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  FROSINONE


FROSINONE

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a FROSINONE Collepardo Vallecchie Rendinara

FAGIOLO CANNELLINO DI ATINA D.O.P.

FAGIOLO CANNELLINO DI ATINA D.O.P.  Apri
Loc. FROSINONE FR, ITALIA - LAZIO  Navigatore
1 Km da FROSINONE
  Area Collepardo, Vallecchie, Rendinara
Il fagiolo Cannellino di Atina e' un fagiolo dal colore bianco opaco e dal gusto delicato. E' cosi' tenero che e' l'unico fagiolo che non deve essere messo in ammollo prima della cottura. Nell'antichita' era regalato ad amici e parenti come dono prezioso. Un po' di storia Le testimonianze dell'importanza di questo prodotto risalgono al 1800. Gia' nel 1811 Demarco definisce il 'Fagiolo Cannellino di Atina' di ottima qualita' e Cirelli nel 'Il Regno delle due Sicilie' (Vol.III 1855/60) fornisce dati statistici molto significativi sulla sua produzione (nel 1853 era pari a '2500 tomoli annui')

SPERLONGA

SPERLONGA  Apri
Loc. SPERLONGA - LAZIO  Navigatore
42 Km da FROSINONE
Altitudine: 7 mt. s.l.m.  Area Fondi, Gaeta, Itri
Sperlonga e' un borgo marinaro a meta' strada tra Napoli e Roma, arroccato in cima a uno sperone roccioso, con gli intonaci bianchi di calce, con archi, scalette e viuzze che si aprono e si nascondono, s´inerpicano e ridiscendono fino a scivolare al mare. La sua struttura urbanistica e' tipicamente medievale: partendo da un primo nucleo centrale, le case si sono avvolte intorno al promontorio divenendo tutt´uno con la roccia, e abbracciate le une alle altre in funzione difensiva. Il borgo e' sorto cosi', sullo sperone di S. Magno, nella piu' pura e spontanea architettura mediterranea, con vicoli stretti e lunghe scalinate per rendere piu' disagevoli le incursioni dei predoni del mare. Nell´XI sec. Sperlonga era un castello chiuso da una cinta muraria, nella quale si aprivano due porte che oggi sono le testimonianze superstiti dell´epoca medievale: la Portella (o Porta Carrese) e Porta Marina, la principale via d´accesso al paese, entrambe con lo stemma dell´aquila della famiglia Caetani. Le torri di avvistamento rimaste sono tre: Torre Truglia, edificata su uno scoglio all´estrema punta del promontorio di Sperlonga nel 1532, sulle fondamenta di un´analoga costruzione romana, ricostruita nel 1611, di nuovo distrutta nel 1623 e rifiorita nel secolo successivo; Torre Capovento, contemporanea della precedente, su uno sperone del monte Bazzano; Torre del Nibbio, che era inclusa nel castello baronale e risale al 1500. Dopo la devastazione del 1534 dovette passare quasi un secolo perche' la vita tornasse a Sperlonga, che fu ricostruita nell´attuale forma a testuggine ed arricchita di chiese e palazzi signorili. Tra le emergenze architettoniche, sono da ricordare l´antichissima chiesa di S. Maria di Spelonca, costruita nei primi anni del XII sec. con campanile e pianta latina con matronei, la chiesa di S. Rocco, edificata nel XV sec., Palazzo Sabella, il piu' antico e importante del borgo, temporanea residenza nel 1379 dell´antipapa Clemente VII e con facciata rifatta nel ´500. L´antro di Tiberio, infine, e' una grotta ricavata in una villa romana che si dice appartenesse all´imperatore. La residenza si sviluppava per oltre 300 m. di lunghezza lungo la spiaggia di levante e comprendeva, in epoca augustea, un impianto termale e una piscina circolare collegata a vasche destinate all´itticoltura. Internamente l´antro era decorato con marmi e mosaici in tessere di vetro e arredato con i gruppi marmorei ispirati alle imprese di Ulisse conservati al Museo Archeologico

LATINA

LATINA  Apri
Loc. LATINA - LAZIO  Navigatore
42 Km da FROSINONE
  Area Cisterna di Latina, Sezze, Segni

Negli iniziali progetti di bonifica, il fascismo aveva previsto per l''Agro pontino uno sviluppo esclusivamente rurale, senza la nascita di nuovi centri urbani di notevoli dimensioni. Presto pero il commissario governativo per la bonifica, Valentino Orsolini Cencelli, si rese conto che i preesistenti comuni di Cisterna e Terracina erano insufficienti a coprire le esigenze dei pionieri. Il progetto di un nuovo centro amministrativo punto quindi sulla localita del Cancello del Quadrato dove sorgevano gia piccoli insediamenti. La prima pietra della nuova citta, il cui progetto era curato secondo i canoni dell''architettura razionalista [senza fonte]da Oriolo Frezzotti, venne posta il 30 giugno del 1932, nel totale silenzio dei giornali italiani come aveva disposto lo stesso Mussolini, fortemente contrario al progetto. La stampa estera, al contrario, esalto la costruzione di Littoria dedicando ad essa ampi articoli. Mussolini cambio idea e il 18 dicembre dello stesso anno, partecipo alla solenne cerimonia d''inaugurazione. La nascita della nuova citta fece il giro del mondo. Il territorio comunale fu creato ricavandolo in larga parte da quello dell''attuale Cisterna di Latina (all''epoca Cisterna di Roma, poi dal 1935 Cisterna di Littoria), ma anche dai comuni di Nettuno e Sezze. Fu eretta a capoluogo della neonata provincia nel 1934. La propaganda fascista sfrutto l''opera della bonifica e la inseri all''interno della battaglia del grano, per combattere la crisi economica successiva all''autarchia. Mussolini si recava spesso nelle ex paludi e sono note le immagini propagandistiche di Mussolini che si mostra intento a lavorare il grano a torso nudo, insieme ai coloni. Il comune di Littoria fu popolato con l''immigrazione massiccia di coloni soprattutto veneti, friulani ed emiliani, oggi denominati nell''insieme comunita venetopontine, ai quali furono consegnati i poderi edificati dall''Opera Nazionale Combattenti, similmente a quanto operato nei limitrofi comuni della pianura.

LIPU: PARCO NATURALE DI PANTANELLO

LIPU: PARCO NATURALE DI PANTANELLO  Apri
Loc. GIARDINO DI NINFA, CISTERNA DI LATINA LT, ITALIA - LAZIO  Navigatore
33 Km da FROSINONE
  Area Segni, Sezze, Latina
Il Parco di Pantanello e' il risultato di un complesso e articolato intervento di ingegneria naturalistica che ha consentito di convertire una azienda agricola, attivita' fino al 1995, in una zona umida di notevole valenza ambientale e conservazionistica. Il Parco naturale di Pantanello e' situato all'interno del Monumento Naturale 'Giardino di Ninfa', istituito dalla Regione Lazio nel 2000 ed ha una superficie di circa 100 ettari. Il Monumento Naturale ricade interamente nel comune di Cisterna di Latina (LT). Le aree umide, che coprono circa 12 ettari di superficie, sono costituite da stagni, acquitrini e ambienti paludosi, prati umidi e piccoli corsi d'acqua corrente, sono caratterizzate da differenti valori ecologici. I cinque stagni hanno una profondita' che varia dai 0.20 ai 1.20 metri ed occupato complessivamente 11 ettari; tre nuclei boschivi, radure e incolti completano il mosaico ambientale dell'area. Sono oltre 100 le specie ornitiche censite tra le quali la rara moretta tabaccata, l'airone rosso, il biancone e il falco di palude

CANISTRO

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Loc. CANISTRO L'AQUILA, ITALY - ABRUZZO  Navigatore
35 Km da FROSINONE
Altitudine: 774 mt. s.l.m.  Area Capistrello, Civitella Roveto, Castellafiume
La Valle Roveto contiene elementi gelosamente custoditi da una natura pressoche' incontaminata, preservata come tale dalla sapienza e lungimiranza dei nostri avi. Un attento osservatore saprebbe cogliervi, all'interno, tutti quei componenti necessari alla costruzione di un quadro ricco di storia, cultura, tradizioni e costumi, animato dalla calore e dall'accoglienza della gente di Canistro. Canistro e' situato nella parte piu' settentrionale della Valle Roveto, la sua posizione geo-morfologica e' dovuta ai sistemi di difesa che si era soliti adottare nel Medioevo. Ricchezza del paese sono le sorgenti di acqua, note sul mercato come 'Acqua Santa Croce' che rendono il Parco Sponga un angolo di terra incantato, dove molti amano trascorrere del tempo immersi in una miscela di colori, profumi, aria salubre e fra lo scroscio tranquillo e senza tempo delle acque. Canistro e' circondato dal verde e da folti boschi di castagneti con piante secolari i cui frutti sono di una qualita' superiore, la cosiddetta castagna roscetta

WWF: OASI GIARDINI DI NINFA

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Loc. CISTERNA LATINA, ITALY - LAZIO  Navigatore
34 Km da FROSINONE
  Area Segni, Latina, Sezze
  Brochure PDF
Monumento naturale Giardino di Ninfa - Oasi Affiliata Il Monumento naturale Giardino di Ninfa e' il luogo dei mille colori, grazie a un Giardino botanico tra i piu' belli d'Italia e al Parco naturale Pantanello, in cui e' stato ripristinato l'ambiente precedente la bonifica delle paludi pontine. E' gestita dalla Fondazione Roffredo Caetani, che ne e' proprietaria, e fa parte del sistema delle Oasi Affiliate del WWF. Il Monumento Naturale Giardino di Ninfa e' stato istituito dalla Regione Lazio nel 2000. Esteso circa 106 ettari ricade nel Comune d Cisterna di Latina. Il Monumento Naturale comprende il Giardino storico ricco di piante esotiche, e non solo, il lago e il fiume Ninfa e un lembo di palude pontina ricostituita, Pantanello. Ambiente Il Monumento Naturale Giardino di Ninfa comprende l'intero e splendido complesso di Ninfa, col suo Giardino storico ricco di piante esotiche, il laghetto e l'omonimo fiume Ninfa dalle acque cristalline e il Parco Naturale Pantanello, al di fuori della cinta muraria delle rovine della citta' medievale di Ninfa, che ricopre un'area di 100 ettari in cui e' stato ripristinato l'ambiente tipico dell'agro pontino prima della bonifica: sono stati creati sei stagni e ruscelli alimentati dalle acque del fiume Ninfa ed e' stata reintrodotta la vegetazione tipica delle Paludi Pontine. Flora e fauna Sulle rupi dell' Oasi di Ninfa sono presenti il corvo imperiale, il codirosso e il passero solitario. Le rovine della citta' medievale di Ninfa sono abitate da picchi muratori e upupe, mentre lungo il corso d'acqua si incontrano il martin pescatore, la gallinella d'acqua, il porciglione e la cannaiola

GROTTE DI PASTENA

GROTTE DI PASTENA  Apri
Loc. VALLECCHIE - TOSCANA  Navigatore
20 Km da FROSINONE
  Area Fondi, Itri, Frosinone
Le Grotte di Pastena sono un complesso di cavita', situate nel comune laziale di Pastena, in provincia di Frosinone nell'Italia centrale. Scoperte nel 1926 dal barone Carlo Franchetti e divenute turistiche gia' l'anno successivo, sono gestite dal Consorzio Grotte Pastena e Collepardo. Le cavita' sono suddivise in due rami: Quello attivo inferiore e quello fossile superiore. Quest'ultimo e' definito fossile dato che il processo di stillicidio (che crea stalagmiti e stalattiti) non ha piu' corso da diverse decine di migliaia di anni. Il sito delle cavita' sorge sulla strada provinciale che da Pastena porta a Castro dei Volsci, a 4,5 km dal primo e 9 dal secondo. Fra i centri abitati piu' vicini vi sono la frazione pastenese di Casanova-Cavatelle e quella castrese di Collevento. Le Grotte di Pastena hanno restituito anche numerosi reperti archeologici relativi a sepolture ed offerte di carattere rituale risalenti ad epoca preistorica (Neolitico ed eta' del Bronzo). I materiali rinvenuti durante gli scavi, effettuati dall'Universita' di Perugia e dalla Sovrintendenza Archeologica del Lazio tra il 2001 e il 2008, sono ancora in corso di studio e solo parzialmente pubblicati. Di notevole interesse comunque e' il ritrovamento di un'ascia ed un pugnale in bronzo risalenti alla media eta' del bronzo (XV secolo a.C. circa) sul fondo di uno dei laghetti interni al ramo attivo delle grotte; si tratta di offerte rituali tipiche di questo periodo legate a figure maschili molto importanti all'interno della comunita'

PARCO NATURALE REGIONALE MONTI AUSONI E LAGO DI FONDI

PARCO NATURALE REGIONALE MONTI AUSONI E LAGO DI FONDI  Apri
Loc. ITRI - LAZIO  Navigatore
39 Km da FROSINONE
  Area Formia, Fondi, Gaeta
E' il piu' giovane Parco del Lazio, istituito nel novembre 2008. Coi vicini Aurunci, i Monti Ausoni rappresentano il rilievo piu' vicino alla costa laziale. Non raggiungono quote rilevanti, ma presentano veri e propri tesori naturalistici come i roccioni di Campo Soriano o la splendida sughereta di San Vito e archeologici come i resti di uno dei santuari piu' importanti della romanita', il Tempio di Giove Anxur. Piante e animali singolari vi sono presenti, come pure - ai piedi dei monti & nel lago di Fondi, dalle sponde curiosamente frastagliate

KIWI DI LATINA IGP

KIWI DI LATINA IGP  Apri
Loc. LATINA LT, ITALIA - LAZIO  Navigatore
41 Km da FROSINONE
Altitudine: 2 mt. s.l.m.  Area Cisterna di Latina, Sezze, Segni
  Brochure PDF
Il kiwi nasce in Cina piu' di settecento anni fa, dove gia' alla corte del Gran Khan se ne apprezzava il sapore squisito e la polpa color smeraldo. Questo frutto arriva in Nuova Zelanda solo nel 1906 grazie a dei missionari che, al loro ritorno dalla Cina, portarono con se' delle piantine selvatiche di 'Actinidia Deliciosa'. Le piante rampicanti di Uva Spina Cinese - cosi' era chiamato all'epoca il kiwi - furono inizialmente coltivate come viti ornamentali da giardino; solo piu' tardi, all'inizio degli anni Cinquanta, dopo lunghi e ripetuti studi ed esperimenti, si riusci' ad ottenere la prima varieta' commerciale. I Neozelandesi nel '59 la battezzarono con il nome dell'uccello simbolo della loro nazione: il kiwi. Venti anni dopo la pianta e' arrivata nella nostra penisola e la sua coltivazione si e' estesa sia nelle zone settentrionali sia in quelle meridionali. La pianta del Kiwi esiste in due varieta': la femminile e la maschile. La prima produce fiori e frutti, mentre il seconda solo fiori che servono per impollinare. Il kiwi si consuma generalmente al naturale, opportunamente sbucciato, ma puo' essere utilizzato anche per marmellate, gelatine di frutta, guarnizioni di dolci oppure impiegato nella preparazione di sciroppi e liquori. Vera e propria miniera alimentare, grazie all'elevato contenuto in vitamina C e la ricchezza di fibra alimentare, il kiwi contiene anche la pectina. Questo componente ha la proprieta' di gelificare in presenza di zuccheri, donando all'organismo un appagante senso di sazieta'. Inoltre contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, svolgendo un effetto di controllo sulla glicemia e programmando l'assorbimento del glucosio in modo lento e continuo, condizione questa assai vantaggiosa per chi soffre di diabete mellito. La sua ricchezza di vitamina C rende il kiwi anche un valido prodotto cosmetico naturale. Per esempio schiacciandone la polpa e amalgamandola con del miele, si ottiene una efficace maschera di bellezza rigenerante per il viso

MORINO

MORINO  Apri
Loc. MORINO - ABRUZZO  Navigatore
28 Km da FROSINONE
  Area Rendinara, Civitella Roveto, Canistro
Il centro abitato di Morino sorge nei pressi del torrente Romito, che scorre nella verdeggiante Valle Roveto, levigandola e creando scorci naturalistici di rara bellezza. E' situato alle porte della Riserva Naturale Zompo lo Schioppo, custode della cascata piu' alta dell'Appennino. L'area e' circondata da faggi plurisecolari e Morino-Stemmacastagneti, che ospitano a loro volta una varieta' faunistica di interesse primario per biologi e ricercatori. Del territorio comunale fanno parte anche le frazioni di La Grancia e Rendinara, alle falde del monte Pizzo Deta. Tra itinerari escursionistici, chiese, monumenti, musei e buona cucina, Morino si contraddistingue per il suo carattere dinamico e sempre attivo, come testimonia il ricco calendario di eventi, durante tutto l'anno. Fa parte delle Comunita' Montana Valle Roveto e, come tutti gli altri paesi limitrofi, ha sempre vissuto di un' economia basata sull'agricoltura e sulla pastorizia. Malgrado i terreni della Valle Roveto non siano tra i piu' fertili della regione, data l'altitudine e i rigidi inverni a cui sono sottoposti, a Morino si coltivano soprattutto grano, granturco, patate e legumi, cosi' come vigne e oliveti. Da sempre il borgo lotta disperatamente contro il drastico processo di spopolamento, che ha visto e vede tuttora, molti morinesi abbandonare il proprio borgo per trasferirsi nelle citta', come Roma. Ritrovandosi infine ogni anno, durante il periodo estivo, a tornare alle proprie origini, per rivivere la cultura locale e gustare gli straordinari piatti della gastronomia, preparati ancora secondo antiche tradizioni

CIVITELLA ROVETO

CIVITELLA ROVETO  Apri
Loc. CIVITELLA ROVETO L'AQUILA, ITALY - ABRUZZO  Navigatore
33 Km da FROSINONE
Altitudine: 531 mt. s.l.m.  Area Canistro, Morino, Capistrello
Civitella Roveto e' un centro agricolo e di soggiorno estivo della Val Roveto, situato nel fondovalle sulle due sponde del Liri, ai piedi delle pendici rocciose dei monti Simbruini (Monte Viglio, 2156 m). Il nucleo originario, sorto forse al posto di un'antica citta' dei Marsi, si trova alla sinistra del fiume, su uno sperone isolato da due vallette laterali. Sulla riva opposta si estende un abitato piu' moderno costruito dopo il terremoto del 1915. Attualmente il Comune e' tra i territori della Comunita' Montana Valle Roveto. Il centro storico di Civitella Roveto e' un borgo medievale di circa 5 ettari, racchiuso fra le mura di fortificazione (lunghe circa 840 m.) ancora oggi ben conservate, probabilmente sovrapposte alla cinta muraria della Civitella marsa arcaica e italico-romana. Le sue strade sono dette 'Rue' e ogni anno lungo le sue suggestive stradine di montagna, si tiene un'importante manifestazione enogastronomica, denominata appunto 'Lungo le Antiche Rue'. La frazione Meta, posta a circa 1050 m. slm. e' l'unico paese della Valle Roveto a trovarsi a un'altitudine superiore ai 1000 mentri. Le sue origini molto antiche lo fanno risalire sicuramente a prima dell'anno Mille, quando veniva indicato con il nome di Castello di Meta. Oggi e' un luogo di produzione di ottimi formaggi e salumi, ed e' uno splendido terrazzo naturale affacciato sulla Valle Roveto. La piccola frazione e' luogo di villeggiatura estiva per le famiglie del luogo che si soo trasferite nella Capitale

GERANO

GERANO  Apri
Loc. GERANO RM, ITALIA - LAZIO  Navigatore
45 Km da FROSINONE
  Area Cervara di Roma, Rocca di Botte, Camerata Nuova
Il territorio del comune di Gerano, esteso per circa 1009 ettari, occupa la zona meridionale del complesso montuoso dei Ruffi, a sua volta appartenente alle unita' carbonatiche laziali - abruzzesi. Gli affioramenti calcarei dei monti Ruffi cedono il posto, nella parte degradante verso Gerano, ad arenarie, marne ed argille, che si succedono in ritmica alternanza, risalenti al periodo del Miocene. La presenza della marna e dell'arenaria spiega il frequente incontro nel nostro territorio di suolo sabbioso, che erroneamente viene connesso alla presenza di pietra tufacea, tipica invece di zone vulcaniche. Caratteristica dei depositi arenacei e' quella di possedere una certa permeabilita' per porosita', che si aggiunge a quella per fratturazione; benche' piuttosto ridotta, essa consente delle emergenze sorgentizie, tuttora utilizzate per l'approvvigionamento idrico. Vera ricchezza, pero' e il paesaggio vegetale, il cui valore ambientale e' connesso alla varieta' di specie. La posizione nel centro Italia, l'equidistanza dal mare e dai rilievi appenninici, con possibilita' di contatto tra diverse regioni biogeologiche, il clima favorevole e le abbondanti precipitazioni hanno favorito l'incontro di specie di diversa provenienza. Sono i boschi di castagno ad occupare gran parte del manto vegetale; sfruttati sin dall'epoca romana, vengono tutt'ora governati a ceduo, e utilizzati per la produzione di legno da palificazione. Il castagno oggi rappresenta soprattutto un bene ambientale, considerata la bellezza delle estensioni delle macchie Geranesi. Il dominante castagno viene accompagnato dalla roverella, l'acero campestre, l'orniello, il carpino, il pioppo tremulo e specie piu' rare come l'albero di Giuda e il Maggiociondolo. Anche il sottobosco risulta piuttosto ricco per la presenza di specie importanti come l'agrifoglio, il pungitopo oltre a numerose varieta' di funghi come il porcino (Boletus Edulis), il galletto (Chantarellus) e l'ovulo (Amanita Cesarea). Antichi sentieri boscosi consentono piacevoli passeggiate accompagnate dal canto di numerosi passeriformi; tra questi alcuni molto interessanti perche' consentono di visitare anche altri comuni limitrofi. Percorso Via Rocca d'Elci In prossimita' di Ciciliano, splendidi scorci si aprono salendo sulla Via Rocca d'Elci attraverso la quale si raggiunge la 'Rocchetta' (la Rocca d'Elci), di cui rimangono importanti resti e dalla quale si domina la Valle Empolitana in un grandioso scenario di boschi e pietre sporgenti. Percorso Monte Spina Santa Partendo da Ciciliano sulla strada e' possibile fare una piccola deviazione per visitare la Chiesa campestre di S.Pietro. Si prosegue poi verso il Passo della Fortuna da cui e' ben visibile il Santuario della Mentorella che sorge nel territorio di Guadagnolo (Comune di Capranica Prenestina) arroccato sulle aspre pendici dei Monti Caprini che domina la Valle del Giovenzano da 1030 metri di altezza. Una volta in cima al Monte Spina Santa si puo' godere di uno splendido panorama sulle catene montuose minori dell'antiappennino della Provincia di Roma.

PECORINO ROMANO DOP

PECORINO ROMANO DOP  Apri
Loc. SEGNI - LAZIO  Navigatore
30 Km da FROSINONE
  Area Cisterna di Latina, Artena, Sezze
  Brochure PDF
Il Pecorino Romano e' un formaggio italiano a Denominazione di origine protetta, la cui zona di origine comprende la Sardegna, il Lazio e la provincia di Grosseto (Toscana). Tutti i processi di lavorazione, dall'allevamento del bestiame alla stagionatura del formaggio, devono avvenire entro questa zona. Anche i fermenti lattici e gli agnelli che forniscono il caglio devono essere autoctoni. Le prime testimonianze del Pecorino Romano risalgono all'Impero Romano. Originario dell'Agro Romano e' descritto dettagliatamente nelle opere di molti autori dell'Antica Roma come Plinio il vecchio, Marco Terenzio Varrone, Lucio Giunio Moderato Columella e Publio Virgilio Marone; proprio nel trattato De re rustica dello scrittore di agricoltura Columella e' riscontrabile una minuziosa descrizione delle tecniche di lavorazione del latte ovino

CAPISTRELLO

CAPISTRELLO  Apri
Loc. CAPISTRELLO L'AQUILA, ITALY - ABRUZZO  Navigatore
38 Km da FROSINONE
Altitudine: 737 mt. s.l.m.  Area Canistro, Castellafiume, Civitella Roveto
Diviso in vari rioni, Capistrello sorge nel cuore dell'Abruzzo, al centro dell'Italia, circondato da valli e catene montuose che ne delimitano i confini, solcate dalle fresche acque dell'affascinante fiume Liri. Da sempre terra di passaggio tra la costa adriatica e l'area fucese, deve il suo nome proprio alla particolare posizione occupata. Secondo altri fonti il suo nome potrebbe derivare dal latino caput castro rum, ossia capo degli accampamenti, cosi come raffigurato nello stemma cittadino. Oggi Capistrello si dimostra un vero borgo autentico, dove tradizione e edilizia conservano gli antichi valori e canoni tradizionali. Luogo ideale per lunghe passeggiate tra le sue vie acciottolate o tra i sentieri lungo le montagne rocciose, Capistrello fa parte della comunita' montana Valle Roveto a pochi passi dalla riserva naturale del Monte Salviano dove e' possibile incontrare affascinanti esemplari di flora e fauna locale, tra le fresche acque di torrenti e ruscelli che solcano il terreno

ITRI

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Loc. ITRI LT, ITALIA - LAZIO  Navigatore
42 Km da FROSINONE
  Area Gaeta, Sperlonga, Fondi
Itri e' un comune italiano di 10.658 abitanti della provincia di Latina nel Lazio meridionale. Posta a 170 m s.l.m., la cittadina sorge in una caratteristica vallata tra le falde occidentali dei monti Aurunci (passo di San Donato), a soli 8 km dalla costa. Si trova lungo il percorso della via Appia, tra Fondi (con la quale confina ad Ovest) e Formia (con la quale confina ad Est). Itri confina anche con la citta' di Esperia ad Est; a Nord con Campodimele. A Sud il territorio si affaccia sul mare con una costa rocciosa e frastagliata denominata Punta Cetarola, dove vi e' la spiaggia della flacca antica, e' situata tra le marinerie di Gaeta e di Sperlonga, inoltre fa parte del comune di Itri L'arenile dello Scarpone , sito nella Piana di Sant' Agostino. Il sito ebbe una frequentazione in epoca preistorica: sono stati rinvenuti resti di epoca neolitica (strumenti in pietra e in ossidiana) e dell'eta' del bronzo (Valle Oliva, II millennio a.C.). Lo scomparso Albino Cece dichiarava di aver trovato in zona Campello d'Itri i resti di una civilta' talaiotica risalente a circa quattromila anni fa, deducendone che questo altopiano fosse abitato dal popolo dei Lestrigoni, e che qui doveva sorgere la citta' di Telepilo fondata da Lamo, forse proveniente dalla citta' di La'mia in Tessaglia. Fece parte del territorio degli Aurunci, conquistato quindi dai Romani, che vi realizzarono la via Appia nel 312 a.C. Il sito acquisto' importanza come luogo strategico, tuttavia non si formo' un nucleo abitato molto consistente, anche se e' probabile la presenza di un piccolo centro, se non altro come stazione di posta. Le fonti, in realta', non fanno diretto riferimento ad alcuna citta' tra Fondi e Formia. Il nome del paese deriva probabilmente dal termine latino iter (via, cammino). Nel 1911 erano presenti nel comune cinquecento dei circa mille emigranti sardi arrivati per lavorare al V lotto della Direttissima Roma-Napoli. Nel contesto nazionale erano gia' presenti elementi di razzismo contro i sardi, chiamati sardegnoli, che non scomparvero fino alle imprese della Brigata Sassari nella Prima guerra mondiale. Gli emigranti ricevevano un salario inferiore rispetto agli altri lavoratori, ma si rifiutarono di pagare ogni tangente alla camorra, allora infiltratasi nell'appalto, e per tutelarsi cercarono di costituire una lega di autodifesa operaria. Il 12 e 13 luglio, a seguito di futili pretesti, avvengono due imboscate a cui partecipano gli stessi notabili del paese, nell'indifferenza delle forze dell'ordine. Si contarono, non senza difficolta' e intralci, 8 vittime e 60 feriti, tutti sardi, mentre dalla Corte d'Assise di Napoli trentatre' imputati furono assolti dai giurati popolari e nove condannati in contumacia, a trenta anni di carcere. Fonti locali dell'epoca, parlano di una ribellione contro i sardi da parte della popolazione stanca di sopportare violazioni e prepotenze soprusi d'ogni genere, di come i sardi si trovavano nella condizione psicologica dei conquistatori in questo centro-sud da poco conquistato dal loro Re e gli itrani non trovarono alcuna difesa nello Stato Sabaudo mentre ai sardi fu accordata una sorta di tacito salvacondotto tanto da portare all'esasperazione la societa' itrana non nuova ad atti di resistenza violenta. Durante la seconda guerra mondiale, nel maggio del 1944, i bombardamenti distrussero il paese e i suoi monumenti al 75%

CASTELLAFIUME

CASTELLAFIUME  Apri
Loc. CASTELLAFIUME - ABRUZZO  Navigatore
40 Km da FROSINONE
Altitudine: 861 mt. s.l.m.  Area Capistrello, Canistro, Tagliacozzo
Castellafiume e' un incantevole borgo disteso sulle pendici orientali della catena dei Monti Simbruini, sulle rive del fiume Liri con una configurazione urbana chiusa. L'abitato ha conservato la memoria dell'antico nucleo e dell'espansione sette-ottocentesca. Castellafiume si trova al centro della Valle Nerfa, nel versante che guarda ad Occidente, quello piu' soleggiato e per questo piu' ricco di vegetazione di tipo mediterranea, con lecci sempre verdi inerpicati su 'quelle bellissime grigie e rosate rocce calcaree'. Queste 'alte ripe' sono state scelte come territorio ideale dai corvi imperiali e dai grifoni (anche a causa delle correnti ascensionali calde che provengono dalla mite Valle Roveto). Nell'altro versante, boschi di castagni e querce ed un immensa distesa di faggi rappresentano l'ingresso all'incantevole regno dei monti Simbruini (dal latino sub-imbrinus = sotto le piogge) vero e proprio 'museo all'aria aperta'. Al centro della Valle scorre il fiume Liri, l'antico liris, il piu' grande corso d'acqua della Marsica ed elemento fondamentale del condizionamento dell'assetto insediativo medievale della Vall

PARCO NATURALE DEI MONTI AURUNCI

PARCO NATURALE DEI MONTI AURUNCI  Apri
Loc. ITRI - LAZIO  Navigatore
39 Km da FROSINONE
  Area Formia, Fondi, Gaeta
Catena montuosa del Lazio meridionale, situata tra il corso del Liri-Garigliano, il Mar Tirreno e il contiguo massiccio dei Monti Ausoni. Il Parco interessa il territorio dei Comuni di Ausonia, Campodimele, Esperia, Fondi, Formia, Itri, Lenola, Pico, Pontecorvo, Spigno Saturnia, a cavallo tra le Province di Latina e Frosinone

RISERVA NATURALE ZOMPO LO SCHIOPPO

RISERVA NATURALE ZOMPO LO SCHIOPPO  Apri
Loc. RENDINARA - ABRUZZO  Navigatore
26 Km da FROSINONE
  Area Morino, Civitella Roveto, Collepardo
  Brochure PDF
La Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo e' una area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 1987. Comprende un'area di circa 1.025 ha piu' 300 ha di fascia di rispetto, situata interamente nel territorio del comune di Morino, provincia dell'Aquila all'interno della Comunita' montana Valle Roveto. La cascata di Zompo lo Schioppo, situata nel territorio del comune di Morino, rappresenta la cascata piu' alta di tutto l'appennino centrale; le acque precipitano da un'altezza di circa 80 metri per poi confluire a valle verso l'abitato di Morino. Il territorio, e' composto da rocce calcaree e, come avviene nella maggior parte delle rocce che si trovano in zona, comprende molte doline e inghiottitoi. La portata della cascata originandosi da fenomeni carsici, dipende dalla quantita' di precipitazioni che si hanno durante l'anno ed in anni siccitosi essa si dirama in tre cascate, quella principale e quelle delle monache, piu' piccole. Le cascate minori sono sempre presenti, creando un luogo pieno di acqua, quella principale ha carattere intermittente. Il motivo e' da ritrovarsi nel bacino carsico che le origina i cosiddetti fori che danno luogo alle cascate poste ad altezze diverse, piu' in alto quello della cascata principale e piu' in basso quelle minori: con scarse precipitazioni il livello dell'acqua si abbassa e permette all'acqua di uscire solo da quelle piu' piccole, poste piu' in basso

FONDI

FONDI  Apri
Loc. FONDI LT, ITALIA - LAZIO  Navigatore
32 Km da FROSINONE
  Area Sperlonga, Itri, Vallecchie
Il centro storico di Fondi mantiene ancora oggi l'antico ed affascinante impianto romano. Sopravvive agli anni il tratto della via Appia che proveniente da Terracina si dirige verso Itri, e l'antico foro, oggi rinominato Piazza della Collegiata. Da visitare il Castello, affiancato da torre cilindrica, simbolo della citta', eretto nel XIV secolo dalla famiglia dei Caetani, integrato alle forti mura. Giulia Gonzaga vi installo' nel cinquecento la sua corte, creando un polo letterario ed artistico di tutto rispetto. Non distante da questo meraviglioso castello e' il Palazzo del Principe, che viene costruito fra il 1466 e il 1477. Architettonicamente e' frutto dell'incontro fra elementi angioini e gotico-catalani. Il risultato e' assolutamente affascinante. Quartiere da visitare e' quello storico dell'Olmo Perino, detto la Giudea, a ricordare gli antichi abitanti di etnia ebraica. Restano ricordi delle terme di epoca romana, visitabili ancora presso l'attuale Piazza dell'Unita' d'Italia, il museo Civico e la casa degli Spiriti, una struttura antecedente il XIX sec. A visitare l'interno si potrebbe immaginare che in origine si trattasse di una sinagoga, attraversata da corridoi che sono illuminati da un lucernaio propagante una luce fiocca e soffusa. Nel sentito tradizionale la casa produce un forte timore, probabilmente causato dal fatto che, in epoca passata entro la struttura siano stati uccisi dei fuorilegge e ammazzati degli innocenti e bambini. Chi ha visitato la casa afferma che questa sia abitata da incessanti rumori e cigolii e sia attraversata da forti raffiche di corrente inspiegabili. Il timore venne rafforzato a causa dalle molti morti del 1636, causate da un improvviso impaludamento della Piana di Fondi e la seguente malaria. Ancora oggi la casa si trova al centro della Pazza dell'Olmo Perino

CARCIOFO ROMANESCO DEL LAZIO

CARCIOFO ROMANESCO DEL LAZIO  Apri
Loc. SEZZE LT, ITALIA - LAZIO  Navigatore
28 Km da FROSINONE
  Area Cisterna di Latina, Latina, Segni
  Brochure PDF
Ingrediente fondamentale della dieta mediterranea, il carciofo accompagna da tempo immemorabile la cultura gastronomica e rurale delle popolazioni del Centro Italia. Le radici della sua coltivazione vengono fatte risalire al tempo degli etruschi, come attestano raffigurazioni parietali rinvenute all'interno di alcune tombe della necropoli etrusca a Tarquinia. Tuttavia, fu solo dopo la seconda guerra mondiale che il carciofo comincio' a diffondersi con sorprendente rapidita', dispiegando pienamente le sue eccellenti proprieta' organolettiche e la grande versatilita' in cucina. Oggi e' un ortaggio assai diffuso nelle regioni centro-meridionali della Penisola, ma e' nel Lazio che si sono sviluppate le cultivar piu' pregiate che fanno del carciofo romanesco il primo e l'unico, fino ad ora in Italia, a essere tutelato a livello comunitario

POZZO D'ANTULLO

POZZO D'ANTULLO  Apri
Loc. COLLEPARDO FR, ITALIA - LAZIO  Navigatore
15 Km da FROSINONE
  Area Rendinara, Morino, Frosinone
Lo spettacolo delle stalattiti e stalagmiti e' di un fascino ineguagliabile: per la singolarita' delle forme che riecheggiano figure umane ed animali esse furono denominate Grotte dei Bambocci, ma sono anche conosciute con il nome di Grotte Regina Margherita, in seguito alla visita della sovrana nel 1904. Questa grande voragine carsica costituisce una singolarissima rarita' naturale, unica in Europa per le sue dimensioni: circonferenza di circa 300 metri e profondita' di 60. Il fondo del Pozzo e' coperto da vegetazione e presenta delle curiose stalattiti curve, generate probabilmente dal vento proveniente dai cunicoli laterali, che modifica la deposizione dei cristalli di calcare. Il fondo e' probabilmente collegato con le stesse Grotte, attraverso un articolato sistema di cunicoli sotterranei. Le Grotte e il Pozzo sono attualmente gestite dal Consorzio per la valorizzazione delle Grotte di Pastena e Collepardo. Le visite vengono effettuate con l'accompagnamento di guide turistiche specializzate

PARCO NATURALE REGIONALE DELL'APPENNINO - MONTI SIMBRUINI

PARCO NATURALE REGIONALE DELL'APPENNINO - MONTI SIMBRUINI  Apri
Loc. MONTI SIMBRUINI, PESCOSOLIDO FR, ITALIA - ABRUZZO  Navigatore
32 Km da FROSINONE
Altitudine: 1741 mt. s.l.m.  Area Rendinara, Morino, Villetta Barrea
  Brochure PDF
Simbruini, le montagne di Roma Una tipica area protetta della montagna appenninica, cime che raggiungono i duemila metri, estese faggete, ampi pianori carsici, ricchezze d'acque sorgive (sub imbribus, sotto le pioggie), caratterizzata al suo interno da piccoli centri abitati (i sette comuni del Parco) ricchi di testimonianze storico-artistiche a volte millenarie. Il parco regionale dei monti Simbruini si estende per circa 30.000 ettari, compreso fra la valle dell'Aniene ad ovest - nord ovest, quella del Sacco a sud ovest e il confine abruzzese e est (monti Simbruini d'Abruzzo e monti Carseolani) ed i monti Ernici a sud est

ARTENA

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Loc. ARTENA ROME, ITALY - LAZIO  Navigatore
38 Km da FROSINONE
Altitudine: 294 mt. s.l.m.  Area Segni, Rocca di Papa, Cisterna di Latina
La citta' di Artena, da numerosi scavi archeologici eseguiti sul Piano della Civita, deve ritenersi che ci fosse un centro abitato di origine volsca, appartenente a quel mondo romanico-italico costituitosi alla vigilia delle guerre puniche, intorno al IV e V secolo a.C.. Elementi caratteristici di questo periodo sono le mura poligonali, che lasciano traccia dei confini entro cui sorgeva la citta'. Dibattuto e' il nome da attribuire ad essa: alcuni storici propendono per Ecetra, altri per Artena (centro volsci poi scomparsi dalle documentazioni storiche). Alcuni storici identificano la citta' con la latina Foretum o Fortinum, da cui sarebbe derivato Monsfortinum, ovvero Montefortino, nome che il luogo ebbe durante il medioevo fino al 1873. Di sicuro Artena fu centro romano, ben collegata grazie a vie di comunicazione come la Labicana, la Latina e l'Appia. Ce lo dimostrano i resti archeologici sparsi nelle varie parti del territo rio: ruderi, vasellame, statue, cisterne, pozzi, incisioni lapidarie. Nel medioevo Artena fu feudo arroccato sulla montagna con il nome di Montefortino. Originariamente in mano ai Conti di Tuscolo, passo' ai Conti di Segni (XIII secolo), molto legati al Papato, che la tennero in mano fino al 1495, quando il re di Francia Carlo VIII assediando il castello lo espugno' e lo affido a Prospero Colonna. Ai Colonna lo tolse Papa Adriano VI per breve periodo, affidandolo al figlioGiovanni Borgia, ma lo riebbero subito dopo l'avvento del nuovo Papa, Giulio II. Con difficolta' direttamente dipendenti da questioni ereditarie, i Colonna tennero il paese sotto il loro dominio sorretti tendenzialmente da spirito ghibellino. Proprio per questo sentimento antipapale, Montefortino subi' tre distruzioni : la prima sotto Clemente VII (1526), la seconda sotto Paolo II (1543), la terza e piu' violenta sotto Paolo IV (1557). Tuttavia gli abitanti, dotati proverbialmente di una certa fierezza, trovarono ogni volta il coraggio di riedificare le proprie abitazioni. Nel 1559 il paese ebbe una guida femminile, rappresentata da Orinzia, da Virginia, Porzia, Claudia, e Tuzia Colonna. Toccando poi in eredita' a Marzio Colonna, che non era un buon amministratore, Montefortino fu venduto nel 1614-15 al Cardinale Scipione Borghese, nipote di Papa Paolo V. Molto deve il paese a questo Cardinale, perche' sotto la sua guida il paese cambio volto: progetto e realizzo un vero e proprio piano regolatore, modificando interamente l'assetto urbano. Tra le innovazioni le piu' importanti sono la Piazza della Vittoria, la Porta Maggiore (Arco Borghese), la via del Borgo, la via Nuova, il Convento dei Francescani e l'osteria (l'odierno Asilo S. Marco) con stanze e sale a piu' piani. Inoltre completo' e abbelli il palazzo iniziato dai Colonna, dopo la distruzione del 1557. Al Cardinale successe alla guida di Montefortino Marcantonio Borghese, che si prodigo' per mantenere pace e ordine. In seguito il paese fu retto da amministratori locali, sempre per conto del casato Borghese. Durante il periodo napoleonico, eredito il castello Camillo Borghese, che sposo la sorella di Napoleone, Paolina, ebbe una brillante carriera, divenendo principe francese ed essendo decorato della gran croce della Legion d'onore. Partecipo' con il grado di generale a quasi tutte le campagne di Napoleone, anche a quella di Russia. Per la vita movimentata non ebbe molto tempo da dedicare a Montefortino, nonostante abbia fatto restaurare la chiesa di S. Croce. Nel periodo risorgimentale, grazie anche al tentativo di Pio IX di introdurre istituzioni democratiche, gli animi degli abitanti si accesero di patriottismo; qualcuno partecipo' come volontario alle guerre di indipendenza. Durante la repressione della Repubblica Romana (1849), ospite di Montefortino fu Giuseppe Garibaldi, incaricato allora di respingere la truppe n

WWF: OASI ORTO BOTANICO COLLEPARDO

WWF: OASI ORTO BOTANICO COLLEPARDO  Apri
Loc. COLLEPARDO - LAZIO  Navigatore
15 Km da FROSINONE
Altitudine: 600 mt. s.l.m.  Area Rendinara, Morino, Frosinone
L'Oasi e' spettacolare, con circa 500 diverse specie di piante dell'Appennino centrale, alcune straordinarie come la stella alpina appenninica. L'Oasi Orto Botanico di Collepardo si trova in una Zona di Protezione Speciale nel Comune di Collepardo (Fr). L'area, di un ettaro, e' un giardino botanico realizzato interamente dai volontari WWF. Ambiente Collinare, giardino botanico appenninico. Bosco misto di Carpino nero, Leccio, Aceri, Roverella, Orniello, Carpino orientale. L'area e' utilizzata per conservare e riprodurre specie vegetali dell'appennino laziale (monti Ernici). Tra le specie piu' rare c'e' da segnalare la presenza della Stella Alpina appenninica, del Dittamo, e di alcune Orchidee. L'estensione e' di 1 ettaro. Flora e fauna Fauna: si possono osservare nei pressi dell'area tasso, capriolo, cinghiale, istrice, lupo, aquila reale, il corvo imperiale, molti rapaci diurni. Anfibi: rospo comune, rana greca, la rara salamandrina dagli occhiali. Rettili: natrice dal collare, vipera, saettone, biacco. Flora: Oltre alle specie gia' dette, Iris marsica, Limodorum abortivum, Neottia nidus-avis, Aster alpinus, Primula orecchia d'orso, Etilrmodacis tuberosus, Orchidea piramidale, Aceras antropophrum

Escursioni e attrazioni in LAZIO vicino a FROSINONE Collepardo Vallecchie Rendinara: 'FAGIOLO CANNELLINO DI ATINA D.O.P.'   'SPERLONGA'   'LATINA'   'LIPU: PARCO NATURALE DI PANTANELLO'   'CANISTRO'   'WWF: OASI GIARDINI DI NINFA'   'GROTTE DI PASTENA'   'PARCO NATURALE REGIONALE MONTI AUSONI E LAGO DI FONDI'   'KIWI DI LATINA IGP'   'MORINO'   'CIVITELLA ROVETO'   'GERANO'   'PECORINO ROMANO DOP'   'CAPISTRELLO'   'ITRI'   'CASTELLAFIUME'   'PARCO NATURALE DEI MONTI AURUNCI'   'RISERVA NATURALE ZOMPO LO SCHIOPPO'   'FONDI'   'CARCIOFO ROMANESCO DEL LAZIO'   'POZZO D'ANTULLO'   'PARCO NATURALE REGIONALE DELL'APPENNINO - MONTI SIMBRUINI'   'ARTENA'   'WWF: OASI ORTO BOTANICO COLLEPARDO'  

LAZIO


La regione prende il nome dal popolo dei Latini che ne furono i fondatori nel IX sec. a.c. Culla della civiltà occidentale e della cultura cristiana, di leggende e di storia, di vie antiche e di colline verdeggianti: questo è il Lazio, regione dell'Italia centrale bagnata dal mar Tirreno, percorsa dalle acque del fiume Tevere e caratterizzata da un territorio in prevalenza collinare e montuoso ma pianeggiante in prossimità della costa. La regione offre paesaggi che si contrappongono e si completano, scenari naturali intatti e orizzonti spettacolari racchiusi tra i centri urbani. Il visitatore può addentrarsi in paradisi di straordinaria bellezza anche dentro le mura cittadine: ne è un esempio Villa Borghese a Roma, Capitale d'Italia, il più famoso parco cittadino dove passeggiare, anche in bicicletta. La villa è molto interessante anche per la possibilità di visitare la Galleria Borghese ed i suoi capolavori. Il Lazio è anche una regione di terme, la cui storia è legata alle numerose fonti di acqua curativa che ebbero un enorme sviluppo durante l'epoca romana, sia nell'età repubblicana che in quella imperiale. I romani costruirono sontuosi bagni termali di cui esistono spettacolari testimonianze, disseminate in tutto il territorio, come per esempio le Terme di Caracalla, nel cuore di Roma. Tivoli è un'altra località termale ma il suo nome è legato principalmente alle bellezze artistiche che custodisce. La sua fama è dovuta alle ville monumentali: Villa D'Este, caratterizzata da splendide fontane, giardini e dal palazzo, magnificenza del periodo rinascimentale e Villa Adriana, antica residenza dell'imperatore Adriano. Le due ville sono state inserite dall'UNESCO nell'elenco dei siti Patrimonio dell'Umanità. A chi preferisce il mare la regione offre delle autentiche perle come Gaeta, Sabaudia, San Felice Circeo, Sperlonga e le isole Pontine, con Ponza, Ventotene a Palmarola , mentre gli amanti del lago non potranno fare a meno di andare a Bracciano dove si trova un'incantevole distesa d'acqua circondata dal verde intenso della natura circostante, con l'imponente castello Odescalchi in mezzo. Passeggiare nelle stradine medioevali dei paesini al ridosso delle rive del lago, darà la percezione di quanto questi luoghi siano legati non solo all'impero romano ma anche ad epoche e civiltà diverse. Ne è un esempio il lago di Bolsena, nel viterbese, il lago più grande di origine vulcanica d'Europa dal quale emergono due isole, Bisentina e Martana, che al fascino della natura che le circonda e agli splendidi panorami, uniscono la storia con le tracce lasciate dagli Etruschi e dai Romani e dai periodi storici che si sono succeduti. Non saranno, infine, delusi gli amanti della montagna, che nel Lazio troveranno ottime località sciistiche come il Terminillo, Livata e Campo Staffi. Visitare queste terre lascia il ricordo di luoghi unici, di emozioni intense, ma anche la chiara percezione dello scorrere inesorabile del tempo, che motiva tutti i tentativi, da parte di chi ci ha preceduto, di sfidare i secoli lasciandoci qualcosa di sé.

Da Vedere: Roma ed i Suoi monumenti di cui citiamo solo i principali: Il Colosseo, La Citta del Vaticano con in famosi musei vaticani e la Cappella Sistina dipinta da Michelangelo Buonarroti, La Fontana di Trevi, i Fori Imperiali, Piazza di Spagna e piazza Navona. Gli scavi etruschi di Tarquinia in provincia di Viterbo. Il Lago di Bolsena: Il lago più grande del Lazio che ha avuto origine da un vulcano spento. Vi sono presenti due piccole isole, la Bisentina e la Martana caratterizzate da un'incontaminata macchia mediterranea. Il Lago di Bracciano: Si tratta del più famoso lago del Lazio soprattutto per i suoi dintorni ricchi di bellezze naturali e testimonianze archeologiche.

Gastronomia e Vini: La gastronomia laziale è di origine popolare e contadina. I piatti tipici sono gli spaghetti all'amatriciana, gli spaghetti alla carbonara, le bruschette. Gli gnocchi alla romana che sono fatti con semolino e cotti nel latte, vengono aggiunti torlo d'uovo, burro e formaggi, dopodiché vengono gratinati. Come secondi i piatti i più famosi sono l'abbacchio alla cacciatora, ossia un agnello di latte preparato con aglio,rosmarino, vino bianco acciughe e peperoncino e i saltimbocca alla romana, fettine di vitello ripiene di prosciutto e salvia. Troviamo poi vari tipi di formaggi pecorini, che in stagione vengano mangiati con fave fresche, scamorze e salumi. Fra i dolci troviamo i maccheroni alla noci e la torta di Pasqua. Per quanto riguarda i vini si producono il Frascati superiore D.O.C. composto da uve di Trebbiano, Malvasia e Greco e l'Est! Est! Est! di Montefiascone D.O.C. di uve di Trebbiano e Malvasia di Candia.