquecenteschi di medio e piccolo formato, provenienti dai depositi delle Gallerie fiorentine, che documentano l'opera di alcuni artisti formatisi nella scuola vasariana e l'ambiente nel quali il pittore visse e opero'. Di particolare rilievo oltre agli affreschi e ai dipinti di Giorgio Vasari, quelli di altri pittori manieristi come Mirabello Cavalori, Maso da San Friano, Francesco Morandini detto il Poppi, Giovanni Stradano, Santi di Tito, Alessandro Allori, Jacopo Zucchi

SAN LEO

SAN LEO  Apri
Loc. SAN LEO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
43 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Montecopiolo, Verucchio, Carpegna
Il paese si trova su uno sperone di roccia della Valmarecchia da cui si domina San Marino e la Marecchia. Citta' d'arte, da sempre capitale storica del Montefeltro (antico nome di San Leo fino al XII secolo), luogo di passaggio di San Francesco e Dante, prigione di Felice Orsini e di Cagliostro, San Leo ha avuto anche l'onore di essere capitale d'Italia o, meglio, del Regno Italico di Berengario II, il quale fu sconfitto a Pavia nel 961 d.C. da Ottone I di Sassonia e che poi si rifugio' a San Leo, dove resse l'assedio per due anni prima di cedere all'avversario. Nell'Italia unita il comune di San Leo e' appartenuto alle Marche (provincia di Pesaro e Urbino) fino al 15 agosto 2009, quando ne e' stato distaccato congiuntamente ad altri sei comuni dell'Alta Valmarecchia in attuazione dell'esito di un referendum svolto il 17 e 18 dicembre 2006. Contro la variazione territoriale le Marche hanno proposto ricorso alla Corte costituzionale, ma questa lo ha ritenuto infondato.Visitare San Leo non significa solo scoprire i meravigliosi edifici sull'antico masso ma anche addentrarsi nella campagna circostante dove sono ancora presenti le testimonianze dell'antico e glorioso passato, ben amalgamate con il presente. Il fulcro della cittadina medievale e' caratterizzato dalla piazza attorno alla quale si dipanano i principali edifici della vita sociale e religiosa. Suggeriamo una visita che inizi dall'antica vasca sacrificale, incavata nella roccia tra duomo e torre civica, per poi proseguire con il piu' antico monumento della cristianita' leontina, la Pieve di Santa Maria Assunta ed il romanico Duomo per arrivare poi con la Fortezza rinascimentale. Ma la storia e l'arte non finiscono qui. A voi la piacevole scoperta che vi condurra' fino ai paesaggi di Piero della Francesc

AREA NATURALE PROTETTA DI INTERESSE LOCALE LE BALZE

AREA NATURALE PROTETTA DI INTERESSE LOCALE LE BALZE  Apri
Loc. AREA NATURALE PROTETTA DI INTERESSE LOCALE LE BALZE, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
36 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Reggello, Radda in Chianti, Montefioralle
Localizzata alle pendici valdarnesi del Pratomagno, tra il torrente Resco a nord-ovest ed il torrente Ciuffenna a sud-est, su di una superficie appartenente a quattro differenti amministrazioni comunali, l'area protetta intende tutelare un'importante emergenza geomorfologica. La natura geologica dell'area - depositi fluvio-lacustri a varia granulometria e conglomerati poligenici - ha permesso infatti nei secoli la formazione di particolari forme di erosione quali aree calanchive, balze e pilastri di erosione, tanto da costituire una morfologia caratteristica di notevole interesse paesaggistico ed ambientale. La parte del territorio, che viene denominato Valdarno Superiore, compreso tra la riva destra dell'Arno e le formazioni collinari che fanno da preludio al Pratomagno, e' contraddistinta da strutture geologiche di particolare suggestione e bellezza, costituite da sabbie, argille e ghiaie stratificati alte fino ad un centinaio di metri ed in successione di forme diversificate, intercalate da profonde forre. Tali strutture, denominate Balze, sono il risultato, allo stato attuale, dello smantellamento degli antichi sedimenti provocato dagli agenti atmosferici, ma anche segnati dalla presenza, nel tempo, dell'uomo

MONTANA APPENNINO FORLIVESE

MONTANA APPENNINO FORLIVESE  Apri
Loc. SAN PIERO IN BAGNO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
10 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Bagno di Romagna, Poppi, Civitella di Romagna
La Comunita' Montana dell'Appennino Forlivese e' stata costituita ai sensi dell'art. 27 del Decreto Legislativo 18/08/2000 n. 267 e delle Leggi Regionali n. 3/99 e n. 11/01, tra i Comuni di Civitella di Romagna, Galeata, Meldola, Predappio, Premilcuore e Santa Sofia. Scopo principale dell'Ente e' la promozione, il supporto e il coordinamento delle iniziative pubbliche e private rivolte alla valorizzazione economica, sociale, ambientale e turistica del territorio di riferimento, con una particolare attenzione agli interessi delle popolazioni locali nel rispetto delle caratteristiche culturali e sociali proprie del territorio montano. Inoltre, promuove lo sviluppo e il progresso civile dei suoi cittadini e garantisce la partecipazione delle popolazioni locali alle scelte politiche ed all'attivita' amministrativa. Il territorio della Comunita' Montana occupa la posizione centrale dell'Appennino Tosco-Romagnolo, confina a ovest con l'Appennino Faentino, a est con l'Appennino Cesenate e a sud con la Toscana. Comprende tre vallate con i rispettivi fiumi: il Bidente, il Rabbi e il Montone, che scorrono tutti in direzione di Forli', creando scorci e paesaggi naturali di suggestiva bellezza. All'Appennino Forlivese appartengono due delle cime piu' elevante dell'intero Appennino Tosco-Romagnolo, il monte Falco (1.658 m) e il monte Falterona (1.654 m)

ANGHIARI: IL CENTRO STORICO

ANGHIARI: IL CENTRO STORICO  Apri
Loc. SANSEPOLCRO - TOSCANA  Navigatore
37 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area San Giustino, Pieve Santo Stefano, Città di Castello
Partendo dal Campo alla Fiera, zona un tempo adibita a mercato del bestiame da cui si puo' godere uno splendido panorama sull'intera valle del Tevere, l'itinerario comincia con la visita alla Propositura di S. Maria delle Grazie, detta anche Chiesa del Fosso perche' situata lungo il tracciato dell'antico fossato esterno alle mura: eretta nel XVIII secolo, e' la chiesa piu' recente tra quelle del centro storico. Uscendo dalla chiesa della Propositura ci troviamo di fronte il Campano, ovvero la torre civica, dove e' collocato l'orologio, costruita alla fine del XVI sec. sui ruderi di una piu' antica; proseguendo possiamo ammirare le mura che cingono il paese, omogenee e quasi inalterate nei loro tratti duecenteschi, ad eccezione del Bastione meridionale detto del Vicario, progettato nel 1553 da Girolamo Magi su incarico di Cosimo I de' Medici. In questa zona sorge anche Il Conventone, ossia la rocca o cassero, nato dalla trasformazione dell'antico monastero camaldolese di S. Bartolomeo, che era parte di quegli elementi che un tempo costituivano il 'castellum', intorno ai quali si formo' il primo nucleo abitativo di Anghiari. Accanto al Conventone si trova Palazzo Pretorio, oggi sede del Municipio. Scendendo poi da Piazza del Popolo per uno degli incantevoli vicoli medievali, si giunge di fronte alla Chiesa della Badia, intitolata a S. Bartolomeo: di antica origine, forse rupestre, la chiesa fu il primo luogo di culto in Anghiari. Ricostruita dai Tarlati nel XIV sec., fu poi ingrandita nel 1447: caratteristico e' all'interno il suo impianto asimmetrico. Proprio di fronte alla Chiesa della Badia c'e' l'ex-chiesa del Corpus Domini, edificio che risale alla prima meta' del XVI secolo, oggi sede del Museo della Misericordia. Procedendo lungo le strette viuzze del paese si giunge al quattrocentesco quartiere del Borghetto dove si trova Palazzo Taglieschi, sede del Museo Statale che custodisce opere d'arte provenienti da chiese ed edifici storici del territorio valtiberino ed oggetti d'uso rappresentativi delle tradizioni culturali ed economiche della comunita'. Di fronte a Palazzo Taglieschi si puo' ammirare Palazzo del Marzocco, sede del Museo della Battaglia. Da Piazza Mameli scendendo attraverso un vicolo voltato si arriva a Via di Ronda, su cui a meta' del XV secolo si e' innestato il torrione a pianta semicircolare dell'abside della Chiesa di S. Agostino. Uscendo da Via di Ronda e passando attraverso Porta Nuova o Fiorentina si giunge nella piazza principale del paese: Piazza Baldaccio Bruni, un tempo del Mercatale da dove e' possibile ammirare anche il trecentesco stradone rettilineo che collega alla vicina Sansepolcro

OLIO EXTRAVERGINE BRISIGHELLA DOP

OLIO EXTRAVERGINE BRISIGHELLA DOP  Apri
Loc. BRISIGHELLA RA, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
45 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Riolo Terme, Casola Valsenio, Faenza
  Brochure PDF
Alla bassa altitudine (115 m.) che caratterizza i borghi della collina dell'Appennino Tosco-Romagnolo, la coltura dell'olivo, protetta dai venti freddi di levante, grazie alla conformazione ad anfiteatro della valle, e da quelli del nord da una barriera naturale di gesso, ha trovato un microclima temperato ideale, dando vita ad un prodotto di grande qualita' divenuto oggi molto famoso. In questa zona la coltivazione dell'ulivo risale a tempi antichissimi, si sono infatti trovate tracce della sua produzione fin dai tempi dei Romani. E' un olio dal colore verde smeraldo, con riflessi dorati, odore di fruttato medio o forte, con sensazione netta di erbe o ortaggi, sapore di fruttato con leggera sensazione di amaro e leggera o media sensazione piccante e con un basso livello di acidita'. L'acidita' massima, espressa in acido oleico, non e' superiore a 0,5 grammi per 100 grammi di olio. Il Brisighello e' frutto di una selezione dei crus della D.O.P. Brisighella. Contiene un basso livello di acidita' e si presenta di colore verde con venature gialle. Si caratterizza per il profumo persistente di carciofo e di oliva, e per il sapore vellutato, dolce e ammandorlato. Nella terra di Brisighella (Ravenna), paese ubicato nella vallata del Lamone dove, grazie alla protezione contro i venti freddi di levante e ad una barriera naturale di gesso contro quelli provenienti da nord, la coltivazione dell'olivo ha trovato un microclima temperato favorevole.

LAGO DEI PONTINI E LAGO LUNGO

LAGO DEI PONTINI E LAGO LUNGO  Apri
Loc. BAGNO DI ROMAGNA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
4 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Poppi, San Piero In Bagno, Pratovecchio
Il Lago dei Pontini (748 mt slm) e il Lagolungo (616 mt slm) sono posti alle pendici del monte Co'mero. Si sono formati a seguito di una enorme frana staccatasi il 15 febbraio del 1855 da San Cataldo, nel versante nord-ovest del Co'mero, e che nella sua lenta colata distrusse una cinquantina di abitazioni, tra cui il villaggio Baroncioni e la chiesa di Crocesanta, per poi raggiungere il Savio sbarrandone temporaneamente il corso. Intorno ad essi si trova un antico castagneto che annovera molte piante secolari. Oggi i deliziosi specchi d'acqua - il piu' grande (2,5 ettari) e' quello dei Pontini - circondati da secolari castagni e da una natura lussureggiante, sono luoghi ideali per svago e relax. Vi sono punti di ristoro con specialita' gastronomiche locali, aree per pic-nic, sentieri per salutari passeggiate a piedi, in MTB o a cavallo. Trote, carpe, tinche, lucci permettono le piu' diverse tecniche di pesca in ogni stagione; vi si organizzano gare e scuole di pesca sportiva. DIGA E LAGO DI RIDRACOLI Diga e bacino di RidracoliL'imponente opera, ultimata nel 1982, e' una mezza luna di cemento armato, alta 103,5 metri e lunga 432 metri che ha indotto il Bidente di Ridracoli a formare a quota 557 slm un lago di 100 ettari quadrati. Questo enorme invaso, reso sicuro da tecnologie avanzate, e' capace di 33 milioni di metri cubi di acqua purissima con cui disseta tutta la Romagna. Il lago artificiale e' inserito in uno scenario suggestivo, addossato com'e' al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, e costituisce il bacino di raccolta delle acque della Foresta della Lama e della Riserva naturale integrale di Sassofratino. La Diga puo' essere visitata nei giorni festivi e prefestivi tutto l'anno; e tutti i giorni nel periodo estivo con possibilita' di escursioni sul lago con un battello elettrico per visitare angoli nascosti del lago ed osservare la fauna. Immancabile una visita alle splendide sale espositive di IDRO Ecomuseo delle Acque nel borgo di Ridracoli, e al Polo naturalistico e al Polo tecnologico attorno alla diga

CASTELLO DI ROMENA

CASTELLO DI ROMENA  Apri
Loc. CASTELLO DI ROMENA, VIA ROMENA, ROMENA DI PRATOVECCHIO AR, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
14 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
Altitudine: 593 mt. s.l.m.  Area Poppi, Bagno di Romagna, Piantravigne
Il castello di Romena (inquadrato all'interno dell'Ecomuseo del Casentino, nel Sistema della civilta' castellana) e' un fortilizio situato nel comune di Pratovecchio. E' situato in cima ad un poggio a 621 metri di altitudine. E' posto in posizione dominate sul Casentino e sul paese di Pratovecchio. Il toponimo Romena o Ormena e' un vocabolo di origine etrusca . Nella zona del castello sono stati ritrovati, durante varie campagne di scavo, frammenti di vasi e vari utensili per uso domestico. Il castello attualmente si presenta nella veste conferitole grazie ai restauri promossi dal conte Ottaviano Flamini. Sono ancora in piedi il cassero, tre torri e parte delle tre cerchie murarie. L'ingresso al castello avviene a nord dalle cosiddette porta Gioiosa e porta Bacia. Al cassero si accede da una torre, dotata di ponte levatoio e fossato, e una volta all'interno si possono vistare i due nuclei della struttura: la cosiddetta casa del Podesta', palazzo residenziale dei conti Guidi di Romena dove all'interno e' collocata una ricostruzione in scale del castello come appariva nel XIII secolo, e il mastio, la torre piu' alta e piu' protetta; sono anche presenti una cisterna per la raccolta delle acque piovane e un cunicolo sotterraneo che portava all'esterno. Le mura difensive presentano ancora dei beccatelli, che hanno il compito di sorreggere il camminamento di ronda in legno, opera frutto del ripristino ottocentesco. Tra il cassero e la terza torre superstite c'e' l'ampio spazio della piazza d'armi, dove nel 1901 pose la sua tenda Gabriele d'Annunzio. L'ultima delle torri e' la cosiddetta torre delle Prigioni. Sottoposto recentemente ad importanti restauri e' stato riaperto al pubblico nel 2007 ed e' visitabile a pagamento.

BORGO SAN LORENZO

BORGO SAN LORENZO  Apri
Loc. BORGO SAN LORENZO FLORENCE, ITALY - TOSCANA  Navigatore
42 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Scarperia e San Piero, Barberino di Mugello, Firenze
  Brochure PDF
Il paese, centro piu' popolato e considerato capoluogo del Mugello, sorge dove la valle della Sieve e' piu' larga. Il nucleo primitivo si formo' intorno a una corte degli Ubaldini, dove sorgeva anticamente la borgata romana di Annejanum. Verso la meta' del X secolo passo' in parte sotto il dominio dei Vescovi fiorentini, a cui si ribello' nel 1273; poi fu proclamato il comune. Fu teatro di lotte tra Guelfi e Ghibellini, seguendo fedelmente le sorti alterne di Firenze. Nel 1351 furono costruite le mura, di cui rimangono pochi resti, e due porte: Porta Fiorentina e Porta dell'orologio. Nel 1440 il paese fu cinto d'assedio da Niccolo' Piccinino in favore degli Albizi; nel 1527 fu roccaforte contro i Francesi. Nel periodo del Granducato, alla cui amministrazione il paese si uniformo', fu rimodernato e migliorato. Nel 1906 Galileo e Chino Chini fondarono la manifattura Fornaci S. Lorenzo famosa per la produzione di vasi, cache-pot, boccali, brocche, portaombrelli in ceramica e gres, rivestimenti edilizi e piastrelle in maiolica di gusto Liberty. Nel 1913 fu sede della prima Esposizione Agricola Industriale Mugellana e della Val di Sieve, fu semidistrutto dal terremoto del 1919. Nel 1943 subi' il bombardamento da parte di aerei inglesi; nel l944 si ripeterono attacchi ai ponti della ferrovia. Il centro storico di Borgo completamente restaurato ospita oggi numerosi e visitati negozi

CASTELLO DEI CONTI GUIDI

CASTELLO DEI CONTI GUIDI  Apri
Loc. CASTELLO DEI GUIDI, PIAZZA DELLA REPUBBLICA, 1, POPPI AR, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
14 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
Altitudine: 423 mt. s.l.m.  Area Pratovecchio, Bagno di Romagna, Piantravigne
Il castello dei Conti Guidi (inquadrato all'interno dell'Ecomuseo del Casentino, nel Sistema della Civilta' Castellana) e' un monumento di Poppi che si trova in piazza della Repubblica 1. La prima traccia nelle cronache del castello, costruito nel Medioevo, risale al 1191. L'edificio e' stato ristrutturato a partire dal 1274 per volonta' del conte Simone Guidi e di suo figlio Guido. Il castello e' stato teatro di un avvenimento storico: l'11 giugno 1289, davanti al monumento, si e' svolta la battaglia di Campaldino. Incerta la paternita' dell'edificio: la parte piu' antica e' attribuita non univocamente a Lapo di Cambio, mentre la piu' recente, databile alla fine del XIII secolo, sarebbe di Arnolfo di Cambio. All'interno dell'edificio, che per anni ha ospitato la sede dell'amministrazione comunale del centro in provincia di Arezzo, e' possibile vedere una cappella, un museo sulla battaglia di Campaldino, una biblioteca e il Centro di documentazione Giovanni Gualberto Miniati. Sulla volta della navata unica della cappella annessa al castello si trova uno dei piu' importanti cicli di affreschi della provincia di Arezzo. Quasi interamente affrescati sono anche i suoi muri: da segnalare i tre cicli sulle Storie di San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista e dalla vita di Maria, oltre alle figure di santi collocate al di sotto di questi. In una nicchia collocata al di sotto di una finestra vi e' un polittico trompe-l'&il affrescato, mentre su ognuno dei quattro angoli della volta sono dipinti gli Evangelisti in trono, la cui paternita' e' stata attribuita a Taddeo Gaddi, allievo di Giotto, dopo i restauri eseguiti fra il 1988 e il 1990

PROSCIUTTO DI CARPEGNA DOP

PROSCIUTTO DI CARPEGNA DOP  Apri
Loc. CARPEGNA - MARCHE  Navigatore
42 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Frontino, San Sisto, Montecopiolo
  Brochure PDF
Benvenuti a Carpegna, terra incontaminata dell'Appennino marchigiano dove da secoli l'uomo alimenta la buona tradizione dei prosciutti di alta qualita'. La vostra visita, a noi molto gradita, rappresenta una calma parentesi nel frettoloso e impersonale universo di internet. Un'occasione unica di conoscere la storia di un antico borgo di montagna diventato famoso nel mondo per il valore della sua arte e per il suo clima gentile, per la natura rigogliosa del suo Parco e per le tentazioni della sua tavola. Per una boccata da Euro &aria, una pausa di relax, un momento di cultura o anche solo per curiosita', benvenuti a Carpegna, terra fertile di mille piaceri. Tra questi il suo inimitabile prosciutto, figlio unico di una natura materna. Il prosciutto di Carpegna puo' essere affettato con diverse tecniche, a seconda dei propri gusti. A mano con un coltello stretto, lungo e ben affilato seguendo le fibre muscolari della carne per ottenere una fetta piu' consistente alla masticazione Il taglio a macchina consente invece di gustare fette piu' sottili. E' comunque sempre consigliabile affettare il prosciutto poco prima di consumarlo e proteggerlo poi con della carta alimentare, per evitare che l'aria e la luce ne asciughino la superficie, danneggiandolo. Importantissimo nel taglio e' non eliminare il grasso che, durante la stagionatura, conferisce dolcezza e morbidezza all'intera coscia. Con osso o disossato, il prosciutto di Carpegna e' pronto ad essere affettato alla prima occasione

CATTEDRALE DI AREZZO

     

CATTEDRALE DI AREZZO  Apri
Loc. CATTEDRALE DI SAN DONATO, PIAZZA DUOMO, 1, AREZZO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
41 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Sansepolcro, San Giustino, Piantravigne
si trova sulla parte piu' alta della collina di Arezzo, vicino alla Fortezza Medicea, dalla quale e' separata dal Prato. Per la sua posizione e per la sua mole imponente, e' visibile da ogni parte. Venne costruita seguendo il disegno di Margaritone dalla fine del XIII sec., per il volere di Guglielmino degli Ubertini, vescovo di Arezzo. La costruzione fu ultimata solo nel XVI sec. a causa di numerose interruzioni, mentre la facciata e' del XX sec. Il campanile, inizialmente a vela, fu fatto a torre nel 1858 ed infine completato di guglia nel 1935. La chiesa gotica ospita preziose opere d'arte, come le vetrate istoriate di Guglielmo da Marcillat, la Maddalena di Piero della Francesca, il Sepolcro del vescovo Guido Tarlati (1276, Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura), l'Altare Maggiore alla cui costruzione avrebbe preso parte Giovanni Pisano, come sostiene Giorgio Vasari. Nella Cattedrale si trova l'immagine della Madonna del Conforto, patrona della citta'

CASTELLO DI SAMMEZZANO

CASTELLO DI SAMMEZZANO  Apri
Loc. CASTELLO DI SAMMEZZANO, LECCIO FI, ITALIA - TOSCANA  Navigatore
36 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Piantravigne, Impruneta, Firenze
L'edificio principale e' una costruzione eclettica in stile moresco ed e' stata edificata nel 1605 per volere degli Ximenes D'Aragona. Successivamente e' passato in eredita' a Ferdinando Panciatichi Ximenes che lo riprogetto' tra il 1853 e il 1889. Nel corso del 1878 ospito' anche il re d'Italia Umberto I. Nel dopoguerra e' stato adibito ad hotel di lusso, mentre attualmente, nonostante la vendita all'asta del 1999 ed alcuni urgenti lavori di restauro, e' in stato di abbandono. Nell'aprile del 2012 pero' si e' costituito il Comitato FPXA 1813-2013 (FPXA e' l'acronimo di Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona) che ha tra le proprie finalita' quella di promuovere e valorizzare il castello di Sammezzano. Il parco, tra i piu' vasti della Toscana, venne fatto costruire a meta' dell'Ottocento da Ferdinando Panciatichi, sfruttando terreni agricoli attorno alla sua proprieta' e un boschetto di lecci (una ragnaia). Vi fece piantare una grande quantita' di specie arboree esotiche, come sequoie e altre resinose americane, mentre l'arredamento architettonico fu realizzato con elementi in stile moresco quali un ponte, una grotta artificiale (con statua di Venere), vasche, fontane e altre creazioni decorative in cotto. Solo una piccola parte delle piante ottocentesche e' giunta ai giorni nostri: gia' nel 1890 delle 134 specie botaniche diverse piantate alcuni decenni prima, ne erano sopravvissute solo 37. Solo recentemente si e' iniziato a rimettere in dimora alcune delle essenze andate perdute in un progetto di restauro che valorizzi la ricchezza botanica originale: sono presenti oggi esemplari di araucaria, sequoia, tuja, tasso, cipresso, pino, abete, palma, yucca, querce, aceri, cedro dell'Atlante, cedro del Libano, bagolaro, frassino, ginepro, acacia, tiglio e numerose piante di interesse floriculturale. Nel parco si trova il piu' numeroso gruppo di sequoie giganti in Italia, con ben 57 esemplari adulti, tutti oltre i 35 metri

BRISIGHELLA

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Loc. BRISIGHELLA RAVENNA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
45 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Riolo Terme, Casola Valsenio, Faenza
Brisighella (Brisighe'la in romagnolo) e' un comune italiano di 7.688 abitanti della provincia di Ravenna ubicato a 115 metri s.l.m. in quell'entroterra romagnolo ancora profondamente legato alle proprie origini, alle tradizioni e al valore della vita quotidiana del borgo. Sorge sulle pendici dell'Appennino Tosco-Romagnolo, in un contensto ambientale di grande pregio e ha deciso di mantenere nel corso dei secoli il suo impianto originario, cosi' come gli elementi dal passato che arrivando fino a oggi, l'hanno reso unico dal punto vista architettonico. Il borgo e' caratterizzato da tre pinnacoli rocciosi, su cui poggiano la Rocca Manfrediana (sec. XIV), il Santuario del Monticino (secolo XVIII) e la Torre detta dell'Orologio, ricostruita nell'Ottocento sulle rovine di un preesistente insediamento difensivo del XII secolo. E' difficile risalire al significato del toponimo Brisighella: quattro sono le ipotesi a cui ci si appoggia maggiormente; la prima, la piu' screditata, fa derivare il toponimo dal latino 'bra'ssica' (cavolo) che farebbe di Brisighella 'la terra in cui si coltivano cavoli'. La seconda, invece, propende per una derivazione dal romagnolo 'brisca' (favo o vespaio) e quindi 'zona dove si trovano alveari' o con terreno poroso adatto ai vespai. La terza, la piu' accreditata, propone la derivazione da un'altra voce dialettale, bri'sul (briciola), col significato di 'piccola porzione di terreno coltivato'. L'ultima, infine, lo collega al celtico Brix (luogo scosceso, e' la stessa stessa etimologia di Brescia). Tutt'intorno e' circondato da un mare di verde, sentieri rocciosi, scalinate gessose, antichi luoghi di culto, case poste in strade caratteristiche. Un mondo di sogno e di favola che fa ritornare alla mente cavalieri, dame, duelli, amori, veleni, battaglie e ricordi ormai scomparsi da secoli

FRONTINO

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Loc. FRONTINO - MARCHE  Navigatore
45 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area San Sisto, Carpegna, Montecopiolo
Dedicato a chi cerca silenzio e aria leggera, in un paesino da fiaba circondato da boschi, per tornare a casa veramente riposati. Non a caso Frontino venne scelto da Carlo Bo, storico rettore dell'universita' degli studi di Urbino, come luogo di incontri e di amicizia. Frontino, vicino alla citta' di Urbino, nella regione Marche, e' un tranquillo castello medievale di 320 abitanti situato su una collina del parco naturale del Sasso Simone e Simoncello , recentemente insignito del riconoscimento di 'uno dei borghi piu' belli d'Italia'. Vicinissimo alla Toscana, a pochi minuti dagli impianti sciistici del monte Carpegna e a un'ora di macchina dalle spiagge del mare Adriatico, e' un luogo ideale per passeggiate nella natura ed escursioni culturali in una delle piu' belle zone d'Italia. Infatti la secolare lotta per la supremazia tra le signorie rinascimentali dei malatesta di Rimini, dei Montefeltro di Urbino e dei medici di Firenze ha lasciato in eredita' a quest'area un grande patrimonio di storia e di opere d'arte. I locali della 'Rocca dei Malatesta' sono ricavati dall'antico palazzo Vandini del XV secolo, nel cuore del centro storico di Frontino, richiamando l'attenzione del visitatore all'umanesimo e al rinascimento. Il palazzo e' stato restaurato nel 1980 e trasformato in un'elegante residenza con sale finemente arredate, ristorante e albergo con 18 camere, dalle cui finestre puoi goderti un mite e rilassante panorama. Avrai l'opportunita' di vivere in una piccola, pacifica ed accogliente comunita'. La gente del Montefeltro ama la quiete e il rispetto per la natura, ha in comune con i vicini romagnoli l'ospitalita' e la simpatia nei confronti del turista senza pero' avere la medesima inventiva: non e' mai stata fatta una vera e propria promozione del territorio attraverso iniziative e strutture, sebbene vi siano parecchie attrattive storiche e naturali. Qualcosa sta cambiando negli ultimi anni, che hanno visto una costante crescita del turismo

PARCO SASSO SIMONE E SIMONCELLO

PARCO SASSO SIMONE E SIMONCELLO  Apri
Loc. CARPEGNA - MARCHE  Navigatore
39 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area San Sisto, Frontino, Montecopiolo
Il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, di 4.847 ettari, e' situato nelle Province di Pesaro-Urbino e di Rimini, ai confini con l'omonima riserva naturale toscana che ricade nel comune di Sestino (AR); compreso nell'antico territorio del Montefeltro, dista 40 km dalla costa romagnola. Il paesaggio, collinare-montuoso, e' interessato dai rilievi dei Sassi Simone e Simoncello, Monte Canale, Monte Palazzolo con quote comprese tra i 670 m s.l.m. e i 1415 m s.l.m. del monte Carpegna, vetta del parco e spartiacque tra la Valle del Foglia e la Val Marecchia

MUSEO DI VILLA PLINIO

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Loc. SAN GIUSTINO - MARCHE  Navigatore
42 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Pieve Santo Stefano, Sansepolcro, Città di Castello
Il Museo della Villa di Plinio il Giovane in Tuscis e' stato concepito come l'esposizione dei risultati delle ricerche archeologiche e topografiche che le Universita' di Perugia e di Alicante (Spagna), insieme alla Soprintendenza Archeologica dell' Umbria, hanno condotto dal 1986 al 2003 sul sito della Villa di Plinio il Giovane a San Giustino e sul tuo territorio. Partendo da cio' e' stato creato un percorso museale che presentasse il sito archeologico di Colle Plinio in relazione al paesaggio dell'Alta Valle del Tevere, mostrandone le principali caratteristiche, dall'eta' antica al secolo scorso, ed evidenziando il rapporto tra ambiente e sviluppo delle attivita' umane. IL LUOGO - Il luogo scelto per ospitare il museo e' Villa Magherini Graziani, una prestigiosa residenza collocata lungo la direttrice storica di collegamento pedecollinare tra San Giustino e Citta' di Castello, in prossimita' del nucleo di Celalba. La proprieta' e' racchiusa da un muro di cinta pentagonale e si estende su una superficie di circa 60.000 mq. (Carlo Graziani fece costruire il palazzo dall'architetto Antonio Cantagallina, discepolo del Vasari e del Bruni, nei primi anni del XVII secolo, sopra un fortilizio medievale). IL PROGETTO - Il progetto culturale originario (2001) e' stato elaborato con lo scopo di mettere in luce le evidenze archeologiche in relazione alla struttura nella quale sarebbero state ospitate, con l'intenzione di creare un felice connubio tra contenuto e contenitore, rispettando il piu' possibile l'originaria vocazione e la forma e le dimensioni dei singoli vani della villa, della quale verranno utilizzati l'intero pian terreno, gli annessi locali interrati (ex cantine) e parte del primo piano. Il percorso e' stato studiato in modo da evitare la costruzione di nuove barriere, pur garantendo una circolazione lineare e coerente. Oltre alla visita completa e' stato ideato un percorso ridotto, studiato appositamente per andare incontro alle esigenze dei piccoli visitatori del museo. Il taglio dato all'esposizione e' decisamente didattico. Il progetto presentato alla Regione nel 2001 e' stato curato da Paolo Braconi (Universita' di Perugia), J. Uroz Sa'ez e A. Poveda Navarro (Universidad de Alicante), con la consulenza scientifica di L. Bonomi Ponzi per la Soprintendenza Archeologica dell'Umbria

CESENA

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Loc. CESENA, ITALY - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
25 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Predappio, San Piero In Bagno, Bagno di Romagna
Cesena e' un comune italiano di 97 603 abitanti della provincia di Forli'-Cesena in Emilia-Romagna. Sorge sulla via Emilia (circa 18 km a sud-est di Forli', 30 km a nord-ovest di Rimini e 35 km a sud di Ravenna) in un'area geografica caratterizzata dalla presenza di numerose aziende che operano in campo agricolo, gastronomico, fitness, tecnologico; dall'esistenza di numerosi centri termali ed un'elevata qualita' della vita. E' nota come citta' dei Tre Papi, anche se diede i natali a due soli papi (Pio VI e Pio VII), mentre ospito' il vescovado di altri due (Pio VIII e Benedetto XIII)

RISERVA NATURALE REGIONALE DELL'ALPE DELLA LUNA

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Loc. PIEVE SANTO STEFANO - TOSCANA  Navigatore
34 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area San Giustino, Sansepolcro, San Sisto
La Riserva si estende su un vasto comprensorio che, dallo spartiacque dell'Alpe della Luna, degrada sia verso la Valtiberina, sia verso le Marche. La superficie complessiva e' di 1540 ettari, mentre la sua altitudine va da circa 520 a 1453 metri. Si tratta essenzialmente di un vasto territorio boscato (l'86% della superficie e' occupato infatti da boschi), con significative presenze, comunque, di ambienti non forestali. Alle quote superiori predomina la faggeta, mentre piu' in basso si trovano boschi di cerro, carpino nero, ecc. La singolarita' dell'Alpe della Luna sta nell'elevato isolamento che ha permesso di mantenere quest'area in uno stato ancora pressoche' selvaggio; non vi sono grandi strade di comunicazione, ma solo strade forestali e sentieri per l'escursionismo, e non sono presenti al suo interno insediamenti abitativi significativi

PREDAPPIO

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Loc. PREDAPPIO - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
33 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Civitella di Romagna, Forlì, Forlimpopoli
Predappio (la Pre' in romagnolo) e' un comune di 6570 abitanti della provincia di Forli'-Cesena, circa a 15 km a sud del capoluogo, Forli'. Dal punto di vista geologico le origini del territorio su cui insiste il Comune di Predappio si possono far risalire al periodo compreso fra Miocene e Pliocene. Il terreno e' costituito prevalentemente da spungone e puddinga ed appare solcato dai calanchi, le formazioni tipiche dei suoli argillosi molto degradati. Il paesaggio risulta estremamente vario, caratterizzato dall'alternarsi di collina e pianura, con fasce brulle e coltivazioni intensive di vite, frutta, cereali e foraggio. Interessante dal punto di vista naturalistico e' anche la zona delle grotte di Predappio Alta, frazione che rimase capoluogo del territorio sino al 1927 la quale, dopo essere stata luogo di estrazione dello zolfo, oggi si segnalana per la presenza di stalattiti, acque sulfuree e roccia sedimentaria tempestata di fossili; sede, inoltre, del famoso presepio artistico che ogni anno richiama in collina numerosi visitatori. La vegetazione arborea e' uno dei fattori di maggiore fascino del paesaggio predappiese: nei pressi di Predappio Alta si ergono i castagni secolari di Barberino, che per tanti anni hanno sfamato con i loro frutti la popolazione locale; a Monte Mirabello per diversi ettari si estende un bosco di pino nero nel quale crescono abbondanti i funghi; in varie localita', poi, si trovano alcuni alberi monumentali, in modo particolare roveri e roverelle, censiti a livello regionale come 'storici'. La fauna e' molto ricca : caprioli, volpi, cinghiali e piccoli mammiferi popolano i boschi e i campi del territorio, cosi' come numerose specie di uccelli, alcuni dei quali rapaci

BAGNO DI ROMAGNA

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Loc. BAGNO DI ROMAGNA FORLI-CESENA, ITALY - TOSCANA  Navigatore
9 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area San Piero In Bagno, Poppi, Civitella di Romagna
Bagno di Romagna Il piccolo borgo sull'Appennino, nel cuore della Romagna-Toscana, e' posto lungo l'E45, la strada a scorrimento veloce che collega Roma, la capitale, a Ravenna, la citta' di mare custode dei capolavori bizantini. Dista poche decine di km dalla riviera romagnola a nord e dalle citta' d'arte toscane - Arezzo e Firenze - a sud. Bagno di Romagna e' il tempio del vivere lento. La purezza degli elementi, il calore naturale delle acque, l'intensita' dei sapori, la cordialita' di una piccola comunita' di montagna e la qualita' dei servizi, frutto di una lunga esperienza, sono le anime di una terra di incontri: con la storia del lungo legame con Firenze; con il piacere del corpo, coccolato, massaggiato, cullato dalle acque termali; con la natura del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e la sua rete di borghi e sentieri; con la gastronomia, quella raffinata dei grandi chef e quella conviviale delle piccole locande; con la spiritualita' dei luoghi sacri che punteggiano i suoi dintorni. Bagno di Romagna e' il luogo del benessere per tutte le stagioni, il luogo dove terme, natura, cultura e gastronomia si intrecciano per rendere piacevole ogni momento dell'anno. Ogni tempo, ogni luce, ogni stagione e' un omaggio alla filosofia del vivere lento e bene. Quando l'inverno diventa piu' rigido, il calore delle acque termali, che sgorgano a una temperatura naturale di 45 gradi, consente di vivere il piacere nordico dei bagni all'aperto, nuotando nelle geometrie bianche della neve. Quando la primavera stimola la rinascita della natura, Bagno diventa il cuore di un universo di colori: si colorano gli alberi delle ampie distese boschive che salgono verso la Toscana, si colorano i coltivi che scendono verso la pianura romagnola, si colorano i laghi dove e' possibile pescare, campeggiare, sostare, passeggiare, prima di scendere per un rigenerante tuffo nelle piscine termali aperte fino a tarda sera

ANGHIARI

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Loc. ANGHIARI AREZZO, ITALY - TOSCANA  Navigatore
37 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area San Giustino, Pieve Santo Stefano, Città di Castello
Anghiari: il diamante arroccato della Valtiberina Le sue potenti mura duecentesche ne fecero, nel Medioevo, una roccaforte inviolabile Anghiari Bastione inviolabile grazie alle potenti mura duecentesche, Anghiari ebbe una grande importanza nel Medioevo per la sua posizione strategica. Fiera della sua toscanita', fu definitivamente consacrata alleata e testimone della civilta' fiorentina dopo la battaglia del 29 giugno 1440 che vide contrapposti gli eserciti dei Milanesi e dei Fiorentini nella piana che si apre sotto le mura del paese. La Battaglia d'Anghiari fu vinta da Firenze e celebrata da Leonardo in Palazzo Vecchio con il 'capolavoro scomparso' oggetto ancora oggi di studi e ricerche. Le piazzette ed i vicoli del paese ospitano botteghe antiquarie e laboratori di restauro del mobile; i palazzi, le chiese ed i musei conservano capolavori di pittura e di scultura. Attorniato da pievi e castelli, Anghiari emerge dal meraviglioso scenario della Valtiberina, anfiteatro naturale ricco di storia e paesaggi dalla bellezza incomparabile. Riserve naturali tutelano ecosistemi di grandissimo valore, visitabili a piedi, a cavallo o in mountain-bike attraverso una fitta rete di sentieri opportunamente segnalati. Da visitare la Riserva Naturale dei Monti Rognosi e quella della Golena del Tevere

AREZZO

     

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Loc. AREZZO - TOSCANA  Navigatore
41 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Sansepolcro, San Giustino, Piantravigne
Arezzo e' uno dei capoluoghi di provincia della regione Toscana ed e' situata nella parte meridionale di una conca tra il Valdarno e la Valdichiana. Arezzo e' una rinomata citta' d''arte immersa nel verde (il suo territorio e' prevalentemente montuoso/collinare). Originariamente era una citta' etrusca (col nome di Arretium) ed e' divenuta in seguito municipio romano. Nel I secolo a.c. divenne particolarmente celebre per la produzione di preziose ceramiche. Nei secoli successivi divenne sede vescovile e poi fu sotto il dominio di Firenze. In questa citta' sono nati molti personaggi noti dell''arte e della lettura tra cui Giorgio Vasari, Francesco Petrarca.

FORMAGGIO DI FOSSA

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Loc. SOGLIANO AL RUBICONE FC, ITALIA - EMILIA ROMAGNA  Navigatore
45 Km da RISERVA STATALE BADIA PRATAGLIA
  Area Cesena, Verucchio, Santa Giustina
Il formaggio di fossa e' anche chiamato pecorino di fossa, cacio in fossa e Ambra di Talamello. Latte: di pecora pastorizzato ed in minor misura di latte di capra ed eventualmente di latte vaccino. Contenuto di grassi e calorie: il formaggio di fossa contiene il 45% di grasso, ma ha un sapore talmente deciso da insaporire molti piatti con una quantita' minima di calorie poiche' ne bastano pochi grammi. Provenienza: il formaggio di fossa viene prodotto in Emilia Romagna nelle citta' di Rimini e Forli' (Sogliano al Rubicone); in Umbria viene prodotto a Citta' di Castello, Gubbio, Scheggia, Pascelupo e Costacciaro ; nelle Marche viene prodotto nelle province di Pesaro (Talamello, Cartoceto). Stagionalita': tutto l'anno. Reperibilita': media. Conservazione: in frigorifero a + 4, + 8 gradi. Caratteristiche: il formaggio di fossa e' un formaggio grasso, friabile, gustoso e dal profumo assai intenso ; il suo aroma richiama il profumo del sottobosco , del legno, del tartufo e del muschio; il suo sapore e' caratteristico e particolare e passa dal dolce al piccante. Storia: il formaggio di fossa e' antico e particolare, tipico di Sogliano al Rubicone nel Forlinese e conosciuto fin dal XV secolo. Il suo nome deriva dal fatto che i contadini della regione usavano nasconderlo sotto terra, a quattro o cinque metri di profondita' , in cavita' tufacee, per salvarlo dalle scorrerie dei banditi. Produzione: le forme di formaggio di fossa maturano per due o tre mesi all'aria aperta; poi, in agosto, vengono avvolte in teli bianchi, messe in una sacca, venti o venticinque per volta, avvolte nel fieno e riposte in fosse di tufo a forma di fiaschi, profonde circa 3 metri per due di diametro, dove la temperatura si aggira intorno ai 20° C e vi e' un grado di umidita' dell' 80-90 %. Prima di essere riempite, le fosse vengono pulite bruciando paglia e sterpi e poi rivestite di paglia e canne per favorire la sgocciolatura del siero ed evitare il contatto dei formaggi con le pareti della fossa. Dopo aver stivato i sacchi dei formaggi nelle fosse, queste vengono chiuse con coperchi di legno e, come vuole la tradizione, le forme di formaggio vengono chiuse nelle grotte per 90 giorni ad agosto e vi rimangono fino al 25 novembre , giorno di Santa Caterina. In cucina: per meglio gustare il sapore del formaggio di fossa e' preferibile portarlo per alcune ore a temperatura ambiente. Questo formaggio, gustato da solo, e' davvero ottimo, ma in cucina e' addirittura un vero e proprio jolly: l'abbinamento con il miele ne esalta il gusto ed e' ottimo accompagnato sia dalla composta di frutta chiamata 'savor', una preparazione a base di mosto di uva cotto a lungo con vari tipi di frutta, sia con frutta fresca o secca. E' anche un condimento ideale per aggiungere sapore a pasta, risotti , gnocchi e ravioli e per i piatti al gratin e a base di verdure. Si accompagna con vino rosso abboccato, come Valpolicella o Bardolino. Sagre: a Cartoceto (PU), l'apertura della fossa avviene l'ultima domenica di Novembre, giornata di grande festa per il paese e per gli amanti di questo indimenticabile pecorino. A Sogliano al Rubicone (FC) le fosse vengono aperte il giorno di Santa Caterina, il 25 novembre, giorno in cui le vie di questo paese si riempiono del fragrante odore del pecorino di fossa. Nel complesso, possiamo dire che il formaggio di fossa si presenta con forme irregolari e inebria per il suo particolare sapore e profumo che lo rendono inconfondibile non solo agli esperti del settore; per quanto concerne il colore, esso si avvicina al paglierino quindi una tonalita' di giallo chiaro a tratti simile a quello della paglia. Dura e robusta e' la sua pasta. A cavallo tra il mese di Agosto e l'inizio di Settembre ha inizio l'infossatura del formaggio di fossa mentre la sfossatura avviene una volta terminato il periodo di stagionatura: e' allora che viene tolta la copertura della fossa e per tradizione questo momento viene fatto coincidere con la seconda meta' di Novembre (piu' precisamente il 25 del mese nonche' giorno di Santa Caterina d'Alessandria)

Escursioni e attrazioni in TOSCANA vicino a POPPI Bagno di Romagna San Piero In Bagno Pratovecchio: 'MARRONE DEL MUGELLO IGP'   'PARCO SASSO SIMONE E SIMONCELLO'   'PARCO FAUNISTICO PIAN DEI PRATI'   'CASA VASARI'   'SAN LEO'   'AREA NATURALE PROTETTA DI INTERESSE LOCALE LE BALZE'   'MONTANA APPENNINO FORLIVESE'   'ANGHIARI: IL CENTRO STORICO'   'OLIO EXTRAVERGINE BRISIGHELLA DOP'   'LAGO DEI PONTINI E LAGO LUNGO'   'CASTELLO DI ROMENA'   'BORGO SAN LORENZO'   'CASTELLO DEI CONTI GUIDI'   'PROSCIUTTO DI CARPEGNA DOP'   'CATTEDRALE DI AREZZO'   'CASTELLO DI SAMMEZZANO'   'BRISIGHELLA'   'FRONTINO'   'PARCO SASSO SIMONE E SIMONCELLO'   'MUSEO DI VILLA PLINIO'   'CESENA'   'RISERVA NATURALE REGIONALE DELL'ALPE DELLA LUNA'   'PREDAPPIO'   'BAGNO DI ROMAGNA'   'ANGHIARI'   'AREZZO'   'FORMAGGIO DI FOSSA'  

TOSCANA


Il nome di questa regione deriva dai suoi antichi abitanti, i Tusci, nome che venne dato agli Etruschi dai Romani. La Toscana è situata nell'Italia centrale e si estende dall'Appennino al mare Tirreno. I paesaggi, il patrimonio artistico e le importanti città, prima tra tutte Firenze, rendono la Toscana una protagonista indiscussa nel panorama turistico mondiale. In questa regione la natura presenta tanti diversi volti, a cominciare dal litorale che alterna spiagge lunghe e sabbiose, come quella versiliese, con scogliere rocciose e scoscesi promontori. Incomparabili sono le isole dell'Arcipelago Toscano, circondate dalla vegetazione mediterranea, da un mare cristallino e da ricchi fondali. Panorami di natura incontaminata si possono ammirare sulle Alpi Apuane e in numerose aree protette, tra cui la laguna di Orbetello che ospita numerose specie di uccelli migratori, tra cui gli aironi rosa. Ma i paesaggi più caratteristici della regione sono quelli che fondono armoniosamente la bellezza della natura con la millenaria presenza dell'uomo. Lo splendido Golfo di Baratti e i siti di Vetulonia e Pitigliano custodiscono necropoli e testimonianze della civiltà etrusca, mentre Roselle e Cosa restituiscono i ricordi di età romana. E poi, borghi medievali, cittadine ricche di storia, castelli e sistemi di fortificazione, chiesette rurali (le cosiddette 'pievi') e suggestive abbazie, come quella di Sant'Antimo, sono presenti su tutto il territorio e i loro profili si stagliano nei paesaggi delle Crete Senesi, della Val d'Orcia, della Garfagnana, del Chianti e della Maremma. Numerose sono infine le fonti di benessere: Montecatini, Saturnia, Montepulciano, Monsummano e Bagno Vignoni che, grazie alle acque termali e ai centri attrezzati per ogni tipo di trattamento, offrono vacanze all'insegna del relax.

Da Vedere: Chianti: Si tratta di una rinomatissima regione collinare che si trova tra Firenze e Siena ad ovest dell'Arno. E' una celebre zona vinicola dove si produce il vino omonimo, apprezzato e gustato in ogni parte del mondo. Questa zona è caratterizzata da dolci e verdi colline con campagne bellissime che offrono vigneti, uliveti e macchie di bosco di rara bellezza. Il Chianti è caratterizzato da piccoli villaggi caratteristici e poderi immersi nel verde che lo rendono una mèta turistica molto ambita (anche grazie all'estrema vicinanza con le bellissime città d'arte Firenze e Siena). Tra i borghi più importanti di questa zona vi segnaliamo Greve in Chianti, Panzano e Castellina in Chianti. Pienza: Pienza è una cittadina toscana in provincia di Siena che si trova su un colle che domina la valle del fiume Orcia. Originariamente si chiamava 'Castello di Corsignano' e più tardi fu battezzata col nome Pienza da Papa Pio II Piccolomini (Pienza significa città di Pio). Nel XV secolo per volere di Papa Pio II Piccolomini vennero costruiti i principali palazzi ed il duomo, e sostituite le case medievali del centro cittadino. Tutto il borgo è molto grazioso e piacevole da visitare, in particolare il duomo, il Museo Diocesano ed il palazzo Piccolomini. Si può visitare inoltre il Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d'Orcia: il territorio del Parco è costituito da tutto il territorio comunale di Pienza, San Quirico d'Orcia, Montalcino, Radicofani e Castigliore d'Orcia. San Gimignano: borgo medievale in provincia di Siena situato su un colle da dove si può ammirare la Val d'Elsa. Originariamente fu sede di un villaggio etrusco ma ebbe il suo maggior sviluppo proprio nel periodo medievale in cui ci fu una fiorente attività artistica le cui opere si possono ammirare ancora oggi. Questa cittadina ebbe l'onore di ospitare il famoso poeta Danta Alighieri, ambasciatore della lega guelfa toscana. San Gimignano ha mantenuto pressoché intatta la sua struttura trecentesca ed è caratterizzata dalla presenza di 15 magnifiche torri, dalle bellissime piazza del Duomo e Piazza della Cisterna. Sono da ammirare anche il Palazzo del Podestà, il Palazzo Comunale, la chiesa di Sant'Agostino e la Rocca pentagonale fatta demolire dai medici nel XVI secolo. San Gimignano è molto famosa anche per la produzione di un vino da poco divenuto DOCG: la Vernaccia di San Gimignano. Viareggio: Cittadina in provincia di Lucca che si trova sulle coste della Versilia, una celebre regione turistica che si trova tra il Mar Tirreno e le Alpi Apuane. E' uno dei centri belneari più conosciuti della Toscana e molti stabilimenti hanno conservato le loro caratteristiche originarie. E' molto importante e conosciuto anche il carnevale che si celebra con il corteo di bellissimi carri allegorici e sfilate in maschera. Firenze: è il capoluogo della regione Toscana ed è famosissima in tutto il mondo per il suo inestimabile patrimonio artistico. In questa città sono vissuti artisti formidabili come Giotto, Masaccio, Donatello, Michelangelo e Leonardo. Le loro opere sono raccolte nei numerosi musei presenti nella città. Sono presenti splendide opere architettoniche come il Duomo, il Battistero, Santa Maria Novella, Palazzo Pitti, Palazzo Strozzi e celebri musei quali la Galleria degli Uffizi, la Galleria dell'Accademia. Da ammirare inoltre Piazza della Signoria e Ponte Vecchio. Siena: è uno dei capoluoghi della Toscana conosciuta come una delle città più belle al mondo. Possiede bellissimi monumenti ed opere d'arte dei maggiori artisti che siano mai esistiti. Sicuramente da visitare Piazza del Campo, luogo dove si svolge il celeberrimo Palio Storico ed il bellissimo Duomo.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica toscana è una cucina semplice, genuina e sobria basata su alimenti di qualità come il pane (fatto senza sale) e l'olio extravergine di oliva. Tra i piatti tipici si trovano i buonissimi antipasti di terra a base di squisiti salumi e crostini fatti col pane toscano: molto famosi sono i 'crostini di fegatini'. Tra i primi piatti vi segnaliamo la 'pappa col pomodoro' a base di pomodoro cucinato con aglio, basilico e pepe. Famosissime sono le zuppe toscane tra cui prevale su tutte la 'ribollita' . Tra le pastasciutte le più famose sono senza dubbio le 'pappardelle alla lepre', pasta condita con sugo di lepre cotta nel vino rosso, olio e pomodoro. Altre pietanze molto conosciute sono la bistecca alla fiorentina (carne rigorosamente proveniente dai bovini di razza Chianina) e la trippa. Tra i piatti tipici si trovano anche molte specialità a base di pesce tra cui il famoso 'cacciucco' piatto simbolo della città di Livorno oppure le 'triglie alla livornese' (con pomodoro e piselli). Tra i dolci vi sono i 'ricciarelli' ed il 'Panforte'di Siena, i 'cantuccini' di Prato, i brigidini di Pistoia, il castagnaccio (a base di farina di castagne con pinoli ed uvetta), il bucellato (dolce lucchese all'anice, uvetta e canditi vari). Per quanto riguarda i vini la Toscana costituisce un capitolo a sé: ne esistono tantissime varietà e tutte molto rinomate e conosciute. Troviamo il Chianti, il Montepulciano, il Brunello di Montalcino, la Vernaccia di San Gimignano, il Galestro ed il rosso delle Colline Lucchesi. Ultimo ma non meno importante il Morellino di Scansano, vino dal colore rosso rubino brillante e dal sapore intenso e fruttato. Ideale se abbinato a carni rosse.