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  PATTADA


PATTADA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a PATTADA SASSARI, ITALY Ozieri Buddus˛ AlÓ dei Sardi

COMPLESSO DI ROMANZESU

COMPLESSO DI ROMANZESU  Apri
Loc. BITTI NU, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
26 Km da PATTADA
  Area Onaný, Buddus˛, AlÓ dei Sardi
Romanzesu costituisce uno dei piu' importanti complessi abitativi e cultuali della Sardegna nuragica, con un centinaio di capanne, cinque edifici di culto un tempio a pozzo e quattro a megaron - e un grande recinto cerimoniale. E' costruito col granito locale. L'area si sviluppa attorno al tempio a pozzo, costruito nella roccia dalle cui fenditure sgorga l'acqua sorgiva. Esso ha scala d'accesso e camera circolare (diametro m 3,40; altezza m 3,60) costruita con filari regolari di blocchi accuratamente lavorati. Il pavimento e' lastricato e un bancone-sedile corre lungo il perimetro della parete. Al pozzo erano associati tre betilini scoperti a N e S della struttura. Una sorta di corridoio a gradoni, segnato da alcuni menhir, collega il pozzo con una grande vasca circolare gradonata (diametro m 14), con pavimento lastricato, forse destinata alle abluzioni rituali, dove si raccoglieva l'acqua di piena della sorgente. L'area del pozzo ha restituito materiali del Bronzo recente e finale (XIII-IX sec. a.C.). I quattro templi a megaron e il recinto sono situati nell'area del villaggio, sul leggero pendio prossimo al pozzo. Il primo megaron (lunghezza m 12,15; larghezza m 5,40/6,20; altezza residua m 2,15) e' a circa 100 m dal pozzo ed e' volto ad E. Aveva nella sua prima fase, del XIV sec. a.C., uno schema doppiamente in antis (lati lunghi prolungati sulla fronte e sul retro) con un vestibolo che immetteva attraverso un ingresso strombato nel vano rettangolare interno (lunghezza m 5,30; larghezza m 3,30). Questo era dotato di sedili e di banconi per offerte, mentre una fossa centrale sembra documentare la presenza di un elemento architettonico rituale. Nel XIII-XI secolo a.C. il vestibolo fu chiuso con muri rettilinei e dotato di spazi per contenitori d'uso rituale; nel X-IX secolo a.C. fu ampliato con la costruzione di una fronte curvilinea. Nelle vicinanze del tempio e' un grande recinto ellittico (diametro m 18,40/16,70) con ingresso ad E e una struttura interna di muri concentrici. Questi creano un percorso anulare, quasi labirintico, di collegamento con un vano centrale lastricato (diametro m 4,74): al centro un basamento costruito con blocchi a cuneo doveva sostenere un elemento cultuale, forse lo stesso modellino fittile di nuraghe restituito in frammenti dallo scavo. Il rinvenimento di un migliaio di ciottoli di quarzo sembra confermare la funzione rituale dell'ambiente. Il secondo megaron sorge a monte del pozzo. E' rettangolare (lunghezza m 11,90/11,20; larghezza m 6-5,50) ed e' costruito con blocchi disposti su filari irregolari livellati con zeppe. Il vano interno rettangolare (lunghezza m 5,15/4,90; larghezza m 1,65) conserva la pavimentazione lastricata e una parte di un largo bancone. All'esterno, sul lato destro, poggiano due basamenti per le offerte con resti delle colate di piombo. Il terzo megaron e' situato a 100 m a N del primo. Ingloba alcuni salienti di roccia ed ha forma rettangolare doppiamente in antis (lunghezza m 8,80; larghezza m 2,30). Le pareti del vano interno sono realizzate con filari regolari di blocchi appena sbozzati. Il tempio era circondato da un recinto lastricato del quale si conserva il basamento. Tra le capanne del villaggio, circolari, alcune particolarmente spaziose sono dotate di banconi-sedile, nicchie e suddivisioni interne, similmente alle capanne delle riunioni di altri villaggi nuragici dell'isola. Le ceramiche restituite dalle capanne attestano un primitivo impianto dell'abitato nelle fasi evolute del Bronzo medio (XVI sec. a.C.). Altri edifici a pianta rettangolare, con lato di fondo absidato e banconi spiraliformi o circolari, erano forse funzionali all'accoglienza dei pellegrini

BOLOTANA

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Loc. BOLOTANA NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
31 Km da PATTADA
  Area Lei, Silanus, Bortigali
Il comune di Bolotana e' situato in una zona collinosa che si estende fra la catena montuosa del Marghine e la sponda destra del fiume Tirso, con una variazione altimetrica che passa dai 1200 m s.l.m. di Punta Palai, ai 144 m sul livello del mare. Il suo territorio e' ricco di siti e reperti archeologici che testimoniano la presenza dell'uomo fin dalla preistoria. Fra le bellezze naturali si ricorda in particolare la ricca flora e la fauna di 'Badde salighes', impiantata da Benjamin Piercy. Si trova nell'area geografica del Marghine e occupa il settore centro occidentale della Sardegna. E' caratterizzato da una particolare varieta' cilmatica, faunistica, botanica e paesaggistica. Fa parte dell'e dei Comuni del Marghine e del GAL Marghine. Il paesaggio urbano si contraddistingue per la presenza nel suo centro storico di un impianto architettonico di epoca medioevale, con stradine strette e irregolari che tagliano in tutti i sensi i vari isolati. La presenza di frequenti quinte contribuisce ad aumentare questo groviglio intricato e caotico, di un concetto abitativo tipico di una cultura contadina e pastorale, con una razionalita' edificatoria diversa dalla razionalita' post industriale. Il piu' celebre motivo di attrazione di Bolotana e' indubbiamente la bella villa Piercy, grazioso edificio in stile liberty, fatto erigere nelle campagne del paese negli ultimi decenni dell'Ottocento, dall'ingegnere Benjamin Piercy, cui era stato affidato il progetto delle ferrovie sarde. Intorno alla villa il suo proprietario fece piantare un vero e proprio giardino lussureggiante di specie esotiche, che l'ingegnere portava con se' dai suoi viaggi in tutto il mondo. La villa, in stile coloniale inglese, e' costituita da un corpo quadrangolare con torri circolari agli angoli e all'interno era caratterizzata da arredi fissi e finiture di pregio. La costruzione a due piani, di pianta rettangolare quadrilobata, in pietra intonacata, solo vagamente si ispira a un castelletto medioevale per via delle quattro torri con finestre a feritoia, sormontate da una copertura cupolata su cui si innestano pinnacolini in ferro. Nel 2007 si sono conclusi i lavori di restauro inseriti nel progetto di valorizzazione relativo sia alla foresta e al giardino sia ai beni architettonici di valore storico rappresentati dalla villa e dal contemporaneo borgo agricolo. Da non perdere e' anche la frazione di Badde Salighes, per le sue bellezze naturali e per il prezioso ruolo che riveste, come testimone della storia locale degli ultimi 150 anni. Punta Palai, la vetta piu' alta del territorio con i suoi 1.200 metri, offre un panorama spettacolare che sovrastra tutto il Marghine fino al Golfo di Oristano. Per gli amanti degli spettacoli della natura c'e' anche la Cascata di Mularza Noa con la sua forra, particolarmente ricca a livello arboreo e floreale e le sponde del fiume Tirso, perfette da percorrere a piedi o a cavallo. Il centro storico, rappresenta di per se' una grande attrazione, con i suoi rioni antichi e le sue stradine dove si affacciano le botteghe artigianali, i negozi di gastronomia, i bar e i ristoranti. Le chiese di San Bachisio, San Pietro, San Francesco, San Giovanni e San Basilio, situate all'interno del centro abitato, risalgono tutte al XVI & XVII secolo e conservano i loro elementi architettonici artigianali

ONANI

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Loc. ONANI NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
30 Km da PATTADA
  Area Bitti, Buddus˛, Galtellý
Onani' e' un piccolo paese situato nell'entroterra della Sardegna, ha conservato le sue radici piu' profonde, in costumi ed usi antichissimi, tutt'ora presenti e visibili. Il territorio comprende un ampio bosco comunale, adibito in gran parte al pascolo brado. Vi e' anche la colonia penale di Mamone che conta 2300 ettari. L'economia e' basata fondamentalmente sulla pastorizia. Un paese ricco di storia e di tradizioni popolari, abitato fin dall'antichita', di cui restano preziose testimonianze grazie a meravigliosi nuraghi, tombe di giganti e domus de janas. Posizionato su una collinetta a quota m. 500 s.l.m., domina un paesaggio caratteristico e molto suggestivo estendendosi dalla catena dei monti Albo, Dorgali e Oliena ai monti di Lula ed a una amena vallata del Bittese. Onani' sorge in uno splendido scenario naturalistico molto variegato, con colline ricche di boschi di roverelle e di macchia mediterranea. Il centro abitato ha conservato il suo assetto tradizionale con le case tipiche dell'architettura barbaricina, alcune abbellite da particolari murales eseguiti dal pittore Diego Asproni. Di notevole interesse la chiesa di San Pietro, edificata in forme romaniche e risalente al XII secolo. Vi sono, inoltre, esempi di architettura sia nuragica, come ad esempio i nuraghes e le domus de janas, sia medievale, come le antiche chiesette campestri.

NORAGUGUME

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Loc. NORAGUGUME - SARDEGNA  Navigatore
43 Km da PATTADA
  Area Dualchi, Aidomaggiore, Silanus
Noragugume e' situato in una zona collinare di tipo alluvionale, fra il lago Omodeo e la catena montuosa del Marghine, dominata da quella piu' imponente del Gennargentu e fa parte dell'e dei Comune del Marghine. L'e di Comuni del Marghine insiste su un territorio che comprende la regione storica del Marghine che si trova nella parte occidentale della provincia di Nuoro, in una porzione di territorio compreso tra la provincia di Sassari a Nord e la provincia di Oristano a Sud. La regione che prende il nome dall'omonima catena, e' situata nella parte centro & occidentale dell'isola, in posizione baricentrica e strategica per le comunicazioni dell'intero territorio sardo. Sin dai tempi preistorici, infatti, il Marghine ed in particolare la sella di Macomer, ha rappresentato il punto di passaggio obbligato tra il Capo di Sopra e il Capo di Sotto, funzione che mantiene tuttora. L'attuale abitato di Noragugume risale al XV secolo, come testimonia la caratteristica chiesetta di Santa Croce. Diversi sono i nuraghi presenti nella zona, tra i piu' famosi il Tolinu che presenta ancora oggi un bastione e una torre ben conservati, l'Irididdo con torre centrale e due laterali, il nuraghe Muresune e il Litzera. Il nome del paese, secondo un'ipotesi, trae origine da un nuraghe a forma di pentola che si trova poco fuori dall'abitato. Uno degli elementi caratterizzanti della cultura di una zona e' sicuramente la lingua. Come nel resto della Sardegna, anche nel Marghine si e' mantenuto l'uso della lingua sarda. Il sardo parlato e' quello logudorese, con influenze barbaricine e campidanesi. Secondo il Wagner, il sardo del Marghine e' lo stesso che si parla nel Meilogu e nel Goceano, seppur con alcune varianti fonetiche. Il sardo del Marghine e' apprezzabile nelle sue forme piu' auliche grazie al Canto a Tenore e ai poeti che compongono le loro poesie a tavolino o in modo estemporaneo (durante apposite gare poetiche organizzate in occasione dei festeggiamenti per le feste patronali paesane si temi di ordine generale).Nel centro del paese sorgono le chiese di Santa Croce, della Beata Vergine d'Itria e di San Giacomo, patrono del paese. Il centro e' molto ordinato e di piccole dimensioni. Di notevole rilevanza storica la chiesa della Beata Vergine di impianto gotico-catalano. La chiesetta di S. Itria, posta al centro del paesino di Noragugume nella piazza IV Novembre, risale al 1620 ed e' stata in tempi recentissimi (1985) oggetto di ristrutturazione generale e consolidamento statico di alcune sue parti strutturali. Durante tali lavori furono rinvenuti numerosi resti umani e con indumenti ed oggetti anche di particolare interesse, a testimonianza sia dell'usanza di seppellire i defunti dentro le chiese ma anche della maestria degli artigiani dell'epoca nel lavorare il ferro, il legno e la terracotta. Il nuraghe di To'linu, situato nella omonima localita', e' ubicato lungo il confine meridionale con Sedilo, a circa 1,8 Km dal centro urbano in direzione sud-est. E' un nuraghe complesso, databile alla media eta' del bronzo, con vicino insediamento civile. La tipologia costruttiva e' realizzata in diverse fasi successive, con riutilizzo delle strutture fino all'epoca storica

PONT'EZZU

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Loc. OZIERI SS, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
10 Km da PATTADA
  Area Pattada, Ardara, Torralba
Il ponte e' un notevole esempio di architettura monumentale, costruito dai Romani in eta' imperiale. Lungo 89 metri e largo 4,30, e' stato realizzato su sei arcate per il superamento del Rio Mannu di Ozieri, lungo il percorso che collegava Olbia alla strada Karalibus-Turrem (Cagliari-Porto Torres) ed e' stato utilizzato fino a qualche decennio fa. Con i suoi circa 90 metri di lunghezza e' uno dei maggiori e meglio conservati ponti romani dell'isola. Si sviluppa su sei fornici con raggi decrescenti dal centro ai lati. L'arco centrale e' affiancato da due fornici a N e tre ad E. L'ultimo di questi, oltre a non avere il corrispetivo all'altra estremita' del ponte, si presenta discordante con gli altri per dimensioni, tecnica e parametro dell'intradosso. Le arcate a tutto sesto sono innalzate su robusti piloni che presentano a monte e a valle possenti rostri. Lo spazio fra i pilastri e' lastricato. Tali manufatti, rostri e selciato, erano indisponsabili i primi per rompere la furia delle acque, il secondo perche' le fondamenta non venissero usurate. Le strutture portanti e i parametri sono realizzate i opera quadrata (opus quadratum), utilizzando il calcare trachitico locale; mentre il riempimento interno e le spallette sono in opera a sacco (opus incertum). Dall'analisi degli elementi costruttivi e' rilevabile che il fornice centrale con gli altri due per ogni lato risalgono ad un unico impianto, mentre l'ultimo a SE ad altro. Ma per ora non e' possibile precisare l'ordine cronologico dei due interventi costruttivi. Utilizzato fino agli anni Cinquanta, quando vennero abbattute parti delle spallette per far passare una ruspa, ha subito nel tempo continue opere di restauro che oggi sono visibili nelle riprese delle lacune effettuate con tecniche differenti. La datazione del ponte, in mancanza di indagini finalizzate, viene stabilita per confronto ed e' ascrivibile al periodo imperiale. I lavori eseguiti negli Anni '60 hanno canalizzato e cementificato il Rio Mannu, cambiando il corso naturale del fiume che non passa piu' sotto il ponte. Nel 1987, visto il grave stato di abbandono della zona, la Sezione WWF di Ozieri ha proposto al Comune un progetto di risanamento e valorizzazione dell'area, anche in considerazione della piccola zona umida ricca di presenze faunistiche. Il primo progetto, realizzato dal COmune con un cantiere-lavoro, e' stato ritenuto dall'Assessorato Regionale alla Difesa Ambiente il miglior progetto presentato in occasione dell'anno europeo per l'ambiente e quindi premiato con un ulteriore finanziamento. Nel 1992 sono ripresi i lavori che, eseguiti su un nuovo progetto del WWF, prevedevano la realizzazione di un'oasi verde attorno al Ponte romano, che conciliasse gli interessi storico-archeologici con quelli naturalistici

TEMPIO PAUSANIA

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Loc. TEMPIO PAUSANIA - SARDEGNA  Navigatore
36 Km da PATTADA
  Area Aggius, Luras, Santa Maria Coghinas
Tempio Pausania, situata nel cuore della Gallura, ai piedi del Monte Limbara, e' rinomata per la lavorazione del sughero e del granito. Il territorio conserva testimonianze dell'epoca nuragica, con i nuraghi Monti Pinna, Tanca Manna Izzana, Culbinu, Agnu e Majori, con ritrovamenti di selce e ossidiana. Caratteristica di Tempio Pausania sono i suoi palazzi costruiti in blocchi di granito, con marcate similitudini ai centri del sud della Corsica. Il comune e' famoso anche per i suoi vigneti, che regalano pregiati vini d'esportazione come il Vermentino e il Moscato. Il territorio e' rinomato poi per le sorgenti di Rinaggiu, ai piedi del Monte Limbara. Da esse sgorga un'acqua oligominerale, dalle ottime proprieta' curative. Tempio Pausania e' famosa anche per le sue sorgenti termali. Molto suggestiva e' la chiesa campestre di San Lorenzo, situata sull'omonimo colle e risalente al Diciottesimo secolo. Al suo interno e' custodita una statua raffigurante il Santo sulla graticola. La festa in suo onore si svolge il 10 agosto. Di interesse sia artigianale che industriale e' il Museo storico delle macchine del sughero, con l'esposizione di macchinari e utensili per la lavorazione del sughero. Il Museum Templense raccoglie poi oggetti d'arte sacra, fra cui argenti, suppellettili e quadri provenienti dalla cattedrale di San Pietro Apostolo. Infine, e' visitabile su appuntamento la Raccolta privata ornitologica del Generale Francesco Stazza

NURAGHE BODDO

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Loc. ALA' DEI SARDI OT, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
21 Km da PATTADA
Altitudine: 664 mt. s.l.m.  Area Buddus˛, Bitti, Onaný
Di questa civilta', che abbraccia un ampio spazio temporale compreso fra l'Eta' del bronzo medio e l'Eta' del ferro (XVI-VI sec. a.C.), conosciamo nel territorio circa 290 nuraghi o complessi nuragici, con una densita' pari a 5,12 per Kmq. Di questi monumenti, ben mimetizzati nel paesaggio perche' costruiti con la pietra locale, individuiamo costruzioni semplici, costituite da un'unica torre a tronco di cono; complesse con l'aggiunta di piu' torri variamente articolate; miste, con avancorpi inglobati nella roccia, attraversati da corridoi, che costituiscono la base di elevati a tholos. E' una civilta' caratterizzata dall'affermarsi di una elite di costruttori, di grandi architetti che piegano questo elemento a tutte le esigenze costruttive, in elevato, in estensione e nelle viscere della terra, inventori e depositari delle leggi che regolano questo atto sacro. Gli importanti ripostigli di bronzi rinvenuti nel territorio individuano un articolato strumentario, composto di seghe, asce, picconi, cunei, catene, ecc. che potevano agevolare la l'estrazione del materiale lapideo e la costruzione di questi monumenti mediante l'utilizzo di impalcature lignee e di macchine semplici per il sollevamento e posizionamento dei massi. I nuraghi si dispongono ai bordi degli altopiani, in zone pedemontane intorno alla pianura, lungo il corso dei fiumi, con particolari concentrazioni su opposte sponde, intorno ad un'area mineraria. Si evidenzia una strategia di insediamento di una societa' complessa e stratificata, volta al controllo delle vie di comunicazione e delle aree produttive, con il nuraghe, dimora e sede del potere, il villaggio, centro abitato in cui si esercitano le attivita' produttive, e con le aree sacro-sepolcrali e sacre nettamente distinte

OROTELLI

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Loc. OROTELLI NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
31 Km da PATTADA
  Area Ottana, Orani, Bolotana
Orotelli e' un paese a circa 20 km da Nuoro, nel cuore della Barbagia di Ollolai, con una popolazione di 2239 abitanti posto a 420 m slm. Posto in un territorio granitico ai confini con la pianura di Ottana, a differenza degli altri centri del circondario, si e' distinto per la sua economia agricola. Meno importante invece, la pastorizia tradizionale. Negli anni Sessanta, con la crisi del settore dei cereali, e' scomparsa definitivamente la comunita' degli agricoltori. In campo artigianale i calzolai hanno avuto tantissimi riconoscimenti, conosciuti, infatti, in tutta la Provincia per i 'cambales'. Il centro sorge su un altopiano caratterizzato da rocce granitiche di modeste dimensioni, a nord del centro abitato. L'orografia segue una sinclinale che degrada in direzione nord-est/sud-ovest verso la piana di Ottana. A causa di questa particolare conformazione, l'abitato e' diviso in due nuclei separati da tale sinclinale: quello piu' antico, col centro storico che si sviluppa attorno alla chiesa dedicata a San Giovanni Battista e un rione nuovo, denominato 'Mussinzua', iniziatosi a formare dagli anni Trenta e tuttora in via di sviluppo. Di particolare interesse e' la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: edificata intorno al 1116, e' stata cattedra vescovile temporanea del vescovo di Othana (odierno Ottana) tra il 1116 e il 1139. Si trova in uno dei punti piu' alti del centro e domina tutta la vallata degradante verso sud. L'impianto romanico originario, con pianta a croce commissa (croce a T) aveva in origine una sola navata, absidata, con conci di trachite a vista e copertura in legno a capriate, mentre i bracci del transetto hanno copertura con volte a crociera, intonacate. La facciata, sempre in conci di trachite a vista, e' divisa da due cornici orizzontali in tre specchi. Nel piu' basso si apre il portale con architrave e lunetta. Lo specchio centrale e' caratterizzato da un oculo centrale e dalla seconda cornice decorata da una serie di archetti che poggiano su peducci modanati. Gli spioventi sono anch'essi decorati da una serie di archetti su peducci che continuano lungo i lati della chiesa e decorano anche il prospetto absidale. L'abside presenta una monofora centrale con croce greca scolpita. Nel corso dei secoli e' stata piu' volte rimaneggiata. Di grande interesse il campanile a vela trecentesco, che presenta una decorazione a bassorilievi di figure e simboli misteriosi. Negli anni Sessanta e' stato eliminato il vecchio altare ligneo seicentesco e sono state aggiunte due navate laterali per aumentare la capienza dell'aula centrale. All'esterno, sul lato nord della chiesa si trova il portale con arco a tutto sesto, recentemente restaurato che dava accesso al convento dei benedettini e delimitava anche l'antico cimitero. Un'altra chiesa spicca per interesse: la chiesa di San Lussorio a qualche decina di metri dalla parrocchiale

LEI

LEI  Apri
Loc. LEI, LEI, NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
35 Km da PATTADA
  Area Silanus, Bolotana, Bortigali
Lei e' un Comune italiano di 581 abitanti che si sviluppa su una serie di colline poste a circa 500 m slm. Incerta e' l'origine del paese che sembra, tuttavia, essere molto remota. Nel territorio si registra, infatti, la presenza di numerose testimonianze dell'epoca pre-nuragica, nuragica, punica, romana e medievale. Il nome, tuttavia, compare per la prima volta, con la grafia Lee, nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, una delle fonti di maggiore rilevanza per la ricostruzione della storia sarda del Medioevo. Oggi il territorio e' caratterizzato da un'economia basata sull'agricoltura con produzione di grano, orzo, legumi, lino, canapa, frutta, vino, olio extravergine, e sull'allevamento con ottimi pascoli, bestiame e formaggio vaccino e pecorino di grande qualita'. Inoltre, il Comune e' rinomato per la lavorazione di lana e tappeti. Da qualche anno, grazie alla bellezza selvaggia dei paesaggi e al mistero dei siti archeologici, che attraggono numerosi visitatori, va affermandosi sempre piu' il turismo. Nel territorio del borgo, da visitare sono innanzitutto i nuraghi, le due domus de janas e le tre tombe di giganti. I nuraghi & se ne contano sei & sono grandi monumenti in pietra, testimonianze di una civilta' ultramillenaria di cui si sa ben poco, soltanto che un popolo di pastori e contadini divisi in piccole comunita', che visse in Sardegna per otto secoli, costrui' queste straordinarie strutture il cui uso e' ancora incerto. L'ipotesi piu' accreditata e' che avessero una funzione civile; ci si viveva e si vigilava sul territorio circostante: fortezze difensive, regge o forse anche templi. Le domus de janas, letteralmente 'case delle fate' , sono strutture sepolcrali preistoriche scavate nella roccia, costruite dalle popolazioni del Neolitico. Le tombe dei giganti sono invece monumenti funerari costituiti da tombe collettive appartenenti alla eta' nuragica. Al periodo medioevale risale, invece, la chiesetta in onore di San Michele Arcangelo del XIII secolo, un tempo periferica e oggi inglobata dalla recente espansione edilizia. L'edificio, di modeste dimensioni, e' formato da un'unica navata. Da vedere, infine, la chiesa campestre di San Marco

NURAGHE SANTU ANTINE

NURAGHE SANTU ANTINE  Apri
Loc. NURAGHE SAINT TU ANTINE, LOCALITA' CABO ABBAS, TORRALBA, SASSARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
31 Km da PATTADA
  Area Ardara, Bortigali, Ozieri
  Brochure PDF
Il nuraghe Santu Antine, chiamato anche Sa domo de su Re (in italiano La casa del Re) e' uno dei nuraghi piu' maestosi dell'intera Sardegna ed e' anche uno dei piu' importanti tra quelli esistenti.L'intero complesso rappresenta un importante esempio di architettura preistorica mediterranea e si presume che l'altezza originaria del mastio centrale raggiungesse una misura compresa tra i 22 e i 24 metri, la piu' alta per quel periodo dopo le piramidi egizie e il mastio della reggia nuragica di Arrubiu che misurava tra i 25 e i 30 metri.Quello di Santu Antine e' un nuraghe polilobato, la parte piu' antica e' costituita dal mastio centrale, mentre e' di epoca successiva la cinta esterna di muraglia trilobata, che arriva all'altezza del primo livello. L'accesso alla struttura e' orientato in direzione Sud, l'ambiente interno del primo livello del mastio centrale presenta tre nicchie, ma - fatto rarissimo - sono rese comunicanti tra loro da un corridoio circolare ricavato nello spessore del muro. La scala, disposta in senso orario, conduce al secondo livello completando 360░ di estensione. La scala raggiungeva anche il terzo livello non piu' esistente, l'altezza residua del mastio raggiunge 17,5 metri. Il nuraghe dispone di due pozzi, uno nella pavimentazione di una cella, l'altro nel cortile. Una delle gallerie all'interno della reggia nuragica di Santu Antin. Adiacente al nuraghe si trova il villaggio, con le classiche capanne a pianta circolare del periodo nuragico e con abitazioni a pianta rettangolare di periodo romano che testimoniano il riutilizzo della struttura in epoche successive a quella nuragica.

OLIVASTRI MILLENARI DI BALTOLU

OLIVASTRI MILLENARI DI BALTOLU  Apri
Loc. LURAS - SARDEGNA  Navigatore
41 Km da PATTADA
Altitudine: 449 mt. s.l.m.  Area Tempio Pausania, Aggius, Vignola Mare
  Brochure PDF
Luras (Lu'ras in sardo, Lu'risi in gallurese), e' un comune di 2.715 abitanti della provincia di Olbia-Tempio nella regione storica della Gallura. E' situato a oltre 500 metri sul livello del mare, nella zona della Gallura. Fa parte della III Comunita' Montana Gallura. Dista 95 km da Sassari. Pur essendo situato nel cuore della Gallura, ha conservato il sardo logudorese, un tempo parlato in tutta la zona ma da alcuni secoli sostituito dal gallurese, idioma di origine co'rsa meridionale ed affine al dialetto di Sarte'ne. Il toponimo Luras deriva dal latino lura, che significa otre o sacco. La denominazione nasce dalla fantasia dei locali che intravedevano nelle particolari rocce presenti forme di otri o sacchi. Nel territorio di Luras sono presenti degli olivastri millenari. In particolare in localita' Santu Balto'lu di Karana, presso la chiesetta di campagna dedicata a San Bartolomeo, e' situato il piu' vecchio di questi olivastri, che dai luresi viene confidenzialmente e rispettosamente chiamato S'ozzastru. Esso presenta una circonferenza di 12 metri a circa m. 1,30 da terra ed e' alto 8 metri. La sua eta', secondo alcuni esperti, e' stimata tra i 3.000 ed i 4.000 anni, risultando cosi' l'albero piu' vecchio d'Italia ed uno dei piu' vecchi d'Europa. Nel 1991, questo patriarca della natura, e' stato dichiarato Monumento naturale ed inserito con decreto ministeriale, per la regione Sardegna, nella lista di venti alberi secolari, uno per ogni regione italiana

AREA ARCHEOLOGICA DEL NURAGHE LOELLE

AREA ARCHEOLOGICA DEL NURAGHE LOELLE  Apri
Loc. STRADA STATALE 389DIR/A DI BUDDUSO E DEL CORREBOI, BUDDUSO OT, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
18 Km da PATTADA
Altitudine: 794 mt. s.l.m.  Area AlÓ dei Sardi, Bitti, Onaný
L'area archeologica e' situata in un'area granitica dell'altopiano di Budduso', nella Sardegna nord-orientale. Il Loelle e' un nuraghe complesso di tipo misto, caratterizzato dalla compresenza di elementi tipici dei nuraghi a corridoio e dei nuraghi a tholos, costituito da una torre centrale alla quale si addossa un bastione trilobato. Attorno all'edificio si estende un vasto abitato di capanne circolari, mentre a breve distanza sono presenti due tombe di giganti. Si ha notizia, inoltre, dell'esistenza in antico di un pozzo del quale oggi non rimane traccia

SILANUS

SILANUS  Apri
Loc. SILANUS - SARDEGNA  Navigatore
38 Km da PATTADA
  Area Lei, Bortigali, Bolotana
Il paese di Silanus si trova a mezza collina, a un'altitudine di 432 metri s.l.m. con esposizione a sud est, su un territorio di circa 48,04 kmq, che comprende la parte centrale della catena del Marghine. La zona dove ora sorge il paese risulta abitata fin dal periodo pre-nuragico. L'antica citta' romana sorgeva proprio sul moderno abitato, probabilmente nei pressi della cava di calce dove, secondo una tradizione, vi avrebbero lavorato anche alcuni cristiani condannati ai lavori forzati. Nello stesso sito, i Cistercensi di Cabuabbas (Sindia) costruirono la chiesa di S. Lorenzo (XII sec.) costituente la chiesa della Grangia (dimostrato da qualche rudere e dalle porte murate). In epoca giudicale il paese (Sjlano) faceva parte della curatoria del Marghine, appartenente al giudicato di Torres o del Logudoro. L'economia del paese si basa sulle attivita' agro-pastorali e sull'artigianato tipico con produzione di tappeti, dolci e pane. Il territorio, molto fertile, e' coltivato con cereali, orzo, fave, olivi, viti e alberi da frutta. Di particolare prestigio, nell'architettura religiosa di Silanus abbiamo la chiesa di San Lorenzo. La sua fondazione, avvenuta nel 1150 come dipendenza dell'abbazia di S. Maria di Corte, viene interpretata in connessione con lo sfruttamento della calce del Monte Arbo. Fu edificata secondo metodi cistercensi da maestranze di educazione francese, forse le stesse che lavorarono al S. Pietro di Sindia. Si presenta con una semplice facciata, adorna di archetti pensili, terminante con un campaniletto a vela. Al suo interno a una navata absidata, si trovano resti di affreschi del trecento, nei quali, tra immagini di altri santi, campeggia una figura di S. Cristoforo. Dietro la chiesa sono sistemati alcuni betili rinvenuti presso la tomba di gigante di Sa Pedra Longa, in prossimita' del nuraghe Corbos. Chiesa della Maddalena (Sa Maddalena) La chiesa costruita nel XVI secolo in stile gotico catalano, e' costituita da una sola navata con tre archi a sesto acuto e da un'abside con volta a crociera. L'arco che la delimita, ribassato, ha un basamento e capitello finemente lavorato. La volta e' sostenuta da costole in pietra, poggianti su peducci scolpiti con chiave di volta in cotto, e riporta ancora la data di costruzione: 1582. Il frontone timpanato e' contenuto tra due contrafforti sagomati, il portale rinascimentale e' racchiuso da due semi colonne in pietra con motivi catalani; soprastante il portone c'e' una finestra incorniciata e sul lato sinistro si erge il campanile a vela. Nell'abside, fino agli anni '60 troneggiava un bellissimo altare ligneo del 1600.

DUALCHI

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Loc. DUALCHI - SARDEGNA  Navigatore
44 Km da PATTADA
  Area Noragugume, Aidomaggiore, Silanus
Dualchi (Duarche in sardo) e' un comune italiano di 684 abitanti della provincia di Nuoro nella subregione del Marghine. Il paese e' situato a 321 metri sul livello del mare nella zona settentrionale dell'altopiano di Abbasanta. Fa parte del Gal Marghine. Il territorio di Dualchi si presenta ancora incontaminato e ricopre un'estensione di 2344 ettari, di cui 520 appartengono al Comune. Il territorio e' roccioso ma ottimo per il pascolo di ovini e bovini, infatti una delle maggiori risorse del posto rimane la pastorizia. Le aziende agro pastorali sono delimitate dai tipici muretti a secco che diventano un tutt'uno con la vegetazione che li ricopre inoltre troviamo varie specie tra cui: rovi, biancospini, e altri generi di cespugli selvatici. La vegetazione tipica del luogo e' costituita in gran parte da: asfodelo, roverella, cisto, cardi selvatici, ferula. Il territorio del Comune e' ricco di boschetti di lentischio, sugherete, elci e roverella. Dualchi e' detto il 'Paese dei poeti', infatti e' stato la culla di compositori versatili da Celestinu Caddeo a Bore Poddighe, conosciuti in tutta la Sardegna per le loro opere di grande spessore culturale e politico. Passeggiando per le stradine del centro storico di Dualchi, scopriamo dei bei scorci tra le caratteristiche case in pietra. Passeggiando per le stradine del centro storico di Dualchi, scopriamo dei bellissimi scorci tra le caratteristiche case in pietra. E' d'obbligo una visita al vecchio frantoio oggi adibito a museo. Inoltre, Dualchi puo' vantare la particolarita' di possedere ben sei chiese sul suo territorio, tutte ben conservate ed utilizzate per i culti religiosi, testimonianza della forte fede della comunita'. Tra le piu' note ricordiamo: la chiesa della Beata Vergine d'Itria, una chiesetta a capanna, con pianta rettangolare e tetto a due falde, presenta un campanile a vela, affiancato sul lato destro della facciata, si presume risalga al '700 e presenta una croce antropomorfa in trachite rossa, proprio per via della sua forma veniva detto 's'angelu'. La chiesa di Sant'Antonio, situata nel centro del paese, risale al XVI secolo. E' circondata dalla piazza in onore del suddetto santo, ed e' stata restaurata nel 1998. Presenta le mura esterne e la pavimentazione interna in basalto. Infine, la chiesa di Santa Croce, edificata nel 1596, e' sede dell'omonima confraternita. Nello scoprire il paese si possono ammirare dei bei murales, dal vecchio municipio, fino ad arrivare alla bella 'Funtana Mazzore'. Queste opere d'arte a cielo aperto rappresentano scene di vita quotidiana del borgo, festivita' e tradizioni locali. Se ne possono ammirare in piazza San Sebastiano, via San Sebastiano, via Parini e piazza Trieste. Ma il suo territorio e' conosciuto soprattutto per la grande presenza di siti archeologici megalitici, risalenti all'epoca preistorica. Dualchi conta infatti ben 17 siti tra nuraghe, dolmen e tombe. Tra questi ci sono i nuraghe S'Ulivera e Ono, il nuraghe Crabas, il complesso archeologico di Su Putzu Iu, con tomba e fonte; l'area di Sa Corte caratterizzata da una muraglia megalitica della lunghezza di circa 20 metri, situata nella periferia meridionale del borgo; infine, il Dolmen di Sa Fronte'e Uda

BORTIGALI

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Loc. BORTIGALI NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
41 Km da PATTADA
  Area Silanus, Borore, Dualchi
Bortigali (Bortigale in sardo) e' un comune italiano di 1.405 abitanti della provincia di Nuoro, in Sardegna. Si trova nella subregione storica del Marghine. Collocato ad anfiteatro ai piedi del trachitico monte Santu Padre, sul meraviglioso altopiano di Campeda, Bortigali e' posto ad un'altitudine media di 510 metri. Si trova nelle vicinanze della Strada statale 13 e per questa caratteristica e' facilmente raggiungibile da tutte le parti della Sardegna. E' uno dei pochi paesi in Sardegna ad avere un mulino ad acqua funzionante anche se non utilizzato. Bortigali fa parte dell'e dei Comuni del Marghine e del GAL Marghine. Il territorio del Comune di Bortigali occupa una superficie di circa 67 km▓ e si estende dall'altopiano di Campeda a nord (600/700 metri s.l.m.) sino alla piana del rio Murtazzolu a sud (300/400), passando per le vette della catena del Marghine (1000/1100). Il borgo autentico sardo e' conosciuto in tutta l'isola per la ricchezza naturalistica del suo territorio e per la bellezza dei suoi paesaggi. Il centro storico si presenta ancora ben conservato, con le sue antiche chiese, i palazzi storici, le dimore in pietra e le sue vie acciottolate, che conducono alla scoperta dei tempi passati. Una particolarita' storica riguardante il borgo e' che fu il primo, nel 1943, a trasmettere Radio Sardegna, prima da un autocarro, in seguito da un grotta. Radio Sardegna fu la prima radio libera in Italia a dare notizia della resa dei tedeschi.Il centro storico di Bortigali e' caratterizzato da strette stradine pavimentate col caratteristico selciato, e dalle vecchie architetture rurali ingentilite e ornate da portali e architravi catalano-aragonesi (di cui se ne contano oltre 80, restaurati da poco a cura della Pro Loco). Di notevole interesse anche i palazzi borghesi del Corso Vittorio Emanuele, risalenti ai primi decenni del '900. Bortigali vanta un patrimonio di monumenti archeologici molto ricco e soprattutto diversificato nelle tipologie. Il monumento piu' rilevante e' certamente il maestoso nuraghe Ďrolo (raggiungibile sia a piedi col Sentiero Natura, sia in macchina percorrendo la strada provinciale per Mulargia e seguendo le indicazioni sul tragitto), posto in posizione molto panoramica e al centro di una zona ricca di altre interessanti emergenze. E' composto da una torre centrale a due piani e da un corpo aggiunto bilobato. Un recente restauro ne ha messo in evidenza la bellissima scala elicoidale di 56 gradini con la quale si sale agevolmente fino alla sommita'. Un altro complesso archeologico di notevole importanza e' Carrarzu Iddia, costituito da un nuraghe a corridoio, un piccolo villaggio, un edificio a tholos e un pozzo. Al centro del paese spicca la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria degli Angeli, risalente al 1548. Presenta una navata unica suddivisa in cinque campate da archi a sesto acuto, con quattro cappelle su ciascun lato. L'intera costruzione e' realizzata in trachite, una particolare pietra che le conferisce la particolare colorazione rosso-rosata. Al suo interno si conservano quattro tavole del Retablo di Bortigali, di particolare valore artistico. Vi sono inoltre la chiesa della Madonna del Rosario risalente al XVII secolo, quella di S. Giuseppe e quella di S. Antonio, localizzata in una grotta, conserva al suo interno una statua lignea di S. Barnaba del 1200. Da non perdere e' anche la secentesca chiesa dedicata a Santa Croce, caratterizzata da cornici di trachite rosso-rosata e valorizzata all'interno da un bellissimo ciclo di affreschi e da statue lignee

OLZAI

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Loc. OLZAI NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
45 Km da PATTADA
  Area Gavoi, Ottana, Fonni
Olzai (Ortza'i in sardo) e' un comune italiano di 1025 abitanti della provincia di Nuoro, nella regione della Barbagia di Ollolai. E' territorialmente coinvolto nel Parco del Gennargentu, situandosi in un territorio montuoso di incredibile valore naturalistico, storico e culturale. Il borgo si trova all'interno di una vallata, circondata da un ampio e maestoso anfiteatro montuoso che si eleva fino all'altezza di 1127 metri s.l.m. con la Punta 'S'Asisorgiu'. Circondato da fitti boschi di leccio e attraversato dal rio Bisine, il borgo di Olzai conserva un patrimonio storico e culturale che rappresenta a pieno l'importanza della zona, nelle epoche passate. La storica chiesa di Santa Barbara, la casa-museo del pittore Carmelo Floris, un mulino ad acqua recentemente ristrutturato in modo mirabile e le antiche case in granito del centro abitato, sono gli elementi caratterizzanti di questo borgo sardo, piccolo di dimensioni, ma grande per il patrimonio artistico e culturale che sa offrire. All'interno del paese e' inoltre notevole l'opera di canalizzazione del piccolo fiume che, dopo l'alluvione del primo decennio del '900, fu incanalato in un letto lastricato in pietra e molto largo, ai cui bordi sorgono due strade distinte, collegate da stupendi esempi di ponte ad arco in pietra. Il paese di Olzai si contraddistingue dagli altri comuni della Barbagia per le inconfondibili peculiarita' architettoniche e per un caratteristico centro storico, solcato da strade e vicoli latricati su cui si affacciano antiche case in granito. Importanti da vedere sono: Chiesa di Santa Barbara La chiesa e' stata edificata nel XIV-XV secolo e fino al 1738, prima che venisse trasformata in oratorio per i confratelli della Santa Croce, era sede parrocchiale nel cui cortile venivano seppelliti i defunti. L'ingresso principale si apre sulla navata centrale ed e' costituito da un portale, contornato da un ventaglio di conci di trachite, di dimensioni diverse e sapientemente alternati. Gli stipiti sono dati da piccole colonne addossate e scanalate che sorreggono capitelli a forma di piccole torri con cui si vuole fare riferimento alla Santa alla quale e' dedicata la chiesa (Santa Barbara, infatti, venne chiusa in una torre in quanto Cristiana). La chiesa e' a tre navate. Quelle laterali si staccano dalla centrale con archi di conci di trachite rosa, dove sono presenti elementi decorativi incisi a gola, con al centro una decorazione a piccoli ovali. Capitelli con motivi naturalistici leggermente lavorati a traforo di gusto bizantino sono posti nella zona presbiteriale. Il presbiterio, leggermente sopraelevato, ha una volta a crociera con costoloni in trachite poggiati su peducci, arricchiti a loro volta con leggere scanalature. Nelle chiavi di volta sono rappresentati motivi floreali e un viso gotico con labbra e occhi serrati. La navata centrale ha copertura a botte, mentre quelle laterali hanno copertura in legno

NURAGHE MAJORI

NURAGHE MAJORI  Apri
Loc. TEMPIO PAUSANIA - SARDEGNA  Navigatore
38 Km da PATTADA
Altitudine: 489 mt. s.l.m.  Area Aggius, Luras, Santa Maria Coghinas
Il monumento e' un nuraghe di tipo misto, caratterizzato cioe' dalla compresenza di ambienti voltati a tholos e di corridoi. La torre, a pianta sub-circolare irregolare (diametro m 20 x m 17,70; altezza max. m 5,30), ingloba alcuni affioramenti rocciosi che ne condizionano lo sviluppo planimetrico. Le strutture murarie sono realizzate con blocchi poligonali di granito, di grandi e medie dimensioni, appena sbozzati. L'ingresso, orientato a est-sud-est, e' sormontato da un architrave provvisto di una finestrella di scarico. Esso immette in un corridoio (lunghezza m 9,20; larghezza max. m 1,50; altezza max. m 4,75) che attraversa longitudinalmente il nuraghe fino a sfociare in un ampio cortile semicircolare (diametro m 9,50 x m 5). La copertura del corridoio e' costituita da lastre orizzontali ad altezza scalare in prossimita' dell'ingresso, mentre diventa a sezione ogivale nel suo successivo sviluppo; il pavimento e' lastricato. A meta' percorso, nelle pareti del corridoio si aprono gli accessi, non coassiali, di due vani: il primo vano a destra ha pianta ovoidale (diametro m 4,60 x m 3,60; altezza residua m 3,80) e copertura a tholos in parte crollata; il secondo ambiente, di minori dimensioni e anch'esso a pianta ovoidale (diametro m 3,80 x m 3,75; altezza residua m 3,75), presenta sulla parete di fondo una cella con ingresso architravato e pianta sub-circolare. Sul lato sud-ovest del cortile, addossata alla torre, e' risparmiata una scala che conduce al piano superiore: lo stato attuale della struttura non consente una lettura esaustiva dello sviluppo planimetrico del primo piano. Tuttavia, le strutture murarie residue portano ad ipotizzare l'originaria esistenza di una camera a pianta circolare in corrispondenza del secondo vano sottostante (diametro m 7,60) e di un altro ambiente sul lato opposto. Il nuraghe e' databile tra la fine del Bronzo antico e il Bronzo finale

S. MARIA DEL REGNO

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Loc. SAINT MARIA OF REGNO, ARDARA SASSARI, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
26 Km da PATTADA
  Area Torralba, Ozieri, Perfugas
Santa Maria del Regno e' un'imponente chiesa romanica della Sardegna, parrocchiale del piccolo comune di Ardara, in provincia di Sassari. Il monumento fu cappella palatina dei giudici di Torres.La chiesa venne edificata in scurissimo basalto ad opera di maestranze pisane. La facciata e' divisa in cinque specchi e presenta un coronamento a salienti. Al centro si trova il portale architravato e con arco di scarico a tutto sesto, sormontato da una bifora. L'intero paramento esterno dell'edificio e' scandito da lesene e decorato da archetti pensili. Sul lato sinistro dell'edificio si affianca cio' che resta della torre campanaria, a canna quadra, attualmente mozza. L'interno, a pianta rettangolare, e' diviso in tre navate tramite due serie di colonne, che sostengono archi a tutto sesto su capitelli scolpiti a motivi floreali. La copertura della navata centrale e' a capriate lignee, mentre le navate laterali, divise in campate, presentano coperture a crociera. La vista dell'abside semicircolare e' impedita dall'imponente retablo Maggiore, il piu' grande polittico cinquecentesco in Sardegna, che si staglia dietro l'altare. L'opera, alta circa dieci metri e larga sei, si compone di trentuno tavole dipinte, separate da intagli di legno dorato. Le tavole mostrano le rappresentazioni di diversi profeti e santi, oltre alle vicende della vita di Maria. Al centro del retablo, entro una preziosa nicchia, e' collocata la statua lignea di Nostra Signora del Regno, in cui la Madonna, che tiene in braccio il bambino Gesu', appare rivestita delle insegne regali (corona e scettro). Il polittico e' corredato da un'iscrizione, sulla predella, in cui e' nominato l'autore, Giovanni Muru, e l'anno di esecuzione, il 1515. Da un'altra iscrizione si evince il nome del committente, Joan Cataholo, canonico di San Pietro di Sorres nel 1489 e arciprete della cattedrale di Sant'Antioco di Bisarcio nel 1503. All'interno della chiesa si possono ammirare anche la serie di dipinti addossati alle colonne, raffiguranti apostoli e altri santi, del XVII secolo, il retablo Minore, opera della stessa scuola del retablo Maggiore, un pulpito in legno intagliato e l'epigrafe, copia probabilmente duecentesca dell'originale, a ricordo della consacrazione del tempio, avvenuta il 7 maggio 1107

OTTANA

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Loc. OTTANA, PROVINCE OF NUORO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
40 Km da PATTADA
Altitudine: 222 mt. s.l.m.  Area Olzai, Orotelli, Noragugume
  Brochure PDF

Ottana is a town of 2,422 inhabitants in the province of Nuoro. The variant of the Sardinian language is barbaric. At the center of the village stands the beautiful former Romanesque cathedral of St. Nicholas, built between 1140 and 1160 (second phase of construction). Of great interest is the carnival of Ottana, for the characters of Merdules and utioner. These masks are characterized, first, with wooden monstrous forms, usually with long noses, the latter, with masks features veal, wearing fleeces of sheep. The country ''''s economy is based, in addition to'''' traditional activity of ''''livestock, mainly petrochemical industry and the production of synthetic fibers.

AGGIUS

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Loc. AGGIUS OLBIA-TEMPIO, ITALY - SARDEGNA  Navigatore
39 Km da PATTADA
  Area Tempio Pausania, Luras, Santa Maria Coghinas
Situato a 514 metri sul livello del mare, Aggius e' un tipico paese della Gallura, immerso nei nuraghi, ai piedi della seghettata cresta granitica detta 'Monti di Aggius', che comprende i Monti Sotza (mt. 789) e della Croce (mt. 666). Il panorama e' certamente uno dei piu' belli della Sardegna: Aggius appare incastonato tra rocce granitiche dalle forme bizzarre, sugheri secolari e vigneti. Vanta una meravigliosa vista dominata dal poderoso Massiccio del Limbara, contornato da un'articolata corona di monti che rende il paesaggio caratteristico e gli conferisce un panorama unico, da sempre molto celebrato. Ammassi granitici e colline tondeggianti costituiscono i tratti dominanti del paesaggio di questo territorio. Infatti, sia che faccia parte del sistema di aspre creste del cosiddetto 'Resegone', sia che si presenti in cumuli sparsi dalle forme bizzarre nella cosi' detta 'Valle della Luna', il granito caratterizza in modo inconfondibile il paesaggio di questo meraviglioso borgo sardo. Sono divenute celebri nel corso dei secoli le forme contorte di queste particolari pietre, nelle quali l'uomo, fin dai tempi antichi, ha voluto riconoscere volti, sagome, animali e divinita', scegliendo di viverci accanto, prima nei ripari sotto le rocce, poi nei nuraghi e infine negli stazzi, gli insediamenti tipici della Gallura pastorale. Il suo nome potrebbe derivare dal greco 'Aghios' (sacro/santo), oppure dal latino 'Agnus' (agnello), per l'antica presenza di ovili, o ancora da 'A-Jius' (senza diritto, ne' Legge), per indicare un certo carattere indipendente e ribelle dei suoi originari abitanti

TERME DI CASTELDORIA

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Loc. SANTA MARIA COGHINAS - SARDEGNA  Navigatore
40 Km da PATTADA
Altitudine: 41 mt. s.l.m.  Area Perfugas, Valledoria, Badesi
Il termine scientifico e' acque salsobromoiodiche, che significa acque fortemente mineralizzate di origine marina. Per la gente del posto, sono sempre state semplicemente 'li caldani', polle di acqua caldissima, che raggiungono i 70 ░C e che si fondono con l'acqua del fiume Coghinas, che, non a caso, significa 'cucine'. Le acque delle Terme di Casteldoria hanno importanti capacita' curative. Gli ospiti del Vela Resort possono godere dei loro benefici immergendosi nelle due piscine del Resort o visitando le vicine Terme di Casteldoria. Dal cuore della terra, un dono per la salute Le acque termali di Casteldoria nascono a 2.000-3.000 metri di profondita' e, quando sgorgano, hanno una temperatura di 67-78░C, con una portata di 15-20 litri al secondo e hanno un Ph di 7,4. Mentre risalgono verso l'esterno, si arricchiscono di sali minerali, che le rendono curative. Le acque hanno infatti proprieta' antisettiche, antinfiammatorie, decongestionanti; aiutano, inoltre, a stimolare il sistema immunitario e sono rilassanti. I trattamenti con queste acque sono consigliabili per chi soffre di reumatismi, osteoartrosi, psoriasi, dermatiti, riniti, sinusiti, faringiti, laringiti e problemi ginecologici. Trattamenti per tutti nelle Terme di Casteldoria Ottimi anche i fanghi, costituiti da argilla, acqua salsobromoiodica e microrganismi e biomateriali. Disposto in speciali vasche in acciaio inox, il fango per circa 6 mesi viene mantenuto in continuo contatto con l'acqua termale fatta scorrere a ritmo costante ad una temperatura di 60░ C. Un lungo e delicato processo, che permette al fango di acquisire le proprieta' terapeutiche. Tutte le terapie sono effettuate sotto stretta sorveglianza medica con visita preliminare obbligatoria. Sono previsti trattamenti come inalazioni e aerosol, fangobalneoterapia, balneoterapia. Nel Centro Benessere Terme di Casteldoria, poi, si puo' contare anche su trattamenti rigeneranti e consulenze mediche avanzate e personalizzate per migliorare la qualita' della propria vita: massaggi rilassanti e curativi; trattamenti viso e corpo con il fango e l'acqua salsobromoiodica Terme di Casteldoria; sauna termale; bagno di vapore termale; docce termali a fusione; pedana vibrante. Le piscine termali delle Terme di Casteldoria Chi vuole usufruire dei benefici delle acque termali senza sottoporsi a trattamenti, puo' dedicarsi al nuoto libero o imparare a nuotare, grazie ai corsi organizzati per adulti e bambini, nelle piscine termali di Casteldoria. Sulla riva destra del Coghinas, sopra una collina vista mare, si trovano la piscina semiolimpionica, irrorata a ore alterne con nuova acqua termale salsobromoiodica alla temperatura di 27░c, e la grande vasca con dodici getti idromassaggianti irrorata a ore alterne con nuova acqua termale salsobromoiodica alla temperatura di 37░c per trattamenti termali, fisioterapia, ginnastica posturale e nel contempo inalazione dei vapori salsobromoiodici

CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO

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Loc. PERFUGAS SS, ITALIA - SARDEGNA  Navigatore
34 Km da PATTADA
Altitudine: 64 mt. s.l.m.  Area Santa Maria Coghinas, San Pietro a Mare, Sedini
Il museo, scaturito dalle attivita' di censimento e scavo di siti archeologici del territorio di Perfugas, e' articolato in una sezione paleobotanica e una archeologica. Sono esposti fossili di piante simili alle palme, ai cipressi e ai pioppi, provenienti dalla foresta pietrificata dell'Anglona, che si formo' tra i 30 e i 15 milioni di anni fa in seguito a eventi che portarono alla silicizzazione delle piante stesse. La sezione paleolitica ospita i materiali piu' antichi finora rinvenuti in Sardegna: gli strumenti in selce del clactoniano arcaico dal Rio Altana e i raschiatoi e i denticolati da Sa Pedrosa-Pantallinu del clactoniano evoluto. Il Neolitico e' rappresentato dalla statuina di dea madre con bambino, che costituisce la prima kourotrophos in ambiente occidentale (IV millennio a.C.). Alla civilta' nuragica rimandano ceramiche, utensili di pietra e manufatti bronzei, tra cui e' notevole un pugnale ad elsa gammata integro. Reperti d'importazione del VII-VI sec. a.C., testimonianti la vitalita' di alcuni centri tardonuragici del territorio, i vasi attici e punici del V-IV sec. a.C. e altre ceramiche di eta' ellenistica e romana illustrano l'eta' storica. Tra i materiali altomedievali sono compresi vasi d'impasto del V secolo, un anello bronzeo del VI secolo, vaghi di pasta vitrea e una punta di lancia del VII-VIII secolo. Sono inoltre esposti materiali riferibili ai secoli IX-XIII. Esiste un servizio gratuito di visite guidate. La sala audiovisivi e' dotata di 85 posti a sedere, schermo a parete, video proiettore e impianto acustico. E' possibile svolgere itinerari virtuali nel territorio attraverso una postazione multimediale. Il museo svolge attivita' didattiche per le scolaresche, consistenti in visite guidate, proiezione di filmati, sezioni specifiche sulle tematiche della preistoria. Occorre prenotare visite di gruppi composti da oltre 10 persone. Non esistono barriere architettoniche. Indirizzo: via Nazario Sauro, 07034 Perfugas; telefono: 079 564241 Ente titolare: Comune di Perfugas. Gestione: Sa Rundine s.n.c., via Roma 24, Perfugas Orari: 9,00-13,00 e 15,00-19,00 (ottobre-maggio); 9,00-13,00 e 16,00-20,00 (giugno-settembre); chiuso il lunedi'. Biglietto: Euro 3,00 (intero), Euro 2,00 (gruppi di almeno 10 persone, anziani oltre i 60 anni, scolaresche), Euro 1,00 (residenti, accompagnatori). Esenzione biglietto: bambini fino ai 6 anni. e-mail: comunediperfugas@tiscali.it, sarundine@tiscali.it

POZZO SACRO DI SANTA CRISTINA

POZZO SACRO DI SANTA CRISTINA  Apri
Loc. ORANI - SARDEGNA  Navigatore
35 Km da PATTADA
  Area Orotelli, Gavoi, Olzai
  Brochure PDF
Il pozzo sacro nuragico e' una struttura templare ipogeica destinata durante l'Eta' del bronzo al culto delle acque in Sardegna. Si trovano numerosi sull'isola e insieme alle tombe dei giganti e ai tempietti a megaron testimoniano lo spirito profondamente religioso delle popolazioni sarde durante la Civilta' nuragica. Questi singolari monumenti (tra i piu' elaborati dell'Isola) sono un chiaro esempio della maestria architettonica dei nuragici e confermano la grande importanza data alle sorgenti d'acqua. Nel mondo esistono altri esempi di pozzi sacri, ad esempio in Bulgaria (Pozzo sacro di Garlo). I templi piu' datati furono costruiti alla maniera dei nuraghe e con blocchi di pietra non perfettamente squadrati. Nel tempo furono poi edificati con tecnica piu' raffinata e con maggior accuratezza nella lavorazione fino a raggiungere una grande perfezione e precisione, tanto che negli anni passati si ritenevano costruiti tra l'VIII ed il VI secolo a.C. Le piu' recenti scoperte hanno pero' indotto gli archeologi a stimare che i templi dell'acqua sacra rimontano all'epoca in cui esisteva una stretta relazione tra i regni micenei della Grecia antica e di Creta e le popolazioni abitanti la Sardegna. Queste nuove estimazioni sono di due millenni anteriori a quelle effettuate durante i primi ritrovamenti. Una datazione pressoche' certa proviene dai recenti scavi nel Pozzo sacro di Funtana Coberta, nei pressi di Ballao, dove sono completamente assenti le ceramiche nuragiche dell'eta' del ferro. Mentre sono presenti reperti di provenienza egea. Il pozzo di Ballao, stando alle ceramiche nuragiche, fu quindi costruito nel bronzo recente per essere abbandonato nel bronzo finale. A questa data sono anche da datare i frammenti di bronzetto trovati nel pozzo in questione

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SARDEGNA


Questa regione possiede una storia millenaria che ha inizio nel Paleolitico di cui si hanno prove di insediamenti dell'uomo sull'isola. Insediamenti stabili risalgono al Neolitico Antico (6000 a.c.). La prima civiltÓ di cui si hanno testimonianze Ŕ quella nuragica (1500 a.c.) che Ŕ poi declinata alla fine dell'etÓ del Ferro (500 a.c.). Di questa civiltÓ rimangono delle bellissime architetture: le Nuraghe. Un viaggio navigando in un mare di smeraldo, tra piccole e grandi insenature dalla sabbia bianchissima: questa Ŕ la Sardegna, un'isola che stupisce il visitatore per i suoi contrasti naturali, luci e colori, un paese di antichissime tradizioni, immerso in una natura selvaggia e incontaminata. Situata al centro del Mediterraneo, con un territorio prevalentemente montuoso ma privo di alte vette, la Sardegna regala al visitatore un ambiente naturale unico, nello stesso tempo aspro e dolcissimo. L'uomo, infatti, Ŕ in certe zone quasi una rara presenza; vaste superfici sono rimaste magicamente intatte, abitate da cervi, cavalli selvatici e grandi rapaci e sono ricche di piccole zone desertiche, stagni e boschi rigogliosi con alberi anche millenari. Il mare regna incontrastato con i suoi colori e si insinua nelle calette tortuose, lungo le coste e le spiagge, nelle localitÓ pi¨ frequentate. La costa Smeralda con la sua perla, Porto Cervo, ne Ŕ un esempio. Il suo Porto Vecchio Ŕ considerato il pi¨ attrezzato porto turistico del Mediterraneo. Porto Rotondo Ŕ una localitÓ anch'essa rinomata, che si affaccia sull'ampio Golfo di Cugnana ed Ŕ popolata da ville e piazzette incastonate in una magnifica natura. Chi al mare preferisce la montagna potrÓ andare alla scoperta della regione del Gennargentu, il pi¨ vasto complesso montano della Sardegna, con i suoi pittorici scenari dove la natura occupa un posto di primo piano. Molto ricca la flora e la fauna con i suoi mufloni, aquile reali, cervi sardi e varie specie ormai sull'orlo dell'estinzione. Tra le sue meraviglie, la Sardegna offre al visitatore i complessi nuragici sparsi su tutto il territorio, monumenti unici al mondo che testimoniano una cultura antica e ancora in parte misteriosa che va dal XV al VI secolo a C. I Nuraghi and costruiti con grandi blocchi di pietra and si sviluppavano intorno ad una torre centrale a forma di tronco di cono che trasmette una sensazione di soliditÓ e potenza. Si tratta di siti archeologici dove si possono ancora cogliere i segni di antiche ritualitÓ e di vita domestica dal fascino arcaico. Tra i tanti, il complesso di Barumini in provincia di Medio Campidano Ŕ nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.

Da Vedere: Nuraghe: si tratta di una costruzione preistorica a carattere difensivo che si trova solo in Sardegna. Ha una forma conica composta da pietre disposte a filari. All'interno vi Ŕ una camera circolare che pu˛ essere alta dai 5 ai 25 metri preceduta da uno spazio dedicato al soldato che stava di guardia. Di fronte all'entrata c'Ŕ una scala che arriva fino in cima alla nuraga e che gira tutta intorno alla struttura stessa. Il nome di queste costruzioni deriva da termine sardo 'nura' che significa svavare o accumulare. In sardegna sono presenti circa 7000 monumenti nuragici edificati in varie epoche diverse. Costa Smeralda: questo Ŕ il nome che viene dato alla parte costiera che si trova a nord-est dell Gallura (in provincia di Sassari) grazie alla limpidezza delle sue acque. E' formata da tantissime insenature, scogli e isolette che nascondono spiagge di sabbia bianca tra cui la famosa caletta Cala di Volpe. Attualmente offre una grande quantitÓ di villaggi turistici e strutture alberghiere. Le due localitÓ pi¨ rinomate della Costa Smeralda sono Porto Cervo e Porto Rotondo. Parco Nazionale del Gennargentu: si tratta di un'area protetta che si torva nella parte nord-ovest dell'isola sotto la provincia di Nuoro. Vi si trovano montagne (come la Marmora alta 1834 metri) ed un ricchissimo ecosistema marino. La vegetazione Ŕ molto varia e comprende zone di macchia mediterranea, ma anche esempi di vegetazione montana. Per quanto riguarda la fauna vi si trovano mufloni, aquile, foche monache, e falchi della regina.

Gastronomia e Vini: La cucina tipica sarda possiede numerosi piatti tipici. Tra questi troviamo gli spaghetti alla bottarga (uova di muggine essiccate e grattugiate), ravioli ripieni di pesce, i 'malloreddus all'oristanese' (a base di spinaci e panna), la 'merca' (muggine cucinato con erbe locali). Troviamo anche una grande varietÓ di piatti di terra come il 'ghisau' uno stufato di carni varie, l' 'agnello alla gallurese' , agnello cucinato con erbette. Un elemento molto importante della cucina sarda Ŕ senza dubbio il pane: ve ne sono di numerose varietÓ come il 'civraxiu', un pane saporito molto croccante, il 'su pan'e trigu', un buonissimo tipo di pane cotto a legna, ed il famosissimo 'pane carasau' (o carta da musica) fatto di un impasto di farina di frumento e formato da una sfoglia sottilissima: Ŕ il pane che usavano i pastori sardi durante la cura dei propri greggi. Tra i dolci vi segnaliamo le 'sebadas' , specie di ravioli dolci ripieni di formaggio e ricoperti di miele, e la buonissima pasticceria a base di pasta di mandorle (tra cui i sas melicheddas ed i sos chericheddos). Tra i vini i pi¨ rinomati sono la Vernaccia di Oristano, la Malvasia di Bosa ed il Cannonau di Cagliari.