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  NURAGHE IS PARAS


NURAGHE IS PARAS

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a ISILI CA, ITALIA Gergei Laconi Orroli

PECORINO SARDO DOP

PECORINO SARDO DOP  Apri
Loc. ARITZO - SARDEGNA  Navigatore
24 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Austis, Laconi, Sadali
  Brochure PDF
Il Pecorino Sardo e' uno dei formaggi piu' antichi della Sardegna e vanta una lunga storia, che affonda le sue radici ai tempi della popolazione Nuragica: popolazione dedita all'allevamento degli ovini piuttosto che all'agricoltura. Ai tempi dei Cartaginesi, e poi dei Romani, la Sardegna divenne uno dei maggiori centri di produzione di grano del Mediterraneo. I boschi lasciarono cosi' posto al grano, ma anche al pascolo, il quale si diffuse rapidamente grazie alle particolari e favorevolissime condizioni ambientali e climatiche dell'isola in cui prati naturali, ricoperti da una variegata e ricca vegetazione cespugliosa rappresentarono allora, esattamente come oggi, una importantissima fonte alimentare per gli ovini allevati nell'isola. Le prime precise notizie storiche sulle antiche origini del Pecorino Sardo DOP risalgono alla fine del '700. I formaggi di cui si parla erano denominati i Bianchi, i Rossi Fini, gli Affumicati, la Fresa e lo Spiatatu. Tra questi, il Rosso Fino e l'Affumicato possono essere considerati i progenitori del Pecorino Sardo. Tali formaggi venivano ottenuti da latte crudo o da latte riscaldato con pietre arroventate immersevi a tale scopo. Con il passare dei secoli le tecniche di lavorazione si affinano e gli insegnamenti della tradizione man mano si fondono con nuove e piu' innovative pratiche di trasformazione. E' soprattutto tra la fine dell'800 e gli inizi del &900 che cominciano a diffondersi nuovi metodi di produzione del Pecorino Sardo: si introduce l'uso del termometro, la filtrazione del latte, l'impiego di caglio liquido titolato e macchinari moderni. Vengono inoltre introdotte importanti innovazioni tecnologiche per il miglioramento delle condizioni igieniche di trasformazione, la razionalizzazione dei trattamenti termici, la semicottura, l'uso di innesti naturali di batteri lattici e del caglio. E cio' in ragione del fatto che i nuovi e piu' ampi mercati che si aprono all'orizzonte, richiedono prodotti sicuri dal punto di vista igienico-sanitario, con qualita' organolettiche definite e di facile comodita' d'uso. Per tale ragione a partire dagli anni '60, si assiste ad un affinamento continuo della tecnologia caratteristica di produzione del Pecorino Sardo che arriva sino ai giorni nostri, ma sempre nel pieno e piu' completo rispetto degli insegnamenti della tradizione. Il Pecorino Sardo Maturo, e' di forma cilindrica a facce piane con scalzo diritto. La crosta e' liscia, consistente, di colore bruno nelle forme piu' stagionate. La pasta e' bianca, tendente con il progredire della stagionatura al paglierino, compatta o con rada occhiatura, dal gusto forte e gradevolmente piccante. Le forme, di stagionatura non inferiore ai 2 mesi, pesano intorno ai 3Kg, ma possono raggiungere anche i 4 Kg Il Pecorino Sardo Dolce ha forma cilindrica a facce piane con scalzo diritto o leggermente convesso; presenta una crosta liscia, sottile e di colore bianco o paglierino tenue. La pasta e' bianca, morbida, compatta o con rada occhiatura, dal sapore dolce e aromatico. Le forme, la cui maturazione va dai 20 ai 60 giorni, pesano intorno ai 2 Kg. Tutte le forme di Pecorino Sardo Dop Dolce e Maturo vengono immesse al consumo con il marchio della Denominazione disposto a raggiera ed un bollino numerato che identifica univocamente ciascuna forma: - il BOLLINO VERDE contraddistingue le forme di PECORINO SARDO DOLCE; - il BOLLINO BLU le forme di PECORINO SARDO MATURO

MASSICCIO DEL GENNARGENTU

MASSICCIO DEL GENNARGENTU  Apri
Loc. MASSICCIO DEL GENNARGENTU, PARCO NAZIONALE DEL GENNARGENTU, VILLAGRANDE STRISAILI OG, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
36 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Aritzo, Urzulei, Gavoi
Cime dalle tonalita' argentate modellano il profilo montuoso del Gennargentu, porta d'argento: un complesso montuoso articolato in una serie di propaggini (di cui una e' il Supramonte) che arrivano a nord quasi fino a Nuoro, a sud fino alla vallata del Flumendosa, in direzione est ovest vanno dal Tirreno al Tirso. Vi si originano i principali corsi d'acqua che discendono verso la costa orientale sarda, come il Cedrino e il Flumendosa. Le vette piu' elevate sono il Bruncu Spina (1829 m) e Punta La Marmora (1834 m): qui e' possibile sostare per godere di una vista che spazia a 360░ su un panorama estremamente suggestivo. Il Gennargentu offre uno degli scenari naturalistici piu' caratteristici della Sardegna: e' un vasto territorio in gran parte incontaminato e selvaggio, frequentato da una fauna di notevole pregio naturalistico, dove non mancano profonde gole e canyon. Nel cielo e' possibile avvistare gli eleganti volteggi dell'aquila reale e del Bonelli, del nibbio reale, grifone, mentre la zona e' frequentata dal cinghiale, volpe, martora, gatto selvatico. Prezioso anche il repertorio botanico, che annovera roverelle secolari, lecci, tassi, castagni, noccioli, ginepri nani, timo, elicriso, santolina. Per quanto concerne la morfologia geologica, il complesso montuoso e' dominato dallo scisto, a volte accompagnato dal granito, entrambi risalenti all'Era Primaria. Sono invece piu' recenti le aree calcaree dei tacchi e toneri, formatesi in Era Secondaria. Le aree protette si trovano nelle valli e montagne di Uazzo (Tonara e Belvi') e Funtata Cungiada (Aritzo). Tascusi' e' un punto interessante per visitare il versante sud-occidentale del Gennargentu. La zona, conosciuta come Gennargentu di Desulo, e' punteggiata di interessanti vestigia archeologiche: presso il passo di Tascusi' si trova il nuraghe Ura 'e sola, ubicato ad un'altezza di circa 1331 metri. Dal passo, in direzione orientale, si dipartono due strade: quella piu' settentrionale percorre la valle del Rio Aratu, con splendidi punti panoramici. Passando sotto Monte d'Iscudu (1599 metri), dopo aver percorso una breve strada, si puo' raggiungere il Bruncu Spina, alto ben 1829 metri

SORRADILE

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Loc. SORRADILE - SARDEGNA  Navigatore
43 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Bidoný, Nughedu Santa vittoria, Norbello
Lungo la Strada Provinciale 15, sulle pendici di una collina, si distende il paese di Sorradile a 356 metri s.l.m., piccolo centro della provincia di Oristano, da cui si gode un incantevole panorama sulle vallate sottostanti e sul lago Omodeo, offrendo uno spettacolo unico e affascinante, in un territorio ricco di vegetazione e fonti d'acqua. A vederlo alto contro il cielo, il paese appare singolarmente esteso, sorprende infatti scoprire che oggi, non abbia piu' di 490 abitanti. Il Comune di Sorradile e' situato nella regione storica del Barigadu, in passato svolgeva un importante ruolo di 'cerniera' tra pianura e montagna; geograficamente occupa una posizione centrale rispetto ai paesi confinanti. Il territorio e' composto prevalentemente da boschi di querce secolari e abbondanti sorgenti di acqua cristallina. Si estende in una fascia altimetrica di 110 metri s.l.m. lungo il lago Omodeo, che presenta sponde sabbiose e pietrose, ricche di arbusti tipici delle zone umide. I corsi d'acqua perenni sono il fiume Tirso e il fiume Taloro che confluiscono nel bacino artificiale dell'Omodeo, a lungo considerato il piu' grande lago artificiale d'Europa. Primato che pero' non ha portato benefici all'intero paese, poiche' con l'invaso, si sono dovuti sacrificare buona parte delle terre migliori, quelle pianeggianti e grasse del fondovalle. Il paesaggio e' unico nel suo genere, infatti, nei mesi di settembre ed ottobre, se la stagione e' stata secca e avida di piogge, il lago e' praticamente asciutto e si puo' ammirare la foresta fantasma. Si tratta di un luogo molto suggestivo, sia perche' si puo' camminare sul fondo del lago, sia perche' e' possibile ammirare i maestosi alberi che paiono pietrificati. Il Comune di Sorradile possiede un'isola amministrativa territoriale, al confine con la provincia di Nuoro, nella localita' Salto di Lochele, caratterizzata da un territorio aspro e ricco di vegetazione. Suggestiva e' la gola che taglia il territorio ospitante il fiume Taloro, affluente al lago. Sorradile vanta di un bellissimo panorama, ammirabile da qualsiasi scorcio, grazie all'impostazione delle costruzioni a terrazze (con nuclei abitativi a piu' livelli fuori terra), e di una suggestiva struttura, con il borgo antico formato da case caratterizzate da sfumature e decorazioni di trachite rossa. La strada principale, (SP15) presso la quale si sviluppano le costruzioni, crea due agglomerati distinti. Quello a monte e' ancora chiamato 'corte &e susu' e si trova a ridosso del verde pendi'o sovrastante l'abitato. Qui si puo' visitare la chiesa di San Michele Arcangelo, un'antica chiesetta di impostazione romanica il cui primo impianto risale all'epoca antecedente il secolo XI. Gli anziani raccontano che essa rappresentava la chiesa parrocchiale finche' non fu costruita la chiesa di San Sebastiano Martire.

SARDARA

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Loc. SARDARA MEDIO CAMPIDANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
29 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Collinas, Sanluri, Masullas
Il comune di Sardara sorge arroccato su di uno sperone al centro della fertile pianura del Campidano. Situato nella Bassa Marmilla e' uno dei venti paesi piu' importanti della nuova provincia del Medio Campidano. La sua posizione, sul limite di confine della provincia di Cagliari con la provincia di Oristano, ha da sempre avuto un'importanza strategica che ne ha favorito lo sviluppo. Storicamente apparteneva alla curatoria di Bonorzuli ed e' caratterizzato per la presenza del castello di Monreale, sulla collina omonima, per lo stabilimento di acque termali sulle antiche thermae romane e per il complesso nuragico-fenicio-punico di S. Anastasia nel centro dell'abitato. Sardara e' da sempre paese rurale e agricolo per le sue belle campagne, per la pianura che si apre da Sanluri ad Uras, insinuandosi fino a Pabillonis e San Gavino e per il suo sistema collinare che, oltre al Monreale, si sviluppa fino ai confini di Mogoro, Collinas e Villanova. Il centro abitato, ai piedi della collina di su Sibizziri, nella parte piu' antica, offre dal poggio antistante un panorama veramente gradevole. Nel centro storico si ritrovano alcune delle architetture tipiche del Campidano meglio conservate e valorizzate in assoluto. Le case a corte fanno bella mostra di se' con i loro portali padronali, curati e impreziositi con orgoglio dai proprietari. Molti, conservano ancora inciso sull'architrave il simbolo d'appartenenza corporativa come fabbri, sellai e vignaioli. Le strade, linde e ordinate, acciottolate o lastricate, ci restituiscono atmosfere d'altri tempi. Interessanti dal punto di vista geologico le discariche di due miniere situate in una zona poco distante dal centro abitato che presentano una serie di filoni di barite e fluorite incassati negli scisti di origine paleozoica. Sardara e' famosa anche per la presenza nel suo territorio delle Terme di Santa Maria Acquas, immerse in un bosco di eucalipti distante appena due chilometri dal centro abitato, che sfruttano fin da tempi antichi alcune sorgenti di acque mineralcarbonato-alcaline, che sgorgano a temperature vicine ai 60 and 70 gradi centigradi

SANLURI

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Loc. SANLURI - SARDEGNA  Navigatore
27 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Sardara, Collinas, Gergei
In una terra autentica come la Sardegna, selvaggia e invitante allo stesso tempo, ogni paese immerso tra la vegetazione ha una propria anima caratteristica, fatta di tradizioni originali ma anche di una storia comune. Sanluri, centro sardo di quasi 9 mila abitanti, sembrerebbe un agglomerato di case e strade fra tanti, ma a guardarlo da vicino ci si accorge del suo sapore unico, che profuma di macchia mediterranea e affonda le radici in un'epoca lontana. Capoluogo, insieme a Villacidro, della giovane provincia del Medio Campidano, Sanluri se ne sta nell'entroterra della Sardegna a circa 135 metri s.l.m. I numerosi reperti rinvenuti in zona nel corso degli anni testimoniano la presenza umana sin da eta' remote, certamente dal periodo nuragico, e furono innumerevoli i popoli che solcarono queste terre, ad esempio il popolo romano. Eppure il capitolo piu' interessante della storia locale comincia col Medioevo, quando il borgo fu nominato capoluogo della Curatoria di Nuraminis nonostante le sue dimensioni modeste: era la posizione strategica a farne un punto particolarmente ambito, e si protrassero a lungo le guerre tra Aragonesi e Sardi per aggiudicarselo. Furono i primi, sotto la guida di Martino il Giovane, ad avere la meglio nel 1409, sconfiggendo i Sardi e distruggendo il borgo, che venne ripristinato insieme al castello solo dopo la morte del comandante. Proprio il castello costituisce la testimonianza piu' preziosa di questo borgo contadino, da sempre basato sull'agricoltura e la pastorizia, il cui nome significa probabilmente &su logu de su lori' ovvero &il luogo del grano'. Oggi tuttavia prendono piede anche la piccola industria, il commercio e i servizi, e il turismo cresce a poco a poco grazie alla presenza di alcune architetture rilevanti. Il Castello Giudicale Villasanta, infatti, non e' un semplice maniero fra tanti, ma l'unico maniero medievale ancora intatto e abitabile in tutta la Sardegna. Situata nel cuore del borgo, la fortezza venne costruita tra il XII e il XIV secolo e gli Aragonesi si limitarono ad ingrandirla; oggi e' proprieta' della famiglia Villasanta e si compone di due edifici dall'aspetto piuttosto differente, uno con ampie finestre e l'altro con anguste feritoie, utilizzati rispettivamente ad uso civile e militare. Oggi nessuno vive nel castello, ma vi e' stato allestito il Museo Risorgimentale &Duca d'Aosta' con pezzi d'arredo, opere d'arte e cimeli vari risalenti al XIX secolo e all'inizio del Novecento, riguardanti principalmente il tema della guerra. Fu il Duca d'Aosta a incaricare il generale sardo Nino Villasanta di trovare un edificio adatto alla collezione, e a giudicare dal grande successo di pubblico si puo' dire che la scelta fu felice: oggi sono almeno 20 mila l'anno i turisti che visitano il museo

COLLINAS

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Loc. COLLINAS MEDIO CAMPIDANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
26 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Sardara, Masullas, Sanluri
Il nome originario del villaggio era 'Forru' fino a quando il 24 gennaio 1863, il sindaco in carica Giovanni Battista Tuveri, noto giurista, filosofo e parlamentare, propose di modificare il nome a causa di disguidi postali con il paese vicino, chiamato Villanovaforru. Furono fatte diverse proposte e alla fine si scelse Collinas per via delle colline che circondano il paese. Non vi e' certezza sull'origine esatta del nome Forru, probabilmente derivava dal latino forum (perche' denotava la sua posizione in una piccola valle tra le colline), oppure da termini che indicavano i forni utilizzati per preparare le terrecotte o fondere i metalli, segno della forte vocazione artigianale della zona. Il paese di Collinas, e' situato nel Medio Campidano, ubicato al fondo della Valle della Marmilla orientale. Nel suo territorio, si ritrovano importanti testimonianze archeologiche che vanno dal periodo preistorico a quello romano, segno di una continuita' storica nell'abitazione del paese. La storia del territorio di Collinas affonda le sue origini nell'epoca preistorica e nuragica, come testimonia la presenza di numerosi reperti nuragici, soprattutto nella zona di Sedda sa Caudeba e sull'altipiano di Pranu Mannu. La presenza di ruderi di una stazione termale denotano invece la piena attivita' della zona, durante l'epoca romana, ma fu principalmente durante il medioevo, che Collinas inizio' ad assumere i connotati di paese, riconoscibili ancora ai nostri giorni, nella sua struttura urbana. L'antico borgo faceva parte prima della curatoria di Marmilla e poi della curatoria di Montis o Montangia, nel Regno giudicale di Arborea. Nel 1324 nacque il Regno catalano & aragonese di Sardegna e le rendite del feudo vennero concesse dal re di Arborea Ugone II, a Guglielmo Oulomar. A causa della guerra tra il Regno di Sardegna e il Regno di Arborea gli Oulomar persero il controllo del feudo. Collinas, entrato a far parte del Regno di Sardegna, venne amministrato dalla Corona fino al 1430, quando l'intera curatoria venne concessa a Eleonora Manrique per le sue nozze con Berengario Bertran Carroz e venne quindi annessa alla contea di Quirra. Nel 1511 Collinas passo' sotto Guglielmo Raimondo Centelles che lo mantenne fino al 1674, quando venne acquisito da Francesco Pasquale Borgia. Il feudo fu concesso ai Catala' e nel 1798 fu acquistato dagli Osorio che lo tennero fino al riscatto del 1838. Con regio decreto del 1863 il paese cambio' il nome da Forru in Collinas. Oggi, Collinas appartiene alla Diocesi di Ales & Terralba

PARCO ARCHEOLOGICO PRANU MUTTEDU

PARCO ARCHEOLOGICO PRANU MUTTEDU  Apri
Loc. GONI CAGLIARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
24 Km da NURAGHE IS PARAS
Altitudine: 505 mt. s.l.m.  Area Orroli, Isili, Sadali
Il Parco archeologico di Pranu Muttedu sorge su una vasta area caratterizzata da un'alta concentrazione di menhir, la maggiore della Sardegna, e da una serie di sepolture megalitiche del tipo a circolo. I menhir sono in tutto circa sessanta e si trovano disposti in allineamenti, tra i quali il piu' importante e' quello formato da 20 menhir, a gruppi di tre, a coppie, o piu' raramente isolati; spesso si trovano inoltre posti davanti alle tombe. Le tombe piu' caratteristiche sono quelle a tumulo (cioe' che in origine erano ricoperte da un tumulo di terra), costruite con blocchi di pietra e formate da un atrio, un corridoio d'ingresso e una camera di forma quadrangolare, mentre il muro perimetrale e' a pianta circolare e spesso sono circondate da circoli piu' ampi. Ci sono pero' anche tombe a domus de janas, finemente scavate nella roccia. La tomba piu' monumentale ed importante, la tomba II, considerata dagli studiosi come il fulcro dell'intera area sacra, forse tomba di un capo divinizzato, presenta elementi sia delle domus de janas che delle tombe a circoli. Per costruirla furono trasportati da un luogo lontano due enormi blocchi di pietra, assestati uno dietro l'altro, e scavati come le domus de janas, ai quali furono collegate altre parti costruite con blocchi piu' piccoli. Dopo che fu deposto il corpo tutta la struttura fu coperta da un tumulo di terra e circondata da cerchi di pietre, davanti all'entrata fu posto un menhir di piccole dimensioni e tutto intorno fu costruito un ulteriore circolo del diametro di circa 30-35 m, che ha quasi al centro un altro piccolo cerchio di pietre, mentre a sud del grande cerchio c'e' un rettangolo chiuso. Altre due tombe particolari sono la tomba IV, detta la triade, perche' vi e' posta davanti una triade formata da tre menhir, e la tomba V, detta nuraxeddu, che si caratterizza per avere la camera di forma rettangolare, costruita molto accuratamente con blocchi di pietra squadrati di dimensioni medio-grandi. Le indagini archeologiche condotte nel sito negli anni 80' hanno restituito numerosi reperti di eta' Neolitica ed Eneolitica, in gran parte riferibili Cultura di Ozieri (3200-2800 a.C. ) e hanno portato all'interpretazione del sito come area sacra, in parte probabilmente destinata al culto degli antenati, come sembra suggerire la presenza di tombe cosi' monumentali, in parte a riti e cerimonie di altro tipo, forse legate alla religiosita' agreste e fertilistica delle popolazioni dell'epoca

MASULLAS

MASULLAS  Apri
Loc. MASULLAS ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
28 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Collinas, Sardara, Sanluri
Scenari bucolici e dolci colline tondeggiandi sono lo sfondo perfetto di una Sardegna, ancora poco esplorata, dove la natura ha totale liberta' di espressione. Masullas sorge nel paesaggio tipico della Marmilla: verde, collinare e per lo piu' incolto. Il suo territorio si estende per 18,88 kmq, e' di forma trapezoidale ed e' limitato a nord dai comuni di Siris e Pompu, a est da quelli di Simala, Gonnoscodina e Gonnostramatza, a sud da Mogoro e a ovest da Uras e Siris. Al suo interno scorre il Rio Mannu, fiume a carattere torrentizio che va a sfociare nel lago artificiale di Mogoro, realizzato nel periodo fascista per attuare la bonifica di Arborea. Nella parte nord-occidentale del territorio comunale di Masullas si trova il giacimento di ossidiana di Conca Cannas, che alcuni studiosi definiscono come il piu' grande e interessante di tutto il Monte Arci. Sono di rilevante interesse le forme rocciose presenti in localita' Su Columbariu che si distinguono per l'intensa tafonatura, presente su una parete verticale alta circa 80 metri. Masullas e' situato all'interno del Parco Regionale del Monte Arci che rappresenta un ecosistema di fondamentale importanza per tutta la zona della Marmilla. Il parco & ricco concentrato di flora e fauna & presenta specie endemiche particolarmente rare e determinanti per la sopravvivenza della biodiversita' locale, tra cui si ritrovano lecci, sugheri, ginestre, mirti, tamerici africane e corbezzoli, per quanto riguarda la flora. La fauna e' invece caratterizzata da cinghiali, raganelle tirreniche, diversi tipi di farfalle, corvi imperiali, gechi verrucosi e diverse specie di serpenti, tra cui il biacco. Il parco del Monte Arci e' un luogo ideale per escursioni e itinerari nella natura, per gli amanti della montagna e del trekking, offrendo scenari estremamente suggestivi, momenti di degustazione, cosi' come la possibilita' di scoprire di piu' sulla storia locale, grazie ai siti archeologici e ai monumenti storici. Una volta lasciati i sentieri, ci si addentra nel cuore dell'antico Borgo Autentico di Masullas. Il centro storico si articola attraverso una serie di viottoli che raccordano i quattro edifici religiosi presenti con le abitazioni costruite in arenaria locale. Questo piccolo centro, nei secoli passati, era abitato da proprietari terrieri. Infatti, buona parte del territorio era come tutt'oggi, utilizzato per la cerealicoltura. La principali famiglie locali come i Coni, i Diana e i Salis vantavano di origini nobiliari e oggi, rimane forte la loro testimonianza soprattutto nel palazzo settecentesco denominato 'Casa Eredi Niccolo' Salis', momentaneamente in fase di restauro.

FORESTA DI MONTARBU

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Loc. SEUI - SARDEGNA  Navigatore
27 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Sadali, Ulassai, Aritzo
La foresta di Montarbu si estende su una superficie di 2765 ettari e costituisce una delle piu' belle e meglio conservate foreste di tutta la Sardegna. La parte piu' antica della foresta fu venduta dalla Cassa di Credito Agrario di Cagliari all'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali. In seguito alla costituzione della Regione Autonoma della Sardegna la foresta demaniale di Montarbu divenne patrimonio regionale. Nel 1965 il Comune di Seui alieno' altri 1100 ettari all'Azienda Demaniale (ora Ente Foreste della Sardegna). Nel cantiere forestale di Montarbu attualmente sono occupati 37 dipendenti piu' altri 9 semestrali. Si stende a Est di Seui, alla falde meridionali dei monti di Montarbu e del Tonneri. Il corso del Flumendosa la divide dal grande massiccio del Gennargentu. La parte centrale della foresta e' costituita da un altopiano calcareo di circa 1000 metri di quota. E' una vasta area caratterizzata dalla presenza dei Tacchi calcarei che dominano con le loro pareti verticali profonde vallate solcate dai ruscelli immissari del Flumendosa, nonche' una zona ricca di acque grazie alle numerose sorgenti che talvolta formano belle cascate in mezzo al verde (come la cascata di Middai). La Foresta di Montarbu ha rilevante valenza naturalistico-ambientale: le sue caratteristiche morfologiche, la presenza del bosco e il regime protezionistico vigente da tanto tempo, hanno impedito la scomparsa di molte specie sia animali che vegetali, le quali rivestono grande importanza dal punto naturalistico, storico e scientifico. Inoltre nel 1980 l'intera superficie della foresta e' diventata oasi di protezione faunistica. La vegetazione varia a seconda del terreno, dell'altitudine e dell'esposizione. Nei versanti piu' freschi e' possibile trovare tra i lecci anche i carpini neri e in alcune zone circoscritte l'agrifoglio, il tasso e l'orniello. In prossimita' delle vette prospera la gariga, boscaglia con associazione di lecci, conifere e arbusti sempreverdi quali l'elicriso, il timo e il ginepro nano. Mentre piu' in basso il corbezzolo, l'erica, il ginepro, il lentisco e il terebinto creano la classica fascia di macchia mediterranea. Oltre che dalla presenza di endemismi botanici si caratterizza anche per la presenza di rare specie faunistiche. Montarbu e' l'habitat di mufloni, di cinghiali, gatti selvatici, volpi e pure dell'aquila reale, della martora, della donnola, dell'avvoltoio monaco, del grifone, del ghiro, del cervo ecc

BIDONI

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Loc. BIDONI ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
44 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Sorradile, Nughedu Santa vittoria, Norbello
Il Comune di Bidoni' e' situato nel cuore della Sardegna, a 260 metri sul livello del mare. E' posto all'interno dell'area geografica del Barigadu ed e' il centro che, in via piu' diretta, si affaccia sul lago Omodeo, da cui si gode di un panorama meraviglioso. Il territorio di questa regione presenta le caratteristiche di un altopiano trachitico-tufaceo, con una vegetazione tipica della macchia, inframmezata da radure di media estensione, utilizzate soprattutto per i pascoli del bestiame. Le specie arboree predominanti sono il leccio e il sughero. Circondato dalla catena dei monti del Marghine, Bidoni' presenta un centro ricco di storia, con il famoso Tempio di Giove, unico nel panorama architettonico di tutta l'isola. L'origine del nome e' data dall'e di due parole fenicie: 'beth' che significa paese, 'oni'' che significa fonte, per indicare quindi la zona particolarmente ricca di acque, grazie alla vicinanza del lago Omodeo che ad oggi rappresenta, non solo uno dei piu' importanti laghi artificiali d'Europa, ma soprattutto un ecosistema di rilevanza fondamentale per il sistema ambientale di questa regione. Il territorio di Bidoni' presenta numerose attrattive sia di carattere naturalistico, che storico, archeologico e culturale. Primo tra tutti e' sicuramente il lago Omodeo, bacino artificiale tra i piu' estesi in Europa. Creatosi dallo sbarramento del fiume Tirso, la sua costruzione fu completata nel 1924, con lo scopo di regolamentare le piene del fiume, produrre energia elettrica e irrigare la pianura del Campidano. Oltre a rappresentare una grandiosa opera di architettura, il lago Omodeo riveste un' imporanza strategica per tutto il territorio, creando un ecosistema ricco e variegato di specie. Le formazioni boschive situate sulle sue sponde sono caratterizzate soprattutto da lecci, roverelle, sugheri, pioppi bianchi, olmi, tamerici e allori. Le specie faunistiche sono invece costituite in gran parte da uccelli, come la ghiandaia marina, il falco pescatore, quello pellegrino, gallinelle d'acqua, aironi e germani. Il lago rappresenta quindi un'importante attrazione turistica, come sede di numerosi sport acquatici, tra cui conottaggio, windsurf, sci d'acqua e pesca sportiva. Per quanto riguarda l'architettura religiosa, degna di menzione e' la chiesa di San Pietro, un esempio di stile romanico-toscano conservatosi senza alterazioni. Nel secolo scorso continuava ad accogliere le sepolture e nei suoi dintorni affioravano gli antichi ruderi del monastero benedettino cui era annessa. Dedicata a San Pietro, la sua ricostruzione risale al 1200. E ancora la chiesa Santa Maria di Ossolo, novenario campestre di primo impianto medievale situato a circa due chilometri dal paese, e' stata ricostruita e ampliata nel 1600. Secondo la tradizione orale, la chiesa sarebbe sorta per atto di devozione alla Vergine da parte di un soldato di Bidoni', che avrebbe combattuto contro i Mori. Infine, vi e' la chiesa di S.Giovanni Battista, ricostruita nel 1970, sullo stesso impianto di quella antica. Il primo edificio fu eretto, in forme tardo gotico-aragonesi in posizione scenografica, accentuata da una scalinata, verso la meta' del secolo XVII, ma fu demolito nel 1966

ORROLI

ORROLI  Apri
Loc. ORROLI - SARDEGNA  Navigatore
14 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Goni, Isili, Sadali
  Brochure PDF
Il territorio di Orroli sorge nella zona del Sarcidano e ospita uno tra i piu' importanti nuraghi della Sardegna & il nuraghe Arrubiu (l'unico pentalobato dell'isola) & oltre a due laghi artificiali creati dalle dighe sul Flumedosa e sul Mulargia. Nel paese sono presenti numerose attivita' ricettive quali bed and breakfast e alcuni hotel costruiti secondo l'antica tradizione dei rifugi dei pastori e nell'assoluto rispetto ambientale utilizzando le numerose abitazioni padronali di impianto tradizionale sardo, con corte interna spaziosa, magazzino per le provviste e animali, arco d'ingresso. Sono molte le ragioni per le quali si propone di visitare Orroli, ormai noto come Paese museo e Paese della lunga vita. Paese museo all'aperto, precisamente, per il numero veramente eccezionale di siti archeologici da visitare. Paese della lunga vita, grazie alla presenza di numerosi centenari (una decina d'anni fa', alla veneranda eta' di 113 anni e' morto il secondo nonnino piu' vecchio del mondo). Il territorio e' molto interessante dal punto di vista naturalistico-ambientale, archeologico e storico-culturale, quindi con la possibilita' di poter praticare in loco diverse tipologie di turismo, come il turismo archeologico, storico-culturale, naturale-ambientale, il turismo lacuale e il turismo religioso, tutte tipologie, queste, che possono integrarsi l'una con l'altra, perche' Orroli e' in grado di garantire le grandi opportunita' del turismo integrato, facendo vivere ai turisti e ai visitatori momenti di grande emozione, qualunque itinerario o percorso essi decidano di intraprendere. Cosi', tutto l'anno, perche' ogni stagione ha i suoi colori e i suoi profumi, sempre inconfondibili e indimenticabili. L'archeologia e' il settore trainante del turismo nel borgo, essendo presenti ad Orroli alcune aree archeologiche di eccezionale interesse, come quella de su Motti e del Nuraghe Arrubiu, che sono oggetto di visita da parte di un numero di visitatori sempre piu' numeroso, sardi, Italiani e stranieri. Per chi sceglie di restare ad Orroli piu' giorni si propongono due itinerari. Si puo' cominciare con l'itinerario urbano, per visitare il paese e prendere visione dei suoi beni culturali. Il secondo percorso, che puo' durare piu' di qualche giorno, si svolge nell'area extraurbana, nei siti archeologici e nei siti prossimi ai laghi del Flumendosa e del Mulargia, con panorami eccezionali da un punto di vista ambientale e paesaggistico

NURAGHE DRONNORO

NURAGHE DRONNORO  Apri
Loc. SP2TER, FONNI NU, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
45 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Gavoi, Olzai, Austis
Il nuraghe dronnoro, il piu' importante della zona, e' un grosso nuraghe complesso composto da una torre centrale e due torri laterali unite da un bastione. All'ingresso della torre principale si accedeva passando per un cortiletto chiuso lateralmente dalle due torri secondarie, collegate anche internamente con quella centrale tramite corridoi, ancora visibili. Esternamente il complesso si presenta abbastanza ben conservato, ma l'interno del nuraghe non e' accessibile in quanto tutti gli ingressi sono ostruiti da materiale di crollo

AUSTIS

AUSTIS  Apri
Loc. AUSTIS - SARDEGNA  Navigatore
36 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Nughedu Santa vittoria, Bidoný, Gavoi
Austis e' immersa nelle montagne del Mandrolisai ed e' caratterizzata da massicce rocce granitiche, scolpite dalla natura e dal tempo. E' un centro agropastorale risalente all'eta' nuragica, come testimoniano i diversi nuraghi disseminati nel territorio. Austis e' stato il primo paese in Sardegna ad avere un agriturismo che permette ai visitatori di gustare i prodotti tipici del luogo, come sa fregula stufada, piatto tipico a base di pasta di semola al forno. Di grande interesse e' la chiesa della Madonna dell'Assunta, che contiene una scultura monumentale contemporanea dell'austese Elio Sanna. Essa riproduce un crocifisso, formato da un unico pezzo di legno di pero selvatico. La piu' importante festa religiosa si svolge la terza domenica di settembre, ed e' dedicata a Sant'Antonio da Padova. La chiesa in suo onore si trova nella localita' di Basiloccu, e conserva all'interno un pregevole altare barocco. Di grande impatto, infine, sono le due rocce di Sa Crabarissa, con sembianze femminili, e quella a forma di aquila, nella localita' Sa Conca de Su Cannizzu

CASCATE DI SANTA BARBARA ULASSAI

CASCATE DI SANTA BARBARA ULASSAI  Apri
Loc. ULASSAI OG, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
34 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Seui, Torre di Bari, Cea
Le cascate di Lequarci si trovano presso localita' Santa Barbara, nel comune di Ulassai, in Provincia dell'Ogliastra in Sardegna. Sono considerate le cascate piu' imponenti dell'isola. Le acque del rio Lequarci, provenienti dall'altopiano di Baulassa, scendono con diversi rivoli da una falesia calcarea ad anfiteatro compiendo un salto di circa 50 metri (da 700 a 650 metri s.l.m) per una larghezza di circa 70 metri, dopodiche' scorrono impetuosamente per un ulteriore dislivello di 75 metri prima di riversarsi in piccoli laghi. Sono osservabili solo durante periodi di alta piovosita'

FIORE SARDO D.O.P.

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Loc. NUGHEDU SANTA VITTORIA - SARDEGNA  Navigatore
43 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Bidoný, Sorradile, Austis
  Brochure PDF
Il Fiore Sardo era 'il' formaggio dei pastori dell'isola, quello prodotto in maggiore quantita', sino a quando la trasformazione del latte passo' dai pastori agli industriali e il Pecorino Romano divenne il primo formaggio sardo. Il nome gentile 'fiore' pare derivi dall'utilizzo che storicamente si faceva del fiore del cardo come caglio, ma altre testimonianze raccontano che per la sua fabbricazione si usassero stampi di legno di pero selvatico, oppure castagno sul cui fondo era scolpito un fiore simile all'asfodelo o alla rosa peonia. Ogni produttore e in alcuni casi ogni comune era riconoscibile grazie a questa sorta di marchio. E' un cacio nobile, antico, dalla forte personalita', che a volte presenta asprezze organolettiche decisamente antimoderne, soprattutto quando e' molto stagionato. E' il tipico prodotto dell'ovile delle aree interne della Sardegna e proprio nel nuorese, e in particolare nella Barbagia, trova il suo luogo d'elezione. La tecnica tradizionale di produzione e' quella che si utilizzava gia' ag li albori della civilta' ed e' in sostanza rimasta immutata. Il latte crudo, intero, di pecore di razza Sarda, e' posto appena munto in caldaie di rame e coagulato a una temperatura media di 32, 35░ utilizzando caglio d'agnello normalmente prodotto dal pastore stesso. Dopo 20-30 minuti, secondo la stagione, si rompe la cagliata finemente, sino alla dimensione di un chicco di riso e si lascia depositare sul fondo. Quindi, senza sottoporre la massa a nessun tipo di cottura, si raccoglie pazientemente dal fondo della caldaia a pezzi e si deposita nei caratteristici stampi a forma di tronco-cono detti pischeddas. A questo punto il pastore-casaro sottopone la forma a pressione e a numerose frugature, per ottenere il massimo di spurgo del siero. Quando e' ben soda, la forma viene estratta e adagiata a riposare per circa 24 ore, dopodiche' si immerge nella salamoia, dove resta generalmente da 8 a 12 ore ogni chilo di cacio. Successivamente le forme vanno su un traliccio di canne, sa cannizza, in genere vicino al fuoco, dove asciugano e affumicano per circa due settimane. Infine vanno a stagionare, in un ambiente fresco e asciutto, a terra, dove restano per mesi, secondo lo stile del casaro. Una volta raggiunta la giusta maturazione, viene periodicamente unto con una miscela di aceto di vino, olio di oliva e sale. Si tratta di una tecnologia semplice, primordiale, ma che richiede un'attenzione straordinaria da parte del casaro, gesti lenti, e molta pazienza. Lo scopo era ottenere un formaggio che doveva servire per la stagione arida, quando le pecore non danno latte. Stagionalita' La produzione avviene dal mese di dicembre al mese di giugno, la stagionatura si protrae per almeno quattro mesi

NURAGHE ARRUBIU

NURAGHE ARRUBIU  Apri
Loc. ORROLI CA, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
19 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Goni, Sadali, Isili
L'Arrubiu (arrubiu = rosso, il colore del basalto) e' uno dei nuraghi piu' importanti ed imponenti dell'isola. E' l'unico pentalobato fino a oggi conosciuto. E' costruito alla base con grossi blocchi di basalto sui quali poggiano filari regolari di massi piu' piccoli rincalzati con zeppe e abbondante malta di fango. E' costituito da un mastio circondato da un bastione di 5 torri e da un antemurale di 7 torri, forse in origine piu' ampio, che delimita all'interno 3 cortili. Il mastio, in origine a due piani e terrazzo conserva la tholos inferiore e parte della camera del primo piano , nonche' un piccolo vano cupolato con accesso dall'esterno che aveva la funzione di alleggerire la massa muraria. La camera inferiore e' accessibile attraverso un ingresso volto a S e un andito piattabandato. Presenta la tholos integra e tre nicchie irregolari disposte a croce. Ha restituito un grande focolare e, interrato al centro, un vaso globulare con delle microfratture forse destinate alla dispersione di liquidi a scopo rituale. Privo di scala d'andito, il mastio era raggiungibile ai livelli superiori dagli spalti del bastione attraverso una scala elicoidale ricavata nello spessore della cortina, quasi sull'andito d'ingresso del bastione. L'andito immette nel cortile centrale, poligonale, con banchina lungo il lato destro, cisterna e annesso sistema di canalizzazione. Sui blocchi a coltello del basamento poggiano architravi che creano cinque ripiani. Davanti alle feritoie e' una zona lastricata delimitata da lastre a coltello. L'antemurale raccorda 7 torri e racchiude 3 cortili. A questi si accedeva attraverso ingressi architravati e retrostanti anditi, e con scale intramurarie collegate con la sommita' delle cortine e delle terrazze delle torri della cinta. Le cortine presentano nicchie, un bancone e numerose feritoie in parte occluse in antico. Nel cortile Y si trovano un vano a goccia che racchiude un alto silos, e una capanna semicircolare con focolare centrale. Del villaggio che si estendeva attorno all'antemurale sono state scavate 3 capanne: tra queste una probabile capanna delle riunioni dotata di bancone. I dati di scavo, pur parziali, portano a datare l'insediamento tra le fasi finali del Bronzo medio e il Bronzo finale. All'inizio dell'eta' del Ferro la vita si interruppe bruscamente. Una piccola tomba di giganti con camera a filari si trova a circa 800 m a N-O del compless

PECORINO SARDO DOP

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Loc. SARDEGNA, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
43 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Bidoný, Sorradile, Austis
  Brochure PDF
Formaggio ovino, tra i piu' blasonati in Sardegna, vanta tra i suoi antenati tipologie casearie isolane che risalgono alla fine del '700. E' titolare della Denominazione d'Origine dal 1991, prima grande consacrazione per un formaggio tipico particolarmente rappresentativo del panorama sardo, e della Denominazione d'Origine Protetta in ambito europeo dal 1996. Il Pecorino Sardo D.O.P. nelle due tipologie, Dolce e Maturo, viene esclusivamente prodotto in Sardegna. Il latte intero di pecora, inoculato con fermenti lattici della zona d'origine e coagulato on caglio di vitello, da' una cagliata che dopo semicottura viene accolta in stampi cilindrici, spurgata nella giusta misura dal siero, salata e stagionata per un breve periodo, da 20 a 60 giorni, per ottenere la tipologia Pecorino Sardo Dolce, mentre tempi di stagionatura superiori ai 2 mesi richiede il Pecorino Sardo Maturo. Il formaggio, di forma cilindrica a facce piane con scalzo diritto o leggermente convesso, nelle due tipologie presenta differenze legate ad alcune particolarita' tecnologiche. Il Pecorino Sardo Dolce, con peso variabile da 1,0 a 2,3 chilogrammi, presenta una crosta liscia, sottile, di colore bianco paglierino tenue, una pasta bianca, morbida, elastica, compatta o con rare occhiature ed un sapore dolce e aromatico o leggermente acidulo. Il Pecorino Sardo Maturo, con peso variabile da 1,7 a 4,0 chilogrammi, ha crosta liscia, consistente, di colore paglierino tenue che diventa piu' scuro con la stagionatura; la pasta e' compatta o con rada e minuta occhiatura, bianca tendente al paglierino nelle forme piu' mature, che presentano anche consistenza maggiore ed una certa granulosita'; il sapore e' gradevolmente piccante tanto da renderlo apprezzabile sia come formaggio da tavola che da grattugia. Al fine di garantire tracciabilita' ed identificazione del prodotto, il Disciplinare di produzione della Denominazione prevede l'apposizione, al momento dello svincolo nella zona di produzione, di un contrassegno con la dicitura PS DOP ed il casello identificativo dell'azienda di produzione e, all'atto dell'immissione al consumo, l'identificazione con un'etichetta recante nella corona circolare esterna il logo costitutivo della denominazione formato dalle parole PECORINO SARDO DOP, separate da uno stretto cono con base leggermente arcuata di colore blu, ed un contrassegno verde o blu per individuare, rispettivamente, le forme di pecorino sardo dolce e pecorino sardo maturo

BARUMINI

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Loc. BARUMINI MEDIO CAMPIDANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
10 Km da NURAGHE IS PARAS
Altitudine: 220 mt. s.l.m.  Area Isili, Collinas, Laconi
Il complesso nuragico di BARUMINI , cosi' come e' visibile oggi con il maestoso nuraghe circondato da un ampio villaggio e' il risultato di un'occupazione del sito durata quasi 2000 anni, dal 1600 a.C. circa, fino al III secolo d.C., in piena eta' romana. In origine il nuraghe complesso era costituito da cinque torri, quella centrale, chiamata anche Mastio, e quattro torri laterali unite da mura rettilinee, all'interno delle quali si trova il cortile interno, dotato un pozzo con sorgente attiva tutt'oggi. Le torri erano tutte formate da due piani sovrapposti e ancora oggi presentano intatto il soffitto del primo piano, mentre del secondo restano pochi filari di muratura ad eccezione della torre centrale, che conserva internamente entrambi i piani. La parte piu' alta delle torri, dove vi erano i terrazzi, era costruita molto finemente con blocchi di dimensioni inferiori a quelli utilizzati piu' in basso, squadrati con molta precisione e sovrapposti in piu' filari che terminavano con mensoloni sporgenti. Questi blocchi, crollati dalle posizioni originarie, furono rinvenuti in gran quantita' durante gli scavi del nuraghe e sono attualmente esposti, parzialmente rimontati, lungo la recinzione dell'area archeologica. Attorno al nuraghe era presente un primitivo antemurale con tre torri, che circondava la struttura parzialmente e che era forse integrato con palizzate di legno. Questa fase, che si data nel corso del Bronzo MEDIO circa a partire dal 1600 a.C. fino al 1200 a.C. ebbe termine appunto attorno a quest'ultima data, quando in seguito a gravi danno strutturali dovuti a motivi in gran parte ignoti, si procedette a una ristrutturazione del complesso su larga scala, che ne trasformo' completamente l'aspetto. L'intero complesso fu rifasciato da una massiccia muratura che in pratica raddoppio' lo spessore totale del muro, l'ingresso fu spostato dal lato sud al lato ovest e anziche' trovarsi al livello del terreno come in precedenza, fu collocato a (see more at http://www.ideasfortravels.com)diversi metri di altezza, rendendo possibile l'accesso solo servendosi di una scala di legno. L'antico antemurale fu integrato e arrivo' a coprire l'intera circonferenza del nuraghe, il muro era inframmezzato da torri, che con l'aggiunta di quattro nuove torri raggiunsero il numero totale di sette. Fu allora che al nuraghe fu dato l'aspetto imponente e massiccio che tutt'ora conserva. Questa seconda fase termino' tra il Bronzo Tardo e il Bronzo Recente, quando l'area fu abbandonata per un certo lasso di tempo. Attorno al X secolo si data la rioccupazione del sito e la costruzione delle prime capanne, che andranno ad occupare non solo l'area circostante ma anche quella compresa all'interno dell'antico antemurale, sfruttandone spesso le murature superstiti per addossarvi le nuove costruzioni. Il questo periodo il nuraghe aveva gia' iniziato la lunga fase di decadenza che si protrarra' per tutto il corso dell'Eta' del Ferro e fino ad epoca romano imperiale, durante la quale fu utilizzato anche come cava di materiale da costruzione, come si puo' vedere osservando numerose capanne del villaggio parzialmente costruite con blocchi chiaramente provenienti dal nuraghe e addirittura, in eta' romana, come luogo di sepoltura, come testimoniano numerose tombe coi loro corredi, rinvenute durante gliscavi all'interno della struttura e specialmente nel cortile interno che in quest'epoca era gia' interrato per una notevole altezza

CASCATA SADALI

CASCATA SADALI  Apri
Loc. SADALI - SARDEGNA  Navigatore
17 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Seui, Orroli, Isili
Le acque gorgogliano serafiche nel centro del paese terminando in una cascata che da sola merita la visita di Sadali. Sui monti, grazie a un sottobosco rigoglioso, e' forte il profumo della macchia mediterranea e si puo' passeggiare tra incantevoli boschi dove il leccio, il rovere, la sugherella e la sughera, offrono scorci naturali di rara bellezza. Il ruscello viene inghiottito da una cavita' nel terreno per riemergere molti metri piu' in basso da una piccola grotta, con una bella cascata che da vita a un laghetto d'acqua fresca, da cui riprende vita il corso d'acqua. Da visitare le chiese, come quella dedicata al patrono San Valentino, costruita alla fine del cinquecento nella parte inferiore del paese: unico tempio in Sardegna consacrato al santo degli innamorati. Questa chiesa, realizzata originariamente in stile tardo bizantino con influssi del nascente romanico locale, ha subito nel corso dei secoli l'influenza gotico - aragonese poi quella sabauda. Il tempio nella meta' del secolo scorso fu dotato di un campanile che ha dato un nuovo volto alla chiesa.La campagna in ogni stagione e' un esplosione policromatica: il bianco rosato dell'asfodelo, il viola tenue del cisto, il rosa deciso delle peonie, sono i colori piu' diffusi. Le antiche origini del paese sono testimoniate dalla presenza dei resti di nove nuraghi, delle innumerevoli tombe dei giganti, e di alcune domus de janas. Ma sono le grotte, almeno quaranta disseminate lungo il territorio di Sadali, l'attrazione principale di questo paese solcato dal passaggio del Trenino Verde. La principale, quella di Is Janas, dove aleggia un alone di mistero legato ad una antica leggenda, e' ogni anno visitata da migliaia di visitatori. Suggestivo anche su Stampu e su Turrunu, singolare fenomeno carsico sul rio Su Longufresu che segna il confine comunale col territorio di Seulo.

LACONI

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Loc. LACONI ORISTANO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
13 Km da NURAGHE IS PARAS
  Area Isili, Aritzo, Gergei
Porta d'ingresso alla regione della Barbagia, Laconi e' un'oasi verde circondata da possenti rilievi. Le sue origini antiche e preziose, sono testimoniate dalla presenza di un patrimonio ambientale, culturale, storico e archeologico di grande pregio. Il tessuto urbano di Laconi manifesta in modo inequivocabile la storia di questo paese. Il primo nucleo arroccato ai piedi del castello, risale al medioevo: lungo le vie tortuose del centro storico si affacciano case dal profilo basso, con muri in pietra e fango oppure, meno frequentemente, intonacate con un impasto di calce e sabbia silicea del luogo, e' il caso dei rioni di Corongiu, Romao're, Pitzie'dda. Moderna invece, e' la parte del borgo sorta intorno alle architetture neoclassiche del Palazzo Aymerich e della Casa Municipale, la cui facciata fu rifatta dall'architetto Cima, sul progetto originario dell'ingegnere Balestri. Nel suo sviluppo urbanistico, Laconi presenta chiaramente i segni di un mutamento e di una crescita del luogo, determinati anche da una piu' equa distribuzione delle risorse, in seguito all'affrancamento dal potere feudale di numerose famiglie di allevatori e pastori. Fino alla prima meta' del '800, l'epicentro della vita politica, feudale ed economica di Laconi risiedeva nel Castello e nel parco circostante. Soltanto la chiesa parrocchiale, intitolata ai santi Ambrogio e Ignazio, pareva respirare in assoluta liberta'. Oggi, il prospetto frontale della struttura ecclesiastica, manifesta rifacimenti che nel tempo hanno deturpato lo spartito tardo-gotico originario. La prima tappa per conoscere Laconi, non puo' che partire dalla visita alla casa natale di Sant'Ignazio da Laconi, all' interno del centro storico. Sant'Ignazio e' il Santo sardo piu' venerato dell'Isola e i festeggiamenti in suo onore si tengono nel mese di agosto, richiamando ogni anno migliaia di visitatori. Laconi e' il paradiso dei botanici e riserva infinite sorprese a chi ne esplora con attenzione il territorio. A testimoniare la particolare vocazione naturalistica, ricca di biodiversita' vi e' l'orchidea sarda, una specie endemica che trova la sua maggiore concentrazione proprio in questa zona. All'interno del Giardino Aymerich possiamo ammirare il gigantesco cedro dell'Himalaya, il faggio Pendulo e la Colletia cruciata (una pianta rara con le foglie che richiamano nella forma tanti piccoli aerei da caccia). Si puo' ammirare la Magnolia grandiflora, la Thuia orientalis e il Taxus baccata, conosciuto come l''Albero della Morte'. Ma e' all'interno del Parco Aymerich che possiamo osservare le innumerevoli specie botaniche, tra cui non puo' passare inosservato il maestoso cedro del Libano e il pino di Corsica. Proprio l'acqua e' tra le maggiori attrazioni del parco: abbondante in tutte le stagioni, crea atmosfere di incredibile fascino e spettacoli insoliti per una regione come la Sardegna, endemicamente arida. Fulcro delle attrative e' la cascata maggiore. Un'altra ricchezza di Laconi e' il castello medioevale, all'interno del Parco Aymerich, composto da un corpo piu' antico rispetto agli altri, un edificio a pianta rettangolare, forse una torre, attraversato da un passaggio monumentale con volta a botte e preceduto da un ingresso ad arco a tutto sesto, che in origine immetteva in un' ampia corte. Sul lato destro del passaggio e' murata un'epigrafe parziale su piu' conci, che cita la presenza di una porta e una data: 1053. Adiacente alla porta fortificata esposta a sud-ovest, sorge il palazzo vero e proprio

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SARDEGNA


Questa regione possiede una storia millenaria che ha inizio nel Paleolitico di cui si hanno prove di insediamenti dell'uomo sull'isola. Insediamenti stabili risalgono al Neolitico Antico (6000 a.c.). La prima civiltÓ di cui si hanno testimonianze Ŕ quella nuragica (1500 a.c.) che Ŕ poi declinata alla fine dell'etÓ del Ferro (500 a.c.). Di questa civiltÓ rimangono delle bellissime architetture: le Nuraghe. Un viaggio navigando in un mare di smeraldo, tra piccole e grandi insenature dalla sabbia bianchissima: questa Ŕ la Sardegna, un'isola che stupisce il visitatore per i suoi contrasti naturali, luci e colori, un paese di antichissime tradizioni, immerso in una natura selvaggia e incontaminata. Situata al centro del Mediterraneo, con un territorio prevalentemente montuoso ma privo di alte vette, la Sardegna regala al visitatore un ambiente naturale unico, nello stesso tempo aspro e dolcissimo. L'uomo, infatti, Ŕ in certe zone quasi una rara presenza; vaste superfici sono rimaste magicamente intatte, abitate da cervi, cavalli selvatici e grandi rapaci e sono ricche di piccole zone desertiche, stagni e boschi rigogliosi con alberi anche millenari. Il mare regna incontrastato con i suoi colori e si insinua nelle calette tortuose, lungo le coste e le spiagge, nelle localitÓ pi¨ frequentate. La costa Smeralda con la sua perla, Porto Cervo, ne Ŕ un esempio. Il suo Porto Vecchio Ŕ considerato il pi¨ attrezzato porto turistico del Mediterraneo. Porto Rotondo Ŕ una localitÓ anch'essa rinomata, che si affaccia sull'ampio Golfo di Cugnana ed Ŕ popolata da ville e piazzette incastonate in una magnifica natura. Chi al mare preferisce la montagna potrÓ andare alla scoperta della regione del Gennargentu, il pi¨ vasto complesso montano della Sardegna, con i suoi pittorici scenari dove la natura occupa un posto di primo piano. Molto ricca la flora e la fauna con i suoi mufloni, aquile reali, cervi sardi e varie specie ormai sull'orlo dell'estinzione. Tra le sue meraviglie, la Sardegna offre al visitatore i complessi nuragici sparsi su tutto il territorio, monumenti unici al mondo che testimoniano una cultura antica e ancora in parte misteriosa che va dal XV al VI secolo a C. I Nuraghi and costruiti con grandi blocchi di pietra and si sviluppavano intorno ad una torre centrale a forma di tronco di cono che trasmette una sensazione di soliditÓ e potenza. Si tratta di siti archeologici dove si possono ancora cogliere i segni di antiche ritualitÓ e di vita domestica dal fascino arcaico. Tra i tanti, il complesso di Barumini in provincia di Medio Campidano Ŕ nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.

Da Vedere: Nuraghe: si tratta di una costruzione preistorica a carattere difensivo che si trova solo in Sardegna. Ha una forma conica composta da pietre disposte a filari. All'interno vi Ŕ una camera circolare che pu˛ essere alta dai 5 ai 25 metri preceduta da uno spazio dedicato al soldato che stava di guardia. Di fronte all'entrata c'Ŕ una scala che arriva fino in cima alla nuraga e che gira tutta intorno alla struttura stessa. Il nome di queste costruzioni deriva da termine sardo 'nura' che significa svavare o accumulare. In sardegna sono presenti circa 7000 monumenti nuragici edificati in varie epoche diverse. Costa Smeralda: questo Ŕ il nome che viene dato alla parte costiera che si trova a nord-est dell Gallura (in provincia di Sassari) grazie alla limpidezza delle sue acque. E' formata da tantissime insenature, scogli e isolette che nascondono spiagge di sabbia bianca tra cui la famosa caletta Cala di Volpe. Attualmente offre una grande quantitÓ di villaggi turistici e strutture alberghiere. Le due localitÓ pi¨ rinomate della Costa Smeralda sono Porto Cervo e Porto Rotondo. Parco Nazionale del Gennargentu: si tratta di un'area protetta che si torva nella parte nord-ovest dell'isola sotto la provincia di Nuoro. Vi si trovano montagne (come la Marmora alta 1834 metri) ed un ricchissimo ecosistema marino. La vegetazione Ŕ molto varia e comprende zone di macchia mediterranea, ma anche esempi di vegetazione montana. Per quanto riguarda la fauna vi si trovano mufloni, aquile, foche monache, e falchi della regina.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica sarda possiede numerosi piatti tipici. Tra questi troviamo gli spaghetti alla bottarga (uova di muggine essiccate e grattugiate), ravioli ripieni di pesce, i 'malloreddus all'oristanese' (a base di spinaci e panna), la 'merca' (muggine cucinato con erbe locali). Troviamo anche una grande varietÓ di piatti di terra come il 'ghisau' uno stufato di carni varie, l' 'agnello alla gallurese' , agnello cucinato con erbette. Un elemento molto importante della cucina sarda Ŕ senza dubbio il pane: ve ne sono di numerose varietÓ come il 'civraxiu', un pane saporito molto croccante, il 'su pan'e trigu', un buonissimo tipo di pane cotto a legna, ed il famosissimo 'pane carasau' (o carta da musica) fatto di un impasto di farina di frumento e formato da una sfoglia sottilissima: Ŕ il pane che usavano i pastori sardi durante la cura dei propri greggi. Tra i dolci vi segnaliamo le 'sebadas' , specie di ravioli dolci ripieni di formaggio e ricoperti di miele, e la buonissima pasticceria a base di pasta di mandorle (tra cui i sas melicheddas ed i sos chericheddos). Tra i vini i pi¨ rinomati sono la Vernaccia di Oristano, la Malvasia di Bosa ed il Cannonau di Cagliari.