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matera - escursioni punti di interesse attrazioni a matera
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  MATERA


MATERA

Escursioni, punti di interesse e attrazioni vicini a MATERA Altamura Ferrandina Cassano delle Murge

CRACO

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Loc. CRACO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
36 Km da MATERA
Altitudine: 355 mt. s.l.m.  Area Ferrandina, Aliano, Colobraro
Ci si ferma nel centro della cittadina e ci si mette in ascolto: fruscio di alberi in lontananza, il soffio leggero della brezza, qualche cinguettio e il frinire accaldato delle cicale che si alza dalla campagna vicina. Questi i suoni che dominano a Craco, borgo della Basilicata di origine medievale in provincia di Matera: non perche' sia una localita' particolarmente quieta, o i suoi abitanti siano tipi silenziosi. La particolarita' di Craco, che l'ha resa famosa in Italia e nel mondo, e' che si tratta di una citta' fantasma, completamente disabitata sin dagli anni Sessanta del Novecento. Agghindata da piantagioni di cereali e uliveti, la cittadina e' una scultura di case strette le une alle altre, abbarbicate alla roccia calcarea, ricamata di stradicciole e scalinate ripide e dominata dalle sagome imponenti di una torre normanna e di un castello risalente al XIII secolo. Di lontano pare di ammirare un'unica grande montagna: i colori delle abitazioni, delle chiese, delle fortificazioni sono gli stessi della natura, simili alle tinte della rupe rugosa su cui poggiano. Avvicinandosi si scoprono le tracce delle rovinose frane che, nella seconda meta' del Novecento, costrinsero la popolazione ad abbandonare l'abitato: da quel giorno di paura, quando nel 1963 ci fu una scossa piu' violenta delle altre, la natura si e' impossessata del borgo, mentre le persone del posto si trasferirono a valle, in localita' Craco Peschiera. Dimenticato lo spavento di quei giorni, oggi si puo' dire che le frane abbiano costituito la fortuna del paese: senza di esse non sarebbe, ai giorni nostri, uno scenario cosi' magico e affascinante, tanto da essere stato scelto numerosissime volte come set cinematografico da registi importanti. Immerso in un paesaggio surreale, arso dal sole, a meta' strada tra il mare e l'Appennino Lucano, il borgo e' circondato dai calanchi, solchi profondi che scalfiscono il terreno cretoso come rughe testimoni del tempo, generati dallo scorrere verso valle delle acque piovane. Chi si lascia incantare dal panorama e decide di visitare il cuore di Craco rimane stupito di fronte al centro intatto, conservato cosi' come gli ultimi abitanti l'hanno lasciato. Ad eccezione di qualche strumentazione cinematografica insolita, il paese raccoglie le stesse belle testimonianze che lo caratterizzavano in passato: camminando per le strade si puo' dare un'occhiata all'interno delle vecchie abitazioni, scoprendo le dimore dei nobili e le case della civilta' contadina e pastorale. Come formule leggendarie, i nomi delle contrade cittadine evocano la storia ricca e misteriosa di questi luoghi abbandonati. Il nome 'Canzoniere' deriva da quello di un'antica taverna posta lungo un tratturo molto frequentato. Secondo la tradizione era gestita da una donna bellissima che, proprio come la maga Circe, tratteneva i malcapitati clienti in suo potere, sfruttando il suo potere di seduzione

CHIESA RUPESTRE DI MADONNA DELL'IDRIS

CHIESA RUPESTRE DI MADONNA DELL'IDRIS  Apri
Loc. CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO AL SASSO CAVEOSO, PIAZZA SAN PIETRO CAVEOSO, 1, MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
1 Km da MATERA
Altitudine: 339 mt. s.l.m.  Area Altamura, Ferrandina, Cassano delle Murge
La Chiesa di Santa Maria di Idris, detta anche Santa Maria de Idris o Madonna de Idris, si trova a Matera, all'interno dei Sassi. Si tratta di una chiesa rupestre, cioe' scavata nella roccia. E' situata nella parte alta del Monterrone, una grossa rupe calcarea che si erge nel mezzo del Sasso Caveoso; vi si arriva attraverso una rampa di scale vicina alla chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve. Il nome Idris deriva dal greco Odigitria, colei che mostra la via, oppure dall'acqua che sgorgava da quella roccia. La chiesa rupestre presenta un avancorpo in muratura con a lato un piccolo campanile a vela; l'interno, a causa dei continui rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, non presenta nulla dell'originaria struttura. Si compone di una navata irregolare con affreschi, posti sulla parete di retrofacciata della cripta, gran parte dei quali staccati per restauro essendo deteriorati a causa dell'umidita' e conservati presso la Soprintendenza ai Beni Storici ed Artistici di Matera. Sull'altare vi e' una Madonna con Bambino risalente al XVII secolo dipinta a tempera, a destra Sant'Eustachio, patrono della citta' ed altri affreschi sempre risalenti al XVII secolo ed ancora una crocifissione di fattura rozza con sfondo la sagoma della citta' di Matera. La chiesa di Santa Maria de Idris e' collegata alla cripta rupestre di San Giovanni in Monterrone attraverso un cunicolo, ed in questa cripta si trovano numerosi e pregevoli affreschi che sono databili in un arco di tempo che va dal XII al XVII secolo. Nel cunicolo di accesso vi e' l'affresco raffigurante San Giovanni Battista; in una lunetta sovrastante un altare l'affresco risalente al XII secolo del Cristo Pantocratore benedicente alla latina, che con la mano sinistra sorregge un Vangelo aperto nel quale e' inscritto un testo greco. Questo affresco rappresenta l'influenza della cultura iconografica bizantina. Piu' oltre, sulla spalla di un arco mozzo, vi e' un monaco ignoto con saio e cappuccio. Di fronte San Nicola in abiti vescovili, che benedice con la mano destra e regge il Vangelo con la sinistra.

SAN MAURO FORTE

SAN MAURO FORTE  Apri
Loc. SAN MAURO FORTE MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
37 Km da MATERA
  Area Accettura, Tricarico, Ferrandina
San Mauro Forte si trova arroccato su un'altura, situato in una posizione dominante che sovrastra l'intera valle del torrente Salandrella, primo tratto del fiume Cavone. Immerso nei dolci declivi della Basilicata, il piccolo borgo e' circondato da un paesaggio collinare e da spettacolari uliveti, che lo rendono celebre come 'Citta' dell'Olio', grazie alla sua eccellente produzione del prodotto base della dieta mediterranea. Il suo territorio confina a nord con i comuni di Salandra (14 km), Oliveto Lucano (15 km) e Garaguso (17 km), a est con Ferrandina (31 km), a sud con Craco (25 km) e Stigliano (31 km), e a ovest con Accettura (14 km). Dista 70 km da Matera e 66 km dal capoluogo di regione Potenza. San Mauro Forte e' compresa nel territorio della Comunita' Montana Collina Materana

SPIAGGIA DI METAPONTO LIDO

SPIAGGIA DI METAPONTO LIDO  Apri
Loc. LIDO DI METAPONTO - BASILICATA  Navigatore
40 Km da MATERA
Altitudine: 2 mt. s.l.m.  Area Bernalda, Metaponto, Pisticci
Metaponto Lido e' una delle localita' piu' frequentate della costa Jonica. Le sono state attribuite origini antichissime addirittura alle colonie greche della Mgna Grecia. E' una tranquilla localita' balneare caratterizzata da una spiaggia di sabbia fine e chiara, e ben attrezzata dal punto di vista ricettivo. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Campeggi -Alberghi -Stabilimenti balneari

SASSI

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Loc. SASSI, VIA CASALNUOVO, 257, MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
1 Km da MATERA
Altitudine: 357 mt. s.l.m.  Area Altamura, Ferrandina, Cassano delle Murge
  Brochure PDF
I Sassi di Matera costituiscono il centro storico della citta' di Matera. Il Sasso Caveoso ed il Sasso Barisano, insieme al rione Civita, formano un complesso nucleo urbano.La citta' della pietra, centro storico di Matera scavato a ridosso del burrone, e' abitata in realta' almeno dal Paleolitico: alcuni tra i reperti trovati risalgono al XIII millennio a.C., e molte delle case che scendono in profondita' nel calcare dolce e spesso della gravina, sono state vissute senza interruzione dall'eta' del bronzo. La prima definizione di Sasso come rione pietroso abitato risale ad un documento del 1204. I Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione ed antropizzazione succedutesi nel tempo. Da quelle preistoriche dei villaggi trincerati del periodo neolitico, all'habitat della civilta' rupestre di matrice orientale, che costituisce il sostrato urbanistico dei Sassi, con i suoi camminamenti, canalizzazioni, cisterne; dalla civitas di matrice occidentale normanno-sveva, con le sue fortificazioni, alle successive espansioni rinascimentali e sistemazioni urbane barocche; ed infine dal degrado igienico-sociale del XIX e della prima meta' del XX secolo allo sfollamento disposto con legge nazionale negli anni cinquanta, fino all'attuale recupero iniziato a partire dalla legge del 1986. I Sassi sono davvero un paesaggio culturale, per citare la definizione con cui sono stati accolti nel Patrimonio mondiale dell'Unesco. Il Sasso Barisano, girato a nord-ovest sull'orlo della rupe, se si prende come riferimento la Civita, fulcro della citta' vecchia, e' il piu' ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo. Il Sasso Caveoso, che guarda invece a sud, e' disposto come un anfiteatro romano, con le case-grotte che scendono a gradoni, e prende forse il nome dalle cave e dai teatri classici. Al centro la Civita, sperone roccioso che separa i due Sassi, sulla cui sommita' si trova la Cattedrale. Ed infine di fronte, sul versante opposto della Gravina di Matera, l'altopiano della Murgia che funge da quinta naturale a tale scenario, con le numerose chiese rupestri sparse lungo i pendii delle gravine protette dall'istituzione del Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano, detto anche Parco della Murgia Materana

PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE

PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE  Apri
Loc. PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
44 Km da MATERA
  Area San Mauro Forte, Tricarico, Aliano
Il cuore verde della Basilicata ll Parco, che ha un'estensione di 27.027 ettari, protegge un'ampia area posta al centro del territorio regionale che presenta importanti valori naturalistici, storici ed etno-antropologici: la foresta di Gallipoli Cognato estesa per oltre 4.200 ettari; il bosco di Montepiano formato da imponenti esemplari di cerro, macchia mediterranea con residui nuclei di leccio, rocce di arenaria, che formano i bizzarri profili delle Dolomiti Lucane di Castelmezzano e Pietrapertosa, resti della fortificazione della citta' lucana edificata nel IV sec. a.C. sulla sommita' del Monte Croccia

PARCO NATURALE REGIONALE TERRA DELLE GRAVINE

PARCO NATURALE REGIONALE TERRA DELLE GRAVINE  Apri
Loc. PARCO NATURALE REGIONALE TERRA DELLE GRAVINE, TARANTO, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
44 Km da MATERA
  Area Noci, Alberobello, Martina Franca
Il Parco regionale della Terra delle Gravine e' stato istituito il 20 dicembre 2005 con L.R. n. 18. Esso si estende sul territorio di 13 Comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie, S.Marzano) e di un Comune della Provincia di Brindisi (Villa Castelli), per un totale di circa 28.000 ettari. Non esiste altrove, in tutta l'Europa occidentale, un'area con un'analoga concentrazione di insediamenti rupestri e siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversita'. Il parco e', tra gli strumenti che la normativa sulle aree protette prevede, il mezzo che puo' consentire non solo la salvaguardia di aree ad elevato valore naturalistico, ma anche la valorizzazione del paesaggio storico e culturale che gli insediamenti umani e le attivita' agro-silvo-pastorali hanno determinato nei millenni. Di conseguenza, il Parco puo' essere lo strumento per conservare ancora attivita' tradizionali che, pur avendo contribuito ai valori caratteristici e identificativi dei luoghi, sono destinate altrimenti a scomparire. Le gravine sono profonde gole rocciose di origine carsica, che partono dall'altipiano murgiano e si dirigono verso il mare, memoria di antichi fiumi che oggi si riformano solo occasionalmente, dopo abbondanti piogge. Le consistenti altezze e le notevoli pendenze dei versanti delle gravine, nonche' il loro particolare microclima, hanno permesso nel tempo la conservazione di habitat straordinariamente ricchi, sia come flora che come fauna e microfauna. Le impervie caratteristiche morfologiche delle gravine, la presenza di numerose grotte con caratteristiche di stabilita' termica e il peculiare microclima hanno favorito l'insediamento umano, dal periodo Neolitico fino agli anni '50, con un forte concentramento nel periodo medioevale. Numerosissimi e preziosi i villaggi rupestri, dove le case-grotta mantenevano caratteristiche di continuita' con i terrazzamenti, coltivati ad orti. Tutto il materiale dello scavo delle grotte veniva riutilizzato per costruire le case-grotta, le fortificazioni, e i muri a secco di contenimento. Un ingegnoso sistema di raccolta e canalizzazione delle acque piovane in cisterne consentiva un'autonomia idrica; i luoghi sociali erano legati alla lavorazione dei prodotti agricoli (frantoi, mulini) e al culto religioso (cripte, chiese). Numerose le tombe scavate nei banchi rocciosi, testimoni delle usanze rituali di sepoltura dei defunti. I suggestivi villaggi rupestri si trovano a Ginosa, Mottola, Grottaglie, Crispiano, Laterza, Statte, Castellaneta, Massafra, Palagianello, a volte inseriti nel contesto urbanizzato. Chiese, cripte e santuari presentano spesso splendide icone di stile bizantino, rappresentanti la Vergine, Cristo Pantocratore, Santi e Martiri. A Massafra e a Mottola si possono ammirare gli esempi piu' ricchi e meglio conservati dell'arte pittorica rupestre e dell'architettura di tali luoghi sacri, scavati direttamente nella roccia

TRICARICO

TRICARICO  Apri
Loc. TRICARICO - BASILICATA  Navigatore
40 Km da MATERA
Altitudine: 652 mt. s.l.m.  Area Accettura, San Mauro Forte, Acerenza
Sapori orientaleggianti, influssi normanni e forme medievali si intrecciano a comporre Tricarico, cittadina di circa 6 mila abitanti in provincia di Matera, nel cuore della Basilicata. Posizionata a 698 metri s.l.m., abbraccia un territorio vasto e estremamente ricco, variegato nelle linee e nei colori: prevalentemente montuoso, con quote massime che superano i 1000 metri, e' tappezzato di fitti boschi di cerri e querce ma comprende anche valli e teneri prati. Tra gli esemplari d'albero piu' interessanti c'e' l'anziana roverella che vive tra le contrade di Calle e San Marco, che coi suoi 600 anni di eta' e' entrata a far parte dei monumenti naturali della Regione. Oltre al nucleo centrale, Tricarico comprende tante costellazioni di borgate sparse nella campagna, dove le famiglie si dedicano principalmente alla pastorizia e all'agricoltura. Ad incoraggiarle contribuisce anche il clima, mite come ci si aspetta dalle zone meridionali d'Italia: le temperature medie di gennaio, il mese piu' freddo, raramente si abbassano di molto al di sotto dello zero, e anche le estati si mantengono gradevolmente fresche. Luoghi di culto, palazzi signorili, scavi archeologici e piazze vivaci: a Tricarico sono innumerevoli le testimonianze storico-artistiche che ne fanno una meta degna di essere assaporata con calma, cogliendo ogni scorcio e ogni dettaglio. Da vedere il Convento del Carmine, con i suoi splendidi affreschi, e la cattedrale di Santa Maria Assunta, realizzata per volere di Roberto II il Guiscardo, sede dell'incoronazione di Luigi I d'Angio' a re di Napoli nel 1383. Tra le costruzioni piu' antiche spiccano le mura, con le loro antiche porte d'accesso: porta Fontana risale al Duecento e conserva tuttora i cardini in pietra di una volta, mentre le altre sono le porte del Monte, della Ra'bata, della Saracena e delle Beccarie. Quest'ultima ha due piccole nicchie dotate di una mensola, in cui una volta si incastravano le lanterne che consentivano di entrare in citta' nelle ore notturne. Anche la torre normanna e' molto antica, ma ancora di grande effetto: alta 27 metri , con mura di 5 metri di spessore, regala uno scenario mozzafiato a chi abbia il coraggio di scalarla. In piu', se ci si posiziona sulla pietra che si trova proprio al centro del tetto, si ode la propria voce rimbombare come all'interno di una grotta. Tra i palazzi a carattere civile ci sono il palazzo ducale, oggi sede del Museo Archeologico, e numerose residenze nobiliari erette tra Quattrocento e Seicento. La presenza di un importante Museo Archeologico e' giustificata dall'abbondanza di scavi che sono stati effettuati nella zona, molti dei quali osservabili all'aperto sul sito stesso: e' il caso delle aree archeologiche della Serra del Cedro, citta' lucana del VI secolo a.C., e di Piano della Civita, risalente invece al IV secolo a.C. Interessante anche l'insediamento di Calle, di eta' romana, dotato di un antico impianto termale, e la villa romana di Sant'Agata col suo prezioso pavimento musivo. Ma la testimonianza storica piu' appassionante di Tricarico e' forse rappresentata dai semplici vicoli del centro, che seguono un andamento diverso a seconda che appartengano a un quartiere di origine araba o normanna. Le zone arabe della Ra'bata o della Saracena hanno una struttura a labirinto, con strade principali da cui si diramano le viuzze secondarie, mentre le aree normanne del Monte e del Piano presentano una pianta regolare, con le strade disposte ortogonalmente, mosse d

SITO ARCHEOLOGICO MATAPONTO

SITO ARCHEOLOGICO MATAPONTO  Apri
Loc. METAPONTO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
38 Km da MATERA
Altitudine: 3 mt. s.l.m.  Area Metaponto, Lido di Metaponto, Pisticci
  Brochure PDF
Metaponto e' un sito archeologico a Bernalda, in Italia. Il parco archeologico e' a due chilometri dal Museo archeologico nazionale di Metaponto, dove sono custoditi molti dei reperti li' rinvenuti, a ridosso della strada statale 106 Jonica. Le testimonianze di maggior rilievo del sito sono l' antiquarium (una struttura ottagonale), il teatro, il castro romano, l' agora' cittadina, la necropoli, i templi di Apollo Licio, Demetra, Afrodite, Hera e il monumento sicuramente piu' celebre sono le Tavole Palatine, il tempio che delimitava i confini dell'antica citta' dedicato ad Hera. Nell'area sacra sono situati il tempio di Atena (tempio C), il tempio di Apollo di cui vi e' una prima fase che non sembra mai completata, giunta tuttavia ad uno stato avanzato (tempio B I) che si daterebbe intorno al 570 a.C., vi e' poi una seconda fase (tempio B II) che sarebbe coeva al tempio A II. Il tempio di Hera (tempio A) di cui sono presenti solo le fondazioni e un secondo tempio di Hera (tempio A II) costruito sul precedente. Tutti i templi sono in stile dorico costruiti a partire dal 570 a.C. fino al 530 a.C.. Il tempio di Afrodite (tempio D) e' stato invece edificato intorno al 470 a.C. in stile ionico. Con questo il numero dei templi ionici in Italia sale a cinque, si aggiunge a quelli di Elea, Ipponio, Locri e Siracusa. Davanti agli ingressi dei templi sono situati i resti degli altari con vari elementi decorativi. A est si sviluppa il muro di protezione dell'area sacra che la separa dall'agora' dove e' situato il teatro. Nel VII secolo, questa zona era occupata da un ekklesiste'rion(resti visibili), costituito da un terrapieno senza gradini e trasformato almeno due volte nel corso del V secolo. La forma definitiva messa in luce dagli scavi l'acquisira' nella seconda meta' del IV secolo. Alle spalle di quest'area si erge un altare della fine del VI secolo recante l'iscrizione Dio's Agora' dedicato a Zeus. A sud e' invece posto un ampio portico e un recinto trapezoidale con i resti di due imponenti strutture, identificato da alcuni storici come luogo dedicato alla predizione alla religiosita' misterica e visitato anche dallo sciamano Aristeas. La citta' e' protetta da una cinta muraria del VI secolo a.C. dotata di ingressi monumentali

TAVOLE PALATINE

TAVOLE PALATINE  Apri
Loc. METAPONTO MATERA, ITALY - BASILICATA  Navigatore
38 Km da MATERA
  Area Metaponto, Lido di Metaponto, Pisticci
Le Tavole Palatine (chiamate cosi' forse in riferimento all'identificazione, in passato, col sito di un antico palazzo) sono i resti di un tempio dorico periptero esastilo del VI secolo a.C. dedicato alla divinita' mitologica Hera. Il tempio, posto in prossimita' del Bradano, era legato a un santuario extraurbano, del quale e' emerso il muro del temenos e resti di un altare piu' antico. I resti del monumento sono situati nell'area archeologica di Metaponto, piu' precisamente sull'ultima ondulazione dei Givoni, antichi cordoni litoranei, presso la sponda destra del fiume Bradano, eretto sui resti di un antico villaggio neolitico, lungo la strada preistorica proveniente da Siris-Heraclea, a circa 3 km dall'antica citta' di Metaponto. Il tempio era anche chiamato Scuola di Pitagora, in memoria del grande filosofo Pitagora. Nel medioevo era ancora chiamato Mensae Imperatoris, probabilmente a ricordo dell'imperatore Ottone II che, nella spedizione contro i Saraceni del 982, si accampo' a Metaponto. I resti del tempio, con al centro la cella dotata di adyton e preceduta da un pronao, sono composti da 15 colonne con 20 scanalature e capitelli di ordine dorico. Delle 15 colonne, 10 sono sul lato settentrionale e 5 sul meridionale. In origine le colonne erano 32, poiche' il tempio era composto di una peristasi di 12 colonne sui lati lunghi e 6 sui lati corti. Il tempio risulta molto degradato, poiche' costruito con calcare locale. Nel V secolo a.C. fu dotato di un tetto fittile con decorazione policroma di tradizione ionica, con protomi leonine e doccioni. Nelle vicinanze del tempio vennero rinvenuti infatti, durante gli scavi del 1926, numerosi resti dell'antica decorazione in terracotta, statuette, ceramiche e altri pezzi di colonne esposti al Museo archeologico nazionale di Metaponto

ARANCIA DURETTA DEL GARGANO

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Loc. PUGLIA, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
45 Km da MATERA
Altitudine: 382 mt. s.l.m.  Area Grotte di Castellana, Castellana Grotte, Alberobello
L'Arancia del Gargano IGP presenta una forma sferica ed una pezzatura non eccessivamente grande. Il sapore e' dolce ed il profumo caratteristico. Fattori distintivi del prodotto sono l'epoca di maturazione (fine aprile-maggio ed anche agosto) e la spiccata serbevolezza che permetteva a queste arance, in tempi passati, di sottoporsi a viaggi di 30 e anche 40 giorni ed arrivare integre a Chicago o New York. Fin dall'antichita' la fama dell'Arancia del Gargano IGP aveva valicato i confini regionali ed era menzionata nelle opere di diversi autori, tra cui lo stesso Gabriele d'Annunzio. A partire dal 1700 gli agrumi del Gargano diventano protagonisti di un'importante processione, che ancora oggi si tiene ogni anno a febbraio, in onore di San Valentino, Santo protettore degli agrumeti, durante la quale si benedicono le piante ed i frutti di aranci e limoni. Sono conservati numerosi registri, fotografie, poster, locandine, a dimostrazione della fama a livello anche internazionale raggiunta da questi straordinari ed inconfondibili agrumi del Gargano. I primi riferimenti storici sull'esistenza della coltivazione degli agrumi sul territorio risalgono all'anno 1003, grazie a Melo, principe di Bari, che, volendo dare dimostrazione ai Normanni della ricchezza produttiva delle terre garganiche, spedi' in Normandia i 'pomi citrini' del Gargano, corrispondenti al melangolo (arancio amaro). Nel Seicento si intensifico' un notevole traffico di agrumi dei comuni di Vico del Gargano e di Rodi Garganico con i Veneziani. Questi intensi scambi commerciali continuarono anche nell'Ottocento, e la fama dell'Arancia del Gargano IGP raggiunse persino gli altri Stati europei e l'America. L'interno delle arance puo' essere consumato allo stato fresco, a spicchi o in spremute, ovvero come ingrediente di insalate o ancora come guarnizione. Le arance possono essere inoltre cucinate quali costituenti di raffinati piatti in agro-dolce o impiegate alternativamente per bevande, liquori e frutta candita. Per pelarle al vivo, si consiglia di andare a fondo con un coltellino, cercando di eliminare il piu' possibile sia la parte bianca della scorza, sia la pellicina fino ad arrivare alla polpa. Con la punta del coltello si andra' poi a separare uno spicchio alla volta: in tal modo la pellicina della polpa che divide gli spicchi verra' via facilmente

SPIAGGIA DI MARINA DI PISTICCI

SPIAGGIA DI MARINA DI PISTICCI  Apri
Loc. PISTICCI - BASILICATA  Navigatore
44 Km da MATERA
  Area Bernalda, Lido di Metaponto, Metaponto
Pisticci e' una localita' balneare di antiche origini, attestate al periodo medievale. La spiaggia di Marina di Pisticci e' una delle piu' belle spiagge del Mediterraneo. Caratterizzata da un largo arenile di sabbia fine e chiara, questa localita' offre i piu' diversi servizi turistici. Servizi nelle vicinanze: -Bar -Ristoranti -Campeggi -Alberghi -Stabilimenti balneari

ALTAMURA

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Loc. ALTAMURA BARI, ITALY - PUGLIA  Navigatore
19 Km da MATERA
  Area Cassano delle Murge, Matera, Acquaviva delle Fonti
La citta' di Altamura sorge nell'entroterra della provincia di Bari, quasi al confine con la Basilicata. Ritrovamenti fossili, alcuni dei quali eccezionali come l'uomo di Altamura, testimoniano la presenza dell'uomo in questo territorio gia' 400.000 anni prima di Cristo. Nel 500 a.C. furono edificate le mura megalitiche che diedero il nome alla citta' (Alte-Mura). Segui' un lungo periodo di dominazioni, cui pose fine l'arrivo di Federico II (1232) il quale diede nuovo impulso alla citta' dotandola di una Cattedrale e ripopolandola con genti arabe, greche ed ebree. E' di quel periodo l'assetto caratteristico della citta', con i 'claustri', piccole piazzette circondate da viuzze. Successivamente Altamura subi' varie signorie, tra cui gli Orsini, che edificarono palazzi e conventi. Nel 1531, gli abitanti di Altamura si tassarono per pagare i 20.000 ducati necessari a riscattare la propria citta' dal giogo feudale. La citta' vide un periodo particolarmente fiorente tra il 1500 e il 1700, fino a quando nel 1748 fu istituita tra le sue mura l'Universita' degli studi che contribui' a diffondere gli ideali di uguaglianza e liberta' promossi dalla rivoluzione francese. A causa di questo nuovo spirito, quando nel 1799 la citta' fu assediata e saccheggiata dall'esercito della Santa Fede, la cittadinanza diede vita ad una lunga resistenza. E' per questo motivo che gli storici del primo Novecento, animati ancora dallo spirito risorgimentale, diedero alla citta' l'appellativo di Leonessa di Puglia. Negli anni successivi Altamura ospito' la Corte d'appello di Terra di Bari e la sede del governo provvisorio di Puglia.Suggestivo e' il Santuario della Madonna del buon cammino: costituiva un rifugio per i viandanti sulla via che un tempo portava a Bari, nonche' un luogo di culto dove fermarsi a pregare. Di grande interesse e' anche il Museo Archeologico Statale: al suo interno sono custoditi molti dei reperti della grotta di Lamalunga, utensili e corredi neolitici e Peuceti. Il famoso uomo di Altamura, un fossile umano vissuto tra 250.000 e 400.000 anni fa, e' visitabile nel Centro Visite Uomo di Altamura presso Masseria Ragone. In una cava a quattro chilometri dal centro abitato sono state scoperte delle impronte di dinosauri vissuti in queste terre circa 70 milioni di anni fa. Chiunque visiti Altamura portera' con se il ricordo, il sapore e il profumo del pane DOP, talmente buono da essere servito come pietanza e non come complemento

CRIPTA DEL PECCATO ORIGINALE

CRIPTA DEL PECCATO ORIGINALE  Apri
Loc. MATERA - BASILICATA  Navigatore
5 Km da MATERA
Altitudine: 348 mt. s.l.m.  Area Altamura, Cassano delle Murge, Ferrandina
  Brochure PDF
A pochi Km da Matera, lungo la Appia antica, in una delle gravine che solcano l'altopiano della Murgia, si trova uno dei luoghi piu' suggestivi del Sud Italia: la Cripta del Peccato Originale. In una cavita' rocciosa a strapiombo sulla rupe di calcarenite la sapiente mano del 'Pittore dei Fiori di Matera' ha narrato scene dell'antico e del nuovo testamento in un ciclo affrescato risalente al IX sec. d.C.. Riscoperta nel lontano maggio del 1963 da un gruppo di giovani appassionati materani, da ricovero per greggi la Cripta del Peccato Originale e' diventata una delle tappe imperdibili nella visita alla Citta' dei Sassi. Un restauro esemplare, voluto dalla Fondazione Ze'tema di Matera e realizzato con la consulenza dell' Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, ha restituito gli straordinari affreschi della Cripta alla piena fruizione. Attraverso un percorso luci-suoni, la visita alla 'Cappella Sistina' della pittura parietale rupestre e' la perfetta fusione tra emozione e cultura

WWF: OASI LAGO DI SAN GIULIANO

WWF: OASI LAGO DI SAN GIULIANO  Apri
Loc. MATERA - BASILICATA  Navigatore
11 Km da MATERA
Altitudine: 9 mt. s.l.m.  Area Ferrandina, Altamura, San Mauro Forte
  Brochure PDF
Una delle piu' importanti zone umide della Basilicata L'Oasi WWF del Lago di San Giuliano si trova in una Zona di Protezione Speciale e in un Sito d'Importanza Comunitaria nei Comuni di Grottole, Miglionico e Matera. L'area si estende per circa 1.300 ettari ed e' una delle piu' importanti zone umide della Basilicata. La varieta' di ambienti ed habitat della Riserva favorisce la presenza di una fauna diversificata, soprattutto per quel che concerne le specie ornitiche, tra le quali cicogne, gru, spatole, aironi rossi, aironi bianchi maggiori, morette tabaccate, avocette, cavalieri d'Italia. Ambiente L'Oasi WWF Lago di San Giuliano e' una delle piu' importanti zone umide della Basilicata. Inizialmente creato per scopi irrigui dallo sbarramento del fiume Bradano negli anni tra il 1950 e il 1957, nel 1976 il Lago di San Giuliano e' diventato Oasi di Protezione e Rifugio per la fauna stanziale e migratoria, nel 1989 Oasi WWF e nel 2003 Zona Ramsar, ovvero una delle aree umide di interesse internazionale per la fauna acquatica. Il territorio della riserva, situata nella parte ovest della Basilicata, interessa i Comuni di Matera, Miglionico e Grottole, e comprende parte del medio corso del fiume Bradano a monte e a valle dello sbarramento, il lago- che si estende per circa 8 km2- e la gravina. Il tratto a monte del lago ha caratteristiche tipiche dell'ecosistema fluviale, mentre a valle dello sbarramento il fiume scorre in una gravina profonda, a tratti, anche 50 metri. Intorno al lago sono presenti nuclei di macchia mediterranea -da una parte le specie alloctone del rimboschimento, dall'altra le specie autoctone quali lentisco, perastro, paliuro, ginepro, roverella, fillirea, biancospino- prati umidi e xerici, boschi naturali igrofili e boschi di conifere ed eucalipti. Lungo la fascia piu' esterna vi sono ristrette aree coltivate in maniera intensiva.

PARCO DELLA MURGIA MATERANA

PARCO DELLA MURGIA MATERANA  Apri
Loc. PARCO DELLA MURGIA MATERANA, VIA SETTE DOLORI, 10, MATERA MT, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
7 Km da MATERA
  Area Ferrandina, Altamura, Cassano delle Murge
Sicuramente uno dei piu' spettacolari paesaggi rupestri d'Italia che testimonia l'antico rapporto tra natura e uomo, si trova in Basilicata, a Matera a pochi chilometri di distanza dal confine con la Puglia. Il Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, piu' semplicemente detto Parco della Murgia Materana, e' caratterizzato da una roccia tenera costituita da profondi solchi che disegnano rupi, forre, grotte, gravine utilizzate dall'uomo che vi si e' insediato sin dalla preistoria. Esso e' compreso tra le contrade poste tra la S.S. 7, la S.P. Matera&Ginosa&Montescaglioso e la S.S. 175. Ad ovest di Matera, poi, il perimetro del Parco corre su di una ristretta fascia lungo il corso della Gravina di Picciano che, partendo dall'omonimo colle giunge alla confluenza del fiume Bradano. Spettacolare e' la Gravina di Matera, enorme solco calcareo che attraversa il territorio con i suoi venti chilometri di lunghezza giungendo fin sotto l'abitato di Montescaglioso. Sul fondo di questo Canyon, scorre l'omonimo torrente il cui lento cammino delle acque prosegue verso sud costeggiando i Sassi di Matera, sfiorando l'abitato di Montescaglioso oltre il quale sfocia nel fiume Bradano. Un territorio suggestivo, apparentemente desolato, ma che nasconde ricchezze naturalistiche e testimonianze storiche di eccezionale valore. I fianchi, orientale e occidentale della Gravina, sono sostanzialmente diversi: il primo, ha una struttura morfologica piu' complessa a causa della presenza dell'abitato di Matera e sempre sullo stesso versante, piu' a sud, posto su un colle argilloso dell'abitato di Montescaglioso. Il secondo fianco, disabitato, e' un blocco calcareo privo di vegetazione arborea nella parte piu' vicina alla citta' di Matera, ma ricoperto dalla caratteristica vegetazione mediterranea nel quale sono rivenibili le tracce dell'uomo tra cui chiese rupestri, villaggi preistorici di epoca neolitica, jazzi, cave da cui si ricavava il materiale costruttivo delle abitazioni dei Sassi, e masserie. Oggi questo versante, circa 8000 ettari, che nasconde gli ultimi lembi di un bosco mediterraneo, rientra nei confini del Parco della Murgia Materana. E' proprio il rapporto antico tra natura e uomo che rende unico questo Parco che attraverso l'Ente di Gestione, tutela contemporaneamente una natura spettacolare e le opere realizzate dalle mani dell'uomo nel corso di migliaia di anni con il paziente lavoro della incisione. Geograficamente il Parco comprende le aree delle Tufare, Murgecchia, Murgia Timone, Acito San Campo, Trasano Conca d'Aglio, Murgia Alvino, Bosco del Comune, Selva Malvezzi, Bosco di Lucignano, l'Annunziata, Selva Venusio, Murgia Sant'Agnese, Lamaquacchiola, Agna Ofra, Murgia di S. Andrea e Madonna della Murgia. Le irraggiungibili pareti verticali delle rocce e la ricca vegetazione che si sviluppa all'interno dei confini del Parco determinano la formazione di ambienti naturali tali da permettere la presenza di specie volatili rarissime. I bird-watchers piu' fortunati hanno l'opportunita' di osservare specie come il biancone, il nibbio, il lanario, il capovaccaio. Altri rapaci come il falco grillaio (Falco naumanni), vivono affianco all'uomo e nidificano sotto i tetti delle case abbandonate dei Sassi di Matera o sotto le tegole dell'Abbazia Benedettina di Montescaglioso

CHIESA DI SAN PIETRO CAVEOSO

CHIESA DI SAN PIETRO CAVEOSO  Apri
Loc. MATERA MT, ITALIA - BASILICATA  Navigatore
1 Km da MATERA
  Area Altamura, Ferrandina, Cassano delle Murge
La Cattedrale di Matera fu terminata nel 1270, ed edificata nella 'civita'', il punto piu' alto e visibile della citta' ove sorse il primo nucleo abitato dei Sassi, sull'area di un monastero benedettino dedicato a S.Eustachio consacrato nel 1082, e, come si scopri' all'inizio del '900 durante i lavori di costruzione per le fondazioni dell'adiacente palazzo del Seminario Arcidiocesano, fu costruita su un terrapieno artificiale per innalzare ulteriormente la sua posizione ( rimane visibile da tutti i punti della antica citta' e dalle campagne circostanti). Durante i suddetti lavori furono scavate delle profonde trincee che rivelarono in 12 metri, man mano che si scendeva in profondita', tutti gli antichi strati abitativi della citta': abitazioni medioevali, una chiesetta paleocristiana ed abitazioni della stessa epoca, reperti bizantini come monete e resti architetettonici , un altro piano di abitazioni romane, sepolcri greci con importanti vasi facenti parte del tipico corredo funerario e infine resti di ceramica ingobbiata caratteristica della prima eta' del ferro. Una 'radiografia', insomma, della vita antica di Matera

PANE DI ALTAMURA DOP

PANE DI ALTAMURA DOP  Apri
Loc. ALTAMURA BA, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
18 Km da MATERA
  Area Cassano delle Murge, Matera, Acquaviva delle Fonti
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Il pane di Altamura e' un prodotto di panetteria tradizionale di Altamura, in provincia di Bari. E' ottenuto dall'impiego di semole (molto ricca di glutine) rimacinate di varieta' di grano duro coltivato nei territori dei comuni della Murgia. Nel luglio 2003, a livello europeo, al pane di Altamura e' stato riconosciuto il marchio denominazione di origine protetta (DOP). Cotto nei tradizionali forni a legno e in pietra, il pane di Altamura si distingue per la sua fragranza e il suo sapore. Ha crosta croccante e una mollica soffice di colore giallo paglierino. Si presenta sotto due forme tradizionali; la prima denominata localmente «U sckuane'te» (pane accavallato), e' alta, accavallata, l'altra piu' bassa, localmente denominata «a cappidde del padre de simone» (a cappello di prete). L'area geografica delimitata dove sono coltivati i grani comprende i territori dei Comuni di Altamura, Gravina di Puglia, Poggiorsini, Spinazzola e Minervino Murge in provincia di Bari. E la zona di produzione del pane di Altamura comprende soltanto il territorio amministrativo del Comune di Altamura, in provincia di Bari

WWF: OASI ACQUAVIVA DELLE FONTI

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Loc. ACQUAVIVA DELLE FONTI - PUGLIA  Navigatore
33 Km da MATERA
  Area Casamassima, Cassano delle Murge, Rutigliano
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L'Oasi Gioacchino Carone si trova nel Comune di Acquaviva delle Fonti (Ba). L'area, di 2,5 ettari, si sviluppa lungo la destra orografica di un canale chiamato 'lama Baronale'. Interessante e' la presenza di una fitta vegetazione arbustiva di notevole interesse. L'obiettivo del WWF e' quello salvaguardare e migliorare questo lembo di vegetazione spontanea che, assieme al resto dell'alveo del canale, anch'esso dalle caratteristiche simili, hanno ormai assunto carattere di rarita' in tutta la provincia di Bari e nel territorio pugliese in generale. Ambiente Interessante e' la presenza di una fitta vegetazione arbustiva di notevole interesse soprattutto per la presenza di quercia spinosa; comuni sono anche le ginestre, oltreche' il cisto di Montpellier in notevoli dimensioni. Vi e' una notevole presenza di avifauna ed in particolare di silvidi quali occhiocotto, sterpazzola, capinera ed altre specie come pettirosso, saltimpalo, cinciarella, cinciallegra, verzellini, fringuelli. In estate e' possibile osservare diversi esemplari di gheppio, falco grillaio e falco cuculo intenti a cacciare nelle aree circostanti. L'obiettivo del WWF e' quello salvaguardare e migliorare questo lembo di vegetazione spontanea che, assieme al resto dell'alveo del canale anch'esso dalle caratteristiche simili, hanno ormai assunto carattere di rarita' in tutta la provincia di Bari e nel territorio pugliese in generale.

CASAMASSIMA

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Loc. CASAMASSIMA - PUGLIA  Navigatore
42 Km da MATERA
  Area Rutigliano, Acquaviva delle Fonti, Bari
Adagiata su un paesaggio collinare, a 18 km da Bari, Casamassima era conosciuta in passato come 'il crocevia della Puglia'. A conferirle tale appellativo, la posizione strategica che la pone al centro della regione. Il Comune rappresentava, infatti, un importante nodo stradale che collegava la Capitale dell'Impero, Roma, a Taranto. Il territorio di Casamassima si estende su una superficie di 7.741 ettari, all'estremita' naturale della Murgia Barese. Caratteristica e di grande interesse naturalistico e' la Lama San Giorgio, circa 10 ettari di bosco, a copertura discontinua, il cui strato arboreo e' costituito da varie tipologie di querce, una micro regione ambientale in cui sopravvivono specie vegetali e animali uniche al mondo, molte delle quali in estinzione. Ancora inesplorato e', invece, il paesaggio carsico, con le sue enormi grotte sotterranee, contraddistinte da stalattiti e stalagmiti. Notevoli, nel territorio, anche le testimonianze preistoriche: i menhir o pietre fitte e le specchie. I primi sono megaliti di forma irregolare, talvolta vicini alla forma conica o cilindrica, per lo piu' lasciati grezzi e infissi nel terreno come fossero obelischi. Sul loro significato e sulla funzione che avevano in origine, gli studiosi sono tra loro discordi. Le specchie sono, invece, cumuli di pietre di dimensione variabile, alcuni millenari, sparsi per lungo tempo nei boschi dell'agro e rimasti isolati quando quelle aree furono trasformate in culture. Non e' da escludere che, sotto le specchie, venissero collocate le tombe di guerrieri e capi di eserciti, morti in battaglia

CASTELLO DI UGGIANO

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Loc. FERRANDINA - BASILICATA  Navigatore
23 Km da MATERA
  Area Craco, San Mauro Forte, Matera
La roccaforte occupava una superficie di notevole estensione e intorno alle mura si sviluppava l'insediamento urbano, di cui restano poche tracce; i resti piu' estesi sono quelli relativi alle chiese di san Lorenzo, l'antica chiesa Madre, e di san Domenico, l'antica abbazia benedettina di Ognissanti. Del complesso domenicano sono ancora visibili le mura perimetrali col tetto sprofondato e si puo' riconoscere l'impianto di una chiesa a navata unica. Oltrepassata la chiesa di san Domenico e scendendo giu' a valle, si trova ancora l'antica fontana, chiamata comunemente 'pilaccio di Uggiano'. Un po' piu' giu' del pilaccio esisteva una torre isolata di stupenda costruzione, la quale costituiva, forse, il baluardo piu' avanzato del castello e che, per effetto di una pioggia straordinaria avvenuta nel 1848, frano' completamente, tanto che non restarono piu' tracce. Dei ruderi del castello e' possibile notare un maestoso portale con arco a sesto acuto, resti delle torri da difesa a forma quadrata, tracce degli appartamenti del castellano e di ambienti destinati a rappresentanza, resti di cortili, pozzi, solai, servizi igienici. Alcuni studiosi locali attribuiscono a questo luogo un'origine antichissima, ma e' solo a partire dal XII secolo che si hanno notizie storiche sulla sua esistenza. Al dominio normanno-svevo successe quello angioino e nel 1269 Uggiano venne donato a Pietro Belmonte, conte di Montescaglioso. Agli inizi del XIV secolo passo' ad Azzo d'Este, recatogli in dote dalla sposa Beatrice, figlia di Carlo d'Angio' che rimasta vedova si risposo' con Bertrando del Balzo, a cui porto' in dote lo stesso feudo. Successivamente Pirro del Balzo eredito' il casale di Uggiano, ma nel 1485 venne privato da Ferdinando I d'Aragona di tutti i suoi beni, per la ribellione capeggiata nella Congiura dei Baroni. Ne fu investito suo genero Federico che fondo' per i profughi uggianesi, non si sa se a causa di un terremoto o di una distruzione, una nuova citta' cui diede il nome di Ferrandina. Certamente e' un luogo ricco di storia e di grande interesse storico-artistico»

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI METAPONTO

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI METAPONTO  Apri
Loc. MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI METAPONTO - BASILICATA  Navigatore
38 Km da MATERA
  Area Bernalda, Lido di Metaponto, Pisticci
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Il Museo archeologico nazionale di Metaponto e' un museo situato a Metaponto, in Basilicata. Ospita i principali reperti rinvenuti nel territorio circostante l'antica Metaponto e alcuni reperti provenienti dalla vicina zona di Pisticci e dall'area archeologica dell'Incoronata, ivi situata. Il museo si articola in 4 sale: i reperti preistorici, la colonizzazione greca tra VIII secolo a.C. e VII secolo a.C. l'integrazione tra greci e indigeni, l'eta' romana I reperti esposti di epoca preistorica consistono in vari oggetti e suppellettili rinvenuti in corredi funerari tra cui spiccano gioielli e oggetti in bronzo e in avorio di alta' qualita'. La maggioranza delle testimonianze di eta' greca provengono dal sito dell'Incoronata di Pisticci, con coppe, tazze e ceramiche decorate, tra cui spicca l'incensiere con fusto decorato da animali e scene mitologiche. Di datazione successiva sono invece i reperti provenienti dai templi di Metaponto con numerosi vasi e coppe dipinte. Di eta' romana sono invece le ceramiche grige ellenistiche, sigillate romane e africane e tardoimperiali dell'Asia Minore. Il museo e' di competenza della Soprintendenza archeologica della Basilicata

LA FORESTA MERCADANTE

LA FORESTA MERCADANTE  Apri
Loc. FORESTA DI MERCADANTE, S.S. 98, KM35, CASSANO DELLE MURGE BA, ITALIA - PUGLIA  Navigatore
26 Km da MATERA
  Area Acquaviva delle Fonti, Altamura, Casamassima
Foresta Mercadante, divenuta, ormai, il polmone di Bari. In questi ultimi tre decenni, molti progressi sono stati registrati, ma il piu' importante di tutti e' stato la riconferma dell'interesse turistico, intimamente legato all'incremento della foresta che, con le assidue cure ed i pazienti lavori di tre generazioni, e' diventata la maggiore attrattiva cassanese e merita, percio', di essere meglio conosciuta ed illustrata. Tutti sanno che ad occidente di Bari vi era la foce del torrente Picone che si impaludava nella zona tra la citta' e la penisoletta di San Cataldo; palude che agli inizi del '500 la Duchessa di Bari, Isabella Sforza-d'Aragona, cerco' inutilmente di bonificare, facendo aprire opportuni sbocchi sul mare. Il torrente, serpeggiando attraverso i territori di Cassano, Sannicandro, Bitritto, Carbonara e Bari, sfociava nel centro dell'insenatura tra Bari e San Cataldo, dove aveva termine il muro della cinta daziaria eretto dopo il 1868 all'imbocco della via Nazionale per Foggia e Napoli. Il suo letto, lungo circa 35 Km, e' costituito da una lunga successione di lame scavate nella crosta terrestre, ricche di prosperi vigneti. Ma l'incremento edilizio del XX secolo lo ha quasi completamente cancellato. La gravissima piena del 1567 cancello' tutte le opere eseguite nel tempo sotto una immensa coltre di fango e detriti. Cosi' il pantano, divenuto piu' vasto, insidioso ed insalubre che mai, prese il nome di Marisabella, per ricordo dello sfortunato tentativo della Duchessa Sforza. L' alluvione del febbraio 1905 dilago' a Bari causando 18 morti e migliaia di disastri e senza tetto che richiamarono l'attenzione delle competenti autorita'. Il flagello si ripete', con nuovi elevatissimi danni ed altre vittime, nei giorni 3 e 5 settembre 1915; ma c'era la tremenda guerra con le sue pressanti necessita', ed il nuovo disastro diede origine solo a lunghe polemiche ed insufficienti mezze misure con le quali si tiro' avanti fino al tragico 6 novembre 1926, quando un nubifragio mai visto, dopo aver spazzato l'inadeguata trincea di sbarramento, invase tutto il lato sud-occidentale del capoluogo, sommergendolo sotto una massa fangosa alta fino a 60 cm. e, purtroppo, con altri 19 morti e 50 feriti! Il governo dell'epoca, prontamente prese a cuore la questione sotto tutti i suoi aspetti sociali, geografici, meteorologici ed economici, e sulle risultanze degli studi dei vari tecnici interessati, venne decisa la deviazione dell'infausto torrente. Con provvida sollecitudine, la Cattedra di Agricoltura di Bari e l'Ispettorato Agrario, d'intesa con il Comando del Corpo Forestale, approntarono il piano di esproprio del regio decreto 30-12-1926 n. 3287: Provvedimenti da adottare per il bacino del torrente Picone, in dipendenza dell'alluvione nell'abitato e nella provincia di Bari, confinante a Nord con la provinciale Cassano-Altamura, ad Est con la localita' Femmina Morta ad Ovest con quelle di Chiummo (cioe' piccolo) e Monsignore

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BASILICATA


Prima della conquista dei Romani il nome antico della regione era Lucania (dal nome dell'antica popolazione). La Basilicata inizia ad essere così chiamata intorno al IX. - X. secolo dopo Cristo. Questo nome deriva da Basilikos, appellativo del funzionario dell'Impero Bizantino che governava la Regione, che, dopo la dominazione romana, divenne territorio dell'Impero Bizantino. La regione Basilicata si trova tra la Calabria e la Puglia, nella parte meridionale dell'Italia. Non si visita la Basilicata per caso, si sceglie infatti di soggiornare in questa terra solo se si ha voglia di vivere un'esperienza diversa, immergendosi in luoghi dove silenzio, colori, profumi e sapori portano lontano dal frastuono e dallo stress della vita moderna, regalando sensazioni uniche. I boschi e le foreste che ricoprono le montagne sono costellati da piccoli e suggestivi borghi. Ci sono poi dei luoghi anche a 1000 m di altitudine, dove l'aria pura, i sapori genuini e le bellezze della natura si uniscono alle testimonianze storiche per soddisfare ogni desiderio di conoscenza. Bellissima, e tuttavia ancora poco esplorata, è la zona dei Laghi di Monticchio, una delle aree più spettacolari della Basilicata. Il lago Grande e il lago Piccolo, sono due splendidi specchi d'acqua che occupano i due crateri, ormai spenti, del Monte Vulture e sono circondati da una fitta e lussureggiante vegetazione. La Basilicata è bagnata da due mari: lo Ionio e il Tirreno. La costa ionica, con le due note località di Metaponto e Policoro, offre ampie spiagge di sabbia finissima o di ciottoli, in alcuni tratti circondate da pinete e filari di eucalipto. Il Golfo di Policastro, sul versante tirrenico, presenta una costa alta e frastagliata, dove i promontori a picco sul mare sono intervallati da piccole spiagge lambite da un mare cristallino.

Da Vedere: I 'Sassi di Matera': sono quartieri scavati nella roccia e intagliati in un profondo burrone formato dalle pareti di tufo del torrente Gravina. I 'Sassi' sono considerati Patrimonio Mondiale dell'Umanità e sono protetti dall'Unesco. Museo Nazionale della Siritide: si trova a Policoro, in provincia di Matera e comprende materiali provenienti dagli scavi archeologici di Siris e di Heraclea, citta' greca del V secolo, e da localita' della costa lucana. Castello Normanno di Melfi: Nel Castello Normanno dell'XI secolo e' allestito un Museo in cui sono conservati reperti preistorici, materiali tombali, oreficerie, vasi greci. Parco Nazionale del Pollino, condiviso con la Calabria: si estende per 200.000 ettari e comprende 66 Comuni di cui 22 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera. E' stato istituito come Parco Regionale del Pollino nel 1985 e come Parco Nazionale nel 1990 con l'aggiunta dei territori calabresi (32 comuni sono nella provincia di Crotone). Nel Parco è possibile visitare vari monumenti e reperti archeologici, ruderi di castelli, di rocche di fortificazione, di conventi, di monasteri, santuari, chiese e cappelle, isole linguistiche di origine albanese. Maratea: in provincia di Potenza, è una rinomata località di villeggiatura ed è l'unico sbocco della regione sul mar Tirreno. Maratea è chiamata la 'Perla del Tirreno' per la bellezza della sua costa su cui è situato il porticciolo turistico. E' nota anche come la città delle 44 chiese, ricche di preziose testimonianze artistiche.

Gastronomia e Vini: La gastronomia della Basilicata é influenzata dalle tradizioni culinarie delle regioni confinanti (Campania, Puglia e Calabria). I sapori caratteristici sono pungenti: il peperoncino, le erbe aromatiche. Per il condimento viene utilizzato quasi esclusivamente l'olio d'oliva mentre è ignorato il burro. Elemento base è la carne di maiale: i lucani sono dei veri esperti nel trattare prosciutti, salsicce, capicolli e pancetta. Piatti tipici sono ad esempio cotechinata, frittura di maiale, peperonata con carne di maiale, sanguinaccio. Una curiosità: la salsiccia che in molte regioni viene chiamata 'luganega' è originaria della regione e prende il nome dalla Lucania. Oltre al maiale, è utilizzata anche la carne di pecora e agnello. Tra i piatti di pesce segnaliamo zuppe di mare, anguille, trote e baccalà al forno. Per quanto riguarda i primi piatti, la protagonista di ogni pranzo è la pasta fatta in casa nelle sue molteplici forme: fra le più tipiche troviamo orecchiette, cavatelli, strozzapreti, fusilli e strascinate. Tipici della Basilicata sono infatti i &fusilli con le fave' Tra le altre specialità gastronomiche lucane sono da citare i formaggi: scamorze, provole e ricotte. Diffusa la preparazione del caciocavallo, un formaggio che deve il suo nome al metodo di stagionatura: le forme vengono accoppiate ed assicurate a 'cavallo' di un bastone.I tre vini più famosi della Basilicata provengono tutti dal Vulture e sono l'Aglianico, rosso, il Moscato, bianco frizzante, e il Malvasia, tipico vino da dessert. L'Aglianico, ottimo con le carni, è l'unico ad aver ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata. Tra gli altri vini merita una segnalazione l'Aleatico di Rionero.