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grotte di pertosa - escursioni punti di interesse attrazioni a muraglione sa, italia
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  GROTTE DI PERTOSA


GROTTE DI PERTOSA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a MURAGLIONE SA, ITALIA Sicignano degli Alburni Castelcivita Serre

CASTEL LAGOPESOLE

CASTEL LAGOPESOLE  Apri
Loc. CASTEL LAGOPESOLE, POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
38 Km da GROTTE DI PERTOSA
Altitudine: 772 mt. s.l.m.  Area San Fele, Acerenza, Atella
Castel Lagopesole (comunemente Lagopesole, Lu Cuastiedd in aviglianese) e' una delle frazioni di Avigliano, in provincia di Potenza, che conta 652 abitanti. Lagopesole e' nota per il suo passato svevo, legata alle figure di Federico II e di suo figlio Manfredi ma anche per essere stato uno dei luoghi di rifugio dei briganti guidati da Carmine Crocco. Alla sommita' di Lagopesole si trova un castello, attribuito a Federico II e costruito probabilmente fra il 1242 ed il 1250 (sebbene altri ritengano che risalga all'epoca normamna, o ancor prima a quella saracena). Una peculiarita' che contraddistingue questo castello da tutti gli altri attribuiti a Federico II di Svevia e' la presenza, al suo interno, di una chiesa vera e propria (non una semplice cappellina, unico esempio, appunto, tra tutti quelli risalenti a quell'epoca imperiale), in un austero stile romanico, che i restauri effettuati negli ultimi anni del XX secolo hanno portato alla luce e consegnato ai posteri nel suo originario splendore.Nell'Ottocento il castello fu rifugio dei briganti, capeggiati da Carmine Donatelli Crocco, che il 7 aprile 1861 lo occupo' con altri 400 briganti. Su di esso, come su altri castelli lucani, si sono tramandate disparate leggende

SPIAGGIA DI AGROPOLI

SPIAGGIA DI AGROPOLI  Apri
Loc. AGROPOLI - CAMPANIA  Navigatore
45 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Licinella-Torre di Paestum, Capaccio, Albanella
Agropoli e' una delle localita' balneari campane piu' frequentate. Fra le spiagge piu' frequentate di Agropoli si ricordano: Trentova, il Vallone, San Francesco ed il Lido Azzurro. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti

CASALBUONO

CASALBUONO  Apri
Loc. CASALBUONO SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
41 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Morigerati, Lagonegro, Moliterno
Casalbuono sorge su una collina dalla cui sommita' e' possibile ammirare tutto il Vallo di Diano. E' attraversata dal fiume Calore che nasce da Serra Malombra, tra Moliterno e Lagonegro, scorre per circa 10 Km in Basilicata e scende sotto il Murgione (Cozzarra) per Piazza Cardilli, S. Antuono dove passa sotto il Ponte del Re. Prosegue poi per altre contrade fino ad arrivare nel Vallo di Diano dove assume il nome di Tanagro. Secondo la tradizione popolare, Casalbuono fu fondata nel 915 d.C. dai profughi di Cesariana, citta' romana distrutta in quell'anno dai Saraceni. In quel tempo fu indicata con il nome di Casalnuovo (cosi' denominato fino al 1883). Secondo i primi documenti, il paese fu feudo della badia benedettina di S. Maria di Cadossa e denominato Casalnuovo di Cadossa. Il paese venne raso al suolo al tempo del Principe Manfredi e venne ricostruito grazie a Carlo I D'Angio' che esento' la popolazione dal pagamento delle tasse per tre anni. Nel corso dei secoli ha subito varie distruzioni e sul paese esercitarono il loro dominio: i Sanseverino, i Cordona, i Cleps ed i De Stefano, che abitarono al castello baronale, situato nella parte piu' alta del paese dalla quale si poteva controllare tutta la zona. Ancora oggi, e' possibile ammirare il Castello Baronale, luogo avvolto da storia e mistero, oggetto di curiosita' e di voglia di conoscere il passato. Il borgo e' immerso nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, circondato da ettari di boschi e natura. Si caratterizza principalmente per i sentieri escursionisitici che portano allo scoperta dei meravigliosi paesaggi e per il suo borgo medievale, ancora ricco di abitazioni, monumenti ed edifici storici di grande valore artistico. Un merito che va attribuito al Comune di Casalbuono e' quello di aver promosso la tutela e la valorizzazione del Fagiolo di Casalbuono come prodotto Prodotto Tradizionale di Alta Qualita'. Il progetto ha visto protagonisti un gruppo di agricoltori custodi locali, supportati dall'Universita' della Basilicata, dal Centro di Ricerca per l'Orticoltura CRA-ORT di Pontecagnano, dall'Amministrazione Comunale, dalla Comunita' Montana 'Vallo di Diano', dalla Provincia di Salerno. Si tratta di un progetto che ha inteso, da un lato recuperare gli ecotipi locali di questo straordinario prodotto, dagli impareggiabili caratteri organolettici, tutelandone quindi la biodiversita', e dall'altro valorizzare la produzione attraverso il processo di certificazione.

WWF: OASI DI PERSANO

WWF: OASI DI PERSANO  Apri
Loc. SERRE SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
24 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Castelcivita, Sicignano degli Alburni, Albanella
  Brochure PDF
L'Oasi WWF di Persano si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei comuni di Campagna e Serre (Sa). L'area si estende per circa 110 ettari ed e' conosciuta soprattutto per la presenza della lontra, splendido e raro mammifero terrestre a rischio in Italia. Le acque del Sele, con i vicini affluenti, ospitano una delle popolazioni piu' importanti di questa specie: la lontra e' un simbolo, un indicatore ecologico, una garanzia. L'Oasi WWF di Persano, riconosciuta ai sensi della Convenzione di Ramsar quale Area Umida di Importanta internazionale, ha un'estensione di 110 ettari e si trova nella parte alta della Piana del Sele, tra i Comuni di Serre e Campagna (SA), al vertice interno della pianura che a forma di ventaglio si apre verso mare fra i Monti Picentini e i Monti Alburni. L'Oasi e la confinante Tenuta Militare di Persano formano una grande isola verde le cui caratteristiche naturali si sono mantenute pressoche' inalterate. Il percorso natura, tra i piu' attrezzati d'Italia, passa in rassegna i vari punti d'osservazione. Ambiente L'Oasi WWF Persano si trova nella parte alta della Piana del Sele, al vertice interno della pianura che a forma di ventaglio si apre verso mare fra i Monti Picentini e i Monti Alburni. L'area, situata nei Comuni di Serre e Campagna (SA), ha un'estensione di 110 ettari, 70 dei quali occupati dal bacino idrico, ed e' inclusa in un piu' vasto territorio protetto di 3400 ettari, dei quali 2100 appartengono ad un'Oasi Regionale di Protezione della Fauna ed i restanti 1300 sono destinati a zona di ripopolamento e cattura; l'altitudine varia tra i 40 e i 75 m s.l.m. L'Oasi e la confinante Tenuta Militare di Persano formano una grande isola verde le cui caratteristiche naturali si sono mantenute pressoche' inalterate.

WWF: OASI MONTE POLVERACCHIO

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Loc. SENERCHIA AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
31 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Calabritto, Acerno, Serre
  Brochure PDF
L'Oasi del Monte Polveracchio si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nei comuni di Senerchia e Campagna (Sa). L'area si estende per circa 200 ettari con una splendida faggeta, nel cuore dei Monti Picentini: e' l'Oasi del Lupo. Dove ci sono i lupi, c'e' un'emozione in piu'. Quella di essere un luogo ancora remoto che ha tempi e ritmi naturali. Qui sopravvive una delle ultime popolazioni meridionali, per questo e' importante continuare a preservarla. Ambiente Faggeta mista ad agrifogli e tassi. Numerosi corsi d'acqua che nell'Oasi formano il fiume Tenza, affluente del Sele. Prateria di montagna, ricca di rocce affioranti con resti fossili. L'estensione e' di 200 ettari. Flora e fauna La flora e' quella caratteristica degli Appennini. Numerose sono le orchidee selvagge e le aquilegie. Il faggio predomina, con esemplari di notevoli dimensioni, in compagnia di betulle, aceri di monte, sorbi, maggiociondoli, ornelli e splendidi antichi agrifogli e tassi. Nelle radure fioriscono croco, viola, ranuncolo, narciso. Simbolo dell'Oasi e' il lupo, presente sui Monti Picentini con una delle ultime popolazioni meridionali. Fra gli altri mammiferi: ghiro, moscardino, martora, tasso, gatto selvatico, volpe, puzzola. Tra gli uccelli, e' possibile ascoltare il rarissimo picchio nero che tambureggia e osservare picchio verde, coturnice, (in reintroduzione) aquila reale, falco pellegrino, poiana, civetta, allocco, gufo comune, barbagianni. Per gli anfibi, sono presenti ululone ventre giallo, salamandra pezzata e tritone italico

WWF: OASI LAGO DI CONZA

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Loc. CONZA DELLA CAMPANIA - CAMPANIA  Navigatore
41 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Calabritto, Senerchia, San Fele
  Brochure PDF
L'Oasi del Lago di Conza si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Conza della Campania (Av). L'area si estende per circa 800 ettari. L'invaso di Conza, rappresenta la piu' estesa area umida della Campania. Comprende tasselli di bosco igrofilo, pascoli e ambienti steppici. Nell'Oasi e' attivo un Centro Visite con ampia sala per conferenze, un laboratorio didattico, un percorso natura, capanni di osservazione, un'aula verde per la didattica all'aperto e un'area attrezzata per la sosta agevolano il contatto con la natura. Ambiente L'invaso di Conza sul fiume Ofanto con le aree a valle della diga, rappresenta la piu' estesa area umida della Campania. Situato sulla direttrice Ofanto-Sele costituisce, insieme all' Oasi WWF di Persano (sul fiume Sele), la stazione di ristoro e riposo delle specie ornitiche lungo la rotta migratoria tra Tirreno ed Adriatico. L'area assume quindi un rilievo nazionale e sovranazionale soprattutto per la variegata e popolosa avifauna che vi staziona o vi nidifica, durante le migrazioni tra il continente eurasiatico e l'Africa. Il perimetro dell'Oasi del Lago di Conza si puo' inserire nel sistema paesistico Sannitico-Lucano. Si tratta di un'area di basse montagne che in generale non superano i 1.000 metri di quota, con un modellamento dolce, essendo costituite da calcari marnoso-arenacei miocenici. La fascia bioclimatica vegetazionale e' quella della roverella e dei prati steppici a Bromus erectus. L'altezza media s. l. m. e' di circa 420 m. Quando nel 1972 cominciarono i lavori di costruzione della diga, la vasta piana alluvionale dell'Ofanto era interessata da attivita' agricole e zootecniche, testimoniate tutt'oggi dai ruderi delle numerose case coloniche. Il bosco igrofilo vegetava nell'alveo di piena dell'Ofanto. Successivamente, con il forzato abbandono delle coltivazioni e con l'estrazione del materiale lapideo e terroso occorrente alla realizzazione della diga, e' avvenuta un'espansione della vegetazione igrofila, principalmente dei salici e dei pioppi, accompagnata dalla tipica vegetazione palustre. In tali aree si sono creati anche dei piccoli stagni con fitti canneti, sia per effetto delle risorgive che per i crateri creati con l'attivita' di escavazione. Con la presenza della diga il livello dell'acqua muta frequentemente, per cui sovente si ha un'alterazione della fisionomia del periplo del lago.

FICO BIANCO DEL CILENTO D.O.P.

FICO BIANCO DEL CILENTO D.O.P.  Apri
Loc. CILENTO, PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI, STIO SA, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
29 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Capaccio, Castelcivita, Albanella
  Brochure PDF
La Denominazione geografica protetta 'Fico bianco del Cilento' e' riferita al prodotto essiccato della cultivar 'Dottato', pregiata varieta' di fico diffusa in tutto il Mezzogiorno. In particolare, il prodotto tutelato e' quello derivato da uno specifico ecotipo della cultivar Dottato, che si e' andato selezionando e diffondendo nel Cilento nel corso dei secoli: il Bianco del Cilento. Prodotto avente caratteristiche uniche e di assoluto pregio, apprezzate anche all'estero, il 'Fico bianco del Cilento' DOP deve la sua denominazione al colore giallo chiaro uniforme della buccia dei frutti essiccati, che diventa marroncino per i frutti che abbiano subito un processo di cottura in forno. La polpa e' di consistenza tipicamente pastosa, dal gusto molto dolce, di colore giallo ambrato, con acheni prevalentemente vuoti e ricettacolo interno quasi interamente pieno. Tali caratteristiche, considerate di eccellenza per la categoria commerciale dei fichi essiccati, sono appunto i tratti distintivi che qualificano il 'Bianco del Cilento' DOP sui mercati. Confezionati al naturale in diverse forme (cilindriche, a corona, sferiche, a sacchetto) i fichi del Cilento sono commercializzati anche nella maniera antica, posti cioe' alla rinfusa in cesti fatti di materiale di origine vegetale che possono arrivare anche a venti chili di peso. Una preparazione tradizionale ancora in uso e' quella che vede i fichi 'steccati', infilati cioe' in due stecche di legno parallele per formare le 'spatole' o 'mustaccioli'. Il 'Fico Bianco del Cilento' DOP e' posto in commercio anche farcito con mandorle, noci, nocciole, semi di finocchietto, bucce di agrumi (ingredienti provenienti dallo stesso territorio di produzione) o ricoperto di cioccolato, od anche immerso nel rum, con l'obiettivo di ampliare la gamma dell'offerta, soprattutto nel periodo natalizio. Sempre piu' ricercati sono anche i fichi essiccati e poi dorati al forno, soprattutto quelli farciti. Pregiati, ma sempre piu' rari per gli alti costi di preparazione, sono i fichi mondi, senza buccia, dal colore chiarissimo tendente al bianco puro e dal sapore prelibato. Le pregevoli caratteristiche del prodotto cosi' come descritte sono dovute, oltre che alle qualita' intrinseche della varieta' Dottato, anche all'ambiente di coltivazione e di lavorazione dei frutti. Infatti, l'azione mitigatrice del mare e la barriera posta dalla catena degli Appennini alle fredde correnti invernali provenienti da nord-est, insieme alla buona fertilita' del suolo e ad un ottimale regime pluviometrico rappresentano le ideali condizioni pedo-climatiche per la produzione dei fichi del Cilento. Inoltre, va posto giusto rilievo al fatto che, oltre alla coltivazione, anche le fasi di essiccazione e lavorazione del prodotto si svolgono per intero nell'area geografica di produzione, presso strutture agricole ed edifici rurali, in un armonico processo di interazione tra prodotto, uomo ed ambiente. La semplicita' di coltivazione e la resistenza della pianta ad avversita' fitopatologiche, poi, hanno permesso alla coltura di guadagnare anche il gradimento del coltivatore cilentano che ha collocato da sempre il fico nella propria azienda, in coltura specializzata o consociata. Non va dimenticata, inoltre, la funzione svolta da questa coltivazione nel mantenimento del paesaggio e dello spazio rurale, dal quale appare ormai quasi inscindibile

WWF: OASI BOSCO CAMERINE

WWF: OASI BOSCO CAMERINE  Apri
Loc. ALBANELLA SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
30 Km da GROTTE DI PERTOSA
Altitudine: 228 mt. s.l.m.  Area Capaccio, Castelcivita, Serre
L'Oasi che rappresenta in tutto e per tutto la macchia mediterranea. L'Oasi WWF Bosco Camerine si trova nel comune di Albanella (Sa). Istituita nel 1999, l'area si estende per circa 100 ettari ricoperti da vegetazione mediterranea. Ambiente Le zone ad ovest sono costituite da terreni sassosi ed argilliti coperti da xerogramineti e praterie. La parte meridionale e quella centrale sono occupate da macchia mediterranea medio alta con radure e pratelli. Piu' in alto troviamo la boscaglia a latifoglie. La lecceta appare destinata a diventare un bosco misto, a prevalenza di quercia. L'estensione dell'Oasi e' di 100 ettari. Flora e fauna Macchia mediterranea composta da arbusti ed alberelli comprendente corbezzolo, fillirea, mirto, lentisco. Nei terreni meno drenati e' presente l'olivastro. Il leccio si presenta accompagnato dal ciclamino e da veccie. Nella parte piu' alta troviamo il cerro e il ligustro. Molte sono le orchidee. La fauna e' quella caratteristica della macchia mediterranea; moltissime le specie di farfalle. Sono presenti il tasso, la volpe, la donnola e la faina. Nelle pozze d'acqua vivono il tritone meridionale e la biscia dal collare. Molte sono le farfalle. Tra gli uccelli, ricordiamo la poiana e il gruccione, che usa l'area come territorio di caccia

PARCO REGIONALE MONTI PICENTINI

PARCO REGIONALE MONTI PICENTINI  Apri
Loc. ACERNO - CAMPANIA  Navigatore
39 Km da GROTTE DI PERTOSA
Altitudine: 878 mt. s.l.m.  Area Calabritto, Senerchia, Montella
Il Parco, situato nel cuore dell' Appennino Campano, e' delimitato dai solchi dei fiumi Sabato, Sele e Calore al centro dei quali svettano i Monti Picentini. La complessa e articolata catena montuosa, decentrata verso il Tirreno rispetto all'asse appenninico, con aspre creste rocciose, raggiunge i 1800 m. sul Monte Cervialto. Di natura calcarea e dolomitica il Polveracchio, l'Acellica, il Mai, il Terminio e gli altri del gruppo dei Picentini, sono ricoperti da boschi, separati da ampie valli, circondati da un dolce territorio collinare e caratterizzati da profonde gole, sorgenti e numerose grotte. Antichi luoghi di culto, castelli medioevali, ruderi sparsi e le numerose aree archeologiche testimoniano le antiche frequentazioni dell'area. A cavallo tra le province di Avellino e Salerno, il Parco incide su 30 comuni e 4 comunita' montane. A Serino, Caposele, Campagna e San Cipriano le 4 porte di accesso al parco con i rispettivi info point. Gli 83 sentieri e le 33 grotte, tra cui la Grotta dell'Angelo e la Grotta dello Scalandrone, sono raggiungibili grazie alla carta dei sentieri. Il Parco racchiude, inoltre, 2 oasi del WWF e il Lago Laceno

CARCIOFO DI PAESTUM I.G.P.

CARCIOFO DI PAESTUM I.G.P.  Apri
Loc. PAESTUM SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
35 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Albanella, Licinella-Torre di Paestum, Agropoli
  Brochure PDF
Il 'Carciofo di Paestum' IGP, noto anche come 'Tondo di Paestum', dal nome dell'ecotipo locale da cui deriva, e' ascrivibile al gruppo genetico dei carciofi di tipo 'Romanesco'. L'aspetto rotondeggiante dei suoi capolini, la loro elevata compattezza, l'assenza di spine nelle brattee sono le principali caratteristiche qualitative e peculiari del 'Carciofo di Paestum', che ne hanno consacrato anche la sua fama tra i consumatori. Anche il carattere di precocita' di maturazione puo' essere considerato un elemento di positivita' conferitogli dall'ambiente di coltivazione, la Piana del Sele, che consente al 'Carciofo di Paestum' di essere presente sul mercato prima di ogni altro carciofo di tipo Romanesco. Altre caratteristiche tipiche del prodotto sono: una pezzatura media dei capolini (non piu' di 4 per gambo per kg di prodotto), peduncolo inferiore a 10 cm, colore verde con sfumature violetto-rosacee, ricettacolo carnoso e particolarmente gustoso. Le caratteristiche commerciali del 'Carciofo di Paestum' sopra descritte sono anche frutto di un'accurata e laboriosa tecnica di coltivazione che gli operatori agricoli della Piana del Sele hanno affinato nel corso di decenni. Il clima fresco e piovoso nel corso del lungo periodo di produzione (febbraio-maggio), che caratterizza tale area, conferisce anche la tipica ed apprezzata tenerezza e delicatezza al prodotto. Le caratteristiche di pregio del 'Carciofo di Paestum' IGP consentono a tale prodotto di essere molto apprezzato in cucina, dove viene utilizzato nella preparazione di svariate ricette tipiche e di piatti locali come la pizza con i carciofini, la crema e il pasticcio ai carciofi, particolarmente graditi ai tanti turisti che visitano la Piana del Sele e in particolare i Templi di Paestum

WWF: OASI VALLE DELLA CACCIA

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Loc. SENERCHIA AVELLINO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
33 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Senerchia, Acerno, Conza della Campania
  Brochure PDF
L'Oasi Valle della caccia si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Senerchia (Av). L'area si estende per circa 450 ettari e, nonostante il nome, e' un luogo protetto tra i piu' affascinanti e selvaggi dei Monti Picentini. Qui s'incontra una stazione di pini neri, fatto raro, una cascata spettacolare, un vallone selvaggio. Se e' vero che gli italiani quando pensano alla Natura immaginano un bosco, quella dei Monti Picentini e' la rappresentazione piu' vera. Ambiente I boschi sono tra i piu' belli dell'Appennino campano. Se e' vero che gli italiani quando pensano alla Natura immaginano un bosco, quella dei Monti Picentini e' la rappresentazione piu' vera. L'Oasi e' un rifugio sicuro per il lupo, il gatto selvatico, il tasso, il falco pellegrino, il gufo comune: e' la testimonianza vivente della flora e della fauna tipica degli Appennini. Ambiente montano impervio attraversato dal torrente Acqua bianca che forma una splendida cascata e grotte

WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA

WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA  Apri
Loc. PIGNOLA POTENZA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
28 Km da GROTTE DI PERTOSA
Altitudine: 887 mt. s.l.m.  Area Potenza, Lagopesole, Muraglione
  Brochure PDF
La diversa profondita' delle acque e la ricca copertura vegetale hanno reso l'Oasi WWF Pantano di Pignola uno degli ambienti regionali a maggior diversita' biotica. La Riserva Naturale Regionale Oasi WWF Pantano di Pignola si trova in un Sito d'Importanza Comunitaria e in una Zona di Protezione Speciale nel Comune di Pignola (Pz). L'area si estende per circa 155 ettari a 750 m s.l.m. La diversa profondita' delle acque, la presenza di prati mesofili a contatto con le aree coltivate ed i boschi circostanti, hanno contribuito all'instaurarsi di una copertura vegetale ricca e varia e un differenziamento di nicchie ecologiche, che hanno reso il lago uno degli ambienti regionali a maggiore diversita' biotica. Ambiente La diversa profondita' delle acque e la presenza di prati mesofili a contatto con le aree coltivate ed i boschi circostanti, hanno contribuito all'instaurarsi di una copertura vegetale ricca e varia e un differenziamento di nicchie ecologiche, che hanno reso il lago uno degli ambienti regionali a maggior diversita' biotica. L'estensione della Riserva Pantano di Pignola e' di 115 ettari. Il luogo, frequentato dall'uomo sin da epoche remote, venne utilizzato in periodi piu' recenti per il pascolo delle greggi ma anche per la raccolta di cannucce e giunchi per l'intreccio di vari manufatti (panieri, ceste, sedie ecc.) o per la caccia. Piu' puntuali descrizioni sul Pantano di Pignola si devono al medico naturalista locale Emilio Fittipaldi che agli inizi del Novecento annotava la presenza della Lontra (Lutra lutra). L'eminente botanico Orazio Gavioli nel 1934 realizzo' l'erbario del lago e delle aree adiacenti redigendo un nutrito elenco di specie rare e tipiche della zona umida.

SERRE

SERRE  Apri
Loc. SERRE SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
24 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Castelcivita, Sicignano degli Alburni, Albanella
Per quanto riguarda il nome del borgo, esistono due attendibili versioni che ci illustrano da dove, il nome 'Serre', possa provenire. Nella prima, si sostiene che esso abbia origine dal latino 'sera' (spranga, sbarra per chiudere la porta), riferendosi alle colline che circondano il paese e che chiudono valli e pianure. Nella seconda, invece, si considera che il nome possa derivare dal nome degli strumenti (appunto le serre, costituite da due grossi manici congiunti da una grossa lama dentata.) con cui i boscaioli dell'epoca, disboscarono il colle per farvi nascere le loro abitazioni, prime dimore del centro abitato del paese che, per questo motivo e' conosciuto anche come 'il paese delle serre'

FAGIOLI BIANCHI DI ROTONDA D.O.P.

FAGIOLI BIANCHI DI ROTONDA D.O.P.  Apri
Loc. POTENZA - BASILICATA  Navigatore
32 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Pignola, Lagopesole, Acerenza
I Fagioli Bianchi di Rotonda sono prodotti in provincia di Potenza, nei comuni di Rotonda, Viggianello, Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore. I terreni su cui vengono coltivati i Fagioli Bianchi di Rotonda sono situati nella valle del Mercure. Le principali caratteristiche qualitative sono l'elevato contenuto proteico della granella; il tegumento molto sottile, e infine l'aspetto dei baccelli che si presentano completamente bianchi, con semi di dimensioni maggiori, di forma caratteristica tonda/ovale e senza screziature. Le tecniche agronomiche di coltivazione utilizzate per la produzione si caratterizzano per la marcata presenza nel processo produttivo dell'uomo e dell'utilizzo di strumenti propri della valle del Mercure, come l'utilizzo esclusivo di tutori di castagno per il sostegno dei fagioli ottenuti dai boschi presenti nella suddetta Valle. La tecnica utilizzata per la coltivazione e' la stessa che si e' tramandata nel corso degli anni con una serie di operazioni colturali eseguite interamente a mano, come la realizzazione della struttura di sostegno dei fagioli rampicanti, la scerbatura, la raccolta del prodotto. Per l'impianto di sostegno dei fagioli vengono utilizzati pali di castagno di varia dimensione secondo l'utilizzo del sistema a postarella o a rete, per la crescita dei fagioli rampicanti. Famosa la Sagra del Fagiolo Bianco di Rotonda che testimonia il forte legame che tra questo prodotto e il territorio. Nel 2004, i Fagioli Bianchi di Rotonda sono stati inseriti nell'elenco dei prodotti tradizionali della Regione Basilicata

CUCCARO VETERE

CUCCARO VETERE  Apri
Loc. CUCCARO VETERE SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
44 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Centola, Pioppi, San Giovanni a Piro
Quando si arriva a Cuccaro Vetere il visitatore si trova di fronte a un paesaggio suggestivo. Il borgo infatti e' arroccato sulla sommita' di una bassa collina, quasi come fosse una cittadella. Vi si puo' accedere agevolmente solo dalla parte settentrionale attraversando una strada che proviene dalla SS18. Il centro domina verso sud-est il corso alto del torrente Lambro e le vallate sottostanti che degradano dolcemente verso il mare di Palinuro. Tutt'intorno al paese vi e' una distesa verdeggiante di ulivi, mentre alle spalle del centro abitato si estendono boschi secolari di castagni, querce e pinete che emanano il caratteristico profumo di resina, nei quali e' possibile compiere rilassanti e piacevoli escursioni, fra abbondanti corsi d'acqua che rendono rigogliosa la vegetazione. La dolcezza del paesaggio con le colline circostanti ammantate di uliveti, frutteti e ginestre ed il senso dell'ospitalita' dei Cuccaresi, rendono questo paese il luogo ideale per chi ama la tranquillita' ed il contatto con la natura. Cuccaro Vetere fa parte dell'itinerario, della Comunita' Montana Lambro e Mingardo, 'Tra laure e cenobi' la strada dei monaci basiliani. Fu uno dei presidi difensivi della chora velina, il territorio di influenza della famosa citta' fondata dai greci nel corso del VI secolo a.C. Oggi, Cuccaro Vetere e' un borgo rurale che ha assunto l'aspetto di museo itinerante della civilta' contadina e offre al visitatore, la possibilita' di rinnovare esperienze dei secoli passati, e vivere i momenti della vita quotidiana di un popolo, che ha saputo conservarsi in armonia con la natura.

OLIO DEL CILENTO D.O.P.

OLIO DEL CILENTO D.O.P.  Apri
Loc. CONTRADA PALAZZO SOCCORSO - CAMPANIA  Navigatore
29 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Capaccio, Castelcivita, Albanella
  Brochure PDF
L'olio extravergine D.O.P. Cilento e' uno dei prodotti d'eccellenza dell' olivicultura nazionale e viene prodotto esclusivamente in 62 Paesi del Parco Nazionale del Cilento, in una Terra da sempre fortemente vocata alla coltivazione dell' olio. L'olio extravergine D.O.P. Cilento si presenta dal colore giallo-oro con buona vivacita' e intensita'. All' esame olfattivo mostra un sentore di fruttato inteso di oliva, con piacevoli note di mela e di foglia fresca. Piccante e amaro al punto giusto, e' un olio per chi ama i sapori tipici. La notevole presenza di note aromatiche fa prediligere l'uso di questo olio su piatti tipici dell' area di origine: a crudo e' ideale sulle grigliate di pesce, sulle zuppe di legumi e minestre di verdure, sulle insalate selvatiche, sulle bruschette e sui primi piatti in genere. Laddove e' richiesto l'uso a caldo, l'olio extravergine di oliva D.O.P. Cilento, e' un insostituibile sostegno che accompagna morbidamente tutti i tipi di soffritti, stufati, sughi, ragu' e via seguito. E che dire della pizza

GROTTE DI CASTECIVITA

GROTTE DI CASTECIVITA  Apri
Loc. CASTELCIVITA - CAMPANIA  Navigatore
22 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Albanella, Serre, Sicignano degli Alburni
Le Grotte di Castelcivita costituiscono, con i loro 1.200 metri di percorso turistico su un totale di 4.800, uno dei complessi speleologici piu' estesi dell'Italia meridionale. Il sistema di cavita' sotterranee, anche noto come Grotte del Diavolo, Grotte di Spartaco o Grotte Principe di Piemonte, si apre a circa 94 metri di altitudine, tra le rive del fiume Calore ed il versante sud-occidentale dei Monti Alburni, mostrando da subito un suggestivo scenario di gallerie, ampi spazi e strettoie, scavate dall'azione millenaria dell'erosione carsica. le Grotte di Castelcivita si sviluppano lungo un unico ramo principale da cui, in piu' punti, si disserrano brevi diramazioni secondarie. Il sistema ipogeo si presenta suddiviso in due diversi settori, separati da un dislivello positivo di circa 5 metri denominato Salto. La risalita dei gradoni del Salto consente di passare da un percorso propriamente turistico, ad un percorso fuori sentiero che, attraverso spettacolari ambienti concrezionati, adorni di imponenti ed eccentriche formazioni calcaree, conduce fino ad un ampio bacino idrico definito Lago Terminale. Dopo numerose esplorazioni speleologiche, documentate gia' a partire dalla fine dell'Ottocento, nel 1972,le Grotte di Castelcivita acquistano una notevole rilevanza paleontologica, grazie alla localizzazione di interessanti depositi archeologici, proprio all'ingresso della cavita'. Dall'analisi dei reperti recuperati (strumenti in pietra e resti fossili) si e' potuta accertare una frequentazione umana del sito risalente a circa quarantamila anni fa. Il fascino delle testimonianze relative alle abitudini di vita dell'uomo preistorico e la suggestione di straordinari fenomeni naturalistici e geomorfologici, realizzano, all'interno delle Grotte di Castelcivita, l'incanto di un surreale paesaggio sotterraneo ancora attivo, in cui l'incessante stillare delle volte, continuando a formare stalattiti e stalagmiti, accompagna il cammino di numerosi visitatori durante tutto l'anno

CALABRITTO

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Loc. CALABRITTO - CAMPANIA  Navigatore
34 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Senerchia, Acerno, Conza della Campania
Calabritto e' un piccolo paese nell'Alta Valle del Sele, dominato dal monte Cervialto (mt 1809). L'alta valle del Sele fu anticamente popolata da genti di varie stirpi, ognuna delle quali ha lasciato i segni della propria civilta', segni che affiorano qua e la' nei campi, in prossimita' dei fiumi, in antiche grotte, lungo i pendii delle colline. L'economia locale si regge sul patrimonio boschivo e su alcune attivita' del terziario. Ampiamente praticata e' l'agricoltura di sussistenza che produce frutti di qualita' pregiata: olio, castagne, vino e nocciole. Non manca chi si e' dedicato alla pastorizia e alle attivita' connesse. Il clima del luogo e' asciutto e temperato. Tra le caratteristiche, i numerosi sentieri sparsi tra le montagne del Comune che conducono alla scoperta di posti nuovi e suggestivi (Santuario della Madonna della Neve, di Grienzi, della Madonna del Fiume, monte Altillo, Cervialto, Altopiano del Gaudo, Piano Migliato). Da Calabritto tra fitti boschi di faggio e verdeggianti pianori che costituiscono un itinerario paesaggistico di rara bellezza si giunge all'altopiano di Laceno. E' possibile poi raggiungere in pochi minuti Materdomini, dove si trova il Santuario di S. Gerardo Maiella; Caposele, da dove si dirama l' acquedotto pugliese; Senerchia, dove si trova l'oasi WWF; Valva, famosa per il castello; l'abbazia del Goleto a S. Angelo e in poco piu' di mezzora, Salerno e Paestum con la costiera Amalfitana.

WWF: OASI GROTTE DEL BUSSENTO

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Loc. MORIGERATI SALERNO, ITALY - CAMPANIA  Navigatore
45 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Sapri, Casalbuono, Acquafredda
  Brochure PDF
Un canyon ricoperto da lussureggiante vegetazione da visitare percorrendo un sentiero che si snoda dal centro storico lungo un ruscello con sorgenti, cascate, un antico mulino fino alla grotta dove si assiste alla risorgenza del fiume carsico Bussento. L'Oasi si trova all'interno di un Sito d'Importanza Comunitaria nel Comune di Morigerati (Sa). L'area si estende per circa 607 ettari all'interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed e' anche nella lista mondiale dei Geoparchi. L'Oasi di Morigerati e' un geosito 'principale' per il rilevante fenomeno carsico. Ambiente All'interno del Parco nazionale del Cilento-Vallo di Diano, si trova in un canyon ricoperto da lussureggiante vegetazione dove scorre il fiume Bussento. Il sistema di grotte fa di quest'oasi un tassello unico di natura protetta e da preservare. Abbiamo allestito percorsi natura per dare a tutti la possibilita' di ammirare l'ambiente e gli animali, che agevoli il contatto con la natura L'Oasi affiliata delle Grotte del Bussento di Morigerati e' costituita da ambiente ipogeo fluviale, gole, valle fluviale. L'estensione e' di 607 ettari. La vegetazione in fondo alle gole e' caratterizzata dalla presenza di muschi e felci e da arbusti di ontano e salice. In alto sul vallone a nord ovest, il bosco e' composto da leccio, roverella, frassino, carpino, mentre sul versante opposto predomina la macchia mediterranea, con euforbia arborea e lentisco. Nelle acque limpide del fiume sono presenti trote, gambero di fiume, granchio di fiume e si possno individuare i segni del passaggio della lontra. Nel bosco di leccio si possono incontrare invece le tracce di mammiferi altrettanto elusivi quali istrice, gatto selvatico, lupo. Tra gli uccelli spiccano i rapaci: gheppio, astore, nibbio bruno, nibbio reale, e l'altrettanto imponente corvo imperiale. L'Oasi e' dotata di un Centro visite, un sentiero natura, un'area attrezzata e di un'antico mulino in pietra.

COSTA DEL CILENTO

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Loc. LICINELLA-TORRE DI PAESTUM - CAMPANIA  Navigatore
43 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Agropoli, Capaccio, Albanella
Da Paestum a Sapri, centinaia di chilometri di spiagge, calette, rocce a picco sul mare, grotte segrete e' la costa del Cilento, tra le piu' belle e incontaminate d'Italia. Paesini arroccati e morbide colline fanno da cornice ad uno scenario unico. Dalla riserva di Punta Licosa, con i suoi pini che sembrano tuffarsi nel mare, all'Arco Naturale di Palinuro, un monumento scolpito da madre natura. Ogni anno almeno su dieci spiaggie della costa cilentana sventolano le bandiere blu del FEE e le vele di Legambiente. A pochi passi dal mare le antiche Torri Saracene e il sito archeologico di Velia di grande suggestione. I paesi sulla costa e quelli nell'entroterra nel periodo estivo si animano di spettacoli e sagre dove gustare i prodotti tipici cilentani. La Costiera cilentana la fa da padrone in Campania con ben 10 localita' menzionate nella guidablu di Legambiente e ben 8 localita' che si fregiano della Bandiera Blu FEE. Per quanto riguarda le Vele di Legambiente, lo scettro regionale con 5 vele, il massimo assoluto, spetta a Pollica-Acciaroli e Pioppi, localita' ormai rinomata all'interno del Parco del Cilento, che a livello nazionale si insedia al ridosso del podio. Seguono Positano e Sapri premiate con 4 vele. Sempre con 4 vele ma fuori dal podio Castellabate, Pisciotta ed Anacapri. Con tre vele troviamo Vico Equense, Cetara, Massa Lubrense, Palinuro, Ascea, Camerota, San Giovanni a Piro. Con due vele troviamo Praiano, Amalfi, Vietri sul Mare, Agropoli, Capaccio-Paestum, Procida, Sorrento, Capri. Con una sola vela Ischia. Elenco delle localita' cilentane premiate con Bandiera Blu e/o Vele Legambiente : Pollica (con le frazioni Acciaroli e Pioppi): Bandiera Blu, 5 Vele Sapri: Bandiera Blu, 4 Vele Castellabate (Tresino, Lago, S.Maria, S.Marco, Licosa, Ogliastro Marina): Bandiera Blu, 4 Vele Pisciotta: Bandiera Blu, 4 Vele Centola (con la frazione Palinuro): Bandiera Blu, 3 Vele Ascea: Bandiera Blu, 3 Vele Agropoli: Bandiera Blu, 2 Vele Montecorice-Agnone: Bandiera Blu Marina di Camerota: Bandiera Blu per approdo turistico, 3 Vele San Giovanni a Piro (con la frazione Scario): 3 Vele Capaccio-Paestum: 2 Vele Acciaroli: bandiera bl

PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI

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Loc. SICIGNANO DEGLI ALBURNI - BASILICATA  Navigatore
12 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Castelcivita, Muraglione, Serre
Qui la natura e' protetta! Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, secondo parco in Italia per dimensioni, si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano-lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison, nonche' i contrafforti costieri del M. Bulgheria e del M. Stella. Alle straordinarie emergenze naturalistiche, dovute alla notevole eterogeneita' del territorio, si affiancano il carattere mitico e misterioso di una terra ricca di storia e cultura: il richiamo della ninfa Leucosia, alle spiaggie dove Palinuro lascio' Enea, dai resti delle colonie greche di Elea e Paestum, alla splendida Certosa di Padula. E quanto altro potrete trovare in una terra ancora tutta da scoprire

MUSEO DI PAESTUM

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Loc. PAESTUM SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
35 Km da GROTTE DI PERTOSA
Altitudine: 314 mt. s.l.m.  Area Albanella, Licinella-Torre di Paestum, Agropoli
Fondata dai greci intorno al 600 a.E.V., si chiamava inizialmente Poseidonia, da Poseidone, o Nettuno, dio del mare, al quale la citta' era stata dedicata. Tra il 400 e il 273 avanti fu occupata dalla popolazione italica dei lucani. Nel 273 divenne colonia romana col nome di Paestum. Ma e' indubbio che la fondazione della citta' fosse preceduta dall'impianto di una fattoria commerciale sulla sponda sinistra e presso la foce del fiume Silaros e che le condizioni malariche del terreno indussero poi i primitivi coloni a spostare il centro abitato verso oriente, su un banco calcareo leggermente rialzato sulla pianura e sul litorale, lungo il corso di un'altro fiume minore (fiume Salso o Capofiume). Dall'impianto primitivo sul Silaros sviluppo' il porto marittimo e fluviale della citta' e presso di esso sorse il Tempio di Era Argiva, che divento' presto uno dei piu' grandi e venerati santuari dell'Italia antica: circa 50 stadi separavano la citta' dallo Heraion e dal suo emporio sul fiume.La fine dell'Impero Romano coincise grosso modo con la fine della citta'. Verso il 500 E.V., infatti, in seguito ad un'epidemia di malaria, aggravata dall'insalubrita' del territorio, gli abitanti gradualmente abbandonarono la citta'. La riscoperta di Paestum risale al 1762, quando fu costruita la strada moderna che l'attraversa tuttora

GROTTA DI PERTOSA AULETTA

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Loc. GROTTE DI PERTOSA-AULETTA, MURAGLIONE SA, ITALIA - CAMPANIA  Navigatore
<1 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Sicignano degli Alburni, Castelcivita, Serre
Le Grotte si trovano sui Monti Alburni, nei pressi del fiume Tanagro, immerse nel cuore di una natura spettacolare. L'intero complesso delle Grotte si estende per una lunghezza di circa tremila metri, sospesi tra terra e acqua, in un'alternanza cosi' suggestiva da emozionare chiunque. Cio' che rende uniche queste grotte e' il fiume sotterraneo Negro: un fiume proveniente dalle piu' recondite profondita' che offre un affascinante ed inconsueto viaggio in barca immersi in un silenzio magico, laddove luci ed ombre si incontrano e si confondono in un gioco sempre nuovo, rimanendo incantati dallo scrosciare della grande cascata naturale. I principali processi che intervengono nella formazione delle grotte (appunto i fenomeni di speleogenesi) si possono raggruppare come segue: & azione delle soluzioni acquose, con la loro capacita' di esercitare la corrosione sui calcari e di ridepositare carbonato di calcio in forma di concrezioni; & azione delle acque in quanto operano un'erosione meccanica sul letto dei fiumi sotterranei ed esercitano il trasporto e la deposizione di sedimenti; & azione della gravita' che determina crolli delle volte e delle pareti di cavita' gia' formate; ne risultano ammassi di detriti, spesso di grossi blocchi, al suolo. Inoltre, i principali fattori geologici responsabili della genesi, distribuzione, orientazione ed evoluzione delle cavita' carsiche sono gli elementi tettonici, ed in particolare: fratture, pieghe, faglie, giacitura e spessore degli strati. Le fratture svolgono un ruolo importantissimo: in primo luogo consentono alla roccia affiorante di offrire alle acque chimicamente attive una superficie inclinata piu' ampia su cui esercitare il loro potere erosivo; in secondo luogo permettono alla dissoluzione di interessare anche l'interno della massa calcarea oltre che la superficie. Cosi' facendo, i sistemi di fratturazione condizionano fortemente la distribuzione e la direzione di maggior sviluppo delle cavita' sotterranee. Tuttavia, nell'ambito di un massiccio carbonatico non tutte le fratture rivestono lo stesso ruolo: l'influenza di queste nei confronti delle cavita' dipende fortemente dalla loro apertura, inclinazione e orientamento. Infatti le acque di infiltrazione, nell'attraversare la zona di sottosuolo non satura (non piena d'acqua), preferiscono generalmente fratture piu' aperte ed inclinate, o verticali. Il riconoscimento dell'importanza archeologica delle Grotte di Pertosa-Auletta e' da attribuire ai primi scavi condotti tra il 1897 ed il 1898 da Paolo Carucci e Giovanni Patroni. I due diedero interpretazioni diverse della frequentazione umana nella cavita': il primo sottolineo' il carattere puramente abitativo, mentre il secondo il carattere cultuale. Nei successivi scavi fu ritrovata una struttura lignea simile ad una vera e propria palafitta. E' con le indagini moderne e con l'abbassamento del livello del bacino creato per lo sfruttamento idroelettrico del torrente ipogeo che viene confermata la presenza di strutture lignee altrimenti invisibili, con il recupero di materiali sommersi

CASCATE U UATTENNIERE

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Loc. SAN FELE - BASILICATA  Navigatore
33 Km da GROTTE DI PERTOSA
  Area Atella, Lagopesole, Monteverde
Il torrente Bradano scorre nelle prossimita' di San Fele ,per arrivare alle cascate si prende la strada San Fele-Rapone,passando da via Umberto °,e dal Calvario.Dopo circa 1 km dall'uscita da San Fele si arriva ad una curva con incrocio sulla destra,dove esiste un tratturo comunale e li' ci sono le indicazioni in legno (prima del ponte e della fontana),che indicano le cascate .Lasciare qui' la macchina e scendere a piedi alle cascate..Sono circa 400 mt. Suggerimento: Meglio scarpe da trekking o sportive e con un bastone tra le mani..mostrare un po' di attenzione perche' puo' essere anche a tratti scivoloso e pertanto pericoloso.Sopratutto per i bambini che devono sempre essere accompagnati dai genitori e/o dagli adulti.Seguire le indicazioni riportate sulle frecce in legno che si trovano sul sentiero.Un altro percoso e' lasciare la macchina in via Umberto ( vicino al bar-ristorante Tipicamente )a San Fele e proseguire a piedi per loc.Levatelle.un percorso di cira 1,5 km in andata.Stare attenti perche' si passa da un sentiero sopra la prima cascata che e' stretto e puo' essere pericoloso

Escursioni e attrazioni in CAMPANIA vicino a MURAGLIONE SA, ITALIA Sicignano degli Alburni Castelcivita Serre: 'CASTEL LAGOPESOLE'   'SPIAGGIA DI AGROPOLI'   'CASALBUONO'   'WWF: OASI DI PERSANO'   'WWF: OASI MONTE POLVERACCHIO'   'WWF: OASI LAGO DI CONZA'   'FICO BIANCO DEL CILENTO D.O.P.'   'WWF: OASI BOSCO CAMERINE'   'PARCO REGIONALE MONTI PICENTINI'   'CARCIOFO DI PAESTUM I.G.P.'   'WWF: OASI VALLE DELLA CACCIA'   'WWF: OASI PANTAGNO DI PIGNOLA'   'SERRE'   'FAGIOLI BIANCHI DI ROTONDA D.O.P.'   'CUCCARO VETERE'   'OLIO DEL CILENTO D.O.P.'   'GROTTE DI CASTECIVITA'   'CALABRITTO'   'WWF: OASI GROTTE DEL BUSSENTO'   'COSTA DEL CILENTO'   'PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI'   'MUSEO DI PAESTUM'   'GROTTA DI PERTOSA AULETTA'   'CASCATE U UATTENNIERE'  

CAMPANIA


La Campania, situata nel'Italia meridionale, si estende lungo il versante del mar Tirreno, dalla foce del Garigliano al Golfo di Policastro. La dolcezza del clima, la bellezza delle coste, la ricchezza dell'arte e della storia, l'amore per la cucina rendono la Campania una terra tutta da vivere. Un viaggio che inizia dal mare, re incontrastato, con il suoi colori intensi, le coste ricche di baie, insenature e pareti rocciose, le isole del Golfo di Napoli Capri, Ischia e Procida, veri capolavori della natura. Questa regione è caratterizzata da una dalla ricca vegetazione mediterranea in cui sono incastonati paesi ricchi di storia, d'arte e di tradizioni, dove trascorrere un soggiorno indimenticabile. E come dimenticare il monumento della natura che domina imponente questa terra? Il Vesuvio, cupo e misterioso, amato per la sua bellezza e temuto per la sua potenza. E poi Napoli, conosciuta nel mondo per l'intensità e la passione della sua musica che, come la città, mescola aspetti colti e popolari, sacri e profani, gioiosi e malinconici. E adagiata su una terrazza di tufo a strapiombo sul mare, Sorrento. In questo scorcio di paradiso, coste frastagliate e inaccessibili si alternano a piccole e nascoste spiagge che danno vita ad un paesaggio unico. Qui l'opera dell'uomo è stata grandiosa. Le zone più impervie oggi sono costituite da una serie di terrazzamenti degradanti verso il mare, utilizzati per coltivare agrumi, ulivi e viti. Sono i giardini dai quali esalano gli inebrianti profumi di aranci, limoni e zagare. Musica, mare, divertimento e natura, ma anche storia e cultura.

Da Vedere: La Costiera Amalfitana: E' situata sul fianco sud della penisola di Sorrento ed è una delle zone balneari più rinomate del Sud Italia. La strada principale si estende da Sorrento a Positano e durante il tragitto si possono ammirare, fra le altre, stupende località quali Praiano, Amalfi, Ravello e Minori con le sue rovine romane. Il Maschio Angioino a Napoli: simbolo della città, fu edificato per volere di Carlo D'Angiò che volle una residenza fortificata vicino al mare. Napoli vale una visita anche per altri monumenti fra cui il Duomo, il Palazzo Reale e la monumentale Piazza Plebiscito. Gli scavi di Pompei in provincia di Napoli colpita dall'eruzione del Vesuvio insieme ad Ercolano e Stabia nel 79 d.c. , periodo del suo massimo splendore. L'Isola di Ischia: Appartenente al golfo di Napoli è la principale fra le isole Flegree. Denominata anche Isola Verde per la colorazione delle sue rocce (il tufo verde), Ischia e' particolarmente famosa per la ricchezza di sorgenti termali attorno alle quali si sono sviluppati attrezzati centri benessere. L'isola di Capri: E' certamente una delle isole minori più esclusive d'Italia ed è' costituita da due centri , Anacapri e Capri raggiungibile quest'ultima attraverso una funicolare. Da non perdere sono i famosi Faraglioni e la Grotta Azzurra. Parco del Cilento: Nel 1973 durante il convegno internazionale I parchi costieri mediterranei venne sottolineata la necessità di realizzare un parco naturale nel territorio cilentano per difendere il territorio dal cosiddetto turismo di rapina che già allora iniziava a dare i suoi primi risultati. L'atto ufficiale di nascita del Parco avviene il 6 dicembre 1991, con la legge R 394. Il Parco nazionale del Cilento-Vallo di Diano comprende quasi tutta la parte meridionale della provincia di Salerno. L'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria costeggia il perimetro del parco sui lati settentrionale e orientale. Le uscite più convenienti sono: Battipaglia per la fascia costiera da Agropoli a Palinuro; Campagna, Sicignano e Petina per i monti Alburni; Sala Consilina e Padula per l'area del Cervati; ancora Padula per la fascia costiera da Policastro a Marina di Camerota. Diverse strade statali attraversano il parco con percorsi tortuosi ma di grande interesse paesaggistico e infine vi sono altre rotabili minori. Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è il secondo parco in Italia per dimensioni e si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano - lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison. Alle straordinaria eterogeneità del territorio si affianca il carattere mitico di una terra ricca di storia e cultura.

Gastronomia e Vini: La gastronomia campana ha reso l'Italia conosciuta nel mondo grazie alla pizza che rispecchia il gusto e la semplicità di un intero paese. I napoletani, popolo ingegnoso, la inventarono mentre erano alla ricerca di un piatto povero ma allo stesso tempo nutriente. In origine la pizza era bianca, solo pasta e mozzarella; il pomodoro fu introdotto dopo che venne importato dall'America. Altri piatti tipici sono il 'rraù' o ragù del guardaporta, un piatto unico a base di strutto, grasso di prosciutto e fettine di vitello ripiene di formaggio, aglio,pinoli, uvetta e prezzemolo; i calamaretti alla napoletana arricchiti con pinoli e olive nere e fra i dolci la pastiera napoletana fatta con ricotta e aranci ed il Babà. La Campania è anche la patria della pasta che spesso viene condita semplicemente con pomodoro e origano e della mozzarella, famose quelle di bufala che viene prodotta a Capua e Battipaglia. Fra i vitigni tipici della regione sono il Trebbiano, il Sangiovese, la Malvasia, il Greco e l'Aglianico, mentre fra i vini che si producono i più bevuti sono il Procida ed il Vesuvio tra i rossi e il Lacrima Christi, L'Ischia ed il Capri fra i bianchi. Degno di nota è anche il famoso limoncello di Sorrento.